Calcoli e coliche renali: cause, sintomi, rimedi

Ultimo Aggiornamento: 1453 giorni

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Introduzione

I calcoli renali e le coliche, uno dei disturbi urologici più dolorosi, affliggono la specie umana da millenni, addirittura i ricercatori hanno trovato tracce di calcoli renali in una mummia egizia risalente a 7.000 anni fa.

Sfortunatamente i calcoli renali sono uno dei disturbi più comuni delle vie urinarie, ogni anno si registrano negli Stati Uniti circa 3 milioni di visite mediche e più di mezzo milione di persone si reca al pronto soccorso per complicanze come le coliche renali.

La maggior parte dei calcoli viene espulsa dal corpo senza che sia necessario alcun intervento medico, ma quelli che provocano sintomi di lunga durata o altre complicazioni possono essere curati usando varie tecniche, che per la maggior parte non comportano alcun intervento chirurgico.

Recenti scoperte scientifiche ci hanno permesso di capire meglio i diversi fattori che provocano la comparsa dei calcoli e quindi di ideare terapie migliori per prevenirli.

I calcoli e le vie urinarie

Dall'alto verso il basso si trovano i reni, gli ureteri, la vescica e l'uretra.

Dall'alto verso il basso si trovano i reni, gli ureteri, la vescica e l'uretra.

L’apparato urinario (o escretore) è formato dai reni, dagli ureteri, dalla vescica e dall’uretra. I reni sono due organi a forma di fagiolo, collocati sotto le costole a metà circa della schiena, uno per lato rispetto alla colonna vertebrale.

I reni rimuovono l’acqua e i rifiuti in eccesso dal sangue producendo l’urina, mantengono anche stabile l’equilibrio dei sali e di altre sostanze presenti nel sangue. I reni producono inoltre gli ormoni che aiutano a costruire ossa forti e a sitetizzare i globuli rossi.

Gli ureteri, due stretti tubicini, consentono il passaggio dell’urina dai reni alla vescica, una cavità di forma ovale che si trova nel basso ventre. Esattamente come in un palloncino le pareti elastiche della vescica si distendono e si espandono per accogliere l’urina; quando le pareti della vescica si contraggono l’urina fuoriesce dal corpo tramite l’uretra.

Calcolo renale umano (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Nefrolit.jpg)

Calcolo renale umano (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Nefrolit.jpg)

Il calcolo renale è un ammasso duro fatto di cristalli che si separano dall’urina all’interno delle vie urinarie. In condizioni normali l’urina contiene particolari sostanze chimiche che prevengono o inibiscono la formazione dei cristalli, sembra tuttavia che questi inibitori non funzionino bene in tutte le persone con consegunte sviluppo di calcoli.

Se i cristalli rimangono abbastanza piccoli percorreranno le vie urinarie e verranno espulsi dall’organismo insieme all’urina, senza causare problemi.

I calcoli renali possono contenere diverse combinazioni di sostanze chimiche, il tipo più comune contiene calcio, combinato con l’ossalato oppure con il fosfato. Queste sostanze chimiche fanno parte della dieta normale e vanno a costruire parti importanti dell’organismo, come le ossa e i muscoli.

Un tipo meno comune è quello causato da un’infezione delle vie urinarie, in questo caso si parla di calcoli di struvite od infettivi. Un altro tipo, quelli da acido urico, è ancora meno frequente, mentre i calcoli di cistina sono rari.

Urolitiasi è il termine che i medici usano per descrivere i calcoli che si formano nelle vie urinarie, altri termini usati di frequente sono calcolosi delle vie urinarie e nefrolitiasi. In campo medico si sentono inoltre termini particolari per descrivere la collocazione del cristallo nelle vie urinarie, ad esempio la parola ureterolitiasi è usata per descrivere un calcolo che si trova nell’uretere. In questo articolo, per semplicità, useremo sempre l’espressione calcolo renale o cristallo.

I calcoli biliari e i calcoli renali non sono in alcun modo collegati.

Si formano in zone diverse dell’organismo, chi è affetto da un calcolo biliare non ha necessariamente maggiori probabilità di sviluppare calcoli renali.

