Embolia polmonare: sintomi, terapia, prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 1554 giorni

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Introduzione

L’embolia polmonare è una patologia causata dall’ostruzione di una o più arterie polmonari, nella maggior parte dei casi è provocata da coaguli di sangue che giungono nei polmoni da altre parti dell’organismo, soprattutto dalle gambe.

L’embolia polmonare può colpire persone per il resto perfettamente sane e i sintomi possono variare a seconda del paziente, ma di solito comprendono:

  • mancanza di fiato improvvisa e inspiegabile,
  • dolore al petto,
  • tosse che può produrre catarro con tracce di sangue.

L’embolia polmonare è molto pericolosa e può rivelarsi addirittura fatale, però se ci si cura immediatamente con farmaci anticoagulanti si riesce a diminuire considerevolmente il rischio. Per prevenirla è anche possibile prendere provvedimenti per ostacolare la formazione di trombi (coaguli di sangue) negli arti inferiori.

Cause

L’embolia polmonare si verifica quando una piccola massa, nella maggior parte un coagulo di sangue (embolo) si incunea in un’arteria polmonare. Gli emboli si formano quasi sempre nelle vene profonde delle gambe, ma possono anche provenire da altre parti dell’organismo. Questa patologia è detta trombosi venosi profonda, o più semplicemente trombosi.

In rari casi le ostruzioni dei vasi sanguigni polmonari possono essere provocate da altre sostanze, ad esempio:

  • Grassi provenienti dal midollo di un osso fratturato,
  • Masse di tessuto tumorale,
  • Bolle d’aria.

I casi di embolia polmonare isolata sono rari, quasi sempre infatti sono presenti diversi emboli, cioè diverse ostruzioni. Il tessuto polmonare servito dall’arteria ostruita non riceve più sostanze nutritive e può morire, quindi i polmoni avranno più difficoltà a fornire ossigeno al resto dell’organismo.

L’embolia polmonare si verifica quasi sempre in contemporanea con la trombosi venosa profonda, quindi alcuni medici identificano le due patologie con un nome unico (tromboembolia venosa).

Fattori di rischio

Chiunque può soffrire di trombosi e quindi di embolia polmonare, però ci sono alcuni fattori in grado di aumentare il rischio.

Immobilità protratta

I trombi e gli emboli si formano con maggiori probabilità negli arti inferiori durante i periodi di inattività, ad esempio durante:

  • Riposo a letto. Essere costretti a letto per un periodo protratto dopo un intervento chirurgico, un attacco cardiaco, una frattura alle gambe o qualsiasi altra malattia grave vi rende molto più soggetti alla formazione di trombi.
  • Viaggi lunghi. Stare seduti in spazi ristretti durante un viaggio lungo in auto o in aereo rallenta la circolazione sanguigna e quindi favorisce la formazione di trombi negli arti inferiori.

Età

Gli anziani presentano un maggior rischio di trombosi. Tra i fattori di rischio ricordiamo:

  • Malfunzionamento delle valvole. Le minuscole valvole presenti all’interno delle vene fanno circolare il sangue sempre nella giusta direzione, però tendono a degradarsi con il passare degli anni. Se non funzionano bene, il sangue tende a ristagnare e a volte si possono formare i trombi.
  • Disidratazione. Gli anziani sono più a rischio di disidratazione, quindi il loro sangue si addensa più facilmente e i trombi si possono formare con maggior frequenza.
  • Problemi di salute. Gli anziani hanno anche maggiori probabilità di avere problemi di salute che li rendono più soggetti ai fattori di rischio indipendenti per la trombosi; ad esempio possiamo ricordare gli interventi di sostituzione delle articolazioni, i tumori o le patologie cardiache.

Precedenti famigliari

Sarete più a rischio per quanto riguarda la trombosi se voi stessi o un qualsiasi membro della vostra famiglia ha sofferto di trombosi o di embolia polmonare in passato. Questo fatto probabilmente è dovuto a disturbi ereditari della coagulazione che possono essere diagnosticati nei laboratori specializzati.

