Cirrosi epatica e fegato: sintomi, dieta e diagnosi

Ultimo Aggiornamento: 1680 giorni

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Introduzione

La cirrosi colpisce il fegato

La cirrosi colpisce il fegato (http://digestive.niddk.nih.gov/ddiseases/pubs/cirrhosis/)

La cirrosi epatica è quella condizione in cui il fegato si deteriora lentamente e non funziona più a causa di lesioni croniche. Il tessuto cicatriziale sostituisce il tessuto epatico sano, bloccando parzialmente il flusso del sangue diretto verso il fegato. Le cicatrici pregiudicano anche la capacità del fegato di:

  • controllare le infezioni
  • eliminare i batteri e le tossine dal sangue
  • controllare il processo di elaborazione di nutrienti, di ormoni e dei farmaci
  • produrre le proteine che regolano la coagulazione del sangue
  • produrre la bile per aiutare ad assorbire i grassi, tra cui il colesterolo, e le vitamine liposolubili

Un fegato sano è in grado di rigenerare la maggior parte delle proprie cellule nel momento in cui esse vengono danneggiate; nel caso di cirrosi il fegato non può più efficacemente sostituire le cellule danneggiate. Un fegato sano è necessario per la sopravvivenza.

La cirrosi è la dodicesima causa principale di morte per malattia negli Stati Uniti, il che corrisponde a 27.000 morti ogni anno. La malattia colpisce più frequentemente gli uomini rispetto alle donne.

Cause

La cirrosi epatica ha varie cause, nei paesi industrializzati il consumo di alcol e l’epatite C sono le cause più comuni. Anche l’obesità sta diventando una causa comune di danni epatici, o come causa unica oppure in combinazione con alcol o con l’epatite C, o entrambi. Molte persone che soffrono di cirrosi presentano più di una causa.

La cirrosi non è causata da un trauma al fegato o da altre cause acute o di breve durata, di solito occorrono anni di lesioni croniche per arrivare allo sviluppo di cirrosi.

  • Malattie epatiche legate all’alcol. La maggior parte delle persone che consuma alcolici non subisce danni al fegato, ma l’uso prolungato di alcol nel corso degli anni può provocare lesioni croniche. La quantità di alcool che serve per danneggiare il fegato varia notevolmente da persona a persona, per le donne bere due o tre bicchieri di vino o birra al giorno e per gli uomini tre o quattro drink al giorno sono quantità potenzialmente sufficienti a causare negli anni danni responsabili di cirrosi. In passato i casi dovuti all’alcool hanno portato alla morte più dei casi di cirrosi epatica legati ad altre cause. I decessi causati da cirrosi correlate all’obesità sono però in aumento.
  • Epatite cronica C. Il virus dell’epatite C è un’ infezione del fegato che si trasmette attraverso il contatto con il sangue della persona infettata. L’epatite C causa l’infiammazione e danni al fegato nel corso del tempo, che possono portare alla cirrosi.
  • Epatite cronica B e D. Il virus dell’epatite B è causa di una infezione del fegato che si trasmette attraverso il contatto con il sangue della persona infettata, lo sperma o altri fluidi del corpo. L’epatite B, come la C, causa l’infiammazione del fegato e può portare alla cirrosi. Il vaccino anti-epatite B viene fatto a tutti i bambini e a molti adulti per evitare che il virus possa infettarli. L’epatite D è un altro virus che infetta il fegato e può portare a cirrosi epatica, ma si verifica solo nelle persone che già soffrono di epatite B.
  • Epatopatia steatosica non alcolica. In questa patologia il grasso si accumula nel fegato fino a causare cirrosi. Questa malattia, sempre più diffusa, è associata all’obesità, al diabete, alla malnutrizione proteica, alla malattia coronarica, e ai farmaci corticosteroidi.
  • Epatite autoimmune. Questa forma di epatite è causata dal sistema immunitario che attacca le cellule del fegato e causa l’ infiammazione, il danno epatico ed infine cirrosi. I ricercatori ritengono che i fattori genetici possono rendere alcune persone più vulnerabili alle malattie autoimmuni. Circa il 70 per cento delle persone con epatite autoimmune sono di sesso femminile.
  • Malattie che danneggiano o distruggono i dotti biliari. Parecchie malattie possono danneggiare o distruggere i dotti che trasportano la bile (una sostanza coinvolta nella digestione) dal fegato, facendo sì che ritorni indietro nel fegato fino a causare cirrosi. Negli adulti la malattia più comune che rientra in questa categoria è la cirrosi biliare primitiva, una condizione in cui i dotti biliari diventano infiammati e danneggiati ed infine scompaiono. La cirrosi biliare secondaria si può verificare se i dotti vengono cuciti erroneamente o feriti durante l’intervento chirurgico alla cistifellea. La colangite sclerosante primaria è un’altra condizione che causa danni e cicatrici ai dotti biliari. Nei neonati i dotti biliari danneggiati sono comunemente causati dalla sindrome di Alagille o da atresia delle vie biliari, che si verifica quando i dotti sono assenti o feriti.
  • Malattie ereditarie. La fibrosi cistica, l’alfa-1 antitripsina, l’emocromatosi, la malattia di Wilson, la galattosemia e le malattie da accumulo di glicogeno sono malattie ereditarie che interferiscono con il modo in cui il fegato funziona ed elabora enzimi, proteine, metalli ed altre sostanze di cui il corpo ha bisogno per poter funzionare correttamente . La cirrosi può derivare da queste condizioni.
  • Farmaci, tossine, e infezioni. Altre cause di cirrosi sono l’abuso di farmaci, l’esposizione prolungata a sostanze chimiche tossiche, le infezioni parassitarie e i ripetuti attacchi di insufficienza cardiaca con congestione del fegato.

