Epatite A,B,C: sintomi e diagnosi

Ultimo Aggiornamento: 975 giorni

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Il fegato è l’organo più resistente che abbiamo, grazie alla sua alta capacità rigenerativa; in Italia, secondo l’Associazione Italia per lo Studio del Fegato, si contano circa 2 milioni e mezzo di persone che si ammalano di epatite B e C e 21.000 persone che muoiono per patologie varie del fegato.

Le epatiti virali, che sono le malattie del fegato più diffuse, costituiscono ancora un serio problema per la sanità pubblica, anche se negli ultimi anni molto si è speso in prevenzione e in diagnosi precoci.

Quali sono le varie forme di epatite virale, come si contraggono e come si manifestano?

L’epatite virale in generale è un’infiammazione del fegato che provoca dolore e gonfiore: la causa più comune è uno dei sei virus dell’epatite (A,B, C, D, E e G), tutte le forme causano l’infiammazione del fegato, compromettendo la sua capacità di funzionare. La mancanza di afflusso di sangue al fegato, le sostanze tossiche, le malattie autoimmuni, l’uso eccessivo di alcol, una lesione al fegato e l’assunzione di determinati farmaci possono causare l’epatite. Più raramente invece l’epatite può essere causata da infezioni virali come la mononucleosi e dal citomegalovirus.

Il fegato demolisce i rifiuti prodotti nel sangue: quando il fegato si infiamma non è in grado di svolgere un buon lavoro e di sbarazzarsi quindi di questi rifiuti. Una sostanza di scarto  chiamata bilirubina comincia ad accumularsi nel sangue e nei tessuti dal momento in cui il fegato non funziona più correttamente; la bilirubina è ciò che rende la pelle di una persona colpita da epatite di un colore giallo-arancio (ittero). La bilirubina e le altre sostanze di scarto possono anche causare prurito, nausea, febbre e dolori muscolari.

Ci sono due tipi principali di epatite:

  • l’epatite acuta (di breve durata),
  • l’epatite cronica (della durata di almeno 6 mesi).

Se si soffre di epatite acuta il fegato potrebbe diventare improvvisamente infiammato e potreste avere:

  • nausea,
  • vomito,
  • febbre,
  • dolori muscolari.

Oppure potrebbe anche non verificarsi alcun sintomo, la maggior parte delle persone riesce a superare l’infiammazione acuta in pochi giorni o in poche settimane. A volte, tuttavia, l’infiammazione non guarisce; in particolare, se l’infiammazione non scompare nel giro di 6 mesi, allora si tratta di epatite cronica.

Dal 1991 l’Italia ha adottato la vaccinazione obbligatoria, che assume oggi un’importanza ancora maggiore di fronte ai flussi migratori che espongono al rischio di un ritorno del virus. Ai virus dell’epatite B e C si possono attribuire metà dei casi italiani di cirrosi, oggi circa 800 mila. “

Mentre solo pochi anni fa si era impotenti di fronte alll’epatite B, oggi, grazie a medicinali simili a quelli che si usano contro il virus dell’HIV si riesce a bloccare la replicazione virale nella quasi totalità dei casi; nel caso dell’epatite C invece la cura è decisamete più complicata e la percentuale di successo terapeutico scende al 60% dei casi. Il vaccino rimane quindi quindi la scelta migliore.

Epatite A

Credit: http://it.wikipedia.org/wiki/File:HAV_prevalence_2005.png

Credit: http://it.wikipedia.org/wiki/File:HAV_prevalence_2005.png

Il virus dell’epatite A (HAV), identificato per la prima volta nel 1973, appartiene alla famiglia Picornaviridae, genere Hepatovirus, ed è rappresentato da un unico sierotipo. Sono sufficienti poche particelle virali per causare l’infezione.

Il virus si riproduce quasi esclusivamente nel fegato, ma sono stati rilevati come sede di replicazione anche l’orofaringe e l’intestino tenue nella sua porzione superiore. L’HAV è neutralizzato dagli anticorpi di tipo IgG e di tipo IgM; infatti la diagnosi avviene attraverso la ricerca degli anticorpi proprio della classe IGM, prima citata.

L’infezione ha generalmente un tempo di incubazione di 4 settimane e l’esordio dei sintomi è brusco, di tipo simil-influenzale:

  • anoressia,
  • nausea,
  • astenia,
  • indisposizione generale,
  • possibili episodi di vomito,
  • presenza di dolore al fianco destro in corrispondenza dell’area epatica.

Sempre nei primi giorni può essere presente febbre.

Segue un quadro con remissione di questi sintomi ed inizia la comparsa di segni tipici di epatite acuta:

  • ittero,
  • prurito,
  • colorazione più scura delle urine.

