Gastrite: sintomi, cause, dieta e cura

Ultimo Aggiornamento: 1522 giorni

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Introduzione

La parola gastrite viene usata per descrivere un gruppo di disturbi che hanno una caratteristica in comune: l’infiammazione della mucosa gastrica. L’infiammazione spesso è il risultato dell’infezione causata dal batterio responsabile della maggior parte delle ulcere gastriche (Helycobacter Pilori), tuttavia anche altri fattori come i traumi, l’uso regolare di certi antinfiammatori o l’assunzione di alcool in elevate quantità, possono scatenare la gastrite.

Il disturbo può apparire all’improvviso (gastrite acuta) oppure può protrarsi nel tempo (gastrite cronica), in alcuni può trasformarsi in ulcera gastrica ed aumentare il rischio di tumore allo stomaco. Nella maggior parte delle persone, tuttavia, il disturbo non è grave e migliora velocemente se ci si sottopone a cure adeguate.

Cause

La gastrite di solito si sviluppa quando la mucosa protettiva dello stomaco si indebolisce o viene danneggiata: le pareti dello stomaco normalmente sono protette da una mucosa, che fa da barriera contro gli acidi responsabili della digestione. Se questa barriera si indebolisce i succhi digestivi riescono a danneggiare e infiammare le pareti dello stomaco.

I fattori che possono contribuire alla gastrite o scatenarla direttamente sono diversi, tra di essi ricordiamo:

  • Infezione batterica. I pazienti che soffrono di infezione da Helicobacter pylori possono essere affetti anche da gastrite, nella maggior parte dei casi cronica. Si stima che metà della popolazione mondiale sia stata infettata da questo batterio, in grado di trasmettersi da persona a persona. La maggior parte delle persone infette non soffre tuttavia di complicazioni dell’infezione, ma in alcune di esse l’Helicobacter pylori può lacerare la mucosa interna dello stomaco modificando così le pareti gastriche. Non si sa con esattezza perché solo alcune persone soffrano delle complicazioni dell’infezione da Helicobacter pylori, ma i medici ritengono che la vulnerabilità al batterio possa essere ereditaria oppure sia provocata dallo stile di vita errato, ad esempio dal fumo e dagli alti livelli di stress.
  • Uso abituale degli analgesici ed antinfiammatori. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’aspirina, l’ibuprofene (Moment®, Antalgil®, …) e il naprossene (Aleve®, Momendol®, …), possono provocare sia la gastrite acuta sia la gastrite cronica. Se questi farmaci vengono usati regolarmente o a dosaggi troppo elevati possono ridurre la quantità di una sostanza fondamentale che aiuta a proteggere la mucosa interna dello stomaco. I problemi di stomaco si presentano con minore probabilità se assumete i FANS sporadicamente.
  • Abuso di alcool. L’alcool è in grado di irritare e corrodere la mucosa gastrica, rendendo lo stomaco più vulnerabile ai succhi digestivi. L’abuso di alcool ha un’elevata probabilità di provocare la gastrite acuta.
  • Stress. Le situazioni di grave stress fisico, dovuti ad esempio a interventi chirurgici importanti, a traumi fisici, a ustioni o a infezioni gravi, possono provocare la gastrite acuta.
  • Reflusso biliare. La bile, la sostanza fluida che contribuisce alla digestione dei grassi, è prodotta dal fegato e conservata all’interno della cistifellea. Quando viene rilasciata  si dirige verso l’intestino tenue, attraversando una serie di minuscoli condotti. In condizioni normali un anello muscolare (lo sfintere pilorico, che fa parte della valvola pilorica) impedisce alla bile di risalire verso lo stomaco; tuttavia, se la valvola non funziona o è stata asportata durante un intervento chirurgico, la bile può refluire nello stomaco, causando l’infiammazione e la gastrite cronica.
  • Reazione immunitaria contro le cellule dello stomaco. Questa malattia rara, detta gastrite autoimmune, si verifica quando l’organismo attacca le cellule che formano le pareti dello stomaco scatenando una reazione immunitaria in grado di logorare la mucosa gastrica. La gastrite autoimmune si verifica con maggior frequenza nei pazienti affetti da altre patologie autoimmuni, ad esempio la tiroidite di Hashimoto, il morbo di Addison e il diabete di tipo 1. La gastrite autoimmune può anche essere collegata alla carenza di vitamina B-12.
  • Altri disturbi e patologie. La gastrite può essere collegata ad alter patologie, tra cui ricordiamo: l’HIV/AIDS, il morbo di Crohn, le infezioni da parassiti, alcune patologie a carico dei tessuti connettivi e l’insufficienza epatica o renale.

