Calcoli e coliche renali: cause, sintomi, rimedi

Ultimo Aggiornamento: 180 giorni

Introduzione

I calcoli renali e le coliche, uno dei disturbi urologici più dolorosi, affliggono la specie umana da millenni, addirittura i ricercatori hanno trovato tracce di calcoli renali in una mummia egizia risalente a 7.000 anni fa.

Sfortunatamente i calcoli renali sono uno dei disturbi più comuni delle vie urinarie, ogni anno si registrano negli Stati Uniti circa 3 milioni di visite mediche e più di mezzo milione di persone si reca al pronto soccorso per complicanze come le coliche renali.

La maggior parte dei calcoli viene espulsa dal corpo senza che sia necessario alcun intervento medico, ma quelli che provocano sintomi di lunga durata o altre complicazioni possono essere curati usando varie tecniche, che per la maggior parte non comportano alcun intervento chirurgico.

Recenti scoperte scientifiche ci hanno permesso di capire meglio i diversi fattori che provocano la comparsa dei calcoli e quindi di ideare terapie migliori per prevenirli.

I calcoli e le vie urinarie

Dall'alto verso il basso si trovano i reni, gli ureteri, la vescica e l'uretra.

Dall’alto verso il basso si trovano i reni, gli ureteri, la vescica e l’uretra.

L’apparato urinario (o escretore) è formato dai reni, dagli ureteri, dalla vescica e dall’uretra. I reni sono due organi a forma di fagiolo, collocati sotto le costole a metà circa della schiena, uno per lato rispetto alla colonna vertebrale.

I reni rimuovono l’acqua e i rifiuti in eccesso dal sangue producendo l’urina, mantengono anche stabile l’equilibrio dei sali e di altre sostanze presenti nel sangue. I reni producono inoltre gli ormoni che aiutano a costruire ossa forti e a sitetizzare i globuli rossi.

Gli ureteri, due stretti tubicini, consentono il passaggio dell’urina dai reni alla vescica, una cavità di forma ovale che si trova nel basso ventre. Esattamente come in un palloncino le pareti elastiche della vescica si distendono e si espandono per accogliere l’urina; quando le pareti della vescica si contraggono l’urina fuoriesce dal corpo tramite l’uretra.

Calcolo renale umano (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Nefrolit.jpg)

Calcolo renale umano (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Nefrolit.jpg)

Il calcolo renale è un ammasso duro fatto di cristalli che si separano dall’urina all’interno delle vie urinarie. In condizioni normali l’urina contiene particolari sostanze chimiche che prevengono o inibiscono la formazione dei cristalli, sembra tuttavia che questi inibitori non funzionino bene in tutte le persone con consegunte sviluppo di calcoli.

Se i cristalli rimangono abbastanza piccoli percorreranno le vie urinarie e verranno espulsi dall’organismo insieme all’urina, senza causare problemi.

I calcoli renali possono contenere diverse combinazioni di sostanze chimiche, il tipo più comune contiene calcio, combinato con l’ossalato oppure con il fosfato. Queste sostanze chimiche fanno parte della dieta normale e vanno a costruire parti importanti dell’organismo, come le ossa e i muscoli.

Un tipo meno comune è quello causato da un’infezione delle vie urinarie, in questo caso si parla di calcoli di struvite od infettivi. Un altro tipo, quelli da acido urico, è ancora meno frequente, mentre i calcoli di cistina sono rari.

Urolitiasi è il termine che i medici usano per descrivere i calcoli che si formano nelle vie urinarie, altri termini usati di frequente sono calcolosi delle vie urinarie e nefrolitiasi. In campo medico si sentono inoltre termini particolari per descrivere la collocazione del cristallo nelle vie urinarie, ad esempio la parola ureterolitiasi è usata per descrivere un calcolo che si trova nell’uretere. In questo articolo, per semplicità, useremo sempre l’espressione calcolo renale o cristallo.

I calcoli biliari e i calcoli renali non sono in alcun modo collegati.

Si formano in zone diverse dell’organismo, chi è affetto da un calcolo biliare non ha necessariamente maggiori probabilità di sviluppare calcoli renali.

Cause

Per ragioni tuttora sconosciute il numero di persone affette da calcoli renali negli Stati Uniti è andato crescendo negli ultimi trent’anni, alla fine degli anni Settanta meno del quattro per cento della popolazione presentava disturbi che portavano alla formazione di calcoli, mentre all’inizio degli anni Novanta la percentuale di popolazione affetta da questo disturbo era già aumentata a più del cinque per cento.

Le persone di razza caucasica sono più soggette rispetto a quelle di razza africana, ed in generale ne sono maggiormente soggetti gli uomini in cui l’insorgenza di coliche e calcoli aumenta considerevolmente dopo i quarant’anni e continua ad aumentare fino ai settant’anni.

Per le donne la maggiore insorgenza si registra intorno ai cinquant’anni.

Se in passato si hanno avuti diversi episodi di calcolosi c’è maggiore probabilità di svilupparne altri.

