Delirio: sintomi, cause, cure

Ultimo Aggiornamento: 82 giorni

Introduzione

Il delirio è un disturbo mentale serio in cui il paziente perde consapevolezza di ciò che lo circonda ed entra in stato confusionale. Compare all’improvviso e può durare per alcune ore od alcuni giorni.

I pazienti con questo disturbo vanno incontro a problemi di:

  • attenzione,
  • pensiero,
  • consapevolezza,
  • comportamento,
  • emozioni,
  • giudizio,
  • memoria,
  • controllo muscolare,
  • sonno e veglia.

Il disturbo può assumere tre forme caratteristiche:

  • ipoattivo, in cui il paziente sembra addormentato, stanco o depresso,
  • iperattivo, in cui il paziente è agitato e irrequieto,
  • misto, in cui il paziente passa più volte da una forma all’altra.

Il delirio di norma può essere ricondotto a uno o più fattori scatenanti, come le patologie gravi o croniche, l’assunzione di farmaci, l’intervento chirurgico o l’abuso di alcool o droghe.

I sintomi del delirio e della demenza sono simili e le osservazioni e impressioni fornite al medico dai familiari o da chi assiste il paziente possono essere fondamentali per arrivare a una diagnosi corretta.

Spesso il disturbo è temporaneo e può essere efficacemente trattato, fatta eccezione quando si verifica in pazienti terminali nelle ultime 24-48 ore di vita che vanno incontro a insufficienza d’organo.

Si tratta probabilmente del problema più frequente in ambiente ospedaliero per quanto riguarda la popolazione anziana, soprattutto ma non solo per chi si trova in terapia intensiva.

Cause

Il delirio si verifica quando ci sono alterazioni o problemi nel normale processo di invio e ricezione dei segnali cerebrali. I problemi, con ogni probabilità, sono causati da una serie di fattori che rendono vulnerabile il cervello e di fattori che provocano il malfunzionamento dell’attività cerebrale.

I due fattori di rischio più importanti sono sicuramente

  • l’età avanzata (soggetti con più di 65 anni),
  • la presenza preesistente di un deterioramente cognitivo (demenza),

anche se non è chiaro se siano tra loro indipendenti.

Ad aumentare ulteriormente il rischio individuiamo poi condizioni di:

  • limitazione nello svolgimento delle attività quotidiane (per esempio impossibilità di muoversi autonomamente),
  • problemi alla vista o all’udito,
  • alimentazione insufficiente o disidratazione,
  • malattie gravi, croniche o terminali.

Tra i fattori che scatenano frequentemente il delirio nei pazienti predisposti ricordiamo:

  • farmaci (sonniferi, narcotici e tranquillanti, antidepressivi, farmaci per il morbo di Parkinson, antispastici o anticonvulsivanti, farmaci per le allergie, …),
  • droghe d’abuso,
  • alcolici,
  • astinenza da alcool,
  • veleni (monossido di carbonio, per esempio),
  • insufficienza d’organo (fegato, reni, cuore, …),
  • alterazioni metaboliche (variazioni importanti della glicemia o dell’equilibrio elettrolitico),
  • grave carenza di vitamina B12,
  • disidratazione,
  • malnutrizione,
  • infezioni,
  • alterazioni endocrine (per esempio della tiroide),
  • ictus,
  • vasculiti,
  • interventi chirurgici,
  • patologie improvvise e gravi,
  • forti stress emotivi,
  • stadio terminale di una malattia tumorale,

Sintomi

I sintomi del delirio di solito compaiono all’improvviso e durano per poco tempo, da alcune ore ad alcuni giorni; di norma l’intensità dei sintomi varia nel corso della giornata peggiorando spesso la sera.

Possibili segni di delirio includono improvvisi cambiamenti di personalità, problemi di pensiero e ansia o depressione inusuale.

Quando i seguenti sintomi si verificano improvvisamente, potrebbero essere causati da questo disturbo:

  • agitazione,
  • assenza di cooperazione con i famigliari,
  • cambiamenti nella personalità o del comportamento,
  • problemi di pensiero,
  • incapacità di prestare attenzione,
  • ansia o depressione insolita.

I primi sintomi possono essere confusi con condizioni di demenza (per esempio dovuta al morbo di Alzheimer), ma ci sono importanti differenze:

  • I pazienti con delirio spesso mostrano cambiamenti improvvisi nel livello di attenzione, mentre i pazienti con demenza sono attenti e consapevoli fin verso le fasi più avanzate.
  • Il delirio si verifica improvvisamente, mentre la demenza compare gradualmente (nel corso di mesi o anni) e peggiora nel tempo.
  • I pazienti più anziani e malati di tumore possono manifestare entrambi i disturbi e questo può rendere difficile per il medico diagnosticare il problema. Se il trattamento per il delirio è somministrato correttamente senza benefici, è probabile che la diagnosi sia demenza.

