Introduzione
L’embolia polmonare è una patologia causata dall’ostruzione di una o più arterie polmonari, nella maggior parte dei casi è provocata da coaguli di sangue che giungono nei polmoni da altre parti dell’organismo, soprattutto dalle gambe.
L’embolia polmonare può colpire persone per il resto perfettamente sane e i sintomi possono variare a seconda del paziente, ma di solito comprendono:
- mancanza di fiato improvvisa e inspiegabile,
- dolore al petto,
- tosse che può produrre catarro con tracce di sangue.
L’embolia polmonare è molto pericolosa e può rivelarsi addirittura fatale, però se ci si cura immediatamente con farmaci anticoagulanti si riesce a diminuire considerevolmente il rischio. Per prevenirla è anche possibile prendere provvedimenti per ostacolare la formazione di trombi (coaguli di sangue) negli arti inferiori.
Cause
L’embolia polmonare si verifica quando una piccola massa, nella maggior parte un coagulo di sangue (embolo) si incunea in un’arteria polmonare. Gli emboli si formano quasi sempre nelle vene profonde delle gambe, ma possono anche provenire da altre parti dell’organismo. Questa patologia è detta trombosi venosi profonda, o più semplicemente trombosi.
In rari casi le ostruzioni dei vasi sanguigni polmonari possono essere provocate da altre sostanze, ad esempio:
- Grassi provenienti dal midollo di un osso fratturato,
- Masse di tessuto tumorale,
- Bolle d’aria.
I casi di embolia polmonare isolata sono rari, quasi sempre infatti sono presenti diversi emboli, cioè diverse ostruzioni. Il tessuto polmonare servito dall’arteria ostruita non riceve più sostanze nutritive e può morire, quindi i polmoni avranno più difficoltà a fornire ossigeno al resto dell’organismo.
L’embolia polmonare si verifica quasi sempre in contemporanea con la trombosi venosa profonda, quindi alcuni medici identificano le due patologie con un nome unico (tromboembolia venosa).
Fattori di rischio
Chiunque può soffrire di trombosi e quindi di embolia polmonare, però ci sono alcuni fattori in grado di aumentare il rischio.
Immobilità protratta
I trombi e gli emboli si formano con maggiori probabilità negli arti inferiori durante i periodi di inattività, ad esempio durante:
- Riposo a letto. Essere costretti a letto per un periodo protratto dopo un intervento chirurgico, un attacco cardiaco, una frattura alle gambe o qualsiasi altra malattia grave vi rende molto più soggetti alla formazione di trombi.
- Viaggi lunghi. Stare seduti in spazi ristretti durante un viaggio lungo in auto o in aereo rallenta la circolazione sanguigna e quindi favorisce la formazione di trombi negli arti inferiori.
Età
Gli anziani presentano un maggior rischio di trombosi. Tra i fattori di rischio ricordiamo:
- Malfunzionamento delle valvole. Le minuscole valvole presenti all’interno delle vene fanno circolare il sangue sempre nella giusta direzione, però tendono a degradarsi con il passare degli anni. Se non funzionano bene, il sangue tende a ristagnare e a volte si possono formare i trombi.
- Disidratazione. Gli anziani sono più a rischio di disidratazione, quindi il loro sangue si addensa più facilmente e i trombi si possono formare con maggior frequenza.
- Problemi di salute. Gli anziani hanno anche maggiori probabilità di avere problemi di salute che li rendono più soggetti ai fattori di rischio indipendenti per la trombosi; ad esempio possiamo ricordare gli interventi di sostituzione delle articolazioni, i tumori o le patologie cardiache.
Precedenti famigliari
Sarete più a rischio per quanto riguarda la trombosi se voi stessi o un qualsiasi membro della vostra famiglia ha sofferto di trombosi o di embolia polmonare in passato. Questo fatto probabilmente è dovuto a disturbi ereditari della coagulazione che possono essere diagnosticati nei laboratori specializzati.
Interventi chirurgici
Gli interventi chirurgici sono una delle cause principali dei problemi di coagulazione, soprattutto gli interventi di sostituzione delle articolazioni del bacino e del ginocchio. Durante la preparazione delle ossa su cui verranno innestate le articolazioni artificiali, i frammenti di tessuto possono entrare in circolo e contribuire alla formazione di un embolo. La semplice immobilità durante un qualsiasi intervento, poi, può provocare la formazione di trombi ed emboli. Il rischio aumenta all’aumentare del tempo trascorso sotto anestesia generale.
Patologie
- Patologie cardiache. L’ipertensione e le malattie cardiovascolari aumentano il rischio di formazione di emboli.
- Gravidanza. Il peso del bambino che grava sulle vene del basso ventre è in grado di rallentare la circolazione venosa proveniente dalle gambe. La formazione degli emboli, infatti, è più probabile quando la circolazione è rallentata o il sangue ristagna.
