Gotta: sintomi, terapia, dieta

Ultimo Aggiornamento: 1604 giorni

Introduzione

La gotta è un’infiammazione delle articolazioni che ogni anno colpisce più di mezzo milione di persone nei soli Stati Uniti: chi soffre di gotta ha dolore e gonfiore intensi alle articolazioni. Se non vengono curati, gli attacchi di questa malattia possono diventare sempre più frequenti e dolorosi, al contrario se vengono adeguatamente curati si può impedir loro di peggiorare e gestire così il dolore. In questo breve articolo spiegheremo perché ci si ammala di gotta, quali sono le terapie e quali le cure possibili.

Cause

Le articolazioni, l’artrite e la gotta

La struttura del corpo umano è formata da 206 ossa, la giuntura tra due ossa è detta articolazione.Nelle articolazioni le ossa sono coperte da un tessuto detto cartilagine, mentre  all’interno delle articolazioni scorre un liquido trasparente, il liquido sinoviale, che serve per lubrificare l’articolazione, un po’ come l’olio lubrificante dei motori. Il liquido sinoviale fa sì che l’articolazione si muova in modo scorrevole, quasi senza attrito.

Quando i tessuti di un’articolazione vengono danneggiati o colpiti da una malattia possono gonfiare, diventare rossi e caldi e fare molto male. Questo disturbo è detto infiammazione articolare o artrite.

Ci sono più di cento tipi diversi di artrite, la gotta è una di queste, e colpisce circa un paziente su venti tra quelli affetti dall’artrite: più in particolare è causata da cristalli di acido urico che si depositano nelle articolazioni.

Cause biochimiche

Gotta e metabolismo della purina (http://it.wikipedia.org/wiki/File:MetabPurine.png)

La purina è un composto chimico presente in tutte le cellule dell’organismo, quando le cellule si dividono e si moltiplicano l’organismo demolisce la purina e riutilizza i suoi componenti per costruire nuove cellule. La purina in eccesso è espulsa dall’organismo con l’urina sotto forma di acido urico, un altro composto chimico. In alcuni casi i livelli di acido urico nel sangue possono essere insolitamente elevati: questo disturbo è detto iperuricemia.

L’acido urico presente nell’organismo in eccesso formerà dei cristalli, proprio come avviene quando si versa troppo sale in un bicchiere d’acqua. All’inizio il sale si scioglie e si mescola con l’acqua ma, aggiungendone ancora un po’, si possono formare cristalli che precipitano sul fondo del bicchiere. Al microscopio i cristalli di acido urico sono appuntiti e assomigliano a minuscoli aghi. In alcune persone i cristalli di acido urico si depositano nelle articolazioni, mentre in altre si accumulano sottopelle, formando una massa che in certi casi può essere avvertita anche dall’esterno e che prende il nome di tofo.

Il sistema immunitario, che protegge l’organismo dalle malattie, avverte la presenza anomala dei cristalli ed inizia ad attaccarli; la conseguenza è che il paziente soffrirà dolori articolari, gonfiore e dolorabilità generalizzata. L’acido urico in eccesso può anche depositarsi nei reni e provocare la formazione di calcoli renali.

Fattori di rischio

La gotta colpisce circa 840 persone su 100.000 e gli uomini sono leggermente più a rischio delle donne.

Alcune persone sono più a rischio di altre per quanto riguarda l’accumulo di acido urico e quindi di gotta: alcune malattie ereditarie possono provocare un accumulo di acido urico, inoltre una percentuale variabile dal 6 al 18 per cento dei pazienti che soffrono di gotta ha precedenti famigliari di questa malattia. Un’alimentazione troppo ricca di purina può indurre l’organismo a produrre una maggiore quantità di acido urico, tra gli alimenti ricchi di purina ricordiamo i crostacei e determinati organi degli animali, come il fegato, i reni e il cervello. Anche i fagioli secchi, i piselli e le acciughe contengono molta purina.

Se si esagera con l’alcool la capacità dell’organismo di smaltire l’acido urico risulta compromessa e i livelli ematici aumentano. Anche l’esposizione prolungata al piombo tende a far aumentare i livelli di acido urico nel sangue.

Il sovrappeso è un ulteriore fattore di rischio per la gotta.

