Infarto intestinale: sintomi, cause e mortalità

Ultimo Aggiornamento: 127 giorni

Introduzione

L’infarto intestinale (od ischemia intestinale) si verifica quando i vasi sanguigni che affluiscono all’intestino si contraggono o si ostruiscono, riducendo così l’afflusso di sangue. L’ischemia può colpire l’intestino tenue o il colon, oppure entrambi. La riduzione nel flusso di sangue può causare dolore e procurare lesioni permanenti all’intestino.

L’ischemia intestinale acuta, ossia l’interruzione improvvisa della circolazione diretta verso l’intestino, è una situazione d’emergenza e richiede un immediato intervento chirurgico; quella cronica, che si manifesta nel tempo, deve invece essere curata perché può trasformarsi in acuta o causare una forte perdita di peso e denutrizione.

La colite ischemica senza cancrena, che comprende la stragrande maggioranza dei casi, è associata ad un tasso di mortalità di circa il 6%; i pazienti che invece sviluppano cancrena hanno un tasso di mortalità del 50-75% con trattamento chirurgico, mentre diventa del 100% senza intervento.

Cause

L’ischemia intestinale si verifica quando la circolazione diretta verso l’intestino diminuisce o si arresta completamente. Se le cellule dell’apparato digerente ricevono meno sangue, manca loro l’ossigeno, si indeboliscono e muoiono, danneggiando l’intestino.

Esistono forme diverse di infarto intestinale, vediamole una per una.

Infarto del colon (colite ischemica)

L’ischemia del colon si verifica quando la circolazione diretta verso il colon rallenta. È la forma più diffusa e di solito colpisce gli over 60, ma può comparire a qualsiasi età.

La causa esatta della diminuzione del flusso di sangue diretto al colon non è sempre nota, tuttavia sono chiari i fattori di rischio per questa patologia:

  • aterosclerosi (accumulo di depositi di grasso sulle pareti delle arterie),
  • ipotensione (pressione molto bassa) connessa allo scompenso cardiaco, a interventi chirurgici maggiori, a traumi o shock,
  • formazione di un trombo in una delle arterie che alimentano il colon,
  • ostruzione intestinale, provocata da un’ernia, da tessuto cicatriziale o da un tumore,
  • interventi chirurgici sul cuore, sui vasi sanguigni o sull’apparato digerente o riproduttivo,
  • altre patologie a carico del sangue, come la vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni), il lupus o l’anemia falciforme,
  • farmaci, e in particolare i vasocostrittori (che fanno restringere i vasi sanguigni). Tra i vasocostrittori ricordiamo alcuni farmaci per il cuore e l’emicrania e gli estrogeni,
  • uso di cocaina o metanfetamine.

Ischemia mesenterica acuta

L’ischemia mesenterica acuta colpisce l’intestino tenue, si presenta all’improvviso e può essere causata da:

  • Un trombo che blocca una delle arterie che alimentano l’intestino tenue. I trombi sono la causa più frequente dell’ischemia mesenterica acuta e possono essere causati dall’insufficienza cardiaca congestizia, dall’aritmia (irregolarità del battito cardiaco) o dall’infarto cardiaco.
  • Un’ostruzione di una delle arterie intestinali, che rallenta o interrompe la circolazione diretta verso l’intestino. Spesso le ostruzioni sono causate dall’aterosclerosi, cioè dall’accumulo di grassi sulle pareti arteriose. Il blocco di una delle arterie intestinali spesso causa l’ischemia mesenterica cronica che in seguito diventa acuta.
  • Ipotensione causata da shock, insufficienza cardiaca, uso di determinati farmaci o insufficienza renale cronica. L’ipotensione può far diminuire l’afflusso di sangue all’intestino tenue. Questa causa è diffusa principalmente nei pazienti affetti da altre malattie gravi o dall’aterosclerosi. Questo tipo di ischemia mesenterica acuta spesso è chiamato ischemia non occlusiva.

Ischemia mesenterica cronica

L’ischemia mesenterica cronica (o angina intestinale) è provocata dall’aterosclerosi, cioè dall’accumulo graduale di depositi di grasso sulle pareti di un’arteria. L’ischemia mesenterica cronica può trasformarsi in ischemia mesenterica acuta se si forma un trombo in una delle arterie malate.

