Esofago di Barrett: sintomi, terapia e dieta

Ultimo Aggiornamento: 45 giorni

Introduzione

L’esofago di Barrett è un disturbo in cui le pareti dell’esofago (il canale muscolare che collega la bocca allo stomaco), anzichè essere costituite da epitelio normale sono fatte di tessuti simili a quelli delle pareti dell’intestino. Questo processo è detto metaplasia intestinale.

L’esofago di Barrett è un disturbo asintomatico, ma spesso si presenta nei pazienti affetti dal reflusso gastroesofageo. Una piccola percentuale dei pazienti affetti dall’esofago di Barrett svilupperà una forma rara, ma purtroppo in molti casi mortale, di tumore all’esofago.

Negli Stati Uniti l’esofago di Barrett colpisce l’uno per cento circa degli adulti; l’età media alla diagnosi è di 50 anni, ma capire quand’è comparso il problema di solito è difficile. L’esofago di Barrett ha un’incidenza doppia negli uomini, e gli uomini di etnia caucasica sono colpiti più frequentemente rispetto a quelli di altre etnie. L’esofago di Barrett si manifesta raramente nei i bambini.

L’esofago

L’esofago è il tubicino permette il passaggio degli alimenti e dei liquidi dalla bocca allo stomaco; lo stomaco, poi, spinge lentamente gli alimenti e i liquidi nell’intestino che assorbe tutte le sostanze nutritive necessarie. Questo processo è automatico e del tutto involontario; a volte si riesce a percepire l’esofago quando si inghiotte un boccone troppo grosso, si cerca di mangiare troppo velocemente o si assumono bevande troppo calde o troppo fredde.

Le pareti muscolari dell’esofago di solito si chiudono a livello delle estremità superiore e inferiore, grazie a muscoli detti sfinteri. Quando si deglutisce gli sfinteri si rilassano, permettendo al cibo o al liquido di passare dalla bocca allo stomaco. I muscoli, poi, si richiudono rapidamente, in modo da impedire che l’alimento o il liquido rifluisca nell’esofago e in bocca.

Reflusso gastroesofageo

La malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) è una forma grave di reflusso gastroesofageo (GER). Il reflusso gastroesofageo si verifica quando gli sfinteri esofagei si aprono spontaneamente per intervalli di tempo variabili, oppure non si chiudono correttamente e quindi il contenuto dello stomaco risale nell’esofago.

Il reflusso gastroesofageo fisiologico è anche detto reflusso acido o rigurgito acido, perché i succhi gastrici acidi risalgono insieme agli alimenti e ai liquidi.

Chi soffre di reflusso acido, spesso risente il sapore di ciò che ha mangiato o bevuto in gola. Quando il reflusso acido raggiunge le pareti dell’esofago, può causare una sensazione di bruciore di stomaco o di bruciore alla gola (bruciore di stomaco o indigestione). Soffrire di tanto in tanto di reflusso acido non deve destare preoccupazioni e non significa necessariamente che si soffre di di malattia da reflusso gastroesofageo.

Il reflusso cronico che si verifica per più di due volte alla settimana è considerato come malattia da reflusso gastroesofageo e, con l’andare del tempo, può causare problemi di salute più gravi. Ogni giorno, negli Stati Uniti, una percentuale variabile dal 10 al 20 per cento della popolazione soffre dei sintomi del reflusso gastroesofageo, che diventa così uno dei disturbi più diffusi. La malattia da GERD può colpire persone di tutte le fasce d’età.

Di norma è possibile alleviare i sintomi del GERD con farmaci da banco detti antiacidi perché neutralizzano gli acidi. Tra di essi ricordiamo:

  • Maalox®,
  • Pantoloc®,
  • Neutrose®.

Tra gli altri farmaci usati per alleviare il GERD ricordiamo gli antisecretori, ad esempio gli H2-antagonisti e gli inibitori della pompa protonica. Tra gli H2-antagonisti più comuni ricordiamo:

  • cimetidina,
  • famotidina,
  • nizatidina,
  • ranitidina.

