Disturbi di personalità: sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 997 giorni

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Introduzione

La personalità è un insieme di tratti distintivi, stili e schemi di comportamento che costituiscono il carattere o l’individualità: il modo in cui percepiamo il mondo, i nostri atteggiamenti, pensieri e sensazioni fanno tutti parte della personalità.

Chi ha una personalità sana è in grado di affrontare gli stress normali e non ha problemi relazionali con la famiglia, gli amici e i colleghi.

Chi è affetto da un disturbo della personalità, al contrario, ha molta difficoltà a rapportarsi con le altre persone; tende ad essere inflessibile, rigido e incapace di rispondere ai cambiamenti e alle richieste della vita. Chi è affetto da disturbi della personalità ha l’impressione che i propri schemi comportamentali siano “normali” o “giusti”, ma in realtà ha una visione ristretta del mondo e prova difficoltà a partecipare alle attività sociali.

Cause

Alcuni esperti ritengono che gli eventi che si verificano nella prima infanzia influenzino fortemente il comportamento nelle fasi successive dell’esistenza. Altri, invece, pensano che la predisposizione ai disturbi della personalità sia di natura genetica.

In alcuni casi, tuttavia, cause ambientali possono indurre un disturbo della personalità a una persona già geneticamente predisposta.

Sintomi

Per essere definita come disturbo della personalità, una patologia deve soddisfare diversi criteri definitori. Si definisce disturbo della personalità uno schema radicato di relazione, percezione e pensiero, abbastanza grave da causare angoscia o problemi nella vita quotidiana.

I disturbi della personalità, di norma, sono riconoscibili già durante l’adolescenza o l’infanzia, continuano in età adulta e diventano meno evidenti con la maturità.

Tipi di disturbi della personalità

I disturbi della personalità classificati formalmente sono molti, ciascuno di essi è contraddistinto da un insieme di comportamenti e di sintomi, ma molti di essi ricadono in tre categorie o gruppi:

  • Gruppo A: comportamento strano o stravagante;
  • Gruppo B: comportamento drammatico, emotivo o imprevedibile;
  • Gruppo C: comportamento ansioso o pauroso.

I disturbi della personalità sono veramente troppi per essere trattati approfonditamente in questa sede, quindi ne ricorderemo solo alcuni per ogni gruppo.

Comportamento strano o stravagante

  • Disturbo schizoide. Le personalità schizoidi sono introverse, chiuse, solitarie, emotivamente fredde e distanti. Spesso sono completamente prese dai propri pensieri e sensazioni e temono il contatto e l’intimità con gli altri. Ad esempio chi ha una personalità schizoide tende a sognare ad occhi aperti, anziché agire concretamente.
  • Disturbo paranoide. La caratteristica principale di questo tipo di disturbo della personalità è l’interpretazione delle azioni degli altri come minacce o umiliazioni deliberate. Chi soffre di disturbo paranoide non ha fiducia in nessuno, non perdona facilmente ed è soggetto a scoppi di aggressività ingiustificati, perché percepisce gli altri come sleali, infedeli, condiscendenti o disonesti. Il paziente può inoltre essere geloso, guardingo, riservato e intrigante, e può apparire emotivamente “freddo” o eccessivamente serio.
  • Disturbo schizotipico. Il disturbo schizotipico può essere descritto con un gruppo di caratteristiche. Chi è affetto da questo disturbo parla o si veste in modo strano o stravagante. Sono frequenti i pensieri e i comportamenti strani, bizzarri o stravaganti. Chi è affetto dal disturbo schizotipico ha difficoltà relazionali ed è estremamente ansioso nelle situazioni sociali. Può reagire in modo inappropriato oppure non reagire affatto durante le conversazioni oppure può parlare da solo. Manifesta inoltre una tendenza verso il “pensiero magico”: può affermare di riuscire a prevedere il futuro o leggere la mente degli altri.

Comportamento drammatico, emotivo o imprevedibile

  • Disturbo antisociale. Chi ha una personalità antisociale di norma esterna violentemente i propri conflitti interiori e ignora le norme che regolano l’agire sociale. Si tratta di pazienti impulsivi, irresponsabili e insensibili. Tipicamente chi ha una personalità antisociale ha precedenti con la legge, di comportamento violento o irresponsabile, di relazioni aggressive e persino violente. Non rispetta gli altri e non prova sensi di colpa per gli effetti del suo comportamento sugli altri. È estremamente a rischio per quanto riguarda l’abuso di sostanze, soprattutto di alcool, perché in questo modo ritiene di poter alleviare la tensione, l’irritabilità e la noia.
  • Disturbo borderline. Chi ha una personalità borderline è instabile in diversi ambiti, tra cui le relazioni interpersonali, il comportamento, l’umore e l’immagine di sé. È caratterizzato da sbalzi d’umore improvvisi ed estremi, da relazioni tempestose, da un’autopercezione instabile e oscillante e da azioni imprevedibili e autodistruttive. In generale manifesta una profonda difficoltà con la percezione della propria identità. Spesso non percepisce le sfumature, classificando gli altri come tutti bianchi o tutti neri. Chi soffre di disturbo borderline può sviluppare un forte attaccamento verso un’altra persona, salvo poi dissolverlo dopo quello che percepisce come un affronto. Il timore dell’abbandono può portare a una dipendenza eccessiva dagli altri. L’automutilazione o i tentativi di suicidio ricorrenti possono essere usati per attirare l’attenzione o per manipolare gli altri. Le azioni impulsive, la sensazione cronica di noia o di vuoto e gli scoppi di rabbia intensi e inappropriati completano il quadro del disturbo, che è maggiormente diffuso tra le donne.
  • Disturbo narcisistico. Chi ha una personalità narcisistica ha un’autostima esagerata, fantastica continuamente successi straordinari e cerca di attirare l’attenzione su di sé. La personalità narcisistica è estremamente sensibile al fallimento e spesso lamenta diversi disturbi psicosomatici. Soggetti a sbalzi d’umore estremi tra l’autostima e l’insicurezza, questi pazienti tendono a sfruttare e dominare le relazioni interpersonali.

Comportamento ansioso o pauroso

  • Disturbo evitante. Chi ha una personalità evitante spesso è eccessivamente sensibile ai rifiuti e non vuole affrontare gli altri finché non è certo di essere accettato ed amato. Caratteristiche della personalità evitante sono il disagio eccessivo nelle situazioni sociali, la timidezza, la paura delle critiche e lo sfuggire alle attività sociali o lavorative che implicano un contatto con gli altri. Questi pazienti temono di dire qualcosa che gli altri troverebbero stupido; si preoccupano di arrossire o piangere in pubblico e sono profondamente feriti da eventuali critiche. Chi soffre di disturbo evitante spesso non ha relazioni al di fuori della cerchia familiare, pur desiderandole, e non sta bene perché si sente incapace di relazionarsi con gli altri.
  • Disturbo dipendente. Chi ha una personalità dipendente può manifestare uno schema di comportamenti dipendenti e sottomessi, delegando tutte le decisioni agli altri. Questi pazienti hanno bisogno di essere continuamente rassicurati e consigliati e si offendono facilmente di fronte alle critiche o alla disapprovazione. Si sentono a disagio e indifesi quando sono da soli e possono sentirsi devastati quando una relazione importante termina. Hanno un profondo timore di essere rifiutati. Con una fiducia in se stessi carente, la personalità dipendente di rado inizia un progetto o fa qualcosa di spontanea iniziativa. Questo disturbo di norma si manifesta durante la giovinezza e viene diagnosticato con maggior frequenza nelle donne.
  • Disturbo ossessivo-compulsivo. Chi ha una personalità compulsiva è molto scrupoloso e ha aspirazioni molto alte, però tende continuamente alla perfezione. Mai soddisfatti di ciò che hanno conseguito, le persone affette da disturbo compulsivo tendono ad assumere responsabilità sempre maggiori. Sono affidabili, ordinate e metodiche però la loro inflessibilità spesso le rende incapaci di adattarsi al mutare delle circostanze. Sono molto cauti, soppesano attentamente tutti gli aspetti dei problemi e fanno attenzione ai minimi dettagli, quindi hanno difficoltà a prendere decisioni e a completare i compiti loro assegnati. Quando il controllo è allentato, gli eventi sono imprevedibili o devono affidarsi agli altri, le personalità compulsive tendono a sentirsi isolate e indifese.

