Linfedema agli arti inferiori (gambe) e superiori (braccia): cause, sintomi e cura

Ultimo Aggiornamento: 71 giorni

Introduzione

Il linfedema consiste nell’accumulo di liquidi nei tessuti molli dell’organismo, a causa di danni od ostruzioni del sistema linfatico.

È la conseguenza di lesioni o blocchi a carico di tale sistema, che portano all’accumulo di liquidi nei tessuti molli causando gonfiori. È un problema frequente, che può essere causato da un cancro e dal suo trattamento.

Il linfedema in genere colpisce un braccio o una gamba, ma può interessare anche altre parti del corpo.

Può causare problemi cronici

  • fisici,
  • psicologici
  • e sociali.

Esistono due tipi di linfedema, primario o secondario.

  • Il linfedema primario è dovuto a uno sviluppo abnorme del sistema linfatico. I sintomi possono esserci fin dalla nascita o comparire più tardi.
  • Il linfedema secondario è dovuto a danni del sistema linfatico insorti a seguito di cause esterne.

Questo articolo riguarda il linfedema secondario negli adulti, in particolare quando causato da cancro o dal suo trattamento.

Sistema linfatico

Il sistema linfatico è una rete di vasi linfatici, tessuti e organi, che trasporta la linfa nel corpo.

Nel linfedema, giocano un ruolo diretto le seguenti parti del sistema linfatico:

  • Linfa: un liquido trasparente che contiene linfociti (un tipo di leucociti), cellule che combattono le infezioni e la crescita di tumori. La linfa contiene anche plasma, la parte acquosa del sangue in cui viaggiano le cellule.
  • Vasi linfatici: una rete di tubicini che aiuta il deflusso della linfa nel corpo e la riporta nel circolo sanguigno.
  • Linfonodi: strutture piccole, a forma di fagiolo, che filtrano la linfa e immagazzinano leucociti per combattere infezioni e malattie. I linfonodi sono posti lungo la rete di vasi linfatici in tutto il corpo. Gruppi di linfonodi si trovano nel cavo ascellare, nella pelvi, nel collo, nell’addome e nell’inguine.
    Anche milza, timo, tonsille e midollo osseo fanno parte del sistema linfatico, ma non hanno un ruolo diretto nella genesi del linfedema.
Ricostruzione grafica del sistema linfatico

iStock.com/Eraxion

Cause

Il linfedema insorge quando la linfa non può circolare nell’organismo come di consueto, a causa di danni od ostruzioni al sistema linfatico conseguenti a:

  • infezioni,
  • lesioni,
  • cancro,
  • asportazione di linfonodi,
  • irradiazione dell’area interessata
  • o tessuto cicatriziale dovuto a radioterapia o chirurgia.

Se il sistema linfatico funziona a dovere, la linfa scorre nell’organismo e rientra nel circolo sanguigno.

  • Liquido e plasma fuoriescono dai capillari (i vasi sanguigni più piccoli) e permeano i tessuti, in modo da fornire nutrienti e ossigeno alle cellule.
  • Parte di questo liquido rientra nel circolo sanguigno. Il resto entra nel sistema linfatico tramite sottili vasi linfatici. Questi vasi raccolgono la linfa e la convogliano verso il cuore. La linfa si sposta lentamente in vasi sempre più grandi e attraversa i linfonodi, dove eventuali scarti vengono filtrati via.
  • La linfa continua a scorrere nel sistema linfatico raccogliendosi vicino al collo, quindi confluisce in uno dei due seguenti grossi dotti:
    • dotto linfatico destro, che drena la linfa dal braccio destro e dal lato destro della testa e del torace
    • dotto linfatico sinistro, che drena la linfa da ambedue le gambe, dal braccio sinistro e dal lato sinistro della testa e del torace
  • Questi dotti si svuotano sotto le clavicole nel sistema venoso, che trasporta la linfa al cuore dove viene reimmessa in circolo.

Fattori di rischio

Il cancro e i suoi trattamenti sono fattori di rischio del linfedema, che può manifestarsi a seguito di qualunque tumore o suo trattamento che interessi il flusso di linfa attraverso i linfonodi (per esempio, la rimozione di linfonodi).

Può svilupparsi nell’arco di giorni o anni dopo il trattamento, ma la maggior parte dei casi si osserva entro tre anni dalla chirurgia.

I fattori di rischio del linfedema comprendono:

  • Rimozione e/o irradiazione di linfonodi nel cavo ascellare, nell’inguine, nella pelvi o nel collo. Il rischio di linfedema aumenta con il numero di linfonodi interessati. I rischi sono minori quando viene rimosso solo il linfonodo sentinella (il primo linfonodo a ricevere la linfa dal tumore).
  • Condizioni di sovrappeso od obesità.
  • Guarigione lenta della pelle dopo chirurgia.
  • Tumore che interessa o blocca il dotto linfatico sinistro o i linfonodi o vasi di collo, torace, cavo ascellare, pelvi o addome.
  • Tessuto cicatriziale nei dotti linfatici sotto le clavicole, dovuto a chirurgia o a radioterapia.

