Difterite: vaccino, sintomi, cura

Ultimo Aggiornamento: 27 giorni

Introduzione

La difterite è un’infezione batterica potenzialmente mortale che colpisce principalmente il naso, la gola e talvolta la pelle.

È estremamente contagiosa. Si diffonde tramite colpi di tosse e starnuti o per contatto con qualcuno od oggetti contaminati dal batterio, per esempio lenzuola o indumenti di un malato.

L’infezione in genere viene contratta dopo un contatto ravvicinato o prolungato con un portatore dell’infezione o con un malato. Per esempio, si può prendere la difterite da un convivente.

Difterite: diffusione mondiale 1996-2006 (http://en.wikipedia.org/wiki/Diphtheria)

Difterite: diffusione mondiale 1996-2006 (http://en.wikipedia.org/wiki/Diphtheria)

La difterite è molto rara in Europa occidentale, perché la maggior parte della popolazione è stata vaccinata. Tende a essere un problema in quelle parti del mondo in cui vengono vaccinati pochi soggetti, come l’Africa, l’Asia meridionale e l’ex Unione Sovietica (Nel 1993 e nel 1994 furono registrati più di 50.000 casi di difterite durante una grave epidemia che colpì i paesi dell’ex Unione Sovietica).

I bambini di età inferiore ai cinque anni e gli anziani over 60 corrono maggiori rischi di contrarre l’infezione, sono a rischio anche le persone che vivono in ambienti affollati od in condizioni igieniche precarie, quelle denutrite ed i bambini e gli adulti che non sono stati vaccinati o non hanno ricevuto le dosi di richiamo del vaccino.

Cause

L’infezione è causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae.

Il contagio è inter-umano (da un soggetto all’altro), in genere tramite le goccioline respiratorie emesse tossendo o starnutendo. Saltuariamente, un soggetto può infettarsi venendo in contatto con ulcere aperte (lesioni della pelle) o indumenti a contatto con ulcere aperte di ammalati. È possibile anche contrarre la difterite per contatto con un oggetto contaminato dal batterio, per esempio un giocattolo.

Sintomi

Nei primi stadi la difterite può essere scambiata per un brutto mal di gola, tra i primi sintomi troviamo una lieve febbre e il gonfiore delle tonsille.

La tossina, cioè il veleno, prodotto dai batteri può causare la formazione di una membrana spessa all’interno del naso, della gola o delle vie respiratorie. Questa membrana di solito è grigiastra o nera e può causare difficoltà nella respirazione e nella deglutizione. La formazione di questa membrana è una caratteristica che distingue la difterite da altre infezioni più comuni (come ad esempio quelle da streptococchi) che provocano il mal di gola.

Durante il decorso dell’infezione, il paziente può:

  • Avere difficoltà a respirare o a deglutire,
  • Lamentarsi di vedere doppio,
  • Iniziare a balbettare,
  • Presentare addirittura segni di shock
    • pelle pallida e fredda,
    • battito cardiaco accelerato,
    • sudorazione eccessiva,
    • ansia palpabile.

Trasmissione

La difterite è una malattia estremamente contagiosa.

La persona infetta la trasmette con facilità agli altri starnutendo, tossendo o addirittura ridendo. Può anche diffondersi tra le persone che usano gli stessi fazzoletti, asciugamani o bicchieri della persona infetta.

Le persone contagiate dal batterio della difterite possono trasmettere la malattia agli altri per un periodo che può durare fino a quattro settimane, anche se non presentano alcun sintomo. Il periodo di incubazione (il periodo che trascorre tra l’esposizione al batterio e l’infezione vera e propria) va generalmente dai 2 a 4 giorni, ma può variare dalle 24 ore ai 6 giorni.

Pericoli

Nei casi in cui l’infezione non si limita a colpire la gola, la tossina della difterite si diffonde nel sangue e può causare complicazioni potenzialmente letali a carico di altri organi: la tossina può provocare danni al cuore, intaccando la capacità di pompare il sangue, oppure la capacità dei reni di filtrare le scorie. Può anche provocare danni al sistema nervoso, che a loro volta possono risolversi con una paralisi.

La difterite può essere fatale per una percentuale variabile tra il 40 e il 50% delle persone che non vengono curate.

Cura e terapia

In genere, la diagnosi viene posta clinicamente, osservando segni e sintomi. Può essere eseguito un tampone faringeo (gola) per evidenziare il batterio della difterite. Potrà essere prelevato anche un campione da una lesione cutanea (ulcera), da sottoporre a coltura batterica per confermare la diagnosi.

