Flebite: sintomi, cause, cura, prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 1445 giorni

Introduzione

La tromboflebite è causata da un trombo che ostruisce una o più vene, di solito nelle gambe, fino a farle gonfiare. Solo in rari casi, la tromboflebite (comunemente anche detta flebite) può colpire le vene delle braccia o del collo.

La vena colpita può essere in superficie e causare la tromboflebite superficiale, oppure profonda all’interno di un muscolo, e in questo caso si parla di trombosi venosa profonda. La presenza di un trombo in una vena profonda fa aumentare il rischio di soffrire di problemi di salute gravi, ad esempio un trombo può spostarsi all’interno dei vasi sanguigni (diventando così un embolo), raggiungere i polmoni e ostruire un’arteria polmonare (embolia polmonare). La tromboflebite può essere provocata dall’inattività protratta, ad esempio se si sta seduti per lungo tempo sull’aereo o in automobile, oppure da una lunga convalescenza a letto dopo un intervento chirurgico.

Per diminuire il rischio di formazione di trombi e alleviare il dolore è possibile usare diversi rimedi pratici. Per la flebite esistono diverse terapie, sia farmacologiche sia chirurgiche.

Cause

La flebite è causata da uno o più trombi, i trombi possono formarsi per cause diverse, cioè a causa di tutto ciò che impedisce al sangue di circolare come dovrebbe. È possibile che il trombo che provoca la tromboflebite sia causato per esempio da:

  • una lesione a una vena,
  • un disturbo ereditario della coagulazione.

I trombi si possono formare per molte ragioni diverse. Di solito si pensa che siano provocati da un tempo prolungato trascorso in posizione seduta, ad esempio quando si viaggia in macchina o in aereo. Stare seduti per molto tempo può favorire la formazione di un trombo che causa la tromboflebite, ma è una situazione piuttosto rara. Prendendo le dovute precauzioni, ad esempio se si sgranchiscono le gambe periodicamente o se ci si alza per fare due passi, è possibile diminuire il rischio di tromboflebite.

Fattori di rischio

Il rischio di soffrire di tromboflebite aumenta se:

  • Siete inattivi o costretti all’immobilità per un lungo periodo, ad esempio durante un viaggio in macchina o in aereo.
  • Siete costretti a letto per un periodo prolungato, ad esempio dopo un intervento chirurgico, dopo un infarto o dopo una lesione, ad esempio se vi siete rotti una gamba.
  • Soffrite di un tipo di tumore, come il tumore al pancreas, che è in grado di aumentare la quantità delle sostanze pro-coagulanti presenti nel sangue, ovvero delle sostanze che favoriscono la coagulazione sanguigna.
  • Avete avuto un ictus che ha causato la paralisi degli arti superiori o inferiori.
  • Avete un pacemaker o un catetere (tubicino flessibile) impiantato in una delle vene principali: questi dispositivi possono irritare il vaso sanguigno e ostruire parzialmente la circolazione.
  • Siete incinte o avete appena partorito, e quindi la pressione delle vene del bacino e delle gambe è maggiore del solito.
  • Usate la pillola anticoncezionale o la terapia ormonale sostitutiva, che possono favorire la coagulazione sanguigna.
  • Nella vostra famiglia qualcuno ha sofferto o soffre di disturbi della coagulazione o è soggetto a trombosi.
  • Siete in sovrappeso o obesi.
  • Soffrite di vene varicose.
  • Siete un fumatore.

Più fattori di rischio presentate, maggiore è il rischio di soffrire di flebite. Se avete uno o più fattori di rischio parlate con il vostro medico delle strategie di prevenzione prima di affrontare lunghi periodi di inattività, ad esempio un volo lungo, un lungo viaggio in auto o prima di decidere di sottoporvi a un intervento chirurgico.

Sintomi

Tra i sintomi della flebite ricordiamo:

  • Calore e dolore nella zona colpita,
  • Rossore e gonfiore.

