Calcoli alla cistifellea (o colecisti): sintomi, dieta, cause

Ultimo Aggiornamento: 2073 giorni

Introduzione

I calcoli biliari sono dei sassolini che si sviluppano nella cistifellea, un organo che si trova sotto il fegato nel quadrante superiore destro dell’addome. I calcoli biliari si formano perché la bile, il liquido conservato nella cistifellea che aiuta l’organismo a digerire i grassi, si solidifica: la bile è prodotta dal fegato e poi conservata nella cistifellea fino a quando l’organismo la richiede. La cistifellea si contrae e invia la bile nel dotto biliare, un tubicino che collega la cistifellea all’intestino, dove contribuirà alla digestione.

Cistifellea con calcoli biliari

La bile contiene acqua, colesterolo, grassi, sali biliari, proteine e bilirubina, un prodotto di scarto. I sali biliari demoliscono i grassi, mentre la bilirubina dà alla bile ed alle feci il caratteristico colore marroncino giallastro. Se la bile contiene troppo colesterolo, troppi sali biliari o bilirubina, può arrivare a cristallizzarsi formando così i calcoli biliari.

Esistono due tipi di calcoli della colecisti:

  1. di colesterolo
  2. pigmentati.

I calcoli di colesterolo di solito sono di colore giallastro o verde e sono costituiti principalmente da colesterolo solidificato; rappresentano l’80 per cento circa di tutti i calcoli.

I calcoli pigmentati, invece, sono più piccoli e più scuri e sono fatti di bilirubina; possono essere delle dimensioni di un granello di sabbia, oppure grandi come una palla da golf. Nella cistifellea ci può essere un unico calcolo, centinaia di piccoli calcoli oppure calcoli di entrambe le dimensioni.

Il sistema biliare è costituito dalla cistifellea e dai dotti che permettono il passaggio della bile e degli altri enzimi digestive dal fegato, dalla cistifellea e dal pancreas verso l’intestino tenue.

I calcoli possono ostruire il passaggio della bile se si spostano dalla cistifellea e si bloccano in uno dei tubicini che permette il passaggio della bile dal fegato all’intestino tenue. Tra i dotti ricordiamo:

  • I dotti epatici, attraversati dalla bile che esce dal fegato,
  • il dotto cistico, che permette il passaggio della bile da e verso la cistifellea,
  • il dotto epatico comune che permette il passaggio della bile dai dotti cistico ed epatico verso l’intestino tenue.

Se la bile non scorre bene in questi tubicini, può causare un’infiammazione della cistifellea, dei dotti stessi o, in rari casi, del fegato. Nel dotto epatico comune confluiscono altri dotti tra cui quello pancreatico, in cui passano gli enzimi digestivi prodotti dal pancreas. In alcuni casi i calcoli che passano nel dotto epatico comune provocano l’infiammazione del pancreas (pancreatite acuta), un disturbo molto doloroso e potenzialmente grave.

Se uno dei dotti biliari rimane ostruito per un periodo sufficientemente lungo la cistifellea, il fegato, o il pancreas, possono riportare danni o infezioni gravi che, se non curati, possono risultare fatali. Tra i sintomi di questi gravi problemi troviamo la febbre, l’itterizia e il dolore continuo.

Cause

I ricercatori ritengono che i calcoli di colesterolo si formino se la bile contiene troppo colesterolo, troppa bilirubina o pochi sali biliari, oppure se la cistifellea non si svuota completamente o con la dovuta frequenza. Le cause di questi squilibri non sono note con esattezza.

La causa dei calcoli pigmentati non è ancora stata chiarita; i calcoli tendono a svilupparsi nei pazienti che soffrono di cirrosi epatica, infezioni delle vie biliari o malattie ereditarie del sangue (come l’anemia falciforme), in cui il fegato produce bilirubina in eccesso.

Di solito non si forma un unico calcolo.

