Ernia iatale dello stomaco: sintomi, alimentazione e dieta

Ultimo Aggiornamento: 1856 giorni

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Introduzione

L’ernia iatale è una delle patologie più incomprese e chiamate più spesso in causa a sproposito in tutto l’ambito medico: la gente è abituata a dare all’ernia iatale più colpe di quelle che effettivamente ha. I pazienti affetti da ernia iatale devono capire cos’è la loro malattia e a che quali complicazioni possono andare incontro, è però fondamentale sapere che ci sono davvero pochissime probabilità che da questo tipo di ernia abbiano origine problemi più gravi.

Cause

Il diaframma è un muscolo che separa i polmoni dall’addome, quando si fa un respiro profondo il diaframma, che quand’è rilassato ha forma di cupola, si contrae e si appiattisce. Facendo questo movimento permette l’ingresso dell’aria nei polmoni. Nella parte sinistra del diaframma c’è una piccola apertura, attraverso la quale passa l’esofago, il tubicino che porta gli alimenti e i liquidi nello stomaco. In condizioni normali, quest’apertura (lo iato) è davvero piccola e aderisce perfettamente all’esofago.

Lo stomaco, quando tutto va bene, sta sotto il diaframma.

Ernia Iatale (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Hiatalhernia.gif)
Ernia Iatale (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Hiatalhernia.gif)

In alcune persone, lo iato (l’apertura nel diaframma) si indebolisce e si allarga senza sapere esattamente perché questo avvenga. Potrebbe essere una patologia ereditaria, oppure la causa potrebbe essere l’obesità, l’esercizio fisico (come ad esempio il sollevamento pesi) o la tensione quando si deve defecare.

Indipendentemente dalla causa si origina un’ernia: una parte dello stomaco fuoriesce verso l’alto, nella cavità toracica, perché l’apertura si è allargata. Questa situazione viene definita ernia iatale. Le ernie iatali sono molto frequenti e si rilevano fino a sei persone su dieci prima dei 60 anni con questa patologia.

Si conoscono principalmente 3 tipi di ernia iatale:

  1. Ernia iatale da scivolamento: si tratta del tipo più comune, l’ernia va su è giù, entrando e fuoriuscendo dalla cavità toracica. Queste ernie di solito sono piccole e normalmente non causano problemi né sintomi.
  2. Ernia iatale fissa (o paraesofagea): in questo caso la parte superiore dello stomaco rimane intrappolata nella cassa toracica. Anche in questa situazione i sintomi possono essere trascurabili. Tuttavia, c’è maggior probabilità di avere problemi all’esofago.
  3. Ernia iatale complicata o mista: per fortuna questo tipo di ernia è raro. L’ernia può assumere diverse forme: ci sono addirittura situazioni in cui tutto lo stomaco forma un’ernia nella cassa toracica. È molto probabile che questo tipo di ernia causi problemi e che sia necessaria una cura, che spesso comporta l’intervento chirurgico. Le ernie complicate comunque sono molto rare.

Sintomi

Nella maggior parte dei pazienti l’ernia iatale non causa sintomi evidenti, questo è vero soprattutto per le ernie da scivolamento. Se i sintomi si manifestano di solito si tratta soltanto di bruciore di stomaco e rigurgito, quando gli acidi prodotti dallo stomaco rifluiscono verso l’esofago. Alcuni pazienti affetti da ernia iatale fissa soffrono di reflusso gastro-esofageo cronico, che può causare ulcere e sanguinamento, ed eventualmente asma. Come conseguenza si può avere l’anemia, cioè l’insufficienza di globuli rossi nel sangue.

L’infiammazione cronica del tratto inferiore dell’esofago può inoltre provocare ulcere e restringimenti che, a loro volta, possono rendere più difficile la deglutizione e far sì che gli alimenti non passino facilmente nello stomaco.

Non è corretto però dare all’ernia iatale tutte le colpe, specie quando si ha mal di pancia o la digestione risulta difficile. L’ernia iatale di solito non provoca dolori forti, questi sintomi possono essere causati da altre patologie, come ad esempio dall’ulcera peptica o addirittura dalle malattie cardiache. Alcuni pazienti con problemi alle coronarie scambiano i loro problemi per una semplice ernia iatale: se si soffre di dolori alla parte alta dello stomaco o di cattiva digestione, non bisognerebbe pensare automaticamente che la causa di tutto è l’ernia iatale. Si dovrebbe, piuttosto, andare dal medico e fare un controllo approfondito.