Se la vena colpita si trova sottopelle è possibile vederla perché è arrossata, dura al tatto e gonfia. Se invece la vena colpita si trova più in profondità la gamba si gonfia e inizia a far male, soprattutto quando si sta in piedi o si cammina. È anche possibile avere la febbre, tuttavia nella maggior parte dei pazienti la trombosi venosa profonda rimane asintomatica.

Quando chiamare il medico

Andate dal medico se una vena improvvisamente diventa rossa e gonfia e inizia a far male, soprattutto se avete uno o più fattori di rischio per la tromboflebite, ad esempio se siete stati immobilizzati per un lungo periodo oppure se nella vostra famiglia qualcuno soffre di disturbi della coagulazione.

Se il dolore e il gonfiore delle vene sono gravi o sono accompagnati da febbre alta o difficoltà respiratorie, andate immediatamente al pronto soccorso; questi sintomi infatti possono indicare una trombosi venosa profonda. Chi ne soffre ha un maggior rischio di formazione di emboli che possono spostarsi all’interno delle vene e raggiungere i polmoni.

Pericoli

Se la flebite colpisce una vena superficiale, cioè una vena che si trova immediatamente sottopelle, le complicazioni sono rare. Invece, se il trombo si forma in una vena profonda, è possibile che si origini una malattia grave, detta trombosi. Nel caso di trombosi, il rischio di complicazioni serie è maggiore. Tra le complicazioni ricordiamo:

  • Embolia polmonare. Se parte di un trombo che si è formato in una vena profonda inizia a spostarsi (e diventa così un embolo), può raggiungere i polmoni, dove può ostruire un’arteria e causare una situazione potenzialmente fatale.
  • Infarto o ictus. Se soffrite di determinate malformazioni cardiache congenite che hanno perforato la parete cardiaca, ad esempio il forame ovale pervio (PFO), la malformazione congenita del setto atriale o del setto ventricolare, un embolo può penetrare nelle arterie coronarie o nel cervello provocando un infarto o un ictus.

La trombosi può anche danneggiare le valvole nelle vene delle gambe. Le vene, infatti, sono dotate di valvole che impediscono il reflusso del sangue che viene pompato verso l’alto, cioè verso il cuore. Se le valvole delle vene delle gambe non funzionano bene, possono nascere diversi problemi:

  • Vene varicose. Il sangue che ristagna nelle vene le fa gonfiare, causando le vene varicose.
  • Edema. In alcuni casi, il sangue può ristagnare talmente tanto da far gonfiare la gamba (edema).
  • Discolorazione della pelle. Se il gonfiore e la pressione sulla pelle si cronicizzano, la pelle può cambiare colore. In alcuni casi possono formarsi anche delle ulcere. Se avete il dubbio che si stia formando un’ulcera, chiamate il medico.
  • Blocco venoso. La trombosi può causare un blocco permanente della circolazione nella vena.

Diagnosi

Per diagnosticare la flebite il medico vi chiederà di quali disturbi avete sofferto e poi cercherà le vene colpite sotto la superficie della pelle. Per capire se soffrite di tromboflebite superficiale o di trombosi, il medico probabilmente sceglierà uno di questi esami:

  • Ecografia. Un dispositivo a forma di bacchetta (trasduttore), passato sulla zona colpita della gamba, la irradia con onde sonore. Quando le onde colpiscono i tessuti della gamba e vengono riflesse, un computer le trasforma in un’immagine in movimento visibile su uno schermo. L’immagine può evidenziare eventuali trombi.
  • TAC o risonanza magnetica. Sia la tomografia computerizzata (TAC) sia la risonanza magnetica (RM) sono in grado di fornire immagini delle vene e di evidenziare eventuali trombi.
  • Venografia. Un mezzo di contrasto chimico viene iniettato in una delle vene principali, nel piede o nella caviglia. Un processo basato sui raggi X crea un’immagine delle vene delle gambe e dei piedi, ed evidenzia eventuali problemi. Attualmente questo esame è usato con minor frequenza, perché per confermare la diagnosi di solito sono sufficienti esami meno invasivi.
  • Esami del sangue. Quasi tutti i pazienti che soffrono di trombosi hanno, nel sangue, una gran quantità di una sostanza detta D-dimero, che favorisce la coagulazione. Tuttavia i livelli di D-dimero sono elevati anche in presenza di altri disturbi, quindi anche se l’esame del D-dimero è molto sensibile, non è molto utile. Attualmente è usato soprattutto per escludere la trombosi o per identificare i pazienti a rischio di tromboflebite ricorrente.

