Linfonodi ingrossati, tumore e altre cause

Ultimo Aggiornamento: 168 giorni

Linfonodi: cosa sono e a cosa servono

Il sistema linfatico è costituito da una fitta rete di tessuti e organi, ossia:

  • linfa, un fluido che contiene i globuli bianchi, cellule che difendono l’organismo da microrganismi come batteri e virus,
  • vasi linfatici, ossia tubi che trasportano la linfa in tutto il corpo e rappresentano una rete circolatoria diversa da quella sanguigna,
  • linfonodi, ghiandole che fungono da snodi dei vasi linfatici, con funzione di filtro. Insieme alla milza sono i distretti dove i globuli bianchi si attivano contro le minacce esterne.

Questa rete è quindi una parte integrante del sistema immunitario. Raccoglie liquidi, scorie e altri scarti, come virus e batteri, dai tessuti corporei, fuori dal circolo sanguigno, spazza via l’infezione e mantiene i fluidi corporei in equilibrio.

La linfa fluisce dalle pareti dei capillari per bagnare le cellule dei tessuti. Trasporta anche ossigeno e altri nutrienti alle cellule e porta via prodotti di scarto come il biossido di carbonio che fuoriesce dalle cellule.

Questo liquido si accumulerebbe e causerebbe gonfiore se non venisse in qualche modo drenato, a ciò sono preposti i vasi linfatici, che convogliano la linfa ai linfonodi attraverso il corpo.

Ci sono centinaia di linfonodi in tutto il corpo.

Ciascun linfonodo filtra liquidi e sostanze raccolti dai vasi che vi afferiscono. La linfa del seno, per esempio, viene drenata verso le braccia fino alle ascelle, dove viene filtrato dai linfonodi ascellari. La linfa di testa, cuoio capelluto e viso affluisce ai linfonodi del collo. Alcuni linfonodi, come quelli tra i polmoni o intorno alle anse intestinali, sono siti in profondità per filtrare il liquido in tali aree. La linfa scorre lentamente da tutto l’organismo, affluendo al torace. Alla fine del percorso, liquido, sali e proteine filtrati rientrano nel circolo sanguigno.

Linfonodi ingrossati

In caso di problemi, come

  • infezioni,
  • lesioni
  • o cancro,

un linfonodo o il gruppo di linfonodi locali possono tumefarsi o ingrossarsi filtrando le cellule “cattive”. Questa condizione viene detta linfoadenopatia. Linfonodi ingrossati sono segno che qualcosa non va, ma non dobbiamo pensare subito a qualcosa di grave; altri sintomi potranno aiutare a inquadrare il problema. Per esempio dolore, febbre e linfonodi ingrossati vicino all’orecchio indicano che si è probabilmente affetti da un’otite.

Aree con frequenti linfoadenopatie sono il collo, l’inguine e le ascelle.

Nella maggior parte dei casi si ingrossa a un dato momento una sola area linfonodale. Il riscontro di più distretti linfonodali ingrossati viene detto linfoadenopatia generalizzata. Alcune infezioni (come l’angina da streptococco e la varicella), alcuni farmaci, malattie del sistema immunitario e cancri come i linfomi e le leucemie possono causare questa condizione. Il medico farà altre analisi per capire la causa dell’ingrossamento.

Il gonfiore dei linfonodi è spesso originato da motivi diversi dal cancro; inoltre linfonodi ingrossati che fanno anche male, di per sé o quando vengono palpati, indicano di norma un processo infiammatorio dovuto a un’infezione e non un tumore.

Molto frequentemente i linfonodi, soprattutto quelli situati ai lati del collo, sotto il mento o la mandibola, si ingrossano per cause assolutamente benigne (linfonodi reattivi), come ad esempio un raffreddore o un mal di gola, e tornano quindi rapidamente alle loro dimensioni normali. I linfonodi inguinali possono raggiungere un diametro di 1-2 centimetri anche in adulti altrimenti sani, soprattutto se trascorrono molto tempo a piedi nudi all’aperto. Anche i linfonodi ascellari spesso si gonfiano in risposta a infezioni o traumi a livello del braccio o della mano, nonchè a seguito di depilazione o uso di deodoranti aggressivi.

