Epatite C: vaccino, sintomi, cause, prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 1357 giorni

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Introduzione

Epatite C, diffusione mondiale

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HCV_prevalence_1999.png

Sono 6 i virus che causano l’epatite, ognuno di essi è denominato con una lettera dell’alfabeto dalla A alla G.

L’epatite C di solito si diffonde attraverso il contatto con il sangue: le persone che usano droga per via endovenosa possono contrarre l’epatite se condividono gli aghi con qualcuno che ha già il virus, gli operatori sanitari (come infermieri, tecnici di laboratorio e medici) possono contrarre questa infezione se accidentalmente vengono a contatto con un ago che è stato utilizzato su un paziente infetto. Il rischio è poi più elevato per coloro che hanno subito una trasfusione di sangue o un trapianto d’organo prima del 1992, quando i miglioramenti nelle tecnologie di screening del sangue hanno fatto un deciso passo avanti.

La maggior parte delle persone non si sente male appena viene infettata dal virus dell’epatite C, ma il virus rimane nel fegato a provocare infiammazioni croniche. I malati non avvertono alcun sintomo per anni, tuttavia l’epatite C è una malattia cronica (ciò significa che non va via col tempo).

Chi ne soffre ha bisogno di essere controllato periodicamente con attenzione da un medico, perchè la malattia può anche portare a cirrosi (cicatrizzazione del fegato) e al cancro al fegato.

Il virus dell’epatite C può sopravvivere al di fuori del corpo a temperatura ambiente e sulle superfici per almeno 16 ore, ma comunque per non più di 4 giorni.

Cause

L’infezione da epatite C è causata dal virus omonimo (HCV): l’HCV si sviluppa quando si entra in contatto con sangue infetto.

Esempi di come l’HCV può essere diffuso possono comprendere:

  • Le trasfusioni di sangue e i trapianti di organo prima del 1992, prima di tale anno ci sono stati casi di contagio di epatite C tramite trasfusioni e trapianti.
  • Condivisione di aghi. L’HCV può essere trasmesso anche attraverso condivisione di aghi contaminati quando di iniettano droghe.
  • Nascita. Un piccolo numero di bambini nati da madri affette da epatite C, può acquisire l’infezione durante il parto.
  • Il contatto sessuale. In rari casi, l’HCV può essere trasmesso anche sessualmente.

Fattori di rischio

Il rischio di infezione di epatite C è maggiore se:

  • si è un operatore sanitario che è stato esposto a sangue infetto,
  • sono state iniettate droghe,
  • si è HIV positivi,
  • si fa un piercing o un tatuaggio in un ambiente sporco utilizzando attrezzatura non sterile,
  • è stata fatta una trasfusione o un trapianto di organi prima del 1992,
  • sono stati ricevuti concentrati del fattore della coagulazione prima del 1987,
  • sono stati seguiti trattamenti di emodialisi per un lungo periodo di tempo,
  • si è nati da donna affetta da epatite C.

Sintomi

In un primo momento l’epatite C di solito non produce alcun sintomo. Nel caso in cui si si avvertano sintomi invece, questi possono essere simili all’influenza e possono includere:

  • lieve affaticamento,
  • dolori alle articolazioni e ai muscoli,
  • nausea,
  • mancanza di appetito,
  • dolore nelle zone del fegato.

Col progredire della malattia, i sintomi possono comunque non essere ancora avvertiti. Se si avvertono invece, essi possono includere:

  • stanchezza,
  • nausea,
  • vomito,
  • mancanza di appetito,
  • ittero (ingiallimento della pelle e degli occhi),
  • febbre (febbre fino a 38.8°).

Trasmissione

Può capitare che non si abbia mai fatto uso di droghe né si sia mai stati a contatto con aghi sporchi, ci si può dunque chiedere qual sia il motivo per il quale si è malati: l’epatite C di solito si diffonde attraverso il contatto diretto con il sangue di una persona malata. Può anche essere trasmesso tramite aghi usati per tatuaggi o body piercing. In rari casi, l’epatite C può essere trasmessa da una madre al suo bambino non ancora nato. Questo virus può essere trasmesso anche attraverso il sesso e la condivisione dei rasoi e di spazzolini da denti, anche se questi eventi sono rari. Molte volte, la causa di epatite C non viene individuata.

L’epatite C non può essere diffusa se una persona non ha contatto diretto con sangue infetto. Ciò significa che una persona che ha l’epatite C non può trasmettere il virus ad altri attraverso un contatto casuale, come starnuti, tosse, strette di mano, abbracci, baci, condivisione di posate e bicchieri, nuotare in piscina, uso di servizi igienici pubblici o toccando le maniglie delle porte.

