Citomegalovirus: sintomi, gravidanza e cura

Ultimo Aggiornamento: 94 giorni

Introduzione

Citomegalovirus

Citomegalovirus (http://en.wikipedia.org/wiki/File:CMVschema.svg)

Il citomegalovirus (CMV) è un virus piuttosto comune che infetta persone di tutte le età e, una volta entrato nell’organismo, ci rimane per tutta la vita. La maggior parte delle infezioni da citomegalovirus è silente, cioè chi è infetto non presenta alcun sintomo, tuttavia il virus può causare disturbi sia a livello fetale sia nei pazienti con problemi di immunodeficienza.

Il citomegalovirus fa parte della famiglia degli herpesvirus, che comprende i virus dell’herpes simplex e quelli che causano la varicella (varicella-zoster) e la mononucleosi (virus di Epstein-Barr).

Trasmissione

Chiunque può contrarre un’infezione da citomegalovirus, ma nella maggior parte degli adulti e dei bambini infetti gli eventuali sintomi sono di lieve entità. Tra i gruppi di persone maggiormente a rischio ricordiamo invece:

  • bambini non ancora nati, contagiati durante la gravidanza,
  • persone con problemi al sistema immunitario (immunodeficienza).

È possibile diminuire il rischio di contagio da citomegalovirus facendo attenzione all’igiene personale, ad esempio lavandosi le mani spesso.

Il contagio può avvenire tramite:

  • contatto interpersonale (baci, contatti sessuali, contatti con la saliva o l’urina infetta e subito dopo con gli occhi o con l’interno delle narici),
  • allattamento al seno da parte di una madre infetta,
  • madre infetta che trasmette il virus ai figli durante la gravidanza,
  • trasfusioni e trapianti.

Il citomegalovirus a volte si trova nelle secrezioni e nei fluidi corporei: urina, saliva, latte materno, sangue, lacrime, sperma e secrezioni vaginali. Si può essere contagiati entrando in contatto con un fluido corporeo infetto, tuttavia chi è positivo per il citomegalovirus (cioè è stato contagiato dal CMV in passato) di solito non lo trasmette con le sue secrezioni corporee, quindi il rischio di essere contagiati tramite un contatto casuale è praticamente trascurabile.

Il contatto con la saliva o l’urina dei bambini piccoli è una delle principali cause dell’infezione da citomegalovirus tra le donne incinte.

Chi è incinta o ha intenzione di avere un bambino dovrebbe attenersi a semplici norme igieniche (ad esempio il lavaggio frequente delle mani) per evitare l’infezione da citomegalovirus. I bambini piccoli hanno maggiori probabilità di trasmettere il CMV tramite l’urina o la saliva rispetto ai bambini più grandi o agli adulti, quindi le donne incinte che hanno bambini piccoli o lavorano a contatto con i bambini piccoli dovrebbero fare molta attenzione.

Sintomi

La maggior parte dei bambini e degli adulti sani contagiati dal citomegalovirus non presentano alcun sintomo quindi il contagio può passare inosservato. Altri, invece, possono presentare uno stato di malessere. Tra i sintomi ricordiamo:

Questi sintomi sono simili a quelli di altre patologie, quindi la maggior parte dei pazienti non sa di essere stata colpita dal CMV.

Molti dei bambini affetti da citomegalovirus congenito (cioè contagiati dal virus prima della nascita) non presentano alcun sintomo né disabilità, se invece hanno qualche disturbo i sintomi possono essere temporanei oppure si può trattare di disabilità permanenti.

Esempi di sintomi o disabilità provocati dal CMV congenito:

  • Sintomi temporanei
    • Problemi al fegato,
    • Problemi alla milza,
    • Ittero (pelle e occhi di colore giallastro),
    • Chiazze rosse sulla pelle,
    • Problemi polmonari,
    • Basso peso alla nascita,
    • Convulsioni.
  • Problemi o disabilità permanenti
    • Sordità,
    • Cecità,
    • Disabilità mentale,
    • Microcefalia,
    • Mancanza di coordinazione,
    • Convulsioni,
    • Morte.

In alcuni bambini i sintomi possono non comparire per mesi o per anni dopo la nascita, tra i sintomi più frequenti che compaiono solo in un secondo momento ci sono la sordità e la cecità.

