Disidratazione in adulti e bambini: sintomi, rimedi, rischi

Ultimo Aggiornamento: 1956 giorni

Introduzione

La disidratazione si verifica quando l’organismo perde più liquidi di quanti ne assuma e quindi non ha abbastanza acqua e altri liquidi per espletare le normali funzioni.

Se non si reintegrano i liquidi persi, ci si può disidratare.

Tra le cause frequenti della disidratazione ricordiamo la diarrea grave, il vomito, la febbre o la sudorazione eccessiva. Ci si può disidratare anche quando non si beve abbastanza in situazioni di clima caldo o di esercizio fisico.

La disidratazione può colpire chiunque, ma i bambini piccoli, gli anziani ed i malati cronici sono maggiormente a rischio.

Di solito è possibile rimediare alla disidratazione lieve o moderata bevendo di più del solito, invece per la disidratazione grave è necessario rivolgersi immediatamente al medico.

L’approccio più sicuro rimane comunque la prevenzione, tenete sotto controllo la perdita di fluidi quando fa caldo, quando siete malati o durante l’esercizio fisico, e bevete a sufficienza in modo da reintegrare i liquidi persi.

Cause

Si soffre di disidratazione quando l’acqua introdotta non reintegra quella persa durante la giornata: l’organismo, in parole povere, si secca.

A volte le cause della disidratazione sono molto facili da individuare:

  • non si beve abbastanza perché si è malati,
  • o perché non si ha l’abitudine,
  • oppure perché non ci si fida a bere l’acqua, ritenendola non potabile, ad esempio durante i viaggi, le escursioni in montagna o la permanenza in tenda o in campeggio.

Tra le altre cause della disidratazione ricordiamo:

  • Diarrea e vomito. La diarrea grave e acuta (cioè la diarrea violenta che si presenta all’improvviso) può causare un’ingente perdita di acqua ed elettroliti in un breve periodo. Se oltre ad avere la diarrea vomitate, perderete ancor più liquidi e sali minerali. I neonati e i bambini piccoli sono particolarmente a rischio.
  • Febbre. In generale, più la febbre è alta più si corre il rischio di disidratarsi. Se, oltre ad avere la diarrea e il vomito, avete anche la febbre, perderete quindi na maggior quantità di liquidi.
  • Sudorazione eccessiva. Quando si suda si perdono liquidi. Se durante un’attività fisica intensa non reintegrate i liquidi persi, potrete disidratarvi. Il tempo caldo e umido fa aumentare la sudorazione e quindi la quantità di liquidi persi. Tuttavia è possibile disidratarsi anche d’inverno, se non si reintegrano i liquidi persi. I preadolescenti e gli adolescenti che fanno attività sportiva possono essere particolarmente a rischio, sia per il loro peso, di norma inferiore a quello degli adulti, sia perché, per inesperienza, potrebbero non essere in grado di riconoscere i campanelli d’allarme della disidratazione.
  • Maggior quantità di urina. Questa situazione, nella maggior parte dei casi, è causata dal diabete mellito non controllato o non diagnosticato. Il diabete è un disturbo che influenza il modo in cui l’organismo usa il glucosio, cioè lo zucchero presente nel sangue. Questo tipo di diabete di norma fa aumentare la sete e quindi la quantità di urina prodotta. Un altro tipo di diabete è quello insipido, anch’esso caratterizzato dalla sete eccessiva e dall’aumento della quantità di urina prodotta, ma in questo caso causato da un disturbo ormonale che impedisce ai reni di conservare l’acqua. Alcuni farmaci, come i diuretici, gli antistaminici, i farmaci per la pressione e alcuni psicofarmaci, nonché l’alcool, possono provocare la disidratazione, di solito perché aumentano la sudorazione e la quantità di urina prodotta.

