Flebite: sintomi, cause, cura, prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 49 giorni

Introduzione

La tromboflebite è causata da un trombo che ostruisce una o più vene, di solito nelle gambe, fino a farle gonfiare. Solo in rari casi, la tromboflebite (comunemente anche detta flebite) può colpire le vene delle braccia o del collo.

La vena colpita può essere in superficie e causare la tromboflebite superficiale, oppure profonda all’interno di un muscolo, e in questo caso si parla di trombosi venosa profonda. La presenza di un trombo in una vena profonda fa aumentare il rischio di soffrire di problemi di salute gravi, ad esempio un trombo può spostarsi all’interno dei vasi sanguigni (diventando così un embolo), raggiungere i polmoni e ostruire un’arteria polmonare (embolia polmonare). La tromboflebite può essere provocata dall’inattività protratta, ad esempio se si sta seduti per lungo tempo sull’aereo o in automobile, oppure da una lunga convalescenza a letto dopo un intervento chirurgico.

Per diminuire il rischio di formazione di trombi e alleviare il dolore è possibile usare diversi rimedi pratici. Per la flebite esistono diverse terapie, sia farmacologiche sia chirurgiche.

Cause

La flebite è causata da uno o più trombi, i trombi possono formarsi per cause diverse, cioè a causa di tutto ciò che impedisce al sangue di circolare come dovrebbe. È possibile che il trombo che provoca la tromboflebite sia causato per esempio da:

  • una lesione a una vena,
  • un disturbo ereditario della coagulazione.

I trombi si possono formare per molte ragioni diverse. Di solito si pensa che siano provocati da un tempo prolungato trascorso in posizione seduta, ad esempio quando si viaggia in macchina o in aereo. Stare seduti per molto tempo può favorire la formazione di un trombo che causa la tromboflebite, ma è una situazione piuttosto rara. Prendendo le dovute precauzioni, ad esempio se si sgranchiscono le gambe periodicamente o se ci si alza per fare due passi, è possibile diminuire il rischio di tromboflebite.

Fattori di rischio

Il rischio di soffrire di tromboflebite aumenta se:

  • Siete inattivi o costretti all’immobilità per un lungo periodo, ad esempio durante un viaggio in macchina o in aereo.
  • Siete costretti a letto per un periodo prolungato, ad esempio dopo un intervento chirurgico, dopo un infarto o dopo una lesione, ad esempio se vi siete rotti una gamba.
  • Soffrite di un tipo di tumore, come il tumore al pancreas, che è in grado di aumentare la quantità delle sostanze pro-coagulanti presenti nel sangue, ovvero delle sostanze che favoriscono la coagulazione sanguigna.
  • Avete avuto un ictus che ha causato la paralisi degli arti superiori o inferiori.
  • Avete un pacemaker o un catetere (tubicino flessibile) impiantato in una delle vene principali: questi dispositivi possono irritare il vaso sanguigno e ostruire parzialmente la circolazione.
  • Siete incinte o avete appena partorito, e quindi la pressione delle vene del bacino e delle gambe è maggiore del solito.
  • Usate la pillola anticoncezionale o la terapia ormonale sostitutiva, che possono favorire la coagulazione sanguigna.
  • Nella vostra famiglia qualcuno ha sofferto o soffre di disturbi della coagulazione o è soggetto a trombosi.
  • Siete in sovrappeso o obesi.
  • Soffrite di vene varicose.
  • Siete un fumatore.

Più fattori di rischio presentate, maggiore è il rischio di soffrire di flebite. Se avete uno o più fattori di rischio parlate con il vostro medico delle strategie di prevenzione prima di affrontare lunghi periodi di inattività, ad esempio un volo lungo, un lungo viaggio in auto o prima di decidere di sottoporvi a un intervento chirurgico.

Sintomi

Tra i sintomi della flebite ricordiamo:

  • Calore e dolore nella zona colpita,
  • Rossore e gonfiore.

Se la vena colpita si trova sottopelle è possibile vederla perché è arrossata, dura al tatto e gonfia. Se invece la vena colpita si trova più in profondità la gamba si gonfia e inizia a far male, soprattutto quando si sta in piedi o si cammina. È anche possibile avere la febbre, tuttavia nella maggior parte dei pazienti la trombosi venosa profonda rimane asintomatica.

Quando chiamare il medico

Andate dal medico se una vena improvvisamente diventa rossa e gonfia e inizia a far male, soprattutto se avete uno o più fattori di rischio per la tromboflebite, ad esempio se siete stati immobilizzati per un lungo periodo oppure se nella vostra famiglia qualcuno soffre di disturbi della coagulazione.

