Disturbi e malattie del pene

Ultimo Aggiornamento: 863 giorni

Il pene è uno degli organi esterni dell’apparato riproduttore maschile; da un punto di vista clinico è formato da tre parti:

  • la base, cioè la parte attaccata alla parete addominale,
  • l’asta,
  • il glande, cioè la sommità di forma conica.

L’apertura dell’uretra, il tubicino che consente il passaggio dello sperma e dell’urina, si trova sulla sommità del glande.

L’asta del pene è di forma cilindrica ed è costituita da tre camere interne, fatte di tessuto spugnoso ed erettile. Il tessuto contiene migliaia di corpi cavernosi, cavità che si riempiono di sangue quando si è eccitati, e con l’afflusso del sangue il pene si irrigidisce: l’erezione permette la penetrazione durante i rapporti. La pelle del pene è ampia ed elastica e quindi si adatta all’erezione.

Lo sperma, che contiene gli spermatozoi (le cellule riproduttive maschili), viene eiaculato dal pene quando si raggiunge l’orgasmo. I disturbi del pene possono influire negativamente sulla funzionalità sessuale e sulla fertilità.

Tra i disturbi che possono colpire il pene ricordiamo:

Priapismo

Il priapismo è un’erezione continua, spesso dolorosa, che può continuare per alcune ore o alcuni giorni. L’erezione causata dal priapismo non è connessa all’attività sessuale e non cessa dopo l’orgasmo: il sangue affluisce al pene, ma non defluisce correttamente. Tra le cause più frequenti del priapismo ricordiamo:

Il priapismo deve essere curato, perché un’erezione prolungata potrebbe danneggiare il pene: lo scopo della terapia è quello di attenuare l’erezione e mantenere intatta la funzionalità dell’organo. Nella maggior parte dei casi si procede ad un drenaggio del sangue mediante una siringa che lo aspira dall’asta. Possono anche essere usati farmaci vasocostrittori che fanno diminuire l’afflusso di sangue. Raramente si rivela necessario l’intervento chirurgico per evitare lesioni permanenti. Se il disturbo è causato dall’anemia falciforme, probabilmente si dovrà ricorrere a una trasfusione di sangue.

Sindrome di La Peyronie

Nei pazienti affetti dalla sindrome di La Peyronie si forma una placca od un rigonfiamento duro sul pene. La placca si sviluppa quasi sempre sulla parte superiore del pene oppure, più raramente, nella parte inferiore, negli strati che contengono il tessuto erettile. La placca di solito compare come un’area di irritazione e infiammazione localizzata e può trasformarsi in una lesione più dura. La lesione fa diminuire l’elasticità del pene nella zona colpita.

La sindrome di La Peyronie è per lo più un disturbo lieve che guarisce spontaneamente nel giro di 6-15 mesi. In questi casi il problema non si aggrava ed è limitato a una semplice infiammazione. Nei casi più gravi, invece, il disturbo può durare per anni. La placca indurita fa diminuire la flessibilità, causando dolore e costringendo il pene a piegarsi o arcuarsi durante l’erezione.

Oltre ad arcuare il pene, la sindrome di La Peyronie può causare dolore in condizioni normali, ma anche durante l’erezione. Può anche causare stress emotivo e avere ricadute negative sul desiderio e sulla funzionalità sessuale.

La causa esatta della sindrome di La Peyronie non è nota con esattezza: i casi che si sviluppano in fretta, che durano per poco tempo e scompaiono senza terapie, sono quasi sempre dovuti a un trauma (ferite o curvature) che causa un sanguinamento interno del pene. Alcuni casi di sindrome di La Peyronie, tuttavia, hanno un decorso più lento e sono abbastanza gravi da richiedere un intervento chirurgico. Tra le altre possibili cause della sindrome di La Peyronie ricordiamo:

  • Vasculite. È un’infiammazione del sangue o dei vasi linfatici che può portare alla formazione di lesioni.
  • Malattie del tessuto connettivo. Secondo il National Institute of Health americano, il 30 per cento circa dei pazienti colpiti dalla sindrome di La Peyronie si ammala anche di disturbi che colpiscono il tessuto connettivo in altre parti dell’organismo. Questi disturbi di solito causano l’ispessimento o l’indurimento del tessuto connettivo, un tessuto specializzato che serve da supporto ad altri tessuti dell’organismo e si trova ad esempio nelle cartilagini, nelle ossa e nella pelle.
  • Ereditarietà. Alcune ricerche ipotizzano che i pazienti che hanno un parente affetto dalla sindrome di La Peyronie corrono un rischio maggiore di ammalarsi della stessa sindrome.