Non sono infettanti né lo sperma né la saliva, né le secrezioni vaginali.

E’ necessario consultare prima il proprio medico se si desidera avere dei figli. Il virus non si trasmette facilmente dalla madre al bambino non ancora nato, ma questa possibilità non è esclusa, per cui è necessario prendere delle precauzioni. Tuttavia, se si sta cercando di avere un bambino, non bisogna avere rapporti sessuali durante il ciclo mestruale, perché il virus dell’epatite C si diffonde più facilmente nel sangue mestruale.

Pericoli

L’infezione da epatite C che si protrae per lunghi anni può causare complicazioni importanti, quali:

  • Cicatrizzazione del tessuto epatico (cirrosi). Dopo 20-30 anni di infezione da epatite C, si può verificare la cirrosi. Le cicatrici nel fegato ne rendono difficile il funzionamento.
  • Tumore del fegato. Un piccolo numero di persone con infezione da epatite C può sviluppare il cancro al fegato.
  • Insufficienza epatica. Un fegato gravemente danneggiato da epatite C potrebbe non essere in grado di funzionare

Diagnosi

Test effettuati con regolarità, in persone che presentano un elevato rischio di entrare in contatto con il virus, possono aiutare i medici ad iniziare un trattamento o a raccomandare dei cambiamenti nello stile di vita che possano diminuire il danno epatico nel caso venga diagnosticata l’infezione. Ciò è preferibile in quanto la malattia comincia spesso a provocare danni al fegato prima di eventuali sintomi.

Le persone che potrebbero voler parlare con il proprio medico per ottenere una consulenza circa la possibilità di effettuare lo screening per l’infezione da epatite C sono:

  • chiunque abbia fatto uso di droghe per via endovenose,
  • chiunque abbia fatto test di funzionalità epatica con esito inspiegabile o insolito,
  • i bambini nati da donne affette da epatite C,
  • operatori sanitari e di emergenza che sono stati esposti al sangue o ad aghi accidentalmente,
  • persone con emofilia, che sono state trattate con fattori di coagulazione prima del 1987,
  • persone che sono state sottoposte a trattamenti di emodialisi di lungo termine,
  • persone che hanno ricevuto trasfusioni di sangue o trapianti d’organo prima del 1992,
  • partner sessuali affetti da epatite C.

Gli esami del sangue possono contribuire a:

  • stabilire se si ha il virus dell’epatite C,
  • misurare la quantità del virus dell’epatite C nel sangue (carica virale),
  • valutare la composizione genetica del virus (genotipizzazione), che aiuta a stabilire le opzioni di trattamento.

Il medico può anche raccomandare una procedura di rimozione di un piccolo campione di tessuto epatico per le prove di laboratorio. Una biopsia epatica può aiutare a determinare la gravità della malattia e guidare le decisioni relative al trattamento da seguire. Nel corso di una biopsia epatica il medico inserisce un ago sottile attraverso la pelle e nel fegato per rimuovere il campione di tessuto.

Cura e terapia

Avere delle abitudini igienico-sanitarie di qualità è essenziale per coloro che hanno l’epatite C, in particolare è necessario evitare alcolici e medicinali che possono stressare troppo il fegato. Anche se non esiste ancora una cura testata per l’epatite C, alcune persone traggono benefici dal trattamento farmacologico. E’ bene consultare il medico per discutere il miglior trattamento da seguire.

Il metodo standard di trattamentoè una combinazione di cicli di cura con interferone alfa pegilato associato a ribavirina, questo tipo di trattamento in genere cancella il virus dal sangue nel 40-80% dei casi di epatite C.

Prima di poter iniziare a prendere l’interferone si viene sottoposti ad una biopsia epatica; ciò significa che viene estratto un pezzettino di fegato durante un intervento chirurgico e il medico controllerà poi questo campione per verificare l’entità dei danni. I pazienti più giovani, con malattia epatica lieve e un minor numero di particelle virali nel fegato, di solito rispondono meglio alla terapia con interferone e ribavirina.

Tra gli effetti collaterali della terapia con interferone ricordiamo:

  • Disturbi del sonno,
  • Nausea,
  • Vomito,
  • Febbre,
  • Dolori muscolari,
  • Affaticamento,
  • Irritabilità,
  • Depressione,
  • Deconcentrazione e problemi di memoria.

Tra gli effetti collaterali della ribavirina ricordiamo invece:

  • Diminuzione dei globuli rossi (anemia),
  • Eruzioni cutanee e prurito,
  • Affaticamento,
  • Congestione nasale,
  • Complicazioni durante il parto.

