Il diabete mellito di tipo 1 e 2: sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 1078 giorni

Link sponsorizzati

Introduzione

Il diabete è una malattia che colpisce ogni anno milioni di persone nel mondo; il diabete non può essere curato, ma può essere tenuto sotto controllo usando diverse terapie già sperimentate con successo.

Il successo delle terapie contro il diabete, di qualsiasi tipo siano, dipende in larga parte dal paziente. In questo breve articolo affronteremo i diversi tipi di diabete, i modi per tenerli sotto controllo e le diverse terapie.

Che cos’è il diabete

L’organismo è formato da milioni di cellule che hanno bisogno di energia per funzionare, a questo scopo gli alimenti sono trasformati in uno zucchero detto glucosio, che giunge alle cellule grazie alla circolazione sanguigna ed è una delle sostanze necessarie alle cellule per produrre energia.

Perché il glucosio possa essere assorbito dalle cellule devono essere soddisfatte due condizioni.

  1. Le cellule devono avere abbastanza porte d’ingresso per il glucosio (recettori).
  2. Per aprire queste porte è necessaria una sostanza chiave (ossia una sostanza detta insulina).

Se questi due requisiti sono soddisfatti il glucosio può entrare nelle cellule, dove viene usato per produrre l’energia.

Senza energia, le cellule muoiono.

L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas, i suoi livelli nel sangue variano a seconda della glicemia, la quantità di glucosio presente nel sangue.

Quando si è diabetici le cellule hanno difficoltà a ottenere il glucosio necessario per produrre energia.

Il diabete, chiamato anche diabete mellito, può impedire alle cellule di ricevere la quantità di glucosio adeguata in due modi diversi.

  1. Nel primo caso il pancreas potrebbe non produrre l’insulina, la chiave necessaria per aprire le porte, quindi il glucosio non può entrare nelle cellule e si accumula nel sangue. Questo disturbo è detto diabete di tipo 1.
  2. Il diabete di tipo 2, invece, si verifica quando la quantità di insulina (chiave)è sufficiente, però il numero di porte (recettori cellulari) che permettono l’ingresso del glucosio è troppo scarso. Anche se l’insulina c’è, quindi, non può essere usata efficacemente: questa situazione è detta insulinoresistenza e provoca l’aumento della glicemia nel sangue.
Diabete di tipo 1 Diabete di tipo 2
Insulina Scarsa o mancante Normale o eccessiva
Sintomi Evidenti Assenti
Peso Normale Sovrappeso, obesità
Esordio Prima dei 35 anni Dopo i 35 anni
Complicazioni Molti anni dopo Evidenti alla diagnosi
Terapia iniziale Insulina Dieta, esercizio, farmaci

Il diabete di tipo 2 è più frequente di quello di tipo 1.

Cause

Le cause specifiche del diabete sono sconosciute, tuttavia il disturbo tende a essere ereditario. Il diabete non è una malattia contagiosa.

Sintomi

La diagnosi di diabete viene effettuata dai medici quando scoprono che la glicemia del vostro sangue o delle vostre urine è troppo elevata. Il risultato degli esami è più attendibile se la glicemia viene controllata a digiuno (esame della glicemia a digiuno). L’intervallo di normalità per la glicemia a digiuno va dai 60 ai 99 mg/dl, mentre i livelli compresi tra i 100 e 125 mg/dl sono considerati come intolleranza glucidica.

Tra i sintomi del diabete più frequenti ricordiamo:

  • Sete eccessiva,
  • Minzione (necessità di fare pipì) frequente,
  • Fame eccessiva,
  • Dimagrimento,
  • Affaticamento,
  • Cambiamenti della vista,
  • Guarigione lenta dei tagli o delle infezioni,
  • Prurito continuo della pelle.

Se non si interviene la glicemia può innalzarsi molto, provocando il coma e persino la morte del paziente. I sintomi dipendono dallo stadio a cui è arrivata la malattia e dal tipo di diabete mellito di cui si soffre.

Pericoli

Se tenete sotto controllo la glicemia i sintomi del diabete diventeranno meno frequenti, vi sentirete meglio e avrete più energie.