Tra gli altri fattori che contribuiscono alla formazione dei calcoli biliari, soprattutto di quelli di colesterolo, ricordiamo:

  • Sesso. Le donne hanno il doppio di probabilità degli uomini di soffrire di calcoli biliari. L’eccesso di estrogeni dovuto alla gravidanza, alla terapia ormonale sostitutiva e metodi contraccettivi ormonali fa aumentare i livelli di colesterolo nella bile e diminuire la motilità della cistifellea, fattori che possono causare la formazione di calcoli.
  • Precedenti famigliari. I calcoli biliari spesso sono ereditari e forse si trasmettono per via genetica.
  • Peso. Una ricerca su larga scala ha suggerito che il sovrappeso, anche moderato, fa aumentare il rischio di soffrire di calcoli biliari. La ragione più probabile è il fatto che la quantità di sali biliari presente nella bile risulta ridotta, a vantaggio del colesterolo. L’aumento del colesterolo riduce la frequenza di svuotamento della cistifellea. L’obesità è uno dei principali fattori di rischio per i calcoli biliari, soprattutto nelle donne.
  • Dieta. Una dieta ricca di grassi e colesterolo e povera di fibre aumenta il rischio di calcoli biliari, perché l’aumento del colesterolo nella bile riduce la frequenza di svuotamento della cistifellea.
  • Dimagrimento improvviso. Durante i periodi di digiuno o di dimagrimento rapido il fegato secerne più colesterolo nella bile, e quindi si possono formare i calcoli. In questi casi, inoltre, la cistifellea non si svuota regolarmente.
  • Età. Gli over 60 sono più a rischio rispetto alle persone più giovani. Invecchiando, l’organismo tende a secernere più colesterolo nella bile.
  • Etnia. Gli indiani d’America hanno una predisposizione genetica a una maggiore presenza del colesterolo nella bile e presentano la massima incidenza di calcoli biliari di tutti gli Stati Uniti. La maggior parte degli uomini di questa etnia soffre di calcoli biliari entro i sessant’anni. Tra gli indiani Pima dell’Arizona, il 70 per cento delle donne soffre di calcoli prima dei trent’anni. Anche i messicani presentano una forte incidenza di questo disturbo.
  • Farmaci anticolesterolo. I farmaci che fanno diminuire i livelli di colesterolo nel sangue aumentano la quantità di colesterolo secreta nella bile e quindi predispongono ai calcoli biliari.
  • Diabete. Chi soffre di diabete di solito ha i trigliceridi alti. I trigliceridi sono un tipo di acidi grassi che può far aumentare il rischio di sviluppare calcoli biliari.

La ricerca sugli animali ha contribuito a identificare diversi geni che potrebbero essere presenti nei pazienti più soggetti ai calcoli biliari; nonostante i fattori di rischio siano diversi e ben noti, i ricercatori continuano a cercare i geni che rendono i pazienti maggiormente soggetti al disturbo, inoltre ritengono che l’”epidemia” globale di obesità potrebbe far aumentare l’incidenza dei calcoli biliari.

Fattori di rischio

Tra i pazienti più a rischio per i calcoli biliari ricordiamo quindi:

  • donne, in particolare le gestanti, le pazienti in terapia ormonale sostitutiva o che assumono la pillola,
  • pazienti over 60,
  • Indiani d’America,
  • messicani,
  • donne e uomini sovrappeso o obesi,
  • pazienti che digiunano o dimagriscono in breve tempo,
  • pazienti con precedenti famigliari di calcoli biliari,
  • pazienti diabetici,
  • pazienti in terapia con farmaci anticolesterolo.

Sintomi

Quando i calcoli si spostano nei dotti biliari e li ostruiscono, aumenta la pressione all’interno della cistifellea e possono verificarsi uno o più sintomi. I sintomi dell’ostruzione dei dotti biliari spesso sono definiti come attacco acuto, perché si verificano all’improvviso. Gli attacchi di solito avvengono dopo un pasto particolarmente pesante e si possono verificare anche di notte. Gli attacchi possono causare:

  • dolore continuo nel quadrante superiore destro dell’addome, che aumenta rapidamente e può durare da mezz’ora ad alcune ore,
  • mal di schiena tra le scapole,
  • dolore sotto la spalla destra.

Molti pazienti con calcoli alla cistifellea non presentano alcun sintomo: in questo caso i calcoli sono detti “calcoli silenti” e non interferiscono con la funzionalità della cistifellea, del fegato o del pancreas. Per i calcoli silenti non è necessaria alcuna terapia.

