Cisti di Baker al ginocchio: sintomi e cura

Ultimo Aggiornamento: 13 giorni

Introduzione

La cisti di Baker è una formazione a forma di sacca, contenente liquido, che si sviluppa nella parte posteriore dell’articolazione del ginocchio, nella cavità poplitea, e per questo chiamata anche cisti poplitea. Il nome Baker, invece, deriva dal chirurgo che per primo la vide e descrisse nel 1877, il dottor William Morrant Baker.

La cisti di Baker è visibile a occhio nudo come un nodulo, dall’aspetto simile ad una noce, posto dietro al ginocchio :

  • di dimensione variabile da pochi millimetri fino a qualche centimetro,
  • generalmente unico ma talvolta multiplo,
  • localizzato ad un solo ginocchio, e solo raramente interessante entrambe le ginocchia contemporaneamente,

La cisti di Baker può colpire qualsiasi persona (anche i bambini), ma solitamente mostra una predilezione per gli adulti, con un’ampia fascia d’età che va dai 35 ai 70 anni, perché favorita dalla concomitante presenza di altri danni a carico dell’articolazione del ginocchio, più comuni negli adulti e negli anziani, come ad esempio l’artrosi.

La cisti di Baker può non dare sintomi o manifestarsi con disturbi di varia gravità, tra cui il dolore; la possibile evoluzione della cisti dipende da alcuni fattori, di cui l’età del paziente è sicuramente il più importante.

Lo sviluppo della cisti di Baker in un bambino o in un giovane non deve destare preoccupazione: originandosi nel contesto di un’articolazione sana, infatti, quasi mai dà sintomi e si riassorbe spontaneamente nella maggior parte dei casi in un paio d’anni circa, senza richiedere terapia alcuna. La prognosi quindi è ottima.

Negli adulti, di contro, e soprattutto negli anziani, l’articolazione del ginocchio in cui si sviluppa la cisti di Baker è spesso danneggiata per la presenza di una malattia artrosica o di una lesione di natura traumatica o infettiva, per cui più frequentemente si osservano

  • sintomi e
  • possibili complicazioni

che richiedono cure e, in alcuni casi, l’intervento chirurgico. La prognosi di conseguenza sarà variabile e dipenderà molto

  • dall’entità dei danni articolari presenti nel ginocchio colpito dalla cisti,
  • dallo sviluppo o meno di complicazioni,
  • dal tipo di approccio terapeutico utilizzato e soprattutto dal suo risultato.

Prima di approfondire sintomi e cura facciamo un passo indietro, al fine di descrivere per sommi capi l’anatomia del ginocchio.

Anatomia

Il ginocchio è una grande articolazione, posta tra femore e tibia, che ci permette:

  • di muovere le gambe e camminare,
  • di stare fermi, in equilibrio,
  • di sorreggere il peso del nostro corpo.

È costituito da molti elementi, a differente struttura, con compiti di

  • lubrificazione,
  • rinforzo,
  • stabilizzazione,
  • articolazione
  • e armonizzazione delle varie superfici che compongono l’articolazione stessa.

Distinguiamo:

  • un osso, chiamato patella o rotula,
  • una capsula esterna, tappezzata da una membrana sinoviale,
  • un fluido, detto liquido sinoviale,
  • 3 piccole sacche chiamate borse, contenti liquido sinoviale,
  • 4 tipi di legamenti anteriori, posteriori, laterali e crociati,
  • 2 menischi, mediale a laterale,
  • muscoli.

Cause

La cisti di Baker è causata da un’anomala fuoriuscita del liquido sinoviale dalla borsa contenuta nella cavita poplitea, più precisamente laddove si uniscono i tendini di 2 muscoli, chiamati gastrocnemio e semimembranoso, presenti rispettivamente nella coscia e nel polpaccio.

Per quanto riguarda la causa all’origine della formazione della cisti, possiamo per semplificazione distinguere la cisti di Baker in:

  • forma primaria, quando la causa è sconosciuta (idiopatica),
  • forma secondaria, quando la causa è riconducibile ad un danno noto a carico dell’articolazione del ginocchio.

La forma idiopatica è tipica dei bambini, di età compresa tra i 4 e i 7 anni e si sviluppa su un ginocchio sano, senza un motivo apparente.

La forma secondaria, più frequente, interessa gli adulti e gli anziani, che presentano un ginocchio danneggiato da condizioni patologiche varie, cui il corpo umano risponde con un aumento di produzione del liquido sinoviale per difendere la salute del ginocchio stesso.

