Emetofobia: sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 59 giorni

Introduzione

Con il termine emetofobia s’intende la paura di vomitare o di vedere altri farlo, questa fobia può trovare una classificazione tra le fobie specifiche.

Il DSM IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) definisce la fobia specifica come “una paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall’attesa di un oggetto o situazione specifici”. L’esposizione allo stimolo fobico provoca una risposta ansiosa immediata, che in alcuni casi può prendere forma di Attacco di Panico causato dalla situazione.

Le persone che soffrono di fobie specifiche, di solito, si rendono conto che le loro paure sono eccessive, ma sono incapaci di considerarsi libere dalla paura e dal persistente evitamento dell’oggetto o della situazione temuti. Questo è esattamente quel che accade anche a chi soffre di emetofobia.

I soggetti che ne soffrono sono letteralmente terrorizzati dall’eventualità di vomitare, anche quando non esistono cause oggettive che portino a pensare che questo accadrà. Ogni loro pensiero o attività quotidiana ruotano intorno a questa paura. Erroneamente si pensa che sia una fobia rara, in realtà sono molte le persone che ne soffrono, ma difficilmente lo confidano a qualcuno perché spesso se ne vergognano o temono di non essere compresi. È piuttosto frequente che una persona che soffre di emetofobia si senta rispondere che non deve avere paura del vomito perché non è niente di traumatico. Questa risposta fa sentire l’emetofobico ancora più fuori dal comune e conseguentemente si chiude in se stesso.

Solitamente questa fobia insorge durante l’infanzia o l’adolescenza, ma esistono anche casi in cui si è sviluppata in età adulta.

Non tutte le persone che soffrono di emetofobia manifestano gli stessi livelli di gravità, esistono emetofobici che nonostante la loro fobia continuano a condurre una vita abbastanza normale ed altri a cui la fobia ha, invece, compromesso tutte le attività quotidiane.

Cause

Non sembra esistere una causa specifica dell’emetofobia, le ragioni possono essere molteplici ed è molto difficile individuarle con esattezza, tuttavia esistono studi che hanno fornito alcune interpretazioni.

Si ipotizza che una delle cause possa essere riconducibile a traumi infantili rimossi o non affrontati in maniera adeguata.

Molto spesso, anche quando la fobia insorge in età adulta, può essere causata da un episodio di vomito che la persona ha percepito come traumatico e durante il quale si sono manifestate emozioni che non sono state gestite in maniera adeguata.

Un altro studio ipotizza che l’emetofobia sia strettamente legata al desiderio della persona di voler tenere tutto sotto controllo, un episodio di vomito non permetterebbe invece di mantenere completamente il controllo, né su di sé, né sull’ambiente circostante.

Sono comunque necessari altri studi prima di poter confermare queste ipotesi.

Sintomi

Se si sfoglia una qualsiasi enciclopedia medica il termine sintomo è riferito ad un’alterazione della normale sensazione di sé e del proprio corpo in relazione ad uno stato patologico che il paziente riferisce. Nell’emetofobia, ma in tutte le fobie in generale, la persona percepisce diverse alterazioni di sé, ma definirle sintomi non è del tutto preciso in quanto l’emetofobia è di fatto il sintomo stesso. Per questo motivo solitamente si parla di manifestazioni comportamentali, tra le più comuni vi sono:

  • La tendenza a non consumare cibi poco prima di uscire e/o rifiutarsi di mangiare fuori casa per paura di sentirsi male in contesti dai quali magari sarebbe difficile allontanarsi o per paura di non avere un bagno a disposizione.
  • Accurata selezione dei cibi per paura che questi possano risultare poco digeribili o peggio ancora avariati. In alcuni casi gli emetofobici mangiano pochissimo anche a casa perché temono di vomitare quello che hanno ingerito e, talvolta, la conseguenza è un sottopeso importante. Bisogna fare attenzione però a non confondere l’emetofobia con l’anoressia nervosa perché gli emetofobici che mangiano poco (o nulla) lo fanno solo ed esclusivamente per paura di vomitare e non per il desiderio di magrezza.
  • Tendenza all’evitamento dei viaggi per paura di soffrire il mal d’auto, mal di mare o d’aereo.
  • Rifiuto dell’assunzione di tutti quei farmaci che abbiano come possibile effetto collaterale il vomito, questo anche quando la loro salute è in pericolo.

Non è raro che le donne rinuncino ad avere figli, nonostante il loro desiderio di maternità, perché spaventate dalle nausee che spesso si associano alla gravidanza.

Il timore più frequente tra le persone emetofobiche è quello delle gastroenteriti virali in quanto, spesso, tra i sintomi è presente il vomito; infatti si tengono ben lontane da persone potenzialmente contagiose e se sospettano di essersi esposti al rischio di contagio possono manifestare ansia, anche molto intensa.

Solitamente l’emetofobico presta la massima attenzione ad ogni minimo movimento del proprio stomaco e qualora avvertisse qualcosa di “anomalo” sarà portato a pensare che vomiterà da un momento all’altro. L’ansia che si associa a questi pensieri spesso provoca nausea, quindi si crea un circolo vizioso per cui si ha talmente paura della nausea, in quanto potrebbe avere come esito il vomito, che alla fine la nausea compare davvero perché non si riesce a smettere di pensarci. Questo può comportare l’abuso di antiemetici (farmaci utilizzati per contrastare nausea e vomito) che molto spesso vengono assunti solo come strategia preventiva e non perché ve ne sia un reale bisogno.

