Cirrosi epatica e fegato: sintomi, dieta e diagnosi

Ultimo Aggiornamento: 1358 giorni

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Introduzione

La cirrosi colpisce il fegato

La cirrosi colpisce il fegato (http://digestive.niddk.nih.gov/ddiseases/pubs/cirrhosis/)

La cirrosi epatica è quella condizione in cui il fegato si deteriora lentamente e non funziona più a causa di lesioni croniche. Il tessuto cicatriziale sostituisce il tessuto epatico sano, bloccando parzialmente il flusso del sangue diretto verso il fegato. Le cicatrici pregiudicano anche la capacità del fegato di:

  • controllare le infezioni
  • eliminare i batteri e le tossine dal sangue
  • controllare il processo di elaborazione di nutrienti, di ormoni e dei farmaci
  • produrre le proteine che regolano la coagulazione del sangue
  • produrre la bile per aiutare ad assorbire i grassi, tra cui il colesterolo, e le vitamine liposolubili

Un fegato sano è in grado di rigenerare la maggior parte delle proprie cellule nel momento in cui esse vengono danneggiate; nel caso di cirrosi il fegato non può più efficacemente sostituire le cellule danneggiate. Un fegato sano è necessario per la sopravvivenza.

La cirrosi è la dodicesima causa principale di morte per malattia negli Stati Uniti, il che corrisponde a 27.000 morti ogni anno. La malattia colpisce più frequentemente gli uomini rispetto alle donne.

Cause

La cirrosi epatica ha varie cause, nei paesi industrializzati il consumo di alcol e l’epatite C sono le cause più comuni. Anche l’obesità sta diventando una causa comune di danni epatici, o come causa unica oppure in combinazione con alcol o con l’epatite C, o entrambi. Molte persone che soffrono di cirrosi presentano più di una causa.

La cirrosi non è causata da un trauma al fegato o da altre cause acute o di breve durata, di solito occorrono anni di lesioni croniche per arrivare allo sviluppo di cirrosi.

  • Malattie epatiche legate all’alcol. La maggior parte delle persone che consuma alcolici non subisce danni al fegato, ma l’uso prolungato di alcol nel corso degli anni può provocare lesioni croniche. La quantità di alcool che serve per danneggiare il fegato varia notevolmente da persona a persona, per le donne bere due o tre bicchieri di vino o birra al giorno e per gli uomini tre o quattro drink al giorno sono quantità potenzialmente sufficienti a causare negli anni danni responsabili di cirrosi. In passato i casi dovuti all’alcool hanno portato alla morte più dei casi di cirrosi epatica legati ad altre cause. I decessi causati da cirrosi correlate all’obesità sono però in aumento.
  • Epatite cronica C. Il virus dell’epatite C è un’ infezione del fegato che si trasmette attraverso il contatto con il sangue della persona infettata. L’epatite C causa l’infiammazione e danni al fegato nel corso del tempo, che possono portare alla cirrosi.
  • Epatite cronica B e D. Il virus dell’epatite B è causa di una infezione del fegato che si trasmette attraverso il contatto con il sangue della persona infettata, lo sperma o altri fluidi del corpo. L’epatite B, come la C, causa l’infiammazione del fegato e può portare alla cirrosi. Il vaccino anti-epatite B viene fatto a tutti i bambini e a molti adulti per evitare che il virus possa infettarli. L’epatite D è un altro virus che infetta il fegato e può portare a cirrosi epatica, ma si verifica solo nelle persone che già soffrono di epatite B.
  • Epatopatia steatosica non alcolica. In questa patologia il grasso si accumula nel fegato fino a causare cirrosi. Questa malattia, sempre più diffusa, è associata all’obesità, al diabete, alla malnutrizione proteica, alla malattia coronarica, e ai farmaci corticosteroidi.
  • Epatite autoimmune. Questa forma di epatite è causata dal sistema immunitario che attacca le cellule del fegato e causa l’ infiammazione, il danno epatico ed infine cirrosi. I ricercatori ritengono che i fattori genetici possono rendere alcune persone più vulnerabili alle malattie autoimmuni. Circa il 70 per cento delle persone con epatite autoimmune sono di sesso femminile.
  • Malattie che danneggiano o distruggono i dotti biliari. Parecchie malattie possono danneggiare o distruggere i dotti che trasportano la bile (una sostanza coinvolta nella digestione) dal fegato, facendo sì che ritorni indietro nel fegato fino a causare cirrosi. Negli adulti la malattia più comune che rientra in questa categoria è la cirrosi biliare primitiva, una condizione in cui i dotti biliari diventano infiammati e danneggiati ed infine scompaiono. La cirrosi biliare secondaria si può verificare se i dotti vengono cuciti erroneamente o feriti durante l’intervento chirurgico alla cistifellea. La colangite sclerosante primaria è un’altra condizione che causa danni e cicatrici ai dotti biliari. Nei neonati i dotti biliari danneggiati sono comunemente causati dalla sindrome di Alagille o da atresia delle vie biliari, che si verifica quando i dotti sono assenti o feriti.
  • Malattie ereditarie. La fibrosi cistica, l’alfa-1 antitripsina, l’emocromatosi, la malattia di Wilson, la galattosemia e le malattie da accumulo di glicogeno sono malattie ereditarie che interferiscono con il modo in cui il fegato funziona ed elabora enzimi, proteine, metalli ed altre sostanze di cui il corpo ha bisogno per poter funzionare correttamente . La cirrosi può derivare da queste condizioni.
  • Farmaci, tossine, e infezioni. Altre cause di cirrosi sono l’abuso di farmaci, l’esposizione prolungata a sostanze chimiche tossiche, le infezioni parassitarie e i ripetuti attacchi di insufficienza cardiaca con congestione del fegato.