Fattori di rischio

Chiunque può soffrire di disidratazione, se perde troppi liquidi; tuttavia tra le categorie più a rischio ricordiamo:

  • Neonati e bambini. I neonati e i bambini sono particolarmente vulnerabili, perché pesano relativamente poco e metabolizzano più facilmente l’acqua e gli elettroliti. Sono inoltre la fascia di età che soffre con maggior frequenza di diarrea.
  • Anziani. Invecchiando si diventa maggiormente soggetti alla disidratazione per diversi motivi: l’organismo perde la capacità di conservare l’acqua, la sete si manifesta con minore frequenza e il corpo ha maggiori difficoltà di adattamento alle variazioni di temperatura. Gli anziani, inoltre, specie se vivono in casa di riposo o da soli, tendono a mangiare meno rispetto ai giovani e in alcuni casi possono addirittura dimenticare di mangiare o di bere. La disabilità o le cure insufficienti, inoltre, possono portarli a una cattiva alimentazione. Tutti questi problemi sono aggravati dalle malattie croniche, ad esempio dal diabete, dai cambiamenti ormonali connessi alla menopausa e dall’uso di determinati farmaci.
  • Pazienti affetti da malattie croniche. Chi non cura il diabete o non lo tiene sotto controllo corre un maggior rischio di disidratazione. Tra le altre malattie croniche in grado di aumentare il rischio di soffrire di disidratazione ricordiamo: i disturbi renali, l’alcolismo e i disturbi delle ghiandole surrenali. Anche un semplice raffreddore o un banale mal di gola possono rendervi più soggetti alla disidratazione, perché probabilmente non avrete voglia di mangiare o di bere. La febbre aggrava in ogni caso la disidratazione.
  • Atleti che praticano sport di resistenza. Chiunque svolga una qualsiasi attività fisica si può disidratare, in particolare se si trova in un ambiente caldo e umido o ad alta quota; tuttavia gli atleti che praticano la maratona, il triathlon, le scalate ad alta quota e le corse ciclistiche a tappe sono particolarmente a rischio. Più l’esercizio fisico si protrae, più è difficile mantenere l’idratazione. Durante l’esercizio l’organismo potrebbe perdere più acqua di quanta ne assorbe. Dopo ogni ora di esercizio, il debito di liquidi cresce. La disidratazione può accumularsi anche per un periodo di più giorni e questo significa che si può disidratare anche quando si pratica un’attività fisica moderata, ma non si beve a sufficienza per reintegrare i liquidi persi ogni giorno.
  • Persone che vivono ad alta quota. Vivere, lavorare e fare attività fisica ad alta quota (cioè a un’altitudine superiore ai 2500 m) può causare diversi problemi di salute. Tra di essi ricordiamo la disidratazione, che di solito si verifica quando l’organismo tenta di adattarsi all’alta quota aumentando la quantità di urina prodotta e respirando più velocemente (più velocemente si respira per mantenere alto il livello d’ossigeno nel sangue, maggiore è la quantità di vapore acqueo espirata).
  • Persone che lavorano o fanno attività fisica all’aria aperta, in climi caldi e umidi. Quando il clima è caldo e umido, aumenta il rischio di disidratazione e disturbi connessi al caldo. Quando l’aria è umida, infatti, il sudore non riesce ad evaporare alla velocità normale, quindi l’organismo si raffredda più lentamente. La temperatura corporea è maggiore del solito e quindi c’è bisogno di assumere più liquidi.

Sintomi

I sintomi più frequenti della disidratazione lieve o moderata sono:

  • Bocca secca e appiccicosa,
  • Sonnolenza o stanchezza (i bambini, probabilmente, saranno meno attivi del solito),
  • Sete,
  • Scarsità di urina. I neonati possono non bagnare il pannolino per più di tre ore oppure i bambini e gli adolescenti possono non urinare per otto ore o più,
  • Assenza o scarsità di lacrime,
  • Pelle secca,
  • Mal di testa,
  • Costipazione,
  • Vertigini o giramento di testa.

La disidratazione grave è una situazione di emergenza, in grado di provocare:

  • Sete fortissima,
  • Forte irritabilità o sonnolenza nei neonati e nei bambini; irritabilità e confusione negli adulti
  • Bocca, pelle e mucose molto secche,
  • Sudorazione insufficiente,
  • Urina scarsa o assente. La poca urina prodotta sarà di colore giallo scuro o ambrato,
  • Occhi infossati,
  • Pelle secca e raggrinzita: la pelle non è elastica e non ritorna al suo posto dopo essere stata pizzicata,
  • Nei neonati, fontanella infossata (la fontanella è il punto morbido sulla sommità del capo del neonato),
  • Pressione bassa,
  • Battito del cuore veloce,
  • Respirazione affannosa,
  • Assenza di lacrime,
  • Febbre,
  • Nei casi più gravi, delirio e perdita di conoscenza.