I bambini affetti da citomegalovirus congenito rischiano maggiormente di sviluppare disabilità permanenti e di veder peggiorare i sintomi che si sono presentati al momento della nascita. Alcuni bambini che appena nati sembrano sani possono presentare problemi all’udito o alla vista dovuti al citomegalovirus solo nei mesi o negli anni successivi. Proprio per questo, se sapete che vostro figlio è stato contagiato dal citomegalovirus, è fondamentale un controllo periodico della vista e dell’udito.

E’ bene ricordare che la maggior parte dei bambini affetti da citomegalovirus congenito, però, non presenta alcun sintomo ed è per il resto perfettamente sana.

Gravidanza

Si ha un maggior rischio di citomegalovirus congenito se la madre viene contagiata per la prima volta durante la gravidanza: questa situazione è detta citomegalovirus primario. L’infezione primaria si verifica in una percentuale variabile tra l’1 e il 4 per cento delle donne incinte sieronegative (che non hanno anticorpi contro il citomegalovirus) e il feto è contagiato in un terzo di queste gravidanze. Nelle donne che sono state contagiate prima della gravidanza (sieropositive per il citomegalovirus) la riattivazione o reinfezione causa il contagio del feto in meno dell’uno per cento dei casi.

Tra i neonati che soffrono di infezione congenita uno su dieci presenta i sintomi già al momento della nascita, tra gli altri nove solo una percentuale variabile tra il 10 e il 15 per cento presenterà i sintomi nei mesi o negli anni successivi.

Anche se non è sempre semplice accedervi, ad oggi è realmente possibile curare l’infezione o quantomeno ridurre il rischio di danni permanenti (vedi paragrafo “Cure”).

Diagnosi

La maggior parte delle infezioni da citomegalovirus non viene diagnosticata perché il paziente infetto di solito presenta sintomi di lieve entità o appare perfettamente sano; chi è stato contagiato dal citomegalovirus sviluppa in ogni caso gli anticorpi specifici, che possono rimanere all’interno dell’organismo anche per tutta la vita. Gli anticorpi sono speciali proteine prodotte dall’organismo per combattere un’infezione.

Per capire se si è affetti dal citomegalovirus può essere utile un semplice esame del sangue che andrà a misurare la quantità di anticorpi presenti in circolo specifici per questo virus.

Si possono presentare tipicamente quattro casi:

  • IgG e IgM negativi: L’infezione non è mai stata contratta.
  • IgG positivi e IgM negativi: L’infezione è stata contratta in passato, ma al momento del prelievo non è attiva.
  • IgG negativi e IgM positivi: L’infezione è recente e attiva.
  • IgG e IgM positivi: L’infezione è attiva.

Nel caso delle donne in gravidanza si procede in genere a un test di avidità tutte le volte che si trova un risultati di IgM positivo, in modo da provare a capire a quando risale l’infezione.

Nel caso di IgG positivo e IgM negativo è invece una situazione positiva, in quanto si è contratta in passato l’infezione da citomegalovirus, che tuttavia al momento non è attiva (una riattivazione è possibile, ma meno pericolosa del primo contagio).

Cura e terapia

Nel momento in cui viene scoperta la presenza del virus, per ridurre il rischio di trasmissione al feto si può procedere con la somministrazione di immunoglobuline per via endovenosa, per fornire alla mamma degli anticorpi efficaci che contrastino la diffusione del virus.

Nel caso in cui il CMV sia già entrato in contatto con il feto, la terapia ha come obiettivo fornire al bimbo stesso la possibilità di contrastarne l’attività e impedire la comparsa di problemi gravi. Le immunoglobuline sono di fatto, ad oggi, l’unico farmaco somministrabile in gravidanza.

Le immunoglobuline specifiche, spiega l’Osservatorio Malattie Rare, sono purtroppo ancora considerate una terapia sperimentale, nonostante siano numerose le pubblicazioni nella letteratura scientifica e solo raramente vengono proposte alla gestante. A volte alle donne con infezione primaria, nei casi in cui una terapia viene almeno offerta in ospedale, vengono somministrate le immunoglobuline non specifiche, meno costose di quelle specifiche ma meno efficaci. Purtroppo, ad oggi, chi volesse affrontare questa terapia potrebbe trovarsi a dover pagare personalmente il farmaco più efficace.