È meglio però chiedere il parere del medico quando il rigonfiamento persiste per alcune settimane o aumenta col passare del tempo.

Le ghiandole possono raggiungere qualche centimetro di grandezza anche in risposta a infezioni o malattie. Ghiandole gonfie, ossia linfoadenopatie, possono essere sentite sotto il mento o nel collo, nelle ascelle o nell’inguine, dove si trovano i gruppi maggiori.

In alcuni casi, tempo e impacchi caldi sono tutto ciò che serve a trattare linfonodi ingrossati.

Molti tipi diversi di infezione possono causare ingrossamenti linfonodali, anche un raffreddore o un semplice mal di gola. Meno frequentemente ghiandole tumefatte sono dovute a condizioni non infettive, come l’artrite reumatoide o anche un tumore.

Sintomi

Il sistema linfatico si compone di una rete di organi, vasi e numerosi linfonodi disseminati attraverso il corpo, ma quelli che più frequentemente tendono a ingrossarsi sono quelli di

  • testa,
  • collo,
  • ascelle,
  • inguine.

I sintomi caratteristici che possono colpire i linfonodi sono:

  • aumento della dimensione (possono raggiungere le dimensioni di un fagiolo o anche molto di più),
  • aumento della sensibilità,
  • in alcuni casi anche comparsa di dolore.

A seconda della causa di ingrossamento, ci possono essere altri segni e sintomi, ad esempio:

oppure più raramente:

  • AIDS: ingrossamento generalizzato dei linfonodi, calo delle difese immunitarie con comparsa di infezioni opportunistiche,
  • lupus: stanchezza, dolore e/o gonfiore articolare, febbre,
  • ostruzione del sistema linfatico: arti gonfi, a causa dell’interessamento di un linfonodo troppo profondo per essere palpabile,

e molti altri.

Ancora più raramente l’ingrossamento dei linfonodi può essere segno di tumore che sta metastatizzando, oppure in grado di colpire i globuli bianchi (per esempio il linfoma di Hodgkin o alcune forme di leucemia). In questo caso i linfonodi appaiono:

  • costantemente ingrossati per settimane e/o in lenta crescita,
  • assenza di dolore,
  • induriti e fermi,
  • e può comparire sudorazione notturna.

Il gonfiore ai linfonodi causato da un’infezione virale passerà da solo in circa 2 – 4 settimane. Nel caso di bambini con infezioni batteriche, il medico potrà prescrivere antibiotici per trattare la causa all’origine del gonfiore.

Quando chiamare il medico

Consultare il medico curante in caso di linfoadenopatia con:

  • durata protratta oltre qualche settimana o crescita persistente,
  • linfonodi duri o che non si spostano alla pressione,
  • mal di gola e difficoltà a deglutire o respirare,
  • perdita di peso non spiegabile, sudorazione notturna o febbre persistente,
  • assenza di una chiara infezione e di malessere.

Se necessario, il curante richiederà alcuni esami di ausilio alla diagnosi. Possono essere esami del sangue, ecografie o TAC, e/o una biopsia (viene prelevato ed esaminato un piccolo campione linfonodale).

Bambini

In presenza di ingrossamento dei linfonodi consultare sempre il pediatra, soprattutto se:

  • c’è presenza di febbre,
  • è presente mal di gola,
  • i linfonodi continuano a ingrossarsi e non ridiventano normali nell’arco di poche settimane,
  • compaiono lividi non usuali,
  • si assiste a un sanguinamento eccessivo da naso o bocca,
  • si assiste a perdita di peso.