Interventi chirurgici

Gli interventi chirurgici sono una delle cause principali dei problemi di coagulazione, soprattutto gli interventi di sostituzione delle articolazioni del bacino e del ginocchio. Durante la preparazione delle ossa su cui verranno innestate le articolazioni artificiali, i frammenti di tessuto possono entrare in circolo e contribuire alla formazione di un embolo. La semplice immobilità durante un qualsiasi intervento, poi, può provocare la formazione di trombi ed emboli. Il rischio aumenta all’aumentare del tempo trascorso sotto anestesia generale.

Patologie

  • Patologie cardiache. L’ipertensione e le malattie cardiovascolari aumentano il rischio di formazione di emboli.
  • Gravidanza. Il peso del bambino che grava sulle vene del basso ventre è in grado di rallentare la circolazione venosa proveniente dalle gambe. La formazione degli emboli, infatti, è più probabile quando la circolazione è rallentata o il sangue ristagna.
  • Tumori. Alcuni tumori, soprattutto quelli del pancreas, delle ovaie e dei polmoni, sono in grado di aumentare la quantità delle sostanze che permettono la coagulazione del sangue e la chemioterapia rende il rischio ancora maggiore. Le donne con precedenti di tumore al seno in terapia con tamoxifene o raloxifene hanno maggiori probabilità di soffrire di trombosi ed embolia.

Stile di vita

  • Fumo. Per motivi non ancora del tutto chiari, l’uso di tabacco predispone alcune persone alla formazione di trombi, soprattutto quando sussistono anche altri fattori di rischio.
  • Sovrappeso. Il peso in eccesso aumenta il rischio di formazione di emboli, soprattutto tra le donne che fumano o che soffrono di ipertensione.
  • Terapia ormonale. Gli estrogeni contenuti nella pillola anticoncezionale e somministrati durante la terapia ormonale sostitutiva sono in grado di aumentare la quantità delle sostanze responsabili della coagulazione, soprattutto se fumate o se siete sovrappeso.

Sintomi

I sintomi dell’embolia polmonare variano molto a seconda del paziente, del grado di coinvolgimento del polmone, delle dimensioni dell’embolo e dallo stato di salute generale, soprattutto dell’eventuale presenza di patologie polmonari o cardiache concomitanti.

Tra i sintomi più comuni ricordiamo:

  • Mancanza di fiato. Questo sintomo di solito si manifesta all’improvviso e può verificarsi sia durante l’attività fisica sia a riposo.
  • Dolore al petto. In molti casi viene confuso con il dolore provocato dall’infarto. Peggiora quando si respira profondamente, si tossisce, si mangia, ci si china o ci si piega. Con ogni probabilità peggiorerà durante l’esercizio fisico, ma non scomparirà mettendosi a riposo.
  • Tosse. La tosse può produrre catarro di colore rosso o con tracce di sangue.

Tra gli altri sintomi che possono essere causati dall’embolia polmonare ricordiamo:

  • Dispnea (sintomi asmatici),
  • Gonfiore alle gambe,
  • Pelle umida o bluastra,
  • Sudorazione eccessiva,
  • Battito cardiaco rapido o irregolare,
  • Battito cardiaco debole,
  • Capogiro o svenimento.

Quando chiamare il medico

L’embolia polmonare può essere molto pericolosa e addirittura fatale. Andate immediatamente al pronto soccorso se vi sentite mancare il fiato all’improvviso senza alcun motivo apparente, se avete male al petto o se, tossendo, vedete che nel catarro sono presenti tracce di sangue.

Pericoli

Circa un terzo delle persone che soffrono di embolia polmonare e non ricevono una diagnosi né una terapia adeguata non sopravvive. Se questa patologia è diagnosticata e curata tempestivamente, tuttavia, la percentuale diminuisce considerevolmente.

L’embolia polmonare può anche provocare l’ipertensione polmonare, una patologia in cui la pressione sanguigna polmonare è troppo alta. Se le arterie polmonari sono ostruite, infatti, il cuore deve fare uno sforzo maggiore per far passare il sangue al loro interno. In questo modo la pressione all’interno dei vasi sanguigni aumenta e una parte del cuore può logorarsi e diventare inutilizzabile.