Cause

Per ragioni tuttora sconosciute il numero di persone affette da calcoli renali negli Stati Uniti è andato crescendo negli ultimi trent’anni, alla fine degli anni Settanta meno del quattro per cento della popolazione presentava disturbi che portavano alla formazione di calcoli, mentre all’inizio degli anni Novanta la percentuale di popolazione affetta da questo disturbo era già aumentata a più del cinque per cento.

Le persone di razza caucasica sono più soggette rispetto a quelle di razza africana, ed in generale ne sono maggiormente soggetti gli uomini in cui l’insorgenza di coliche e calcoli aumenta considerevolmente dopo i quarant’anni e continua ad aumentare fino ai settant’anni.

Per le donne la maggiore insorgenza si registra intorno ai cinquant’anni.

Se in passato si hanno avuti diversi episodi di calcolosi c’è maggiore probabilità di svilupparne altri.

I medici non sanno sempre con esattezza che cosa provochi la formazione del cristallo, alcuni alimenti possono favorire la formazione in persone già predisposte, però i ricercatori non ritengono che l’assunzione di un alimento specifico sia sufficiente per far comparire i calcoli nelle persone non predisposte.

Se ci sono precedenti famigliari di calcoli renali il paziente avrà maggiori probabilità di soffrirne.

Anche

  • le infezioni delle vie urinarie,
  • le malattie renali come la malattia cistica renale
  • e alcuni disordini metabolici come l’iperparatiroidismo

sono collegati con la formazione dei calcoli.

Inoltre più del 70 per cento delle persone affette da una malattia rara di nome acidosi tubulare renale sviluppano i calcoli renali.

La cistinuria e l’iperossaluria sono altri due rari disordini metabolici che spesso provocano la formazione di calcoli renali.

  • Nella cistinuria, viene eliminata troppa cistina (un aminoacido che non si dissolve nell’urina) e questo provoca la formazione di calcoli costituiti appunto da cistina.
  • Nei pazienti affetti da iperossaluria l’organismo produce troppo ossalato (un sale). Se le urine contengono una maggiore quantità di ossalato insolubile i cristalli si depositano e formano i calcoli.

L’ipercalciuria è una malattia ereditaria e rappresenta la causa principale del problema in più della metà dei pazienti. Il calcio viene assorbito dagli alimenti in quantità maggiore del dovuto e quindi passa nell’urina. L’elevato livello di calcio nell’urina provoca la formazione di cristalli di ossalato di calcio o fosfato di calcio nei reni, oppure in altre zone dell’apparato escretore.

Tra le altre cause della formazione di calcoli troviamo l’iperuricosuria, un disturbo del metabolismo dell’acido urico, la gotta, l’assunzione eccessiva di vitamina D, le ostruzioni e le infezioni delle vie urinarie. Alcuni diuretici e antiacidi a base di calcio possono far aumentare il rischio di formazione di calcoli renali perché accrescono la quantità di calcio presente nell’urina.

I calcoli di ossalato di calcio possono comparire anche nelle persone affette da infiammazioni croniche dell’intestino o che si sono sottoposte a un’operazione di bypass intestinale od intervento di stomia. Come già abbiamo ricordato i calcoli di struvite si possono formare nei pazienti che hanno sofferto in passato di infezioni delle vie urinarie. Anche le persone che assumono l’inibitore delle proteasi indinavir, un farmaco usato per curare l’infezione da HIV, possono essere maggiormente a rischio per quanto riguarda i calcoli renali.

Sintomi

Spesso i calcoli renali sono asintomatici, di norma il primo segnale di un calcolo renale è un dolore molto intenso che inizia all’improvviso quando il calcolo si muove nelle vie urinarie e ostruisce il flusso dell’urina. Il paziente sperimenta un dolore molto acuto e crampiforme alla schiena e sui fianchi nella zona del rene, oppure nel basso ventre: si tratta della cosiddetta colica renale. In seguito, il dolore può estendersi verso la zona inguinale.

Se il calcolo è di grandi dimensioni e non può transitare con facilità il dolore si fa più intenso: i muscoli che formano le strette pareti dell’uretere si contraggono per spingerlo verso la vescica. Quando il calcolo si muove e l’organismo cerca di espellerlo può comparire del sangue nell’urina, che quindi può diventare di colore rosato; quando il calcolo discende attraverso l’uretere e si avvicina alla vescica, il paziente può avvertire la necessità di urinare con maggior frequenza oppure avere una sensazione di bruciore durante la minzione.