I medici non sanno sempre con esattezza che cosa provochi la formazione del cristallo, alcuni alimenti possono favorire la formazione in persone già predisposte, però i ricercatori non ritengono che l’assunzione di un alimento specifico sia sufficiente per far comparire i calcoli nelle persone non predisposte.

Se ci sono precedenti famigliari di calcoli renali il paziente avrà maggiori probabilità di soffrirne.

Anche

  • le infezioni delle vie urinarie,
  • le malattie renali come la malattia cistica renale
  • e alcuni disordini metabolici come l’iperparatiroidismo

sono collegati con la formazione dei calcoli.

Inoltre più del 70 per cento delle persone affette da una malattia rara di nome acidosi tubulare renale sviluppano i calcoli renali.

La cistinuria e l’iperossaluria sono altri due rari disordini metabolici che spesso provocano la formazione di calcoli renali.

  • Nella cistinuria, viene eliminata troppa cistina (un aminoacido che non si dissolve nell’urina) e questo provoca la formazione di calcoli costituiti appunto da cistina.
  • Nei pazienti affetti da iperossaluria l’organismo produce troppo ossalato (un sale). Se le urine contengono una maggiore quantità di ossalato insolubile i cristalli si depositano e formano i calcoli.

L’ipercalciuria è una malattia ereditaria e rappresenta la causa principale del problema in più della metà dei pazienti. Il calcio viene assorbito dagli alimenti in quantità maggiore del dovuto e quindi passa nell’urina. L’elevato livello di calcio nell’urina provoca la formazione di cristalli di ossalato di calcio o fosfato di calcio nei reni, oppure in altre zone dell’apparato escretore.

Tra le altre cause della formazione di calcoli troviamo l’iperuricosuria, un disturbo del metabolismo dell’acido urico, la gotta, l’assunzione eccessiva di vitamina D, le ostruzioni e le infezioni delle vie urinarie. Alcuni diuretici e antiacidi a base di calcio possono far aumentare il rischio di formazione di calcoli renali perché accrescono la quantità di calcio presente nell’urina.

I calcoli di ossalato di calcio possono comparire anche nelle persone affette da infiammazioni croniche dell’intestino o che si sono sottoposte a un’operazione di bypass intestinale od intervento di stomia. Come già abbiamo ricordato i calcoli di struvite si possono formare nei pazienti che hanno sofferto in passato di infezioni delle vie urinarie. Anche le persone che assumono l’inibitore delle proteasi indinavir, un farmaco usato per curare l’infezione da HIV, possono essere maggiormente a rischio per quanto riguarda i calcoli renali.

Fattori di rischio

  • Familiarità o storia personale
  • Età tra 20 e 30 anni (calcoli di calcio)
  • Disidratazione
  • Sovrappeso
  • Alcune diete; una dieta ricca in proteine, sodio e zucchero può aumentare il rischio di alcuni tipi di calcoli renali
  • Malattie e chirurgia del sistema digerente; gli interventi di bypass gastrico, le malattie infiammatorie intestinali o la diarrea cronica possono causare modifiche del processo digerente che si ripercuotono sull’assorbimento di calcio e acqua, aumentando i livelli urinari di sostanze con tendenza a depositarsi
  • Altre condizioni mediche; malattie e condizioni che possono aumentare il rischio di calcoli renali sono, ad esempio,
    • l’acidosi tubulare renale,
    • la cistinuria,
    • l’iperparatiroidismo,
    • alcuni farmaci,
    • alcune infezioni delle vie urinarie.

Sintomi

Spesso i calcoli renali sono asintomatici, di norma il primo segnale di un calcolo renale è un dolore molto intenso che inizia all’improvviso quando il calcolo si muove nelle vie urinarie e ostruisce il flusso dell’urina. Il paziente sperimenta un dolore molto acuto e crampiforme alla schiena e sui fianchi nella zona del rene, oppure nel basso ventre: si tratta della cosiddetta colica renale. In seguito, il dolore può estendersi verso la zona inguinale.

Se il calcolo è di grandi dimensioni e non può transitare con facilità il dolore si fa più intenso: i muscoli che formano le strette pareti dell’uretere si contraggono per spingerlo verso la vescica. Quando il calcolo si muove e l’organismo cerca di espellerlo può comparire del sangue nell’urina, che quindi può diventare di colore rosato; quando il calcolo discende attraverso l’uretere e si avvicina alla vescica, il paziente può avvertire la necessità di urinare con maggior frequenza oppure avere una sensazione di bruciore durante la minzione.

A volte si possono verificare nausea e vomito.

Se uno o più di questi sintomi è accompagnato da febbre e brividi, potrebbe esserci un’infezione. In questo caso, il paziente dovrebbe chiamare immediatamente un medico.

Prognosi e pericoli

I calcoli renali sono dolorosi ma nella maggior parte dei casi possono essere eliminati dal corpo senza danni permanenti.

Spesso recidivano. Ciò avviene più spesso se la causa non viene identificata e trattata.

I rischi sono legati a possibili:

  • Infezioni delle vie urinarie.
  • Danni o cicatrici renali se il trattamento è tardivo.
  • Ostruzione dell’uretere.

