Calcoli e coliche renali: cause, sintomi, rimedi

Ultimo Aggiornamento: 1800 giorni

Link sponsorizzati

Introduzione

I calcoli renali e le coliche, uno dei disturbi urologici più dolorosi, affliggono la specie umana da millenni, addirittura i ricercatori hanno trovato tracce di calcoli renali in una mummia egizia risalente a 7.000 anni fa.

Sfortunatamente i calcoli renali sono uno dei disturbi più comuni delle vie urinarie, ogni anno si registrano negli Stati Uniti circa 3 milioni di visite mediche e più di mezzo milione di persone si reca al pronto soccorso per complicanze come le coliche renali.

La maggior parte dei calcoli viene espulsa dal corpo senza che sia necessario alcun intervento medico, ma quelli che provocano sintomi di lunga durata o altre complicazioni possono essere curati usando varie tecniche, che per la maggior parte non comportano alcun intervento chirurgico.

Recenti scoperte scientifiche ci hanno permesso di capire meglio i diversi fattori che provocano la comparsa dei calcoli e quindi di ideare terapie migliori per prevenirli.

I calcoli e le vie urinarie

Dall'alto verso il basso si trovano i reni, gli ureteri, la vescica e l'uretra.

Dall'alto verso il basso si trovano i reni, gli ureteri, la vescica e l'uretra.

L’apparato urinario (o escretore) è formato dai reni, dagli ureteri, dalla vescica e dall’uretra. I reni sono due organi a forma di fagiolo, collocati sotto le costole a metà circa della schiena, uno per lato rispetto alla colonna vertebrale.

I reni rimuovono l’acqua e i rifiuti in eccesso dal sangue producendo l’urina, mantengono anche stabile l’equilibrio dei sali e di altre sostanze presenti nel sangue. I reni producono inoltre gli ormoni che aiutano a costruire ossa forti e a sitetizzare i globuli rossi.

Gli ureteri, due stretti tubicini, consentono il passaggio dell’urina dai reni alla vescica, una cavità di forma ovale che si trova nel basso ventre. Esattamente come in un palloncino le pareti elastiche della vescica si distendono e si espandono per accogliere l’urina; quando le pareti della vescica si contraggono l’urina fuoriesce dal corpo tramite l’uretra.

Calcolo renale umano (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Nefrolit.jpg)

Calcolo renale umano (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Nefrolit.jpg)

Il calcolo renale è un ammasso duro fatto di cristalli che si separano dall’urina all’interno delle vie urinarie. In condizioni normali l’urina contiene particolari sostanze chimiche che prevengono o inibiscono la formazione dei cristalli, sembra tuttavia che questi inibitori non funzionino bene in tutte le persone con consegunte sviluppo di calcoli.

Se i cristalli rimangono abbastanza piccoli percorreranno le vie urinarie e verranno espulsi dall’organismo insieme all’urina, senza causare problemi.

I calcoli renali possono contenere diverse combinazioni di sostanze chimiche, il tipo più comune contiene calcio, combinato con l’ossalato oppure con il fosfato. Queste sostanze chimiche fanno parte della dieta normale e vanno a costruire parti importanti dell’organismo, come le ossa e i muscoli.

Un tipo meno comune è quello causato da un’infezione delle vie urinarie, in questo caso si parla di calcoli di struvite od infettivi. Un altro tipo, quelli da acido urico, è ancora meno frequente, mentre i calcoli di cistina sono rari.

Urolitiasi è il termine che i medici usano per descrivere i calcoli che si formano nelle vie urinarie, altri termini usati di frequente sono calcolosi delle vie urinarie e nefrolitiasi. In campo medico si sentono inoltre termini particolari per descrivere la collocazione del cristallo nelle vie urinarie, ad esempio la parola ureterolitiasi è usata per descrivere un calcolo che si trova nell’uretere. In questo articolo, per semplicità, useremo sempre l’espressione calcolo renale o cristallo.

I calcoli biliari e i calcoli renali non sono in alcun modo collegati.