Diagnosi

L’ernia iatale di solito viene diagnosticata con una radiografia con mezzo di contrasto (bario) della parte superiore del tubo digerente. Un esame complementare è la gastroscopia, o endoscopia dell’apparato digerente superiore, in cui il medico esamina l’esofago e lo stomaco usando uno strumento flessibile che riprende delle immagini, mentre il paziente viene lievemente sedato.

Pericoli

Le complicazioni dell’ernia iatale sono:

  • Bruciore di stomaco cronico e infiammazione cronica del tratto inferiore dell’esofago (esofagite da reflusso),
  • Anemia, dovuta al sanguinamento cronico del tratto inferiore dell’esofago,
  • Ulcere e restringimento del tratto inferiore dell’esofago, che causano difficoltà nella deglutizione,
  • Durante il sonno le secrezioni dello stomaco possono filtrare nell’esofago e nei polmoni, causando tosse cronica, dispnea (asma) e addirittura la polmonite.

Inoltre, l’ernia mista può causare problemi gravi, come ad esempio difficoltà respiratorie o grave dolore allo sterno, soprattutto nelle persone anziane.

Cura e terapia

La terapia è necessaria solo se l’ernia provoca sintomi evidenti, come ad esempio bruciore di stomaco cronico o difficoltà di deglutizione. Anche per l’infiammazione e per le ulcere del tratto inferiore dell’esofago è necessaria una terapia.

In generale, per curare il bruciore di stomaco e l’esofagite (l’infiammazione dell’esofago) si consiglia di:

  • Evitare (o usare con moderazione) le sostanze che aumentano il reflusso dell’acido nell’esofago, come ad esempio:
    • nicotina (sigarette),
    • caffeina,
    • cioccolato,
    • cibi ricchi di grassi,
    • menta,
    • alcool.
  • Fare pasti meno sostanziosi e più frequenti e lasciar passare almeno 2 o 3 ore tra il pasto e il momento in cui si va a dormire.
  • Evitare di chinarsi, di fare esercizi per gli addominali, di indossare cinture strette e ventriere, per non aumentare la pressione sull’addome e provocare il reflusso.
  • Se si è in sovrappeso, perdere peso. Anche l’obesità aumenta la pressione sull’addome.
  • Farsi prescrivere farmaci. Alcuni farmaci, come ad esempio gli antispastici per l’intestino, i farmaci che bloccano i canali del calcio, e alcuni antidepressivi indeboliscono i muscoli che formano il tratto inferiore dell’esofago.
  • Nel letto alzare l’appoggio per la testa di circa 20-30 centimetri, mettendo dei cuscini o dei supporti sotto il materasso. La forza di gravità vi permetterà di tenere gli acidi lontano dallo stomaco durante il sonno.

Alcuni farmaci sono efficaci per ridurre la secrezione acida dello stomaco, mentre altri aumentano il tono muscolare della parte inferiore dell’esofago, riducendo così il reflusso.

L’erna iatale mista può richiedere un intervento chirurgico, specie se le complicazioni causano situazioni d’emergenza. In tutti gli altri casi l’intervento chirurgico è indicato solo per quei pazienti che presentano complicazioni che non possono essere curate con i farmaci. Di per sé, la presenza dell’ernia iatale, non è motivo sufficiente per ricorrere all’intervento chirurgico.

Dieta

La dieta di chi soffre di ernia iatale prevede il consumo di pasti leggeri durante la giornata, evitando quindi grosse abbuffate a favore di un’alimentazione consumata a più riprese durante la giornata; è consigliabile evitare gli alimenti ed i cibi in grado di peggiorare il quadro di bruciore dello stomaco e reflusso, quindi risultano controindicati gli alcolici, il caffè, il cioccolato, agrumi, cipolle, alimenti piccanti o speziati, fritti, cibi molto conditi e le salse in genere. Sono più indicate le carni bianche ed il pesce rispetto alle carni rosse ed insaccati, da evitare i formaggi molto grassi e limitare i dolci.

Dal punto di vista delle bevande andrebbero evitate tutte quelle gasate.