Trombosi venosa mesenterica

Questa forma di ischemia intestinale si verifica quando si forma un trombo nella vena che parte dall’intestino (vena mesenterica). L’ostruzione di questa vena fa rifluire il sangue nell’intestino, causando gonfiore e sanguinamento. La trombosi venosa mesenterica può essere causata da:

  • infiammazione acuta o cronica del pancreas (pancreatite),
  • infezioni addominali,
  • tumori dell’apparato digerente,
  • malattie dell’apparato digerente, come la colite ulcerosa, il morbo di Crohn o la diverticolite,
  • malattie che rendono il sangue più soggetto alla coagulazione (disturbi di ipercoagulazione), come la carenza ereditaria di proteine,
  • traumi addominali,
  • alcuni tipi di terapia ormonale.

Fattori di rischio

Tra i fattori in grado di aumentare il rischio di ischemia intestinale ricordiamo:

  • l’aterosclerosi (deposito di grasso nelle arterie), che ostacola l’afflusso di sangue al cuore (coronaropatia), alle gambe (malattia vascolare periferica) o alle arterie che irrorano il cervello (malattia carotidea), può anche ostacolare la circolazione diretta verso l’intestino. I fattori di rischio per l’aterosclerosi sono: l’età superiore ai 50 anni, il fumo, l’ipertensione, il diabete o l’ipercolesterolemia.
  • Pressione troppo alta o troppo bassa.
  • Problemi cardiaci, come lo scompenso cardiaco congestizio o l’aritmia (irregolarità del battito cardiaco).
  • Uso di farmaci, come i contraccettivi ormonali e i farmaci che fanno contrarre o dilatare i vasi sanguigni, ad esempio alcuni di quelli usati per combattere le allergie e l’emicrania.
  • Problemi di coagulazione, connessi ad esempio all’anemia falciforme o alla sindrome da anticorpi antifosfolipidi.
  • Uso di droghe, come la cocaina e le metanfetamine.

Sintomi

I sintomi possono manifestarsi all’improvviso (infarto acuto) oppure gradualmente (ischemia cronica).

Acuta

Cronica

  • Crampi addominali o sensazione di gonfiore circa 30 minuti dopo aver mangiato, che possono durare da una a tre ore,
  • Dolore all’addome che peggiora nel corso delle settimane e dei mesi,
  • Tendenza a saltare i pasti per il timore di avere, in seguito, dolore,
  • Perdita di peso involontaria,
  • Diarrea,
  • Nausea e/o vomito,
  • Gonfiore.

L’ischemia intestinale cronica può trasformarsi in ischemia acuta. In questo caso si può iniziare improvvisamente ad avere un forte mal di pancia, dopo settimane o mesi di dolore intermittente dopo i pasti.

Quando chiamare il medico

Andate immediatamente al pronto soccorso se avete un mal di pancia fortissimo e improvviso. Il dolore addominale insopportabile che non vi permette di stare fermi e non si calma nemmeno cambiando posizione rappresenta una situazione di emergenza.

Se avvertite altri sintomi preoccupanti, andate dal vostro medico.

Pericoli

Tra le complicazioni dell’ischemia intestinale ricordiamo:

  • Necrosi (morte) del tessuto intestinale, se la circolazione diretta all’intestino si interrompe completamente. Per rimuovere l’ostruzione e rimuovere il tessuto necrotico, se il paziente è in pericolo di vita, è necessario un intervento chirurgico. Il chirurgo, nel migliore dei casi, è in grado di ricollegare le parti sane dell’intestino, altrimenti si deve ricorrere a un intervento chirurgico che collega il colon a un’apertura verso l’esterno del corpo (stomia). Le feci non verranno più espulse attraverso il colon e il retto, ma saranno raccolte in un sacchetto attaccato alla stomia.
  • Stenosi del colon, se l’ischemia lascia delle cicatrici. Può essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere il tessuto lesionato; se non è possibile ricollegare le parti sane dell’intestino, il chirurgo dovrà realizzare una stomia.

Diagnosi

Se avete un mal di pancia insopportabile che non vi permette di stare fermi, andate immediatamente al pronto soccorso. Se la situazione è grave, dovrete essere operati immediatamente per diagnosticare e curare la vostra malattia.

