Flebite: sintomi, cause, cura, prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 179 giorni

Introduzione

La tromboflebite (comunemente anche detta flebite, o più correttamente trombosi venosa superficiale) è l’infiammazione di una vena vicino alla superficie della pelle, causata da un trombo che ostruisce una o più vene, di solito nelle gambe, fino a farle gonfiare; più raramente può colpire le vene delle braccia o del collo e potenzialmente anche qualsiasi altra zona del corpo.

Particolarmente a rischio sono le vene varicose nelle gambe, comuni per esempio nelle donne in gravidanza.

La vena colpita può essere in superficie e causare la tromboflebite superficiale, oppure profonda all’interno di un muscolo, e in questo caso si parla di trombosi venosa profonda, situazione molto più grave che pone il paziente a rischio di complicazioni potenzialmente fatali (embolia polmonare).

La flebite tende a risolversi spontaneamente nell’arco di 2-6 settimane e spesso è causata dall’inattività protratta, ad esempio dovuta a una permanenza su un aereo o in automobile, oppure da una lunga convalescenza a letto dopo un intervento chirurgico.

Per diminuire il rischio di formazione di trombi possibile ricorrere a diversi rimedi pratici, così, come per il trattamento della flebite esistono diverse terapie, sia farmacologiche che (necessarie molto raramente) chirurgiche.

Cause

La flebite è causata dalla presenza di uno o più trombi che impediscono al sangue di circolare come dovrebbe all’interno della vena colpita.

I trombi si possono formare per molte ragioni diverse e nella maggior parte dei casi non è possibile risalire alla causa esatta, ma certamente la formazione è favorita da un tempo eccessivamente prolungato trascorso in posizione seduta, ad esempio quando si viaggia in macchina o in aereo, o distesi (ad esempio a letto a causa di malattie o a seguito di un intervento chirurgico).

Prendendo le dovute precauzioni, ad esempio se si sgranchiscono le gambe periodicamente o se ci si alza per fare due passi, è possibile in questi specifici contesti diminuire il rischio di tromboflebite.

La flebite può inoltre essere causata da un trauma locale alla vena colpita, per esempio a seguito dell’inserimento di un catetere intravenoso, oppure come complicazione di disturbi del tessuto connettivo (conseguenza di patologie come lupus, tumori, …).

Fattori di rischio

I principali fattori di rischio che aumentano il rischio di sviluppare flebite sono tutti quelli in grado di favorire la formazione di trombi, ossia:

  • vene varicose, ossia vene ingrossate e gonfie (tipicamente su gambe e piedi) di colore scuro, dolenti e causa di fastidiosi sintomi,
  • fumo,
  • sovrappeso e obesità,
  • utilizzo della pillola contraccettiva o della terapia ormonale sostitutiva,
  • gravidanza (sia perchè la pressione delle vene del bacino e delle gambe è maggiore del normale, sia a causa dell’aumentata concentrazione ormonale),
  • precedenti episodi di trombosi venosa (superficiale e/o profonda),
  • iniezioni, inserimento di cateteri intravenosi, …
  • trombofilia e altri disturbi della coagulazione (policitemia, …),
  • malattie autoimmuni (come il lupus),
  • famigliarità per trombosi.
  • tumori in grado di causare disturbi del tessuto connettivo (pancreas, seno, ovaie, …) o in grado di alterare la coagulazione,
  • chirurgia recente,
  • fratture nelle gambe,
  • rallentamento del flusso sanguigno, causato per esempio dall’immobilità protratta.

Più fattori di rischio sono presenti e maggiore è il rischio di soffrire di flebite, condizione che colpisce in modo quasi equivalente uomini e donne, con unì’età media d’insorgenza pari rispettivamente a 54 e 58 anni.

Sintomi

Una tromboflebite superficiale in genere ha durata di circa 2-6 settimane e colpisce prevalentemente le gambe; più raramente possono essere interessate braccia, pene, seno e potenzialmente qualsiasi altra vena.

Tra i sintomi più comuni della flebite ricordiamo:

  • calore e dolore nella zona colpita,
  • rossore e gonfiore,
  • se la vena colpita si trova sottopelle è possibile vederla perché è arrossata, dura al tatto e gonfia.

Rara è la presenza di febbre.

