Calcoli alla cistifellea (o colecisti): sintomi, dieta, cause

Ultimo Aggiornamento: 1521 giorni

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Introduzione

I calcoli biliari sono dei sassolini che si sviluppano nella cistifellea, un organo che si trova sotto il fegato nel quadrante superiore destro dell’addome. I calcoli biliari si formano perché la bile, il liquido conservato nella cistifellea che aiuta l’organismo a digerire i grassi, si solidifica: la bile è prodotta dal fegato e poi conservata nella cistifellea fino a quando l’organismo la richiede. La cistifellea si contrae e invia la bile nel dotto biliare, un tubicino che collega la cistifellea all’intestino, dove contribuirà alla digestione.

Cistifellea con calcoli biliari

La bile contiene acqua, colesterolo, grassi, sali biliari, proteine e bilirubina, un prodotto di scarto. I sali biliari demoliscono i grassi, mentre la bilirubina dà alla bile ed alle feci il caratteristico colore marroncino giallastro. Se la bile contiene troppo colesterolo, troppi sali biliari o bilirubina, può arrivare a cristallizzarsi formando così i calcoli biliari.

Esistono due tipi di calcoli della colecisti:

  1. di colesterolo
  2. pigmentati.

I calcoli di colesterolo di solito sono di colore giallastro o verde e sono costituiti principalmente da colesterolo solidificato; rappresentano l’80 per cento circa di tutti i calcoli.

I calcoli pigmentati, invece, sono più piccoli e più scuri e sono fatti di bilirubina; possono essere delle dimensioni di un granello di sabbia, oppure grandi come una palla da golf. Nella cistifellea ci può essere un unico calcolo, centinaia di piccoli calcoli oppure calcoli di entrambe le dimensioni.

Il sistema biliare è costituito dalla cistifellea e dai dotti che permettono il passaggio della bile e degli altri enzimi digestive dal fegato, dalla cistifellea e dal pancreas verso l’intestino tenue.

I calcoli possono ostruire il passaggio della bile se si spostano dalla cistifellea e si bloccano in uno dei tubicini che permette il passaggio della bile dal fegato all’intestino tenue. Tra i dotti ricordiamo:

  • I dotti epatici, attraversati dalla bile che esce dal fegato,
  • il dotto cistico, che permette il passaggio della bile da e verso la cistifellea,
  • il dotto epatico comune che permette il passaggio della bile dai dotti cistico ed epatico verso l’intestino tenue.

Se la bile non scorre bene in questi tubicini, può causare un’infiammazione della cistifellea, dei dotti stessi o, in rari casi, del fegato. Nel dotto epatico comune confluiscono altri dotti tra cui quello pancreatico, in cui passano gli enzimi digestivi prodotti dal pancreas. In alcuni casi i calcoli che passano nel dotto epatico comune provocano l’infiammazione del pancreas (pancreatite acuta), un disturbo molto doloroso e potenzialmente grave.

Se uno dei dotti biliari rimane ostruito per un periodo sufficientemente lungo la cistifellea, il fegato, o il pancreas, possono riportare danni o infezioni gravi che, se non curati, possono risultare fatali. Tra i sintomi di questi gravi problemi troviamo la febbre, l’itterizia e il dolore continuo.

Cause

I ricercatori ritengono che i calcoli di colesterolo si formino se la bile contiene troppo colesterolo, troppa bilirubina o pochi sali biliari, oppure se la cistifellea non si svuota completamente o con la dovuta frequenza. Le cause di questi squilibri non sono note con esattezza.

La causa dei calcoli pigmentati non è ancora stata chiarita; i calcoli tendono a svilupparsi nei pazienti che soffrono di cirrosi epatica, infezioni delle vie biliari o malattie ereditarie del sangue (come l’anemia falciforme), in cui il fegato produce bilirubina in eccesso.

Di solito non si forma un unico calcolo.