Chiama il medico in caso di:

  • Dolore molto forte alla schiena o al fianco, che non passa,
  • Sangue nell’urina,
  • Febbre e brividi,
  • Vomito,
  • Urina maleodorante o torbida,
  • Una sensazione di bruciore durante la minzione.

Diagnosi

Radiografia con calcoli (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Kidney_stones_abdominal_X-ray.jpg)

Radiografia con calcoli (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Kidney_stones_abdominal_X-ray.jpg)

Spesso i calcoli silenti, cioè quelli che non provocano sintomi evidenti come la colica renale, possono essere individuati da una radiografia, durante un esame di routine. Se i calcoli sono piccoli nella maggior parte dei casi verranno espulsi senza creare problemi, spesso invece i calcoli renali vengono individuati da una radiografia o da un’ecografia, richiesta dal paziente che lamenta presenza di sangue nelle urine od un dolore improvviso. Queste immagini diagnostiche forniscono al medico informazioni importanti sulla dimensione e sulla posizione del calcolo, mentre gli esami del sangue e delle urine possono permettere di individuare qualsiasi sostanza anomala che potrebbe favorire la formazione del calcolo.

Il medico può decidere di esaminare le vie urinarie usando uno speciale esame chiamato tomografia computerizzata oppure un pielogramma intravenoso (IVP). I risultati di questi esami aiuteranno a decidere qual è la terapia più adatta.

Cura e terapia

Per fortuna di solito non è necessario ricorrere all’intervento chirurgico, perchè la maggior parte dei calcoli renali vengono espulsi naturalmente se si beve molta acqua (due o tre litri al giorno), che facilità il movimento del calcolo. Spesso il paziente può restare a casa durante questa terapia, bevendo molti liquidi ed assumendo farmaci analgesici se necessario. Il medico di solito chiede al paziente di conservare il calcolo, una volta espulso, per ulteriori analisi di laboratorio (per raccoglierlo si può usare una tazza o un colino).

Dieta e stile di vita

Il cambiamento più importante e più semplice dello stile di vita utile per prevenire la formazione di calcoli e conseguente comparsa di coliche è quello di assumere più liquidi: l’acqua è l’alternativa migliore. Chi è più soggetto alla formazione di calcoli dovrebbe cercare di bere durante la giornata abbastanza liquidi da produrre almeno due litri di urina nelle 24 ore.

In passato alle persone affette da calcoli di calcio veniva consigliato di evitare i prodotti caseari ed altri alimenti con alto contenuto di calcio, in realtà ricerche recenti hanno dimostrato che gli alimenti ricchi di calcio, compresi i prodotti caseari, possono contribuire alla prevenzione dei calcoli di calcio. Se si assumono integratori di calcio invece il rischio di sviluppare i calcoli può aumentare. Ai pazienti può essere consigliato di evitare alimenti arricchiti con vitamina D e alcuni tipi di antiacidi a base di calcio.

Chi soffre di alti livelli di acido urico dovrebbe mangiare meno carne, pesce e pollame; questi alimenti sono responsabili di un aumento della quantità di acido urico nell’urina.

Per prevenire i calcoli di cistina il paziente dovrebbe bere ogni giorno abbastanza acqua da diluire la concentrazione urinaria della cistina, ma questo processo non è né semplice né lineare. Potrebbe essere necessario bere circa quattro litri d’acqua nelle 24 ore, e circa un terzo di questa quantità dovrebbe essere bevuto durante la notte.

Terapie mediche

Il medico può prescrivere alcuni farmaci che contribuiscono a prevenire la formazione di calcoli di calcio e di acido urico: questi farmaci controllano la quantità di acidi o di alcali presenti nell’urina, fattori fondamentali nella formazione dei cristalli. L’allopurinolo (Zyloric®) è un farmaco che può rivelarsi utile in alcuni casi di iperuricosuria.

I medici di solito tendono a tenere sotto controllo l’ipercalciuria, e quindi a prevenire i calcoli di calcio, prescrivendo particolari diuretici, come ad esempio l’idroclorotiazide (Esidrex®). Questi farmaci fanno diminuire la quantità di calcio rilasciata dai reni nell’urina, favorendo così la ritenzione del calcio all’interno delle ossa; la loro efficacia è massima se l’apporto di sodio dalla dieta è basso. Più raramente ai pazienti affetti da ipercalciuria viene somministrato uno speciale farmaco che lega il calcio nell’intestino e previene il suo passaggio nell’urina.

Se non si riesce a tenere sotto controllo i calcoli di cistina con la maggiore assunzione di liquidi, il medico potrebbe prescrivere farmaci come il Thiola® che aiutano a diminuire la quantità di cistina nell’urina.

Per i calcoli di struvite che sono stati completamente rimossi, la prima forma di prevenzione è quella di eliminare dall’urina i batteri che possono causare l’infezione. L’urina del paziente sarà esaminata regolarmente per accertarsi che non siano presenti i batteri. Se non si riescono a rimuovere completamente il medico può prescrivere un farmaco chiamato acido acetoidrossaminico che, usato in combinazione con una terapia antibiotica sul lungo periodo, può prevenire l’infezione che porta alla crescita dei cristalli.