Quando chiamare il medico

Se le caratteristiche sopraelencate sono molto evidenti, se perdurano nel tempo e se interferiscono con il normale funzionamento della vita quotidiana, è consigliabile una valutazione diagnostica presso un medico specialista.

Cura e terapia

Per i diversi disturbi di personalità sono disponibili vari tipi di terapia.

La terapia può comprendere la psicoterapia individuale, di gruppo, o la terapia familiare. Anche i farmaci, prescritti dallo specialista, possono essere utili per alleviare alcuni dei sintomi dei disturbi della personalità, ad esempio i problemi di ansia e percezione.

La psicoterapia per i pazienti affetti da disturbi della personalità mira a renderli coscienti dei conflitti inconsci che causano in tutto o in parte i sintomi, lo aiuta a diventare più flessibile e a diminuire la frequenza degli schemi comportamentali che interferiscono con una vita sana e attiva.

Con la psicoterapia il paziente affetto da disturbi della personalità riesce a riconoscere meglio gli effetti del proprio comportamento sugli altri. La terapia cognitivo comportamentale mira a risolvere i sintomi o i tratti di personalità caratteristici del disturbo, ad esempio l’incapacità di prendere decisioni importanti o di entrare in relazione con gli altri.

Guarire è possibile!

Documentandovi sui disturbi di personalità, capirete che si tratta di patologie: come tutte le altre malattie, quindi, i disturbi della personalità hanno le proprie cause e le proprie terapie. Con una cura adeguata si può migliorare e guarire. Informandosi è possibile riconoscere i sintomi dei disturbi della personalità e aiutare se stessi o un’altra persona a vivere una vita più sana e più ricca di soddisfazioni.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Giovanna

    Ho 46 anni e ho anche una sorella di 43 che si è separata per sua decisione da 2 anni, lasciando dei soldi all’ex marito, senza un tetto sulla testa, senza denaro e senza lavoro con due figlie-
    Le ho offerto un appartamento da 1 anno e mezzo per potersi sistemare col lavoro e poterla aiutare,
    Abbiamo due caratteri completamente diversi. Siamo state insieme da una psicologa e lei dopo che mia sorella era uscita perchè dovevo pagare mi ha detto che secondo lei da quello che le avevo raccontato e da come ha potuto conoscerla anche in una seconda seduta soffriva di questa malattia “disturbo della personalità”. Io ho cercato di aiutarla parlando con calma, perchè ‘schizza’ facilmente, pero’ adesso sta facendo esaurire me. Pensavo oltretutto di costruire qualcosa che non è mai esitito in effetti come rapporto fraterno, ma nonostante la vicinanza lei non mi chiama mai nè mi viene a trovare e lo stesso vale per le mie nipoti. Siamo orfane di madre fin da bambine e sono stata ‘obbligata’ a correrle dietro da sempre. A lei ha sempre dato fastidio, ma non c’era alternativa.
    Il problema è che mi sta facendo esaurire. La casa è un disastro sia dal punto di vista dell’ordine che dell’igiene e le sue figlie di 14 e 16 anni sono abituate per cui lo sporco nemmeno lo vedono. Amano gli animali per cui c’è anche il loro sporco per casa,. Quelle volte che capita di andare a trovarla mi si rivolta il sangue quando vedo la mia casa in quelle condizioni.
    Non so quando la rivedro’ la mia casa.
    C’era scritto nell’articolo che si puo’ guarire: ma in che modo? le avevo suggerito di affrontare un percorso con una psicologa per trovare un po’ di serenita’ dopo la separazione. Al termine del ciclo delle 5 sedute lei mi ha detto di aver capito che non aveva bisogno di una psicologa, che quello che ha detto a lei poteva dirlo ad un’amica.
    Mi cadono le braccia, penso che sia senza speranze

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo se il paziente non ha la volontà di uscirne (o la consapevolezza che ci sia un problema) è praticamente impossibile riuscire ad aiutarlo.

    2. EAruEly

      Ciao..ho un’amica di 14 anni..Lei è stata abbandonata dai suoi veri genitori alla nascita e subito adottata. Ha una personalità un pò strana, è molto mascolina. Ho notato spesso, che si finge più persone e cerca di fare amicizia con la gente usando questo metodo (ovviamente non si accorge che così fa l’esatto contrario). Per esempio avendo diversi profili su facebook, fingendosi ragazzi etc.
      é molto indecisa sulle decisioni da prendere, quando litiga con qualcuno dice sempre stesse frasi di cui è fissata senza sapere che dire. Non riesce a chiarire, anche se cerca di non mostrarlo, è molto timida e chiusa. Vorrei riuscire a farli capire che deve essere se stessa con gli altri e non fingersi altre persone. Puoi darmi un consiglio? Vorrei sapere anche se è un disturbo, e di che disturbo si tratta. Grazie Ciao!

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      È molto probabilmente una conseguenza della paura di non venire accettata, dopo il trauma di non essere stata accettata dai genitori; si tratta a mio avviso di insicurezza, paura e non credo invece che sia un disturbo di multipla personalità, ma data la delicatezza del caso non me la sento di formulare diagnosi o dare dei suggerimenti, mi dispiace.

    4. Micaela

      Buona sera.Ho un problema da porle.Da un anno e poco piu’ ho avuto una convivenza con un ragazzo di 28 anni ed io 37.Ci siamo lasciati da quasi un mese.Come è possibile che un ragazzo cambi totalmente,passare da un amore intenso e passionale a desiderare ad avere una famiglia e sposarmi,ad un disinteresse totale.Dice di essere in confusione,e da premettere che ha avuto un lungo fidanzamento è una convivenza con la nascita di una bambina,che quando era in cinta l’aveva lasciata,poi ha riprovato ,ma non è riuscito perchè non prova sentimenti.Come può essere indifferente ora a me,che se fino ad un mese fà l’amore trionfava.Non riesco a capire!!! può essere affetto da qualche disturbo?Dice che non sà cosa li stia succedendo.Grazie!

    5. micaela

      è da premettere che è stato male dopo circa due giorni,ha avuto un dolore e pressione al petto,li è stato consigliato una terapia di gocce orali per tre volte al giorno,si sente agitato, e tanta ansia.

    6. Micaela

      era un tipo strano,si vedeva che non era tranquillo,la sua storia me lo ha raccontato,durante la relazione con la sua ex compagna si buttò al gioco,e non voleva saperne niente di lei…..Cosa mi consiglia?ora con me è in confusione,dice che ci mi ha amata e che mi vuole bene,è solo un periodo che non sto bene con me stesso e sono arrabbiato con tutti,basta poco e mi arrabbio.Io credo che sia stata la mancanza del lavoro,noi riuscivamo ad andare avanti con i pochi soldi dei miei genitori .Non sò come aiutarlo.Cosa li sia successo? è veramente in conflitto co se stesso.Non capisco per il quale ha la mania della cura personale e di vagabondare in giro,lui diceva in cerca di lavoro,voleva fare tutto ma non concludeva nulla.