Cura e terapia

Prima della visita potete iniziare a prendere alcuni semplici provvedimenti. E’ molto utile sollevare la gamba colpita per alleviare qualsiasi fastidio. Se decidete di assumere degli antidolorifici, come il paracetamolo (Tachipirina®, …) o l’ibuprofene (Moment®, …), ricordate di informare il medico. Questi farmaci infatti possono interagire con altri anticoagulanti e antitrombotici prescritti dal medico.

Se la flebite colpisce una vena superficiale, il medico può consigliarvi di ricorrere all’automedicazione, ad esempio alzare la gamba malata o usare un comune antinfiammatorio. Per questo disturbo di solito non è necessario il ricovero in ospedale e la guarigione avviene nel giro di una o due settimane.

Per la tromboflebite, il medico può anche consigliarvi queste terapie, simili a quelle usate per la trombosi:

  • Bendaggio fisso all’ossido di zinco: è molto comune l’impiego di un bendaggio sulla zona colpita con bende all’ossido di zinco nella fase acuta.
  • Anticoagulanti. Se soffrite di trombosi, l’iniezione di un farmaco anticoagulante, come l’eparina, impedirà ai trombi di ingrandirsi. Dopo la terapia con l’eparina di solito si passa a un altro anticoagulante, il warfarin (Coumadin®), per diversi mesi, sempre per evitare che i trombi si ingrandiscano. Se il medico vi prescrive il warfarin, seguite attentamente le sue istruzioni. Il warfarin è un farmaco potente che, se non assunto in maniera corretta, può causare effetti collaterali gravi.
  • Calze elastiche. Aiutano a prevenire il gonfiore ricorrente e diminuiscono il rischio di complicazioni della trombosi. Il medico vi prescriverà le calze graduate più adatte per il vostro disturbo. Sono spesso usate come prosecuzione della terapia dopo la fase acuta trattata con bendaggio all’ossido di zinco.
  • Filtro venoso. In alcuni casi, e soprattutto se non potete assumere gli anticoagulanti, può essere inserito un filtro nella vena più grande dell’addome (vena cava) per impedire agli emboli che partono dalle vene delle gambe di raggiungere i polmoni. Di solito il filtro deve rimanere impiantato per tutta la vita. L’intervento normalmente non richiede un lungo ricovero in ospedale.
  • Rimozione delle vene varicose (stripping). Il medico può ricorrere all’intervento chirurgico per rimuovere le vene varicose che causano dolore o tromboflebiti ricorrenti, intervento detto stripping e di solito eseguito in day hospital. Se la vena da rimuovere è piuttosto lunga, si praticano diverse piccole incisioni. Di solito si possono riprendere le normali attività entro due settimane, o meno. La rimozione della vena o del capillare non pregiudica la circolazione, perché sono le vene profonde della gamba che fanno scorrere i maggiori volumi di sangue. Spesso quest’intervento viene eseguito per motivi puramente estetici.
  • Rimozione o bypass. In alcuni casi quest’intervento si rivela necessario per rimuovere un trombo che blocca una vena del bacino o dell’addome. Per guarire una vena gravemente bloccata, il medico può consigliare l’intervento di bypass, oppure l’intervento di angioplastica (non chirurgico) che apre la vena. Dopo che la vena è stata riaperta, il medico inserisce un tubicino retiforme al suo interno, per tenerla aperta.