Si formano in zone diverse dell’organismo, chi è affetto da un calcolo biliare non ha necessariamente maggiori probabilità di sviluppare calcoli renali.

Cause

Per ragioni tuttora sconosciute il numero di persone affette da calcoli renali negli Stati Uniti è andato crescendo negli ultimi trent’anni, alla fine degli anni Settanta meno del quattro per cento della popolazione presentava disturbi che portavano alla formazione di calcoli, mentre all’inizio degli anni Novanta la percentuale di popolazione affetta da questo disturbo era già aumentata a più del cinque per cento.

Le persone di razza caucasica sono più soggette rispetto a quelle di razza africana, ed in generale ne sono maggiormente soggetti gli uomini in cui l’insorgenza di coliche e calcoli aumenta considerevolmente dopo i quarant’anni e continua ad aumentare fino ai settant’anni.

Per le donne la maggiore insorgenza si registra intorno ai cinquant’anni.

Se in passato si hanno avuti diversi episodi di calcolosi c’è maggiore probabilità di svilupparne altri.

I medici non sanno sempre con esattezza che cosa provochi la formazione del cristallo, alcuni alimenti possono favorire la formazione in persone già predisposte, però i ricercatori non ritengono che l’assunzione di un alimento specifico sia sufficiente per far comparire i calcoli nelle persone non predisposte.

Se ci sono precedenti famigliari di calcoli renali il paziente avrà maggiori probabilità di soffrirne.

Anche

  • le infezioni delle vie urinarie,
  • le malattie renali come la malattia cistica renale
  • e alcuni disordini metabolici come l’iperparatiroidismo

sono collegati con la formazione dei calcoli.

Inoltre più del 70 per cento delle persone affette da una malattia rara di nome acidosi tubulare renale sviluppano i calcoli renali.

La cistinuria e l’iperossaluria sono altri due rari disordini metabolici che spesso provocano la formazione di calcoli renali.

  • Nella cistinuria, viene eliminata troppa cistina (un aminoacido che non si dissolve nell’urina) e questo provoca la formazione di calcoli costituiti appunto da cistina.
  • Nei pazienti affetti da iperossaluria l’organismo produce troppo ossalato (un sale). Se le urine contengono una maggiore quantità di ossalato insolubile i cristalli si depositano e formano i calcoli.

L’ipercalciuria è una malattia ereditaria e rappresenta la causa principale del problema in più della metà dei pazienti. Il calcio viene assorbito dagli alimenti in quantità maggiore del dovuto e quindi passa nell’urina. L’elevato livello di calcio nell’urina provoca la formazione di cristalli di ossalato di calcio o fosfato di calcio nei reni, oppure in altre zone dell’apparato escretore.

Tra le altre cause della formazione di calcoli troviamo l’iperuricosuria, un disturbo del metabolismo dell’acido urico, la gotta, l’assunzione eccessiva di vitamina D, le ostruzioni e le infezioni delle vie urinarie. Alcuni diuretici e antiacidi a base di calcio possono far aumentare il rischio di formazione di calcoli renali perché accrescono la quantità di calcio presente nell’urina.

I calcoli di ossalato di calcio possono comparire anche nelle persone affette da infiammazioni croniche dell’intestino o che si sono sottoposte a un’operazione di bypass intestinale od intervento di stomia. Come già abbiamo ricordato i calcoli di struvite si possono formare nei pazienti che hanno sofferto in passato di infezioni delle vie urinarie. Anche le persone che assumono l’inibitore delle proteasi indinavir, un farmaco usato per curare l’infezione da HIV, possono essere maggiormente a rischio per quanto riguarda i calcoli renali.

Sintomi

Spesso i calcoli renali sono asintomatici, di norma il primo segnale di un calcolo renale è un dolore molto intenso che inizia all’improvviso quando il calcolo si muove nelle vie urinarie e ostruisce il flusso dell’urina. Il paziente sperimenta un dolore molto acuto e crampiforme alla schiena e sui fianchi nella zona del rene, oppure nel basso ventre: si tratta della cosiddetta colica renale. In seguito, il dolore può estendersi verso la zona inguinale.

