Lividi ed ematomi: cause, sintomi, pericoli, rimedi

Ultimo Aggiornamento: 982 giorni

Link sponsorizzati

Introduzione

I lividi, anche definiti contusioni o ecchimosi (ematoma nel caso di situazioni più severe), si formano quando una parte del corpo viene colpita e le fibre muscolari ed il tessuto connettivo sottopelle vengono schiacciati senza che la pelle si laceri.

Il sangue proveniente dai capillari (i più piccoli vasi sanguigni dell’organismo) sottocutanei lesionati si riversa sottopelle e, non potendo uscire, rimane intrappolato e forma una macchia rossastra o violacea dolorante al tatto, cioè un livido.

I lividi possono formarsi per diversi motivi, ma per la maggior parte sono la conseguenza di urti, più o meno accidentali. Fortunatamente, come ben sa chiunque si procuri un occhio nero, i lividi non sono permanenti.

Cause

I lividi possono colpire chiunque, ma se alcune persone se li procurano con maggior facilità, altre sono relativamente immuni dai lividi. Perché?

La formazione dei lividi dipende da diversi fattori, tra cui ricordiamo:

  • spessore della pelle,
  • presenza di determinati disturbi o patologie,
  • assunzione di farmaci.

I vasi sanguigni, inoltre, tendono a diventare più fragili man mano che si invecchia, quindi gli anziani di solito si procurano lividi con maggior facilità.

Sintomi

Lividi

Evoluzione di un livido (http://www.flickr.com/photos/corrieb/3438241030/sizes/z/in/photostream/)

I lividi cambiano colore con il passare del tempo, il cambiamento è causato dall’attività dell’organismo che disgrega e riassorbe il sangue: il livido cambia diversi colori e alla fine scompare. È quasi possibile indovinare da quanto tempo c’è il livido soltanto guardando di che colore è.

All’inizio, quando il sangue si è appena sparso sottopelle, il livido è rossastro.

Dopo uno o due giorni l’emoglobina (la sostanza presente nel sangue che contiene ferro e trasporta l’ossigeno) cambia: il livido diventa bluastro o violaceo e il suo colore può tendere al nero.

Dopo un periodo variabile tra 5 e 10 giorni il livido vira ad un colore giallo-verde, per poi diventare giallo-oro dopo ulteriori 10-14 giorni (mentre se l’ecchimosi è di piccola dimensione il passaggio dal colore verde potrebbe non essere rilevabile).

Infine, dopo circa due settimane, il livido scompare.

Quando chiamare il medico

I lividi più piccoli possono essere curati con facilità, tuttavia è consigliabile andare dal medico se:

  • Un livido non scompare nel giro di due settimane.
  • Vi procurate lividi con facilità anche in assenza di urti.
  • Compaiono lividi improvvisi senza alcun motivo apparente.
  • Un livido inizia a fare più male del solito.
  • Il livido si gonfia.
  • Non riuscite a muovere un’articolazione.
  • Il livido è nelle vicinanze dell’occhio

Lividi e leucemia

Molto spesso in caso di frequenti, improvvisi ed inspiegabili lividi si teme di essere malati di leucemia; in realtà nel 99% dei casi la paura è del tutto immotivata e la tendenza allo sviluppo di frequenti ecchimosi è spiegabile attraverso una marcata fragilità capillare.

Nel caso di leucemia, al contrario, la drastica diminuzione delle piastrine provocherebbe la comparsa di emorragie più importanti, oltre naturalmente a diversi altri sintomi.

Cura e terapia

Prevenire i lividi non è semplice, però è possibile velocizzare il processo di guarigione. Quando ci si procura un livido si può prendere qualcosa dal freezer e applicarla sull’ecchimosi per aiutarlo a scomparire più velocemente.

