Flebite: sintomi, cause, cura, prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 638 giorni

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Introduzione

La tromboflebite è causata da un trombo che ostruisce una o più vene, di solito nelle gambe, fino a farle gonfiare. Solo in rari casi, la tromboflebite (comunemente anche detta flebite) può colpire le vene delle braccia o del collo.

La vena colpita può essere in superficie e causare la tromboflebite superficiale, oppure profonda all’interno di un muscolo, e in questo caso si parla di trombosi venosa profonda. La presenza di un trombo in una vena profonda fa aumentare il rischio di soffrire di problemi di salute gravi, ad esempio un trombo può spostarsi all’interno dei vasi sanguigni (diventando così un embolo), raggiungere i polmoni e ostruire un’arteria polmonare (embolia polmonare). La tromboflebite può essere provocata dall’inattività protratta, ad esempio se si sta seduti per lungo tempo sull’aereo o in automobile, oppure da una lunga convalescenza a letto dopo un intervento chirurgico.

Per diminuire il rischio di formazione di trombi e alleviare il dolore è possibile usare diversi rimedi pratici. Per la flebite esistono diverse terapie, sia farmacologiche sia chirurgiche.

Cause

La flebite è causata da uno o più trombi, i trombi possono formarsi per cause diverse, cioè a causa di tutto ciò che impedisce al sangue di circolare come dovrebbe. È possibile che il trombo che provoca la tromboflebite sia causato per esempio da:

  • una lesione a una vena,
  • un disturbo ereditario della coagulazione.

I trombi si possono formare per molte ragioni diverse. Di solito si pensa che siano provocati da un tempo prolungato trascorso in posizione seduta, ad esempio quando si viaggia in macchina o in aereo. Stare seduti per molto tempo può favorire la formazione di un trombo che causa la tromboflebite, ma è una situazione piuttosto rara. Prendendo le dovute precauzioni, ad esempio se si sgranchiscono le gambe periodicamente o se ci si alza per fare due passi, è possibile diminuire il rischio di tromboflebite.

Fattori di rischio

Il rischio di soffrire di tromboflebite aumenta se:

  • Siete inattivi o costretti all’immobilità per un lungo periodo, ad esempio durante un viaggio in macchina o in aereo.
  • Siete costretti a letto per un periodo prolungato, ad esempio dopo un intervento chirurgico, dopo un infarto o dopo una lesione, ad esempio se vi siete rotti una gamba.
  • Soffrite di un tipo di tumore, come il tumore al pancreas, che è in grado di aumentare la quantità delle sostanze pro-coagulanti presenti nel sangue, ovvero delle sostanze che favoriscono la coagulazione sanguigna.
  • Avete avuto un ictus che ha causato la paralisi degli arti superiori o inferiori.
  • Avete un pacemaker o un catetere (tubicino flessibile) impiantato in una delle vene principali: questi dispositivi possono irritare il vaso sanguigno e ostruire parzialmente la circolazione.
  • Siete incinte o avete appena partorito, e quindi la pressione delle vene del bacino e delle gambe è maggiore del solito.
  • Usate la pillola anticoncezionale o la terapia ormonale sostitutiva, che possono favorire la coagulazione sanguigna.
  • Nella vostra famiglia qualcuno ha sofferto o soffre di disturbi della coagulazione o è soggetto a trombosi.
  • Siete in sovrappeso o obesi.
  • Soffrite di vene varicose.
  • Siete un fumatore.

Più fattori di rischio presentate, maggiore è il rischio di soffrire di flebite. Se avete uno o più fattori di rischio parlate con il vostro medico delle strategie di prevenzione prima di affrontare lunghi periodi di inattività, ad esempio un volo lungo, un lungo viaggio in auto o prima di decidere di sottoporvi a un intervento chirurgico.

Sintomi

Tra i sintomi della flebite ricordiamo:

  • Calore e dolore nella zona colpita,
  • Rossore e gonfiore.

Se la vena colpita si trova sottopelle è possibile vederla perché è arrossata, dura al tatto e gonfia. Se invece la vena colpita si trova più in profondità la gamba si gonfia e inizia a far male, soprattutto quando si sta in piedi o si cammina. È anche possibile avere la febbre, tuttavia nella maggior parte dei pazienti la trombosi venosa profonda rimane asintomatica.