Se il dolore e il gonfiore delle vene sono gravi o sono accompagnati da febbre alta o difficoltà respiratorie, andate immediatamente al pronto soccorso; questi sintomi infatti possono indicare una trombosi venosa profonda. Chi ne soffre ha un maggior rischio di formazione di emboli che possono spostarsi all’interno delle vene e raggiungere i polmoni.

Pericoli

Se la flebite colpisce una vena superficiale, cioè una vena che si trova immediatamente sottopelle, le complicazioni sono rare. Invece, se il trombo si forma in una vena profonda, è possibile che si origini una malattia grave, detta trombosi. Nel caso di trombosi, il rischio di complicazioni serie è maggiore. Tra le complicazioni ricordiamo:

  • Embolia polmonare. Se parte di un trombo che si è formato in una vena profonda inizia a spostarsi (e diventa così un embolo), può raggiungere i polmoni, dove può ostruire un’arteria e causare una situazione potenzialmente fatale.
  • Infarto o ictus. Se soffrite di determinate malformazioni cardiache congenite che hanno perforato la parete cardiaca, ad esempio il forame ovale pervio (PFO), la malformazione congenita del setto atriale o del setto ventricolare, un embolo può penetrare nelle arterie coronarie o nel cervello provocando un infarto o un ictus.

La trombosi può anche danneggiare le valvole nelle vene delle gambe. Le vene, infatti, sono dotate di valvole che impediscono il reflusso del sangue che viene pompato verso l’alto, cioè verso il cuore. Se le valvole delle vene delle gambe non funzionano bene, possono nascere diversi problemi:

  • Vene varicose. Il sangue che ristagna nelle vene le fa gonfiare, causando le vene varicose.
  • Edema. In alcuni casi, il sangue può ristagnare talmente tanto da far gonfiare la gamba (edema).
  • Discolorazione della pelle. Se il gonfiore e la pressione sulla pelle si cronicizzano, la pelle può cambiare colore. In alcuni casi possono formarsi anche delle ulcere. Se avete il dubbio che si stia formando un’ulcera, chiamate il medico.
  • Blocco venoso. La trombosi può causare un blocco permanente della circolazione nella vena.

Diagnosi

Per diagnosticare la flebite il medico vi chiederà di quali disturbi avete sofferto e poi cercherà le vene colpite sotto la superficie della pelle. Per capire se soffrite di tromboflebite superficiale o di trombosi, il medico probabilmente sceglierà uno di questi esami:

  • Ecografia. Un dispositivo a forma di bacchetta (trasduttore), passato sulla zona colpita della gamba, la irradia con onde sonore. Quando le onde colpiscono i tessuti della gamba e vengono riflesse, un computer le trasforma in un’immagine in movimento visibile su uno schermo. L’immagine può evidenziare eventuali trombi.
  • TAC o risonanza magnetica. Sia la tomografia computerizzata (TAC) sia la risonanza magnetica (RM) sono in grado di fornire immagini delle vene e di evidenziare eventuali trombi.
  • Venografia. Un mezzo di contrasto chimico viene iniettato in una delle vene principali, nel piede o nella caviglia. Un processo basato sui raggi X crea un’immagine delle vene delle gambe e dei piedi, ed evidenzia eventuali problemi. Attualmente questo esame è usato con minor frequenza, perché per confermare la diagnosi di solito sono sufficienti esami meno invasivi.
  • Esami del sangue. Quasi tutti i pazienti che soffrono di trombosi hanno, nel sangue, una gran quantità di una sostanza detta D-dimero, che favorisce la coagulazione. Tuttavia i livelli di D-dimero sono elevati anche in presenza di altri disturbi, quindi anche se l’esame del D-dimero è molto sensibile, non è molto utile. Attualmente è usato soprattutto per escludere la trombosi o per identificare i pazienti a rischio di tromboflebite ricorrente.

Cura e terapia

Prima della visita potete iniziare a prendere alcuni semplici provvedimenti. E’ molto utile sollevare la gamba colpita per alleviare qualsiasi fastidio. Se decidete di assumere degli antidolorifici, come il paracetamolo (Tachipirina®, …) o l’ibuprofene (Moment®, …), ricordate di informare il medico. Questi farmaci infatti possono interagire con altri anticoagulanti e antitrombotici prescritti dal medico.

Se la flebite colpisce una vena superficiale, il medico può consigliarvi di ricorrere all’automedicazione, ad esempio alzare la gamba malata o usare un comune antinfiammatorio. Per questo disturbo di solito non è necessario il ricovero in ospedale e la guarigione avviene nel giro di una o due settimane.