Sintomi

Molte persone che soffrono di cirrosi non avvertono alcun sintomo nelle fasi iniziali della malattia tuttavia, pian piano che la malattia progredisce, si possono verificare i seguenti sintomi:

  • debolezza,
  • stanchezza,
  • perdita di appetito,
  • nausea,
  • vomito,
  • perdita di peso,
  • dolore addominale e gonfiore, quando il fluido si accumula nell’addome,
  • prurito,
  • teleangectasie (capillari e vene visibili sulla pelle).

Pericoli

Dato che la funzione del fegato si deteriora si possono sviluppare una o più complicazioni, in alcune persone queste possono rappresentare i primi segni della malattia.

  • Edema e ascite. Quando il danno epatico progredisce ad uno stadio avanzato, si accumula fluido nelle gambe (edema) e nell’addome (ascite). L’ascite può portare alla peritonite batterica, una grave infezione.
  • Ecchimosi e sanguinamento. Quando il fegato rallenta o smette di produrre le proteine necessarie per la coagulazione del sangue, si sviluppano lividi o si sanguina facilmente.
  • Ipertensione portale. Normalmente, il sangue dall’intestino e dalla milza viene condotto al fegato attraverso la vena porta. La cirrosi epatica rallenta il normale flusso del sangue, il che aumenta la pressione nella vena porta. Questa condizione è chiamata ipertensione portale.
  • Varici esofagee e gastropatia. Quando si verifica l’ipertensione portale, essa potrebbe causare la dilatazione dei vasi sanguigni nell’esofago (le varici) o nello stomaco (gastropatia) o entrambe le cose. I vasi sanguigni dilatati hanno maggiori probabilità di scoppiare a causa dell’assottigliamento delle pareti e dell’aumento della pressione. Se scoppiano, si possono verificare delle emorragie gravi nella parte alta dello stomaco o nell’esofago, che richiedono delle cure mediche immediate.
  • Splenomegalia. Quando si verifica ipertensione portale, la milza tende a dilatarsi e a trattenere globuli bianchi e piastrine, riducendo il numero di queste cellule nel sangue. Un livello basso di piastrine può essere un primo indice che si sta sviluppando la cirrosi.
  • Ittero. L’ittero si verifica quando il fegato malato non riesce a rimuovere la bilirubina dal sangue, causando l’ ingiallimento della pelle e del bianco degli occhi e lo scurimento delle urine. La bilirubina è il pigmento che dà alla bile il colore rossastro-giallo.
  • Calcoli biliari. Se cirrosi impedisce alla bile di fluire liberamente da e per la colecisti, allora la bile si indurisce a formare i calcoli biliari.
  • Sensibilità ai farmaci. La cirrosi rallenta la capacità del fegato di filtrare i farmaci dal sangue. Quando questo si verifica i farmaci agiscono per più tempo del previsto e si accumulano nel corpo. Ciò aumenta la sensibilità ai farmaci e la probabilità di effetti collaterali.
  • Encefalopatia epatica. Un fegato mal funzionante non riesce a rimuovere le tossine dal sangue, che alla fine si accumulano nel cervello. L’accumulo di tossine nel cervello (encefalopatia epatica) può ridurre le funzioni mentali e può causare il coma. Tra i segni della riduzione della funzionalità mentali rientrano: confusione mentale, alterazioni della personalità, perdita della memoria, difficoltà di concentrazione, e un cambiamento nelle abitudini di sonno.
  • L’insulino-resistenza e diabete di tipo 2. La cirrosi provoca resistenza all’insulina, un ormone prodotto dal pancreas che permette al corpo di usare il glucosio come energia. Con l’insulino-resistenza i muscoli del corpo e le cellule del fegato non utilizzano correttamente l’insulina. Il pancreas cerca di soddisfare la richiesta di insulina producendo di più, ma il glucosio in eccesso si accumula nel sangue causando il diabete di tipo 2.
  • Cancro del fegato. Il carcinoma epatocellulare è un tipo di cancro del fegato che può verificarsi nelle persone affette da cirrosi. Il carcinoma epatocellulare ha un alto tasso di mortalità, ma sono disponibili numerose opzioni di trattamento.
  • Altri problemi. La cirrosi può causare delle disfunzioni del sistema immunitario, che portano al rischio di infezione. La cirrosi può anche causare insufficienza renale e polmonare, nota come sindrome epato-renale ed epato-polmonare.

