Ernia del disco: sintomi, esercizi, cure ed intervento

Ultimo Aggiornamento: 82 giorni

Introduzione

Ernia del disco

Ernia del disco (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Ernia_del_disco_animation.gif)

La spina dorsale, anche chiamata colonna vertebrale, è composta da 26 ossa chiamate vertebre. Tra le vertebre sono presenti dischi morbidi riempiti di una sostanza gelatinosa; su questi dischi appoggiano le vertebre, che vengono così tenute in posizione.

Con il passare degli anni i dischi possono andare incontro a rottura o degenerazione e questo causa

  • la perdita della loro capacità di ammortizzazione
  • ed eventualmente la comparsa di mal di schiena.

L’ernia del disco è il nome che viene dato a questo processo, che identifica quindi un danno al disco intervertebrale; il disco va incontro a uno spostamento che può causare un’irritazione dei nervi vicini, con la conseguente comparsa di dolore alla schiena e sciatalgia.

La diagnosi avviene in genere attraverso una visita medica ed eventualmente esami di imaging; il trattamento, in molti casi non necessario, può prevedere

  • riposo,
  • farmaci antinfiammatori,
  • terapia fisica,
  • talvolta chirurgia.

Si può guarire spontaneamente dall’ernia del disco?

Un disco erniato generalmente migliora con un trattamento conservativo e non sempre è necessario ricorrere ad un intervento chirurgico, vediamo il perchè.

Partiamo da un concetto fondamentale, l’ernia espulsa non rientra e da questo punto di vista non può quindi esserci una guarigione spontanea, ma sono due i meccanismi che possono subentrare:

  • il frammento espulso va incontro a fenomeni di evoluzione fisiologica di adattamento, in particolare si disidrata, perdendo così gran parte del volume e trova una posizione e una conformazione più neutra nei confronti delle strutture adiacenti responsabili del dolore. Si tratta di un meccanismo che si verifica nei tre mesi successivi all’espulsione dell’ernia in circa tre casi su quattro, per questo motivo la tendenza attuale è sempre più orientata a un approccio conservativo nei primi mesi a seguito della diagnosi.
  • In caso di protrusione discale e presenza di una piccola ernia, l’aumento del tono muscolare della schiena che si può raggiungere attraverso un percorso di ginnastica e miglioramento della postura è in grado di permettere almeno una parziale regressione della protruzione.

Cause

La spina dorsale è composta da 24 ossa chiamate vertebre (26, se consideriamo nel conteggio anche sacro e coccige), impilate l’una sull’altra.

Tra una vertebra e la successiva ci sono formazioni circolari di tessuto connettivo (cartilagine) chiamate dischi, caratterizzati da una sostanza gelatinosa interna (nucleo) e un involucro esterno più duro (anello); la loro funzione è contribuire a mantenere la flessibilità necessaria a garantire la vasta gamma di movimenti possibili della schiena.

Il midollo spinale è un fascio di fibre nervose che attraverso la colonna vertebrale; queste fibre nervose collegano tutte le parti del corpo al cervello e permettono la trasmissione di segnali nervosi in entrambi i sensi (dal cervello alla periferia e viceversa).

L’ernia del disco si verifica quando l’involucro di tessuto connettivo si rompe, permettendo la fuoriuscita del nucleo.

Il disco danneggiato può esercitare pressione su tutto il midollo spinale o su una singola fibra nervosa, nel punto in cui il nervo si allontana dal midollo spinale; questo significa che l’ernia del disco può causare dolore nella zona colpita (mal di schiena) e anche nell’area del corpo controllata dal nervo che subisce la pressione del nucleo.

Non è sempre chiaro che cosa provochi la degenerazione e la rottura del disco, ma l’età è uno dei fattori più comuni; quando si invecchia i dischi iniziano a perdere il loro contenuto d’acqua (si disidratano), diventando meno flessibili e più soggetti a rottura.

Fattori di rischio

Diversi fattori vi rendono più suscettibili ad un’ernia discale:

  • Età. Le ernie del disco sono più comuni nella mezza età, soprattutto tra i 30 e i 50 anni, a causa della degenerazione legata all’invecchiamento dei dischi.
  • Ad essere colpiti sono gli uomini due volte di più rispetto alle donne.
  • Fumo. Fumare tabacco aumenta il rischio di ernia del disco, perché diminuisce i livelli di ossigeno nel sangue, privando i tessuti del corpo di nutrienti vitali e riducendo così l’elasticità del disco.
  • Peso. Il peso corporeo in eccesso è causa di stress supplementare sui dischi nella regione lombare.
  • Altezza. Essere alti aumenta il rischio di ernia del disco. Gli uomini più alti di 180 centimetri e le donne più alte di 170 centimetri sembrano avere un rischio maggiore di soffrire di un’ernia discale.
  • Occupazioni che stirano la spina dorsale. Le persone con lavori impegnativi sul piano fisico hanno un maggiore rischio di problemi alla schiena. Sollevare, tirare, spingere, flettere lateralmente e ruotare ripetutamente la schiena può aumentare il rischio di ernia discale. Lavori che richiedono una prolungata posizione seduta o lo stare in piedi nella stessa posizione possono lo stesso aumentare il rischio di ernia del disco.
  • Una posizione seduta tenuta per lunghi periodi, per esempio durante la guida.
  • Pratica del sollevamento pesi.
  • Gravi lesioni alla schiena, come ad esempio una caduta o un incidente stradale.