    7. Micaela

      è da premettere che ci fu un tradimento anche se non consumato,con una donna quando lui andò per un breve periodo per lavoro,era molto ottimista e contento di averlo superato il colloqui,ma a distanza di tempo,nonostante le mie sollecitazioni,questo lavoro era una truffa.Dal quel messaggio tel inviato a me erroreamente,il nostro rapporto è degenerato,lui volle ritornare a casa per recuperare il nostro rapporto,ma io disse che questo non me lo doveva fare ,ero molto afflitta e sfiduciata.Cosi’ lui rientrò a casa ,dopo tanti chiarimenti e perplessità,e decide di non ripartire,perchè deluso dal lavoro e quasi stava perdendo anche me.Era u n periodo difficile di grande tensione,io non riuscivo a superare quel momento,ero sempre nervosa e sgorbutica con lui,lui molto spesso che mi riprendeva che stavo esagerando….e mi disse di essere pentito,ma deovevo perdonarlo se l’amavo.L ho perdonato si fà per dire per convincermi di vivere in maniera piu serena,ma i giorni e mesi passavano lui mi sentiva e mi vedeva triste e spesso piangevo,ma la cosa piu strana che io ero diventata aggressive,e avevo spesso voglia di litigare con lui,infatti lui mi diceva ”che vuoi litigare????Inzomma non riuscivo piu a starli vicino ero fredda e vedevo che anche lui l ho era.Dopo un giorno è mezzo di litigi molto forti,decide di andar via,d’altra parte ero spesso stata io a cacciarlo di casa,quel giorno decise di allontanarci un pò….e mi spiegò che lui è confuso,vorrebbe stare con la ex compagna perchè la figlia di 4 anni è nervosa e poco tranquilla,e secondo lui se ritornava con la ex è probabile che incomincia ad innamorarsi.Poi mi disse che c era anche un altro problema,che si era messo nei casini con persone non raccomandate,insomma tutto questo in due tre giorni,con le lacrime agli occhi.Lui è molto spaventato e si è allontanato da me forse perchè lo hanno minacciato,che io restassi fuori.Su facebook non vuole fare amicizia con me,perchè dice che potrebbe essere controllato da questi….o in caso di…,intanto chiede amicizie a tante altre/i amici o semplici conoscenti.Mi chiamava è diceva che si sente ansioso,doveva portare al termine determinate cose,ed è stato malmenato,per fortuna nulla di grave.Io in tutto questo non sto capendo nulla.Troppi problemi:senza lavoro,senza macchina,senza soldi,l’ex compagna,questi personaggi di scomodo ed infine il suo allontanamento da me….Ha detto che mi protegge e mi aiuterà economicamente,lui mi vuole bene,ma a preferito seguire la strada piu difficile e pericolosa.Perchè tutto questo,non capisco!!!Sara’ stata la mia ossessione nel puntarli il dito addosso,è vero mi ha sopportata e molte volte è stato vicino nel superare le mie insicurezze.Ma non capisco tutto questo,sono incredula!!!!

    8. Dr. Cimurro (farmacista)

      Vorrei davvero poterla aiutare, ma temo che si esuli da un problema strettamente medico; nel primo intervento mi ha chiesto se possa “essere affetto da qualche disturbo” e sinceramente non credo, perchè la situazione che si è venuta a creare a mio avviso può spiegare lo stato d’animo di questa persona senza necessariamente dover ricorrere al pensiero di patologie in atto.

  2. annalisa

    si deve far consapevole il “paziente” di essere malato, magari facendogli leggere articoli riguardanti il suo problema, per aiutarlo ad autoaiutarsi, per cercare di uscirne fuori?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo questo non glielo so dire, ma credo che dipenda da un caso all’altro.

  3. Alessandro

    Salve dottor Cimurro,

    non so se è la sezione corretta ma io vorrei aiutare un mio amico a risolvere il suo problema ossia si vergogna di fare la doccia negli spogliatoi insieme agli altri e mi dice che prova molto imbarazzo.

    mi dia un consiglio? andare da uno psicologo potrebbe essere una buona idea?

    grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, anche se con un po’ di coraggio potrebbe anche non essere necessario.

    2. speranza

      ho un amico che usa tutta la roba degli altri e chiede spesso cose in prestito in più ha l’abitudine di essere molto disordinato e di accumulare oggetti di tutti nella sua camera cosa significa ? e’ disturbato perchè la sensazione che si prova in sua presenza è di disagio. mi faccia sapere grazie

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Da quello che descrive non mi sembra che ci sia necessariamente un problema.

  4. Franco

    Ciao, lo psichiatra dice che sono un dipendente, infatti ero molto legato a mio padre, a mia madre e alla mia ex ragazza, dieci anni fà mio padre è morto e la mia ex mi ha lasciato, mi è rimasta solo mia madre, ho trascorso 10 anni di depressione bipolare, adesso è passata, ma rimane comunque il senso di vuoto e l’incapacità a prendere decisioni, mi vengono mille idee, ma poi non concretizzo niente, mi stò ancora curando con i farmaci e faccio psicoanalisi, ma dubito che la personalità si possa cambiare, voi che ne pensate?

    1. Franco

      mi scusi dottore per il tono amichevole, pensavo fossero discussioni solo fra gli utenti, a lei invece voglio chiedere se i farmaci possono risolvere questo problema di apatia ed ansia.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Cambiare completamente è probabilmente impossibile, ma si può sicuramente migliorare e soprattutto imparare a gestire le proprie paure e difficoltà. Non si preoccupi per il tono che, al contrario, mi sembra assolutamente adeguato al contesto.

  5. Eccoci

    ho un amico di 26 anni che fino a prima di questa scoperta era il mio confidente. ora non so più come comportarmi con lui. per spiegargli il mio carattere difficile ho fatto a lui una metafora dicendo che è come se in me ci fosse uno yin e uno yang. una parte dolce e una nervosa… parlandone ha iniziato a darci due nomi come fossero due persone diverse e ha iniziato a descrivere anche se allo stesso modo… mentre spiegavo e spiegava usando questa metafora credevo che fosse una sorta di gioco per spiegarci meglio. poi,quando la cosa era chiara,gli ho detto che ora potevamo finire di fingere e tornare alla realtà in cui ognuno ha solo una persona per corpo. lui ha iniziato a dirmi che era un gioco anche per lui. e che ora la cosa sarebbe finita. ma invece continua a farlo… continua a considerare con il nome IO la parte più matura e seria di se e con il suo vero nome quella infantile e giocherellona. come se ormai fosse scattato un meccanismo e non riuscisse più a smettere di considerarsi come un corpo con dentro due persone… inoltre interagiscono con me… e tra di loro come due fratelli. IO il maggiore e l’altro il minore. e posso anche chiedere di parlare con uno piuttosto che con l’altro. ho la certezza che non stia più giocando. e vorrei sapere come aiutarlo senza farlo andare dallo psichiatra perchè tanto non ammette il suo problema. è come un fratello per me e non ho intenzione di lasciarlo a sestesso.come mi devo comportare con lui?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non sento davvero di avere le competenze per suggerire come comportarsi, ma ritengo che un parere medico sarebbe comunque auspicabile.

  6. spook

    salve.ho 20 anni e nella mia vita faccio il cameriere. in questo tipo di lavoro sono a contatto ogni giorno con tantissima gente…è da un paio di mesi a questa parte che non riesco piu a vivere normalmente…quando la gente mi parla sento di metterla a disagio solo con lo sguardo…mentre lavoro e anche nella vita normale non riesco piu a guardare le persone come prima…neanche i miei amici,neanche i miei genitori…sento di avere un problema, ne sono consapevole…quando mi parlano provo a concentrarmi su quello che mi stanno dicendo ma sembra che qualcosa dentro di me mi faccia concentrare piu sul come mi guardano e su quale espressione assumere .non riesco piu a parlare normalmente con nessuno…da 2 mesi a questa parte mi sto inoltrando in una nuova esperienza lavorativa…sto per aprire un bar…forse il fatto di dover assumermi una responsabilita cosi grossa e prendermi carico di uno stress cosi grande mi ha fatto cambiare in questo modo…?devo rivolgermi a uno psicologo?attendo una risposta…grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, probabilmente il parere di uno psicologo (e credo poche sedute) saranno sufficienti a risolvere il problema.

