Infarto miocardico: sintomi, dolore, cause, intervento, ripresa

Ultimo Aggiornamento: 6 giorni

Introduzione

Infarto del miocardio (http://www.flickr.com/photos/devnull/2061418903/sizes/s/)

Infarto del miocardio (http://www.flickr.com/photos/devnull/2061418903/sizes/s/)

Un attacco di cuore (infarto del miocardio) si verifica quando si blocca il flusso di sangue diretto ad una parte del muscolo cardiaco: se il flusso sanguigno non viene ripristinato in tempi brevi, la sezione del cuore interessata risulta danneggiata dalla mancanza di ossigeno e comincia a morire.

Gli infarti rappresentano la principale causa di morte negli Stati Uniti, ma oggi ci sono trattamenti efficaci che possono salvare vite umane e prevenire le disabilità che ne derivano: il trattamento è più efficace se viene iniziato entro un’ora dall’inizio dei sintomi.

Gli attacchi cardiaci si verificano sopratutto a causa di una patologia chiamata aterosclerosi: diverso materiale lipidico (grasso) si accumula nel corso degli anni lungo le pareti interne delle arterie coronariche (le arterie che forniscono sangue e ossigeno al cuore) fino a formare una vera e propria placca aterosclerotica. Con il tempo parte della placca può rompersi, causando un grumo di sangue che si forma sulla superficie della placca. Se il coagulo diventa abbastanza grande può bloccare in parte o completamente il flusso di sangue ricco di ossigeno verso quella parte del muscolo cardiaco alimentata dall’arteria.

Durante un attacco di cuore, se l’ostruzione delle coronarie non viene rapidamente trattata, il muscolo cardiaco comincia a cedere e ad essere sostituito da tessuto cicatriziale. Questo danno al cuore può non essere evidente o, al contrario, può causare problemi gravi e di lunga durata.

Tra i vari problemi legati all’attacco di cuore rientrano aritmie pericolose per la vita (battito cardiaco irregolare) e l’insufficienza cardiaca, determinata dal fatto che il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue in tutto il corpo.

Agire in modo tempestio al primo avvertimento di sintomi di infarto può salvare la vita e limitare i danni: il trattamento è più efficace se si comincia entro un’ora dall’inizio dei sintomi.

Se pensate che voi o che qualcuno che conoscete potrebbe avere un attacco di cuore:

  1. chiamate il 118 in pochi minuti (al massimo 5) dall’inizio dei sintomi;
  2. se i sintomi scompaiono completamente in meno di 5 minuti, chiamate comunque il medico;
  3. raggiungere l’ospedale tramite ambulanza, andare con la propria auto potrebbe ritardare il trattamento;
  4. prendere una pillola di nitroglicerina, se il medico ha prescritto questo tipo di farmaco.

Ogni anno circa 1.1 milioni di persone nei soli Stati Uniti vengono colpite da attacchi di cuore e circa la metà di questi muoiono. La malattia coronorica, che spesso si traduce in infarto, uccide più gli uomini che le donne.

Molte più persone potrebbero riprendersi da questi episodi se ricevessero un aiuto più tempestivo: di tutte le persone che muoiono a causa di attacchi cardiaci, circa la metà decede entro un’ora dall’avvertimento dei primi sintomi e prima di raggiungere l’ospedale.

Cause

Il termine medico usato per indicare gli attacchi cardiaci è infarto del miocardio. “Mio” si riferisce a muscolo, “cardio” di riferisce al cuore, “infarto” si riferisce alla morte del tessuto per mancanza di ossigeno.

Come ogni muscolo il cuore ha bisogno di un approvvigionamento costante di sangue e dell’ossigeno trasportato. Senza sangue le cellule del cuore subiscono immediatamente gravi danni e ciò provoca dolore ed una sensazione di pressione. Se il flusso di sangue non viene ripristinato le cellule cardiache possono morire e si può formare al loro posto una cicatrice (dal punto di vista medico “tessuto cicatriziale”), in sostituzione del tessuto cardiaco funzionante. La mancanza di flusso di sangue al cuore può anche determinare un ritmo cardiaco irregolare, che può essere fatale.

Un attacco di cuore si verifica quando una o più delle arterie che trasportano sino al cuore sangue ricco di ossigeno si ostruisce: queste arterie sono chiamate coronarie e circondano il cuore come una corona. Nel corso del tempo una delle arterie coronarie può ridursi a causa di un accumulo di colesterolo, questo accumulo (generalmente noto col nome di placca) che si forma nelle arterie in tutto corpo si chiama aterosclerosi.

Alla base di un infarto di norma c’è una di queste placche che si rompe formando un coagulo di sangue lì dove c’è stata la rottura: se il coagulo è abbastanza grande si può bloccare il flusso di sangue che passa attraverso l’arteria.

Una causa meno comune di attacco cardiaco è rappresentata dallo spasmo di un’arteria coronarica che arresta il flusso di sangue diretto ad una parte del muscolo cardiaco: droghe come la cocaina possono causare spasmi molto pericolosi per la vita.

Un attacco di cuore rappresenta la fine di un processo che si evolve in genere per molte ore. Col passare dei minuti il tessuto cardiaco viene privato del sangue, si deteriora e muore.

Se il flusso di sangue può essere ripristinato nel tempo, i danni al cuore possono essere impediti o comunque limitati.

Fattori di rischio

Alcuni fattori, chimati fattori di rischio coronarico, aumentano il rischio di attacco al miocardio. Questi fattori contribuiscono nella formazione indesiderata di depositi (aterosclerosi) che restringe le arterie in tutto il corpo, comprese le arterie al tuo cuore. Tra i fattori di rischio coronarico rientrano:

