Dolore addominale: cause, esami, diagnosi e terapia

Ultimo Aggiornamento: 1815 giorni

Introduzione

In condizioni normali non siamo consapevoli delle azioni degli organi interni né dei movimenti provocati dalle attività come mangiare, il transito degli alimenti dell’intestino o la defecazione; i nervi controllano costantemente le attività dell’organismo e, quando i messaggi sono trasmessi al cervello e diventano sensazioni coscienti e spiacevoli, possiamo avvertire dolore e disagio.

Cause

Il dolore può avere origine in una qualsiasi delle strutture dell’addome o della parete addominale e le sensazioni di male che provengono dal torace, dalla schiena o dalla zona pelvica possono essere percepite come provenienti dall’addome: ad esempio i pazienti infartuati o che soffrono di polmonite a volte lamentano dolore nella parte alta dell’addome anziché dolori toracici. Le cause del dolore possono essere molte, ne elenchiamo alcune delle più frequenti:

  • Cause non addominali
  • Dolori addominali o della cassa toracica
    • Fuoco di Sant’Antonio (infezione da Herpes zoster)
    • Costocondrite (infiammazione delle cartilagini delle costole)
    • Lesioni (traumi gravi, strappi muscolari)
    • Irritazione dei nervi (neuropatia)
    • Ernia (protrusione di strutture all’interno della parete addominale)
    • Cicatrici
  • Disturbi infiammatori dell’addome superiore
  • Disturbi funzionali dell’addome:
    • Dispepsia (disagio e dolore dopo mangiato non imputabile all’ulcera)
    • Disfunzione dello sfintere di Oddi (problema a carico della valvola del dotto biliare)
    • Dolore addominale funzionale (dolore con cause inspiegabili)
    • Sindrome del colon irritabile (dolore connesso ai movimenti intestinali)
    • Celiachia
    • Intolleranza al lattosio
  • Tumori della parte alta dell’addome:
    • Epatoma (tumore del fegato)
    • Colangiocarcinoma (tumore del dotto biliare o della cistifellea)
    • Tumore al pancreas
    • Tumore allo stomaco
    • Linfoma (tumore delle cellule del sistema immunitario)
  • Problemi vascolari:
    • Insufficienza vascolare mesenterica (blocco delle arterie o delle vene mesenteriche)
    • Aneurisma dell’aorta addominale (rigonfiamento dell’arteria principale dell’addome)
  • Disturbi infiammatori della parte centrale e inferiore dell’addome:
    • Enterite (infezione dell’intestino tenue, morbo di Crohn)
    • Colite (infezione o infiammazione del colon)
    • Diverticolite (infiammazione dei diverticoli, cioè delle minuscole sacche che si formano nel colon)
    • Appendicite
    • Ostruzioni intestinali
    • Aderenze (cicatrici che si formano dopo un intervento chirurgico o un’infiammazione)
    • Tumore
    • Infiammazione
    • Tumore al colon
  • Problemi dell’apparato urinario
  • Disturbi ginecologici

Quando chiamare il medico

Certamente il mal di pancia e i dolori addominali non possono mai essere considerati “normali”, però nella maggior parte dei casi non è necessario preoccuparsi troppo. Se c’è un dolore lieve o cronico che non presenta segnali di allarme bisognerebbe informare il proprio medico, senza alcuna fretta.

In caso di dolore grave o segnali di allarme specifici occorre informare il medico che vi visiterà in ambulatorio o vi indirizzerà al pronto soccorso, a seconda del tipo di disturbo che riferite; tra i segnali d’allarme che dovrebbero indurvi a chiedere l’intervento del medico ricordiamo:

  • febbre,
  • diarrea,
  • costipazione continua,
  • sangue nelle feci,
  • nausea o vomito persistente,
  • emottisi (vomito contenente sangue),
  • dolore molto intenso alla pancia,
  • ittero (colorazione giallastra della pelle),
  • eccessivo gonfiore addominale.

Diagnosi

La storia medica del paziente è lo strumento più utile per diagnosticare la causa del dolore addominale. Le caratteristiche del dolore (dolore acuto, sordo, crampiforme; bruciore, torsione, dolore lacerante o penetrante) ed il momento in cui compare il dolore, rapportato all’orario dei pasti o della defecazione, sono indizi fondamentali.

Tra gli altri indizi diagnostici ricordiamo:

  • la ricorrenza del dolore,
  • la durata,
  • l’irradiazione (diffusione) in altre zone dell’organismo,
  • l’associazione con altri sintomi, ad esempio l’ittero (colorazione giallastra della pelle), la nausea, il vomito, il sangue nelle feci, la diarrea o la costipazione.

