Ebola: sintomi, trasmissione, cura e sopravvivenza.

Ultimo Aggiornamento: 93 giorni

Introduzione

L’ebola è una un virus particolarmente aggressivo in grado di causare una febbre emorragica potenzialmente mortale per uomini ed altri primati (scimmie, gorilla, scimpanzé); la scoperta del virus risale al 1976 in Congo (Africa).

In base all’elevata mortalità, la rapidità con cui si manifestano i sintomi e la localizzazione delle infezioni (di norma regioni isolate), il rischio di epidemia globale è considerato basso.

Potenzialmente il virus potrebbe essere utilizzato come arma biologica.

Ebola in Italia

“In merito all’allarme suscitato dall’epidemia in atto in Africa occidentale la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali ribadisce che la diffusione dell’epidemia all’interno del territorio nazionale è da considerarsi improbabile” (Massimo Galli, infettivologo Simit,04 agosto 2014)

La Simit sottolinea inoltre che:

  • I focolai di infezione nascono con la trasmissione del virus da parte di un animale ospite in aree prossime alla foresta, lontane da aree metropolitane e dagli aeroporti internazionali.
  • La malattia si manifesta con sintomi molto severi che rendono improbabile uno spostamento intercontinentale; tenuto conto della rapida incubazione (mediamente circa 7 giorni, più in generale da 2 fino a 21), l’ipotesi che l’infezione possa giungere via mare con persone che, partite dalle zone interessate dall’epidemia, abbiano attraversato il nord Africa via terra per poi imbarcarsi verso l’Europa è destituita di fondamento.
  • Il volo diretto rappresenta invece l’unica possibilità affinchè un paziente possa giungere in Italia partendo da uno dei Paesi attualmente interessati: questa eventualità è tuttavia poco probabile per le stesse considerazioni fatte precedentemente sulla lontananza tra il punto di insorgenza dei focolai epidemici, le vie di comunicazione internazionali, terrestri ed aeree e gli aeroporti intercontinentali, in cui la sorveglianza sanitaria è stata ovviamente fortemente intensificata.

Cause

Il virus ha come serbatoio principale alcune specie animali, il pipistrello sembra essere quella principale, e gli esseri umani possono contrarre il virus da animali infetti. Dopo la trasmissione iniziale i virus possono diffondersi da persona a persona attraverso il contatto con fluidi corporei o aghi contaminati.

Trasmissione

Poiché non è ancora stato dimostrato con certezza il serbatoio principale, il modo in cui viene colpito il primo soggetto umano non è ancora stato chiarito, ma si ipotizza che sia attraverso il contatto con un animale infetto.

Dagli animali all’uomo

Il virus potrebbe essere trasmesso all’uomo per esposizione a fluidi corporei di un animale infetto:

  • Sangue: La macellazione od il consumo di animali infetti può diffondere il virus. Gli scienziati che hanno operato sugli animali infetti come parte della loro ricerca hanno contratto il virus.
  • Prodotti di scarto. I turisti di alcune grotte africane e alcuni lavoratori in miniera sono stati infettati con il virus di Marburg, un virus analogo, probabilmente per contatto con le feci o le urine di pipistrelli infetti.

Da persona a persona

Le persone infette in genere non diventano contagiose fino a che non sviluppano sintomi.

Non c’è alcuna prova che il virus Ebola possa essere diffuso tramite punture di insetti.

Quando l’infezione Ebola si verifica negli esseri umani ci sono diversi modi in cui il virus può essere trasmesso ad altri uomini e donne:

  • contatto diretto con fluidi e secrezioni di una persona infetta (saliva, sangue, sudore, feci, urina, vomito, sperma, …)
  • l’esposizione a oggetti (come aghi) che sono stati contaminati con secrezioni infette.

I virus che causano la malattia trovano facile diffusione in famiglie e gruppi di amici in quanto sono soggetti che vengono a stretto contatto con le secrezioni infettanti, quando si occupano dei malati. Durante i focolai (ossia le piccole epidemie) la malattia può diffondersi rapidamente anche all’interno di presidi sanitari (ad esempio una cliniche ed ospedali) se il personale non indossa un adeguato equipaggiamento protettivo come maschere, camici e guanti. I centri medici in Africa sono spesso così poveri che devono riutilizzare aghi e siringhe ed alcune delle peggiori epidemie di Ebola si sono verificati a causa di iniezioni contaminate.