  7. Absvdf

    Salve, sono una ragazza di 21 anni e vorrei chiederle una cosa.
    Sono 3-4 anni che utilizzo profili falsi su facebook, fingendomi sia ragazze che ragazzi, e mi immedesimo totalmente nei personaggi spesso desiderando veramente tanto di essere loro.
    Un po’ di tempo fa, mi sono particolarmente “chiusa” ad utilizzare un profilo falso in cui fingevo di essere un ragazzo, e una notte ho sognato di essere lui, cioè vivevo il sogno come appunto se io fossi lui. La mattina mi sono svegliata ed ero abbastanza scossa, e nonostante questo per tutto il giorno ho pensato che avrei voluto essere davvero lui.
    Cosa potrebbe significare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non me la sento di esprimere giudizi in merito, non ho le competenze per farlo.

  8. roberto

    Salve dottore ho un ragazzo di anni 16 che dopo aver preso una decisione di fare un qualcosa di importante,dopo assere stato accettato per una conferma in 2 secondi ha cancellato tutto come se avesse un peso da sostenere sentendosim poi libero ,e’ una cosa normale dovuta all’eta e come si puo aiutare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ci sono troppe variabili sconosciute per un giudizio, non vorrei esprimere un’opinione che per quanto possa essere personale possa non tenere conto di fattori importanti.

  9. Giulia

    gentile dottore, mio fratello ha un disturbo della personalitá. Lo psichiatra che lo ha in cura dice che alternerà sempre periodi di attività a periodi di inattività. Ha studiato per tre anni. Poi si è fermato e adesso e da due anni che aspetta di risolvere il suo problema con una terapia psicologica, ma non ha risolto la sua apatia. Tralaltro dorme fino all’ora di pranzo. La mia domanda è: mio fratello riuscirà ad avere una vita normale e responsabile? Grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non ho nè le competenze nè una sufficiente conoscenza del suo caso per poter rispondere.

  10. Esausta

    Salve dottore, la mia storia è molto lunga e contorta,sono una ragazza di 26 anni e da 9 mesi sto con un ragazzo di 23, un ragazzo molto maturo in certi aspetti, “per la sua età” , ma molto problematico dal primo giorno che l’ho conosciuto, la faccio breve:. È stato un colpo di fulmine, una cosa inreale, all’inizio era Dolce protettivo , forse troppo , alienato da me,mai sentita così amata da un uomo…ma nello stesso tempo strano, ogni difficoltà la trasformava in un problema, la
    Distanza “20 min di distanza” lo fece andare in crisi, poi il suo lavoro, gli orari che nn combaciavano con i miei, il non vivermi, l’altezza (sono una ragazza abbastanza alta e il fatto di essere alti uguali e nn potermi mettermi mettere i tacchi lo faceva stare male pensando di nn potermi rendere felice)chiudendosi sempre più in se stesso, e cadendo in una forte depressione (depressione=cosa che aveva già avuto quasi un anno prima dopo essersi lasciato da una storia di 3 anni) , in quel periodo gli stetti vicino annullandomi completamente , facendo di tutto e di più per farlo stare bene e fargli capire che quello che gli girava per la testa erano solo seghe mentali, ma niente da fare un giorno a mille il giorno dopo zero, mi allontanava dicendo di amarmi come nessuna cosa al mondo, mentre il giorno prima mi parlava di casa famiglia e bambini,…io impazzivo!!dopo esserci lasciati ripresi svariate volte , andò via dei giorni da suo cugino a Milano per staccare un po’ , ” lo chiamai io svariate volte ” e mi disse che nn sapeva più se era innamorato, … Poi dp qualche gg tornó per parlarmi e cadde ai miei piedi come un bambino,dicendo che era guarito che mi amava e che avrebbe voluto rininziare la nostra storia , da li iniziammo di nuovo la nostra storia , l’apoteosi.. Che duró 1 mese. .. Inizió a trascurarmi a trattarmi male, a pensare a tutto tranne me, …non era più lui , sembrava avesse dentro talmente tanta rabbia,
    Da versarla tt su di me, … Io c stavo da cani, passavo giornate .. Notti
    Intere a piangere , sperando di ritrovare il mio lui, ma
    Niente da fare tt le colpe erano mie, il suo
    Unico problema erano
    La macchina il cane e il comprare , una cosa maniacale!!!. Fin quando io esausta inizia a vendicarmi comportandomi con lui come faceva con me , e da li lui cambio sempre di più , fin quando diventó un agnellino apatico, un vegetale ,
    Dall’arrogante che era il totale contrario. Un elemento insignificante !!!.
    Straziata da tt qst , risucchiata ormai da un circolo vizioso , caddi io in una forte depressione. …cercó di starmi vicino, ma nn più di tanto, consapevole di Qnt stavo male dopo neanche 4 settimane inizió a farmi pesare la cosa .

  11. Esausta

    Io depressa , scarica ormai senza più forze,mi rivolsi a un psicologo, dove volevo portare anche lui, ma nn c’era verso, anzi mi presi anche il titolo di “pazza”, inizia una cura senza portarla a termine , perché già mi sentivo forte da rininziare a lottare per fargli capire che il bisognoso di cure era lUi!, ma niente, un muro , un riccio che ogni giorno si chiudeva sempre di più . . .pur implorandogli di farsi curare Per tornare quello che veramente era ed è!. Ci lasciammo andò via , ci risentimmo , lui stava male
    Io pure, ma
    Forse ormai rassegnata, ma dopo 16 giorni , dopo vari mess , prima volle la sicurezza che io c’ero ancora è poi si presentó a casa mia. Ora a distanza di 2 mese siamo qua , …….. Lui si é corretto i tante cose , sta cercando di venirmi incontro in tante cose e di correggere il suo brutto carattere , ma io continuo a vivere male , dati i suoi sbalzi d’umore, e i suoi cambiamenti di personalità , … Tutti i giorni mi sembra di avere davanti una persona diversa, oggi è uomo è felice, il giorno dopo è un bambino e infelice ,la
    Mattina mi sveglio con la
    Paura di ritrovarmi davanti il Lui che odio che non amo, poi mi tiro su pensando al
    Meglio. Io vorrei solo sapere che disturbo è questo?. Vorrei solo arrivare alla radice di qst problema, mi chiederà perché sono ancora qua?!. È la
    Mia risposta è: forse perché spero che ritorni il vero ….!

  12. Luigi97

    Buongiorno,ho 16 anni e vivo una vita abbastanza serena,a volte peró,ci sono momenti in cui inizio a farmi “seghe mentali” e mi preoccupo tantissimo.É possibile avere una sorta di timore di avere un disturbo,e poi svilupparlo veramente?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Tutto è possibile, ma il rischio maggiore nel suo caso è di sviluppare ansia.

    2. Gemma

      Salve, ho 14 anni e credo di avere un disturbo dipendente.
      Detesto tutto della mia personalità! La camminata insicura, il fatto che non riesco a guardare negli occhi una persona e di conseguenza quando parlo ho un tono calmo e basso perché ho paura di essere contraddetta dall’ interlocutore. Odio il modo in cui guardo una persona quando parlo perché sembra che io la guardi spaventata. Odio il fatto che non so rispondere agli insulti e la cosa che odio di più e che sopratutto non capisco é il perché quando faccio una domanda o quando parlo, quasi sempre nessuno mi risponde, anche se parlo a voce alta! Cosa devo fare? Non voglio andare avanti così, voglio avere un carattere forte e non farmi sottomettere da nessuno ma più ci provo e più non ci riesco!