  • Fumo di tabacco. Il fumo e l’esposizione a lungo termine ai danni del fumo passivo danneggiano le pareti interne delle arterie (comprese quelle che vanno al cuore), determinando la formazione di depositi di colesterolo e di altre sostanze che possono ostacolare il flusso del sangue. Il fumo aumenta anche il rischio che si formino coaguli di sangue mortali, provocando un infarto.
  • Alta pressione sanguigna. La pressione arteriosa è determinata dalla quantità di sangue che il cuore pompa e dall’ammontare della resistenza al flusso di sangue nelle arterie. Nel corso del tempo la pressione alta può danneggiare le arterie che trasportano sangue al cuore, accelerando l’aterosclerosi. Il rischio di pressione sanguigna alta aumenta con gli anni, ma i principali colpevoli per la maggior parte degli americani sono l’obesità e una dieta troppo ricca di sale. L’ipertensione può essere anche un problema ereditario.
  • Elevato colesterolo nel sangue e livelli di trigliceride alti. Il colesterolo rappresenta una parte consistente dei depositi che possono restringere le arterie in tutto il corpo, comprese quelle che arrivano al cuore. Un livello elevato del tipo sbagliato di colesterolo nel sangue aumenta il rischio di un attacco al cuore. Il colesterolo a bassa densità di lipoproteine (LDL), ossia il colesterolo cattivo, porta con maggiore probabilità a restringere le arterie. E’ altresì  indesiderabile un livello elevato di LDL, che spesso deriva da una dieta ad alto contenuto di grassi saturi e colesterolo. Allo stesso modo, non è auspicabile un elevato livello di trigliceridi, un tipo di grassi la cui presenza nel sangue dipenda dal tipo di diete che si segue. Tuttavia un alto livello di colesterolo ad alta densità di lipoproteine, il cosiddetto colesterlolo buono che aiuta il corpo a liberarsi dall’eccesso di colesterolo, è invece auspicabile e riduce il rischio di attacco al miocardio.
  • La mancanza di attività fisica. Uno stile di vita inattivo contribuisce ad elevati livelli di colesterolo nel sangue e all’obesità. Al contrario le persone che svolgono regolare esercizio fisico presentano una migliore salute cardiovascolare, che diminuisce il rischio globale di infarto. L’esercizio è utile anche per ridurre la pressione sanguigna alta.
  • Obesità. Le persone obese presentano un elevata percentuale di grasso corporeo (indice di massa corporea pari o superiore a 30). L’obesità aumenta il rischio di malattie al cuore poichè è associata ad alti livelli di colesterolo nel sangue, pressione alta e diabete.
  • Diabete. Il diabete è l’incapacità del corpo di produrre adeguatamente o di reagire correttamente all’insulina. L’insulina, un ormone secreto dal pancreas, permette al corpo di usare il glucosio, che è un tipo di zucchero da alimenti. Il diabete può manifestarsi già durante l’infanzia, ma appare più spesso nella mezza età e tra persone in sovrappeso. Il diabete aumenta notevolmente il rischio di un attacco al cuore.
  • Stress. Si può reagire allo stress in modi che possono aumentare il rischio di infarto miocardico. Se si è sotto stress si può infatti mangiare troppo oppure fumare di più per la tensione nervosa. Troppo stress, così come troppa rabbia, può anche aumentare la pressione sanguigna.
  • Alcool. Se consumato con moderazione, l’alcool contribuisce ad accrescere i livelli di HDL, il colesterolo buono, e può avere un effetto protettivo contro l’infarto. Gli uomini non dovrebbero consumare più di due drink al giorno e le donne non più di uno. Un’eccessiva assunzione può alzare la pressione sanguigna e i livelli di trigliceride, aumentando il rischio di attacco cardiaco.
  • Storia familiare di infarto. Se i vostri fratelli, genitori o nonni hanni avuto in passato attacchi di cuore, anche voi potreste essere a rischio. La propria famiglia può avere una condizione genetica che aumenta i livelli di colesterolo indesiderato nel sangue. Anche l’ipertensione puà essere ereditata dalla propria famiglia.
  • Omocisteina, proteina C-reattiva e fibrinogeno. Le persone hanno i più alti livelli ematici di omocisteina, proteina C-reattiva e fibrinogeno sembrano avere un maggior rischio di malattie cardiache. Alcune ricerche suggeriscono che i livelli di omocisteina possono essere ridotti tramite supplementi di acido folico e attraverso una dieta sana. I livelli di fibrinogeno e di proteina C-reattiva possono essere ridotti modificando altri fattori di rischio per le malattie cardiache, ad esempio smettendo di fumare, abbassando i livelli di colesterolo e svolgendo regolare attività fisica.

E’ possibile modificare o eliminare molti di questi fattori di rischio per ridurre la probabilità di avere un primo o un secondo attacco cardiaco, tuttavia non è possibile modificare altri fattori di rischio, come quelli sessuali o ereditari: per esempio gli uomini sono generalmente più a rischio delle donne. Il rischio aumenta per le donne nel periodo successivo alla menopausa, di solito dopo i 55 anni. Se vostro padre è stato colpito da una malattia cardiaca prima dei 55 anni e vostra madre prima dei 65 anni, il rischio di sviluppare malattie al cuore è maggiore.

Sintomi

Il più comune sintomo di infarto è rappresentato da un dolore o un fastidio al petto: la maggior parte delgi attacchi di cuore causa una fitta al centro del petto che dura per pochi minuti o scompare per poi ripresentarsi. Il disagio può consistere in un senso di pressione, fitte al cuore, dolori e senso di gonfiore.

I sintomi di angina possono essere simili ai sintomi di un attacco cardiaco: l’angina è il dolore al petto che si verifica nelle persone con malattia alle arterie coronarie, in genere quando sono attive. Il dolore anginoso di solito dura dura solo pochi minuti e scompare con il riposo: se l’angina non scompare o si presenta in maniera differente dal consueto (ad esempio si verifica più frequentemente o si verifica a riposo) potrebbe essere segno dell’inizio di un attacco di cuore ed il paziente dev’essere immediatamente visitato un medico.

Alcuni attacchi di cuore sono improvvisi e intensi e nessuno mette in dubbio ciò che sta accadendo, ma al contrario possono anche iniziare lentamente, con un dolore lieve e fastidioso. Spesso le persone colpite non sono sicure di cosa stia accadendo e aspettano troppo a lungo prima di chiedere aiuto. Si riportano di seguito alcuni segni  precoci che possono indicare la comparsa di infarto:

  • Pressione, dolore o fitte al centro del petto che durano più di pochi minuti.
  • Il dolore si estende oltre il petto alla spalla, braccio, schiena, e anche ai denti e alla mandibola.
  • Aumento di episodi di dolore toracico.
  • Dolore prolungato nella parte superiore dell’addome.
  • Mancanza di fiato.
  • Sudorazione.
  • Incombente sensazione di affaticamento.
  • Svenimento.
  • Nausea e vomito.

Segni e sintomi di infarto nelle donne possono essere diversi e meno evidenti rispetto a quelli che si verificano negli uomini, in aggiunta a quanto appena elencato ricordiamo anche:

  • Dolore addominale o bruciore di stomaco.
  • Cute umida.
  • Stordimento o capogiri.

In generale maggiori sono i segni ed i sintomi che si avvertono, più elevata è la probabilità che si sia in presenza di un attacco di cuore.

Alcune persone, al contrario, non avvertono alcun sintomo.