Se il calcolo è di grandi dimensioni e non può transitare con facilità il dolore si fa più intenso: i muscoli che formano le strette pareti dell’uretere si contraggono per spingerlo verso la vescica. Quando il calcolo si muove e l’organismo cerca di espellerlo può comparire del sangue nell’urina, che quindi può diventare di colore rosato; quando il calcolo discende attraverso l’uretere e si avvicina alla vescica, il paziente può avvertire la necessità di urinare con maggior frequenza oppure avere una sensazione di bruciore durante la minzione.

A volte si possono verificare nausea e vomito.

Se uno o più di questi sintomi è accompagnato da febbre e brividi, potrebbe esserci un’infezione. In questo caso, il paziente dovrebbe chiamare immediatamente un medico.

Diagnosi

Radiografia con calcoli (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Kidney_stones_abdominal_X-ray.jpg)

Radiografia con calcoli (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Kidney_stones_abdominal_X-ray.jpg)

Spesso i calcoli silenti, cioè quelli che non provocano sintomi evidenti come la colica renale, possono essere individuati da una radiografia, durante un esame di routine. Se i calcoli sono piccoli nella maggior parte dei casi verranno espulsi senza creare problemi, spesso invece i calcoli renali vengono individuati da una radiografia o da un’ecografia, richiesta dal paziente che lamenta presenza di sangue nelle urine od un dolore improvviso. Queste immagini diagnostiche forniscono al medico informazioni importanti sulla dimensione e sulla posizione del calcolo, mentre gli esami del sangue e delle urine possono permettere di individuare qualsiasi sostanza anomala che potrebbe favorire la formazione del calcolo.

Il medico può decidere di esaminare le vie urinarie usando uno speciale esame chiamato tomografia computerizzata oppure un pielogramma intravenoso (IVP). I risultati di questi esami aiuteranno a decidere qual è la terapia più adatta.

Cura e terapia

Per fortuna di solito non è necessario ricorrere all’intervento chirurgico, perchè la maggior parte dei calcoli renali vengono espulsi naturalmente se si beve molta acqua (due o tre litri al giorno), che facilità il movimento del calcolo. Spesso il paziente può restare a casa durante questa terapia, bevendo molti liquidi ed assumendo farmaci analgesici se necessario. Il medico di solito chiede al paziente di conservare il calcolo, una volta espulso, per ulteriori analisi di laboratorio (per raccoglierlo si può usare una tazza o un colino).

Dieta e stile di vita

Il cambiamento più importante e più semplice dello stile di vita utile per prevenire la formazione di calcoli e conseguente comparsa di coliche è quello di assumere più liquidi: l’acqua è l’alternativa migliore. Chi è più soggetto alla formazione di calcoli dovrebbe cercare di bere durante la giornata abbastanza liquidi da produrre almeno due litri di urina nelle 24 ore.

In passato alle persone affette da calcoli di calcio veniva consigliato di evitare i prodotti caseari ed altri alimenti con alto contenuto di calcio, in realtà ricerche recenti hanno dimostrato che gli alimenti ricchi di calcio, compresi i prodotti caseari, possono contribuire alla prevenzione dei calcoli di calcio. Se si assumono integratori di calcio invece il rischio di sviluppare i calcoli può aumentare. Ai pazienti può essere consigliato di evitare alimenti arricchiti con vitamina D e alcuni tipi di antiacidi a base di calcio.

Chi soffre di alti livelli di acido urico dovrebbe mangiare meno carne, pesce e pollame; questi alimenti sono responsabili di un aumento della quantità di acido urico nell’urina.

Per prevenire i calcoli di cistina il paziente dovrebbe bere ogni giorno abbastanza acqua da diluire la concentrazione urinaria della cistina, ma questo processo non è né semplice né lineare. Potrebbe essere necessario bere circa quattro litri d’acqua nelle 24 ore, e circa un terzo di questa quantità dovrebbe essere bevuto durante la notte.