Il liquido sinoviale prodotto in eccesso va a

  • aumentare la pressione all’interno della capsula articolare,
  • spingere il liquido sinoviale all’interno della borsa poplitea, creando un rigonfiamento cistico.

Le malattie del ginocchio che favoriscono la formazione di una cisti di Baker sono:

Sintomi

La cisti di Baker è visibile, dietro al ginocchio, come

  • una formazione rotondeggiante,
  • dura al tatto,
  • di dimensioni variabili (fino a qualche centimetro).

Può non dare sintomi o essere accompagnata da fastidi di differente gravità, a seconda dei casi, in relazione principalmente con la grandezza della cisti (più è grande, più disturba) e al danno articolare provocato dalla malattia di base a carico del ginocchio.

Solitamente questi fastidi comprendono:

  • gonfiore al ginocchio,
  • dolore al ginocchio, spesso esteso anche al polpaccio,
  • senso di rigidità articolare,
  • rumore, tipo un click, muovendo la gamba.

È raro il caso in cui la cisti di Baker non dia alcun disturbo, in genere si tratta di cisti molto piccole e diagnosticate per caso, attraverso una risonanza magnetica eseguita per altri motivi.

Complicazioni

La cisti di Baker può dare complicazioni, ma queste in genere sono rare (interessando circa 1-2 persone su 20). La complicazione più comune è la rottura della cisti, con conseguente fuoriuscita del liquido sinoviale contenuto al suo interno.

La rottura della cisti procura sempre dei sintomi: il liquido sinoviale fuoriuscito dalla cisti, infatti, andrà a riversarsi sul muscolo gastrocnemio del polpaccio, causando a carico di quest’ultimo una tumefazione, visibile ad occhio nudo, accompagnata da

  • arrossamento,
  • prurito,
  • dolore,
  • sensazione di acqua che scorre lungo la gamba.

La rottura della cisti di Baker può simulare una malattia della gamba chiamata tromboflebite (detta anche trombosi venosa profonda). Questa condizione presenta alcuni sintomi in comune a quelli che si sviluppano in seguito alla rottura della cisti di Baker, ma può evolvere verso un quadro clinico più severo (fino alla temibile embolia polmonare), per cui diventa fondamentale riconoscerla e trattarla prontamente con una cura specifica.

In presenza dei sintomi sopra descritti bisogna quindi sempre rivolgersi al medico, che ne stabilirà la causa e, in caso di reale rottura della cisti non complicata, prescriverà antidolorifici e rassicurerà il paziente: normalmente il liquido sinoviale fuoriuscito, infatti, viene riassorbito dai tessuti della gamba nel giro di qualche settimana.

Altre possibili complicazioni della cisti di Baker, benché più rare, comprendono:

  • calcificazione della cisti,
  • compressione a carico dei nervi della gamba,
  • infezioni batteriche o da funghi,
  • emorragie, specie nei pazienti affetti da emofilia.

Diagnosi

Il sospetto di cisti di Baker può essere posto già con la sola visita medica, che evidenzierà la presenza di un rigonfiamento dietro al ginocchio, di consistenza dura e grande al massimo pochi centimetri.

Il passo successivo è un’approfondita anamnesi, che comprenderà tra l’altro alcune domande quali:

  • Soffre di alcune malattie, ad esempio artrosi?
  • Ha subito traumi a carico del ginocchio?
  • Da quanto tempo è comparso il nodulo?
  • Ha notato modifiche del nodulo?
  • Presenta fastidi, ad esempio dolore, senso di tensione o rigidità al ginocchio?

Completata la visita medica il medico potrà richiedere alcuni esami di indagine radiologici:

che consentono di valutare più dettagliatamente il nodulo, permettendo di osservarne

  • le caratteristiche di forma e dimensione,
  • il contenuto (liquido sinoviale, sangue o materiale solido),
  • sede, ossia dove esattamente si è sviluppato,
  • eventuale rapporto con strutture vicine.

Questi esami, inoltre, permettono al medico di capire con maggior certezza se si tratta di una cisti di Baker o di un’altra condizione medica a differente gravità e che richiede altre cure, quali

  • tromboflebite,
  • cisti del menisco,
  • cisti gangliari,
  • lesioni traumatiche a carico del ginocchio,
  • artropatie,
  • tumori benigni o maligni (ad esempio emangioma, liposarcoma, lipoblastoma, sarcoma di Kaposi).

Come si cura?

Il trattamento della cisti di Baker varia a seconda dei casi.