Sfortunatamente la sete non sempre è un campanello d’allarme del bisogno d’acqua, in particolare nei bambini e negli anziani.

L’indicatore migliore è il colore delle urine: le urine trasparenti o chiare indicano che siete ben idratati, mentre quelle di colore giallo scuro o ambrato di solito sono un segnale di disidratazione.

Quando chiamare il medico

Se siete un adulto sano normalmente potrete curare la disidratazione lieve o moderata assumendo più liquidi, ad esempio acqua o bevande isotoniche (Gatorade®, Powerade® e simili).

Se invece avvertite i sintomi della disidratazione grave, ad esempio una forte sete, scarsità di urina, pelle grinzosa, capogiro e confusione, rivolgetevi immediatamente al medico.

Per quanto riguarda i bambini e gli anziani, invece, occorre un’estrema cautela; chiamate immediatamente il medico se il vostro famigliare:

  • Soffre di diarrea grave, con o senza vomito o febbre,
  • Ha del sangue nelle feci,
  • Ha sofferto di diarrea, anche lieve, per tre giorni o più,
  • Vomita continuamente e non trattiene i liquidi,
  • È irritabile, disorientato o è molto meno attivo del solito,
  • Avverte uno qualsiasi dei sintomi della disidratazione lieve o moderata.

Andate immediatamente al pronto soccorso o chiamate l’ambulanza se avete il dubbio che un bambino o un anziano sia gravemente disidratato.

È possibile evitare che la disidratazione si aggravi controllando attentamente chi è malato e somministrandogli liquidi, ad esempio le soluzioni reidratanti orali (Idravita®, Dicodral® e altre) ai primi segni di diarrea, vomito o febbre, e consigliando ai bambini di bere molto, prima, durante e dopo l’esercizio fisico.

Non cercate di reintegrare i liquidi persi dal bambino solo con l’acqua, perché non è sufficiente per correggere lo squilibrio elettrolitico e anzi potrebbe far peggiorare i sintomi.

Se il malato siete voi o un altro adulto, invece, potete reintegrare i liquidi con acqua, soluzione reidratante orale o una bevanda isotonica (Gatorade®, Powerade®, ecc).

Pericoli

Tra le complicazioni gravi della disidratazione ricordiamo:

  • Colpo di calore. Se non si assumono liquidi a sufficienza quando si svolge un’attività fisica intensa e si suda molto, si può avere un colpo di calore, di intensità variabile da crampi di calore lievi al colpo di calore vero e proprio e potenzialmente fatale.
  • Edema cerebrale (rigonfiamento del tessuto cerebrale). In alcuni casi, quando si riprende ad assumere liquidi dopo la disidratazione, l’organismo finisce per dare troppa acqua alle cellule. In questo modo alcune cellule possono gonfiarsi troppo e scoppiare: le conseguenze sono particolarmente gravi quando ad essere colpite sono le cellule cerebrali.
  • Convulsioni. Gli elettroliti, ad esempio il potassio e il sodio, servono per far passare i segnali elettrici tra le cellule. Se si verifica uno squilibrio elettrolitico, i messaggi elettrici normali possono mescolarsi, e quindi si possono originare contrazioni muscolari involontarie e, in alcuni casi, si può anche perdere conoscenza.
  • Shock ipovolemico (dovuto alla scarsità del volume di sangue circolante). Si tratta di una delle complicazioni più gravi, e a volte fatali, della disidratazione. Si verifica quando il volume del sangue circolante è troppo scarso: la pressione cala bruscamente, così come la quantità di ossigeno presente nell’organismo.
  • Insufficienza renale. Questo problema potenzialmente fatale si verifica quando i reni non sono più in grado di espellere i liquidi in eccesso e le sostanze di rifiuto dal sangue.
  • Coma e decesso. Se non curata tempestivamente e in modo adeguato, la disidratazione grave può essere fatale.

Diagnosi

Il medico è in grado di diagnosticare la disidratazione basandosi sui sintomi fisici, ad esempio:

  • sulla scarsità o sull’assenza di urina,
  • sugli occhi infossati,
  • sulla carenza di elasticità e di tono della pelle.

Se siete disidratati, probabilmente

  • avrete anche la pressione bassa, soprattutto quando vi alzate in piedi,
  • il battito più veloce del normale,
  • problemi di circolazione alle estremità.