Il paziente può avere periodi in cui non presenta alcun sintomo per poi peggiorare improvvisamente manifestando tra l’altro:

  • Diminuzione della consapevolezza e della coscienza del mondo circostante:
    • incapacità di rimanere concentrati,
    • smarrimento,
    • Fissazione su un’idea, anziché sul contenuto delle domande o della conversazione,
    • Facilità di distrazione con cose o argomenti poco importanti.
  • Riduzione delle capacità cognitive
    • Diminuzione della memoria, soprattutto per quanto concerne gli eventi recenti,
    • Disorientamento. Incapacità di ricordare dove si è, la propria identità o l’ora e il momento del giorno,
    • Difficoltà a parlare o a ricordare le parole,
    • Pronunciare discorsi senza senso,
    • Difficoltà a capire i discorsi,
    • Difficoltà a leggere o a scrivere.

Possono infine comparire

    • allucinazioni,
    • irritabilità o aggressività,
    • Apatia totale o parziale, o scarsa risposta agli stimoli ambientali,
    • Disturbi del sonno,
    • Emozioni estreme: paura, ansia, rabbia o depressione.

Prognosi

Si ritiene che la comparsa di delirio a livello ospedaliero rappresenti un grosso ostacolo nella cura del paziente anziano ricoverato; alcuni lavori dimostrano addirittura che il paziente ospedalizzato che manifesti delirio sia associato a un rischio doppio di morte a parità di condizione.

Per quanto riguarda invece l’associazione e il rapporto tra delirio e demenza non è ancora stato possibile chiarirli con sufficiente sicurezza. Da alcuni studi prospettici le persone ricoverate per qualsiasi causa sembrano essere a maggior rischio di sviluppo di demenza, ma sono lavori che non hanno preso in considerazione direttamente le manifestazioni di delirio. Nell’unico studio prospettico basato su una popolazione che abbia manifestato episodi di delirio, le persone anziane hanno avuto un aumento di otto volte nella frequenza di comparsa della demenza e manifestato un declino cognitivo più rapido. La stessa associazione è evidente anche nelle persone con una precedente diagnosi di demenza di Alzheimer.

Quando chiamare il medico

Se un parente, un amico o chi assiste il paziente nota un qualsiasi sintomo riconducibile al delirio, è fondamentale rivolgersi immediatamente ad un medico. Se il paziente è affetto da demenza, dovete tenere presenti i cambiamenti improvvisi del suo livello di attenzione, presenza e impegno. Le vostre impressioni sui sintomi del paziente, nonché le vostre indicazioni sulle capacità cognitive e sulle abilità del paziente, saranno fondamentali per la diagnosi.

Gli anziani ricoverati in ospedale, o residenti presso le case di riposo, sono particolarmente soggetti al delirio. Poiché i sintomi variano di intensità e alcuni di essi, come la depressione o la scarsa reattività, sono “tranquilli”, il delirio può passare inosservato. Se notate i sintomi del delirio in un paziente ricoverato in ospedale o residente in una casa di riposo, riferite le vostre preoccupazioni agli infermieri o al personale, oppure a un medico, anziché pensare che qualcun altro abbia già notato che c’è qualche problema.

Pericoli

Il delirio può durare per alcune ore, oppure anche per settimane o mesi. Se si riesce a risolvere le cause scatenanti, il tempo di guarigione di solito è più breve.

Il fatto che la guarigione sia totale o meno dipende in parte dallo stato di salute fisica e mentale del paziente prima della comparsa del disturbo: chi soffre di demenza, ad esempio, può presentare un declino generale e significativo della memoria e delle capacità cognitive, oppure un declino più rapido delle capacità. Chi ha uno stato di salute migliore ha maggiori probabilità di guarire completamente.

Chi invece soffre di altre patologie gravi, croniche o terminali, può non riuscire a recuperare le capacità cognitive o le abilità funzionali ai livelli che aveva prima del delirio. Le persone gravemente ammalate che soffrono di delirio presentano un rischio maggiore di:

  • declino generale dello stato di salute,
  • guarigione non completa dopo gli interventi chirurgici,
  • necessità di cure ospedaliere o ricoveri,
  • aumento del rischio di decesso.

Diagnosi

Poichè i sintomi del delirio si manifestano a fasi alterne, non sempre è possibile giungere alla diagnosi alla prima visita; di norma si inizia valutando la soglia di attenzione e di condurre una semplice conversazione, il controllo dello stato mentale e la capacità di eseguire compiti più o meno complessi.

