Dolore addominale: cause, esami, diagnosi e terapia

Ultimo Aggiornamento: 1675 giorni

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Introduzione

In condizioni normali non siamo consapevoli delle azioni degli organi interni né dei movimenti provocati dalle attività come mangiare, il transito degli alimenti dell’intestino o la defecazione; i nervi controllano costantemente le attività dell’organismo e, quando i messaggi sono trasmessi al cervello e diventano sensazioni coscienti e spiacevoli, possiamo avvertire dolore e disagio.

Cause

Il dolore può avere origine in una qualsiasi delle strutture dell’addome o della parete addominale e le sensazioni di male che provengono dal torace, dalla schiena o dalla zona pelvica possono essere percepite come provenienti dall’addome: ad esempio i pazienti infartuati o che soffrono di polmonite a volte lamentano dolore nella parte alta dell’addome anziché dolori toracici. Le cause del dolore possono essere molte, ne elenchiamo alcune delle più frequenti:

  • Cause non addominali
  • Dolori addominali o della cassa toracica
    • Fuoco di Sant’Antonio (infezione da Herpes zoster)
    • Costocondrite (infiammazione delle cartilagini delle costole)
    • Lesioni (traumi gravi, strappi muscolari)
    • Irritazione dei nervi (neuropatia)
    • Ernia (protrusione di strutture all’interno della parete addominale)
    • Cicatrici
  • Disturbi infiammatori dell’addome superiore
  • Disturbi funzionali dell’addome:
    • Dispepsia (disagio e dolore dopo mangiato non imputabile all’ulcera)
    • Disfunzione dello sfintere di Oddi (problema a carico della valvola del dotto biliare)
    • Dolore addominale funzionale (dolore con cause inspiegabili)
    • Sindrome del colon irritabile (dolore connesso ai movimenti intestinali)
    • Celiachia
    • Intolleranza al lattosio
  • Tumori della parte alta dell’addome:
    • Epatoma (tumore del fegato)
    • Colangiocarcinoma (tumore del dotto biliare o della cistifellea)
    • Tumore al pancreas
    • Tumore allo stomaco
    • Linfoma (tumore delle cellule del sistema immunitario)
  • Problemi vascolari:
    • Insufficienza vascolare mesenterica (blocco delle arterie o delle vene mesenteriche)
    • Aneurisma dell’aorta addominale (rigonfiamento dell’arteria principale dell’addome)
  • Disturbi infiammatori della parte centrale e inferiore dell’addome:
    • Enterite (infezione dell’intestino tenue, morbo di Crohn)
    • Colite (infezione o infiammazione del colon)
    • Diverticolite (infiammazione dei diverticoli, cioè delle minuscole sacche che si formano nel colon)
    • Appendicite
    • Ostruzioni intestinali
    • Aderenze (cicatrici che si formano dopo un intervento chirurgico o un’infiammazione)
    • Tumore
    • Infiammazione
    • Tumore al colon
  • Problemi dell’apparato urinario
  • Disturbi ginecologici

Quando chiamare il medico

Certamente il mal di pancia e i dolori addominali non possono mai essere considerati “normali”, però nella maggior parte dei casi non è necessario preoccuparsi troppo. Se c’è un dolore lieve o cronico che non presenta segnali di allarme bisognerebbe informare il proprio medico, senza alcuna fretta.

In caso di dolore grave o segnali di allarme specifici occorre informare il medico che vi visiterà in ambulatorio o vi indirizzerà al pronto soccorso, a seconda del tipo di disturbo che riferite; tra i segnali d’allarme che dovrebbero indurvi a chiedere l’intervento del medico ricordiamo:

  • febbre,
  • diarrea,
  • costipazione continua,
  • sangue nelle feci,
  • nausea o vomito persistente,
  • emottisi (vomito contenente sangue),
  • dolore molto intenso alla pancia,
  • ittero (colorazione giallastra della pelle),
  • eccessivo gonfiore addominale.