- Tumori. Alcuni tumori, soprattutto quelli del pancreas, delle ovaie e dei polmoni, sono in grado di aumentare la quantità delle sostanze che permettono la coagulazione del sangue e la chemioterapia rende il rischio ancora maggiore. Le donne con precedenti di tumore al seno in terapia con tamoxifene o raloxifene hanno maggiori probabilità di soffrire di trombosi ed embolia.
Stile di vita
- Fumo. Per motivi non ancora del tutto chiari, l’uso di tabacco predispone alcune persone alla formazione di trombi, soprattutto quando sussistono anche altri fattori di rischio.
- Sovrappeso. Il peso in eccesso aumenta il rischio di formazione di emboli, soprattutto tra le donne che fumano o che soffrono di ipertensione.
- Terapia ormonale. Gli estrogeni contenuti nella pillola anticoncezionale e somministrati durante la terapia ormonale sostitutiva sono in grado di aumentare la quantità delle sostanze responsabili della coagulazione, soprattutto se fumate o se siete sovrappeso.
Sintomi
I sintomi dell’embolia polmonare variano molto a seconda del paziente, del grado di coinvolgimento del polmone, delle dimensioni dell’embolo e dallo stato di salute generale, soprattutto dell’eventuale presenza di patologie polmonari o cardiache concomitanti.
Tra i sintomi più comuni ricordiamo:
- Mancanza di fiato. Questo sintomo di solito si manifesta all’improvviso e può verificarsi sia durante l’attività fisica sia a riposo.
- Dolore al petto. In molti casi viene confuso con il dolore provocato dall’infarto. Peggiora quando si respira profondamente, si tossisce, si mangia, ci si china o ci si piega. Con ogni probabilità peggiorerà durante l’esercizio fisico, ma non scomparirà mettendosi a riposo.
- Tosse. La tosse può produrre catarro di colore rosso o con tracce di sangue.
Tra gli altri sintomi che possono essere causati dall’embolia polmonare ricordiamo:
- Dispnea (sintomi asmatici),
- Gonfiore alle gambe,
- Pelle umida o bluastra,
- Sudorazione eccessiva,
- Battito cardiaco rapido o irregolare,
- Battito cardiaco debole,
- Capogiro o svenimento.
Quando chiamare il medico
L’embolia polmonare può essere molto pericolosa e addirittura fatale. Andate immediatamente al pronto soccorso se vi sentite mancare il fiato all’improvviso senza alcun motivo apparente, se avete male al petto o se, tossendo, vedete che nel catarro sono presenti tracce di sangue.
Pericoli
Circa un terzo delle persone che soffrono di embolia polmonare e non ricevono una diagnosi né una terapia adeguata non sopravvive. Se questa patologia è diagnosticata e curata tempestivamente, tuttavia, la percentuale diminuisce considerevolmente.
L’embolia polmonare può anche provocare l’ipertensione polmonare, una patologia in cui la pressione sanguigna polmonare è troppo alta. Se le arterie polmonari sono ostruite, infatti, il cuore deve fare uno sforzo maggiore per far passare il sangue al loro interno. In questo modo la pressione all’interno dei vasi sanguigni aumenta e una parte del cuore può logorarsi e diventare inutilizzabile.
Diagnosi
La maggior parte dei casi di embolia polmonare viene valutata per la prima volta al pronto soccorso. Se pensate di soffrire di embolia polmonare vi consigliamo di recarvi immediatamente al pronto soccorso.
Che cosa fare
Vi consigliamo di scrivere un elenco contenente:
- Descrizione dettagliata dei sintomi.
- Informazioni sui vostri problemi di salute passati, e soprattutto su eventuali interventi chirurgici o malattie recenti che vi hanno obbligati al riposo a letto per diversi giorni.
- Dettagli su eventuali viaggi svolti di recente durante i quali avete effettuato lunghi spostamenti in auto o in aereo.
- Informazioni sui problemi di salute dei genitori o dei famigliari.
- Domande da rivolgere al medico.
Che cosa farà il medico
Durante la visita il medico potrà controllare le vostre gambe, alla ricerca di eventuali segni della trombosi venosa profonda, cioè di zone più sensibili, arrossate e calde. Ausculterà il battito cardiaco e i polmoni, oltre a controllarvi la pressione.
Esami e diagnosi
La diagnosi di embolia polmonare può essere difficile, soprattutto per quei pazienti che soffrono di patologie cardiache o polmonari concomitanti. Per questo motivo, il medico potrà prescrivervi una serie di esami per scoprire la causa dei sintomi.
Radiografia toracica
Si tratta di un esame non invasivo che elabora immagini del cuore e dei polmoni visualizzabili su una pellicola apposita. Una semplice radiografia può apparire normale anche quando esiste un’embolia polmonare, quindi non è di alcuna utilità per la diagnosi di questo disturbo, però può escludere eventuali altre malattie che hanno sintomi simili a quelli dell’embolia.