Fonte: Anticito

Prevenzione

Non esiste alcun vaccino in grado di prevenire il contagio da citomegalovirus, tuttavia le future mamme possono prendere alcuni semplici provvedimenti per diminuire il rischio di contagio da questo virus e da altre infezioni che potrebbero rappresentare un rischio per il bambino. Se siete incinte:

  1. Lavatevi spesso le mani con acqua e sapone, per 15-20 secondi, soprattutto se avete cambiato il pannolino o toccato la saliva o le secrezioni nasali di un bambino piccolo.
  2. Limitate i contatti con la saliva e le secrezioni nasali dei bambini piccoli con questi semplici accorgimenti: usate acqua e sapone oppure un disinfettante per pulire le superfici contaminate dalle secrezioni, non condividete alimenti, bevande o stoviglie con i bambini piccoli, non baciate i bambini sulle labbra.
  3. Nessun oggetto che può essere stato a contatto con la bocca del bambino (ciucci, ma anche mani e piedi) deve arrivare a contatto con la mucosa orale della mamma, perché fino ai tre anni di vita il virus risulta presente sopratutto nella saliva e nelle urine.
  4. Se lavorate in un asilo nido cercate di entrare il meno possibile in contatto con i bambini di età inferiore ai due anni e mezzo, soprattutto se non siete mai state contagiate dal CMV o non sapete se siete state contagiate oppure no.

Se ho un figlio affetto da citomegalovirus congenito, che cosa succederà nelle gravidanze successive?

Quasi tutte le donne che hanno un figlio affetto da citomegalovirus congenito sono protette da un ulteriore contagio, perché sono ormai immuni dal virus. Sono stati registrati alcuni casi di madri con più di un figlio affetto da citomegalovirus congenito, ma si tratta di una situazione estremamente rara.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

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  1. Anonimo

    Buonasera , sono a 37 settimane di gravidanza … se dovessi mai prendere il cmv fa a tempo comunque ad arrivare al feto ??

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, si farebbe comunque in tempo, ma la possibilità di danni importanti è abbastanza remota, essendo un feto ormai formato.

  2. Anonimo

    Buongiorno, sono stata a contatto con una bambina risultata positiva al cmv … il giorno dopo ho avuto ingrossamento linfonodi sotto alla gola…
    se l’avessi preso è troppo presto per manifestare i sintomi già il giorno dopo?

  3. Anonimo

    Buongiorno… le racconto brevemente la mia storia.
    Dopo aver deciso di cercare una gravidanza nel mese di febbraio mi sottopongo ai soliti esami del sangue tra cui quelli del CMV, esiti IGG 487,9 IGM positivo IGG Avidity Test 0,85. Rifaccio il tutto ad aprile IGG 502,30 e IGM positivo. Rifaccio di nuovo gli esami a maggio IGG 469,7 e IGM positivo. Rifaccio gli esami a metà settembre e di nuovo IGG 462,60 e IGM positivo.
    Sono abbastanza preoccupata. Cosa devo fare? Posso cercare comunque una gravidanza o devo aspettare che l’IGM passi a negativo o che altro?
    Faccio presente anche che sono celiaca.
    Grazie anticipatamente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è mai stato fatto l’IgM quantitativo?
      La sta seguendo un infettivologo?

    2. Anonimo

      No non è mai stato fatto IgM quantitativo.
      Per il momento no nessun infettivologo…sto aspettando di fare la visita col ginecologo. Ritiene che è meglio o necessario una visita più specialistica dall’infettivologo?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La gestione di questi casi è a mio avviso di competenza dell’infettivologo, che può eventualmente prendersi la responsabilità di dare il via libera.

      Credo che riterrà importante verificare quantitativamente l’andamento delle IgM, che potrebbero essere solo minimamente positive.

  4. Anonimo

    Salve, sono a 31 settimane e 3 giorni di gravidanza,
    ho appena ricevuto le analisi del sangue per il CYTOMEGALOVIRUS. E i valori positivi sono segnati con un asterisco, ossia valore superiore.
    IgG ANTI CYTOMEGALOVIRUS POSITIVO 68,8 * (CLIA U/mL
    Negativo : 14,0)
    IgM ANTI CYTOMEGALOVIRUS NEGATIVO 7,3
    (CLIA U/mL Negativo : 22,0).
    Secondo lei devo preoccuparmi?

    1. Anonimo

      purtroppo no, questi esami sono sfuggiti nelle prime settimane di gravidanza o non so l’errore se è stato del medico di base o del ginecologo.
      Ps. Però ho avuto varie volte negli anni l’herpes labiale e due anni e mezzo fa la varicella.