A volte si possono verificare nausea e vomito.

Se uno o più di questi sintomi è accompagnato da febbre e brividi, potrebbe esserci un’infezione. In questo caso, il paziente dovrebbe chiamare immediatamente un medico.

Diagnosi

Radiografia con calcoli (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Kidney_stones_abdominal_X-ray.jpg)

Radiografia con calcoli (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Kidney_stones_abdominal_X-ray.jpg)

Spesso i calcoli silenti, cioè quelli che non provocano sintomi evidenti come la colica renale, possono essere individuati da una radiografia, durante un esame di routine. Se i calcoli sono piccoli nella maggior parte dei casi verranno espulsi senza creare problemi, spesso invece i calcoli renali vengono individuati da una radiografia o da un’ecografia, richiesta dal paziente che lamenta presenza di sangue nelle urine od un dolore improvviso. Queste immagini diagnostiche forniscono al medico informazioni importanti sulla dimensione e sulla posizione del calcolo, mentre gli esami del sangue e delle urine possono permettere di individuare qualsiasi sostanza anomala che potrebbe favorire la formazione del calcolo.

Il medico può decidere di esaminare le vie urinarie usando uno speciale esame chiamato tomografia computerizzata oppure un pielogramma intravenoso (IVP). I risultati di questi esami aiuteranno a decidere qual è la terapia più adatta.

Cura e terapia

Per fortuna di solito non è necessario ricorrere all’intervento chirurgico, perchè la maggior parte dei calcoli renali vengono espulsi naturalmente se si beve molta acqua (due o tre litri al giorno), che facilità il movimento del calcolo. Spesso il paziente può restare a casa durante questa terapia, bevendo molti liquidi ed assumendo farmaci analgesici se necessario. Il medico di solito chiede al paziente di conservare il calcolo, una volta espulso, per ulteriori analisi di laboratorio (per raccoglierlo si può usare una tazza o un colino).

Dieta e stile di vita

Il cambiamento più importante e più semplice dello stile di vita utile per prevenire la formazione di calcoli e conseguente comparsa di coliche è quello di assumere più liquidi: l’acqua è l’alternativa migliore. Chi è più soggetto alla formazione di calcoli dovrebbe cercare di bere durante la giornata abbastanza liquidi da produrre almeno due litri di urina nelle 24 ore.

In passato alle persone affette da calcoli di calcio veniva consigliato di evitare i prodotti caseari ed altri alimenti con alto contenuto di calcio, in realtà ricerche recenti hanno dimostrato che gli alimenti ricchi di calcio, compresi i prodotti caseari, possono contribuire alla prevenzione dei calcoli di calcio. Se si assumono integratori di calcio invece il rischio di sviluppare i calcoli può aumentare. Ai pazienti può essere consigliato di evitare alimenti arricchiti con vitamina D e alcuni tipi di antiacidi a base di calcio.

Chi soffre di alti livelli di acido urico dovrebbe mangiare meno carne, pesce e pollame; questi alimenti sono responsabili di un aumento della quantità di acido urico nell’urina.

Per prevenire i calcoli di cistina il paziente dovrebbe bere ogni giorno abbastanza acqua da diluire la concentrazione urinaria della cistina, ma questo processo non è né semplice né lineare. Potrebbe essere necessario bere circa quattro litri d’acqua nelle 24 ore, e circa un terzo di questa quantità dovrebbe essere bevuto durante la notte.

Terapie mediche

Il medico può prescrivere alcuni farmaci che contribuiscono a prevenire la formazione di calcoli di calcio e di acido urico: questi farmaci controllano la quantità di acidi o di alcali presenti nell’urina, fattori fondamentali nella formazione dei cristalli. L’allopurinolo (Zyloric®) è un farmaco che può rivelarsi utile in alcuni casi di iperuricosuria.