Esame della ventilazione/perfusione
In questo test, detto esame della ventilazione/perfusione, vengono usate piccole quantità di materiale radioattivo per studiare la ventilazione (circolazione dell’aria) e la perfusione (circolazione sanguigna) nei polmoni.
Durante la prima fase dell’esame inalerete una piccola quantità di materiale radioattivo, e nel frattempo una specie di macchina fotografica in grado di evidenziare la presenza di sostanze radioattive scatterà diverse fotografie dell’aria in movimento nei polmoni. In un secondo momento, vi verrà iniettata una piccola quantità di sostanza radioattiva in una vena del braccio, e la stessa apparecchiatura scatterà delle immagini del sangue che circola nei vasi sanguigni dei polmoni. Il confronto dei risultati delle due fasi dell’esame aiuta a diagnosticare con maggiore precisione l’embolia polmonare rispetto ai risultati di ciascuna fase considerati singolarmente.
TAC spirale
Le TAC normali scattano immagini radiografiche da diverse angolazioni e poi le uniscono, per formare immagini che mostrano “fette” bidimensionali degli organi interni del paziente. Durante la TAC spirale, invece, lo scanner ruota intorno al vostro corpo formando una spirale ed è in grado di creare immagini tridimensionali. Questo tipo di TAC riesce a individuare le anomalie con precisione molto maggiore, ed è anche molto più veloce rispetto alla TAC normale.
Angiografia polmonare
Questo esame fornisce un’immagine molto nitida della circolazione arteriosa. È la modalità di diagnosi più accurata per l’embolia polmonare, però richiede un alto grado di professionalità del personale medico e comporta rischi potenzialmente gravi, quindi di solito viene eseguito quando gli altri esami non riescono a fornire una diagnosi definitiva. Quest’esame ha anche un altro vantaggio: è in grado di misurare la pressione nel lato destro del cuore. Risultati normali in presenza di embolia polmonare sono estremamente rari.
Durante l’angiografia polmonare, un tubicino flessibile (catetere) viene inserito in una delle vene più grandi dell’organismo, di solito nella regione inguinale, e da qui raggiunge le arterie polmonari passando attraverso il cuore. Nel catetere viene poi iniettato un mezzo di contrasto che entra in circolo per raggiungere le arterie polmonari, e viene monitorato dalle apparecchiature radiografiche.
Quest’esame può alterare temporaneamente la frequenza cardiaca; inoltre il mezzo di contrasto potrebbe causare danni renali nei pazienti affetti da insufficienza renale.
Esame del sangue (D-dimero)
Il D-dimero è una sostanza presente nel sangue in grado di dissolvere i coaguli: se è presente in quantità eccessive, può indicare la probabile presenza di trombi ed emboli, però i suoi livelli possono aumentare anche per altri motivi, ad esempio perché di recente ci si è sottoposti ad un intervento chirurgico.
Ecografia
L’esame ecografico non invasivo detto ultrasonografia venosa o ultrasonografia per compressione usa onde sonore ad alta frequenza per evidenziare la presenza di trombi nelle vene delle cosce. Per quest’esame il medico usa un apparecchio a forma di bacchetta, il trasduttore, per dirigere le onde sonore sulla vena da esaminare. Le onde vengono riflesse verso il trasduttore e tradotte in immagine mobile dal computer. L’ecocardiogramma è in grado di stimare la pressione sanguigna nella parte destra del cuore.
Risonanza magnetica (MRI)
La risonanza magnetica usa le onde radio e un campo magnetico potente per produrre immagini dettagliate degli organi interni. È un esame costoso, quindi di solito è riservato alle donne incinte e ai pazienti in cui i reni potrebbero essere danneggiati dai mezzi di contrasto usati negli altri tipi di esame.
Cura e terapia
Iniziare il prima possibile la terapia contro l’embolia polmonare è essenziale per prevenire le complicazioni gravi o la morte.
Farmaci
- Anticoagulanti. L’eparina ha un effetto quasi immediato e di solito viene somministrata tramite iniezione. Il warfarin (Coumadin®) è in commercio sotto forma di compresse. Entrambi prevengono la formazione di nuovi trombi, ma sono necessari alcuni giorni prima che il warfarin inizi a fare effetto. Tra i rischi ricordiamo il sanguinamento gengivale e la formazione frequente di lividi.
- Fibrinolitici (trombolitici). I trombi di solito si dissolvono per conto proprio, però esistono particolari farmaci in grado di dissolverli velocemente. I farmaci che distruggono i trombi e gli emboli possono causare emorragie improvvise e gravi, quindi di solito sono riservati per le situazioni di vita o di morte.