La placca sintomo della sindrome spesso regredisce o scompare senza alcuna terapia, quindi la maggior parte dei medici consiglia di aspettare 1-2 anni o più prima di tentare di correggerla chirurgicamente. In molti casi l’intervento chirurgico produce risultati positivi, ma si possono verificare delle complicazioni e molti dei problemi connessi alla sindrome (ad esempio l’accorciamento del pene) non vengono corretti dall’intervento, quindi la maggior parte dei medici preferisce intervenire chirurgicamente solo negli uomini con curvature talmente pronunciate da rendere impossibili i rapporti.

Per curare la sindrome di La Peyronie esistono due tecniche chirurgiche.

  1. Nella prima viene rimossa la placca e poi la zona viene coperta con un pezzo di pelle o di materiale artificiale (trapianto di pelle).
  2. Nella seconda il chirurgo rimuove o pizzica il tessuto dalla parte del pene opposta alla placca, impedendo così al pene di arcuarsi.

Con il primo metodo si può perdere parzialmente la funzionalità erettile e soprattutto la rigidità. Con il secondo metodo, noto come intervento di Nesbit, il pene eretto sarà più corto.

La terapia non chirurgica per la sindrome di Peyronie comporta l’iniezione di farmaci direttamente nella placca, per cercare di ammorbidire il tessuto colpito, diminuire il dolore e correggere la curvature del pene. È possibile usare le protesi peniene nei casi in cui il disturbo impedisce al paziente di raggiungere o mantenere l’erezione.

Balanite

La balanite è un’infiammazione della pelle che copre la sommità del pene. Un disturbo simile è la balanopostite, cioè l’infiammazione del glande e del frenulo. Tra i sintomi della balanite ricordiamo:

  • rossore,
  • dolore,
  • prurito,
  • eruzione cutanea,
  • perdite maleodoranti.

La balanite colpisce soprattutto gli uomini e i ragazzi non circoncisi (che non si sono fatti rimuovere chirurgicamente il frenulo) e che non prestano sufficiente attenzione all’igiene. L’infiammazione si può verificare se la pelle sotto al prepuzio, che è più sensibile, non viene lavata regolarmente, permettendo così al sudore, alla pelle morta e ai batteri di raccogliersi sotto al prepuzio e causare l’irritazione. Se il prepuzio è stretto, può essere più difficile tenere pulita la zona: l’irritazione è causata da una sostanza maleodorante (smegma) che si può accumulare sotto al prepuzio.

Tra le altre cause possiamo avere:

  • Dermatite/allergia. La dermatite è un’infiammazione della pelle, causata in molti casi da una sostanza irritante o da un’allergia da contatto. La sensibilità alle sostanze chimiche presenti in certi prodotti, ad esempio nei saponi, nei detergenti, nei profumi e nelle creme spermicide, può causare una reazione allergica, con irritazione, prurito ed eruzione cutanea.
  • Infezione. L’infezione dovuta al lievito Candida albicans (la candida) può provocare un’eruzione cutanea con prurito e macchioline. Alcune malattie sessualmente trasmissibili, come la gonorrea, l’herpes genitale e la sifilide, possono causare i sintomi della balanite.

Inoltre i pazienti diabetici hanno maggiori probabilità di soffrire di balanite, perchè il glucosio (lo zucchero) presente nelle urine che rimane sotto il prepuzio è un ottimo terreno di coltura per i batteri.

L’infiammazione cronica del glande e del prepuzio può causare lesioni che a loro volta provocano il restringimento del prepuzio (fimosi) e dell’uretra (il tubicino che permette all’urina di fuoriuscire dalla vescica). L’infiammazione può anche far gonfiare il frenulo e provocare quindi lesioni al pene.

