Esofago di Barrett: sintomi, terapia e dieta

Ultimo Aggiornamento: 1763 giorni

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Introduzione

L’esofago di Barrett è un disturbo in cui le pareti dell’esofago (il canale muscolare che collega la bocca allo stomaco), anzichè essere costituite da epitelio normale sono fatte di tessuti simili a quelli delle pareti dell’intestino. Questo processo è detto metaplasia intestinale.

L’esofago di Barrett è un disturbo asintomatico, ma spesso si presenta nei pazienti affetti dal reflusso gastroesofageo. Una piccola percentuale dei pazienti affetti dall’esofago di Barrett svilupperà una forma rara, ma purtroppo in molti casi mortale, di tumore all’esofago.

Negli Stati Uniti l’esofago di Barrett colpisce l’uno per cento circa degli adulti; l’età media alla diagnosi è di 50 anni, ma capire quand’è comparso il problema di solito è difficile. L’esofago di Barrett ha un’incidenza doppia negli uomini, e gli uomini di etnia caucasica sono colpiti più frequentemente rispetto a quelli di altre etnie. L’esofago di Barrett si manifesta raramente nei i bambini.

L’esofago

L’esofago è il tubicino permette il passaggio degli alimenti e dei liquidi dalla bocca allo stomaco; lo stomaco, poi, spinge lentamente gli alimenti e i liquidi nell’intestino che assorbe tutte le sostanze nutritive necessarie. Questo processo è automatico e del tutto involontario; a volte si riesce a percepire l’esofago quando si inghiotte un boccone troppo grosso, si cerca di mangiare troppo velocemente o si assumono bevande troppo calde o troppo fredde.

Le pareti muscolari dell’esofago di solito si chiudono a livello delle estremità superiore e inferiore, grazie a muscoli detti sfinteri. Quando si deglutisce gli sfinteri si rilassano, permettendo al cibo o al liquido di passare dalla bocca allo stomaco. I muscoli, poi, si richiudono rapidamente, in modo da impedire che l’alimento o il liquido rifluisca nell’esofago e in bocca.

Reflusso gastroesofageo

La malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) è una forma grave di reflusso gastroesofageo (GER). Il reflusso gastroesofageo si verifica quando gli sfinteri esofagei si aprono spontaneamente per intervalli di tempo variabili, oppure non si chiudono correttamente e quindi il contenuto dello stomaco risale nell’esofago.

Il reflusso gastroesofageo fisiologico è anche detto reflusso acido o rigurgito acido, perché i succhi gastrici acidi risalgono insieme agli alimenti e ai liquidi.

Chi soffre di reflusso acido, spesso risente il sapore di ciò che ha mangiato o bevuto in gola. Quando il reflusso acido raggiunge le pareti dell’esofago, può causare una sensazione di bruciore di stomaco o di bruciore alla gola (bruciore di stomaco o indigestione). Soffrire di tanto in tanto di reflusso acido non deve destare preoccupazioni e non significa necessariamente che si soffre di di malattia da reflusso gastroesofageo.

Il reflusso cronico che si verifica per più di due volte alla settimana è considerato come malattia da reflusso gastroesofageo e, con l’andare del tempo, può causare problemi di salute più gravi. Ogni giorno, negli Stati Uniti, una percentuale variabile dal 10 al 20 per cento della popolazione soffre dei sintomi del reflusso gastroesofageo, che diventa così uno dei disturbi più diffusi. La malattia da GERD può colpire persone di tutte le fasce d’età.

Di norma è possibile alleviare i sintomi del GERD con farmaci da banco detti antiacidi perché neutralizzano gli acidi. Tra di essi ricordiamo:

  • Maalox®,
  • Pantoloc®,
  • Neutrose®.

Tra gli altri farmaci usati per alleviare il GERD ricordiamo gli antisecretori, ad esempio gli H2-antagonisti e gli inibitori della pompa protonica. Tra gli H2-antagonisti più comuni ricordiamo:

  • cimetidina,
  • famotidina,
  • nizatidina,
  • ranitidina.

Tra gli inibitori della pompa protonica più comuni ricordiamo:

  • esomeprazolo,
  • lansoprazolo,
  • omeprazolo,
  • pantoprazolo,
  • rabeprazolo.