Quando chiamare il medico

Andate dal medico se una vena improvvisamente diventa rossa e gonfia e inizia a far male, soprattutto se avete uno o più fattori di rischio per la tromboflebite, ad esempio se siete stati immobilizzati per un lungo periodo oppure se nella vostra famiglia qualcuno soffre di disturbi della coagulazione.

Se il dolore e il gonfiore delle vene sono gravi o sono accompagnati da febbre alta o difficoltà respiratorie, andate immediatamente al pronto soccorso; questi sintomi infatti possono indicare una trombosi venosa profonda. Chi ne soffre ha un maggior rischio di formazione di emboli che possono spostarsi all’interno delle vene e raggiungere i polmoni.

Pericoli

Se la flebite colpisce una vena superficiale, cioè una vena che si trova immediatamente sottopelle, le complicazioni sono rare. Invece, se il trombo si forma in una vena profonda, è possibile che si origini una malattia grave, detta trombosi. Nel caso di trombosi, il rischio di complicazioni serie è maggiore. Tra le complicazioni ricordiamo:

  • Embolia polmonare. Se parte di un trombo che si è formato in una vena profonda inizia a spostarsi (e diventa così un embolo), può raggiungere i polmoni, dove può ostruire un’arteria e causare una situazione potenzialmente fatale.
  • Infarto o ictus. Se soffrite di determinate malformazioni cardiache congenite che hanno perforato la parete cardiaca, ad esempio il forame ovale pervio (PFO), la malformazione congenita del setto atriale o del setto ventricolare, un embolo può penetrare nelle arterie coronarie o nel cervello provocando un infarto o un ictus.

La trombosi può anche danneggiare le valvole nelle vene delle gambe. Le vene, infatti, sono dotate di valvole che impediscono il reflusso del sangue che viene pompato verso l’alto, cioè verso il cuore. Se le valvole delle vene delle gambe non funzionano bene, possono nascere diversi problemi:

  • Vene varicose. Il sangue che ristagna nelle vene le fa gonfiare, causando le vene varicose.
  • Edema. In alcuni casi, il sangue può ristagnare talmente tanto da far gonfiare la gamba (edema).
  • Discolorazione della pelle. Se il gonfiore e la pressione sulla pelle si cronicizzano, la pelle può cambiare colore. In alcuni casi possono formarsi anche delle ulcere. Se avete il dubbio che si stia formando un’ulcera, chiamate il medico.
  • Blocco venoso. La trombosi può causare un blocco permanente della circolazione nella vena.

Diagnosi

Per diagnosticare la flebite il medico vi chiederà di quali disturbi avete sofferto e poi cercherà le vene colpite sotto la superficie della pelle. Per capire se soffrite di tromboflebite superficiale o di trombosi, il medico probabilmente sceglierà uno di questi esami:

  • Ecografia. Un dispositivo a forma di bacchetta (trasduttore), passato sulla zona colpita della gamba, la irradia con onde sonore. Quando le onde colpiscono i tessuti della gamba e vengono riflesse, un computer le trasforma in un’immagine in movimento visibile su uno schermo. L’immagine può evidenziare eventuali trombi.
  • TAC o risonanza magnetica. Sia la tomografia computerizzata (TAC) sia la risonanza magnetica (RM) sono in grado di fornire immagini delle vene e di evidenziare eventuali trombi.
  • Venografia. Un mezzo di contrasto chimico viene iniettato in una delle vene principali, nel piede o nella caviglia. Un processo basato sui raggi X crea un’immagine delle vene delle gambe e dei piedi, ed evidenzia eventuali problemi. Attualmente questo esame è usato con minor frequenza, perché per confermare la diagnosi di solito sono sufficienti esami meno invasivi.
  • Esami del sangue. Quasi tutti i pazienti che soffrono di trombosi hanno, nel sangue, una gran quantità di una sostanza detta D-dimero, che favorisce la coagulazione. Tuttavia i livelli di D-dimero sono elevati anche in presenza di altri disturbi, quindi anche se l’esame del D-dimero è molto sensibile, non è molto utile. Attualmente è usato soprattutto per escludere la trombosi o per identificare i pazienti a rischio di tromboflebite ricorrente.