Stile di vita e rimedi pratici

Oltre alle terapie prescritte dal medico, ci sono diversi rimedi pratici che aiutano ad alleviare i sintomi della tromboflebite.

Se soffrite di tromboflebite superficiale:

  1. Tene sollevate le gambe.
  2. Usate un antinfiammatorio, come l’ibuprofene (Moment®, Brufen®, …) o il naprossene (Momendol®, Aleve®, Synflex®, …), se il medico ve l’ha consigliato

Se soffrite di trombosi venosa profonda:

  1. Assumete gli anticoagulanti seguendo la prescrizione medica per prevenire le complicazioni.
  2. Se la gamba è gonfia, sollevatela.
  3. Indossate le calze elastiche tutti i giorni.

Prevenzione

Per prevenire la flebite, smettete di fumare perché il fumo aumenta il rischio di formazione di trombi.

Stare seduti a lungo sull’aereo o in macchina può provocare gonfiore delle caviglie e dei polpacci. Anche l’inattività prolungata aumenta il rischio di tromboflebite nelle vene delle gambe. Per prevenire la formazione di trombi:

  1. Sgranchitevi le gambe. Se siete in aereo, alzatevi per sgranchirvi le gambe più o meno ogni ora. Se siete in macchina, fate una sosta più o meno ogni ora e sgranchitevi le gambe.
  2. Se dovete stare seduti per forza, muovete regolarmente le gambe. Flettete le caviglie, oppure premete i piedi contro il pavimento o il poggiapiedi almeno dieci volte in un’ora.

Se il viaggio in aereo o in macchina dura più di quattro ore, prendete precauzioni aggiuntive per evitare la trombosi:

  1. Evitate gli indumenti troppo stretti e le cinture strette.
  2. Bevete molto per evitare la disidratazione.
  3. Sgranchite i polpacci, facendo due passi almeno una volta all’ora.

Se sapete di essere a rischio per quanto riguarda la trombosi, andate dal medico prima di partire. Il medico potrà consigliarvi di:

  1. Indossare le calze elastiche.
  2. Assumere un blando anticoagulante prima della partenza..

In genere se già siete in terapia con il warfarin (Coumadin®), non è consigliabile assumere l’aspirina, perché potrebbe diluire troppo il sangue tuttavia, se per altre ragioni seguite una terapia che prevede l’aspirina, è meglio continuarla.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anna

    Grazie Dottore, secondo lei devo direttamente farmi controllare da un angiologo o farmi vedere dal mio medico di base può essere sufficiente?

  2. Rita

    Buonasera, vorrei chiederle se posso fare doppler gambe nell’ultimo giorno di ciclo mestruale. Grazie infinite Dottore.

  3. Anna

    Grazie Dottore, ho seguito il suo consiglio e nel dubbio il mio medico mi ha fatto eseguire il doppler per stare più tranquilli ed è risultato tutto ok. Vorrei chiederle una cosa: io sono in cura con eutirox da anni e questo l’ho comunicato all’angiologo ma non ho specificato di averlo preso anche il giorno in cui ho effettuato doppler alle gambe. Possono esserci delle variazioni per l’esito dell’esame che ho fatto in serata visto che la mattina come abitualmente faccio ho preso eutirox? Grazie mille

  4. alessio

    buonpomeriggio dott.. il mio problema e questo ho 60 anni e soffro di insufficienza venosa cronica…l’anno scorso ho avuto una flebite superficiale al piede destro feci il flucsum 6,400 e dopo un mesettu guari, ora da stamattina ho dolore allo stesso posto ho chiamato il mio medico e mi ha detto di ripetere il flucsum 6,400 vorrei saper se in questi casi dovrei prendere antibiotici, la febbre non c’e’ lo. l’anno scorso il tecnico che mi fece il doppler mi consiglio di prendere augmentin per 6 giorni, vorrei un vostro consiglio se devo prendere antibioti come preventivo…grazie per la risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, se non espressamente prescritto dal medico non lo assuma.

