Calcoli alla cistifellea (o colecisti): sintomi, dieta, cause

Ultimo Aggiornamento: 1421 giorni

Link sponsorizzati

Introduzione

I calcoli biliari sono dei sassolini che si sviluppano nella cistifellea, un organo che si trova sotto il fegato nel quadrante superiore destro dell’addome. I calcoli biliari si formano perché la bile, il liquido conservato nella cistifellea che aiuta l’organismo a digerire i grassi, si solidifica: la bile è prodotta dal fegato e poi conservata nella cistifellea fino a quando l’organismo la richiede. La cistifellea si contrae e invia la bile nel dotto biliare, un tubicino che collega la cistifellea all’intestino, dove contribuirà alla digestione.

Cistifellea con calcoli biliari

La bile contiene acqua, colesterolo, grassi, sali biliari, proteine e bilirubina, un prodotto di scarto. I sali biliari demoliscono i grassi, mentre la bilirubina dà alla bile ed alle feci il caratteristico colore marroncino giallastro. Se la bile contiene troppo colesterolo, troppi sali biliari o bilirubina, può arrivare a cristallizzarsi formando così i calcoli biliari.

Esistono due tipi di calcoli della colecisti:

  1. di colesterolo
  2. pigmentati.

I calcoli di colesterolo di solito sono di colore giallastro o verde e sono costituiti principalmente da colesterolo solidificato; rappresentano l’80 per cento circa di tutti i calcoli.

I calcoli pigmentati, invece, sono più piccoli e più scuri e sono fatti di bilirubina; possono essere delle dimensioni di un granello di sabbia, oppure grandi come una palla da golf. Nella cistifellea ci può essere un unico calcolo, centinaia di piccoli calcoli oppure calcoli di entrambe le dimensioni.

Il sistema biliare è costituito dalla cistifellea e dai dotti che permettono il passaggio della bile e degli altri enzimi digestive dal fegato, dalla cistifellea e dal pancreas verso l’intestino tenue.

I calcoli possono ostruire il passaggio della bile se si spostano dalla cistifellea e si bloccano in uno dei tubicini che permette il passaggio della bile dal fegato all’intestino tenue. Tra i dotti ricordiamo:

  • I dotti epatici, attraversati dalla bile che esce dal fegato,
  • il dotto cistico, che permette il passaggio della bile da e verso la cistifellea,
  • il dotto epatico comune che permette il passaggio della bile dai dotti cistico ed epatico verso l’intestino tenue.

Se la bile non scorre bene in questi tubicini, può causare un’infiammazione della cistifellea, dei dotti stessi o, in rari casi, del fegato. Nel dotto epatico comune confluiscono altri dotti tra cui quello pancreatico, in cui passano gli enzimi digestivi prodotti dal pancreas. In alcuni casi i calcoli che passano nel dotto epatico comune provocano l’infiammazione del pancreas (pancreatite acuta), un disturbo molto doloroso e potenzialmente grave.

Se uno dei dotti biliari rimane ostruito per un periodo sufficientemente lungo la cistifellea, il fegato, o il pancreas, possono riportare danni o infezioni gravi che, se non curati, possono risultare fatali. Tra i sintomi di questi gravi problemi troviamo la febbre, l’itterizia e il dolore continuo.

Cause

I ricercatori ritengono che i calcoli di colesterolo si formino se la bile contiene troppo colesterolo, troppa bilirubina o pochi sali biliari, oppure se la cistifellea non si svuota completamente o con la dovuta frequenza. Le cause di questi squilibri non sono note con esattezza.

La causa dei calcoli pigmentati non è ancora stata chiarita; i calcoli tendono a svilupparsi nei pazienti che soffrono di cirrosi epatica, infezioni delle vie biliari o malattie ereditarie del sangue (come l’anemia falciforme), in cui il fegato produce bilirubina in eccesso.

Di solito non si forma un unico calcolo.