La particolarità dell’emetofobia è che chi ne soffre ha degli elevatissimi livelli di contenimento del vomito, quindi accade molto raramente che ciò che temono tanto (vomitare) accada davvero.

Un emetofobico di solito non vomita, nemmeno quando questo sarebbe positivo per l’organismo (come ad esempio un’intossicazione alimentare).

È necessario precisare che non tutti gli emetofobici mettono in atto gli stessi comportamenti e, in ogni caso, non è detto che manifestino lo stesso livello di gravità. Esistono infatti emetofobici che non hanno nessun problema a mangiare fuori casa o a viaggiare.

Ciò che però li accumuna tutti è l’attuazione di strategie di evitamento, ossia una strategia difensiva che permette alla persona di evitare il contatto con ciò che induce ansia. Se temono che il cibo del ristorante possa essere contaminato rinunceranno a recarvisi e preferiranno mangiare a casa, lo stesso succederà se temono di sentirsi male in mezzo agli altri o se hanno paura che frequentare luoghi affollati potrebbe esporli al rischio di contrarre qualche virus. Questi timori faranno sì che la persona che soffre di emetofobia eviti il più possibile il contatto con altre persone rinunciando ad una vita sociale soddisfacente e arrivando addirittura, nei casi più gravi, a non uscire più di casa o a farlo molto raramente e solo se strettamente necessario.

Naturalmente esistono anche emetofobici che hanno una vita sociale nella norma, ma spesso se si trovano in situazioni che considerano “non sicure” si sentono molto a disagio e non sempre sono in grado di gestire l’ansia. Questo li può portare a sviluppare pensieri legati al vomito che si fanno sempre più intensi fino a diventare una vera e propria ossessione.

Cura e terapia

Un emetofobico, per una serie di ragioni, difficilmente chiede aiuto ad uno specialista.

La ragione più comune è che una psicoterapia conduce ad un cambiamento, ma spesso le persone sviluppano delle resistenze ai cambiamenti. Uno dei motivi potrebbe essere, ad esempio, che chi soffre di emetofobia sa bene di avere un’elevata capacità di contenere il vomito, pertanto potrebbe convincersi che guarendo non sarà più in grado di contenerlo così bene e quindi potrebbe vomitare.

È invece necessario considerare che la psicoterapia consente al paziente di sviluppare una serie di strategie adatte non solo a gestire l’ansia che molto spesso si associa a questa fobia, ma soprattutto consente di creare un clima di fiducia, accettazione e comprensione con il proprio terapeuta. Ciò consente al paziente di imparare a gestire e comprendere meglio le dinamiche del suo rapporto con il vomito per acquisire gli strumenti che gli consentiranno di cambiare queste dinamiche.

Terapia breve strategica

E’ un approccio terapeutico che ha l’obiettivo di risolvere i problemi psicologici rompendo il circolo vizioso esistente tra la manifestazione della fobia e il comportamento non adattivo che la persona attua per tentare di risolverlo, ottenendo invece un ulteriore aggravamento. Questo accade perché il disturbo viene continuamente alimentato.

Il punto centrale di questo approccio terapeutico non è tentare di capire perché il problema si è sviluppato, ma come è strutturato e come si autoalimenta. Il paziente potrà focalizzarsi sulle manifestazioni del disturbo “nel presente” evitando di dedicare eccessivo tempo alle cause scatenanti, che riguardano il passato e che molto spesso sono difficilmente individuabili.

La prima fase della terapia breve strategica è dedicata allo studio delle specifiche caratteristiche del problema e successivamente, terapeuta e paziente, discutono delle soluzioni che sono già state attuate per tentare di risolverlo.

Il paziente arriverà a capire perché ciò che ha tentato di mettere in atto ha alimentato il problema anziché risolverlo e infine sarà in grado di scegliere soluzioni che si sono dimostrate efficaci per quel problema specifico.

Psicoterapia cognitivo-comportamentale

Ciò che il paziente teme (in questo caso il vomito) provoca emozioni poco funzionali alla vita quotidiana che lo inducono a sviluppare pensieri distorti, causati dalla sua percezione e interpretazione degli eventi.

Questo tipo di psicoterapia ha l’obiettivo di ridurre nel paziente la tendenza ad evitare certe situazioni, aiutandolo a ristrutturare i pensieri legati alla sua fobia e a sviluppare la capacità di fronteggiare la situazione temuta. In altre parole il terapeuta aiuterà il paziente ad individuare i pensieri che si associano alle sue emozioni negative, in modo da consentirgli di attuare strategie alternative e più funzionali, necessarie per affrontare le situazioni che causano nel paziente disagio e paura.

Psicofarmaci

Gli psicofarmaci non sono indicati per il trattamento specifico dell’emetofobia, tuttavia in alcuni casi, e solo dopo un’accurata valutazione medica e/o psichiatrica, possono essere utilizzati per trattare l’ansia che frequentemente si associa a questa fobia. Le persone che ne soffrono dovrebbero però considerare l’ipotesi di rivolgersi ad uno specialista per intraprendere un percorso di psicoterapia, o in alternativa chiedere ad uno psicologo qualche colloquio di valutazione.

