Endocardite batterica o infettiva: sintomi, cura e profilassi

Ultimo Aggiornamento: 128 giorni

Introduzione

L’endocardite è l’infiammazione del rivestimento interno del cuore (endocardio) e nel presente articolo ci occuperemo della forma più comune, l’endocardite infettiva.

Si tratta di un’infezione scatenata dalla presenza di microrganismi patogeni in grado di raggiungere il cuore attraverso il flusso sanguigno e provenienti da un altro distretto corporeo, spesso dalla bocca.

Nella maggior parte dei casi a causare l’infezione sono batteri (endocardite batterica), ma può essere sostenuta anche da funghi o altri microrganismi.

L’endocardite può danneggiare le valvole cardiache e, se non adeguatamente trattata, può diventare pericolosa per la vita.

Raramente si sviluppa in cuori altrimenti sani, mentre tra i fattori di rischio principali troviamo:

  • una valvola cardiaca anormale o danneggiata,
  • una valvola cardiaca artificiale,
  • deformazioni cardiache congenite,
  • insufficiente igiene orale.

I segni e sintomi dell’endocardite possono variare da persona a persona e possono anche cambiare nel tempo nello stesso paziente; tra i più comuni ricordiamo:

  • febbre,
  • mancanza di respiro,
  • accumulo di liquidi nelle braccia o nelle gambe,
  • piccoli punti rossi sulla pelle,
  • perdita di peso.

Una terapia precoce può aiutare a prevenire ed evitare complicazioni e prevede in genere antibiotici ad alto dosaggio; se la valvola cardiaca è danneggiata potrebbe essere necessario un intervento chirurgico.

La prevenzione passa principalmente attraverso un’accurata igiene orale, per ridurre il rischio di aprire porte ai batteri attraverso la bocca; nei pazienti a rischio più elevato è prassi la prescrizione di antibiotici di copertura prima di qualsiasi intervento in bocca e chirurgia in genere.

Cause

L’endocardite infettiva è causata dalla presenza di batteri, funghi, o altri microrganismi trasportati dal flusso sanguigno fino al cuore.

Un fattore di rischio comune tra i soggetti colpiti dall’infezione è la presenza di un difetto cardiaco strutturale, in particolare valvole cardiache difettose o danneggiate (per esempio da malattie reumatiche); nella maggior parte dei casi la presenza di microrganismi pericolosi nel sangue viene immediatamente affrontata dal sistema immunitario, ma in caso di valvole difettose o tessuto cardiaco anomalo i batteri hanno maggiori possibilità di riuscire a proliferare a livello cardiaco.

Fattori di rischio

L’endocardite infettiva è una condizione poco comune, che tuttavia può interessare sia gli adulti che i bambini; è leggermente più frequente negli uomini rispetto alle donne.

Tra gli altri fattori di rischio noti ricordiamo:

  • presenza di difetti congeniti del cuore,
  • valvole artificiali o altri dispositivi cardiaci (come il pacemaker),
  • cattiva igiene orale e presenza di gengive in cattive condizioni,
  • presenza di catetere venoso,
  • pazienti sottoposti a frequenti cicli di iniezioni.

I batteri possono anche diffondersi nel sangue e nel cuore a partire da infezioni sviluppatesi in altre parti del corpo, come l’intestino, la pelle o i genitali.

Sintomi

L’endocardite infettiva può causare una lunga serie di segni e sintomi, che possono variare sensibilmente da un paziente all’altro o anche nel tempo nello stesso soggetto.

Possono inoltre essere influenzati

  • dall’eventuale presenza di altri problemi cardiaci,
  • dal tipo di microrganismo responsabile,
  • dal fatto che si tratti di infezione acuta (sviluppo rapido) o sub-acuta (sviluppo più lento).

I sintomi dell’endocardite possono comprendere:

  • sintomi simil-influenzali, come febbre, brividi, affaticamento (stanchezza), dolori muscolari e articolari, sudorazione notturna e mal di testa,
  • mancanza di respiro o tosse che non guariscono,
  • soffio cardiaco (nuovo o diverso rispetto al passato),
  • cambiamenti della pelle come
    • pallore,
    • comparsa di macchie dolorose rosse o violacee sulle dita di mani e piedi,
    • piccole macchie scure non dolorose sui palmi delle mani o sulle piante dei piedi,
    • piccoli puntini sotto le unghie, nella parte bianca degli occhi, in bocca, sul petto, causata dalla rottura di piccoli vasi sanguigni,
  • nausea e vomito,
  • diminuzione dell’appetito e senso di pienezza con disagio sul lato superiore sinistro dell’addome,
  • perdita di peso con o senza cambiamento di appetito,
  • sangue nelle urine,
  • gonfiore a piedi, gambe o addome.

Complicazioni

In presenza di una sufficiente proliferazione batterica (o di altri organismi) a livello cardiaco si assiste alla formazione di escrescenze formate da materiale fibrinoso (che tecnicamente prendono il nome di vegetazioni) dentro cui si annidano i batteri. Da queste escrescenze possono staccarsi piccoli frammenti in grado di raggiungere altri distretti corporei e causando così

  • l’estendersi dell’infezione,
  • il possibile blocco della circolazione per occlusione dei vasi.

