Dolore intercostale sinistro e/o destro del petto: quali cause?

Ultimo Aggiornamento: 78 giorni

Introduzione

Il dolore che insorge fra le costole, ovvero di tipo intercostale, è un sintomo piuttosto comune e che può interessare pazienti di tutte le età; anche se talvolta può essere rivelatore di una condizione più grave, nella maggior parte dei casi non prelude a nessuna condizione patologica particolare e/o preoccupante.

Alla luce del fatto che tra le cause di dolore intercostale, che sia destro o sinistro, si trovino anche patologie gravi, si consiglia di valutare sempre con il proprio medico una qualsiasi sensazione dolorosa che non passi entro pochi giorni, oppure immediatamente nel caso in cui sia accompagnata da sintomi anomali.

Crampi muscolari e dolori osteoarticolari

Può capitare che le fitte, anche molto dolorose, siano il risultato di un crampo muscolare, ovvero di una contrazione improvvisa e talvolta anche violenta delle fasce muscolari presenti fra le costole, che normalmente permettono la ritmica contrazione della cassa toracica per la respirazione.

Si tratta di un fenomeno in genere limitato e destinato a risolversi spontaneamente.

Di durata superiore risultano invece stiramenti e strappi muscolari, nonchè eventuali infiammazioni delle cartilagini intercostali.

Nevralgie intercostali

In questo caso il dolore è provocato da un’infiammazione dei nervi intercostali: uno degli stimoli che più facilmente determina tale infiammazione è il freddo o, in generale, eventuali sbalzi di temperatura.

Le fitte possono essere molto dolorose, ma nella maggior parte dei casi il disturbo è auto-limitante.

Più raramente si instaura una vera e propria nevralgia intercostale, una condizione patologica rara che affligge in modo più prolungato uno o più nervi. Tra le cause principali ricordiamo:

  • compressione nervosa di un nervo intercostale,
  • neurite con origine a livello spinale (infiammazione dei nervi),
  • danneggiamento traumatico di un nervo intercostale (incidente automobilistico, intervento chirurgico, …),
  • gravidanza (a seguito della compressione tra gli organi favorita dall’aumento di volume dell’utero),
  • infezioni a carico delle costole,
  • herpes zoster.

Ansia

Chi tende a soffrire di disturbi d’ansia può avvertire dolori alla costole provocati dalle contrazioni muscolari causate dall’ansia stessa (somatizzazione ansiosa); in questi casi, oltre alle fitte intercostali, sono spesso riferiti anche mal di testa, dolori allo stomaco e potenzialmente anche numerosi altri sintomi (come per esempio nodo in gola, sintomi simil-infarto, …).

Malattia da reflusso gastroesofageo

La risalita dei succhi acidi dallo stomaco all’esofago causa una patologia che prende il nome di reflusso gastroesofageo: in questo caso è abbastanza frequente riferire un bruciore retro sternale, che peggiora quando ci si mette a letto (soprattutto se questo avviene subito dopo mangiato).

Si tratta tuttavia di un dolore localizzato in posizione più centrale che non su un lato, destro o sinistro che sia.

Problemi posturali

I dolori intercostali possono essere determinati anche da errori nella postura, che portano alla compressione delle fasce muscolari fra le costole: è quello che succede per esempio in caso di

Fratture e traumi

Il dolore intercostale si può avvertire anche in caso di incrinatura o fratture alle costole, un evento tutt’altro che raro che può verificarsi a seguito di eventi traumatici, ma anche di cadute banali, specie nelle persone anziane gravate da osteoporosi.

Herpes Zoster

In questo caso il dolore fra le costole è provocato dalla riattivazione del virus della varicella che resta latente, dopo la prima infezione, per poi tornare nei momenti in cui trova il sistema immunitario più debole.

Il dolore alle costole può persistere anche per settimane o mesi dopo la diagnosi. La forma di herpes zoster intercostale è la più frequente e si caratterizza per la presenza di vescicole rosse a grappolo in loco e il forte dolore che quando persiste, anche dopo la risoluzione delle vescicole, prende il nome di nevralgia post-erpetica.