Sintomi

Molti soggetti con un’ernia del disco non manifestano alcun sintomo.

Questo succede quando la parte di anello che si rompe è piccola e non causa pressione su nervi e midollo spinale.

La maggior parte dei pazienti con ernia del disco soffre invece di un dolore avvertito su un unico lato del corpo, che inizia lentamente e che peggiora nel tempo. Il dolore tende ad aggravarsi nelle situazioni in cui si esercita pressione sul nervo, per esempio tossendo, starnutendo o quando ci si siede.

Quando presenti i sintomi possono variare anche in base alla localizzazione del disco interessato:

  • Ernia del disco cervicale (collo):
    • dolore al collo durante il movimento,
    • intorpidimento o sensazione di formicolio a collo, spalla, braccio o mano,
    • debolezza muscolare, che può limitare la gamma di movimenti possibili.
  • Ernia del disco lombare (parte bassa della schiena):
    • mal di schiena durante il movimento,
    • intorpidimento o sensazione di formicolio a schiena, natiche, genitali, gambe o piedi.

Sciatica

Il nervo sciatico è il nervo più lungo nel corpo e si compone di diversi nervi più piccoli; corre dalla parte posteriore del bacino, attraverso le natiche, per raggiungere gambe e piedi.

Nel caso di ernia discale che preme sul nervo sciatico, possono comparire i classici sintomi della sciatica (o sciatalgia), con dolore anche molto severo e formicolio a gamba, anca e/o glutei.

Altri nervi

Se disco preme su uno qualsiasi degli altri nervi che scendono lungo il midollo spinale, i sintomi possono arrivare a comprendere:

  • paralisi muscolare,
  • spasmi muscolari (contrazioni improvvise e dolorose).

Quando chiamare il medico

In caso di comparsa di un dolore alla schiena invalidante si raccomanda di chiamare il medico per una valutazione, mentre se il dolore è forte ma gestibile in genere si consiglia di provare a valutare per qualche giorno come va, evitando un riposo assoluto che in caso di mal di schiena è spesso controproducente.

Se il dolore aumenta quando in posizione seduta, o quando si tossisce/starnutisce, è effettivamente possibile che un disco erniato potrebbe esserne la causa.

Rivolgetevi in Pronto Soccorso nel caso in cui:

  • venga perso il controllo di vescica o intestino.
  • il dolore aumenti anzichè diminuire,
  • compaiano intorpidimento o debolezza in una o entrambe le gambe.

Un’ernia del disco (o più raramente un tumore spinale) può essere causa di compressione di alcune delle radici nervose a livello della spina dorsale e questa condizione, nota come sindrome della cauda equina, è rara ma potenzialmente invalidante. Per evitare complicazioni è quindi indispensabile un intervento chirurgico d’urgenza.

Pericoli

Anche se può essere dolorosa, un’ernia discale non è in genere un’emergenza medica.

Fa eccezione la sindrome della cauda equina, una condizione rara ma grave causata dalla compressione dei nervi alla base del midollo spinale; i sintomi includono:

  • mal di schiena lombare (cioè della parte bassa della schiena),
  • intorpidimento avvertito a livello dell’inguine,
  • paralisi di una o di entrambe le gambe,
  • dolore rettale,
  • perdita del controllo dell’intestino (incontinenza intestinale),
  • perdita del controllo vescicale (incontinenza urinaria),
  • dolore dentro le cosce.

Si tratta di un’emergenza medica che richiede immediata assistenza ospedaliera, in quanto in assenza di trattamento i nervi di vescica e intestino possono danneggiarsi irrimediabilmente.

Diagnosi

In molti casi la diagnosi è possibile che venga formulata dal medico curante o dallo specialista attraverso la valutazione dei sintomi e della storia clinica (anamnesi); durante la visita il medico avrà poi la possibilità di verificare:

  • postura,
  • riflessi,
  • forza muscolare,
  • capacità di camminare,
  • sensazioni avvertite a livello degli arti.

