Epatite C: vaccino, sintomi, cause, prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 46 giorni

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Introduzione

Epatite C, diffusione mondiale

Sono 6 i virus che causano l’epatite, ognuno di essi è denominato con una lettera dell’alfabeto dalla A alla G.

L’epatite C di solito si diffonde attraverso il contatto con il sangue: le persone che usano droga per via endovenosa possono contrarre l’epatite se condividono gli aghi con qualcuno che ha già il virus, gli operatori sanitari (come infermieri, tecnici di laboratorio e medici) possono contrarre questa infezione se accidentalmente vengono a contatto con un ago che è stato utilizzato su un paziente infetto. Il rischio è poi più elevato per coloro che hanno subito una trasfusione di sangue o un trapianto d’organo prima del 1992, quando i miglioramenti nelle tecnologie di screening del sangue hanno fatto un deciso passo avanti.

La maggior parte delle persone non si sente male appena viene infettata dal virus dell’epatite C, ma il virus rimane nel fegato a provocare infiammazioni croniche. I malati non avvertono alcun sintomo per anni, tuttavia l’epatite C è una malattia cronica (ciò significa che non va via col tempo).

Chi ne soffre ha bisogno di essere controllato periodicamente con attenzione da un medico, perchè la malattia può anche portare a cirrosi (cicatrizzazione del fegato) e al cancro al fegato.

Il virus dell’epatite C può sopravvivere al di fuori del corpo a temperatura ambiente e sulle superfici per almeno 16 ore, ma comunque per non più di 4 giorni.

Cause

L’infezione da epatite C è causata dal virus omonimo (HCV): l’HCV si sviluppa quando si entra in contatto con sangue infetto.

Esempi di come l’HCV può essere diffuso possono comprendere:

  • Le trasfusioni di sangue e i trapianti di organo prima del 1992, prima di tale anno ci sono stati casi di contagio di epatite C tramite trasfusioni e trapianti.
  • Condivisione di aghi. L’HCV può essere trasmesso anche attraverso condivisione di aghi contaminati quando di iniettano droghe.
  • Nascita. Un piccolo numero di bambini nati da madri affette da epatite C, può acquisire l’infezione durante il parto.
  • Il contatto sessuale. In rari casi, l’HCV può essere trasmesso anche sessualmente.

Fattori di rischio

Il rischio di infezione di epatite C è maggiore se:

  • si è un operatore sanitario che è stato esposto a sangue infetto,
  • sono state iniettate droghe,
  • si è HIV positivi,
  • si fa un piercing o un tatuaggio in un ambiente sporco utilizzando attrezzatura non sterile,
  • è stata fatta una trasfusione o un trapianto di organi prima del 1992,
  • sono stati ricevuti concentrati del fattore della coagulazione prima del 1987,
  • sono stati seguiti trattamenti di emodialisi per un lungo periodo di tempo,
  • si è nati da donna affetta da epatite C.

Sintomi

In un primo momento l’epatite C di solito non produce alcun sintomo. Nel caso in cui si si avvertano sintomi invece, questi possono essere simili all’influenza e possono includere:

  • lieve affaticamento,
  • dolori alle articolazioni e ai muscoli,
  • nausea,
  • mancanza di appetito,
  • dolore nelle zone del fegato.

Col progredire della malattia, i sintomi possono comunque non essere ancora avvertiti. Se si avvertono invece, essi possono includere:

  • stanchezza,
  • nausea,
  • vomito,
  • mancanza di appetito,
  • ittero (ingiallimento della pelle e degli occhi),
  • febbre (febbre fino a 38.8°).

Trasmissione

Può capitare che non si abbia mai fatto uso di droghe né si sia mai stati a contatto con aghi sporchi, ci si può dunque chiedere qual sia il motivo per il quale si è malati: l’epatite C di solito si diffonde attraverso il contatto diretto con il sangue di una persona malata. Può anche essere trasmesso tramite aghi usati per tatuaggi o body piercing. In rari casi, l’epatite C può essere trasmessa da una madre al suo bambino non ancora nato. Questo virus può essere trasmesso anche attraverso il sesso e la condivisione dei rasoi e di spazzolini da denti, anche se questi eventi sono rari. Molte volte, la causa di epatite C non viene individuata.