Fattori di rischio

Tra i fattori che potrebbero rendervi maggiormente soggetti alla gastrite ricordiamo:

  • Infezione da H. pylori. Il fattore di rischio più importante per la gastrite è l’infezione da H. pylori. Si pensa che quest’infezione colpisca metà della popolazione mondiale, ma è più frequente nei paesi in via di sviluppo. La maggior parte delle persone colpite da infezione da H. pylori non manifesta alcun sintomo.
  • Uso abituale di aspirina o di altri FANS. Se assumete regolarmente l’aspirina per prevenire gli attacchi cardiaci o l’infarto, avete maggiori probabilità di iniziare a soffrire di gastrite. Lo stesso discorso vale se assumete regolarmente i farmaci antinfiammatori per l’artrite o per un’altra malattia cronica. L’uso protratto dell’aspirina e degli altri FANS può causare irritazione e sanguinamento gastrico.
  • Età. Gli anziani sono maggiormente a rischio per la gastrite, perché la mucosa gastrica tende ad assottigliarsi con l’età. Inoltre gli anziani sono maggiormente soggetti a infezioni da H. pylori o a malattie autoimmuni rispetto alle persone più giovani.

Sintomi

Tra i segni e i sintomi della gastrite ricordiamo:

  • Dolore sordo o bruciore (bruciore di stomaco) nella parte superiore dell’addome: può migliorare oppure peggiorare dopo i pasti.
  • Nausea.
  • Vomito.
  • Diminuzione dell’appetito.
  • Eruttazione o gonfiore.
  • Senso di stomaco pieno dopo i pasti.
  • Dimagrimento.

La gastrite acuta compare all’improvviso e provoca con maggiori probabilità la nausea, il bruciore o il fastidio allo stomaco.

La gastrite cronica, invece, si sviluppa gradualmente e ha maggiori probabilità di provocare un mal di stomaco sordo, la sensazione di stomaco pieno o la perdita di appetito dopo aver mangiato anche solo pochi bocconi. In molti pazienti, però, la gastrite cronica non causa alcun sintomo fisico.

In alcuni casi evolversi in sanguinamento gastrico, ma raramente questo sintomo è grave; vi ricordiamo però che il sanguinamento gastrico, che comporta la presenza di sangue nel vomito oppure la produzione di feci nere e catramose, richiede cure mediche immediate.

Quando chiamare il medico

Più o meno tutti abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita un attacco di mal di stomaco o di bruciore di stomaco. La maggior parte dei casi è di breve durata e non richiede alcuna cura medica, ma se i sintomi della gastrite si manifestano regolarmente per una settimana o più andate dal medico. Ricordatevi di dire al medico se i problemi iniziano dopo aver assunto determinati farmaci (acquistati con o senza ricetta), in particolare l’aspirina o altri analgesici.

Se vomitate sangue o vedete che c’è del sangue nelle feci andate immediatamente dal medico per capire qual è la causa del vostro disturbo.

Pericoli

Se non viene curata la gastrite può trasformarsi in ulcera ed in sanguinamento gastrico. Alcune forme di gastrite cronica possono aumentare la probabilità di soffrire di tumore allo stomaco, soprattutto se l’assottigliamento della mucosa gastrica e le modifiche delle cellule della mucosa sono molto estesi.

Se dopo la terapia i sintomi non sono migliorati, consultate il medico.

