Disturbi e malattie del pene

Ultimo Aggiornamento: 1179 giorni

Il pene è uno degli organi esterni dell’apparato riproduttore maschile; da un punto di vista clinico è formato da tre parti:

  • la base, cioè la parte attaccata alla parete addominale,
  • l’asta,
  • il glande, cioè la sommità di forma conica.

L’apertura dell’uretra, il tubicino che consente il passaggio dello sperma e dell’urina, si trova sulla sommità del glande.

L’asta del pene è di forma cilindrica ed è costituita da tre camere interne, fatte di tessuto spugnoso ed erettile. Il tessuto contiene migliaia di corpi cavernosi, cavità che si riempiono di sangue quando si è eccitati, e con l’afflusso del sangue il pene si irrigidisce: l’erezione permette la penetrazione durante i rapporti. La pelle del pene è ampia ed elastica e quindi si adatta all’erezione.

Lo sperma, che contiene gli spermatozoi (le cellule riproduttive maschili), viene eiaculato dal pene quando si raggiunge l’orgasmo. I disturbi del pene possono influire negativamente sulla funzionalità sessuale e sulla fertilità.

Tra i disturbi che possono colpire il pene ricordiamo:

Priapismo

Il priapismo è un’erezione continua, spesso dolorosa, che può continuare per alcune ore o alcuni giorni. L’erezione causata dal priapismo non è connessa all’attività sessuale e non cessa dopo l’orgasmo: il sangue affluisce al pene, ma non defluisce correttamente. Tra le cause più frequenti del priapismo ricordiamo:

Il priapismo deve essere curato, perché un’erezione prolungata potrebbe danneggiare il pene: lo scopo della terapia è quello di attenuare l’erezione e mantenere intatta la funzionalità dell’organo. Nella maggior parte dei casi si procede ad un drenaggio del sangue mediante una siringa che lo aspira dall’asta. Possono anche essere usati farmaci vasocostrittori che fanno diminuire l’afflusso di sangue. Raramente si rivela necessario l’intervento chirurgico per evitare lesioni permanenti. Se il disturbo è causato dall’anemia falciforme, probabilmente si dovrà ricorrere a una trasfusione di sangue.

Sindrome di La Peyronie

Nei pazienti affetti dalla sindrome di La Peyronie si forma una placca od un rigonfiamento duro sul pene. La placca si sviluppa quasi sempre sulla parte superiore del pene oppure, più raramente, nella parte inferiore, negli strati che contengono il tessuto erettile. La placca di solito compare come un’area di irritazione e infiammazione localizzata e può trasformarsi in una lesione più dura. La lesione fa diminuire l’elasticità del pene nella zona colpita.

La sindrome di La Peyronie è per lo più un disturbo lieve che guarisce spontaneamente nel giro di 6-15 mesi. In questi casi il problema non si aggrava ed è limitato a una semplice infiammazione. Nei casi più gravi, invece, il disturbo può durare per anni. La placca indurita fa diminuire la flessibilità, causando dolore e costringendo il pene a piegarsi o arcuarsi durante l’erezione.

Oltre ad arcuare il pene, la sindrome di La Peyronie può causare dolore in condizioni normali, ma anche durante l’erezione. Può anche causare stress emotivo e avere ricadute negative sul desiderio e sulla funzionalità sessuale.

La causa esatta della sindrome di La Peyronie non è nota con esattezza: i casi che si sviluppano in fretta, che durano per poco tempo e scompaiono senza terapie, sono quasi sempre dovuti a un trauma (ferite o curvature) che causa un sanguinamento interno del pene. Alcuni casi di sindrome di La Peyronie, tuttavia, hanno un decorso più lento e sono abbastanza gravi da richiedere un intervento chirurgico. Tra le altre possibili cause della sindrome di La Peyronie ricordiamo:

  • Vasculite. È un’infiammazione del sangue o dei vasi linfatici che può portare alla formazione di lesioni.
  • Malattie del tessuto connettivo. Secondo il National Institute of Health americano, il 30 per cento circa dei pazienti colpiti dalla sindrome di La Peyronie si ammala anche di disturbi che colpiscono il tessuto connettivo in altre parti dell’organismo. Questi disturbi di solito causano l’ispessimento o l’indurimento del tessuto connettivo, un tessuto specializzato che serve da supporto ad altri tessuti dell’organismo e si trova ad esempio nelle cartilagini, nelle ossa e nella pelle.
  • Ereditarietà. Alcune ricerche ipotizzano che i pazienti che hanno un parente affetto dalla sindrome di La Peyronie corrono un rischio maggiore di ammalarsi della stessa sindrome.

