Dito a scatto: rimedi e cause

Ultimo Aggiornamento: 1044 giorni

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Introduzione

Il dito a scatto, anche detto tenosinovite stenosante, è un disturbo in cui una delle dita della mano rimane bloccata in posizione piegata e poi si raddrizza improvvisamente con uno scatto, un po’ come un grilletto.

Se il disturbo è particolarmente grave, il dito può rimanere definitivamente piegato.

Disturbo in molti casi doloroso, il dito a scatto è causato dal restringimento della membrana che circonda il tendine del dito colpito. Chi, per lavoro o per hobby, deve eseguire movimenti di presa ripetuti è maggiormente soggetto al dito a scatto che, tra l’altro, è maggiormente diffuso tra le donne e nei pazienti diabetici.

La terapia del dito a scatto dipende dalla gravità del disturbo.

Cause

Il dito a scatto è causato dal restringimento della membrana che circonda il tendine del dito colpito: i tendini sono cordoni fibrosi che collegano il muscolo all’osso e sono circondati da una membrana protettiva, a sua volta rivestita da una sostanza detta tenosinovia. Questa sostanza rilascia il fluido lubrificante che fa scorrere il tendine senza attriti nella sua membrana, quando pieghiamo e raddrizziamo le dita. Il tendine, quindi, può essere paragonato a una corda che scorre all’interno di un tubo lubrificato.

Se la tenosinovia si infiamma frequentemente o per lunghi periodi, lo spazio all’interno della membrana del tendine si restringe. Il tendine, quindi, non riesce a scorrere nella membrana, e il dito rimane bloccato in posizione piegata prima di raddrizzarsi con uno scatto. Ad ogni scatto, il tendine si irrita e si infiamma sempre più, peggiorando ulteriormente il problema. Se l’infiammazione è prolungata, si possono formare cicatrici, ispessimenti (fibrosi) e gonfiori (noduli).

Fattori di rischio

Tra i fattori di rischio per il dito a scatto ricordiamo:

  • Movimenti di presa ripetuti. Se siete costretti a movimenti di presa con le dita, ad esempio per lavoro o perché suonate uno strumento, potreste essere maggiormente soggetti al dito a scatto.
  • Problemi di salute. Siete maggiormente a rischio di soffrire di dito a scatto se soffrite di particolari disturbi, come l’artrite reumatoide, il diabete, l’ipotiroidismo, l’amiloidosi e determinate infezioni, come la tubercolosi.
  • Sesso. Il dito a scatto colpisce con maggior frequenza le donne.

Sintomi

I segni e i sintomi del dito a scatto possono essere di varia gravità e comprendono:

  • rigidità del dito, soprattutto al mattino,
  • sensazione di schiocco o scatto quando si muove il dito,
  • dolore o nodulo alla base del dito colpito,
  • dito bloccato in posizione piegata e che si raddrizza all’improvviso,
  • dito bloccato in posizione piegata, senza che il paziente riesca a raddrizzarlo.

Il dito a scatto colpisce con maggior frequenza la mano dominante e, nella maggior parte dei casi, il pollice, il medio o l’anulare. Possono essere colpite più dita contemporaneamente, anche di entrambe le mani. Lo scatto, di norma, è più pronunciato al mattino, oppure quando si afferra saldamente qualcosa o quando si estende il dito.

Il dito a scatto è un disturbo completamente diverso dalla malattia di Dupuytren, che invece è una sindrome causata dall’ispessimento e dall’accorciamento del tessuto connettivo del palmo della mano. Il dito a scatto, però, può presentarsi contemporaneamente a questa sindrome.

Quando chiamare il medico

Se soffrite di rigidità o scatti all’articolazione di un dito, avvertite il medico, in modo che possa verificare i sintomi e farvi una visita alla mano.

Se l’articolazione del dito è calda ed infiammata,andate immediatamente dal medico, perché i sintomi probabilmente indicano che è in corso un’infezione.

Diagnosi

Probabilmente per prima cosa vi recherete dal medico di famiglia o dal vostro medico di fiducia per capire qual è la causa dei sintomi.

Il medico probabilmente vi rivolgerà molte domande. Se sarete pronti a rispondere, potrete risparmiare tempo per ricapitolare le informazioni per voi più importanti.

Tra le domande che il medico probabilmente vi rivolgerà ricordiamo:

  • Di quali sintomi soffre?
  • Da quanto tempo lamenta questi sintomi?
  • I sintomi di tanto in tanto si interrompono o sono continui?
  • C’è qualcosa che sembra farli migliorare o regredire?
  • C’è qualcosa che sembra farli peggiorare?
  • I sintomi sono più intensi al mattino o in determinati moment della giornata?
  • Fa movimenti ripetitivi con le mani quand’è al lavoro oppure per hobby?
  • Recentemente ha riportato trauma alla mano?

Esami e diagnosi

La diagnosi di dito a scatto non richiede esami particolarmente approfonditi. Il medico può diagnosticare il disturbo basandosi sull’anamnesi e sulla visita. Durante la visita il medico vi chiederà di aprire e chiudere la mano, controllando in quali zone hanno origine il dolore, la rigidità e il blocco.