L’epatite C non può essere diffusa se una persona non ha contatto diretto con sangue infetto. Ciò significa che una persona che ha l’epatite C non può trasmettere il virus ad altri attraverso un contatto casuale, come starnuti, tosse, strette di mano, abbracci, baci, condivisione di posate e bicchieri, nuotare in piscina, uso di servizi igienici pubblici o toccando le maniglie delle porte.

Non sono infettanti né lo sperma né la saliva, né le secrezioni vaginali.

E’ necessario consultare prima il proprio medico se si desidera avere dei figli. Il virus non si trasmette facilmente dalla madre al bambino non ancora nato, ma questa possibilità non è esclusa, per cui è necessario prendere delle precauzioni. Tuttavia, se si sta cercando di avere un bambino, non bisogna avere rapporti sessuali durante il ciclo mestruale, perché il virus dell’epatite C si diffonde più facilmente nel sangue mestruale.

Pericoli

L’infezione da epatite C che si protrae per lunghi anni può causare complicazioni importanti, quali:

  • Cicatrizzazione del tessuto epatico (cirrosi). Dopo 20-30 anni di infezione da epatite C, si può verificare la cirrosi. Le cicatrici nel fegato ne rendono difficile il funzionamento.
  • Tumore del fegato. Un piccolo numero di persone con infezione da epatite C può sviluppare il cancro al fegato.
  • Insufficienza epatica. Un fegato gravemente danneggiato da epatite C potrebbe non essere in grado di funzionare

Diagnosi

Test effettuati con regolarità, in persone che presentano un elevato rischio di entrare in contatto con il virus, possono aiutare i medici ad iniziare un trattamento o a raccomandare dei cambiamenti nello stile di vita che possano diminuire il danno epatico nel caso venga diagnosticata l’infezione. Ciò è preferibile in quanto la malattia comincia spesso a provocare danni al fegato prima di eventuali sintomi.

Le persone che potrebbero voler parlare con il proprio medico per ottenere una consulenza circa la possibilità di effettuare lo screening per l’infezione da epatite C sono:

  • chiunque abbia fatto uso di droghe per via endovenose,
  • chiunque abbia fatto test di funzionalità epatica con esito inspiegabile o insolito,
  • i bambini nati da donne affette da epatite C,
  • operatori sanitari e di emergenza che sono stati esposti al sangue o ad aghi accidentalmente,
  • persone con emofilia, che sono state trattate con fattori di coagulazione prima del 1987,
  • persone che sono state sottoposte a trattamenti di emodialisi di lungo termine,
  • persone che hanno ricevuto trasfusioni di sangue o trapianti d’organo prima del 1992,
  • partner sessuali affetti da epatite C.

Gli esami del sangue possono contribuire a:

  • stabilire se si ha il virus dell’epatite C,
  • misurare la quantità del virus dell’epatite C nel sangue (carica virale),
  • valutare la composizione genetica del virus (genotipizzazione), che aiuta a stabilire le opzioni di trattamento.

Il medico può anche raccomandare una procedura di rimozione di un piccolo campione di tessuto epatico per le prove di laboratorio. Una biopsia epatica può aiutare a determinare la gravità della malattia e guidare le decisioni relative al trattamento da seguire. Nel corso di una biopsia epatica il medico inserisce un ago sottile attraverso la pelle e nel fegato per rimuovere il campione di tessuto.

Cura e terapia

Avere delle abitudini igienico-sanitarie di qualità è essenziale per coloro che hanno l’epatite C, in particolare è necessario evitare alcolici e medicinali che possono stressare troppo il fegato.

Il metodo standard di trattamento fino a poco tempo fa era una combinazione di cicli di cura con interferone alfa pegilato associato a ribavirina, questo tipo di trattamento in genere è in grado di rimuovere il virus dal sangue nel 40-80% dei casi di epatite C.