La terapia della balanite dipende dalla causa del disturbo:

  • Se c’è un’infezione la terapia comprenderà un antibiotico o un antimicotico specifico.
  • Se l’infiammazione è particolarmente grave o persistente, potrà essere consigliata la circoncisione.

È possibile prevenire le ricadute facendo attenzione all’igiene intima, inoltre è importante evitare i saponi o le sostanze chimiche aggressive, soprattutto quelle che potrebbero provocare reazioni cutanee.

Per approfondimenti fare riferimento all’articolo specifico (Balanite: sintomi, cura e cause).

Fimosi e parafimosi

Nei pazienti che soffrono di fimosi il prepuzio è talmente stretto che non è possibile ritrarlo per scoprire la sommità del pene. La parafimosi, invece, si verifica se il prepuzio, una volta ritratto, non riesce a ritornare nella posizione originaria.

La fimosi, che è molto comune tra i bambini, può essere congenita, cioè presente fin dalla nascita. Può anche essere provocata da un’infezione o da una lesione causata da un trauma o da un’infiammazione cronica. Un’altra causa della fimosi è la balanite, che provoca lesioni e restringimento del frenulo. È necessario un intervento medico tempestivo se il disturbo impedisce o ostacola la minzione.

La parafimosi è una situazione di emergenza che può causare gravi complicazioni se non viene curata; può comparire dopo un’erezione o dopo un rapporto, oppure può essere causata da un trauma al glande. Chi soffre di parafimosi non riesce a ricoprire il glande. Se si lascia trascorrere troppo tempo, il pene comincia a far male e a gonfiarsi e iniziano i problemi circolatori. Nei casi più gravi, infine, il mancato afflusso di sangue può causare la morte dei tessuti (cancrena) e può rendere necessaria l’amputazione del pene.

La terapia della fimosi può consistere in esercizi manuali di stiramento del prepuzio, ripetuti per un certo periodo di tempo. In alcuni casi il prepuzio può diventare più elastico grazie a determinati farmaci per uso topico, oppure può essere utile la circoncisione. Un altro intervento, la frenuloplastica, comporta la separazione chirurgica del prepuzio e del glande: è meno traumatico della circoncisione perché mantiene intatto il frenulo.

La terapia della parafimosi mira a far diminuire il gonfiore del glande e del prepuzio. Per ridurre il gonfiore può essere utile applicare del ghiaccio e anche premere leggermente sul glande per far uscire il sangue e i liquidi. Se nemmeno così si riesce a diminuire il gonfiore e a far ritornare il prepuzio nella posizione normale, può essere necessaria un’iniezione di farmaci drenanti. Nei casi più gravi, infine, il chirurgo praticherà delle piccole incisioni sul prepuzio, per permettergli di scorrere. La parafimosi può anche essere curata con la circoncisione.

Tumore del pene

Il tumore del pene è una forma di cancro molto rara che si verifica quando cellule anomale presenti nel pene iniziano a dividersi e a proliferare in modo incontrollato.

La causa del tumore al pene non è nota con esattezza, ma si sa che la probabilità di ammalarsi può aumentare in presenza di determinati fattori di rischio. Un fattore di rischio è un’abitudine o una condizione che fa aumentare il rischio di ammalarsi. Tra i fattori di rischio per il tumore al pene ricordiamo:

  • Circoncisione. Chi non è circonciso corre un maggior rischio di ammalarsi.
  • Papillomavirus (HPV). Il papillomavirus è in realtà un gruppo costituito da più di 70 tipi di virus in grado di provocare verruche genitali (papillomi). Alcuni tipi di HPV possono infettare gli organi genitali e la zona anale e vengono trasmessi mediante contatto sessuale.
  • Fumo. Il fumo espone tutto l’organismo, e non solo i polmoni, a diverse sostanze cancerogene.
  • Smegma. Le secrezioni oleose della pelle si possono accumulare sotto il prepuzio. Il risultato è una sostanza densa e maleodorante, detta smegma. Se il pene non viene pulito adeguatamente, lo smegma può causare irritazione e infiammazioni.
  • Fimosi. In questo disturbo il prepuzio si restringe ed è difficile ritrarlo.
  • Terapia per la psoriasi. La psoriasi, una malattia della pelle, a volte può essere curata con una combinazione di farmaci ed esposizione ai raggi ultravioletti.
  • Età. La maggior parte dei casi di tumore al pene si verifica in persone di età superiore ai 50 anni.