Diagnosi

La diagnosi della cirrosi è di solito basata sulla presenza di un fattore di rischio, come l’abuso di alcolici o l’obesità, ed è confermato da un esame fisico, esami del sangue e da esami di imaging. Il medico si informa sulla storia medica del paziente e sui sintomi che si sono manifestati, esegue poi un esame fisico per analizzare i segni clinici della malattia. Per esempio, attraverso l’esame addominale il fegato può apparire rigido o dilatato, con segni di ascite. Il medico può anche effettuare degli esami del sangue che possono essere utili per valutare il fegato e aumentare il sospetto di cirrosi.

Per poter visualizzare il fegato nel caso in cui sussistano dei segni di allargamento, una riduzione del flusso di sangue, o l’ ascite, il medico può ordinare una tomografia computerizzata (TC), gli ultrasuoni, la risonanza magnetica (MRI), o la scansione del fegato. Il medico può visualizzare direttamente il fegato con l’inserimento di un laparoscopio nell’addome. Il laparoscopio è uno strumento munito di telecamera che trasmette immagini sullo schermo di un computer.

La biopsia epatica può confermare la diagnosi di cirrosi, ma non è sempre necessaria. La biopsia di solito viene effettuata se il risultato fosse determinante nella scelta del trattamento. La biopsia viene eseguita con un ago inserito tra le costole o in una vena del collo. Vengono prese tutte le precauzioni per ridurre al minimo il disagio. Un piccolo campione di tessuto epatico viene esaminato con un microscopio per cicatrici o altri segni di cirrosi. A volte tramite la biopsia viene riscontrata una causa di danno epatico diverso dalla cirrosi.

La gravità della cirrosi viene valutata attraverso un modello per la malattia epatica (MELD). Il punteggio MELD è stato sviluppato per predire la sopravvivenza a 90 giorni delle persone con cirrosi avanzata. Il punteggio MELD è basato su tre esami del sangue:

  • rapporto normalizzato internazionale (INR), che esamina la capacità di coagulazione del sangue,
  • bilirubina, che esamina la quantità di pigmenti biliari nel sangue,
  • creatinina, che esamina la funzionalità renale.

Il MELD assegna un punteggio che di solito varia tra 6 e 40, un punteggio pari a 6 indica una maggiore probabilità di sopravvivenza a 90 giorni.