Usare un impacco freddo o una borsa del ghiaccio immediatamente dopo l’urto serve per diminuire le dimensioni del livido, perché rallenta il flusso del sangue sottopelle e quindi fa sì che una minore quantità si riversi nei tessuti. La borsa del ghiaccio, inoltre, serve per calmare l’infiammazione, il gonfiore ed il dolore. È sufficiente applicarla ad intervalli di circa 15 minuti dopo il trauma, ed eventualmente ripetere l’applicazione per i successivi 1-2 giorni.

Non è necessario comprare una borsa del ghiaccio apposita, anche se è comunque una buona idea tenerne una sempre a portata di mano nel congelatore. Basta prendere un po’ di ghiaccio, metterlo in un sacchetto di plastica e avvolgere il sacchetto in un asciugamano prima di metterlo sul livido (non è consigliabile mettere il ghiaccio direttamente a contatto con la pelle per il rischio di ustioni da freddo).

Un’altra soluzione è quella di usare un sacchetto di frutta o verdura congelate, dove ovviamente il tipo di frutta o di verdura non ha importanza: è sufficiente che arrivino dal freezer. Il sacchetto di verdura congelata è facile da applicare sul livido perché la sua forma si può adattare a quella della zona colpita (scegliete la verdura che vi piace di meno, non è una buona idea sgelare e ricongelare più volte un alimento, che quindi non andrà più usato per l’alimentazione).

Un altro modo per far guarire più in fretta il livido è quello di alzare la zona colpita sopra il livello del cuore; se il livido è all’altezza dello stinco, ad esempio, sdraiatevi su un divano o sul letto ed alzate le gambe.

In questo modo il flusso di globuli rossi diretti al livido diminuirà, perché una maggior quantità di sangue presente nella gamba rifluirà nel resto dell’organismo anziché ristagnare nei tessuti della gamba. Se continuate a stare in piedi, scorrerà più sangue sottopelle e il livido crescerà più velocemente.

Sono infine presenti in commercio diverse preparazioni topiche (creme, unguenti, gel) in grado di velocizzarne la guarigione, senza obbligo di ricetta ricordiamo per esempio:

  • Lioton Trauma,
  • Momendol Gel,
  • Voltatrauma.

Prevenzione

È molto difficile riuscire a prevenire completamente i lividi, però se fate sport, andate in bicicletta, andate sui pattini o praticate attività che vi rendono soggetti agli urti, è consigliabile indossare un equipaggiamento protettivo, ad esempio imbottiture, parastinchi e casco.

Impiegare due secondi in più per indossare le protezioni può risparmiarvi due settimane di male e fastidio (per non parlare della protezione decisiva in caso di incidenti gravi!)

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati



Aggiornamenti

Non perdere i prossimi articoli ed aggiornamenti, iscriviti con il tuo indirizzo di posta elettronica; non riceverai mai SPAM e potrai cancellarti con un solo click in ogni momento

Servizio in collaborazione con FeedBurner (Google)

Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Paolo

    Buon giorno Dottore, volevo chiedervi un parere riguardo il problema che mi si è presentato circa una settimana fa. Ero in campagna e tentando di spezzare un ramo con il piede, tenendolo con le mani, ho avvertito un forte dolore tra le costole. Li per li ho pensato ad uno strappo muscolare, ma passata una settimana il dolore non diminuisce ed è comparso un livido e un lieve rigonfiamento sulla parte dolorante. Avverto anche dolore mentre inspiro e ovviamente al tatto. Spero risponderete presto perche inizio a preoccuparmi e a pensare che il dolore sia causato da qualcosa di più grave di un semplice strappo muscolare. Nell’attesa di una sua risposta la ringrazio in anticipo per una eventuale risposta.
    Buona giornata.
    Paolo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il dolore è aumentato/diminuito in questa settimana?