In rari casi, il medico può iniettare un anestetico locale per diminuire il dolore durante la visita delle dita e della mano.

Cura e terapia

La terapia del dito a scatto varia a seconda della gravità e della durata del disturbo.

Terapia dei casi più lievi

Se i sintomi sono lievi o poco frequenti, può essere utile ricorrere a queste tecniche:

  • Steccatura. Il medico può steccarvi il dito per tenerlo in posizione estesa fino a sei settimane. La steccatura serve per far riposare l’articolazione e vi impedisce di richiudere il dito a pugno mentre stante dormendo, cosa che potrebbe farvi provare dolore quando lo muovete al mattino.
  • Esercizio per le dita. Il medico potrebbe suggerirvi di svolgere con delicatezza esercizi che conservino la mobilità articolare del dito.
  • Evitate i movimenti di presa ripetuti. Per almeno tre, quattro settimane, evitate le attività che comportano movimenti di presa ripetuti, la chiusura delle dita a pugno o l’uso prolungato di macchinari che vibrano.

Terapia dei casi più gravi

Se i sintomi sono più gravi, il medico probabilmente vi consiglierà altri approcci, ad esempio:

  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). I farmaci antinfiammatori non steroidei, come l’ibuprofene (Moment®, MomentAct®, Buscofen®, Brufen®, Spidifen®, Spididol®, …) possono alleviare il gonfiore che restringe la membrana del tendine e impedisce al tendine di muoversi. Questi farmaci possono anche alleviare il dolore connesso al dito a scatto.
  • Steroidi. L’iniezione di uno steroide (cortisone) nelle vicinanze o direttamente nella membrana del tendine può essere utile per diminuire l’infiammazione della membrana. Questa terapia è più efficace se somministrata immediatamente dopo la comparsa dei sintomi. Le iniezioni, se necessario, possono essere ripetute, ma potrebbero non essere efficaci come l’iniezione iniziale singola. Le iniezioni di steroidi potrebbero essere meno efficaci nei pazienti che soffrono anche di altre patologie, come l’artrite reumatoide o il diabete.
  • Release percutaneo. In quest’intervento, eseguito in anestesia locale, i medici usano una siringa per riportare alla posizione normale il dito bloccato. L’intervento è più efficace per l’indice, il medio e l’anulare.
  • Intervento chirurgico. Pur essendo meno frequente rispetto alle altre terapie, la tenolisi chirurgica può essere necessaria per situazioni di blocco più problematiche, per le quali le altre terapie si sono dimostrate inefficaci.

Stile di vita e rimedi pratici

Per alleviare i sintomi del dito a scatto possono essere utili diversi rimedi pratici:

  • Riposo. Il dito bloccato può rilassarsi parzialmente se si riposa la mano per 4-6 settimane. Per evitare il sovraccarico di lavoro del dito, può essere necessario modificare la propria routine per minimizzare i movimenti di presa ripetuti.
  • Maniluvi in acqua tiepida. Mettere la mano in acqua tiepida, soprattutto al mattino, può essere utile per diminuire la gravità della sensazione di blocco durante la giornata. Se i maniluvi sono utili, potete ripeterli diverse volte al giorno.
  • Massaggi. Massaggiare il dito colpito può dare un senso di benessere e contribuire ad alleviare il dolore, però è del tutto inutile contro l’infiammazione.

Fonte Principale: Mayo Clinic (traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno)


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Giusy

    Quindi anche lei conferma che ansia?? Dice di andare a fare qualche esame o visite?? Anche se gli esami li ho fatti a novembre quando a dicembre sono stata operata hai calcoli alla cistifellea dice di stare tranquilla e di prendere la camomilla che poi passa da sola? ? Grazie grazie di cuore per il suo sostegno aspetto sua risposta dottor cimurro mi scusi se le scrivo ma e per calmarmi ancora di più datto che e un dottore e se ne intende grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se il medico l’ha visitata da poco come mi sembra di aver capito ed ha diagnosticato ansia non c’è motivo per procedere ad ulteriori controlli.

  2. Giusy

    No la.dotoressa non mi ha visitata l.ho.chiamata.e abbiamo parlato gli ho spiegato i miei sintomi e mi ha detto di stare tranquilla che e un pochino di ansia di fumare di meno e bere meno caffè gli ho chiesto se potevo fare degli esami o qualche visita mi ha detto Giusy non ce ne bisogno devi stare piu tranquilla lei sa che me ne vado in paranoia per qualsiasi dolore ché ho penso che ho qualcosa di male aspetto sua risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Condivido il parere della dottoressa, stia serena perchè non c’è bisogno di alcun esame.

  3. Giusy

    Grazie dottor cimurro cercherò di stare più tranquilla cosi mi passa in fretta grazie di cuoreeeeeeeee

  4. kiaretta

    mi scusi a settembre mi opereró al dito a scatto e visto che ho 12 anni il chirurgo mi ha detto che mi fará una blanda sedazione. Mi puó dire come si fa, gli effetti che produce e se c’è bisogno del tubicino?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non so dirti se sarà sufficiente una sedazione profonda (senza “tubicino”), ma non credo, probabilmente sarà un’anestesia generale classica con dosaggi adatti alla tua età.

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