Disturbi di personalità: sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 1760 giorni

Introduzione

La personalità è un insieme di tratti distintivi, stili e schemi di comportamento che costituiscono il carattere o l’individualità: il modo in cui percepiamo il mondo, i nostri atteggiamenti, pensieri e sensazioni fanno tutti parte della personalità.

Chi ha una personalità sana è in grado di affrontare gli stress normali e non ha problemi relazionali con la famiglia, gli amici e i colleghi.

Chi è affetto da un disturbo della personalità, al contrario, ha molta difficoltà a rapportarsi con le altre persone; tende ad essere inflessibile, rigido e incapace di rispondere ai cambiamenti e alle richieste della vita. Chi è affetto da disturbi della personalità ha l’impressione che i propri schemi comportamentali siano “normali” o “giusti”, ma in realtà ha una visione ristretta del mondo e prova difficoltà a partecipare alle attività sociali.

Cause

Alcuni esperti ritengono che gli eventi che si verificano nella prima infanzia influenzino fortemente il comportamento nelle fasi successive dell’esistenza. Altri, invece, pensano che la predisposizione ai disturbi della personalità sia di natura genetica.

In alcuni casi, tuttavia, cause ambientali possono indurre un disturbo della personalità a una persona già geneticamente predisposta.

Sintomi

Per essere definita come disturbo della personalità, una patologia deve soddisfare diversi criteri definitori. Si definisce disturbo della personalità uno schema radicato di relazione, percezione e pensiero, abbastanza grave da causare angoscia o problemi nella vita quotidiana.

I disturbi della personalità, di norma, sono riconoscibili già durante l’adolescenza o l’infanzia, continuano in età adulta e diventano meno evidenti con la maturità.

Tipi di disturbi della personalità

I disturbi della personalità classificati formalmente sono molti, ciascuno di essi è contraddistinto da un insieme di comportamenti e di sintomi, ma molti di essi ricadono in tre categorie o gruppi:

  • Gruppo A: comportamento strano o stravagante;
  • Gruppo B: comportamento drammatico, emotivo o imprevedibile;
  • Gruppo C: comportamento ansioso o pauroso.

I disturbi della personalità sono veramente troppi per essere trattati approfonditamente in questa sede, quindi ne ricorderemo solo alcuni per ogni gruppo.

Comportamento strano o stravagante

  • Disturbo schizoide. Le personalità schizoidi sono introverse, chiuse, solitarie, emotivamente fredde e distanti. Spesso sono completamente prese dai propri pensieri e sensazioni e temono il contatto e l’intimità con gli altri. Ad esempio chi ha una personalità schizoide tende a sognare ad occhi aperti, anziché agire concretamente.
  • Disturbo paranoide. La caratteristica principale di questo tipo di disturbo della personalità è l’interpretazione delle azioni degli altri come minacce o umiliazioni deliberate. Chi soffre di disturbo paranoide non ha fiducia in nessuno, non perdona facilmente ed è soggetto a scoppi di aggressività ingiustificati, perché percepisce gli altri come sleali, infedeli, condiscendenti o disonesti. Il paziente può inoltre essere geloso, guardingo, riservato e intrigante, e può apparire emotivamente “freddo” o eccessivamente serio.
  • Disturbo schizotipico. Il disturbo schizotipico può essere descritto con un gruppo di caratteristiche. Chi è affetto da questo disturbo parla o si veste in modo strano o stravagante. Sono frequenti i pensieri e i comportamenti strani, bizzarri o stravaganti. Chi è affetto dal disturbo schizotipico ha difficoltà relazionali ed è estremamente ansioso nelle situazioni sociali. Può reagire in modo inappropriato oppure non reagire affatto durante le conversazioni oppure può parlare da solo. Manifesta inoltre una tendenza verso il “pensiero magico”: può affermare di riuscire a prevedere il futuro o leggere la mente degli altri.