È opportuno ricordare che molto spesso gli psicofarmaci “coprono” il sintomo che, senza affiancare un adeguato aiuto psicologico, potrebbe ripresentarsi con la sospensione della terapia farmacologica. Per questo motivo è molto importante che il paziente impari a gestire e a ristrutturare le dinamiche dei pensieri legati al problema.

È inoltre importante considerare che difficilmente un ematofobico accetterà di assumere psicofarmaci, in quanto tra i possibili effetti collaterali è presente proprio il vomito.

A cura della Dott.ssa Sara Veneziani
PSICOLOGA
Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Liguria
Sito web

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  1. Anonimo

    Non lo so…ci sono andata tramite l’asl…diciamo qui di che mi é capitata x caso.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se possibile valuterei forse di appoggiarmi ad un professionista specializzato in questo disturbo.

    2. Anonimo

      Purtroppo per problemi economici non posso permettermi un privato. Lei mi consiglia di tornare dalla stessa dottoressa e provare a riparlarne o cambiare dottore? Ufff che brutto!! Nn riesco a non pensarci…poi in questi gg con questi sbalzi termici sento gente che accusa fastidi gastrointestinali e continuamente ansia. Ha qualche suggerimento per me?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se non si è trovata bene cambi, altrimenti riprenda con la stessa; questo può valutarlo solo lei.

    4. Anonimo

      Salve dottore. Sono un ragazzo di 18 anni, molto apprensivo e ansioso anche per le cose più inutili! Soffro (o soffrivo) questa fobia da 8 anni circa (da quando avevo circa 9 o 10 anni). Ricordo perfettamente: era una sera invernale, ed ero coricato nel lettone assieme a mia madre mentre guardavamo la TV, quando comincio ad avvertire un leggero senso di nausea, dal quale sono rimasto quasi traumatizzato, infatti erano accaduti anche prima dell’episodio appena citato casi di nausea, o addirittura anche di vomito, che io ricordo di avere affrontato benissimo, come se fosse una cosa quotidiana. Però non so per quale motivo quell’episodio di quella maledetta sera mi sia rimasto impresso in questo modo, in quanto da li in avanti ho cominciato a sviluppare una terribile paura per il vomito, portandomi addirittura anche a limitarmi nel mangiare, anche quando avevo abbastanza fame, e per di più, cenando addirittura prima delle 20.00 con un misero panino col salame, in maniera tale che per l’ora in cui andavo a letto (condizionato ovviamente dalla nausea di quella sera), il mio stomaco sarebbe stato libero dal cibo. Questa angosciante fobia ha vissuto il suo apice negli anni (a mio avviso) più importanti dell’adolescenza, ovvero da 10 a 14-15 anni, e provo ancora oggi compassione per me stesso se penso che sono arrivato a pesare 27 kilogrammi!! dopo quegli anni (non so per quale grazia divina) ho decisamente allontanato questa fobia, cominciando anche a non pensarla più per giorni interi e addirittura (soprattutto negli ultimi due anni), nelle ore del pomeriggio, davanti la TV, mangiando persino senza una particolare fame, bensì solo per gustarmi qualche pietanza durante il mio programma preferito. In sostanza (scusi tanto per il messaggio kilometrico!) per l’80% ho sconfitto (e ne vado veramente orgoglioso) questa fobia che i primi anni sembrava insormontabile.. Però, l’unica cosa che non riesco a fronteggiare, e per colpa della quale mi sento fortemente condizionato, è il fatto di non poter pensare al fatto di allontanarmi da casa, quindi stare via da casa per tanti giorni, (vacanze, gite) per paura che lì (soprattutto la notte, in quanto estremamente silenziosa, concedendo ampissimo sfogo alle mie ansie e paranoie) io possa vomitare. Praticamente è come se a casa mia mi sentissi al sicuro, invece fuori totalmente il contrario (per fuori intendo anche casa di mia zia!!!). Scusi ancora dottore… Mi potrebbe dire come debellare per sempre questa fobia parzialmente superata??? PS. Ne ho parlato subito con mia madre, però ovviamente sono i classici consigli delle mamme, che, secondo me, alimentano ancor di più questo disagio.. Grazie mille per l’attenzione, dottore. Buonanotte

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il più è ormai fatto, ma a mio avviso per superare quest’ultimo scoglio si potrebbe pensare di ricorrere alla terapia cognitivo comportamentale con l’aiuto di uno psicologo con esperienza su questa specifica fobia.

    6. Anonimo

      Aah, va bene dottore, veramente gentilissimo, grazie per l’assistenza; l’unico problemino è il fatto che nella mia città (abbastanza piccola) non mi pare ci siano dottori specializzati in questo campo. Comunque, vedrò come fare. Grazie ancora, buonanotte:)

  2. Anonimo

    A rieccomi dottor cimurro,uff mi capitano tutte a me e sono consapevole che le persone non hanno colpa,la colpa è solo mia e di questa fobia.Stamattina ho dovuto andare in ospedale x via di esami che faccio da quando sono nata x i globuli bianchi….quindi ero in onco ematologia,ed è arrivata una signora,che poi mi ha parlato,e mi ha detto che aveva rimesso tutta la notte,credevo fosse x la chemio ,ma poi parlando era già 4 mesi che l’aveva fatta e prendeva solo più tanti farmaci e mi vergognavo a cercare di non ascoltarla,perchè sono molto socievole. Lei diceva che era tutta la settimana che aveva la nausea e stanotte è stata male,diarrea compresa …..lei dice che però la diarrea cè la sempre un pò e che secondo lei non aveva febbre,ma anche l’infermiera diceva che forse era un virus….io dottore ho già terrore,ho sempre parlato con lei che stava seduta,a circa un metro e mezzo da me,tranne un 5 minuti che parlavamo a circa 60 cm e c’era anche una finestra aperta a 3 metri danoi,alla fine del corridoio,che faceva un pò corrente,dice che posso averlo preso…..lei era ancora un pò nauseata,aveva bevuto del thè,poi le è passato….ho paura oltre x l’emetof. anche perchè non stò bene e a causa di tanti esami a digiuno sono dimagrita molto….grazie e mi scusi….