Anche i risultati della visita medica sono importanti. Tra gli indizi fondamentali ricordiamo:

  • le zone di irradiazione del dolore,
  • la presenza o l’assenza di rumori,
  • distensione addominale,
  • masse palpabili,
  • gonfiori,
  • sangue nelle feci.

A seconda della storia medica del paziente e dei risultati della visita, il medico potrà avere un’idea chiara della causa del dolore ed in alcuni casi potrà arrivare alla diagnosi e prescrivervi una terapia.

In altre circostanze, invece, saranno necessari gli esami diagnostici per confermare o escludere una determinata diagnosi, a questo scopo vi potranno essere prescritti molti esami diversi e tra quelli usati con maggior frequenza ricordiamo:

  • l’esame del sangue,
  • l’esame delle urine e delle feci,
  • le radiografie addominali,
  • l’endoscopia.

Gli esami del sangue utili in caso di dolori addominali comprendono:

  • emocromo (analisi e conteggio dei globuli bianchi che combattono gli agenti infettivi, dei globuli rossi che trasportano l’ossigeno e tendono a diminuire in caso di anemia e delle piastrine che aiutano il sangue a coagularsi),
  • esami ematochimici (esami della funzionalità del fegato e dei reni, analisi dei minerali presenti nel sangue, analisi degli enzimi, in caso di lesioni del fegato o del pancreas),
  • esami sierologici (misura degli anticorpi per diverse infezioni).

Gli esami delle urine comprendono:

  • misurazione delle caratteristiche fisiche e delle sostanze chimiche presenti nelle urine, effettuata tramite ispezione al microscopio di una goccia di urina,
  • urinocoltura (ricerca di infezioni batteriche).

Gli esami delle feci, infine, vanno alla ricerca di:

  • tracce di sangue e pus (sintomo di infezioni, infiammazioni o tumori),
  • tracce di grassi (sintomo di problemi digestivi e di assorbimento dei grassi),
  • eventuali germi patogeni.

Per visualizzare l’interno dell’organismo sono usati diversi tipi di radiografie e di tecniche di visualizzazione. Tra di esse ricordiamo:

  • gli esami che usano il solfato di bario, una sostanza visibile nelle radiografie. Il solfato di bario viene ingerito (radiografia dell’intestino tenue) o iniettato nell’intestino tenue (clisma opaco) o nel colon (clisma al bario).
  • La TAC (tomografia assiale computerizzata) è una tecnica molto sofisticata che elabora immagini radiografiche in sezione dell’organismo con l’aiuto di un computer.
  • La risonanza magnetica è una tecnica simile alla TAC in cui sono usate le onde radio e uno speciale magnete per realizzare le immagini degli organi interni.
  • La sonografia usa onde sonore ad alta frequenza per visualizzare le strutture all’interno dell’organismo.
  • La risonanza nucleare usa gli isotopi radioattivi per identificare i diversi organi ed esaminarne il funzionamento.

L’endoscopia prevede l’uso di speciali strumenti per visualizzare dall’interno gli organi dell’apparato digerente; la gastroscopia per esempio usa un tubicino flessibile con una telecamera e un sistema di illuminazione all’estremità per esaminare l’esofago, lo stomaco e il duodeno (la parte dell’intestino che si trova subito dopo lo stomaco). All’interno del tubicino possono essere fatti scorrere strumenti chirurgici per rimuovere eventuali polipi o per ottenere campioni da destinare alla biopsia al microscopio. Per raggiungere l’intestino tenue si può usare un tubicino più lungo; dispositivi simili possono essere introdotti anche nel retto per visualizzare il colon (colonscopia).

Sono state inoltre progettati speciali strumenti endoscopici che permettono di visualizzare i dotti biliari e il dotto pancreatico e di ottenere immagini dall’interno dell’organismo: questi esami sono detti, rispettivamente, colangiopancreatografia endoscopica retrograda (ERCP) ed ecografia endoscopica (EUS).

Un altro esame utile è l’endoscopia capsulare, in cui il paziente inghiotte una capsula contenente una minuscola telecamera, una stazione trasmittente e un’antenna: la capsula trasmette le immagini a una speciale cintura indossata sull’addome. Con quest’esame è possibile ottenere immagini dell’intero apparato digerente.

Le tecnologie che stanno alla base di questi esami sono veramente all’avanguardia, però, nella maggior parte dei pazienti, la causa del mal di pancia può essere diagnosticata solo mediante l’anamnesi, la visita medica e alcuni semplici esami di routine. I pazienti, di norma, non devono sottoporsi a tutti gli esami elencati in precedenza.

Cura e terapia

Una volta giunto alla diagnosi, il medico può proporre una terapia adeguata al disturbo.