Diagnosi

La maggior parte dei casi di embolia polmonare viene valutata per la prima volta al pronto soccorso. Se pensate di soffrire di embolia polmonare vi consigliamo di recarvi immediatamente al pronto soccorso.

Che cosa fare

Vi consigliamo di scrivere un elenco contenente:

  • Descrizione dettagliata dei sintomi.
  • Informazioni sui vostri problemi di salute passati, e soprattutto su eventuali interventi chirurgici o malattie recenti che vi hanno obbligati al riposo a letto per diversi giorni.
  • Dettagli su eventuali viaggi svolti di recente durante i quali avete effettuato lunghi spostamenti in auto o in aereo.
  • Informazioni sui problemi di salute dei genitori o dei famigliari.
  • Domande da rivolgere al medico.

Che cosa farà il medico

Durante la visita il medico potrà controllare le vostre gambe, alla ricerca di eventuali segni della trombosi venosa profonda, cioè di zone più sensibili, arrossate e calde. Ausculterà il battito cardiaco e i polmoni, oltre a controllarvi la pressione.

Esami e diagnosi

La diagnosi di embolia polmonare può essere difficile, soprattutto per quei pazienti che soffrono di patologie cardiache o polmonari concomitanti. Per questo motivo, il medico potrà prescrivervi una serie di esami per scoprire la causa dei sintomi.

Radiografia toracica

Si tratta di un esame non invasivo che elabora immagini del cuore e dei polmoni visualizzabili su una pellicola apposita. Una semplice radiografia può apparire normale anche quando esiste un’embolia polmonare, quindi non è di alcuna utilità per la diagnosi di questo disturbo, però può escludere eventuali altre malattie che hanno sintomi simili a quelli dell’embolia.

Esame della ventilazione/perfusione

In questo test, detto esame della ventilazione/perfusione, vengono usate piccole quantità di materiale radioattivo per studiare la ventilazione (circolazione dell’aria) e la perfusione (circolazione sanguigna) nei polmoni.

Durante la prima fase dell’esame inalerete una piccola quantità di materiale radioattivo, e nel frattempo una specie di macchina fotografica in grado di evidenziare la presenza di sostanze radioattive scatterà diverse fotografie dell’aria in movimento nei polmoni. In un secondo momento, vi verrà iniettata una piccola quantità di sostanza radioattiva in una vena del braccio, e la stessa apparecchiatura scatterà delle immagini del sangue che circola nei vasi sanguigni dei polmoni. Il confronto dei risultati delle due fasi dell’esame aiuta a diagnosticare con maggiore precisione l’embolia polmonare rispetto ai risultati di ciascuna fase considerati singolarmente.

TAC spirale

Le TAC normali scattano immagini radiografiche da diverse angolazioni e poi le uniscono, per formare immagini che mostrano “fette” bidimensionali degli organi interni del paziente. Durante la TAC spirale, invece, lo scanner ruota intorno al vostro corpo formando una spirale ed è in grado di creare immagini tridimensionali. Questo tipo di TAC riesce a individuare le anomalie con precisione molto maggiore, ed è anche molto più veloce rispetto alla TAC normale.

Angiografia polmonare

Questo esame fornisce un’immagine molto nitida della circolazione arteriosa. È la modalità di diagnosi più accurata per l’embolia polmonare, però richiede un alto grado di professionalità del personale medico e comporta rischi potenzialmente gravi, quindi di solito viene eseguito quando gli altri esami non riescono a fornire una diagnosi definitiva. Quest’esame ha anche un altro vantaggio: è in grado di misurare la pressione nel lato destro del cuore. Risultati normali in presenza di embolia polmonare sono estremamente rari.

