Esofago di Barrett: sintomi, terapia e dieta

Ultimo Aggiornamento: 1341 giorni

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Introduzione

L’esofago di Barrett è un disturbo in cui le pareti dell’esofago (il canale muscolare che collega la bocca allo stomaco), anzichè essere costituite da epitelio normale sono fatte di tessuti simili a quelli delle pareti dell’intestino. Questo processo è detto metaplasia intestinale.

L’esofago di Barrett è un disturbo asintomatico, ma spesso si presenta nei pazienti affetti dal reflusso gastroesofageo. Una piccola percentuale dei pazienti affetti dall’esofago di Barrett svilupperà una forma rara, ma purtroppo in molti casi mortale, di tumore all’esofago.

Negli Stati Uniti l’esofago di Barrett colpisce l’uno per cento circa degli adulti; l’età media alla diagnosi è di 50 anni, ma capire quand’è comparso il problema di solito è difficile. L’esofago di Barrett ha un’incidenza doppia negli uomini, e gli uomini di etnia caucasica sono colpiti più frequentemente rispetto a quelli di altre etnie. L’esofago di Barrett si manifesta raramente nei i bambini.

L’esofago

L’esofago è il tubicino permette il passaggio degli alimenti e dei liquidi dalla bocca allo stomaco; lo stomaco, poi, spinge lentamente gli alimenti e i liquidi nell’intestino che assorbe tutte le sostanze nutritive necessarie. Questo processo è automatico e del tutto involontario; a volte si riesce a percepire l’esofago quando si inghiotte un boccone troppo grosso, si cerca di mangiare troppo velocemente o si assumono bevande troppo calde o troppo fredde.

Le pareti muscolari dell’esofago di solito si chiudono a livello delle estremità superiore e inferiore, grazie a muscoli detti sfinteri. Quando si deglutisce gli sfinteri si rilassano, permettendo al cibo o al liquido di passare dalla bocca allo stomaco. I muscoli, poi, si richiudono rapidamente, in modo da impedire che l’alimento o il liquido rifluisca nell’esofago e in bocca.

Reflusso gastroesofageo

La malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) è una forma grave di reflusso gastroesofageo (GER). Il reflusso gastroesofageo si verifica quando gli sfinteri esofagei si aprono spontaneamente per intervalli di tempo variabili, oppure non si chiudono correttamente e quindi il contenuto dello stomaco risale nell’esofago.

Il reflusso gastroesofageo fisiologico è anche detto reflusso acido o rigurgito acido, perché i succhi gastrici acidi risalgono insieme agli alimenti e ai liquidi.

Chi soffre di reflusso acido, spesso risente il sapore di ciò che ha mangiato o bevuto in gola. Quando il reflusso acido raggiunge le pareti dell’esofago, può causare una sensazione di bruciore di stomaco o di bruciore alla gola (bruciore di stomaco o indigestione). Soffrire di tanto in tanto di reflusso acido non deve destare preoccupazioni e non significa necessariamente che si soffre di di malattia da reflusso gastroesofageo.

Il reflusso cronico che si verifica per più di due volte alla settimana è considerato come malattia da reflusso gastroesofageo e, con l’andare del tempo, può causare problemi di salute più gravi. Ogni giorno, negli Stati Uniti, una percentuale variabile dal 10 al 20 per cento della popolazione soffre dei sintomi del reflusso gastroesofageo, che diventa così uno dei disturbi più diffusi. La malattia da GERD può colpire persone di tutte le fasce d’età.

Di norma è possibile alleviare i sintomi del GERD con farmaci da banco detti antiacidi perché neutralizzano gli acidi. Tra di essi ricordiamo:

  • Maalox®,
  • Pantoloc®,
  • Neutrose®.

Tra gli altri farmaci usati per alleviare il GERD ricordiamo gli antisecretori, ad esempio gli H2-antagonisti e gli inibitori della pompa protonica. Tra gli H2-antagonisti più comuni ricordiamo:

  • cimetidina,
  • famotidina,
  • nizatidina,
  • ranitidina.

Tra gli inibitori della pompa protonica più comuni ricordiamo:

  • esomeprazolo,
  • lansoprazolo,
  • omeprazolo,
  • pantoprazolo,
  • rabeprazolo.

Chi avverte i sintomi della GERD dovrebbe consultare il proprio medico, infatti, se la GERD non viene curata e si cronicizza, può causare complicazioni come l’ulcera perforata.

Le cicatrici dei tessuti danneggiati possono causare stenosi (restringimenti) dell’esofago, che ostacolano la deglutizione. Il reflusso gastroesofageo, inoltre, può causare la raucedine, la tosse cronica e altri disturbi, ad esempio l’asma.