Per la tromboflebite, il medico può anche consigliarvi queste terapie, simili a quelle usate per la trombosi:

  • Bendaggio fisso all’ossido di zinco: è molto comune l’impiego di un bendaggio sulla zona colpita con bende all’ossido di zinco nella fase acuta.
  • Anticoagulanti. Se soffrite di trombosi, l’iniezione di un farmaco anticoagulante, come l’eparina, impedirà ai trombi di ingrandirsi. Dopo la terapia con l’eparina di solito si passa a un altro anticoagulante, il warfarin (Coumadin®), per diversi mesi, sempre per evitare che i trombi si ingrandiscano. Se il medico vi prescrive il warfarin, seguite attentamente le sue istruzioni. Il warfarin è un farmaco potente che, se non assunto in maniera corretta, può causare effetti collaterali gravi.
  • Calze elastiche. Aiutano a prevenire il gonfiore ricorrente e diminuiscono il rischio di complicazioni della trombosi. Il medico vi prescriverà le calze graduate più adatte per il vostro disturbo. Sono spesso usate come prosecuzione della terapia dopo la fase acuta trattata con bendaggio all’ossido di zinco.
  • Filtro venoso. In alcuni casi, e soprattutto se non potete assumere gli anticoagulanti, può essere inserito un filtro nella vena più grande dell’addome (vena cava) per impedire agli emboli che partono dalle vene delle gambe di raggiungere i polmoni. Di solito il filtro deve rimanere impiantato per tutta la vita. L’intervento normalmente non richiede un lungo ricovero in ospedale.
  • Rimozione delle vene varicose (stripping). Il medico può ricorrere all’intervento chirurgico per rimuovere le vene varicose che causano dolore o tromboflebiti ricorrenti, intervento detto stripping e di solito eseguito in day hospital. Se la vena da rimuovere è piuttosto lunga, si praticano diverse piccole incisioni. Di solito si possono riprendere le normali attività entro due settimane, o meno. La rimozione della vena o del capillare non pregiudica la circolazione, perché sono le vene profonde della gamba che fanno scorrere i maggiori volumi di sangue. Spesso quest’intervento viene eseguito per motivi puramente estetici.
  • Rimozione o bypass. In alcuni casi quest’intervento si rivela necessario per rimuovere un trombo che blocca una vena del bacino o dell’addome. Per guarire una vena gravemente bloccata, il medico può consigliare l’intervento di bypass, oppure l’intervento di angioplastica (non chirurgico) che apre la vena. Dopo che la vena è stata riaperta, il medico inserisce un tubicino retiforme al suo interno, per tenerla aperta.

Stile di vita e rimedi pratici

Oltre alle terapie prescritte dal medico, ci sono diversi rimedi pratici che aiutano ad alleviare i sintomi della tromboflebite.

Se soffrite di tromboflebite superficiale:

  1. Tene sollevate le gambe.
  2. Usate un antinfiammatorio, come l’ibuprofene (Moment®, Brufen®, …) o il naprossene (Momendol®, Aleve®, Synflex®, …), se il medico ve l’ha consigliato

Se soffrite di trombosi venosa profonda:

  1. Assumete gli anticoagulanti seguendo la prescrizione medica per prevenire le complicazioni.
  2. Se la gamba è gonfia, sollevatela.
  3. Indossate le calze elastiche tutti i giorni.

Prevenzione

Per prevenire la flebite, smettete di fumare perché il fumo aumenta il rischio di formazione di trombi.

Stare seduti a lungo sull’aereo o in macchina può provocare gonfiore delle caviglie e dei polpacci. Anche l’inattività prolungata aumenta il rischio di tromboflebite nelle vene delle gambe. Per prevenire la formazione di trombi:

  1. Sgranchitevi le gambe. Se siete in aereo, alzatevi per sgranchirvi le gambe più o meno ogni ora. Se siete in macchina, fate una sosta più o meno ogni ora e sgranchitevi le gambe.
  2. Se dovete stare seduti per forza, muovete regolarmente le gambe. Flettete le caviglie, oppure premete i piedi contro il pavimento o il poggiapiedi almeno dieci volte in un’ora.

Se il viaggio in aereo o in macchina dura più di quattro ore, prendete precauzioni aggiuntive per evitare la trombosi:

  1. Evitate gli indumenti troppo stretti e le cinture strette.
  2. Bevete molto per evitare la disidratazione.
  3. Sgranchite i polpacci, facendo due passi almeno una volta all’ora.