Chiamare il 118 o andare al pronto soccorso se:

  • la pelle intorno alla ghiandola è rossa e dolente,
  • il linfonodo cresce oltre i 4 cm di diametro,
  • un linfonodo del collo è molto tumefatto e il bambino ha difficoltà a respirare o muovere la testa.

Cause frequenti

In genere, l’ingrossamento linfonodale è dovuto a infezioni minori virali o batteriche, come per esempio:

Le ghiandole della zona colpita spesso diventeranno improvvisamente dolenti o sensibili al tatto. Ci potranno essere sintomi associati, come un mal di gola, una tosse, febbre.

Queste infezioni in genere guariscono da sole e i linfonodi ripristinano le loro normali dimensioni. Sarà necessario solo assumere molti liquidi, riposarsi e alleviare i sintomi a casa, con farmaci da banco come paracetamolo o ibuprofene.

Consultare il proprio medico se i sintomi non migliorano entro qualche settimana.

Cause meno frequenti

Più raramente, l’ingrossamento linfonodale può essere conseguente a:

  • rosolia, un’infezione virale che determina un’eruzione rosso-rosa, composta da puntini.
  • morbillo, una malattia virale molto contagiosa che determina un esantema caratteristico, con macchie rosse o marroni .
  • citomegalovirus (CMV), un virus comune diffuso tramite liquidi corporei, come saliva e urina.
  • tubercolosi (TBC), un’infezione batterica che causa una tosse persistente.
  • sifilide, un’infezione batterica in genere contratta tramite rapporti sessuali con qualcuno di infetto.
  • malattia del graffio da gatto, un’infezione batterica causata dal graffio di un gatto.
  • HIV, un virus che attacca il sistema immunitario e indebolisce le capacità di combattere infezioni.
  • lupus, una condizione in cui il sistema immunitario attacca articolazioni, pelle, cellule del sangue e organi.
  • artrite reumatoide, una condizione in cui il sistema immunitario attacca i rivestimenti delle articolazioni.
  • sarcoidosi, una malattia in cui negli organi si formano piccoli noduli di tessuti rossi e rigonfi, detti granulomi.

Linfoadenite

Una linfoadenite (l’infiammazione NON tumorale dei linfonodi, per esempio per le cause appena descritte) può diffondersi in poche ore.

Prognosi

L’impiego tempestivo di antibiotici in genere porta a una completa guarigione.

Il gonfiore di uno o più linfonodi può tuttavia richiedere settimane o mesi per scomparire.

Complicazioni

Una linfoadenite non trattata può portare a:

  • Formazione di ascessi,
  • Cellulite (un’infezione della pelle),
  • Fistole (in linfoadeniti dovute a tubercolosi),
  • Sepsi (infezione del circolo sanguigno).

Trattamento

Il trattamento dovrà cominciare quanto prima.

Il trattamento può consistere in:

  • Antibiotici per trattare un’eventuale infezione.
  • Analgesici (farmaci contro il dolore) per controllare il dolore.
  • Farmaci antinfiammatori per ridurre l’infiammazione.
  • Compresse fredde per ridurre infiammazione e dolore.
  • Può essere necessaria una procedura chirurgica di drenaggio di un ascesso..

Stile di vita e rimedi casalinghi

Se i linfonodi sono dolenti spontaneamente o al tatto, si potrà alleviare la sintomatologia con:

  • Impacchi caldi: applicare sulla zona colpita compresse calde e umide, come un asciugamano immerso nell’acqua calda e poi strizzato.
  • Analgesici: analgesici da banco, come aspirina, ibuprofene e paracetamolo, possono aiutare a ridurre dolore e febbre. Non somministrare l’aspirina a bambini senza consultare il medico perché è collegata alla sindrome pediatrica di Reye. Questa sindrome è una malattia rara ma grave che può colpire sangue, fegato e cervello di bambini o adolescenti in convalescenza da infezioni virali.
  • Riposo: il riposo sarà spesso necessario per riprendersi dalla malattia sottostante.