Tra gli altri fattori che contribuiscono alla formazione dei calcoli biliari, soprattutto di quelli di colesterolo, ricordiamo:

  • Sesso. Le donne hanno il doppio di probabilità degli uomini di soffrire di calcoli biliari. L’eccesso di estrogeni dovuto alla gravidanza, alla terapia ormonale sostitutiva e metodi contraccettivi ormonali fa aumentare i livelli di colesterolo nella bile e diminuire la motilità della cistifellea, fattori che possono causare la formazione di calcoli.
  • Precedenti famigliari. I calcoli biliari spesso sono ereditari e forse si trasmettono per via genetica.
  • Peso. Una ricerca su larga scala ha suggerito che il sovrappeso, anche moderato, fa aumentare il rischio di soffrire di calcoli biliari. La ragione più probabile è il fatto che la quantità di sali biliari presente nella bile risulta ridotta, a vantaggio del colesterolo. L’aumento del colesterolo riduce la frequenza di svuotamento della cistifellea. L’obesità è uno dei principali fattori di rischio per i calcoli biliari, soprattutto nelle donne.
  • Dieta. Una dieta ricca di grassi e colesterolo e povera di fibre aumenta il rischio di calcoli biliari, perché l’aumento del colesterolo nella bile riduce la frequenza di svuotamento della cistifellea.
  • Dimagrimento improvviso. Durante i periodi di digiuno o di dimagrimento rapido il fegato secerne più colesterolo nella bile, e quindi si possono formare i calcoli. In questi casi, inoltre, la cistifellea non si svuota regolarmente.
  • Età. Gli over 60 sono più a rischio rispetto alle persone più giovani. Invecchiando, l’organismo tende a secernere più colesterolo nella bile.
  • Etnia. Gli indiani d’America hanno una predisposizione genetica a una maggiore presenza del colesterolo nella bile e presentano la massima incidenza di calcoli biliari di tutti gli Stati Uniti. La maggior parte degli uomini di questa etnia soffre di calcoli biliari entro i sessant’anni. Tra gli indiani Pima dell’Arizona, il 70 per cento delle donne soffre di calcoli prima dei trent’anni. Anche i messicani presentano una forte incidenza di questo disturbo.
  • Farmaci anticolesterolo. I farmaci che fanno diminuire i livelli di colesterolo nel sangue aumentano la quantità di colesterolo secreta nella bile e quindi predispongono ai calcoli biliari.
  • Diabete. Chi soffre di diabete di solito ha i trigliceridi alti. I trigliceridi sono un tipo di acidi grassi che può far aumentare il rischio di sviluppare calcoli biliari.

La ricerca sugli animali ha contribuito a identificare diversi geni che potrebbero essere presenti nei pazienti più soggetti ai calcoli biliari; nonostante i fattori di rischio siano diversi e ben noti, i ricercatori continuano a cercare i geni che rendono i pazienti maggiormente soggetti al disturbo, inoltre ritengono che l’”epidemia” globale di obesità potrebbe far aumentare l’incidenza dei calcoli biliari.

Fattori di rischio

Tra i pazienti più a rischio per i calcoli biliari ricordiamo quindi:

  • donne, in particolare le gestanti, le pazienti in terapia ormonale sostitutiva o che assumono la pillola,
  • pazienti over 60,
  • Indiani d’America,
  • messicani,
  • donne e uomini sovrappeso o obesi,
  • pazienti che digiunano o dimagriscono in breve tempo,
  • pazienti con precedenti famigliari di calcoli biliari,
  • pazienti diabetici,
  • pazienti in terapia con farmaci anticolesterolo.

Sintomi

Quando i calcoli si spostano nei dotti biliari e li ostruiscono, aumenta la pressione all’interno della cistifellea e possono verificarsi uno o più sintomi. I sintomi dell’ostruzione dei dotti biliari spesso sono definiti come attacco acuto, perché si verificano all’improvviso. Gli attacchi di solito avvengono dopo un pasto particolarmente pesante e si possono verificare anche di notte. Gli attacchi possono causare:

  • dolore continuo nel quadrante superiore destro dell’addome, che aumenta rapidamente e può durare da mezz’ora ad alcune ore,
  • mal di schiena tra le scapole,
  • dolore sotto la spalla destra.

Molti pazienti con calcoli alla cistifellea non presentano alcun sintomo: in questo caso i calcoli sono detti “calcoli silenti” e non interferiscono con la funzionalità della cistifellea, del fegato o del pancreas. Per i calcoli silenti non è necessaria alcuna terapia.

Quando chiamare il medico

Se pensate di aver avuto un attacco, rivolgetevi immediatamente al medico. Gli attacchi spesso si risolvono da soli se i calcoli si muovono, tuttavia la cistifellea potrebbe infettarsi e lesionarsi, se l’ostruzione perdura.

Chi soffre di uno qualsiasi dei sintomi sottoelencati dovrebbe recarsi immediatamente al pronto soccorso:

  • dolore che dura per più di cinque ore,
  • nausea e vomito,
  • febbre, anche debole, o brividi,
  • pelle o occhi di colore giallastro,
  • feci troppo chiare.