    2. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, i valori ci dicono che ha contratto il virus in passato, essendoci solo le IgG, mentre se l’infezione fosse stata recente sarebbero state positive le IgM, non possiamo sapere però quanto tempo fà è stato contratto il virus stesso, per questo il Collega chiedeva degli esami precedenti, per confrontare i valori; non penso ci sia da preoccuparsi se fino ad ora non hanno rilevato anomalie fetali, sottoponga il tutto al ginecologo ovviamente.

  5. Anonimo

    Buonasera dottore, ho una bimba di 20 giorni,vorrei un consiglio. In famiglia ci sono stati 2 casi di citomegalovirus a maggio in forma molto violenta. Visto che il virus resta trasmissibile fino ad un anno dopo la guarigione, dovrei tenere a distanza chi è stato contagiato?e con chi ha rapporti con loro,ma non sa se ha contratto il virus,che comportamento dobbiamo assumere?inoltre ho una nipote di 2 anni che va all’ asilo,la pediatra ci ha detto di tenerla a distanza per via della bronchite che gira negli asili e che nei neonati diventa bronchiolite. … oltre a non far avvicinare la piccola alla neonata,possono essere vettori di virus anche chi sta vicino alla bambina?(genitori,nonni…)grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, deve seguire le comuni norme igieniche e di contatto, niente di più importante, evitando comunque di esporre la piccola, anche perchè non credo che abbia contatti con sangue, saliva liquidi bioologici in generale che possano contagiarla.

    2. Anonimo

      Grazie dottoressa, ma norme igieniche di contatto quali?E per il contatti per la bronchiolite?

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Stessa cosa, evitare i contatti a rischio, con persone potenzialmente infette, rispettare l’igiene di tutto ciò che viene a contatto con la bimba, tenere gli ambienti puliti, lavarsi le mani sono tra le comuni norme igieniche.

  6. Anonimo

    Buonasera. Sono a 24+2 sertimane di gravidanza. Fino al mese scorso i valori IGM e IGG sono sempre risultati NEGATIVI. Stamattina ripeto gli esami di routine e il valore IGM risulta 5.58 (con i valori di laboratorio sotto 18 è negativo). Mentre le IGG sono NEGATIVE.

    Il mio dubbio è: ho contratto l’infezione? So che i valoro sono bassi, ma ho questo tarlo in testa. Ho avuto i miei bimbi di 5 e 3 anni con febbre e raffreddore nelle ultime 2 settimane e non so se c’entra qualcosa o no.

    Grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Finchè il risultato è sotto il valore soglia non c’è alcun problema.

  7. Anonimo

    Buon giorno dottore,
    Ho 24 anni,sono alla 9settimana,Ho fatto le analisi del sangue di routine ed é risultato tutto dentro i parametri,oggi sono andata a ritirare le analisi fatte per il citomegalovirus ed é risultato che il citomegalovirus IgG era a 8.2(positivo con metodo clia),citomegalovirus IgM positivo (metodo clia) e il test di avidità é risumtatk al 52%..sono molto preoccupata qualcuno mi può dare delle informazioni più dettagliate a riguardo sei rischi per il feto?
    Grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Abbiamo degli esami precedenti?
      Riferimento del test di avidità (sembra alta, ma vorrei conferma)?

  8. Anonimo

    Solo emocromo,urine,rosolia,HiV,glucosio e tutto questo è risultato dentro i parametri ..il ginecologo mi ha risposto Lei è immune perché l’ha già preso il citomegalovirus,ma sinceramente questa sua risposta non mi ha dato nessuna sicurezza..secondo Lei ci possono essere conseguenze per il feto ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente il ragionamento del ginecologo si basa sull’elevata avidità, ma onestamente per motivi di responsabilità non mi sento di esprimere ulteriori giudizi, mi dispiace.

  9. Anonimo

    Buongiorno,
    ho fatto le analisi alla 6/7 settimana di gravidanza.
    Ho avuto come unico valore sballato quello del citomegalovirus IgG pari a 430 (parametri del laboratorio 15 POSITIVO).
    Il valore Igm è invece di 0.11 quindi negativissimo.
    Devo preoccuparmi???

    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, significa che ha fatto e superato l’infezione in passato; ovviamente raccomando di verificare con il ginecologo.

    2. Anonimo

      Quindi anche se il valore è altissimo non indica nulla di preoccupante?
      Anche perchè, da ignorante in materia, ho pensato… se ho già sviluppato anticorpi non sarà sicuramente una cosa recente. O sbaglio?
      Grazie ancora.

      Buon lavoro

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La cosa importante è che gli IgM siano negativi, ma ovviamente verifichi con il ginecologo.