La placca sintomo della sindrome spesso regredisce o scompare senza alcuna terapia, quindi la maggior parte dei medici consiglia di aspettare 1-2 anni o più prima di tentare di correggerla chirurgicamente. In molti casi l’intervento chirurgico produce risultati positivi, ma si possono verificare delle complicazioni e molti dei problemi connessi alla sindrome (ad esempio l’accorciamento del pene) non vengono corretti dall’intervento, quindi la maggior parte dei medici preferisce intervenire chirurgicamente solo negli uomini con curvature talmente pronunciate da rendere impossibili i rapporti.

Per curare la sindrome di La Peyronie esistono due tecniche chirurgiche.

  1. Nella prima viene rimossa la placca e poi la zona viene coperta con un pezzo di pelle o di materiale artificiale (trapianto di pelle).
  2. Nella seconda il chirurgo rimuove o pizzica il tessuto dalla parte del pene opposta alla placca, impedendo così al pene di arcuarsi.

Con il primo metodo si può perdere parzialmente la funzionalità erettile e soprattutto la rigidità. Con il secondo metodo, noto come intervento di Nesbit, il pene eretto sarà più corto.

La terapia non chirurgica per la sindrome di Peyronie comporta l’iniezione di farmaci direttamente nella placca, per cercare di ammorbidire il tessuto colpito, diminuire il dolore e correggere la curvature del pene. È possibile usare le protesi peniene nei casi in cui il disturbo impedisce al paziente di raggiungere o mantenere l’erezione.

Balanite

La balanite è un’infiammazione della pelle che copre la sommità del pene. Un disturbo simile è la balanopostite, cioè l’infiammazione del glande e del frenulo. Tra i sintomi della balanite ricordiamo:

  • rossore,
  • dolore,
  • prurito,
  • eruzione cutanea,
  • perdite maleodoranti.

La balanite colpisce soprattutto gli uomini e i ragazzi non circoncisi (che non si sono fatti rimuovere chirurgicamente il frenulo) e che non prestano sufficiente attenzione all’igiene. L’infiammazione si può verificare se la pelle sotto al prepuzio, che è più sensibile, non viene lavata regolarmente, permettendo così al sudore, alla pelle morta e ai batteri di raccogliersi sotto al prepuzio e causare l’irritazione. Se il prepuzio è stretto, può essere più difficile tenere pulita la zona: l’irritazione è causata da una sostanza maleodorante (smegma) che si può accumulare sotto al prepuzio.

Tra le altre cause possiamo avere:

  • Dermatite/allergia. La dermatite è un’infiammazione della pelle, causata in molti casi da una sostanza irritante o da un’allergia da contatto. La sensibilità alle sostanze chimiche presenti in certi prodotti, ad esempio nei saponi, nei detergenti, nei profumi e nelle creme spermicide, può causare una reazione allergica, con irritazione, prurito ed eruzione cutanea.
  • Infezione. L’infezione dovuta al lievito Candida albicans (la candida) può provocare un’eruzione cutanea con prurito e macchioline. Alcune malattie sessualmente trasmissibili, come la gonorrea, l’herpes genitale e la sifilide, possono causare i sintomi della balanite.

Inoltre i pazienti diabetici hanno maggiori probabilità di soffrire di balanite, perchè il glucosio (lo zucchero) presente nelle urine che rimane sotto il prepuzio è un ottimo terreno di coltura per i batteri.

L’infiammazione cronica del glande e del prepuzio può causare lesioni che a loro volta provocano il restringimento del prepuzio (fimosi) e dell’uretra (il tubicino che permette all’urina di fuoriuscire dalla vescica). L’infiammazione può anche far gonfiare il frenulo e provocare quindi lesioni al pene.

La terapia della balanite dipende dalla causa del disturbo:

  • Se c’è un’infezione la terapia comprenderà un antibiotico o un antimicotico specifico.
  • Se l’infiammazione è particolarmente grave o persistente, potrà essere consigliata la circoncisione.

