Gastroenterite virale: sintomi, bambini, cura e dieta

Ultimo Aggiornamento: 1603 giorni

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Introduzione

La gastroenterite virale è un’infezione intestinale caratterizzata da: diarrea acquosa, crampi addominali, nausea o vomito e a volte febbre.

I modi più semplici per ammalarsi di gastroenterite virale (spesso definita erroneamente “influenza intestinale”) sono il contatto con una persona infetta e l’ingestione di alimenti o acqua contaminati. Se non siete affetti da altre patologie, molto probabilmente guarirete senza complicazioni tuttavia, nel caso dei neonati, degli anziani e delle persone con patologie a carico del sistema immunitario, la gastroenterite virale può essere letale.

Non esiste alcuna terapia efficace per la gastroenterite virale, quindi è fondamentale la prevenzione: oltre a evitare gli alimenti e le bevande potenzialmente contaminati, il modo migliore per difendersi è lavarsi le mani spesso e accuratamente.

Cause

I virus che provocano la gastroenterite virale danneggiano le cellule che formano le pareti dell’intestino tenue, di conseguenza i fluidi fuoriescono dalle cellule danneggiate per riversarsi nell’intestino, producendo diarrea acquosa. Alla base della maggior parte delle gastroenteriti virali ci sono quattro tipi di virus:

  1. Il rotavirus è la causa primaria tra i bambini di età compresa tra i 3 e i 15 mesi e la causa più comune della diarrea nei bambini di età inferiore ai 5 anni. I sintomi dell’infezione da rotavirus compaiono uno o due giorni dopo l’esposizione: il rotavirus di solito provoca vomito e scariche di diarrea acquosa per un periodo variabile dai 3 agli 8 giorni, oltre a febbre e dolore addominale. Il rotavirus può anche infettare gli adulti che vivono a stretto contatto con i bambini infetti, però i sintomi negli adulti sono più lievi. Negli Stati Uniti le infezioni da rotavirus sono più frequenti nel periodo che va da novembre ad aprile.
  2. L’adenovirus colpisce soprattutto i bambini di età inferiore a due anni; ne esistono 49 tipi diversi, ma solo una specie infetta l’apparato gastrointestinale provocando vomito e diarrea. I sintomi di solito compaiono a una settimana dall’esposizione. Le infezioni da adenovirus possono verificarsi in qualsiasi periodo dell’anno.
  3. I calicivirus possono provocare infezioni nelle persone di qualsiasi fascia d’età. Questa famiglia di virus comprende quattro tipi diversi: i norovirus sono i più comuni e sono i principali responsabili delle infezioni della specie umana, di solito provocano le epidemie di gastroenterite virale che si verificano con maggior frequenza nel periodo compreso tra ottobre e aprile. I sintomi più comuni dell’infezione sono: vomito e diarrea, affaticamento, mal di testa e in alcuni casi anche dolori muscolari. I sintomi compaiono da uno a tre giorni dall’esposizione.
  4. Gli astrovirus infettano soprattutto i neonati, i bambini piccoli e gli anziani. I virus di questo tipo sono maggiormente attivi nei mesi invernali. Il vomito e la diarrea compaiono da uno a tre giorni dopo l’esposizione.

La gastroenterite virale spesso viene definita, sbagliando, influenza intestinale: in realtà non è causata dal virus dell’influenza. I responsabili vanno ricercati tra i virus che abbiamo elencato, e non tra i batteri né tra i parassiti.

Fattori di rischio

La gastroenterite si verifica in tutto il mondo e colpisce persone di ogni età, razza e condizione sociale. Nei paesi in via di sviluppo è una delle principali cause di mortalità infantile.

Le persone più vulnerabili sono i bambini che frequentano l’asilo o l’asilo nido e gli anziani all’interno delle case di riposo. Il sistema immunitario dei bambini, infatti, non è completamente maturo prima dei sei anni, mentre quello degli adulti tende a diventare meno efficiente con il passare dell’età.