Terapie mediche

Il medico può prescrivere alcuni farmaci che contribuiscono a prevenire la formazione di calcoli di calcio e di acido urico: questi farmaci controllano la quantità di acidi o di alcali presenti nell’urina, fattori fondamentali nella formazione dei cristalli. L’allopurinolo (Zyloric®) è un farmaco che può rivelarsi utile in alcuni casi di iperuricosuria.

I medici di solito tendono a tenere sotto controllo l’ipercalciuria, e quindi a prevenire i calcoli di calcio, prescrivendo particolari diuretici, come ad esempio l’idroclorotiazide (Esidrex®). Questi farmaci fanno diminuire la quantità di calcio rilasciata dai reni nell’urina, favorendo così la ritenzione del calcio all’interno delle ossa; la loro efficacia è massima se l’apporto di sodio dalla dieta è basso. Più raramente ai pazienti affetti da ipercalciuria viene somministrato uno speciale farmaco che lega il calcio nell’intestino e previene il suo passaggio nell’urina.

Se non si riesce a tenere sotto controllo i calcoli di cistina con la maggiore assunzione di liquidi, il medico potrebbe prescrivere farmaci come il Thiola® che aiutano a diminuire la quantità di cistina nell’urina.

Per i calcoli di struvite che sono stati completamente rimossi, la prima forma di prevenzione è quella di eliminare dall’urina i batteri che possono causare l’infezione. L’urina del paziente sarà esaminata regolarmente per accertarsi che non siano presenti i batteri. Se non si riescono a rimuovere completamente il medico può prescrivere un farmaco chiamato acido acetoidrossaminico che, usato in combinazione con una terapia antibiotica sul lungo periodo, può prevenire l’infezione che porta alla crescita dei cristalli.

Le persone affette da iperparatiroidismo a volte sviluppano calcoli di calcio: la terapia in questo caso prevede l’intervento chirurgico di rimozione delle paratiroidi, ghiandole collocate nel collo. La rimozione delle ghiandole risolve i problemi di iperparatiroidismo e di formazione di calcoli renali.

Terapia chirurgica

L’intervento chirurgico può rivelarsi necessario per rimuovere il calcolo renale se il cristallo:

  • non viene espulso dopo un periodo ragionevole e provoca dolore  e coliche costanti,
  • è troppo grande per essere espulso naturalmente, oppure è collocato in posizione difficile,
  • ostruisce il flusso dell’urina,
  • provoca un’infezione di lunga durata delle vie urinarie,
  • danneggia i tessuti renali o provoca un sanguinamento costante,
  • si è ingrandito, come si desume dalle radiografie di controllo.

Fino a 20 anni fa era necessario un intervento chirurgico a cielo aperto per rimuovere il calcolo, per quest’operazione era necessario un ricovero da 4 a 6 settimane. Al giorno d’oggi le terapie sono state perfezionate, molte possibilità di cura non richiedono necessariamente complicati interventi chirurgici a cielo aperto e possono essere eseguite in ambulatorio.

Litotrissia extracorporea a onda d’urto

La litotrissia extracorporea a onda d’urto è la procedura usata con maggiore frequenza per il trattamento dei calcoli renali.

In questo caso le onde d’urto che si creano fuori dall’organismo vengono trasmesse dalla pelle e dai tessuti, fino a colpire i calcoli. I calcoli si rompono in tanti piccoli frammenti e così risulta più facile il loro passaggio nelle vie urinarie, trasportati dall’urina.

Esistono diverse apparecchiature per la litotrissia extracorporea. La maggior parte di esse usa le radiografie oppure l’ecografia per permettere al chirurgo di individuare la posizione del calcolo durante l’intervento. Per la maggior parte degli interventi di litotrissia è necessaria l’anestesia.

Nella maggior parte dei casi può essere eseguita in ambulatorio, la guarigione avviene in un periodo relativamente breve e la maggior parte dei pazienti trattati può riprendere le normali attività già dopo alcuni giorni.