    2. alessio

      dott proprio ora mi sono prenodato per il 28 aprile per fare un ecodoppler…poi vorrei sapere se la flebite puo portare dolore… grazie di tutto…

  5. Winks

    Salve da circa 1 mese e mezzo ho fastidi alla parte superiore lato destro che vanno piu verso il collo le ossa in quel punto.Era quattro anni che prendevo pillola e da piu di 10 che prendo eutirox per ipotiroidismo.Mi è successo di avere battito accelerato insieme a questa sensazione.Ho già fatto elettrocardiogramma e visita cardiologica risultate negative esami del sangue ok tranne il colesterolo leggermente alto ma nulla di significativo e analisibpwr la coagulazione ok.Premetto che ho già smesso di prendere la pillola.Volevo chiederle perché allora dopo tutti questi esami io sono convinta di nn stat bene.Grazie in anticipo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In passato ha mai sofferto di ansia?
      Il medico cosa ne pensa?

  6. Luisa

    Buongiorno dovrei fare un doppler agli arti inferiori giovedì prossimo e il giorno prima avrò una visita oculistica e mi metteranno le gocce per dilatare le pupille. La mia domanda è se queste gocce possono alterare il risultato del doppler. Ci sono dei farmaci in particolare che possono alterare questo tipo di esame. Grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Che io sappia non ci sono particolari problemi o precauzioni da prendere.

  7. piero pietrosanti

    C he antibiotico devo prenderere per una flebite superf…Grazie mille.

  8. Francesca

    Bongiorno dottore da qualche anno soffro di un fastidioso bruciore alle gambe ho fatto tutti gli la visita angiologa compreso ecodoppler e esami di circolazione e risultato tutto ok solo nella visita angiologa il dottore ha riscontrato varici reticolari che si vanno evidenziando piano piano non mi ha prescritto niente nonostante il mio problema persiste!nemmeno una crema (che medico superficiale) all’ora io ho comprato delle calze a compressione graduata ,,mg 70 e da quando le indosso cammino una meraviglia neanche potevo stare in piedi?(possibile che per il medico era tutto ok )volevo chiedergli se avendo fatto di testa mia posso provocarmi qualche complicazione?e se quando Avverto quel fastidio dolore e bruciore mi può consigliare una crema e un antidolorifico efficace !qua non posso fare di testa mia ! La ringrazio in anticipo cordiali saluti francesca

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. No, non dovrebbe avere complicazioni.
      2. Mi dispiace, ma non posso consigliare farmaci, ma questi medicinali li può valutare il medico di base.

  9. Antonio

    Salve dottore, sono arrivato a questo articolo tramite ricerca di alcuni sintomi che ho da un po’ di tempo. Premetto che ho 31 anni e non ho mai avuto problemi gravi di salute. Da un po’ di tempo credo di avere problemi di circolazione ai piedi, quando è cominciato avevo dolori alle dita dei pedi e si verificavano durante la notte. Dopo un po’ di tempo questi dolori sono spariti per qualche giorno e ora li avverto in zone casuali di entrambi i piedi, principalmente sul dorso. E proprio sul dorso, del piede sinistro, da qualche settimana avverto forte bruciore. Sono un fumatore, faccio una vita abbastanza sedentaria e vado a dormire molto tardi. Il bruciore sul dorso del piede sinistro alcune volte è molto forte e lo sento principalmente di notte, a volte di giorno ma solo quando la notte non ho dormito oppure ho dormito poco. Se invece ho dormito abbastanza, il bruciore non lo sento durante il giorno e si ripresenta nel giro di un paio di notti. Non bevo, fumo circa un pacchetto al giorno, mangio in modo abbastanza sano e non ho mai avuto problemi gravi, solo questo fastidio negli ultimi tempi. Sono sintomi da flebite oppure c’è dell’altro? So già che per aiutarmi dovrei smettere di fumare, fare più attività fisica e dormire ad orari più regolari ma a parte questo, cosa posso fare per risolvere il problema? La mia preoccupazione è che questo poi possa portare a problemi più gravi in futuro. Grazie e buona giornata.