Cura e terapia

Prima della visita potete iniziare a prendere alcuni semplici provvedimenti. E’ molto utile sollevare la gamba colpita per alleviare qualsiasi fastidio. Se decidete di assumere degli antidolorifici, come il paracetamolo (Tachipirina®, …) o l’ibuprofene (Moment®, …), ricordate di informare il medico. Questi farmaci infatti possono interagire con altri anticoagulanti e antitrombotici prescritti dal medico.

Se la flebite colpisce una vena superficiale, il medico può consigliarvi di ricorrere all’automedicazione, ad esempio alzare la gamba malata o usare un comune antinfiammatorio. Per questo disturbo di solito non è necessario il ricovero in ospedale e la guarigione avviene nel giro di una o due settimane.

Per la tromboflebite, il medico può anche consigliarvi queste terapie, simili a quelle usate per la trombosi:

  • Bendaggio fisso all’ossido di zinco: è molto comune l’impiego di un bendaggio sulla zona colpita con bende all’ossido di zinco nella fase acuta.
  • Anticoagulanti. Se soffrite di trombosi, l’iniezione di un farmaco anticoagulante, come l’eparina, impedirà ai trombi di ingrandirsi. Dopo la terapia con l’eparina di solito si passa a un altro anticoagulante, il warfarin (Coumadin®), per diversi mesi, sempre per evitare che i trombi si ingrandiscano. Se il medico vi prescrive il warfarin, seguite attentamente le sue istruzioni. Il warfarin è un farmaco potente che, se non assunto in maniera corretta, può causare effetti collaterali gravi.
  • Calze elastiche. Aiutano a prevenire il gonfiore ricorrente e diminuiscono il rischio di complicazioni della trombosi. Il medico vi prescriverà le calze graduate più adatte per il vostro disturbo. Sono spesso usate come prosecuzione della terapia dopo la fase acuta trattata con bendaggio all’ossido di zinco.
  • Filtro venoso. In alcuni casi, e soprattutto se non potete assumere gli anticoagulanti, può essere inserito un filtro nella vena più grande dell’addome (vena cava) per impedire agli emboli che partono dalle vene delle gambe di raggiungere i polmoni. Di solito il filtro deve rimanere impiantato per tutta la vita. L’intervento normalmente non richiede un lungo ricovero in ospedale.
  • Rimozione delle vene varicose (stripping). Il medico può ricorrere all’intervento chirurgico per rimuovere le vene varicose che causano dolore o tromboflebiti ricorrenti, intervento detto stripping e di solito eseguito in day hospital. Se la vena da rimuovere è piuttosto lunga, si praticano diverse piccole incisioni. Di solito si possono riprendere le normali attività entro due settimane, o meno. La rimozione della vena o del capillare non pregiudica la circolazione, perché sono le vene profonde della gamba che fanno scorrere i maggiori volumi di sangue. Spesso quest’intervento viene eseguito per motivi puramente estetici.
  • Rimozione o bypass. In alcuni casi quest’intervento si rivela necessario per rimuovere un trombo che blocca una vena del bacino o dell’addome. Per guarire una vena gravemente bloccata, il medico può consigliare l’intervento di bypass, oppure l’intervento di angioplastica (non chirurgico) che apre la vena. Dopo che la vena è stata riaperta, il medico inserisce un tubicino retiforme al suo interno, per tenerla aperta.

Stile di vita e rimedi pratici

Oltre alle terapie prescritte dal medico, ci sono diversi rimedi pratici che aiutano ad alleviare i sintomi della tromboflebite.

Se soffrite di tromboflebite superficiale:

  1. Tene sollevate le gambe.
  2. Usate un antinfiammatorio, come l’ibuprofene (Moment®, Brufen®, …) o il naprossene (Momendol®, Aleve®, Synflex®, …), se il medico ve l’ha consigliato

Se soffrite di trombosi venosa profonda:

  1. Assumete gli anticoagulanti seguendo la prescrizione medica per prevenire le complicazioni.
  2. Se la gamba è gonfia, sollevatela.
  3. Indossate le calze elastiche tutti i giorni.

Prevenzione

Per prevenire la flebite, smettete di fumare perché il fumo aumenta il rischio di formazione di trombi.