Durante gli interventi di litotrissia, possono originarsi alcune complicazioni:

  • alcuni pazienti possono avere sangue nelle urine per alcuni giorni dopo l’intervento.
  • Si possono verificare bruciore e disagio alla schiena o all’addome provocati dalle onde d’urto.
  • Talvolta i frammenti del cristallo causano lievi ostruzioni durante il transito nelle vie urinarie e provocano disagio. In alcuni casi, il medico inserirà un tubicino (lo stent) per collegare la vescica all’uretere e rendere più agevole il transito dei frammenti.
  • A volte il calcolo non si frantuma totalmente con un solo intervento e quindi può rivelarsi necessario un secondo intervento.

Per ridurre il rischio di complicazioni di solito viene consigliato ai pazienti di non assumere aspirina o altri farmaci che influiscono sulla coagulazione sanguigna per alcune settimane prima dell’intervento.

Come per qualsiasi altro intervento chirurgico bisognerebbe parlare dei rischi e delle complicazioni potenziali con il medico prima di scegliere una terapia di questo genere.

Nefrolitotomia percutanea

A volte per rimuovere un calcolo si consiglia un intervento chiamato nefrolitotomia percutanea.

Nella maggior parte dei casi si ricorre a un intervento di questo tipo quando il calcolo è abbastanza grande oppure si trova in un luogo per cui non sarebbe efficace la litotrissia.

In quest’intervento il chirurgo pratica una minuscola incisione nella schiena e crea un’apertura che va a finire direttamente nel rene. Usando uno strumento apposito (nefroscopio) il chirurgo individua il calcolo e lo rimuove. Per i calcoli più grandi può essere necessario un qualche tipo di energia (ultrasuoni o energia elettroidraulica) per spezzare il calcolo in frammenti di minori dimensioni; spesso i pazienti vengono ricoverati in ospedale per diversi giorni e può essere lasciato inserito un nefrostoma nel loro rene durante il processo di guarigione.

La nefrolitotomia percutanea ha un vantaggio importante: il chirurgo può rimuovere direttamente alcuni dei frammenti del calcolo invece di fare soltanto affidamento sulla loro espulsione naturale dal rene.

Ureteroscopia

Alcuni calcoli che si sviluppano negli ureteri possono essere rimossi con la litotrissia, però può rivelarsi necessaria l’ureteroscopia per quelli che si trovano nella parte media o bassa dell’uretere.

In quest’intervento non viene praticata alcuna incisione, il chirurgo invece fa passare un minuscolo strumento in fibra ottica (l’ureteroscopio) nell’uretra e nella vescica, fino a raggiungere l’uretere. Si individua il calcolo che viene rimosso con un dispositivo simile a una gabbia, oppure è frantumato con uno strumento che produce una specie di onda d’urto.

Per alcuni giorni dopo l’intervento, può essere lasciato un tubicino (stent) nell’uretere, per facilitare il flusso dell’urina. Prima che l’avvento della fibra ottica rendesse possibile l’ureteroscopia, i chirurghi usavano un metodo di estrazione simile, che però avveniva quasi alla cieca, tuttavia questa tecnica viene usata raramente perché comporta un alto rischio di danneggiamento degli ureteri.

Prevenzione

Se in passato si è già sofferto più volte di calcoli e/op coliche renali c’è maggiore probabilità di soffrirne anche in futuro, è quindi importante seguire una strategia di prevenzione. Per capirne la causa il medico prescriverà degli esami di laboratorio, tra cui gli esami delle urine e del sangue; indagherà quindi sulla storia medica del paziente, sulla sua occupazione e sulle abitudini alimentari. Se il calcolo è stato rimosso, oppure se il paziente ne ha già espulso e conservato uno, un’analisi del calcolo potrà aiutare il medico a programmare una terapia corretta.