È possibile prevenire le ricadute facendo attenzione all’igiene intima, inoltre è importante evitare i saponi o le sostanze chimiche aggressive, soprattutto quelle che potrebbero provocare reazioni cutanee.

Per approfondimenti fare riferimento all’articolo specifico (Balanite: sintomi, cura e cause).

Fimosi e parafimosi

Nei pazienti che soffrono di fimosi il prepuzio è talmente stretto che non è possibile ritrarlo per scoprire la sommità del pene. La parafimosi, invece, si verifica se il prepuzio, una volta ritratto, non riesce a ritornare nella posizione originaria.

La fimosi, che è molto comune tra i bambini, può essere congenita, cioè presente fin dalla nascita. Può anche essere provocata da un’infezione o da una lesione causata da un trauma o da un’infiammazione cronica. Un’altra causa della fimosi è la balanite, che provoca lesioni e restringimento del frenulo. È necessario un intervento medico tempestivo se il disturbo impedisce o ostacola la minzione.

La parafimosi è una situazione di emergenza che può causare gravi complicazioni se non viene curata; può comparire dopo un’erezione o dopo un rapporto, oppure può essere causata da un trauma al glande. Chi soffre di parafimosi non riesce a ricoprire il glande. Se si lascia trascorrere troppo tempo, il pene comincia a far male e a gonfiarsi e iniziano i problemi circolatori. Nei casi più gravi, infine, il mancato afflusso di sangue può causare la morte dei tessuti (cancrena) e può rendere necessaria l’amputazione del pene.

La terapia della fimosi può consistere in esercizi manuali di stiramento del prepuzio, ripetuti per un certo periodo di tempo. In alcuni casi il prepuzio può diventare più elastico grazie a determinati farmaci per uso topico, oppure può essere utile la circoncisione. Un altro intervento, la frenuloplastica, comporta la separazione chirurgica del prepuzio e del glande: è meno traumatico della circoncisione perché mantiene intatto il frenulo.

La terapia della parafimosi mira a far diminuire il gonfiore del glande e del prepuzio. Per ridurre il gonfiore può essere utile applicare del ghiaccio e anche premere leggermente sul glande per far uscire il sangue e i liquidi. Se nemmeno così si riesce a diminuire il gonfiore e a far ritornare il prepuzio nella posizione normale, può essere necessaria un’iniezione di farmaci drenanti. Nei casi più gravi, infine, il chirurgo praticherà delle piccole incisioni sul prepuzio, per permettergli di scorrere. La parafimosi può anche essere curata con la circoncisione.

Tumore del pene

Il tumore del pene è una forma di cancro molto rara che si verifica quando cellule anomale presenti nel pene iniziano a dividersi e a proliferare in modo incontrollato.

La causa del tumore al pene non è nota con esattezza, ma si sa che la probabilità di ammalarsi può aumentare in presenza di determinati fattori di rischio. Un fattore di rischio è un’abitudine o una condizione che fa aumentare il rischio di ammalarsi. Tra i fattori di rischio per il tumore al pene ricordiamo:

  • Circoncisione. Chi non è circonciso corre un maggior rischio di ammalarsi.
  • Papillomavirus (HPV). Il papillomavirus è in realtà un gruppo costituito da più di 70 tipi di virus in grado di provocare verruche genitali (papillomi). Alcuni tipi di HPV possono infettare gli organi genitali e la zona anale e vengono trasmessi mediante contatto sessuale.
  • Fumo. Il fumo espone tutto l’organismo, e non solo i polmoni, a diverse sostanze cancerogene.
  • Smegma. Le secrezioni oleose della pelle si possono accumulare sotto il prepuzio. Il risultato è una sostanza densa e maleodorante, detta smegma. Se il pene non viene pulito adeguatamente, lo smegma può causare irritazione e infiammazioni.
  • Fimosi. In questo disturbo il prepuzio si restringe ed è difficile ritrarlo.
  • Terapia per la psoriasi. La psoriasi, una malattia della pelle, a volte può essere curata con una combinazione di farmaci ed esposizione ai raggi ultravioletti.
  • Età. La maggior parte dei casi di tumore al pene si verifica in persone di età superiore ai 50 anni.

Tra i sintomi del tumore al pene troviamo

  • gonfiori o lesioni al pene,
  • perdite anomale,
  • sanguinamento.