Stare seduti a lungo sull’aereo o in macchina può provocare gonfiore delle caviglie e dei polpacci. Anche l’inattività prolungata aumenta il rischio di tromboflebite nelle vene delle gambe. Per prevenire la formazione di trombi:

  1. Sgranchitevi le gambe. Se siete in aereo, alzatevi per sgranchirvi le gambe più o meno ogni ora. Se siete in macchina, fate una sosta più o meno ogni ora e sgranchitevi le gambe.
  2. Se dovete stare seduti per forza, muovete regolarmente le gambe. Flettete le caviglie, oppure premete i piedi contro il pavimento o il poggiapiedi almeno dieci volte in un’ora.

Se il viaggio in aereo o in macchina dura più di quattro ore, prendete precauzioni aggiuntive per evitare la trombosi:

  1. Evitate gli indumenti troppo stretti e le cinture strette.
  2. Bevete molto per evitare la disidratazione.
  3. Sgranchite i polpacci, facendo due passi almeno una volta all’ora.

Se sapete di essere a rischio per quanto riguarda la trombosi, andate dal medico prima di partire. Il medico potrà consigliarvi di:

  1. Indossare le calze elastiche.
  2. Assumere un blando anticoagulante prima della partenza..

In genere se già siete in terapia con il warfarin (Coumadin®), non è consigliabile assumere l’aspirina, perché potrebbe diluire troppo il sangue tuttavia, se per altre ragioni seguite una terapia che prevede l’aspirina, è meglio continuarla.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. mirko

    salve dottore a settembre mi sono strappato il muscolo della caviglia sx dopo una visita ortopedica me lo hanno ingessato (doccia),dopo 10 giorni lo levato e mi e venuta una trombosi venosa dal polpaccio in giu sono stato fermo piu di 2 mesi con la gamba,adesso il trombo non ce piu, il piede si gonfia un po e poi si sgonfia tutti i giorni, il problema adesso e che ho ho una contrattura al polpaccio e ho la caviglia bloccata probabilmente perche sono stato fermo x 2 mesi, dopo 20 giorni di fisioterapia la caviglia e ancora bloccata, adesso iniziero un altro ciclodi fisioterapia. volevo sapere se postumi di prima una distrazione muscolare e poi una trombosi sono cosi lunghi? il mio dottore mi ha detto che in 10 giorni mi mettevo apposto ma non e cosi

  2. Concetta

    Salve dottore soffro di vene varicose da molti anni, il medico mi aveva detto di operarmi però a causa della scoperta di un carcinoma alla mammella ho tralasciato il problema. da due giorni ho avvertito dolore e gonfiore ala gamba e oggi è diventata anche rossa. Cosa
    posso fare che il mio medio oggi non c’è posso aspettare fino a domani o vado al pronto soccorso?
    Lei pensa che si tratti di una flebile o una trombo flebile?
    Grazie nell’ attesa diana sua risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Senza poter vedere consiglio una verifica immediata, che per velocità potrebbe anche essere fatta dalla guardia medica.

  3. rosy

    salve Dottore, ho avuto per tutta l’estate scorsa i piedi gonfi. Mi sono rivolta ad un’angiologo il quale dopo avermi mandata da un fisiatra e richiesto l’ecodoppler mi ha diagnosticato un’insufficienza venosa dovuta alla safena del piede sx. successivamente mi sono sottoposta ad un ciclo di massaggi linfodrenanti da cui ho avuto un leggero miglioramento. ora per via della stagione fredda i miei piedi non sono più gonfi ma rimane cmq il problema della safena. L’angiologo era propenso all’intervento della vena ma dopo avergli detto che io dai precedenti interventi chirurgici non cicatrizzo facilmente e fanno sempre infezione restando le ferite aperte per dei mesi, mi ha consigliato di evirare l’operazione alla vena, consigliandomi le calze elastiche per stare meglio.
    Ho fatto di recente vari esami per il controllo delle difese immunitarie da cui è risultato tutto nella norma.
    Vorrei sapere se possibile quale potrebbe essere il motivo della infezioni dovute agli interventi?
    Io ho il morbo di Basedow da 20 anni e non ho più la tiroide.
    Alcuni medici mi han detto che il motivo è legato alla mia patologia, cosa che il mio endocrinologo ha smentito. Gli esami di rutine fatti dall’intervento ad ora sono stati sempre nella norma, quindi non riesce nessuno a dirmi da cosa possa dipendere.
    La mia preoccupazione è che se in futuro fossi costretta a fare un qualsiasi intervento della massima urgenza cosa potrebbe succedermi. Fin ora tutti quelli che ho potuto, li ho evitati e rinviati.
    mi faccia sapere un suo parere a riguardo.
    La ringrazio fin ora.

