Coma: cause, sintomi, prognosi, cure

Ultimo Aggiornamento: 30 giorni

Introduzione

Il coma, anche detto stato vegetativo persistente, è uno stato di incoscienza profondo. Lo stato vegetativo persistente è una cosa diversa dalla morte cerebrale, chi è in coma è vivo, ma non è in grado di muoversi né di reagire agli stimoli dell’ambiente circostante.

Il coma può essere una complicazione di una malattia oppure essere causato da lesioni, ad esempio da un trauma alla testa; chi è in coma perde le capacità cognitive e la capacità di reagire agli stimoli ambientali, ma conserva le capacità non cognitive e il ritmo sonno-veglia normale.

Lo stato vegetativo persistente fa perdere le funzioni cerebrali più complesse ma altre funzioni, ad esempio la respirazione e la circolazione, rimangono relativamente integre. Ci possono essere movimenti spontanei e gli occhi si possono aprire in risposta a stimoli esterni. Il paziente, di tanto in tanto, può fare smorfie, piangere o ridere.

Chi è in coma, visto dall’esterno, può sembrare immerso in un sonno profondo, però non è in grado di parlare né di rispondere ai comandi.

Coma etilico

L’intossicazione da alcool è una potenziale causa di coma, come purtroppo spesso ci ricordando i giornali parlando di giovani e giovanissimi.

Il rischio nasce da un consumo elevato di bevande alcoliche in poco tempo.

Sintomi

I principali sintomi di un’intossicazione grave da alcool sono:

  • confusione,
  • gravi difficoltà di linguaggio,
  • mancanza di coordinazione,
  • vomito,
  • respirazione rallentata o irregolare,
  • ipotermia (per esempio colorazione blu della pelle),
  • mancanza di reazione agli stimoli.

Il passaggio successivo è il coma, i cui sintomi sono descritti in seguito nell’articolo.

Quando chiamare il medico

In caso di sospetta intossicazione da alcool è necessario cercare immediata assistenza medica perchè le conseguenze possono essere molto gravi ed eventualmente fatali; è utile cercare di impedire che il soggetto colpito si addormenti, quindi si raccomanda di stare con lui e per tenerlo sveglio e al caldo.

È controindicato somministrare caffè o esporlo a una doccia fredda come si vede fare nei film.

Altri pericoli

Un soggetto che abbia gravemente ecceduto nel consumo di alcolici può correre il rischio di:

  • soffocare a causa del proprio vomito,
  • smettere di respirare,
  • subire un arresto cardiaco,
  • inalare il vomito che se dovesse raggiungere i polmoni potrebbe causare gravi complicazioni,
  • disidratarsi in modo così severo da causare danni permanenti al cervello,
  • manifestare convulsioni a causa del calo della glicemia.

Cause

Il coma è in genere causato da gravi problemi che interessano il cervello, problemi che nella maggior parte dei casi riguardano lesioni traumatiche, per esempio da incidenti stradali o altri tipi di traumi violenti, che hanno come conseguenza sanguinamento e gonfiore dell’organo. Essendo il cervello racchiuso nella scatola cranica e non potendo quindi aumentare di volume, si verificano danni gravi che coinvolgono anche il sistema che presiede allo stato di consapevolezza e questo porta il soggetto a perdere conoscenza.

Il gonfiore del cervello può essere causato anche da altre condizioni, per esempio la mancanza di ossigeno dovuta a:

  • Ictus, che causa una diminuzione improvvisa dell’afflusso di sangue al cervello, seguita dal rigonfiamento o dall’interruzione della circolazione diretta verso un’ampia parte del tronco encefalico.
  • Annegamento.
  • Infarto (in alcuni casi non ci si sveglia perché, anche per pochi secondi, il cervello non ha ricevuto sangue ed ossigeno a sufficienza).

In caso di sanguinamento del cervello, anche se l’organo non tenderebbe a gonfiarsi di per sé, la pressione intracranica aumenta comunque perchè il sangue non ha modo di defluire a va quindi a esercitare una forte pressione che per gli stessi motivi visti in precedenza può causare danni gravi. Esempi tipici sono la rottura di un aneurisma cerebrale e alcune forme tumorali.