Tra gli inibitori della pompa protonica più comuni ricordiamo:

  • esomeprazolo,
  • lansoprazolo,
  • omeprazolo,
  • pantoprazolo,
  • rabeprazolo.

Chi avverte i sintomi della GERD dovrebbe consultare il proprio medico, infatti, se la GERD non viene curata e si cronicizza, può causare complicazioni come l’ulcera perforata.

Le cicatrici dei tessuti danneggiati possono causare stenosi (restringimenti) dell’esofago, che ostacolano la deglutizione. Il reflusso gastroesofageo, inoltre, può causare la raucedine, la tosse cronica e altri disturbi, ad esempio l’asma.

Cause

Non si sa con esattezza quali sino le cause dell’esofago di Barrett, ma la malattia da reflusso gastroesofageo rappresenta sicuramente un fattore di rischio; anche chi non soffre di reflussp può soffrire dell’esofago di Barrett, però il disturbo è da tre a cinque volte più diffuso nei pazienti che soffrono anche di reflusso.

Curando o alleviando i sintomi della malattia da reflusso è possibile diminuire il rischio di ammalarsi di esofago di Barrett, se i farmaci non si dimostrano efficaci, però, può essere consigliabile ricorrere all’intervento chirurgico.

Pericoli

Chi è affetto dall’esofago di Barrett presenta un rischio minimo di sviluppare un tipo di tumore detto adenocarcinoma dell’esofago, ma ogni anno meno dell’uno per cento dei pazienti affetti dall’esofago di Barrett sviluppa un adenocarcinoma all’esofago.

L’esofago di Barrett può essere presente da diversi anni prima dell’effettivo sviluppo del tumore, purtroppo la diagnosi di adenocarcinoma all’esofago non è sempre precoce, quindi il tumore molte volte viene diagnosticato quando già si trova in stadio avanzato e le terapie non sempre riescono a essere efficaci.

Diagnosi

L’esofago di Barrett è un disturbo asintomatico, quindi molti medici consigliano agli adulti che hanno superato i 40 anni e che soffrono da diversi anni di reflusso gastroesofageo di sottoporsi all’endoscopia e alla biopsia, come misura precauzionale.

L’unico modo per diagnosticare l’esofago di Barrett è la gastroscopia (endoscopia del tratto gastrointestinale superiore) che permette di ottenere campioni bioptici dell’esofago. Durante l’esame, dopo che il paziente è stato sedato, il medico inserisce nell’esofago un tubicino flessibile (endoscopio) dotato di una fonte luminosa e di una telecamera miniaturizzata a un’estremità. Se il tessuto presenta delle anomalie il medico ne rimuove diversi minuscoli campioni, usando una sorta di pinzetta che viene fatta passare nell’endoscopio. Il patologo esaminerà i campioni di tessuto al microscopio ed elaborerà una diagnosi.

Cura e dieta

Per quanto riguarda la dieta si può fare riferimento alle indicazioni fornite per il reflusso gastroesofageo:

In generale i pazienti affetti dall’esofago di Barrett dovrebbero sottoporsi periodicamente all’endoscopia e alle biopsie per escludere precocemente i sintomi del tumore: questo approccio diagnostico è detto attesa vigile.

Di solito, prima che si sviluppi il tumore all’esofago, compaiono cellule precancerose nei tessuti di Barrett. Questo disturbo è detto displasia e può essere diagnosticato solo tramite la biopsia. Può essere necessario sottoporsi a varie biopsie, perché una potrebbe non essere sufficiente a individuare le cellule displastiche. Diagnosticare e curare le displasie può essere fondamentale per la prevenzione del tumore.

Per curare l’esofago di Barrett con displasia grave o tumore possono essere usati l’endoscopia o l’intervento chirurgico. Il medico vi illustrerà le possibilità a vostra disposizione e vi aiuterà a decidere qual è la terapia che fa al caso vostro.

Terapie endoscopiche

Per curare le displasie gravi ed il tumore all’esofago esistono diversi tipi di terapia endoscopica, nel corso di queste terapie i tessuti di Barrett vengono distrutti, oppure viene rimossa la parte di mucosa displastica o contenente il tumore. Lo scopo della terapia è quello di permettere alle cellule normali dell’esofago di prendere il posto di quelle distrutte o rimosse. Le terapie endoscopiche vengono eseguite in centri specializzati, da medici esperti.