Se invece il mal di pancia è lieve ed ha caratteristiche prevedibili, ad esempio inizia sempre subito dopo i pasti, andate dal medico. Dopo la prima visita, il medico di famiglia vi prescriverà una visita specialistica da un gastroenterologo (medico specializzato nella cura dei disturbi dell’apparato digerente) o da un chirurgo vascolare (medico specializzato nella cura dei disturbi dell’apparato circolatorio).

Ecco alcune informazioni utili per prepararvi alla visita.

  • Ricordatevi di osservare le indicazioni per la preparazione della visita, ad esempio stando a digiuno nella notte precedente o nelle ore precedenti.
  • Fate un elenco di sintomi, indicando il momento in cui sono iniziati, eventuali cambiamenti delle loro caratteristiche, peggioramenti o miglioramenti.
  • Fate un elenco di tutti i farmaci che assumete, compresi gli integratori.
  • Scrivete tutte le informazioni fondamentali sulla vostra salute, ad esempio tutte le malattie che vi sono state diagnosticate in passato.
  • Scrivete tutte le informazioni fondamentali che vi riguardano, ad esempio i cambiamenti recenti della vostra vita e le situazioni di stress che state vivendo. Questi fattori possono essere connessi ai sintomi dell’apparato digerente.
  • Se possibile, fatevi accompagnare da un famigliare o da un amico che vi aiuteranno a ricordare quel che è stato detto durante la visita.
  • Fate un elenco di domande da rivolgere al medico.

A seconda dei sintomi, il medico vi può prescrivere uno di questi esami di imaging:

  • AngioTAC o angiografia tramite risonanza magnetica, che danno immagini precise della circolazione diretta verso l’intestino tenue e servono per capire se ci sono ostruzioni nelle arterie. In alcuni casi il medico può rimuovere l’ostruzione già durante l’angiografia.
  • Arteriografia, cioè la radiografia dei vasi sanguigni.

Tra gli altri esami e tecniche diagnostiche utili ricordiamo:

  • Endoscopia, per vedere direttamente la parte alta dell’intestino. L’endoscopia serve talora al medico per escludere altre patologie che potrebbero causare i problemi all’apparato digerente.
  • Colonscopia, per vedere direttamente il colon.
  • Intervento di chirurgia esplorativa, per individuare e rimuovere i tessuti danneggiati. La chirurgia esplorativa permette di eseguire la diagnosi e la terapia nel corso di un unico intervento.

Cura e terapia

La terapia dell’ischemia intestinale mira a ripristinare un afflusso di sangue ottimale all’intestino. Le opzioni sono diverse, a seconda del tipo e della gravità dell’ischemia.

Ischemia del colon (colite ischemica)

L’infarto del colon può guarire spontaneamente senza alcuna terapia, ma il medico può prescrivervi gli antibiotici per curare o prevenire le infezioni. Il medico, inoltre, può curare le eventuali patologie a monte, ad esempio lo scompenso cardiaco congestizio o l’aritmia. Il paziente probabilmente dovrà smettere di assumere i vasocostrittori, ad esempio i farmaci contro l’emicrania, gli ormoni e alcuni tipi di farmaci per il cuore.

Se il colon presenta delle lesioni, dovrete sottoporvi a un intervento chirurgico per rimuoverle o per eliminare l’ostruzione dell’arteria intestinale.

Ischemia mesenterica acuta

Di norma è necessario l’intervento chirurgico per rimuovere il trombo, per bypassare l’ostruzione dell’arteria o per riparare o rimuovere la parte di intestino lesionata. Le terapie talora comprendono farmaci che impediscono la formazione dei trombi, che dissolvono i trombi o dilatano i vasi sanguigni.

Se la diagnosi avviene tramite angiografia, si può eseguire un’angioplastica già durante l’angiografia. Durante l’angioplastica si usa un palloncino gonfio posizionato all’estremità di un catetere per comprimere i depositi di grasso e dilatare l’arteria, e ripristinarne così il lume. Per tenere aperta l’arteria, può essere posizionato uno stent (cioè una piccola rete metallica)

Ischemia mesenterica cronica

Per ripristinare la circolazione e prevenire l’ischemia mesenterica acuta, di norma è necessario un intervento chirurgico. Il chirurgo può bypassare le arterie ostruite oppure dilatarle con l’angioplastica oppure posizionando uno stent dopo l’angioplastica.