Ricordiamo poi

  • cause metaboliche, per esempio l’iperglicemia (eccesso, anche protratto, di glucosio nel sangue) o l’ipoglicemia (carenza, anche protratta, di glucosio nel sangue) possono causare il coma.
  • Infezioni. L’encefalite e la meningite sono due infezioni che causano l’infiammazione del cervello, del midollo spinale o dei tessuti che circondano il cervello. Se molto gravi possono causare il coma.
  • Convulsioni. Un singolo attacco raramente ha conseguenze, ma in caso di attacchi ripetuti il cervello potrebbe non fare in tempo a recuperare completamente e il paziente rischia di andare incontro a perdita di coscienza prolungata e coma.
  • Tossine. L’esposizione alle tossine, ad esempio il monossido di carbonio, o l’overdose di farmaci o droghe possono causare lesioni al cervello e il coma.
  • Intossicazioni. Il coma può essere provocato da overdose di droghe o farmaci oppure dall’abuso di alcool (coma etilico).

Sintomi

I segni e i sintomi del coma normalmente comprendono:

  • Occhi chiusi,
  • Nessuna risposta agli stimoli ambientali (suoni, luci, dolore) se non sotto forma di movimenti riflessi,
  • Incapacità di comunicazione,
  • Incapacità di movimenti volontari,
  • Depressione dei riflessi troncoencefalici (ad esempio pupille che non reagiscono agli stimoli luminosi),
  • Respirazione irregolare che in alcuni pazienti richiede il supporto respiratorio di una macchina,
  • Riduzione dei riflessi di base (tosse, deglutizione, …).

Lo stato di coma potrebbe essere un risultato dell’evoluzione volto a permettere all’organismo di mettere in pausa tutti i meccanismi metabolici, neurologici, … non essenziali, per favorire il recupero e la guarigione concentrando tutte le energie sulla riparazione dei danni subiti.

Quando chiamare il medico

Il coma è una situazione di emergenza. Chiamate immediatamente il medico o il 118!

Pericoli

Tra le complicazioni che possono insorgere durante il coma ricordiamo le piaghe da decubito, le infezioni alla vescica e la polmonite.

Legato allo stato di immobilità esiste poi il rischio legato alla formazione di trombi.

Alcune delle persone che si risvegliano dal coma possono recuperare poco a poco, mentre in altri pazienti di osserva un recupero delle funzioni molto più lento (anni) e non necessariamente completo: potrebbero avere bisogno di fisioterapia, supporto psicologico e sostegno durante il periodo di riabilitazione, che potrebbe durare anche per tutta la vita.

La prognosi dipende in gran parte dalla gravità e dalla causa della lesione cerebrale, dall’età e dal tempo passato in coma.

In alcuni casi purtroppo non c’è risveglio.

Prognosi

La prognosi del coma e dello stato vegetativo persistente dipende dalla causa, dalla gravità e dalla posizione della lesione neurologica; chi esce dal coma può avere problemi fisici, intellettivi e psicologici da non sottovalutare.

La guarigione di solito avviene per gradi e il paziente può riconquistare a poco a poco la capacità di reagire agli stimoli. Il progresso di alcuni pazienti non va oltre le reazioni semplici, mentre altri si riprendono completamente e ritornano alla vita normale.

Chi esce dal coma deve essere tenuto sotto costante controllo medico, il coma, di solito, non dura più di 2-4 settimane; alcuni pazienti ritornano a uno stato di consapevolezza normale dopo essere usciti dallo stato vegetativo persistente; altri, invece, possono rimanere in stato vegetativo per anni o per decenni. La causa più frequente del decesso dei pazienti in stato vegetativo persistente sono le infezioni, ad esempio la polmonite.

Cura e terapia

Una volta terminata la situazione di emergenza, l’équipe medica cercherà di prevenire le infezioni e mantenere uno stato di salute accettabile: a questo proposito sono fondamentali la prevenzione della polmonite e delle piaghe da decubito e un’alimentazione corretta.

La fisioterapia, inoltre, può essere utile per prevenire le contratture (le contrazioni muscolari permanenti) e le deformità delle ossa, delle articolazioni e dei muscoli, disturbi che ostacolano la ripresa di chi esce dal coma.