Gli effetti collaterali sono generalmente peggiori durante le prime settimane di trattamento e diventano meno gravi nel tempo. Se si hanno difficoltà a superare gli effetti collaterali del farmaco è bene consultare il medico, così che possa suggerire dei modi per alleviare alcuni degli effetti collaterali. Ad esempio, se il farmaco fa avvertire un senso di nausea, sarebbe meglio assumerlo prima di andare a dormire.

Se prendere i medicinali per curare l’epatite C fa sentire peggio di prima, non bisogna lasciarsi tentare di smettere di prendere le medicine prima che il trattamento non sia definitivamente concluso perchè, se non si previene che l’infiammazione cronica danneggi il fegato, ci si potrà sentire molto peggio nel lungo periodo. Non bisogna smettere di prendere il farmaco finchè non lo deciderà il medico.

In definitiva, bisogna seguire un trattamento farmacologico?

La scelta sta a voi e al vostro medico. Alcune persone che hanno l’epatite C non avvertono alcun sintomo, presentano solo una lieve infiammazione al fegato. Se soffrite di epatite C asintomatica il medico vi vorrà seguire con attenzione e lo potrà fare tramite il controllo del sangue almeno una volta all’anno (e fino a 3 volte l’anno). Il medico potrebbe decidere di iniziare il trattamento farmacologico solo se il virus dell’epatite C raggiunge un certo livello nel vostro corpo o se si cominciano a manifestare problemi.

La decisione di seguire la terapia farmacologica non è così facile da prendere a causa degli effetti collaterali che essa comporta: il medico presterà attenzione al tipo ed alla quantità di virus nel corpo. La vostra salute generale, i risultati delle analisi del sangue e la biopsia epatica sono ulteriori fattori importanti da considerare prima di cominciare il trattamento farmacologico.

L’obiettivo del trattamento è quello di ridurre la quantità di virus nel sangue a livelli che non possano più essere rilevati dopo 24 settimane di terapia: la quantità di virus nel sangue prende il nome di carica virale e, alla fine del trattamento, il medico dovrà misurare la carica virale e scoprire quale sia lo stato di salute del fegato. Il medico può inoltre ripetere molte delle stesse prove che sono state fatte quando per la prima volta è stata diagnosticata l’ epatite C.

Se il sangue presenta una quantità così irrilevante di virus che i test non riescono a misurarla, si dice che il virus non è individuabile. Se esso rimane tale per almeno 6 mesi dopo che il trattamento è stato concluso, allora si dice che si ha una risposta virologica sostenuta (SVR). Le persone che hanno una risposta virologica sostenuta hanno buone possibilità di evitare gravi problemi al fegato in futuro.

Se il trattamento non riduce la carica virale, o se non si dispone di una risposta virologica sostenuta dopo il trattamento, il medico vi proporrà altre opzioni di trattamento. Per esempio, se un ciclo di trattamento non diminuisce sufficientemente la carica virale, il medico può raccomandare un secondo ciclo. Anche se il trattamento non impedisce di avere una malattia epatica attiva, abbassare la carica virale e controllare l’infiammazione cronica del fegato può aiutare a sentirsi meglio per un tempo più lungo.

Come devo prendermi cura di me se ho l’epatite C?

Si dovrebbe seguire una dieta sana e iniziare a svolere una regolare attività fisica. Un dietologo potrebbe aiutarvi a pianificare una dieta che sia sana e pratica. Consultate il medico relativamente ai farmaci che state assumendo. Molti farmaci, compreso il paracetamolo (Tachipirina®, Efferalgan®, Acetamol®, Sanipirina®, …), sono distruttivi per il fegato e possono aumentare la progressione dei danni al fegato. Si dovrebbe inoltre limitare l’uso di alcol, poiché anche gli alcolici favoriscono la formazione delle malattie del fegato come l’epatite C. Ci si può anche concedere una bevanda alcolica occasionalmente, ma è meglio consultare sempre prima il medico.

Il medico può inoltre raccomandare alcune modifiche nel proprio stile di vita, queste indicazioni contribuiranno a mantenervi in salute più a lungo e tutelare anche quella degli altri:

  • Smettere di bere alcolici. L’alcol velocizza lo sviluppo della malattia epatica.
  • Evitare farmaci che possono causare danni al fegato. Analizzate i vostri farmaci con il medico, potrà raccomandarvi di evitare determinati medicinali.
  • Mantenete il vostro corpo in salute e prendete delle scelte di vita sana ogni giorno; ad esempio scegliete una dieta ricca di frutta e verdura, mantenetevi attivi per la maggior parte dei giorni della settimana e dormite abbastanza in modo da sentirvi riposati al vostro risveglio.
  • Fate in modo di impedire ad altri di entrare in contatto con il vostro sangue.
  • Coprire sempre tutte le eventuali ferite e non condividete rasoi o spazzolini da denti. Non donate il sangue, organi del corpo o lo sperma e specificate sempre agli operatori sanitari di avere il virus.