La contagiosità perdura finché sangue, secrezioni, organi o seme contengono il virus: il Virus Ebola è stato isolato dallo sperma fino a 40 (anche 90 giorni) dopo l’insorgenza della malattia e la trasmissione attraverso lo sperma è stata accertata dopo 7 settimane dopo la guarigione clinica.(Fonte: Viaggiare Sicuri)

Alimenti

Segnalo un utile approfondimento su Il fatto alimentare relativo al possibile rischio di contagio attraverso il cibo, che in Italia risulta pressochè nullo.

Sintomi

Il CDC statunitense ha segnalato i seguenti criteri per l’individuazione dei pazienti a rischio:

  • Criteri clinici, tra cui febbre superiore a 38,6 °C e altri sintomi quali mal di testa, dolori muscolari, vomito, diarrea, dolore addominale, emorragia inspiegabile.
  • Fattori di rischio epidemiologici negli ultimi 21 giorni prima della comparsa dei sintomi, come il contatto con il sangue o altri fluidi corporei o resti umani di un paziente noto per avere o sospettato di avere l’infezione; residenza o provenienza da una zona colpita, o la manipolazione diretta di pipistrelli o primati non umani provenienti da aree malattie endemiche.

In assenza di entrambe queste condizioni non c’è motivo di temere un contagio, ma vediamo nello specifico i sintomi principali della malattia.

Il tempo di incubazione medio è di circa 8-12 giorni, ma può variare da 2 a 21, mentre l’intervallo medio fra la comparsa dei primi sintomi e la morte varia dai 3 ai 21 giorni, con una media di circa 10 giorni.

I primi sintomi che compaiono sono:

  • febbre (87% dei pazienti),
  • mal di gola,
  • rash cutaneo (più visibile nei pazienti di carnagione chiara),
  • occhi rossi e congiuntivite,
  • brividi,
  • dolori articolari e muscolari,
  • malessere,
  • debolezza (76%).

Dopo circa 5 giorni possono comparire sintomi gastrointestinali:

ed altri sintomi come

  • dolore al petto,
  • mancanza di respiro,
  • mal di testa,
  • confusione

Alcuni pazienti possono inoltre manifestare:

  • singhiozzo,
  • tosse,
  • mal di gola,
  • convulsioni,
  • perdita di peso,
  • difficoltà di deglutizione,
  • sanguinamento all’interno e all’esterno del corpo.

L’emorragia non è sempre presente, ma può manifestarsi più tardi sotto forma di petecchie, ecchimosi/ematomi, sanguinamenti a seguito di iniezioni.

Nei pazienti che andranno incontro a morte di solito si sviluppano segni clinici più gravi fin dai primi giorni.

Al contrario, nei casi di guarigione i pazienti possono avere la febbre per diversi giorni e migliorare, di solito intorno al giorno 6, pur necessitando comunque di una convalescenza prolungata.

La mortalità tra i pazienti in Africa occidentale nell’attuale epidemia è circa del 71% (range dal 46% in Nigeria al 69-72% in Guinea, Sierra Leone e Liberia); i fattori di rischio significativamente associati a un esito fatale nei Paesi africani colpiti sono:

  • età superiore a 45 anni,
  • sanguinamento inspiegabile,
  • una serie di altri segni e sintomi non tutti comuni:
    • diarrea,
    • dolore toracico,
    • tosse,
    • difficoltà respiratorie,
    • difficoltà di deglutizione,
    • congiuntivite,
    • mal di gola,
    • confusione,
    • singhiozzo,
    • coma o incoscienza.

Le donne in gravidanza sono purtroppo in genere soggette ad aborto spontaneo.

(Fonte principale: CDC)

Pericoli

Il tasso di mortalità è estremamente alto, variabile dal 50 al 89% secondo il ceppo virale.

Col progredire della malattia questa può causare:

  • insufficienza di diversi organi,
  • sanguinamento grave,
  • itterizia,
  • delirio,
  • convulsioni,
  • shock.

Uno dei motivi per cui il virus è così letale è che interferisce con la capacità del sistema immunitario di organizzare una difesa, ma i ricercatori ancora non hanno compreso il motivo per cui alcune persone siano in grado di farlo e sopravvivere.