Evitare di strizzare linfonodi ingrossati. Ciò potrebbe aumentare l’irritazione e impedire il ripristino delle dimensioni normali. In alcuni casi, può essere necessario anche più di un mese per la scomparsa completa dell’ingrossamento.

Dolore o febbre nel bambino, possono essere alleviati con paracetamolo o ibuprofene, seguendo le istruzioni riportate sulla confezione o le raccomandazioni del pediatra.

Tumore

Le dimensioni dei linfonodi interessati da un tumore possono essere maggiori di quelli che si ingrossano in risposta a un’infezione, ma quel che fa la differenza è soprattutto il fatto che il loro diametro non torni alla normalità nel giro di qualche settimana o anzi tenda ad aumentare con il tempo.

Meglio rivolgersi subito al curante se la zona dove si rilevano i linfonodi ingrossati si rivela anche arrossata, calda e dolente (anche se questo aspetto indirizza verso diagnosi una causa infettiva), oppure se toccandola si sente una superficie irregolare, dura, oppure i linfonodi sembrano adesi ai piani sotto o sovrastanti.
Occorre poi segnalare immediatamente al medico se compaiono febbre, sudorazioni notturne o soprattutto una inspiegabile perdita di peso.

Particolarmente sospetto è l’ingrossamento dei linfonodi che si trovano al di sopra della clavicola: un loro aumento di volume è spia di un tumore maligno nel 90% dei casi se il paziente ha più di 40 anni, e in un quarto dei casi nelle persone più giovani.
Il cancro può colpire i linfonodi in due modi: può originare dalla ghiandola o invaderla da qualche altra origine. Il cancro che origina nei linfonodi prende il nome di linfoma, di cui ricordiamo il linfoma di Hodgkin e il linfoma non Hodgkin.

Più frequentemente, il cancro origina in qualche altra parte del corpo e si diffonde poi ai linfonodi. Questa sezione tratta questi casi.

Il cancro può diffondersi dalla sua sede di origine (il sito primario) ad altre parti dell’organismo.

Quando dal tumore si staccano cellule cancerose, queste possono diffondersi ad altre aree o attraverso il circolo sanguigno o attraverso quello linfatico. Le cellule cancerose possono raggiungere organi distanti tramite il circolo sanguigno. Se si diffondono nel sistema linfatico, le cellule possono raggiungere linfonodi. Qualunque sia il modo, la maggior parte delle cellule cancerose circolanti muore o viene uccisa prima di poter cominciare a crescere in altre zone. Se anche solo una cellula sopravvive può però colonizzare la nuova area, iniziare a crescere e formare nuovi tumori. Questa replica del cancro in una nuova parte dell’organismo è detta metastasi.

Di solito i linfonodi ingrossati sono in prossimità della parte del corpo interessata dalla malattia, ma non è sempre così.

Per riuscire a colonizzare nuove zone, le cellule cancerose devono alquanto modificarsi.

  1. Anzitutto devono riuscire a separarsi dal tumore originale e quindi ad attaccarsi alla parete esterna di un vaso linfatico o sanguigno.
  2. Poi, devono migrare attraverso la parete del vaso per entrare nel sangue o nella linfa e arrivare in un nuovo organo o in un linfonodo.

Quando un cancro cresce all’interno di linfonodi, in genere colpisce i linfonodi nelle sue vicinanze. Sono i linfonodi che hanno fatto la maggior parte del lavoro di filtraggio o soppressione delle cellule cancerose.

Linfonodo sentinella

In questo contesto riveste una grande importanza il concetto di linfonodo sentinella, ossia il primo linfonodo a essere raggiunto da eventuali metastasi (cellule cancerose) veicolate dal sistema linfatico a partire da un tumore.

L’esempio classico che si porta in questi casi è la mammella, il cui sistema linfatico drena soprattutto attraverso i linfonodi ascellari; in caso di tumore al seno si analizza quindi il linfonodo sentinella ascellare e, se non si trova traccia del tumore in questo distretto, si può affermare con buona sicurezza che non ci sono metastasi in altre parti del corpo.