Assistere una persona in coma

Un soggetto in coma viene normalmente ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale e il trattamento prevede il mantenimento e il supporto delle funzioni basilari del corpo, come la respirazione e la pressione sanguigna.

Sul lungo periodo serviranno poi diverse accortezze per evitare complicazioni, come un regolare cambio della posizione per prevenire la formazione di piaghe e una delicata fisioterapia con particolare attenzione alle articolazioni.

L’esperienza del coma viene raccontata da chi l’ha provata in molti modi diversi, ma non è raro sentire il ricordo di quanto avvenuto attorno a sé; alcuni pazienti hanno riferito di aver provato una grande rassicurazione dalla presenza di una persona cara e per questo alcuni medici consigliano di procedere alla visita di un paziente in coma in questo modo:

  1. All’arrivo, spiega al paziente chi sei.
  2. Parlagli normalmente, anche solo del tuo quotidiano, con la consapevolezza che tutto quello che viene detto potrebbe essere sentito.
  3. Mostra ed esprimi amore e sostegno, anche attraverso piccoli gesti come tenere la mano o una carezza.

La ricerca ha infatti suggerito che una stimolazione dei principali sensi (tatto, udito, vista e olfatto) potrebbe potenzialmente aiutare una persona a riprendersi dal coma. Può quindi essere utile usare delle cuffie per permettere al paziente di ascoltare la sua musica preferita, oppure portare dei fiori profumati in camera.

Fonti principali:

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  1. Anonimo

    Devo dire che sei davvero formidabile! Non sapevo a chi rivolgermi per avere dei chiarimenti, e il tuo sito mi è stato di grande aiuto. Studio oncologia all’università, ma nemmeno i libri e miei prof sono riusciti a darmi pace. Ora mi rivolgo a te per avere delle risposte. Due settimane prima che io nascessi, mio padre è morto per un tumore al cervello. Io non l’ho conosciuto nè ero presente quando furono fatte le analisi (parlo di più di vent’anni fa) ma ho visto le sue analisi e ho ricostruito passo a passo ogni sua cura. Sono diventata ossessionata da tutto ciò, specie quando ho scoperto che vi era una possibilità di cura, ma che non è stata eseguita. In poche parole, mio padre aveva accusato molte volte sintomi tumorali, e ogni volta i medici avevano insistito sul fatto che era solo una sua convinzione, dicendogli che sbagliava la sua diagnosi. Mio padre era un pediatra e pensava a qualcosa come la leucemia, ma fino all’ultimo i dottori si sono rifiutati di eseguire le terapie. Quando hanno iniziato hanno scoperto che era grave grave e neanche due mesi dopo lui è caduto in coma a causa di un dosaggio sbagliato di farmaci, morendo in seguito. Ora, io lo so benissimo che i medici non sono Dio, e che il tumore l’avrebbe comunque ucciso, ma non mi spiego perché nessuno ha fatto nulla. Inoltre, come è possibile che mio padre sia finito in coma per un motivo del genere?
    Non voglio polemizzare, nè tanto meno scendere in piazza con striscioni e fiaccole: tutto questo non lo riporterebbe in vita, rovinando solamente la mia. Però mi farebbe piacere avere delle risposte: mio padre non era un santo e non lo è mai stato, ma per lo meno avrei voluto conoscerlo. Ora come ora, non c’è proprio nulla che si possa fare contro questa malattia?
    Con affetto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      20 anni fa le conoscenze non erano nemmeno paragonabili alle attuali, ma questo non cancella il fatto che chi l’ha seguito abbia peccato probabilmente di superficialità o forse, peggio, di svalutazione del parere di un collega (anche se pediatra era pur sempre medico, con capacità di diagnosi e valutazione dei sintomi).
      Da allora le conquiste in questo campo sono state davvero incredibili (a titolo di esempio http://3.bp.blogspot.com/-Zpzx4-H_DR4/Tekk5lXvQmI/AAAAAAAAByE/-inPwmXOkmo/s1600/kbambini.jpg), ma purtroppo di strada da fare ne manca ancora altrettanto e forse di più, questo è inutile negarlo.