Far fronte all’epatite C non è facile: ci si può sentire tristi, spaventati o arrabbiati, o si può essere increduli di fronte alla malattia. Questi sentimenti sono normali, ma non devono impedirvi di vivere la vostra vita quotidiana. Le persone depresse presentano la maggior parte o tutti i seguenti sintomi quasi qutidianamente, per tutto il giorno, per 2 settimane o più:

  • Tristezza, disperazione e frequenti crisi di pianto,
  • perdita di interesse o di stimolo nelle cose che prima recavano piacere (compreso il sesso),
  • senso di colpa, impotenza e inutilità,
  • pensare alla morte o al suicidio,
  • dormire troppo, o al contrario avere problemi di sonno,
  • perdita di appetito e riduzione (o aumento) di peso non intenzionale,
  • sentirsi molto stanchi per tutto il tempo,
  • avere problemi a mostrare attenzione nelle cose e a prendere decisioni,
  • avvertire dolori che non migliorano con il trattamento,
  • avere un senso di irrequietezza, irritazione ed infastidirsi facilmente.

Rivolgersi al medico se si verifica anche solo uno di questi sintomi.

Prevenzione

Per proteggersi dall’ infezione causata dal virus dell’epatite C, è bene prendere le seguenti precauzioni:

  • Smettere di consumare droghe. Chiedere aiuto se non si riesce a farlo da soli. In ogni caso, non condividere aghi o tutto ciò che si usa per drogarsi.
  • Essere cauti nel fare piercing e tatuaggi. Se si decide di farli, cercare un operatore affidabile e porre domande in anticipo su come viene effettuata la pulizia delle attrezzature. Assicurarsi che i dipendenti utilizzino aghi sterili.
  • Fare sesso sicuro. Evitare rapporti sessuali non protetti con partner multipli o con qualsiasi altro partner il cui stato di salute è incerto. La trasmissione per via sessuale tra le coppie monogame si può verificare, ma il rischio è basso.

Non esiste al momento un vaccino per l’epatite C. Ci sono vaccini per l’epatite A e l’epatite B e, se si soffre di epatite C, il medico potrebbe suggerire il vaccino per la B (e forse il vaccino per la A), a meno che non si sia già stati colpiti da questi virus. Questo perchè se si soffre della forma C è più probabile che si contraggano anche la A o la B, che potrebbero causare ulteriori danni al fegato.

Traduzione a cura di Francesca Giannino, fonti:


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. barbiegirl

    una volta fatta la cura con interferone e ribavirina…e la negativizzasione del virus dell’epatite c ..c’è il rischio che questo virus possa risvegliarsi o ormai è “morto” ? Grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Da quanti mesi il virus non viene più rilevato nel sangue?

  2. barbiegirl

    ha finito la cura questa estate..e dalla analisi fatte a settembre non è stato rilevato! ma informandomi nei vari siti internet ho letto che il virus non può scomparire del tutto dal sangue..al massimo è dormiente..ma c’è la possibilità che si potrebbe risvegliare..prima o poi!è vero? grazie!

  3. bibi

    il mio patner ha l’epatite c ed abbiamo avuto un rapporto completo con il ciclo mestruale…piu di una volta….. dottore adesso sono infetta anch’io?

    1. Anonimo

      senza preservativo….. mi ha eiaculato dentro…… scusi la franchezza ma ho paura…

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      La trasmissione sessuale non è molto comune ma è possibile, raccomando di fare appena possibile gli esami del sangue.

  4. bibi

    il medico del mio patner riscontrava giorni si e giorni no l’epatite nel mio patner…

  5. licia z.

    L’abbinamento HCV con la sieropositività HIV può aumentare il rischio contagio per i familiari? Ma è comunque escluso il contagio attraverso l’uso comune di bicchieri, bottiglie, posate ecc purtroppo il mio parente ha la pessima abitudine di bere dalle bottiglie! Per lavare gli indumenti è sufficiente aggiungere al detersivo lysoform per uso casalingo o esistono disinfettanti più efficaci? Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Non c’è aumento del rischio per i famigliari.
      2. L’HIV sicuramente non si trasmette con l’uso in comune delle bottiglie, l’HCV in teoria nemmeno ma in questo caso c’è sicuramente qualche riserva in più per la sopravvivenza del virus nell’ambiente.
      3. Non ho mai approfondito l’argomento, ma penso che meglio ancora sia l’uso di temperature elevate per gli indumenti che è possibile trattare in questo modo.