Comportamento drammatico, emotivo o imprevedibile

  • Disturbo antisociale. Chi ha una personalità antisociale di norma esterna violentemente i propri conflitti interiori e ignora le norme che regolano l’agire sociale. Si tratta di pazienti impulsivi, irresponsabili e insensibili. Tipicamente chi ha una personalità antisociale ha precedenti con la legge, di comportamento violento o irresponsabile, di relazioni aggressive e persino violente. Non rispetta gli altri e non prova sensi di colpa per gli effetti del suo comportamento sugli altri. È estremamente a rischio per quanto riguarda l’abuso di sostanze, soprattutto di alcool, perché in questo modo ritiene di poter alleviare la tensione, l’irritabilità e la noia.
  • Disturbo borderline. Chi ha una personalità borderline è instabile in diversi ambiti, tra cui le relazioni interpersonali, il comportamento, l’umore e l’immagine di sé. È caratterizzato da sbalzi d’umore improvvisi ed estremi, da relazioni tempestose, da un’autopercezione instabile e oscillante e da azioni imprevedibili e autodistruttive. In generale manifesta una profonda difficoltà con la percezione della propria identità. Spesso non percepisce le sfumature, classificando gli altri come tutti bianchi o tutti neri. Chi soffre di disturbo borderline può sviluppare un forte attaccamento verso un’altra persona, salvo poi dissolverlo dopo quello che percepisce come un affronto. Il timore dell’abbandono può portare a una dipendenza eccessiva dagli altri. L’automutilazione o i tentativi di suicidio ricorrenti possono essere usati per attirare l’attenzione o per manipolare gli altri. Le azioni impulsive, la sensazione cronica di noia o di vuoto e gli scoppi di rabbia intensi e inappropriati completano il quadro del disturbo, che è maggiormente diffuso tra le donne.
  • Disturbo narcisistico. Chi ha una personalità narcisistica ha un’autostima esagerata, fantastica continuamente successi straordinari e cerca di attirare l’attenzione su di sé. La personalità narcisistica è estremamente sensibile al fallimento e spesso lamenta diversi disturbi psicosomatici. Soggetti a sbalzi d’umore estremi tra l’autostima e l’insicurezza, questi pazienti tendono a sfruttare e dominare le relazioni interpersonali.

Comportamento ansioso o pauroso

  • Disturbo evitante. Chi ha una personalità evitante spesso è eccessivamente sensibile ai rifiuti e non vuole affrontare gli altri finché non è certo di essere accettato ed amato. Caratteristiche della personalità evitante sono il disagio eccessivo nelle situazioni sociali, la timidezza, la paura delle critiche e lo sfuggire alle attività sociali o lavorative che implicano un contatto con gli altri. Questi pazienti temono di dire qualcosa che gli altri troverebbero stupido; si preoccupano di arrossire o piangere in pubblico e sono profondamente feriti da eventuali critiche. Chi soffre di disturbo evitante spesso non ha relazioni al di fuori della cerchia familiare, pur desiderandole, e non sta bene perché si sente incapace di relazionarsi con gli altri.
  • Disturbo dipendente. Chi ha una personalità dipendente può manifestare uno schema di comportamenti dipendenti e sottomessi, delegando tutte le decisioni agli altri. Questi pazienti hanno bisogno di essere continuamente rassicurati e consigliati e si offendono facilmente di fronte alle critiche o alla disapprovazione. Si sentono a disagio e indifesi quando sono da soli e possono sentirsi devastati quando una relazione importante termina. Hanno un profondo timore di essere rifiutati. Con una fiducia in se stessi carente, la personalità dipendente di rado inizia un progetto o fa qualcosa di spontanea iniziativa. Questo disturbo di norma si manifesta durante la giovinezza e viene diagnosticato con maggior frequenza nelle donne.
  • Disturbo ossessivo-compulsivo. Chi ha una personalità compulsiva è molto scrupoloso e ha aspirazioni molto alte, però tende continuamente alla perfezione. Mai soddisfatti di ciò che hanno conseguito, le persone affette da disturbo compulsivo tendono ad assumere responsabilità sempre maggiori. Sono affidabili, ordinate e metodiche però la loro inflessibilità spesso le rende incapaci di adattarsi al mutare delle circostanze. Sono molto cauti, soppesano attentamente tutti gli aspetti dei problemi e fanno attenzione ai minimi dettagli, quindi hanno difficoltà a prendere decisioni e a completare i compiti loro assegnati. Quando il controllo è allentato, gli eventi sono imprevedibili o devono affidarsi agli altri, le personalità compulsive tendono a sentirsi isolate e indifese.

Quando chiamare il medico

Se le caratteristiche sopraelencate sono molto evidenti, se perdurano nel tempo e se interferiscono con il normale funzionamento della vita quotidiana, è consigliabile una valutazione diagnostica presso un medico specialista.

Cura e terapia

Per i diversi disturbi di personalità sono disponibili vari tipi di terapia.

La terapia può comprendere la psicoterapia individuale, di gruppo, o la terapia familiare. Anche i farmaci, prescritti dallo specialista, possono essere utili per alleviare alcuni dei sintomi dei disturbi della personalità, ad esempio i problemi di ansia e percezione.