Diagnosi

Se pensate di soffrire di gastrite il primo medico che vi visiterà probabilmente sarà il vostro medico di famiglia o un medico generico, tuttavia, in alcuni casi già quando fisserete la visita potreste essere indirizzati verso un medico specializzato nella cura dei disturbi dell’apparato digerente (gastroenterologo).

Le visite possono essere brevi e spesso gli argomenti da affrontare sono molti, quindi vi consigliamo di prepararvi in anticipo per la visita. Ecco alcune informazioni che vi aiuteranno a prepararvi e vi daranno un’idea delle domande che il medico potrà rivolgervi.

Che cosa fare

Ricordatevi di seguire tutti i consigli per la preparazione della visita. Quando prendete l’appuntamento ricordate di chiedere se dovete fare qualcosa di particolare prima della visita, ad esempio seguire una dieta speciale.

  1. Scrivete tutti i sintomi di cui soffrite, inclusi quelli che apparentemente non hanno nulla a che vedere con il motivo della visita.
  2. Scrivete tutte le informazioni personali più importanti, come ad esempio i motivi di stress principali o i cambiamenti recenti nella vostra vita.
  3. Fate un elenco di tutti i farmaci e di tutti gli integratori e farmaci erboristici che state assumendo e presentatelo al medico.
  4. Fatevi accompagnare da un famigliare o da un amico, se possibile. Spesso può essere difficile ricordare tutte le informazioni che vi vengono date durante la visita. Chi vi accompagna potrà ricordare qualcosa a cui voi non avete fatto caso o che avete dimenticato.
  5. Preparate un elenco di domande da porre al medico.

Il tempo della visita è limitato, quindi è buona norma prepararsi in anticipo. Prima della visita, preparate un elenco di sintomi, uno di farmaci che state assumendo (compresi gli integratori alimentari o vitaminici) e uno di domande.

Che cosa farà il medico

Probabilmente il medico vi porrà molte domande. Rispondere potrà occupare il tempo che avevate pensato di dedicare a punti per voi più importanti. Il medico potrà chiedervi:

  • Quali sintomi ha?
  • I suoi sintomi sono gravi oppure no? Ad esempio, descriverebbe il suo mal di stomaco come un “fastidio leggero” o come un “bruciore”?
  • I sintomi sono continui o si presentano di tanto in tanto?
  • C’è qualcosa che sembra peggiorare i suoi sintomi? Ad esempio, il dolore peggiora dopo aver assunto determinati alimenti?
  • C’è qualcosa che sembra alleviare i suoi sintomi? Ad esempio, il dolore diminuisce dopo aver assunto determinati alimenti oppure farmaci antiacidi o farmaci da banco?
  • Di recente è dimagrito?
  • Con che frequenza fa uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’aspirina, l’ibuprofene o il naprossene?
  • Con che frequenza beve alcoolici?
  • Come giudica il suo livello di stress?
  • Ha mai notato se le feci sono nere o se contengono sangue?
  • Ha mai sofferto di ulcera in passato?

Che cosa fare prima della visita

In attesa della visita, evitate gli alcolici e tutti gli alimenti che sembrano irritare lo stomaco, ad esempio quelli speziati, acidi, fritti o grassi. Prima di interrompere l’assunzione di farmaci abituali, chiedete consiglio al vostro medico.

Esami e diagnosi

Il medico probabilmente arriverà alla diagnosi di gastrite dopo avervi chiesto informazioni sulle vostre malattie precedenti e dopo avervi visitato accuratamente, però in alcuni casi dovrete sottoporvi a particolari esami per capire qual è la causa del vostro disturbo. Tra i possibili esami ricordiamo:

  • Esami del sangue. Il medico probabilmente vi prescriverà delle analisi del sangue, mirate a scoprire la presenza degli anticorpi per l’H. pylori. Se l’esame ha risultato positivo significa che siete entrati in contatto con il batterio durante la vostra vita, ma questo non vuol dire necessariamente che c’è un’infezione in corso. Gli esami del sangue possono anche evidenziare l’anemia, che può essere provocata dal sanguinamento gastrico collegato alla gastrite.
  • Test del respiro. Questo semplice esame può contribuire a capire se è in corso un’infezione da H. pylori.
  • Esame delle feci. Questo esame mira a evidenziare la presenza dell’H. pylori in un campione delle vostre feci. Un test positivo è indice di infezione in corso. Il medico può anche controllare se è presente del sangue nelle feci, un sintomo del sanguinamento gastrico che può essere collegato alla gastrite.
  • Gastroscopia. Questa tecnica permette al medico di verificare se ci sono anomalie nel tratto gastrointestinale superiore non rilevabili con una radiografia. Durante l’esame, il medico inserisce un tubicino sottile e flessibile con una fonte di luce a un’estremità (endoscopio) nella vostra bocca: il tubicino viene fatto scendere verso l’esofago, lo stomaco e il tratto iniziale dell’intestino tenue. Prima di inghiottire l’endoscopio, la gola di solito viene anestetizzata e vi vengono somministrati particolari farmaci con effetto calmante. Se una parte del tessuto gastrointestinale ha un aspetto anomalo, il medico può rimuoverne un piccolo campione (biopsia) usando gli strumenti inseriti all’interno dell’endoscopio. Il campione, poi, viene inviato in laboratorio dove sarà analizzato da un patologo. L’endoscopia di solito dura 20, 30 minuti, ma normalmente non sarete dimessi finché l’effetto dei farmaci non sarà cessato (di solito dopo una o due ore). I rischi di questo intervento sono molto rari: tra di essi ricordiamo il sanguinamento gastrico e la perforazione delle pareti dello stomaco. La complicazione più frequente è un leggero mal di gola dovuto al fatto di aver ingoiato l’endoscopio.
  • Radiografia del tratto gastrointestinale superiore. La radiografia dello stomaco e dell’intestino tenue viene effettuata per scoprire i segni della gastrite e di altri problemi dell’apparato digerente. Di solito viene eseguita dopo che avete assunto un liquido (bario) che va a rivestire le mucose interne dell’apparato digerente, facendole risaltare meglio sulla pellicola radiografica.

Cura e terapia

La cura della gastrite dipende dal fattore scatenante specifico. La gastrite acuta, provocata dai FANS o dall’alcool, può essere alleviata evitando di usare le sostanze incriminate. La gastrite cronica causata dall’infezione da H. pylori viene curata eliminando il batterio. La maggior parte dei programmi terapeutici comprende farmaci che curano l’acidità di stomaco, in modo da diminuire la gravità dei sintomi e incoraggiare il processo di guarigione all’interno dello stomaco.

Cura dell’acidità di stomaco

Gli acidi gastrici irritano i tessuti infiammati dello stomaco, provocando dolore e peggiorando l’infiammazione. Proprio per questo le terapie per la maggior parte dei casi di gastrite comprendono farmaci che riducono o neutralizzano l’acidità di stomaco. Tra di essi ricordiamo:

  • Antiacidi. Gli antiacidi disponibili in farmacia senza ricetta medica (Maalox®, Anacidol®, ecc), in forma liquida o in compresse, rappresentano una terapia frequente per i casi di gastrite lieve. Gli antiacidi neutralizzano gli acidi gastrici e sono in grado di diminuire velocemente il dolore.
  • Farmaci antiulcera (o antistaminici anti-H2). Se gli antiacidi non sono abbastanza efficaci, il medico può consigliarvi di assumere un farmaco antiulcera, come la cimetidina (Tagamet®), la ranitidina (Zantac®, Ranidil®), la nizatidina o la famotidina che aiutano a ridurre la quantità di acidi prodotta dallo stomaco.
  • Farmaci inibitori della pompa degli acidi. I cosiddetti inibitori della pompa protonica riducono l’acidità bloccando l’azione delle minuscole pompe all’interno delle cellule dello stomaco che secernono i succhi acidi. Tra i farmaci di questa categoria ricordiamo: l’omeprazolo (Omeprazen®, Mepral®, …), il lansoprazolo (Lansox®, Limpidex®, …), il rabeprazolo (Pariet®) e l’esomeprazolo (Nexium®, Esopral®, …).