Se sapete di essere a rischio per quanto riguarda la trombosi, andate dal medico prima di partire. Il medico potrà consigliarvi di:

  1. Indossare le calze elastiche.
  2. Assumere un blando anticoagulante prima della partenza..

In genere se già siete in terapia con il warfarin (Coumadin®), non è consigliabile assumere l’aspirina, perché potrebbe diluire troppo il sangue tuttavia, se per altre ragioni seguite una terapia che prevede l’aspirina, è meglio continuarla.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. ENZO

    Ho effettuato una risonanza magnetica con contrasto iniettato sulla mano dx..a parte il dolore dell’ago, il giorno dopo ho accusato gonfiore e dolore al braccio…recatomi in ospedale hanno diagnosticato flebite prescrivendomi farmaci…a distanza di 10 gg. ho ancora dolore e un po di gonfiore…è normale?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra tutto nella norma, ma verifichi comunque con il medico curante.

  2. Mary

    Salve, sono una ragazza di 23 anni e al momento vivo all’estero. Quasi 2 mesi fa ho avuto un cesario e durante la mia permanenza in ospedale sono stata tenuta sempre con la flebo. In seguito ad una iniezione tramite flebo, sulla mano sinistra mi si è formato un bitorzolo duro. Fatta eccezione del dolore iniziale,forse causata dalla iniezione fatta troppo velocemente ora non accuso nessun dolore ma a distanza di 2 mesi ancora c’è. Il dottore qui mi ha consigliato di fare impacchi di acqua calda ma il coagulo si è solo frammentato ma non scomparso. Ora in seguito ad un secondo ricovero ho lo stesso problema sulla mano destra con l’unica differenza che al contanto la vena fa un po’ male. Premesso che qui dei dottori non mi fido perchè mi dicono solo che non è nulla,volevo sapere:1)è effetivamente flebite come penso?. 2)l’acqua calda è effettivamente utile?. 3) Sto pensando di tornare in Italia e il viaggio in aereo dura dalle 14 alle 18 ore. Se è flebite può essere un problema?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, l’ipotesi che si tratti di flebite superficiale è verosimile, l’acqua calda può dare un’ aiuto ma solitamente la terapia indicata è l’assunzione di antiinfiammatori per qualche giorno e l’applicazione di creme specifiche. Non credo però che solo per questo motivo sia necessario tornare in Italia. saluti

    2. Mary

      Grazie mille per la sua risposta. Per quanto riguarda il viaggio io vorrei tornare per vacanza…e volevo sapere se il viaggiare per più di 14 ore in aereo potesse creare problemi.

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, si può affrontare il viaggio se lo desidera, il problema ci sarebbe stato più se fossero stati interessati gli arti inferiori che non la mano.

  3. Francesca

    Mi è stato diagnosticato una flebile ma ho anche sopra il ginocchio gonfio alla inizio diciamo dalla parte su. Può dipendere dalla flepite

  4. Francesca

    Dottore ma la flebile può essere senza dolore perché io nn sento dolore solo gonfia grazie 🙏

  5. Francesca

    Scusi dottore se la disturbo ancora posso fare impacchi di ghiaccio dove sono gonfia per la flepite

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In genere si fanno, ma prima di procedere raccomando di fare il punto con il medico.

  6. MITOPLUS

    buonasera, mio fratello di 41 anni ha un problema al quale non troviamo risposta. da tempo soffre di un ricorrente dolore al testicolo sinistro. il medico ha detto che è un varicocele, ma ogni volta che scatta il dolore al testicolo si gonfia improvvisamente anche una vena lungo la gamba sinistra che diventa molto scura e dolente. il medico ha detto di non preoccuparsi, ma non è sicuramente normale. non so a chi dobbiamo rivolgerci, un esperto di vene?un urologo? un chirurgo? potete darmi un’indicazione su cosa possa essere e cosa fare per risolvere questo problema? grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il testicolo può arrivare a essere dolente per cause riflesse.
      La vena che appare sulla gamba fa male?