Se invece non seguite la dieta, non fate esercizio fisico e non controllate la glicemia, potrebbero insorgere complicazioni gravi: le complicazioni del diabete provocano danni ai nervi e ai vasi sanguigni dell’organismo.

Non si sa con esattezza perché il diabete danneggi le terminazioni nervose; il danno nervoso è detto neuropatia diabetica e di solito colpisce i nervi della parte bassa delle gambe e dei piedi, che possono diventare intorpiditi o insolitamente freddi. Chi è diabetico e ha problemi di sensibilità ai piedi deve fare molta attenzione a non danneggiarli con scarpe strette, acqua calda o altro. Controllate i piedi ogni giorno per trovare eventuali tagli, piaghe, arrossamenti o zone di gonfiore. Se necessario usate uno specchio. Durante le visite mediche chiedete al medico di controllarvi i piedi.

Il diabete può anche provocare disfunzioni sessuali. Negli uomini diabetici il problema più frequente è l’impotenza, causata dai danni ai nervi che servono gli organi genitali. Gli urologi potranno aiutarvi a curare l’impotenza con terapie chirurgiche e non. Nelle donne diabetiche, il danno ai nervi che servono gli organi pelvici e genitali può causare problemi nel raggiungimento dell’orgasmo e dolore durante i rapporti. Se questo è il vostro caso, il medico potrà consigliarvi una terapia adeguata.

Anche i nervi che servono il cuore possono essere colpiti, quindi le persone diabetiche durante un infarto possono non avvertire il tipico dolore al torace. Chi soffre di diabete, quindi, dovrebbe fare molta attenzione se avverte pesantezza al torace, formicolio alle braccia o bruciore di stomaco, perché potrebbe trattarsi di sintomi di un infarto.

La glicemia alta può danneggiare i vasi sanguigni, sia grandi che piccoli. I grassi presenti nel sangue si accumulano sulle pareti dei vasi e questo provoca l’indurimento delle arterie (aterosclerosi). L’indurimento può interessare le arterie e vene principali che partono o arrivano al cuore e può anche verificarsi nelle gambe. La dieta per il colesterolo serve appunto per diminuire la quantità di grassi nel sangue. Se le placche e i grassi si accumulano sulle pareti dei vasi sanguigni più piccoli, l’afflusso di sangue agli organi diventa insufficiente, causando la morte delle cellule che dipendono dal sangue per sopravvivere. Si possono anche verificare emorragie dai vasi sanguigni ostruiti.

L’ispessimento dei vasi sanguigni più piccoli si verifica più facilmente nei reni e nella parte posteriore dell’occhio. Quando i vasi sanguigni nella parte posteriore dell’occhio sono ostruiti, il sangue può defluire all’interno dell’occhio, cioè nel corpo vitreo, che quindi si opacizza. Se non viene curato questo disturbo, detto retinopatia diabetica, può provocare la cecità. L’oculista potrà aiutarvi, consigliandovi una terapia opportuna.

Il diabete mellito può impedire ai reni di eliminare le scorie dall’organismo, inoltre le proteine che dovrebbero rimanere all’interno del corpo potrebbero essere espulse con l’urina. Il medico può controllare se nell’urina sono presenti piccole quantità di proteine per capire se sono sintomo di disturbi renali allo stadio iniziale. Chi soffre di problemi renali di origine diabetica spesso sviluppa anche l’ipertensione.

È fondamentale curare l’ipertensione con i farmaci appositi (gli antiipertensivi), perché in questo modo si riesce a impedire il peggioramento dei problemi renali. Se soffrite di problemi renali di origine diabetica il medico potrebbe anche prescrivervi una dieta particolare, a basso contenuto di proteine e di sale. In rari casi potrebbero rivelarsi necessari la dialisi e persino il trapianto di reni.

La maggior parte dei medici ritiene che tenere sotto controllo il diabete sia utile per prevenire i danni all’apparato circolatorio e al sistema nervoso. La strategia più indicata per la gestione del diabete comprende:

  • la dieta,
  • l’uso dei farmaci,
  • l’esercizio fisico,
  • il monitoraggio della glicemia,
  • una buona igiene.