Cura e terapia

Il trattamento per la cirrosi epatica dipende dalla causa della malattia e dall’eventuale presenza di complicazioni. Gli obiettivi del trattamento sono:

  • rallentare la progressione di tessuto cicatriziale nel fegato,
  • prevenire o trattare le complicanze della malattia.

Può essere necessario il ricovero in ospedale in caso di complicanze. Innanzi tutto si consiglia:

  1. Una dieta nutriente. Poichè la malnutrizione è comune nelle persone affette da cirrosi, una dieta sana è importante in tutte le fasi della malattia. Gli operatori sanitari raccomandano un piano alimentare che sia ben equilibrato. Se si sviluppa l’ascite è raccomandata una dieta povera di sodio. Una persona affetta da cirrosi non dovrebbe mangiare molluschi e crostacei crudi, che possono contenere batteri in grado di causare infezioni gravi. Per migliorare la nutrizione il medico può aggiungere un supplemento di liquido assunto per bocca o attraverso un sondino nasogastrico, un tubicino inserito attraverso il naso e la gola che raggiunge lo stomaco.
  2. Evitare alcolici e altre sostanze d’abuso. Le persone con cirrosi non dovrebbero consumare alcolici o sostanze illecite, per non peggiorare i danni al fegato. Poichè molte vitamine e farmaci, sia quelli soggetti a prescrizione che quelli da banco, possono influire sulla funzionalità del fegato, si dovrebbe consultare un medico prima dell’assunzione.

Il trattamento per la cirrosi affronta anche delle complicanze specifiche. Per l’edema e l’ascite, il medico può consigliare dei diuretici e dei farmaci per rimuovere il liquido dal corpo. Grandi quantità di liquido ascitico possono essere rimosse dall’addome e controllare la peritonite batterica. Possono essere prescritti degli antibiotici orali per prevenire l’infezione. Le infezioni più gravi con ascite richiedono degli antibiotici assunti per via endovenosa (IV).

Il medico può poi prescrivere un beta-bloccante o dei nitrati per l’ipertensione portale. I beta-bloccanti possono ridurre la pressione nelle varici e ridurre il rischio di sanguinamento. Il sanguinamento gastrointestinale richiede un’immediata gastroscopia alla ricerca di varici esofagee. Il medico può effettuare una legatura con bande mediante un dispositivo speciale per comprimere le varici e fermare l’emorragia.

Le persone che hanno avuto varici in passato possono aver bisogno di medicine per prevenire episodi futuri.

L’encefalopatia epatica viene trattata mediante la pulizia dell’intestino con il lattulosio (Laevolac®), un lassativo somministrato per via orale o tramite clisteri. Possono essere aggiunti degli antibiotici, se necessario. Ai pazienti può essere chiesto poi di ridurre l’assunzione di proteine nella dieta. L’encefalopatia epatica può migliorare, nel momento in cui vengono tenute sotto controllo le altre complicanze della cirrosi.

Alcune persone affette da cirrosi che sviluppano insufficienza epato-renale devono essere sottoposte a dialisi, che si basa sull’utilizzo di una macchina per pulire i rifiuti dal sangue. Vengono inoltre assunti dei farmaci per migliorare il flusso di sangue attraverso i reni.

Il trattamento per cirrosi causata da epatite dipende dal tipo specifico di epatite, ad esempio l’interferone ed altri farmaci antivirali vengono prescritti per l’epatite virale, mentre l’epatite autoimmune richiede corticosteroidi e altri farmaci che sopprimono il sistema immunitario.

Vengono indicati farmaci specifici per il trattamento di vari sintomi di cirrosi, come il prurito e il dolore addominale.

Quando è indicato un trapianto di fegato per cirrosi?

Il trapianto di fegato viene preso in considerazione quando le complicazioni non possono essere controllate dal trattamento. Il trapianto di fegato è un’operazione delicata in cui l’organo malato viene rimosso e sostituito con uno sano da un donatore di organi. Un team di medici determina i rischi ed i benefici della procedura per ciascun paziente. I tassi di sopravvivenza sono migliorati nel corso degli ultimi anni grazie a dei farmaci che sopprimono il sistema immunitario, evitando che il nuovo fegato venga danneggiato.