Un attacco cardiaco si può verificare in qualsiasi momento, mentre si lavora o si gioca, mentre si è a riposo oppure in movimento. Alcuni infarti colpiscono improvvisamente, ma molte persone che hanno già avuto una pregressa esperienza di questo tipo possono avvertire dei segnali di pericolo con ore, giorni o anche settimane di anticipo. Predittore di un attacco cardiaco può essere un dolore toracico ricorrente (angina), che si acuisce sotto sforzo e viene invece alleviato a riposo. L’angina è causata da un temporaneo insufficiente afflusso di sangue al cuore, conosciuto anche come “ischemia cardiaca”.

Imparate a riconoscere i segni dell’infarto, ma ricordate questo: anche se non siete sicuri che sia un attacco di cuore ditelo comunque e segnalate ad un medico i vostri sintomi.

I minuti contano! Un intervento tempestivo può salvare la vita, forse la propria. Non aspettate più di 5 minuti per chiamare il 118. Il personale sanitario di soccorso può iniziare il trattamento appena arriva ed è addestrato per poter intervenire su una persona colpita da infarto. I pazienti con dolore toracico che arrivano in ambulanza di solito ricevono un trattamento rapido in ospedale, è quindi meglio chiamare un’ambulanza per poter raggiungere velocemente il pronto soccorso.

Diagnosi

La diagnosi di infarto viene fatta in base ai sintomi, alla storia medica personale e familiare e ad i risultati dei test diagnostici.

  • ECG (Elettrocardiogramma): Questo test rileva e registra l’attività elettrica del cuore. Determinati cambiamenti nell’aspetto delle onde elettriche su un elettrocardiogramma sono segnali importanti di un infarto del miocardio. Un elettrocardiogramma è anche in grado di dimostrare se si hanno aritmie (battiti cardiaci anomali), che possono essere causate da un infarto.
  • Analisi del sangue: Durante un attacco cardiaco le cellule del muscolo cardiaco ed esplodono, lasciando alcune proteine nel sangue. Gli esami del sangue consentono di misurare la quantità di queste proteine nel sangue. Livelli di queste proteine nel sangue superiori alla media sono la prova di un attacco cardiaco. Gli esami del sangue comunementi usati sono il test troponina, i test CK o CK-MB, e i test di siero miogloblina. Gli esami del sangue sono spesso ripetuti per verificare i cambiamenti che si verificano col passare del tempo.
  • Angiografia coronarica: L’angiografia coronarica è un esame speciale a raggi x del cuore e dei vasi sanguigni. Viene spesso fatto nel corso di un attacco cardiaco per individuare le ostruzioni nelle arterie coronarie. Il medico passa un catetere (un sottile tubo flessibile) attraverso un’arteria del braccio o dell’inguine (coscia) e lo fa passare attraverso il cuore. Questa procedura, chiamata cateterismo cardiaco, è parte dell’angiografia coronarica. Un colorante che può essere visualizzato ai raggi X viene iniettato nel sangue attraverso la punta del catetere. Questo colorante consente al medico di analizzare il flusso del sangue attraverso il cuore ed i vasi sanguigni. Se viene individuata un ostruzione potrebbe essere utilizzata un’altra procedura, chiamata angioplastica, per ripristinare il flusso sanguigno attraverso l’arteria. A volte, durante l’angioplastica, il medico impianterà uno stent (un piccolo tubo) nell’arteria per mantenerla dilatata.

Pericoli

Le complicazioni che derivano da un attacco di cuore sono spesso legate al danno subito dal cuore durante l’infarto. Questo danno può avere le seguenti conseguenze:

  • Anomalie del ritmo cardiaco (aritmie). Se il muscolo cardiaco è danneggiato da un attacco di cuore , possono svilupparsi dei circuiti elettrici brevi causando anomalie del ritmo cardiaco, alcune delle quali possono essere gravi, anche fatali.
  • L’insufficienza cardiaca. La quantità di tessuto danneggiata nel cuore può essere così estesa che la parte ancora funzionante del muscolo non riesce ad pompare adeguatamente sangue al cuore. Ciò diminuisce il flusso di sangue ai tessuti e agli organi in tutto il corpo e può causare respiro breve, affaticamento e gonfiore alle caviglie e nei piedi. L’insufficienza cardiaca può essere un problema temporaneo che si risolve da solo dopo che il cuore riprende la sua attività normale in qualche giorno.
  • Rottura del cuore. Alcune aree del muscolo cardiaco indebolite dall’infarto possono rompersi, lasciando un buco in una parte del cuore. Questa rottura spesso è rapidamente fatale.
  • Problemi alle valvole. Le valvole cardiache danneggiate durante un attacco di cuore possono sviluppare problemi gravi, pericolosi per la vita stessa.

Cura e terapia

Durante un attacco di cuore, occorre agire immediatamente. Seguite questi passaggi:

  1. Chiamate urgentemente assistenza medica. Se si ha anche solo un sospetto di infarto, non esitate a chiamare. Telefonare immediatamente al 118. Se non si ha accesso immediato ai servizi medici di emergenza, chiedere aiuto a qualcuno che vi accompagni al più vicino ospedale. Guidate solo se non ci sono assolutamente altre opzioni. Guidare durante un attacco di cuore può mettere a rischio se stessi e gli altri se la situazione peggiora improvvisamente.
  2. Assumere nitroglicerina. Se il medico ha prescritto la nitroglicerina, assumetela come vi è stato detto di fare in attesa che arrivi il personale medico di emergenza.

Se siete con qualcuno che viene colpito da un improvviso presunto attacco di cuore:

Infarto miocardico e pronto intervento (http://www.flickr.com/photos/pkeleher/2489193451/sizes/s/)

Infarto miocardico e pronto intervento (http://www.flickr.com/photos/pkeleher/2489193451/sizes/s/)

  1. Chiamate subito il 118 e, se avete nozioni di pronto soccorso, iniziate la rianimazione cardiopolmonare. Ciò aiuta a fornire ossigeno al corpo e al cervello. Se non conoscete le procedure d’emergenza i medici raccomandano di saltare la respirazione bocca a bocca e di procedere direttamente alle compressioni del torace, seguendo un ritmo di 100 pressioni al minuto.
  2. Nei minuti iniziali l’attacco di cuore può anche innescare la fibrillazione ventricolare, ossia il cuore comincia a tremare inutilmente. Se non si riceve un trattamento immediato la fibrillazione ventricolare porta a morte improvvisa. L’uso tempestivo di un defibrillatore, che riporta nuovamente il cuore al suo ritmo normale, può garantire un trattamento d’emergenza prima che il soggetto colpito da infarto riesca a raggiungere l’ospedale.
  3. Una volta raggiunto il pronto soccorso, se è evidente che il soggetto sia stato colpito da infarto, lo si può trattare con i farmaci o sottoporlo ad una procedura invasiva o entrambi, a seconda della gravità del caso e della quantità di danni cardiaci occorsi.