Prima di poter iniziare a prendere l’interferone si viene sottoposti ad una biopsia epatica; ciò significa che viene estratto un pezzettino di fegato durante un intervento chirurgico e il medico controllerà poi questo campione per verificare l’entità dei danni. I pazienti più giovani, con malattia epatica lieve e un minor numero di particelle virali nel fegato, di solito rispondono meglio alla terapia con interferone e ribavirina.

Tra gli effetti collaterali della terapia con interferone ricordiamo:

  • Disturbi del sonno,
  • Nausea,
  • Vomito,
  • Febbre,
  • Dolori muscolari,
  • Affaticamento,
  • Irritabilità,
  • Depressione,
  • Deconcentrazione e problemi di memoria.

Tra gli effetti collaterali della ribavirina ricordiamo invece:

  • Diminuzione dei globuli rossi (anemia),
  • Eruzioni cutanee e prurito,
  • Affaticamento,
  • Congestione nasale,
  • Complicazioni durante il parto.

Gli effetti collaterali sono generalmente peggiori durante le prime settimane di trattamento e diventano meno gravi nel tempo. Se si hanno difficoltà a superare gli effetti collaterali del farmaco è bene consultare il medico, così che possa suggerire dei modi per alleviare alcuni degli effetti collaterali. Ad esempio, se il farmaco fa avvertire un senso di nausea, sarebbe meglio assumerlo prima di andare a dormire.

Se prendere i medicinali per curare l’epatite C fa sentire peggio di prima, non bisogna lasciarsi tentare di smettere di prendere le medicine prima che il trattamento non sia definitivamente concluso perchè, se non si previene che l’infiammazione cronica danneggi il fegato, ci si potrà sentire molto peggio nel lungo periodo. Non bisogna smettere di prendere il farmaco finchè non lo deciderà il medico.

Sofosbuvir

Sofosbuvir (nome commerciale Sovaldi®) è il capostipite di una nuova classe di farmaci che sta rivoluzionando il trattamento dell’infezione (di recente approvazione ricordiamo anche Viekirax e Exviera); è un medicinale innovativo che agisce direttamente contro il virus dell’epatite C, bloccandone la moltiplicazione nell’organismo. Viene somministrato sotto prescrizione medica con altri antivirali per trattare negli adulti le infezioni croniche (di lunga durata) e ad oggi non se ne conoscono l’efficacia e la sicurezza nei soggetti con meno di 18 anni.

(Le informazioni che seguono provengono direttamente dal sito del produttore del farmaco, Gilead).

Quanto dura la terapia combinata?

Il trattamento durerà 12 settimane nella maggior parte dei casi, fino a 24 settimane nei casi con virus del genotipo 3. I risultati vengono misurati a tre mesi dal completamento del trattamento.

Come si assume?

  • Ingerire, a stomaco vuoto o con il cibo, un’unica compressa al giorno in una sola volta. Assumere Sovaldi esattamente come prescritto dal proprio medico e non cambiare la dose a meno che sia il proprio medico a dirlo.
  • Non interrompere il trattamento senza prima consultare il proprio medico.
  • Nel caso si dimentichi di prendere una dose assumerla lo stesso giorno appena viene in mente.
  • Non ingerire più di una compressa (400 mg) in un giorno. Il giorno dopo, assumere la nuova dose di SOVALDI all’ora abituale.
  • In caso di assunzione eccessiva, chiamare il proprio medico o recarsi al più vicino pronto soccorso con tempestività.

Gravidanza ed allattamento

La combinazione terapeutica di Sovaldi con ribavirina o peginterferone alfa e ribavirina può causare difetti congeniti o morte del feto. Non assumere questi farmaci in caso di gravidanza, propria e/o della propria partner sessuale, in corso o pianificata. È necessario che una coppia sessualmente attiva adotti due misure anticoncezionali efficaci ed eviti una gravidanza durante il trattamento e per sei mesi dal completamento. Nel caso di una coppia sessualmente attiva in età fertile, è necessario eseguire un test di gravidanza prima di iniziare il trattamento con la combinazione terapeutica e ripetere il test, mensilmente durante il trattamento e per sei mesi dalla sua cessazione.

