Clostridium difficile: terapia, sintomi, trasmissione, prevenzione

Ultimo Aggiornamento: 810 giorni

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Introduzione

Clostridium difficile

Clostridium difficile (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Clostridium_difficile_EM.png)

Il Clostridium difficile è un batterio che vive nell’intestino umano e fa parte della flora batterica intestinale: è anche presente nell’ambiente, ad esempio nel suolo, nell’acqua e nelle feci animali.

La maggior parte delle persone non ha alcun problema con il Clostridium difficile, tuttavia in alcuni casi, quando qualcosa sconvolge il normale equilibrio intestinale, il batterio può proliferare in modo incontrollato, iniziando a rilasciare tossine che attaccano la mucosa intestinale: si hanno così i sintomi dell’infezione da Clostridium difficile.

Cause

Se siete in buona salute, con ogni probabilità non sarete colpiti dall’infezione da Clostridium difficile. Il fattore di rischio più comune per quest’infezione, infatti, è l’uso degli antibiotici, che sono in grado di sconvolgere il normale equilibrio della flora batterica intestinale.

Tra i fattori di rischio per l’infezione da Clostridium difficile ricordiamo:

  • Uso di antibiotici, specie quelli ad ampio spettro (quelli cioè che sono in grado di eliminare diversi tipi di batteri), anche protratto nel tempo,
  • Interventi chirurgici a carico dell’apparato digerente,
  • Interventi all’addome che coinvolgono l’intestino,
  • Ricovero in ospedale,
  • Permanenza in un asilo, in un asilo nido o in una casa di riposo,
  • Problemi al colon, ad esempio sindrome del colon irritabile o tumore del colon-retto,
  • Immunodeficienza,
  • Precedenti infezioni da Clostridium difficile,
  • Età superiore ai 65 anni.

Sintomi

Il periodo di incubazione non è conosciuto con precisione nei casi di ingestione accidentale, in genere da qualche ora a 7 giorni (massimo 10 giorni).

Tra i sintomi tipici di una lieve infezione da Clostridium difficile ricordiamo:

  • Diarrea acquosa e frequente (tre o più volte al giorno, per diversi giorni),
  • Mal di pancia o dolore addominale.

Tra i sintomi di un’infezione più grave invece ricordiamo

  • Dissenteria acquosa e frequente (fino a 15 scariche al giorno),
  • Mal di pancia o dolore addominale intenso,
  • Diminuzione dell’appetito,
  • Febbre lieve, fino a 38 °C nei bambini o da 37 °C a 39 °C negli adulti,
  • Sangue o pus nelle feci.

Se l’infezione si aggrava ci si può disidratare oppure si può avere difficoltà a defecare. In rari casi l’infezione da Clostridium difficile può causare la sepsi (un’infezione grave che si diffonde attraverso il sangue) o la perforazione intestinale.

Quando chiamare il medico

Chiamate il medico se i sintomi si presentano immediatamente dopo che avete iniziato ad assumere un antibiotico, oppure se durano da più di tre giorni o sembrano peggiorare.

Diagnosi

L’esame delle feci permette di capire se è in corso un’infezione da Clostridium difficile. A volte sono necessari ulteriori esami per confermare la diagnosi, in alcuni casi il medico potrebbe prescrivervi una radiografia o una TAC del colon.

L’esame per il Clostridium difficile può risultare positivo anche se non avete alcun sintomo: in questo caso si dice che il batterio ha colonizzato l’intestino. Alcune persone, infatti, sono portatrici del batterio, ma non sviluppano i sintomi dell’infezione. Si può parlare di infezione da Clostridium difficile solo in presenza dei sintomi e del risultato positivo dell’esame.

Cura e terapia

Se stavate assumendo un antibiotico quando i sintomi si sono presentati, il medico probabilmente vi consiglierà di interrompere la terapia, ma non fatelo se non espressamente consigliato. Inoltre, se la diarrea è grave, dovrà essere escluso lo stato di disidratazione.

Il 25 per cento circa dei pazienti migliora già due o tre giorni dopo aver interrotto l’assunzione dell’antibiotico che ha causato l’infezione da Clostridium difficile.