Per approfondire: Aggiornamento Linee guida infarto miocardico (grazie a Eumed)

Farmaci

Più passano i minuti, dopo un infarto, più il tessuto rimane privo di ossigeno, si deteriora e muore. Il miglior modo per prevenire un danno progressivo è quello di ripristinare velocemente il flusso sanguigno.

Tra i farmaci usati per trattare un attacco di cuore rientrano:

  • Aspirina. L’aspirina può essere somministrata dal personale medico di emergenza non appena si raggiunge l’ospedale o comunque poco dopo. L’aspirina inibisce la coagulazione del sangue, contribuendo così a mantenere il flusso di sangue attraverso l’arteria ostruita. Prendere l’aspirina da soli in attesa che arrivi aiuto, solo se il medico ha già raccomandato di farlo e se si verificano i sintomi dell’infarto.
  • Trombolitici. Questi farmaci aiutano a sciogliere il grumo di sangue che blocca il flusso di sangue diretto al cuore. Quanto prima si assume il farmaco trombolitico a seguito di infarto, maggiori saranno le possibilità di sopravvivenza e di ridurre i danni al cuore.
  • Superaspirina. I medici del pronto soccorso possono dare altri farmaci che sono per certi aspetti simili all’aspirina in quanto aiutano a prevenire che si formino nuovamente dei coaguli di sangue. Tra queste rientrano il Clopidogrel (Plavix®) e ad altri chiamati inibitori del recettore piastrinico IIb/IIIa.
  • Altri farmaci per fluidificare il sangue. Con molta probabilità al paziente colpito da infarto verranno dati altri farmaci, come l’eparina, per rendere il sangue meno ‘appiccicoso’ e meno incline a formare pericolosi coaguli di sangue. L’eparina viene somministrata per via endovenosa o per iniezione sotto la pelle ed è solitamente utilizzato durante i primi giorni dopo un attacco di cuore.
  • Antidolorifici. Se il dolore toracico o un dolore ad esso associato è molto forte è possibile assumere un antidolorifico, come la morfina, per alleviare il fastidio.
  • Nitroglicerina. Questo farmaco, utilizzato per trattare il dolore al torace (angina), dilata temporaneamente i vasi sanguigni arteriosi, migliorando il flusso di sangue dal e verso il cuore.
  • Beta-bloccanti. Questi farmaci aiutano a rilassare il muscolo cardiaco, rallentare il battito del cuore e diminuire la pressione arteriosa rendendo più facile il lavoro del cuore. I beta-bloccanti possono limitare la mole dei danni al muscolo cardiaco e prevenire attacchi di cuore per il futuro.
  • Farmaci che riducono il colesterolo. Ne sono degli esempio le statine, la niacina, i fibrati e i sequestranti acidi biliari. Questi farmaci aiutano a mantenere bassi i livello di colesterolo “cattivo” nel sangue e possono essere utili se somministrati subito dopo un attacco di cuore per migliorare la sopravvivenza.

Chirurgia e altre procedure

Oltre ai farmaci il paziente può essere sottoposto ad una delle seguenti procedure per trattare l’attacco di cuore:

  • Angioplastica e stent coronarici.L’angioplastica d’emergenza dilata le arterie coronarie ostruite, lasciando che il flusso di sangue arrivi più liberamente al cuore. I medici inseriscono un lungo e sottile tubo (catetere) che passa attraverso un’arteria, in genere nelle gambe, sino ad arrivare all’arteria del cuore ostruita. Questo catetere è dotato di una speciale punta a palloncino. Una volta posizionata, la punta a palloncino viene rapidamente gonfiata in modo da dilatare l’arteria coronarica bloccata. Allo stesso tempo uno stent metallico può essere inserito nell’arteria per tenerla aperta a lungo termine e ripristinare così il flusso di sangue al cuore. A seconda dei casi il medico può scegliere di inserire uno stent ricoperto di un farmaco a lento rilascio che possa contribuire a mantenere dilatata l’arteria. L’angioplastica coronarica viene fatta allo stesso tempo come una cateterizzazione coronarica (angiogramma), una procedura che i medici effettuano prima di individuare le arterie coronarie bloccate. Quando viene effettuata un’angioplastica per trattare un attacco di cuore, quanto prima viene fatta meglio è. Se invece viene eseguita giorni o settimane dopo che il soggetto colpito da infarto si è stabilizzato con un’arteria completamente bloccata, non se ne può trarre alcun beneficio.
  • Intervento chirurgico di bypass coronarico. In rari casi i medici possono effettuare un intervento di bypass di emergenza al momento dell’infarto.Il bypass coinvolge le vene ricucite o le arterie situate oltre le arterie coronarie bloccate o ristrette (bypassando la sezione compressa dell’arteria), ripristinando il flusso di sangue al cuore. In alternativa il medico può suggerire di sottoporsi a questa procedura dopo che il cuore abbia avuto il tempo di riprendersi dall’infarto.

Una volta che il flusso di sangue al cuore viene ripristinato e la condizione del paziente di stabilizza in seguito all’infarto, egli può essere ricoverato in ospedale per essere tenuto sotto osservazione. Poiché lo sforzo fisico e lo shock emotivo stressano il cuore, assicurarsi di stare a riposo. I visitatori sono in genere limitati ai membri della famiglia e agli amici intimi.

Riabilitazione

L’obiettivo del trattamento di emergenza di un attacco di cuore è quello di ripristinare il flusso sanguigno e di salvare il tessuto cardiaco. Lo scopo del trattamento successivo è quello di consentire la guarigione del cuore e prevenire un altro infarto.

Alcuni ospedali offrono programmi di riabilitazione cardiaca, che possono iniziare quando si è in ospedale e, a seconda della gravità dell’infarto, possono continuare per settimane o mesi dopo il rientro a casa. I programmi di riabilitazione cardiaca in genere si concentrano su tre aree principali: farmaci, cambiamenti nello stile di vita e stati emotivi.

Prevenzione

Non è mai troppo tardi per adottare delle misure di prevenzione per impedire un attacco di cuore, anche se si è già avuta una precedente esperienza d’infarto. La terapia farmacologica è diventata una parte sempre più importante per ridurre il rischio di un secondo infarto e per aiutare il cuore danneggiato a funzionare meglio. Diversi fattori nello stile di vita svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel recupero di un infarto.