Chi avverte i sintomi della GERD dovrebbe consultare il proprio medico, infatti, se la GERD non viene curata e si cronicizza, può causare complicazioni come l’ulcera perforata.

Le cicatrici dei tessuti danneggiati possono causare stenosi (restringimenti) dell’esofago, che ostacolano la deglutizione. Il reflusso gastroesofageo, inoltre, può causare la raucedine, la tosse cronica e altri disturbi, ad esempio l’asma.

Cause

Non si sa con esattezza quali sino le cause dell’esofago di Barrett, ma la malattia da reflusso gastroesofageo rappresenta sicuramente un fattore di rischio; anche chi non soffre di reflussp può soffrire dell’esofago di Barrett, però il disturbo è da tre a cinque volte più diffuso nei pazienti che soffrono anche di reflusso.

Curando o alleviando i sintomi della malattia da reflusso è possibile diminuire il rischio di ammalarsi di esofago di Barrett, se i farmaci non si dimostrano efficaci, però, può essere consigliabile ricorrere all’intervento chirurgico.

Pericoli

Chi è affetto dall’esofago di Barrett presenta un rischio minimo di sviluppare un tipo di tumore detto adenocarcinoma dell’esofago, ma ogni anno meno dell’uno per cento dei pazienti affetti dall’esofago di Barrett sviluppa un adenocarcinoma all’esofago.

L’esofago di Barrett può essere presente da diversi anni prima dell’effettivo sviluppo del tumore, purtroppo la diagnosi di adenocarcinoma all’esofago non è sempre precoce, quindi il tumore molte volte viene diagnosticato quando già si trova in stadio avanzato e le terapie non sempre riescono a essere efficaci.

Diagnosi

L’esofago di Barrett è un disturbo asintomatico, quindi molti medici consigliano agli adulti che hanno superato i 40 anni e che soffrono da diversi anni di reflusso gastroesofageo di sottoporsi all’endoscopia e alla biopsia, come misura precauzionale.

L’unico modo per diagnosticare l’esofago di Barrett è la gastroscopia (endoscopia del tratto gastrointestinale superiore) che permette di ottenere campioni bioptici dell’esofago. Durante l’esame, dopo che il paziente è stato sedato, il medico inserisce nell’esofago un tubicino flessibile (endoscopio) dotato di una fonte luminosa e di una telecamera miniaturizzata a un’estremità. Se il tessuto presenta delle anomalie il medico ne rimuove diversi minuscoli campioni, usando una sorta di pinzetta che viene fatta passare nell’endoscopio. Il patologo esaminerà i campioni di tessuto al microscopio ed elaborerà una diagnosi.

Cura e dieta

Per quanto riguarda la dieta si può fare riferimento alle indicazioni fornite per il reflusso gastroesofageo:

In generale i pazienti affetti dall’esofago di Barrett dovrebbero sottoporsi periodicamente all’endoscopia e alle biopsie per escludere precocemente i sintomi del tumore: questo approccio diagnostico è detto attesa vigile.

Di solito, prima che si sviluppi il tumore all’esofago, compaiono cellule precancerose nei tessuti di Barrett. Questo disturbo è detto displasia e può essere diagnosticato solo tramite la biopsia. Può essere necessario sottoporsi a varie biopsie, perché una potrebbe non essere sufficiente a individuare le cellule displastiche. Diagnosticare e curare le displasie può essere fondamentale per la prevenzione del tumore.

Per curare l’esofago di Barrett con displasia grave o tumore possono essere usati l’endoscopia o l’intervento chirurgico. Il medico vi illustrerà le possibilità a vostra disposizione e vi aiuterà a decidere qual è la terapia che fa al caso vostro.

Terapie endoscopiche

Per curare le displasie gravi ed il tumore all’esofago esistono diversi tipi di terapia endoscopica, nel corso di queste terapie i tessuti di Barrett vengono distrutti, oppure viene rimossa la parte di mucosa displastica o contenente il tumore. Lo scopo della terapia è quello di permettere alle cellule normali dell’esofago di prendere il posto di quelle distrutte o rimosse. Le terapie endoscopiche vengono eseguite in centri specializzati, da medici esperti.