Sintomi

Molte persone che soffrono di cirrosi non avvertono alcun sintomo nelle fasi iniziali della malattia tuttavia, pian piano che la malattia progredisce, si possono verificare i seguenti sintomi:

  • debolezza,
  • stanchezza,
  • perdita di appetito,
  • nausea,
  • vomito,
  • perdita di peso,
  • dolore addominale e gonfiore, quando il fluido si accumula nell’addome,
  • prurito,
  • teleangectasie (capillari e vene visibili sulla pelle).

Pericoli

Dato che la funzione del fegato si deteriora si possono sviluppare una o più complicazioni, in alcune persone queste possono rappresentare i primi segni della malattia.

  • Edema e ascite. Quando il danno epatico progredisce ad uno stadio avanzato, si accumula fluido nelle gambe (edema) e nell’addome (ascite). L’ascite può portare alla peritonite batterica, una grave infezione.
  • Ecchimosi e sanguinamento. Quando il fegato rallenta o smette di produrre le proteine necessarie per la coagulazione del sangue, si sviluppano lividi o si sanguina facilmente.
  • Ipertensione portale. Normalmente, il sangue dall’intestino e dalla milza viene condotto al fegato attraverso la vena porta. La cirrosi epatica rallenta il normale flusso del sangue, il che aumenta la pressione nella vena porta. Questa condizione è chiamata ipertensione portale.
  • Varici esofagee e gastropatia. Quando si verifica l’ipertensione portale, essa potrebbe causare la dilatazione dei vasi sanguigni nell’esofago (le varici) o nello stomaco (gastropatia) o entrambe le cose. I vasi sanguigni dilatati hanno maggiori probabilità di scoppiare a causa dell’assottigliamento delle pareti e dell’aumento della pressione. Se scoppiano, si possono verificare delle emorragie gravi nella parte alta dello stomaco o nell’esofago, che richiedono delle cure mediche immediate.
  • Splenomegalia. Quando si verifica ipertensione portale, la milza tende a dilatarsi e a trattenere globuli bianchi e piastrine, riducendo il numero di queste cellule nel sangue. Un livello basso di piastrine può essere un primo indice che si sta sviluppando la cirrosi.
  • Ittero. L’ittero si verifica quando il fegato malato non riesce a rimuovere la bilirubina dal sangue, causando l’ ingiallimento della pelle e del bianco degli occhi e lo scurimento delle urine. La bilirubina è il pigmento che dà alla bile il colore rossastro-giallo.
  • Calcoli biliari. Se cirrosi impedisce alla bile di fluire liberamente da e per la colecisti, allora la bile si indurisce a formare i calcoli biliari.
  • Sensibilità ai farmaci. La cirrosi rallenta la capacità del fegato di filtrare i farmaci dal sangue. Quando questo si verifica i farmaci agiscono per più tempo del previsto e si accumulano nel corpo. Ciò aumenta la sensibilità ai farmaci e la probabilità di effetti collaterali.
  • Encefalopatia epatica. Un fegato mal funzionante non riesce a rimuovere le tossine dal sangue, che alla fine si accumulano nel cervello. L’accumulo di tossine nel cervello (encefalopatia epatica) può ridurre le funzioni mentali e può causare il coma. Tra i segni della riduzione della funzionalità mentali rientrano: confusione mentale, alterazioni della personalità, perdita della memoria, difficoltà di concentrazione, e un cambiamento nelle abitudini di sonno.
  • L’insulino-resistenza e diabete di tipo 2. La cirrosi provoca resistenza all’insulina, un ormone prodotto dal pancreas che permette al corpo di usare il glucosio come energia. Con l’insulino-resistenza i muscoli del corpo e le cellule del fegato non utilizzano correttamente l’insulina. Il pancreas cerca di soddisfare la richiesta di insulina producendo di più, ma il glucosio in eccesso si accumula nel sangue causando il diabete di tipo 2.
  • Cancro del fegato. Il carcinoma epatocellulare è un tipo di cancro del fegato che può verificarsi nelle persone affette da cirrosi. Il carcinoma epatocellulare ha un alto tasso di mortalità, ma sono disponibili numerose opzioni di trattamento.
  • Altri problemi. La cirrosi può causare delle disfunzioni del sistema immunitario, che portano al rischio di infezione. La cirrosi può anche causare insufficienza renale e polmonare, nota come sindrome epato-renale ed epato-polmonare.