In genere i medici prescrivono la terapia farmacologica alle persone che hanno avuto un attacco cardiaco o che sono esposte ad alto rischio di averne uno.

Stile di vita

Lo stile di vita può influenzare in larga misura la salute del cuore. Assumere le misure seguenti può aiutare non solo a prevenire, ma anche a riprendersi da un attacco di cuore:

  • Non fumare. Se fumate la cosa più importante che potete fare per migliorare la salute del cuore è quella di smettere. E’ molto difficile smettere di fumare da soli, ma potreste chiedere al vostro medico di prescrivervi un piano di trattamento per aiutarvi a liberarvi da questo dannoso vizio.
  • Controllare il colesterolo. Controllate regolarmente i livelli di colesterolo, attraverso un esame del sangue. Se i livelli di colesterolo cattivo sono eccessivamente elevati, il medico può prescrivere dei cambiamenti nella dieta e dei farmaci che contribuiscano a ridurre il colesterolo e a proteggere la propria salute cardiovascolare.
  • Sottoporsi a regolari controlli medici. Alcuni dei principali fattori di rischio per l’infarto, elevato colesterolo nel sangue, pressione alta e diabete, non generano alcun sintomo nelle fasi iniziali. Il medico può eseguire dei test per verificare che siate liberi da questi problemi. Se invece il medico riscontra la presenza di uno di questi problemi, voi e il vostro dottore potrete gestire meglio la situazione in modo da prevenire le complicanze che ne possono derivare e che possono causare un attacco di cuore.
  • Controllare la pressione sanguigna. Occorre controllare la pressione del sangue regolarmente, frequente se si soffre di pressione alta o nell’ipotesi di una precedente esperienza di malattia coronarica.
  • Fare regolare attività fisica. Anni fa i medici vietavano l’esercizio fisico a seguito di un attacco di cuore per paura che ne potesse causare un altro. In realtà un’attività fisica regolare aiuta a migliorare la funzionalità del muscolo cardiaco a seguito di un attacco di cuore. L’esercizio è ormai una componente importante di un programma di riabilitazione cardiaca. Esso aiuta a prevenire un attacco di cuore, aiutandovi a raggiungere e a mantenere un peso sano e a controllare diabete, colesterolo e pressione alta. L’esercizio non deve essere troppo duro. Per esempio, camminare 30 minuti al giorno e per cinque giorni alla settimana può migliorare lo stato di salute.
  • Mantenere un peso adeguato. L’obesità mette sotto sforzo il cuore e può contribuire a determinare colesterolo elevato, pressione alta e diabete. Perdere peso può ridurre il rischio di malattie cardiache.
  • Seguire una dieta sana per il cuore. Troppi grassi saturi e colesterolo nella dieta possono restringere le arterie dirette al cuore. Se siete stati colpiti da infarto, cercate di limitare la quantità di grasso e colesterolo e sodio nella vostra alimentazione. Una dieta ad alto contenuto di sodio può aumentare la pressione sanguigna. Seguite i consigli del medico e del dietologo relativamente a quale sia la dieta più sana per il vostro cuore. Preparate dei pasti salutari per il cuore. Il pesce è ad esempio parte di una dieta sana. Esso contiene acidi grassi omega 3, che contribuiscono a migliorare i livelli di colesterolo nel sangue e a prevenire la formazione di coaguli di sangue. Mangiate inoltre molta frutta e verdura. Frutta e verdura contengono sostanze antiossidanti, ossia sostanze nutritive che aiutano a preservare l’elasticità ed il corretto flusso nelle arterie coronarie.
  • Gestire lo stress. Per ridurre il rischio di un attacco di cuore, cercate di ridurre lo stress quotidiano. Rivedete le vostre abitudini di lavoro stacanovista e trovate un modo sano per minimizzare o comunque per far fronte ad eventi stressanti nella vostra vita.
  • Consumare alcol con moderazione. Bere più di uno o due bevande alcoliche al giorno aumenta la pressione del sangue, per cui se necessario tagliate il consumo di alcolici. Da un punto di vista di salute cardiaca, uno a due bicchieri al giorno sono l’ideale per gli uomini, mentre le donne possono consumare una bevanda alcolica al giorno.

Dopo l’infarto

Essere colpiti da un attacco di cuore è un’esperienza spaventosa. Anche se il medico rassicura che procede tutto per il meglio, si può essere ancora intimoriti. Quali saranno le conseguenze sulla vita? Si sarà in grado di tornare al lavoro o riprendere le attività che piacciono? E, cosa ancor più spaventosa, potrà accadere di nuovo?

La paura è solo una delle tante emozioni che voi e la vostra famiglia dovrete affrontare. Altre emozioni che potrebbero essere particolarmente difficile da superare dopo un infarto possono essere:

  • Rabbia. Si può essere arrabbiati e chiedersi: Perché ho avuto l’infarto e perché proprio ora? E’ normale provare un po’ di risentimento in seguito ad un attacco di cuore.
  • Senso di colpa. I membri della famiglia possono avere paura in un primo momento e poi sentirsi in colpa successivamente. Alcuni possono anche sentirsi in qualche modo responsabili di fare qualcosa che ha contribuito all’infarto.
  • Depressione. La depressione è comune dopo un attacco di cuore. Si percepisce che non è più possibile fare le cose che si era soliti fare precedentemente e che non si è più la stessa persona che si era prima dell’infarto.

Questi sentimenti sono comuni ed è bene discuterne apertamente con il medico, un familiare o un amico che può aiutarvi ad affrontare meglio la situazione. E’ necessario prendersi cura di se stessi mentalmente e fisicamente dopo un attacco di cuore. Fare attività fisica e partecipare a sessioni di riabilitazione cardiaca con altre persone che si stanno riprendendo da un attacco di cuore può aiutare ad affrontare positivamente questi sentimenti.

Voi e la vostra famiglia potreste avere un sacco di domande e preoccupazioni dopo l’attacco di cuore. Se così fosse potrebbe essere utile parlare con altri pazienti che stanno vivendo la vostra stessa situazione. Molti programmi di riabilitazione cardiaca prevedono servizi di consulenza e gruppi di sostegno per i sopravvissuti all’attacco di cuore.

Sopravvivere a un attacco di cuore non significa che la vita come la si conosceva prima è finita. Al contrario, la maggior parte delle persone conduce una vita piena e attiva dopo un infarto, ma ciò può significare apportare alcuni cambiamenti positivi nelle abitudini quotidiane, essere più pazienti ed adottare un atteggiamento propositivo e mai abbattersi.