Terapia fotodinamica

La terapia fotodinamica usa un agente fotosensibilizzante, la fotofrina, e un raggio laser per uccidere le cellule precancerose e cancerose. La fotofrina viene iniettata in vena e il paziente ritorna in ospedale dopo 48 ore. Il raggio laser è fatto passare nell’endoscopio e attiva la fotofrina che distrugge i tessuti di Barrett nell’esofago. Tra gli effetti collaterali della terapia fotodinamica ricordiamo:

Resezione mucosa esofagea

Questa terapia solleva l’epitelio di Barrett, inietta una soluzione sopra di esso o la risucchia via, e infine lo rimuove chirurgicamente per via endoscopica. Se questo approccio viene usato per curare il tumore, per prima cosa deve essere effettuata un’ecografia endoscopica per accertarsi che il tumore coinvolga solo la parete esterna delle cellule dell’esofago. L’ecografia usa onde sonore che fanno eco sulle pareti dell’esofago per creare un’immagine su un monitor. Tra gli effetti collaterali ricordiamo il sanguinamento o le lesioni dell’esofago. Spesso la resezione mucosa esofagea viene associata alla terapia fotodinamica.

Intervento chirurgico

L’asportazione chirurgica della maggior parte dell’esofago è consigliabile per pazienti affetti dall’esofago di Barrett con displasia grave o tumore in grado di tollerare l’intervento chirurgico. Molte persone affette dall’esofago di Barrett sono anziane e hanno altri problemi di salute che rappresentano una controindicazione all’intervento. In questi pazienti è consigliabile ricorrere alle terapie endoscopiche meno invasive.

Effettuare l’intervento entro breve tempo dalla diagnosi di displasia grave o di tumore, è la soluzione ottimale per il paziente. Esistono diversi tipi di intervento, che di norma comportano la rimozione della maggior parte dell’esofago, la dislocazione di parte dello stomaco nella cavità toracica e l’unione dello stomaco con la parte dell’esofago conservata.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Luigino

    Sento qualcosina al petto,sopratutto in questo periodo che sono sotto peso e sto facendo una dieta
    È grave?devo farmi visite?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, il parere del medico è indispensabile per capire la causa della sensazione.

  2. Luigino

    Sono già andato 2 volte dal medico di famiglia,dicendomi che in gola non avevo nulla.Mi ha dato comunque degli antiinfiammatori che però non hanno funzionato.Così sono tornato e le ho detto che ultimamente avevo dei piccoli fastidi al petto e mi ha dato delle pillole per il reflusso.Siccome notavo che il bruciore di gola non passava mentre al petto non notavo granchè non le ho prese più.Poi ho notato che facendo la dieta per ingrassare il bruciore a volte è come se sparisce non mi sento chissà che cosa,però sono ritornati dei fastidi non so nemmeno come descriverli al petto.Io sto per prenotare un ulteriore visita dall ‘otorino,faccio bene?O devo andare da qualcun’altro?
    2) Secondo voi è grave? non lo so magari un tumore
    ho una paura

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il mio dubbio è che possa essere ansia, in ogni caso senta anche il parere dell’otorino.

  3. Luigino

    Ma sintomi che presento possono essere attribuiti a qualcosa di veramente grave come per esempio tumore?

  4. giovanni

    avendo una esofagite erosiva classe a sec ernia jatale da scivolamento.gastropatia iperemica lieve antrale…in cura con lucen 40 mg ….e possibile sentire lo stesso un nodo in gola che va e viene…cosa ne pensa grazie

    1. Anonimo

      da un mese….ora sono passato a 20 mg…di pantoprazolo..il gastrointerologo insiste che dipende dall’ernia…devo dire che sono anche una persona molto ansiosa e in questo campo nessuno me lo dice che puo dipendere anche da questo problema..lei cosa ne pensa? grazie

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Le confermo che la sensazione di nodo in gola può essere anche/esclusivamente dovuta all’ansia.