Il medico potrà chiedere al paziente di raccogliere l’urina delle 24 ore dopo l’espulsione o la rimozione del calcolo. Per la raccolta delle urine delle 24 ore viene fornito al paziente un contenitore grande, che deve essere conservato in frigorifero dopo essere andati in bagno. Il campione raccolto viene usato per misurare il volume dell’urina e i livelli di

  • calcio,
  • sodio,
  • acido urico,
  • ossalato,
  • citrato,
  • creatinina (una sostanza prodotta dal metabolismo muscolare).

Il medico userà queste informazioni per capire qual è la causa della formazione del calcolo, potrebbe essere necessaria una seconda raccolta delle 24 ore per capire se la terapia prescritta è efficace.

Alimenti e bevande che contengono ossalato

Il medico potrebbe consigliare alle persone predisposte alla formazione di cristallii di ossalato di calcio di limitare o evitare del tutto alcuni cibi, se la loro urina contiene un eccesso di ossalato.

Alimenti che contengono ossalato (dalla quantità maggiore alla minore)

  1. Rabarbaro
  2. Spinaci
  3. Barbabietola
  4. Bietole
  5. Germe di grano
  6. Cracker di soia
  7. Arachidi
  8. Cioccolato
  9. Tè nero
  10. Patate dolci

Gli alimenti seguenti, che contengono una modica quantità di ossalato (dalla quantità maggiore alla minore), possono essere assunti in quantità limitata:

  1. Farina di mais
  2. Uva
  3. Sedano
  4. Pepe verde
  5. Lamponi rossi
  6. Torte di frutta
  7. Fragole
  8. Marmellata di agrumi
  9. Fegato

Traduzione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati



Aggiornamenti

Non perdere i prossimi articoli ed aggiornamenti, iscriviti con il tuo indirizzo di posta elettronica; non riceverai mai SPAM e potrai cancellarti con un solo click in ogni momento

Servizio in collaborazione con FeedBurner (Google)

Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. GIUSEPPE

    Buongiorno Dottore. Da un paio di giorni ho sempre lo stimolo di urinare ma quando vado sole poche gocce ma lo stimolo resta cosa mi consiglia?

  2. Anonimo

    Il calcolo piccolo nel reno destra oltre le coliche mai avute per il momento mica porta il gonfiore alla persona

    1. francesco

      e da 10 giorni che ho una colica causata da un calcolo di mm 6 nella parte sx sto facento per il dolore orudis supposte, ogni 10 12 0re per l eliminazione del calcolo prendo uno sciroppo che dicono che molto miracoloiso di nome paloma 3 cucchiai al di e bere molto acua. cosa mi consiglkia di fare.

  3. mia

    buona sera dottore. da 2 giorni un improvviso dolore alla schiena bassa lato sinistro che continua, aumentando mi ha preso anche fianco e basso ventre. feci scure, cosa può essere.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere o lo stesso gas presente nella pancia, oppure per esempio un normale mal di schiena; in ogni caso le raccomando di farsi visitare dal medico.

  4. Emad

    Salve dottore
    Da una settimana che ho un calcolo di 6mm che sta al termine del uretere sinistro,unì giorno mi sento dolori fortissimi alla parte sinistra,il dottore mi ha dato antidolorifico (Tora-Dol) che lo devo prendere quando sento dolori forti,cosa mi consiglia di fare ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Si attenga scrupolosamente alle indicazioni del suo medico.

  5. Alex

    Buongiorno Dottore, dalle analisi dell’urina svolti una settimana fa, risulta il peso specifico a 1032 e i cristalli di ossalato di calcio a 10. Questi valori leggermente fuori norma sono preoccupanti? Possono essere correlati tra loro? Consigli particolari oltre a bere più acqua? La ringrazio dell’attenzione.