L’attività sessuale dopo l’infarto

Molti si preoccupano che il sesso, dopo un infarto, diventi troppo faticoso per il loro cuore. Tuttavia molte persone possono tranquillamente ritornare alla attività sessuale dopo essersi ripresi. Ogni paziente ha esigenze temporali diverse, a seconda della forma fisica, psicologica ed alla precedente attività sessuale.

Lo sforzo cardiaco richiesto da un rapporto sessuale è approssimativamente pari a quello richiesto per fare una passeggiata, lavare il pavimento, o salire una o due rampe di scale. In un certo senso l’attività sessuale è paragonabile a qualsiasi altro sforzo fisico: il battito cardiaco, la frequenza respiratoria e il livello della pressione del sangue aumentano. Chiedete al vostro medico quando è sicuro riprendere l’attività sessuale. Con il tempo è probabile che siate in grado di riprendere il normale ritmo sessuale.

Alcuni farmaci cardiaci, quali i beta-bloccanti, possono influenzare la virilità tuttavia, la disfunzione sessuale a seguito di un attacco di cuore, è più spesso causata dalla depressione o dall’ansia piuttosto che dai farmaci. Se avete problemi di impotenza rivolgetevi al medico che è in grado di aiutarvi ad individuare il problema e ad indicarvi un trattamento adeguato.

A cura di Francesca Giannino, fonti:

  • http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/heartattack.html
  • http://www.americanheart.org/presenter.jhtml?identifier=3053
  • http://www.nhlbi.nih.gov/health/dci/Diseases/HeartAttack/HeartAttack_WhatIs.html

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Salve dottore oggi non appena sveglia e per tutto il giorno ho avuto il battito come se il.mio cuore si trovasse in gola.dura qualche minuto sopratutto quando sono in movimento . Ho senso di affaticamento ogni volta che faccio due passi e anche a riposo e percepisco anche dolore sotto al seno. E un po di bruciore al petto . Devo preoccuparmi? Grazie anticipatamente

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, sembrerebbero tutti sintomi da problemi di stomaco più che di cuore, ernia jatale e reflusso associato credo; ne ha mai sofferto? ne parli col medico, le consiglierà quali approfondimenti eseguire.

    2. Anonimo

      No mai , ma adesso ne parlerò di certo con il mio medico . Grazie della sua risposta

    3. Nik

      Salve sono un ragazzo di 32 anni e da un bel po di tempo ho dolori intercostali e sintomi che assomigliano ad infarto. Xo la sera qndo vado a riposare e mi sveglio mi passa tutto.

    4. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non credo abbia motivo di pensare a tale patologica, data l’età e il quadro che descrive; soffre d’ansia? si è mai fatto valutare per questi disturbi dal medico?

  2. Anonimo

    Salve dottore sono un ragazzo di 16 anni e le avevo già scritto in precedenza. Le volevo dire che a settembre ho avuto un episodio di tachicardia e sono andato all’ospedale. ECG tutto ok, analisi sangue pure. Le tachicardie però continuano accompagnati da senso di impazzimento, (come se volessi correre via), a volte avverto anche fitte al cuore. Queste tachicardie mi vengono quando sono da solo, oppure in classe a scuola. Prima della tachicardia però non riesco bene a respirare dal naso e sono un po’ in affanno, mentre dalla bocca respiro bene. Visto che questi episodi continuavano 2 settimane fa sono andato dal cardiologo e dopo un’altro ECG ED ECO AL CUORE mi ha detto di stare tranquillo. Mi ha anche prescritto per farmi stare ancora più tranquillo un HOLTER ECG E ECG SOTTO SFORZO IL 1/12.
    Io mi chiedo perché continuo ad avere questi attacchi? Non è che magari è un disturbo al setto nasale e che magari visto che non riesco bene a respirare mi agito un po? Lei cosa ne pensa di questi attacchi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Viene quasi il dubbio che possano essere attacchi di panico; il suo medico curante cosa ne pensa?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, è una situazione che va trattata perché le crea disturbi poco tollerabili; consiglierei quindi di muoversi in questo senso.

    2. Vr65

      Buongiorno, ho 16 e da 20 giorni a questa parte ho dei dolori intercostali e sulle braccia ma la maggior parte delle volte a sinistra, premetto che ho fatto elettrocardiogramma ed ecocardiogramma è mi hanno detto che non ho niente, io però avendo la famiglia che soffre di cuore ho paura. Giovedì sono andato dal medico di base che mi ha visitato e mi ha detto che potrebbe essere una conseguenza della pallestra, che però da quando ho i dolori non faccio, in più mi ha detto di fare un ecografia sotto l’ascella sinistra in quanto ho male li. Poi ieri sera ho avuto nuovamente male alla spalla sinistra e subito dopo mi è venuto mal di stomaco! A questo punto non so cosa pensare, e non so se può essere un fattore psicologico?

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, sicuramente il fattore psicologico e l’ansia influiscono, deve stare tranquilla a mio avviso, data la giovanissima età e i controlli negativi non c’è motivo di allarmarsi.

  3. Anonimo

    Salve sono una ragazza di 20 anni siccome fumo sono andata in panico x che mi fissò che ho dei sintomi di infarto mi fa male il petto e dietro la spalla sinistra come se avessi un peso la sera mi fa male nello stomaco e poi quando si toglie il dolore nello stomaco mi attacca di nuovo nel petto cosa può Essere

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, potrebbero essere sintomi ansiosi, dolori intercostali o disturbi gastrici, ma non può essere escluso niente senza prima essere visitata. Vada a parlarne con il suo medico. saluti

  4. Ilaria17

    Salve oggi ho avvertito un forte dolore al braccio sinistro dalla spalla al gomito in seguito dolori intercostali , mail di schiena e respiro affaticato .
    Il tutto è avvenuto in classe e tutt’ora é presente da 3 ore sebbene ora mi faccia solo male il braccio . Ho 17 anni , non capisco se questo è dolore muscolare o devo preoccuparmi . Non faccio attività fisica da circa una settimana .

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non posso che consigliare di verificare con il medico, in questi casi temo che una visita sia indispensabile per capire di cosa si tratti.

    2. Anonimo

      Il medico ha detto di non preoccuparsi perché sono troppo giovane e che é solo dolore muscolare , che faccio lo ascolto ?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Certamente, non c’è motivo di dubitare; magari è subentrato anche un po’ di spavento.