    1. Anonimo

      Grazie dottore,anche se stamattina nausea e una scarica,ma credo dovute al gran mal di testa da cervicale che ho,scusi il gran papiro che ho scritto. Buopn weekend

  3. Anonimo

    Dottore buonasera. Ho acquistato qualche giorno fa un blister di plasil e un flacone di levobren prima di partire per un viaggio. Ho messo tutto in valigia mq quando sono andata a disfare la valigia ho notato che i vestiti erano caldi. Dubbio:i medicinali vanno buttati?

    1. Anonimo

      Sono rimasti in valigia per diverse ore e la valigia érimasta nel bagagliaio. Fuori c’erano poco meno di 40gradi. Non so che temperatura c’era nella valigia. Cosa consiglia? Possono essere tossici? Non sono utilizzabili?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbero essere non più utilizzabili se la macchina è rimasta al sole per molte ore.

  4. Anonimo

    Peccato perché sono confezioni intere! Ultima domanda: Se li uso comunque,cosa rischio? Grazie ancora. Buonanotte

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio parere è difficile dirlo, forse solo un effetto inferiore, ma non posso garantirglielo.

  5. Anonimo

    SALVE DOTTORE,
    ANCHE SE NON NE HO MAI PARLATO CON NESSUNO DELLA MIA FAMIGLIA APPROFONDITAMENTE IO RICONOSCO DI ESSETE VITTIMA DI QUESTA FOBIA. DA SEMPRE!!.
    L’ULTIMO EPISODIO LA SCORSA SERA..AVEVO UNA GRAN FAME E HO MANGIATO CON GUSTO A CENA FUORI… SUBITO DOPO MI SONO SENTITA MOLTO PIENA ED E’ DA LI CHE INIZIA A PARTIRE L’ANSIA…LA PAURA CHE SUCCEDA… QUEST’ULTIMA VOLTA L’ATTACCO DI PANICO E’ STATO PIU FORTE DEL SOLITO..AVEVO FORMICOLIO SU TUTTO IL CORPO…HO AVUTO DISSENTERIA PER BEN DUE VOLTE… HO PRESO UN GAVISCON..POI HO PROVATO CON DELLA CITROSODINA… E A NOTTE FONDA UNA PASTICCA DI VALERIANA PER CALMARMI…MA NON MI HA FATTO NULLA…DI SOLITO CON I FIORI DI BACH RIESCO A CALMARMI UN PO..MA QUESTA VOLTA NON SONO PROPRIO RIUSCITA A GESTIRE LA SITUAZIONE.IN QUEI MOMENTI HO BISOGNO DI STARE SOLA..DI CAMMINARE A VUOTO ANCHE SE MUOIO DALLA STANCHEZZA..HO PAURA DI STENDERMI…E SOPRATUTTO QUELLA PAURA..QUELLA FOBIA..CHE MI FA PEGGIORARE LA SITUAZIONE.
    NON MI SENTO CAPITA…QUINDI NON SO DA DOVE INIZIARE..HO BISOGNO DI AIUTO..LA RINGRAZIO E MI SCUSO PER ESSERMI PROLUNGATA

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non deve preoccuparsi, è una paura molto più diffusa di quanto si pensi; purtroppo l’unica strada potenzialmente utile è quella del supporto psicologico, possibilmente da professionisti specializzati in questo disturbo.

  6. Anonimo

    SCUSI IL RITARDO NELLA RISPOSTA DOTTORE,
    IO HO 20 E NON SAPREI COME AFFRONTARE IL DISTURBO CON LA MIA FAMIGLIA..NON MI SENTIREI CAPITA..ED IN QUEI MOMENTI CHE L’ANSIA E L’ATTACCO DI PANICO VIENE A FARMI VISITA IO DEVO STARE DA SOLA …LA PRESENZA DI QUALCUNO CHE MI DICA COSA FARE..CHE MI DICA DI CORICARMI A LETTO ECC..MI METTE ANCORA PIU’ ANSIA…STARE DA SOLA CAMMINARE SUL TERRAZZO…O PER TUTTA LA CASA ..INSOMMA E’ UNA SENSAZIONE NON FACILE DA SPIEGARE… IO HO PROVATO QUEST’INVERNO A RECARMI PRESSO UNO SPECIALISTA..PSICHIATRA PRECISAMENTE ..QUEST’ULTIMO MI HA PRESCRITTO DEI PSICOFARMACI CHE I MIEI GENITORI MI HANNO PROIBITO DI PRENDERE… SINCERAMENTE NE ERO DUBBIOSA ANCH’IO AVENDO TIMORE CHE MI PROCURASSERO DIPENDENZA,SONNOLENZA…CHE NON POTREI PERMETTERMI PERCHE STUDIO E LAVORO…. LA SERA CERCO DI MANTENERMI LEGGERA PER PAURA DI STAR MALE… E HO LA BORSA …PRONTA CON IL KIT MEDICINE. ANCHE SE SO CHE E’ SOLO UN PROBLEMA PSICOLOGICO..
    MI SCUSI.. ANCORA GRAZIE

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se fosse della zona di Genova potrei consigliarle di rivolgersi alla Dr.ssa Veneziani, una bravissima psicologa con cui ho avuto modo di collaborare e che si è specializzata anche in questi disturbi; credo davvero che potrebbe aiutarla.