  6. Anonimo

    Avevo dolori al basso ventre, difficoltà’ e bruciore ad urinare , sangue nelle urine, ho fatto un ecografia mi hanno trovato un calcolo renale e dei microcalcoli, alterno periodi in cui sto’ bene a periodi in cui sento fastidio al basso ventre , sono stato anche dall’urologo ma non mi ha ordinato nessun tipo di medicinale, dicendo che non c’e’ nulla di grave, prostata dimensioni normali non residui di urine dopo essere andato in bagno, ma quale altro esame potrei fare o a chi rivolgermi per questi fastidi al basso ventre? Ad un nefrologo? Grazie e cordiali saluti

    1. Anonimo

      Grazie per la risposta,si hanno consigliato di bere di più’ e alla domanda cosa devo fare se mi ritornano i fastidi mi hanno risposto che me li devo tenere per qualche giorno per questo chiedevo a chi potrei rivolgermi per sapere se veramente non ci si può’ fare nulla Cordiali saluti.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Temo che non si possa fare nulla di più e bere molto è davvero importante per evitare l’aumento del numero e della dimensione dei calcoli.

    3. Anonimo

      Grazie per la risposta, oggi ho bevuto parecchio , nelle urine c’erano come dei granellini scuri e duri. Cordiali saluti, sempre molto gentile.

  7. michela

    Buona sera dottore,I crostacei lavati male possono far venire i calcoli?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, vanno però evitati completamente in caso di gotta o tendenza alla formazione di calcoli a base di acido urico.

  8. andrea

    Buongiorno. Un anno fa mi hanno scoperto un calcolo ostruente di 1.5 cm a livello del uretEre . 2 settimane fa ho avuto dinuovo dolori è ho ripetuto terapia con levofloxacina + uralyt U per 5 giorni adesso ho dinuovo dolori e ho notato anche sangue di colore rosso cosa mi consiglia grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente nulla più che calcoli, ma è bene fare il punto con lo specialista e valutare con lui anche come prevenirne la formazione.

  9. Remigio

    Salve dottore io sto soffrendo di colica renale, ho un dolore e bruciore ne fianco sx, sono 10 giorni, addirittura se parlo mi fa moltissimo male lo sento,mi punge, cosa posso prentere per farlo uscire.
    grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il medico ha prescritto qualcosa?
      Le hanno suggerito di bere molto?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Temo non possa fare molto altro, oltre ovviamente ad assumere antidolorifici.

  10. loredana

    Gentile dottore ma durante una con Luca bisogna bere????e poi io dopo la colica renale espello sempre un calcolo più o meno di 3-4mm ma ce il rischio che non possa uscire da solo!!!!

  11. loredana

    C’è qualcosa da prendere x il dolore che da il calcolo nel’uretetra prima di essere espulso grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’acqua è quasi sempre consigliata, ma durante la colica in genere il dolore è così forte che non si riesce a bere.
      Sì, ci sono antidolorifici forti da prendere in questi casi.

  12. loredana

    Dottore i calcoli che io espello sono più o meno di 3-4 mm ma ci può essere il rischio che aumentino di dimensioni e fino a che dimensione possono uscire da soli quindi lei mi consiglia di bere tanto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, nel tempo possono aumentare di dimensioni (non so dirle quale sia la dimensione massima); sì, in generale è importante bere molto, ma se è particolarmente soggetto una visita nefrologica per dei consigli più mirati la farei.

  13. loredana

    Mi scusi come mai mi consiglia una visita nefrologica e non urologica la differenza qual’e io non ne capisco grazie x la sua disponibilita e buona sera

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sbaglierebbe anche rivolgendosi ad un urologo, per riportare come spiega la differenza Wikipedia “l’urologo si occupa dei calcoli e della loro asportazione, mentre il nefrologo stabilisce se essi sono causati dall’eccessiva eliminazione di particolari sostanze e, in tal caso, la loro formazione può essere prevenuta con una dieta adeguata.”