Diagnosi

La storia medica del paziente è lo strumento più utile per diagnosticare la causa del dolore addominale. Le caratteristiche del dolore (dolore acuto, sordo, crampiforme; bruciore, torsione, dolore lacerante o penetrante) ed il momento in cui compare il dolore, rapportato all’orario dei pasti o della defecazione, sono indizi fondamentali.

Tra gli altri indizi diagnostici ricordiamo:

  • la ricorrenza del dolore,
  • la durata,
  • l’irradiazione (diffusione) in altre zone dell’organismo,
  • l’associazione con altri sintomi, ad esempio l’ittero (colorazione giallastra della pelle), la nausea, il vomito, il sangue nelle feci, la diarrea o la costipazione.

Anche i risultati della visita medica sono importanti. Tra gli indizi fondamentali ricordiamo:

  • le zone di irradiazione del dolore,
  • la presenza o l’assenza di rumori,
  • distensione addominale,
  • masse palpabili,
  • gonfiori,
  • sangue nelle feci.

A seconda della storia medica del paziente e dei risultati della visita, il medico potrà avere un’idea chiara della causa del dolore ed in alcuni casi potrà arrivare alla diagnosi e prescrivervi una terapia.

In altre circostanze, invece, saranno necessari gli esami diagnostici per confermare o escludere una determinata diagnosi, a questo scopo vi potranno essere prescritti molti esami diversi e tra quelli usati con maggior frequenza ricordiamo:

  • l’esame del sangue,
  • l’esame delle urine e delle feci,
  • le radiografie addominali,
  • l’endoscopia.

Gli esami del sangue utili in caso di dolori addominali comprendono:

  • emocromo (analisi e conteggio dei globuli bianchi che combattono gli agenti infettivi, dei globuli rossi che trasportano l’ossigeno e tendono a diminuire in caso di anemia e delle piastrine che aiutano il sangue a coagularsi),
  • esami ematochimici (esami della funzionalità del fegato e dei reni, analisi dei minerali presenti nel sangue, analisi degli enzimi, in caso di lesioni del fegato o del pancreas),
  • esami sierologici (misura degli anticorpi per diverse infezioni).

Gli esami delle urine comprendono:

  • misurazione delle caratteristiche fisiche e delle sostanze chimiche presenti nelle urine, effettuata tramite ispezione al microscopio di una goccia di urina,
  • urinocoltura (ricerca di infezioni batteriche).

Gli esami delle feci, infine, vanno alla ricerca di:

  • tracce di sangue e pus (sintomo di infezioni, infiammazioni o tumori),
  • tracce di grassi (sintomo di problemi digestivi e di assorbimento dei grassi),
  • eventuali germi patogeni.

Per visualizzare l’interno dell’organismo sono usati diversi tipi di radiografie e di tecniche di visualizzazione. Tra di esse ricordiamo:

  • gli esami che usano il solfato di bario, una sostanza visibile nelle radiografie. Il solfato di bario viene ingerito (radiografia dell’intestino tenue) o iniettato nell’intestino tenue (clisma opaco) o nel colon (clisma al bario).
  • La TAC (tomografia assiale computerizzata) è una tecnica molto sofisticata che elabora immagini radiografiche in sezione dell’organismo con l’aiuto di un computer.
  • La risonanza magnetica è una tecnica simile alla TAC in cui sono usate le onde radio e uno speciale magnete per realizzare le immagini degli organi interni.
  • La sonografia usa onde sonore ad alta frequenza per visualizzare le strutture all’interno dell’organismo.
  • La risonanza nucleare usa gli isotopi radioattivi per identificare i diversi organi ed esaminarne il funzionamento.

L’endoscopia prevede l’uso di speciali strumenti per visualizzare dall’interno gli organi dell’apparato digerente; la gastroscopia per esempio usa un tubicino flessibile con una telecamera e un sistema di illuminazione all’estremità per esaminare l’esofago, lo stomaco e il duodeno (la parte dell’intestino che si trova subito dopo lo stomaco). All’interno del tubicino possono essere fatti scorrere strumenti chirurgici per rimuovere eventuali polipi o per ottenere campioni da destinare alla biopsia al microscopio. Per raggiungere l’intestino tenue si può usare un tubicino più lungo; dispositivi simili possono essere introdotti anche nel retto per visualizzare il colon (colonscopia).