Cause

Non si sa con esattezza quali sino le cause dell’esofago di Barrett, ma la malattia da reflusso gastroesofageo rappresenta sicuramente un fattore di rischio; anche chi non soffre di reflussp può soffrire dell’esofago di Barrett, però il disturbo è da tre a cinque volte più diffuso nei pazienti che soffrono anche di reflusso.

Curando o alleviando i sintomi della malattia da reflusso è possibile diminuire il rischio di ammalarsi di esofago di Barrett, se i farmaci non si dimostrano efficaci, però, può essere consigliabile ricorrere all’intervento chirurgico.

Pericoli

Chi è affetto dall’esofago di Barrett presenta un rischio minimo di sviluppare un tipo di tumore detto adenocarcinoma dell’esofago, ma ogni anno meno dell’uno per cento dei pazienti affetti dall’esofago di Barrett sviluppa un adenocarcinoma all’esofago.

L’esofago di Barrett può essere presente da diversi anni prima dell’effettivo sviluppo del tumore, purtroppo la diagnosi di adenocarcinoma all’esofago non è sempre precoce, quindi il tumore molte volte viene diagnosticato quando già si trova in stadio avanzato e le terapie non sempre riescono a essere efficaci.

Diagnosi

L’esofago di Barrett è un disturbo asintomatico, quindi molti medici consigliano agli adulti che hanno superato i 40 anni e che soffrono da diversi anni di reflusso gastroesofageo di sottoporsi all’endoscopia e alla biopsia, come misura precauzionale.

L’unico modo per diagnosticare l’esofago di Barrett è la gastroscopia (endoscopia del tratto gastrointestinale superiore) che permette di ottenere campioni bioptici dell’esofago. Durante l’esame, dopo che il paziente è stato sedato, il medico inserisce nell’esofago un tubicino flessibile (endoscopio) dotato di una fonte luminosa e di una telecamera miniaturizzata a un’estremità. Se il tessuto presenta delle anomalie il medico ne rimuove diversi minuscoli campioni, usando una sorta di pinzetta che viene fatta passare nell’endoscopio. Il patologo esaminerà i campioni di tessuto al microscopio ed elaborerà una diagnosi.

Cura e dieta

Per quanto riguarda la dieta si può fare riferimento alle indicazioni fornite per il reflusso gastroesofageo:

In generale i pazienti affetti dall’esofago di Barrett dovrebbero sottoporsi periodicamente all’endoscopia e alle biopsie per escludere precocemente i sintomi del tumore: questo approccio diagnostico è detto attesa vigile.

Di solito, prima che si sviluppi il tumore all’esofago, compaiono cellule precancerose nei tessuti di Barrett. Questo disturbo è detto displasia e può essere diagnosticato solo tramite la biopsia. Può essere necessario sottoporsi a varie biopsie, perché una potrebbe non essere sufficiente a individuare le cellule displastiche. Diagnosticare e curare le displasie può essere fondamentale per la prevenzione del tumore.

Per curare l’esofago di Barrett con displasia grave o tumore possono essere usati l’endoscopia o l’intervento chirurgico. Il medico vi illustrerà le possibilità a vostra disposizione e vi aiuterà a decidere qual è la terapia che fa al caso vostro.

Terapie endoscopiche

Per curare le displasie gravi ed il tumore all’esofago esistono diversi tipi di terapia endoscopica, nel corso di queste terapie i tessuti di Barrett vengono distrutti, oppure viene rimossa la parte di mucosa displastica o contenente il tumore. Lo scopo della terapia è quello di permettere alle cellule normali dell’esofago di prendere il posto di quelle distrutte o rimosse. Le terapie endoscopiche vengono eseguite in centri specializzati, da medici esperti.

Terapia fotodinamica

La terapia fotodinamica usa un agente fotosensibilizzante, la fotofrina, e un raggio laser per uccidere le cellule precancerose e cancerose. La fotofrina viene iniettata in vena e il paziente ritorna in ospedale dopo 48 ore. Il raggio laser è fatto passare nell’endoscopio e attiva la fotofrina che distrugge i tessuti di Barrett nell’esofago. Tra gli effetti collaterali della terapia fotodinamica ricordiamo:

Resezione mucosa esofagea

Questa terapia solleva l’epitelio di Barrett, inietta una soluzione sopra di esso o la risucchia via, e infine lo rimuove chirurgicamente per via endoscopica. Se questo approccio viene usato per curare il tumore, per prima cosa deve essere effettuata un’ecografia endoscopica per accertarsi che il tumore coinvolga solo la parete esterna delle cellule dell’esofago. L’ecografia usa onde sonore che fanno eco sulle pareti dell’esofago per creare un’immagine su un monitor. Tra gli effetti collaterali ricordiamo il sanguinamento o le lesioni dell’esofago. Spesso la resezione mucosa esofagea viene associata alla terapia fotodinamica.