    1. rosy

      Si Dottore, ho fatto l’esame completo del sangue ed i valori sono tutti nella norma. Ho anche fatto una scintigrafia agli arti inferiori ed anche lì è tutto a posto. Da ogni esame che mi è stato richiesto fin ora non c’è mai stato nulla fuori norma. Io continuo a non capirci e a non spiegarmi come sia possibile che abbia comunque certi problemi….
      Se avesse Lei da consigliarmi qualche altro esame più specifico al mio problema lo farei.
      Saluto e ringrazio…

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi rivolgerei ad un ematologo, mi sembra la figura più adatta ad indagare queste difficoltà.

  4. Antonello

    Buona sera dottore,
    Da ieri ho un dolore alla caviglia sinistra con arrossamento e lieve gonfiore. Soffro di vene varicose e sono in cura con almarithm 100 (1/2 compressa al mattino ed alla sera) per un’aritmia cardiaca avuta ad ottobre (terzo episodio in quattro anni). Inoltre nei giorni scorsi ho avvertito dei dolori alle gambe che non mi consentivano di riposare. Nella giornata di ieri ho consultato il mio medico curante che mi detto che poteva trattarsi di una tendinite. In questo momento non prendo nessun anticoagulante.
    La ringrazio anticipatamente per i consigli che vorra’ darmi.

    1. Anonimo

      No nulla pensava fosse una tendinite e non mi ha prescritto nulla. Ritiene che sia il caso di andare subito in ospedale o posso aspettare domattina?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso non è necessario il PS, se proprio non passasse nei prossimi giorni tornerei dal medico di base.

  5. werner

    buon giorno dottore,una ventina di giorni fa mi si e’ gonfiata una vena del braccio sinistro,l’inconven iente parte dall’avambraccio e prosegue oltre il gomito,ho fatto un’ecocolordoppler che come diagnosi ha dato una varicoflebite della v basilica,il medico che ha effettuato l’esame ha consigliato una cura a base di eparina a basso peso molecolare…
    ho fatto la prima iniezione pero’ purtroppo questa cura mi riduce molto la minzione e ho paura a continuarla poiche’ temo un blocco renale. ho fatto anche alcuni esami del sangue dove risultano fuori norma i linfociti relativi ( val.18) i linfociti assoluti (val.1,1),il p. fibrinogeno (val 401),il p.glucosio (val 127),il p.alt (val.9),il p. urea (val.52), la creatina (val.1,62),tutti gl altri esami risultano regolari.
    premetto che 7 anni fa ho avuto un ictus che come conseguenza mi ha dato un leggero indebolmento della parte destra del corpo.
    ho subito anche un intervento per togliere un grosso calcolo a stampo situato nel rene destro. Dottore,devo continuare l’eparina
    malgrado la mia paura del blocco renale oppure devo cambiare farmaco?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non dovrebbero esserci grossi problemi, ma ovviamente lo valuti anche con il suo medico.

  6. data

    sono state embolizzata per due volte nel giro di tre mesi per aneurisma cervicale. L’ultimo intervento è stato fatto il giorno 13 e mi hanno dimesso 16. verso sera ha iniziato a farmi
    male il braccio e l’ inguine e la febbre è salita a 38 e 4
    il mio medico dice flebite al braccio e infiammazione all inguine. non riesco a camminare ed alzarmi. prendo antibiotici e antidolorifici da venerdì sera ms il dolore dolore all inguine e lancinante

  7. angela

    bunasera,il mio problema è una flebite,(ho preso x asma 2 mesi di cortisone medrol da 16)poi un bel giorno mi sono trovata la gamba gonfia rossa (sembrava un ‘ustione),il medico mi ha prescritto calcioparina da 6000 da fare 1 al giorno sono passati 17 giorni ma non ho trovato nessun beneficio cosa posso fare? grazie

  8. Tiziana

    Salve dott,sono Tiziana una donna di 38anni ed ho subito già due interventi alle gambe in 10anni .Da l’ultimo intervento è passato solo un anno ma da qualche giorno avverto forte dolore e bruciore alle gambe di mai iniziativa sto facendo la calcio parina da 2000,due volte a giorno ,sono tre giorni ma nn ho ancora beneficio che faccio continuo?