Interventi chirurgici e altri interventi
- Rimozione dell’embolo. Se nei vostri polmoni è presente un embolo molto grande, il medico potrebbe suggerirvi di farlo asportare mediante un tubicino flessibile (catetere) inserito nei vasi sanguigni.
- Filtro cavale. Il catetere può anche essere usato per posizionare un filtro nella vena principale dell’organismo (la vena cava inferiore) che parte dagli arti inferiori e raggiunge il lato destro del cuore. Il filtro è in grado di impedire agli emboli di raggiungere i polmoni. Quest’intervento di solito è effettuato solo in quei pazienti che non possono assumere i farmaci anticoagulanti oppure nei pazienti per cui gli anticoagulanti non sono efficaci.
Prevenzione
Prevenire la formazione di trombi nelle vene profonde degli arti inferiori (trombosi venosa profonda) aiuta a prevenire l’embolia polmonare. Alcune misure preventive possono essere adottate durante il ricovero in ospedale, mentre altre sono semplici precauzioni di cui il paziente si deve far carico.
Misure preventive durante il ricovero in ospedale
- Terapia con eparina o warfarin (Coumadin®). Gli anticoagulanti come l’eparina e il warfarin sono somministrati ai pazienti a rischio di trombosi prima e dopo gli interventi chirurgici, ma anche a chi viene ricoverato in ospedale dopo un attacco di cuore, un colpo apoplettico o per le complicazioni di un tumore.
- Calze elastiche a compressione graduata. Le calze elastiche esercitano una pressione costante sulle gambe, aiutando le vene e i muscoli delle gambe a migliorare l’efficienza della circolazione sanguigna. Sono un modo sicuro, semplice ed economico per impedire il ristagno del sangue dopo qualsiasi intervento chirurgico.
- Uso di massaggiatori venosi. I massaggiatori venosi sono cuscinetti che stringono la gamba fino alla coscia o fino al polpaccio e si gonfiano automaticamente a intervalli di pochi minuti per massaggiare e comprimere le vene delle gambe e migliorare la circolazione.
- Attività fisica. Ricominciare a muoversi il prima possibile dopo un intervento chirurgico può aiutare a prevenire e a velocizzare il processo di guarigione. Questo è uno dei motivi per cui le infermiere potrebbero spingervi ad alzarvi e camminare nonostante il dolore nella zona in cui siete stati operati.
Misure preventive durante i viaggi
Stare a lungo seduti durante un volo o un viaggio in automobile aumenta il rischio di formazione di trombi nelle vene delle gambe. Per evitare la formazione di trombi è possibile:
- Sgranchirsi le gambe. Alzatevi e sgranchitevi le gambe in cabina più o meno ogni ora. Se state guidando, fate una pausa ogni ora e fate quattro passi, anche solo intorno alla macchina. Fate alcuni piegamenti sulle ginocchia.
- Fare ginnastica da seduti. Flettete, estendete e ruotate le caviglie oppure premete i piedi sul sedile di fronte, oppure ancora cercate di alzare e abbassare le dita dei piedi. Evitate di stare seduti accavallando le gambe per lunghi periodi.
- Indossare le calze riposanti. Le calze riposanti o preventive favoriscono la circolazione ed evitano il ristagno dei liquidi. Non sono più come quelle che indossava vostra nonna: sono in commercio in diversi colori e motivi alla moda. Esistono persino delle speciali apparecchiature che vi aiuteranno a indossarle.
- Bere il più possibile. L’acqua è il miglior liquido per prevenire la disidratazione, che può contribuire alla formazione di trombi. Evitate l’alcool, che invece fa aumentare la perdita di liquidi.
Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno
Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.
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Gentilissimo Professore,
ho avuto un infarto 6 anni fa, e grazie a Dio e ai bravi medici ne sono venuto fuori. Mi accorgo però, che stando a letto in posizione supina vado in dispnea e dopo ho bisogno di recuperare ossigeno , non è così se sono in posizione laterale. Cosa mi consiglia? Grazie per il Suo consiglio! filì
Non posso che consigliare di approfondire con il suo medico: le cause possono essere diverse e non necessariamente legate all’infarto.
buongiorno dottore facendo delle analisi ho riscontrato un problema cioe quello di avere il d-dimero abbastanza alto!!!!!cosa e la causa?e a cosa puo portare?
