Disturbi di personalità: sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 1083 giorni

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Introduzione

La personalità è un insieme di tratti distintivi, stili e schemi di comportamento che costituiscono il carattere o l’individualità: il modo in cui percepiamo il mondo, i nostri atteggiamenti, pensieri e sensazioni fanno tutti parte della personalità.

Chi ha una personalità sana è in grado di affrontare gli stress normali e non ha problemi relazionali con la famiglia, gli amici e i colleghi.

Chi è affetto da un disturbo della personalità, al contrario, ha molta difficoltà a rapportarsi con le altre persone; tende ad essere inflessibile, rigido e incapace di rispondere ai cambiamenti e alle richieste della vita. Chi è affetto da disturbi della personalità ha l’impressione che i propri schemi comportamentali siano “normali” o “giusti”, ma in realtà ha una visione ristretta del mondo e prova difficoltà a partecipare alle attività sociali.

Cause

Alcuni esperti ritengono che gli eventi che si verificano nella prima infanzia influenzino fortemente il comportamento nelle fasi successive dell’esistenza. Altri, invece, pensano che la predisposizione ai disturbi della personalità sia di natura genetica.

In alcuni casi, tuttavia, cause ambientali possono indurre un disturbo della personalità a una persona già geneticamente predisposta.

Sintomi

Per essere definita come disturbo della personalità, una patologia deve soddisfare diversi criteri definitori. Si definisce disturbo della personalità uno schema radicato di relazione, percezione e pensiero, abbastanza grave da causare angoscia o problemi nella vita quotidiana.

I disturbi della personalità, di norma, sono riconoscibili già durante l’adolescenza o l’infanzia, continuano in età adulta e diventano meno evidenti con la maturità.

Tipi di disturbi della personalità

I disturbi della personalità classificati formalmente sono molti, ciascuno di essi è contraddistinto da un insieme di comportamenti e di sintomi, ma molti di essi ricadono in tre categorie o gruppi:

  • Gruppo A: comportamento strano o stravagante;
  • Gruppo B: comportamento drammatico, emotivo o imprevedibile;
  • Gruppo C: comportamento ansioso o pauroso.

I disturbi della personalità sono veramente troppi per essere trattati approfonditamente in questa sede, quindi ne ricorderemo solo alcuni per ogni gruppo.

Comportamento strano o stravagante

  • Disturbo schizoide. Le personalità schizoidi sono introverse, chiuse, solitarie, emotivamente fredde e distanti. Spesso sono completamente prese dai propri pensieri e sensazioni e temono il contatto e l’intimità con gli altri. Ad esempio chi ha una personalità schizoide tende a sognare ad occhi aperti, anziché agire concretamente.
  • Disturbo paranoide. La caratteristica principale di questo tipo di disturbo della personalità è l’interpretazione delle azioni degli altri come minacce o umiliazioni deliberate. Chi soffre di disturbo paranoide non ha fiducia in nessuno, non perdona facilmente ed è soggetto a scoppi di aggressività ingiustificati, perché percepisce gli altri come sleali, infedeli, condiscendenti o disonesti. Il paziente può inoltre essere geloso, guardingo, riservato e intrigante, e può apparire emotivamente “freddo” o eccessivamente serio.
  • Disturbo schizotipico. Il disturbo schizotipico può essere descritto con un gruppo di caratteristiche. Chi è affetto da questo disturbo parla o si veste in modo strano o stravagante. Sono frequenti i pensieri e i comportamenti strani, bizzarri o stravaganti. Chi è affetto dal disturbo schizotipico ha difficoltà relazionali ed è estremamente ansioso nelle situazioni sociali. Può reagire in modo inappropriato oppure non reagire affatto durante le conversazioni oppure può parlare da solo. Manifesta inoltre una tendenza verso il “pensiero magico”: può affermare di riuscire a prevedere il futuro o leggere la mente degli altri.