Alcuni farmaci, infine, fanno aumentare il rischio di iperuricemia (livello elevato di acido urico nel sangue):

  • I farmaci diuretici diminuiscono la capacità dell’organismo di eliminare l’acido urico dal sangue, facilitandone l’accumulo. I diuretici vengono usati per curare l’ipertensione e le patologie cardiache.
  • Anche altri farmaci, come la levodopa somministrata ai pazienti affetti dal morbo di Parkinson, e i salicilati come l’aspirina, possono far aumentare i livelli di acido urico nel sangue.
  • I pazienti in terapia con ciclosporine presentano maggiori rischi di soffrire di gotta: questi farmaci vengono somministrate ai pazienti che ricevono un trapianto di organi, per prevenire il rigetto.

Sintomi

I primi sintomi della gotta di solito compaiono verso i quarant’anni e gli alti livelli di acido urico, da soli, non causano alcun sintomo; i sintomi della gotta si presentano invece quando i cristalli di acido urico iniziano a depositarsi nei tessuti dell’organismo sotto la pelle, nelle articolazioni e nei reni.

Per molti pazienti che soffrono di gotta i primi sintomi sono dolore, rossore, gonfiore e sensibilità dell’alluce. Questo disturbo si chiama podagra e, prima o poi, colpisce tre quarti dei pazienti affetti dalla gotta.

Tra le articolazioni colpite con maggior frequenza dalla gotta ricordiamo:

  • Caviglia,
  • Tallone,
  • Ginocchia,
  • Polsi,
  • Dita delle mani,
  • Gomiti.

Gli attacchi di infiammazione articolare dovuti alla gotta di solito durano alcuni giorni e migliorano senza alcuna terapia, con il passare del tempo possono però diventare più frequenti e durare di più, quindi sarà necessario intervenire.

Se la gotta non viene curata può diventare invalidante, tuttavia la maggior parte dei pazienti non arriva a questo stadio perché di solito il disturbo viene scoperto e curato con tempestività.

Lo stadio finale è la gotta tofacea. Le articolazioni possono subire danni permanenti e anche i reni possono essere danneggiati in maniera irreversibile.

Diagnosi

Lesione da gotta

Lesione da gotta (http://en.wikipedia.org/wiki/File:ChronicGout.jpg)

Dopo un’anamnesi e una visita dettagliata il medico probabilmente vi prescriverà un esame del sangue per controllare i livelli di acido urico: se l’articolazione è infiammata potrebbe anche prelevare un campione di liquido, usando l’anestesia locale, per inviarlo a un patologo che lo esaminerà al microscopio.

Se il patologo non rileverà cristalli all’interno del liquido articolare il medico potrebbe intervenire chirurgicamente, asportando uno dei tofi presenti sottopelle, per inviarlo in laboratorio dove sarà esaminato alla ricerca di cristalli di acido urico.

Le radiografie in alcuni casi evidenziano l’acido urico depositato sotto forma di cristalli e gli eventuali danni ossei dovuti alle infiammazioni ricorrenti.

È importante notare che la maggior parte delle persone affette da iperuricemia non soffre dei sintomi artritici della gotta, come il gonfiore, il rossore, il dolore e la sensibilità.

Durante gli attacchi acuti i livelli di acido urico nel sangue non sono sempre elevati: proprio per questo è necessario aspirare il liquido sinoviale o asportare chirurgicamente parte del tofo per farli esaminare in laboratorio.

Cura e terapia

È possibile curare la gotta con farmaci che:

  • alleviano il dolore provocato dagli attacchi,
  • diminuiscono l’infiammazione alle articolazioni,
  • diminuiscono il livello di acido urico nel sangue.

Per alleviare il dolore causato dalla gotta i medici consigliano spesso il paracetamolo, ad esempio la Tachipirina®. L’aspirina, al contrario, dovrebbe essere evitata, perché può impedire ai reni di eliminare l’acido urico. Se il dolore è molto intenso, il medico potrà prescrivere analgesici più potenti come l’indometacina (Indoxen®).

La terapia della gotta si prefigge diversi scopi, quello più importante è tenere sotto controllo il dolore durante gli attacchi. La terapia della gotta, inoltre, mira a prevenire ulteriori attacchi nonché la formazione di nuovi tofi e di calcoli renali.

I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono efficaci per la terapia degli attacchi acuti, tra gli effetti collaterali frequenti dei FANS ricordiamo:

Se lo stomaco e l’intestino del paziente sono sensibili ai FANS è possibile prescrivere i corticosteroidi per curare gli attacchi acuti.