È importante avviare il trattamento tempestivamente, non appena c’è il sospetto medico di difterite, senza aspettare le conferme di laboratorio. Negli Stati Uniti, prima che ci fosse un trattamento anti-difterico, la mortalità della malattia raggiungeva il 50%.

Oggi il trattamento della difterite avviene in ospedale e consiste in:

  • Somministrazione di antitossina difterica per contrastare gli effetti sull’organismo prodotti dalla tossina batterica.
  • Somministrazione di antibiotici per uccidere ed eliminare i batteri.

Se l’infezione è già in uno stadio avanzato i pazienti potrebbero aver bisogno di ventilazione artificiale per respirare; nei casi in cui le tossine si siano già diffuse nel cuore, nei reni o nel sistema nervoso centrale i pazienti potrebbero aver necessità di liquidi somministrati per endovena, di ossigeno o di farmaci per il muscolo cardiaco.

I pazienti con difterite in genere vengono tenuti in isolamento fino a non essere più contagiosi; in genere, ciò avviene dopo 48 ore di antibiotici. Dopo aver completato il ciclo di antibiotici, il medico eseguirà comunque delle analisi per assicurarsi di aver eradicato completamente il batterio.

Ai famigliari, come pure alle altre persone che hanno trascorso molto tempo con il malato, non ancora vaccinati, oppure molto piccoli o anziani, deve essere impedito qualsiasi contatto con il paziente. Ai soggetti entrati in contatto con il malato verrà probabilmente prescritto un trattamento di copertura attraverso:

  • accertamento dello stato immunitario (verifica copertura vaccinale),
  • tamponi faringei,
  • e dosi di richiamo del vaccino contro la difterite,
  • somministrazione di antibiotici, in via precauzionale.

Con il ricovero immediato ed un intervento rapido la maggior parte dei pazienti guarisce completamente. Dopo che gli antibiotici e l’antitossina hanno fatto effetto alcuni malati dovranno ancora stare a letto a riposo per un po’ (da 4 a 6 settimane, oppure finché non saranno completamente guariti). Il riposo è importante soprattutto se la malattia ha colpito il cuore. La difterite, infatti, può avere come complicazione la miocardite, cioè l’infiammazione del muscolo cardiaco.

Nonostante il trattamento, la mortalità si aggira intorno a un malato su 10.

Dopo la guarigione ci si dovrebbe comunque far vaccinare contro la difterite per prevenire le ricadute, non è infatti garantita l’immunizzazione definitiva, pur avendo già contratto la malattia.

Prevenzione

La prevenzione della difterite si basa quasi esclusivamente sulla vaccinazione dei bambini con il vaccino trivalente DTP contro la difterite, il tetano e la pertosse e degli adulti non ancora vaccinati con il vaccino bivalente contro la difterite e il tetano. La maggior parte dei casi di difterite si verifica in persone non vaccinate oppure che non hanno ricevuto tutte le dosi previste del vaccino.

Il calendario dei vaccini prevede:

  • Vaccinazioni DTP a 3, 5 e 12 mesi d’età
  • Dose di richiamo somministrata dai 4 ai 6 anni d’età
  • Ulteriore dose di richiamo fra gli 11 ed i 15 anni
  • Il vaccino richiederebbe un richiamo ogni 10 anni

Il vaccino è ben tollerato da quasi tutti i bambini, ma a volte può causare effetti collaterali di lieve entità, come ad esempio rossore o dolore nella zona in cui è stato iniettato, febbre di lieve intensità oppure irritabilità e sbalzi d’umore generalizzati. Le complicazioni gravi, come le reazioni allergiche, sono rare.

Quando chiamare il medico

Chiamate immediatamente il medico se voi o vostro figlio presentaste i sintomi della difterite, se i sintomi si presentano su qualcun altro, se un vostro famigliare è stato esposto alla difterite oppure se pensate che voi o un membro della vostra famiglia siate a rischio. E’ importante ricordare che la maggior parte delle infezioni della gola non sono casi di difterite, soprattutto nei paesi in cui il vaccino contro questa malattia è ormai la prassi.

Se non siete sicuri che vostro figlio sia già stato vaccinato contro la difterite andate dal medico e, se è il caso, fatelo vaccinare. Inoltre assicuratevi di aver seguito tutte le dosi di richiamo. Alcune ricerche internazionali hanno dimostrato che, in percentuale significativa, gli adulti over 40 non sono adeguatamente protetti contro la difterite e il tetano.

