Helicobacter Pylori: sintomi, terapia e diagnosi

Ultimo Aggiornamento: 163 giorni

Introduzione

Il batterio Helicobacter Pylori (si legge elicobacter pilori) è comune, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Inizia spesso durante l’infanzia e di solito non si manifestano sintomi fino all’età adulta; molti individui, del resto, non presenteranno mai una sintomatologia. Di norma non è causa di problemi nell’infanzia ma, se trascurata, un’eventuale infezione si rende responsabile di malattie digestive come la gastrite (l’irritazione e infiammazione del rivestimento interno dello stomaco), l’ulcera peptica (caratterizzata da piaghe che si formano nello stomaco e nella parte iniziale dell’intestino tenue, chiamata duodeno) fino al cancro allo stomaco in tarda età.

Il batterio causa l’ulcera peptica danneggiando il rivestimento di muco che protegge lo stomaco e il duodeno. I danni al rivestimento permettono ai potenti acidi dello stomaco di arrivare alla delicata parete sottostante.

Questi batteri si possono trovare ovunque nel mondo, ma soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove fino al 10% dei bambini e all’80% degli adulti possono rivelare un’infezione da Helicobacter Pylori tramite prove di laboratorio, spesso senza avere sintomi.

Cause

La comunità scientifica non ha ancora la certezza di come venga trasmessa l’infezione, benché si supponga che possa essere diffusa tramite alimenti o acqua contaminati (trasmissione oro-fecale). È possibile infettarsi tramite alimenti lavati o cotti male, oppure bevendo acqua proveniente da fonti non pulite.

Alcune ricerche stanno studiando le modalità di diffusione dell’infezione da un individuo portatore ad un soggetto non infettato (attraverso il contatto diretto con saliva, vomito o materiale fecale). Gli studi sembrano indicare che il contatto con le feci o il vomito di individui infetti può trasmettere l’infezione da H. pylori. Quest’ultimo è effettivamente stato trovato nella saliva di alcuni soggetti infetti, ad indicare che l’infezione può essere trasmessa direttamente con la saliva.

Genitori e fratelli sembrano avere un ruolo fondamentale nella trasmissione.

Fattori di rischio

  • La massima prevalenza di H. pylori si riscontra in soggetti anziani, in determinate popolazioni (africani, americani, ispanici) e in gruppi con condizioni socioeconomiche disagiate.
  • Altro fattore di rischio è l’assenza di forniture affidabili di acqua pulita.
  • Ulteriore elemento è la convivenza con portatori dell’infezione.
  • Non sembra esserci una predilezione di genere, anche se le donne hanno una maggior incidenza (5-8%) di reinfezione degli uomini.

Sintomi

Tutti potrebbero avere un’infezione da Helicobacter Pylori senza saperlo, poiché la maggior parte  sono silenti e del tutto asintomatiche. Non sono note le ragioni per cui alcuni soggetti sviluppano sintomi e altri (30-35%) no: di fatto, la maggioranza dei soggetti infetti non presenterà mai una sintomatologia dovuta all’infezione

Questi i segni e sintomi con cui l’infezione si può manifestare:

L’Helicobacter Pylori può anche causare ulcere peptiche (comunemente conosciute come ulcere gastriche o duodenali a seconda della localizzazione): nei bambini più grandi e negli adulti il sintomo più comune di ulcera peptica è dolore e bruciore allo stomaco, di solito nell’area sotto le costole e sopra l’ombelico. Questo dolore spesso peggiora a stomaco vuoto e migliora non appena si mangia qualcosa, si beve latte, o si assumono degli antiacidi.

Le ulcere peptiche possono arrivare a sanguinare causando ematemesi (vomito di sangue) o melena (feci nere con sangue o che sembrano pece).