Quando chiamare il medico

Se pensate di aver avuto un attacco, rivolgetevi immediatamente al medico. Gli attacchi spesso si risolvono da soli se i calcoli si muovono, tuttavia la cistifellea potrebbe infettarsi e lesionarsi, se l’ostruzione perdura.

Chi soffre di uno qualsiasi dei sintomi sottoelencati dovrebbe recarsi immediatamente al pronto soccorso:

  • dolore che dura per più di cinque ore,
  • nausea e vomito,
  • febbre, anche debole, o brividi,
  • pelle o occhi di colore giallastro,
  • feci troppo chiare.

Pericoli

I medici spiegano che i calcoli biliari provochino dolore perché ostruiscono il dotto cistico; se l’ostruzione continua per più di qualche ora, la cistifellea si può infiammare.

Questo disturbo, detto colecistite acuta, può causare febbre, dolore intenso e continuo e sfociare nell’infezione della cistifellea. Di solito è necessario il ricovero in ospedale per l’osservazione, per la terapia antibiotica e analgesica e in molti casi anche per l’intervento chirurgico.

Se il calcolo si sposta dal dotto cistico al dotto epatico comune, si possono verificare complicazioni più gravi:

  • se il calcolo si ferma nel dotto epatico comune, infatti, può causarne l’infezione.
  • Se invece si ferma nel dotto biliare, può causare l’infiammazione del pancreas, perché il pancreas e il fegato hanno un dotto escretore in comune.

Entrambe queste situazioni possono essere molto pericolose. I calcoli dei dotti biliari di solito provocano febbre, dolore e ittero (colorazione giallastra degli occhi e della pelle), in alcuni casi accompagnati dal prurito.

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi i calcoli biliari vengono diagnosticati durante gli esami per altri tipi di patologia; se si sospetta che i calcoli biliari siano la causa dei sintomi, il medico probabilmente vi prescriverà un’ecografia, l’esame specifico più sensibile per i calcoli.

L’ecografista tiene in mano una bacchetta, la fa scorrere sull’addome e invia speciali onde sonore verso la cistifellea; le onde sonore fanno eco sulla cistifellea, sul fegato e sugli altri organi, generando impulsi elettrici che creano un’immagine dell’organo sul video. Se ci sono dei calcoli le onde sonore rimbalzano anche su di essi e ne rivelano l’esatta posizione. Possono essere necessari, però, anche altri esami.

  • TAC. La TAC è una procedura radiografica non invasiva che produce immagini in sezione dell’organismo. L’esame può rivelare la presenza di calcoli o di complicazioni, ad esempio di infezioni e di lesioni della cistifellea o dei dotti biliari.
  • Scintigrafia. Al paziente viene iniettata una minima quantità di una sostanza radioattiva che viene assorbita dalla cistifellea, che poi viene stimolata a contrarsi. L’esame serve per diagnosticare le contrazioni anomale della cistifellea o le ostruzioni dei dotti biliari.
  • Colangiopancreatografia retrograda endoscopica. Quest’esame serve per individuare e rimuovere i calcoli presenti nei dotti biliari. Dopo una leggera sedazione il medico inserisce l’endoscopio (un tubicino lungo e flessibile con una fonte di luce e una telecamera all’estremità) nella gola; lo guida poi attraverso lo stomaco e l’intestino tenue. L’endoscopio è collegato a un computer e a un monitor. Il medico guida l’endoscopio e inietta un mezzo di contrasto che evidenzia i dotti biliari sullo schermo. L’endoscopio aiuta il medico a individuare il dotto biliare ostruito dal calcolo e la posizione del calcolo. L’endoscopio permette poi di rimuovere il calcolo, catturandolo in una specie di cestello.
  • Esami del sangue. Gli esami del sangue possono essere eseguiti per cercare segni di un’infezione, di un’ostruzione, della pancreatite o dell’ittero.

I sintomi dei calcoli biliari possono essere simili a quelli di un infarto, dell’appendicite, dell’ulcera, della sindrome del colon irritabile, dell’ernia iatale, della pancreatite e dell’epatite, quindi è fondamentale arrivare a una diagnosi accurata.