  2. Anonimo

    Salve siccome ero molto interessata a sapere qual’e il motivo il perche si va In coma, LA cause, le diagnosi e altro mi sono voluta informare ed ho trovato questo sito devo dire che e molto approfondito e che non manca niente non sono laureata ma mi piace sapere quando una persona ha questi problemi voglio aggiornarmi e approfondire le mie conoscenze vorrei laurearmi IN medicina e voglio congratularmi con voi

  3. Anonimo

    Vorrei tanto dei chiarimenti sul coma tre a settimane che navigo su internet ma ancora oggi le mie domande nn hanno risposte i miei infiniti dubbi mi stanno lacerando moralmente. Mia mamma e ha la patologia di arnold e chiari 2 abbiamo fatto di tutto per farla vivere dignosamente 3 interventi di decompressione ma ha peggiorato la situazione senza benefici. .sono disperata da 5 giorni e in coma profondo senza nessun miglioramento non mi danno molte speranze i medici .. ma io barcollo nella speranza che possa lottare per risvegliarsi…vorrei sapere se questo accadrà. .

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non ho purtroppo le competenze per aiutarla; provi a scrivere su medicitalia, troverà degli specialisti in grado di valutare e, se possibile, rispondere alla sua legittima domanda.

  4. Anonimo

    Salve vorrei chiederle alcune cose…
    un mio amico è in coma causa un pugnosulla tempia cadendo ha urtato la testa e hanno rilevato una grossa lesione al cervello. Ha avuto un arresto cardiaco dopo i primi giorni di coma profondo ha iniziato reagire a stimoli verbali, ha aperto gli occhi, ha mosso le labbra , ha staccato da solo il tubo dalla bocca, ha sorriso e oggi dopo 1 settimana ha aperto gli occhi, pianto , tossito e si è mosso ma i medici continuano a dire che la situazione è ferma e che sono riflesso incondizionaincondizionato e che non ci sono possibilità. Leggendo. Alcuni articoli ho scoperto invece, che esso prova a respirare lei che è più esperto di me può spiegarmi cosa questi gesti significano e il perché di questa dialisi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo temo che al momento abbiamo ragione i medici, potrebbe trattarsi di riflessi nervosi privi di significato.