Terapia fotodinamica

La terapia fotodinamica usa un agente fotosensibilizzante, la fotofrina, e un raggio laser per uccidere le cellule precancerose e cancerose. La fotofrina viene iniettata in vena e il paziente ritorna in ospedale dopo 48 ore. Il raggio laser è fatto passare nell’endoscopio e attiva la fotofrina che distrugge i tessuti di Barrett nell’esofago. Tra gli effetti collaterali della terapia fotodinamica ricordiamo:

Resezione mucosa esofagea

Questa terapia solleva l’epitelio di Barrett, inietta una soluzione sopra di esso o la risucchia via, e infine lo rimuove chirurgicamente per via endoscopica. Se questo approccio viene usato per curare il tumore, per prima cosa deve essere effettuata un’ecografia endoscopica per accertarsi che il tumore coinvolga solo la parete esterna delle cellule dell’esofago. L’ecografia usa onde sonore che fanno eco sulle pareti dell’esofago per creare un’immagine su un monitor. Tra gli effetti collaterali ricordiamo il sanguinamento o le lesioni dell’esofago. Spesso la resezione mucosa esofagea viene associata alla terapia fotodinamica.

Intervento chirurgico

L’asportazione chirurgica della maggior parte dell’esofago è consigliabile per pazienti affetti dall’esofago di Barrett con displasia grave o tumore in grado di tollerare l’intervento chirurgico. Molte persone affette dall’esofago di Barrett sono anziane e hanno altri problemi di salute che rappresentano una controindicazione all’intervento. In questi pazienti è consigliabile ricorrere alle terapie endoscopiche meno invasive.

Effettuare l’intervento entro breve tempo dalla diagnosi di displasia grave o di tumore, è la soluzione ottimale per il paziente. Esistono diversi tipi di intervento, che di norma comportano la rimozione della maggior parte dell’esofago, la dislocazione di parte dello stomaco nella cavità toracica e l’unione dello stomaco con la parte dell’esofago conservata.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Vittorio

    Egr. dottore non chiedo un giudizio ma una semplice spiegazione dell’esofago di barrett grazie Vittorio.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, trova un’esauriente spiegazione sull’argomento nell’articolo riportato proprio qui sopra.

  2. giovanni

    Buongiorno ho 60 anni e da circa un mese accuso alcuni disturbi :
    inizialmente bruciore molto vivo e “profondo” come se fosse a livello polmonare,
    poi sono subentrate eruttazioni continue e bruciori di stomaco e alto tubo digerente. A volte bolo esofageo spece parte sinistra gola ! ho ricominciato cura con pantoprazolo che da tre anni prendevo regolarmente (assumo dal 2013 aspirinetta e farmaci per limitare la pressione dopo infarto e impianto di due stent medicati) ma recentemente su consiglio medico avevo interrotto.
    Attualmente visti i pochi risultati di pantoprazolo e antiacidi sono passato a lansoprazolo 30 una volta al giorno (da due settimane va leggermente meglio ma i sintomi seppur ridotti sono ancora presenti) dopo mia insistenza il medico mi ha prescritto una gastroscopia che però potrò fare solo a febbraio nel frattempo vivo nell’angoscia di avere un male incurabile..
    Le eruttazioni e il fastidio in gola sx per la verità le ho già avute 4 o 5 anni fa ma allora non erano associate ad altri disturbi e lo specialista mi aveva analizzato con fibra ottica non riscontrando problemi se non rossore dalla parte sinista della gola. Di recente , 5 mesi fa) ho fatto anche cure antibiotiche per infiammazione cistite. Ho comunque gorgoglii continui eruttazioni ed emissioni di gas significative anche intestinali.
    Devo preoccuparmi?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      No, sembrerebbero solo sintomi da reflusso, con un’eventuale ernia jatale associata; purtroppo il tumore allo stomaco, se pensa a questo, non dà sintomi, se non in fase avanzata, e non sono comunque i sintomi da lei descritti.

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