La terapia più frequente la rimozione chirurgica del cancro. Il medico può rimuovere il tumore usando uno degli interventi seguenti:

  • Intervento chirurgico locale. Rimuove unicamente il tumore e parte dei tessuti sani che lo circondano.
  • Microchirurgia: in quest’intervento vengono rimossi il tumore e meno tessuto sano possibile. Durante l’intervento il chirurgo usa il microscopio per esaminare la zona e rimuovere tutte le cellule malate.
  • La chirurgia laser usa un fascio di luce concentrato per rimuovere le cellule tumorali.
  • La circoncisione è l’intervento di rimozione del frenulo.
  • L’amputazione del pene (penectomia) è l’operazione in cui viene rimosso tutto il pene. È la terapia più frequente e più efficace per il tumore al pene. Nella penectomia parziale, viene rimossa solo parte del pene, mentre nella penectomia totale il pene viene totalmente amputato. Durante l’intervento possono essere rimossi anche i linfonodi inguinali.

Tra le altre possibili terapie ricordiamo la radioterapia (uso di forti radiazioni per attaccare il tumore) e la chemioterapia che combatte il tumore usando speciali farmaci.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Xchè proprio nn saprei cosa dire alla mia compagna se risultasse positivo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi perdoni la schiettezza, ma se fosse sieropositivo ritiene che sarebbe più giusto continuare ad avere con lei rapporti non protetti?

      Faccia il test, si tolga il dubbio ed inizi a godersi questa avventura di 9 mesi più una vita!

  2. Anonimo

    No dottore nn continuerei ad avere rapporti nn protetti ma il mìo problema più grande sarebbe come cumunicarglielo,e poi il pensiero di aver rovinato la vita a 2 xsone

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Proceda con il test, ho fiducia che sarà negativo e ci saremo tolti un peso; se fosse positivo sarebbe necessario saperlo il prima possibile, perchè sua moglie potrebbe non essere ancora stata contagiata.

  3. Anonimo

    Buongiorno dottore, ho subito da 4 mesi circa un intervento di circoncisione parziale. Ad oggi l’edema persiste e non sembra dare segni di diminuire. Inoltre una spiacevolissima zona in cima all’asta e prima del inizio della corona del glande è rossissima e composta da palle “viva”. Il pene produce una sostanza appiccicosa e giallognola ed inoltre la fimosi parziale diagnosticatami prima dell’intervento non sembra essere superata perche non riesco a scoprire il glande durante l’erezione. Inoltre il frenulo posto sullo scroto è stato riattaccato a destra rispetto al centro del’asse del pene(perdoni l’incapacita nello spiegarsi). Vorrei sapere se devo preoccuparmi dato che ho gia subito un intervento di frenulotomia e questo di circoncisione parziale e dato che avrei bisogno di vivere una vita sessuale normale data la mia eta (17 anni), il che mi è impedito da anni a causa della fimosi e se potrei dover subire altri interventi. La ringrazio

    1. Anonimo

      buongiorno, ho fatto la visita e l’urologo mi ha somministrato una sostanza per far tornare alla normalià la sosanza composa da pelle viva. se entro un mese il risultato non sarà soddisfacente dovrò sottopormi a una piccola operazion. la pelle non scende perfettamente e mi è stata data una crema per l’elasticità, ma tutto ciò non è un problema dato che è risolvibile con una circoncisione totale. il gonfiore si è attenuato. l’unico vero problema è il frenulo che è spostato. il dottore mi ha detto che il frenulo è stato riattaccato esattamente dove prima e se è disallineato è solo per conformazione. però il frenulo mi provoca un fastidio indecente e sono sicuro che non fosse così prima dell’operazione. oltre ad essere spostato ha anche reso il glande molto più sensibile dalla parte in cui è stato riattaccato. il medico è un primario amico di famiglia e i miei genitori sostengono che il problema non esiste solo perchè il dottore è molto qualificato. secondo lei è possibile che il frenulo sia stato riattaccato in modo scorretto, cioè non allineato al centro? la pregherei di fare un po’ di luce su questo aspetto. grazie mille

  4. Michele

    Salve dottore io lo fatto con la mia ragazza e dopo 3 eiaculazioni non ho potuto piu avere un erezione per continuare il rapporto mica e qualcosa di grave o e la stanchezza e devo riposare?