Il numero di persone che ha bisogno di un trapianto di fegato supera di gran lunga il numero di organi disponibili. Chi necessita di un trapianto deve passare attraverso un complicato processo di valutazione prima di essere aggiunto a una lunga lista d’attesa per il trapianto. In generale gli organi vengono resi disponibili per le persone con le migliori possibilità di vivere più a lungo dopo un trapianto. La sopravvivenza dopo un trapianto necessita di terapie intensive post-operazione e della collaborazione del paziente e del personale medico.

Medicina Alternativa

Molte terapie alternative vengono proposte per depurare il fegato, ma di nessuna di essere è mai stata provata in via definitiva l’efficacia; esistono poi dei trattamenti per l’irrigazione dell’organo, ma anche in questo caso non ci sono prove a sostegno della tecnica. Parlate con il vostro medico se siete interessati a provare la medicina alternativa per poter far fronte alla cirrosi.

Trattamenti alternativi generalmente sicuri

In questa categoria di procedure comprendiamo quegli approcci che, se da una parte non esiste alcuna prova evidente che possano aiutare le persone malate al fegato, sono però relativamente sicuri se usati in accordo con il medico e utilizzati come previsto. Sono degli esempi:

  • Cardo mariano
  • SAM (S-adenosil metionina)
  • Meditazione
  • Tai Chi
  • Yoga

Esistono poi dei trattamenti alternativi tutt’altro che sicuri, che invece di contribuire a limitare o risolvere la cirrosi possono essere ulteriormente dannosi per il fegato; ricordiamo per esempio alcuni rimedi erboristici da evitare:

  • Cimicifuga rubifolia
  • Chapparal
  • Symphytum
  • Kava Kava
  • Vischio
  • Menta poleggio
  • Scutellaria
  • Alcuni tipi di erbe cinesi, come la ma-huang
  • Valeriana

Prevenzione

Si può ridurre il rischio di cirrosi prendendosi cura del proprio fegato, ad esempio:

  • Bere alcolici con moderazione, se non addirittura eliminarli del tutto. Per gli uomini è bene bere non più di due bicchieri al giorno, mentre per le donne o chiunque abbia 65 anni o più è preferibile non bere più di un bicchiere al giorno.
  • Seguire una dieta sana. E’ consigliabile scegliere una dieta ricca di frutta e verdura, prediligere cereali e le fonti di proteine magre, ridurre la quantità di cibi grassi e fritti.
  • Mantenere un peso sano. Un eccesso di grasso corporeo può danneggiare il fegato, è bene perdere qualche chilo se si è obesi o in sovrappeso.
  • Utilizzare sostanze chimiche domestiche con parsimonia e attenzione, seguire le indicazioni sui detersivi e gli spray per gli insetti. Se si lavora a contatto con vari prodotti chimici, è bene seguire tutte le precauzioni di sicurezza. Il fegato elimina le tossine dal corpo, per cui sarebbe bene concedergli regolarmente una pausa, limitando la quantità di tossine da filtrare.
  • Ridurre il rischio di epatite. Evitare lo scambio di siringhe ed i rapporti sessuali non protetti che possono aumentare il rischio di epatite C e B. E’ quindi opportuno usare il preservativo durante i rapporti sessuali.

Chiedete al vostro medico se dovete vaccinarvi contro l’epatite B.

Traduzione ed integrazione a cura di Francesca Giannino


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Mario

    Secondo il vostro parere è corretto somministrare anticoagulanti per fermare un epistassi a soggetti affetti da problemi epatici?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sinceramente non ne capisco il razionale, ma non sono sicuro di aver capito bene. Di che anticoagulanti parliamo?
      Sono stati prescritti in modo specifico per fermare l’epistassi?

  2. Antonella

    Mia madre è affetta da cirrosi epatica scompensata, dovuta ad una lenta, ma continua assunzione di alcool, a causa di una depressione che dura da anni. dopo 46 giorni di degenza ospedaliera, il suo organismo sta iniziando a reagire, anche se con molta lentezza.
    Vorrei un consiglio su una dieta da farle seguire, iposodica e con pochissimi liquidi, poiche in ospedale non ci hanno dato delle direttive ben precise. Il danno ormai è fatto, ma almeno si cerca di farle raggiungere un certo equilibrio. Potete darmi una dieta e dirmi quali sono gli alimenti”sì” e quelli “no”?