Pericoli

I medici spiegano che i calcoli biliari provochino dolore perché ostruiscono il dotto cistico; se l’ostruzione continua per più di qualche ora, la cistifellea si può infiammare.

Questo disturbo, detto colecistite acuta, può causare febbre, dolore intenso e continuo e sfociare nell’infezione della cistifellea. Di solito è necessario il ricovero in ospedale per l’osservazione, per la terapia antibiotica e analgesica e in molti casi anche per l’intervento chirurgico.

Se il calcolo si sposta dal dotto cistico al dotto epatico comune, si possono verificare complicazioni più gravi:

  • se il calcolo si ferma nel dotto epatico comune, infatti, può causarne l’infezione.
  • Se invece si ferma nel dotto biliare, può causare l’infiammazione del pancreas, perché il pancreas e il fegato hanno un dotto escretore in comune.

Entrambe queste situazioni possono essere molto pericolose. I calcoli dei dotti biliari di solito provocano febbre, dolore e ittero (colorazione giallastra degli occhi e della pelle), in alcuni casi accompagnati dal prurito.

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi i calcoli biliari vengono diagnosticati durante gli esami per altri tipi di patologia; se si sospetta che i calcoli biliari siano la causa dei sintomi, il medico probabilmente vi prescriverà un’ecografia, l’esame specifico più sensibile per i calcoli.

L’ecografista tiene in mano una bacchetta, la fa scorrere sull’addome e invia speciali onde sonore verso la cistifellea; le onde sonore fanno eco sulla cistifellea, sul fegato e sugli altri organi, generando impulsi elettrici che creano un’immagine dell’organo sul video. Se ci sono dei calcoli le onde sonore rimbalzano anche su di essi e ne rivelano l’esatta posizione. Possono essere necessari, però, anche altri esami.

  • TAC. La TAC è una procedura radiografica non invasiva che produce immagini in sezione dell’organismo. L’esame può rivelare la presenza di calcoli o di complicazioni, ad esempio di infezioni e di lesioni della cistifellea o dei dotti biliari.
  • Scintigrafia. Al paziente viene iniettata una minima quantità di una sostanza radioattiva che viene assorbita dalla cistifellea, che poi viene stimolata a contrarsi. L’esame serve per diagnosticare le contrazioni anomale della cistifellea o le ostruzioni dei dotti biliari.
  • Colangiopancreatografia retrograda endoscopica. Quest’esame serve per individuare e rimuovere i calcoli presenti nei dotti biliari. Dopo una leggera sedazione il medico inserisce l’endoscopio (un tubicino lungo e flessibile con una fonte di luce e una telecamera all’estremità) nella gola; lo guida poi attraverso lo stomaco e l’intestino tenue. L’endoscopio è collegato a un computer e a un monitor. Il medico guida l’endoscopio e inietta un mezzo di contrasto che evidenzia i dotti biliari sullo schermo. L’endoscopio aiuta il medico a individuare il dotto biliare ostruito dal calcolo e la posizione del calcolo. L’endoscopio permette poi di rimuovere il calcolo, catturandolo in una specie di cestello.
  • Esami del sangue. Gli esami del sangue possono essere eseguiti per cercare segni di un’infezione, di un’ostruzione, della pancreatite o dell’ittero.

I sintomi dei calcoli biliari possono essere simili a quelli di un infarto, dell’appendicite, dell’ulcera, della sindrome del colon irritabile, dell’ernia iatale, della pancreatite e dell’epatite, quindi è fondamentale arrivare a una diagnosi accurata.

Cura e terapia

Intervento chirurgico

Per i calcoli silenti, cioè asintomatici, non è indicata alcuna terapia; invece, se soffrite di attacchi frequenti, il medico con ogni probabilità vi consiglierà di farvi togliere la cistifellea con un intervento detto colecistectomia. L’intervento di rimozione della cistifellea (che, ricordiamo, è un organo non essenziale) è uno degli interventi chirurgici più comuni nella popolazione adulta.

Quasi tutti gli interventi di colecistectomia sono effettuati in laparoscopia. Dopo l’anestesia il chirurgo pratica diverse piccole incisioni nell’addome, inserendo un laparoscopio e una minitelecamera. La telecamera invia allo schermo un’immagine ingrandita dell’interno dell’organismo, permettendo al chirurgo di vedere da vicino gli organi e i tessuti. Con l’aiuto delle immagini il chirurgo usa gli strumenti per separare la cistifellea dal fegato, dai dotti biliari e dalle altre strutture. Poi recide il dotto cistico e rimuove la cistifellea facendola passare attraverso una delle incisioni.