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Alla tua età è normale sviluppare queste paure e queste insicurezze, ma vale davvero la pena parlarne con uno psicologo per evitare che si radichino nel tuo carattere; è un problema a mio avviso risolvibile, ma non dobbiamo sottovalutarlo per evitare di trascinarcelo negli anni.

  13. Anonima

    Salve dottore, è da un po’ di tempo ormai che ho delle fobie(forse deliri) soprattutto di persecuzione(ho paura di essere spiata,di essere criticata quando passo davanti a qualcuno per strada), sono anche terribilmente ipocondriaca e soffro di attacchi di panico. Ci penso sempre e la mia vita sta diventando un inferno. Mi sembrano ovviamente stupide ed assurde ma ho paura che possano essere vere ma ho il dubbio e questo dubbio mi logora. Quando magari tengo la mente occupata ad esempio a studiare, a fare qualcosa che mi piace o quando sto con una persona cara non ci penso molto… Potrei essere o schizofrenica o paranoide? C’è una cura per queste due malattie tremende?

    P.S. Ho 16 anni. Ho sofferto di una lieve depressione lo scorso anno ma non avrei mai pensato di arrivare a questo punto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente si mischiano depressione, ansia e fobia sociale; non abbia paura di parlarne al medico, più aspetta e più diventerebbe lungo risolvere.

    2. Anonimo

      Aggiungo che ho anche la fobia dei coltelli, appena ne vedo uno mi viene l’ansia e non riesco a guardarlo perché ho il terrore di far del male agli altri. Ho paura che se vado dallo psichiatra/psicologo ed espongo i miei problemi di dica che sono davvero ciò che temo di essere.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Anche la paura della diagnosi è del tutto normale, stia tranquilla e si rivolga con fiducia ad un medico.

  14. Silvia

    Buongiorno, mi scusi se intervengo con questa mia critica, ma ho letto nei commenti che gli utenti esplicitano delle problematiche molto serie a livello psicologico e vorrei chiederle come sia possibile rivolgersi a Lei che è senza dubbio una persona seria ma non uno psicologo…sono molto perplessa…Distinti saluti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Condivido il suo punto di vista e, proprio per questo motivo, faccio del mio meglio per invitare i lettori a rivolgersi al medico più adatto a seconda del caso.
      Il mio obiettivo è quindi tranquillizzare, valutando la situazione con chi magari si trova in un momento di difficoltà, per poi inviarlo a specialisti/professionisti.

  15. Anonimo

    Sono una persona introversa, chiusa, non racconto mai niente e difficilmente esprimo le mie emozioni se non tramite scritti a voce non ci riesco quasi mai, sogno ad occhi aperti, a volte penso che sto meglio da sola senza nessun altro vicino a parte i miei parenti anche se poi i miei amici mi mancano. Ma poi quando li ho vicini mi irritano, non sempre però a volte davvero sono insofferente.
    Disturbo schizoide?
    È un problema?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non salterei a conclusioni di diagnosi; è un problema se questo la rende infelice.

  16. Vale

    Dottore per lei posso essere affetta da un disturbo di personalità oppure borderline?
    Io sono piuttosto chiusa e molto riservata e non esprimo mai i miei sentimenti. Soffro di DOC. A volte parlo da sola e faccio discorsi anche lunghi. Mi sono creata un mondo immaginario per fuggire a tutta la quotidianità con persone che non esistono inventate e immagino diverse avventure con queste persone poi ovviamente torno alla vita reale.
    Sono molto impulsiva, se sono tranquilla e succede qualche cosa posso diventare aggressiva anche tutto in un tratto e posso arrivare alle mani. Mi guardo allo specchio e mi vedo tutti i difetti del mondo poi invece a volte mi guardo e mi sento una dea. Una volta sorrido e sprizzo felicità e poco dopo posso tornare musona e annoiata. A volte sono felice e poi divento ansiosa per tutto.
    Cosa dice di questo? Secondo lei ho bisogno di una visita psichiatrica e di una cura farmacologica?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi sento di esprimere giudizi sulla diagnosi nè sulla necessità della cura farmacologica, ma è sicuramente opportuno un parere medico per permetterle di vivere più serenamente la sua vita.

  17. Angelo

    Salve, è da un anno che frequento una donna alla quale sono legatissimo anche se ultimamente mi fa esaurire.
    la scorsa estate mentre lei era in vacanza con i genitori abbiamo iniziato a frequentarci prima come amici … poi un giorno le ho proposto una gita fuori citta’ e lei ha accettato, abbiamo mangiato fuori, abbiamo parlato a lungo di noi etc… alla fine c’è stato anche un bacio lunghissimo… quando l ho accompagnata a casa, lei era felicissima.
    il giorno dopo ci siamo rivisti e siamo stati benissimo. dopo io sono dovuto partire per motivi di lavoro ma ci siamo sentiti tutti i giorni e piu volte al giorno telefonicamente per tutta l’estate. Al momento del rientro in citta’ lei è cambiata completamente, nel senso che usciva solo la domenica ed era sempre ansiosa fino a quando un bel giorno mi confida che lei non abitava sola ma conviveva con un uomo del quale non è innamorata e che deve trovare la scusa giusta per andarsene da quella casa…perchè lui è gelosissimo e non la lascia andare.. tutto questo avveniva a settembre scorso, io ho continuato a frequentarla perchè penso di essermi innamorato ma piu passa il tempo e piu ho notato che lei non prende mai una decisione per andarsene, io le ho proposto di venire a vivere con me ma lei dice che uscire da un fallimento e iniziare subito una convivenza non le va… ritornare a vivere con i genitori nemmeno quindi non si riesce a trovare una soluzione. con il passare del tempo ultimamente mi attacca su tutto, qualsiasi cosa io dica, lei mi contarddice e vuole avere sempre ragione, poi le faccio di tanto in tanto dei regalini che lei accetta con piacere e che poi mi richiama e mi manda a cambiarli perchè magari vorrebbe u altro colore o un altra forma etc… ad esempio sono andato a cambiare una cover di cellulare almeno 4 volte tant è vero che il negoziante si è anche infastidito, una volta non le andava bene il colore, una volta la voleva di gomma e non di plastica, poi il contario etc.. Tutti i giorni lei si lamenta di questa persona , che non la consdera che la tratta male etc.. ed Appena io cerco di convincerla a prendere una decisione mi manda a quel paese perchè dice che sta aspettando il momento giusto e che non ne vuole parlare. Non so come devo comportarmi perchè sono veramente innamoratissimo e siccome sò che lei soffre questa situazione, ho paura anche ad allontanarmi. p.s. secondo me soffre anche di disturbi alimentari.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma si tratta di dinamiche di coppie e non mi sento di esprimere giudizi.

  18. problema di personalità

    Salve, mi chiamo Max, ho 36 anni e da molto tempo credo di avere un reale disturbo di personalità.
    Inizio col dire che non riesco a capire a quale dei gruppi di comportamento sopracitati potrei associarmi.
    Proverò ad essere il più minuzioso possibile sulla descrizione della mia attuale “personalità”.

