Steatosi epatica o fegato grasso: sintomi, dieta e tutto quello che devi sapere

Ultimo Aggiornamento: 39 giorni

Introduzione

La steatosi epatica (NAFLD), spesso chiamata semplicemente fegato grasso, è il termine usato per indicare numerose condizioni che hanno in comune

  • l’accumulo di grassi (in particolare trigliceridi) all’interno delle cellule epatiche (cioè del fegato),
  • in soggetti che consumano o poco o niente alcool.

La presenza di una modesta concentrazione di grasso può essere del tutto fisiologica, ma se arriva a superare la soglia del 10-15% la condizione diventa patologica e viene così formulata la diagnosi di fegato grasso.

La differenza con la steatoepatite non alcolica (NASH) è che quest’ultima è caratterizzata, oltre all’accumulo di lipidi, da numerosi processi infiammatori che hanno come conseguenza una progressiva cicatrizzazione e morte dei tessuti (necrosi), che possono quindi alterare in modo permanente la funzionalità dell’organo.

La steatosi si stima che possa interessare fino al 20-30% della popolazione nei Paesi occidentali, ma la percentuale sale drasticamente se prendiamo in considerazione i soggetti obesi e/o diabetici; se ai primi stadi non è connessa a rischi rilevanti, quando viene trascurata può progredire fino a causare pericolose complicazioni, non ultima la cirrosi, nonché fungere da fattore di rischio per

Quando diagnosticata precocemente è possibile rallentare, talvolta anche arrestare, la progressione, prevenendo così le complicazioni più temibili.

Ricostruzione grafica della differenza tra fegato normale e fegato grasso, che appare ricco di accumuli di grasso

iStock.com/marina_ua

Cause

Ad oggi non si conosce esattamente la causa per cui alcuni soggetti vadano incontro ad accumulo di grasso nel fegato, né si conosce il motivo per cui alcuni di questi sviluppino semplicemente un fegato steatosico ed altri una steatoepatite (cioè la contemporanea presenza di infiammazione).

Si ritiene che una possibile spiegazione, forse la più importante, sia da cercare in un’alimentazione ipercalorica, in cui i grassi in eccesso che il fegato non è in grado di metabolizzare finiscano per accumularsi nell’organo.

Fattori di rischio

Secondo molti esperti il rischio di sviluppare il fegato grasso è strettamente legato alla sindrome metabolica e in particolare a:

Tra gli altri fattori di rischio ricordiamo inoltre:

Il disturbo è sicuramente più comune in età adulta (dopo i 50 anni), ma può colpire anche i bambini, soprattutto se obesi; secondo alcune fonti sarebbe più comune negli uomini.

Si riconosce anche una possibile predisposizione genetica.

Si noti in ogni caso che la diagnosi viene talvolta posta anche in soggetti privi di qualsiasi fattore di rischio.

Complicazioni

Le steatosi epatiche non alcoliche (NAFLD) possono andare incontro a uno sviluppo in 4 fasi, in cui ogni passo rappresenta una peggioramento più o meno sensibile della patologia. La maggior parte dei soggetti sviluppano solo il primo stadio, spesso senza nemmeno saperlo, ma i pochi che progrediscono vanno purtroppo incontro a potenziali danni permanenti al fegato.

  1. Steatosi (fegato grasso o NAFL): un accumulo in gran parte innocuo di grasso nelle cellule epatiche, che può essere diagnosticato in modo casuale durante ecografie spesso richieste per altre ragioni (si tratta dello stadio analizzato in questo articolo). Potrebbe interessare fino a un soggetto su tre.
  2. Steatoepatite non alcolica (NASH), una forma più grave di steatosi che si manifesta con la presenza di infiammazione; si stima che colpisca circa il 5% della popolazione.
  3. Fibrosi, che si verifica quando la persistente infiammazione causa la comparsa di tessuto cicatriziale sul fegato e nei pressi dei vasi sanguigni vicini; l’organo è tuttavia ancora din grado di funzionare normalmente.
  4. Cirrosi, la fase più grave, che si verifica dopo anni di infiammazione, e in cui il fegato si rimpicciolisce e appare pieno di tessuto cicatriziale; si tratta di un danno permanente che può portare a insufficienza epatica (il fegato smette di funzionare correttamente) e tumore al fegato.

Possono passare anni prima che si sviluppino fibrosi e cirrosi, ma è indispensabile apportare immediati cambiamenti nello stile di vita per impedire che la malattia possa peggiorare.