Tra gli altri fattori che contribuiscono alla formazione dei calcoli biliari, soprattutto di quelli di colesterolo, ricordiamo:

  • Sesso. Le donne hanno il doppio di probabilità degli uomini di soffrire di calcoli biliari. L’eccesso di estrogeni dovuto alla gravidanza, alla terapia ormonale sostitutiva e metodi contraccettivi ormonali fa aumentare i livelli di colesterolo nella bile e diminuire la motilità della cistifellea, fattori che possono causare la formazione di calcoli.
  • Precedenti famigliari. I calcoli biliari spesso sono ereditari e forse si trasmettono per via genetica.
  • Peso. Una ricerca su larga scala ha suggerito che il sovrappeso, anche moderato, fa aumentare il rischio di soffrire di calcoli biliari. La ragione più probabile è il fatto che la quantità di sali biliari presente nella bile risulta ridotta, a vantaggio del colesterolo. L’aumento del colesterolo riduce la frequenza di svuotamento della cistifellea. L’obesità è uno dei principali fattori di rischio per i calcoli biliari, soprattutto nelle donne.
  • Dieta. Una dieta ricca di grassi e colesterolo e povera di fibre aumenta il rischio di calcoli biliari, perché l’aumento del colesterolo nella bile riduce la frequenza di svuotamento della cistifellea.
  • Dimagrimento improvviso. Durante i periodi di digiuno o di dimagrimento rapido il fegato secerne più colesterolo nella bile, e quindi si possono formare i calcoli. In questi casi, inoltre, la cistifellea non si svuota regolarmente.
  • Età. Gli over 60 sono più a rischio rispetto alle persone più giovani. Invecchiando, l’organismo tende a secernere più colesterolo nella bile.
  • Etnia. Gli indiani d’America hanno una predisposizione genetica a una maggiore presenza del colesterolo nella bile e presentano la massima incidenza di calcoli biliari di tutti gli Stati Uniti. La maggior parte degli uomini di questa etnia soffre di calcoli biliari entro i sessant’anni. Tra gli indiani Pima dell’Arizona, il 70 per cento delle donne soffre di calcoli prima dei trent’anni. Anche i messicani presentano una forte incidenza di questo disturbo.
  • Farmaci anticolesterolo. I farmaci che fanno diminuire i livelli di colesterolo nel sangue aumentano la quantità di colesterolo secreta nella bile e quindi predispongono ai calcoli biliari.
  • Diabete. Chi soffre di diabete di solito ha i trigliceridi alti. I trigliceridi sono un tipo di acidi grassi che può far aumentare il rischio di sviluppare calcoli biliari.

La ricerca sugli animali ha contribuito a identificare diversi geni che potrebbero essere presenti nei pazienti più soggetti ai calcoli biliari; nonostante i fattori di rischio siano diversi e ben noti, i ricercatori continuano a cercare i geni che rendono i pazienti maggiormente soggetti al disturbo, inoltre ritengono che l’”epidemia” globale di obesità potrebbe far aumentare l’incidenza dei calcoli biliari.

Fattori di rischio

Tra i pazienti più a rischio per i calcoli biliari ricordiamo quindi:

  • donne, in particolare le gestanti, le pazienti in terapia ormonale sostitutiva o che assumono la pillola,
  • pazienti over 60,
  • Indiani d’America,
  • messicani,
  • donne e uomini sovrappeso o obesi,
  • pazienti che digiunano o dimagriscono in breve tempo,
  • pazienti con precedenti famigliari di calcoli biliari,
  • pazienti diabetici,
  • pazienti in terapia con farmaci anticolesterolo.

Sintomi

Quando i calcoli si spostano nei dotti biliari e li ostruiscono, aumenta la pressione all’interno della cistifellea e possono verificarsi uno o più sintomi. I sintomi dell’ostruzione dei dotti biliari spesso sono definiti come attacco acuto, perché si verificano all’improvviso. Gli attacchi di solito avvengono dopo un pasto particolarmente pesante e si possono verificare anche di notte. Gli attacchi possono causare:

  • dolore continuo nel quadrante superiore destro dell’addome, che aumenta rapidamente e può durare da mezz’ora ad alcune ore,
  • mal di schiena tra le scapole,
  • dolore sotto la spalla destra.

Molti pazienti con calcoli alla cistifellea non presentano alcun sintomo: in questo caso i calcoli sono detti “calcoli silenti” e non interferiscono con la funzionalità della cistifellea, del fegato o del pancreas. Per i calcoli silenti non è necessaria alcuna terapia.

Quando chiamare il medico

Se pensate di aver avuto un attacco, rivolgetevi immediatamente al medico. Gli attacchi spesso si risolvono da soli se i calcoli si muovono, tuttavia la cistifellea potrebbe infettarsi e lesionarsi, se l’ostruzione perdura.