La presenza residua del trombo non è fonte di preoccupazione quando ad essere colpita è una vena superficiale, in quanto altre vene possono subentrare e garantire un corretto afflusso di sangue ossigenato ai tessuti.

In genere non viene limitata la mobilità dell’arto colpito (il paziente non avrà quindi difficoltà a camminare, se ad essere colpita fosse una vena della gamba).

Quando chiamare il medico

È necessario contattare il medico in caso di sintomi di flebite, a maggior ragione in caso di presenza di fattori di rischio.

Si raccomanda di rivolgersi urgentemente in Pronto Soccorso in caso di:

  • dolore e gonfiore di una vena,
  • aumento improvviso del dolore,
  • febbre alta,
  • difficoltà respiratorie.

Potrebbe essere una trombosi venosa profonda, che espone al rischio di embolia polmonare.

Pericoli

Una flebite è generalmente fastidiosa, ma non pericolosa, e tendenzialmente tende a risolversi spontaneamente nell’arco di qualche settimana. Quando l’infiammazione viene superata potrebbe persistere un residuo di pelle scura e gonfiore, che tenderà a sparire nei mesi successivi.

Nel caso in cui la flebite abbia colpito una vena varicosa in genere se ne raccomanda il trattamento, per prevenire nuovi episodi.

Nonostante possa essere presente dolore, quando viene colpita la gamba il paziente non mostra alcuna difficoltà nel camminare.

In alcuni casi può sovrapporsi alla condizione infiammatoria un’infezione; il dolore può così peggiorare e il rossore tende a estendersi, con un aumento della sensazione di malessere generale. Se rapidamente curata l’infezione viene in genere circoscritta e risolta.

Purtroppo esiste la possibilità di andare incontro a recidive, soprattutto nel caso di vene varicose; nel caso in cui i successivi episodi siano relativamente frequenti e si manifestino in zone diverse si raccomanda di approfondire con il medico la possibilità che si stia sviluppando una causa di base da individuare e trattare (per esempio un tumore).

Se la flebite è quindi una condizione a evoluzione generalmente benigna, lo stesso non si può dire per un’infiammazione che interessi le vene profonde, in cui:

  • 30% dei pazienti vanno incontro a risoluzione spontanea,
  • 50% dei pazienti vedono una sostanziale limitazione del processo nel distretto di insorgenza,
  • 20% dei pazienti, in assenza di terapia, vanno incontro a elevato rischio di complicazioni maggiori (tromboembolia polmonare).

Diagnosi

Per diagnosticare una flebite il primo passo è la visita medica, spesso dal medico curante, con particolare attenzione a:

  • anamnesi (raccolta di preziose informazioni su sintomi, fattori di rischio, stato di salute, …),
  • esame obiettivo, che si concentrerà sulla valutazione visiva della vena colpita e della pelle circostante.

Nella maggior parte dei casi per la diagnosi sarà quindi sufficiente la visita, ma in caso di dubbi residui verranno prescritti esami strumentali e di laboratorio, soprattutto nel caso di sintomi suggestivi di potenziale trombosi venosa profonda:

  • ecografia, uno strumento che consente di ricreare immagini delle vene e degli altri tessuti molli sfruttando le onde sonore,
  • TAC o risonanza magnetica, esami più sofisticati che consentono la creazione di immagini più dettagliate, ma raramente necessari,
  • esami del sangue come il D-dimero, un frammento proteico la cui concentrazione rappresenta un importante fattore di rischio cardiovascolare se troppo elevata (viene in genere richiesto in fase di screening, più che per la diagnosi).

Potrebbero infine essere prescritti esami del sangue per rilevare eventuali cause genetiche che possano favorire la formazione di trombi.

Cura e terapia

In attesa della visita può essere consigliabile iniziare a sollevare la gamba colpita, per favorire il ritorno venoso e diminuire così i sintomi; questa indicazione è in genere il punto fermo del trattamento di qualsiasi episodio di flebite.