In alcuni casi i farmaci prescelti sono quelli che diminuiscono l’infiammazione o influiscono sul funzionamento di un organo, alleviando il dolore; ad esempio è possibile curare le ulcere assumendo farmaci che riducono le secrezioni acide dello stomaco. Man mano che l’ulcera guarisce, diminuisce anche il dolore.

In alcuni casi può rivelarsi necessario l’intervento chirurgico per correggere un problema più grave, ad esempio il dolore provocato dalla colecistite (infiammazione della cistifellea) di norma viene curato asportando la cistifellea (colecistectomia).

In alcuni casi il dolore deve essere curato usando gli analgesici, cioè i farmaci che alleviano il dolore. Gli analgesici da banco, come l’aspirina e l’ibuprofene, non dovrebbero essere usati quando la natura del mal di pancia non è stata accertata, perché potrebbero causare altri problemi, ad esempio l’ulcera.

In alcuni casi sono prescritti i narcotici, che però possono provocare costipazione e altri sintomi addominali.

Un altro approccio consiste nell’uso dei farmaci che modificano la percezione del dolore, per cambiare il modo in cui il midollo spinale e il cervello processano i segnali del dolore. I farmaci usati più di frequente per questo scopo sono gli antidepressivi, ad esempio l’amitriptilina o il tradozone, che possono essere assunti in dosi minime per minimizzare gli effetti collaterali e l’effetto antidepressivo.

In alcuni casi gli specialisti usano il blocco delle stimolazioni nervose per identificare i meccanismi che scatenano il dolore e per risolvere i problemi.

 

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Silvio

    Buongiorno. Ieri mattina mi sono alzato con un dolore alle costole a dx. Il dolore aumenta quando premo con un dito, come se avessi una contusione ma io non ricordo di aver sbattuto. Cmq ho provato con della pomata di arnica ma non ha funzionato. Volevo usare il diclofenac ma non in pasticche perché soffro di intestino infiammato e ho paura di peggiorare la situazione. Volevo quindi chiedere se il voltaren gel può essere indicato in questa situazione o se magari è meglio il dicloreum. So che entrambi sono a base di diclofenac ma non so quale dei due possa andare meglio per il mio problema.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non posso consigliare o avallare farmaci.

    2. Silvio

      Gentile dottore forse non mi sono espresso bene, mi scusi. Volevo solo sapere se il voltaren va bene anche x questo genere di dolori, xke sul foglietto illustrativo parla genericamente di arti.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Voltaren è un antinfiammatorio che agisce su qualsiasi forma o causa di dolore; se parliamo di gel chiaramente l’effetto si limita alla muscolatura più superficiale.

  2. Cristina

    Buonasera,spesso soffro di gonfiore addominale dovuto a stress e abbondante consumo di frutta e verdura. A volte però mi spavento perché arrivo a sera con la pancia e lo stomaco molto gonfi e mi sembra di non aver digerito o kmq di non digerire più niente e di respirare male. Cosa posso fare in questi casi? So che dovrei ridurre la fibra e lo farò ma in caso qualche volta mi capiti ancora cosa posso fare “al momento”? può succedermi qualcosa di grave?grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non succede in genere nulla di grave; ci sono numerosi farmaci che possono aiutare ma, mi dispiace, non posso consigliare medicine/integratori.

  3. amanda

    salve,
    da un mese soffro di dolori leggeri all’addome e una settimana fa mi sono svegliata durante la notte con un dolore così forte all’addome da dovermi recare al prontosoccorso.
    li mi hanno fatto le analisi del sangue da cui è risultato che ho i globuli bianci un po alti.
    allora li stesso mi hanno sottoposto ad un’ecografia il cui responso è stato che all’ovaio destro è presente una cisti di 2.5 cm , per il resto era tutto ok.
    quella giornata mi hanno chiesto a che giorno fossi del mio ciclo ed io ho risposto che 2 giorni dopo avrei dovuto avere le mestruazioni, allora mi hanno detto che era abbastanza normale e mi hanno consigliato di effettuare una seconda ecografia dopo che mi fossero passate .
    ad oggi sono al quinto giorno di ritardo e non so che fare, perché ho avuto rapporti protetti quindi mi sento di escludere una gravidanza, ma non so se prenotare una visita ginegologica . presento come sintomi una forte nausea e non so se convenga prima fare un test di gravidanza per scrupolo ed ecludere ogni dubbio oppure prenotare direttamente una seconda ecografia e vedere se il tutto è causato dalla cisti. può darmi qualche consiglio? grazie in anticipo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, forse un test lo farei per scrupolo, ma potrebbe essere un ritardo dovuto ad altre cause (stress, cisti, …) quindi niente panico.