L’esame neurologico (controllo della vista, dell’equilibrio, della coordinazione e dei riflessi) può essere utile per capire se il delirio è causato da un ictus o da altre patologie neurologiche.

Molto importante è poi un’accurata anamnesi, alla ricerca di eventuali fattori di rischio (alimentazione, corretta idratazione, farmaci, abuso di droghe e/o alcolici).

In alcuni casi possono essere utili esami diagnostici e di laboratorio per verificare alcune possibili condizioni sottostanti, come ad esempio:

  • esami del sangue e delle urine,
  • radiografia del torace,
  • analisi del liquido cerebrospinale,
  • elettroencefalogramma,
  • tomografia computerizzata,
  • risonanza magnetica,
  • eventuali test neurologici.

Cura e terapia

Il trattamento del disturbo ha come primo obiettivo la risoluzione della causa che l’ha scatenato, anche se spesso sono necessari farmaci sintomatici per dare sollievo al paziente e favorirne la gestione in famiglia o in ospedale.

La maggior parte di questi trattamenti hanno come obiettivo quello di tranquillizzare il paziente, spesso anche per la sua sicurezza (non è raro che in ambiente ospedaliero un paziente affetto da delirio tenti di strapparsi l’ago della flebo, il sondino respiratorio, il catetere, …).

Terapia di supporto

La terapia di supporto cerca di prevenire le complicazioni proteggendo le vie respiratorie, fornendo una giusta quantità di fluidi, prevedendo una dieta corretta, assistendo il paziente nei movimenti, alleviando il dolore, cercando di risolvere l’incontinenza e di far orientare i pazienti nell’ambiente che li circonda.

Si sono dimostrati utili diversi semplici approcci non farmacologici:

  • Orologio e calendari per dare un orientamento temporale al paziente,
  • Ambiente calmo e comodo che comprenda oggetti familiari provenienti dalla casa del paziente,
  • Qualcuno che ricordi costantemente al paziente dove si trova e che cosa sta succedendo intorno a lui,
  • Coinvolgimento della famiglia,
  • Evitare cambiamenti nell’ambiente o delle persone che si prendono cura del paziente,
  • Notti di sonno senza interruzioni, con poco rumore e poca luce,
  • Apertura delle persiane e delle tende durante il giorno per facilitare l’attenzione durante la giornata e un ritmo sonno-veglia regolare,
  • Abolizione delle costrizioni fisiche e dei cateteri vescicali,
  • Uso della musica, dei massaggi e delle tecniche di rilassamento per alleviare l’agitazione,
  • Opportunità di scendere dal letto, camminare e prendersi cura di se stessi,
  • Occhiali, apparecchi acustici e persone che aiutino il paziente a superare gli handicap fisici.

Prevenzione

Gli episodi di delirio possono essere prevenuti prima di tutto attraverso l’identificazione dei soggetti a rischio, in particolare soggetti ospedalizzati con una o più delle seguenti caratteristiche:

  • Più di 65 anni,
  • pregressa demenza,
  • frattura dell’anca,
  • qualsiasi malattia grave e/o debilitante.

Attraverso un’attenta osservazione di questi soggetti è spesso possibile cogliere in anticipo i primi segni/sintomi di crisi di delirio.

Risulta poi raccomandabile cercare di prevenire fonti di disagio per il paziente, come ad esempio:

  • prevenzione e gestione efficace della stipsi,
  • un ambiente terapeutico accogliente (illuminazione adeguata, scarsi o assenti rumori molesti, favorendo la mobilità del paziente, …

Alcune stime ipotizzano che con questi approcci si potrebbe prevenire fino al 30-40% di tutti i casi di delirio, che giocoforza incidono significativamente sulla qualità e l’efficacia delle cure.

Come gestire la situazione

Il paziente affetto da delirio può aver bisogno di lunghi periodi di convalescenza, in una struttura oppure a domicilio. Chi soffre di demenza o di malattie in fase terminale è particolarmente a rischio per quanto riguarda il delirio.

Se siete un parente o una persona che si occupa di un paziente che rischia di soffrire di delirio, o si sta riprendendo da un episodio, potete prendere alcuni provvedimenti per migliorare lo stato di salute del paziente, prevenire le ricadute e gestire le vostre responsabilità.