La colchicina è un altro farmaco efficace per diminuire il gonfiore e il dolore e per far cessare un attacco, questo farmaco è più efficace se assunto entro dodici ore dall’inizio dell’attacco.

Per curare la gotta è anche possibile farsi prescrivere determinati farmaci che diminuiscono il livello di acido urico nel sangue. tra di essi ricordiamo l’allopurinolo (Zyloric®) o il probenicid.

Prevenzione

Prendere misure preventive contro gli attacchi di gotta è altrettanto importante che assumere farmaci per curarli. Ecco cinque consigli utili per prevenire la gotta:

  1. Bevete molta acqua e idratatevi molto. In questo modo faciliterete l’eliminazione dell’acido urico e gli impedirete di depositarsi nei tessuti.
  2. Dimagrite, mangiando un po’ meno e facendo esercizio fisico. La dieta dovrebbe sempre essere intrapresa sotto controllo medico, perché un dimagrimento molto rapido in alcuni casi potrebbe far peggiorare la gotta!
  3. Evitate gli alimenti ricchi di purine come i crostacei e gli organi degli animali, come il fegato, il cervello e i reni.
  4. Se bevete alcoolici, cercate di non esagerare.
  5. Assumete farmaci per ridurre il livello di acido urico nel sangue.

Durante un attacco di gotta riposare e sollevare l’articolazione infiammata può alleviare il dolore. Anche appoggiare una borsa del ghiaccio sull’articolazione infiammata aiuta a diminuire il dolore.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. graziella

    Dottore vorrei un informazione ,dai dolori che ho hai piedi ,dita ,caviglia e tallone penso di avere la gotta ,mai sentita nominare prima d’ora infatti sto iniziando a fare degli esami . Vorrei sapere la porpora vasculitica che connessione ha co la gotta ?

  2. Rochy z

    Illustrissimo Dr. Cimuro ho’ la gotta gradirei sapere il cibo che posso mangiare e il cibo che non posso mangiare e cosa bere con esattezza
    grazie mille.
    Rochy z

  3. FRANCO

    Soffro di gotta da 30 anni e cerco di dominarla con l’allopurinolo (300mg al giorno) e di curare gli attacchi con la colchicina. Mi hanno detto che una recente scoperta angloafricana consiglierebbe l’ingestione giornaliera di succo di ciliegie che favorirebbe l’espulsione dell’acido urico. E’ possibile?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Onestamente non l’ho ancora sentito, ma sono sempre quantomeno scettico su queste novità “miracolose”… possibile che non sia mai stato scoperto prima? 😉

  4. 1234Ab

    Buona sera dottore Bore un consiglio da lei vorrei sapere quali sono le terapie per la gotta? E dopo aver preso medicine e tutto è non ti pasase cosa si dovrebbe dare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Le terapie le trova descritte nell’articolo ed in genere si riesce sempre a trovare un buon equilibrio.

  5. 1234Ab

    Ha oky e per i muscoli e le ossa se hai dei dolori contigni cosa devi fare?

  6. Nicola

    Salve,

    fra circa un mese ho una visita reumatologica perché il medico di famiglia sospetta, ahimè, una spondilite anchilosante (spero si sbagli). Volevo sapere: visto che già un po’ di tempo fa ho preso dell’indometacina con buoni risultati, e dato che costa una sciocchezza, rispetto ad altri farmaci tipo Arcoxia, volevo sapere se il medico di famiglia mi può fare la ricetta libera (con totale costo a mio carico) anziché la ricetta SSN. Inoltre volevo sapere se in caso di ricetta bianca può essere fatta ripetibile oppure no.

    Grazie Mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, può fare la ricetta bianca e vale per 10 scatole in 6 mesi; tenga però conto che va valutato anche il profilo rischio/beneficio del farmaco, non solo la sua efficacia nel ridurre il dolore.

    2. Nicola

      Salve, si è stato valutato con il medico ed ha detto che va bene nel frattempo che faccia la visita in ospedale.