      Senta poi comunque il suo ginecologo.

    2. amanda

      ma non è possibile che in caso al pronto soccorso stesso tramite le analisi del sangue ed ecografia si sarebbe vista un’eventuale gravidanza ?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Dipende da cosa è stato analizzato sul sangue e sarebbe stato troppo presto per vederlo con un’ecografia.

  4. Anonima

    Buon giorno dottore, sono una donna di 42 anni, dal Settore scorso soffro di colite, diciamo che da quando ho iniziato a soffrirne ho sempre qualche dolorino, non è mai più passato definitivamente!! Secondo lei dovrei approfondire il discorso???
    Cmq le scrivevo principalmente x un’altro motivo visto che non so e non capisco se può essere collegato alla colite!.
    Da sabato scorso ho iniziato ad avere delle scariche diarroiche che non ho mai avuto x la colite ma mi dicono che può essere una causa! Si è susseguita una spossatezza incredibile, mal di testa e tutta domenica febbre…lunedì basta febbre ma dolori crampiformi al centro dello stomaco sotto lo sterno…dolori che a volte mi danno anche il senso di nausea e continue scariche…..maaaaaaa…non capisco di quale natura siano questi eventi, secondo lei?? Mi può indirizzare o dovrei rivolgermi al mio medico curante!? La ringrazio dottore.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. La diagnosi di colite era stata fatta dal medico?
      2. Sembra una gastroenterite e, se sono ancora presenti i sintomi, va segnalata al medico; utile reintegrare i sali minerali e i liquidi se avesse ancora diarrea.

    2. Anonimo

      Si la diagnosi era stata fata all’epoca dal medico…..grazie dottore, lo segnalero se persiste….

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Per rispondere alla sua prima domanda, purtroppo in caso di colite non c’è molto da approfondire, è invece utile stare attenti alla dieta, alla gestione dello stress ed eventualmente aiutarsi con farmaci di volta in volta prescritti dal medico.

  5. Maddy

    Buonasera dottore per dolori addominali, stipsi alternata a dissenteria, il medico mi ha prescritto esame sangue feci e visita gastroenterologa…..esame feci con ricerca di sangue occulto “negativa”, ma Helicobacter Pilory presente…..il fatto che io stia anche 5 gg senza defecare e poi inizio con scariche acquose può collegarsi al batterio citato prima? Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La mia sensazione è che ci sia anche il colon irritato.

    2. Maddy

      Ci sono esami specifici per vedere se c’è un riscontro al colon irritabile????

  6. Marco

    Salve è da 1mese e mezzo che ho un rigonfiamento nell addome alto sinistro,tipo un allungamento verticale,andando dal dottore mi ha detto che era una contrattura,prescrivendomi la Voltaren Gel,ma ancora oggi nn mi è passato…che. fare?premendo non fa male,sforzando con il dito si… He mi consigliate?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Va segnalato al medico che non ci sono stati risultati, valuterà se cambiare terapia o consigliare approfondimenti.

  7. Jennifer

    Buongiorno dottore, il mio è un problema strano. Sento dei dolorino che vanno e vengono al fianco e inguine sinistro, poi la pancia gonfissima ed infine brontolii con aria a seguito. Facendo pressione con la mano nella parte bassa a sinistra si “muovono” delle bollicine e sento dei brontolamenti. Cosa sarà?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Forse un po’ di meteorismo, ma raccomando di verificare con il medico.

  8. Danziarn

    Buonasera Dottore , sono oramai ben due giorni che soffro di un fastidio all’addome ed al centro della zona pelvica proprio dove solitamente c’è la fibbia della cintura per inciso . Non si tratta di dolore ma di un fastidio diffuso che si acuisce se cerco di piegarmi in avanti . Si avverte maggiormente se si applica una leggera pressione . Sono stato già dal medico che mi ha detto di non allarmarmi in quanto probabilmente si tratta di un’infiammazione intestinale di origine batterica. Le chiedo se suggerirebbe di recarsi in ospedale per ulteriori controlli. Grazie Mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A meno che non sia peggiorato rispetto a quando l’ha valutato con il medico il PS è probabilmente è eccessivo.

  9. Anonimo

    Buongiorno dottore. Un anno ho subito un intervento per geu con esportazione della tuba destra… e nella cicatrice sinistra che mi si era infettata… mi si è formata una pallina sottocutanea a oggi questa pallina e sempre piccola… però mi crea dei dolori come se avessi mal di milza o qualcosa ai reni… perché prende tutta la fascia sinistra compreso dietro… da cosa potrebbe dipendere

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Lo segnali al medico, potrebbe essere una piccola aderenza dovuta alla cicatrice.

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