La febbre in bambini ed adulti: sintomi, cause e rimedi

Ultimo Aggiornamento: 1048 giorni

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Introduzione

La febbre consiste in un temporaneo aumento della temperatura corporea in risposta ad una malattia e/o infezione; indicativamente si considera febbre in un bambino quando la misurazione restituisce valori uguali o superiori a

  • 38.0° per via rettale,
  • 37.5° per via orale,
  • 37.2° sotto l’ascella.

Per un adulto si indica generalmente un intervallo compreso fra 37° e 37.5° a seconda del momento della giornata, verso sera infatti la febbre o comunque la temperatura corporea tende spontaneamente a salire.

Ulteriori fattori in grado di causare una variazione della temperatura corporea sono:

  • Ciclo mestruale, che nella seconda parte provoca un aumento della temperatura,
  • attività fisica,
  • forti emozioni,
  • mangiare,
  • vestiti pesanti,
  • farmaci,
  • temperatura ed umidità dell’ambiente.

Misurare la febbre

Termometro da febbre tradizionale
Termometro tradizionale (http://www.flickr.com/photos/andresrueda/3407340937/)

Misurare la febbre significa rilevare la temperatura corporea; se fino a poco tempo fa i termometri a mercurio erano la norma, da quest’anno sono stati vietati a causa della potenziale tossicità in caso di rottura e i termometri elettronici sono un’alternativa valida ed economica.

Termometro digitale da febbre
Termometro digitale (http://www.flickr.com/photos/tessawatson/383858507/)

Il termometro digitale dev’essere pulito prima e dopo ogni misurazione, per evitare che diventi potenziale fonte di contagio; in caso di utilizzo di termometro in vetro (a mercurio o ecologico) può essere necessario agitarlo prima della rilevazione per riportare la sostanza contenuta all’interno del bulbo, dopodichè è possibile continuare con la misurazione della febbre.

Prima di procedere alla rilevazione della febbre è importante:

  • attendere almeno 1 ora a seguito di esercizio fisico o bagno caldo,
  • attendere 30 minuti dopo aver fumato, mangiato o bevuto cibo/liquidi particolarmente freddi o caldi.

La rilevazione può avvenire sostanzialmente in 3 differenti posizioni:

Bocca

Il termometro dev’essere posto sotto la lingua, tenendo la bocca chiusa e respirando con il naso.

Retto

Questa metodologia è più che altro usata per i bambini o per coloro che non sono in grado di tenere il termometro in bocca; è possibile eventualmente applicare della vasellina sul bulbo del termometro per facilitarne l’inserimento per circa 2 cm all’interno del retto. E’ importante che il paziente stia più fermo possibile durante la misurazione per evitare incidenti, nel caso di neonati si consiglia l’uso di termometri digitali a punta flessibile.

Ascella

La terza alternativa prevede il posizionamento del termometro sotto l’ascella, con il braccio chiuso sul corpo a tenerlo in posizione. Richiede di norma qualche istante in più per una corretta misurazione.

Termometri da orecchio e da fronte

Questa tipologia di termometri sono sempre più diffusi grazie alla progressiva diminuizione dei prezzi ma, sopratutto per quanto riguarda gli auricolari, sono stati talvolta segnalati problemi nell’accuratezza dei risultati.

Cause

La febbre è innanzi tutto un importante meccanismo di difesa messo in atto dall’organismo contro le infezioni con 2 obiettivi principali:

  1. Rendere più difficile la proliferazione batterica e virale, generalmente ottimale a circa 37°,
  2. manifestare un segnale chiaro di allarme che renda evidente lo stato di malessere.

Praticamente ogni infezione è quindi potenzialmente in grado di provocare febbre, tra le più comuni possiamo ricordare:

Anche le malattie autoimmuni possono essere causa di febbre, ricordiamo per esempio artrite, morbo di Crohn e lupus eritematoso.

In altri casi alcuni farmaci possono essere causa di aumento della temperatura corporea (alcuni antibiotici, antistaminici, medicinali per le convulsioni).