Potrebbe poi procedere ad alcuni test ambulatoriali, tra cui:

  • Test di flessione della coscia a gamba tesa, in cui il paziente è sdraiato o seduto e il medico lentamente alza le gambe (una alla volta) per valutare se la manovra sia causa di dolore. Questo test è fatto per provocare un modesto allungamento dei nervi della spina dorsale che, che pressati da un disco, diventano causa di dolore e formicolio.
  • Pressione sul nervo, in cui il paziente piega dolcemente la testa in avanti e lateralmente, mentre il medico applica una lieve pressione. Anche in questo caso, se compaiono dolore e/o formicolio, è probabile che ci sia un disco che preme sul nervo.

Nella maggior parte dei casi non sono necessari ulteriori test perchè i sintomi tendono a regredire e sparire entro un arco di tempo variabile da 1-3 mesi; se così non fosse si procederà a ulteriori approfondimenti per individuare l’esatta localizzazione dell’ernia del disco e valutare eventualmente la funzionalità nervosa.

Elettromiografia ed elettroneurografia

Nei casi dubbi può essere utilizzato uno studio della conduzione nervosa per misurare la qualità della trasmissione dei segnali del sistema nervoso; durante la prova saranno applicati piccoli dischi metallici sulla pelle, si tratta di elettrodi in grado di rilasciare una leggera scossa elettrica in grado di stimolare i nervi e permettendo la valutazione della forza e della velocità di conduzione dell’impulso.

Risonanza magnetica (MRI)

La risonanza magnetica è un esame che fa uso di un forte campo magnetico e onde radio per produrre immagini dettagliate dell’interno del corpo; le scansioni così ottenute sono utili per mostrare la posizione e la dimensione di un disco erniato, oltre a permettere l’individuazione dei nervi colpiti.

Tomografia computerizzata (CT)

La tomografia computerizzata (CT) utilizza i raggi X per costruire immagini dettagliate dell’organismo; si ottengono immagini trasversali della colonna vertebrale e delle strutture che la circondano. Risulta in genere leggermente meno dettagliata della risonanza.

Radiografia

Raramente si fa ricorso alla radiografia tradizionale, in quanto capaci di indagare solo la parte ossea della colonna e non quella relativa ai tessuti molli (nervi e midollo spinale).

Cura e terapia

Nella maggior parte dei casi i sintomi connessi all’ernia del disco miglioreranno lentamente attraverso il ricorso a:

  • riposo,
  • esercizio fisico,
  • farmaci.

I tempi di recupero sono mediamente di 4-6 settimane, ma prima di valutare trattamenti invasivi si aspetta in genere 3-6 mesi.

Stile di vita attivo

È indispensabile che il paziente colpito da ernia del disco si mantenga per quanto possibile attivo, anche se soprattutto inizialmente può essere difficile; in caso di dolore grave potrebbe essere necessario l’osservazione di un assoluto riposo per i primi due giorni, tuttavia dopo questa fase è importante iniziare a muoversi appena possibile, per mantenere la mobilità della schiena e favorire così il recupero.

Ovviamente il tutto va fatto con buon senso, assicurandosi che qualsiasi esercizio fisico sia delicato e non gravoso per la schiena: il nuoto è una forma ideale di esercizio, perché l’acqua supporta il peso del paziente, che evita di gravare sulle articolazioni.

Il movimento e l’esercizio fisico contribuiranno anche a rafforzare i muscoli che inevitabilmente possono indebolirsi.

Vanno tassativamente evitate attività in grado di aggravare la condizione, come ad esempio:

  • sollevamento pesi,
  • restare seduti per periodi prolungati.

È normale avvertire dolore iniziando un movimento e non significa necessariamente che l’esercizio sia sbagliato, in genere infatti la sensazione andrà rapidamente a sparire permettendo così un incremento dell’attività.

Fisioterapia

Come parte del programma di riabilitazione si può fare riferimento a un fisioterapista, un professionista che fa uso di metodi fisici, come il massaggio e la manipolazione, e strumentali; sarà quindi in grado di assistere il paziente mantenendolo attivo, senza il rischio di esercizi errati che possano allungare tempi di recupero o aumentare il dolore.

Farmaci

È possibile ricorrere a numerosi farmaci per la gestione del dolore connesso all’ernia del disco, tra cui:

  • Analgesici: Si tratta di farmaci antidolorifici, come il paracetamolo, in grado di dare sollievo ai sintomi. Alcuni pazienti temono che l’assunzione di antidolorifici possa mascherare problemi più gravi, ma in genere si tratta di una paura infondata.
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei: I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come ibuprofene, diclofenac e naprossene possono contribuire ad alleviare il dolore e ridurre l’infiammazione presente; potrebbero essere controindicati in soggetti con ipertensione (pressione alta), asma, insufficienza cardiaca o insufficienza renale, nonchè in soggetti con disturbi di stomaco.
  • Codeina: La codeina è un antidolorifico più forte che viene spesso assunto in combinazione con il paracetamolo (per esempio CoEfferalgan®). Di solito viene prescritto solo quando altri antidolorifici e FANS non abbiano sortito gli effetti sperati, in quanto può causare effetti collaterali come stitichezza e sonnolenza.
  • Cortisone: I corticosteroidi sono i cosiddetti cortisonici, farmaci in grado di ridurre efficacemente infiammazione e dolore; possono essere somministrati per via orale, iniezione o anche sotto forma di infiltrazione nella schiena.
  • Miorilassanti: Si tratta di farmaci in grado di indurre rilassamento muscolare e contribuire così alla riduzione del dolore; possono essere associati agli antinfiammatori se necessario.