Le infezioni intestinali possono prosperare in tutti i luoghi affollati o molto frequentati, dalle scuole e dai collegi, ai campeggi, fino ad arrivare alle eleganti navi da crociera. Gli adulti con minori difese immunitarie (nella maggior parte dei casi compromesse dall’HIV, dall’AIDS o da altre patologie) sono maggiormente a rischio.

Ciascun virus gastrointestinale ha una stagione in cui è più attivo: ad esempio chi vive nell’emisfero settentrionale ha maggiori probabilità di contrarre il rotavirus o il virus Norwalk tra ottobre e aprile.

Sintomi

La gastroenterite spesso è definita influenza intestinale, ma non ha nulla a che vedere con l’influenza. L’influenza vera e propria colpisce l’apparato respiratorio, cioè il naso, la gola e i polmoni. La gastroenterite, invece, colpisce l’intestino, provocando sintomi come:

  • Diarrea acquosa, di solito senza presenza di sangue (il sangue, generalmente, indica un’infezione di natura diversa e più grave),
  • Crampi e dolore addominali,
  • Nausea e/o vomito,
  • Dolori muscolari o mal di testa sporadici,
  • Febbre lieve.

A seconda della causa i sintomi della gastroenterite virale possono apparire da uno a tre giorni dopo l’esposizione al virus e la loro gravità può variare. I sintomi di solito durano solo un giorno o due, ma in alcuni casi possono continuare anche per 10 giorni.

Poiché i sintomi sono simili, è facile confondere la diarrea di origine virale con quella causata dai batteri, come la salmonella e l’Escherichia coli (E. coli), o dai parassiti come la Giardia.

Trasmissione

La gastroenterite virale è altamente contagiosa. I virus di solito possono essere trasmessi per esempio se non ci si lava le mani. Il contagio avviene quando si sta a stretto contatto con una persona infetta, ad esempio condividendo gli alimenti, le bevande o le stoviglie, oppure quando si assumono alimenti o bevande infetti. I norovirus, in particolare, si diffondono mediante contatto con le feci o il vomito di persone infette o attraverso l’acqua o gli alimenti contaminati (soprattutto ostriche o molluschi provenienti da acque contaminate).

Chi apparentemente sembra guarito e non manifesta sintomi può comunque contagiare gli altri, perché il virus può sopravvivere nelle feci fino a due settimane dopo la guarigione; inoltre il paziente può non manifestare sintomi pur essendo malato e può comunque contagiare altre persone.

Le epidemie di gastroenterite virale possono verificarsi in casa, negli asili, nelle scuole, negli asili nido, sulle navi da crociera, nei campeggi, nei collegi, nei ristoranti e in tutti quei luoghi dove si radunano molte persone. Se pensate di esservi esposti a un virus in uno di questi luoghi oppure di aver assunto alimenti infetti preparati in un ristorante, in gastronomia o in panetteria, vi consigliamo di contattare la vostra A.S.L., che terrà traccia dell’epidemia.

Pericoli

La disidratazione, cioè la grave perdita di acqua e di sali minerali essenziali, è la complicazione più grave e frequente della gastroenterite. Nel caso degli adulti sani che bevono abbastanza per reintegrare i liquidi persi con il vomito e la diarrea, la disidratazione non dovrebbe essere un problema.

Invece i neonati, gli anziani e le persone con problemi a carico del sistema immunitario possono disidratarsi gravemente se perdono più liquidi di quelli che riescono a reintegrare. Nel loro caso possono essere necessari il ricovero in ospedale e la somministrazione di flebo per reintegrare i liquidi. Nei casi estremi la disidratazione può portare alla morte.