Spesso sono poi sufficienti rimedi da automedicazione, come ad esempio:

  • uso di calze a compressione graduata per ridurre il gonfiore,
  • mantenersi attivi, per migliorare e stimolare la circolazione sanguigna,
  • praticare impacchi freddi e/o caldo-umidi per ridurre il dolore e il gonfiore (sul caldo/freddo non c’è unanimità tra le fonti, entrambe possono avere vantaggi, e si rimanda quindi tassativamente al parere del medico),
  • applicazioni di creme o unguenti antinfiammatorie o eparinoidi, massaggiando per breve tempo e sempre in direzione del cuore,
  • assunzione di farmaci antidolorifici e antinfiammatori come paracetamolo (Tachipirina®, …), l’ibuprofene (Moment®, …) o, probabilmente meglio ancora, l’aspirina, che ha spiccato effetto antiaggregante sul sangue. Alcuni di questi farmaci possono interagire pericolosamente con altri medicinali, pensiamo per esempio agli anticoagulanti, o essere pericolosi se assunti da donne incinte, si raccomanda quindi sempre il preventivo parere del medico.

Si noti che la visita medica è sempre e comunque indispensabile, per escludere il rischio di trombosi venosa profonda o situazioni in cui si renda necessario un intervento più incisivo o diverso da quanto descritto.

Nella maggior parte dei casi di flebite non è quindi necessario il ricovero in ospedale e la guarigione avviene generalmente nel giro di poche settimane.

Nei casi più severi può essere fatto ricorso a farmaci, come eparine iniettabili o anticoagulanti a uso orale.

Il ricorso agli antibiotici è limitato ai casi in cui si assista a una sovrapposizione di infezione batterica.

Sono di norma sconsigliati i massaggi di ogni tipo.

Poichè la presenza di vene varicose espone al rischio di recidive, il medico può consigliarne la rimozione (stripping), un rapido intervento chirurgico di solito eseguito in day hospital. Se la vena da rimuovere è piuttosto lunga, si praticano diverse piccole incisioni. Di solito si possono riprendere le normali attività entro due settimane, o meno. La rimozione della vena o del capillare non pregiudica la circolazione, perché sono le vene profonde della gamba che fanno scorrere i maggiori volumi di sangue. Spesso quest’intervento viene eseguito per motivi puramente estetici.

Più rara è la necessità di ricorrere al bypass di una vena.

Prevenzione

Per prevenire la flebite è innanzi tutto consigliabile agire sui fattori di rischio modificabili, ad esempio:

  • smettere di fumare,
  • dimagrire se necessario,
  • praticare regolarmente attività fisica,
  • assumere con scrupolo eventuali farmaci prescritti.

Stare seduti a lungo sull’aereo o in macchina può provocare gonfiore delle caviglie e dei polpacci, perchè l’inattività prolungata aumenta il rischio di tromboflebite nelle vene delle gambe. Per prevenire la formazione di trombi:

  1. Sgranchitevi le gambe. Se siete in aereo, alzatevi per sgranchirvi le gambe più o meno ogni ora. Se siete in macchina, fate una sosta più o meno ogni ora e sgranchitevi le gambe.
  2. Se dovete stare seduti per forza, muovete regolarmente le gambe. Flettete le caviglie, oppure premete i piedi contro il pavimento o il poggiapiedi almeno dieci volte in un’ora.

Se il viaggio in aereo o in macchina dura più di quattro ore, prendete precauzioni aggiuntive per evitare la trombosi:

  1. Evitate gli indumenti troppo stretti e le cinture strette.
  2. Bevete molto per evitare la disidratazione.
  3. Sgranchite i polpacci, facendo due passi almeno una volta all’ora.

Se sapete di essere a rischio per quanto riguarda la trombosi, andate dal medico prima di partire. Il medico potrà consigliarvi di:

  1. Indossare le calze elastiche.
  2. Assumere un blando anticoagulante prima della partenza..

In genere se già siete in terapia con il warfarin (Coumadin®), non è consigliabile assumere l’aspirina, perché potrebbe diluire troppo il sangue tuttavia, se per altre ragioni seguite una terapia che prevede l’aspirina, è meglio continuarla.

Fonti principali:

A cura di Elisa Bruno

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Domande, suggerimenti e segnalazioni

Gentile utente, per garantire maggiormente la tua privacy i tuoi contributi potrebbero essere mostrati sul sito in forma anonima.

Leggi le condizioni d'uso dei commenti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, le confermo che lesione delle fibre muscolari può causare una flebite; segnali al medico qualsiasi sintomo dubbio.