Tra i sintomi del tumore al pene troviamo

  • gonfiori o lesioni al pene,
  • perdite anomale,
  • sanguinamento.

La terapia più frequente la rimozione chirurgica del cancro. Il medico può rimuovere il tumore usando uno degli interventi seguenti:

  • Intervento chirurgico locale. Rimuove unicamente il tumore e parte dei tessuti sani che lo circondano.
  • Microchirurgia: in quest’intervento vengono rimossi il tumore e meno tessuto sano possibile. Durante l’intervento il chirurgo usa il microscopio per esaminare la zona e rimuovere tutte le cellule malate.
  • La chirurgia laser usa un fascio di luce concentrato per rimuovere le cellule tumorali.
  • La circoncisione è l’intervento di rimozione del frenulo.
  • L’amputazione del pene (penectomia) è l’operazione in cui viene rimosso tutto il pene. È la terapia più frequente e più efficace per il tumore al pene. Nella penectomia parziale, viene rimossa solo parte del pene, mentre nella penectomia totale il pene viene totalmente amputato. Durante l’intervento possono essere rimossi anche i linfonodi inguinali.

Tra le altre possibili terapie ricordiamo la radioterapia (uso di forti radiazioni per attaccare il tumore) e la chemioterapia che combatte il tumore usando speciali farmaci.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. il mio ragazzo

    salve dottore,
    Sono la ragazza del mio fidanzato, le scrivo io perchè il mio ragazzo sottovaluta certi problemi.
    Stamattina gli è apparsa una bolla fra le palle e il pene.
    Penso sia un’allergia.. cosa potrebbe essere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Un’unica bolla o più bollicine vicine tra loro?
      Prurito?

  2. Claudio

    Salve dottore, ho notato una macchia marrone sull’asta del pene. La macchia come anche la parte di pelle circostante tende a screpolarsi. Di cosa si tratta? E’ possibile che sia stato causato da uno sfregamento eccessivo?

    1. Claudio

      No nessun prurito. Alla punta era arrossato, ma penso sia dovuto sempre allo sfregamento.

    2. Claudio

      L’ho notata solo ieri la macchia e in genere non c’é arrossamento

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se non dovesse passare entro qualche giorno raccomando una visita medica.

  3. Matthew

    Buon Giorno Dottore, la ringrazio per la Sua utilissima spiegazione, ho letto con cura tutta la pagina volentieri ! Le scrivo perché vorrei chiederle un consiglio : a novembre 2014 sono stato colpito da infezione urinaria e anche con perdite di sangue a causa di escherichia coli. Da allora ho dolori durante la minzione nella parte terminale del tubicino di espulsione delle urine. Dopo 3 settimane di cura con antibiotico l infezione sembra svanita ma è rimasto il problema del bruciore (inizialmente credevo fosse dovuto al dolorosisssimo tampone uretrale ).. inoltre la pelle del glande, forse a causa dei frequenti lavaggi con saponi ha cominciato a riempirsi di macchie rosse e pellicina sottile bianca, secca e maleodorante che inoltre sotto al glande tende a raggrupparsi, in più sono comparsi taglietti, la pelle che riveste il glande è meno elastica e si rompe facilmente e il tutto chiaramente rende difficile l erezione.. ad oggi purtroppo ne sono ancora disperatamente affetto, dopo un totale di 5 mesi. È possibile che questo problema persista per tutto questo tempo nonostante i continui lavaggi? Secondo lei si tratta di balanite, candida maschile, infezione da lievito o altro? a questo aggiungo stanchezza generale e dolore intestinale, gonfiore intestinale, e stitichezza. Le chiedo se conosce qualche rimedio perché sono disperato e due mesi fa purtroppo è venuto a mancare il mio medico, in più in tutte queste settimane sto evitando rapporti . Un grazie in anticipo !

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Esternamente sembra essersi sviluppata una balanite, ma se sente ancora fastidio ad urinare è comunque da verificare un’eventuale persistenza dell’infezione; non posso che consigliarle di rivolgersi ad un urologo.