Diagnosi

Probabilmente il medico diagnosticherà la gastroenterite basandosi sui sintomi, sulla visita e, in alcuni casi, sulla presenza di episodi simili nella vostra comunità. L’esame delle feci può individuare il rotavirus o il norovirus, ma non esistono esami in grado di individuare gli altri virus responsabili della gastroenterite. In alcuni casi il medico vi chiederà di sottoporvi a un esame completo delle feci, per escludere la possibilità di un’infezione causata da batteri o parassiti.

Cura e terapia

In molti casi non esiste alcuna terapia efficace per la gastroenterite virale. Gli antibiotici non sono efficaci contro i virus e abusarne può contribuire allo sviluppo di ceppi batterici antibiotico-resistenti. La terapia, quindi, non è farmacologica, ma si basa su semplici consigli di buonsenso.

Per evitare i problemi e prevenire la disidratazione in fase di guarigione, provate a seguire queste indicazioni:

  • Lasciate riposare lo stomaco. Digiunate completamente per alcune ore.
  • Cercate di mangiare lentamente un ghiacciolo o di bere acqua a piccoli sorsi. In alternativa potete bere bibite frizzanti al limone (Sprite®, 7UP®) non fredde da frigo, brodini o bevande energetiche senza caffeina, come il Gatorade®. Gli adulti dovrebbero cercare di bere sempre molto, con frequenza e a piccoli sorsi.
  • Riabituatevi a mangiare, cominciando dai cibi in bianco, facili da digerire, come: crackers, pane tostato, gelatina, banane, riso e pollo. Se la nausea si ripresenta, smettete di mangiare.
  • Finché non sarete completamente guariti, evitate certi alimenti e certe sostanze, come ad esempio: latte e derivati, caffeina, alcol, nicotina, alimenti grassi o molto stagionati.
  • Riposatevi. La malattia e la disidratazione potrebbero avervi indeboliti e stancati molto.
  • Usate i farmaci con cautela. Limitate i farmaci antidolorifici come l’ibuprofene (Moment®, Antalgil®, Nurofen®, ecc) e l’Aspirina®, oppure non usateli proprio. Possono causare ancora più problemi allo stomaco. Anche il paracetamolo (Tachipirina®) va usato con cautela. In alcuni casi, infatti, può causare intossicazioni al fegato, soprattutto nei bambini.

Se vostro figlio ha contratto un’infezione intestinale la cosa più importante è reintegrare i liquidi e i sali minerali. Potete seguire questi consigli:

  • Aiutate vostro figlio a reidratarsi. Dategli una soluzione reidratante orale, come il Dicodral® o l’Humana Idravita®. Non usate l’acqua: nei bambini affetti da gastroenterite, l’acqua non viene assorbita correttamente e non è in grado di reintegrare correttamente gli elettroliti. Le soluzioni reidratanti orali sono in vendita in tutte le farmacie. Rivolgetevi comunque al medico se non siete sicuri su come usarle. Non cercate di reidratare vostro figlio usando succhi di frutta, perché potrebbero far peggiorare la diarrea.
  • Ritornate con gradualità alla dieta normale. Reintroducete con gradualità alimenti in bianco, facili da digerire, ad esempio: pane tostato, riso, banane e patate.
  • Evitate alcuni alimenti. Non date a vostro figlio alimenti che contengono latte o eccessive quantità di zucchero, come il gelato, le bibite o le caramelle. Questi alimenti potrebbero far peggiorare la diarrea.
  • Fatelo riposare il più possibile. La malattia e la disidratazione potrebbero aver indebolito e stancato vostro figlio.
  • Non somministrate l’aspirina ai bambini e agli adolescenti. Questo farmaco può causare la sindrome di Reye, una malattia rara ma potenzialmente letale. Non somministrate farmaci antidiarroici da banco, come l’Imodium®, a meno che siano stati consigliati dal medico. L’organismo del bambino potrebbe avere più difficoltà a eliminare il virus.

Se a essere malato è un neonato lasciatelo a digiuno per 15, 20 minuti dopo l’episodio di vomito o diarrea, poi dategli piccoli sorsi di liquido. Se allattate al seno continuate pure a nutrire vostro figlio normalmente, se invece usate il latte artificiale dategli una piccola quantità di soluzione reidratante orale o del solito latte. Non diluite il latte artificiale.