Dopo l’intervento in laparoscopia di solito sarete ancora ricoverati per una notte in ospedale e potrete riprendere le normali attività dopo alcuni giorni di convalescenza a casa. Le incisioni laparoscopiche non coinvolgono i muscoli addominali, quindi il dolore postoperatorio e le complicazioni sono inferiori a quelle degli interventi chirurgici a cielo aperto, durante i quali vengono praticate incisioni anche di 15, 20 centimetri sull’addome.

Se gli esami evidenziano una forte infiammazione o infezione della cistifellea, oppure lesione dovute ad altre operazioni precedenti, il chirurgo può optare per l’intervento a cielo aperto. In alcuni casi i medici sanno in anticipo di dover ricorrere all’intervento chirurgico a cielo aperto, tuttavia a volte i problemi vengono scoperti solo durante la laparoscopia e il chirurgo quindi deve praticare un’incisione più ampia. La convalescenza dopo un intervento chirurgico a cielo aperto richiede da 3 a 5 giorni di ricovero in ospedale e diverse settimane a casa. L’intervento chirurgico a cielo aperto è necessario solo nel 5 per cento circa dei casi.

La complicazione più frequente della colecistectomia sono le lesioni dei dotti biliari. Se il dotto epatico comune è lesionato può iniziare a perdere la bile, causando infezioni dolorose e potenzialmente pericolose. Le lesioni lievi a volte possono essere curate senza ricorrere all’intervento chirurgico. Per le lesioni più gravi, al contrario, può rivelarsi necessario un secondo intervento.

Se i calcoli si trovano nei dotti biliari lo specialista (di solito un gastroenterologo) può ricorrere alla colangiopancreatografia retrograda per individuarli e rimuoverli prima dell’intervento o durante. Ai pazienti che si sono sottoposti a una colecistectomia può essere diagnosticato un calcolo nei dotti biliari dopo settimane, mesi o persino anni dall’intervento. In questi casi la colangiopancreatografia retrograda rimuove efficacemente i calcoli.

La cistifellea è necessaria?

Fortunatamente si può vivere bene anche senza la cistifellea perchè il fegato produce una quantità sufficiente di bile per digerire quanto assunto con una dieta normale. Una volta rimossa la cistifellea la bile esce dal fegato, attraversa i dotti epatici e il dotto epatico comune e va a finire direttamente nell’intestino tenue, senza essere conservata nella cistifellea. Nell’uno per cento circa dei pazienti le feci potranno essere più abbondanti o più morbide, perché la bile va a finire con maggior frequenza nell’intestino tenue. Il disturbo di solito è temporaneo, però se continua è opportuno contattare il medico.

Terapie non chirurgiche

Gli approcci non chirurgici sono usati solo in casi particolari, ad esempio se il paziente soffre di una grave malattia che porta a sconsigliare l’intervento, e solo per i calcoli di colesterolo. Nei pazienti che si sottopongono a terapia non chirurgica i calcoli di solito recidivano entro cinque anni.

  • Terapia dissolutoria orale. Per sciogliere i calcoli vengono usati farmaci che contengono acidi biliari. L’acido ursodesossicolico (Deursil®) e l’acido chenodesossicolico (Bilenor®) sono particolarmente efficaci nel caso di calcoli di colesterolo piccoli. Prima che i calcoli si sciolgano completamente possono essere necessari mesi o anni di terapia. Entrambi i farmaci possono causare lieve diarrea; l’acido chenodesossicolico può far aumentare temporaneamente il colesterolo e le transaminasi (enzima epatico).
  • Terapia dissolutoria per contatto. Quest’intervento, ancora in fase sperimentale, comporta l’iniezione di un farmaco direttamente nella cistifellea per sciogliere i calcoli di colesterolo. Il farmaco, il metil ter-butil etere, riesce a sciogliere alcuni calcoli nel giro di uno, due giorni, ma provoca irritazioni e, in alcuni casi, anche complicazioni. L’intervento è stato sperimentato sui pazienti sintomatici con calcoli piccoli.

Dieta e prevenzione

La predisposizione ai calcoli biliari dipende anche dalla dieta: gli esperti consigliano di mantenere comunque una certa quantità di grassi nella dieta, per stimolare la contrazione e lo svuotamento della cistifellea. Attualmente si consiglia di far derivare dai grassi una percentuale variabile dal 20 al 35 per cento delle calorie totali. Le ricerche hanno anche dimostrato che le diete ricche di fibre e calcio possono far diminuire il rischio di calcoli biliari.