La psicoterapia per i pazienti affetti da disturbi della personalità mira a renderli coscienti dei conflitti inconsci che causano in tutto o in parte i sintomi, lo aiuta a diventare più flessibile e a diminuire la frequenza degli schemi comportamentali che interferiscono con una vita sana e attiva.

Con la psicoterapia il paziente affetto da disturbi della personalità riesce a riconoscere meglio gli effetti del proprio comportamento sugli altri. La terapia cognitivo comportamentale mira a risolvere i sintomi o i tratti di personalità caratteristici del disturbo, ad esempio l’incapacità di prendere decisioni importanti o di entrare in relazione con gli altri.

Guarire è possibile!

Documentandovi sui disturbi di personalità, capirete che si tratta di patologie: come tutte le altre malattie, quindi, i disturbi della personalità hanno le proprie cause e le proprie terapie. Con una cura adeguata si può migliorare e guarire. Informandosi è possibile riconoscere i sintomi dei disturbi della personalità e aiutare se stessi o un’altra persona a vivere una vita più sana e più ricca di soddisfazioni.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è il mio campo, ma ritengo che venga valutato caso per caso.

  1. dina

    mia figlia 26 anni…..cn disturbi bordeline…e 2 tentativi di suicidio…..le stata tolta la figlia 6 anni …da assistenti sociali..in accordo cn pskiatra e pscologa bimba…….maiiiiii gli anno proposto la pscoterapia……2 ricoveri..e rispedita a casa ( nel letto a dormire tt il gg)……ora la bimba affidata al padre (nn padre xche mai la fatto!) lei spedita in comunita x autonomia….io nonna ke ho cresciuto mia nipote …e gestito mia figlia contemporeneamente…….nn sn stata presa in considerazione x un affido!……e un ingiustizia……mi kiedo se prima di arrivare a tt questo si poteva fare altro….senza allontanare mia figlia e bimba che si amano da morire……sn distrutta …vorrei mettere un avvocato nn ci vedo chiaro!!…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo si tratta di un campo che non conosco, mi dispiace davvero.

    2. marcello

      mie stato diagnosticato un disturbo di personalita dipendente nas 3 sto vivendo questa situazione da circa 4 hanny sto prendendo depakin 300 mattina e sera mi sento solo sto distrugggendo la mia famiglia e cio che mi gira attorno mi sento afflosciato moscio ho una bambina mi sapreste aiutare in qualche modo non lavoro prendo una pensione

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ha segnalato allo specialista che la segue queste difficoltà?

  2. riccardo

    Vediamo..il disturbo di personalita’ nasce da una lesione emozionale che produce un Governo e una Maschera.Il Governo in psicodinamica si chiama Super Io e la Maschera e’ l’adattamento che l’Io produce a contanto con l’Oggetto Figura o Sfondo(Ambiente).Se ho molto Es avro’ una ipertrofia del SIo.Esempio.Sono un ossessivo.La mia lesione nasce dalla percezione che per essere amato occorra essere conforme.Il perfezionismo e l’Iperintellettualizzazione saranno una conseguenza e l’Ossessione altro non e’ che una risposta emozionale ad un disagio vissuto li e allora.L’Anancasmo e’ una strategia di protezione che produce blocco.Chi scrive e’ uno schizotipico/ossessivo.A me non e’ stato dato l’Amore Comprensione e ho deflesso l’Io nel contatto,vivendo come angoscioso il mio punto di vista.Ho subito pesanti maltrattamenti emozionali e ho imparato ad automatizzare l’Angoscia in presenza di alcuni Oggetti del Mondo.L’Impulso e’ di morte,e’ potente e non ha una ragionevolezza rispetto al momento.Personalmente ritengo che solo usando la visione di Berne,ovvero concedendosi Permessi nel qui ed ora,mi do il permesso di sentirmi libero di sentire rispetto all’Oggetto,rigenitorializzando il Se in termini di permessi e non di ordini.Ci sarebbe molto da dire.Sono in terapia da 5 anni e sno quasi vicino alla mia personale illuminazione emozionale.Il filtro sul Mondo e’ la Mamma e la mia e’ una Borderline con deliri associati in momenti di stress.Guariro’?E’ una frase mal posta.Non e’ una malattia ma una finzione d’Amore il deficit di un tratto di personalita’ disfunzionale.