    2. Anonimo

      SI DOTTORE ..GRAZIE..PIU CHE ALTRO MI SERVIREBBE UNA PERSONA CON LA QUALE PARLARE E RIUSCIRE A SPIEGARE IL MIO PROBLEMA..MA PURTROPPO E SOTTOLINEO PURTROPPO IO SONO MOLTO LONTANA DA GENOVA…SONO PUGLIESE..

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ci sono sicuramente specialisti preparati anche vicino a lei, non si rassegni a convivere con questo disturbo, si può davvero stare meglio ed imparare a gestire meglio la paura.

  7. Anonimo

    COSA DAREI PER POTER TROVARE QUALCUNO CHE RIESCA A FARMI SUPERARE QUESTA FOBIA…ED AIUTARMI A GESTIRE E CONTROLLARE QUEST’ANSIA..CHE NON MI FA VIVERE. LEI SAPREBBE INDIRIZZARMI A QUALCHE SPECIALISTA NELLA MIA ZONA? LA RINGRAZIO DI CUORE

  8. Anonimo

    SALVE DOTT.RE LE RISCRIVO PER CHIEDERLE UN INFORMAZIONE…QUEST’ANSIA PUO ANCHE PEGGIORARE O ADDIRITTURA ESSERE CAUSATA DALLA PRESENZA DI UNA PERSONA?
    IO LAVORO IN UN AZIENDA DI FAMIGLIA E QUI CE UNA PERSONA..MIO PARENTE PER IL QUALE NUTRO UN SENTIMENTO DI PROFONDO ASTIO E ODIO… QUI A LAVORO CE NE FA PASSARE DI TUTTI I COLORI E QUALVOLTA SUCCEDE QUALCHE EPISODIO IN UFFICIO IO LA NOTTE STO MALE…E ANCHE STAMATTINA E’ TORNATO DOPO UN PAIO DI GIORNI DI TREGUA….. E SONO GIA ANDATA DUE VOLTE AL BAGNO…MAL DI PANCIA DA ANSIA VAMPATE DI CALORE INSOMMA I CLASSICI SINTOMI (PIU LEGGERI) CHE HO.
    VORREI SAPERE SE LA COSA PUO’ ESSERE COLLEGABILE..SI INSOMMA NE HO SEMPRE SOFFERTO..MA MAI COME QUESTO PERIODO.
    DAVVERO GRAZIE PER L’ASCOLTO.

  9. Anonimo

    salve dottore,le scrivo perché ho un senso di vomito assurdo e tremo,solo che per la mia emetofobia non ci riesco,non so con chi parlarne,lei cosa mi consiglia?

  10. Anonimo

    Sono anni che soffro anche io di questa strana fobia
    Ho fatto essmi su essmi pure la gastro.
    E quando vado in panico è finita. Tremolio sudorazioni e tra un po’ svengo pure.
    Paura di tutti i virus paura appena sento una leggera pesantezza.
    Voglio guarire presto perché nn voglio trasmettere queste paure ai miei figli.

    1. Anonimo

      Terapia qualche anno fa da una psicologa x capire qualcosa anche io stesso.
      Ma dopo qualche seduta ho abbandonato tutto, credendo di aver risolto, forse auto convinzione è anche per le cifre da sborsare.
      Ho fatto un periodo a nn aver più nausea e sembrava tutto risolto, poi al primo sintomo di malessere, piano piano è tornata sto fobia, paure ed ansia.
      Ogni volta che sento virus inizio a scappare via, ma è possibile una cosa del genere?
      Avere 40 anni e aver paura così tanto di sto cavolo di vomito tanto da farmi stare così male????

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo le fobie sono qualcosa di irrazionale, che è necessario imparare con il tempo a gestire; si rivolga con fiducia ad una psicologa specializzata in questo disturbo e vedrà che i miglioramenti saranno evidenti.

  11. Anonimo

    a 19 anni mi sto perdendo tanti bei momenti che andrebbero vissuti fino in fondo per colpa di questa fobia…e dire che avrò avuto virus intestinali una decina di volte nella vita,un numero piuttosto basso..eppure appena sento qualcoa di strao allo stomaco parte l’ansia e le notti insonne ad aspettare di capire se vomiterò o meno..come questa sera