    Premetto che non sono mai stato un ragazzo magro anzi sempre un po’ cicciottello, ma credo che non sia questo il mio unico e reale problema. Sin da piccolo credo di aver avuto una personalità che mi portava a pensare di essere più grande dei miei coetanei e che i miei pensieri erano più “maturi” dei miei compagni. Da ragazzo, tra i 14 e 17 anni, ricordo di esser stato un po’ eccentrico, allegro e forse anche un po’ front-man. In un ambiente dove c’era bisogno di buttarsi a provare qualcosa di nuovo, ero quasi sempre il primo ad iniziare. Insomma, non mi nascondevo, anzi… Avevo come tanti ragazzi di quell’età molti sogni da realizzare e ambizioni. Oggi, riguardando a quegl’anni, mi sembra tutto inutile e penso sia meglio stare il più possibile nell’ombra per avere meno responsabilità e problemi possibili. Ero un ragazzo a cui piaceva stare in compagnia, avevo spesso la risposta pronta e mi appassionavo molto alle cose che succedevano ai miei amici. Insomma ero un vero amico. Ora non mi interesso praticamente più a nessuno, tranne pochissimi amici, 2 o 3 che ho ancora e che comunque vedo raramente. Ero un ragazzo a cui piaceva organizzare cene, feste, uscire a mangiare fuori, stare in giro fino a notte fonda. Insomma, un ragazzo “normale”. In famiglia, idem! Ero sempre al centro e mi piaceva stare molto con i miei parenti, che credo mi “sopportassero” molto per la mia personalità così decisa e a volte arrogante. Ma, almeno, era pur sempre la mia personalità.

    L’anno scorso, dopo un fallimento economico ed alcuni lutti più o meno importanti mi sembra che la mia vita sia diventata davvero un’altra. Ogni cosa è più difficile di quello che realmente è, le soluzioni sono sempre più lontane se non a volte inesistenti. La visione del mio prossimo futuro è offuscata da queste e da tante altre cose che ho nel cervello. Non ricordo più un risveglio regolare. La notte, non ho quasi mai un sonno regolare, mi sveglio non so quante volte. A volte mi capita dopo una giornata pesante di non riuscire a prendere sonno e quando finalmente arriva, dura davvero poco. Sono sempre stanco.
    Nell’estate 2013, con la mia compagna, ho lavorato in un settore dove il contatto con il pubblico era essenziale (non voglio dire realmente cosa facciamo, quindi rimango un po’ sul vago) ma qualche ora prima dell’inizio vivevo questi attimi con una forte angoscia e/o ansia. Credo che sia legato molto a quello che è stato l’inizio dell’anno con il fallimento e i lutti. Quest’anno vorrei che fosse diverso ma credo che ormai dentro di me si sia insediato questo malessere che, se fortunatamente dovesse ricapitarci l’opportunità di rifare la stessa stagione, potrebbe ripresentarsi.

    Oggi, a 36 anni, credo che tutto quello che faccio è inutile e soprattutto non ho più voglia di fare niente. Sto vivendo una crisi che può essere condivisa da moltissima gente, cioè quella economica. Purtroppo, la vita è più cara di quello che riesco a guadagnare e le uscite domenicali, nei centri commerciali oggi sono una vera e propria frustrazione e a volte vivo queste uscite con un’indifferenza tale da giustificare un rientro in casa anticipato. Insomma, quello economico è un disagio davvero forte. In passato, quando mi si presentava un momento di inutilità, il poter comprare qualcosa riusciva a compensare quel senso di vuoto.

    Con gli amici, come ho già scritto, non ci si vede spesso e a dire il vero non li cerco più di tanto. In famiglia cerco di non starci più perché non sopporto più nessuno e se avevo un’idea positiva su qualche parente lontano, dopo averlo rivisto e guardato con lo stato d’animo attuale anche egli mi risulta irritante. Non mi emoziono quasi più per niente e lo stesso per quanto riguarda le sensazioni di dispiacere, esempio la morte di un parente, conoscente ecc…., non mi fa più quell’effetto di prima. A volte credo di vivere in un film e di vedere la mia vita come un telespettatore, cioè disinteressatamente. Nel lavoro mi chiudo e quelle volte dove devo per forza parlare mi sembra di aver perso completamente la voce e con un’esile tono per l’imbarazzo e/o per paura e vari tremolii e schiarimenti, bisbiglio qualcosa che logicamente non viene compresa e che purtroppo poi mi costringe a ridire cercando di avere un parlato più pronto.
    Credo che tutti stiano parlando di me e che dicano “guarda quello quant’è strano?”, anche se so che questo è solo frutto della mia mente. Mi sembra come se fossi sempre fuori posto, sempre non adeguato alle reali necessità, che stia sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato. Insomma un disadattato.
    Attualmente sto vivendo una vera e propria odissea per il lavoro. Sto cercando di concludere un periodo di prova di sole due settimane, l’ambiente non è male ma c’è molto da lavorare. Al mattino e non solo, ho sempre l’ansia di iniziare una nuova giornata lavorativa. Il responsabile capo è molto esigente ed io non mi sento praticamente all’altezza delle aspettative anche se so che quello che devo fare è normale per le mie capacità. Non mi piace più avere delle responsabilità, il contatto con il pubblico e non mi viene facile pensare di rispondere al telefono. Insomma non mi relaziono come dovrei per mantenermi questo lavoro. A dire il vero, dopo la prima mezza giornata, già avevo deciso che questo nuovo lavoro non mi piaceva. Anche se non è il lavoro in sé ma il fatto di dover relazionarmi con gli altri.

    Il lavoro che faccio non mi gratifica. Ma in realtà, ogni cosa che inizio a fare dopo pochissimo, a volte giorni, altre volte persino ore, perde completamente d’interesse. Alterno momenti dove credo che la mia vita sia recuperabile con momenti dove penso che non ci sia più nulla da fare e che sono avviato alla conclusione della stessa. Altre volte penso che fare una camminata, girare in bici, insomma fare qualcosa all’aperto mi possa distrarre. Ma altre volte non ho voglia nemmeno di uscire.

    Mi concedo da questo “breve” monologo concludendo che ci sarebbe ancora tantissimo da scrivere e che come normale che sia al momento non mi sovviene.
    Sperando che ci sia una proposta risolutiva ai miei problemi, con una diagnosi più o meno completa e con soluzioni praticabili, cioè facili, la ringrazio anticipatamente.
    Cordialmente
    Max

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Premesso che non ho le competenze per formulare diagnosi nè tanto meno posso prescrivere terapie, a mio avviso c’è un problema di depressione.

      Di soluzioni facili non ne esistono, ma praticabili sicuramente sì; la più semplice è rivolgersi al medico per un approccio farmacologico che possa restituirle la voglia di vivere e soprattutto di combattere per ricostruire la sua vita.

  19. Laura

    Mi chiamo Laura ed ho un nipote di 13 anni che si è sempre comportato come un ragazzino più piccolo della sua età.
    I suoi genitori si sono separati sette mesi fa e da quel momento il ragazzo ha iniziato a chiudersi al mondo: non vuole suonare più la chitarra, non vuole incontrare più gli amici( premetto che ha comunque sempre avuto difficoltà a stare con gli altri e soprattutto ad adattarsi a situazione e persone nuove , ha voluto cambiare scuola perchè non si trovava bene con gli amici della sua classe) e adesso non vuole andare più a calcio.Si è ammalato spesso dall’inizio dell’anno scolastico, avendo soprattuto disturbi di nausea, vomito e diarrea. Suo padre a mio modesto parere (sono un educatore professionale e lavoro nell’ambito psichiatrico), che conosco da trenta anni, (da quando andavamo alle elementari) ha un disturbo di personalità di tipo paranoide e se non ha questo disturbo poco ci manca. Io temo, conoscendo il padre che vive sempre gli altri come una minaccia soprattutto la sua ex moglie (mia sorella) e sfortunatamente anche la figlia maggiore che inizia a capire che il padre non ha comportamenti normali, possa far peggiorare la salute psichica del figlio. Aggiungo che il ragazzo è stato da un neuropsichiatra perchè più di una volta ha detto che voleva buttarsi giù dal balcone, molto probabilmente per attirare l’attenzione della madre. Il padre afferma che sono inutili questi colloqui con il terapeuta perchè secondo lui è tutta colpa della madre che non sa come prenderlo ed aiutarlo. Tra l’altro proprio ieri, il ragazzo, ha comunicato alla mamma che vuole vivere con il suo papà. Il suo comportamento nel comunicargli questa notizia è stato , a detta della madre, freddo e un pò distaccato. Io e mia sorella siamo molto preoccupate che il ragazzo possa sviluppare le stesse caratteristiche psicologiche del padre e soprattutto che non riesca a ricevere il giusto aiuto per accettare la separazione dei suoi genitori. Cosa possiamo fare? Dimenticavo : la nonna del ragazzo è affetta da disturbo bipolare. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non sento di avere le competenze per esprimere giudizi.

