Introduzione

Quando le pustole rosse e pruriginose della varicella scompaiono e si ritorna alla normalità, la battaglia contro il virus che provoca il disturbo sembra vinta. In realtà per molti (anzi troppi) di noi la vittoria del sistema immunitario sul virus non è definitiva, il virus infatti non viene distrutto ma rimane latente nelle nostre cellule nervose, pronto a colpire di nuovo in un secondo momento. La seconda eruzione del virus della varicella provoca una malattia chiamata fuoco di Sant’Antonio o herpes zoster.

Fuoco di S. Antonio (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Herpes_zoster_chest.png)

Fuoco di S. Antonio (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Herpes_zoster_chest.png)

“Andavo all’università ed era un periodo di esami: all’improvviso fui colpito da un’eruzione cutanea, una specie di striscia verso il fianco, all’altezza del petto. Le pustole facevano davvero male. All’inizio pensai di avere la varicella, ma l’avevo già avuta anni e anni prima” ricorda un ragazzo che è stata colpito dal fuoco di Sant’Antonio quando aveva circa vent’anni.

Il ricordo della ragazzo era esatto. Aveva veramente avuto la varicella, quand’era bambino. Non si può soffrire di fuoco di Sant’Antonio se non si è già venuti a contatto con il virus della varicella e la maggior parte delle persone che si ammalano di varicella presenta un maggior rischio per quanto riguarda le manifestazioni dolorose da herpes zoster. Il ragazzo soffriva di un’eruzione cutanea a cintura sul fianco e del dolore tipico di questo frequente disturbo neurologico, tuttavia la sua età era piuttosto inconsueta.

Anche i giovani possono essere colpiti dal fuoco di Sant’Antonio, però questo disturbo compare con maggior frequenza dopo i 40 anni. E’ comunque una malattia molto comune che colpisce circa un quarto della popolazione degli Stati Uniti almeno una volta nella vita, quindi i casi nei giovani non sono affatto rari.

L’incidenza come detto aumenta con l’età: il fuoco di Sant’Antonio è 10 volte più probabile negli adulti di età superiore ai 60 anni che nei bambini di età inferiore ai 10 anni. Le persone con problemi a carico del sistema immunitario derivanti dall’uso di farmaci immunosoppressori come il prednisone, da malattie gravi come i tumori o da infezione da HIV sono particolarmente a rischio di contrarre la patologia. Questi pazienti possono anche soffrire di ricadute e in alcuni di essi il fuoco di Sant’Antonio non scompare mai definitivamente, anche se la maggior parte delle persone che si ammalano “rinnova” l’immunità al virus responsabile e per alcuni decenni dopo l’episodio non si ammala più.

I bambini le cui madri hanno avuto la varicella nelle ultime settimane di gravidanza (dai 5 ai 21 giorni prima del parto) o che hanno avuto la varicella durante la prima infanzia, sono maggiormente a rischio di contrarre il fuoco di Sant’Antonio in età pediatrica. A volte questi bambini nascono già ammalati di varicella oppure si ammalano di una forma tipica della malattia dopo alcuni giorni dalla nascita.

Foto

Herpes Zoster (http://es.wikipedia.org/wiki/Archivo:DGK_Guertelrose.jpg)

Herpes Zoster (http://es.wikipedia.org/wiki/Archivo:DGK_Guertelrose.jpg)

Fuoco di S. Antonio sul collo (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Herpes_zoster_neck.png)

Fuoco di S. Antonio sul collo (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Herpes_zoster_neck.png)

Cause

Gli scienziati chiamano il virus che provoca la varicella e il fuoco di Sant’Antonio virus varicella-zoster o VZV. La parola varicella deriva dal latino variola, vaiolo: il vaiolo è un’altra malattia infettiva che può assomigliare alla varicella, malattia estremamente contagiosa che spesso provoca la morte del paziente (ha sfigurato o ucciso milioni di persone, soprattutto durante il Medioevo.) Zoster è la parola greca che significa cintura o fascia: normalmente il fuoco di Sant’Antonio provoca la comparsa di una fascia di pustole o lesioni, all’altezza della vita e su un solo fianco.

Il VZV fa parte di un gruppo di virus detti herpesvirus: a questo gruppo appartengono il virus chiamato herpes simplex che provoca la febbre sulle labbra, la mononucleosi e l’herpes genitale (una malattia sessualmente trasmessa) e il virus di Epstein-Barr connesso alla mononucleosi infettiva. Come il VZV, anche gli altri herpesvirus possono annidarsi nel sistema nervoso dopo una prima infezione e poi diffondersi attraverso i tessuti delle cellule nervose per provocare una seconda infezione: l’esempio più frequente sono gli episodi ripetuti di febbre sulle labbra.

Già nel 1909 i ricercatori iniziarono a sospettare che la varicella e il fuoco di Sant’Antonio fossero causati dallo stesso virus, negli anni Venti e Trenta questa tesi fu rafforzata da un esperimento in cui veniva iniettato ai bambini il liquido contenuto nelle lesioni del fuoco di Sant’Antonio. Nel giro di due settimane la metà circa dei bambini si era ammalata di varicella. Infine, nel 1958, analisi approfondite dei virus prelevati da pazienti affetti da varicella o da fuoco di Sant’Antonio confermarono che si trattava dello stesso virus.