Situazioni più rare sono invece quelle in cui la febbre può essere la prima manifestazione chiara di una forma tumorale, per esempio per i linfomi Hodgkin e non Hodgkin, leucemia.

Sintomi

A seconda della causa alla base della febbre potrebbero verificarsi anche i seguenti sintomi:

  • Sudorazione,
  • Brividi,
  • Mal di testa,
  • Dolori muscolari,
  • Perdita di appetito,
  • Disidratazione,
  • Debolezza generale,
  • Stanchezza,

Valori di febbre particolarmente elevati potrebbero essere collegati anche ai seguenti sintomi:

  • Allucinazioni,
  • Confusione,
  • Irritabilità,
  • Convulsioni.

Pericoli

Danni cerebrali da febbre in genere non si verificano a meno che la temperatura non diventi superiore a 42°; febbri da infezioni, anche se  non trattate, raramente aumentano oltre i 40.5°, a meno che il paziente non sia eccessivamente coperto o l’ambiente non sia particolarmente caldo.

Più comuni sono invece le convulsioni febbrili nei bambini, circa 1 bambino su 25 almeno una volta le ha manifestate principalmente tra i 6 mesi ed i 5 anni, anche se in genere il primo attacco compare prima dei 3 anni. Più alta è l’età del primo attacco e minore è la probabilità che questo si ripeta.

Durante la convulsione il piccolo paziente potrebbe perdere conoscenza e contrarre involontariamente muscoli volontari per esempio di gambe e braccia. Più raramente il corpo, magari solo in alcune parti, diventa rigido (per esempio una gamba). Di norma questi attacchi non superano i 2 minuti, ma l’intervallo va da pochi secondi ad oltre 15 minuti in rari casi. Anche se particolarmente impressionanti le convulsioni febbrili difficilmente comportano pericoli reali: i rischi maggiori sono legati alla possibilità di trauma all’inizio dell’attacco ed all’eventualità che della saliva vada per traverso.

La maggior parte dei bambini colpiti da convulsioni febbrili presentano febbre pari o superiore a 39°, e si manifestano principalmente durante il primo giorno di febbre.

I bambini soggetti a convulsioni febbrili non sono da considerarsi epilettici e non esistono evidenze che leghino gli attacchi, anche se prolungati, a danni cerebrali permanenti. A parte condizioni particolari (ritardi mentali, per esempio) la probabilità che in futuro si manifesti epilessia e di 1 su 100.

In caso di attacco è necessario sforzarsi di mantenere la calma, poggiare il bambino per terra lontano da mobili od altri oggetti e per evitare rischi di soffocamento la posizione ideale sarebbe su un fianco.

Posizione di sicurezza per convulsioni da febbre
Posizione di sicurezza per convulsioni da febbre (http://it.wikipedia.org/wiki/Posizione_laterale_di_sicurezza)

A seguito di crisi è necessario procedere immediatamente a visita medica, magari del Pronto Soccorso in caso di durata superiore ai 10 minuti.

Cura e terapia

Un semplice raffreddore od altra forma influenza potrebbe provocare febbre anche piuttosto alta, ma non necessariamente questo è segnale di situazione grave per l’incolumità del malato, al contrario esistono condizioni molto più pericolose in grado di manifestarsi con poche linee o addirittura senza febbre.

Escluse patologie che richiedano trattamenti specifici, indichiamo quindi una sorta di linea guida da seguire in caso di febbre; nel caso di temperature non particolarmente elevate potrebbe essere sufficiente riposo e idratazione (bere molto). Nel caso di bambini vengono di norma escluse complicazioni nel caso in cui il piccolo paziente:

  • abbia voglia di giocare,
  • mangi e beva regolarmente,
  • sia attento e sorridente,
  • abbia un colorito naturale,
  • si riprenda quando la temperatura diminuisce.

Nel caso in cui il paziente, sopratutto se bambino, manifesti malessere, vomito, disidratazione o non riesca a riposare si dovrebbe invece agire in modo più incisivo per abbassare la febbre.