Non si sa se Sovaldi passi nel latte materno, si dovrà quindi decidere con il proprio medico se assumere la terapia od allattare al seno.

Quali dati vanno riferiti al proprio medico prima di iniziare l’assunzione di SOVALDI?

Prima di prendere SOVALDI, comunicare al proprio medico se siete:

  • portatori di problemi epatici da cause diverse dall’epatite C,
  • portatori di trapianto di fegato,
  • portatori di gravi problemi renali o in dialisi,
  • portatori di HIV,
  • portatori di qualunque altra condizione medica.

Informare il proprio curante di qualunque altro farmaco si stia prendendo, inclusi eventuali prescrizioni e farmaci di auto-medicazione, vitamine e composti di erboristeria. Gli altri farmaci possono interferire con l’azione di Sovaldi.

In particolare si raccomanda di segnalare al proprio curante l’eventuale assunzione di uno dei seguenti composti:

  • carbamazepina,
  • oxcarbazepina,
  • fenitoina,
  • fenobarbital,
  • rifabutina,
  • rifampina,
  • rifapentina,
  • erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) o prodotti che la contengono,
  • tripanavir.

Una volta completato il trattamento, quanto tempo occorre per scoprirne l’efficacia?

Il trattamento sarà stato efficace se il virus dell’epatite C non verrà rilevato tramite un esame del sangue effettuato dal proprio medico 3 mesi dopo il termine del trattamento.

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali di Sovaldi in combinazione con ribavirina includono stanchezza e cefalea.

Gli effetti collaterali in combinazione con peginterferone alfa e ribavirina includono:

  • stanchezza,
  • cefalea,
  • nausea,
  • disturbi del sonno,
  • conteggio eritrocitario basso.

Informare il proprio medico in caso di effetti collaterali sgradevoli o persistenti.

È possibile assumere SOVALDI senza essere stati curati con un precedente trattamento per l’epatite C?

Pazienti non curati con precedenti terapie a base di interferone possono assumere Sovaldi in regime combinato. Con “curati” si intende che il virus dell’epatite C non viene rilevato nel sangue 3 mesi dopo il termine del trattamento.

Altre informazioni

  • Secondo alcuni ricercatori il farmaco in combinazione terapeutica può curare l’epatite C anche in presenza di cirrosi.
  • Alcuni pazienti con epatite C cronica e cancro che sono in attesa di trapianto possono assumere SOVALDI + ribavirina per anche 48 settimane o fino al momento del trapianto di fegato. Ciò serve a prevenire la reinfezione da epatite C post trapianto.
  • I regimi di dosaggio e trattamento per soggetti con doppia infezione epatite C – HIV sono identici a quelli dei soggetti con epatite C senza HIV.

In definitiva, bisogna seguire un trattamento farmacologico?

La scelta sta a voi e al vostro medico. Alcune persone che hanno l’epatite C non avvertono alcun sintomo, presentano solo una lieve infiammazione al fegato. Se soffrite di epatite C asintomatica il medico vi vorrà seguire con attenzione e lo potrà fare tramite il controllo del sangue almeno una volta all’anno (e fino a 3 volte l’anno). Il medico potrebbe decidere di iniziare il trattamento farmacologico solo se il virus dell’epatite C raggiunge un certo livello nel vostro corpo o se si cominciano a manifestare problemi.

La decisione di seguire la terapia farmacologica non è così facile da prendere a causa degli effetti collaterali che essa comporta: il medico presterà attenzione al tipo ed alla quantità di virus nel corpo. La vostra salute generale, i risultati delle analisi del sangue e la biopsia epatica sono ulteriori fattori importanti da considerare prima di cominciare il trattamento farmacologico.