Gravidanza

Per quanto riguarda la gestione della malattia in gravidanza si rimanda all’articolo specifico: diabete gestazionale.

Diagnosi

Per i fattori necessari alla diagnosi di diabete fare riferimento alla pagina: Scopri se sei diabetico.

Cura e terapia

Non esiste nessuna cura per il diabete mellito. Mantenere la glicemia nella normalità, però, può servire per tenerlo sotto controllo. La terapia e la gestione del diabete variano a seconda del paziente, il medico o l’equipe diabetologica decideranno quale tipo di terapia fa al caso vostro.

I pazienti affetti da diabete di tipo 1 non producono insulina, chi non ha sufficiente insulina nell’organismo deve modificare in parte la propria dieta e assumere l’insulina che può essere somministrata solo tramite iniezione. Le iniezioni devono essere eseguite diverse volte al giorno.

Chi soffre di diabete di tipo 2, invece, probabilmente non avrà bisogno dell’insulina, perché di solito riuscirà a tenere sotto controllo la malattia mettendosi a dieta o facendo esercizio fisico. In alcuni casi potrà essere utile assumere farmaci per uso orale, mentre per alcuni pazienti affetti da diabete di tipo 2 potrà essere necessaria anche l’insulina.

Il successo della terapia dipende in larga parte dal paziente. Se si impara a tenere sotto controllo la glicemia e si mettono in pratica tutti i suggerimenti si riuscirà a condurre una vita più sana.

Controllo del diabete

È possibile gestire il diabete seguendo queste semplici regole:

  • Attenersi a una dieta bilanciata,
  • Fare esercizio fisico,
  • Tenere sotto controllo la glicemia,
  • Assumere tutti i farmaci prescritti dal medico,
  • Documentarsi sul proprio disturbo.

Il dietologo o il diabetologo vi insegneranno a programmare i pasti e risponderanno a tutte le vostre domande. Seguire una dieta bilanciata è importante per tre motivi:

  1. Si tiene sotto controllo il peso,
  2. Si riporta la glicemia alla normalità,
  3. Si diminuisce la percentuale di grasso corporeo.

Seguire una dieta sana significa cambiare abitudini alimentari, adeguare le quantità di alimenti assunti e la frequenza dei pasti. Tuttavia sarete sorpresi dalle mille possibilità che una dieta sana e gustosa vi potrà riservare.

L’esercizio fisico è utile ai pazienti diabetici per diversi motivi. Abbassa la glicemia, aiuta a dimagrire e mantiene in forma il cuore e l’apparato circolatorio, inoltre aiuta a combattere lo stress e rafforza i muscoli.

L’equipe che vi segue vi potrà consigliare un programma di esercizio fisico adatto al vostro caso. Prima di iniziare un nuovo programma chiedete sempre il parere del vostro medico.

L’esame della glicemia è importante per scoprire se il glucosio nel sangue si mantiene entro livelli normali; se la glicemia è troppo bassa o troppo alta, infatti, potrebbe essere necessario modificare la terapia, la dieta o il programma di esercizio fisico. Se sarà necessaria una modifica, sarà il medico o il diabetologo a darvi istruzioni dettagliate su come comportarvi.

La glicemia viene stabilita esaminando una goccia di sangue ottenuta pungendo un dito con una specie di ago. Di solito deve essere controllata da una a quattro volte al giorno e il paziente può farlo in piena autonomia. La maggior parte dei pazienti diabetici diventa molto abile nel controllo della propria glicemia. Il diabetologo vi insegnerà come controllare la glicemia correttamente e vi aiuterà a decidere quali sono i momenti migliori della giornata per fare gli esami. Inoltre vi insegnerà come adeguare i farmaci, la dieta o l’esercizio fisico per tenere sotto controllo la glicemia.

Il diabetologo inoltre controllerà i risultati dei test che avete eseguito e, se necessario, modificherà la terapia.

Se la glicemia continua a essere molto alta e non scende nemmeno con la dieta e l’esercizio fisico, potrebbero essere necessari farmaci appositi. Il medico vi comunicherà se avrete bisogno dei farmaci oppure dell’insulina.