Chi soffre di uno qualsiasi dei sintomi sottoelencati dovrebbe recarsi immediatamente al pronto soccorso:

  • dolore che dura per più di cinque ore,
  • nausea e vomito,
  • febbre, anche debole, o brividi,
  • pelle o occhi di colore giallastro,
  • feci troppo chiare.

Pericoli

I medici spiegano che i calcoli biliari provochino dolore perché ostruiscono il dotto cistico; se l’ostruzione continua per più di qualche ora, la cistifellea si può infiammare.

Questo disturbo, detto colecistite acuta, può causare febbre, dolore intenso e continuo e sfociare nell’infezione della cistifellea. Di solito è necessario il ricovero in ospedale per l’osservazione, per la terapia antibiotica e analgesica e in molti casi anche per l’intervento chirurgico.

Se il calcolo si sposta dal dotto cistico al dotto epatico comune, si possono verificare complicazioni più gravi:

  • se il calcolo si ferma nel dotto epatico comune, infatti, può causarne l’infezione.
  • Se invece si ferma nel dotto biliare, può causare l’infiammazione del pancreas, perché il pancreas e il fegato hanno un dotto escretore in comune.

Entrambe queste situazioni possono essere molto pericolose. I calcoli dei dotti biliari di solito provocano febbre, dolore e ittero (colorazione giallastra degli occhi e della pelle), in alcuni casi accompagnati dal prurito.

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi i calcoli biliari vengono diagnosticati durante gli esami per altri tipi di patologia; se si sospetta che i calcoli biliari siano la causa dei sintomi, il medico probabilmente vi prescriverà un’ecografia, l’esame specifico più sensibile per i calcoli.

L’ecografista tiene in mano una bacchetta, la fa scorrere sull’addome e invia speciali onde sonore verso la cistifellea; le onde sonore fanno eco sulla cistifellea, sul fegato e sugli altri organi, generando impulsi elettrici che creano un’immagine dell’organo sul video. Se ci sono dei calcoli le onde sonore rimbalzano anche su di essi e ne rivelano l’esatta posizione. Possono essere necessari, però, anche altri esami.

  • TAC. La TAC è una procedura radiografica non invasiva che produce immagini in sezione dell’organismo. L’esame può rivelare la presenza di calcoli o di complicazioni, ad esempio di infezioni e di lesioni della cistifellea o dei dotti biliari.
  • Scintigrafia. Al paziente viene iniettata una minima quantità di una sostanza radioattiva che viene assorbita dalla cistifellea, che poi viene stimolata a contrarsi. L’esame serve per diagnosticare le contrazioni anomale della cistifellea o le ostruzioni dei dotti biliari.
  • Colangiopancreatografia retrograda endoscopica. Quest’esame serve per individuare e rimuovere i calcoli presenti nei dotti biliari. Dopo una leggera sedazione il medico inserisce l’endoscopio (un tubicino lungo e flessibile con una fonte di luce e una telecamera all’estremità) nella gola; lo guida poi attraverso lo stomaco e l’intestino tenue. L’endoscopio è collegato a un computer e a un monitor. Il medico guida l’endoscopio e inietta un mezzo di contrasto che evidenzia i dotti biliari sullo schermo. L’endoscopio aiuta il medico a individuare il dotto biliare ostruito dal calcolo e la posizione del calcolo. L’endoscopio permette poi di rimuovere il calcolo, catturandolo in una specie di cestello.
  • Esami del sangue. Gli esami del sangue possono essere eseguiti per cercare segni di un’infezione, di un’ostruzione, della pancreatite o dell’ittero.

I sintomi dei calcoli biliari possono essere simili a quelli di un infarto, dell’appendicite, dell’ulcera, della sindrome del colon irritabile, dell’ernia iatale, della pancreatite e dell’epatite, quindi è fondamentale arrivare a una diagnosi accurata.

Cura e terapia

Intervento chirurgico

Per i calcoli silenti, cioè asintomatici, non è indicata alcuna terapia; invece, se soffrite di attacchi frequenti, il medico con ogni probabilità vi consiglierà di farvi togliere la cistifellea con un intervento detto colecistectomia. L’intervento di rimozione della cistifellea (che, ricordiamo, è un organo non essenziale) è uno degli interventi chirurgici più comuni nella popolazione adulta.