  5. Anonimo

    Buongiorno dottore io soffro di psoriasi guattata,ho qualche macchia sulle braccia,schiena,faccia e dietro le orecchie,il problema è un altro circa 15 g fà mi sono uscite 3 macchie rosse sulla pelle interna del prepuzio xò si vedono solo retrando la pelle,ho sentito il medico che mi ha detto di usare canesten 1 settimana,se nn passava di usare il locoidon crema,cosa che ho fatto,il problema è che il rossore è diminuito xò adesso che ho finito la doccia ho notato che quelle macchie sono diventate bianche può essere anche quella psoriasi?sembrano quasi placche xò la pelle nn è secca

  6. Anonimo

    E poi ho notato che ho anche il glande arrossato e secco e anche il prepuzio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Termini la cura relativamente ai tempi che le ha consigliato il dermatologo, se non passasse glielo segnali.

  7. Anonimo

    Gentile Dottore,
    in seguito a problemi al glande( rossore,puntini rossi e dolore) ho fatto delle analisi da cui e’ risultata la presenza di stafilococco del tipo MRCNS.
    Ho letto che e’ difficile da combattere.
    Posso guarire?
    Volevo chiederle inoltre se c’e’ pericolo di trasmetterlo ai miei famigliari in casa.
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, guarirà sicuramente.
      2. Con un minimo di attenzione (per esempio l’uso di un asciugamano personale per l’igiene intima) non ci saranno problemi.

    2. Anonimo

      Grazie Dottore,
      ho letto che molti antibiotici non hanno effetto e sono molto preoccupato.
      Mi ha molto sollevato.
      Grazie

    3. Anonimo

      Gentile Dottore,
      mi hanno prescritto due settimane di antibiotici.
      Adesso sono al sesto giorno ma non ho visto grandi miglioramenti.
      Forse e’ ancora presto affinche’ gli antibiotici facciano effetto?

    4. Anonimo

      Gentile Dottore,
      oggi sono andato a fare un’altra visita per la presenza di Staphylococcus aureus resistente alla meticillina nella zona del glande.
      Mi ha detto che devo stare tranquillo perche’ tutti hanno la presenza di questi stafilococchi e non mi ha dato nessuna medicina da prendere.
      Mi posso fidare?

  8. Alex

    Salve io ho un problema ho 22 anni….sto cercando tra 100000 di siti ma nn riesco a capire adesso vi spiego….. e da 3 giorni non so cosa ho sul pene (filetto e intorno ) mi si e formata tipo una sovrapelle bianca cerco di toglierla ma non si toglie sul filetto mi si e formato tipo una lacerazione ma piccolissima tipo una ferita …….il motivo puo essere che io non porto al termine la masturbazione ( sto per venire mi fermo ) e cosi lo faccio sempre …..forse puo essere eccesso di smegma vi prego rispondetemi sto in ansia aiutatemi

    1. Anonimo

      Si sempre……ogni volta che urino mi lavo ….perche in passato ho avuto una stenosi uretrale per prostatite acuta e da allora anche quando urino mi lavo….scusi dottore e possibile anche che mi sto lavando con con un sapone liquido infasil per igiene intima neutro?? Grazie mille dottore che mi ha risposto

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere balanopostite, non dovrebbe essere un problema da questo punto di vista la masturbazione senza eiaculazione, che invece NON fa bene alla prostata.

    3. Anonimo

      Anche quando ho avuto il catetere mi era uscita questa cosa adesso che ricordo….

  9. Alfonso

    Buona sera dottore
    Da qualche tempo per la precisione luglio 2015 accusavo dolore al fianco sx
    Fatto esami urina ecografia tutt ok
    Tranne sabbiolina nel rene sx
    Dopo un po il dolore al fianco e scomparso e mi è preso ai testicolo in particolare a sx
    Ed un forte bruciore quando urino
    Cosa potrebbe essere
    Grazie

  10. Alex

    Buona sera dottore, due settimane fa avevo un brufolo sotto pelle nell’estremo lato destro dello scroto ma comunque non attaccato e gli ho fatto una leggera pressione per scoppiarlo senza successo quindi ho lasciato che si ritirasse da solo soltanto che dopo qualche giorno era sparito ed è comparso nel solito punto un rigonfiamento di circa 4 centimetri con perdita di pelle e un lieve dolore se viene massaggiato ed un odore non dei migliori ma non molto accentuato. Potrebbe dirmi se ha un idea di cosa si tratta e se mi devo preoccupare ?