Nelle prime ore successive al pasto è preferibile non coricarsi, perchè la posizione orizzontale tende a facilitare la risalità dei succhi gastrici con conseguente aumento della sintomatologia legata all’ernia iatale.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. lucio

    Perche quanto o fatto l ecografia il medico Che la fecce non vide nulla sullo sterno mi disse Che per lui gli organi erano tutti a posto chiesi se era il caso di fare Una gastroscopia ma mi disse di no Che non era il caso

  2. alessandra

    Buonasera dottore
    proprio oggi ho eseguito una eco addominale superiore per i sintomi di una sospetta gastrite che da tre settimane mi danno il tormento, ma non e’ risultato nulla!! ( ma lo stomaco non c’e.. che ecografia hanno fatto gli altri? )
    Ho dolori all’epigastrio sinistro che durano a volte tutta la notte… ma si presentano solo la notte, quando sto per addormentarmi, ( il medico dice intercostale ma si attenua se premo sullo stomaco per fare uscire aria ) poi ha detto sei piena di aria …durante il giorno ho lo stomaco che si gonfia anche con un bicchiere d’acqua e a volte ho difficolta di respiro da tanto e ‘ gonfio, il carbone vegetale non fa niente che duri più di qualche ora e praticamente non sto mangiando quasi nulla che non sia semiliquido anche perché ho paura di quei dolori
    Premetto che il mio medico curante non e’ un genio dice sempre sei un leone, che vuoi che sia.. …e di mio pensiero ho fissato una visita dal gastroenterologo, ma mi riceve solo martedì e io vivo nel terrore di andare a dormire con quei dolori e sentirmi un pallone nello stomaco tanto che stasera assumero’ uno xanax
    Puo’ aiutarmi?
    sono un metro sessanta peso 50 kg ho 57 anni e sono vegetariana
    grazie dell’eventuale risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Forse un po’ di colite; quando si passano questi periodi riduca drasticamente il consumo di frutta, verdura e fibra in genere, per poi reintrodurla gradualmente al migliorare dei sintomi.

  3. Marco

    Buongiorno Dottore,
    mi chiamo Marco e ho 36 anni. Da circa 10 anni ho il morbo di crohn e ultimamente ho scoperto di avere anche un ernia iatale (giusto per non farmi mancare nulla).
    Nelle ultime due settimane ho iniziato una terapia con il pantoprazolo da 20mg, mentre per il morbo di crohn prendo 20 mg di cortisone e mesalazina (nello spocifico Asacol 500 per 4 volte al di). Questi farmici, combinati tra loro, possono dare dei problemi? Ho notato che il morbo di crohn si sta riacutizzando in questi giorni (dandomi qualche dolorino e portandomi frequentemente al bagno), potrebbe essere essere dovuo al pantoprazolo?
    La ringrazio anticipatamente per il suo tempo

    Cordiali saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il pantoprazolo potrebbe dare piccoli fastidi intestinali come un po’ di diarrea.

  4. teresa

    vorrei sapere come si svolge l’operazionne per eliminare l’ernia iatale grazie

  5. Ivana

    Dott. Ho 24 anni e da 2 anni ho scoperto che l’ernia iatale, ho un regime alimentare molto regolare… Le volevo chiedere che io spesso e volentieri ho dei dolori atroci alla bocca dello stomaco , sono così forte che per dormire devo prendere delle gocce a base di morfina…. Cosa posso fare? Ho fatto ecografie,tack, radiografie,gastroscopia e anche la colonscopia… Le chiede di aiutarmi…
    La ringrazio in anticipo
    Cordiali saluti
    Ivana

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per l’ernia iatale non assume farmaci?
      Ha mai fatto una gastroscopia?
      Che gocce assume?

  6. Nicola

    Salve Dottore, volevo chiederle se potrei avere un’ernia iatale, perché i sintomi mi fanno propendere in questa direzione:

    1) Eruttazioni frequenti
    2) Problemi di respirazione in determinati casi, come dopo mangiato oppure la mattina appena alzato, mentre la notte riposo assolutamente bene
    3) Bruciore di stomaco occasionale mentre acidità quasi sempre presente
    4) Digestione lentissima: Per esempio oggi ho finito di mangiare informo alle 14 e a distanza di quasi 12 ore ancora erutto.

    Grazie Mille
    Cordiali Saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, non è necessariamente ernia iatale, potrebbe essere una più leggera gastrite. Non la trascuri e ne parli con fiducia al medico.

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