Fascite plantare: sintomi, cura e cause

Ultimo Aggiornamento: 123 giorni

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Introduzione

La fascia plantare è una striscia di tessuto molto simile a un tendine che ha inizio in corrispondenza del tallone e attraversa tutta la pianta del piede, attaccandosi alla base delle ossa delle dita. La fascia plantare forma una specie di cuscinetto e ha la funzione di sostenere il piede, incurvandolo. Se la fascia è troppo corta, l’arco è più pronunciato, mentre, se è troppo lunga, l’arco è basso e quindi si ha il cosiddetto piede piatto.

La fascia plantare, all’altezza del tallone, è coperta da un cuscinetto di grasso che contribuisce ad assorbire gli shock che si generano quando si cammina. Il dolore al tallone può essere causato da lesioni alla fascia plantare.

La fascite plantare colpisce i piedi

La fascite plantare colpisce i piedi (http://www.flickr.com/photos/barkbud/4226779151/sizes/m/in/photostream/)

Cause

Invecchiando, la fascia plantare perde elasticità e non riesce più ad allungarsi bene. Il cuscinetto di grasso sul tallone si assottiglia e non riesce ad assorbire gli shock che si originano quando si cammina. Gli shock eccessivi danneggiano la fascia plantare che può quindi gonfiarsi, lacerarsi o ammaccarsi. Il paziente può notare un’ammaccatura o un gonfiore sospetto all’altezza del tallone.

Fattori di rischio

  • Età. La fascite plantare colpisce con maggior frequenza i pazienti tra i 40 e i 60 anni.
  • Sesso. La fascite plantare colpisce soprattutto le donne.
  • Diabete, piede piatto o piede eccessivamente arcuato.
  • Determinati tipi di esercizio fisico. Le attività che stressano molto il tallone e i tessuti adiacenti, come la corsa di resistenza, la danza o l’aerobica, possono contribuire all’insorgenza precoce della fascite plantare. Anche iniziare a fare molta attività fisica improvvisamente, senza il dovuto allenamento, può essere causa di fascite plantare.
  • Meccanica errata del piede. Il piede piatto, il piede troppo arcuato o determinati problemi di postura possono influire negativamente sulla distribuzione del peso quando si sta in piedi e stressare più del normale la fascia plantare.
  • Obesità. I chili di troppo possono stressare più del normale la fascia plantare.
  • Stare troppo in piedi per via del lavoro. Chi lavora in fabbrica, gli insegnanti e tutti coloro che trascorrono in piedi o camminando su superfici dure la maggior parte delle ore di lavoro può soffrire di problemi alla fascia plantare.
  • Scarpe inadeguate. Evitate le scarpe troppo larghe, con le suole troppo sottili; quelle senza un adeguato supporto plantare e senza imbottiture flessibili in grado di assorbire gli shock. Se indossate spesso i tacchi alti, il tendine d’Achille (la fascia di tessuto attaccata al tallone) può contrarsi e accorciarsi, causando problemi ai tessuti vicini al tallone.

Sintomi

Nella maggior parte dei casi il dolore connesso alla fascite plantare:

  • insorge con gradualità,
  • inizia quando si appoggia il piede per terra di mattina appena svegli. Di solito è massimo nei primi minuti della giornata. Può anche iniziare dopo lunghi periodi trascorsi in piedi oppure quando ci si alza dopo essere stati seduti,
  • causa una forte fitta al tallone

La maggior parte dei pazienti affetti dalla fascite plantare afferma che il dolore assomiglia a una stilettata o a una puntura nella parte inferiore del piede. Dopo essere stati in piedi per un po’ di tempo, il dolore diventa sordo. Se si sta seduti per un po’, il dolore acuto ricomincia quando ci si rialza in piedi.

Pericoli

La fascite plantare, se non curata, può trasformarsi in dolore cronico al tallone che vi impedisce di dedicarvi alle vostre normali attività. La fascite plantare, inoltre, può alterare il modo in cui camminate, causando problemi ai piedi, alle ginocchia, al femore o alla schiena.

