Leptospirosi nell’uomo: sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 45 giorni

Introduzione

La leptospirosi è una malattia infettiva acuta causata da spirochete del genere Leptospira.

Ci sono dieci diversi tipi di leptospira che causano malattie negli esseri umani e sono sono trasmesse da animali domestici e selvatici (i ratti rappresentano sicuramente il rischio maggiore); la trasmissione avviene per contatto tra l’urina di un animale portatore e una mucosa o una ferita.

Nei Paesi occidentali i pochi contagi si registrano in soggetti che per lavoro si trovano a operare in ambienti a rischio, o viaggiatori di ritorno da zone con diffusione maggiore e/o standard igienici insufficienti.

Cause

I batteri che causano la leptospirosi si diffondono attraverso l’urina di animali infetti tramite cui possono contaminare acqua e suolo, sopravvivendo nell’ambiente per settimane o mesi. Varie specie di animali, sia selvatici che domestici, sono portatrici del batterio, anche se il serbatoio più importante è sicuramente il ratto.

Un elenco non esaustivo di tali specie include:

  • Bestiame,
  • Maiali,
  • Cavalli,
  • Cani,
  • Roditori,
  • Animali selvatici,

I batteri, dopo la prima infezione, si localizzano a livello dei tubuli renali dell’ospite; gli animali infetti possono non avere alcun sintomo della malattia e potrebbero eliminare i batteri nell’ambiente in maniera continua o a intermittenza per un periodo che va da alcuni mesi fino a svariati anni.

L’uomo si contagia tramite:

  • Contatto con l’urina (o altri liquidi corporei di animali infetti, eccetto la saliva),
  • Contatto con acqua, suolo o cibo contaminati con l’urina degli animali infetti (principalmente ratti, ma non solo).

La trasmissione può avvenire anche per inalazione o attraverso il morso di un animale infetto e la probabilità che avvenga il contagio dipende dalla carica infettante con cui si viene a contatto. I batteri NON possono penetrare atttaverso la cute sana, quindi il solo contatto con l’acqua contaminata da urine infette non è sufficiente alla trasmissione dell’infezione; diverso è invece il caso di contatto con graffi e ferite.

A differenza di quanto si pensa normalmente il contagio in laghi è fortemente improbabile e pressoché impossibile nel mare, grazie al potere disinfettante del sale.

La trasmissione da uomo a uomo è più che altro aneddotica.

Sintomi

La leptospirosi umana può manifestarsi con una varietà di sintomi:

Molti di questi sintomi possono indirizzare verso altre malattie e alcune persone infette, poi, possono essere completamente asintomatiche.

Il tempo tra l’esposizione alla fonte contaminata e l’insorgenza della malattia varia da 2 giorni a 4 settimane (incubazione).

La leptospirosi può avere due fasi,

  1. in genere inizia improvvisamente, con febbre e altri sintomi (brividi, cefalea, dolori muscolari, vomito o diarrea),
  2. il paziente può migliore per un certo periodo per poi ri-peggiorare. La seconda fase, se si manifesta, è più grave; il malato può avere insufficienza renale o epatica o meningite. Questa fase è anche detta morbo di Weil.

La malattia dura da qualche giorno a 3 settimane o più. Senza trattamento, la guarigione può richiedere diversi mesi.

Quando chiamare il medico

Individui con sintomi suggestivi di leptospirosi devono consultare un medico, così come soggetti esposti a rischi specifici.

Pericoli

Nove pazienti su dieci sviluppano forme senza l’interessamento del fegato che guariscono completamente; in un caso su 10, invece, i sintomi e le complicazioni sono più severe ed esiste il concreto rischio che l’infezione possa risultare fatale (insufficienza renale, shock emorragico, miocardite).

Cura e terapia

La leptospirosi viene trattata con antibiotici, come doxiciclina o penicillina, che dovranno essere somministrati nelle prime fasi della malattia.

Individui con sintomi particolarmente gravi potranno richiede la somministrazione endovena degli antibiotici.

Prevenzione

l rischio di leptospirosi può essere notevolmente ridotto evitando di nuotare in acque che potrebbero essere contaminate dall’urina di animali, nonché eliminando il contatto con animali potenzialmente infetti.

Indumenti protettivi o scarpe dovranno essere indossati da chi è esposto per motivi di lavoro o per attività ricreative ad acqua o suolo contaminati.

Prevenzione negli animali da compagnia

  • Per aiutare a prevenire la leptospirosi, tenere sotto controllo i roditori (ratti, topi o altri parassiti). I roditori possono essere portatori e diffondere i batteri all’origine della leptospirosi.
  • Vaccinare il proprio animale contro la leptospirosi. Il vaccino non protegge al 100%. Ciò si verifica perché ci sono vari ceppi di leptospire (i batteri all’origine della malattia) e il vaccino non immunizza contro tutti. È importante ripetere il vaccino anche se l’animale contrae la leptospirosi perché potrebbe comunque infettarsi di nuovo con un ceppo diverso.
  • I proprietari dovrebbero anche mettere in atto misure di prevenzione per evitare di ammalarsi o far ammalare altri a causa del proprio animale. La principale via di contagio della leptospirosi all’uomo è attraverso il contatto diretto o indiretto con tessuti, organi o urina di animali contaminati.
  • In alcuni casi, la diffusione delle leptospire nell’urina può persistere fino a 3 mesi dall’infezione a causa di un trattamento inadeguato. Contattare il veterinario e il medico se preoccupati di una possibile esposizione a un animale contagioso.

Assicurarsi inoltre di seguire le seguenti linee guida per la prevenzione:

  • Non maneggiare o toccare urina, sangue o tessuti del proprio animale infetto prima che sia stato adeguatamente trattato.
  • Se necessario esporsi al contatto con tessuti o urina, indossare indumenti protettivi, come guanti e stivali, specie se a rischio professionale (veterinari, allevatori e operai addetti alle fogne).
  • Come regola generale, lavarsi sempre le mani dopo aver maneggiato il proprio animale o qualunque oggetto potenzialmente contaminato dai suoi escrementi.
  • Per la pulizia di superfici che possano essere state contaminate o avere urina di un animale infetto, usare un detergente antibatterico o una soluzione a base di candeggina al 10%.
  • Assicurarsi che il proprio animale, se ammalato, assuma tutti i farmaci e farlo controllare dal veterinario.

Fonti Principali:

Traduzioni a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

La sezione commenti è attualmente chiusa.