Intervento chirurgico

L’asportazione chirurgica della maggior parte dell’esofago è consigliabile per pazienti affetti dall’esofago di Barrett con displasia grave o tumore in grado di tollerare l’intervento chirurgico. Molte persone affette dall’esofago di Barrett sono anziane e hanno altri problemi di salute che rappresentano una controindicazione all’intervento. In questi pazienti è consigliabile ricorrere alle terapie endoscopiche meno invasive.

Effettuare l’intervento entro breve tempo dalla diagnosi di displasia grave o di tumore, è la soluzione ottimale per il paziente. Esistono diversi tipi di intervento, che di norma comportano la rimozione della maggior parte dell’esofago, la dislocazione di parte dello stomaco nella cavità toracica e l’unione dello stomaco con la parte dell’esofago conservata.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. luigi

    descrizione semplice ma incisivamente didattica.manca la descrizione della terapia endoscopica e chirurgica.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Grazie per la segnalazione, cercherò di provvedere ad integrare l’articolo.

  2. luca

    buona sera dottore io soffro da un paio d anni di gastroesofagite da reflusso e da un paio di giorni ho mal di stomaco con nausea che va e viene e mi fa male la gola e ho un po di febbre interna , il medico di famiglia mi ha dato da fare in primavera e in autunno delle terapie per evitare il reflusso mi ha dato il gaviscon e il lucen da 40 e poi da 20 e adesso ho finito la terapia e le chiedo se e qualcosa di preouccupante visto che in autunno finita la terapia non avevo dolori allo stomaco mentre adesso si grazie in anticipo saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo può succedere, valuti magari con il suo medico di fare ancora un paio di settimane.
      Sta sempre attento all’alimentazione?

    2. luca

      si dottore a parte che ieri ho mangiato delle arachidi e nn so se posso la gastroesofagite ma cmq si la rispetto adesso il medico mi ha dato una scatola di lucen da 20 e lo quasi finita

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Le arachidi sono controindicate, troppo ricche di grassi; senta in ogni caso il medico per valutare se continuare per un’altra scatola.

  3. luca

    ah questa cosa sulle arachidi non sapevo grazie dei suoi consigli dottore

  4. maria

    da quando avevo 14 anni soffro di ulcere peptiche recidivanti , nel 1991 tramite gastroscopia mi hanno trovato l’esofago con epitelio di barret ,cardias incontinente .nel 2009 ho rifatto la gastroscopia dove dice che l’esofago è nella norma,giunzione esofago-gastrica lievemente risalita con cardias incontinente.vorrei sapere se è possibile guarire dall’esofago di barret perchè adesso è circa un mese che ho bruciori di stomaco fino alla gola spesso mi brucia anche quando bevo l’acqua sto prendendo l’antra 20mg e il maalox buonasera

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Che io sappia no, non si può guarire.
      Gli attuali sintomi sono in ogni probabilmente segno di reflusso.

  5. Michele

    Salve dottore, sono affetto da diversi anni da gastroesofagite da reflusso ernia iatale e da sei anni da esofago di barrett, in trattamento farmacologico ” esopral 40 mg., motilex, gaviscon e monitoraggio annuale endoscopico. Altresì, sono stati prelevati due anni fa alcuni polipi, con esami istologici durante le gastroscopie. Anticipatamente grazie.

  6. Michele

    In riferimento al commento del 12 agosto 2013 ad ore 09:11, mi perdoni dottore, ho dimenticato di chiederLe se potesse indicarmi un centro di specializzazione di eccellenza, che possa seguirmi e, se a suo parere la terapia suindicata sia quella giusta allo stato dei fatti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Purtroppo non conosco i centri di eccellenza in Italia.
      2. La terapia è quella tradizionale per questi problemi quindi, a patto che sia sufficiente a controllare i sintomi, mi sembra perfetta.

  7. Carlo

    Salve,dal 2009,mi hanno riscontrato esofago di barret.
    Mi hanno eradicati Helicobacter Pilori,tramite la giusta cura,
    ora sto continuando da 4 anni ogni giorno,con Lucent 20 mg.
    La mia domanda è,ma c’è speranza di guarigione,
    con l’esofago di barret?
    Se no..mi dica l’evolvere della malattia,distinti saluti grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è purtroppo possibile guarire; l’obiettivo è controllare i sintomi con i farmaci e soprattutto effettuare periodiche verifiche per eventualmente rilevare in modo precoce possibili complicazioni.