Chirurgia

Il ricorso alla chirurgia è in genere necessario in circa un caso di ernia del disco su 10; a differenza del passato, quando si interveniva molto più rapidamente, viene oggi preso in considerazione se

  • ci sono evidenze certe di una grave compressione del nervo,
  • i sintomi non sono migliorati attraverso l’approccio conservativo dopo 3-6 mesi,
  • ci sono difficoltà a camminare,
  • sono presenti sintomi molto gravi, come debolezza muscolare progressiva o un’alterazione della funzione della vescica.

Lo scopo della chirurgia è quello di ridurre la porzione di disco espulsa (discectomia) e può essere ottenuto attraverso diverse tecniche, di cui possiamo illustrare brevemente le più comuni.

Discectomia aperta

La discectomia standard consiste nel rimuovere con un classico intervento chirurgico a cielo aperto (ossia attraverso un’incisione sulla schiena) il nucleo del disco; a livello lombare è possibile procedere con l’apertura di un piccolo sportello osseo per accedere posteriormente al canale vertebrale e rimuovere il frammento erniato, mentre a livello cervicale il disco erniato è raggiunto con una piccola incisione in una piega del collo

La discectomia è quindi una procedura studiata per rimuovere parte o l’intero disco erniato; viene effettuata in anestesia totale o spinale.

Sostituzione del disco vertebrale

La sostituzione del disco intervertebrale prevede la sostituzione del disco erniato con uno artificiale (protesi); si tratta di un approccio relativamente recente che sembra garantire un grande miglioramento della qualità di vita dei pazienti che vi si sottopongono, ma mancano ancora i numeri necessari a trarre conclusioni definitive su vantaggi e rischi.

Discectomia laser

Questo approccio prevede la pratica di una piccola incisione per accedere alla colonna vertebrale attraverso un endoscopio, un tubo sottile e flessibile dotato di una fonte di illuminazione e una videocamera che consentono al chirurgo di vedere il distretto anatomico da trattare; la procedura viene in genere eseguita sotto anestesia locale o generale, a seconda della posizione del disco interessato.

Dopo l’incisione il nervo compresso causa del dolore verrà rilasciato, attraverso la rimozione di una parte del disco con il ricorso a un laser.

La letteratura disponibile dimostra una buona efficacia e stima in circa 7 settimane il ritorno alla propria attività lavorativa, mentre solo il 2-4% dei soggetti operati richiede un secondo intervento.

Anche in questo caso si tratta di un approccio recente, per cui la comunità scientifica internazionale è ancora in attesa di numeri sufficienti a trarre conclusioni.

Recupero e convalescenza

Per la maggior parte delle persone con sintomi gravi la chirurgia consente di alleviare significativamente i sintomi patiti; il recupero avviene in un tempo che va dalle due alle sei settimane, ma in una piccola percentuale di casi potrebbero essere necessari ulteriori interventi.

Le possibili complicazioni legate all’intervento, per quanto rare, includono:

  • infezione,
  • lesioni nervose e paralisi,
  • emorragia (sanguinamento grave),
  • temporanea disestesia (disturbo della sensibilità per cui vari stimoli provocano reazioni diverse dal normale).

 

Prevenzione

Per evitare la comparsa di mal di schiena e per la prevenzione dell’ernia del disco è consigliabile perseguire uno stile di vita attivo, praticare regolare attività fisica e sollevare oggetti pesanti in modo corretto.

Attività fisica

Un periodico esercizio fisico può efficacemente rallentare il deterioramento dei dischi intervertebrali, oltre a mantenere i muscoli della schiena forti e flessibili.

È importante effettuare un corretto riscaldamento (stretching) prima e dopo l’attività sportiva e, in caso di recupero da un disturbo d’ernia, vanno evitate attività ad alto impatto come la corsa.

Peso corporeo

Un sovrappeso più o meno importante può essere causa di una pressione eccessiva sulla schiena, quindi il mantenimento del peso ideale è un aspetto importante in ottica di prevenzione dell’ernia del disco.

Sollevare pesi

È molto importante utilizzare una tecnica corretta quando si solleva un peso, che sia una borsa della spesa o un esercizio svolto in palestra.