L’acquisizione di questa informazione è spesso cruciale per impostare la terapia successiva, ma soprattutto perchè può consentire di evitare alla donna un intervento invasivo come lo svuotamento ascellare (asportazione di tutti i linfonodi presenti sotto l’ascella).

  • Il prelievo di un linfonodo è detta biopsia.
  • La rimozione di più linfonodi è invece chiamata campionamento o dissezione linfonodale.

Diagnosi

I linfonodi normali sono piccoli e difficili da trovare, ma si possono ingrossare in caso di infezioni, infiammazioni o cancro. Quelli vicini alla superficie del corpo spesso diventano abbastanza grossi da diventare palpabili, se non addirittura visibili.

Una prima verifica può essere fatta attraverso l’uso dell’ecografia, che permette spesso di distinguere tra:

  • linfonodi reattivi (dovuti per esempio a infiammazione o infezione),
  • linfonodi maligni (legati alla presenza di tumore).

Quando esiste il sospetto di tumore i linfonodi possono anche essere campionati usando aghi. In genere, questa procedura viene eseguita su linfonodi ingrossati e si chiama ago-biopsia. Una volta rimosso, il tessuto viene osservato al microscopio da un patologo (un medico che compie diagnosi analizzando campioni di tessuti) per evidenziare eventuali cellule cancerose.

Al microscopio, queste avranno lo stesso aspetto delle cellule del tumore primario. Per esempio, quando un cancro della mammella invade i linfonodi, le cellule isolate in questi ultimi saranno simili a quelle del cancro. Il patologo scrive un referto dettagliando le sue scoperte. Se un linfonodo contiene cellule cancerose, il referto ne descrive l’aspetto e la quantità.

Il medico può anche usare la diagnostica per immagini per cercare ingrossamenti di linfonodi posti in profondità nel corpo. Spesso, si assume che linfonodi ingrossati in prossimità di un cancro contengano cellule cancerose.

Più cellule cancerose nei linfonodi possono significare che il cancro cresce rapidamente e/o ha maggior predisposizione a diffondersi ad altre aree del corpo. Se però i linfonodi vicini sono l’unico altro sito in aggiunta a quello primario, l’intervento di rimozione chirurgica del tumore principale e dei linfonodi locali può essere in grado di eradicare il cancro completamente.

Cellule cancerose che invadono linfonodi più lontani dal cancro primario richiederanno verosimilmente anche un trattamento chemio o radioterapico.

Effetti della rimozione di linfonodi

La rimozione di linfonodi può privare una parte del corpo del sistema di drenaggio della linfa nella zona interessata. Molti vasi linfatici si troveranno privi di sbocco; la linfa potrebbe quindi stagnare. Questa situazione è detta linfedema e può diventare un problema cronico. Più sono i linfonodi rimossi, più è probabile che succeda.

Fonti:

Traduzioni a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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  1. Anonimo

    Buonasera volevo un parere:domenica scorsa dopo un dolore ad un orecchio mi sono accorta toccando l’orecchio di avere un linfonodo moto ingrossato dietro orecchio .il medico di base supponeva una mastoidite e mi ha fatto fare emocromo che ha confermato infezione e mi ha dato antibiotico da prendere ogni 8 ore.ieri però ho fatto una visita con un otorino che ha escluso mastoidite e consigliato ecografia visto che dopo 3 gg di antibiotico ancora non regrediva il linfonodo ed era anche dolente.oggi ho fatto eco e l ecografista mi ha detto di avere ben 10 linfonodi di tipo reattivo tutti intorno l orecchio in questione e annessa parte destra del collo.ora non so se preoccuparmi e se fare altri controlli e siccome ho chiesto spesso il vostro consiglio trovando ottimi consigli mi trovo di nuovo a chiedere a voi .grazie mille

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, si tratta di un’infiammazione per cui niente panico intanto, i linfonodi reattivi sono normalissimi in questa situazione, fanno il loro lavoro; aspettarsi che si sgonfino dopo tre giorni di antibiotico non ha molto senso, perché potrebbe essere un’infezione virale, contro cui l’antibiotico è inutile e potrebbe essere al limite una precauzione per evitare sovrinfezioni batteriche, e perché comunque tre giorni di terapia non sono la cura completa, sono ancora pochi. Ha la febbre? In ogni caso i linfonodi ci mettono un po’ a “sgonfiarsi”, intanto completi la cura che ha iniziato e poi si faccia rivalutare.