I medici di solito tendono a tenere sotto controllo l’ipercalciuria, e quindi a prevenire i calcoli di calcio, prescrivendo particolari diuretici, come ad esempio l’idroclorotiazide (Esidrex®). Questi farmaci fanno diminuire la quantità di calcio rilasciata dai reni nell’urina, favorendo così la ritenzione del calcio all’interno delle ossa; la loro efficacia è massima se l’apporto di sodio dalla dieta è basso. Più raramente ai pazienti affetti da ipercalciuria viene somministrato uno speciale farmaco che lega il calcio nell’intestino e previene il suo passaggio nell’urina.

Se non si riesce a tenere sotto controllo i calcoli di cistina con la maggiore assunzione di liquidi, il medico potrebbe prescrivere farmaci come il Thiola® che aiutano a diminuire la quantità di cistina nell’urina.

Per i calcoli di struvite che sono stati completamente rimossi, la prima forma di prevenzione è quella di eliminare dall’urina i batteri che possono causare l’infezione. L’urina del paziente sarà esaminata regolarmente per accertarsi che non siano presenti i batteri. Se non si riescono a rimuovere completamente il medico può prescrivere un farmaco chiamato acido acetoidrossaminico che, usato in combinazione con una terapia antibiotica sul lungo periodo, può prevenire l’infezione che porta alla crescita dei cristalli.

Le persone affette da iperparatiroidismo a volte sviluppano calcoli di calcio: la terapia in questo caso prevede l’intervento chirurgico di rimozione delle paratiroidi, ghiandole collocate nel collo. La rimozione delle ghiandole risolve i problemi di iperparatiroidismo e di formazione di calcoli renali.

Terapia chirurgica

L’intervento chirurgico può rivelarsi necessario per rimuovere il calcolo renale se il cristallo:

  • non viene espulso dopo un periodo ragionevole e provoca dolore  e coliche costanti,
  • è troppo grande per essere espulso naturalmente, oppure è collocato in posizione difficile,
  • ostruisce il flusso dell’urina,
  • provoca un’infezione di lunga durata delle vie urinarie,
  • danneggia i tessuti renali o provoca un sanguinamento costante,
  • si è ingrandito, come si desume dalle radiografie di controllo.

Fino a 20 anni fa era necessario un intervento chirurgico a cielo aperto per rimuovere il calcolo, per quest’operazione era necessario un ricovero da 4 a 6 settimane. Al giorno d’oggi le terapie sono state perfezionate, molte possibilità di cura non richiedono necessariamente complicati interventi chirurgici a cielo aperto e possono essere eseguite in ambulatorio.

Litotrissia extracorporea a onda d’urto

La litotrissia extracorporea a onda d’urto è la procedura usata con maggiore frequenza per il trattamento dei calcoli renali.

In questo caso le onde d’urto che si creano fuori dall’organismo vengono trasmesse dalla pelle e dai tessuti, fino a colpire i calcoli. I calcoli si rompono in tanti piccoli frammenti e così risulta più facile il loro passaggio nelle vie urinarie, trasportati dall’urina.

Esistono diverse apparecchiature per la litotrissia extracorporea. La maggior parte di esse usa le radiografie oppure l’ecografia per permettere al chirurgo di individuare la posizione del calcolo durante l’intervento. Per la maggior parte degli interventi di litotrissia è necessaria l’anestesia.

Nella maggior parte dei casi può essere eseguita in ambulatorio, la guarigione avviene in un periodo relativamente breve e la maggior parte dei pazienti trattati può riprendere le normali attività già dopo alcuni giorni.

Durante gli interventi di litotrissia, possono originarsi alcune complicazioni:

  • alcuni pazienti possono avere sangue nelle urine per alcuni giorni dopo l’intervento.
  • Si possono verificare bruciore e disagio alla schiena o all’addome provocati dalle onde d’urto.
  • Talvolta i frammenti del cristallo causano lievi ostruzioni durante il transito nelle vie urinarie e provocano disagio. In alcuni casi, il medico inserirà un tubicino (lo stent) per collegare la vescica all’uretere e rendere più agevole il transito dei frammenti.
  • A volte il calcolo non si frantuma totalmente con un solo intervento e quindi può rivelarsi necessario un secondo intervento.

Per ridurre il rischio di complicazioni di solito viene consigliato ai pazienti di non assumere aspirina o altri farmaci che influiscono sulla coagulazione sanguigna per alcune settimane prima dell’intervento.