  12. Anonimo

    Per me vivere certe situazioni è un vero inferno. La gente minimizza. Forse pensa che sono esagerata e fuori di testa, a volte lo penso anch’io. Soffro di emetofobia da più di vent’anni, dopo un episodio di gastroenterite virale, l’ultimo, molto violento che ha lasciato nella mia mente questo terrore. Ho smesso di assumere alcolici e sono diventata astemia perchè la paura di perdere il controllo, ubriacarmi e star male mi spaventa a morte. Per fortuna conduco una vita abbastanza normale, ceno fuori se capita senza pormi il problema ma ci sono momenti, come adesso, in cui mi rendo conto di essere malata. E nasconderlo è inutile. Mia madre , che amo più di me stessa, questo pomeriggio ha iniziato a star male, una banale gastroenterite virale, che però mi ha gettata nel panico, ovviamente le ho dato tutta l’assistenza possibile, ho 37 anni, se un mio familiare sta male non scappo di certo, ma in me prevaleva fondamentalmente l’istinto della fuga, per evitare il contagio. Anni fa non riuscii a soccorrere mia sorella , svenuta in bagno dopo lo stesso virus, per il terrore. Negli anni mi sono sforzata di razionalizzare ma la verità è che non ci riesco, nonostante razionalmente io so bene che non sarebbe una tragedia, è l’irrazionale a fregarmi. Devo dire che da molto tempo ho smesso di assumere continuamente antiemetici, cosa che prima facevo quasi ogni notte,soffrendo di reflusso gastrico la nausea è la mia compagna ma ci convivo ormai, il mio stomaco va di pari passo con l’ansia e quindi mi sono beccata reflusso con conseguente ernia iatale. So da sola di aver bisogno di aiuto. Questa cosa mi sta condizionando la vita, anche una futura gravidanza per me è un incubo per via della nausea gravidica.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente un supporto psicologico potrebbe aiutarla concretamente e sarebbe opportuno non lasciare passare ulteriore tempo; raccomando di appoggiarsi a personale con competenze specifiche su questo disturbo.

    2. Anonimo

      Ho già avuto diversi pareri la sola soluzione proposta era farmacologica con benzodiazepine e psicofarmaci, mi sono rifiutata, sono assolutamente contraria all’assunzione di qualsivoglia farmaco, cercherò un parere diverso, grazie

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non so se sia in zona, ma l’autrice dell’articolo è specializzata in questo campo ed agisce secondo un approccio cognitivo comportamentale (quindi senza farmaci).

  13. Anonimo

    salve dottore, soffro di emetofobia da due anni, e odio l’ansia che mi viene quando sto male e ho mal di stomaco.
    Non so con chi parlarne, la mia famiglia non mi capirebbe, lei cosa mi consiglia?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il primo passo potrebbe essere parlarne con il medico di base, oppure in consultorio.

  14. Anonimo

    Buona sera, volevo scrivere questo commento perchè anche penso anche io di soffire di emetofobia, specialmente a causa della mia ansia: mi succede che ogni volta ho aria nello stomaco e devo fare delle eruttazioni, mi viene questa paura di vomitare siccome 3 mesi fa ho avuto un caso di tachicardia (non credo panico) che mi ha lasciato traumatizzato e ora non riesco ad uscire in macchina senza preoccuparmi (ma a casa è gia stabilizzato, anche se alcune volte ho dei picchi ma ho imparato a controllarli).
    Ora è che come non riuscissi a leggere i segnali del corpo: quando ho fame mi viene l’ansia, perchè ho paura che sia di nuovo la voglia di vomitare e delle volte mi si chiude lo stomaco (oltre a mangiare molto poco). Considerando che ero un “mangione” e amavo la cucina, delle volte mi viene una vera tristezza.

    La mia dottoressa mi ha consigliato xanax (che ho solo preso una volta per paura dell’assuefazione) e una visita psicologica (che non posso farla purtroppo) e sinceramente vorrei sapere se devo fare qualcos’altro: dovrei riprendere xanax? (mi ha dato in pasticche da 0.25) o forse fare cure naturali (prendo molta valeriana). Vorrei sapere qualche consiglio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In questi casi l’approccio psicologico (anche attraverso la mutua) è probabilmente quello più indicato.

    2. Anonimo

      Grazie per la risposta

      Ma sarebbe possibile evitare la visita psicologica? Purtroppo non sono assolutamente autorizzato ad andarci (ne sono letteralmente vietato) e speravo che usare lo Xanax per qualche giorno sarebbe più conveniente (mi consiglio metà compressa per 15 giorni, ma credo sia troppo).

      O qualche altra via alternativa?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il farmaco calma sicuramente l’ansia associata alla paura.

    4. Anonimo

      Grazie ancora per la risposta: la mia unica paura è l’assuefazione ma purtroppo è veramente l’unica scelta che ho. Mi saprebbe solo dire se il rischio di assuefazione è alto? Come ripeto la mia dottoressa mi consigliò (sotto prescrizione ovviamente) mezza pasticca al giorno per 15 giorni, ma penso che sia eccessivo.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La dose prescritta è davvero bassissima e la cura molto breve, non ci sono rischi particolari seguendola alla lettera.