    2. Anonimo

      La ringrazio ! Non ho mai avuto febbre . Solo linfonodi gonfi al tatto e dolenti

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Confermo quanto sopra, niente panico perchè l’ecografia ci permette di escludere cause peggiori.

    4. Anonimo

      Ho ritirato una parte delle analisi la ves e’ 3 e l elettroforesi delle siero proteine dice:
      ALBUMINA 53,8. Rif 53,0-65,0. 3,71 rif 4,30
      ALFA1. 3,1 rif 2,0-5,0. 0,21 rif 0,10
      ALFA2 11,3 rif 6,0-12,0. 0,78 rif. 0,50
      BETA1 7,3 rif. 6,0-13,0. 0,5 rif. 0,40
      BETA 2 4,4. Rif. 3,0- 6,0. 0,30 Rif 0,10
      GAMMA 20,1>. Rif 11,0-19,0. 1,39 Rif 0,60
      Mi sa dire cosa significa

  2. Anonimo

    dopo.5 mesi della.laringtomia reconstrutiva la tac risulta il.lifonodi 1b sinistro e.destro sono.ingrossate 1cm

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, deve far valutare la TC a chi l’ha operata, l’otorinolaringoiatra suppongo, che valuteranno la possibile causa dell’ingrandimento dei linfonodi.

  3. Anonimo

    Buonasera,
    ho 49 anni, e alcune settimane fa ho iniziato ad avere dolore sotto l’ascella destra. Alla palpazione si percepiva un foruncolo duro. La maggior pressione aumentava il dolore.
    Dopo visita dermatologica mi ha prescritto Fucid pomata x 15 gg.
    Dopo alcuni giorni, ne compariva un altro nel cavo ascellare sinistro, che subiva stesso trattamento.
    In concomitanza, per problema di nicturia, mi veniva prescritto Levoxacin 500 x15die.
    Dopo qualche giorno di ab. i linfonodi tornavano nella norma.

    Ora a distanza di 8 gg. dalla fine della Levoxacina, i linfonodi sono tornati a ingrossarsi, la parte dolente è molto rossa,, ed è comparsa febbre a 38, poi regredita, e tosse stizzosa., che persiste, anche con aerosol ( Fluibron+ Clenil).
    Gli esami ematici hanno evidenziato un PCR 1.1 e i leucociti 11.24.
    Il curante ha prescritto ora Brufen 600mg al bisogno.
    Dovrei sottopormi ad ulteriori accertamenti?
    Devo ritenere che l’infezione in corso sia virale, visto la terapia con ibuprofene? Oppure i sintomi posso far pensare ad infezione batteria, ed era preferibile riprendere con un antibiotico ( amoxicillina)?.
    Grazie anticipate per la risposta

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, ma la tumefazione ascellare come è stata valutata? come linfonodo ingrossato o come infezione sottocutanea?

  4. Anonimo

    Buonasera dott.Cracchiolo,
    un nuovo consulto odierno ha confermato non trattarsi di linfonodi ma conseguenza di infezione, essendo, la parte dolente e arrossata (cito il parere medico) mobile al tatto.
    Il Dermatologo suggerisce ab Augementin 2 cp. al di x 6 gg, e proseguire con Fucidin crema, che finora non ha avuto grosso successo.
    Persiste anche la tosse secca con peso toracico, a cui rx-tor, ha dato esito negativo, (non addensamenti focali del parenchima polmonare di significato attuale, non versamento pleurico. Immagine cardio – mediastinica nei limiti di norma.
    Aggiungo che l’assuzione di Brufen 600 + Aerosol ( Clenil+Flubron) x 3 gg, non hanno nessun miglioramento e la situazione si trascina da parecchi giorni.