Come per qualsiasi altro intervento chirurgico bisognerebbe parlare dei rischi e delle complicazioni potenziali con il medico prima di scegliere una terapia di questo genere.

Nefrolitotomia percutanea

A volte per rimuovere un calcolo si consiglia un intervento chiamato nefrolitotomia percutanea.

Nella maggior parte dei casi si ricorre a un intervento di questo tipo quando il calcolo è abbastanza grande oppure si trova in un luogo per cui non sarebbe efficace la litotrissia.

In quest’intervento il chirurgo pratica una minuscola incisione nella schiena e crea un’apertura che va a finire direttamente nel rene. Usando uno strumento apposito (nefroscopio) il chirurgo individua il calcolo e lo rimuove. Per i calcoli più grandi può essere necessario un qualche tipo di energia (ultrasuoni o energia elettroidraulica) per spezzare il calcolo in frammenti di minori dimensioni; spesso i pazienti vengono ricoverati in ospedale per diversi giorni e può essere lasciato inserito un nefrostoma nel loro rene durante il processo di guarigione.

La nefrolitotomia percutanea ha un vantaggio importante: il chirurgo può rimuovere direttamente alcuni dei frammenti del calcolo invece di fare soltanto affidamento sulla loro espulsione naturale dal rene.

Ureteroscopia

Alcuni calcoli che si sviluppano negli ureteri possono essere rimossi con la litotrissia, però può rivelarsi necessaria l’ureteroscopia per quelli che si trovano nella parte media o bassa dell’uretere.

In quest’intervento non viene praticata alcuna incisione, il chirurgo invece fa passare un minuscolo strumento in fibra ottica (l’ureteroscopio) nell’uretra e nella vescica, fino a raggiungere l’uretere. Si individua il calcolo che viene rimosso con un dispositivo simile a una gabbia, oppure è frantumato con uno strumento che produce una specie di onda d’urto.

Per alcuni giorni dopo l’intervento, può essere lasciato un tubicino (stent) nell’uretere, per facilitare il flusso dell’urina. Prima che l’avvento della fibra ottica rendesse possibile l’ureteroscopia, i chirurghi usavano un metodo di estrazione simile, che però avveniva quasi alla cieca, tuttavia questa tecnica viene usata raramente perché comporta un alto rischio di danneggiamento degli ureteri.

Prevenzione

Se in passato si è già sofferto più volte di calcoli e/op coliche renali c’è maggiore probabilità di soffrirne anche in futuro, è quindi importante seguire una strategia di prevenzione. Per capirne la causa il medico prescriverà degli esami di laboratorio, tra cui gli esami delle urine e del sangue; indagherà quindi sulla storia medica del paziente, sulla sua occupazione e sulle abitudini alimentari. Se il calcolo è stato rimosso, oppure se il paziente ne ha già espulso e conservato uno, un’analisi del calcolo potrà aiutare il medico a programmare una terapia corretta.

Il medico potrà chiedere al paziente di raccogliere l’urina delle 24 ore dopo l’espulsione o la rimozione del calcolo. Per la raccolta delle urine delle 24 ore viene fornito al paziente un contenitore grande, che deve essere conservato in frigorifero dopo essere andati in bagno. Il campione raccolto viene usato per misurare il volume dell’urina e i livelli di

  • calcio,
  • sodio,
  • acido urico,
  • ossalato,
  • citrato,
  • creatinina (una sostanza prodotta dal metabolismo muscolare).

Il medico userà queste informazioni per capire qual è la causa della formazione del calcolo, potrebbe essere necessaria una seconda raccolta delle 24 ore per capire se la terapia prescritta è efficace.

Alimenti e bevande che contengono ossalato

Il medico potrebbe consigliare alle persone predisposte alla formazione di cristallii di ossalato di calcio di limitare o evitare del tutto alcuni cibi, se la loro urina contiene un eccesso di ossalato.