Cura e terapia

Intervento chirurgico

Per i calcoli silenti, cioè asintomatici, non è indicata alcuna terapia; invece, se soffrite di attacchi frequenti, il medico con ogni probabilità vi consiglierà di farvi togliere la cistifellea con un intervento detto colecistectomia. L’intervento di rimozione della cistifellea (che, ricordiamo, è un organo non essenziale) è uno degli interventi chirurgici più comuni nella popolazione adulta.

Quasi tutti gli interventi di colecistectomia sono effettuati in laparoscopia. Dopo l’anestesia il chirurgo pratica diverse piccole incisioni nell’addome, inserendo un laparoscopio e una minitelecamera. La telecamera invia allo schermo un’immagine ingrandita dell’interno dell’organismo, permettendo al chirurgo di vedere da vicino gli organi e i tessuti. Con l’aiuto delle immagini il chirurgo usa gli strumenti per separare la cistifellea dal fegato, dai dotti biliari e dalle altre strutture. Poi recide il dotto cistico e rimuove la cistifellea facendola passare attraverso una delle incisioni.

Dopo l’intervento in laparoscopia di solito sarete ancora ricoverati per una notte in ospedale e potrete riprendere le normali attività dopo alcuni giorni di convalescenza a casa. Le incisioni laparoscopiche non coinvolgono i muscoli addominali, quindi il dolore postoperatorio e le complicazioni sono inferiori a quelle degli interventi chirurgici a cielo aperto, durante i quali vengono praticate incisioni anche di 15, 20 centimetri sull’addome.

Se gli esami evidenziano una forte infiammazione o infezione della cistifellea, oppure lesione dovute ad altre operazioni precedenti, il chirurgo può optare per l’intervento a cielo aperto. In alcuni casi i medici sanno in anticipo di dover ricorrere all’intervento chirurgico a cielo aperto, tuttavia a volte i problemi vengono scoperti solo durante la laparoscopia e il chirurgo quindi deve praticare un’incisione più ampia. La convalescenza dopo un intervento chirurgico a cielo aperto richiede da 3 a 5 giorni di ricovero in ospedale e diverse settimane a casa. L’intervento chirurgico a cielo aperto è necessario solo nel 5 per cento circa dei casi.

La complicazione più frequente della colecistectomia sono le lesioni dei dotti biliari. Se il dotto epatico comune è lesionato può iniziare a perdere la bile, causando infezioni dolorose e potenzialmente pericolose. Le lesioni lievi a volte possono essere curate senza ricorrere all’intervento chirurgico. Per le lesioni più gravi, al contrario, può rivelarsi necessario un secondo intervento.

Se i calcoli si trovano nei dotti biliari lo specialista (di solito un gastroenterologo) può ricorrere alla colangiopancreatografia retrograda per individuarli e rimuoverli prima dell’intervento o durante. Ai pazienti che si sono sottoposti a una colecistectomia può essere diagnosticato un calcolo nei dotti biliari dopo settimane, mesi o persino anni dall’intervento. In questi casi la colangiopancreatografia retrograda rimuove efficacemente i calcoli.

La cistifellea è necessaria?

Fortunatamente si può vivere bene anche senza la cistifellea perchè il fegato produce una quantità sufficiente di bile per digerire quanto assunto con una dieta normale. Una volta rimossa la cistifellea la bile esce dal fegato, attraversa i dotti epatici e il dotto epatico comune e va a finire direttamente nell’intestino tenue, senza essere conservata nella cistifellea. Nell’uno per cento circa dei pazienti le feci potranno essere più abbondanti o più morbide, perché la bile va a finire con maggior frequenza nell’intestino tenue. Il disturbo di solito è temporaneo, però se continua è opportuno contattare il medico.

Terapie non chirurgiche

Gli approcci non chirurgici sono usati solo in casi particolari, ad esempio se il paziente soffre di una grave malattia che porta a sconsigliare l’intervento, e solo per i calcoli di colesterolo. Nei pazienti che si sottopongono a terapia non chirurgica i calcoli di solito recidivano entro cinque anni.