Di fatto tutti gli adulti che hanno contratto la varicella, anche in forma talmente lieve da passare inosservata, potrebbero essere colpiti dal fuoco di Sant’Antonio

Nel primo contatto con il VZV (varicella) alcune particelle del virus passano dal sangue agli agglomerati di cellule nervose (neuroni) detti gangli sensoriali, dove rimangono anche per molti anni in forma inattiva (latente). I gangli sensoriali, che si trovano vicino al midollo spinale e al cervello, forniscono informazioni sensoriali al cervello: comunicano le sensazioni di caldo, freddo, contatto e dolore provenienti dall’organismo.

Quando il virus VZV si riattiva, si diffonde attraverso le fibre di prolungamento nervoso (gli assoni) che partono dal corpo cellulare dei neuroni e raggiungono la pelle. Il virus si moltiplica e compare l’eruzione cutanea come sintomo caratteristico: ora la persona può dirsi colpita dall’herpes zoster o fuoco di Sant’Antonio, in questo caso il sistema nervoso è coinvolto in maniera più radicale rispetto a quanto avviene con l’attacco della varicella e i sintomi di solito sono più complicati e gravi.

Sintomi

Il primo sintomo del fuoco di Sant’Antonio normalmente è il bruciore, il formicolio o il prurito, di solito localizzato in una zona ben precisa, solo su un fianco. Dopo alcuni giorni, od al massimo una settimana, in quella stessa zona compare un eritema con pustole piene di liquido, simili a quelle della varicella. Le ricerche recenti hanno dimostrato che i casi di fuoco di Sant’Antonio più lievi, con solo poche lesioni o nessuna, sono più frequenti di quanto si pensasse. Questi episodi di solito non vengono diagnosticati. Se non sono presenti lesioni si parla di zoster sine herpete.

Il dolore provocato dal fuoco di Sant’Antonio può variare da lieve a intenso. Alcuni pazienti soffrono soprattutto di prurito, altri invece avvertono dolore già se li si sfiora delicatamente. La zona in cui il fuoco di Sant’Antonio si manifesta con maggior frequenza è una fascia (chiamata dermatoma) che si estende su un solo lato del tronco all’altezza della vita, inoltre il disturbo può presentarsi frequentemente anche su un lato del viso, intorno all’occhio e sulla fronte. Tuttavia il fuoco di Sant’Antonio può colpire qualsiasi zona dell’organismo ed il numero di lesioni può variare: le bolle possono unirsi e creare una zona simile a una profonda bruciatura. Altri pazienti possono avere soltanto alcune lesioni sparse che non provocano sintomi gravi.

Nella maggior parte delle persone sane le lesioni provocate dal fuoco di Sant’Antonio guariscono nel giro di poche settimane, il prurito e il dolore diminuiscono e le pustole non lasciano cicatrici. Altri pazienti, invece, possono avere sintomi sensoriali che permangono per alcuni mesi.

Trasmissione

Varicella e fuoco di Sant’Antonio sono causati dallo stesso virus: il varicella zoster virus (VZV).

Un paziente affetto dal fuoco di Sant’Antonio può contagiare un’altra persona, per esempio un bambino che non ha mai avuto la varicella e che non sia stato vaccinato (in Italia non è obbligatorio): il bambino sarà però colpito dalla varicella e non dal fuoco di Sant’Antonio e perchè avvenga il contagio è necessario venire a contatto direttamente con le lesioni aperte dell’eritema, mentre se rimane nello stesso ambiente di una persona affetta dal fuoco di Sant’Antonio il bambino non potrà ammalarsi di varicella, perché durante l’infezione scatenata dal fuoco di Sant’Antonio il virus di solito non colpisce i polmoni e quindi non può diffondersi per via aerea.

I pazienti affetti da varicella, viceversa, non possono trasmettere a nessuno il fuoco di Sant’Antonio, però possono ovviamente trasmettere la varicella a chi non l’ha mai avuta in precedenza. Nel caso della varicella, il virus può diffondersi per via aerea, perché colpisce le vie respiratorie superiori.

Il fuoco di Sant’Antonio appare quando un fattore scatenante sconosciuto fa attivare il virus nascosto all’interno dell’organismo; diversamente dalla varicella quindi non si può “passare” a qualcun altro.  Quando si riattiva il virus raggiunge la pelle attraverso i nervi e provoca la comparsa del doloroso eritema caratteristico. Nel fuoco di Sant’Antonio il virus di solito non passa nel flusso sanguigno né nei polmoni e quindi non si può diffondere per via aerea.

Pericoli

Occhio e Fuoco di S. Antonio (http://de.wikipedia.org/wiki/Datei:Zoster%26Auge.JPG)
Occhio e Fuoco di S. Antonio (http://de.wikipedia.org/wiki/Datei:Zoster%26Auge.JPG)

Le persone affette da herpes oftalmico (con lesioni nell’occhio, intorno all’occhio e sulla fronte) possono soffrire di infezioni oculari molto dolorose e in alcuni casi la vista può risultare parzialmente compromessa, subito o dopo qualche tempo. Le persone colpite dall’herpes oftalmico dovrebbero farsi visitare immediatamente dall’oculista. L’infezione all’interno dell’occhio o intorno all’occhio (sindrome di Ramsay-Hunt) può provocare problemi di udito o di equilibrio e debolezza muscolare sul lato del volto che viene colpito.