Prevenzione

Il modo migliore per evitare la diffusione delle infezioni intestinali è seguire alcune semplici precauzioni dettate dal buonsenso:

  • Lavatevi bene le mani e controllate che i vostri figli facciano lo stesso!
  • Se avete dei figli più grandicelli insegnate loro a lavarsi sempre le mani, soprattutto dopo che sono andati in bagno. Per lavarsi, conviene usare acqua tiepida e sapone e strofinare vigorosamente le mani per almeno 20 secondi, ricordandosi di lavarsi anche intorno e sotto alle unghie, nonché le pieghe tra le dita. Poi ci si deve risciacquare bene. Non sempre ci sono acqua e sapone a portata di mano: in questi casi occorre munirsi di salviette o di prodotti igienizzanti specifici.
  • In casa usate oggetti personali distinti per ciascun famigliare. Cercate di non condividere le stoviglie, i bicchieri e i piatti. In bagno, ciascuno dovrebbe usare il proprio asciugamano.
  • Mantenete le distanze. Se possibile, cercate di non avvicinarvi troppo a chi è stato contagiato dal virus.
  • Controllate i locali dell’asilo. In particolare, i fasciatoi dovrebbero trovarsi in una stanza diversa da quella dove vengono preparati o serviti gli alimenti. La stanza dei fasciatoi dovrebbe essere munita di lavandino e di contenitore sanitario in cui gettare i pannolini.

Precauzioni per i turisti

Quando ci si reca in paesi diversi dal proprio ci si può ammalare a causa di alimenti o di acqua contaminati. Per diminuire i rischi, provate a seguire questi consigli:

  • Bevete soltanto acqua frizzante oppure minerale, contenuta comunque in bottiglie ben sigillate.
  • Evitate i cubetti di ghiaccio, perché potrebbero essere fatti di acqua contaminata.
  • Per lavarvi i denti usate l’acqua minerale.
  • Evitate gli alimenti crudi (frutta mondata, verdura cruda e insalate) toccati da altre persone.
  • Evitate la carne e il pesce crudi o non ben cotti.
  • Fatevi vaccinare. Il vaccino contro la gastroenterite causata dal rotavirus è disponibile in diversi paesi (Rotateq® in Italia, per i bambini) e sembra essere efficace per la prevenzione dei sintomi gravi di questa malattia.

Quando chiamare il medico

Se siete un adulto, chiamate il medico in questi casi:

  • Non siete in grado di trattenere i liquidi per 24 ore,
  • Avete vomitato per più di due giorni,
  • Notate la presenza di sangue nel vomito,
  • Siete disidratati. Tra i sintomi della disidratazione troviamo:
    • sete eccessiva,
    • bocca secca,
    • urina di color giallo intenso,
    • minzione scarsa o assente,
    • grave debolezza,
    • vertigini o stordimento.
  • Notate la presenza di sangue nelle feci,
  • Avete più di 40 °C di febbre.

Andate immediatamente dal medico se vostro figlio:

  • Ha più di 39 °C di febbre,
  • Sembra letargico o molto irritabile,
  • Prova molto dolore o fastidio,
  • Ha del sangue nelle urine,
  • Sembra disidratato. È possibile controllare i sintomi della disidratazione nei neonati e nei bambini confrontando la quantità di liquidi assunti e di urine con quella solita.

Se avete un bambino molto piccolo ricordate che è normale che ogni tanto abbia rigurgiti, ma non che vomiti. I neonati vomitano per diversi motivi, e molti di essi richiedono l’intervento di un medico. Andate immediatamente dal medico se il vostro neonato:

  • Sta vomitando da diverse ore,
  • Non sporca il pannolino da più di sei ore,
  • Ha del sangue nelle feci o una diarrea grave,
  • Presenta una depressione nella fontanella, il punto non ossificato sulla parte superiore del capo,
  • Ha la bocca secca o non produce lacrime quando piange,
  • È più assonnato del solito oppure non reagisce normalmente agli stimoli.