Per diminuire il rischio di formazione di calcoli biliari quando si dimagrisce è possibile seguire alcuni accorgimenti, ad esempio cercare di dimagrire con gradualità, anziché bruscamente. A seconda del peso prima della dieta, gli esperti consigliano di dimagrire di 250 grammi, massimo un chilo a settimana. Questo ritmo di dimagrimento di solito può continuare per un periodo fino a sei mesi, in seguito si inizia a dimagrire meno e il peso si stabilizza perché l’organismo si abitua a usare meno calorie, cioè meno energia.

È anche possibile diminuire il rischio di calcoli biliari connesso agli sbalzi di peso cercando di dimagrire un po’ meno rispetto a quanto avevate previsto. Anche un calo del 5, 10 per cento del peso su un periodo di sei mesi o più può contribuire a migliorare lo stato di salute di un adulto in sovrappeso o obeso.

Infine l’attività fisica regolare è connessa a un minor rischio di calcoli. Cercate di praticare un’ora circa di attività, anche moderata, quasi tutti i giorni per tenere sotto controllo il peso ed evitare di ingrassare. Per mantenere i risultati della dieta, cercate di fare almeno un’ora, un’ora e mezza di attività fisica moderata al giorno.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati



Aggiornamenti

Non perdere i prossimi articoli ed aggiornamenti, iscriviti con il tuo indirizzo di posta elettronica; non riceverai mai SPAM e potrai cancellarti con un solo click in ogni momento

Servizio in collaborazione con FeedBurner (Google)

Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. dt

    Buonasera dottore le chiedo un consulto ho un calcolo grande alla cistifellea mi sembra 23 mm sono in fase preoperazione e da tre giorni mi da male proprio dove ho il calcolo va e viene ma è più il tempo che ho dolori ma non so Co. E mai non digerisco vado in bagno 1 volta al giorno ma ho dolore sia all addome che allo stomaco e basso ventre come se digerisco all asciutto E ho il cibo fermo nella intestino e il bruciore forte ho fatto la gastroscopia Cardia incontinente e cn l eco calcolo alla cistifellea chissà da quanto me lo porto grazie mille in anticipo le premetto che sono in terapia d ansia e prendo Antidolorifici tachiperina prima al bisogno ora un massimo di tre volte al giorno e poi possibile che questo dolore sia così acuto non c’è un a posizione per far spostare il calcolo? Grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non c’è modo di fare nulla, se non antidolorifici.

  2. Anonimo

    Buona sera dott.mi scusi se la disturbo ho fatto il 3/11/2014 un ecografia addome superiore ho tutto regolare solo la colecisti nel suo interno si osservano alcuni spots iperecogeni in sospensione come per fango biliare ed alcune formazioni iperecogene senza cono d’ombra posteriore di 4mm di DM, da riferire a depositi di colesterina.Attualmente prendo deursil 225mg a rilascio prolungato mattina e sera lei cosa ne pensa riesco facendo questa cura e stando attento all’alimentazione a far togliere questo fango biliare grazie di tutto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, sono fiducioso, o quantomeno riuscirà a conviverci senza averne problemi.

  3. av

    buongiorno dottore,

    circa due settimane fa ho avuto feci grigio chiaro (un solo episodio),
    dopo qualche giorno dall’episodio ho avuto febbre e vomito (un giorno).
    da allora ho avuto prima feci giallo verdi (un paio di giorni) e poi feci verde scuro. ho pensato alle febbri che coinvolgono l’apparato digerente ma ormai, come dicevo, sono due settimane.
    sono calcoli biliari?
    (sto prendendo attualmente fermenti lattici, durante la febbre vomito curato con jeffer e febbre con tachipirina)

    1. av

      non ho nessun altro sintomo.
      solo feci verdi scuro.
      fino a prima di ieri erano lucide e morbide.
      oggi erano della consistenza normale ma ieri non sono andato in bagno

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      In genere il colore verde è segno di malassorbimento, raccomando quindi di sentire il medico e valutare con lui se insistere con i fermenti lattici o fare qualche indagine.

  4. Paolo

    Durante un check up con ecografia sono stati individuati calcoli alla cistifellea che non mi danno nessun problema. Sono grossi. Devo operarmi????

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Dipende dalla dimensione; se molto grossi è probabile che o presto o tardi inizieranno a darle fastidio e può essere che il medico voglia intervenire adesso per evitare il rischio di un’operazione d’urgenza.