    1. Antonio

      No, visivamente non si vede niente, anche questa è una cosa strana. Non ho gonfiori, né rossori, né ematomi visibili..

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Possiamo escludere che sia un po’ di ansia?

      In ogni caso raccomando il parere del medico, la visita è l’unico modo per avere una risposta certa.

    3. Antonio

      Sono ignorante da questo punto di vista quindi personalmente non mi sento di escludere nulla per certo, ma non credo di soffrire di ansia, non ho altri sintomi che possano essere relativi all’ansia. Inoltre non ne ho motivo e non mi è mai capitato. Grazie mille comunque per il tempo e per le risposte!

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non sono in grado di formulare ipotesi, ma rinnovo l’invito a rivolgersi al medico che sicuramente saprà aiutarla; se mi tiene al corrente mi fa piacere.

  10. barbara46

    Buonasera ho un dolore al collo del piede da 2 giorni.Non capisco se sia a livello di nervi o di vene.La gamba non risulta gonfia non ci sono vene in superficie e’ solo un po calda.Il dolore si accentua a riposo non facendomi dormire.Cosa potrrbbe essere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Avevo il dubbio di gotta, ma non sembra il caso; forse un fastidio muscolare, ma onestamente non sono in grado di formulare ipotesi, mi dispiace. Raccomando di verificare con il medico.

    2. Anonimo

      La ringrazio spero solo non si tratti di problemi venosi.Grazie per la sua gentilezza e disponibilita.Buona serata

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Onestamente non credo, ma se m tiene al corrente mi fa piacere.

    4. barbara46

      La ringrazio tanto sembra vada meglio la mia gamba probabilmente era uno stiramento o qualche nervo infiammato.Grazie per l interessamento.

  11. Lina mi Miami..o dolore alla gamba da mesi ,o preso qulche tachifene ma non sto bene..

    Però i un Po il piede arrossato e non resco a camminare X il …ldolore

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buonasera, considerato che sono mesi che ha questo problema che non passa con semplici antidolorifici e che adesso addirittura non riesce a camminare, è necessario che lei si faccia visitare al più presto dal suo medico di fiducia per chiarire il motivo del suo fastidio, formulare una diagnosi e dare la terapia adeguata.
      saluti

  12. Giovanna

    Buonasera dottore, vorrei un suo parere su un doppler arti inferiori che dovrò fare giovedì pomeriggio…mi spiego: la mattina del giovedì devo fare pulizia dentaria e non so se mi faranno anestesia e poi il pomeriggio dovrò sottopormi al doppler, non so se questi due esami possono essere incompatibili. Grazie

  13. Giovanna

    Molte grazie per la risposta.
    Mi scusi volevo chiederle un’altra cosa: siccome qualche mese fa mi è stata riscontrata una lieve insufficienza venosa alle gambe è pericoloso sottopormi alla pulizia dei denti? Perché ho sentito che in alcuni casi è pericolosa fare pulizia dei denti se si hanno problemi di salute e non so se questo possa causare disturbi. Grazie ancora

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, si, può fare la pulizia dei denti. Il rischio, seppur relativo, riguarda persone con alcuni problemi delle valvole cardiache. Saluti

  14. Sofia

    Buonasera Dottore, vorrei sapere se posso fare doppler arti inferiori al 24° giorno del ciclo mestruale, quindi qualche giorno prima dell’arrivo. Ho controllato la corrispondenza del giorno del ciclo con il giorno dell’appuntamento e mi sono posta questa domanda.
    Grazie della risposta che vorrà darmi

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, solitamente non c’è un collegamento col ciclo mestruale, può tranquillamente sottoporsi al doppler. Saluti.

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