    4. Anonimo

      Salve a tutti, io sono alla 9+4 settimana di gravidanza e ho scoperto di essere positiva al CMV alla 6+6 settimana dalle analisi di routine effettuate dalla ginecologa! I miei valori sono: IGG 6976 mPU/ml e IGM 3.0 Index. Premetto che vivo in Germania e quindi vengo seguita attualmente in ospedale da loro, mi hanno gia’ sottoposta ad una prima infusione endovena di Cytotect a 8+3, ed una seconda infusione a diatanza di 15 gg. La mia domanda e’: la mia e’ da considerarsi infezione primaria? Oppure la somministrazione di immunoglobine viene effettuata anche a soggetti con infezione secondaria? E quante probabilita’ ho che il virus sia stato contratto anche dal feto, visto comunque la tempestivita’ con cui ho scoperto il virus? E quante probabilita’ ho che questa cura riesca, visto che mi consigliano comunque di aspettare la 21 settimana per l’amniocentesi? Ringrazio infinitamente con anticipo la vostra disponibilita’.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi perdoni, ma non mi è chiara la situazione.
      Gli IgM sono positivi? È stato fatto un test di avidità?

    6. Anonimo

      Salve, grazie mille per la risposta con cosi’ tanta tempestivita’. Sincerente non so dirle se e’ stato effettuato un test di avidita’, anche perche’ non avevo nessuna conoscenza di questo virus e di questo test di avidita’, quindi non ho chiesto alla gicecologa approfondimentii, tutte queste informazioni le ho apprese leggendo su internet e consultando diversi forum. In pratica la mia ginecologa mi ha detto di aver riscontrato questa infezione, cosi’ mi ha subito fissato un appuntamento con un medico specializzato in ospedale, dove mi ha spiegato l’importanza di questo virus, e la gravita’ di quello che possa causare in gravidanza. Mi ha subito fissato un appuntamento per una prima infusione, dicendomi che questa somministrazione di immunoglobine promette buoni risultati in casi non gravi, e soprattutto di aspettare l’amniocentesi alla 21 settimana per verificate se il feto sia stato effettivamente contagiato, e decidere poi sul corso della gravidanza. Scusatemi, ma a causa anche della lingua tedesca che purtroppo non parlo nemmeno perfettamente, non sono riuscita a chiedere molto! Intanto dall’ecografia che ho fatto alla prima infusione mi hanno detto che il feto cresceva nei parametri normali. Perdonatemi se mi prolungo cosi’ tanto, ma sono veramente preoccupata, e volevo rassicurarmi soprattutto sul fatto che la mia non fosse infezione primaria!

    7. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, se le IgM sono positive c’è la possibilità che possa trattarsi di una infezione recente. Un test di avidità avrebbe potuto dare qualche informazione in più sull’epoca di infezione. Tuttavia sta comunque facendo le cure del caso e speriamo che la gravidanza possa continuare senza problemi. saluti

    8. Anonimo

      Quindi un riscontro comunque positivo di Igg, non puo’ comunque confermarmi il fatto che non si tratti di infezione primaria? Leggendo su diversi siti internet, mi sembra di aver capito che in caso di: igg negative ed igm positive, si tratta di infezione primaria, mentre: igg positive ed igm anche positive, si tratta di infezione avuta in passato per cui il corpo ha sviluppato gli anticorpi e di una infezione al momento in corso! Nel mio caso sono entrambi positive, ma non posso fornire pero’ i parametri precisi delle analisi.

    9. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Quello che ha letto è corretto, ma se non abbiamo dei valori precedenti potremmo anche ipotizzare che si tratti della primaria in fase avanzata (c’è un momento in cui potrebbero essere positivi entrambi). Purtroppo temo che non sia possibile fare ipotesi certe.

  10. Anonimo

    IgG positive e IgM negative.
    Esami fatti prima di cercare una gravidanza, cosa vuol dire? Devo aspettare a iniziare la ricerca?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Direi che è nella condizione migliore, in quanto ha già contratto e superato l’infezione in passato. Una riattivazione è possibile, ma meno pericolosa di un primo contagio.

      Senta comunque il parere del suo ginecologo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il virus si può riattivare più volte nel tempo, non è quindi un nuovo contagio, ma una riattivazione del virus rimasto latente nell’organismo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Immagino che parli di citomegalovirus, in questo caso significa che è in corso la prima infezione; se fosse incinta contatti urgentemente il ginecologo.

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