      Cosa le è stato consigliato?

    2. Paolo

      Ho fatto la visita dal chirurgo che è’ chiaro che vuole operare, il mio medico di base ha detto che l’orientamento attuale della medicina e’ da operare ma non con urgenza, mentre anni fa se non davano problemi si consigliava di tenerli….quindi io sono combattuto….il medico di base mi ha detto che con gli anni potrebbero dare tumori nelle zone circostanti……

    3. Sabrina

      Buonasera dottore, circa 4/5 anni fa avvertivo dolori al petto sx con sensazione di extrasistole e fatica nel respirare. Il medico di base mi aveva prescritto un eco all’addome completo, da qui mi è stato diagnosticato un solo calcolo mobile alla cistifellea di 15 mm. Da allora una volta all’anno vado per un controllo, e il calcolo è sempre delle stesse dimensioni. Dopo aver fatto la visita dal mio medico di base (toccato tutto l’addome) dice di evitare l’intervento. Ma io ultimamente sento come senso di nausea, alterno giorni di scariche normali a scariche chiare e molto odoranti, sento fitte sotto il costato destro, fianco destro e zona della schiena. Alla schiena un po’ ho sempre sofferto. Cosa mi consiglia di fare?

    4. Sabrina

      Più che ansia diciamo che sono parecchio nervosa, sia nel parlare che nello scrivere (si è accorto il medico di base, facendomi trascrivere dei farmaci), ora non so se sia quello, ma le fitte che sento sotto il petto e il costato destro a cosa devo collegarle se anche l’ecografo esattamente un mese fa ha detto che coliche non ne avevo fatte e nemmeno erano in corso (praticamente ha trovato tutto nella norma proprio come le ecografie precedenti). Grazie.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      La causa potrebbe essere lo stress, ma ovviamente la mia è solo un’ipotesi che lascia il tempo che trova, quindi raccomando di rimanere in contatto con il medico.

    6. Sabrina

      Mi scusi dottore se la disturbo ancora, ma nell’weekend appena trascorso ho avuto scariche accompagnate a parecchio muco (le controllavo perché il medico di base mi aveva detto di dare un’occhiata) è sempre tutto collegato al calcolo secondo Lei?

    7. Sabrina

      Dottore mi sono anche dimenticata di dirLe che quando sto due giorni senza andare in bagno, ho dolore nella parte bassa destra che a sensazione sembra che prenda la gamba. Temevo fosse l’appendicite ma il medico di base dopo aver toccato la parte ha detto che non c’era nulla. Quindi tra fitte al petto che arrivano improvvisamente, dolori sotto il costato destro e altri sintomi elencati sopra, non saprei più come comportarmi. Un calcolo di queste dimensioni può provocare questi disturbi? E se si perchè il medico di base mi ha detto che non c’è nulla, anche se io ho questi disturbi? Mangio qualcosa e mi sento subito piena. Grazie per una sua consulenza in merito a ciò che Le ho appena descritto.

    8. Dr. Cimurro (farmacista)

      Escluderei anch’io che sia il calcolo, mentre l’ansia sicuramente influisce molto.

    9. Sabrina

      Ma queste fitte ora le ho da lunedi e dal medico per fare una visita sono andata mercoledì. Secondo Lei è normale che ci siano ancora, anche se il calcolo non è la causa scatenante dei miei disturbi?

    10. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, potrebbe essere normale, in ogni caso magari oggi senta telefonicamente anche il parere del medico.

    11. Sabrina

      Ho telefonato al medico ininterrottamente, ma oggi non era reperibile. Quindi chiedi a Lei un altro consulto. Come mai quando ingerisco cibo mi sento subito piena e i crampi si fanno sentire di più? Ho pensato di prendere un buscopam, secondo Lei peggioro la situazione? La ringrazio per la sua disponibilità.

    12. Dr. Cimurro (farmacista)

      In queste forme è abbastanza normale sentirsi subito pieni, mentre purtroppo non posso consigliare/avvallare farmaci.

  5. sara

    buongiorno dottore
    io ho cistifellea di 3mm me non santo male da 4 mese e celo bontamento com dottore chirurgica per tolerla cosa devo fare scosa per scritora male

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se non sente dolore prima di toglierla sentirei anche il parere del medico di base.