Il linfedema spesso colpisce pazienti con cancro alla mammella che hanno subito la rimozione di parte o tutta la mammella e l’asportazione dei linfonodi ascellari.

Il linfedema può colpire le gambe dopo chirurgia per cancro di utero, prostata, linfoma o melanoma. Può anche complicare un cancro vulvare od ovarico.

Sintomi

Se una parte del sistema linfatico è danneggiata od ostruita, il liquido dei tessuti circostanti non può essere drenato. Si manifesta quindi un accumulo di liquidi nei tessuti molli con conseguente gonfiore.

Il linfedema si manifesta prevalentemente con gonfiore di braccia o gambe o con altri sintomi, che possono tuttavia avere anche altre cause; è quindi necessario ricorrere al medico a fronte di uno dei seguenti problemi:

  • gonfiore di un braccio o di una gamba, comprese eventualmente le dita della mano o del piede,
  • senso di pienezza o pesantezza di un braccio o di una gamba,
  • senso di tensione della pelle,
  • problemi nel movimento di un’articolazione di un braccio o di una gamba,
  • ispessimento della pelle, con o senza la comparsa di manifestazioni visibili come vesciche o verruche,
  • tensione nell’indossare vestiti, scarpe, braccialetti, orologi o anelli,
  • prurito di gambe o dita dei piedi,
  • senso di bruciore nelle gambe,
  • difficoltà a dormire,
  • perdita di capelli.

Questi sintomi possono insorgere molto lentamente nel tempo o più velocemente in caso di infezione o lesioni a un braccio o a una gamba, ma di fatto il linfedema può interferire con il quotidiano e la capacità di lavorare o svolgere attività nel tempo libero.

Diagnosi

La diagnosi di linfedema si avvale di esami del sistema linfatico.

È importante escludere altre cause di gonfiore, come infezioni o trombi. In particolare, è possibile ricorrere a:

  • Esame obiettivo e anamnesi: esame fisico del corpo per controllare lo stato di salute generale e ricercare segni di malattia, come tumefazioni o qualunque altra anomalia. Acquisizione della storia medica e sanitaria del paziente.
  • Linfoscintigrafia: metodo usato per controllare il sistema linfatico. Viene iniettata una quantità molto piccola di tracciante radioattivo che scorre attraverso i dotti linfatici e può essere assorbito dai linfonodi. Lo spostamento del tracciante viene osservato tramite un rilevatore. La linfoscintigrafia viene usata per identificare il linfonodo sentinella (il primo linfonodo a ricevere la linfa dal tumore) o per diagnosticare alcune malattie o condizioni, come il linfedema.
  • RM (Risonanza Magnetica): procedura che, tramite un magnete, onde radio e un computer, genera una serie di immagini dettagliate di distretti corporei.

L’arto (braccio o gamba) gonfio viene in genere misurato e confrontato all’altro lato. Queste misurazioni vengono eseguite più volte nel tempo per monitorare l’efficacia del trattamento.

Rimedi e cura

Lo scopo del trattamento è il controllo del gonfiore e degli altri problemi indotti dal linfedema.

Il danno al sistema linfatico non può purtroppo essere riparato, quindi il trattamento viene pianificato per controllare il gonfiore ed evitare lo sviluppo o il peggioramento di altri disturbi e sintomi.

Il trattamento standard si basa su terapie fisiche (non farmacologiche); può consistere in una combinazione di svariati metodi, ma lo scopo è sempre quello di

  • aiutare il paziente a continuare le proprie attività quotidiane,
  • ridurre il dolore,
  • migliorare la capacità di muovere e usare l’arto affetto da linfedema.

Il trattamento può includere:

  • indumenti compressivi,
  • attività fisica,
  • fasce,
  • cura della pelle,
  • terapia combinata,
  • dispositivi compressivi,
  • perdita di peso,
  • terapia laser,
  • chirurgia,
  • massaggi.

Casi di linfedema gravi che non migliorano con il trattamento, nemmeno farmacologico, possono essere dovuti ad altre cause.

Stile di vita

Il paziente può adottare misure che prevengano il linfedema o ne evitino il peggioramento.

L’adozione di tali misure può impedire la formazione del linfedema, ma in presenza della condizione le stesse misure possono evitarne la progressione.