Complicanze cardiache

I problemi cardiaci sono la complicanza più comune dell’endocardite e si verificano nel 30-50% dei pazienti; si annoverano

Complicazioni del sistema nervoso centrale

Queste complicazioni si verificano in ben il 20-40% delle persone con endocardite e la causa principale è la presenza di emboli che raggiungono il cervello.

Le embolie possono causare infezioni locali chiamate ascessi cerebrali, oppure una più diffusa infezione cerebrale (meningite); sono inoltre talvolta causa di ictus e convulsioni, rispettivamente nel caso in cui vengano ostruiti i vasi sanguigni o influenzati i segnali elettrici del cervello.

Queste complicazioni possono causare danni a lungo termine o diventare addirittura fatali.

Altre complicazioni

L’endocardite può causare disturbi anche in altri organi:

  • Polmoni. I polmoni sono particolarmente a rischio quando l’infezione colpisce il lato destro del cuore; una vegetazione o un coagulo di sangue che riesca a raggiungere la circolazione dei polmoni può causare un’embolia polmonare, ossia un blocco improvviso in un’arteria polmonare. Altre possibili complicanze includono polmonite e un accumulo di fluido o pus intorno ai polmoni.
  • Reni. L’endocardite può causare ascessi renali e danni di vario tipo, infiammando le strutture filtranti più interne; in alcuni casi la conseguenza è la comparsa di insufficienza renale.
  • Milza. La milza è un organo situato nella parte superiore sinistra dell’addome, vicino allo stomaco. In alcune pazienti colpiti da endocardite la milza si ingrossa pericolosamente, oppure può andare incontro al rischio di embolia.

Diagnosi

La diagnosi dell’endocardite infettiva viene in genere formulata sulla base di:

  • fattori di rischio,
  • storia clinica,
  • segni e ai sintomi del paziente,
  • risultati degli esami di laboratorio e strumentali.

Si tratta quindi una diagnosi basata su diversi fattori e non sul singolo risultato di un test o sulla presenza di uno specifico sintomo.

Analisi del sangue

L’emocoltura è uno degli esami più importanti tra quelli usati per la diagnosi dell’endocardite batterica; il sangue viene prelevato più volte nelle 24 ore e sottoposto ad analisi per rilevare l’eventuale presenza di batteri o altri microrganismi patogeni.

In caso di esito positivo è possibile procedere a testare diversi antibiotici per evidenziare quelli più indicati alla terapia del paziente.

È possibile poi ricorrere ad altri esami, come l’emocromo (diretto soprattutto a verificare i valori dei globuli rossi e dei leucociti) e/o marker specifici di infiammazione.

Ecocardiografia

L’ecocardiografia è un test indolore che utilizza le onde sonore per creare immagini del cuore.

È possibile ricorrere all’ecocardiogramma transtoracico (il dispositivo viene guidato sul petto) o a quello transesofageo (il dispositivo viene inserito e guidato attraverso bocca e gola fino a raggiungere l’esofago, il canale che collega bocca e stomaco), più invasivo ma in grado di restituire immagini più dettagliate.

Lo strumento utilizzato invia onde sonore (ultrasuoni) e ne raccoglie il relativo riflesso; attraverso una sofisticata elaborazione informatica è così possibile ricostruire graficamente il cuore e i suoi tessuti per evidenziare l’eventuale presenza di vegetazioni, ascesso o altre forme di danno cardiaco.

Elettrocardiogramma

Un ECG è un test semplice e indolore in grado di rilevare l’attività elettrica del cuore. L’esame mostra quanto velocemente sta battendo, se il ritmo cardiaco è stabile o irregolare, e la forza e la tempistica dei segnali elettrici mentre passano attraverso il muscolo cardiaco.

Più che per la diagnosi, l’elettrocardiogramma è utile a evidenziare eventuali complicazioni relative all’attività elettrica cardiaca.

L’esecuzione dell’esame richiede solitamente non più di 10 minuti.

Cura

L’endocardite infettiva è trattata con antibiotici e, meno comunemente, con il ricorso alla chirurgia cardiaca.

La cura prevede in genere un lavoro d’équipe che coinvolge infettivologi, cardiologi e cardiochirurgo.

Antibiotici

Gli antibiotici vengono generalmente somministrati per un periodo di 2-6 settimane in forma endovenosa; il paziente viene per questo ricoverato per almeno la prima settimana, spesso anche più a lungo, per consentire ai medici un continuo monitoraggio delle condizioni di salute.

Chirurgia

Si rende talvolta necessario ricorrere alla chirurgia per la riparazione o la sostituzione di una valvola cardiaca danneggiata o per intervenire manualmente sull’infezione; è il caso per esempio delle endocarditi causate da funghi, una condizione più ostica rispetto all’infezione batterica.

Prevenzione

In caso di paziente a rischio di sviluppo di endocardite infettiva è possibile intraprendere specifiche misure per prevenire l’infezione e le sue complicazioni:

  • Segnala immediatamente al medico eventuali sintomi o segni suggestivi di infezione.
  • Procedi a una corretta e quotidiana igiene dei denti, con controlli regolari.
  • Evita piercing, tatuaggi e altre procedure che possono servire da ingresso dell’organismo a microrganismi patogeni.
  • Alcuni pazienti potrebbero necessitare di terapia antibiotica di copertura prima di qualsiasi procedura odontoiatrica.

Fonte principale: NIH

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

La sezione commenti è attualmente chiusa.