  5. Anonimo

    Salve, per ovvie ragioni, preferisco usare l’ironia sul nome… per prima cosa non sono un medico e posso dire dei pensieri assolutamente personali, tanto sul tema si odono piu’ favole che altro e chiedo un po’ di pazienza, perché dovrò giocoforza esser lunghetto, pur riducendo al necessario: innanzitutto non ritengo che ci sia una definizione chiara ed univoca del coma, tantomeno lo stesso stato in persone diverse si possa evolvere parallelamente…quindi ogni affermazione mi appare una visuale assolutamente parziale o inesatta. Tenterò pertanto di dare una descrizione che ricopre un lato diciamo tecnico come Analogia, molto piu’ facile da comprendere (se spiegassero la differenza tra tensione e corrente elettrica, invece che con formule nebulose, con un analogia di un rubinetto di acqua cioè la sorgente elettrica, batteria o rete è lo stesso, collegato ad un tubo ovvero il filo ed aprendo il rubinetto, scorre l’acqua ovvero la corrente nel rubinetto da A a B…sarebbe molto piu’ comprensibile per chiunque) che vale comunque sempre: “ictus”, innanzitutto è una parola latina che significa “colpo” riferito alla sfera cerebrale, quindi ricopre diverse situazioni e per non mettere troppa carne al fuoco, come nel caso di un trauma contusivo che può avere appunto sviluppi dettati proprio dall’entità e dalla zona interessata dall’urto, prenderò ad esempio un’emorragia cerebrale senza traumi….vasi sanguigni che si rompono….aneurismi cerebrali che si aprono sul fondo…difetti vari nella rete sanguigna cerebrale, per cui avviene un’emorragia cerebrale e subentra lo stato comatoso…può essere il 1° grado una sorta di semicoma…o 2° grado……oppure 3° grado coma profondo ed oltre…il coma depassè, cioè “oltrepassato”…la morte cerebrale. Del cervello si sa Ben poco in effetti, a parte che ne utilizziamo una piccolissima parte e semplificando al massimo, i comandi nonché i pensieri “viaggiano” sotto forma di stimoli elettrici…praticamente segnali elettrici, che vengono poi visualizzati attraverso l’elettroencefalogramma, quindi non si parla di aria fritta, ma realtà…gli elettrodi posti in testa rivelano i segnali elettrici interni. A questo punto una quantità di sangue dell’emorragia cerebrale ricopre la superficie ove scorrono i segnali elettrici e…il sangue è un Buon conduttore, pertanto penso che avvenga una sorta di cortocircuito della rete di comando..quando è molto estesa e rimane solo attivo il sistema reticolare per la respirazione si entra nel coma profondo…sulle soglie della morte cerebrale. Dal punto di vista tecnico la situazione è analoga ad un’avvio della procedura di Massima emergenza, una sorta di “uscita di sicurezza impervia”, programmata nei server o nei sistemi informatici con dati di primaria importanza che non devono essere in alcun caso persi….la procedura di:”Disaster Recovery”…ossia “Tentativo di recupero dal disastro”: il cervello sottoposto ad un trauma estremo…stacca tutti i circuiti, li isola, lasciando solo i minimi indispensabili per la sopravvivenza..battito del cuore e respirazione…..Tentativo di recupero…..Ultimo tentativo: risparmia le poche energie rimaste per poter creare, talvolta, una parziale copia di backup dei ricordi e li salva in una zona “vergine” con una sorta di password di accesso e nel frattempo, Tenta di ricreare una Nuova rete di interconnessione…lentamente…pezzetto dopo pezzetto: qualcuno si lascia andare, perché c’è una sorta di “strada” da percorrere e non ci si può Mai fermare e tantomeno voltarsi indietro…..mentre il corpo è lì, immobile che non reagisce, “l’io interiore” è altrove a cercare una via di uscita e deve cercarla all’infinito, sinchè il distacco tra corpo ed io interiore diventi definitivo con il decesso…oppure dubiti nell’andare avanti e rimanga a guardare indietro se c’è qualche ricordo per cui dopo potrà anche tornare ed il ricongiungimento con il corpo sarà disarmonico e se ne vedranno li effetti…oppure andrà avanti all’infinito sinchè non troverà Forse l’uscita da quel tunnel buio e soave ed avverrà il ritorno..aprirà gli occhi e dopo molto tempo le cose andranno meglio, anche se Nessuno al mondo può andare via con il proprio io, con la propria coscienza per percorrere “altrove” quella sorta di strada, vedere quel tunnel ed uscirne fuori per tornare e….ed essere come era prima di farlo: è impossibile……. il ritorno dal coma avviene quando il paziente lotta senza mollar mai la presa ed il “fato”, o le cure(?) dei medici gli metton dinnanzi una debole luce in fondo al tunnel….la via di uscita. Mi scuso per la lunghezza dell’intervento, non è possibile riassumere telegraficamente i fatti, che nemmeno la scienza odierna può spiegare integralmente, se non con ipotesi magari possibili….quindi, senza voler dispensare false speranze, attenendomi alla realtà NON è impossibile che una persona cada in terra in coma profondo……passi allo stato di coma (2° grado) dopo tre settimane e ci rimanga altri due mesi….avvenga il ritorno…..avvenga una lenta ripresa di un paio di anni almeno per “sincronizzare” Tutte le socialità……ed alla fine vedere la Vita in modo migliore, essere anche una persona nettamente migliore della precedente…Rinascere ad una nuova vita, magari formattare tutto e ripartire con “il proprio nuovo sistema operativo” avere successo nel lavoro, crearsi una famiglia diventando prima padre e poi nonno, avere soddisfazioni ed essere altruista, perché vede la Vita come il primo dono, pensare di aver avuto magari immeritatamente, una seconda possibilità per vivere…No, Ve lo assicuro, NON è affatto impossibile! L’unica cosa da fare in certi casi è affidarsi a Serie cure mediche di controllo ed eventuali se possibili aiuti per decomprimere il cervello dal sangue fuoriuscito (non hanno altri sistemi per cambiar le carte in tavola….) e se si sente l’impulso naturale…pregare con Fede, sarà per la scienza una specie di autoconvinzione e per la realtà diventa una possibilità concreta. Spero che qualche parola delle tante(pardon!) possa esser stata utile .. cordialità.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In linea di massima sì, ma generalizzare in questi casi non è mai corretto.