Sono state inoltre progettati speciali strumenti endoscopici che permettono di visualizzare i dotti biliari e il dotto pancreatico e di ottenere immagini dall’interno dell’organismo: questi esami sono detti, rispettivamente, colangiopancreatografia endoscopica retrograda (ERCP) ed ecografia endoscopica (EUS).

Un altro esame utile è l’endoscopia capsulare, in cui il paziente inghiotte una capsula contenente una minuscola telecamera, una stazione trasmittente e un’antenna: la capsula trasmette le immagini a una speciale cintura indossata sull’addome. Con quest’esame è possibile ottenere immagini dell’intero apparato digerente.

Le tecnologie che stanno alla base di questi esami sono veramente all’avanguardia, però, nella maggior parte dei pazienti, la causa del mal di pancia può essere diagnosticata solo mediante l’anamnesi, la visita medica e alcuni semplici esami di routine. I pazienti, di norma, non devono sottoporsi a tutti gli esami elencati in precedenza.

Cura e terapia

Una volta giunto alla diagnosi, il medico può proporre una terapia adeguata al disturbo.

In alcuni casi i farmaci prescelti sono quelli che diminuiscono l’infiammazione o influiscono sul funzionamento di un organo, alleviando il dolore; ad esempio è possibile curare le ulcere assumendo farmaci che riducono le secrezioni acide dello stomaco. Man mano che l’ulcera guarisce, diminuisce anche il dolore.

In alcuni casi può rivelarsi necessario l’intervento chirurgico per correggere un problema più grave, ad esempio il dolore provocato dalla colecistite (infiammazione della cistifellea) di norma viene curato asportando la cistifellea (colecistectomia).

In alcuni casi il dolore deve essere curato usando gli analgesici, cioè i farmaci che alleviano il dolore. Gli analgesici da banco, come l’aspirina e l’ibuprofene, non dovrebbero essere usati quando la natura del mal di pancia non è stata accertata, perché potrebbero causare altri problemi, ad esempio l’ulcera.

In alcuni casi sono prescritti i narcotici, che però possono provocare costipazione e altri sintomi addominali.

Un altro approccio consiste nell’uso dei farmaci che modificano la percezione del dolore, per cambiare il modo in cui il midollo spinale e il cervello processano i segnali del dolore. I farmaci usati più di frequente per questo scopo sono gli antidepressivi, ad esempio l’amitriptilina o il tradozone, che possono essere assunti in dosi minime per minimizzare gli effetti collaterali e l’effetto antidepressivo.

In alcuni casi gli specialisti usano il blocco delle stimolazioni nervose per identificare i meccanismi che scatenano il dolore e per risolvere i problemi.

 

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonima

    Salve dottore, avrei bisogno di lei x capire che cosa posso avere! da circa 2 mesi accusò un forte dolore, non costante, che va e che viene, nella parte sx del mio corpo, circa all’altezza dell’obelisco a sx.
    È un dolore fortissimo vorrei dire come una contrazione in effetti sento come un pungiglione che entra quasi dalle ovaie e sale su fino alla zona ombelico e si inradia anche alla schiena! dura qualche secondo e passa, dopo un po riprende tutto da cspo!!
    non capisco di cosa si possa trattare, lei mi potrebbe aiutare! ?
    grazie mille.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Si sente gonfia?
      Ogni quanto capita?
      Diarrea? Stitichezza?
      Il medico cosa ne pensa?

    2. Anonimo

      Non sono ancora andata dal medico, all’inizio pensavo a delle coliche addominali, ma il dolore non era costante, ho pensato anche all’ovulazione ma non è sempre nei giorni indicati…cmq avvolte si mi sento gonfia e provo ad andare in bagno ma non succede nulla anzi direi di essere quasi stitica, succede 1/2 giorni di seguito è magari dopo mi passa x altri 3/4 giorni….ieri mattina mi sono alzata che stavo male, nell’arco della giornata ho preso dei buscopan sono andata a letto con difficoltà nell’addormentarmi, e questa mattina sto molto meglio non dico che è tutto passato ma molto meglio!!! ed il ciclo mi deve arrivare il 30/12/15.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Viene il dubbio di un colon un po’ irritato e del meteorismo, ma verifichi con il medico.