  9. giovanni

    Ho da 20 giorni forti dolori all’anca sx e ho forti dolori a tutta la gamba non riesco a tenermi in piedi,davo colpa all’ernia che ho da molto tempo e tengo senza operarla perche’ uso il cinto e fino ad ora che ho 85 anni non mi faceva fastidio, ma il mio medico dice che non e’ ernia, dalle lastre si vede un po’ di artrosi nel frattempo 10 giorni fa ho avuto anche la gotta, prendo il coumadin, il medico mi ha dato paracetamolo, un altro mi ha dato da fare delle iniezioni di muscoril senza aver sollievo ora sospettavo flebite o trombosi devo chidere al medico ulteriori analisi o devo solo attendere secondo Lei?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non credo che una trombosi sarebbe passata inosservata, piuttosto proverei a sentire un reumatologo.

  10. pablito

    buon giorno
    ho 45 anni e 3 settimane fa sono stato operato di safenectomia e per la legatura di una perforante sulla caviglia.
    Subito dopo l’operazione ho avuto un’ emorragia all’inguine.
    Subito risolta ma con un bell’ematoma sotto la coscia.
    Durante la convalescenza mi hanno consigliato di camminare.
    Tolti i punti dopo 3 gg. e’ insorta una flebite sul polpaccio..
    Come cura daflon x 60 gg. eparina 6000 x 40 gg. pomate varie.
    Il dott. mi consiglia riposo e collant elastico anche di notte, il chirurgo vascolare di camminare ,monocollant solo di giorno e fare una vita normale….. nel frattempo non vedo miglioramenti immediati dormo senza collant e la vena e’ grossa , arrossata e di notte fa un po male .Ho ancora una sett. di malattia e sono preoccupato x quando dovro’ riprendere il lavoro.
    Se gentilmente mi puo’ chiarire le idee e darmi qualche consiglio grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono più portato a condividere l’idea del chirurgo, ma dei tre il mio parere è quello che vale meno (sono farmacista).

  11. maria

    salve dottore, da due anni ho un problema. il mio polpaccio sinistro si gonfia quando sto seduta a scuola e quando faccio le scale o camminate lunghe. ho eseguito due ecodopler e sono risultati nella norma, venerdì dopo 5 minuti di corsa in palestra il polpaccio si è gonfiato ancora costringendomi a stare a letto per due giorni, assumo la pillola anticoncezionale che ho già sospeso l’anno scorso e ripresa perché non avevo notato differenza, mercoledì dovrei partire per una gita scolastica e ho ancora dei dolori e la gamba risulta ancora più grossa dell’altra. sono disperata.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma temo sia indispensabile una visita specialistica.

  12. Daniel

    Salve dottore,
    io una settimana fa circa, era domenica della scorsa settimana, mi sono preso una storta al piede destro.La mattina dopo sono andato al pronto soccorso e mi hanno fatto una fasciatura con la colla di zinco (il piede non ha subito fratture), la notte stessa però sono stato costretto a levarla in quanto i dolori si facevano ancora più intensi ed ho notato che le dita del piede si erano gonfiate a dismisura e diventavano color blue.fatto sta che il mercoledì iniziano a gonfiarsi entrambe le ginocchia (sui fianchi della rotula) con tanto di febbre e dolori atroci.ora sono circa 2-3gg che il dolore è molto diminuito ma è rimasto ancora un pò di gonfiore (mollo quasi fosse gelatina).Da martedì stò prendendo l’oki come anti infiammatorio (sotto prescrizione medica).E possibile che mi sia venuta una tromboflebite ad entrambe le ginocchia?Grazie per la pazienza, cordiali saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non credo, ma è una situazione che richiede sicuramente una visita medica appena possibile.