  2. Marta

    Buonasera dottore, da qualche tempo mi capita di alzarmi al mattino e trovarmi lividi sulle gambe di grandezza media. Le analisi che avevo fatto quest’estate erano buone, l’unico valore leggermente alterato era quello del T4. Il medico non pensa sia nulla di che, ma tuttavia non mi sento tranquilla.. La notte non ballo il cancan!
    Ps. Premetto che spesso ho giramenti di testa/sonnolenza, assumo citalopram.
    Grazie

  3. Anonimo

    I lividi appaiono un 3-4 volte al mese. Non hanno una frequenza precisa.. I capogiri li ho di frequente

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Confermo l’impressione del medico, magari solo un po’ di fragilità capillare.

  4. celia

    buongiorno Dottore.4gg fa ho avuto una bella caduta e ho sbattuta la testa,al inizio ho avuto un grande bernoccolo un po piu sopra l”occhio sinistro,ho messo subito ghiaccio per 2 gg.Adesso ho on bel occhio di color viola.cosa posso mettere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo praticamente nulla, data la vicinanza con l’occhio.

    2. celia

      buongiorno,neanche delle creme come” ematonil”?consigliata da un;amica…,.perche il colore e andato anche sotto in giu…in quanti gg passa,piu o meno…?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se l’ematoma è a distanza di qualche cm dall’occhio sì, può applicare più o meno quello che vuole, ma se siamo vicini all’occhio eviterei.
      Potrebbero servire fino a 10-14 giorni.

  5. Chiara

    Buonasera, ho partorito tre mesi fa e da due mesi mi capita di trovare sulle gambe nella zona degli stinchi piccoli ematomi. Alcuni sono sicuramente da ricondurre ad incidenti con la bimba ma altri no. Ho la pelle molto chiara e delicatae da sempre per goffaggine mi trovo lividi sulle gambe ma mai così frequentemente. Allarmata da malattie gravi ho fatto tre settimane fa anche su consiglio della ginecologa emocromo completo con formula e tempi di coagulazione, tutto normale, e visita angiologica con doppler risultata nella norma eccetto le dimensioni della safena al limite superiore di norma che il medico ha ascritto alla mia forte familiarità per patologie vascolari (nonni e zii tutti). Ha inoltre minimizzato i miei lividi ed ha detto di mettere calze elastiche quali prevenzione. Sto assumendo da due settimane vit C e mirtillo ma i lividi continuano ad uscire spessissimo e solo dal ginocchio in giù anche se più piccoli di qualche tempo fa e rimango sempre preoccupata di chissà cosa potrei avere. Può davvero solo essere fragilità capillare o sto trascurando qualcosa? E la gravidanza ed allattamento al seno possono effettivamente aver creato questo diaagio? Grazie mille per la sua attenzione

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, condivido l’ipotesi di “sola” fragilità capillare.

    2. chiara

      La ringrazio per la cortese e celere risposta. Ci sono principi attivi più efficaci per aiutare la tonicità delle vene e capillari di quelli che sto assumendo? Grazie

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      “Ni”, nel senso che ci sono farmaci usati più spesso, ma in realtà l’efficacia di tutta questa categoria di molecole non è mai stata provata; sicuramente più utili le calze.

Lascia un Commento

La tua privacy mi sta molto a cuore, quindi ti consiglio di non usare nome e cognome reali, è sufficiente il nome, un soprannome, oppure un nome di fantasia; rimango a tua completa disposizione per rimuovere o modificare gli interventi inviati.

Anche se farò il possibile per rispondere ai tuoi dubbi, mi preme ricordarti che sono un farmacista, non un medico, quindi le mie parole NON devono sostituire od essere interpretate come diagnosi o consigli medici; devono invece essere intese come opinioni personali in attesa di parlare con il tuo medico.

Se pensi che abbia scritto qualcosa di sbagliato, nell'articolo o nei commenti, segnalamelo! Una discussione costruttiva è utile a tutti.

Per quanto possibile ti chiederei di rimanere in tema con la pagina, magari cercando quella più adatta al tuo dubbio; se hai difficoltà non preoccuparti e scrivimi ugualmente, al limite cancellerò il messaggio qualche giorno dopo averti risposto.

Sono vietati commenti a scopo pubblicitario.