Alimenti che contengono ossalato (dalla quantità maggiore alla minore)

  1. Rabarbaro
  2. Spinaci
  3. Barbabietola
  4. Bietole
  5. Germe di grano
  6. Cracker di soia
  7. Arachidi
  8. Cioccolato
  9. Tè nero
  10. Patate dolci

Gli alimenti seguenti, che contengono una modica quantità di ossalato (dalla quantità maggiore alla minore), possono essere assunti in quantità limitata:

  1. Farina di mais
  2. Uva
  3. Sedano
  4. Pepe verde
  5. Lamponi rossi
  6. Torte di frutta
  7. Fragole
  8. Marmellata di agrumi
  9. Fegato

Traduzione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anna 27 aprile 2014

    buon giorno dottore mia mamma ha fatto una colica renale ma all dopo
    aver fatto 2 flebo e delle ecografie non sono riusciti a vedere nulla ma continua ad avere male il fianco e va avanti con doradol iniezini ma adesso ce il problema che non riesce andare in bagno da 2 giorni però va solo fare la pipì cosa posso fare.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Valuti con il medico di base se intervenire con un clistere.

  2. luigi

    Buongiorno
    Ho un calcolo al rene sinistro, un anno fa mi e stato messo il rene a riposo posizionandomi uno stent che dopo due mesi mi è stato rimosso successivamente mi hanno praticato due litotrissie extracoporee il calcolo di 8 mm è esploso ma i frammenti sono ancora nel rene l ultima litrotissia mi è stata praticata cinque mesi fa ultimamente accuso sempre dolori lombari e dall ultima ecografia addominale risulta che non è uscito nulla
    quali altri rimedi ci sono oltre a bere due litri di acqua al giorno?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo temo null’altro; sono stati analizzati i minerali di cui è composto il calcolo?

    2. luigi

      Egr dottore
      non so se è partito il mio commento
      le chiedevo se gentilmente puo indicarmi la posologia dell erba spaccapietra plyllantus nimuri ho acquistato l estratto in gocce
      la ringrazio, cordialità

  3. Anonimo

    Buongiorno …sono alla 37 settimana di gravidanza e l altro ieri ho accusato un dolore tipo colica dietro la schiena ma non verso il basso più verso il polmone sentivo male anche a toccare .. Ho notato che subito dopo aver urinato mi veniva di più ,sono un po’ spaventata poiché a breve avrò il cesareo e più che il rene sospetto il polmone poiché ho avuto una bella tosse fino a ieri che ora grazie al cielo mi sta abbandonando ..la sera stessa che ho avuto il dolore mi sono recata in ospedale e. Il tempo di arrivare mi era passata io non ho bene indicato il punto di dolore ho dato per scontato che fosse una colica renale poiché mi è veniva a intermittenza quindi mi hanno fatto le urine e visitato e tutto era apposto ..ora mi chiedo che può essere ..oltretutto il gg dopo ho avvertito ancora dei fastidi dopo pranzo e poco prima di cena.. Scusi se mi sono dilungata la ringrazio

  4. Anonimo

    Salve, sono una ragazza di vent’anni e da un paio di giorni avverto dei dolori alla schiena e al fianco destro. Stanotte invece i dolori si sono spostati al fianco sinistro. Precedentemente ho avuto dei problemi alla vescica, non riuscendo ad urinare bene, bruciori e andando molto più frequentemente del solito. Adesso sono venuti questi dolori, ma inizialmente pensavo fossero legati al ciclo, visto che una notte avevo anche un forte mal di pancia oltre ad essi. Ho assunto un antidolorifico, dopo circa un’ora si è alleviato un po’ il dolore ma si ripresenta quasi ogni giorno/notte, a volte forte a volte meno doloroso, a volte mi impedisce anche di dormire o di poter svolgere le mie normali attività quotidiane. Ho da poco fatto una visita ginecologica ed è risultato l’utero un po’ infiammato. La dottoressa mi ha prescritto degli ovuli da assumere regolarmente ogni sera prima di andare a dormire. Inizialmente quei fastidi alla vescica li ho collegati ad esso, ma adesso questi dolori ai fianchi mi hanno fatto pensare che possano essere dei calcoli.
    Lei cosa ne pensa? Se questi dolori continuano prossimamente prenderò appuntamento dal medico curante di famiglia, momentaneamente sono fuori sede e le chiedo un semplice parere.
    Grazie in anticipo per la sua risposta, le auguro una buona giornata.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, l’ipotesi calcoli/renella è assolutamente plausibile.