In questi casi si ricorda:

  • Non fasciare o coprire eccessivamente il paziente,
  • la stanza non dovrebbe essere nè troppo calda nè troppo fredda,
  • spugnature di acqua tiepida possono aiutare a diminuire la febbre, sopratutto dopo la somministrazione del farmaco per evitare fenomeni di rimbalzo,
  • non ricorrere a bagni freddi, ghiaccio od impacchi di alcol, che raffredderebbero la pelle ma spesso peggiorano la situazione provocando ulteriori brividi.

Per quanto riguarda i farmaci si consiglia di attenersi scrupolosamente a quanto indicato dal medico/pediatra/farmacista, in generale si ricorda che:

  • Paracetamolo (Tachipirina®, Efferalgan®, Acetamol®, …) ed ibuprofene (usato più per i bambini che per gli adulti, sotto forma di sciroppi tra cui Nureflex®, Antalfebal®,…) aiutano a ridurre la febbre e, solo dietro parere medico, possono essere associati.
  • Il paracetamolo si assume di norma ogni 4-6 ore, a seconda della dose,
  • mentre l’ibuprofene si somministra ogni 6-8 ore, ma raramente nei bambini al di sotto dei 6 mesi di età.
  • L’acido acetilsalicilico (Aspirina®, Vivin C, …) è molto efficace per ridurre la febbre, ma senza il consiglio medico non deve MAI essere usata nei bambini al di sotto dei 16 anni.
  • E’ importante somministrare la dose corretta di farmaco, in bambini ed adulti, per rendere efficace il rimedio senza rischio di sovradosaggio.

Durante la febbre è infine importante:

Quando chiamare il medico

Bambini

E’ necessario rivolgersi al pediatra in qualsiasi caso di dubbio nel caso di bambini, in particolar modo per i più piccoli: le linee guida americane suggeriscono in particolare le seguenti condizioni

  • abbia meno di 3 mesi ed una temperatura interna superiore ai 38°,
  • abbia fra i 3 e 12 mesi ed una temperatura interna superiore ai 39°,
  • se più piccolo di 2 anni e la febbre dura da più di 24-48 ore,
  • se più grande di 2 anni e la febbre persiste da 3 giorni,

Richiede invece intervento d’emergenza il bambino che:

  • Piange e non riesce a tranquillizzarsi,
  • non è in grado di muovere un braccio od una gamba (pericolo di convulsioni).

Adulti e bambini

Per qualsiasi tipologia di paziente è necessario ricorrere al parere medico nel caso in cui:

  • in ogni caso per febbre superiore ai 40.5°,
  • un adulto con febbre che non passa da almeno 2 giorni,
  • siano presenti ulteriori sintomi che richiedono trattamento, come mal di gola, male alle orecchie, tosse,
  • la febbre, anche se molto leggera, persiste da una settimana o più,
  • sussistano particolati problemi di salute come cardiopatie, diabete, trattamenti cronici con cortisonici, trapianti recenti, sieropositività, chemioterapia.
  • sia stato recentemente fatto un vaccino,
  • siano presenti manifestazioni cutanee,
  • sia presente dolore mentre si urina,
  • sia di recente tornato da un viaggio, in particolar modo da Paesi del terzo mondo.

Richiede immediato intervento il paziente, adulto o bambino, che:

  • non riesce a restare sveglio,
  • manifesta un forte stato confusionale,
  • non è in grado di camminare,
  • ha gravi difficoltà respiratorie,
  • ha labbra, lingua o unghie blu,
  • sia presente un mal di testa particolarmente severo,
  • sia presente un severo torcicollo,
  • manifesti convulsioni.