    2. Daniel

      Grazie dottore,
      la farò appena possibile, però secondo lei il gonfiore ad entrambe le ginocchia a cosa è dovuto?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ritengo poco probabile una tromboflebite ad entrambe le ginocchia, ma non mi sento in grado di formulare ipotesi.

    4. Daniel

      ok la ringrazio, lunedì ho la visita, le farò sapere.buona giornata

  13. sportivo

    Caro dottore. Ho subito nel 2004 un intervento di ricostruzione legamenti in seguito ad un trauma al ginocchio. Sono molto attivo fisicamente e pratico bici e sci assiduamente, quindi con uso intenso delle gambe. Mi capita ora di essermi svegliato con un forte dolore al polpaccio della gamba in questione, mi era già capitato in precedenza ma con una durata limitatissima. Ho notato un leggero ingrossamento delle vene in superficie. Ora invece il dolore non passa. Snto formicolio ed ho necessità di tenere la gamba alzata ma non è gonfia e le vene sono rientrate. Se cammino ho un dolore molto intenso a tutto polpaccio e la gamba fa fatica a sorreggermi. Tenendo il piede alto il dolore scompare. Potrebbe essere flebite ?

    1. sportivo

      grazie intanto
      no non particolarmente, ma ho la sensazione di avere la pressione più alta del solito. anche ora praticamente no riesco a camminare, se premo in determinati punti, sul fianco interno del polpaccio dx sento il dolore anche a gamba alzata.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      La mia sensazione è che sia più un problema muscolare, ma non posso che consigliare un parere medico.

    3. sportivo

      vado stasera dal mio medico di base. mi sembra strano sia muscolare perchè fa male ovunque, davanti dietro, da sotto il ginocchio fino a 10 cm prima della caviglia. Poi non ho fatto sforzi particolari in allenamento. Ma potrebbe anche essere un po’ come se ci fosse stato un versamento di sangue nel muscolo, come capita con gli ematomi. Solo stamattina notavo le vene esterne, di solito non visibili, sporgenti. E questo ancor prima di alzarmi, poi sono rientrate rendendo alla vista la gamba praticamente normale.

  14. sportivo

    allora il dolore è sparito completamente il giorno dopo, solo lievi avvertimenti il mattino. il medico mi ha indicato di fare alcuni esami come l’ecodoppler venoso arterioso che devo ancora eseguire, ed un secondo che riguarda muscolo e tendini. aggiornerò con gli esiti, ma che stranezza.

  15. manuela

    Buongiorno,
    circa un mese fa, per evitare una rovinosa caduta sul pavè dissestato, ho subito un trauma al piede sinistro curato con riposo di una settimana voltaren gel e un antinfiammatorio come da referto del PS.
    Purtroppo ho dovuto rifare la radiografia perchè non ho avuto miglioramenti. La lastra non presenta rotture ma solo delle complicazioni al tarso e metatarso. Oggi sono in ufficio ma il piede è gonfio, pur avendo messo il ghiaccio. Cosa posso fare? La mia collega mi parla di fleibite…che paura.
    Grazie per una sua cortese risposta.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Lo ritengo poco probabile, in ogni caso è utile un parere medico; se possibile tolga la scarpa e lo tenga sollevato (per esempio su una sedia).

  16. manuela

    Grazie per la sua risposta! Ho preso un oki (che di solito funziona mi toglie il dolore e l’infiammazione) ma nulla.
    Ho tolto il piede dalla scarpa ed ora vediamo…ma secondo lei cosa potrebbe essere?Dovrei fare la risonanza?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Che tipo ci complicazioni a tarso/metatarso sono state rilevate?

  17. susan

    salve. ho 40 anni, l’anno scorso il mio ginecologo per curare una ciste ovarica mi diede la pillola non facendo però esami. premetto che sono una fumatrice. ho avuto la flebite,ho preso antidolorifici, gambe sollevate, ma è un anno che sono ancora con dolori e edema e bruciori. soffro di calcolosi renale e ho un rene molto ingrossato. l’altra sera ho avuto fitte acute alla testa simili a morsi di cavalli, la lingua dolorante pulsazioni sugli occhi e labbra. mi è stato diagnosticato un soffio al cuore e si sospettano problemi all’arteri addominale. ho prenotato eco addome e eco color doppler t.s.a. lei cosa può dirmi a riguardo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non me la sento di esprimere giudizi.

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