L’obiettivo del trattamento è quello di ridurre la quantità di virus nel sangue a livelli che non possano più essere rilevati dopo 24 settimane di terapia: la quantità di virus nel sangue prende il nome di carica virale e, alla fine del trattamento, il medico dovrà misurare la carica virale e scoprire quale sia lo stato di salute del fegato. Il medico può inoltre ripetere molte delle stesse prove che sono state fatte quando per la prima volta è stata diagnosticata l’ epatite C.

Se il sangue presenta una quantità così irrilevante di virus che i test non riescono a misurarla, si dice che il virus non è individuabile. Se esso rimane tale per almeno 6 mesi dopo che il trattamento è stato concluso, allora si dice che si ha una risposta virologica sostenuta (SVR). Le persone che hanno una risposta virologica sostenuta hanno buone possibilità di evitare gravi problemi al fegato in futuro.

Se il trattamento non riduce la carica virale, o se non si dispone di una risposta virologica sostenuta dopo il trattamento, il medico vi proporrà altre opzioni di trattamento. Per esempio, se un ciclo di trattamento non diminuisce sufficientemente la carica virale, il medico può raccomandare un secondo ciclo. Anche se il trattamento non impedisce di avere una malattia epatica attiva, abbassare la carica virale e controllare l’infiammazione cronica del fegato può aiutare a sentirsi meglio per un tempo più lungo.

Trapianto del fegato

Se il fegato ha subito danni importanti, il trapianto sarà una possibile opzione terapeutica. Il trapianto del fegato consiste nella sostituzione del fegato danneggiato con un organo sano. La maggior parte dei fegati impiantati provengono da donatori deceduti, mentre una minoranza origina da donatori viventi che donano un segmento del proprio fegato.

Nei soggetti con epatite C il trapianto non è risolutivo ed il trattamento con farmaci antivirali di solito continua dopo l’operazione, in quanto probabile che il virus dell’epatite C infetti anche il fegato impiantato.

Vaccinazioni contro altre forme di epatite virale

Il medico curante raccomanderà verosimilmente la somministrazione di vaccini contro i virus dell’epatite A e B. Sono altri che possono danneggiare il fegato e complicare il trattamento dell’epatite C.

Come devo prendermi cura di me se ho l’epatite C?

Si dovrebbe seguire una dieta sana e iniziare a svolere una regolare attività fisica. Un dietologo potrebbe aiutarvi a pianificare una dieta che sia sana e pratica. Consultate il medico relativamente ai farmaci che state assumendo. Molti farmaci, compreso il paracetamolo (Tachipirina®, Efferalgan®, Acetamol®, Sanipirina®, …), sono distruttivi per il fegato e possono aumentare la progressione dei danni al fegato. Si dovrebbe inoltre limitare l’uso di alcol, poiché anche gli alcolici favoriscono la formazione delle malattie del fegato come l’epatite C. Ci si può anche concedere una bevanda alcolica occasionalmente, ma è meglio consultare sempre prima il medico.

Il medico può inoltre raccomandare alcune modifiche nel proprio stile di vita, queste indicazioni contribuiranno a mantenervi in salute più a lungo e tutelare anche quella degli altri:

  • Smettere di bere alcolici. L’alcol velocizza lo sviluppo della malattia epatica.
  • Evitare farmaci che possono causare danni al fegato. Analizzate i vostri farmaci con il medico, potrà raccomandarvi di evitare determinati medicinali.
  • Mantenete il vostro corpo in salute e prendete delle scelte di vita sana ogni giorno; ad esempio scegliete una dieta ricca di frutta e verdura, mantenetevi attivi per la maggior parte dei giorni della settimana e dormite abbastanza in modo da sentirvi riposati al vostro risveglio.
  • Fate in modo di impedire ad altri di entrare in contatto con il vostro sangue.
  • Coprire sempre tutte le eventuali ferite e non condividete rasoi o spazzolini da denti. Non donate il sangue, organi del corpo o lo sperma e specificate sempre agli operatori sanitari di avere il virus.