  5. Anonimo

    Salve sono sempre io il ragazzo di 16 anni, lo stesso che vi ha scritto sempre in questa pagina. Vi ho già detto i pareri della mia cardiologa. Farò altri esami il 1/12.
    Ma io continuo ogni giorno a stare male! Problemi a respirare, tachicardia improvvisa. (Mi è successo In questi giorni dal dentista, parrucchiere e in autobus).
    Gentili dottori SECONDO VOI SE FOSSE UNA PATOLOGIA AL CUORE SERIA si sarebbe già visto in precedenza vero? Sono molto agitato perché penso di avere tipo un difetto genetico al cuore. Ho visto che dei calciatori o anche sportivi come medella mia età sono morti per un arresto cardiaco di origine genetica. Io ho seriamente paura di AVERE ARITMIE TIPO FIBRILLAZIONI o altre cose gravi.
    Vi prego datemi sollievo dottori! Sono disperato

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Avrebbe sintomi molto importanti, per esempio svenimenti, sincopi. Se la visita cardiologica ha escluso problemi relativi non mi preoccuperei. Potrebbero essere extrasistoli, battiti un pò anomali che però abbiamo tutti, e non indicano per forza qualcosa di patologico sottostante.

  6. Anonimo91

    Buongiorno dottori, sono una ragazza di 24 anni, in salute e assumo la pillola anticoncezionale; da questa mattina mi sono svegliata con un dolore sopra il seno sinistro quasi vicino all’ascella, dolore che avverto anche alla parte superiore del braccio come se fosse un dolore muscolare. Inoltre avverto anche mal di testa nella zona delle tempie e aria nello stomaco nel senso che sto avendo frequenti eruttazioni. Grazie per la disponibilità

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere legato a una sindrome parainfluenzale, ma raccomando di verificare con il medico se persistesse.

    2. Anonimo91

      Grazie. È da un paio d’ore che avverto questi fastidi che appunto mi sembrano dolori muscolari, temevo in sintomi di un infarto

  7. Anonimo

    Buongiorno sono una ragazza di 32 anni è un po di giorni che ho bruciori al petto e ogni tanto dolore al braccio sinistro cm dolori muscolari siccome fumo mi sn allarmata ho fatto un elettrocardiogramma tutto ok il mio medico lo ha associato ad ansia potrebbe essere?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Sì, possibile; non avrei pensato comunque a nulla di grave data l’età, ha fatto comunque bene a farsi controllare.

  8. anto

    Salve, sono un uomo quarantenne.Da circa due giorni ho un sinsolito dolore al basso pettorale sinistro e alla spalla sinistra. Oggi ho misurato la pressione che risulta: 145 sis. e 81 dia. con battito 72. Mi sembra una situazione preoccupante…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La pressione non è drammatica, è solo leggermente aumentata la sistolica, ma certamente i dolori vanno verificati con il medico (ma non salti a conclusioni sulle cause).

  9. Scatto

    salve Sono un ragazzo di 25 anni… io ultimamente ho momenti nella giornata in cui mi sento ubriaco, premetto che sono molto ansioso… ogni volta che mi vengono questi momenti mi provo sempre la pressione ed è giusto cioè 130/70 135/80
    in poche parole ho paura dell’infarto…. infatti mi chiedo come sarebbe la pressione se un infarto è in corso? e a cosa sono dovuti questi momenti di “ubriachezza” nella giornata? (nessun’altro disturbo o dolore)

  10. Scatto

    Sono lo stesso ragazzo del commento qui sopra dimenticavo di scrivere che ho fatto un ECG al seguito di una tachicardia parossistica ho fatto un holter e un altro ECG al cicloergometro cioe sotto sforzo e anche qui tutto normale….

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, un problema cardiaco può essere verosimilmente escluso, in mancanza di altri segni e sintomi l’ansia potrebbe determinare disturbi simili, ma è consigliabile farsi visitare dal suo medico e in caso fare altri accertamenti. saluti

    2. Scatto

      Buon giorno la ringrazio per il suo tempo, ora a dicembre avrò un ultimo ecg da sforzo….ritengo allora che il vero problema è che ho troppa paura e ansia….la ringrazio nuovamente comunque

  11. Sofi

    Salve dottore,a un paio di giorni che ho dolore lieve al petto che va e viene,dolori alle braccia e alle scapole,potrebbe essere un infarto?ho perso una persona da poco per un infarto e da allora la paura che possa accadere anche a me non mi fa stare più bene. Grazie per la sua disponibilità. Comunque ho 31anni

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, da quanto raccontato e per l’età sembra improbabile, ma se vuole stare più tranquilla può fare una valutazione cardiologica. saluti

  12. Scatto

    Buona sera, domando scusa se vi rubo ancora del tempo io avevo una semplice curiosita….. La pressione del sangue, che io ho stesso come ho gia detto misuro spesso, in caso si infarto in corso, come risulta? sempre alterata oppure no? come il battito

  13. Anonimo

    Buon giorno…. Desideravo solo sapere una piccola cosa, in caso di problemi al cuore, si accusano problemi alla spalla o braccio destro o sinistro? Ringrazio e chiedo scusa per il disturbo

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      E’ molto soggettivo, dipende dai casi, il dolore da irradiazione tipico è quello al braccio sinistro, ma può accadere di non avere nessuna irradiazione o di avere risentimenti meno comuni, come alla spalla, allo stomaco, alla mandibola addirittura.

  14. Anonimo

    Salve… Buona sera desideravo sapere è preoccupante avere avuto un semplice dolore sul braccio sinistro al livello del gomito? Mi sono sentito anzi mi sento tutt’ora abbastanza “ubriaco” (il dolore al gomito era come dire in un singolo punto non era diffuso all’interno gomito)

  15. Anonimo

    Salve chiedo scusa voglio completare il commento qui sopra dicendo che il dolore al gomito è durato pochi minuti…. Grazie e chiedo scusa

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Un piccolo fastidio momentaneo può capitare a tutti, ma ovviamente se persistesse raccomando il parere del medico.

  16. Anonimo

    Salve sta mattina mi sono svegliato stando male…. Avevo 39 di febbre ora mi è scesa perché ho preso una tachipirina…. Infatti ho molto caldo però ho appena provato la pressione che è più o meno giusta però i battiti son ancora alti….. Nessun altro disturbo solo mi sento molto ubriaco….. Devo preoccuparmi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra una sindrome parainfluenzale, male di stagione, ma raccomando di verificare con il suo medico.

    2. Anonimo

      La ringrazio per la tempestiva risposta però mi chiedo perché i battiti sono così alti… Addirittura 130…

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      130 effettivamente sono un po’ troppo alti e richiedono di essere segnalati subito al medico.