In casi rarissimi, il virus si può diffondere nel cervello o nel midollo spinale e può causare complicazioni gravi come gli attacchi cardiaci o la meningite (un’infezione delle membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale). Chi è stato colpito dal virus deve farsi immediatamente visitare dal medico se nota sintomi neurologici al di fuori della zona dove si è verificato il primo episodio.

Le persone immunosoppresse, ad esempio a causa di malattie come l’HIV o per via di determinati farmaci, sono maggiormente a rischio di complicazioni gravi. In questo caso è probabile che il fuoco di Sant’Antonio si diffonda e vada a colpire diverse parti dell’organismo, oppure che gli eritemi durino per più tempo o ricorrano con maggior frequenza. Molti di questi pazienti vengono aiutati somministrando loro regolarmente farmaci antivirali.

Gravidanza

Molte future mamme si preoccupano a ragione per qualsiasi infezione contratta durante la gravidanza: alcune infezioni possono trasmettersi dal sangue della mamma al feto, oppure possono colpire il bambino al momento del parto. L’infezione da VZV durante la gravidanza presenta alcuni rischi per il bambino, a seconda della fase della gravidanza in cui si viene colpite.

  • Durante le prime 30 settimane, se la mamma contrae la varicella, in alcuni casi il bambino può nascere con malformazioni congenite. Questi casi sono rari e gli esperti hanno pareri discordi sulla gravità dei rischi. La maggior parte ddi loro concorda sul fatto che il fuoco di Sant’Antonio in una donna incinta (un evento molto raro) ha ancor meno probabilità di causare danni al feto.
  • Se una donna incinta si ammala di varicella tra 21 e 5 giorni prima del parto il neonato può nascere con la varicella oppure ammalarsi entro pochi giorni. Tuttavia, in generale, il tempo che intercorre tra l’inizio della malattia nella madre e la nascita del bambino permette al sistema immunitario della madre di reagire e di produrre gli anticorpi necessari per combattere il virus. Questi anticorpi possono essere trasmessi al bambino e contribuire alla lotta contro l’infezione. Però, una piccola percentuale dei bambini venuti a contatto con la varicella da 21 a 5 giorni prima della nascita è colpita dal fuoco di Sant’Antonio nei primi 5 anni di vita, perché il sistema immunitario del neonato non è ancora completamente funzionante e in grado di mantenere il virus allo stato latente.
  • E se la mamma contrae la varicella al momento del parto? In questo caso il sistema immunitario della mamma non può mobilitarsi. Nonostante alcuni degli anticorpi materni vengano trasmessi al neonato attraverso la placenta, il neonato non sarà in grado di combattere da solo l’attacco, perché il suo sistema immunitario è immaturo. Se i bambini sono colpiti dalla varicella in questo modo, la malattia può rivelarsi letale. Per combattere la malattia, viene somministrata loro l’immunoglobulina anti varicella-zoster, una preparazione a base di sangue ricco di anticorpi di individui adulti guariti di recente dalla varicella o dal fuoco di Sant’Antonio.

Cura e terapia

Per la maggior parte delle persone sane che iniziano la terapia subito dopo la comparsa dell’eritema sulla pelle le lesioni scompaiono, il dolore regredisce nel giro di 3-5 settimane e le vesciche di solito non lasciano cicatrici. Il fuoco di Sant’Antonio tuttavia rappresenta una grave minaccia per i pazienti immunosoppressi, ad esempio quelli affetti da infezioni da HIV o che si sottopongono a terapie contro i tumori in grado di indebolire il loro sistema immunitario. Anche chi ha effettuato un trapianto è più vulnerabile all’herpes zoster perché viene curato con farmaci che inibiscono il funzionamento del sistema immunitario.

Si può diminuire la durata e la gravità degli episodi di fuoco di Sant’Antonio usando farmaci antivirali prescritti dal medico, come ad esempio l’aciclovir, il valaciclovir o il famciclovir.

L’aciclovir è anche disponibile come farmaco generico, ma le compresse devono essere assunte cinque volte al giorno, mentre il valaciclovir e il famciclovir devono essere assunti solo tre volte al giorno. È importante non dimenticare nessuna dose e non interrompere la terapia prima del termine previsto dal medico.

I farmaci antivirali possono quasi dimezzare il rischio di ammalarsi di nevralgia post-erpetica, cioè di un dolore cronico che continua per mesi o anni dopo la scomparsa delle lesioni alla pelle. I medici consigliano di iniziare la terapia con i farmaci antivirali ai primi sintomi dell’eruzione cutanea, o addirittura già quando i sintomi premonitori indicano che sta per comparire. Anche se il paziente non viene visitato dal medico al momento della comparsa della malattia, può comunque essere utile iniziare la terapia antivirale se si stanno già formando nuove lesioni. Tra le altre terapie da prendere in considerazione ci sono gli antinfiammatori corticosteroidi, come il prednisone. Vengono usati normalmente quando la malattia colpisce l’occhio o altri nervi del volto.