Le persone affette da iperparatiroidismo a volte sviluppano calcoli di calcio: la terapia in questo caso prevede l’intervento chirurgico di rimozione delle paratiroidi, ghiandole collocate nel collo. La rimozione delle ghiandole risolve i problemi di iperparatiroidismo e di formazione di calcoli renali.

Terapia chirurgica

L’intervento chirurgico può rivelarsi necessario per rimuovere il calcolo renale se il cristallo:

  • non viene espulso dopo un periodo ragionevole e provoca dolore  e coliche costanti,
  • è troppo grande per essere espulso naturalmente, oppure è collocato in posizione difficile,
  • ostruisce il flusso dell’urina,
  • provoca un’infezione di lunga durata delle vie urinarie,
  • danneggia i tessuti renali o provoca un sanguinamento costante,
  • si è ingrandito, come si desume dalle radiografie di controllo.

Fino a 20 anni fa era necessario un intervento chirurgico a cielo aperto per rimuovere il calcolo, per quest’operazione era necessario un ricovero da 4 a 6 settimane. Al giorno d’oggi le terapie sono state perfezionate, molte possibilità di cura non richiedono necessariamente complicati interventi chirurgici a cielo aperto e possono essere eseguite in ambulatorio.

Litotrissia extracorporea a onda d’urto

La litotrissia extracorporea a onda d’urto è la procedura usata con maggiore frequenza per il trattamento dei calcoli renali.

In questo caso le onde d’urto che si creano fuori dall’organismo vengono trasmesse dalla pelle e dai tessuti, fino a colpire i calcoli. I calcoli si rompono in tanti piccoli frammenti e così risulta più facile il loro passaggio nelle vie urinarie, trasportati dall’urina.

Esistono diverse apparecchiature per la litotrissia extracorporea. La maggior parte di esse usa le radiografie oppure l’ecografia per permettere al chirurgo di individuare la posizione del calcolo durante l’intervento. Per la maggior parte degli interventi di litotrissia è necessaria l’anestesia.

Nella maggior parte dei casi può essere eseguita in ambulatorio, la guarigione avviene in un periodo relativamente breve e la maggior parte dei pazienti trattati può riprendere le normali attività già dopo alcuni giorni.

Durante gli interventi di litotrissia, possono originarsi alcune complicazioni:

  • alcuni pazienti possono avere sangue nelle urine per alcuni giorni dopo l’intervento.
  • Si possono verificare bruciore e disagio alla schiena o all’addome provocati dalle onde d’urto.
  • Talvolta i frammenti del cristallo causano lievi ostruzioni durante il transito nelle vie urinarie e provocano disagio. In alcuni casi, il medico inserirà un tubicino (lo stent) per collegare la vescica all’uretere e rendere più agevole il transito dei frammenti.
  • A volte il calcolo non si frantuma totalmente con un solo intervento e quindi può rivelarsi necessario un secondo intervento.

Per ridurre il rischio di complicazioni di solito viene consigliato ai pazienti di non assumere aspirina o altri farmaci che influiscono sulla coagulazione sanguigna per alcune settimane prima dell’intervento.

Come per qualsiasi altro intervento chirurgico bisognerebbe parlare dei rischi e delle complicazioni potenziali con il medico prima di scegliere una terapia di questo genere.

Nefrolitotomia percutanea

A volte per rimuovere un calcolo si consiglia un intervento chiamato nefrolitotomia percutanea.

Nella maggior parte dei casi si ricorre a un intervento di questo tipo quando il calcolo è abbastanza grande oppure si trova in un luogo per cui non sarebbe efficace la litotrissia.

In quest’intervento il chirurgo pratica una minuscola incisione nella schiena e crea un’apertura che va a finire direttamente nel rene. Usando uno strumento apposito (nefroscopio) il chirurgo individua il calcolo e lo rimuove. Per i calcoli più grandi può essere necessario un qualche tipo di energia (ultrasuoni o energia elettroidraulica) per spezzare il calcolo in frammenti di minori dimensioni; spesso i pazienti vengono ricoverati in ospedale per diversi giorni e può essere lasciato inserito un nefrostoma nel loro rene durante il processo di guarigione.

La nefrolitotomia percutanea ha un vantaggio importante: il chirurgo può rimuovere direttamente alcuni dei frammenti del calcolo invece di fare soltanto affidamento sulla loro espulsione naturale dal rene.

Ureteroscopia

Alcuni calcoli che si sviluppano negli ureteri possono essere rimossi con la litotrissia, però può rivelarsi necessaria l’ureteroscopia per quelli che si trovano nella parte media o bassa dell’uretere.

In quest’intervento non viene praticata alcuna incisione, il chirurgo invece fa passare un minuscolo strumento in fibra ottica (l’ureteroscopio) nell’uretra e nella vescica, fino a raggiungere l’uretere. Si individua il calcolo che viene rimosso con un dispositivo simile a una gabbia, oppure è frantumato con uno strumento che produce una specie di onda d’urto.