    2. nuccia

      può stare 35 anni in incubazione in un soggetto con difese immunitarie basse,(19) per poi accorgersene a 54 anni?

  6. Licia

    Non so se mi è chiaro il concetto di contatto diretto. Lei intende che se si viene a contatto con una superficie dove non vi è una traccia di sangue visivamente significativa anche il contatto con quest’ultima non è infettivo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se ci sono tracce di sangue, magari anche scarsamente visibili, il rischio esiste.

  7. Bibi

    È possibile il contagio tramite le urine su una piccola ferita sulle dita della quale magari si ignora l’esistenza? Tipo una pellicina strappata o cose simili?

  8. Anonimo

    mi sono inniettato una dose con una siringa di un altro una volta cera un po di sangue anche suo…. sono sicuramente infetto????

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il rischio è elevato purtroppo, raccomando di rivolgersi urgentemente ad un medico.

  9. katerina

    mio companio ca le patite c da 15 anni e non ha preso mai la kura e non poso fare niente non vole pero io vorrei sapere ce cosa riscio io
    che lui non vole usare protezione nell raporto
    co un bambino 4 anni e vorei sapere se mio figlio riscia perche mio filglio speso lo grafia con le ungli..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Lei rischia di contrarre la malattia, anche se il contagio con rapporti sessuali non è così frequente.
      Per suo figlio è indispensabile evitare il contatto con il sangue del padre su ferite e mucose (bocca, occhi, …).

  10. gina

    le chiedo scusa che la disturbo ancora i bambini sono vaccinati hanno 16 e 8 anni .ce rischio prendere epatite b che ce la mio marito.lui ha paura quando li da un bacio quando beveno nell suo bicchiere.ha paura per i bambini e anche per me

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Vanno ovviamente evitati i comportamenti a rischio, ma per un bacio sulla guancia non c’è alcun rischio.

    2. gina

      io sono vaccinata nell 2009 devo avere rapporti proteti con mio marito ?anche quando lo bacio lui solo mi sfiora le labre non mi bacia piu come prima ha paura

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per questi aspetti preferisco che ne parli con l’epatologo che segue suo marito.

  11. Roberto

    Buon giorno dottore volevo chiederti a vevo rapporti sessuli con una ragazza era infettata con Epatit C e adesso per quanto tempo devo aspettare per fare esami per Epatit C se sono positivo io o no

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Deve farli periodicamente per evidenziale un eventuale contagio prima possibile, in genere viene considerato definitivo a 6 mesi.

  12. roberto

    sono affetto da epatite c gen.3,a fine marzo devo finire la cura -24 sett.-inf-riba o fatti degli esami dopo 10 settimane del hcv rna quantitativo pcr real time intervallo linearità 43-69.000.000ui/mL sensibilità 15 ui/mL il risultato <15 positivo ,dopo 15 settimane mè lo anno fatto rifare mi a dato lo stesso risultato<15 positivo alt 70 ast30,o consultato in rete diversi epatologi un pò di tutta italia ,ed ognuno mi a dato la sua tesi ,chi mi detto chè sicuramente cè un ceppo pochi virus non rilevabili ,quindi riproduttivi ,chi invece mi a detto che la carica virale è bassa è a fine cura dovrebbe diventare non rilevalibe ,chi invece non a saputo darmi una risposta sicura a metà aprile avrò i prossimi esami ,è vedremo,lei chè nè pensa????spero sàppia darmi maggiori chiarimenti .Grazie

  13. roberto

    sè vuole altri dati mi faccia sapere ,partivo da una carica virale prima della cura di 970.000 fibroscan 12.5 .grazie di nuovo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non ho le competenze per esprimere giudizi.

  14. sebastiano

    Mio padre ha l’epatite c. Gli ho fatto una puntura i.m. ed è uscito un po’ di sangue. Nel rincappucciare mia madre si è punta. Le è uscito sangue, ho cercato di fare uscire più sangue possibile e poi ho disinfettato la ferita. Il rischio di aver contratto l’hcv è alto? non c’è profilassi giusto?
    inoltre io nel premere la ferita non ho usato guanti. Ma non ho tagli sulle dita. Non c’è rischio per me?
    La ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per lei non c’è rischio, per sua mamma sì; contatti urgentemente un epatologo per pianificare i controlli nei prossimi mesi.

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