Prevenzione

Vaccino contro la varicella

Il vaccino contro la varicella (che non è obligatorio) è in grado di evitare il contagio. Chi è stato vaccinato contro la varicella ha minori probabilità di essere colpito dal fuoco di Sant’Antonio, perché la varietà debole ed attenuata di virus usata nel vaccino ha meno probabilità di sopravvivere nell’organismo per decenni. Si saprà con certezza se il fuoco di Sant’Antonio può verificarsi in fasi successive della vita in una persona vaccinata contro la varicella soltanto quando saranno stati raccolti dati sufficienti, nel corso dei prossimi decenni.

Alcuni ricercatori ritengono che vaccinare i bambini contro la varicella faccia aumentare il rischio di ammalarsi di fuoco di Sant’Antonio negli adulti che non sono stati vaccinati durante l’infanzia. Questo avviene perché se gli adulti si prendono cura dei bambini ammalati di varicella viene richiamata la loro immunità che impedisce al virus presente nelle cellule nervose di riattivarsi e di scatenare il fuoco di Sant’Antonio. Se meno bambini si ammalano di varicella, ci sono meno opportunità di richiamo dell’immunizzazione per gli adulti e quindi ci potrebbero essere più casi di fuoco di Sant’Antonio nei prossimi 40-50 anni.

Il vaccino contro il fuoco di Sant’Antonio

Nel maggio del 2006 la Food and Drug Administration ha approvato un vaccino contro il virus VZV (Zostavax®, non in commercio in Italia) che può essere usato nelle persone di età superiore ai 60 anni già colpite dalla varicella. Quando questo vaccino avrà una maggiore diffusione molti anziani potranno avere per la prima volta un mezzo di prevenzione del fuoco di Sant’Antonio.

I ricercatori hanno scoperto che la somministrazione del vaccino negli anziani ha dimezzato il numero di casi di fuoco di Sant’Antonio inoltre, nelle persone che si sono ammalate nonostante fossero state vaccinate, la gravità e le complicazioni del fuoco di Sant’Antonio sono state considerevolmente ridotte.

In uno studio condotto a grazie all’intervento congiunto del Dipartimento per gli affari dei veterani, dell’Istituto nazionale allergie e malattie infettive e della Merck & Co., che ha coinvolto più di 38.000 veterani di età superiore ai 60 anni, la metà dei partecipanti alla ricerca è stata vaccinata con una versione del vaccino anti varicella più potente, studiata specificamente per l’uso negli adulti, e metà invece ha ricevuto un placebo. Né i volontari né i ricercatori sapevano se una determinata paziente avesse ricevuto il vaccino vero o il placebo prima della conclusione della ricerca (studio in doppio cieco). Durante il periodo di studio, durato più di tre anni, il vaccino ha ridotto i casi di fuoco di Sant’Antonio del 51 per cento; nel gruppo a cui è stato somministrato il placebo si sono registrati 642 casi, contro i soli 315 del gruppo effettivamente vaccinato. Nelle persone che sono state effettivamente vaccinate ma hanno comunque sviluppato il fuoco di Sant’Antonio, il dolore e il disagio sono stati ridotti del 61 per cento. Il vaccino ha anche diminuito il numero di casi di nevralgia post-erpetica di due terzi, rispetto al placebo. Il vaccino per il fuoco di Sant’Antonio è soltanto una terapia preventiva, e non una terapia per coloro che sono già stati colpiti dal fuoco di Sant’Antonio o dalla nevralgia post-erpetica.

Complicazioni

La nevralgia post-erpetica

A volte, soprattutto negli anziani, il dolore provocato dal fuoco di Sant’Antonio continua anche per molto tempo dopo la guarigione delle lesioni cutanee. La nevralgia post-erpetica può essere lieve o molto grave: i casi più gravi possono causare insonnia, perdita di peso, depressione e disabilità, ma non provoca direttamente il decesso. Gli esperimenti clinici hanno dimostrato che una decina circa di farmaci, divisi in quattro categorie, sono efficaci per diminuire il dolore. Tra di essi troviamo

  1. Gli antidepressivi triciclici (TCA): spesso sono il primo tipo di farmaco che viene somministrato ai pazienti colpiti dalla nevralgia post-erpetica. L’amitriptilina, un antidepressivo triciclico, è stato spesso prescritto in passato ma, nonostante sia efficace, presenta un’alta incidenza di effetti collaterali. La desipramina e la nortriptilina hanno minori effetti collaterali e pertanto sono più indicati per gli anziani, la fascia d’età più a rischio per la nevralgia post-erpetica. Tra gli effetti collaterali frequenti degli antidepressivi triciclici troviamo: secchezza oculare e della bocca, costipazione e intontimento. I pazienti con precedenti di attacchi cardiaci oppure quelli affetti da aritmie cardiache o da glaucoma ad angolo chiuso dovrebbero usare farmaci di tipo diverso.
  2. Gli anticonvulsanti: alcuni farmaci efficaci contro le convulsioni sono anche in grado di curare la nevralgia post-erpetica perché sia le convulsioni sia il dolore hanno a che vedere con una sovraeccitazione delle cellule nervose. La carbamazepina, un farmaco antiepilettico, è efficace per la cura della nevralgia post-erpetica ma ha effetti collaterali rari e potenzialmente pericolosi: proprio per questo, viene prescritto più di frequente un nuovo farmaco anticonvulsivante, la gabapentina. Tra gli effetti collaterali di quest’ultimo troviamo: sonnolenza o confusione, vertigini e, in alcuni casi, gonfiore alle caviglie.
  3. Gli Oppiacei: gli oppiacei sono farmaci analgesici molto potenti, efficaci contro qualsiasi tipo di dolore. Tra di essi troviamo: l’oxicodone, la morfina, il tramadolo e il metadone. Gli oppiacei possono avere effetti collaterali come sonnolenza, offuscamento mentale e costipazione, e possono dare dipendenza, quindi il loro uso deve essere controllato attentamente nei pazienti con precedenti di dipendenza.
  4. Gli anestetici locali per uso topico: sono efficaci anche gli anestetici locali applicati direttamente sulla pelle della zona colpita dalla nevralgia post-erpetica. La lidocaina, quello prescritto con maggior frequenza, è disponibile in lozione, gel o spray. Nel caso degli anestetici locali per uso topico il farmaco rimane nella pelle e quindi non causa problemi di sonnolenza o costipazione. Le creme a base di capsaicina possono essere piuttosto efficaci e sono in vendita senza prescrizione, ma la maggior parte dei pazienti ritiene che provochino un bruciore intenso durante l’applicazione.