  5. Michele

    Salve,
    da due giorni avverto un forte dolore alla schiena, ai fianchi (zona anche) e mi tirò leggermente al ventre. Si potrebbe trattare di colica?
    Comunque vado in bagno regolarmente…
    Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Possibile, ma non credo renale che in genere causa dolore molto più severo.

  6. Erica

    Mi chiamo Erica ho 2 calcoli renali uno di 9 mm e uno di 12 mm.volevo sapere come si opera in ‘ospedale?

  7. fabiana

    salve .Oggi ho fatto un eco ai reni
    e nei risultati c e scritto cosi:CISTI PARAPIELICA A SX.ENTRAMBI I RENI SONO IN SEDE E NON PRESENTANO STASI DELLE VIE ESCRETICI. dottore cosa sono queste cisti?? mi devo preoccupare? mi ha consigliato una tac.

  8. pallina

    Buonasera signor dottore. Da un po di giorni soffro di dolori forti ai reni sto bene solo in piedi camminando ma se già mi siedo o cerco di piegarmi per prendere qualcosa da terra mi fa male. Mi hanno trovato la tiroide da poco non urino molto durante il giorno ma bevo tanto. Può dirmi cos’è. La ringrazio

  9. Gianluca

    Salve dottore, vorrei sapere se i calcolirenali (avendone sofferto) possono avere come sintomi anche indolenzimento/dolore ai testicoli, nella parte posteriore degli stessi, dove lo scroto si attacca al corpo.
    grazie mille

    1. Gianluca

      Ho avuto questa notte, qualche bruciore al centro dell’ asta del pene, che andava e veniva , ..e in passato mi capito’ questo bruciore per un calcoletto…(interno asta) che poi espulsi, pensando invece che focce un’infezione…

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se i sintomi non passassero entro 24-36 ore le raccomando una visita per chiarire il problema, ma la sua ipotesi è plausibile.

  10. assunta

    Salve .mi hanno diagnosticato un rene ptosico.(destro).volevo sapere il motivo del forte dolore dato che l’urinocultura va bene. Tocca qualche nervo? e quale ginnastica rinforzante consiglia per riposizionarlo?non so a chi rivolgermi.mi è stato detto che non devo mettere grasso ma muscolo.grazie.buon lavoro

  11. Erica

    Buongiorno dottore in seguito ad una tac mi hanno diagnosticato 2 calcoli renali di 9 mm.potrei sapere come si operano in’ospedale?

  12. Anonimo

    Salve dottore sono una ragazza di 22 anni ieri mattina mi sono svegliata accusando un dolore forte alla gamba che non potevo nemmeno muovere e mi faceva male anche nell’ inguine e dietro al fianco tutto zona destra, oggi il dolore alla gamba si è alleviato, ma da qualche ora avverto un dolore alla schiena, al fianco e mi fa male nella zona dell’ appendice e ogni tanto mi viene un doloretto alla pancia e sto facendo molta aria, potrebbe essere un calcolo?

    1. francesco

      salve dottore mi hanno borbandato i calcoli nel rene sinistro e mi hanno messo lo stent,come mai quando urino mi fa male il rene e sento che si restringe come se si chiudesse e mi brucia sul prepuzio e normale? ed e inserito da circa 14 giorni.Le volevo chiedere se fa male quando devono estrarlo .La ringrazio anticipatamente.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Probabilmente c’è infiammazione residua che le causa dolore.
      2. Più che altro dovrebbe essere fastidioso.

  13. anna

    Buonasera sofro spesso di calcoli e coliche sono piena di calcoli in tutti e due i reni ho fatto le. flebo con spasmex tad 600 debridat per vomito perché non posso prendere medicine che anno lattosio e sodio bisolfonito ma il dolore non passa secondo lei cosa posso fare grazie perla riposta buona serata

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Beve a sufficienza durante il giorno?
      Sono già stati espulsi ed analizzati dei calcoli?