Quando si sollevano oggetti pesanti:

  1. Valutare con attenzione l’oggetto per assicurarsi di poter gestire il peso.
  2. Piegare leggermente la schiena, le anche e le ginocchia prima di iniziare il movimento.
  3. Tenere il peso più o meno all’altezza della vita.
  4. Evitare movimenti di torsione della schiena.
  5. Mantenere la testa dritta e guardare avanti mentre si porta il peso.

Sedersi

Quando ci si siede o si guida per lungo tempo, è necessario assicurarsi che il sedile sia confortevole e in grado di sostenere correttamente la schiena; se possibile è consigliabile prendere regolari pause allungarsi e camminare.

Se il lavoro prevede l’utilizzo di un computer, assicurarsi di prendersi regolarmente piccole pause, assicurarsi che lo schermo del computer sia a livello degli occhi e direttamente di fronte al viso, in modo che non richieda posizioni anomale del capo.

La seduta deve essere comoda, con sufficiente spazio per muoversi ed evitare così di rimanere nella stessa posizione per troppo tempo.

Postura

Mantenere una corretta postura è fondamentale, camminando o stando in piedi con testa e spalle leggermente all’indietro.

Quando ci si siede alla scrivania assicurarsi che la sedia sia dell’altezza corretta, con i piedi che dovrebbero essere in grado di appoggiare comodamente sul pavimento e permettendo alle ginocchia di formare indicativamente un angolo di 90°.

Materasso

Per evitare dolori alla schiena si consiglia di dormire su un letto con un materasso che supporti adeguatamente le curve naturali della spina dorsale. È inoltre necessario utilizzare un cuscino adeguato ridurre il rischio di dolore al collo.

Fonte principale: NHS, licensed under the OGL

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  1. Anonimo

    Salve volevo sapere se con una protrusione l5 s1 potevo fare addominali e lombari per rafforzare i muscoli in quella zona. Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Bisogna valutare il quadro in modo preciso, è una valutazione che spetta all’ortopedico; escluderei intanto la possibilità di attività fisica se al momento ha dolore.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ultima parola al medico, ma se praticati con con buon senso non dovrebbe essere un grosso problema.

  2. Anonimo

    Salve ho un principio d’ernia, L5 Più inclinata di L4 da vari mesi il dolore è diminuito e da un dolore ora è solo un fastidio discontinuo ma una o due volte quando capita (non c’è frequenza giornaliera o settimanale che posso dire con certezze ma per ora mi è capitato solo due volte in due giorni non di fila,) mi è arrivata una piccola fitta alla parte sinistra.. ma per il resto è solo fastidio.. vorrei sapere se potrei “guarire” da sto problema.. sto facendo yoga da quando ne ho avuto l’opportunità dopo che riuscivo a muovere la schiena se si può togliere del tutto sto fastidio come potrei fare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Molto spesso l’organismo trova il modo di gestire la situazione per ridurre e poi far sparire il dolore; non si può parlare di guarigione dal punto di vista anatomico, ma è ipotizzabile e possibile comunque una completa regressione dei sintomi.

    2. Anonimo

      A ok ok grazie mille per queste informazioni e come potrei far in modo che venga effettuato questo? Mi devo armare di molta pazienza e molto tempo ?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, pazienza e non forzi troppo; in ogni caso il medico e/o lo specialista sarà più preciso in merito, raccomando di fare riferimento a lui.

    4. Anonimo

      Grazie mille per il tempo che mi ha dedicato e per le informazioni in merito che mi ha dato !!

  3. Anonimo

    VOLEVO CHIEDERE VISTO CHE MI DEVO OPERARE X PROTESI TOTALE GINOCCHIO E MI FARANNO ANESTESIA EPIDURALE HO ERNIA DISCO L5 L4 NON LO DETTO ALLANESTESISTA PUO SUCCEDERE QUALCOSA GRAZIE X LA RISPOSTA A LE DICO ANCHE CHE E GIA 20 GIORNI CHE MI FA MALE IL NERVO DELLALTRA GAMBA

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, deve dirlo sia al chirurgo che all’anestesista quando si ricovera, ma le faranno comunque tutte le domande necessarie affinché tutto proceda per il meglio. In bocca al lupo!

  4. Anonimo

    Sono otto mesi che o avuto una filtra al lato destra o fatto tutto e di più sono andato in pronto soccorso svenuto poi abbiamo fatto i primi controlli o fatto per 3 volte visita anatalgica e per 3 volte mi anno fatto le inflitazione ma il dolore lo porto fisso con me chi mi può aiutare almeno vorrei rivedere il mio sorriso spero che qualche buon medico mi risponda

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, soffre di ernia del disco? il medico a cui rivolgersi è un ortopedico o un neurochirurgo, si deve fare una terapia antalgica cronica in questi casi, se non è indicato l’intervento chirurgico.