  • Terapia dissolutoria orale. Per sciogliere i calcoli vengono usati farmaci che contengono acidi biliari. L’acido ursodesossicolico (Deursil®) e l’acido chenodesossicolico (Bilenor®) sono particolarmente efficaci nel caso di calcoli di colesterolo piccoli. Prima che i calcoli si sciolgano completamente possono essere necessari mesi o anni di terapia. Entrambi i farmaci possono causare lieve diarrea; l’acido chenodesossicolico può far aumentare temporaneamente il colesterolo e le transaminasi (enzima epatico).
  • Terapia dissolutoria per contatto. Quest’intervento, ancora in fase sperimentale, comporta l’iniezione di un farmaco direttamente nella cistifellea per sciogliere i calcoli di colesterolo. Il farmaco, il metil ter-butil etere, riesce a sciogliere alcuni calcoli nel giro di uno, due giorni, ma provoca irritazioni e, in alcuni casi, anche complicazioni. L’intervento è stato sperimentato sui pazienti sintomatici con calcoli piccoli.

Dieta e prevenzione

La predisposizione ai calcoli biliari dipende anche dalla dieta: gli esperti consigliano di mantenere comunque una certa quantità di grassi nella dieta, per stimolare la contrazione e lo svuotamento della cistifellea. Attualmente si consiglia di far derivare dai grassi una percentuale variabile dal 20 al 35 per cento delle calorie totali. Le ricerche hanno anche dimostrato che le diete ricche di fibre e calcio possono far diminuire il rischio di calcoli biliari.

Per diminuire il rischio di formazione di calcoli biliari quando si dimagrisce è possibile seguire alcuni accorgimenti, ad esempio cercare di dimagrire con gradualità, anziché bruscamente. A seconda del peso prima della dieta, gli esperti consigliano di dimagrire di 250 grammi, massimo un chilo a settimana. Questo ritmo di dimagrimento di solito può continuare per un periodo fino a sei mesi, in seguito si inizia a dimagrire meno e il peso si stabilizza perché l’organismo si abitua a usare meno calorie, cioè meno energia.

È anche possibile diminuire il rischio di calcoli biliari connesso agli sbalzi di peso cercando di dimagrire un po’ meno rispetto a quanto avevate previsto. Anche un calo del 5, 10 per cento del peso su un periodo di sei mesi o più può contribuire a migliorare lo stato di salute di un adulto in sovrappeso o obeso.

Infine l’attività fisica regolare è connessa a un minor rischio di calcoli. Cercate di praticare un’ora circa di attività, anche moderata, quasi tutti i giorni per tenere sotto controllo il peso ed evitare di ingrassare. Per mantenere i risultati della dieta, cercate di fare almeno un’ora, un’ora e mezza di attività fisica moderata al giorno.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. ROMIX

    Buongiorno una domanda veloce ..il DEBRIDAT può dare una forma di extrasisto? (spero si chiami così )
    Io sul bugiardino nn ho trovato nulla a riguardo ..magari mi sarà sfuggito oppure sarà scritto in modo che io non abbia capito. …la ringrazio a presto

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, no effettivamente non le è sfuggito perchè non sono segnalati disturbi del ritmo cardiaco dovuti all’assunzione del farmaco. Se tuttavia nota dei sintomi in concomitanza dell’assunzione lo faccia presente al suo medico. Saluti.

  2. ROMIX

    Mi scusi che disturbo sempre ma le cose succedono sempre nei fine settimana. ….io uso la tachipirina anche per i dolori alle ossa vorrei sapere se questo farmaco potrebbe dare gli extrasistole. …grazie di cuore per il supporto che ci date .

  3. ROMIX

    Salve Dottore volevo porle una domanda. ..siccome dietro a visita medica dal mio Dott. Mi aveva prescritto il DEBRIDAT ( che tra l’altro ho anche preso in passato ) ora sempre dietro il consiglio del mio Dottore sono 6/7 gg che lo sto riprendendo ma stranamente da due gg sul alcuni punti del viso mi è comparsa una forma di eritema. ..oggi sono tornata dal Dottore e mi ha cambiato il DEBRIDAT con il PERIDON. .siccome ho assunto la prima pasticca oggi mezz’ora prima di pranzo ma ora ho avuto una scarica di diarrea ..secondo lei sarebbe da associare a quest’ultimo farmaco prescritto ?può dare questo effetto collaterale?