  2. Paolo

    Cari dott. Cimurro, da due giorni ho un dolore fortissimo al centro dell’addome e un pò a sinistra sotto al petto..un dolore profondo, come una coltellata..assente quando sto in piedi o seduto ma intensissimo quando tossisco, mi piego in due o mi giro sul lato sinistro…dolore e peso trafittivo…mi manca il fiato quando si presenta…cosa può essere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra un fastidio muscolare, ma va verificato con il medico.

    2. Paolo

      Si domani se è ancora presente contatterò il medico. Mica potrebbe essere un ulcera?

  3. Gaia

    Buonasera dottore è circa due settinane che ho dolore alla pancia , un dolore anche nella parte destra dove c è l appendice e mi prende anche la parte dietro dei reni oltretutto soffro anche di stitichezza, sono molto ansiosa penso sempre al peggio e sono anche in pensiero per una mia sorella che sta male…..è un periodo nero…..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente un po’ di colon irritabile dovuto alle preoccupazioni, ma ovviamente verifichi anche con il medico.

  4. Adele

    Buongiorno ho 35 e da un po di tempo che mi capita di avere un dolore nella parte sinistra proprio sotto al seno… dolore alla parte alta del braccio sx e dolore alla bocca dello stomaco… mi capita soprattutto dopo mangiato… sono una persona abbastanza ansiosa… grazie.. buona giornata

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra un po’ di reflusso, ma lo verifichi con il medico.

  5. Mauro

    Buona sera dottore, da due giorni che ho un dolore(se premo)sotto l’addome, la sensazione è di gonfiore e di andare al bagno ma niente neanche sforzandomi. il dolore e continuo.cosa potrebbe essere è cosa potrei prendere.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente il colon è un po’ irritato; non posso purtroppo suggerire farmaci, mi dispiace.

  6. Anonimo

    dotore mio padre a un dolore tra stomaco e pancia.. forse la causa è stata di antibiotici per l’influenza che ha assunto per una settimana, però il dolore che ha è inizizato quando a smesso l’antibiotico… ma può trattarsi anche di tumore quando si hanno dolori tra pancia e stomaco ?? già so che lei non può rispondermi.. ma in genere o in percentuale che statistiche ci sono rilevando questi dolori tra stomaco e pancia..
    ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è alcun motivo di pensare ad un tumore, ci sono mille cause più probabili.

  7. Caterina

    Sono 3 giorni che ho un dolore fisso sulla parte destra dell’ addome. Ieri ho fatto le analisi e ho i valori della PCR a 7 e i globuli bianchi a 12. Ho fatto l’ ecografia non risulta niente e mi hanno prescritto un antibiotico il ciproxin x 5 giorni in più i fermenti lattici e di mangiare leggero io mangiò camomilla e fette biscottate. Mi devo preoccupare perché il dolore non mi passa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Aspettiamo 2-3 giorni prima di giudicare l’antibiotico.

  8. Anna

    Buonasera dottore, io ho delle fitte all’inguine dx e sx, fitte che quando arrivano sembra di sentire per tutto il petto e anche nella schiena, alternandosi dalle spalle alla zona lombare….un mese fa ho fatto l’ecografia per sospetta appendicite, ma non è stato riscontrato nulla, poi visita dal chirurgo e nulla di patologico, le fitte che più mi preoccupano sono al fianco sinistro e all’inguine sinistro, sono stitica e faccio feci tipo palline durissime mista a normale. Secondo lei cosa potrebbe essere la causa di queste fitte, che mi tolgono il fiato?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere colon irritabile, il medico cosa ne pensa?