  4. Andrea

    Salve dottore le avevo detto che avevo il glande rosso e il pene gonfio e mi avevate detto che diveva essere una balanite…quand poi mi avete detto di aspettare cn le cure che mi avevano dato…ho aspettato una settimana e non è cambiato nnt…sono riandato e mi ha ridetto che era una cosa da nulla e dovev metter crema e delle pillole…poi pero ancora nn è cambiato nnt…. E 10 gg fa sn andato da un urologo e mi ha detto che nn era niente e che dovevo mettermi la gentilimbeta a pomata oppure la polvere daktarin… Dopo due gg il glande era pieno di puntini rossi che il giorno dopo sn scomparsi … E sono riandato dinuovo dal medico di prima r mi ha detto che cera un infezione…e dovevo mettere una volta al giorno x 3 gg pomata travocort e lavarmi cn sapone neutro e prende le capsule difflucan da 200 mg.. Una al giorno prr tre giorni… Ier ho finit la cura… E il rossore è diminuito pokissimo..pero vicino al bukino dove esce l urina mi sn uscite come 2-3 bollicine piccole e sn rossissime mi danno un fastidio enorme…. Cosa devo fare… Sto uscendo pazzo!!! Attena una risposta grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In tutto questo tempo sta avendo rapporti non protetti?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Onestamente non saprei davvero cosa consigliare, anche perchè dalle prescrizioni fatte mi sembra che nessuno abbia le idee chiare sulla causa (qualcuno le ha dato antibiotici, qualcuno antimicotici). Credo in ogni caso che al suo posto sentirei un dermatologo, che è il vero specialista per questi casi.

  5. Franco

    Mi scusi dottore essendo un uomo molto peloso, è consigliabile radersi le parti intime prima di presentarsi alla visita? Grazie

    1. Anonimo

      Era solo per un pò di imbarazzo, credevo fosse meglio radersi per presentarsi ‘meglio’ alla visita, però leggo che alcuni dicono che l’andrologo sconsiglia di depilarsi le parti intime! secondo lei?

  6. Mario

    Dopo quanto tempo ti dicono se soffri di gravi malattie o meno facendosi controllare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Dipende dai casi, talvolta la diagnosi arriva con la visita, in altri a seguito di esami.

  7. Nicolo

    Buonasera dottore, il mio vecchio zio di 91 anni ha iniziato ad avere perdite di sangue durante l’urinamento, il medico di base ha prescritto un antibiotico molto potente ma ora alle 4 e 10 di notte ha chiamato e vi era il bagno conciato peggio della casa di Garlasco, ha perso parecchio sangue, possibile che le cause siano solo dovute a un infezione curabile con questo antibiotico?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È possibile, ma oggi senta comunque il medico di base e verifichi con lui se procedere a qualche accertamento (visita urologica?); continui in ogni caso con l’antibiotico.

  8. Andrea

    Salve vi ho scritt qualk gg fa x dirvi che dopo che ho cambiato x 2 volte medici e sn stat anke dall urologo…km avete detto voi nessuno ha capito niente e mi hanno dato tre cure diverse e niente..nessun miglioramento… Sikkome mi avete chiesto se avevo avuto rapporti e vi ho detto che non ne ho da un mese e ho fatto la cura x bene ora non è migliorato e mi sto preoccupando sul serio e ho seguito il vostro consiglio… Sono andato poco fà da un dermatologo e mi ha detto che hanno fatto un casino perchè uno mi ha dato un farmaco e uno un altro e cosi si peggiorano le cose e secondo lei non è un fatto infettivo…mi ha detto che e solo tanto irritato e sikkome mi sono usciti sulla cappella diciamo due puntini bianchi mi ha detto di farmi un urinocoltura per vedere se è un erpes e un altra cosa …. Mi ha dato un olio x lavarmi e delle pillole x aumentare le difese immunitarie… Io nn so kosa pensare… Ne devo prendere venti al mese x tre mesi… Voi ke dite?io sto uscendo pazzo… Attendo una risposta!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Vale sicuramente la pena provare e soprattutto approfondire con gli esami prescritti.