  5. Anonimo

    buongiorno ho fatto intervento ernia discale l4 l5 il 15 luglio scorso diciamo tutto bene ma mi è rimasta una lieve zoppia gamba dx con indurimento del polpaccio

    1. Anonimo

      mi dice che ci vuole tempo ho finito un ciclo di 10 fisioterapia e i primi di novembre ne farò un nuovo ciclo non so più che pensare. molti mi dicono che è normale

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Diciamo che non è comune, spesso il recupero è più rapido, ma se sono state escluse complicazioni dal chirurgo direi che può essere fiducioso e cercare di portare ancora pazienza.

  6. Anonimo

    Salve dottore,
    Da alcuni giorni ho un dolore molto acuto alla gamba sinistra, dalla schiena (zona lombare) arriva al ginocchio. Non riesco a trovare una posizione per dormire, faccio fatica a sedermi, a camminare e non posso piegarmi. Ho pensato ad un’ infiammazione del nervo sciatico, così ho chiesto consiglio in farmacia e sto prendendo un anti infiammatorio ma non sembra che produca risultati. Dovrei farmi vedere da un medico o aspetto ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se con l’antinfiammatorio provato non ha ottenuto risultati sì, è consigliabile verificare con il medico.

  7. Anonimo

    Bongiorno Sto facendo ozonoterapia x ernia L4l5 che cosa ne pensa dell ozono terapia e se conosci dei casi guariti dall ozonoterapia

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è mio mio campo, ma che io sappia mancano evidenze scientifiche certe di un rapporto beneficio/rischio favorevole.

    2. Anonimo

      Ho fatto20 infiltrazioni di ozono x ernia l4 l 5 risultati vicino allo zero

    3. Anonimo

      Salve io ho provato x venti anni ho provato di tutto quello che vi posso dire che ci sono troppi dott che dopo avermi visitato mi anno preso tanti soldi , io mi sono operato e vi consiglio di farlo xche’ è l’unico rimedio l’avessi fatto prima

  8. Anonimo

    Salve, mi hanno riscontrato un’ernia discale con protusione (risonanza). Sintomi sono i classici dolore alla schiena zona lombare e interessante del nervo sciatico della gamba destra. Mi hanno consigliato visita fisiatrica e secondariamente ortopedica (se non trovassi riscontro positivo). Il miglior professionista per la cura di queste cose chi è? Ho già fatto fisioterapia premetto. Grazie mille.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Possono occuparsene entrambi, a cui aggiungiamo il neurochirurgo quando si tratta di intervenire chirurgicamente.

    2. Anonimo

      Ma al giorno d’oggi, si può guarire anche senza intervenire chirurgicamente? Le nuove terapie quali sono?

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, nella maggior parte dei casi , un trattamento conservativo ( farmaci antidolorifici e fisioterapia) permette di risolvere il problema in quanto il disco intervertebrale sporgente con il tempo tende a ridursi ( si atrofizza) e non causa più dolori importanti. Purtroppo circa un 10 per cento di pazienti deve ricorrere alla soluzione chirurgica. saluti

  9. Anonimo

    Salve
    Mio padre circa 20 giorni fa ha accusato fortissimi dolori all’anca e coscia. Ha fatto la risonanza che ha evidenziato un’ernia al disco. Il medico curante ha prescritto antidolorifici e antinfiammatori che ha fatto fino ad oggi ma senza risultati. Lui non può stare alzato e neanche seduto perché il dolore è lancinante. Oggi è stato visitato da un neurochirurgo che ha prescritto riposo e l’aumento della dose di contramal,assicurando una probabile guarigione. Io non sono molto convinta

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, dipende molto dal grado di compressione dell’ernia stessa, spesso gli antidolorifici non bastano o comunque risolvono solo momentaneamente, e si passa solitamente, nei casi non suscettibili di chirurgia, a una terapia cronica con farmaci specifici per il dolore neuropatico, e il neruchirurgo dovrebbe saperlo, per cui se non ci sono miglioramenti lo farei rivalutare ulteriormente.

  10. Anonimo

    Salve ho 47anni e dopo aver fatto una risonanza e una TAC con. Contrasto mi hanno riscontrato uno scivolamento di vertebra l5su l1con ernia discale ,mi provoca dolore nella zono lombare e per tutta la gamba destra, dovrei fare un intervento a breve

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, sì le provoca una lombosciatalgia, l’intervento sarà correttivo, impedendo ulteriori complicazioni e i sintomi miglioreranno notevolmente in poco tempo; in bocca al lupo!

  11. Anonimo

    Buongiorno ho 27 Anni e sn tre settimane ke sn bloccata con la schiena e dolori alla gAmba destra sn in svizzera mi hanno detto ke e lombosciatalgia ma i dolori nn passano tra l altro prendo antinfiammatori analgesici antibiotici e morfina ma con Tt qsto cocktail di medicine non passa cosA posso fare tra l altro il medico mi ha fatto un infiltrazione xke nn ho più sensibilità nella gamba destra e ho fatto due volte fisioterapia ma il fisio si è rifiutato xke sto troppo infiammata e lui pensa ke ho un problema al disco…cosa posso fare ???