    Grazie…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma è una situazione troppo delicata e di esclusiva competenza medica; non me la sento di fornirle indicazioni che non siano quelle generali che trova nell’articolo.

  3. enzo

    ho 54 anni dal 1978 sono affettto da epatite C allora chiamata no A non B. ho sempre avuti valori fuori norma anni fa ho fatto interferone
    e rivabirina ma senza risultati.una settimana fa ecografia che diceva no lesioni focali no liquido libero in addome milza regolare pancreas regolare vena porta di calibro ai limiti della norma 12 mm vie biliari non dilatate reni regolari ecostruttuta disomogenea come per epatopatia cronica. 3 giorni fa sono stato male dolori intenstinali meteorismo e poi il bisogno di andare in bagno , solo acqua mi e salita la febbre a 38 e mezzo e con la tachipirina e scesa ma ho dolori nn ho appetitto . le urine sono brune
    sto aspettando gli esami del sangue

  4. maria grazia

    a mio marito è stato diagnosticato un epato carcinoma con encefalopatia epatica,milza ingrossata,numero delle piastrine basse,globuli rossi bassi,abbiamo fatto un intervento di chemio-embolizzazione ma in questo momento nessuno vuole piu intervenire, posso avere dei suggerimenti o almeno capire quanto è grave la situazione?GRAZIEa CHI MI VORRA AIUTARE

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non me la sento di esprimere giudizi.

  5. alessia

    ciao mio padre ha 78 anni e da poco gli è stata diagnosticata cirrosi epatica con una lesione di cm 10×7. Inizia a dimagrire, ad essere stanco,ha dolri alle braccia ed alle gambe (no edema ed ascite) gli si vedono le varici in maniera esagerata. Cosa posso fare per lenire un pò tutto questo? grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Aiutarlo a seguire una dieta adeguata e ad essere scrupoloso nelle terapie.

  6. Mario

    Ho parecchi sintomi potrebbe essere cirrosi epatica e come si diagnostica? Grazie mille.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Come le ho scritto nell’altra pagina c’è un grave problema di ansia e di ipocondria e, anche se non ci crede, la causa di tutti i suoi sintomi potrebbe essere questa.

  7. Francesca

    Perché ho un epatite c da 20 anni e per ora tutto normale.
    Rischio cirrosi????
    Grazie

  8. Alessia

    Mio padre Circa quindici anni fa é stato operato di pancreatite d urgenza la causa è perché abusa troppo di vino .ad oggi a solo diminuito di poco i bicchieri ora sta soffrendo di dolori atroci all addome e gli antidolorifici non li sente tanto .può essere che ci sia una cirrosi sono tanto preoccupata aiutatemi dottore

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Lo faccia visitare urgentemente da un medico, a costo di portarlo al Pronto Soccorso già domani.

  9. Alessia

    Grazie dott per la sua risposta ho portato mio padre all ‘ospedale ma gli hanno fatto le lastre e le analisi e mi hanno detto che a il passaggio dello stomaco chiuso a causa dell operazione che ha avuto anni fa ma che tutto questo è anche causato dal fegato ancora a coliche forti mi può dire a cosa sta andando all incontro mio padre ho tanta paura di perderlo qui nessuno mi aiuta grazie anticipatamente

    1. Anonimo

      I dottori mi hanno detto che fegato è ormai andato ,che è quasi invisibile una settimana fa accusava giramenti di testa e vomito e poi sono iniziate le coliche

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non me la sento di fare previsioni, ma temo che la situazione si piuttosto grave; è davvero importante che da oggi in poi ci sia un cambio drastico di stile di vita, per quanto sarà possibile, e grande scrupolo nel seguire le indicazioni mediche.