Per le persone che sopravvivono il recupero è lento, possono passare mesi per riacquistare peso e forza ed il virus rimane nel corpo per molte settimane. I pazienti possono manifestare:

  • la perdita dei capelli,
  • cambiamenti sensoriali,
  • Infiammazione del fegato (epatite),
  • debolezza,
  • stanchezza,
  • mal di testa,
  • infiammazione degli occhi,
  • infiammazione dei testicoli.

Diagnosi

La diagnosi precoce della malattia è difficile, perché i primi sintomi come gli occhi rossi ed il rash cutaneo, sono aspecifici e si vedono spesso nei pazienti con malattie più comuni.

I test di laboratorio utilizzati nella diagnosi includono:

  • Entro pochi giorni dopo che i sintomi iniziano
    • Test ELISA (Enzyme-Linked ImmunoSorbent Assay)
    • IgM
    • PCR
    • L’isolamento del virus
  • Più tardi nel corso della malattia o dopo il ricovero
    • Anticorpi IgM e IgG
  • In pazienti deceduti
    • Test di immunoistochimica
    • PCR
    • L’isolamento del virus

Cura e terapia

Il trattamento standard per l’ebola si limita purtroppo al solo supporto del paziente ed alla gestione dei sintomi, in quanto non esistono ad oggi farmaci specifici:

  • Somministrazione di liquidi ed elettroliti attraverso flebo,
  • mantenendo il suo stato di ossigenazione e pressione sanguigna eventualmente con trasfusioni,
  • trattando eventuali sovra-infezioni.

Iniziare tempestivamente il trattamento è importante, ma purtroppo non semplice in quanto la diagnosi precoce non è banale.

Prevenzione

Non esiste al momento vaccino, quindi la prevenzione della malattia presenta molte sfide; poichè è ancora sconosciuto l’esatta via di contagio, si sono sviluppate alcune linee guida per il personale sanitario da adottare alla comparsa dei primi casi, ma di fatto per salvaguardare famigliari ed amici è essenziale l’isolamento del malato.

Da ricordare inoltre per chi viaggia:

  1. Evitare di viaggiare in aree di focolai noti.
  2. Lavarsi frequentemente le mani, usando acqua e sapone o prodotti a base di alcool almeno al 60 per cento.
  3. Evitare la carne di animali selvatici nei paesi in via di sviluppo.
  4. Evitare il contatto con persone infette.
  5. Non maneggiare resti di pazienti deceduti per Ebola.

Fonti Principali:

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  1. Anonimo

    Dottore, quindi le persone che hanno l’ebola dopo 6 mesi se dovesero stare bene andranno ingiro infettando altri persone vero..??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Stia tranquillo, il paziente contagioso non è in grado di girare normalmente.

  2. Anonimo

    salve dottore veniamo da una crociera fatta a ibiza majiorca barcellona savona e civitavecchia ora da quando siamo scesi io e mio marito abbiamo muco mal di gola io 37 di febbre lui no devo preoccuparmi visto che ho tre ragazzi a casa sono di palermo

  3. Anonimo

    sono sempre io ho magari sono solo gli sbalzi di temperatura cos mi consiglia di fare vado in ospedale? sono un soggetto abbastanza ansioso

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Per ora l’ospedale mi sembra eccessivo, valuterei domani un’eventuale visita dal medico di base.

  4. Anonimo

    Mia figlia dopo un pomeriggio al mare le è venuta febbre alta 39,30 tachipirina ogni sei ore..il secondo giorno accusava mal di gola il terzo sono stata alla guardia medica e le ho fatto prescrivere un antibiotico la sera stessa primo vomito ..il terzo giorno fine antibiotico niente febbre ma ha rivomitato e le sono uscite delle bollicine nella bocca anche sulla lingua. .il medico sostituto mi ha riprescritto un altro antibiotico. ..niente febbre ma il terzo giorno di nuovo vomito. …sembra che questo virus stia regredendo ..ma ogni tanto rivomita mi devo preoccupare o sta guarendo?

  5. Anonimo

    Salve, da venerdì ho febbre alta (40,3 il massimo), mal di gola, muco, dolori muscolari, mal di gola, ho avuto una scarica di diarrea ed ho perso sangue soffiandomi il naso. In questi giorni ho preso paracetamolo ma la febbre scende e poi risale. Non vedo miglioramenti significativi e sono già passati tre giorni.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere influenza, raccomando a questo punto una visita medica.

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