  1. Anonimo

    Salve Dottore avrei una domanda questo ultimo periodo ho un problema su una vena nel piede un mese fa mi si è gonfiata diventando poi un livido io avevo pensato che fossi un colpo ma da lì se sto troppo in piedi sento qualcosa che mi brucia proprio sulla vena e poi inizia a gonfiarsi un po’ sono molto preo perché nn capisco cosa possa essere aspetto una sua risposta grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non posso che consigliare una visita medica perchè serve una valutazione visiva della situazione.

  2. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
    Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

    Salve, se la zona è infiammata e gonfia non può essere escluso.saluti

  3. Anonimo

    Mio fratello di 26 anni ha subito un intervento con dei tacchetti sulla caviglia, e passata una settimana la caviglia prima era livida ora e gonfia ma non gli da dolore sono visibili dei segni simili ai tacchetti delle scarpette da calcio la cute risulta arrossata ma non e o edematosa. Ora mio fratello andando a comprare della pomata la farmacista vedendo il sito interessato ha detto che potrebbe essere flebite. Io sono alquanto perplesso da questa interpretazione e chiedo a voi ma potrebbe essere flebite??

  4. Anonimo

    Salve, dieci giorni fa ho fatto un prelievo di sangue al braccio dx, ho avuto da subito dolore alla parte punta. dopo due giorni il dolore è aumentato fino a non poter sfiorare il braccio. Il male sale alla parte interna dell’avambraccio fino oltre il bicipite e scende fino al polso. La parte è dura e gonfia come se ci fosse una “cordicella” ed è leggermente rossa.
    Il medico mi ha detto di mettere pomata (reparil), ghiaccio e di prendere delle bustine di flebinec. dopo quattro giorni di cure il dolore è leggermente diminuito pur restando la parte gonfia e dura e ancora molto dolorosa.
    Cosa posso fare di più? E’ il caso di mettere una fascia elatica al braccio?
    Grazie per la risposta.
    Miranda

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, no assolutamente nessuna fasciatura, potrebbe creare problemi di circolazione; non credo sia nulla di grave, per cui segua i consigli del medico che l’ha vista, se dovesse ovviamente peggiorare si faccia rivalutare prima.

  5. Anonimo

    Buongiorno ho una vene sul piede destro sono stata dal dottore e mi a detto che e una flebite e mi ha dato una cura per 30 gg oggi sto alla decima bustina ma niente il dolore e sempre uguale si chiamano flebinec volevo sapere c’e qualcos altro di meglio ma poi come si prende la flebite?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, la flebite può seguire ad un trauma o anche presentarsi spontaneamente probabilmente per una predisposizione del sistema circolatorio. Faccia la cura prescritta e se non nota milgioramenti torni dal suo medico, in questa sede, senza poter visitare il paziente non è conveniente suggerire un terapia. saluti

  6. Anonimo

    La flebite può causare dolore costante? Sia se si cammina o se si sta a riposo?
    Ho un dolore acuto al polpaccio sx, tira dietro il ginocchio e tutta la coscia. Dopo un giorno all’ inpiedi la vena risulta gonfia ma la mattina è sgonfia. Ho fatto la cura con flebisite, è il dolore durante i 3 mesi di punture era sempre presente e lo è tuttora, è normale?
    Quando faccio sforzi, tipo in palestra, la vena del lato sx del collo mi tira e mi fa male, può essere tutto collegato? Ultimamente avverto dolore pure alla gamba dx. Se è flebite perché non è passata con le punture? Cosa posso fare?
    Ho fatto controlli alla schiena da cui è risultata solo una lombalgia e il medico fisiatra ritiene che la mia insufficienza venosa è inesistente in quanto l’angiologo non ha scritto nulla di grave, se non insufficienza venosa periferica. Mi chiedevo cosa posso fare per indagare meglio?
    Se ho un problema alla vena posso risolverlo? Ho 28 anni, si sono sempre alzata a lavoro, ma non sono un tipo sedentario,faccio sport e mangio sano. Come posso capire che problema ho? Nessuno mi dà retta per sto problema ed io non so se fidarmi delle parole del medico.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Come già detto in passato se due medici specialisti sono concordi nell’escludere problemi circolatori a mio avviso non ha motivo di dubitarne.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi perdoni se sarò molto schietto, ma spero davvero di poterla aiutare in questo modo.

      Lei si è convinta senza alcuna ragione di avere problemi circolatori, smentiti in due occasioni da medici specialisti.
      Sta cercando una soluzione su Internet dove, glielo garantisco, non la troverà.