Trombosi venosa mesenterica

Se l’intestino non presenta alcuna lesione, con ogni probabilità il paziente dovrà assumere gli anticoagulanti per tre, sei mesi circa per prevenire la formazione di trombi. Se gli esami indicano che c’è un disturbo della coagulazione, il paziente dovrà rimanere per sempre in terapia con gli anticoagulanti. Le eventuali lesioni intestinali dovranno essere rimosse tramite intervento chirurgico.

Prevenzione

Si può diminuire il rischio di ischemia intestinale modificando lo stile di vita in modo da prevenire l’aterosclerosi:

  • Seguite una dieta ricca di frutta, verdura e cereali integrali. Limitate gli zuccheri, il colesterolo e i grassi.
  • Non fumate. Se fumate, chiedete al medico di aiutarvi a smettere, ad esempio con un aiuto psicologico, con farmaci e prodotti sostitutivi della nicotina.
  • Fate esercizio fisico con regolarità. Cercate di muovervi per almeno mezz’ora quasi tutti i giorni.
  • Tenete sotto controllo il peso.
  • Tenete sotto controllo gli altri problemi di salute. Se soffrite di ipertensione, colesterolo alto diabete o altre malattie che predispongono all’aterosclerosi, cercate di tenerle sotto controllo insieme al vostro medico.

Fonte Principale: Mayo (traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno)

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

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  1. Anonimo

    Buongiorno Dr, sono 3 anni che ho delle coliche o comunque dolori forti fossa iliaca sx durante la notte. Ho fatt TC, RM e Colonscopia, non risulta nulla, ho provato varie cure ma ancora tuttora non ho benefici. C’ è qualche altro esame che possa riuscire a vedere la causa oltre a quelli già effettuati? I vari gastroenterologi dicono fattore nervoso…..non è possibile, sonbo stressata si perché dormo si e no 3 h per notte …grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo le confermo che la spiegazione che le hanno dato è plausibile, quindi raccomando di entrare comunque nell’ordine di idee che potrebbe essere così.

      Può valutare di fare il punto con un internista.

  2. Anonimo

    Mio padre un mese e mezzo fa è stato operato aneurisma addominale con anestesia totale ,perché ne aveva due e più (cosi hanno detto),ha accusato dolori alla pancia , ma riconducibili al bisogno di defecare….., poi il giorno delle dimissioni,ha accusato dolore alla gamba sx,e questo per molti giorni in convalescenza,il dolore alla gamba persiste,ed in in visita ieri ,gli è stato detto che una delle due diramazioni è chiusa ,ma vedrà che mezz’ora al giorno di camminare le farà bene e fra sei mesi le passa tutto, perché la strada ,dove arriva poca benzina si allarga, mio padre 80 ,e stato operato al cuore con 5 by-pass,in visita ieri gli è stato chiestorsione se aveva subito interventi all’intestino.?…non ci vedo chiaro…….ho letto ,profanamente,che se non c’è una buona circolazione all’intestino c’è possibilità di ischemia….vorrei sapere come comportarmi e che accertamenti è bene fare,perché vuol dire che dopo 6 ore di intervento non glielo hanno fatto bene

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, se è stato operato di aneurisma addominale immagino abbiano fatto una tac per valutare la vascolarizzazione dell’addome, e, se ci fosse stata qualche anomalia oltre all’ aneurisma. si sarebbe vista. Inoltre che diramazione di quale vaso è chiusa? Tuttavia se dovesse ancora ad avere fastidi e se le gambe dovessero continuare a fare male potrebbe essere opportuno fare o ripetere un doppler dei vasi agli arti inferiori. saluti

  3. Anonimo

    mio marito è deceduto l’8 luglio per ischemia agli arti inferiori aveva vene varicose era malato di cancro ai polmoni soffriva anche alle braccia aveva sempre macchie di sangue prendeva la cardioaspirina è successo tutto velocemente dal giovedi’ al venerdi’ mattina èdeceduto per infarto e ictus dopo aver subito intervento .