Prurito post-erpetico

Il prurito che a volte compare durante o dopo il fuoco di Sant’Antonio può essere abbastanza grave e doloroso. L’esperienza medica suggerisce che il prurito post-erpetico sia ancora più difficile da curare della nevralgia post-erpetica. Gli anestetici locali per uso topico (che addormentano la pelle) lo alleviano notevolmente in alcuni pazienti. Poiché il prurito post-erpetico di solito si sviluppa nelle zone di pelle con problemi di mancanza di sensibilità è fondamentale non grattarsi. Grattare la pelle insensibile troppo a lungo o con troppa forza può causare lesioni gravi.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

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Commenti e domande

  1. deborah
    27 ottobre 2009, 18:46

    lo preso al braccio e non vi dico cosa si prova un dolore altroce dal dolore al bruciore da non poter posare il braccio sul tavolo .

    • alycia
      22 febbraio 2010, 10:20

      io lo a vuto sulla pancia adesso sonno aspetto il mio secondo figlio e mi ritrovo l’erpes addosso

    • admin
      22 febbraio 2010, 11:01

      Le raccomando, nel caso non l’avesse ancora fatto, di avvertire tempestivamente il suo ginecologo.

  2. ale
    23 febbraio 2010, 15:02

    io non ho avuto la varicella e no ho avuto manifestazioni cutanee, ma il dolore forte che partiva da una scapola e si estendeva fino al mignolo della mano sinistra, con forte dolore al gomito e una sensazione simile all’anestesia del dentista all’avambraccio, che non è stato alleviato da nessun farmaco (ho provato antidolorifici a base di codeina, farmaci per l’epilessia e antiinfiammatori) il dolore è scomparso dopo 35 giorni, all’improvviso come era comparso. per questo motivo penso ad un virus simile all’erpes.

  3. pippo
    8 giugno 2010, 00:26

    Buonasera. Avevo scritto tempo fa in seguito ad aver appreso in ospedale di aver contratto la sifilide. Mi sto curando per questa patologia, con la benzopenicillina (devo fare il dosaggio previsto dopo 6 mesi); oggi il mio medico mi ha diagnosticato il fuoco di sant’Antonio e mi ha prescritto una cura con Aciclovir per una settimana. Vorrei sapere se le due cose possono essere collegate e come devo comportarmi, dato che in ospedale, nel reparto malattie infettive dove mi stanno curando, non mi danno molta fiducia, poichè ad ogni controllo mi visita un medico specializzando sempre diverso. In attesa di una Sua risposta, Le invio cordiali saluti.

    • admin
      8 giugno 2010, 14:10

      A mio avviso i disturbi non sono collegati se non indirettamente; il fuoco di S. Antonio è causato dalla ricomparsa di un virus già presente nel suo organismo, in grado di riattivarsi in determinate condizioni.
      Probabilmente nel suo caso, a seguito della terapia antibiotica, dell’infezione stessa e sicuramente anche dello stress, il virus ha trovato la porta spalancata.

  4. Alby 52
    15 giugno 2010, 16:41

    Ho avuto un dolore persistente alla schiena sotto la scapola destra per 1 settimana,stamattina mi sono svegliato con un bruciore al fianco. Sono andato dal mio medico e ho scoperto di avere il fuoco di S. Antonio………..
    Ho fatto per 2 gg iniezioni di Muscoril e Voltaren, non sapendo di averlo.Ho fatto male?

    • admin
      15 giugno 2010, 17:04

      No, nessun problema.

  5. Alby52
    16 giugno 2010, 12:11

    Buongiorno a tutti i “fuochisti”….oggi è il mio secondo giorno di malattia.Ho iniziato ieri la terapia con Aciclovir 800 (5 compresse al giorno orario 8-12-16-20-24) Tachipirina 1000 contro il dolore e Benerva vitamina B1 ( 1compressa al giorno).Il medico mi ha detto di bere almeno 2 lt di acqua al giorno per facilitare lo smaltimento attraverso i reni dell’Aciclovir. Da ieri pomeriggio compresa stanotte e stamattina sono andato al bagno per urinare almeno 10 volte.E’ normale? Ultima cosa, ho scoperto che il farmaco generico dell’Aciclovir costa solo il ticket di 2 €, mentre lo Zovirax costa sui 25 €….meditate gente……

    • admin
      16 giugno 2010, 12:23

      Bevendo più del solito è assolutamente normale urinare più frequentemente.