Il virus HAV si trasmette per via oro-fecale attraverso l’ingestione di cibi e bevande contaminate da acque sporche. I più colpiti generalmente sono gli adulti, almeno nei paesi industrializzati, mentre i bambini sono ancora molto a rischio di contrarre l’infezione nei paesi poveri.

L’epatite A è caratterizzata da un’evoluzione spontanea verso la guarigione completa e nel 90% dei casi si presenta in forme acute benigne ed autorisolventi che non necessitano di terapie se non forse di supporto. Solamente negli anziani e in persone immunodepresse, e comunque molto raramente, può dare origine a forme croniche.

Epatite B

Credit: http://en.wikipedia.org/wiki/File:HBV_prevalence_2005.png

Credit: http://en.wikipedia.org/wiki/File:HBV_prevalence_2005.png

L’agente eziologico dell’epatite B è il virus HBV, appartenente alla famiglia degli Hepadnaviridae, ed è uno dei virus più infettivi al mondo; si trasmette tramite sangue infetto o tramite rapporti sessuali non protetti.

I sintomi legati all’epatite B sono variegati e di non sempre facile individuazione, addirittura l’ammalato potrebbe non presentare alcun sintomo evidente, pur essendo in grado di trasmettere la malattia: in questo caso si parla di portatore sano.

L’esordio dell’infezione può essere a volte segnalato da:

  • alterazione della colorazione cutanea, quale l’ittero (colorazione giallastra della cute e della mucosa, dovuta ad un aumento della bilirubina nel sangue oltre valori di 3mg/100ml),
  • affaticamento,
  • febbre,
  • prurito ed eventuali piccole ferite dovute al grattarsi,
  • nausea e vomito,
  • dolore proiettato all’ipocondrio destro (sede di proiezione del fegato) ed eventualmente alla spalla destra,
  • feci chiare,
  • urine color marsala.
  • sempre presente è invece l’innalzamento delle transaminasi e della bilirubina.

La corretta diagnosi di epatite B può però essere fatta solamente mediante dosaggio dei marker virali specifici attraverso un esame del sangue.

L’infezione da virus dell’epatite B può evolvere in 4 esiti diversi, a seconda delle condizioni immunitarie del paziente:

  1. Decorso acuto con completo recupero e acquisizione della immunità dall’infezione (89% dei casi),
  2. epatite fulminante con mortalità del 90%: può richiedere il trapianto di fegato (1% dei casi),
  3. infezione cronica, ossia persistenza del virus nell’organismo con danno epatico (5-10% dei casi); in questo caso la malattia ha un andamento cronico e può compromettere la funzionalità epatica nel giro di 10-30 anni con l’insorgenza di cirrosi epatica o di carcinoma epatocellulare primitivo (di solito dopo che è già presente la cirrosi)
  4. stato di portatore inattivo (5% dei casi): il virus persiste nel fegato ma non provoca danno epatico; può rimanere in questo stato anche tutta la vita, senza arrecare danni nemmeno a lungo termine. È anche poco contagioso per gli altri.

Epatite C

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HCV_prevalence_1999.png

http://it.wikipedia.org/wiki/File:HCV_prevalence_1999.png

L’epatite C è causata dal virus HCV facente parte della famiglia dei Flaviviridae, agente meno infettivo tuttavia molto resistente, la cui diffusione avviene soprattutto per via ematica e non per via sessuale come comunemente si crede. La trasmissione per via sessuale avviene solo in presenza di cicli mestruali o di patologie a carico del sistema urogenitale a causa dei quali si ha scambio di sangue infetto.

Una volta penetrato nel fegato il virus causa una epatite acuta che però, nella maggior parte dei casi, è asintomatica. Ciò fa sì che la malattia possa divenire cronica (nell’80% dei casi) senza che il paziente se ne accorga, né possa quindi curarla precocemente. Generalmente i danneggiamenti al fegato non si presentano se non dopo 10-30 anni dall’infezione.


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Diretta 0.10 – 0.30 mmc
    Indiretta 0.2 – 0.80 mmc
    Totale se nn sbaglio 0.3 – 1 mmc

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente il totale è 0.30 – 1.10 (ossia la somma dei precedenti).

      Non credo si tratti di epatite; è la prima volta che trova valori fuori norma della bilirubina?