  17. Mimmo70

    Buongiorno dottore sono un uomo di 46 anni soffro di ipertensione arteriosa questa mattina mi sono svegliato con il braccio sinistro addormentato con un gran formicolio. Questo fastidio ha avuto una durata di circa un’oretta.poi è andato via però mi è rimasta la sensazione di avere il sangue freddo e accelerazione dei battiti. Devo preoccuparmi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere legato a una posizione anomala durante la notte, ma raccomando di verificare con il medico.

  18. amedeo

    buona sera dott.e qualche settimana che ho un dolore lato sinistro in mezzo tra ascella e cuore pero mi e venuto il dubbio che spesso mi metto con il braccio appoggiato sul letto per usare il pc .che esami mi consiglia x essere sicuro.la ringrazio

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, potrebbe essere semplicemente un risentimento muscolare legato alla posizione assunta sul letto. Cerchi di modificare la postura e veda se migliora. Altrimenti ne parli con il suo medico. saluti

  19. Gina

    Salve,
    Sono una donna di 33 anni,fumatrice(8 al giorno). Vorrei raccontare brevemente la mia storia per avere un consiglio.
    Da quando ero ragazzina,nei controlli dal cardialogo, ho sempre avuto una frequenza cardiaca abbastanza elavata (95/100 battiti a riposo). Fino a 5 anni fa,il mio cardiologo, mi ha sempre rassicurata dicendomi che,essendo molto magra,era normale avere una frequenza cardiaca un po’ più elevata rispetto al norma. Non ci ho mai badato più di tanto ,ovviamente stando sempre sotto controllo, Fino a quando sono riuscita ad avere un pesoforma perfetto per la mia statura. Non essendo più magra,perchè continuo ad avere la tachicardia perennemente? da premettere che non ho mai avuto alcun sintomo,non ho mai sentito il mio cuore battere veloce,mi sono sempre sentita assolutamente normale.
    Comunque cominciando a preoccuparmi ho pressato il mio cardiologo per esami approfonditi.
    Oltre ai soliti ecg(sempre normali) e gli ecocardio(mai nulla di anomalo) ho effettuato un ecg dinamico,dove ovviamente si riscontra una lieve tachicardia ma nulla di serio. Così,il mio cardiologo disse che poteva ansia(pur non sentendomi per niente ansiosa o stressata) e mi prescrisse 10 gocce di en ogni mattina. Come immaginavo l’en non mi ha causato nessuno miglioramento e allora mi sono stati prescritti dei betabloccanti per una tachicardia congenita(ovviamente ho fatto visite anche da altri cardiologi e tutti mi hanno dato la stessa diagnosi). Contemporaneamente ho fatto una gastroscopia,sempre sotto consiglio del cardiologo, perchè poteva portare tachicardia. In effetti è venuto fuori che soffro di reflusso gastroesofageo abbastanza grave. L’ho curato e lo curo ancora…ma niente il mio cuore era sempre così(questo prima dei beta bloccanti).E’ un anno e mezzo che assumo Bisoprololo 2,5 mg ogni giorno(che mi fa crollare la pressione già bassissima di suo normalmente). Fino ad un paio di mesi fa( dove ho fatto l’ennesimo ecg di controllo) andava tutto bene. Battiti normali come un qualsiasi essere umano finalmente. Ora è da un paio di settimane mi sembra che non mi faccia più effetto. Sono ritornata ad avere quei 90/100 battiti a riposo e questa cosa mi sta preoccupando molto. Non ho mai sofferto di ansia,ma da quando mi hanno diagnosticato questa tachicardia sono diventata ansiosa sul serio. Ho sempre dolori al petto. Ho smesso di andare in palestra(anche se mi hanno che posso benissimo).Non corro più.Cerco di non fare sforzi più del dovuto. A volte salto i pasti perchè dopo mangiato ho i battiti altissimi. Sono terrorizzata di avere un infarto,anche se sono stata rassicurata mille volte che ho un cuore che batte veloce ma sano. In pratica sono diventata una donna anziana. Ora,è da ieri che sento delle fitte nel braccio e al lato del costato sinitro,all’altezza del cuore. In più in questo momento ho una sensazione di pesantezza al petto e una strettezza in gola che si propaga fino alla mandibola,e non ho forze. C’è da preoccuparsi? Lunedì andrò dal mio cardiologo per l’ennesimo ecg. Mi era stato prescritto anche un ecg sotto sforzo ma non l’ho ancora fatto. Volevo sapere se secondo lei è normale?posso vivere come ho sempre fatto? correre e fare sport? Avere la tachicardia è una cardiopatia?
    Mi scuso per tutte queste domande,ma sono stufa di questa situazione.
    Mi scuso per gli errori,ma ho scritto di getto.
    La ringrazio anche solo per leggere il mio commento.
    Saluti

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno,da quanto riportato ha fatto diversi controlli cardiologici e sono sempre stati nella norma, pertanto al momento lei ha semplicemente una frequenza cardiaca ai limiti superiori della norma. E’ possibile che ora la paura e l’ansia stiano amplificando la cosa e aggiungendo disturbi da somatizzazione, ma verosimilmente il cuore continua ad essere sano. Faccia pure un ulteriore controllo ma se anche quest’ultimo sarà normale dovrà cercare di riuscire a convivere con questa sua caratteristica senza farsi prendere dell’angoscia. Ovviamente è già stato esclusa una alterazione della funzionalità tiroidea? saluti

    2. Gina

      Dottore,mi scusi ho dimenticato di dirle che soffro della sindrome dell’ovaio policistico. Leggendo sul web ho trovato come sintomo anche la tachicardia. E’ possibile?
      Non voglio disturbarla più di tanto.
      Grazie e buona serata

    3. Gina

      Buonasera Dottore,
      Grazie della risposta.
      Si,la tiroide è stata controllata più volte ed è tutto nella norma.
      Domani farò l’ennesimo ECG.
      Volevo chiederle:
      Posso fare attività fisica anche con la frequenza cardiaca alta? e,soprattutto, il cuore può danneggiarsi con il tempo avendo una frequenza così elevata? Se mi verrà aumentato il dosaggio dei betabloccanti la pressione continuerà a crollare? questa mattina avevo 45 e 80 e nessuna energia per affrontare la giornata.
      Grazie in anticipo per la risposta e la sua gentilezza.
      Saluti

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. No, in genere l’ovaio policistico non causa direttamente tachicardia.
      2. A meno di diverso parere del medico non vedo problemi a praticare attività fisica.
      3. Per quanto riguarda i farmaci servirà trovare un equilibrio soddisfacente, ma potrebbe aiutare anche la pratica di tecniche di rilassamento.

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