    E’ preferibile andare in PS o inizare cura ab con Augmentin, che potrebbe eliminare sia la tosse che l’infezione batterica che crea il disturbo al cavo ascellare?

    Molte grazie per le sue indicazioni.

  5. Anonimo

    Buonasera dott. Cimurro,
    a quale delle due terapie fa riferimento lei?
    Augementin 2 cp. al di x 6 gg+Fucidin crema, oppure
    Brufen 600 + Aerosol (Clenil+Flubron)?
    Molte grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se il medico che ha prescritto la seconda cura era a conoscenza della prima una non esclude l’altra ma, come detto, è è importante che il secondo medico fosse in condizione di sapere l’intera situazione.

  6. Anonimo

    Buonasera dottore,
    il secondo parere medico è stato dato il giorno succeviso al primo, dopo lettura del verbale di PS, dove gli esami ematici evidenziavano PCR e Leucociti con valori alti. La scelta di indicare la cura ab, credo sia dovuta per ridurre l’infiammazione che ha creato il problema al cavo ascellare e tende a risolvere ( amoxicillina) anche il problema alle vie aeree. Quello mi preoccupa è la ripresa di una seconda terapia ab, a 10 gg di distanza dal precedente (levoxacina).
    Sarebbe ipotizzabile una cura mirata alla cura della tosse, magari utilizzando una soluzione spray ( es. beclometasone dipropionato+ formoterolo fumarato diidrato) come nei casi di asma, non essendo stata confermata la natura dell’infezione se batteria o virale?
    Molte grazie per la disponibilità.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, l’antibiotico è stato prescritto nell’ipotesi che ci sia una infezione sottocutanea ascellare e probabilmente la prima volta era stato fatto un antibiotico non troppo efficace. Per quanto riguarda la tosse, potrebbe essere utile fare qualche altro giorno di aerosol col clenil, ma se non ha broncospasmi o difficoltà respiratorie particolari non serve aggiungere altro se non dopo una nuova valutazione medica. saluti

  7. Anonimo

    Gent. mo dott. Cracchiolo,
    confermo che non ho difficoltà respiratorie, oltre agli episodi di tosse, soprattutto quando parlo, l’unico fastidio è la difficioltà a deglutire (non il cibo ma es. le compresse medicinali) e la sensazione di peso al centro del petto sopra lo sterno.
    In attesa di essere rivisto dal Curante, assumerò Omoprazolo 40mg 1die, nel caso il problema possa essere imputabile a reflusso gastrofageo che interessi la mucosa + spray per mucosa oro faringea, per calmierare la tosse stizzosa.
    Il fastidio ascellare continuerò a trattarlo con Fucind crema, come da prima prescrizione dermalotogica, in attesa di visita di controllo tra 2 settimane.
    Ringrazio per la sua disponibilità e saluto cordialmente.