  14. auro

    Buonasera volevo chiedere cosa è meglio fare un ecografia o radiografia per valutare la presenza di calcoli renali grazie

  15. Win

    Buongiorno dottore,
    a seguito di una colica renale abbastanza pesante, con fuoriuscita copiosa di sangue mi sono stati trovati tramite radiografia ed ecografia completa: un calcolo di 1cm in un rene, un altro di 4 mm, un altro di 1 cm nell’altro rene e uno di 1,5 cm in vescica. Questo a fine maggio. Mi è stato sconsigliato da più parti l’intervento. Sto bevendo 2 litri di acqua al giorno, alternando alla mia normale acqua la Fiuggi. Mi sono tolta i latticini perché sembrano tutti dovuti al calcio. E sto prendendo 25 gocce la mattina e 25 la sera dell’erba spaccapietra presa in erboristeria. Per ora non ho avuto più coliche, ma ho doloretti ogni tanto ai fianchi. A fine luglio devo ripetere l’ecografia. Lei pensa che riesca ad espellerli in questo modo? E secondo lei in quali tempi?
    La ringrazio tantissimo

    1. Win

      la ringrazio, dottore.
      Mi è stato sconsigliato da più parti un’eventuale gravidanza in questo periodo per ovvi motivi. Uno dei medici mi ha detto che se riesco a togliere il calcolo alla vescica che è quello che mi darebbe più fastidi, e diminuire gli altri forse potrei pensare di provarci ad affrontare una gravidanza perché i calcoli nei reni difficilmente si muovono. Lei pensa che abbia ragione?

  16. Maxvip

    Buongiorno dottore ho un calcolo di 1,5 mm al rene destro ho fatto un bombardamento ma niente da fare mi dice il dottore che dove c’è lo non può mai uscire e mi consiglia di toglierlo operando con i buchi nei fianchi lei che ne pensa

  17. Maxvip

    Dottore in base alla risposta che mi ha dato che non se la sente di dare giudizio all operazione per togliere il calcolo di 1,5mm al rene destro con i buchi nei fianchi mi messo un po’ d’ansia lei non lo farebbe ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non esprimo giudizi perchè non sento di avere le competenze per una valutazione di questo tipo.

  18. edoardo renda

    da unpo’ di giorni ho ematuria nelle urine dapprima avevo un dolore al rene destro poi via via il dolore è scemato ora mi rimane un peso al rene. Premetto che 5 anni fà ho subito un intervento di cistectomia radicale ma pe tutti questi anni non ho avuto nessun problema
    ora sono preoccupato perchè ho letto in internet che quello che ho potrebbe essere causato dall’intervento sono stato dall’urologo e mi ha deto di attendere la tc : ma io mi chiedo con l’ematuria devo aspetare 15giorni ho penso di ricoverarmi di urgenza tramite pronto soccorso?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se ci fossero stati rischi gravi ritengo che sarebbe stato l’urologo a farla ricoverare, ma ovviamente non posso garantirle nulla.

  19. crisitna

    ho dei calcoli nel rene destro microlitiasi ho vomito e febbre mi e stato dato il levoxacin cistalgan coefferalgan ma non passa o sempre male sono stata operata per prolasso e mi e stato messo una tvt bendarella non so se posso espellerli con questa bendarella, in oltre sono stata operata anni fa di calcoli alla cistefele e mi e stata tolta cosa mi consiglia grazie dottore cristina di torino

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma temo sia una situazione al di là delle mie competenze.

Lascia una risposta

La tua privacy mi sta molto a cuore, quindi ti consiglio di non usare nome e cognome reali, è sufficiente il nome, un soprannome, oppure un nome di fantasia; rimango a tua completa disposizione per rimuovere o modificare gli interventi inviati.

Anche se farò il possibile per rispondere ai tuoi dubbi, mi preme ricordarti che sono un farmacista, non un medico, quindi le mie parole NON devono sostituire od essere interpretate come diagnosi o consigli medici; devono invece essere intese come opinioni personali in attesa di parlare con il tuo medico.

Se pensi che abbia scritto qualcosa di sbagliato, nell'articolo o nei commenti, segnalamelo! Una discussione costruttiva è utile a tutti.

Per quanto possibile ti chiederei di rimanere in tema con la pagina, magari cercando quella più adatta al tuo dubbio; se hai difficoltà non preoccuparti e scrivimi ugualmente, al limite cancellerò il messaggio qualche giorno dopo averti risposto.

Sono vietati commenti a scopo pubblicitario.