Cura dell’infezione da H. pylori

I medici seguono diversi programmi terapeutici per curare l’infezione da H. pylori. La maggior parte di essi usa una combinazione di due antibiotici e di un inibitore della pompa protonica. In alcuni casi viene aggiunto anche del bismuto. Gli antibiotici distruggono il batterio, mentre l’inibitore della pompa protonica allevia il dolore e la nausea, cura l’infiammazione e può aumentare l’efficacia degli antibiotici.

Per accertarsi che l’H. pylori sia stato eliminato completamente, il medico può sottoporvi di nuovo a esami alla fine della terapia.

(Per approfondire leggi l’articolo dedicato: Helycobacter Pilori)

Stile di vita e rimedi fai da te

I problemi digestivi possono verificarsi per diverse ragioni, comprese alcuni fattori legati allo stile di vita, che siete in grado di controllare in prima persona. In generale, per mantenere l’apparato digerente in buone condizioni i medici consigliano di:

  • Seguire una dieta corretta. Il modo in cui si mangia è altrettanto importante degli alimenti che si assumono. Moderate le porzioni, mangiate a orari regolari e cercate di rilassarvi durante i pasti.
  • Mantenere il peso forma. I problemi digestivi possono verificarsi indipendentemente dal peso. Però il bruciore di stomaco, il gonfiore e la costipazione tendono a colpire con maggior frequenza le persone sovrappeso. Mantenere il peso forma spesso può contribuire alla prevenzione o alla scomparsa di questi sintomi.
  • Fare molto esercizio fisico. L’attività aerobica che migliora la respirazione e il battito cardiaco stimola anche l’attività dei muscoli intestinali, aiutandovi a eliminare le scorie dall’intestino più velocemente. Vi consigliamo di puntare a svolgere almeno 30 minuti di attività aerobica al giorno, in quasi tutti i giorni della settimana. Prima di iniziare, vi consigliamo di consultare il vostro medico.
  • Tenere sotto controllo lo stress. Lo stress fa aumentare il rischio di attacchi cardiaci e infarto, deprime il sistema immunitario e può scatenare o aggravare i problemi alla pelle. Per quanto riguarda l’apparato digerente, aumenta la produzione di acidi gastrici e rallenta la digestione. Lo stress, per la maggior parte delle persone, è inevitabile, quindi il segreto è imparare a gestirlo con efficacia: il compito risulta più facile se si segue una dieta nutriente, se si dorme a sufficienza, se si fa esercizio fisico regolare e si cercano dei modi sani per rilassarsi. Se rilassarvi rappresenta un problema, prendete in considerazione l’idea di un corso di meditazione, di yoga o di tai chi. Queste discipline possono aiutarvi a concentrarvi, a diminuire l’ansia e a ridurre la tensione fisica. Inoltre, il massaggio terapeutico è in grado di sciogliere i muscoli contratti e di calmare i nervi esauriti.

Dieta

Fate attenzione all’alimentazione. Se gli episodi di gastrite o acidità di stomaco sono frequenti, fate pasti più leggeri e più frequenti: in questo modo riuscirete a diminuire gli effetti dell’acidità di stomaco. Inoltre cercate di evitare nella dieta tutti quegli alimenti che vi sembrano irritanti, soprattutto quelli speziati, acidi, fritti o grassi. Se seguirete questi consigli riuscirete ad alleviare i sintomi, ma non sarete comunque in grado di prevenire la gastrite.

(Per approfondire Dieta e Gastrite)

Prevenzione

L’infezione da H. pylori in alcuni casi è inevitabile, ma questi suggerimenti vi aiuteranno a diminuire le probabilità di essere colpiti dalla gastrite:

  • Limitate l’uso di alcool o evitatelo completamente. L’abuso di alcool è in grado di irritare e corrodere la mucosa gastrica, provocando infiammazione e sanguinamento.
  • Non fumate. Il fumo interferisce con l’azione della mucosa protettiva dello stomaco, rendendo lo stomaco maggiormente soggetto alla gastrite e all’ulcera. Il fumo, inoltre, aumenta l’acidità di stomaco, rallenta il processo di guarigione ed è uno dei principali fattori di rischio per il tumore allo stomaco. Nonostante tutto, smettere di fumare non è facile, soprattutto se avete fumato per anni. Chiedete consiglio al medico sui metodi che potranno aiutarvi a smettere.
  • Cambiate analgesici. Se possible, evitate i FANS, cioè l’aspirina, l’ibuprofene e il naprossene. Questi farmaci possono provocare l’infiammazione dello stomaco o far peggiorare l’irritazione esistente. In alternativa, potrete usare gli analgesici a base di paracetamolo (Tachipirina®).
  • Seguite i consigli del vostro medico. Il medico può consigliarvi di assumere un antiacido da banco o un farmaco antiulcera per prevenire la gastrite ricorrente.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. lino

    le volevo ricordare che soffro di asma bronchiale e faccio uso di Aliflus.nn fumo da 8 anni.inoltre ho come un gonfiore allo stomaco e pancia e avverto come se i muchi salgono dallo stomaco con continuo schiarire della gola per sentirmi piu libero.sono anche in cura da circa una settimana con esomeprazolo ,doc.per acidita notturne.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Rimango dell’idea che sia reflusso (e mi sembra anche il medico, data la prescrizione di esomeprazolo), ma la presenza di sangue va segnalata se ancora non l’avesse fatto.

  2. lino

    nn sono sicuro che sia sangue perche e scuro. potrebbe anche essere un problema dentale hko se si dorme con la bocca semiaperta? il medico presuppone sia causa dei denti..inoltre mi accorgo che dopo un lieve sforzo avverto gonfiore e pesantezza nella parte dello stomaco questo puo essere causato dal reflusso e ansia .grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è assolutamente possibile che sia un problema in bocca.

  3. lino

    salve dottore,chiedo ancora un suo parere,dato che soffro di asma bronchiale ho spesso abbassamento di voce e fatica e fiato corto anche solo a parlare ,secondo lei puo essere legato a l asma bronchiale?grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente sì, almeno il fiato corto, mentre l’abbassamento di voce è probabilmente da indagare a parte.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In alcuni casi è il reflusso gastroesofageo la causa di questi problemi di voce.

  4. lino

    il reflusso pu essere anche senza causare sintomi come risalita di acidi ?

  5. lino

    scusi ancora ,ma riguardo il fatto che quando parlo nn c e la faccio come se qualcosa blocchi l entrata dell aria e sento opprimere il petto ..da cosa puo dipendere?

  6. Stefano

    Salve dottore, è qualche giorno che ho senso di vomito, diarrea ( assai maleodorante sembra gas) non riesco a mangiare nulla, gonfiore addome, acidità, sbadiglio continuo! Devo pensare che sia GASTRITE! non so se andare in farmacia a prendere un anti acido o mi reco subito dal medico?
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra una leggera gastroenterite; sentirei il medico, avrà la certezza di una diagnosi più accurata.

  7. CRISTINA

    Dottore mi hanno diagnosticato una gastrite autoimmune.
    ci sono possibilita’ di guarire? non ho dolori… forse mangio meno…sento meno la fame….

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non definitivamente, ma è possibile che si alterneranno periodi migliori ad altri meno buoni.

  8. Silvia

    Buongiorno ho molto spesso mal di stomaco può essere gastrite o ulcera ho fatto uso di molti anti infiammatori e soffro di mal di testa cronico in attesa di una sua risposta grazie e buongiorno.

  9. Anna

    Scusi dottore, volevo semplicemente farle alcune domande: la gastrite può dare forte dolore e bruciore allo stomaco, senso di pienezza e fitto corto appena mangiato anche poco? Il dottore, per il momento, mi ha dato da prendere lucen 40 prima di andare a dormire perché i dolori aumentano notevolmente nella parte alta dell’addome, di notte e quando mi giro nel letto. Volevo sapere dopo quanto tempo dovrebbe fare effetto il farmaco?
    Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, gastrite e reflusso possono spiegare questi sintomi; farmaci come Lucen non si valutano prima di 15-20 giorni.