Diagnosi

La diagnosi della cirrosi è di solito basata sulla presenza di un fattore di rischio, come l’abuso di alcolici o l’obesità, ed è confermato da un esame fisico, esami del sangue e da esami di imaging. Il medico si informa sulla storia medica del paziente e sui sintomi che si sono manifestati, esegue poi un esame fisico per analizzare i segni clinici della malattia. Per esempio, attraverso l’esame addominale il fegato può apparire rigido o dilatato, con segni di ascite. Il medico può anche effettuare degli esami del sangue che possono essere utili per valutare il fegato e aumentare il sospetto di cirrosi.

Per poter visualizzare il fegato nel caso in cui sussistano dei segni di allargamento, una riduzione del flusso di sangue, o l’ ascite, il medico può ordinare una tomografia computerizzata (TC), gli ultrasuoni, la risonanza magnetica (MRI), o la scansione del fegato. Il medico può visualizzare direttamente il fegato con l’inserimento di un laparoscopio nell’addome. Il laparoscopio è uno strumento munito di telecamera che trasmette immagini sullo schermo di un computer.

La biopsia epatica può confermare la diagnosi di cirrosi, ma non è sempre necessaria. La biopsia di solito viene effettuata se il risultato fosse determinante nella scelta del trattamento. La biopsia viene eseguita con un ago inserito tra le costole o in una vena del collo. Vengono prese tutte le precauzioni per ridurre al minimo il disagio. Un piccolo campione di tessuto epatico viene esaminato con un microscopio per cicatrici o altri segni di cirrosi. A volte tramite la biopsia viene riscontrata una causa di danno epatico diverso dalla cirrosi.

La gravità della cirrosi viene valutata attraverso un modello per la malattia epatica (MELD). Il punteggio MELD è stato sviluppato per predire la sopravvivenza a 90 giorni delle persone con cirrosi avanzata. Il punteggio MELD è basato su tre esami del sangue:

  • rapporto normalizzato internazionale (INR), che esamina la capacità di coagulazione del sangue,
  • bilirubina, che esamina la quantità di pigmenti biliari nel sangue,
  • creatinina, che esamina la funzionalità renale.

Il MELD assegna un punteggio che di solito varia tra 6 e 40, un punteggio pari a 6 indica una maggiore probabilità di sopravvivenza a 90 giorni.