  14. anna

    si bevo 3 litri di acqua al giorno ma urino poco e non riesco a capire il perche non o mandato nessun calcolo e o troppo dolore pultroppo vorrei capire se si può fare qualcosa grazie per le sue risposte

  15. paola pagani

    buongiorno mi chiamo paola pagani ho piccoli calcoli in basso a destra bevo molto mi fa male in basso possono intervenire chiurgicamente grazie

  16. Sara

    Buona serata
    casualmente durante un’ecografia all’addome, è risultato che ho un calcolo di cm.1 circa, sono sincera tranne un leggero pizzicore nella sede renale sinistra, non ho altro. Bevo dai 2 ai 3 litri di acqua al giorno, saltuariamente soffro di cistite, ma oltre questo non ho altro.
    Secondo lei data la dimensione del calcolo dovrò operarmi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il medico ha previsto una nuova ecografia più avanti?

  17. Anna

    Salve! Ho dato un occhiata al vostro sito che ho trovato interessante e ho pensato di fare una domanda urgente. Il mio ragazzo, 20 anni, ultimamente soffre di dolori di schiena, male al fianco sinistro e sotto la zona ombelicale per quanto ha bruciori quando urina. Si è rivolto al medico e gli ha dato un antibiotico da prendere. Ma non gli ha spiegato quasi nulla. Immagino che sia una colica renale, ma vorrei capire di che tipo potrebbe essere? Puo essere causata da un infezione? Cosa potrebbe fare per curarsi in modo che possa non presentarne più anche perché è la prima volta che li ha.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è detto che sia una colica, se è stato prescritto un antibiotico è più probabile che sia stata diagnosticata un’infezione; se così fosse una volta curata l’episodio sarebbe chiuso e, per ridurre il rischio di recidive, sarebbe utile bere molto per mantenere le urine diluite.

  18. Mas

    Buongiorno dr,
    Da un paio di giorno sentivo un fastidio interno al lato sinistro della vagina, ieri ho avuto coliche renali passate con 2 supposte di voltaren, oggi sento ancora la parte sinistra sopra indicata indolenzita e stimolo costante anche se poi non urino, cosa mi consiglia? Buscopan?
    Grazie

  19. Francesca

    da circa una settimana ho avuto forte dolore solo nella fine della pipì, poi sono arrivati forti dolori ai reni, quindi venerdì mattina ho fatto urinocultura, successivamente visto che il dolore aumentava ho preso monuril x due sere in attesa delle risposte delle analisi, la vescica va meglio, ma i reni no e pure la diarrea con mal di pancia….risposta e.coli oggi inizio antibiotico, ma mio marito dice che secondo lui potrebbe essere un calcolo .
    Il dolore ai reni non passa…..per togliermi il pensiero basta fare un ecografia o una radiografia? grazie di cuore

  20. Francesco

    Buongiorno Dottore,
    domenica sera tornato a casa da una corsa di 1 ora ( la corsa è stata molto molto intensa rispetto al solito) mi sono fatto una doccia e sono andato a mangiare. Nella cena ho mangiato un piatto di pasta molto caldo accompagnato purtroppo da acqua molto fredda. Subito dopo cena mi sono ritrovato sotto il condizionatore che probabilmente è stato la causa dei miei mali : difatti, nelle successive 12-14 ore, sono stato davvero in condizioni critiche. Ho iniziato con diarrea, “aria”, e successivamente ho anche rimesso due o tre volte, il tutto con dolori addominali da panico vertigini, sudorazione forte.. Ho chiesto ai miei genitori di accompagnarmi all’ospedale ma erano le tre di notte e hanno preferito aspettare.
    Nei primi due tre giorni sono stato a riposo completo, a malapena mi alzavo dal divano e mi sentivo molto stanco e privo di forze. Oggi , dopo 3 – 4 giorni,posso dire di stare meglio ma l’urina non posso dire di farla regolarmente e ancora non mi sento di mangiare grosse pietanze. Anche oggi ho preferito cibo “bianco”.

    Resoconto: inizialmente pensavo che la mia condizione fisica fosse causata da indigestione per i troppi sforzi, acqua fredda e aria condizionata. Oggi, non sentendo un miglioramento fisico netto, ho pensato ci fosse altro. Si può trattare di coliche ?
    Ad oggi , come già detto, non urino molto , la sudorazione è molto forte in alcuni momenti e per di più i dolori addominali non sembrano scomparire (anche se diminuiti)

    Consigli oltre a quelli di una visita ? Faccia conto che tra 6 giorni partirò per un intero mese e andrò a Dublino..
    Ringrazio, Francesco

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