Durante l’angiografia polmonare, un tubicino flessibile (catetere) viene inserito in una delle vene più grandi dell’organismo, di solito nella regione inguinale, e da qui raggiunge le arterie polmonari passando attraverso il cuore. Nel catetere viene poi iniettato un mezzo di contrasto che entra in circolo per raggiungere le arterie polmonari, e viene monitorato dalle apparecchiature radiografiche.

Quest’esame può alterare temporaneamente la frequenza cardiaca; inoltre il mezzo di contrasto potrebbe causare danni renali nei pazienti affetti da insufficienza renale.

Esame del sangue (D-dimero)

Il D-dimero è una sostanza presente nel sangue in grado di dissolvere i coaguli: se è presente in quantità eccessive, può indicare la probabile presenza di trombi ed emboli, però i suoi livelli possono aumentare anche per altri motivi, ad esempio perché di recente ci si è sottoposti ad un intervento chirurgico.

Ecografia

L’esame ecografico non invasivo detto ultrasonografia venosa o ultrasonografia per compressione usa onde sonore ad alta frequenza per evidenziare la presenza di trombi nelle vene delle cosce. Per quest’esame il medico usa un apparecchio a forma di bacchetta, il trasduttore, per dirigere le onde sonore sulla vena da esaminare. Le onde vengono riflesse verso il trasduttore e tradotte in immagine mobile dal computer. L’ecocardiogramma è in grado di stimare la pressione sanguigna nella parte destra del cuore.

Risonanza magnetica (MRI)

La risonanza magnetica usa le onde radio e un campo magnetico potente per produrre immagini dettagliate degli organi interni. È un esame costoso, quindi di solito è riservato alle donne incinte e ai pazienti in cui i reni potrebbero essere danneggiati dai mezzi di contrasto usati negli altri tipi di esame.

Cura e terapia

Iniziare il prima possibile la terapia contro l’embolia polmonare è essenziale per prevenire le complicazioni gravi o la morte.

Farmaci

  • Anticoagulanti. L’eparina ha un effetto quasi immediato e di solito viene somministrata tramite iniezione. Il warfarin (Coumadin®) è in commercio sotto forma di compresse. Entrambi prevengono la formazione di nuovi trombi, ma sono necessari alcuni giorni prima che il warfarin inizi a fare effetto. Tra i rischi ricordiamo il sanguinamento gengivale e la formazione frequente di lividi.
  • Fibrinolitici (trombolitici). I trombi di solito si dissolvono per conto proprio, però esistono particolari farmaci in grado di dissolverli velocemente. I farmaci che distruggono i trombi e gli emboli possono causare emorragie improvvise e gravi, quindi di solito sono riservati per le situazioni di vita o di morte.

Interventi chirurgici e altri interventi

  • Rimozione dell’embolo. Se nei vostri polmoni è presente un embolo molto grande, il medico potrebbe suggerirvi di farlo asportare mediante un tubicino flessibile (catetere) inserito nei vasi sanguigni.
  • Filtro cavale. Il catetere può anche essere usato per posizionare un filtro nella vena principale dell’organismo (la vena cava inferiore) che parte dagli arti inferiori e raggiunge il lato destro del cuore. Il filtro è in grado di impedire agli emboli di raggiungere i polmoni. Quest’intervento di solito è effettuato solo in quei pazienti che non possono assumere i farmaci anticoagulanti oppure nei pazienti per cui gli anticoagulanti non sono efficaci.

Prevenzione

Prevenire la formazione di trombi nelle vene profonde degli arti inferiori (trombosi venosa profonda) aiuta a prevenire l’embolia polmonare. Alcune misure preventive possono essere adottate durante il ricovero in ospedale, mentre altre sono semplici precauzioni di cui il paziente si deve far carico.