  6. dani
    26 giugno 2010, 20:33

    vorrei sapere quante volte può venire il fuoco di sant’antonio perchè a me sembra che ogni tanto, d’estate soprattutto, mi compaiono delle bollicine che prudono in continuazione accompagnate da malessere generale e febbre. E’ quello che mi è successo in questi giorni e non sono punture di zanzare perchè sono bollicine numerose e tutte vicine sulla schiena sotto il collo, inoltre ricordo di aver avuto questi episodi altre volte. Vorrei sapere se è possibile e cosa devo fare. Grazie Daniela

    • admin
      26 giugno 2010, 23:17

      Per sapere cosa assumere/applicare si rivolga al suo medico; purtroppo il fuoco di S. Antonio può apparire un numero infinito di volte.

  7. slavina
    26 giugno 2010, 22:28

    Ho scoperto solo adesso di avere dei brufoletti sulla spalla simili al fuoco di sant’antonio, , mia figlia di 7 mesi ha toccato con la bocca il punto arrossato, vorrei sapere se è facile che sia stata contagiata.
    Inoltre dovrei partire per le ferie tra qualche giorno, devo prendere qualche precauzione per esempio ripararsi dal sole o usare creme protettive?
    Grazie.

    • admin
      26 giugno 2010, 23:19

      Se non si è rotta la vescicola difficilmente c’è stato contagio, ma consiglio un parere del suo medico per valutare se davvero la sua ipotesi sia corretta e, eventualmente, come intervenire.

  8. DaniloMB
    27 giugno 2010, 11:46

    Salve a tutti,
    io ho preso il fuoco di sant’antonio, tra la schiena ed il gluteo, punto dolorosissimo…..sto prendendo un’antivirale Brivirac, una pastiglia al giorno per 7 giorni e la tachipirina 1000 come antidolorifico, l’infezione si è circoscritta e non ho più bolle ma croste però volevo chiedere se è possibile che abbia infiammato il nervo sciatico xkè oltre al dolore mi è venuto male alla schiena bruciore ed alla gamba sinistra.
    Grazie.

    • admin
      27 giugno 2010, 12:02

      A mio avviso non direttamente, ciò toglie che magari con il dolore dell’herpes si sia infiammato il nervo sciatico.

  9. Fra62
    8 luglio 2010, 08:50

    mi hanno diagnosticato il fuoco di sant’antonio,tutta la parte sinistra dalla colonna al petto, dolore assurdo…il mio medico mi ha prescritto subito lo zovirax compresse e pomata dicendomi che è stato preso in tempo prima che uscissero le bollicine.
    Non mi ha dato particolari indicazioni per eventuali contagi che potrei dare ai miei figli e mia moglie, ma mi è rimasto un dubbio perchè parlando con amici che hanno avuto il fuoco mi hanno detto che loro sono stati addirittura isolati in casa.
    è possibile? posso dormire nello stesso letto con mia moglie ? e sopratutto quando tempo dovrà passare senza rapporti ?
    Grazie
    Dimenticavo questo è il secondo giorno e non ne posso gia più

  10. lorelail
    21 luglio 2010, 22:30

    c’e’ la possibilità ci curare il fuoco di s.antonio detto anche erpes zooster facendolo segnare con fede.

  11. lorelain
    21 luglio 2010, 22:42

    mi spiace sentire che tante persone avendo il fuoco di s.antonio soffrono cosi’ tanto.Basterebbe un po di fede e farlo segnare senza tante medicine scompare .

  12. M73
    27 luglio 2010, 14:23

    Salve ho avuto il fuoco di sant’antonio circa 20 giorni fà, lo curato per 10 gg. con acilovir 800mg prendendo una compressa ogni 4 ore.

    Ora il dolore si è molto attenuato mentre invece è comparso da circa 8 giorni un prurito insopposrtabile, tanto da non farmi dormire la notte.
    Leggendo il vs. articolo ho visto che non parlate mai di prurito, m’incurisiva quindi capire se il prurito che mi è comparso sia normale oppure no?

    • admin
      27 luglio 2010, 14:27

      Il prurito è riportato diverse volte nel paragrafo relativo ai sintomi, in particolare cito che

      “Nella maggior parte delle persone sane le lesioni provocate dal fuoco di Sant’Antonio guariscono nel giro di poche settimane, il prurito e il dolore diminuiscono e le pustole non lasciano cicatrici. Altri pazienti, invece, possono avere sintomi sensoriali [come nel suo caso il prurito] che possono permanere [in alcuni casi] per alcuni mesi.”

  13. M73
    27 luglio 2010, 14:50

    Grazie per la celere risposta, si può utilizzare qualcosa per alleviarLo?

    • admin
      27 luglio 2010, 15:06

      Talco mentolato con tranquillità, anche se probabilmente il riscontro sarebbe scarso; può invece valutare con il suo medico un rimedio farmacologico.