Far fronte all’epatite C non è facile: ci si può sentire tristi, spaventati o arrabbiati, o si può essere increduli di fronte alla malattia. Questi sentimenti sono normali, ma non devono impedirvi di vivere la vostra vita quotidiana. Le persone depresse presentano la maggior parte o tutti i seguenti sintomi quasi qutidianamente, per tutto il giorno, per 2 settimane o più:

  • Tristezza, disperazione e frequenti crisi di pianto,
  • perdita di interesse o di stimolo nelle cose che prima recavano piacere (compreso il sesso),
  • senso di colpa, impotenza e inutilità,
  • pensare alla morte o al suicidio,
  • dormire troppo, o al contrario avere problemi di sonno,
  • perdita di appetito e riduzione (o aumento) di peso non intenzionale,
  • sentirsi molto stanchi per tutto il tempo,
  • avere problemi a mostrare attenzione nelle cose e a prendere decisioni,
  • avvertire dolori che non migliorano con il trattamento,
  • avere un senso di irrequietezza, irritazione ed infastidirsi facilmente.

Rivolgersi al medico se si verifica anche solo uno di questi sintomi.

Prevenzione

Per proteggersi dall’ infezione causata dal virus dell’epatite C, è bene prendere le seguenti precauzioni:

  • Smettere di consumare droghe. Chiedere aiuto se non si riesce a farlo da soli. In ogni caso, non condividere aghi o tutto ciò che si usa per drogarsi.
  • Essere cauti nel fare piercing e tatuaggi. Se si decide di farli, cercare un operatore affidabile e porre domande in anticipo su come viene effettuata la pulizia delle attrezzature. Assicurarsi che i dipendenti utilizzino aghi sterili.
  • Fare sesso sicuro. Evitare rapporti sessuali non protetti con partner multipli o con qualsiasi altro partner il cui stato di salute è incerto. La trasmissione per via sessuale tra le coppie monogame si può verificare, ma il rischio è basso.

Non esiste al momento un vaccino per l’epatite C. Ci sono vaccini per l’epatite A e l’epatite B e, se si soffre di epatite C, il medico potrebbe suggerire il vaccino per la B (e forse il vaccino per la A), a meno che non si sia già stati colpiti da questi virus. Questo perchè se si soffre della forma C è più probabile che si contraggano anche la A o la B, che potrebbero causare ulteriori danni al fegato.

Traduzione a cura di Francesca Giannino, fonti:


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Andrea

    Salve Dottore e se x esmpio tocco del sangue e poi metto le dita in bocca e rischioso? E se inavvertitamente tocco del sangue coagulato e poi metto le dita un bocca oppure mangio cn le mani sporche è pericoloso? Mi Scusi x tutte queste domande!

  2. flavio

    Salve dottore,il virus dell epatite c,può portare un pò di disfunzione erettile?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi risulta, ma non escludo che eventuali farmaci possano esserne causa.

  3. Anonimo

    Buona sera dottore ho l’epatite c voglio sapere se con i baci si puo trasmettere ad uno sano ematite

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se parliamo di epatite C no, mentre l’epatite B in alcuni casi può essere trasmessa con i baci.

  4. Anonimo

    salve stamattina sono andata dal parrucchiere e passandomi il rasoio per rifinirmi il taglio mi e uscito un po di sangue sopra l’orecchio, il rasoio non è quello con la lama, ma quello che si compra anche per farsi i capelli da solo, sono a rischio epatite C? grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il rischio è bassissimo, ma non mi sento di dire nullo; senta anche il parere del suo medico.

  5. Anonimo

    salve, dopo quanto tempo dal presunto contagio di epatite C si possono fare le analisi? grazie

  6. chiara

    Salve dottore volevo sapere se una persona sta male affaticata,stanca dorme ovunque,si irrita non sopport nulla cosa vuol dire sw affetta da epatite c

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È una delle migliaia di spiegazioni possibili e sicuramente nemmeno la più probabile.

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