L’esame è purtroppo troppo poco specifico per rappresentare da solo uno strumento di diagnosi (http://www.my-personaltrainer.it/salute/d-dimero.html veda la tabella azzurra), quindi sarà eventualmente necessario indagare ancora per valutare se ci sia un qualche tipo di problema.
un avvocato . salve dott.
da poco tempo o persa mia madre per un caso di malasanità
fu ricoverata per aver un pesmecher rimase ricoverata per 25 giorni oggi consultando la cartella clinica non gli venne somministrata la seleparina il motivo del decesso e stato embolia polmonare mia madre circa 5 anni fa fu ricoverata per un infarto e li mi ricordo che per terapia fece seleparina per circa trenta giorni,mi chiedo siamo nel 2012 la medicina a fatto grandi progressi mi chiedo
questi grandi professionisti che ci sono in giro e che nessuno li controlli , e che se provi a fare domande per capire cosa succede non ai ma risposte valide solo dopo la morte chiedi la cartella clinica e da li ,
Ti accorgi che quando ai bisogno della sanità e devi andare in ospedale non solo accompagnato da un medico ma prima di tutto da un avvocato di fiducia.
Grazie dott.
Generalizzare non è mai giusto, fortunatamente esistono ancora professionisti molto validi e scrupolosi, ma non posso che condividere la sua amarezza (e purtroppo il suo dolore) nel constatare che molte strutture non sono all’altezza del compito sociale che hanno.
Ho 44 anni, nel 2002 dopo visita angiologiaca e ecocolordoppler vascolare sono stata operata alle vene di entrambe le gambe senza l’asportazione della safena, nel 2007 mi è stata diagnosticata alla gamba sx una trombosi venosa profonda, sospensione immediata della pilloa anticoncezionale e curata con seleparina.
Il settembre scorso dopo problemi ginecologici mi è stata prescritta di nuovo la pillola anticoncezionale (klaira) nonostante la ginecologa fosse informata su tutto quello che mi era successo in passato, secondo il medico era l’unico rimedio per non asportare l’utero essendo ancora giovane.
Oggi sono preoccupata perchè sento nella gamba sx un misto tra dolore e bruciore in prossimità di una vena e non sò cosa fare, cosa mi consiglia? Grazie
E’ a mio parere da far vedere *immediatamente* al medico.
voglio sapere secondo voi una persona che ha avuto un embolia polmonare , ancora non sappiamo il motivo , e’ accusa dolori alle gambe specialmente di notte e da ritenere grave o e’ soltanto una questione di postura come gli hanno detto i medici e quindi gli danno un antidolorifico e tutto finisce la ‘.tutto cio’ sta succedento a mia sorella ancora ricoverata in ospedale da domenica scorsa o si dovrebbe far altro e dopo quanto tempo una persona puo’ ritenersi fuori pericolo grazie
Essendo in ospedale immagino che sia scrupolosamente controllata ed i dolori potrebbero essere anche dovuti ai farmaci.
Salve,sono diversi giorni che accuso un leggero dolore al lato sx del petto e dietro alla schiena,alle volte ho difficoltà a respirare,e ho giramenti di testa e mi sento svenire. Ho fatto un ecocardiogramma e visita, tutto negativo a parte la pressione bassa,ho poi eseguito una risonanza magnetica alla cervicale e sono risultate piccole ernie. Il mio dolore anche se non acuto potrebbe essere causato dalle ernie? lei mi consiglia di fare un rx al torace? grazie.
I dolori potrebbero effettivamente essere dovuti alla cervicale, mentre stanchezza e senso di svenimento sono probabilmente causati dalla pressione bassa.
Salve,sono diversi anni che avverto un bruciore sulle ginocchia,ultimamente avverto anche bruciore sotto la pancia che si estende anche alla schiena,natiche e dietro le ginocchia. Cosa potrebbe essere? Grazie!!!!
Sinceramente sono un po’ vaghi come sintomi, non saprei fare ipotesi, mi dispiace.
mio marito è stato operato 20 giorni fà rettocolite ulcerosa gli hanno asportato il colon e ricostruito sembrava tutto ok dopo 2 giorni febbre alta e tanto versamento di bile dopo 6 giorni hanno deciso per un nuovo interventodicendo che aveva avuto un blocco intestinale e gli si era contorto l’intestino sembrava tutto okma dopo 4 giorni ancora febbre alta 39° hanno detto bronchite oggi lo hanno portato in rianimaziona d’urgenza per embolia polmonaree sta lottando tra la vita e la morte dott. le chiedo puo essere tutto collegato al primo errore che hanno fatto con l’intervento?loro dicono che è un caso che puo succedere a tutti?io penso che sia un errore dato le troppe anestesie e che non gli sia stata fatta la terapia anti coagulante?come posso saperle queste cose?
Preferisco non provare a rispondere perchè non ne avrei davvero le competenze e rischierei di parlare senza cognizione di causa di una situazione delicatissima; mi dispiace davvero, ma non me la sento di provare a capire dov’è stato l’errore.
Salve sono stato ricoverato x 4 giorni x emboila polmonare ,adesso sono a
casa mi stanno curando con il COUMADIN il prelivo fatto a casa del sangue é 2,22 INR prendo una pasticca al giorno . HO la calza di compressione 2 x tutta la lunghezza della gamba , Le chiedo
Quando potrò iniziare afare le camminate,e xquanto tempo potrò camminare . L’embolia é stata generata dal polpaccio della gamba sx.