  4. Anonimo

    Salve ho 18 anni e ho sofferto per un anno di colon irritabile a causa di integratori per una dieta ma sono guarita.
    E’ da un po’ di giorni che mangio schifezze come patatine con salse strane,crepes fritti e roba varia, oggi si e’ presentato questo dolore forte allo stomaco e alla pancia, devo preoccuparmi o e’ causato dal cibo? Ho anche acidita’

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, verosimilmente sono disturbi causati dall’eccessivo ‘cibo spazzatura’ che ha mangiato. Adesso torni ad alimentarsi
      in maniera sana e completa e sicuramente la situazione migliorerà. saluti

  5. Anonimo

    Salve, volevo fare una domanda.. e da molto tempo che mi è venuto questo dubbio praticamente mio zio che aveva intorno ai 65 anni dopo un infarto intestinale e un post operazione di 9 giorni non c’è l ha fatta ma ora mi è da molto che ho questo dubbio può essere che l infarto intestinale sia stato causato dall uva? Perché lui dopo aver mangiato l uva e iniziato a sentirsi male se gentilmente qualcuno mi possa togliere questa curiosita

    1. Anonimo

      Ma se non avrebbe fatto l intervento la speranza di salvarsi quanto sarebbe stata?

    2. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, l’infarto intestinale è una patologia praticamente mortale in assenza di intervento, una parte di intestino “muore” per cui è necessario intervenire chirurgicamente.

    3. Anonimo

      Ma le possibilità di sopravvivenza da uno a dieci quante è dopo l operazione?

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sono a conoscenza di statistiche esatte, ma è purtroppo un evento con mortalità elevatissima.

    5. Anonimo

      Buongiorno ma le cause principali quali sono? Scusate se vi stresso ma non sapendo esistesse l infarto intestinale e sopratutto aver preso a mio zio ne sono rimasto molto male.. un ultima domanda anche a lui i dolori gli sono venuti all improvisso ma è stato operato dopo 24 ore sarebbe andato meglio se sarebbe stato operato subito?

    6. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Prima si interviene meglio è, ma purtroppo spesso la diagnosi arriva dopo molto tempo (24 ore è già un’ottima tempistica).

  6. Anonimo

    Salve, sono una ragazza di 18 anni, e spesso soffro di dolori addominali forti. Funo dall’infanzia ho manifestato coliti che mi portavano spesso a vomitare o provare fortissime nausee di cui soffro ancora insieme al reflusso acido. Ho provato a fare vari esami , tra cui intolleranze varie risultate tutte negative. Ci sarebbe un sospetto di morbo di crohn da cui sembrerei essere affetta dati i valori della calciprotectina superiori alla norma (inoltre mia madre soffre di morbo di crohn nella zona del cieco e ha fatto e sta facendo tuttora terapie cortisoniche). Mio padre e tutta la sua famiglia soffrono di diverticolite (tutte opzione valutate dal mio medico , il quale però non vuole approfondire con determinati esami esempio gastroscopia o colon perché dice che sono troppo giovane). Per altro faccio utilizzo di pillola anticoncezionale. Avrei piacere a sentire un suo parere dato che tra diagnosi di intestini irritabili e problemi legati alla somatizzazione dello stress non ho risolto nulla, ad oggi infatti mi ritrovo molto spesso a combattere con stati dolorosi che non mi permettono nemmeno di stare in piedi.
    Cosa ne pensa?

    1. Anonimo

      Non che io ricordi, forse era stato consultato privatamente per un’opinione su una gastroscopia , che poi peró non si era conclusa ma aveva chiesto di fare il breath test per il lattosio e m aveva chiesto di tenere un diario alimentare

    2. Anonimo

      Ero andata ancora nel reparto di pediatria ai tempi, e tutto si era “risolto” con diagnosi di intestino irritabile. Da quel momento ad oggi mi sono rivolta solo al medico di famiglia perché ogni volta che andavo al pronto soccorso venivo rimandata a casa senza risposte e con infermieri scorbutici che dicevano a mia madre di essere troppo apprensiva e che si trattava solo di mal di pancia. Quello che non mi convince è che i miei stati dolorosi non sono presenti per forza in momenti di stress ma sempre dopo un lasso di tempo di massimo un’ora dopo qualsiasi pasto (soprattutto quando si tratta di alimenti che contengono tante fibre)