Per alcuni giorni dopo l’intervento, può essere lasciato un tubicino (stent) nell’uretere, per facilitare il flusso dell’urina. Prima che l’avvento della fibra ottica rendesse possibile l’ureteroscopia, i chirurghi usavano un metodo di estrazione simile, che però avveniva quasi alla cieca, tuttavia questa tecnica viene usata raramente perché comporta un alto rischio di danneggiamento degli ureteri.

Prevenzione

Se in passato si è già sofferto più volte di calcoli e/op coliche renali c’è maggiore probabilità di soffrirne anche in futuro, è quindi importante seguire una strategia di prevenzione. Per capirne la causa il medico prescriverà degli esami di laboratorio, tra cui gli esami delle urine e del sangue; indagherà quindi sulla storia medica del paziente, sulla sua occupazione e sulle abitudini alimentari. Se il calcolo è stato rimosso, oppure se il paziente ne ha già espulso e conservato uno, un’analisi del calcolo potrà aiutare il medico a programmare una terapia corretta.

Il medico potrà chiedere al paziente di raccogliere l’urina delle 24 ore dopo l’espulsione o la rimozione del calcolo. Per la raccolta delle urine delle 24 ore viene fornito al paziente un contenitore grande, che deve essere conservato in frigorifero dopo essere andati in bagno. Il campione raccolto viene usato per misurare il volume dell’urina e i livelli di

  • calcio,
  • sodio,
  • acido urico,
  • ossalato,
  • citrato,
  • creatinina (una sostanza prodotta dal metabolismo muscolare).

Il medico userà queste informazioni per capire qual è la causa della formazione del calcolo, potrebbe essere necessaria una seconda raccolta delle 24 ore per capire se la terapia prescritta è efficace.

Alimenti e bevande che contengono ossalato

Il medico potrebbe consigliare alle persone predisposte alla formazione di cristallii di ossalato di calcio di limitare o evitare del tutto alcuni cibi, se la loro urina contiene un eccesso di ossalato.

Alimenti che contengono ossalato (dalla quantità maggiore alla minore)

  1. Rabarbaro
  2. Spinaci
  3. Barbabietola
  4. Bietole
  5. Germe di grano
  6. Cracker di soia
  7. Arachidi
  8. Cioccolato
  9. Tè nero
  10. Patate dolci

Gli alimenti seguenti, che contengono una modica quantità di ossalato (dalla quantità maggiore alla minore), possono essere assunti in quantità limitata:

  1. Farina di mais
  2. Uva
  3. Sedano
  4. Pepe verde
  5. Lamponi rossi
  6. Torte di frutta
  7. Fragole
  8. Marmellata di agrumi
  9. Fegato

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbero essere coliche addominali, magari dovute ad un po’ di gas intestinale.

  1. GIANNI 28 ANNI

    a perché può prendere anche dietro il colon quando si irrita con gas ? premetto che ho gas addominale ma non pensavo forse dovuto a quello

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non è impossibile, ma tenga comunque conto che a distanza è quasi come tirare ad indovinare; se il fastidio persistesse raccomando di sentire anche il medico.

  2. GIANNI 28 ANNI

    a grazie dottore un ultima domanda ma in genere il dolore da colica renale come è fisso intervalli è quando dura grazie giusto per tranqullizzarmi

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Dipende dalla quantità dei calcoli, dalla loro dimensione, …

  3. Massimo

    Mi hanno fare un Rx addome bianco per sospetto calcolo rene sinistro. La risposta che nella parte sinistra non si apprezzano immagini litiasiche tinta calcare. Cosa vuol dire , che non vi è’ alcun calcolo. Grazie

  4. Cristina

    Salve a tutti. Da più di una settimana ho dei fortissimi dolori ai reni faccio fatica a respirare e non riesco a urinare bene,ho preso dicloreum 150mg prescritto dal medico ma nessun risultato anzi il dolore e peggiorato..mi devo preocupare?

  5. Anonimo

    buongiorno sono 3 anni che a volte mi prendono delle fitte nei fianchi secondo lei cosa potrebbe essere ? faccio un lavoro che cmq sono sempre seduto ma sono giovane ho 24 anni

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il primo pensiero va al colon un po’ irritato; il medico cosa ne pensa?

  6. anonimo

    grazie della risposta , ma purtroppo non sono riuscito ad andare per motivi di lavoro secondo lei quali esami dovrei fare , se il colon e irritato lei cosa mi consiglia di eliminare come pasto di solito ho l’abitutidine di bere un amaro ogni sera

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Dieta leggera e via gli alcolici per qualche giorno, ma la visita come primo passo è indispensabile perchè le cause possibili sono numerose.

    2. Anoni

      Grazie ma speriamo non sia qualcosa di grave adesso ad esempio ho un leggero dolore tipo che spinge e come.un formicolio cmq.devo essere sincero mangio tanto bevo dopo cena tipo due amari ogni sera pero di mangiare mangio tanto perche dursnte.il.giorno non mangio mai poi la sera.esagero

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Questo potrebbe già spiegare i dolori, quindi niente panico.

      Mi tenga al corrente su cosa le dirà il medico.

  7. stellina2

    Salve dottore mi hanno diagnosticato colica renale vorrei sapere quali alimenti posso mangiare e quali no grazie attendo una sua risposta al più presto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Trova qualche indicazioni al termine dell’articolo, ma in genere si punta più che altro a bere di più.