  9. Anna

    Ho già fatto esami di qualunque genere, esami feci per ben 3 volte in una anno tutte negative, coprocoltura tutto negativa, trovato helicobacter pylori , emocromocitometrico morfologico tutti nella norma, omocisteina da 1,0 a 16,0 valore trovatomi 14,4, VES da 1 a 15 esito esame 2, gastrina da 13 a 115 valore mio 34, transaminasi GOT e GPT nella norma, lipasi da 8 a 78 valore mio 10, ecografia addome completo con esito di calcolo cistifellea di cm 1,7 poi ripetuta la VES a dicembre e da 2 era salita a 7, fatto test del lattosio è tutto ok anche questo. Questi disturbi ci sono sempre, e qualsiasi cosa io mangi mi si gonfia la pancia, con tutti gli esami che ho fatto, possibile che non ne vengo a capo di nulla? Lei cosa pensa?

  10. Anna

    Ma come mai succede con qualsiasi cosa io mangi???? C’è una cura per il colon irritabile oppure ci sono esami per diagnosticare esso???? Grazie

  11. Anonima

    Salve dottore,
    Ho un piccolo problema che mi dà noia da 5 giorni. Ho un leggero dolore nella parte “media” dell’addome. Poi questo dolore lieve, si trasforma in una fitta che dopo pochi secondi, scompare. Poi torna il dolore lieve, poi la fitta e così via. Oggi sembra “migliorata” la situazione però ho ancora le fitte. Potrebbe dirimi approssimativamente cos’è?
    P. S. Non ho ancora consultato il mio medico curante perchè non voglio allarmarmi per poco o niente

    La ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Forse colon irritato, ma onestamente non mi è chiarissima la zona colpita.

  12. stella

    Buongiorno Dottore,gentilmente vorrei un suo parere riguardo ai sintomi che da qualche giorno avverto.soffro di Cardias in continente ma mi curo da mesi e fortunatamente non ho più fastidi.da quattro giorni inizialmente ho avvertito dolore al centro della schiena e alle costole e come se si irradia se allo stomaco con aria in pancia e dolori anche alla schiena in basso. Il dolore al centro c’è l ho spesso dovuto penso ai lavori di casa.ero da un amica e quando andai via non riuscivo nemmeno a guidare dal dolore.a casa cenai di fretta una cotoletta precotto che faceva vomitare.al mattino presi un caffè al bar come al solito e tornata a casa cominciai a sentire forti vuoti allo stomaco e di nuovo dolori alla colonna e aria come se dovevo andare in bagno.brividi e nausea.al pomeriggio presi la camomilla e sembrava passare ma poi ritornarono.ho preso anche un fermento che mi diede il medico si chiama simeflor e stretti tutto il pomeriggio a riposo e dieta in bianco .al mattino di nuovo gli stessi fastidi ma di meno sempre con forti brividi.poi passo completamente tranne il mal di schiena.ieri non ho preso i fermenti pensavo che fosse passato di sera ho mangiato una pizza e fritture….è sono andata a letto presto e stamattina mi sono sentita malissimo.ho preso i fermenti .la camomilla e dopo dieta in bianco . sicuramente devo controllare la dieta ma è solo questo oppure potrebbe essere un virus o devo fare dei controlli?ho paura non mi è mai successo così. Grazie. Buona giornata.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere un po’ di gastroenterite e/o di gastrite.

  13. Giovanna

    Gentile dottore,

    Oggi ho praticato masturbazione anale con un dildo di dimensioni un po eccessive. Ho notato un po di sangue e mi sono fermata subito. Dopo di che quando ho defecato ho notato del sangue rosso vivo sulla carta igenica. Questo si e’ ripetuto per due volte. Il sangue e’ soltanto sulla carta igenica e non nelle feci. Attualmente ho un leggero mal di stomaco con flatulenza. Potrebbe essere tutto dovuto a questa brutta esperienza? O sarebbe meglio andare al pronto soccorso?

    Grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non credo che sia da Pronto Soccorso, probabilmente è subentrata un po’ di agitazione a seguito di quanto successo, ma raccomando di rimanere vigili sui sintomi ed eventualmente rivolgersi al medico.

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