      Continua a chiedermi le possibili cause, ma la risposta non può che essere sempre la stessa:

      http://www.farmacoecura.it/malattie/vene-varicose-ed-altri-problemi-di-circolazione-alle-gambe/comment-page-5/#comment-1280655

      http://www.farmacoecura.it/malattie/vene-varicose-ed-altri-problemi-di-circolazione-alle-gambe/comment-page-5/#comment-1280483

      Proceda con fiducia il percorso impostato dal fisiatra e cerchi di affrontare anche l’ansia, perchè probabilmente è caduta in un circolo vizioso che non può che aumentare ulteriormente i sintomi di cui soffre.

      Deve fidarsi del medico, NON di Internet.

  7. Anonimo

    buonasera, mio fratello di 41 anni ha un problema al quale non troviamo risposta. da tempo soffre di un ricorrente dolore al testicolo sinistro. il medico ha detto che è un varicocele, ma ogni volta che scatta il dolore al testicolo si gonfia improvvisamente anche una vena lungo la gamba sinistra che diventa molto scura e dolente. il medico ha detto di non preoccuparsi, ma non è sicuramente normale. non so a chi dobbiamo rivolgerci, un esperto di vene?un urologo? un chirurgo? potete darmi un’indicazione su cosa possa essere e cosa fare per risolvere questo problema? grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il testicolo può arrivare a essere dolente per cause riflesse.
      La vena che appare sulla gamba fa male?

  8. Anonimo

    Scusi dottore se la disturbo ancora posso fare impacchi di ghiaccio dove sono gonfia per la flepite

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In genere si fanno, ma prima di procedere raccomando di fare il punto con il medico.

  9. Anonimo

    Dottore ma la flebile può essere senza dolore perché io nn sento dolore solo gonfia grazie 🙏

  10. Anonimo

    Mi è stato diagnosticato una flebile ma ho anche sopra il ginocchio gonfio alla inizio diciamo dalla parte su. Può dipendere dalla flepite

  11. Anonimo

    Salve, sono una ragazza di 23 anni e al momento vivo all’estero. Quasi 2 mesi fa ho avuto un cesario e durante la mia permanenza in ospedale sono stata tenuta sempre con la flebo. In seguito ad una iniezione tramite flebo, sulla mano sinistra mi si è formato un bitorzolo duro. Fatta eccezione del dolore iniziale,forse causata dalla iniezione fatta troppo velocemente ora non accuso nessun dolore ma a distanza di 2 mesi ancora c’è. Il dottore qui mi ha consigliato di fare impacchi di acqua calda ma il coagulo si è solo frammentato ma non scomparso. Ora in seguito ad un secondo ricovero ho lo stesso problema sulla mano destra con l’unica differenza che al contanto la vena fa un po’ male. Premesso che qui dei dottori non mi fido perchè mi dicono solo che non è nulla,volevo sapere:1)è effetivamente flebite come penso?. 2)l’acqua calda è effettivamente utile?. 3) Sto pensando di tornare in Italia e il viaggio in aereo dura dalle 14 alle 18 ore. Se è flebite può essere un problema?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, l’ipotesi che si tratti di flebite superficiale è verosimile, l’acqua calda può dare un’ aiuto ma solitamente la terapia indicata è l’assunzione di antiinfiammatori per qualche giorno e l’applicazione di creme specifiche. Non credo però che solo per questo motivo sia necessario tornare in Italia. saluti

    2. Anonimo

      Grazie mille per la sua risposta. Per quanto riguarda il viaggio io vorrei tornare per vacanza…e volevo sapere se il viaggiare per più di 14 ore in aereo potesse creare problemi.

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, si può affrontare il viaggio se lo desidera, il problema ci sarebbe stato più se fossero stati interessati gli arti inferiori che non la mano.

  12. Anonimo

    Ho effettuato una risonanza magnetica con contrasto iniettato sulla mano dx..a parte il dolore dell’ago, il giorno dopo ho accusato gonfiore e dolore al braccio…recatomi in ospedale hanno diagnosticato flebite prescrivendomi farmaci…a distanza di 10 gg. ho ancora dolore e un po di gonfiore…è normale?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra tutto nella norma, ma verifichi comunque con il medico curante.

La sezione commenti è attualmente chiusa.