    2. stellina2

      Ah grazie quindi posso mangiare tranquillamente ovviamente da non mangiare cose fritte,cioccolato ecc. giusto

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso sì, ma l’ultima parola spetta al medico.

  8. anonimo

    salve dottore sono quel ragazzo di venerdi che ha scritto che lei potrebbe gia spiegare i sintomi , ieri sono andato dal dottore gli o spiegato i sintomi dolori nei fianchi lui mi a visitato dicedomi che probalbilmente erano dolori muscolari mi ha detto di mettere un po di lasonil se persisteva eventulmente di fare ecografia , le spiego subito la mia preocupazione , il dolore mi comprime in tutte i due fianchi non va via parte da sopra le costole comprime ad andare giu , si bevo troppo caffe fumo mangio tanto questo lo ammetto e bevo amari di solito la sera ma 1 a sera , lei cosa mi consiglia , ? aspetto una settimana ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Segua con scrupolo le indicazioni del medico.

  9. ANONIMO

    secondo il suo parere cosa puo essere ? coliche ? sono un po preoccupato

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente solo un po’ di risentimento muscolare, come diagnosticato dal medico.

  10. Arianna

    Buongiorno ma se come la maggior parte dei medici curanti non sono in grado di dare molte spiegazioni noi ci rivolgiamo a lei aspettando delle risposte più concrete delle indicazioni giuste .

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La ringrazio di cuore per la fiducia, ma purtroppo ho competenze diverse da quelle di un medico e non posso/voglio in alcun modo sostituirmi a lui/lei.

  11. Coco'53

    Io vorrei CAPPIRE se e come è possibile che una persona curata per calcoli renali senza necessità di intervento chirurgico dop circa un anno e mezzo sia deceduta dopo circa 36 ore dalla manifestazione delle crisi? Dopo l’autopsia , il risultato è di rottura della parete di un rene da due ENORMI calcoli (4/5 cm)

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non sento di avere le competenze per rispondere.

  12. marco

    salve, circa 3 settimane fa mi sono allettato con febbre a 40 e grande bruciore di pancia con stimolo di fare pipi ogni minuto,ma quando vado in bagno mi esce poco o nulla. dopo due giorni il bruciore è passato e la febbre se ne è andata dopo altri 3-4 giorni. questo fine settimana è tornato il bruciore e di nuovo lo stimolo di andare in bagno in continuazione,con sempre i soliti risultati,è durato 2 giorni e mi è passato. oggi è tornato di nuovo con forte dolore sul fianco sinistro. cosa puo essere? il dottore di famiglia continua a dire che non è niente e mi ha dato pasticche chiamasi ciproxin.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Si tratta probabilmente di cistite o prostatite, il farmaco prescritto (antibiotico) va benissimo.

  13. pina sportelli

    Buon pomeriggio dottore volevo chiedervi io o un dolore sul lato destro del fianco sotto la costola o fatto una ecografia e mi anno trovato un calcolo di 12 mm ,dottore siccome adesso nn posso fermarmi sul lavoro,x un ricovero mi puo consigliare un farmaco x alleviare il dolore ? grazie in anticipo

  14. Roberto

    Gentile dootore,

    Secondo lei le tisane Spaccapietra potrebbero essere efficacie nella dissoluzione delle pietre?

    Buon pomeriggio

  15. anna

    Sono in gravidanza alla 11 settimana. Prima ho avuto un forte dolore che si faceva sempre più intenso al fianco destro con sudore freddo e senso di nausea improvviso.ero in piedi ad attendere l uscita di mio figlio a scuola quindi non potevo sedermi.il dolore si faceva sempre più forte .quando mi sono seduta in macchina piano piano cominciato a passare.ora però sento l addome gonfio all altezza dello stomaco come un forte farsidio .cosa può essere ?grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Magari un po’ di aria nell’intestino, ma raccomando comunque di verificare con il medico.

  16. Valeria

    Dottore
    da esame effettuato delle urine risulta ALCUNI OSSALATI DI CALCIO.
    Premetto che non avevo dolori forti, un generale dolore addominale associato a intestino altalenante e febbricola. Per cui ho eseguito tutta una serie di esami sia del sangue che urine e feci. A parte riscontro di globuli rossi bassi, emoglobina bassa, le feci sono negative e le urine indicano quanto scritto.
    Il passo successivo sara’ ecografia o non ce ne’ bisogno ? Potrebbe essere quella la causa della febbricola che presento da giorni ? Grazie

  17. Sabrina

    Salve dottore,
    Volevo chiederle se i miei sintomi sono da collegare ad una colica renale.Ho dolori dietro la schiena che si diffondono anche sui fianchi e sul basso ventre.Inoltre ho brividi…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Una colica no, sarebbe piegata dal dolore, ma non è escluso che possa essere un po’ di renella.