  14. Alain
    30 luglio 2010, 00:29

    Buonasera a tutti coloro hanno il mio stesso problema , sono in ferie e penso di avere il fuoco di sant’Antonio da una settimana, stranamente mi ha preso al braccio destro , inizialmente delle scariche sulla mano poi il dolore si è diffuso su tutto il braccio fino alla spalla , vorrei sapere se è conveniente farmi vedere da qualcuno o aspettare il rientro nella mia città considerando che devo affrontare circa 700 km .
    Grazie

    • admin
      30 luglio 2010, 14:00

      A mio avviso la soluzione più opportuna è che la veda un medico nel paese in cui si trova ora; l’herpes zoster non è difficile da diagnosticare nè da curare, ma è importante che non venga trascurato.

  15. joseph
    8 agosto 2010, 16:30

    salve ho contratto il fuoco di Sant’Antonio da circa una settimana e con la cura del mio medico le bollicine si sono trasformate in piccole crosticine. Vorrei sapere quanto tempo permangono e se questoc sintomo e un avviso di guarigione. grazie

    • admin
      9 agosto 2010, 00:06

      E’ assolutamente positivo che si siano seccate, ancora qualche giorno di pazienza e sopratutto le raccomando di non grattarle.

  16. tobia
    14 agosto 2010, 18:27

    Ho preso il fuoco di sant’antonio nella zona posteriore del cranio a sinistra sotto i capelli con il collo e la parte esterna dell’orecchio. Sono passate 7 settimane, ma nonostante le cure ho ancora dolori e prurito. Sto facendo l’agopuntura con qualche speranza, ma sono preoccupata. Ho preso antivirali e vitamina B12. E’ normale che duri così a lungo ? Cosa posso fare di più ? Grazie

    • admin
      15 agosto 2010, 07:57

      Temo che non resti che aspettare.

  17. michela
    18 agosto 2010, 22:27

    Ho una zia che è stata contagiata da questo virus chiamato fuoco di S. Antonio,io vorrei portare il mio nipotino di appena 1 mese a visitarla… voi cosa mi consigliereste da fare in questo caso? Perche questa mia zia sta molto male.

    • admin
      18 agosto 2010, 22:32

      Lo eviterei, anche se la probabilità sarebbe bassa potrebbe contrarre la varicella; eventualmente chieda preventivamente al pediatra.

  18. sara
    19 agosto 2010, 20:10

    Buonasera,sono Sara,incinta di 35 settimane.Mi è stato diagnosticato un herpes zoster la scorsa settimana e prescritta pomata di ACICLOVIR per arginare l’infezione.In realtà in ospedale mi avevano consigliato anche compresse di Brivirac ma non mi sono sentita tranquilla di prenderle per paura di creare danni alla mia bimba…il problema è che ho un dolore pazzesco e una mezza cintura di lesioni simili ad ustioni ….ho provato a prendere del paracetamolo per il dolore ma con scarsi risultati….non so più dove sbattere la testa….sto troppo male….c’è qualcosa che può darmi un pò di sollievo???

    • admin
      19 agosto 2010, 22:56

      Purtroppo temo solo il paracetamolo; eventualmente valuti con il suo ginecologo l’ibuprofene.

    • sara
      20 agosto 2010, 15:02

      innanzitutto grazie molte per la cordiale risposta poi mi chiedevo se potesse darmi qualche beneficio assumere un integratore di sole vitamine B……oppure se può aver senso iniziare adesso la cura con Brivirac dato che la pomata mi pare assolutamente inefficace.Le ricordo che sono alla 35ma settimana di gravidanza.Grazie ancora.

    • admin
      20 agosto 2010, 15:30

      Proprio per lo stato di gravidanza non me la sento di prendere posizione; consiglierei invece un parere del suo ginecologo.

    • sara
      20 agosto 2010, 19:14

      ha ragione…grazie comunque per la gentilezza.
      Le farò sapere…..sperando che passi prima possibile perchè mi sta debilitando tantissimo fisicamente e mentalmente…
      Cordiali Saluti

    • admin
      20 agosto 2010, 19:17

      Aspetto con piacere sue notizie.

  19. rita ruggiu
    19 agosto 2010, 20:12

    la mia bambina di 7 anni ha avuto la varicella la scorsa primavera,ora,da qualche giorno ha il fuoco di s.antonio devo aver paura per la sorella gemella e la sorella maggiore?

    • admin
      19 agosto 2010, 22:54

      Solo se non hanno mai fatto la varicella.

  20. Claudia
    19 agosto 2010, 22:54

    Ho avuto il fuoco di Sant’Antonio 3 anni fa, mi è anche rimasta una piccola cicatrice. Di tanto in anto avverto prurito o bruciore in quella zona, ma roba da poco. Sono due giorni, però, che ho dolore e formicolio alla mano.
    E’ possibile che sia di nuovo lui, nella stessa zona della volta precedente?
    Sono piuttosto spaventata, perché era stato veramente doloroso e anche lunga, come guarigione.
    Grazie, buona sera.

    • admin
      19 agosto 2010, 22:55

      E’ possibile, tenga sotto osservazione la zona interessata ed ai primi sintomi ne parli con il suo medico.