Cura e terapia

Il trattamento per la cirrosi epatica dipende dalla causa della malattia e dall’eventuale presenza di complicazioni. Gli obiettivi del trattamento sono:

  • rallentare la progressione di tessuto cicatriziale nel fegato,
  • prevenire o trattare le complicanze della malattia.

Può essere necessario il ricovero in ospedale in caso di complicanze. Innanzi tutto si consiglia:

  1. Una dieta nutriente. Poichè la malnutrizione è comune nelle persone affette da cirrosi, una dieta sana è importante in tutte le fasi della malattia. Gli operatori sanitari raccomandano un piano alimentare che sia ben equilibrato. Se si sviluppa l’ascite è raccomandata una dieta povera di sodio. Una persona affetta da cirrosi non dovrebbe mangiare molluschi e crostacei crudi, che possono contenere batteri in grado di causare infezioni gravi. Per migliorare la nutrizione il medico può aggiungere un supplemento di liquido assunto per bocca o attraverso un sondino nasogastrico, un tubicino inserito attraverso il naso e la gola che raggiunge lo stomaco.
  2. Evitare alcolici e altre sostanze d’abuso. Le persone con cirrosi non dovrebbero consumare alcolici o sostanze illecite, per non peggiorare i danni al fegato. Poichè molte vitamine e farmaci, sia quelli soggetti a prescrizione che quelli da banco, possono influire sulla funzionalità del fegato, si dovrebbe consultare un medico prima dell’assunzione.

Il trattamento per la cirrosi affronta anche delle complicanze specifiche. Per l’edema e l’ascite, il medico può consigliare dei diuretici e dei farmaci per rimuovere il liquido dal corpo. Grandi quantità di liquido ascitico possono essere rimosse dall’addome e controllare la peritonite batterica. Possono essere prescritti degli antibiotici orali per prevenire l’infezione. Le infezioni più gravi con ascite richiedono degli antibiotici assunti per via endovenosa (IV).

Il medico può poi prescrivere un beta-bloccante o dei nitrati per l’ipertensione portale. I beta-bloccanti possono ridurre la pressione nelle varici e ridurre il rischio di sanguinamento. Il sanguinamento gastrointestinale richiede un’immediata gastroscopia alla ricerca di varici esofagee. Il medico può effettuare una legatura con bande mediante un dispositivo speciale per comprimere le varici e fermare l’emorragia.

Le persone che hanno avuto varici in passato possono aver bisogno di medicine per prevenire episodi futuri.

L’encefalopatia epatica viene trattata mediante la pulizia dell’intestino con il lattulosio (Laevolac®), un lassativo somministrato per via orale o tramite clisteri. Possono essere aggiunti degli antibiotici, se necessario. Ai pazienti può essere chiesto poi di ridurre l’assunzione di proteine nella dieta. L’encefalopatia epatica può migliorare, nel momento in cui vengono tenute sotto controllo le altre complicanze della cirrosi.

Alcune persone affette da cirrosi che sviluppano insufficienza epato-renale devono essere sottoposte a dialisi, che si basa sull’utilizzo di una macchina per pulire i rifiuti dal sangue. Vengono inoltre assunti dei farmaci per migliorare il flusso di sangue attraverso i reni.

Il trattamento per cirrosi causata da epatite dipende dal tipo specifico di epatite, ad esempio l’interferone ed altri farmaci antivirali vengono prescritti per l’epatite virale, mentre l’epatite autoimmune richiede corticosteroidi e altri farmaci che sopprimono il sistema immunitario.

Vengono indicati farmaci specifici per il trattamento di vari sintomi di cirrosi, come il prurito e il dolore addominale.

Quando è indicato un trapianto di fegato per cirrosi?

Il trapianto di fegato viene preso in considerazione quando le complicazioni non possono essere controllate dal trattamento. Il trapianto di fegato è un’operazione delicata in cui l’organo malato viene rimosso e sostituito con uno sano da un donatore di organi. Un team di medici determina i rischi ed i benefici della procedura per ciascun paziente. I tassi di sopravvivenza sono migliorati nel corso degli ultimi anni grazie a dei farmaci che sopprimono il sistema immunitario, evitando che il nuovo fegato venga danneggiato.