GRAZIE
A mio parere molto presto, ma deve valutarlo con il medico che la segue.
Salve dottore,io invece vorrei sapere una cosa,comincio raccontando la mia avventura iniziata più di 6 mesi fa:durante il settimo mese di gravidanza ho cominciato ad avere alcuni disturbi,diabete gravidico,perdita di sangue dal naso e nell’ultimo mese di gravidanza ho preso quasi altri 10 chili,nei mesi precedenti ne avevo presi già 11. Fin quando arriva il giorno del parto,ho fatto 3 giorni di travaglio,poi 5 ore di sala parto con spinte provocate dall’ ossitocina con conseguente inevitabile taglio cesareo d’urgenza,la mia bambina era incastrata nel fianco sinistro. Arrivata a csa mi so sono gonfiati piedi e mani in maniera assurda,nn riuscivo neanche a mettere le scarpe. Dopo tutte le cure di antidolorifici ricevute sono stata costretta a prendere uno psicofarmaco,clomipramina cloridrato,il primo giorno ho solo avuto leggero pizzicore generalizzato,alla seconda assunzione pizzichìo e bruciore molto più accentuato,battito accelerato,sudorazione eccessiva,in un giorno ho perso 2 chili. Dopo qst episodio ho continuato a sentirmi pizzicare ovunque per quasi 2 mesi e avevo la sensazione di avere la febbre ogni giorno. Ho fatto l’emocromo e emocultura ma qll che era segnalato era solo una lieve anemia e piastrinemia. Adesso ad esempio invece di sentirmi pizzicare avverto dei dolori molto forti alle gambe,a volte le sento pesanti come se fossi in una presa di cemento,a volte poi mi viene il fiatone come se stessi correndo e in realtà sono sdraiata sul letto. Potrebbe essere che mi sia venuta qualche malattia tromboembolica a causa della clomipramina oppure è sempre dovuto all’intervento che ho avuto? Grazie Dottore per la sua attenzione
Signora le consiglio di farsi vedere e valutare x le gambe .. dai segni e sintomi citati bisogna sicuram cercare di escludere patologia troboembolica. Le faran far dei doppler x valutar il flusso sang a livello degli arti inferiori e valutare se vi è appunto qlc trombo k ostruisce..X la sua bambina in genere solo i bambini fisiologici nn si fan vedere al pediatra subito, se nn respirava alla nascita l’avrebbero fatta vedere al pediatra subito.. E cmq1 volta al nido vengon visitati tutti comunque tutti i bambini .. la colorazione 1 pò bluastra (se il pediatra nn le ha fatto notare nulla di particolare) potrebbe esser semplic 1 ipotermia ..
Dimenticavo una cosa importante,mi ritrovo dei lividi nelle gambe come se avessi sbattuto da qualche parte e nn capisco come mai,se premo sul livido è come se ci fosse un cumulo duro. Grazie ancora
E’ un quadro molto complesso, probabilmente al di fuori delle mie competenze, ma il farmaco usato non dovrebbe dare complicazioni in quel senso; sono invece più dubbioso sui 3 giorni passati a letto durante il travaglio, ma ci fossero state complicazioni sarebbero già emerse.
Posso chiedere l’attuale peso ed altezza?
NON SONO GRANDISSIMA,PESO 53 CHILI E SONO ALTA 1,65
oscillo tra i 55 e i 52 chili e sono alta 1,65 .Dopo l’operazione mi hanno prescritto una settimana di eparina,quello che mi fa riflettere di più è che sembra che sia io che mia figlia abbiamo gli stessi problemi,il colore della pelle nn è roseo ma quasi un apparente bluastro,soprattutto la bambina qnd la prendo in braccio agli arti inferiori diventa di colore blu,ah,qando l’hanno tirata fuori l’hanno fatta vedere solo a mio marito perchè non piangeva e non respirava ed era tutta blu.
Potrebbe anche essere tutto normale, ma senza poter valutare di persona è davvero difficile capirlo.
Suggerirei di porre tutti i suoi dubbi al pediatra, anche quelli relativi alla sua persona, in modo da avere un parere più qualificato.
Scusi tanto per il disturbo,un paio di giorni fa ho preso una tachipirina effervescente e mi sono sentita male come 6 mesi fa,e se fosse una reazione allergica anomala?
Da 6 mesi ad oggi non l’aveva più presa?
No,avevo preso la tachipirina normale sempre da mille che nn mi dava nessun problema,cosa che appunto nn è successa con l’effervescente,ma è vero che l’anestesia epidurale ci vogliono dai 6 mesi a 1 anno per smaltirla completamente?