Prepararsi alla visita

Se voi o vostro figlio dovete farvi visitare probabilmente vi rivolgerete in primo luogo al medico di famiglia. Se la diagnosi risultasse problematica il medico può consigliarvi una visita da uno specialista di malattie infettive.

Il tempo per le visite spesso è limitato, quindi preparare in anticipo un elenco di domande vi aiuterà a sfruttarlo al meglio. Tra le domande da porre al medico o al pediatra troviamo:

  • Da che cosa sono provocati i sintomi? Ci sono altre cause possibili?
  • Devo fare degli esami particolari?
  • Qual è l’approccio terapeutico migliore? Esistono terapie alternative?
  • Devo assumere dei farmaci? Esiste il corrispondente generico del farmaco che mi sta prescrivendo?
  • Come posso alleviare i sintomi?

Se durante la visita non capite ciò che il dottore sta dicendo, non fatevi problemi a chiedere chiarimenti.

Il medico potrà porvi alcune domande, tra cui:

  • Quando ha iniziato ad avvertire i sintomi?
  • I sintomi sono continui o intermittenti?
  • Di che intensità sono i sintomi?
  • C’è qualcosa in grado di alleviare i sintomi? Se sì, che cosa?
  • C’è qualcosa che fa peggiorare i sintomi? Se sì, che cosa?

Nel frattempo assumete molti liquidi. Mangiate in bianco per ridurre lo stress a carico dell’apparato digerente. Se è vostro figlio ad essere malato seguite lo stesso consiglio: dategli molto da bere e fatelo mangiare in bianco. Se state allattando o usando il latte artificiale, continuate ad alimentare vostro figlio come al solito. Chiedete al pediatra se è opportuno somministrare a vostro figlio una soluzione reidratante orale come il Dicodral® o l’Humana Idravita®.

Traduzioe ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Buongiorno Dottore,
    Ho avuto l’influenza gastrointestinale per 3 giorni(questo è il terzo).
    Più che altro 2 episodi di vomito abbondante (scuro) ed uno di diarrea (ma prima degli episodi di vomito). Ora ho degli assurdi dolori allo stomaco (fissi) con in aggiunta dei crampi ancora più “concentrati”….sarà dovuto allo sforzo durante i conati? Come posso farli passare con metodi naturali? E quanto ci vorrà perché passino? La ringrazio in anticipo!

    1. Anonimo

      Grazie mille per la risposta, è stato molto gentile! Se oggi pomeriggio prendo un’altra camomilla potrebbe aiutarmi? (La prima l’ho presa per colazione alle 8.45…)

  2. elena

    salve dottore,mio figlio di 2 anni ha una diarrea color verde scuro,è iniziata venerdi,oggi è il 3 giorno non ha molta fame e l’unica cosa che mangia sono mele e banane,ieri gli ho fatto mangiare del riso in bianco ma la diarrea non cessa,ha qualche consiglio da darmi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Fermenti lattici e, mi raccomando, lo reidrati con acqua e sali minerali; domani se fossero ancora presenti i sintomi contatti il pediatra.

  3. Salvatore

    Dottore, il pediatra ha riscontrato in mia figlia di 5 anni una gastroenterite, accompagnata da febbre altissima con picchi fino a 41° nella seconda giornata, oggi dopo 8 giorni la febbre e scomparsa del tutto perchè sono 4 giorni che prende l’antibiotico. La diarrea continua a esserci anche se con scarichi meno frequenti. Oggi ho notato vicino alla carta igienica mentre la pulivo un po di sangue è normale o devo iniziarmi a preoccuparmi.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Con frequenti scariche è normale, ma lo segnali comunque al pediatra per conferma.

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