  8. marika

    salve, mi sta succedendo in maniera analoga cio’ che succede a luca, dopo una cura di 8 settimane di lucen (4settimane pasticche da 40, altre 4 da 20gr) e gaviscon, ora sento come dei forti vuoti alla bocca dello stomaco. il medico dpo la gastroscopia mi ha diagnosticato un’ulcera duodenale ed ernia iatale, e mi ha detto che finita la cura, passati 3 mesi ci saremo dovuti rivedere e rifare la gastroscopia, ma avendola fatta senza anestesia, vorrei evitare di riandare..può dirmi cosa posso fare e o prendere?
    la ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi faccia capire meglio, durante la cura andava meglio, poi alla sospensione sono comparsi questi sintomi?

  9. marika

    si, la cura l’ho terminata un paio di settimane fa, e fino ad adesso non ho avuto dolori. Ora è da ieri che ho questi continui sensi di vuoto allo stomaco, e non sono i classici bruciori che sentivo prima di iniziare la cura..non so come spiegarli, ‘come se stessi percorendo una discesa in macchina’ piu’ o meno rendo l’idea?
    l’ulcera il gastrinterologo disse che era appena accennata, lei crede abbia piu’ a che fare con l’ernia? cosa posso fare per evitare una seconda gastroscopia?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Inizierei senza dubbio con la visita di controllo, per sentire il parere del medico a seguito della comparsa dei nuovi sintomi (che secondo me sono causati dall’ernia iatale), perchè in ogni caso la decisione di sottoporsi o meno alla gastroscopia è comunque sua.

  10. cristiana sonzogni

    è da 2 anni che ho problemi … prima bocca salata, poi salata s asciutta.. poi incolpavano l’ antidepressivo,.l ‘ho cambiato, sono stata male da morire …questo a marzo… ma sono 8 mesi che il dolore non passa con niente,. e nemmeno il bruciore sono disperata . Ho letto delle esofago di barret… i sintomi sono quelli, fatta gastroscopia con biopsia a luglio 2013 , ora la devo rifare a giugno .. ho fatto anche la manometria .. ma allora non avevo cosi tanti bruciori e dolore dietro le spalle , ora è costante tutti i giorni cosa posso pensare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Con la gastroscopia dell’anno scorso cos’è emerso?

    2. sonzogni cristiana

      mi hanno trovato lelicobattero,.. è stato sradicato con 2 cicli di antibiotici,.. ma non è cambiato nulla,.. io soffro ancora di bruciori e dolori , anche se sono sotto cura costantemente .. . nella biopsia, c’ scritto .. neoplasie definite e altre non definite .. ma non prendono in considerazione nulla ,. la manometria.. fatta con i gastro prottettori.. acidità nella norma,.. ora devo fare eco addome.. e di nuovo gastroesofagia.. panso si scriva cosi… non so cosa devo pensare… grazie

    3. cristiana sonzogni

      no.. non bastano, lo calmano ma non passa ,poi non so per quanto tempo devo andare avanti con le cure e se le posso prendere per sempre ?

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se necessario sì, si continuano ad assumere; le raccomando attenzione alla dieta.

  11. marcella

    da pochi giorni ho saputo che ho esofago di barrett c0m1 volevo sapere se è ereditare siccome mio padre è morto con un tumore allo stomaco(non lo so la diagnosi sua)volevo sapere se i miei figli lo ereditano: grazie dot.

  12. Anonimo

    volevo sapere se i miei figli possono ereditare esofago di barrett e se ci sono le cure naturiste

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Come le ho detto non c’è ereditarietà, mentre per la prevenzione punti su un corretto stile di vita.

  13. laura

    buonasera dottore, un anno e mezzo fa mi hanno riscontrato una piccola ernia iatale e reflusso, come fastidi dolore toracico e bolo in gola. Dopo un anno i sintomi sono diventati più feroci fortissimo bruciore esofageo, bocca urente, sono in cura con lucen 40 da 4 mesi, ho sospeso il motilex per rialzo della prolattina e subito la ricomparsa dei sintomi, pensa sia giusto sottoporsi ad un altra indagine endoscopica? mi chiedevo se l’esofago di barret possa evolversi anche in breve tempo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non mi sento di valutare l’opportunità di sottoporsi o meno all’indagine.

  14. roberto

    buona sera dottore , ho 58 anni e soffro di esofagite e di bruciori di stomaco da circa 50 anni qualche anno fa mi hanno riscontratto lelico battero per 2 volte , in questi anni ho fatto diverse gastroscopie la penurtima 3 mesi fa con risultato esofagite di 3° grado ho fatto una cura per 2 mesi con esopral 20 mattina + 20 la sera 30 minuti prima dei pasti adesso rifacendo la gastroscopia di controllo risulta esofagite di 1° grado + barret, volevo sapere se il barret si puo’ curare e come ,poi da circa 2 anni a volte mi sento un disturbo nella gola dipende dall’esofagite oppure barret grazie

  15. carozza

    Da due anni ho scoperto di avere l esofago di barret e mi sta aumentando la senzazione di catarro in gola e normale ?

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