  4. ROMIX

    Buona sera Dott. Io le vi elenco la terapia che uso per via della mia patologia ossia artrite psoriasica : ramipril, deltacortene,dilatrend, xanax e daparox e come biologico uso Simponi da 100…però quando mi arriva il ciclo soffro da sempre di mal di testa forte e schiena …all’occorrenza cosa potrei usare ma mirato proprio per quel periodo ?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, può assumere al bisogno un antinfiammatorio che conosce e usa di solito, senza problemi. Saluti.

  5. Gino

    Salve ho 28 anni e sto facendo una cura con il deursil 450 che prendo la sera. Stasera verso le 20,30 ho preso una bustina di Brufen 800 mg perché ho un gran mal di testa. Volevo sapere se posso tranquillamente prendere il deursil anche stasera (magari dopo 3-4 ore, verso mezzanotte) o ci può essere interazione. Il mio dottore non risponde a quest ora. Per favore so che non potete prescrivere farmaci ma vorrei solo sapere se c’è possibilità di interazione o posso prendere comunque il deursil. Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, meglio se lo prende a distanza di qualche ora, ma lo può assumere tranquillamente.

  6. Antonino

    Buongiorno, da diversi anni mi è stato diagnosticato la presenza di un calcolo nella cistifellea, mobile al variare del decubito, che si è ingrossato nel tempo fino a raggiungere la dimensione attuale di 16 millimetri. Siccome ogni tanto, parlo di mesi, sento un fortissimo dolore persistente anche per 15 minuti o più con forte sudurazione e al limite dello svenimento da me percepito nella zona anale, pensa che ci possa essere un collegamento? Altrimenti, cosa potrebbe provocare il dolore assolutamente insopportabile di cui sopra? Aggiungo che l’anno scorso ho fatto una colonscopia che ha evidenziato sola la presenza di alcuni diverticoli. Grazie.

    1. Antonino

      Dall’ecografia dell’addome superiore e inferiore non sono mai risultati.
      Inoltre, non sento dolore nella schiena dove sono localizzati i reni.
      Io sento il dolore localizzato nella parte interna della zona anale. Non dentro l’ano ma in quella zona. Grazie

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non credo che sia riconducibile ai calcoli biliari; alla prostata sono mai state fatte verifiche?

    3. Antonino

      Dall’ecografia la prostata “misura 51x41x39 mm, presenta fini disomogeneità ecostrutturali e adenoma mediano di 3,2 cm”
      Grazie.

    4. Antonino

      Antigene prostatico specifico libero 0,504
      Rapporto FPSA/PSA 0,32
      Antigene prostatico specifico 1,555
      Difficoltà ad urinare solo al mattino appena alzato e prendo una pasticca di Tamsulosina una volta al dì.
      Grazie.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo è difficile individuare la causa esatta, anche e soprattutto alla luce della colonscopia negativa; il medico cosa ne pensa?

    6. Antonino

      Quello che avevo (è andato in pensione) aveva detto che erano le emorroidi che in effetti, avevo. Adesso mi pare di non averle più. Proverò a parlarne col nuovo medico.
      Grazie per la pazienza.

    7. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi sembra strano che le emorroidi diano un dolore così severo per poco tempo e poi più nulla, ma rimane comunque plausibile.

      Mi dispiace non essere riuscito a fare molto.

  7. ROMIX

    Salve Dottore. .vorrei un consiglio ..domani mattina devo fare la colon scopia ho iniziato a bere selgh ma dopo il primo litro e mezzo comincia a venirmi da vomitare fatico a bere ..posso distanziare i litri da bere ? Sono disperata così vomiteró e non mi faranno la colon ..che mi consiglia ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Usi dell’acqua fresca e beva con la cannuccia, un pochino aiuta.

  8. ROMIX

    Dottore mi scusi tanto che continuo a disturbare ma su internet ho appena letto che la sera prima dell’esame ossia colon scopia… (la faccio domani mattina h8:30)
    Sì può mangiare gelato purché non ci siano noci pezzi di frutta ne cioccolato …naturalmente ho già bevuto i tre litri di selg. ..