Diagnosi

I medici possono fare una diagnosi dell’infezione da Helicobacter Pylori usando svariati tipi di esami, alcuni invasivi ed altri meno:

  • Esaminare direttamente il rivestimento interno dello stomaco. Questo tipo di esame viene eseguito sotto l’azione di un sedativo e comporta l’introduzione di un endoscopio, un piccolo tubo flessibile con una minuscola telecamera all’estremità, in fondo alla gola fin nello stomaco e nel duodeno. Il dottore potrebbe poi prelevare un campione del rivestimento interno per essere esaminato in laboratorio al fine di verificare la presenza di microscopici segni di infezione e dell’Helicobacter Pylori. Questo rimane l’esame d’elezione per la ricerca del batterio.
  • Fare un esame del sangue, che può rivelare la presenza di anticorpi dell’Helicobacter Pylori. Gli esami del sangue sono comuni, sebbene non siano tipicamente cosi accurati per i bambini cosi come lo sono per gli adulti.
  • Fare delle prove del palloncino che potrebbero rivelare del carbonio distrutto dall’Helicobacter Pylori, dopo che il paziente ha bevuto una specifica soluzione. Le prove del palloncino sono usate prevalentemente per gli adulti.
  • Un’alternativa consiste nella ricerca dell’antigene nelle feci: in questo caso il paziente deve semplicemente consegnare al laboratorio analisi un campione delle proprie feci sul quale verrà condotto il test specifico. Lo svantaggio di questo metodo è che non consente di distinguere tra infezione in corso ed infezione passata.

Complicazioni

Queste le possibili complicanze associate ad un’infezione da H. pylori:

  • Ulcere: H. pylori può danneggiare il rivestimento protettivo dello stomaco e dell’intestino tenue. Ciò può permettere agli acidi gastrici di creare una piaga aperta (ulcera). Circa il 10% degli individui con H. pylori svilupperà un’ulcera.
  • Infiammazione della parete dello stomaco: l’infezione può irritare lo stomaco, causando l’infiammazione (gastrite).

Tumore

Il cancro gastrico, o cancro dello stomaco, era considerato un’unica entità. Ora, la comunità scientifica divide questo cancro in due classi principali:

  • il cancro gastrico cardiale (cancro della regione cardiale, ossia il tratto prossimale dello stomaco, dove inizia dall’esofago)
  • cancro gastrico non cardiale (ossia, di qualunque altra area dello stomaco).

L’infezione da H. pylori è la principale causa nota di cancro gastrico. Altri fattori di rischio del cancro dello stomaco includono

  • la gastrite cronica,
  • l’età avanzata,
  • il sesso maschile,
  • una dieta ricca di cibi salati, affumicati o mal conservati, e povera di frutta e verdura,
  • il fumo di tabacco,
  • l’anemia perniciosa,
  • una storia di chirurgia dello stomaco per patologie benigne,
  • una famigliarità per cancro gastrico.

L’infezione ha relazioni diverse con le due classi maggiori di cancro gastrico. I soggetti infettati hanno un rischio aumentato di cancro gastrico non cardiale, mentre hanno un rischio uguale o forse addirittura ridotto di sviluppare il cancro cardiale.

La possibilità di una relazione inversa tra il batterio e il cancro gastrico cardiale è sostenuta dalla corrispondente diminuzione dell’infezione da H. pylori nei paesi occidentali durante l’ultimo secolo (risultato conseguente al miglioramento delle condizioni igieniche e dall’uso diffuso di antibiotici) associata però all’incremento del cancro gastrico cardiale in queste stesse regioni.

Dati epidemiologici simili suggeriscono che l’infezione da H. pylori possa essere associato ad un rischio minore di adenocarcinoma esofageo.

Benché non sia dimostrato il meccanismo con cui il batterio aumenta il rischio di cancro gastrico non cardiale, alcuni ricercatori ipotizzano che una risposta infiammatoria prolungata nel tempo predisponga le cellule del rivestimento dello stomaco a diventare cancerose.

Un’ipotesi che può spiegare i rischi ridotti di cancro gastrico cardiale e adenocarcinoma esofageo in individui infettati parte dalla ridotta acidità dello stomaco spesso osservata dopo decenni di permanenza del batterio. La minor acidità diminuirebbe il reflusso di acido nell’esofago, fattore di rischio maggiore degli adenocarcinomi del tratto prossimale dello stomaco e dell’esofago.

Rimane non chiaro se l’infezione sia o meno associata ad altri tipi di cancro. Alcuni studi hanno riscontrato una possibile associazione tra l’infezione da H. pylori e il cancro del pancreas, ma i dati sono controversi.

Quando chiamare il medico

Ricorrere immediatamente al medico a fronte di:

  • Dolore addominale intenso o persistente.
  • Difficoltà di deglutizione.
  • Feci sanguinolente o catramose.
  • Vomito sanguinolento o nero o simile a fondi di caffè.