Diagnosi

Il medico vi chiederà quali sono le caratteristiche del dolore, la sua durata e il momento in cui è comparso. Se avete male al tallone già quando vi alzate al mattino, probabilmente soffrite di fascite plantare.

Domande da rivolgere al medico

  • Quale potrebbe essere la causa per il dolore al tallone?
  • Qual è la migliore terapia nel mio caso?
  • Devo fare esercizi particolari per rinforzare la fascia plantare?
  • Entro quanto tempo posso sperare che i sintomi diventino più sopportabili?
  • I sintomi potrebbero ripresentarsi anche dopo la terapia?
  • Posso fare esercizio fisico senza problemi? Quale tipo di esercizio mi consiglia?

Cura e terapia

  • Se camminate o correte molto, diminuite l’attività. Probabilmente non sarà necessario fermarvi completamente.
  • Se avete il piede piatto o troppo arcuato, chiedete al medico se è opportune usare i plantari ortottici che sostengono l’arco plantare. I plantari ortottici devono essere realizzati su misura.
  • Se siete in sovrappeso, dimagrire può essere utile per diminuire il dolore al calcagno.
  • Se, per lavoro, dovete stare a lungo in piedi su una superficie dura senza potervi spostare, mettete un cuscinetto o una qualche protezione sul pavimento.

Esercizio fisico

Gli esercizi di stretching per i piedi sono fondamentali. Fate gli esercizi che il medico vi suggerirà, che probabilmente saranno simili ai seguenti:

(trovate immagini esplicative alla pagina Esercizi)

Stretching per la fascia plantare

State in piedi diritti, con le mani contro il muro e il piede dolorante leggermente più indietro rispetto a quello sano. Tenete i talloni aderenti al pavimento e piegate lentamente entrambe le gambe. Dovreste riuscire ad avvertire la tensione nella parte inferiore della gamba. Rimanete in posizione per 10, 15 secondi. Ripetete il movimento per 6, 8 volte.

Stretching per i polpacci

In piedi, appoggiate le mani al muro, e mettete il piede dolorante leggermente più indietro di quello sano. Tenete dritta la gamba corrispondente, con il tallone aderente al pavimento e il piede ben diritto: piegatevi lentamente in avanti, flettendo l’altra gamba. Dovreste sentire la tensione nel centro del polpaccio. Rimanete in posizione per 10, 15 secondi. Ripetete il movimento 6, 8 volte.

Altri esercizi

È anche possibile rinforzare i muscoli delle gambe mettendosi sul bordo di un gradino lasciando leggermente sporgere i calcagni e poi cercando di alzarsi il più possibile in punta di piedi. Tra un sollevamento e il successivo potete rilassarvi e far ricadere il tallone un po’ più in basso del livello del gradino.

Per rinforzare il piede è anche utile prendere un asciugamano con le dita dei piedi e ripetere l’esercizio diverse volte al giorno.

Terapia farmacologica ed altro

Per alleviare il dolore ai talloni, possono essere utili: l’aspirina, il paracetamolo, il naprossene o l’ibuprofene. Prima di iniziare ad assumerli, chiedete sempre consiglio al medico.

Perché il piede continua a far male nonostante gli esercizi, i supporti plantari e i farmaci?

Se lo stretching, i supporti plantari, i farmaci e l’esercizio fisico sembrano inutili, il medico può consigliarvi altre terapie.

Fisioterapia.

Il fisioterapista vi illustrerà una serie di esercizi di stretching per la fascia plantare e il tendine d’Achille e per rafforzare i muscoli della parte inferiore della gamba. In questo modo riuscirete a stabilizzare la caviglia e il tallone. Il fisioterapista può anche insegnarvi ad applicare le bende atletiche, in grado di sostenere la parte inferiore del piede.

Steccatura notturna.