Per confermare la diagnosi e scoprire la gravità della disidratazione, potranno esservi prescritti altri esami, ad esempio:

  • Esami del sangue. Gli esami del sangue possono essere usati per controllare diversi fattori, ad esempio i livelli degli elettroliti (in particolare del sodio e del potassio) ed il funzionamento dei reni.
  • Esame delle urine. Gli esami delle urine possono servire per scoprire se e in che misura siete disidratati.

Se non si riesce a diagnosticare con certezza lo stato di disidratazione, il medico potrà prescrivere ulteriori esami per escludere il diabete oppure i disturbi epatici o renali.

Cura e terapia

L’unica terapia efficace per la disidratazione è reintegrare i liquidi e gli elettroliti persi; l’approccio da scegliere dipende dall’età del paziente, dalla gravità della disidratazione e dalla causa.

Terapia per i bambini

Il pediatra potrà indicarvi nello specifico come curare la disidratazione di vostro figlio, ma tra le regole generali possiamo elencare le seguenti:

  1. Usate una soluzione reidratante orale. A meno che il dottore vi consigli diversamente, usate una soluzione reidratante come Dicodral® od Idravita® per i neonati e i bambini piccoli che hanno la diarrea, vomitano o hanno la febbre. Queste soluzioni contengono acqua e sali in proporzioni ben definite e servono per reintegrare sia i liquidi sia gli elettroliti persi; sono inoltre facilmente digeribili. Le soluzioni reidratanti orali sono in vendita nelle farmacie. Iniziate a somministrarli nei primi stadi della malattia e non aspettate di arrivare in una situazione di emergenza. In caso di emergenza, se non è a disposizione una soluzione reidratante già pronta, potete fabbricarla direttamente voi con:
    • mezzo cucchiaino di sale,
    • sei cucchiaini radi di zucchero,
    • un litro di acqua potabile.

    Ricontrollate bene le quantità, perché, se sbagliate, la soluzione può non essere efficace o addirittura dannosa. Se possibile, fate ricontrollare le quantità da qualcun altro, per essere ancora più precisi. Indipendentemente dall’alternativa che scegliete, cercate di somministrare una quantità sufficiente di soluzione. Il medico potrà suggerirvi la quantità esatta, a seconda dell’età e della gravità della disidratazione di vostro figlio: una regola di massima è quella di continuare a somministrare i liquidi senza alcuna fretta, finché le urine del bambino non diventano trasparenti. Se il bambino vomita, diminuite la quantità e aumentate la frequenza di somministrazione, ad esempio un cucchiaio a intervalli di pochi minuti. Se nemmeno così il bambino smette di vomitare, aspettate mezz’ora o un’ora e riprovate. I liquidi andrebbero serviti a temperatura ambiente.

  2. Continuate ad allattare. Se vostro figlio non si sente bene, non smettete di allattarlo al seno, ma, oltre al latte, dategli anche una soluzione reidratante con il biberon. Se invece usate il latte in polvere, passate a un prodotto senza lattosio finché la diarrea non scompare: il lattosio, infatti, può essere difficile da digerire quando si ha la diarrea e può farla peggiorare. Non diluite mai il latte in polvere più di quanto consigliato dalle istruzioni. Il medico, in alcuni casi, potrà suggerirvi di sostituire il latte artificiale con una soluzione reidratante per 12, 24 ore al massimo.
  3. Evitate alcuni alimenti e bevande. La bevanda migliore per un bambino che non sta bene sono le soluzioni reidratanti: l’acqua naturale non fornisce la quantità necessaria di elettroliti, mentre le bevande isotoniche sono sì ricche di elettroliti, ma reintegrano solo quelli persi con la sudorazione, e non quelli persi a causa della diarrea o del vomito. Non date a vostro figlio latte, bevande gassate, bevande contenenti caffeina, succhi di frutta o frullati che, anziché alleviare i sintomi della disidratazione, potrebbero addirittura farli peggiorare.

Terapia per gli adulti

La maggior parte degli adulti che soffrono di disidratazione da lieve a moderata, causata dalla diarrea, dal vomito o dalla febbre, può far regredire i sintomi bevendo più acqua. L’acqua è la scelta migliore, perché gli altri liquidi, ad esempio i succhi di frutta, le bevande gassate o il caffè, potrebbero far peggiorare la diarrea.