  6. av

    buongiorno.
    avevo riferito in merito a feci verdi dopo chiare e gialle.
    il mio medico ha diagnosticato un virus di quelli che si prendono in questo periodo con vomito e febbre, e di base una colite spastica.

    un secondo parere medico mi ha consigliato analisi bitulina e radiografia addome per escludere un possibile calcolo autoeliminato e una presenza di fango biliare.

    ad occhio quale le sembra la più probabile?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      La prima, ma le ricordo che non sono medico e quindi non dia troppo peso al mio parere; la seconda acquisterà maggiori probabilità se i sintomi persistessero a lungo.

    2. av

      grazie cmq :)
      da quel che ho capito la cura è la stessa: dieta e nel caso di colite mancanza di stress.
      p.s.
      complimenti per il sito. dà informazioni senza allarmare

  7. hala

    buonasera dottore
    io ho fatto prima ecografia 26.9.2014 me anno deto che ho il calcoli allacistifellea di 30mm di diametro .
    e oggi ho fatto un altra ecografia me anno deto chi due formazioni calcolotiche con dimensioni di circa 1,8 e2 cm lo vedo in po di diverenti

  8. hala

    bougiorno dottore
    per favore voglio sapere si nel mio caso i nicissario l entervento chirogico
    grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Questo è da valutare con il suo medico e con il chirurgo.

  9. Sabrina

    Buongiorno dottore finalmente ho contattato il medico di base il quale mi ha detto che le scariche improvvise alternate a stipsi e borborigmi nella pancia non sono causate dal calcolo. Lei me lo conferma? Invece per i dolori sotto il costato destro e intorno all’ombelico quelli si che sarebbero da collegare al calcolo, mi conferma anche questo? Per quanto riguarda i dolori se non è il calcolo, il medico mi ha detT che potrebbe essere un infiammazione della cistifellea, Lei cosa ne pensa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Confermo.
      2. Sì, è possibile.
      3. Possibile anche questo, soprattutto se il dolore si riflettesse fino alla spalla.

  10. Sabrina

    Grazie dottore per l’interesse dimostratomi. Mi scusi se l’ho mitragliata di domande. Complimenti per i suoi siti di interesse medico che forniscono in maniera dettagliata ogni problema di salute.

  11. ISY

    MI CAPITA SPESSO DI ENTRARE SU QUESTO SITO,E HO POTUTO NOTARE CHE IL DOTT.CIMURRO DA SEMPRE BUONI CONSIGLI, E TUTTO QUESTO LO FA CON PASSIONE COMPLIMENTI NON E DA TUTTI, ANCH IO MI SONO RIVOLTA A LUI PER UN CONSIGLIO E SUBITO MI HA RISPOSTO GRAZIE

  12. ISY

    VORREI SAPERE SE PRENDENDO LO ZENZERO PUO FAR SALIRE LA PRESSIONE. AVENDO LA PRESSIONE ALTA POSSO PRENDERLO GRAZIE

    1. ISY

      SI, ASSUMO IL CARVEDILOLO HEXAL 25MG META COMPRESSA LA MATTINA META COMPRESSA LA SERA. INOLTRE ASSUMO PER IL DIABETE METBAY DA 500, UNA COMPRESSA PRIMA DI PRANZO UNA COMPRESSA PRIMA DI CENA. GRAZIE DI TUTTO E SCUSI DEL DISTURBO

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’unico eventuale rischio è che la pressione scenda troppo, quindi inizi con dosi basse per verificare la risposta del suo organismo.

  13. Nadia

    Buongiorno dottore ho fatto un eco all’addome perché avevo sempre dolori e crampi allo stomaco e sotto entrambe le costole, mi hanno trovato un calcolo alla cistifellea che però per l’ecografo non è questo che mi può dare fastidio. Cosa è secondo lei? Ah dimenticavo io soffro anche di stitichezza e le mie feci hanno una puzza molto sgradevole e sono piccole ma allungate, può esserle utile questo mio dettaglio??? Grazie

  14. Nadia

    Ah dottore mi sono dimenticata di dirle che a volte ho anche un senso di pienezza nell’ingurgitare cibo e senso di nausea ma non vomito. Grazie ancora.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Questi dolori si accentuano dopo i pasti?
      Capitano anche di notte?

  15. Nadia

    Capitano durante l’arco della giornata, di notte fino ad ora no, non mi sono mai svegliata di notte con crampi o dolori……

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi viene quasi il dubbio di un colon irritabile con prevalenza della stitichezza; mangia frutta/verdura? Beve a sufficienza?

    2. Nadia

      Verdura si (prevalentemente insalata e carote crude), frutta poca o quasi niente e bevo circa 1 l.di acqua al di……

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Provi ad aumentare tutte e tre (frutta, verdura, acqua) e possibilmente esercizio fisico, dovrebbe averne grande beneficio.