Il numero di persone che ha bisogno di un trapianto di fegato supera di gran lunga il numero di organi disponibili. Chi necessita di un trapianto deve passare attraverso un complicato processo di valutazione prima di essere aggiunto a una lunga lista d’attesa per il trapianto. In generale gli organi vengono resi disponibili per le persone con le migliori possibilità di vivere più a lungo dopo un trapianto. La sopravvivenza dopo un trapianto necessita di terapie intensive post-operazione e della collaborazione del paziente e del personale medico.

Medicina Alternativa

Molte terapie alternative vengono proposte per depurare il fegato, ma di nessuna di essere è mai stata provata in via definitiva l’efficacia; esistono poi dei trattamenti per l’irrigazione dell’organo, ma anche in questo caso non ci sono prove a sostegno della tecnica. Parlate con il vostro medico se siete interessati a provare la medicina alternativa per poter far fronte alla cirrosi.

Trattamenti alternativi generalmente sicuri

In questa categoria di procedure comprendiamo quegli approcci che, se da una parte non esiste alcuna prova evidente che possano aiutare le persone malate al fegato, sono però relativamente sicuri se usati in accordo con il medico e utilizzati come previsto. Sono degli esempi:

  • Cardo mariano
  • SAM (S-adenosil metionina)
  • Meditazione
  • Tai Chi
  • Yoga

Esistono poi dei trattamenti alternativi tutt’altro che sicuri, che invece di contribuire a limitare o risolvere la cirrosi possono essere ulteriormente dannosi per il fegato; ricordiamo per esempio alcuni rimedi erboristici da evitare:

  • Cimicifuga rubifolia
  • Chapparal
  • Symphytum
  • Kava Kava
  • Vischio
  • Menta poleggio
  • Scutellaria
  • Alcuni tipi di erbe cinesi, come la ma-huang
  • Valeriana

Prevenzione

Si può ridurre il rischio di cirrosi prendendosi cura del proprio fegato, ad esempio:

  • Bere alcolici con moderazione, se non addirittura eliminarli del tutto. Per gli uomini è bene bere non più di due bicchieri al giorno, mentre per le donne o chiunque abbia 65 anni o più è preferibile non bere più di un bicchiere al giorno.
  • Seguire una dieta sana. E’ consigliabile scegliere una dieta ricca di frutta e verdura, prediligere cereali e le fonti di proteine magre, ridurre la quantità di cibi grassi e fritti.
  • Mantenere un peso sano. Un eccesso di grasso corporeo può danneggiare il fegato, è bene perdere qualche chilo se si è obesi o in sovrappeso.
  • Utilizzare sostanze chimiche domestiche con parsimonia e attenzione, seguire le indicazioni sui detersivi e gli spray per gli insetti. Se si lavora a contatto con vari prodotti chimici, è bene seguire tutte le precauzioni di sicurezza. Il fegato elimina le tossine dal corpo, per cui sarebbe bene concedergli regolarmente una pausa, limitando la quantità di tossine da filtrare.
  • Ridurre il rischio di epatite. Evitare lo scambio di siringhe ed i rapporti sessuali non protetti che possono aumentare il rischio di epatite C e B. E’ quindi opportuno usare il preservativo durante i rapporti sessuali.

Chiedete al vostro medico se dovete vaccinarvi contro l’epatite B.

Traduzione ed integrazione a cura di Francesca Giannino


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Luca

    L’alcool è una bestia, mio padre è morto di cirrosi epatica e negli stadi finali era completamente fuori di testa, aveva encefalopatia grave e allucinazioni e di li a poco è entrato in coma ed è morto, aveva un colorito giallo e se ne è andato a 53 anni…. Stare lontani dall alcool farà solo che bene… In Italia discutiamo tanto sul problema delle droghe quando alcool e tabacchi che sono le peggiori le troviamo a portata di tutti e la cosa strana è che pochissime persone sono a conoscenza dei rischi legati all’alcool, ormai si assume come bere un normale bicchiere d’acqua…meglio iniziare a riflettere e ad aprire gli occhi….

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Condivido parola per parola e la ringrazio per la sua dolorosa testimonianza.

  2. Anonimo

    Buongiorno Dottore, ritiene utile la xxxxxxxx per depurare il fegato? Grazie in anticipo per la risposta.