  6. Anonimo

    Ho avuto due by-pass coronarici nel mese di giugno, dopo la riabilitazione sono tornata a casa stavo discretamente se non avessi avuto il ginocchio sinistro ( protesizzato da cinque anni e da quattro è sempre dolorante)che non mi permetteva di camminare e mi faceva male anche stando seduta e coricata, allora mi sono procurata una poltrona elettrica e durante il giorno mi facevo il riposo su questa. Un pomeriggio in cui mi riposavo cercando di trovare una posizione per addormentarmi nonostante il dolore (avevo già preso il diclofenac da 100)mi è successo di sognare e avere un terribile dolore tanto che vedevo due bambini che non camminavano ancora seduti per terra vicino ad una pozzanghera e non me la sentivo di muovermi per toglierli di la fino a che uno si è messo a picchiare l’altro ed io mi sono alzata ho preso il più debole sotto le ascelle e ho incominciato a farlo camminare e non sapeva mettere i piedi uno davanti all’altro, gliel’ho insegnato e continuando a farlo camminare intorno a una pozzanghera gli scandivo il passo toc toc, toc toc. non avevo più dolore stavo bene mi sentivo leggera agile e felice, ma dopo qualche giro sono rientrata nel dolore al ginocchio, volevo che continuasse quel senso di beatitudine che avevo provato ma ormai era finito ed ero sveglia. quante volte penso a quel senso che riesco solo a definire di beatitudine e mi chiedo cosa può essere successo? tutte le altre volte che avevo dolore sognavo di stare a cercare il medico che non trovavo o corridoi di ospedali vuoti e senza sedie per fermarmi, potrei aver perso i sensi per qualche attimo e non aver più sentito dolore? le stranezze mi portano sempre a fare paragoni con cose sentite o lette ma questo mi è strano. Ringrazio per la cortesia e se ritiene che non ha senso non mi risponda. saluti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ritengo che sia stato semplicemente un sogno, magari coadiuvato dall’effetto antidolorifico del farmaco.

  7. Anonimo

    Grazie Dott. Cimurro per avermi risposto, un sogno cosi rilassante anche se per pochi minuti o secondi non lo farò mai più e non lo dimenticherò.

  8. Anonimo

    Salve, Quali sintomi o problemi possono uscire psichiche dopo essersi risvegliato da un mese di coma ? Questo giovane uomo ,passati cinque anni privo di interessi di impegnarsi a riflettere sulle cose di vita normale (non la prende molto sul serio!!!) A lavoro circondato da molti persone. Non gli piace essere nella solitudine. Molto piu impulsivo nel sonno mentre dorme parla ecc.. Ha quasi paura di essere soffocato. Sorride fra la gente ma nei giri ristretti molto chiuso ed sfuggente quasi agressivo.

  9. Anonimo

    Buongiorno…vorrei sapere se è verosimile una certa situazione…una donna che deve affrontare la sostituzione della valvola aorta e che è sofferente in modo tale da rendere potenzialmente fatale anche una minima agitazione, può entrare in coma..uscirne e firmando le dimissioni tornare a casa nell’arco di 12 ore, per poi essere assistita da infermiera del cardiologo di fiducia al proprio domicilio e tornare a una normalità in un paio di giorni? Ringrazio anticipatamente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Senza conoscere i dettagli della situazione temo che sia impossibile esprimere giudizi, mi dispiace.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo in teoria sì, come per la maggior parte degli interventi.

    2. Anonimo

      È possibile che dei punti di sutura allo stomaco abbastanza freschi possano strapparsi a causa di movimenti bruschi?

  10. Anonimo

    Un mio parente ha subito un intervento per un ulcera perforata. In seguito i medici si sono accorti che si era sviluppata una peritonite acuta, è stato sottoposto ad un’altra operazione e sembra essere andata bene, è possibile che possano sorgere altri disturbi? E se si quali?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In teoria sono ancora possibili complicazioni, ma con tutti i limiti delle mie competenze credo che le prime 24-48 ore siano le più delicate.

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