    1. Anonimo

      Era un periodo in sospeso…il senso era che Berne secondo me centra la soluzione per lo schizotipico.Stessa cosa La Gestalt che colpisce il fattore tempo(qui ed ora).Alla base sno impulsi preverbali che non hanno una ratio vincibile con il dialogo ma sono superabili con la consapevolezza del Se.E’ un viaggio oltre il Se,duro difficilissimo e che porta a evidenze molto importanti su Se e cio’ xhe non e’ Me.Scriverei per ore…cmq spero di arrivare a sentirmi neutro rispetto all’angoscia di esistere.E’ una sensazione orribile che nasce dall’abuso costante ricevuto in chiave emozionale da piccolino.Occorrerebbe maggiore attenzione sull’infanzia.Va beh..e’ andata cosi’..

    2. sandra

      vorrei sapere come poter far visitare mio figlio, maggiorenne, in quanto ha un comportamento strano e stravagante da quasi dieci anni, ora ne ha 35, lui chiaramente non comunica con la famiglia e vive da solo è stà peggiorando sempre più. ma che leggi ci sono in italia? possono intervenire solo quando succede l irreparabile? grazie

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo spesso è impossibile costringere a una visita un soggetto contrario; potrebbe eventualmente iniziare a parlarne con il suo medico di base.

  3. Miss Psycho Riddler

    Salve mi scusi se la disturbo,le scrivo per saperne di più su questo fatto.Io ho una vita burrascosa piena di alti e bassi che mi fanno sentire come divisa in tante parti e talvolta questo mi causa emicranea allucinazioni crampi giramenti di testa fino ad arrivare sintomi fastidiosi come attacchi di panico e rigetto continuo.Mi sento come se stessi vivendo una lotta interiore tremenda,faccio incubi che non mi fanno dormire la notte e questo mi rende debole e incapace di ragionare,mi provoca stanchezza…troppa

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Credo che un supporto psicologico potrebbe aiutarla a gestire queste situazioni di stress.

  4. SIMO

    NON SAPREI SE DEFINIRE SOLO DISTURBO PERSONALITA’ MA MI REPUTO UNA PERSONA TROPPO EMOTIVA CHE NON SA GESTIRE LE EMOZIONI CHE POSSONO CAUSARMI SOMATIZZAZIONI DI TIPO CARDIOLOGICO TIPO AUMENTO DEI BATTITI E AGITAZIONE,,,BASTA UN NULLA CHE MI SCATTANO QUESTI MECCANISMI,E A VOLTE ANCHE LA PA SALE PER ,CREDO UNA MAGGIORE ATTITUDINE ALLA TRATTENUTA DI LIQUIDI NELL’ORGANISMO…2 PROBLEMI IN UNO ,MA HO NOTATO CHE SOLO L’ATTIVITA’ AEROBICA FISICA LEGGERA MI ALLIEVA LA SINTOMATOLOGIA SIA PSICOLOGICA CHE FISICA ,SUDANDO MOLTO STO’ MOLTO MEGLIO….HO 47 ANNI ,ESAMI CUORE ECG ED ECOCARDIO A POSTO,E ANCHE ESAMI IN GENERALE,A PARTE LA SEROTONINA SEMPRE BASSA DA SEMPRE…GRAZIE

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, se è consapevole che alla base dei suoi disturbi c’è un problema di natura psicologica e questo le causa discreti disagi, credo sia consigliabile fare un percorso psicologico / psichiatrico per una cura sia farmacologica che con incontri psicoterapeutici per cercare di migliorare la sua gestione dell’ansia. Saluti

    2. silvana

      sono stata ha trovare una vecchia amica l’ho trovata in condizioni disastrose : egocentrismo al massimo tutto il tempo parlava solo ei suo mali, era ossessionat ALL’ORARIO ELLE MEDICINE INOLTRE SE PARLAVO DI ABITI O COSE FUTILI PER GIRARE IL DISCORSO AVEVA DEGLI ATTACCHI DI IRA POICHè NESSUNO SI INTERESSA A LEI LEI E’ MALATA ED E’ LEI CHE HA SOLO BISOGNO DI ESSERE ASCOLTATA E CAPITA. COSA DEVO FARE FAR INTERVENIRE UN PSICHIATRA PER CURARLA O ABBANONARLA A SE STESSA? GRAZIE
      SILVANA

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, difficile la gestione di queste situazioni, spesso le persone attribuiscono alla figura dello psichiatra la patologia mentale, rifiutando il colloquio; potrebbe parlarne con qualche familiare della sua amica per capire meglio come poter agire evitando di scatenare l’ira della persona in questione.

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