Nei casi più gravi il medico può prescrivere un ciclo di dieci giorni di terapia con un antibiotico che si è dimostrato efficace nei casi di infezione da Clostridium difficile, ad esempio il metronidazolo o la vancomicina. I primi miglioramenti di solito si verificano già dopo tre giorni dall’inizio della terapia, tuttavia la diarrea può ripresentarsi temporaneamente. Un secondo ciclo di antibiotici è necessario in una percentuale variabile dal 15 al 35 per cento dei pazienti.

Alcuni probiotici (fermenti lattici), ad esempio il Saccharomyces boulardii, possono rivelarsi utili per combattere le infezioni ricorrenti da Clostridium difficile se assunti insieme all’antibiotico prescritto dal medico. Prima di assumere qualsiasi farmaco, comunque, chiedete consiglio al medico.

Tra i rimedi pratici contro l’infezione ricordiamo:

  • Bere molto per reintegrare i liquidi che l’organismo ha perso a causa della diarrea
  • Evitare temporaneamente il latte, i derivati del latte, gli alimenti a base di farina di grano (l’apparato digerente può essere molto sensibile per alcuni giorni) e gli alimenti ad alto contenuto di fibre (frutta, cereali, crusca).
  • Se avete la diarrea, e pensate di essere stati colpiti dal Clostridium difficile, chiedete consiglio al medico prima di usare i farmaci antidiarroici, che potrebbero far peggiorare l’infezione.

Durante il Secondo Congresso AMIT Mark A. Miller, uno dei maggiori esperti di Clostridium difficile, ha definito il trapianto di feci attraverso un sondino nasogastrico come “l’approccio che nessuno vuole fare, pur essendo quello migliore e che non fallisce mai”.

Il trapianto viene eseguito prelevando un campione di feci da un parente stretto o, se non disponibile, da un altro familiare o da donatore sano; a questo approccio si associa comunque un antibiotico di copertura.

Benché eventi avversi seri non siano mai stati segnalati, a causa del  rischio di trasmissione di patologie infettive i donatori vengono sottoposti ad esami per le epatiti, HIV, lue, Cl. difficile e altri batteri e parassiti intestinali. Poiché la disponibilità del paziente ad accettare questo tipo di approccio può, in ogni caso, rappresentare un limite, l’indicazione al trapianto dovrebbe essere valutata nei casi severi refrattari alle terapie convenzionali (Fonte: SIMIT).

Prevenzione

Le spore del Clostridium difficile (le parti inattive del batterio) sono in grado di sopravvivere per molto tempo sulle superfici ambientali, ad esempio sull’asse del water, sui telefoni e sulle maniglie; quindi, per evitare il contagio, è opportuno seguire alcune semplici norme igieniche.

  1. Lavarsi le mani spesso, con acqua e sapone.
  2. Usare i guanti usa e getta quando si entra a contatto con persone infette dal Clostridium difficile.
  3. Usare disinfettanti a base di cloro per pulire le superfici o gli oggetti che possono essere entrati in contatto con un paziente infetto.
  4. Usare il sapone e un disinfettante a base di cloro per lavare le mani entrate in contatto con le feci.
  5. Se andate a trovare qualcuno in ospedale, lavate le mani prima, durante e dopo la visita, soprattutto se andate in bagno.
  6. Non usate gli antibiotici se non sotto prescrizione medica.
  7. Se siete stati infettati dal Clostridium difficile lavatevi le mani con acqua e sapone prima di mangiare e dopo essere andati in bagno. Usate un disinfettante a base di cloro per pulire le superfici con cui siete entrati in contatto (ad esempio maniglie, telefoni o tastiere) per evitare di diffondere l’infezione.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Michele

    Buongiorno Dottore, chiedo cortesemente se un ciclo di enterogermina “viaggi” con S. Boulardii, nonostante non debba affrontare viaggi…, può essere efficace per i problemi di colon irritabile od ha qualche ffetto collaterale. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Nessun effetto collaterale, lo può fare tranquillamente.

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