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, ma ha fatto una risonanza? serve intanto capire quale sia la situazione attuale, la terapia non è sempre univoca, e a volte è necessario intervenire chirurgicamente.

  12. Anonimo

    Buongiorno, ho un enia discale e una profusione,sono negli alpini e il lavoro purtroppo porta ad un continuo sforzo e sollecitazione della schiena ,cosa posso fare per mantenere il dolore?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Dipende dalla situazione, ma dovrebbe farsi visitare per avere eventualmente degli esoneri dai carichi perché la situazione può solo peggiorare se continua lavori che sforzano la schiena.

  13. Anonimo

    buongiorno,ho 53 anni altezza 165 peso 78,da tre mesi soffro di dolore da ernia L5 S1,con dolore dal gluteo al retrocoscia e polpaccio al piede e con formicolio ,fatta terapia con cortisone e antinfiammatori,fatta fisioterapia ,il tutto con lieve miglioramento,ora a distanza di 10 giorni con visita ortopedica mi viene riproposto dinuovo trattamento farmacologico ,mi chiedo è corretto fare cicli alternati di cortisone e antinfiammatori?
    grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, perchè si cerca in ogni modo di evitare l’intervento quando non necessario.

    2. Anonimo

      Ciao scs io o L3L4L5 da giorni sto facendo siringhe e siringhe il blokko della schiena e scemato pero adesso tengo un dolore inconcepibile sotto la schiena e nn riesco a camminare bene poi nn so se qst dolore deve pure a qst ma io cm se quando muovo il collo mi da delle fitte giu cosa potrei fare in qst caso

  14. Anonimo

    Salve medici esperti ho avuto un Intervento chirurgico per ernia discale l4 l5 con estrazione del ernia il giorno 14 /11/16 persino scoppiata era il 10 pezzi ed andava comprimere I nervi lombari mi hanno prescritto glecsane al bisogno ma vanno fatte al mattino oh alla sera per nn fare embolie dalla mobilitazione penso ed per I dolori cosa posso prendere mi auitate cofelgan oh tachidol cortisone basta

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, l’eparina la può fare quando vuole ma sempre alla stessa ora del giorno. Per i dolori può prendere del paracetamolo ( se già usato in passato) . saluti

  15. Anonimo

    Mia moglie è stata operata circa 3 mesi fa di ernia lombare.adesso ha fatto una mossa per prendere uno stendino e gli fa male come prima della operazione. Può essere che sia uscita ancora?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Poco probabile, ma raccomando di verificare quanto prima col medico.

    2. Anonimo

      Mia moglie adesso ha male tutta fino a tutta la gamba..cosa può essere successo?

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Da quanto tempo? Ha dolore in seguito a qualcosa di particolare? Bisogna capire che tipo di dolore è, quali siano le condizioni della gamba, serve una visita medica insomma.

  16. Anonimo

    Buonasera. Vi leggo rm. Lombo sacrale. Il rachide lombare per quanto valutabilein clinostatismo mostra perdita della fisiologica curvatura ed e’ di aspetto rettilineaizzato. I dischi intersomatici mostrano conservazione dellospessore e riduzione della fisiologica idratazione in particolare a livello dei dischi l3 l4 ed l4 l5. Alivello l4 l5 si osserva estrusione discale mediana e pramediana prevalente a sx si osservai pronta sul sacco durale eipatto sulla tasca neurale asx. Modesta quota di versamento interarticolare interfacciato a livello l5 s1. Somi vertebrali di regolRe ampiezza e morfologia. Non alterazioni alivello del cono midollare e livello de, le radici della cauda. Grazie se vorrete dirmi se e’ una situazione grave. Ho 56 anni e 10 giorni ho male che migliore molto lentamente

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      No, nulla di grave, sembra esserci un’erniazione, deve farsi valutare dall’ortopedico o dal neurochirurgo, gli specialisti che si occupano di questi quadri clinici.

  17. Anonimo

    Salve! grazie per permettermi di porvi una domanda!
    Ho trent’anni e circa sette mesi fa ho cominciato ad avvertire dolori nella zona lombare e lungo tutta la gamba sinistra. Non riuscivo più a muovere le dita del piede, e camminavo abbastanza male. Hi effettuato una risonanza che ha mostrato una ernia L5-S1. Il medico mi ha consigliato di cercare di evitare una operazione data la mia età, e mi ha ordinato una Cura con cortisone e antidolorifico, e sono stato subito meglio. Ho fatto anche fisioterapia e penso mi abbia aiutato tantissimo.
    Ora, a distanza di quattro mesi, il dolore è tornato. Stavolta non riesco proprio a dormire dal dolore, mentre di giorno sto molto meglio. Ho ripetuto la cura con cortisone, ma sembra non aver avuto quasi effetto. È vero che l’ernia può regredire da sola? quanto tempo può impiegarci? Potrebbe anche peggiorare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Si, la colonna può andare incontro a fenomeni di risoluzione spontanea, ma in genere questo avviene entro i primi 90 giorni.