Terapia

La terapia d’elezione per l’Helicobacter Pylori prevede l’uso di antibiotici: è stato dimostrato che un singolo antibiotico non può eliminare interamente l’infezione, quindi si abbinano di norma 2 diversi antibiotici (amoxicillina e claritromicina per esempio) associati ad un protettore dello stomaco (spesso omeprazolo).

E’ di fondamentale importanza seguire scrupolosamente la cura, nel modo e nel tempo, per la buona riuscita della cura.

Un modo per aiutare ad alleviare il dolore addominale è seguire una dieta regolare. Questo significa programmare i pasti in modo che lo stomaco non rimanga vuoto troppo a lungo. Fare cinque o sei pasti più piccoli ogni giorno potrebbe migliorare la sintomatologia.

E’ anche importante evitare di assumere aspirina, ibuprofene (per esempio Moment®) od farmaci antinfiammatori, perché questi possono irritare lo stomaco o causarne emorragia.

Prevenzione

Non essendo note con certezza le modalità di trasmissione di H. pylori, la prevenzione è inevitabilmente difficile. La comunità scientifica sta cercando di sviluppare un vaccino che prevenga (e addirittura curi) l’infezione da H. pylori. Per aiutare a prevenire l’infezione, i medici raccomandano di:

  • lavarsi le mani con acqua e sapone dopo essere andati in bagno e prima di mangiare;
  • assumere alimenti ben lavati e adeguatamente cotti;
  • bere acqua proveniente da fonti pulite e sicure.

Fonti:

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Ines

    Buongiorno dottore, le scrivo in merito ad un disturbo di mio marito. Ogni tanto la mattina si sveglia e ancora prima di lavarsi i denti sputa saliva mista a sangue di colore rosso acceso. Lui è in buono stato di salute! Toccando ferro! Oltretutto siamo in sud America per lavoro fino a giugno quindi mi sto facendo prendere un po’ dall’ansia perché su internet ovviamente trovo solo diagnosi terribili e qui non saprei a chi rivolgermi… Dice che però quando lava i denti le gengive non sanguinano! Io nel dubbio gli ho preso dentifricio e spazzolino per gengive delicate… Non ha tosse, ha un normale appetito, lavora molto ed è molto stressato, non so dire da quanto tempo ha questo fastidio perché lui non dà peso alla cosa! A quanto pare gli capita solo al risveglio! Non è catarro sembra proprio saliva! Cosa ne pensa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Benissimo l’uso di uno spazzolino morbido, ma per una diagnosi certa è indispensabile una visita medica; NON salti però a conclusioni, le spiegazioni possono essere molto più banali (come un po’ di reflusso).

    2. Ines

      Grazie per la risposta veloce! Mi creda…. Qui non saprei proprio a chi rivolgermi.. A detta di molti/tutti la sanità e’ veramente disastrosa. lei pensa che attendere fino a fine Maggio primi di giugno sia troppo?? Noi abbiamo una assicurazione sanitaria ovviamente. Sono un po’ preoccupata. Io soffro di reflusso, lui non ha mai lamentato disturbi di questo genere… Gli capita peró quando mangia troppo (mio marito mangia moltissimo… Ieri sera anche ha mangiato veramente tanta carne tra l’altro…) di sentirsi talmente pieno da dover rimettere, cosa che è motivo di lite spesso e volentieri, io non concepisco questo mangiare fino a scoppiare, ma ieri sera che io sappia non ha rimesso! Poi Ha spesso il naso tappato, ma ha il setto deviato, e a volte ricorre a qualche spruzzo di spray nasale per riuscire a respirare, specialmente la sera, altrimenti russa moltissimo…. Insomma, per sdrammatizzare, ho sposato un rottame :)

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Dalla descrizione emergono in effetti alcuni indizi a favore dell’ipotesi di reflusso; potrebbe magari nel frattempo sentire il parere telefonico del suo medico in Italia.

    4. Ines

      oggi lo chiamerò ho già controllato gli orari dello studio. La tengo informata! Grazie della disponibilità!

  2. luisa

    per piacere vorrei sapere se il holicobacter puo’portare la rosacea e in che modo e’ possibile curarla’grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è possibile che sia collegata.
      Il primo passo è curare l’infezione, mentre un dermatologo può consigliare prodotti topici specifici.