  • Dormire bene,
    • Adeguate l’illuminazione interna al momento della giornata
    • Incoraggiate il paziente a muoversi e ad essere attivo durante il giorno.
    • Prima di andare a dormire, offrite al paziente una bevanda tiepida, rilassante e senza caffeina.
  • Rimanere calmi e coscienti
    • Trovate un orologio e un calendario e fate riferimento ad essi regolarmente durante la giornata,
    • Comunicate con la massima semplicità qualsiasi cambiamento di attività, ad esempio l’arrivo dell’ora di pranzo o dell’ora di andare a letto,
    • Tenete a portata di mano gli oggetti familiari e preferiti, ma evitate il disordine,
    • Rivolgetevi al paziente con calma,
    • Identificatevi e identificate le altre persone regolarmente,
    • Evitate le discussioni,
    • Tenete i rumori di fondo e le altre distrazioni a un livello minimo,
    • Aiutate il paziente a seguire una routine regolare,
    • Procurate al paziente gli occhiali e l’apparecchio acustico, e cercate di mantenerli in buone condizioni,
  • Prevenire le complicazioni
    • Date al paziente i farmaci seguendo orari regolari,
    • Dategli molti liquidi e fategli seguire una dieta sana
    • Promuovete uno stile di vita sano e attivo, con esercizio fisico e attività regolari.

Fonti principali:

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  1. Anonimo

    Io ho assunto dell mdma da stupido , ho gia sofferto di ansia e depressione in passato , ma ora dopo un mese dall assunzione mi sento ancora un po strano con ansia paranoie e vedo delle piccole scie come un alone intorno alle mani in movimento uguale per luci e oggetti mi si dilatano le pupille , mi prende l ansia , spero sia una cosa passeggera spero che lei mi possa dare qualche consiglio dottore

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non posso fare molto, ma è possibile che sia soprattutto l’ansia a crearle questi fastidi, in risposta agli effetti manifestati (mai ormai superati) della sostanza.

  2. Anonimo

    Le “scie” attorno alle mani e agli oggetti in movimento non sono espressione dell’ansia ma sono un fenomeno di pertinenza neurologica detto “postimmagini”. La competenza è quindi del neurologo e del neuroradiologo (NMR).

  3. Anonimo

    ho un familiare che soffre di bipolarismo e di delirio soprattutto alla sera e’ abbastanza giovane le cure con una compressa di efexor non hanno dato risultati ma esiste la possibilita’ che non lo prenda o lo prenda solo parzialmente e’ diventata una situazione insostenibile per tutti i suoi familiari potete aiutarmi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se la situazione fosse ingestibile si può valutare il ricovero, ma (quasi) solo se il paziente è d’accordo.

  4. Anonimo

    Domanda
    Come si cura un delirio di trasmissione del pensiero senza usare i farmaci?

  5. Anonimo

    Buongiorno
    io ho mia mamma che ha la demenza di Lewi
    ad oggi ha avuto perdita di equilibrio che l’ha portata a cadere e a rompersi una vertebra il mese scorso.
    Da allora essendo lei da sola ci siamo prima affidati a una casa di cura e poi per una serie di conseguenze è andate in ospedale.
    Inizialment ein casa di curo ha iniziato credo ad avere un delirio perchè diceva cose strane e sconnesse e non capiva più dov’era
    in seguito è tornata la normalità,ma da un paio di giorni abbiamo dovuto spostarla e e la confusione è tornata.
    Io sono molto preoccupato perchè ogni volta che succede ho paura che la mamma possa rimanere cosi.
    Mi conferma che è uno stato transitorio e dovuto allo spostamento subito? grazie

  6. Anonimo

    Buonasera
    In 20 giorni il cervello di mia madre e’ andato completamente in tilt.
    Ricoverata da 10 gioni in ospedale e aspettando la risonanza di giovedi 4 febbraio, la diagnosi per adesso e’ di demenza.
    Soffre di insonnia e di delirio acuto con forti accenni di aggressivita’ verso tutti, capace di riconoscere e di ricordare il passato in maniera quasi sempre negativa non accenna minimamente a riposare/rilassarsi.
    Dopo tutti gli esami fatti, compreso tac, elettrecefalogramma ecc, risulta una donna sanissima all’eta’ di 75 anni.
    La terapia: depaxin, talofen, quetamina 600mg e vari sonniferi fatti anche in vena non danno per adesso risultati incoraggianti.
    Nonostante lo staff medico sia composto addirittura da familiari non riusciamo ad arrivare a capo di niente.
    La prospettiva e’ quella di equilibrare la terapia e inserirla in una struttura neuroogica e vedere la sua reazione.
    Sicuramente il passato di mia madre (molto duro) ha incentivato la malattia, ma cosi velocemente e’ possibile?
    Ringraziandovi
    Sandro

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace davvero, ma non mi sento di esprimere giudizi.

  7. Anonimo

    gradirei un aiuto di qualcuno che abbia esperienza sulla malattia semenza senile grave,che trattamento di farmaci usa.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, deve richiedere una visita geriatrica per una valutazione accurata. saluti

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