Misure preventive durante il ricovero in ospedale

  • Terapia con eparina o warfarin (Coumadin®). Gli anticoagulanti come l’eparina e il warfarin sono somministrati ai pazienti a rischio di trombosi prima e dopo gli interventi chirurgici, ma anche a chi viene ricoverato in ospedale dopo un attacco di cuore, un colpo apoplettico o per le complicazioni di un tumore.
  • Calze elastiche a compressione graduata. Le calze elastiche esercitano una pressione costante sulle gambe, aiutando le vene e i muscoli delle gambe a migliorare l’efficienza della circolazione sanguigna. Sono un modo sicuro, semplice ed economico per impedire il ristagno del sangue dopo qualsiasi intervento chirurgico.
  • Uso di massaggiatori venosi. I massaggiatori venosi sono cuscinetti che stringono la gamba fino alla coscia o fino al polpaccio e si gonfiano automaticamente a intervalli di pochi minuti per massaggiare e comprimere le vene delle gambe e migliorare la circolazione.
  • Attività fisica. Ricominciare a muoversi il prima possibile dopo un intervento chirurgico può aiutare a prevenire e a velocizzare il processo di guarigione. Questo è uno dei motivi per cui le infermiere potrebbero spingervi ad alzarvi e camminare nonostante il dolore nella zona in cui siete stati operati.

Misure preventive durante i viaggi

Stare a lungo seduti durante un volo o un viaggio in automobile aumenta il rischio di formazione di trombi nelle vene delle gambe. Per evitare la formazione di trombi è possibile:

  • Sgranchirsi le gambe. Alzatevi e sgranchitevi le gambe in cabina più o meno ogni ora. Se state guidando, fate una pausa ogni ora e fate quattro passi, anche solo intorno alla macchina. Fate alcuni piegamenti sulle ginocchia.
  • Fare ginnastica da seduti. Flettete, estendete e ruotate le caviglie oppure premete i piedi sul sedile di fronte, oppure ancora cercate di alzare e abbassare le dita dei piedi. Evitate di stare seduti accavallando le gambe per lunghi periodi.
  • Indossare le calze riposanti. Le calze riposanti o preventive favoriscono la circolazione ed evitano il ristagno dei liquidi. Non sono più come quelle che indossava vostra nonna: sono in commercio in diversi colori e motivi alla moda. Esistono persino delle speciali apparecchiature che vi aiuteranno a indossarle.
  • Bere il più possibile. L’acqua è il miglior liquido per prevenire la disidratazione, che può contribuire alla formazione di trombi. Evitate l’alcool, che invece fa aumentare la perdita di liquidi.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Simone

    Salve Dottore,
    Grazie per la Sua risposta.
    Approfondirò sicuramente.

    Buona giornata,

    Simone

  2. mario

    Buong dtt…ho 15 anni soffro spesso d attacchi di panico qnd mi trovo in un luogo pubblico..tipo ristorante…o bar..nn so cm fare..x qst mio problm nn esco spessoe sn rimasto senza amici..nn riesco a superare qst problma.cosa m consiglia.grazie e scusi

    1. dott.Marco

      Gli attacchi di panico vengono quando una persona è molto ansiosa quindi in alternativa si può risolvere il tutto con un pò di tavor da 1,00 una compressa al di ciao a tutti

  3. catrina

    salve io sono una ragazza di quasi 30 anni fumo da quanto ne avevo 11 , in questi anni pero ho smesso varie volte e poi ripreso , anche x 5 mesi sono rimasta senza fumare,io soffro di attacchi di panico e ansiosa da impazzire,ma ha da un bel periodo,1anno a questa parte che mi prendono come fitte (spinose)dietro la schiena altezza polmone sinistro.e quando faccio respiri profondi sento come un dolore istantaneo al fianco e al polmone ,non so’ se serve dirlo ma di seno prendo l 8 e sono magra .Non so se comporta Questi dolori .So’ solo che mi tira leggermente anche la spalla e temo un po che sia qualcosa di non buono.Lei dottore che mi dice?