Approfondimenti

Fonti principali: Medline Plus, Kidhealth.org


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. massimiliano

    Salve dottore, ieri sera mia figlia di 4 anni ha avuto una febbre improvvisa…aveva avuto delle specie di placche nelle settimane precedenti, ma senza alcun malessere, ieri pomeriggio avevamo notato dei puntini rossi sul palato, vicino l’ ugola e alle 20 poi la febbre sopra i 38 e molto nervosismo…poi si è addormentata con la tachipirina….oggi è stata tuto il giorno sul divano..abbiamo fatto il test rapido per lo streptococco dato dalla pediatra…la seconda linea di positività non è comparsa entro i 10 minuti, ma dopo una leggera sfumatura che il pediatra associato ha detto sicuramente è negativo…e nel caso di fare nurofen….perché anche se alle 15 abbiamo dato la tachi, la febbre non è mai scesa sotto i 38…ora su è addormentata con 38,4….può essere sia ancora una forma virale!?…mia moglie sembra decisa come non mai a dalle nurofen solo perché la febbre non è scesa mai sotto i 38….cosa può consigliarmi?! In molti dicono che molti stiano così…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, sembra una forma virale.
      2. Per quanto riguarda Nurofen e Tachipirina si attenga tranquillamente alle indicazioni del pediatra, non superando le dosi e la frequenza consigliate.

  2. massimiliano

    Grazie infinite dottore…..alla fine mia moglie le ha dato 3 ml di nurofen (mezza dose circa, come consigliatole da una farmacista) e finalmente la febbre è scesa sotto i 38.
    Ammetto che avevo un pochino paura per questo medicinale, però effettivamente, a differenza della tachipirina, essendo un antinfiammatorio, anche a una dose inferiore/di prova, avrebbe comunque avuto qualche effetto…
    Però volevo sapere quanto tempo dovrebbe passare se si volessero alternare i 2 farmaci!??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In genere 4 ore, ma li alterni solo finchè realmente necessario (in genere pochi giorni), in caso contrario si limiti a somministrarne uno dei due ogni 8 ore se sufficiente a tenere sotto controllo la febbre).
      Glielo dico perchè, anche se è un’associazione che vedo suggerire da anni, recenti indicazioni del Ministero esprimevano qualche dubbio in proposito.

  3. massimiliano

    Grazie davvero….guardi non intendo certo per giorni…ma solo se dovesse capitare per 1-2 giorni e comunque con un dosaggio minimo di nurofen….quasi a sostituzione di una dose di tachipirina…..lei è una persona meravigliosa e professionale…..perfino la tachipirina, finché possibile, evito di dalla tassativamente ogni 6 ore, come spesso consigliato….ero curioso di sapere anche l’emivita del nurofen…è 2 ore?! E della tachipirina?!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. In realtà non sempre è corretto dare dosi minime, sono dell’idea che i farmaci (quando usati) vadano usati bene: quindi li userei alle dosi corrette solo quando necessari. Questa è la regola generale, poi saprà valutare di volta in volta il compromesso migliore.
      2. Nurofen, il cui principio attivo è lo stesso del nostro Moment, ha un’emivita di circa due ore (http://www.torrinomedica.it/farmaci/schedetecniche/Nurofen_Febbre_E_Dolore_Bambini.asp#SP11).

  4. massimiliano

    Lo so che non è corretto….anzi sarebbe stupido a volte, come con gli antipiretici, o antibiotici…ma ho visto un sensibile miglioramento con una dose forse in virtù del fatto che comunque svolge il suo ruolo antinfiammatorio(come può essere per noi adulti un brufen 400 o 600 per esempio)…stavo pensando anche, che se non dovesse avere febbre, ma lamentare ancora bruciore di gola, di spruzzarlo in loco…cosa ne pensa?!?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere un’idea e non ha particolari controindicazioni (salvo il fatto che la consistenza sciropposa non lo rende ideale ad essere nebulizzato), ma sarebbe in ogni caso come farglielo ingerire.

  5. massimiliano

    La stresso ancora un po’…..ma la lingua a fragola è sempre sintomo di infezione streptococcica?!? Non vorrei aver fatto male il tampone….non so che pensare….ingoia con difficoltà….ma non sembra avere esantemi!! E l’unico antibiotico che ha preso è stato il ribotrex, ma se non sbaglio per lo streptococco è consigliata l’amoxicillina o eritromicina! O mammaa!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Non necessariamente.
      2. Per la scelta dell’antibiotico si attenga alle indicazioni della pediatra, viene usato anche Ribotrex, l’importante è proseguire sempre per tutto il tempo indicato.

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