  10. Valentina 70

    Buonasera dottore ho fatto una cura di muscoril e bentelan in iniezione per una sciatalgia. Finite le iniezioni ho iniziato a sentire un caldo nella parte alta dello stomaco con bruciore alla gola. E’ circa una settimana che avverto questi disturbo. Se mangio qualcosa di secco mi scompare dopo un po torna.
    Potrebbe essere una causa di questi farmaci ? Quanto può durare? Sono preoccupata di avere un tumore allo stomaco.non ho mai avuto bruciori. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra reflusso e può essere causato dal cortisone; nulla a che vedere con un tumore, ma lo segnali al medico per risolvere.

    2. Valentina 70

      La ringrazio infinitamente…sono una persona molto ansiosa. Troppo gentile buonanotte

  11. Roberta

    Salve dottore! Ho sofferto per circa due giorni , notte compresa, di forti dolori allo stomaco. Ho compreso che fosse gastrite poichè il dolore passava dopo aver mangiato. Ho assunto il gaviscon per 3 giorni e pian piano il problema è passato. Dopo alcuni giorni però ho avuto dolori alla pancia, con conseguente diarrea, è stato un fenomeno isolato.

  12. Roberta

    Dopo una decina di giorni si è ripresentato nuovamente un dolore addominale notturno , era diarrea , è stato anche questo un solo fenomeno. Ora però mi sto lievemente preoccupando di avere qualche problema gastrointestinale perchè ho notato la presenza di muco nelle feci. Che mi consiglia di fare? Grazie mille in anticipo

    1. Roberta

      Ho 23 anni, non soffro d’ansia e non e non sto attraversando un periodo stressante.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ad oggi l’unico sintomo è muco nelle feci o sente ancora dolore?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Indica solo una leggere infiammazione intestinale, se andrà a risolversi da solo non è un problema.

  13. Stella

    È possibile che quando ingerisco lucen 40, aumenti il mal di stomaco? Grazie della eventuale risposta che mi vorrà dare.

  14. Stella

    No, io volevo dire se magari questo fosse indice della presenza di qualcosa molto più serio di una semplice gastrite perché molto spesso, soprattutto alla notte, ho dei dolori piuttosto forti allo stomaco e bruciori. Scusi, ma inizio ad essere un po’ preoccupata. Mercoledì farò un’ecografia completa all’addome…speriamo bene!!!

  15. Gioia

    Quando nella gastroscopia sta scritto: esofago regolare con giunzione squamo – colonnare (linea Z) a circa 37 cm dall’arcata dentale, che significa? Forse che la mucosa si sta trasformando in qualcosa di brutto? No, perché io ho dei dolori fortissimi allo stomaco, soprattutto di notte, ma a volte anche di giorno e sono molto, molto preoccupata. Grazie se vorrà rispondermi.

  16. Anonimo

    Dopo una visita fatta tramite sonda nasale dall’otorino 7 giorni fa perché avevo dolore allo sterno, mi è stato diagnosticato reflusso e di conseguenza trattamento con pantorc 40 mg al mattino e magaldrato 800 dopo pranzo e cena. I dolori allo sterno sono passati, ma contemporaneamente è comparso un dolore sordo tra le scapole che non accenna a diminuire. E’ grave? Cosa dovrei fare? L’otorino mi ha detto di volermi rivedere il 15 Ottobre. Ho 22 anni e sono piuttosto ipocondriaco.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Troppo presto per qualsiasi giudizio, vedrà che entro 2-3 settimane andrà decisamente meglio.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente è legato ad un po’ di reflusso, ma senta anche il parere del medico.

  17. Laura

    Mi sono svegliata alle 5 con un fastidioso bruciore credo alla bocca dello stomaco, ora è migliorato, ma sento come se avessi qualcosa incastrato in quel punto. Non ho avuto problemi a fare colazione (a parte gorgoglii di stomaco appena dopo aver mangiato), ma prima stando sdraiata a pancia in su o in giù sentivo delle fitte/contrazioni fastidiose all’altezza dello sterno e di tanto in tanto sento come se il blocco si stappasse e sale un po’ di aria. E’ possibile che sia gastrite o può essere semplicemente un po’ di acidità dovuta a qualcosa che ho mangiato? In farmacia mi hanno dato delle compresse di maalox.