  5. Alice Bassi

    Salve, io soffro ogni tanto di episodi sporadici di reflusso. Sto bene per diversi mesi, poi nei periodi di maggiore stress, se mangio in maniera molto sregolata, mi viene un po’ di reflusso e anche, per qualche giorno, una sensazione di forte dolore quando il primo boccone del pasto raggiunge il cardias. Prendo una pastiglia di lansoprazolo per pochi giorni e tutto passa e sto bene per diversi mesi, finché non sgarro di nuovo mangiando male e agitandomi. Ho fatto delle lastre anche polmonari perfette, analisi perfette ma per ora non ho ancora fatto gastroscopia perché sono un tipo molto ansioso e vivo sempre con lo stomaco rigirato dall’ansia, secondo me ciò peggiora anche questi sintomi sporadici. Pensa che potrei avere l’esofago di Barrett? Aggiungi che sono in sovrappeso per problemi ormonali e ho un seno molto pesante che mi schiaccia lo stomaco, penso sia anche quello a farmi venire il dolore. Quando lo tengo sollevato, non ho praticamente alcun problema e se il cibo era fermo al cardias, scivola giù. Grazie.

  6. Alice Bassi

    La ringrazio. Ora vorrei cercare di iniziare un serio percorso di dieta controllata con nutrizionista, palestra e lansoprazolo all’occorrenza. Se non passerà, farò la gastroscopia.

  7. giovanna

    Salve, a gennaio sono stata ricoverata per un emorragia interna dovuta al reflusso gastroesofageo. Sono in cura da allora,prendo nexium due volte al giorno e gaviscon dopo i pasti. Ieri dopo una gastroscopia con biopsia mi é stato diagnosticato l’esofago di barrett. Ora aspetto i risultati della biopsia,devo preoccuparmi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Preoccuparsi no, ma diventa ancora più importante una corretta gestione dello stile di vita e lo scrupolo nell’assunzione dei farmaci.

  8. Peppe

    Salve dottore. E da più di una settimana che ho dolore al centro petto e spalle soffro di reflusso gastroesofageo.ho paura di avere l esofago di Barrett .adesso sti prendendo pantorc 40mg al mattino e gaviscon

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non ha motivo di pensarlo, ma è sicuramente importante curare il reflusso come sta facendo e con una dieta attenta.

  9. Giacobbe

    Buonasera dottore, vi chiedo un parere; soffro di reflusso gastrico da diversi anni (6/7), ho fatto diverse gastroscopie, con diverse terapie ma il problema persiste, ultimamente mi sveglio sempre con bruciori forti alla gola, alcune volte anche di notte mi alzo e bevo un po d’acqua per cercare rimedio, non so più cosa fare per evitare che ciò possa compromettere seriamente il mio esofago😞. Grazie in anticipo

    1. Giacobbe

      Un Po meglio, ma da qualche mese stavo usando pantoptazolo ma il fastidio si è intensificato, con il mepral diminuiva, ora oltre al bruciore di notte ho anche senso di restringimento alla gola

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      È mai stato provato un approccio più aggressivo con 2-3 farmaci insieme?

    3. Giacobbe

      Una volta presi pantorc peridon e gaviscon, ma sempre sollievi temporanei, ora visto che è intenso ho preso un malox, dopo cena prendo riopan e stasera mepral vediamo un po che effetto fa

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Durante questa cura

      Pantorc Peridon e Gaviscon

      andava meglio?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Quindi il suo dubbio è il perchè non risolva definitivamente?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo è normale, molti pazienti che ne soffrono non riescono a risolvere e l’unico obiettivo realmente perseguibile è la gestione dei sintomi attraverso i farmaci, che possono essere modulati durante i mesi, ma difficilmente sospesi del tutto.

  10. Klaus

    Buongiorno, ho 34 anni e da circa due mesi soffro di reflusso con difficoltà digestive. Dopo aver provato alcune cure senza particolari benefici, ieri ho fatto una gastroscopia ed è risultato un probabile esofago di barrett. Tra un mese ci sarà l’esito della biopsia e io sono molto preoccupato, soprattutto per la mia età. Cosa ne pensa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Difficile esprimere giudizi, diciamo che è stato importante averlo scoperto.

    2. Klaus

      Secondo lei, gli integratori di magnesio e vitamina c oppure integratori tipo mg-kvis, ecc. Possono essere dannosi per il reflusso?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Un po’ di fastidio mi è stato riferito occasionalmente da alcuni pazienti; provi ad assumerlo a stomaco pieno.

    4. Klaus

      La ringrazio per la disponibilità. I sintomi da reflusso negli ultimi giorni sono leggermente migliorati assumendo 2 x 10 mg e 2 sucralfin 2domperidonesucralfinno. Attendo esito dalla biopsia, ma sono molto pessimista
      Cordiali saluti

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