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno , data la familiarità per malattie infiammatorie intestinali ritengo opportuno fare una nuova valutazione gastroenterologica e in caso un colonscopia. saluti

  7. Anonimo

    buongiorno ho 18 anni , da circa 3-4 giorni ho dolori al lato sinistro addome superiore mercoledi sono andata in bagno per defecare e ho notato tracce di sangue rosso vivo sulla carta igenica e nel WC giovedi invece non cera presenza di sangue mentre oggi ho notato striatura di sangue rosso vivo nelle feci cosa puo essere ?ho tanta paura !
    il medico curante mi ha detto che si tratta di emorroidi anche perche sono un po stitica
    Due mesi fa sono andata ad un gastroenterologo perche soffro di gastrite visto che ho fatto la gastroscopia

  8. Anonimo

    Buongiorno ho 21 anni e martedì scorso ho avuto una forma influenzale improvvisa con rialzo febbrile e sensazione di dover vomitare. Si è risolto tutto nell’arco di un giorno ma da allora mi vengono delle fitte alla pancia, zona alta e anche dietro verso la schiena, soprattutto dopo i pasti. In passato ho sofferto di duodenite. Se faccio un respiro profondo ogni tanto mi da sollievo. Mi chiedevo se basta una alimentazione sana( non coca cola no caffe ecc…di cui di solito abuso)e in più pasti piccoli per correggere il problema o se devo approfondire. devo partire domani per andare a fare del volontariato e sono un po preoccupata grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In prima battuta provi sicuramente a migliorare lo stile di vita (e mantenerlo!), ma farei il punto con il medico per valutare se sia necessario aiutarsi con farmaci.

  9. Anonimo

    Salve!sono una donna di 35 anno e da circa due anni averto un dolore lacerante zona ombelico e dintorni.Al inizio e successo una volta in 2014 che è durato 5 minuti…poi capitando ancora dopo un Po di mesi mi sono reccata dal mio dottore che mi ha fatto prendere trattamenti per colon irritabile normix ,collinox,movicol,spasmomen …etc…oggi dopo tutto questo tempo devo dire che la situazione è peggioratissima…ogni giorno ho delle fitte dei dolori per qui mi sono reccata tante volte al pronto soccorso dicendomi sempre colon iritabile…Premetto che io sono una donna che ho sempre fatto sport anche intenso come il crossfit…oggi come oggi anche andando a lavorare o semplicemente camminare ho dei dolori teribili …Ho fatto visite come chirurgiche,da ginecologo ,endocrinologo (ho l’ipotiroidismo cronico)ben due ecografie parete addome,tac addome,rx addome e polmoni,e infine visita gastroenterologica che ancora non sanno cosa è….Purtroppo sono molto delusa che con questi tempi con tutto che si spende per le visite…sono ancora messa così male e non so ancora cosa ho…VERGOGNA PER LA MALASANITÀ!!!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi perdoni, ma perchè esclude che si tratti proprio di colon irritabile?

  10. Anonimo

    2 giorni fa un mio amcio è stato operato, asportazione di un tumore benigno al colon in laparatomia, finito l’intervento perdeva molto sangue dalle ferite, riportato in sala operatoria e con una tac hanno scoperto di aver tagliato una vena come se nn bastasse oggi è tornato di nuovo in sala operatoria e da notizie trapelate sembrerebbe che abbia un infarto intestinale e setticemia, può essere dovuto dall’intervento?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma sono situazioni su cui non è possibile dare una risposta senza conoscere nei dettagli quanto accaduto (e personalmente nemmeno così avrei le competenze per farlo).

  11. Anonimo

    Prof ho bisogno di aiuto
    3 anni dopo più ricoveri urgenti petNr coliche mi è .stato riscontrato un infarto intestinale. Nel.2016 ho avuto coliche due volte.al. mese.ora.sono più frequenti.quale dieta? Ho 81.anni. Anna cimini. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La ringrazio per la fiducia, ma sono casi che richiedono assistenza medica anche per quanto riguarda le indicazioni sulla dieta; ne può parlare con fiducia al suo medico o a un medico dietologo (in questo caso direi forse non il nutrizionista).

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