  21. Marco
    23 agosto 2010, 23:50

    Salve, Interessante articolo, complimenti, grazie a tutti quelli che scrivono, per alcuni sarà sicuramente un aiuto, ho avuto lo sfogo di S. Antonio a 20 anni, sotto militare al trigemino sinistro, ancora si vede la cicatrice sulla fronte, e 3 anni fa mi è tornato in forma lieve, sulla parte alta del gluteo sinistro, ma pensavo che erano i peli ricresciuti dopo la cera depilatoria, mi sono grattato molto e purtopoo non sono andato dal medico, mi sono rimasti i segni delle vescicole e 2 anni fà e l’altra estate mi è tornato alla schiena, con forti dolori e poche veschicole, fatto la prima volta solo con il dobetin vitamina B e lo scorso anno con il brevirac x 3 cicli, adesso da aprile mi ha preso a tutti e 2 gli occhi, vi assicuro che quello della schiena in confronto è inesistente, non si vedono pustole o bolle all’esterno solo 1 sulla fronte, ma la vista si è abbassata, e gli occhi ed i trigemini sono spesso doloranti, adesso con l’aspinina americana x il dolore e il dobetin 5000 e la pomata Virgan negli occhi, un saluto a tutti

    • admin
      24 agosto 2010, 01:38

      Grazie per la sua testimonianza! Approfitto per ricordarle che per gli occhi può essere molto pericoloso, lo tenga quindi scrupolosamente sotto controllo con il suo medico.

  22. mariagrazia
    26 agosto 2010, 21:38

    salve sono tornata dal mare 10 giorni fa, iniziando un grande prurito, spalle collo, petto avambracci, polso, pensavo fosse il sole… ieri si è gonfiato parte del labbro, ed oggi ho macchie rosse pruriginose sulla mano dx e sul gomito. ho contattato il dermatologo ma mi vedra’ lunedi’!!! il prurito e’ insorpporabile ora anche sotto il labbro inferiore del viso, puo’ essere fuoco di sant’antonio? grazie

    • admin
      26 agosto 2010, 21:51

      Il fuoco di S. Antonio è in genere molto più localizzato, anche se talvolta si può presentare come nel suo caso.

  23. Giorgio Zeni
    1 settembre 2010, 00:11

    In altri articoli su Internet si sostiene, contrariamente a Voi, che il Virus del Fuoco di Santantonio si trasmette anche per via aerea. Come si spiega?
    Grazie

    • admin
      1 settembre 2010, 01:16

      La fonte a cui facciamo riferimento è la seguente:

      http://www.ninds.nih.gov/disorders/shingles/detail_shingles.htm#124143223

      E’ bene poi precisare che il virus responsabile si trasmette per via aerea, ma nel caso di fuoco di S.Antonio è di norma assente nei polmoni, quindi questa via di contagio diventa spesso trascurabile.
      Lo stesso virus, nel caso di sviluppo di varicella, è invece presente nelle goccioline che vengono disperse mentre si ride/parla/tossisce/…

      Se potesse indicarmi 1-2 articoli in cui ha trovato informazioni diverse provo a verificare.

    • Giorgio Zeni
      1 settembre 2010, 21:40

      Grazie per la risposta.
      Segnalo l’articolo del Dott. Fabio Raja sul sito http://www.benessere.com

    • admin
      1 settembre 2010, 21:58

      A mio avviso l’articolo citato riporta lo stesso punto di vista; il medico infatti scrive testualmente:

      Con il passare dei giorni, le bollicine sulla pelle si rompono e si formano delle croste. E’ in questa fase che il malato può infettare altre persone.

      Se il malato può infettare altre persone solo nel momento in cui si rompono le vescicole, è perchè il virus è presente solo in quella sede; con qualche piccola attenzione igienica, non essendoci fenomeni come la tosse che facilitano la dispersione nell’aria del virus, il pericolo di contagio diventa drasticamente più basso rispetto al caso della varicella.

    • Giorgio Zeni
      2 settembre 2010, 23:34

      Grazie per la precisazione. Tuttavia in altre parti dell’articolo viene esplicitamente prospettata la possibilità di contagio attraverso l’aria respirata.
      Sapevo che le cose stanno come descritto nel Vostro articolo (mio padre è stato colpito dal virus in modo molto pesante e io stesso lo sono stato molti anni dopo, ma in forma molto leggera) ed il leggere il contrario mi aveva alquanto sorpreso.
      Probabilmente il dott. Raja attribuisce molta importanza a qualche raro caso di contagio attraverso l’aria e non alla generalità della casistica.
      Colgo l’occasione per evidenziare come il servizio che Voi fornite dimostra quanto utile può essere il dialogo su Internet, se usato per scopi sociali e di pubblico interesse.
      Grazie ancora e cordiali saluti.
      Giorgo Zeni

    • admin
      2 settembre 2010, 23:45

      Probabilmente mi sono espresso male: il contagio avviene praticamente sempre attraverso l’aria, ma la quantità di virus che da una vescica che si apre riesce a spiccare il volo è spesso trascurabile. Nel caso di varicella invece viene espulsa una quantità sensibilmente maggiore, che ne giustifica la più alta contagiosità, perchè il virus è presente nei polmoni del paziente.

  24. D'AGOSTINO ANNA
    1 settembre 2010, 12:45

    Ciao sono in vacanza e’pultroppo sono stata colpita dal fuoco di s.antonio.Mi fa un male terribile e un bruciore forte.
    Mi auguro solo che le medicine preschitte dal medico funzionano con effetto quasi immediato.Davvero lo spero.
    Ciao a tutte le persone che con questo probblema.

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