Impetigine: foto, sintomi, trasmissione, cura e prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 150 giorni

Introduzione

L’impetigine (dal termine latino impetigo, ereditato tal quale anche in lingua inglese) è una infezione acuta che colpisce la pelle, generalmente del viso e degli arti. In caso compaiano anche bolle si parla di impetigine bollosa.

Compaiono inizialmente vesciche ripiene di liquido chiaro principalmente su viso, braccia e gambe; le vesciche successivamente si rompono e si forma una crosta gialla o bruno giallastra (vedi foto impetigine) che si stacca facilmente. La pelle adiacente alla crosta può arrossarsi particolarmente e provocare forte prurito. L’impetigine può a questo punto estendersi su altre zone del corpo.

E’ una malattia molto comune tra i bambini in età pre-scolare e una cattiva igiene rappresenta un rilevante fattore di rischio. Talvolta prende il via da eczemi, micosi, punture di insetti, pediculosi, herpes, …

Cause

L’impetigine è causata normalmente dallo Staphylococcus aureus, ma in altri casi i batteri responsabili possono essere lo Streptococcus pyogenes (anche chiamato Streptococco beta-emolitico di gruppo A).

Sintomi

La malattia di norma si manifesta inizialmente attorno al naso e alla bocca (ma altre sedi possono essere coinvolte se interessate da una lesione, puntura d’insetto, …)  con piccole papule rosse che si trasformano in vescicole contenenti un liquido sieroso che in seguito diventa torbido.

Le vescicole rompendosi lasciano il posto a piccole ferite che vengono ricoperte da croste giallo-marroni, molli, da cui può uscire pus. Le lesioni si estendono quindi in altre zone del corpo.

Impetigine

Impetigine

Trasmissione

Il contagio avviene per contatto con le lesioni di un malato di impetigine o con le sue secrezioni nasali, mentre non sono contagiosi su cute integra eventuali batteri presenti nell’aria.

E’ bene prestare attenzione anche a biancheria, asciugamani, vestiti, … per il rischio di contagio indiretto.

Pericoli

Se non adeguatamente curata l’impetigine potrebbe provocare infezioni più pericolose a carico degli organi interni (rene su tutti), mentre le porzioni di pelle colpite dall’infezione potrebbero rimanere più chiare e con eventuali cicatrici.

In genere se adeguatatamente curata e trattata la prognosi è ottima.

Cura e terapia

Nessuna cura va iniziata su un bambino senza un consulto del pediatra.

In genere la prescrizione prevede antibiotici in forma topica, ossia in crema, come per esempio la mupirocina (Bactroban e Mupiskin i suoi nomi commerciali) che e uno degli antibiotici di elezione per il trattamento dell’impetigine.

Più recente è l’introduzione di una nuova formulazione a base di retapamulina, Altargo il nome commerciale, che promette una guarigione nel giro di 5 giorni con due applicazioni giornaliere.

In rari casi è necessario il ricorso ad una terapia sistemica, ossia attraverso antibiotici per bocca o attraverso iniezioni. Di norma l’applicazione dell’unguento antibiotico ha maggiore efficacia se applicato come segue:

  1. Impregnare una garza sterile con soluzione disinfettante (da sostituire con soluzione fisiologica se l’area da trattare è attorno agli occhi, narici o labbra) e fare un impacco sulle croste fino a favorirne il distacco.
  2. Rimuovere in questo modo tutte le croste ed applicare abbondante crema, anche nelle zone limitrofe.
  3. Ripetere l’applicazione 2 o 3 volte al giorno secondo il parere medico e coprire la zona trattata con un idoneo cerotto.

In caso di comparsa di febbre è necessario rivolgersi immediatamente al medico curante.

Prevenzione

Grattarsi un’area infetta e poi toccare la pelle sana è un sicuro veicolo d’infezione, è quindi fondamentale lavarsi accuratamente le mani dopo il trattamento ed eventualmente istruire il bambino a non grattarsi nonostante l’eventuale prurito.

Può inoltre essere utile tenere unghie molto corte, cambiare spesso vestiti e biancheria, lavare periodicamente le mani con sapone.

Tutti gli oggetti venuti a contatto con la persona infetta devono essere accuratamente lavati e non devono venire a contatto, per quanto possibile, con i restanti membri della famiglia.

Più in generale una cattiva igiene può favorire l’instaurarsi dell’infezione, quindi un approccio corretto all’igiene personale rappresenta un’ottima arma di difesa nei confronti della malattia.

Riammissione a scuola

E’ importante che, una volta riconosciuta la malattia, il bambino non torni a scuola e non venga a contatto con altri bambini fino ad un giorno dopo l’inizio della terapia.

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  1. Anonimo

    Meglio coprire l’infezione con un cerotto o lasciarla all’aria per farla seccare?

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