Se dovete ricorrere all’insulina, l’unico modo per assumerla sono le iniezioni. L’insulina è necessaria per tutti i pazienti affetti dal diabete di tipo 1 e per alcuni pazienti che soffrono di diabete di tipo 2.

Se siete diabetici è fondamentale controllare la glicemia nel corso dei normali esami del sangue.

Un altro esame possibile è quello dell’emoglobina A1C. Si tratta di un esame del sangue che aiuta a scoprire quant’è stato efficace il controllo della glicemia nei tre o quattro mesi precedenti. Il livello normale nelle persone sane non supera il 5%. I diabetici, invece, dovrebbero cercare di mantenere l’emoglobina A1C inferiore al 6%, finché non si manifestano i sintomi dell’ipoglicemia. Un livello del 6% equivale a una glicemia media di 135 mg/dl. Più l’emoglobina A1C è bassa, meno probabilità si hanno di soffrire di complicazioni del diabete.

Prevenzione

E’ possibile prevenire il diabete conducendo una vita sana, facendo un adeguato esercizio fisico ed adottando un’alimentazione equilibrata e sopratutto povera di zuccheri.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati



Aggiornamenti

Non perdere i prossimi articoli ed aggiornamenti, iscriviti con il tuo indirizzo di posta elettronica; non riceverai mai SPAM e potrai cancellarti con un solo click in ogni momento

Servizio in collaborazione con FeedBurner (Google)

Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. angelo

    buongiorno dott.
    vorrei fargli una domanda mi sono fatto gli esami del sangue e ho notato che ho il valore della glicemia a limite cioe a digiuno e tra i 107 a 110 .. devo preoccuparmi??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È sicuramente necessario non sottovalutare questo campanello di allarme e prendere provvedimenti.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Visita medica, le verranno suggeriti tutti i cambiamenti necessari.

  2. angelica

    Buongiorno dottore.
    Ho 23 anni e da maggio di quest’anno mi hanno diagnosticato diabete di tipo 2, ora però sono arrivati gli esami del pancreas
    Ab anti tirosin fosfstasi 0.10
    Ab anti glutamildecarbossilasi gad > 100
    Ab anti isola pancreatica negativo.
    Potrebbe trattarsi di diabete lada autoimmune?
    Grazie mille

    1. angelica

      Ab anti tirosin fosfstasi valori di riferimento 0.00 2.5 io sono a 0.10
      Ab anti glutamildecarbossilasi gad valori di riferimento 0.0 3.0 io sono a > 100
      Ab anti isola pancreatica negativo e io sono negativo

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Siamo su diagnosi su cui ho poche competenze, ma il valore positivo degli anti-gad sicuramente qualche dubbio lo fa venire.

    3. Anonimo

      Grazie mille dottore. Il 19 novembre ho l’appuntamento con il mio endocrinologo, lui mi aveva detto che i valori dovevano essere tutti negativi, staremo a vedere cosa dirà. La ringrazio per la sua cortese risposta le auguro una buona serata.

Lascia un Commento

La tua privacy mi sta molto a cuore, quindi ti consiglio di non usare nome e cognome reali, è sufficiente il nome, un soprannome, oppure un nome di fantasia; rimango a tua completa disposizione per rimuovere o modificare gli interventi inviati.

Anche se farò il possibile per rispondere ai tuoi dubbi, mi preme ricordarti che sono un farmacista, non un medico, quindi le mie parole NON devono sostituire od essere interpretate come diagnosi o consigli medici; devono invece essere intese come opinioni personali in attesa di parlare con il tuo medico.

Se pensi che abbia scritto qualcosa di sbagliato, nell'articolo o nei commenti, segnalamelo! Una discussione costruttiva è utile a tutti.

Per quanto possibile ti chiederei di rimanere in tema con la pagina, magari cercando quella più adatta al tuo dubbio; se hai difficoltà non preoccuparti e scrivimi ugualmente, al limite cancellerò il messaggio qualche giorno dopo averti risposto.

Sono vietati commenti a scopo pubblicitario.