    3. Anonimo

      Penso che sia come dice lei dott mi auguro che mio padre capisca a cosa sta andando incontro la ringrazio ancora per la sua disponibilità

  10. Carmen

    Salve e da un Po di tempo che ho lo stomaco gonfio e pure sono regolare ,non mangio tanto il giusto ho fatto l ecografia e ho le pietre alla colìciste le analisi sono buone ma non riesco a sgonfiare può essere che sia intollerante a qualcosa mi sento in imbarazzo con le persone mi può dare un consiglio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Una delle cause più frequenti è l’intolleranza al lattosio, provi per qualche giorno ad eliminare latte e latticini e vedere se migliora.

    2. Anonimo

      Grazie per la sua risposta crede che posso prendere anche qualche tisana per sgonfiare mi può dare un aiuto

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Viene spesso usato il finocchio, ma prima è indispensabile trovare (o provare a farlo) la causa.

  11. anonimo

    salve
    h mio padre ricoverato in ospedale dal fegato , il dott ci anno deto che e in fase avanzata , le sono gonfiate le gambe e il adomeno
    adesso li ha colpiti anche il reno …
    la prego mi puo dire qualcosa ..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace davvero, in questo momento quello che può e che deve fare è stargli il più possibile vicino ed aiutarlo a non lasciarsi andare.

    2. anonimo

      a posibbilita di trasplanto ? di uno della famiglia ? la prego mi puoi dare delle informazioni

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Questo deve valutarlo con i medici che lo seguono e che conoscono l’esatta situazione.

  12. rosa 1952

    gent.le dottore, mio marito è affetto da cirrosi hcv correlata. da circa due anni la situazione è peggiorata, presenta tutte le problematiche della cirrosi, stiamo andando al centro trapianti delle molinete a torino perchè a fine mese deve entrare in lista, intanto è stato ricoverato in ospedale per emorraggia dovuta a lesione della mucosa esofagea dopo dieci giorni da una prima seduta di legatura delle varici (F3) e da ieri ho notato delle feci strane, evacuazione abbondante di colore verde che con l’acqua si nota molto giallo , non ho ancora parlato con i medici, ma l’infermiere ha detto che si tratta di molta bile…cosa ne pensa, la ringrazio se vorrà rispondermi come ha già fatto per un mio personale problema di ernia e le sono riconoscente. grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Confermo che l’ipotesi fatta dall’infermiere è assolutamente plausibile.

  13. rosa 1952

    grazie dottore, ma questa situazione è un problema o complicazione in più o è normale che sia così, grazie come sempre per la sua gentilezza

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È probabilmente uno dei sintomi del peggioramento di cui mi parlava.

  14. silvi

    gentile dottore mio marito e effetto da cirrosi epatica da circa un anno la situazione e peggiorata piastrine molto basse e la birilubina tende a salire 5.1 vorrei un consiglio grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma è una situazione che va gestita con l’aiuto del medico ed io non me la sento di esprimere giudizi.

    2. Anonimo

      grazie dottore i medici mi stanno parlando di trapiando a breve andiamo a visita all ospedale di padova grazie mille

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ok! L’unico consiglio che posso darle è proprio di affidarsi ad ospedali specializzati in questo problema.

      Se mi tiene al corrente mi fa piacere.

    4. Anonimo

      salve dottore mio marito l anno ricoverato con addome gonfio e gambe mi anno detto che deve fare il trapianto il punteggi 11 12 vorrei sapere ma sara urgente grazie

  15. fidou

    moi mari e una alcolista e diabete a momento lui e ricoverato a problem a fegato gonfio e lui no vuoi stare ricoverato oi sono sicuro a vieni a casa si mentre di nouvo a bere che rischi a mio mari sono procoupata

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      I rischi sono purtroppo elevati e la situazione potrebbe diventare non recuperabile.

  16. Donato

    Salve dottore,
    Di tanto in tanto verifico un colore rosso nelle mie urine a volte la colorazione va anche sul marrone, questo ha la durata di massimo un giorno poi torna tutto normale. Qualche mese fa ho subito un’intervento per l’asportazione di un calcolo renale per via endoscopica, questo mio problema da cosa puó essere causato?
    Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere sangue causato dalla presenza residua di renella, ma va comunque segnalato al medico ed indagato.

  17. marj

    Salve dott. Mio marito è affetto da cirrosi con trombosi vena porta ipertensione portale, in questi giorni anche ascite i medici dicono che è una condizione molto grave, volevo un suo parere .

