West Nile (febbre del Nilo occidentale): sintomi e prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 127 giorni

Introduzione

La febbre del Nilo occidentale è una malattia virale causata dal virus del Nilo occidentale (West Nile Virus); il nome deriva dal distretto di West Nile in Uganda, dove per la prima volta nel 1937 è stata diagnosticata su una donna che soffriva di una febbre particolarmente alta.

La malattia è tipica del continente africano, tuttavia si sta diffondendo nel resto del mondo come dimostrato dai recenti casi di cronaca in Italia.

I sintomi

Circa l’80% dei casi nell’uomo si manifesta senza alcun sintomo, quando presenti sono invece molto simili all’influenza:

  • febbre moderata,
  • malessere generalizzato,
  • anoressia,
  • nausea,
  • mal di testa,
  • dolore oculare,
  • mal di schiena,
  • dolori muscolari,
  • tosse,
  • eruzioni cutanee,
  • diarrea,
  • linfadenopatia,
  • difficoltà a respirare.

Forme più gravi della malattia, che richiedono trattamento specialistico, sono caratterizzate da una sintomatologia di maggiore intensità:

  • febbre elevata,
  • encefalite,
  • meningite,
  • mal di testa severo,
  • debolezza e paralisi flaccida,
  • sintomi gastrointestinali,
  • disorientamento,
  • tremori,
  • convulsioni,
  • coma,
  • eruzione sul tronco, collo, braccia o gambe,
  • atassia (progressiva perdita della coordinazione muscolare).

In linea generale la malattia ha decorso benigno tuttavia, in circa l’1% dei casi, può degenerare in meningite o encefalite, specie nei soggetti anziani od immunocompromessi.

Contagiosità

Il virus West Nile viene trasmesso attraverso la puntura di zanzare, quindi maggiori sono i casi d’infezione e la quantità di zanzare nell’ambiente e maggiore sarà la probabilità di contrarre la malattia; la febbre del Nilo può contagiare anche gli animali, di particolare importanza sono gli uccelli migratori responsabili della diffusione del virus nel mondo.

Prevenzione

Il più efficace mezzo di prevenzione è l’utilizzo di rimedi repellenti contro gli insetti, in modo da prevenire un eventuale puntura da parte della zanzara portatrice del virus. Si raccomanda inoltre di evitare in zone a rischio il contatto con animali deceduti e di prevenire la proliferazione delle zanzare limitando le superfici umide (il classico esempio del sottovaso rende bene l’idea).

Durata

Il periodo di incubazione per la febbre del Nilo occidentale varia dai 2 ai 15 giorni circa (generalmente tra due e sei giorni) e nelle forme più leggere dura indicativamente da 3 a 6 giorni.

Mentre la prognosi generale è favorevole, gli studi attuali indicano che la West Nile spesso può essere più grave di quanto precedentemente ipotizzato, con dei casi che richiedono fino a 90 giorni per il recupero. Anche i pazienti colpiti dalle forme più leggere possono manifestare per un anno o più sintomi di vario genere (tremore e disfunzioni motorie) e nei più severi alcuni danni possono essere permanenti.

Meno dell’1% dei pazienti colpiti sviluppa sintomi gravi e/o esiti fatali.

L’infezione lascia un’immunità permanente.

Trattamento

Non esistono al momento vaccini o trattamenti specifici, vengono di norma usati farmaci per alleviare la sintomatologia tipica della malattia.

Fonti: Sito Provincia di Bolzano, Wikipedia

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  1. Anonimo

    dovro’ andare a naxos ( cicladi/grecia ) per le vacanze , è stata segnalata in questa zona la presenza della zanzara del nilo ? grazie

  2. Anonimo

    io dovrei partire per la grecia e fare il percorso da igoumenitsa -lefkada,quindi sulla costa ionica…qualcuno sa se sono zone a rischio per questo insetto? ps.ma per i giovani (ho circa 30 anni e non ho malattie particolari ) quanto è elevato il rischio di encefalopatie,meningiti o cmq danni permanenti causati dalla contrazione di questa febbre?? grazie

    1. admin
      admin

      Purtroppo non mi occupo di questo campo e non so davvero risponderle senza essere scontato o superficiale.

    2. Anonimo

      Sono un medico e rispondo a chi è in partenza per la Grecia: il 31 agosto un nostro amico è deceduto durante la villeggiatura a Mikonos in Grecia , in brevissimo tempo, ed all’esame autoptico gli è stato riscontrata la puntura della zanzara portatrice dell’infezione con complicanza meningo-encefalitica.

  3. Anonimo

    salve. mia figlia martedì 11 ottobre dovrebbe fare una gita al parco Molentargius..ma io ho paura delle punture delle zanzare essendo anche allergica…

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