1. Nel dubbio non prenda più quella effervescente, potrebbe essere allergica ad un eccipiente.
2. Sinceramente non credo, ma potrei sbagliarmi perchè non ho mai approfondito.
salce dott.
ho 50a.ho avuto i calcoli renali ricoverato in PS mi han fatto di tutto e mi è venuta la tachicardia a 200 battiti/min mi han bloccato il cuore con dei farmaci per la tachicardia (adenosina in dosi massiccie e anche un altro farmaco di cui nn ricordo il nome) fatto stà che dopo la dimissione ho fatto una urotac e chiesto al medico se poteva andare a vedere anche il cuore. Da li hanno scoperto che avevo delle embolie polmonari. Mi hanno ricoverato x 2 settimane e curato con eparina. mi han fatto esami su esami (anche la PET total body) non han trovato la causa (no infezione/infiammazioni, no tumori, no trombi alle gambe)
tra una settimana ho la TAC per vedere se le embolie si sono sciolte.
sto prendendo il cumadin con conseguenti controlli settimanali e aggiustamenti di terapia. Purtroppo non posso lavorare perchè cumadin il mio lavoro non sono compatibili sono artigiano e non percepisco l’indennità di malattia. Al di la di questo io non ce la faccio + a stare a casa…secondo lei se dalla TAC non dovessero esserci + le embolie, potrebbero farmi smettere o potrei chiedere di interrompere sto cavolo di cumadin?
Grazie
Vorrei davvero poterle rispondere, ma è una situazione troppo delicata che non mi sento di poter valutare.
BUONA SERA DOT. MIA MADRE IERI E’ STATA RICOVERATO DOPO CHE SI E’ SENTITA MALE CON MANCANZA DI FIATO GIRAMENTO DI TESTA E VOMITO VERDE DAGLI ANALISI E’ USCITO SOSPETTO EMBOLIA POLMONALE DOVEVEA FARE UN ESAME MA LEI SI E’ RIFIUTATA, SOFFRE DI IPONSIONE PRESSIONE BASSA… COSA FACCIO?
La convinca a fidarsi dei medici, se si tratta di embolia non è consigliabile perdere tempo.
BUONA SERA DOT.HO CONVINTO MIA MADRE IL GIORNO DOPO AD ANDARE DAL SUO MEDICO CURANTE PER FARLA VISITARE E FARE LEGGERE IL REFERTO DEL PRONTO SOCCORSO…IL DOT. HA DETTO DI FARE LA RADIOGRAFIA AL TORACE E ECOLORDOPLER…ALLORA OGGI ABBIAMO FATTO LA RADIOGRAFIA E ECOLORDOPLER SABATO…IO SONO PREOCCUPATA PERCHE’ ERA MEGLIO SE RIMANEVA IN OSPEDALE X TUTTI GLI ACCERTAMENTI . VOLEVA USCIRE DALL’OSPEDALE E NON VOLEVA FIRMARE ALLA FINE HO FIRMATO IO MIA ZIA MI HA SPAVENTATO ANCORA DI PIU’PERCHE LE E’ SUCCESSA LA STESSA COSA MA LEI E’ RIMASTA IN OSPEDALE…OGGI LA PELLE DI MIA MADRE ERA MOLTO UMIDA…MANGIA…QUESTA NOTTE HO NOTATO CHE RUSSAVA IN MODO PIU’ LEGGERO DEGLI ALTRI GIORNI…IO NON CAPISCO PIU’ NIENTE ANCHE PERCHE’ IL SUO MEDICOPERCHE’ NON L’HA FATTA RICOVERARE SUBITO????NON VEDO LORA DI SABATO E AVERE DELLE RISPOSTE E CAPIRA COSA SI DEVE FARE…E’ MIA MADRE E GLI VOGLIO TANTO BENE…NEL FRATTENPO SI PRENDE LE SUE PILLOLE PER LA PRESSIONE….QUEL GIORNO CHE SI E’ SENTITA MALE AVEVA PRESO UN TRANQUILLANTE E LA PILLOLA PER LA PRESSIONE…GRAZIE PER LA COMPRESIONE E PER LE SUE RISPOSTE
Se ci fossero stati rischi imminenti probabilmente in ospedale avrebbero insistito per tenerla, quindi probabilmente fino a sabato o poco più possiamo stare ragionevolmente tranquilli.
buon giorno dottore, sono un po’ preoccupato perché il cardiologo trovandomi
una lieve insufficienza aortica da bicuspidia e il ventricolo sx ingrandito mi ha
consigliato di fare un ecocardiogramma. Puo’ il ventricolo sx alterare le sue
dimensioni per una lieve\moderata insufficienza aortica? A cosa potrei andare
incontro? Le premetto che sono uno sportivo e non ho assolutamente sintomi
di affanno e affaticamento di sorta. Vi ringrazio per la cortese attenzione.