  8. Anonimo

    Buongiorno dottore,
    Più di un mese fa è comparso un linfonodo dietro al collo, non so se sia stato sempre li ma al tatto è molto duro,inizialmente era dolente ora non fa male. La consistenza è diversa dagli altri linfonodi che si sono ingrossati.
    Dopodiché ho effettuato lemocromo e risultava essere tutto nella norma così non ho dato più peso alla questione.
    Sentendo poi dolore al mento ho trovato due linfonodi sottomandibolari (ma solo tirando fuori il collo) che in posizione normale non si sentono e uno sotto mento.
    Quelli sottomandibolari erano dolenti e ora non li sento più,se non lievemente, invece quello sotto al collo è ancora presente.
    Oggi spostando il collo da destra a sinistra ho sentito in altro linfonodo sopra clavicolare che anch’esso non è palpabile in posizione normale ma solamente se il collo si sposta.
    Il mio medico mi ha visitata la scorsa settimana dicendo che il linfonodo dietro al collo lo sentiva ma non era nulla di preoccupante di lasciarlo li che sarebbe andato via da solo e che non vedeva nemmeno la necessità di approfondire con altri esami.
    I linfonodi sottomandibolari e quello del collo non li ha sentiti mentre io li sentivo bene anche.
    Poi sono comparse anche delle palline sulla lingua in fondo è lui dice sono vesciche andranno via da sole.
    Ora non so se è il periodo di stress per via che stiamo ristrutturando casa e sto dormendo poco con la bimba di 1 anno ma essendo il mio medico molto superficiale, da sempre, che non fa accertamenti se non stai molto male, vorrei capire se è necessario approfondire la questione oppure come ha detto lui lasciar perdere e godermi la vita.
    Ho paura che si tratti davvero di qualcosa di brutto visto che in internet si trovano solamente tumori relativi a linfonodi ingrossati.
    Ho 25 anni sono già diabetica e vorrei solamente essere serena e riuscire a dare serenità anche alla mia famiglia visto che ormai gli unici pensieri che ho sono quelli di tumori o altro.
    La ringrazio in anticipo per la sua risposta.
    Si sono ipocondriaca, ogni campanello d’allarme per me è la fine.
    Internet è una risorsa ma a volte non aiuta per niente, ci improvvisiamo medici e magari guardiamo dove non dovremmo

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, in linea di massima sembrerebbero linfonodi reattivi, cioè infiammati per risposta a un’infezione, nulla di grave in tal caso ma comunque probabilmente sarebbe il caso di eseguire un’ecografia, che già sarebbe in grado di valutare la natura dell’aumento volumetrico dei linfonodi stessi.

  9. Anonimo

    Buongiorno, sono una giovane mamma di 26 anni.
    Da anni presento linfonodi percebili al tatto è leggermente gonfi al collo, inguine e dietro all’orecchio, il mio medico sostiene siano reattivi visto che l’emocromo è sempre stato perfetto.
    A luglio oltre l’emocromo mi ha fatto fare beta 2 Microglobulina sierica e ldh, tutti gli esami sono risultati perfetti.
    Per il mio medico non sono necessari altri accertamenti e di non continuare a toccarmi i linfonodi.
    Voi cosa mi consigliate? Di star tranquilla o di effettuare privatamente una visita dall’ematologo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se il disturbo è presente da anni ed è stata verificata la natura reattiva dei linfonodi il parere del suo medico appare assolutamente condivisibile.

  10. Anonimo

    Salve ho 27 anni e ieri casualmente ho sentito come un fagiolo morbido, molle e non dolente nel collo, zona dietro l’orecchio. Sono leggermente raffreddata e a ottobre ho avuto un forte raffreddore ma senza dolori di gola. Non so da quanto tempo è la, nemmeno un mese fa le analisi erano perfette, compreso emocromo e tutto il resto. Sono molto preoccupata, potrei avere un tumore? Non posso vedere il medico prima di lunedi

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non mi affretterei a pensare ad un tumore, possono essere linfonodi ancora infiammati per la recente infezione.

  11. Anonimo

    Gentili dott ho 29 anni da un paio di giorni mi ha male il collo tipo dolori cervicali sino a sotto la colonna, in concomitanza ho avvertito un linfonodo che si muove sulla cervicale. Oggi ho iniziato un antidolorifico, devo preoccuparmi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Preoccuparsi no, sono sintomi comuni, ma sottoponga il linfonodo gonfio al medico.

  12. Anonimo

    Un banale mal di gola può causare l’ingrossamento dei linfonodi sotto la bocca? Il medico dice che è normale, ma sono un po’ preoccupata.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ha perfettamente ragione il medico, stia tranquilla! 🙂

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