  15. Anonimo

    Salve dottore, soffro di questa fobia da tantissimi anni… è un vero incubo. Mio marito la sminuisce perché dice che il vomito è una cosa assolutamente naturale e quindi non capisce come posso non riuscire ad affrontarlo. Ho una bimba che è molto “delicata” e quindi si ammala spesso, e come tutti i bambini, prende il virus gastrointestinale almeno una volta all’anno…. un vero incubo che mi si pone davanti!
    Io scappo letteralmente… se mia figlia è in una stanza io fuggi in un alrra, chiudo la porta e mi tappo le orecchie con le mani…. fosse qualsiasi altra persona, il risultato è il medesimo. L’angoscia di non riuscire a soccorrere mia figlia mi fa sentire inadeguata come madre, un vero fallimento.. mio marito non ha problemi a starle accanto ma quando siamo sole cerco di reagire ma comincio a tremare e fatico a parlare… poi mi sforzo, prendo il cellulare, chiamo mio marito che conosce questo problema e cerco di soccorrere o pulire stando in comunicazione… ma sono e rimango in costante panico. So che sono esagerata e mi sento in colpa.
    In gravidanza è stato un incubo, ogni giorno sembrava eterno, ma conati a parte ho vomitato forse 2 volte solo saliva… tutto sommato è andata benissimo con il senno di poi… ma l’idea di un secondo figlio mi terrorizza, l’anno scorso pensavo di essere incinta e piangevo dalla paura di tornare a vivere di nuovo una gravidanza… sono un caso disperato dottore, non credo che riuscirò a migliorare. Cosa mi consiglia?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Si rivolga con fiducia ad uno psicologo che abbia esperienza in questa specifica fobia, i margini di miglioramento ci sono sicuramente.

  16. Anonimo

    Dottore sono stata a casa di una persona che ha avuto il virus con vomito per alcuni giorni. Oggi stava meglio. Mi sono trattenuta pochi minuti e nel parlarhli ho coperto bocca e naso. Poi mi sono lavata le mani prima con amuchina e poi con alcol e acqua. Quanto rischio? Sono in panico

  17. Anonimo

    Salve dottore, sono una ragazza di diciotto anni la quale pensa di soffrire di questa fobia.

    Chiaramente, senza una consulenza medica si va solo a presupposti, ma devo dire di essermi riconosciuta nell’articolo.
    Potrei soffrire di questa fobia dall’età di tre anni. Età in cui venni colpita da un virus intestinale il quale mi provocò dissenteria e vomito frequenti. Mi bastava ingerire dell’acqua per rimetterla subito dopo.

    Col passare degli anni, ho avuto vari alti e bassi a proposito della mia presunta fobia.

    Ci furono periodi in cui digiunavo o mangiavo molto poco, dimagrendo così con una velocità spaventosa e periodi in cui, nonostante tutto, sviluppai metodi per mantenere il controllo in caso di malessere, passando, però, le notti in bianco.

    La mia paura del vomito si manifesta quasi esclusivamente nelle ore notturne, poiché, gli unici ricordi rimasti del periodo in cui ebbi quel virus, sono ambientati durante la notte.

    Parlando del presente, riporto qui una lista dei sintomi manifestati dalla mia paura (ordinati dal sintomo che si manifesta per primo all’ultimo):
    – Pallore
    – Forti tremori incontrollati
    – Iperventilazione
    – Fastidio al petto
    – Sudorazione
    – Palpitazioni
    – Ipotensione

    E chiaramente questo non fa altro che peggiorare il mio senso di nausea, che essa sia provocata da un’indigestione reale o frutto di un mio procedimento psicologico partito da un presunto stimolo esterno che potrebbe minare la salute del mio organismo.

    Fino ad ora ho trattato solo dei fattori interni, ma non di quelli esterni.

    Mi sono sempre sentita terribilmente a disagio a parlare di questa mia paura, e i miei genitori non hanno fatto granché per aiutarmi.
    Questa fobia mi porta a non dormire per paura di rilassare lo stomaco, e quindi vomitare.
    Sono tante le notti in cui da piccola venivo sgridata o picchiata perché manifestavo panico all’idea di coricarmi sul letto.
    Imparai, così, a mantenere il più possibile la calma e a non far capire quando stessi male.
    Crescendo, il senso di inadeguatezza è andato peggiorando. Per le persone che non hanno passato o passano tutto questo, pare ridicolo aver paura di una cosa del genere. Persino i miei genitori, arrivati a questa età, dopo tutto questo tempo e dopo tutto quello che hanno potuto vedere, hanno iniziato a liquidarmi con “sei solo alla ricerca di attenzioni” oppure il più ridicolo “hai iniziato questa messinscena e ora per non perdere la faccia sei costretta a portarla avanti”. (Questi pensieri erano anche provocati dal mio rifiuto di ingerire medicinali per via orale. Semplicemente, quando sto male, rifiuto categoricamente qualsiasi medicinale anche se questi dovrebbero giovare ai miei problemi di stomaco.)

    Sono una persona paranoica e dalla bassa autostima, mi bastavano i miei pensieri e quelli degli sconosciuti per farmi sentire inadeguata, ma sentirlo dai miei stessi genitori mi ha ferito tantissimo. Tanto da pensare seriamente, che inconsciamente, io faccia tutto questo per attirare l’attenzione.
    Almeno la pensavo così prima di leggere casualmente questo articolo.
    Mi ha dato una speranza. Speranza di esser finalmente compresa e di trovare una soluzione, almeno in modo parziale, a tutto ciò. Almeno tentare di ridurre la mia paura.

    Sono già seguita per altri problemi da una psicologa. Ora che sono venuta a sapere di questa realtà, gliene parlerò e discuteremo insieme se questa fobia in me è presente o meno.

    Grazie per la cordiale attenzione.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Grazie a lei per la testimonianza, ci tenga al corrente.