  18. Fini cristina

    Buona sera dottore …8 giorni fa ho preso monuril…per cistite…ma nulla è migliorato…il medico mi ha prescritto ciproxen…lo sto assumendo da 6 giorni…lieve miglioramento a livello urinarie. ..ma dolori tipo coliche…mi prendono spesso durante la giornata….fianco sinistro…addome basso…è inquinare sinistro….prendo due buscopan al giorno….voglio stare bene…non sopporto più tutto questo….che mi consiglia di fare?…lunedì ritiro esito urinocultura….help….son esausta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Con l’esame avremo un quadro più chiaro, tenga duro fino a lunedì.

  19. dolorante

    dottore,
    ho dei dolori medio forti al fianco ed al regnone.
    POTREBBE ESSERE UN CALCOLO RENALE
    ?
    se si cosa devo fare<?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      È una delle ipotesi; se il dolore fosse insostenibile si faccia portare in PS, diversamente lo segnali domani al medico per verificare.

  20. Andrea

    Buongiorno, ho letto con attenzione questo forum. Qualche settimana fa ho avuto per due giorni forti crampi all’addome, nella parte destra, sotto le costole, accompagnati da febbre attorno i 38 e mezzo. Il tutto si è dissolto al terzo giorno. Due settimane dopo, identica storia, una fotocopia. Adesso sono più di tre settimane che non mi ricapita. Il dottore mi ha fatto fare solamente un esame del sangue e niente più. Ma igni tanto, un piccolo fastidio nella zona sotto la costola ritorna? Come devo comportarmi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Qual è stata la diagnosi del medico? Colon irritato?

    2. Andrea

      Onestamente tutto e niente. Il colon irritato può portare ai sintomi che ho avuto (crampi, febbre e una leggera stitichezza)? Gentilissimo, grazie

    3. Andrea

      I sintomi riportati sopra (febbre, crampi…) possono essere riconducibili al colon irritato? Il medico è stato vago sulle cause.

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il colon irritato può essere causa di questi sintomi, ma ovviamente non ho modo di sapere se sia effettivamente il suo caso. Il medico ha consigliato farmaci? Approfondimenti?

    5. Andrea

      Nessun farmaco, solamente un esame del sangue. Colesterolo e trigliceridi alti… Mi ha solamente consigliato un due mesi di dieta…

    6. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      OK, proceda con gli esami prescritti e segnali al medico eventuali peggioramenti, vedrà che andrà meglio.

  21. Anonimo

    Salve dottore sono incinta di 36 settimane l’uno giugno ho avuto un dolore nel fianco destro che si è irradiato anche nel lato della pancia non riuscendo neanche a muovermi andando dalla ginecologa prendo una tachipirina e il dolore calma una settimana dopo il 6 giugno faccio gli analisi delle urine dove dice che ho numerosi cellule di sfaldamento epiteliali 3-5leucociti x campo numerosi batteri e alcuni cristalli di ossalato di calcio ..acido ascorbico 10mg/dl leuCociti + 25 wbc/ul proteine 30 mg/dl aspetto opalescente oggi parlando con la ginecologa al telefono ho fatto presente tutto questo è mi ha detto di prendere una bustina di monuril ho dimenticato di dire che gli analisi le ho fatte 10 giorni fa …ora vorrei sapere se faccio bene a prenderla a distanza di 10 giorni o non devo prenderla mi risponda la prego

    1. Anonimo

      Ho dimenticato di dire che la mattina prendo EUtirox 75 fino al venerdì sabato e domenica quella di 100 e folidex

  22. Anonimo

    Salve dottore, ho dei dolori intesi al fondo della schiena, potrebbero essere calcoli renali?

  23. Antonio

    Buongiorno Dottore.
    La ringrazio per questo articolo.
    Nei giorni scorsi avevo lo stimolo costante di andare a fare pipì, anche se usciva poco o niente. Ho fatto finta di nulla, ho pensato fosse una cosa temporanea. A volte quel poco di pipì che usciva era un po’ più rossastra del normale, altre era normale.
    Oggi però mi sono svegliato con gli stessi sintomi indicati qui: Dolore molto acuto alla schiena, nel ventre ed intorno al rene destro.
    Sono andato subito dal medico, e mi ha detto che sono calcoli. Così come ha scritto lei, mi ha consigliato di bere 2-3 litri di acqua. Mi ha anche fatto una puntura per alleviare il dolore. Ed effettivamente si è calmato, anche se non del tutto.
    Prima, però, cercando di mangiare, ho avuto un po’ di nausea ed un po’ di brividi.
    Successivamente ho vomitato un paio di volte, tutto quello che avevo mangiato.
    Leggendo il suo articolo, tuttavia, ho letto anche una cosa interessante… ho letto che i calcoli possono manifestarsi anche in caso di eccesso di vitamina D.
    Io bevo sempre una spremuta di arancia al giorno. Secondo lei può essere questo che mi ha causato i calcoli? Forse magari dovrei alternare i giorni in cui assumo la spremuta, magari un giorno sì ed uno no?
    Inoltre, secondo lei, il fatto che dopo aver consultato il medico ed abbia vomitato ed avuto un po’ di brividi (ora sembrano passati), può cambiare la diagnosi? Secondo lei, dovrei di nuovo contattare il mio Dottore per parlargli di questi sintomi oppure non è necessario?
    La ringrazio.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, la diagnosi di calcoli è verosimile e probabilmente anche i sintomi successivi sono legati all’episodio. A mio avviso le spremute può continuare a berle poiché non contengono molta vitamina d (ammesso che fosse questa la causa dei suoi calcoli). Se i disturbi sono del tutto scomparsi può stare tranquillo. Continui a bere molta acqua. Saluti

    2. Antonio

      Grazie mille Dottore.
      Solo un’altra domanda, che mi è venuta in mente di recente: Fare una breve passeggiata in queste condizioni è controindicato oppure consentito?