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      No evitarei il gelato, non tanto per la colonscopia in sè quanto perché potrebbe darle altri problemi che poi porterebbero a rimandare l’esame stesso; si attenga alle indicazioni fornitele.

  9. Ester

    Buongiorno volevo sapere se, avendo dei calcoli biliali, mi è possibile mangiare pane con il pomodoro oPasta al pomodoro non ingerendo le stesse ma solo il sugo. E mangiare anche la anguria se si può. Grazie

  10. Marco

    Buonasera dott. Mi chiamo marco o 30 anni è una settimana fà mi sono svegliato alle 3 di notte con un dolore forte alla parte destra del torace sotto la cassa, dopo due ore di dolori forti sono andato all ospedale e verso le 7 circa il dolore e cominciato a diminuire piano piano. Mi anno visitato mi anno fatto l’ecografia ed è risultato che o un calcolo nella cistifellea di 2cm domani o l appuntamento con il medico per sapere cosa devrò fare se mi operano o se solo la cura! Ma adesso e da un paio d’ore che ho ancora un dolore forte nello stesso punto, sono stato a dieta nei giorni precedenti ma a cena o esagerato con il cibo e adesso sono qui che soffro dal dolore tanto che non riesco a dormire… Come mai che il dolore mi viene di notte?? E secondo lei cosa e meglio fare quando si à un calcolo di 2cm? Grazie dottore..

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, il dolore spesso viene nei periodi post- prandiali ( dopo i pasti) quando si sta digerendo in quanto la colecisti viene ‘spremuta’ per favorire l’assorbimento degli acidi grassi da parte dell’intestino e questo, in caso di calcoli, causa dolore. Il calcolo è abbastanza grande, per cui dovrà essere lo specialista a valutare se è il caso di provare una terapia medica o procedere subito con un intervento di colecistectomia. saluti

  11. enrico

    sono stato al pronto soccorso con forti dolori al petto, dopo vari esami mi è stata diagnosticata colicisti acuta, non potendo intevenire chirurgicamente x recente angioplastica mi hanno consigliato di prendere deursil450mg, è vero che in attesa x poter intervenire il problema si può risolvere? grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è possibile, ma in caso di peggioramenti o di sintomi anomali (dolore che peggiora, febbre, …) torni in PS.

  12. Giovanni

    GentilI dottori, ho 29 anni e soffro di catarro tubarico. Da qualche giorno avevo un fastidio all orecchio e stamattina sono andato alla guardia medica (non.sono a casa mia). Mi hanno detto mettere delle gocce di otodec e di prendere augmentin due volte al giorno. Tuttavia ho dimenticato di dire al medico che assumo tutte le sere una pasticca di deursil 450 prima di andare a letto. Quanto tempo dovrei far passare tra l assunzione dell antibiotico e quella del deursil? Un paio d ore vanno bene? Grazie

  13. cinzia

    Salve dottore volevo sapere alcune risposte se è possibile.. Mio suocere è stato operato ai calcoli nelle vie biliari con asportazione delle cistifellea..subito dopo l’operazione ha avvertito fitte atroci nella parte alta destra e i medici hanno detto che era tutto a posto..col passare del tempo c’erano sempre si è sottoposto e risonanza con e senza contrasto e tac senza alcuna risp..lui ora al posto della pancia ha un mappamondo xo quelle fitte atroci le ha sempre con molta meno frequenza ma quando le ha manca anche il respiro..secondo lei cosa può essere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Dovrebbe cercare di modificare la dieta (e il modo di mangiare, per esempio masticando più a lungo e lentamente) per cercare di ridurre la formazione di aria.

    2. cinzia

      Ma facendo cosi rimedia dal male?ma poi perché viene solo ogni tanto?lui magari passa mesi e poi tutto d’un tratto gli viene quella fitta..specialmente quando mangia..se la sente arrivare..

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, se TC e RMN erano negative non dipende dall’intervento, se ci fossero state complicazioni si sarebbero di certo presentate in questo periodo; concordo col fatto di seguire una dieta adeguata, non avendo più la colecisti deve ance ridurre l’assunzione di grassi. Farei una rivalutazione, persistendo il problema, per valutare una eventuale terapia.