Il fisioterapista o il medico potrebbero consigliarvi di indossare per tutta la notte un apparecchio che tiene in tensione il polpaccio e l’arco plantare. La steccatura serve per tenere la fascia plantare e il tendine d’Achille in tensione durante la notte e ne facilita l’allungamento.

Cortisone

I farmaci di questo tipo devono essere somministrati tramite ionoforesi, un processo in cui la soluzione del farmaco viene applicata sulla pelle della zona colpita e il farmaco viene assorbito con l’aiuto di una corrente elettrica di lievissima intensità. Un altro modo di somministrazione è l’iniezione singola. Non è consigliabile effettuare diverse iniezioni, perché potrebbero indebolire la fascia plantare e farla addirittura rompere, oppure potrebbero far contrarre il cuscinetto di grasso che protegge il tallone. In alcuni casi viene usata la guida ecografica per una maggior precisione dell’iniezione.

Plantare ortottico.

Il medico potrebbe prescrivervi un supporto plantare, anche su misura, che aiuti a distribuire la pressione sul piede in maniera uniforme.

Terapia con onde d’urto extracorporee.

In quest’intervento, la zona del tallone è bombardata con onde sonore per stimolarne la guarigione. Di solito questa terapia è usata per la fascite plantare cronica che non reagisce a terapie più conservative. L’intervento può causare lividi, gonfiore, dolore, intorpidimento o formicolio e non si dimostra sempre efficace.

In alcuni casi potrebbe essere necessario l’intervento chirurgico; in rari casi può essere infatti necessario staccare la fascia plantare dall’osso del tallone. Di solito questa possibilità è consigliata solo se il dolore è molto forte e tutti gli altri interventi non hanno avuto successo. Tra gli effetti collaterali ricordiamo l’indebolimento dell’arco plantare.

Medicina alternativa

Alcuni plantari ortottici in vendita nei negozi specializzati contengono magneti, ma non esiste alcuna prova del fatto che il sostegno plantare magnetico sia più efficace per alleviare il dolore rispetto al supporto plantare senza magneti.

Stile di vita e rimedi pratici

Per alleviare il dolore e il disagio al piede, potete seguire questi semplici rimedi pratici:

  • Tenete i piedi a riposo. Se il dolore è molto forte, cercate di non stressare i piedi per alcuni giorni.
  • Usate la borsa del ghiaccio. Mettete la borsa del ghiaccio, coperta da un asciugamano, sulla zona dolorante per 15, 20 minuti, tre o quattro volte al giorno oppure dopo l’attività fisica. In alternativa, provate a massaggiare la zona dolorante con il ghiaccio: fate congelare un recipiente di plastica pieno d’acqua, poi passatelo sulla zona dolorante per cinque, sette minuti. Se massaggiate la zona dolorante regolarmente, potete diminuire il dolore e l’infiammazione.

 

Fonti Principali:

(traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno)


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. francesco

    Salve doct.
    ho 24 anni sono 1,70 cm x 60kg.
    Faccio il parrucchiere da 7 anni e da più di un anno soffro do dolore ai piedi, i primi sintomi erano dolore ai talloni( stando tante ore in piedi e non facendo tanta attenzione alle scarpe che indossavo)
    Con una visita barapodometrica mi hanno diagnosticato piede cavo e attribuito dei plantari, ma non ho risolto niente.
    Ho provato anke un altro tipo di plantare piu morbido ma niente.
    Mi hanno visitato molti ortopetici e l ultimo ke.mi ha visitato mi ha cambiato ankora i plantari.
    Ho fatto10tecar ,mezier, osteopatia, antidolorifici ma il dolore persiste al tallone e alle dita , sto a riposo da due settimane e il.dolore persiste anke a letto!
    Ha qualke.consiglio?
    Domanda:i plantari per il piede cavo con appoggio verso l’esterno devono riempire l’arco plantare?
    o spiengere il piede verso l’interno?
    sicuro della.disponibilità la ringrazio….sono un caso sisperato !!!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      MI dispiace, ma alla luce dei diversi specialisti consultati non credo purtroppo di essere in grado di aiutarla.

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