      Grazie ancora

  7. Anonimo

    Dottore, scrivo non per me, ma per mio padre, che da circa un mese è stato scoperto avere la gotta. Inizialmente il dolore era solo ad una gamba, il medico ha prescritto un farmaco inerente per poterla curare, e pian piano il dolore sembra stia sparendo del tutto; ora, il problema è che si è spostato all’altra gamba, con difficoltà anche di poter camminare. Il medico non ci ha detto che tipo di alimentazione seguire, quindi le chiedo se può dipendere dall’alimentazione il fatto che il dolore si sposti in più parti, e quali sono i cibi da evitare assolutamente… mio padre continua a mangiare come prima, senza alcuna differenza. In genere mangia molti carboidrati, beve puntualmente 1-2 bicchieri di vino a tavola e mangia moderatamente carne. Non saprei e chiedo a lei, sono cibi che può mangiare tranquillamente, questi? Cosa deve evitare tassativamente? Grazie

    1. Anonimo

      Dottore, leggerò l’articolo… ma le spiace per semplificarmi, darmi un suo parere veloce a riguardo?

      1-2 bicchieri di vino a tavola può ancora berli o deve evitare anche un solo bicchiere? La carne è meglio che la eviti del tutto, compresi insaccati?? Ora che ci penso, ultimamamente ha mangiato in buona quantità dei frutti di mare e vedo che è sconsigliata.
      Spero possa rispondermi, la ringrazio per la sua consulenza

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Niente vino, pochissima carne e preferibilmente bianca, …

    3. Anonimo

      Ultimamente aveva mangiato dei frutti di mare. Delle cozze, anche in discreta quantità per 2-3 giorni. Crede che potrebbe aver inciso? Stava bene da qualche settimana, ormai, ma il dolore si è spostato dalla gamba a cui aveva sofferto precedentemente all’altra.
      Oltre il vino e moderare il più possibile la carne, ci sono altri alimenti che deve assolutamente eliminare? La pasta può mangiarla ? Le chiedo scusa per le domande, ma mio padre non ne vuol sapere di andare dal medico per chiedere ulteriori spiegazioni sul cosa deve e non deve mangiare, quindi è importante per me sapere con esattezza i cibi da eliminare con ristrettezza. Ringraziandola ancora per la sua gentile consulenza, la saluto cordialmente

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, le confermo che le cozze possono aver inciso significativamente.

      Per un elenco più dettagliato può fare riferimento al link precedente.

    5. Anonimo

      Dottore, il medico ha prescritto a mio padre due mesi di cura con un medicinale apposito. Ciò che mi chiedo è: dopo tal periodo, la gotta andrà a sparire pian piano, o la stessa alimentazione dovrà sempre avere degli accorgimenti anche oltre tale data? E’ l’ultimissima cosa che le chiedo. Grazie di tutto

    6. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo temo che un minimo di attenzione servirà per sempre, per evitare od almeno ridurre le possibili recidive.

    7. Anonimo

      Dottore, oggi mio padre ha sofferto molto il dolore. Ha il piede molto arrossato e cammina a fatica. Da circa 5-6 giorni sta così. Non ci sono metodi per alleviare il dolore, oltre gli antidolorifici? Rimedi vari, senza l’ausilio di medicinali? Scusi ancora

  8. Renata

    Ho dolore e gonfiore e leggero arrossamento alle dita medie della mano da due giorni. Potrebbe essere un attacco di gotta. Ho sofferto anni fa di un attacco di gotta all’alluce. Grazie

    1. giovanni

      Buona sera dottore ,per curare la gotta il medico di base mi ha prescritto Adenuric80 una compressa a giorni alterni come approccio cautelativo iniziale ,a suo dire ,per minimizzare effetti avversi ,salvo incrementare in seguito la posologia ( 1 compressa al giorno ) se i valori uricemici non saranno soddisfacenti . Poichè su tutte le fonti sull’argomento si cita solo il ” pro die ” sia per il mio farmaco ,sia per il suo omologo 120 mg. non può darsi che nell’intervallo di ben 48 ore si crei una condizione favorente ad eventuali incrementi uricemici nelle 24 ore ” neutre ” o ,per così dire “sguarnite ” ,data anche la breve emivita del farmaco? Mi perdoni se le sembro un po’ troppo meticoloso ,ma dato che la cura ,come lei ben sa è molto impegnativa dal punto di vista iatrogeno ,non vorrei vanificarla sia pure parzialmente ,La ringrazio molto.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è escluso che si verifichi un fenomeno di fluttuazione dei valori, ma questo dovrebbe essere tutto sommato limitato ed ininfluente.

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