  7. Veronica

    La flebite può causare dolore costante? Sia se si cammina o se si sta a riposo?
    Ho un dolore acuto al polpaccio sx, tira dietro il ginocchio e tutta la coscia. Dopo un giorno all’ inpiedi la vena risulta gonfia ma la mattina è sgonfia. Ho fatto la cura con flebisite, è il dolore durante i 3 mesi di punture era sempre presente e lo è tuttora, è normale?
    Quando faccio sforzi, tipo in palestra, la vena del lato sx del collo mi tira e mi fa male, può essere tutto collegato? Ultimamente avverto dolore pure alla gamba dx. Se è flebite perché non è passata con le punture? Cosa posso fare?
    Ho fatto controlli alla schiena da cui è risultata solo una lombalgia e il medico fisiatra ritiene che la mia insufficienza venosa è inesistente in quanto l’angiologo non ha scritto nulla di grave, se non insufficienza venosa periferica. Mi chiedevo cosa posso fare per indagare meglio?
    Se ho un problema alla vena posso risolverlo? Ho 28 anni, si sono sempre alzata a lavoro, ma non sono un tipo sedentario,faccio sport e mangio sano. Come posso capire che problema ho? Nessuno mi dà retta per sto problema ed io non so se fidarmi delle parole del medico.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Come già detto in passato se due medici specialisti sono concordi nell’escludere problemi circolatori a mio avviso non ha motivo di dubitarne.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi perdoni se sarò molto schietto, ma spero davvero di poterla aiutare in questo modo.

      Lei si è convinta senza alcuna ragione di avere problemi circolatori, smentiti in due occasioni da medici specialisti.
      Sta cercando una soluzione su Internet dove, glielo garantisco, non la troverà.

      Continua a chiedermi le possibili cause, ma la risposta non può che essere sempre la stessa:

      http://www.farmacoecura.it/malattie/vene-varicose-ed-altri-problemi-di-circolazione-alle-gambe/comment-page-5/#comment-1280655

      http://www.farmacoecura.it/malattie/vene-varicose-ed-altri-problemi-di-circolazione-alle-gambe/comment-page-5/#comment-1280483

      Proceda con fiducia il percorso impostato dal fisiatra e cerchi di affrontare anche l’ansia, perchè probabilmente è caduta in un circolo vizioso che non può che aumentare ulteriormente i sintomi di cui soffre.

      Deve fidarsi del medico, NON di Internet.

  8. nika

    Buongiorno ho una vene sul piede destro sono stata dal dottore e mi a detto che e una flebite e mi ha dato una cura per 30 gg oggi sto alla decima bustina ma niente il dolore e sempre uguale si chiamano flebinec volevo sapere c’e qualcos altro di meglio ma poi come si prende la flebite?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, la flebite può seguire ad un trauma o anche presentarsi spontaneamente probabilmente per una predisposizione del sistema circolatorio. Faccia la cura prescritta e se non nota milgioramenti torni dal suo medico, in questa sede, senza poter visitare il paziente non è conveniente suggerire un terapia. saluti

  9. Miranda

    Salve, dieci giorni fa ho fatto un prelievo di sangue al braccio dx, ho avuto da subito dolore alla parte punta. dopo due giorni il dolore è aumentato fino a non poter sfiorare il braccio. Il male sale alla parte interna dell’avambraccio fino oltre il bicipite e scende fino al polso. La parte è dura e gonfia come se ci fosse una “cordicella” ed è leggermente rossa.
    Il medico mi ha detto di mettere pomata (reparil), ghiaccio e di prendere delle bustine di flebinec. dopo quattro giorni di cure il dolore è leggermente diminuito pur restando la parte gonfia e dura e ancora molto dolorosa.
    Cosa posso fare di più? E’ il caso di mettere una fascia elatica al braccio?
    Grazie per la risposta.
    Miranda

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, no assolutamente nessuna fasciatura, potrebbe creare problemi di circolazione; non credo sia nulla di grave, per cui segua i consigli del medico che l’ha vista, se dovesse ovviamente peggiorare si faccia rivalutare prima.

  10. Assostyle

    Mio fratello di 26 anni ha subito un intervento con dei tacchetti sulla caviglia, e passata una settimana la caviglia prima era livida ora e gonfia ma non gli da dolore sono visibili dei segni simili ai tacchetti delle scarpette da calcio la cute risulta arrossata ma non e o edematosa. Ora mio fratello andando a comprare della pomata la farmacista vedendo il sito interessato ha detto che potrebbe essere flebite. Io sono alquanto perplesso da questa interpretazione e chiedo a voi ma potrebbe essere flebite??

  11. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
    Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

    Salve, se la zona è infiammata e gonfia non può essere escluso.saluti

  12. Anonimo

    Salve Dottore avrei una domanda questo ultimo periodo ho un problema su una vena nel piede un mese fa mi si è gonfiata diventando poi un livido io avevo pensato che fossi un colpo ma da lì se sto troppo in piedi sento qualcosa che mi brucia proprio sulla vena e poi inizia a gonfiarsi un po’ sono molto preo perché nn capisco cosa possa essere aspetto una sua risposta grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non posso che consigliare una visita medica perchè serve una valutazione visiva della situazione.

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