Fonti principali:

A cura di Elisa Bruno

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  1. Anonimo

    Salve dott. Volevo kiederle se il batterio corynecbaterium preso alle orecchie e’ contagioso? Perche’ la mia compagna la preso alle orecchie e la preso ( asl in farmacia sassari ) mi da una risposta dottore grazie!

  2. Anonimo

    Non ho capito un paio di cose sul vaccino: per i nati del 1985 è obbligatorio? Non ho fatto richiami, che io sappia. Ora quindi lo devo rifare? Può farlo il medico di base? È come il tetano che se salti il richiamo più di 10 anni devi fare tre iniezioni o basta una? Grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono quasi sicuro che abbia fatto tutti i richiami necessari, non è richiesto di farli anche da adulto. Senta comunque il parere del suo medico in proposito.

  3. Anonimo

    Salve dottore, la mia domanda è: in quanto tempo può morire una persona affetta da difterite non trattata?

    1. Anonimo

      La ringrazio ancora per la sua pazienza.
      Potrei sapere un’ulteriore cosa?
      Un portatore sano senza sintomi, se fa il tampone pur non avendo la ‘pseudeo-membrana’ nella gola o nelle tonsille, risulta positivo al test?

  4. Anonimo

    Mio figlio è trapiantato è così vaccini vivi non può prendere. Quelli sono i vaccini vivi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Per esempio quello della varicella, del morbillo, …

  5. Anonimo

    Buongiorno dottore
    Martedì dovrei fare il richiamo per L antitetanica
    Ho dimenticato di chiedere se ha controindicazioni per ipertiroidismo e la.celiachia e se posso fare colazione prima
    Grazie infinite

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, sono tutte condizioni che non controindicano il vaccino, non è necessario il digiuno. Saluti

  6. Anonimo

    Buongiorno dottore…ho 56 anni lavoro in una azienda agricola,come legge dobbiamo vaccinarci per l’antitetanica ..ho fatto la prima dose a febbraio,la seconda a maggio..venerdì la terza ….mi chiedo perchè alcune colleghe e bastata una ,oppure due ..io devo fare la terza ,ho chiesto al mio medico di base ,mi ha risposto che anche loro dovevano fare tre dosi..per l’ufficio di vaccinazioni bastavano quelle ,perchè mi chiedo? mi può chiarire ? grazie in anticipo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. In presenza di un ciclo vaccinale completato in passato basta un unico richiamo per i successivi 10 anni.
      2. Onestamente non capisco come mai si sia aspettato 3 mesi per la seconda dose, è sicuro che si tratti di antitetanica? In genere i tempi sono 0, 1 mese, 6-12 mesi.

  7. Anonimo

    Salve dottore,sono la signora di stamattina…il farmaco si chiama ANATETALL.la prima dose l’ho fatta 26/2/2016,la seconda il 6/5/ 2016,la terza dovrei farla venerdì 11,mia madre mi disse che la terza vaccinazione nn me l’ha fatta …leggendo le carte la seconda l’ho fatta nel 1963..io sono del 60..mi dica lei l’ha devo fare comuq?grazie infinite

  8. Anonimo

    Buongiorno…dottore stamattina dovrei fare la terza dose dell’antitetanica…se nn vorrei farla quanti anni sono coperta? Grazie di cuore

  9. Anonimo

    Salve Dr. Ho una domanda e spero possa rispondere! Mi sa dire come faccio a sapere se mi sono venuti fatti i vaccini da piccola? Ci sono degli esami che si possono fare? Sa, sono nata in Guatemala e cresciuta in un convento e nn saprei a chi chiedere informazioni al riguardo! Poi spesso la mattina mi alzo con la gola che brucia e sento di avere qualcosa, cerco di espelerlo e qualche volta ci riesco, un pataco a volte un po’ ruvido e di colore fra grigiastro, verdastro e giallastro. Dopo di che il bruciore passa ma nella giornata mi si forma spesso. Devo preoccuparmi? Devo fare un qualche essame per capire cosa può essere!
    La ringrazio in anticipo per il suo riscontro.
    A presto.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, si possono fare esami del sangue per valutare i titoli anticorpali e capire così se sia vaccinata.
      2. Il primo passo è una visita medica, per inquadrare il caso (fuma? potrebbe essere bronchite; sente bruciori? potrebbe essere reflusso, …).

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