Sintomi

Di solito il paziente interessato non manifesta alcun sintomo nelle prime fasi delle steatosi, a maggior ragione in caso di fegato grasso, e la diagnosi avviene spesso per caso durante controlli eseguiti per altre ragioni.

Nei soggetti che sviluppano anche infiammazione del fegato (steatoepatite) e fibrosi possono comparire:

In caso di cirrosi i sintomi diventano invece più evidenti e gravi:

Diagnosi

Il fegato grasso viene spesso diagnosticato a seguito di esami del sangue che evidenzino anomalie epatiche, quando si possa escludere con certezza la presenza di altre malattie del fegato come le epatiti, anche se non sempre gli esami del sangue mostrano alterazioni significative.

Più frequenza e certa è la diagnosi effettuata attraverso l’ecografia, un esame in cui si sfruttano le onde sonore per creare un’immagine degli organi interni.

Immagine di un'ecografia effettuata su soggetto affetto da fegato grasso

Credit: By HellerhoffOwn work, CC BY-SA 3.0, Link

Alternative altrettanto efficaci all’ecografia sono la TAC e la risonanza magnetica, mentre solo raramente è necessario il ricorso alla biopsia (analisi di un campione di fegato).

A seguito della diagnosi potrebbe essere necessario approfondire la condizione con ulteriori esami, per caratterizzare con certezza lo stadio della malattia.

Cura e rimedi

La maggior parte dei soggetti a cui viene diagnosticato il fegato grasso non svilupperà problemi gravi, ma è fortemente raccomandato adottare alcune misure per ridurre il rischio di progressione della malattia.

Non esiste attualmente alcun farmaco specifico per la condizione, ma attraverso uno stile di vita sano è possibile affrontare (o ridurre il rischio di sviluppare in futuro) le più frequenti patologie associate alle steatosi:

  • pressione alta,
  • diabete,
  • colesterolo alto.

L’adozione di uno stile di vita sano è quindi l’approccio di elezione per di gestire le steatosi:

  • Perdere peso se necessario, puntando a un BMI compreso tra 18,5-24,9; si tenga in ogni caso a mente che perdere anche solo il 10% del proprio peso (se in sovrappeso) può essere sufficiente a rimuovere parte del grasso dal fegato e migliorarne quindi la salute.
  • Alimentarsi in modo sano, puntando a una una dieta equilibrata e ricca in frutta, verdura, proteine ​​e carboidrati e povera in grassi, zucchero e sale.
  • Praticare regolare esercizio fisico, possibilmente per almeno 150 minuti di attività a moderata intensità, come una passeggiata a passo svelto o in bicicletta, alla settimana. Qualsiasi forma di esercizio fisico può aiutare, anche se non si perde peso.
  • Smettere di fumare, in modo da ridurre anche il rischio cardiovascolare.

Per definizione la steatosi non alcolica, ivi compreso il fegato grasso, non è causato dall’alcool, che tuttavia può far peggiorare o addirittura precipitare la situazione; è pertanto opportuno ridurre o smettere di bere alcolici.

Dieta

Un approccio dietetico adatto alla prevenzione e al trattamento delle steatosi è la dieta mediterranea, che può essere a questo scopo così sintetizzato:

  • Abbondanza di frutta e (soprattutto) verdura.
  • Abbondanza di cerali e farinacei (pasta, pane, …) possibilmente integrali.
  • Ridurre drasticamente il consumo di zuccheri e alimenti dolci (comprese le bibite).
  • Riduzione del consumo di alimenti industriali e/o animali, spesso ricchi di pericolosi grassi saturi.
  • Regolare consumo di pesce, preferendo quello azzurro di piccola taglia.
  • Prediligere cibi con elevato contenuto di grassi mono e polinsaturi (legumi, olio d’oliva, …).
  • Cucinare senza grassi aggiunti, evitando le fritture.
  • Preferire 5-6 spuntini al giorno ai classici tre pasti.
  • Ridurre o preferibilmente eliminare gli alcolici, compresi vino e birra.

Fonte principale: Non-alcoholic fatty liver disease (NAFLD), licensed under the OGL

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  1. Anonimo

    Mi hanno diagnosticato venerdì il fegato grasso, è reversibile? Devo preoccuparmi? Cosa devo fare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è spesso reversibile attraverso l’adozione di uno stile di vita sano (attività fisica, diminuzione di peso, dieta sana ed equilibrata).

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