  24. Antonio

    Buongiorno Dottore, sono sempre quello di ieri.
    Ieri il dolore era sparito.
    Tuttavia, oggi, mi sono alzato ed ero di nuovo in preda al dolore.
    Il medico di base, ieri, mi aveva detto che, in caso il dolore fosse riapparso, sarei dovuto andare al pronto soccorso.
    Ci sono stato, mi è stato somministrato un altro antidolorifico, e mi sono stati fatti gli esami (del sangue, che risulta essere tutto OK) e la radiografia, dove mi è stata diagnosticata della renella.
    Mi è stato prescritto un antibiotico, che il medico di base successivamente ha rifiutato perché considerato troppo potente in assenza di febbre (non ho febbre) e me ne ha prescritto uno più leggero.
    Per il resto, mi è stato suggerito da entrambi di bere molto, che il problema dovrebbe passare in 6-8 giorni e che, in tale data, devo andare a fare gli esami delle urine.
    Quello che più preme a me, però, resta il discorso del dolore…
    È una sofferenza terribile… secondo Lei Dottore, il dolore durerà ancora per molti giorni?
    Ho fatto la stessa domanda anche ai medici ma la mia domanda è stata diciamo “aggirata” fornendomi un antidolorifico nel caso si ripresentasse il dolore…

    Grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non le nascondo che purtroppo è possibile che ricompaia.
      Che antidolorifico è stato prescritto? Toradol?

  25. Antonio

    L’antidolorifico che mi è stato somministrato oggi si chiama: Buscopan.
    Il dolore si è alleviato, anzi sembra sparito. Però quando cammino sento delle lievi fitte nel punto della schiena in cui provavo dolore. Sono fitte molto leggere, non danno fastidio, ma non so se stiano a significare che l’antidolorifico non ha ancora raggiunto l’apice dell’effetto oppure se l’effetto stia già terminando… Ed ho molta paura di quest’ultima ipotesi.
    L’altro, invece, quello che mi è stato consigliato per la prossima volta che provo dolore, si chiama: diclofenac.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non aspetti mai che il dolore diventi insopportabile per assumere l’antidolorifico, se capisce che sta aumentando è già ora di prenderlo (ovviamente senza mai superare le dosi consigliate).

  26. Armando

    5 gg fa so la andato al pronto soccorso perché mi si era bloccata l’urina,lo stimolo c’era ma era impossibile farla uscire!
    Recandomi all’ospedale mi è stato inserito un catetere è cominciato un iter di analisi: sangue,rx,ecografia e esame delle urine ma non è stato riscontrato nulla; oggi,dopo 5 gg,mentre urinavo ho visto fuoriuscire un corpo scuro e solido.
    Là domande sono due: come mai dalle analisi non è stato riscontrato nulla? E la seconda è: posso essere sicuro che ne sia solo uno o mi devo aspettare “altra roba”?
    GRAZIE.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. I calcoli non sempre alterano le analisi del sangue.
      2. Difficile dirlo, ma lo segnali al medico, potrebbe valutare se possa essere utile procedere a esami strumentali per verificare la presenza di ulteriori calcoli.

  27. Antonio

    Buongiorno Dottore, scusi se la disturbo anche oggi.
    Oggi, quasi non mi sembra vero, mi sono svegliato senza alcun dolore.
    Quindi ho colto l’occasione per fare colazione (di solito non la faccio) come mi ha suggerito il medico di base.
    Non provando dolore non ho contattato il medico.
    Tuttavia, ho notato una cosa… Stamattina sono andato al bagno circa 4 volte (una volta mi sono alzato nel pieno della notte). Nelle prime due volte non ho avuto nulla da segnalare, ma nelle ultime due ho provato del bruciore sulla punta del pene da cui esce la pipì.
    Secondo lei, dovrei ricontattare il Dottore oppure è normale? Potrebbe essere causato dalla renella che sta venendo espulsa?
    Però mio zio, in passato, ha avuto i calcoli… e mi ha riferito che lui, quando li espelleva, sentiva sbattere i granelli che venivano espulsi sul water… Io invece non ho sentito nulla di tutto questo…

    Grazie mille.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, è possibile che l’espulsione di materiale molto fine, che comunque è irritante per l’uretra ( la zona attraversata dall’urina per uscire), sembra però la situazione si stia sbloccando, le consiglio di tenersi ben idratato bevendo acqua a sufficienza. In caso di dolore potrebbe essere necessario ripetere un’ecografia renale o esami più approfonditi per valutare la presenza di altri calcoli. Saluti.

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