  2. Anonimo

    No é la seconda…nella prima avevo 3.50 la totale. Ma la diretta era solo 0.10 parlando sempre mmc

  3. Anonimo

    Sospettata si…ma mi lascia pensare un pó la diretta…sopra i valori…ora nn so se questa sindrome alteri anche questo valore…io le 2 analisi le ho fatte nel giro di una settimana

  4. Anonimo

    Ok…le mie stavano nettamente nella norma. Quindi posso stare tranquillo giusto?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio parere sì, ma ovviamente l’ultima parola spetta al medico.

  5. v.zeta

    ..può dirmi se tra i sintomi dell’epatite,vi è anche il mal di gola? io ho tale disturbo da diversi giorni e ogni tanto le feci chiare,oltre a un senso di gonfiore addominale.grazie saluti

  6. v.zeta

    ..ho scordato di dirle che facendo l’esame per scovare la B e la C,sono risultato negativo, e con le transaminasi a posto.quanto è alta la probabilità di un falso negativo? grazie ancora.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Quanto tempo è passato dall’episodio agli esami?

    2. v.zeta

      ..e allora cos’altro può essere,le viene in mente altro? feci chiare,2/3 volte a settimana,due episodi di malessere generale,con tanta debolezza,un senso quasi quotidiano di gonfiore addominale,da un pò uno strano pizzicore alla gola,una sera un dolore addominale intenso,protratto per una decina di ore,in che altra direzione debbo indagare? grazie,saluti

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’ansia potrebbe spiegare gran parte dei sintomi; il suo medico di base cosa ne pensa?

  7. v.zeta

    ..non mi parli di ansia per favore,anche il mio medico,ha sempre supposto l’ansia,ma le feci chiare che ho troppo spesso,nonchè tutta una serie di sintomi(quelli che le ho già descritto) sono un dato oggettivo,e io non sono assolutamente un soggetto ansioso,faccio esattamente la vita che facevo prima,ho 1000 interessi,non penso a ciò che posso avere,ma quello che sento in me,mi dà la convinzione di essermi ammalato.saluti .grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Parlare di ansia e di somatizzazione sembra essere preso come un’offesa, ma le garantisco che QUALSIASI sintomo può essere frutto d’ansia; le feci chiare sono un sintomo oggettivo, ma una cattiva digestione causata dallo stress e dalla preoccupazione lo possono spiegare, anche se molto più facilmente si tratta di qualcosa che mangia.

      Nei casi di malattie sessualmente trasmesse subentrano poi meccanismi psicologici che rendono queste sindromi ancora più frequenti, con il paziente letteralmente convinto di essere malato nonostante gli esami testimonino il contrario.

      Avendo verificato i marker epatici possiamo stare ragionevolmente tranquilli.

    2. v.zeta

      io mi sforzo di credere in quanto mi ha detto,ma mi creda,è proprio tanto difficile,ogni giorno ormai in me,vi è qualcosa di strano,al momento in cui le scrivo per es.ho gonfiore addominale,e lo ho avuto tutto il giorno,e pure ieri…rifarò gli esami.saluti. grazie

  8. buonasera

    Dottore oggi ho ritirato le analisi del sangue dove risulta tutto nella norrma…ho fatto emocromo completo e il medico mi ha fatto fare anche la formula leucocitaria. Il fegato risulta ok da un ecografia fatta una settimana fa per dolori al fianco destro. Ora mi chiedo tutto questo mi fa stare tranquillo a non avere epatite?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per averne la certezza servono i marker specifici.

  9. Anonimo

    Si fanno in un unico esame del sangue? O si fanno separatamente? Dato che sto facendo una cura possono essere alterati o posso farle tranquillanente? Ve lo chiedo perche questo farmaco altera la bilirubina

  10. Anonimo

    Ma posso escludere di avere l eptatite almeno per stare tranquillo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Si fa con un unico prelievo.
      2. Immagino che stia assumendo Diflucan… ma questi valori non sono alterati.
      3. L’epatite si esclude con esami specifici.

  11. Anonimo

    Avendo il vaccino per la b va controllato cmq quel markers o nn vale la pena? Quindi il medicinale nn altera il risultato magari dando un falso negativo o posivitivo? Dottore di solito dp quanto tempo si hanno i risultati?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Va controllato se il medico ritiene che ci sia la necessità in base ai sintomi.
      Diflucan non altera il risultato.
      I tempi dipendono da un laboratorio all’altro.

  12. Anonimo

    Dottore ma un epatite fa sempre gonfiare il fegato? Le urine si oresentano sempre scure?

  13. Anonimo

    Ma dottore di solito in quanto è quantificato questo aumento di bilirubina per temere l’epatite?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Pur con tutta la buona volontà non dispongo fisicamente del tempo necessario a rispondere a tutte le sue domande, molte e molte decine nel giro di pochi giorni. Le chiedo scusa, ma spero comprenderà.

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