Per quanto riguarda la cura nelle prime fasi di infezione possono essere utili gli antivirali sia per via topica che sistemica, ma per la risoluzione del dolore di solito vengono prescritti antidolorifici (tradizionali come il paracetamolo, eventualmente associato a oppiacei) oppure farmaci anticonvulsivanti in grado di agire più specificatamente contro il dolore neuropatico.

Fibromialgia

La fibromialgia è un disturbo che provoca dolori muscolari e stanchezza; nei pazienti colpiti si individuano specifici punti focali, detti tender points, dove è possibile evocare dolore previa digitopressione.

Il dolore muscolare è definito cronico, diffuso, fluttuante e migrante e può interessare anche le fasce muscolari intercostali, sia a destra che a sinistra.

Sono quasi sempre presenti anche ulteriori sintomi, tra cui disturbi del sonno, rigidità, astenia, insonnia e disturbi ansioso-depressivi.

Bronchite

La bronchite è un’altra causa importante di dolore intercostale: è caratterizzata da un’infiammazione acuta o cronica dei bronchi, può essere sostenuta da agenti virali (nella maggior parte dei casi), batterici o dall’esposizione ad agenti irritanti.

La condizione si caratterizza per la febbricola e la tosse intensa e persistente che determina anche la comparsa di dolore intercostale.

In questo caso il dolore tende a sparire solo con la sedazione della tosse, anche se calmarla è spesso tutta’altro che facile. Gli antibiotici sono del tutto inutili se l’infezione è su base virale; gli antitussivi servono a sedarla, ma non a risolverla.

Più raramente altre affezioni del polmone, come polmonite e tumore, possono a loro volta essere causa di dolore intercostale.

Pleurite

Il dolore intercostale può comparire anche in caso di pleurite ossia di infiammazione della pleura, la membrana che riveste i polmoni; in questo caso è proprio il dolore intercostale uno dei sintomi dominanti, a causa dell’infiammazione delle terminazioni nervose intercostali.

Questo grave disturbo può essere sostenuto da agenti virali, batterici, parassiti o essere provocato da malattie autoimmuni.

La terapia va intentata in base all’agente che l’ha provocata e può essere talvolta necessario ricorrere a un bendaggio del torace per lenire il dolore intercostale.

Fumo di sigaretta e sostanze d’abuso

Il dolore intercostale può essere secondario anche all’irritazione polmonare e uno degli agenti che più frequentemente la provocano è sicuramente il fumo di sigaretta.

Ben peggiore è il dolore intercostale che si registra nei consumatori abituali di crack, che evidenziano una condizione nota con il nome di polmone da crack. Il dolore al torace viene riportato da queste persone soprattutto in concomitanza con le inspirazioni profonde ed è determinata, probabilmente, dall’irritazione dei bronchi per il contatto con i prodotti di combustione della sostanza d’abuso.

Gravidanza

I dolori intercostali sono molto comuni fin dalle primissime battute della gravidanza: sono dovuti alla rapida espansione dell’addome a causa dell’aumento di volume dell’utero.

La respirazione passa inoltre dall’essere diaframmatica a toracica e tutte queste modificazioni inducono le numerose fitte dolorose fra le costole; ne soffrono maggiormente le donne alla prima gravidanza o in età avanzata, che possono godere di una minor facilità di adattamento all’espansione.

Per contrastare il dolore causato da queste fitte è consigliabile sdraiarsi o trovare una posizione tale che permetta e favorisca lo scarico della schiena.

Problemi cardiovascolari

Quando compare il dolore intercostale il timore maggiore è che possa essere sintomo di un disturbo cardiovascolare come l’infarto.

Talvolta nemmeno per i medici è facile capire attraverso la sola visita se il dolore al torace possa essere riconducibile a cause cardiovascolari o meno, l’esperienza clinica insegna che quando il medico chiede dove c’è dolore, se il paziente è in grado di indicare un punto esatto la causa cardiovascolare è rara, mentre quando viene evidenziata la parte sinistra del torace con la mano aperta si tratta di indicazione suggestiva di approfondimenti.

Sempre l’esperienza insegna che se il dolore toracico dura da più di dieci minuti e si accompagna anche a nausea, abbondante sudorazione e difficoltà respiratorie è plausibile che possa trattarsi di infarto ed è quindi necessario ricorrere immediatamente al 118.

A cura della Dr.ssa Angela Nanni

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