  18. Anonimo

    Ventiquattro anni fa quasi esatti, quell’ equilibrio che avevo si e’ spezzato…ora ne ho trentacinque e ho dato un nome a questa incredibile fobia. Se riuscite chiedete aiuto, buona fortuna.

  19. Anonimo

    Dottore buonasera, oggi ho mangiato senza volerlo un paio di rotelle di melanzane grigliate ma che erano poco cotte. Solo dopo mi hanno detto che sono tossixhe. Avrò conseguenze? Tra quanto tempo? Grazie

  20. Anonimo

    Salve dottore, le scrivo perché sono angosciata. Stasera ho esagerato con i cibi spazzatura e ora ho un po’ di nausea, solo che l’emetefobia fa in modo che io abbia paura di rimettere. Cosa posso fare?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, se ha mangiato troppo (in maniera inadeguata), o prende qualche prodotto per facilitare la digestione e limitare la nausea ( es farmaco a base di metoclopramide), oppure aspetta che il corpo ritrovi il suo equilibrio da sè. Saluti

  21. Anonimo

    Buonasera dottore, le scrivo perché oggi ho “sbagliato” a mangiare e ho ingerito qualcosa che ora mi fa male, ho un po’ di nausea e dolore allo stomaco, solo che io ho il terrore di rimettere quindi sono in panico. Cosa posso fare? Buona serata.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      In che senso ha sbagliato a mangiare? Ha ingerito comunque cibo o altro? Se dovesse vomitare non ci sono comunque grossi problemi, non deve averne il terrore perché è una reazione di difesa dell’organismo; se peggiora la sintomatologia le consiglio di farsi visitare quanto prima.

  22. Anonimo

    Buongiorno dottore, oggi ho avuto crampi alla pancia e solo una scarica con febbricola a 37.2 mi sento pancia e stomaco scombussolati, e non ho fame (ma non ho mal di stomaco) Essendo estremamente emetofobico ho il terrore che questo virus (se è un virus) mi prenda anche lo stomaco causandomi vomito. Allora è tutta la mattina che sono in ansia e tremo per paura che oltre alla pancia mi prendi anche lo stomaco e poi la nausea. E ora in alcuni momenti mi vengono attracchi di nausea ma sono talmente in panico che la nausea non so se associarla al virus o all’ansia. Qualche consiglio?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non si preoccupi, avrebbe già vomitato. Mangi leggero se ha fame, altrimenti non c’è problema a saltare.

  23. Anonimo

    Buongiorno dottore, le scrivo perché ho un mal di stomaco atroce con annesso mal di testa. Ieri ho mangiato solamente una pizza la sera e bevuto un sorbetto al caffè. Perché ora ho così mal di pancia e nausea? Non voglio vomitare.. so di essere pazza…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe aver preso febbre, ma se non ha vomitato finora probabilmente non c’è più rischio.

  24. Anonimo

    Buonasera dottore,
    Le scrivo perché ho un forte raffreddore quindi magari ho le difese immunitarie un po’ basse… Ma il problema è che oggi camminando per strada sono passata vicino ad un vomito. Secondo lei se ci fossero particelle virali, sarebbe possibile un contagio? Grazie

  25. Anonimo

    Scusi dottore io ho sempre paura di vomitare in qualsiasi momento della giornata ancor di più se delle mie amiche mi dicono che sono state male ecc.
    Come faccio a calmarmi e a non pensarci troppo?

  26. Anonimo

    Anche quando sono per strada all’improvviso mi sento di vomitare anche se in realtà non ho niente sono andata anche a fare delle analisi a causa di questo problema ma i dottori mi hanno rassicurato dicendomi che non ho assolutamente niente ma io continuo ancora ad avere questo problema può darmi qualche consiglio per calmarmi nei momenti di bisogno anche durante la giornata?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Nei casi più leggeri le tecniche di rilassamento (come il training autogeno) possono aiutare, ma il mio consiglio è di rivolgersi a uno psicologo specializzato in questa fobia.

  27. Anonimo

    salve dottore a me l emetofobia compromette tutte le attivita quotidiane non entro nei bagmi degli autogrill perche dicuro qyalcuno ci ha vomitato nei bagni delle scuole e nei bagni da casa mia dove ci ha vomitato qualcuno se io so che su un posto una strada qualcuno ci ha vomitato non ci passo che mi riporta alla mente il fatto e la paura di vomitare poi tipo io questa notte dto dormendo con lo scoch su bocca e naso come fosse una mascherina perche mio padre ha vomitato nel bagno poi é entrato nella mia stanza e mi ha parlato facendo cadere le goccioline dalla sua bocca nel bicchiere di cocacola che poi senza pensarci ho bevuto e poi mio padre ha lasciato un bucchiere mezzo pieno di acqua nel tavolo della stanza dove sono innquel bicchiere lui ci ha bevuto ci ha fatto dei sorsi di acqua e la mia paura é che l acqua evapora e inalo il virus intestinale quale é la possibilita che mi ammalo e che vomito inoltre cosa posso fare per vincere l emetofobia? un altra cosa bevo cocacola da circa 3 anni mi da l idea di non vomitare sono arrivaro a 1 litro e mezzo non riesco a smettere….

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Deve parlarne col suo medico, la cosa da fare è impostarle un percorso specialistico in cui lavorare dal punto di vista psicologico, non ci sono terapie farmacologiche in questi casi, perché appunto è un fattore psichico.

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