Le misure preventive includono:

  1. Informare tempestivamente il medico in caso di sintomi di linfedema: Consultare le informazioni generali per i sintomi dovuti a linfedema. Avvertire il medico tempestivamente in presenza di uno di questi segni. Le possibilità di miglioramento sono maggiori se il trattamento inizia presto. Se non trattato, il linfedema può dare problemi irreversibili.
  2. Curare l’igiene di pelle e unghie, per prevenire infezioni. I batteri possono penetrare nell’organismo attraverso un taglio, un graffio, una puntura di insetto, o altra lesione cutanea. L’accumulo di liquidi nei tessuti dovuto al linfedema facilita la proliferazione dei batteri e l’insorgenza di infezioni. Ricercare segni di infezione, come rossore, dolore, gonfiore, calore, febbre o strie rosse sotto la pelle. Avvertire il medico tempestivamente in presenza di uno di questi segni. Una buona igiene di pelle e unghie previene le infezioni.
    • Usare creme o lozioni per mantenere la pelle idratata.
    • Trattare taglietti o screpolature della pelle con unguenti antibatterici.
    • Evitare punture di aghi di qualunque genere nell’arto affetto da linfedema. Questo vale anche per l’iniezione di farmaci o prelievi.
    • Evitare di provare la temperatura dell’acqua del bagno o della cucina con l’arto affetto. L’arto potrebbe avere una riduzione della sensibilità (tatto, temperatura, dolore) e ci si potrebbe bruciare inavvertitamente.
    • Indossare guanti per fare giardinaggio o per cucinare.
    • Per stare fuori, portare occhiali da sole e scarpe.
    • Tagliarsi le unghie dei piedi a ridosso del polpastrello. Al bisogno, consultare un podiatra (medico dei piedi) per prevenire unghie incarnite o infette.
    • tenere i piedi puliti e indossare calze di cotone.
  3. Evitare di bloccare il movimento dei liquidi lungo il corpo. È importante mantenerli in movimento, specialmente in un arto affetto da linfedema o in aree in cui il linfedema si potrebbe sviluppare.
    • Non stare seduti con le gambe accavallate.
    • Cambiare posizione seduta almeno ogni 30 minuti.
    • Indossare solo gioielli larghi e vestiti senza cinture o elastici stretti.
    • Non portare borse su un braccio affetto da linfedema.
    • Non mettere il bracciale misuratore della pressione su un braccio affetto da linfedema.
    • Non usare fasce elastiche o calze con elastici stretti.
  4. Evitare l’accumulo di sangue nell’arto interessato.
    • Quando possibile, tenere l’arto affetto da linfedema più in alto del cuore.
    • Non far oscillare l’arto in circoli veloci e non lasciarlo libero di cadere; si accumulerebbero sangue e liquidi nella parte più bassa dell’arto (braccio o gamba).
    • Non applicare calore all’arto.

La ricerca ha dimostrato che nel paziente con linfedema l’esercizio fisico svolto sotto stretto controllo è sicuro; l’attività fisica non aumenta le probabilità di linfedema nei soggetti a rischio. In passato, veniva raccomandato a questi pazienti di evitare esercizi a carico dell’arto interessato. Ora si sa che esercizi lenti e sotto stretto controllo sono sicuri e possono di fatto addirittura prevenire lo sviluppo di linfedema.

La ricerca ha anche dimostrato che, nelle donne che sopravvivono a cancro della mammella, gli esercizi della parte superiore del corpo non aumentano il rischio di linfedema.

Attività fisica

Sia esercizi leggeri che aerobici (ossia, tali da aumentare il lavoro di cuore e polmoni) aiutano il drenaggio della linfa dall’area colpita e riducono il gonfiore.

  • Prima di iniziare l’attività è necessario consultare un fisioterapista esperto in materia, che aiuti nella pianificazione degli esercizi.
  • Soggetti con linfedema dovranno indossare indumenti compressivi durante tutti gli esercizi a carico delle parti colpite. Nel caso di donna non sicuramente affetta da linfedema, esercizi della parte superiore del corpo senza compressione possono rivelarsi più utili che non la mancanza di esercizio. Soggetti senza linfedema non devono indossare indumenti compressivi durante l’attività fisica.
  • Una donna con precedente di cancro della mammella dovrà iniziare con esercizi blandi della parte superiore del corpo e aumentarne lentamente l’intensità. Alcuni studi mostrano che questi esercizi sono più sicuri nelle donne con linfedema o a rischio di linfedema. Il sollevamento di pesi con incremento graduale del carico può impedire il peggioramento del linfedema. L’esercizio deve iniziare a livelli molto bassi, aumentare lentamente nel tempo ed essere supervisionato da un fisioterapista. Se l’esercizio viene interrotto per una settimana o più, bisognerà ricominciare con i carichi bassi e aumentare lentamente.
  • Se i sintomi (gonfiore o pesantezza dell’arto) cambiano o aumentano per una settimana o più, segnalarlo al fisioterapista. È verosimile che, per l’arto sofferente, sia preferibile l’esercizio con carichi bassi e incrementi lenti rispetto al riposo assoluto.
  • Sono necessari ulteriori studi per determinare se il sollevamento pesi sia sicuro nei soggetti con linfedema delle gambe post-cancro.

Fonte principale: cancer.gov (adattamento a cura della Dr.ssa Greppi Barbara)

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