Mi dispiace, ma purtroppo non ho le competenze per rispondere. Mi sembra comunque ragionevole un’alterazione del ventricolo sinistro, perchè è direttamente collegato all’aorta dove pompa il sangue appena ossigenato.
buongiorno dottore,mio padre ha una grossa embolia polmonare,ed è ricoverato in terapia intensiva sotto farmaci.ci sono dei rischi che abbia una ricaduta se supera questo problema?grazie.
La terapia che verrà prescritta servirà proprio ad evitare nuovi episodi, sarà quindi di fondamentale importanza seguirla con scrupolo e fare regolarmente gli esami che verranno consigliati.
Salve, ho una parente che è stata ricoverata d’urgenza per embolia polmonare, aveva ha anche fuoco di San Antonio, e l’ha colpito i reni e i polmoni e tachicardia. Ha 22 anni, volevo sapere se è possibile che gli succeda ancora. Grazie 1000!
Tutto può succedere, ma a seguito di questo episodio verrà studiata una terapia per ridurre il più possibile il rischio.
HO 36AN. HO AVUTO EMBOLIA POLMONARE DOPO UN PARTO DI CESARIO. ADESSO STO PREDENDO COUMANDIN10MG AL GIORNO SOLO VENERDI 12.5MG, DA 16 MESI. VORREI SAPERE SE SI GUARISCE COMPLETAMENTE DI QUESTA MALATIA E SI RIFA UNA VITA NORMALE SENZA COUMANDIN . GRAZIE
Dipende dai casi, ma in linea di massima sì, potrà probabilmente in futuro interrompere il farmaco.
BUONGIORNO DOTT. ,SONO SEMPRE SANDRA, VORREI VI CHIEDERE :CON QUESTA MALATTIA POTRò AVERE ENCORA FIGLI O DEVO ASPETTARE PER QUANTI TEMPO QUALI TRATAMENTI DEVO FARE PRIMA E DURANTE LA GROSSESSA E DOPO , O SARA PERICOLOSA UN ALTRA GROSSESSA . SPERO AVERE UNA RISPOSTA CONVICENTE PERCHE SONO ANCHE IPERTESA .
E’ una situazione che non è possibile valutare a distanza, sono troppe le variabili in gioco e non me la sento di fare ipotesi senza una conoscenza molto approfondita del suo caso.
Salve. Volevo togliermi una curiosità. Sono una ragazza di 20 anni;circa una settimana fa sono stata sottoposta ad un intervento laparoscopico per rimuovere due cisti. Durante la permanenza in ospedale,durata circa 4 giorni, non mi hanno mai fatto punture per la coagulazione del sangue perché, a detta loro, sono troppo giovane e non ne ho bisogno. Parlando con diversi coetanei ho saputo che loro, a differenza mia, queste punture le hanno fatte,anche per un arco di tempo di 15 giorni. Volevo sapere da che cosa dipende la scelta,da parte dei medici, di fare o non fare questa “cura” post-operazione e che rischio ho di avere un’eventuale embolia. La ringrazio anticipatamente.
Se ormai è passata una settimana può stare tranquilla; la scelta se fare o meno la terapia dipende dal periodo di immobilità, altri fattori di rischio (sovrappeso, età, …) e dal tipo di intervento.
gent.Dott. ho perso mia madre da pochi giorni.Ricoverata per embolia polmonare(d-dimero 3787) e versamento pleurico e pericardico.Le è stata somministrata eparina a dosi massicce(clexane 6000 per 2);ripetuta tc dopo 20 giorni mi hanno detto che l’embolo era scomparso ma lo stesso giorno mia madre è morta per tamponamento cardiaco:Vorrei sapere se l’embolia,dato che non mi hanno saputo spiegare da cosa è stata causata(eco-doppler arti inferiori negativo) potrebbe essere stata conseguenza di un eventuale tumore(non polmonare dato che dalla tc non è risultato)
Sinceramente non credo.
CARO DOTTORE è PROPRIO DIFFICILE LA VITA………
buonasera dottore,mio padre è in cura con il coumadin da 5 mesi e adesso i valori di inr si sono stabilizzati in 2.1 e non oscillano più.è una cosa normale?grazie per la risposta
Mi sembra che vada benissimo.
salve,
ieri ho avuto una forte fitta alla spalla destra che mi impediva di respirare e di fare movimenti…..tutto ciò è durato x una decina di minuti.
premetto che stavo facendo dei piccoli sforzi fisici e che ho due ernie cervicali
può essere dipeso da quello o cosa potrebbe essere?
la ringrazio
Tutto fa pensare ad uno sforzo eccessivo.
quindi posso escludere l’eventualità di un’embolia polmonare?perchè ho controllato i sintomi ma a parte quella che le ho scritto non ce ne sono stati altri
Con tutti i limiti di un parere a distanza a mio avviso sì.
ok…la ringrazio