  18. veronica

    salve dott. ho l epatite c e ultimamente mi sto dando all alcool ho fatto gli esami e il medico mi ha detto che sono all 90% a rischio di cirrosi . il problema è che nessun epatologo nn sa come curarmi ognuno mi da risposte diverse tra loro . nn so più cosa fare anche perchè stò iniziando a star male . vorrei un suo parere grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi perdoni la durezza, ma se per prima cosa non riesce ad abbandonare l’alcool nessun epatologo riuscirà o potrà fare nulla; raccomando in ogni caso di appoggiarsi ad un centro specializzato.

    2. veronica

      ho tralasciato alcuni particolari altrimenti la storia sarebbe troppo lunga . sono in cura all serd con una pscologa e ho smesso di bere da poco ma sà a volte la sanità lascia a desiderarsi soprattutto in sardegna.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non si preoccupi, non è assolutamente mia intenzione giudicare (soprattutto situazioni che non conosco) e le chiedo scusa se invece fosse sembrato il contrario, ma dal punto di vista medico non potevo fare a meno di fare quelle premessa.

  19. Carmp0p

    Salve mio papà le anno trovato circa 1mese fa la cirrosi ma non ha né epatite e neanche e alcolizzato l anno ricoverato che aveva l iquido nello stomaco ora da circa un mese e a casa e sta continuando la cura giorno 13 a la visita a Palermo lui non a dolore l unica cosa che a è debolezza e fame come mai? Potrebbe anche avere bisogno il trapianto? o si potrebbe curare? Grazie

  20. Carmelinal

    Volevo dire nel commento di prima che non ha 1 anno che è ricoverato ma 1mese grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma senza conoscere nei dettagli la situazione non me la sento di esprimere giudizi.

  21. giulia

    Buongiorno , mia madre di 56 anni ,3 mesi fa e stata diagnosticata di cirrosi epatica , avendo le varice esofagee secondo grado , non beve alcoolici e mangia qualche volta un po di pollo oppure pesce al forno …molta frutta e tanto yogurt …non so se fa bene non mangiando la carne …le varice con tempo possono diminuire oppure con tempo solo aumentano?
    ALT 50,00. 0-45 U/L

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo che io sappia non c’è possibilità di regressione.

  22. giulia

    Ma possono rimanere il secondo grado ?si può vivere a lungo facendo la cura e una dieta sana ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Senza conoscere tutti i dettagli della situazione non me la sento di esprimere giudizi, mi dispiace.

  23. lara

    Gent dott. Mio fratello affetto da cirrosi epatica da epatite c , da ottobre visto le analisi con alfafetoproteina in aumento è stato sottoposto a una serie di accertamenti, la tac ha evidenziato trombosi neoplastica completa con infiltrazioni stomaco e embolia polmonare.Da qualche giorno presenta ittero ascite forte debolezza.i medici dicono che non può essere trattato in nessun modo, volevo un suo parere.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma è una situazione troppo delicata e grave per le mie competenze.

  24. Paola

    Salve dottore.. mio fratello fa uso di superalcolici ormai da anni!! Non vuole fare analisi, ultimamente accenna diversi disturbi, ovvero; sonnolenza eccessiva, va lento di corpo, vomito, spesso gli si gonfia una caviglia e assume antibiotico per risolvere (dopo alcuni giorni si ripresenta il gonfiore), dimentica ciò che dice per qui ripete più volte stessi racconti… “Ciò è quanto riesco a vedere, lui non confida i propri sintomi”. Avrei bisogno di un suo parere per quanto può… la ringrazio dottore!!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Pensa di riuscire a convincerlo a portarlo da un medico?
      Lui nega di avere un problema?

    2. Paola

      Non riesco a convincerlo, impossibile!! Ahhh… la caviglia quando si gonfia diventa rosso fuoco fin quasi altezza ginocchio. Le chiedo gentilmente la sua opinione riguardo ai sintomi esposti, grazie dottore.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo i sintomi non fanno pensare a nulla di buono, perchè quando si manifestano significa di solito che i danni sono già presenti.

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