  14. maria teresa

    Buonasera, di recente ho avuto due coliche biliari e sono finita al PS con esito….. lista di attesa per esportazione della cistifelia.
    Ora per evitare nuovamente una colica sto seguendo una dieta bianca …. Anche se in realtà mi è stato proibito solo di mangiare uova cioccolata acciughe cozze e vongole, i primi giorni avendo nausea permanente ho mangiato solo mele …. chiaramente sto diventando stitica ….
    Un consiglio cosa posso mangiare?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, non c’è una dieta specifica , si raccomanda solo di evitare i cibi più ricci di grassi (fritti, insaccati, creme, uova, formaggi,selvaggina , frattaglie, alcolici) in quanto sono quelli che provocano maggiori contrazioni della colecisti e di mantenere una buona idratazione ( almeno 2 litri di acqua al giorno). saluti

  15. alex

    Buongiorno dottore ,a mio marito è stata diagnosticata una colicisteite ha un solo calcolo di 18mm ,dovrebbe fare intervento e lo hanno messo in lista di attesa (tempo previsto 2 anni ci hanno detto), che dieta nel frattempo dovrebbe seguire? può mangiare legumi? sarebbe consigliabile un rimedio farmacologico tipo peridon? grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Dieta povera di grassi; legumi senza esagerare.
      2. Sì, ci sono farmaci adatti; ne parli con fiducia al medico, io non posso prescrivere nulla.

  16. Marco

    Gentili dottori buonasera. Ho 28 anni e a causa di bile densa nella colecisti sto assumendo una compressa di Deursil 450 prima di andare a dormire. Ieri sul tardo pomeriggio ho iniziato ad avvertire un dolore sotto la costola destra, all altezza del fegato più o meno. Io a dire il vero più che a una colica biliare ho pensato all intestino infiammato che già nelle scorse settimane mi ha dato qualche fastidio ma mai dolori così forti. Il mio medico infatti mi ha detto che in quella zona c’è la fessura epatica del colon e che il dolore potrebbe essere quello.
    Ho preso un buscopan ma durante la notte il dolore è solo scemato ma non scomparso del tutto. Non sono a casa e non riesco a contattare il dottore (gli ho mandato una email): adesso ho preso una compressa di spasmomen che di solito prendo quando ho il colon un po irritato. Volevo tuttavia chiedervi se in questi casi devo continuare a prendere il deursil o va sospeso. Magari posso prendere i due farmaci a distanza di qualche ora, ad esempio il deursil verso le 21 e lo spasmomen verso le 23,30?
    Grazie

    1. Marco

      Grazie mille dottore. Qualora non riuscissi a contattare il mio medico la distanza di 3 ore va bene?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì.

      Nel caso di aumento dei dolori, o comunque se aumentasse il sospetto di colica biliare, sospenda in attesa di parere medico.

  17. dony

    uonasera, sono una signora di 64 anni, so di avere calcoli biliari da anni e ogni tanto(un paio di volte l’anno circa) ho delle fastidiose coliche(tipo contrazioni) nel quadrante destro sotto le costole che si irradiano fin sotto la scapola dx e anche tra le scapole. Giorni fa ho dovuto assumere antibiotici x un problema a un dente ,dapprima ho avuto x 2/3 giorni senso di nausea e poi, in maniera crescente ,mi è cominciata la colica vera e propria e mi pare che non demorde!! Mi devo preoccupare visto che ha esordito in maniera diversa dal solito (cioè con nausea iniziale) o il fatto è da attribuire all’antibiotico? Devo anche precisare che x questo problema non sto assumendo farmaci xche mi è stato detto che i miei calcoli sono ormai calcificati e quindi non c’è tanto da fare farmacologicamente! Ho letto che se la colica si protrae x alcune ore si deve andare al p.s…… la mia dura già da qualche giorno!!! Grazie x l’attenzione!

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, solitamente se si hanno calcoli e più episodi di coliche è indicato l’intervento chirurgico. Credo che sia necessario essere valutata in ospedale.Saluti

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