Terapia per gli atleti

Per la disidratazione connessa all’attività fisica, occorre puntare sull’acqua fresca. Anche le bevande isotoniche che contengono elettroliti e le soluzioni saline possono essere utili. Non c’è alcun bisogno, invece, di ricorrere alle tavolette energetiche: troppo sale può causare la disidratazione ipernatriemica, cioè la disidratazione accompagnata dall’eccesso di sodio.

Terapia della disidratazione grave

I bambini e gli adulti gravemente disidratati dovrebbero essere valutati dal personale medico del 118 o del pronto soccorso: i liquidi, nel loro caso, sono somministrati tramite flebo e non per via orale. L’idratazione endovenosa permette all’organismo di assimilare più velocemente l’acqua e le sostanze nutritive rispetto alle semplici soluzioni orali ed è quindi indispensabile nel caso di situazioni di grave emergenza.

Prevenzione

Per prevenire la disidratazione è indispensabile bere molto e consumare alimenti ricchi di acqua, ad esempio la frutta e la verdura. La maggior parte delle persone sane potrà semplicemente farsi guidare dallo stimolo della sete e ricavare tutti i liquidi necessari non solo dall’acqua, ma anche dalle altre bevande e dagli alimenti. Se invece fate attività fisica, non aspettate di avere sete per reintegrare i liquidi persi.

In determinate circostanze è fondamentale assumere più liquidi del normale:

  • Malattia. Ai primi sintomi, iniziate a bere o a somministrare più acqua oppure una soluzione reidratante, e non aspettate che compaia la disidratazione. Non lasciatevi ingannare dalle bevande gassate che sono sì buone, ma potrebbero contenere troppo zucchero e troppo poco sodio per reintegrare gli elettroliti persi.
  • Esercizio fisico. In generale è consigliabile iniziare a idratarsi il giorno prima dell’attività fisica. Produrre una quantità maggiore del solito di urina trasparente è un segnale di ottima idratazione. Prima dell’attività fisica, bevete da uno a tre bicchieri d’acqua. Durante l’attività reintegrate i liquidi a intervalli regolari, e continuate a bere (acqua o altri liquidi) anche dopo la fine dello sforzo. Ricordate, tuttavia, che bere troppo non produce soltanto una sensazione di gonfiore e di disagio, ma può causare un disturbo potenzialmente fatale, in cui i livelli di sodio nel sangue si abbassano troppo (iponatriemia). L’iponatriemia si verifica quando si bevono più liquidi di quanti se ne perdano con la sudorazione.
  • Condizioni ambientali. Quando ci si trova in un ambiente caldo o umido è necessario bere di più per abbassare la temperatura corporea e per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione. Anche nei climi freddi può essere necessario bere di più, se si suda molto e si indossano capi isolanti. L’aria viziata o il riscaldamento possono far perdere umidità alla pelle, aumentando il fabbisogno giornaliero di liquidi; anche vivere e lavorare ad altitudini superiori ai 2500 m può influire sul fabbisogno di liquidi dell’organismo. Se la disidratazione si presenta mentre state facendo attività fisica all’aperto e al caldo, riparatevi all’ombra, sdraiatevi e iniziate a bere dell’acqua o una bevanda sportiva. Gli allenatori dovrebbero consigliare agli atleti più giovani di avvertire in caso di comparsa dei sintomi della disidratazione.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Ste

    Buongiorno, ha qualche consiglio da dare a chi pratica sport e ha una grossa tendenza alla disidratazione ma allo stesso tempo grossa difficoltà a ingerire liquidi per senso di nausea (forse indotto dallo sforzo stesso)?
    Grazie in anticipo!!
    Saluti

    1. ste

      Nello specifico mi riferisco alle attività aerobiche tipo corsa e ciclismo dove gli sforzi prolungati, anche a ritmi sostenuti, sono abbastanza comuni.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Anche piccole quantità alla volta fatica ad ingerirle?

      L’unica alternativa che vedo è una corretta idratazione (liquidi con sali minerali) prima della prestazione, che tuttavia non può essere esagerata per non rimanere sullo stomaco e non crearle necessità di urinare durante l’attività.

      Si trovano poi in commercio compresse masticabili a base di magnesio potassio.