  9. Carla

    Salve dottore con il mio ragazzo è la prima volta che tentiamo di farlo, ma lui non si eccita… non ottiene un’erezione.
    Per favore ditemi perchè il suo pene non risponde.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente è solo un po’ d’ansia e di emozione; in passato durante i momenti intimi (petting) l’erezione avveniva regolarmente?

    2. Carla

      No dottore, neanche nei movimenti intimi.. perchè mai? lui non dice di avere ansia. Ha una grandissima voglia nel farlo ma è ostacolato da questa mancata erezione

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ha idea se lui abbia erezioni spontanee? Oppure se si masturbi?

    4. Carla

      Si a delle erezioni spontanee nell’arco di una giornata. Si masturba spesso, e quando lo fa (per esempio guardando dei video) dice che nel guardare donne nude o che fanno sesso non si erige neanche. Praticamente solo “toccandosi” riesce ad erigersi

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      È possibile, ma nulla che non si possa risolvere.

    6. Carla

      Grazie dottore lo spero proprio che non è qualcosa di grave.. e che lui non vuole andare dall’andrologo… comunque tempo a dietro ha subito un’operazione al testicolo destro xk si era torto… voi dite che possa aver a che fare con questo problema?

    7. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente no, ma andrebbe comunque segnalato al medico.

  10. Francesco

    Soffro di ipertrofia prostatica benigna, riscontrata dall’urologo due anni fa, il quale mi ha fatto sottoporre a esame citologico con esito negativo. Dopo alcuni mesi, a seguito di fuoriuscita di sangue prima di una minzione, mi ha prescritto nuova ricerca citologica dalla quale emergeva la presenza di una flogosi lieve. Al che l’urologo ha attribuito l’episodio al fatto della terapia con Coumadin che seguo da circa 20 anni. Stamane, nuovamente, ho avuto una perdita di sangue ed anche successivamente all’inizio delle minzioni, avvertendo bruciore alla punta del pene. Può essere la ripetizione di quanto accaduto due anni fa, per cui si debba attribuire sempre al coumadin la causa? Ci terrei conoscere il suo parere. Grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è probabile, ma va comunque segnalato all’urologo.

  11. Adolfo

    Salve Dottore, ho un problema serio da risolvere, desidero da lei un consiglio: Da parecchio tempo ho notato che il pene stava diventando curvo e ridotto, attualmente mi impedisce di avere rapporti sessuali: La prego, mi dica a chi devo rivolgermi.La ringrazio.

  12. Anonimo

    purtroppo il dottore della visita privata ha avuto un lutto, mi hanno dato il numero del primario di Brindisi di urologia, stasera lo chiamo dottore.. sono un pò preoccupato anche perchè è come se ho la sensazione che ci sta una piccola pallina vicino alla PROBABILE ciste, come se fossere tutt’una collegate, per quanto riguarda le feci, sto avendo difficoltà ad andae in bagno stranamente, nel senso non mi sta scappando quasi mai in questi giorni, strano? posso parlare anche di questo con il primario di urologia? appena fisso la data con il primario privatamente le faccio sapere!

    grazie e speriamo non sia nulla di grave perchè sono davvero molto ma molto preoccupato, ho 26 anni.. cmq se può essere utile da appenanato mi hanno fatto l’intervento perchè avevo il buco per urinare spostato, e sono nato anche con un solo testicolo!

    grazie di tutto dottore, buona giornata!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, faccia presente tutti i sintomi all’urologo.

  13. Gilbert

    Salve Dott,

    Ho purtroppo qualche mese preso dei condilomi.
    Questi sono stati curati inizialmente con la bruciatura ad azoto e dopo il medico mi ha prescritto l’adara da usare un giorno si e uno no e nei giorni dove non lo uso la gentamicina 0,1% per 5 settimane .
    Sono arrivato quasi alla seconda , ho visto buoni miglioramenti ma ho molto dolore.Questi condilomi si trovano all’interno del pene di cui uno dei piu grossi nel prepuzio, durante il primo trattamento con l’azoto forse quella striscia di pelle trattata si è indebolita, e adesso e come quasi comparsa una ferita tipo un buchetto molto doloroso.

    Cosa Mi consiglia di fare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Attenzione a non applicare Aldare in quantità eccessiva, perchè può effettivamente bruciare.

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