  20. speranza

    Salve, io credo che mia madre abbia un disturbo della personalità, oppure un disturbo bipolare, non so come classificarlo perchè non sono un medico, ma so con certezza che un problema c’è anche se non ne ho la classificazione. Se provo a dirle qualcosa probabilmente reagirebbe in maniera aggressiva..perciò mi chiedo, per un paziente che non crede di avere un problema com’è possibile aiutarlo? E se con vie secondarie si riesce a farlo parlare con uno specialista..ci potrebbero essere possibilità che intraprenda una cura? Forse lei non può rispondermi..ma forse conosce qualche caso simile..sono disperata perchè sta condizionando la vita di tutti, soprattutto la mia..che mi ritrovo sola con lei dopo la morte sia di mio padre che di mio fratello. La situazione è invivibile..
    Grazie in anticipo per un eventuale consiglio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non è una situazione facile, ma farla parlare con uno specialista se riuscisse mi sembra la soluzione migliore.

  21. Marrissa

    Salve,parlo in prima persona,sono straniera e vivo da quasi 8anni in italia,la mia storia è particolare,spero di riuscire a raccontarla e di avere una risposta e capire quale sia la mia malattia.ho 26 anni e figlia di genitori separati,ho vissuto sempre con mia nonna che mi ha creata e allevata,mia madre era sempre fuori per lavoro,vedevo mio padre poche volte,e non ho mai ricevuto affetto dai miei cari,soltanto regali e beni materiali,quando facevo qualche bravata mia madre mi legnava di botte,una volta addirittura mi sono seduta su la sedia di mia sorellina piu piccola e lei ha finito di spaccarmela in testa,per cose che potrei essere ripresa con parole e ok qualche schiaffo,ho sempre preso parecchie botta fin che non diventavo viola,o che non sanguinavo,ho sempre avuto voglia di scappare o di suicidarmi da bambina,ho due fratelli e non mi è mai piaciuto vedere mia madre che accarezza altri bambini..ne soffrivo a scuola quando c’erano i genitori degli altri bambini e i miei mai. ho sempre avuto il vizietto di raccontare piccole bugie e con il tempo sono diventare grosse,e anche di rubacchiare spiccioli,ho sempre avuto un bel stipendio,ho un negozio di mia proprieta ma parecchie volte non riesco ad arrivare a fine mese,anche arrivando a grossi salari! Ne soffro a guardarmi allo specchio e quando intraprendo una relazione amorosa non riesco a capire come una persona si senta attratta da me,ho avuto moltissimi ragazzi,ora ne esco da una storia di 2anni ed è stato lunico amore della mia vita,e lui mi ha lasciata mi ha tradita con un altra,e questo mi lascia molto demotivata,sento che non riesco ad andare avanti,ho paura di rimanere da sola…e ho anche una sessualità molto promiscua,non sono una ninfomane,ma semplicemente,trovo piacere a leggere testi erotici,scriverli,insomma,come se adorassi la pornografia…a volte ho paura di cadere in una vita che non vorrei,di droghe e sesso,sento che sono a due passi di commettere un’errore così,non sono contenta con la mia vita,non sono fiera della mia famiglia,mi vergogno di me stessa,anche se molti mi reputano una bella ragazza,ma non riesco ad accettarmi,ho avuto una dura adolescenza e mia madre ancora oggi,si rivolge a me non con tenerezza ma soltanto quando ha bisogno di me per qualcosa,non mi sento pronta per parlare di questo con qualcuno,ma voglio essere curata,a volte ho la sensazione che l’universo intero cospiri contro di me,o le persone che conosco sono li per deridermi o si trovano per parlare male di me,a volte credo che ci sia qualcosa di maligno che mi insegua e non voglio piu questa sensazione,non voglio piu raccontare bugie per sembrare interessante,vorrei soltanto essere una persona normale,ho le qualita per esserlo,ma ho molti blocchi che non riesco a superare. secondo lei dottore quale potrebbe essere il mio vero problema? come faccio a curarmi???

    Grazie e rimango in attesa di un suo gentile riscontro.
    Marrissa

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso ha un carattere ed una forza straordinari, perchè se nonostante l’infanzia che ha passato è riuscita a costruirsi una vita di successo professionale e, se non fosse stato per il partner, anche affettiva, significa che davvero non ci possono essere dubbi sulle sue qualità.

      Questo ultimo ultimo colpo, subito dal suo ex compagno, avrebbe davvero abbattuto chiunque e nel suo caso ha probabilmente fatto riaffiorare traumi mai superati completamente.

      La strada giusta sarebbe trovare un bravo psicologo che l’aiuti ad affrontare e superare quanto rimasto di irrisolto nel suo passato, ma sono assolutamente fiducioso perchè la sua storia dimostra chiaramente che ce la può fare.

  22. Rossella

    Salve ho un problema e ho bisogno di sapere da chi devo andare per capire cosa mi succede. Sono ancora giovane,ho solo 18 anni ma la mia vita è sempre stata piena di rabbia nei confronti della mia famiglia e dei miei genitori. Fin da quando ho memoria ricordo di avercela avuto con loro. Ricordo che quando avevo circa 7 anni pianificavo come far del male a mia madre e facevo il conto alla rovescia degli anni che mancavano per arrivare al diploma. Durante gli anni le cose non sono cambiate,ho sempre avuto questi sbalzi d’umore assurdi contro di loro,contro tutti,ma principalmente contro mia madre e mio padre,come se mi avessero fatto qualcosa per cui devono pagare. Siamo una famiglia normale,i miei sono oppressivi e chiusi di mente ma nulla di estremo,allora perchè voler loro così male? Loro non mi credono quando gli dico che c’è qualcosa che non va in me,non credono a ciò che dico. Inoltre non riesco a relazionarmi con gli atri, ho il costante pensiero che gli altri mi vedano come una stramba aliena,che mi possano tradire. E in vita ovviamente ho avuto le mie delusione e questo ha solo aggravato i miei pensieri,non riesco a star bene tra gli altri. Ho pensato anche che io gli abbia voluto così male perchè mi hanno messa al mondo. Odio me stessa e non riesco a vivere bene. Cosa mi succede? Ho bisogno di aiuto? Sono andata da uno psicologo ma non ho mai saputo cosa ho di preciso… lei che ne pensa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Proverei forse a sentire uno psichiatra, potrebbe esserci una depressione di fondo aggravata da fattori ambientali (famigliari, delusioni, …).

  23. Emanuele

    Dottore la mia ragazza ha disturbi di cambio di perdonalita’ .
    Da essere sorridente amorevole e tutto , diventa tutto insieme l’opposto : non sorride più , si vede l’odio che prova verso tutti e me ne dice di tutti i colori (so che lo fa con tutti , ma tutta la gente ).

    Cosa potrebbe mai essere?
    Sembra essere fidanzato con due persone diverse.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma in questi casi non mi sento di esprimere giudizi.