Comportamento drammatico, emotivo o imprevedibile

  • Disturbo antisociale. Chi ha una personalità antisociale di norma esterna violentemente i propri conflitti interiori e ignora le norme che regolano l’agire sociale. Si tratta di pazienti impulsivi, irresponsabili e insensibili. Tipicamente chi ha una personalità antisociale ha precedenti con la legge, di comportamento violento o irresponsabile, di relazioni aggressive e persino violente. Non rispetta gli altri e non prova sensi di colpa per gli effetti del suo comportamento sugli altri. È estremamente a rischio per quanto riguarda l’abuso di sostanze, soprattutto di alcool, perché in questo modo ritiene di poter alleviare la tensione, l’irritabilità e la noia.
  • Disturbo borderline. Chi ha una personalità borderline è instabile in diversi ambiti, tra cui le relazioni interpersonali, il comportamento, l’umore e l’immagine di sé. È caratterizzato da sbalzi d’umore improvvisi ed estremi, da relazioni tempestose, da un’autopercezione instabile e oscillante e da azioni imprevedibili e autodistruttive. In generale manifesta una profonda difficoltà con la percezione della propria identità. Spesso non percepisce le sfumature, classificando gli altri come tutti bianchi o tutti neri. Chi soffre di disturbo borderline può sviluppare un forte attaccamento verso un’altra persona, salvo poi dissolverlo dopo quello che percepisce come un affronto. Il timore dell’abbandono può portare a una dipendenza eccessiva dagli altri. L’automutilazione o i tentativi di suicidio ricorrenti possono essere usati per attirare l’attenzione o per manipolare gli altri. Le azioni impulsive, la sensazione cronica di noia o di vuoto e gli scoppi di rabbia intensi e inappropriati completano il quadro del disturbo, che è maggiormente diffuso tra le donne.
  • Disturbo narcisistico. Chi ha una personalità narcisistica ha un’autostima esagerata, fantastica continuamente successi straordinari e cerca di attirare l’attenzione su di sé. La personalità narcisistica è estremamente sensibile al fallimento e spesso lamenta diversi disturbi psicosomatici. Soggetti a sbalzi d’umore estremi tra l’autostima e l’insicurezza, questi pazienti tendono a sfruttare e dominare le relazioni interpersonali.

Comportamento ansioso o pauroso

  • Disturbo evitante. Chi ha una personalità evitante spesso è eccessivamente sensibile ai rifiuti e non vuole affrontare gli altri finché non è certo di essere accettato ed amato. Caratteristiche della personalità evitante sono il disagio eccessivo nelle situazioni sociali, la timidezza, la paura delle critiche e lo sfuggire alle attività sociali o lavorative che implicano un contatto con gli altri. Questi pazienti temono di dire qualcosa che gli altri troverebbero stupido; si preoccupano di arrossire o piangere in pubblico e sono profondamente feriti da eventuali critiche. Chi soffre di disturbo evitante spesso non ha relazioni al di fuori della cerchia familiare, pur desiderandole, e non sta bene perché si sente incapace di relazionarsi con gli altri.
  • Disturbo dipendente. Chi ha una personalità dipendente può manifestare uno schema di comportamenti dipendenti e sottomessi, delegando tutte le decisioni agli altri. Questi pazienti hanno bisogno di essere continuamente rassicurati e consigliati e si offendono facilmente di fronte alle critiche o alla disapprovazione. Si sentono a disagio e indifesi quando sono da soli e possono sentirsi devastati quando una relazione importante termina. Hanno un profondo timore di essere rifiutati. Con una fiducia in se stessi carente, la personalità dipendente di rado inizia un progetto o fa qualcosa di spontanea iniziativa. Questo disturbo di norma si manifesta durante la giovinezza e viene diagnosticato con maggior frequenza nelle donne.
  • Disturbo ossessivo-compulsivo. Chi ha una personalità compulsiva è molto scrupoloso e ha aspirazioni molto alte, però tende continuamente alla perfezione. Mai soddisfatti di ciò che hanno conseguito, le persone affette da disturbo compulsivo tendono ad assumere responsabilità sempre maggiori. Sono affidabili, ordinate e metodiche però la loro inflessibilità spesso le rende incapaci di adattarsi al mutare delle circostanze. Sono molto cauti, soppesano attentamente tutti gli aspetti dei problemi e fanno attenzione ai minimi dettagli, quindi hanno difficoltà a prendere decisioni e a completare i compiti loro assegnati. Quando il controllo è allentato, gli eventi sono imprevedibili o devono affidarsi agli altri, le personalità compulsive tendono a sentirsi isolate e indifese.

Quando chiamare il medico

Se le caratteristiche sopraelencate sono molto evidenti, se perdurano nel tempo e se interferiscono con il normale funzionamento della vita quotidiana, è consigliabile una valutazione diagnostica presso un medico specialista.

Cura e terapia

Per i diversi disturbi di personalità sono disponibili vari tipi di terapia.