Nei bambini, solitamente, non è richiesta alcuna cura dal momento che la cisti non da sintomi e tende a riassorbirsi spontaneamente con il tempo (in circa 10-20 mesi).

Nel caso di cisti di Baker secondaria ad una malattia artrosica o da altra causa, bisogna intervenire perché difficilmente la cisti potrà regredire in modo spontaneo, anzi, il danno articolare potrebbe degenerare e causando complicazioni.

La terapia servirà quindi a

  • limitare i danni all’articolazione del ginocchio causati dalla malattia di base,
  • alleviare i sintomi, legati alla presenza della cisti e alla malattia che ne ha causato la formazione.

Rimedi medici

Le cure mediche comprendono:

  • Iniezioni di corticosteroidi nella cavità cistica: Le ricerche hanno dimostrato che quando la cisti di Baker è causata dall’artrite, iniettare un farmaco corticosteroideo (cortisone) direttamente nella cavità della cisti aiuta a ridurre l’infiammazione e migliora sintomi come il dolore, il gonfiore e la capacità di movimento del ginocchio.
  • Drenaggio: Il liquido contenuto all’interno della cisti, specie se molto abbondante, può dare disturbi severi. La sua aspirazione viene eseguita dal medico mediante l’utilizzo di ago e siringa. Potrebbe essere richiesta più di un’aspirazione, a seconda della quantità di liquido presente; generalmente dopo il drenaggio il medico effettua un’iniezione di corticosteroidi per favorire il miglioramento dei sintomi.
  • Fisioterapia: Un sintomo spesso avvertito dal paziente è una sensazione di rigidità muscolare e articolare a carico del ginocchio colpito. Rivolgersi ad un fisioterapista potrebbe risultare molto utile per ridurre questo disturbo. Il fisioterapista farà eseguire al paziente una serie di esercizi non dolorosi atti a rafforzare i muscoli dell’arto inferiore (quadricipite, bicipite, glutei, femorali e muscoli del polpaccio) e a ripristinarne la flessibilità.

Rimedi naturali

Il paziente inoltre può seguire a casa alcuni consigli utili ad alleviare i sintomi, specie il dolore e il gonfiore, quali

  • tenere a riposo il ginocchio,
  • applicare impacchi di ghiaccio (15-20 minuti), eventualmente ripetibili più volte al giorno,
  • avvolgere il ginocchio con bende elastiche, fasce elastiche o tutori,
  • mettere dei cuscini sotto la gamba, durante il riposo notturno o durante la giornata, in modo da tenere la gamba sollevata e favorire il ritorno venoso al cuore,
  • uso di antidolorifici da banco, quali aspirina o altri FANS come diclofenac, ibuprofene, … (sempre a stomaco pieno) o Tachipirina nel caso di problemi gastrici o possibili interazioni con altri farmaci in uso,
  • uso di stampelle, per ridurre il peso del corpo sulla gamba colpita.

Quando diventa necessaria la chirurgia?

L’intervento chirurgico è l’ultima spiaggia cui fare ricorso quando tutti gli altri rimedi hanno fallito, soprattutto se:

  • i sintomi persistono, risultando insopportabili,
  • la cisti è diventata molto grande.

Si può procedere in due modi:

  1. Chirurgia tradizionale, attraverso un’incisione di qualche centimetro in corrispondenza della cisti, sotto anestesia, e drenaggio del liquido contenuto al suo interno.
  2. Artroscopia: Questa tecnica, alternativa alla chirurgia tradizionale, è meno invasiva e prevede una piccolissima incisione sopra la cisti per il passaggio di uno strumento chiamato artroscopio. Si tratta di un tubicino metallico (simile ad una cannuccia), che consente di drenare il liquido contenuto all’interno della cisti, favorendone l’assorbimento. L’artroscopia può essere usata anche per la cura di artriti o lesioni a carico dei menischi o dei legamenti, quindi per trattare le cause scatenanti la formazione della cisti.

Dopo l’intervento, sia tradizionale che in artroscopia, il paziente dovrà seguire il protocollo R.I.C.E. , un acronimo inglese che sta per

  • Rest-Riposo,
  • Ice-Ghiaccio,
  • Compression-Compressione con fasce,
  • Elevation-Elevazione della gamba

Il chirurgo inoltre prescriverà antidolorifici al bisogno e consiglierà l’uso di stampelle o bastone per qualche tempo, per non gravare con il proprio peso sul ginocchio operato.

 

A cura della Dr.ssa Tiziana Bruno

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

La sezione commenti è attualmente chiusa.