    4. Nadia

      Al mattino bevo una bustina di fibra liquida per aiutare l’intestino, ma i crampi intorno all’ombelico li ho ancora e volevo dirLe che non mai fatto feci puzzolenti come da quando ho questo disturbo inoltre ho sempre dell’aria da buttare fuori anche questa dall’odore sgradevole. Sono disturbi da collegare a che cosa (fegato-stomaco-intestino???????) visto che mi hanno detto che il calcolo non dovrebbe essere la causa del mio malessere. Anche il respiro è diventato corto e riesco a respirare solo con la parte alta dello sterno…..

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Le cause possono essere numerose, ma data anche la mancanza di respiro è opportuno un parere medico.

    6. Nadia

      Sono stata anche dal cardiologo, ho fatto l’ecocardiogramma, la prova dello sforzo e l’holter ma non ha trovato nulla.

    7. Nadia

      Non saprei, l’unica cosa che posso dirle ancora è che anche quando mangio dopo un po mi si gonfia la pancia e faccio aria…..poi ho fatto degli esami del sangue i classici esami di routine che si fanno per controllo periodico e sono tutti nella norma a parte gli eosinofili che sono bassi……

    8. Dr. Cimurro (farmacista)

      Vale a mio parere la pena rivolgersi ad un gastroenterologo, per capire le cause del gonfiore (che potrebbero essere causa a loro volta dei sintomi cardiaci).

  16. Domenico

    Da circa 2 anni ho un calcolo di 16 mm che non è variato ma si sono fomati ultimamente altri da 5-6 mm. Non ho disturbi, ne dolori alcuni.L’ecografo mi ha riferito che potrei non avere problemi per il corso della mia vita (ho 47 anni) ma potrebbe peggiorare anche improvvisamente.Fino ad un anno fa mangavo di tutto fritture incluse mai avuto problemi.Premetto che sono ipocondriaco e ansioso.
    Nel corso dell’ultimo anno hanno ho perso 20 kg scendendo addirittura a 4 kg sotto il peso forma, può aiutarmi ad evitare una possibile operazione.
    La cosa mi spavenda al quanto conoscendo alcuni amici che hanno eseguito l’operazione in laparoscopia, mi hanno riferito di aver sofferto tanto dopo l’operazione.

    La ringrazio per la disponibilità.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Giusto dimagrire, ma se la perdita di peso è stata troppo rapida potrebbe essere la causa della formazione degli altri calcoli; se non le hanno mai dato problemi potrebbe pensare con il medico di rimanere in vigile attesa.

  17. arci

    Buongiorno dottore ho un calcolo di 22mm alla cistifellea ultimamente mi sta dando molte noia apparre sempre coliche digesstine molto lenta…a messo che sia dovuto dal calcolo ho sempre male alla pancia dolore tra le spalle soffro anche di reflusso e mi sta capitando di avere fitte al costato sinistro basso fino dietro premesso che ho fatto elettro cardiogramma e lastra torace nella elettro cardiogramma del pre operazione ci sono stati dei picchi che non andavano bene ma mi hanno razzi curato dicendomi che era la macchina e me lo hanno rifatto la terza volta e andato bene che dovrei fare? La ringrazio anticipatamente

    1. Anonimo

      Tutti questi si tomi e dolori possono essere dovuti esclusivamente al calcolo?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è possibile, ma non escludo che ci sia anche un problema di reflusso gastroesofageo.

Lascia un Commento

La tua privacy mi sta molto a cuore, quindi ti consiglio di non usare nome e cognome reali, è sufficiente il nome, un soprannome, oppure un nome di fantasia; rimango a tua completa disposizione per rimuovere o modificare gli interventi inviati.

Anche se farò il possibile per rispondere ai tuoi dubbi, mi preme ricordarti che sono un farmacista, non un medico, quindi le mie parole NON devono sostituire od essere interpretate come diagnosi o consigli medici; devono invece essere intese come opinioni personali in attesa di parlare con il tuo medico.

Se pensi che abbia scritto qualcosa di sbagliato, nell'articolo o nei commenti, segnalamelo! Una discussione costruttiva è utile a tutti.

Per quanto possibile ti chiederei di rimanere in tema con la pagina, magari cercando quella più adatta al tuo dubbio; se hai difficoltà non preoccuparti e scrivimi ugualmente, al limite cancellerò il messaggio qualche giorno dopo averti risposto.

Sono vietati commenti a scopo pubblicitario.