  18. Anonimo

    Salve, sono un ragazzo di 30 anni ed anche io dopo il classico colpo della strega (giugno 2016) con sciatica dx annessa ho scoperto di avere due protrusioni: una modesta protrusione l5-s1 intraforaminale paramediana sinistra con discopatia ed una piccola protrusione intraforaminale destra ma con disco perfettamente idratato, che provocava il conflitto radicolare e la sciatalgia dx. Premetto di non aver avuto dolori alla gamba sinistra finora e diciamo che tramite delle sedute da un osteopata e la classica terapia farmacologica (cortisone, lyrica, nicetile) sono riuscito a migliorare la situazione riuscendo a non zoppicare più. A settembre ho cominciato delle sedute di auricoloterapia e iniziato a fare ginnastica correttiva (con camminate da 50 min 3 volte alla settimana più esercizi per i lombari/addominali) la situazione è migliorata notevolmente anche se noto la gamba destra più debole rispetto alla sinistra e ho sempre dei piccoli fastidi(scosse) al nervo dx a livello della caviglia vicino al malleolo (parte interna) verso la pianta del piede.
    Può essere che il nervo sia stato compromesso permanentemente?
    Oltretutto da una settimana circa avverto un senso di indebolimento ad entrambe le gambe, può essere che queste lunghe camminate hanno peggiorato la mia situazione aggravando una delle due protrusioni?
    Quanto tempo si impiega per recuperare al 100%?
    Scusate se mi sono dilungato così tanto nella descrizione della mia situazione ma dopo svariati mesi non so se la terapia conservativa piuttosto che quella chirurgica sia stata la scelta giusta. Saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Onestamente non credo che ci siano danni permanenti; è seguito da uno specialista?

    2. Anonimo

      Grazie per la celere risposta dottore. Ho consultato precedentemente un neurochirurgo e un ortopedico che mi hanno indicato una terapia conservativa con annessa ginnastica posturale e nuoto (no stile rana) oltre all’osteopata. Volevo capire se questa sorta di scosse/fastidi saranno permanenti o svaniranno nel tempo, anche se sono gia passati 4mesi dall’inizio della terapia. E capire anche se la debolezza delle gambe può essere correlata alla protrusione che tocca il canale midollare a livello l5s1.
      Oltre al nicetile esistono altri farmaci in grado di poter risanare il nervo?
      Grazie in anticipo.
      Saluti

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, in linea di massima dovrebbero andare a sparire con il tempo, ma se così non fosse raccomando una rivalutazione specialistica.
      2. Sì, la stanchezza alle gambe potrebbe essere in qualche modo correlata.
      3. Qualcosa di diverso esiste, ma Nicetile è già un’ottima soluzione.

    4. Anonimo

      Quindi anche in assenza di lombalgia è possibile avere un contatto con la radice del nervo?quali sono gli eventuali esami da fare per verificare la causa del problema?

    5. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, si anche senza la sintomatologia acuta lombare è possibile che si abbiano ancora disturbi alle gambe. Per valutare se si tratta di un deficit/alterazione di innervazione potrebbe essere utile fare una elettromiografia. Ma senta comunque lo specialista per capire se è utile nel suo caso. saluti.

    6. Anonimo

      Salve, grazie per la risposta, sto provvedendo per fare una emg…ma da ignorante le volevo fare una domanda: il conflitto radicolare di una protrusione può causare la sclerosi multipla?
      Internet è un’arma a doppio taglio si sa, le chiedo questo perché ho trovato un sintomo come il mio tra i sintomi della SM, cioè la debolezza delle gambe. Oltre alle due protrusioni, io ho anche un disco dorsale disidratato (D10). Ma dalla risonanza non si evincono protrusioni anche perché non è presente la prospettiva assiale ma solo quella laterale. Può essere che la ginnastica effettuata in palestra abbia aggravato la condizione di questo disco portando a questi sintomi? La ringrazio in anticipo.

    7. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Non mi risulta che possa essere causa di SM.
      2. Sì, in certi casi l’esercizio fisico può diventare controproducente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, non necessariamente, in molti casi il disco va incontro a modificazioni spontanee in grado di ridurre progressivamente il dolore adattandosi alla situazione; quando il dolore persiste oltre tre o mesi o più, invece, è più probabile che serva la chirurgia.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, vale la pena prenderla in considerazione, perchè spesso può aiutare a gestire la situazione.

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