  2. isidora

    mio marito è molto disidratato beve poco a forti diarree ed è molto fiacco è tutto il giorno che è a letto a 76 anni ed è dimagrito molto pesa solo 57 k mangia pochissimo perché è senza denti e con la dentiera non riesce mangiare è molto irritabile e non mi ascolta mai non vuole consigli insomma sono disperata che fare?

  3. natalie

    Buongiorno io ho il diabete di tipo 1 sono due giorni che ho mal di stomaco forte glicemie alte e ho sempre sete ma nn ho fame .cosa mi consigliate?.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere un po’ di gastroenterite, ma dato l’aumento dei valori di glicemia raccomando di fare il punto con il suo medico.

  4. Rich

    Salve dottore ,
    Ho 16 anni e ieri notte sono andato al bagno 8 volte per vomitare.
    Adesso sto bevendo acqua e ho un forte mal di testa …però ho smesso di vomitare .

    La prego di rispondermi perché sono preoccupato.
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Si tratta probabilmente di gastroenterite; lo segnali al medico, consiglierà di reidratarsi con sali minerali oltre che con acqua.

    2. Rich

      Ok grazie mille
      Più che altro è questo mal di testa che non sopporto , eppure continuo a bere acqua

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      L’acqua da sola non basta, deve recuperare i sali persi.

  5. Anonimo

    Salve dottore e da due giorni che bevo poca acqua tipo due bicchieri al mattino poi a pranzo un po di cocacola merenda un succo di frutta poi la sera mi rendo conto di aver bevuto poco e recupero bevendo da due a 4 bicchieri d acqua prima di dormire….. ho paura di essere disisratata …. cosa succede??? Rischio qualcosa solo perche negli ultimi giorni nn ho bevuto molto??? Da domani sforzo .. la bocca la sento leggermente secca ma secondo me e psicologico

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non capiterà probabilmente nulla, ma certamente l’organismo lavorerebbe meglio se fosse più idratato; non beva regolarmente bevande zuccherate.

  6. Anonimo

    Salve, scrivo qui perché non so dove farlo (mi scusi)…é da ieri sera che mi sento stanco,debole e la pancia che si muove un po. Questa notte credevo di vomitare ma fortunamentd niente. Pensavo che fosse stanchezza ma anche stamattina mi sento debole. Giovedì sono stato tutto il giorno al mare (col cappello) e venerdì mattina sempre col cappello addosso ho lavorato in giardino fino alle 12…alle 14 sono andato al fiume dove l’acqua é ghiacciata. (30km tra andata e ritorno in bici) Tornato a casa mi sentivo benissimo, ma dopo aver cenato mi sono venuti i sintomi sopra elencati. Mi devo preoccupare? O é solo stanchezza dovuto da questi ultimi due giorni? (Non credo di essere disidratato,bevo molta acqua)

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, non credo sia nulla di grave, sicuramente ha influito il fatto di aver passato molto tempo esposto a temperature elevate; se si suda molto poi si perdono elettroliti importanti, da cui la sensazione di spossatezza che ne deriva, per cui spesso reintrodurre liquidi semplici (acqua) non è sufficiente e si può far ricorso agli integratori. Il fastidio addominale può esser dovuto a un inizio di congestione se ha mangiato ed è comunque stato al sole e ha fatto attività fisica. Se i sintomi persistono si faccia visitare dal medico, saluti.

  7. Dino

    Questa mattina ho fatto 45 km in bici, Mont Baik ( come si scrive) poi mi sono esposto 15 minuti al sole, ho bevuto solo due bicchieri di acqua, questa sera verso le 17 mi ha iniziato a fare molto male l’addome mi sono detto che avevo bevuto poco, così ho inizi a bere ed ho preso anche una bustina di ergovis, magnesio e potassio. Ora sto un po meglio è possibile dottoressa ? Dimenticavo ho 72 anni. Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, si è possibile che sia stata la disidratazione; se dovessero comparire altri sintomi le consiglio ovviamente di farsi vedere dal medico. Saluti.

  8. Anonimo

    Buongiorno ha da qualche giorno che noto che la mia urina anche se non bevo moltissimo ha sempre un colorito tipo giallo pallido, anche la mattina so che il colore giallo pallido è segno di un buono stato di salute ma non bere molto non dovrebbe far venire la pipì un po piu scura? Non vorrei aver danneggiato i reni con i farmaci antibiotici presi da una settimana,

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