  3. Pao

    Bere tanta acqua al giorno e fare attività fisica regolare può aiutare a rimettere in forma il fegato, dopo qualche mese di eccesso di alcool ?

  4. sergio

    Buonasera dottore le avevo scritto tempo fa x mia nonna ancora nn siamo riusciti a metterla in una struttura oggi a capitato una cosa a mia nonna che nn era mai successo mia madre e andata da lei e la trovata che nn riusciva a respirare ed era nera in viso dopo un po se ripresa ma la pelle e rimasta scura xche la pelle diventa scura sinceramente ci siamo spaventati mi spiega xche diventa nera

    1. Sergio

      Faceva fatica mia madre la trovata che faceva fatica a respirare e nn aveva un filo di voce

  5. Sergio

    Buonasera dottore ho chiamato il medico come mi aveva detto lei per mia nonna ed è venuto ha detto che nn le può dare niente xche ha il fegato che nn funziona più e nn sa come mai è ancora in vita mi ha risp che sarà stato solo un caso allora ho chiamato il 118 sono venuti e mi hanno detto che la pressione e apposto che la glicemia e apposto e le hanno detto a mia nonna se voleva andare in ospedale a far dei controlli lei gli ha detto di no xche lei nn e malata ma siamo noi quelli malati e loro mi hanno risp che se la signora si rifiuta di andare loro nn posso portarla le anno fatto firmare i fogli che lei rinuncia va ad andare e il medico ha detto a mia madre finché il pancreas lavora bene sua madre vivrà dopo di che aspettatevi di tt adesso dico ma cosa c’entra il pancreas con il fegato e la cirrosi epatica biliale primitiva lei mi può dare sta risp? Cioè il fegato nn funziona più e lavora il pancreas x il fegato nn riesco a capire ste malattie ho chiamato il CSM e loro mi hanno detto oltre agli esami del sangue noi nn possiamo più fare nulla e negli esami se visto che sua nonna ha il fegato che nn funziona e arrivata al punto che nn vuole nemmeno bere l’acqua beve solo latte caffè o il The con dentro il latte con 4 cucchiai da minestra di zucchero un pacco di zucchero lo fa finire prima di una settimana fa fuori 5 pacchi di zucchero al mese 8 pacchi di caffè e di latte abbiamo fatto il conto che beve 10 litri alla settimana xche se lo fa portare nn mangio la altro be poi torte cioccolato tt quello che dolce a si beve la coca cola di nascosto le ho trovato sotto al letto 3 bottiglie grandi in due giorni

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma purtroppo temo di non avere le competenze per aiutarla o suggerirle come comportarsi.

      Mi dispiace ancora di più sapere che la situazione è grave.

  6. giusppe

    Buonasera dottore, ho appena iniziato il periodo di assunzione del farmaco “sofosbuvir”, il nuovo farmaco per la cura dell’epatite C cronica.
    Vorrei se è possibile sapere quali sono gli alimenti positivi visto che mi hanno proibito quelli che contengono “quercetina”.
    La ringrazio in anticipo per la sua risposta e del suo gentile consiglio.

  7. andrea

    Salve dottore volevo chiederle : ho scoperto da circa un anno di avere la cirrosi epatica ,sento parlare sempre di innapetenza! Io invece ho il sintomo opposto, cioè’ ho sempre fame. Come mai? E un altra cosa che volevo chiederle e’ se ce’ un modo per buttar su’ almeno! Un po’ di peso visto che come mi dicono tutti i dottori il problema e’, dovuto al fegato che non assimila quindi il cibo e’ come se svanisse nel nulla?! E come ultima cosa: tra poco devo iniziare la nuova cura per l epatite c , una volta terminata se tutto va’ bene il fegato riprende almeno almeno una parte della sua funzionalità’ o serve solo ad annullarla? Grazie a presto . Andrea …,..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Probabilmente siamo ancora nelle fasi iniziali.
      2. Per prendere peso onestamente non saprei cosa consigliarle.
      3. Alcuni dei danni fatti purtroppo non potranno essere riparati, ma la speranza è di rallentare/arrestarne la progressione.