  24. Guenda

    Salve Dottore!
    Le chiedo un parere a riguardo del disturbo evitativo, leggendo l’articolo mi ci sono riconosciuta in pieno.
    Ora posso dare un nome ai miei problemi, ma vorrei sapere con chi dovrei parlarne per cercare di risolverli.
    Psicologo, spicoanalista, insomma quale figura è più indicata in questo caso? Che criteri usare per sceglierne una adatta?
    Grazie infinitamente! G.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Psicologo e/o psichiatra (il secondo può lavorare anche con i farmaci).

  25. luciano

    Caro dottore, vorrei un suo aiuto , per capire come puo’ guarire mio figlio. Ha 21 anni, un carattere da sempre complicato, paura di essere brutto quando era adolescente (ha auto un po’ di acne..) , di essere troppo basso (ma adesso e’ alto m. 1,70), paura di diventare calvo ( ma non lo e’, solo una leggera stempiatura sulla riga…). Tutti problemi affrontati dai vari specialisti in materia (dermatologi, ecc.). Diplomatosi con fatica.. non e’ un modello studente, ed accade che rinuncia a un lavoro , senza averlo nemmeno iniziato. E’ stato da uno psicologo, ma questi non ha evidenziato nulla di grave…Cosa mi consiglia? Grazie per la sua professionalita’.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A parte il non aver evidenziato nulla di grave, non l’ha aiutato ad avere maggior fiducia in sè stesso e nelle proprie possibilità?
      Fa sport?
      Ha interessi? Passioni?

    2. luciano

      Intanto grazie dottore per la sua cortese risposta. Si , mio figlio fa palestra ( praticamente tutto l’anno), ha interrotto gli studi universitari, solo 1 esame in un anno, e vorrebbe cambiare facolta’…. ma mi creda, con tutti gli sforzi possibili, e con tutta la comprensione che posso , non riusciamo ( noi in famiglia) a infonderli piu’ fiducia in se stesso. Per questo le chiedo, la psicoterapia puo’ essere utile? Oppure altro. Vorrei il suo parere. Grazie!

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Psicoterapia e/o farmaci, in genere non ci sono altre soluzioni.

  26. BOB

    è molto improbabile che uno psicanalista trovi una persona perfettamente sana, leggendo i vari tipi di disturbi della personalità elencati si può tranquillamente dichiarare che chiunque anche lo stesso psicanalista può trovarsi in situazioni o condizioni magari transitorie simili a quelle riportate nell’articolo, inoltre la società italiana è chiaramente malata e quindi è molto più difficile per le perosne sane poterci vivere, in conclusione bisognerebbe essere molto più chiari quando si pubblicano degli aritcolicomne questo giacchè chi li legge potrenbbe ritenersi malato anche s enonloè! quindi è un gravissimo errore, non ci si può fidare di un personaggio che scrive e pubblica questi articoli, Dr. Cimurro, lei ha scritto mille volte che non non ha le competenze ma intanto ha rotto i xxxxxx e risposto a tutti con consigli demenziali si vergogni! lei và bene su striscia la notizia!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non condivido, ma rispetto la sua opinione; se avesse usato toni diversi sarebbe stato un intervento probabilmente anche più utile ad un dialogo proficuo e costruttivo, mentre così non credo che valga la pena esporre il mio pensiero.

      Faccio solo notare a beneficio dei lettori che il paragrafo dedicato ai sintomi esordisce con:

      “Si definisce disturbo della personalità uno schema radicato di relazione, percezione e pensiero, abbastanza grave da causare angoscia o problemi nella vita quotidiana.
      [...] sono riconoscibili già durante l’adolescenza o l’infanzia, continuano in età adulta”

      Questo permette di escludere le difficoltà transitorie (che quindi ovviamente NON sono malattia) e soprattutto le piccole debolezze che ognuno di noi ha, che non causano certamente angoscia.

      Che poi ultimamente questa branca sia un po’ alla deriva (si veda il recente DSM-5) non ci sono dubbi, ma credo che un po’ più di educazione gioverebbe alla discussione e sarebbe un’opportunità di crescita per tutti, me per primo.

      La ringrazio in ogni caso per la sua testimonianza.

  27. Maria

    Buongiorno dottore. Due anni fa ho conosciuto il mio attuale fidanzato. Dopo un anno siamo andati a convivere. E conviviamo da un anno. È stato l uomo migliore k ho conosciuto, una storia magica e bellissima. Piena D amore. C’erano grandi progetti (figli matrimonio ecc) . Anche con mio figlio si è sempre dimostrato un papà super, un uomo detito alla famiglia, tanto che tutte le altre mamme mi invidiavano, in senso buono intendo… Un mese fa ha iniziato a dire cose senza senso. Spesso non dorme la notte, dice k i nostri vicini parlano di lui, k ci abitano tutti i miei parenti, k i carabinieri lo seguono ecc … Mi faceva paura. Ho rintracciato un operatrice della quale ero a conoscenza. E la realtà è k lui negli ultimi 15 anni (ne ha quasi 40) é stato in cura psichiatrica ad alternanza. Disturbo della personalità, sente le voci, manie di persecuzione, ecc ! Prendeva una puntura di ALDOL a lento rilascio in modo k queste voci sparissero. Per me è stato un fulmine a ciel sereno , forse con un po’ di mia stupidità. Ora sono in attesa della visita psichiatrica k avverrà mercoledì anche perché la sua dottoressa è andata in pensione e dovrà riprendere le cure k aveva lasciato un anno fa. Lui dal canto suo ha detto k è ok, k ci va se mi fa stare tranquilla. Ora lui non è più lui ovviamente. Devo tener duro fino a k non riprenderà le cure. La mia domanda è : lui ora dice non essere innamorato di me. L operatrice e gli infermieri dicono k tutto quello k dice ora non è reale, k non devo darci un peso. Mi chiedo se in realtà il suo amore sia finito o quando riprenderà la cura torneremo la coppia di prima? Questo suo stato confusionale può incidere ed essere irreale anche quando dice così? Ma soprattutto le persone con queste patologie, possono amare? La ringrazio

    1. Maria

      Ps non gli interessa dove vado, se esco, se non chiamo. Freddo e indifferente

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma credo che al momento sia impossibile esprimere giudizi, sono valutazioni che spettano al medico dopo che sarà avvenuta la visita.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Quello che posso dire è che sarà indispensabile imparare a convivere con questa situazione, in cui si alterneranno periodi migliori ad altri meno buoni. Una volta trovato un buon equilibrio con i farmaci la situazione sarà comunque decisamente migliore di adesso.

  28. Antonio

    Salve Dr.Cimurro, sono un ragazzo di 20 anni, l’anno scorso uno psichiatra molto qualificato mi ha diagnosticato il disturbo paranoide di personalità, ripercorrendo la mia storia di vita e sottoponendomi ad alcuni test psicosometrici. Io fino all’età di 14 anni ho vissuto una vita tutto sommato serena, apparte il fatto che all’età di 8 anni si sono seperati i miei genitori, ovviamente dopo il fatto sono rimasto scosso per un po’. Ma passato quel periodo la mia vita andava avanti bene, a scuola andava bene, avevo degli amici anche fuori dalla scuola con i quali mi divertivo. Dopo che mi sono “ammalato” non è stato più così, mi sono ritirato socialmente e penso spesso, se non quasi sempre, che le azioni degli altri siano malevoli per la mia persona. Presto andrò in una comunità riabilitativa, dove spero di risolvere questo problema. Secondo lei ci sono probabilità di guarire da questo disturbo?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Assolutamente sì o, nel peggiore dei casi, recupererà una qualità di vita assolutamente soddisfacente.

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