  4. anonimo

    Salve ho 13 anni e volevo chiederle una cosa….quest’inverno l’ho passato malissimo continui mal di testa..dolore al petto e al polpaccio associato…ansia e depressione..in primavera ho conosciuto nuovi amici e tutti questi problemi sono passati e non ho sentito più niente..invece adesso che sono in vacanza ho incominciato ancora con questi problemi ho un lieve dolore al polpaccio e al petto e sono molto ansioso .
    Le voglio chiedere il suo parere

  5. anonimo

    Sono indiano e sono venuto nel mio paese per la prima volta quindi conosco. Poca gente..per 4 giorni cerano a casa mia i miei cugini da quando sono andati mi sta capitando ancora…aggiungo che l’altro ieri ho fatto u. Viaggio di 8 ore in macchina puo c’entrare qualcosa l’embolia polmonare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, l’embolia non c’entra nulla, è sicuramente un po’ di ansia/insicurezza, ma nulla che non si possa risolvere con volontà.

  6. anonimo

    Grazie mille mi ha rassicurato molto..ormai mancano 20 giorni e torno in italia …sono sempre stato ansioso e in questo inverno ho sofferto molto ma con l’aiuto di mio fratello e dei miei amici sono tornato come.sempre spero che al ritorno sia la stessa cosa…

  7. anonimo

    Le volevo dire anche che a volte tipo stamattina sento delle fitte di pochi secondi in diverse parti della testa come se c’avessi conficcato dei pungali…e dopo un po credo per l’ansia mi vibra il nervo del braccio sinistro….mia mamma ha avuto un ictus 10 anni fa ed è rimasta disabile ma con cure è ginnastiche è tornata apposto…quindi mi hanno fatto fare un esame per il fattore v di leiden per verificare se erà ereditario ma dall’esito è uscito che non sono portatore

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente si tratta di sensazioni legate all’ansia.

  8. simosimo

    Salve,
    ho 21 anni, stamattina mi sono svegliata con un dolore al petto destro fortissimo. ma un po piu’ spostato verso il lato interno. sono passate un paio di ore e ancora il dolore persiste. in piu’ ieri mattina mi sono svegliata con una sensibilita’ particolare al seno destro sempre. la sensazione era di avere il capezzolo piu gonfio e scuro del solito. che poi in effetti guardando bene cosi’ era. anticipo che non si tratta di una gravidanza per certo!

    1. Anna

      Salve dott.l’esperienza dell’embolo l’ho avuta io un mese fà ed ero al 7′ mese di gravidanza…la mia situazione era critica..fortunatamente sono stata solo due giorni in sala di rianimazione..in ospedale mi hanno detto che é stata causata dalla gravidanza oltre all’embolo c’era anche la polmonite micro…

  9. dan.1991

    Buonasera dott.Cimurro, ieri sera per risolvere un problema di muffa nel mio appartamento ho dovuto spruzzare sui muri 3 litri di prodotto a base di “cloro attivo”..sono stato tutta la sera a contatto con questa sostanza anche se già da subito avvertivo un bruciore alle narici e vie respiratorie..una volta terminato il lavoro pian piano il bruciore mi è scomparso ma ho iniziato a tossire soprattutto quando inspiro profondamente a bocca aperta. Stessa storia stamattina, un oretta di scariche di tosse e poi nulla..tosse che si è ripresentata in questo momento, nom la faccio spessissimo, ma ogni volta che ispiro profondamente soprattutto da steso..il catarro fra l altro si presenta con delle tracce di sangue e pulendomi il naso con il fazzoletto ho trovato delle piccole tracce di sangue anche su di esso.. ogni volta chr inspiro sento come se si irritano i bronchi e faccio la tosse.. ho paura che il cloro mi stia portando a edema polmonare, è possibile?? Ho un po di paura..cosa ne pensa? Premetto che non ho piu bruciori di gola da ieri sera..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È sicuramente una forte irritazione, raccomando un parere medico.

  10. dan.1991

    Innanzitutto la ringrazio per la risposta immediata, il mio medico l’ho appena chiamato e anche lui sostiene che forse non è niente di grave..mi ha detto che se voglio mi puo prescrivere tre giorni di bentelan 1 mg al giorno..a parte cio, secondo lei per precauzione dovrei chiamare il centro anti veleni per approfondire? O è esagerato?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente è esagerato; se l’intossicazione fosse grave sarebbe fortemente irritato anche negli occhi.

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