  18. Laura

    Mi è venuto un dubbio: l’acidità di stomaco può influire sull’assorbimento della pillola anticoncezionale?

  19. Anonimo

    Salve Dott. Cimurro
    Sono stata dal medico curante, ho spiegato i sintomi che accuso, ipotizzando reflusso/esofagite da oltre 1 mese (difficoltà di digestione, anche cose leggere, fitte continue alla schiena, sottoscapola sinistra e lombare e zona addominale sotto le costole, lingua bianca e bocca amara..ho anche tanto gas e gorgoglii vari, specie al mattino e alla sera) e lui me l’ha confermata, semplicemente toccandomi la pancia, ma non ha ipotizzato qualcosa di intestinale. Devo continuare Lucen+Gaviscon che prendo da più di 1 mese, e mi ha prescritto ecografia addominale (esito negativo per patologie a organi ) esame feci H.pylori (esito negativo), è possibile che la gastrite/relusso provochi anche disturbi all’intestino e dolori alla schiena?
    Perché è da qualche tempo che le feci hanno residui di cibo (deduco non digerito) ben visibili mentre dovrebbero avere la consistenza di una banana matura (sbaglio?) il che potrebbe essere un colon irritabile visti anche i dolori in corrispondenza della fessura splenica (come aghi). Soffro da anni di stitichezza e ultimamente prima anche dell’esordire dei sintomi avevo seri problemi a evacuare…
    Ho letto che andrebbero introdotte molte fibre per il colon ma non tanto per il reflusso (non ho bruciore solo muco, salivazione, bolo e sensazione di pienezza dopo i pasti e a stomaco vuoto).
    Come posso fare ormai è parecchio tempo e non ne esco più!..Le sto provando tutte
    Grazie mille, saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È vero che grandi quantità di fibra potrebbero dare fastidio allo stomaco, ma suddividendole nell’arco della giornata ritengo che nel suo caso i benefici supererebbero le controindicazioni; indispensabile bere molto.

      Non sono così convinto dell’ipotesi colon irritabile, mentre è sicuramente da risolvere il problema stitichezza che potrebbe essere la causa dei dolori più “bassi”.

    2. Anonimo

      grazie Dottore,
      il problema è che proprio in questo momento avverto gorgoglii che sembrano provenire però dalla parte alta dell’intestino (fessura splenica) … ed è vero che il colon irritabile produce feci poco compatte e con evidenti pezzi di cibo non digerito. Vero è che ho problemi gastrici la digestione è lenta e il risultato dovrebbe essere lo stesso. Sono in un periodo di forte stress e sono già di mio un soggetto ansioso… spero di uscirne … è da mesi ormai che lotto contro questa cosa, che non so ancora come si chiama! e tutto è cominciato con un dolore fortissimo alla schiena, diffuso al mattino da non riuscire a mettermi in piedi… Attualmente dopo aver modificato alcuni orari la stitichezza è migliorata e sono piuttosto regolare..
      La ringrazio per il riscontro, temo dovrò rivolgermi a un gastroenterologo, cosa che ho sempre evitato finora..

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, lo specialista è l’unica figura in grado di mettere ordine tra questi sintomi. Mi tenga al corrente.

      PS: Le confermo che se le feci non fossero compatte/formate rivaluterei anch’io l’ipotesi di colon irritabile, soprattutto alla luce di un carattere ansioso.

  20. Laura

    Salve, sono di nuovo io. La sospetta gastrite sembra passata, oggi però quando sono andata in bagno le feci erano di colore rossiccio (specifico che sono stitica e che mi capita spesso di avere qualche macchia di sangue per via delle emorroidi). E’ la prima volta che mi capitano di questo colore, può essere semplicemente un po’ di emorragia dovuta alla stitichezza o devo preoccuparmi? Ora a distanza di mezz’ora ho ancora bruciore nella zona perianale, ma con la stitichezza mi capita spesso.

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