  8. Maria

    Mi scusate per la scritta sono staniera—-
    Salve Dr. , mamma ha cirrosi hepatica C , l’abiamo scoperto 21 feb 2015 , la mattina si e svegliata e nn si sentiva bene o visto che nn parlava bene (dificolta nel parlare) l’ha abiamo portata al pronto socorso pensando che per sbaglio si e presa 2 loranzepam (prende medicinali per la depresione da 20 anni e nn solo loranzepam)
    Arivatti al pronto socorso nel tempo dei indaginni gia era inconstiente fino alla sera a fatto encefalopatia per due giorni, lunedi mattina era sveglia, ci riconosceva ,a fatto melena adesso nn fa piu la caca e normale pero e piu consistente( nn fa niente?), ha varice esofage, piastrine nel sangue e anemia (ascite nn mi hanno detto di avere) , Venerdi e uscita con la cura dei medicinali propranololo,esomeprazolo,lattulosio,rifamixina,spironolattone, ,
    Domani deve fare l’emocromo poi il 5 deve ritornare nel ospedale dal DR con l’analisi del emocromo. Li volevo dare il cardio mariano visto che e buono per la celula epatica ma si puo asumere avendo varice esofage? Che mi potete dire della sua situazione? Grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Per ora non somministri cardio mariano, aspettiamo tutte le analisi e soprattutto il via libera dell’epatologo.
      2. Sulla situazione in generale mi dispiace, ma non mi sento di esprimere giudizi.

    2. Maria

      Grazie per la risposta, oggi ha fatto l’emocromo e abiamo ritirato le analisi; Globuli rossi 3.210.000 mmc
      globuli B 7.790 mmc
      emoglobina 10.5 gr (il giorno 26 feb in ospedale era 8,7)
      valori globulare 1,02
      ematocrito 31,6
      mcv 98 fl
      mch 32 pg
      mchc 33%
      rdw 15%
      Formula leucocitaria
      neutrofili 58,0
      eosinofili 2,0
      basofili 1,0
      monociti 4,0
      lifociti 35,0
      piastrine 145,000 mmc
      mpv 8 fl
      Che vuol dire?
      Domani dobiamo andare nel ospedale con l’emocromo .
      Grazie!

    3. Maria

      che vuol dire valori di riferimento :
      I analisi prima di questi? ( sta nel ospedale la cartela clinica)
      O questi ;
      Globuli rossi 3.210.000 mmc 4,000,000-5.200.000
      globuli B 7.790 mmc 4.000-11.000
      emoglobina 10.5 gr (il giorno 26 feb in ospedale era 8,7) 12,0-16.0
      valori globulare 1,02 0.85-1.00
      ematocrito 31,6 36-46
      mcv 98 fl 80.0-95,0
      mch 32 pg 27,0-32,0
      mchc 33% 31-36
      rdw 15% 11,4-14,8
      Formula leucocitaria
      neutrofili 58,0 55-70
      eosinofili 2,0 1-7
      basofili 1,0 0-2,5
      monociti 4,0 2-12
      lifociti 35,0 20-40
      piastrine 145,000 mmc 150.000- 400.000
      mpv 8 fl 5,00-9.00

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      Proprio questi!

      C’è un po’ di anemia, ma sembra in miglioramento rispetto al valore registrato in ospedale. Piastrine leggermente sotto la norma, ma non mi sembra di vedere nulla di drammatico.

      Il medico cosa ne pensa?

    5. Anonimo

      Domani alle 15 dobbiamo portare questa analisi al ospedale al medico che la curata li.
      Non lo so cosa farli piu da mangiare,li o dato zuchini ,carotte,peperoni(zuppa) pesce bolito merlucio,peto di pollo sempre bolito (il Dr mi a detto di mangiare poco salato,pero io non li do propio,in resto non mi a detto che cosa puo o nn puo mangiare diciamo ex niente ,veramente o guardato sul internet e per questo li sto cucinando legumi verdi perque sono buoni per il fegato e o paura di dargli tropa carne perque a fatto quela encefalopatia.
      Se mi potete dare dei consigli su cosa puo mangiare vi (ex di frutta, dolci,legumi ) ringranzierei tantisimo (mamma ha apetito) e pure se sapete qualche te buono per ajutare a rifarsi le celulle epatiche pero di non avere contraindicazioni con le varice o con l’anemia e cella pure la gastropatia congestizionale. Grazie!

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