  3. Anna

    Buonasera dottore ho terminato una cura antibiotica perché dagli esami delle feci avevo un infezione da helicobatter, finita la curada due settimane i disturbi che avevo prima della cura si sono ripresentato. Gonfiore addominale inappetenza fastidio allo stomaco. E possibile che la cura non abbia funzionato?
    Grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo può succedere, ma verrà verificato con l’esame specifico.

  4. alina

    Buona sera dottore.Da una settimana cio un mal di stomaco che mi da molto fastidio . Quando lo tocco sembra molto durò e puoi cio pure mal di pancia che sembra un ballone e una sensazione di voma.Di che dipende?Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente un po’ di gastrite, lo segnali con fiducia al medico per risolvere.

  5. Anonimo

    Salve dottore, mia madre da un esame delle feci ha riscontrato un helicobacter pylori…è pericoloso? E dopo quanto potrebbe portare al cancro?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non si preoccupi, è stato importante averlo scoperto e verrà curato così da prevenire qualsiasi complicazione.

    2. mimmotnt

      sono venuto alla conoscenza tramite un esame delle feci di aver Helycobacter-Pylori ,mi chiedevo se durante la cura di antibiotico posso praticare sport,e posso prendere ,lupill ,crede che potrei riscontrare degli effetti collaterali ,oppure no, grazie attendo risposta

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Può sicuramente praticare sport, mentre non ho capito cosa sia Lupill.

    4. mimmotnt

      salve dottore ,mi perdoni mi sono sbagliato,si chiama blupill ,si tratta di un integratore,utilizzato anche come stimolatore per l’apparato sessuale.Attendo sue notizie,e grazie.

  6. eli

    salve devo controllare l intolleranza al lattosio giacche mi sento piena d aria posso prendere il sinaire combi ho puo. alterare il test la ringrazio io abitualmente gia lo prendo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Altererebbe il test, lo eviti già qualche giorno prima dell’esame.

  7. Giovanna

    Buonasera Dottore.. Da un po’ di tempo avevo bruciore e acidità di stomaco.. in questi ultimi giorni.. il bruciore e’ aumentato con un dolore non fortissimo ma come dire…sordo e fastidioso.. proprio alla bocca dello stomaco. Ho notato che quando mangio il dolore si attenua ritornando dopo poche ore. La mattina quando faccio la prima pipì ha un odore veramente forte e di colore scuro.. Nonostante mi lavo spesso i denti ho sempre l’alito pesante e cattivo.. La ringrazio per il consiglio che mi potrà dare..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente un po’ di reflusso, ma raccomando di verificare con il medico.
      Per l’urina provi a bere di più.

  8. Anonimo

    Salve dottore, e da un po di tempo che ho attacchi di vomito dopo i pasti e soprattutto quando bevo liquidi, e se non vomito sento una forte oppressione al petto e se vomito mi sento meglio, quando erutto sento gli acidi dello stomaco che risalgono fino alla gola e mi brucia un sacco, se non mangio qualcosa mi brucia un sacco lo stomaco e sento sollievo quand’è pieno, questi cose capitano tutti i giorni e non ne posso più, cosa puo essere secondo lei?
    La ringrazio per la sua disponibilità.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra reflusso gastroesofageo, raccomando di verificare con il medico.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Quello che le serve è prima di tutto una diagnosi certa.

  9. Sasa

    Salve dottore,
    Ho un FORTE dolore alla bocca dello stomaco da circa 4 mesi. Ultimamente avverto un fastidiosissimo senso di nausea (molto forte quello mattutino). Sono stata dal medico e mi ha dato da analizzare le feci. Nel referto risulta positiva la presenza del helicobacter pylori. Il medico mi ha prescritto quindi la cura per combattere questa batterio: pantoprazolo e amoxicillina per i primi 5 giorni e per i restanti 5 pantoprazolo, tinidazolo e claritromicina. Sono passati 10 giorni da cui ho finito di prendere questa cura ed io sto ancora male, anzi peggio! Sono tornata dal medico e mi ha prescritto una visita con il gastroenterologo, solo che l’appuntamento mi è toccato a fine maggio…….Santa pazienza! Il mio medico non si è espresso più di tanto circa questo mio dolore, lei saprebbe dirmi di cosa si tratta? E soprattutto perché non sono guarita dopo quei 10 giorni di antibiotici? In attesa di una sua risposta, le pongo i miei cordiali saluti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non sempre si guarisce al primo ciclo di terapia, ma potrebbe essere anche un po’ di gastrite residua.

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