    1. Alex

      ultimamente non ho più rapporti sessuali da almeno 2 mesi e gli ultimi sono stati protetti

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente una leggera infezione locale, raccomando il parere del medico per valutare se favorirne la guarigione con apposite creme.

  11. mario

    salve dottore,è da diverso tempo che non ho elasticita’ sulla pelle del pene su consiglio medico ho usato piascledine 50g ma non ho avuto molti risultati,cè un rimedio piu’ specifico grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      La situazione va rivalutata dall’urologo o dal dermatologo, ci sono altre preparazioni topiche od al limite l’intervento.

  12. zaza

    dal giugno 2015 in zona dx lato testicolo mi è comparso un edema curato gentamina e betametasone in crema ed è temporaneamente
    scomparso ora è ripreso con edena sanguinante tra coscia e pene sempre lato dx più lievi protuberanze nella zona sempre dx con palpabile durezza.Cosa mi consiglia !! Grazie dottore

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Visita dermatologica, quello che serve è innanzi tutto una diagnosi.

  13. Anonimo

    Gentile Dottore,
    se mi e’ possibile vorrei chiederle un ultimo chiarimento.
    Questi Staphylococcus aureus resistente alla meticillina quindi non sono da considerarsi una malattia? Scusi ma non ci sto capendo piu’ niente.

    1. Anonimo

      Gentile Dottore,
      approfitto della sua gentilezza per chiederle un altro chiarimento.
      Volevo sapere se ho rapporti con mia moglie potrei attaccarglieli? L’uso del preservativo puo’ permetterci rapporti o ormai e’ meglio evitare.
      Ho tanta paura di attaccarglieli.
      Grazie

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ultima parola al medico, ma non dovrebbero esserci problemi se non è stata prescritta cura.

  14. anonimo

    Bonasera dottore io il problema che da due settimane cerco di avere rapporto con mia moglie pero non ci riesco si alza il peni pero diventa subito mocho cosa che non e successo mai presciso che ho 30 anni

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Si rivolga con fiducia ad un andrologo, il problema è risolvibile, ma serve prima di tutto capire la causa.

  15. carmelo di messina

    caro dottore sono stato operato di fimosi con la circoncisione, il glande è rimasto scoperto per cui ho perduto la sensibilitae con questo penso di aver avuto una diminuzione della lunghezza, cosa posso fare

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      La lunghezza del pene le garantisco che è rimasta invariata.

  16. Giovanni

    Gentile Dr. Cimurro, mi perdoni se non userò termini tecnici. Da diverse settimane, quando cerco di scoprire interamente il glande, la sua parte inferiore (la zona piu larga del glande) è come appiccicata alla pelle. Riesco comunque a scoprire il glande ma mi spello un po il glande. Non mi è mai successo in passato, cosa mi può dire a riguardo?
    La ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra balanopostite; non aspetti oltre per rivolgersi al medico, per non rischiare una fimosi (impossibilità di scoprire il glande).

    2. Giovanni

      MI ero già informato ieri ed oggi su questo tipo di problema e so che l’articolo in questione lo accenna, ma le chiedo un parere rapido perchè sono un pò allarmato.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se così fosse non è grave, ma può diventarlo se trascurato.

    4. Giovanni

      La ringrazio per la risposta, mi rivolgerò al mio medico. Può accennarmi quali sono le possibili cure ed in media in quanto tempo si può risolvere la cosa? Non ruberò altro spazio a questa pagina, di nuovo grazie.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sempre ammesso e non concesso che l’ipotesi sia giusta:

      1. In genere si usano creme (antibiotiche e/o antimicotiche e/o cortisoniche in base al tipo di infezione),
      2. da pochi giorni a qualche settimana a seconda del caso.

    6. Giovanni

      Le chiedo scusa se intervengo nuovamente, le volevo chiedere se per casi come questo è conveniente fare una visita da un urologo o da un dermatologo/venerologo.
      La saluto cordialmente

    7. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il dermatologo è sicuramente lo specialista di riferimento, ma inizialmente può sentire il suo medico.

    8. Giovanni

      Il medico mi ha detto micosi (anche se lieve, visivamente non c’è quasi nulla o me ne sarei accorto subito) e prescritto una crema, pevaryl, da applicare sotto il glande dopo la pulizia e di chiudere il glande con la crema dentro. Ripetere l’operazione una volta al giorno.

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