La terapia può comprendere la psicoterapia individuale, di gruppo, o la terapia familiare. Anche i farmaci, prescritti dallo specialista, possono essere utili per alleviare alcuni dei sintomi dei disturbi della personalità, ad esempio i problemi di ansia e percezione.

La psicoterapia per i pazienti affetti da disturbi della personalità mira a renderli coscienti dei conflitti inconsci che causano in tutto o in parte i sintomi, lo aiuta a diventare più flessibile e a diminuire la frequenza degli schemi comportamentali che interferiscono con una vita sana e attiva.

Con la psicoterapia il paziente affetto da disturbi della personalità riesce a riconoscere meglio gli effetti del proprio comportamento sugli altri. La terapia cognitivo comportamentale mira a risolvere i sintomi o i tratti di personalità caratteristici del disturbo, ad esempio l’incapacità di prendere decisioni importanti o di entrare in relazione con gli altri.

Guarire è possibile!

Documentandovi sui disturbi di personalità, capirete che si tratta di patologie: come tutte le altre malattie, quindi, i disturbi della personalità hanno le proprie cause e le proprie terapie. Con una cura adeguata si può migliorare e guarire. Informandosi è possibile riconoscere i sintomi dei disturbi della personalità e aiutare se stessi o un’altra persona a vivere una vita più sana e più ricca di soddisfazioni.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. FeFe

    Salve Dottore, ho letto l’argomento, ma non so bene se la situazione che Le vado a descrivere possa rientrare tra queste. Mio marito ha sofferto di depressione, di recente attacchi di panico e ansia. Da anni, molti, ha improvvisi cambi di umore. Si arrabbia per cose banali, rompe oggetti, anche importanti. Scatena la sua rabbia in calci a qualsiasi cosa gli capiti, pugni, lancio d’oggetti. Si chiude in silenzi che durano anche settimane, proprio non ci rivolgiamo la parola. Tende poi a sminuirmi, sia con parole che con fatti. Arriva ad offendermi anche davanti a familiari ed amici. Sono arrivata a riconoscere in alcuni episodi la violenza privata, ma penso che alla base ci sia un problema. Riesce a darmi una dritta? Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non mi sento in grado di formulare ipotesi; se fosse possibile sarebbe tuttavia molto importante parlarne con uno specialista, magari in un periodo in cui suo marito sia disponibile all’ascolto ed al confronto.

  2. Luca

    Buonasera dottore,
    come posso fare a vincere la mia paura di uscire da solo? La mia paura di conoscere gente nuova?

  3. Gianni

    Salve dottore,dei sintomi descritti nell’articolo mi ci rispecchio in pieno.
    Sono attualmente in cura da uno psicoterapeuta molto orientato sulla psico-somatica , uno psichiatra , da 2 mesi frequento il sert per problemi di dipendenza da l’alcol e seguito anche da un ipnotista.
    Il mio problema più grande è quello che si definisce depersonalizzazione + derealizzazione ,ma soffro anche d’ansia,sudore eccessivo,depressione e di recente di attacchi di panico,tanto da non poter più guidare in autostrada o fare il bagno poco oltre la riva.
    La dep è divenuta cronica dall’età di circa 13/14 anni,ma ho riscontrato casi anche all’età di 9/10 anni.
    Ricordo ancora tuttavia come mi sentivo,se pur molto piccolo,quando ero in pieno possesso di me stesso,della mia anima e del mio corpo.
    Sto prendendo essenzialmente Mutabon Forte,lo uso anche per dormire insieme al Rivodril;
    Per circa un anno,quello precedente ho preso: Cipralex + Depakin Chrono.
    Fin da quando sono piccolo ho assunto diversi farmaci quali: En,Xanax,Dalmadorm,Zyprexa e svariate altre,ovviamente mai nè per lunghi periodi,nè tutte insieme.
    Come avrà capito oramai convivo con questo incubo che mi attanaglia e non mi permette più di lavorare e che inficia sui miei rapporti interpersonali: ho anche perso la mia tanto amata ragazza e sono stato allontanato dai miei genitori per il mio comportarmi in maniera instabile,imprevedibile e,se pur raramente, violenta.
    Mi dica dottore,cosa posso fare che non ho già sperimentato,per stare un pò meglio?
    Ho 30 anni.
    Infinite grazie per la sua futura risposta.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      I medici che la seguono attualmente sono in contatto uno con l’altro?

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