Quasi tutti gli interventi di colecistectomia sono effettuati in laparoscopia. Dopo l’anestesia il chirurgo pratica diverse piccole incisioni nell’addome, inserendo un laparoscopio e una minitelecamera. La telecamera invia allo schermo un’immagine ingrandita dell’interno dell’organismo, permettendo al chirurgo di vedere da vicino gli organi e i tessuti. Con l’aiuto delle immagini il chirurgo usa gli strumenti per separare la cistifellea dal fegato, dai dotti biliari e dalle altre strutture. Poi recide il dotto cistico e rimuove la cistifellea facendola passare attraverso una delle incisioni.

Dopo l’intervento in laparoscopia di solito sarete ancora ricoverati per una notte in ospedale e potrete riprendere le normali attività dopo alcuni giorni di convalescenza a casa. Le incisioni laparoscopiche non coinvolgono i muscoli addominali, quindi il dolore postoperatorio e le complicazioni sono inferiori a quelle degli interventi chirurgici a cielo aperto, durante i quali vengono praticate incisioni anche di 15, 20 centimetri sull’addome.

Se gli esami evidenziano una forte infiammazione o infezione della cistifellea, oppure lesione dovute ad altre operazioni precedenti, il chirurgo può optare per l’intervento a cielo aperto. In alcuni casi i medici sanno in anticipo di dover ricorrere all’intervento chirurgico a cielo aperto, tuttavia a volte i problemi vengono scoperti solo durante la laparoscopia e il chirurgo quindi deve praticare un’incisione più ampia. La convalescenza dopo un intervento chirurgico a cielo aperto richiede da 3 a 5 giorni di ricovero in ospedale e diverse settimane a casa. L’intervento chirurgico a cielo aperto è necessario solo nel 5 per cento circa dei casi.

La complicazione più frequente della colecistectomia sono le lesioni dei dotti biliari. Se il dotto epatico comune è lesionato può iniziare a perdere la bile, causando infezioni dolorose e potenzialmente pericolose. Le lesioni lievi a volte possono essere curate senza ricorrere all’intervento chirurgico. Per le lesioni più gravi, al contrario, può rivelarsi necessario un secondo intervento.

Se i calcoli si trovano nei dotti biliari lo specialista (di solito un gastroenterologo) può ricorrere alla colangiopancreatografia retrograda per individuarli e rimuoverli prima dell’intervento o durante. Ai pazienti che si sono sottoposti a una colecistectomia può essere diagnosticato un calcolo nei dotti biliari dopo settimane, mesi o persino anni dall’intervento. In questi casi la colangiopancreatografia retrograda rimuove efficacemente i calcoli.

La cistifellea è necessaria?

Fortunatamente si può vivere bene anche senza la cistifellea perchè il fegato produce una quantità sufficiente di bile per digerire quanto assunto con una dieta normale. Una volta rimossa la cistifellea la bile esce dal fegato, attraversa i dotti epatici e il dotto epatico comune e va a finire direttamente nell’intestino tenue, senza essere conservata nella cistifellea. Nell’uno per cento circa dei pazienti le feci potranno essere più abbondanti o più morbide, perché la bile va a finire con maggior frequenza nell’intestino tenue. Il disturbo di solito è temporaneo, però se continua è opportuno contattare il medico.

Terapie non chirurgiche

Gli approcci non chirurgici sono usati solo in casi particolari, ad esempio se il paziente soffre di una grave malattia che porta a sconsigliare l’intervento, e solo per i calcoli di colesterolo. Nei pazienti che si sottopongono a terapia non chirurgica i calcoli di solito recidivano entro cinque anni.

  • Terapia dissolutoria orale. Per sciogliere i calcoli vengono usati farmaci che contengono acidi biliari. L’acido ursodesossicolico (Deursil®) e l’acido chenodesossicolico (Bilenor®) sono particolarmente efficaci nel caso di calcoli di colesterolo piccoli. Prima che i calcoli si sciolgano completamente possono essere necessari mesi o anni di terapia. Entrambi i farmaci possono causare lieve diarrea; l’acido chenodesossicolico può far aumentare temporaneamente il colesterolo e le transaminasi (enzima epatico).
  • Terapia dissolutoria per contatto. Quest’intervento, ancora in fase sperimentale, comporta l’iniezione di un farmaco direttamente nella cistifellea per sciogliere i calcoli di colesterolo. Il farmaco, il metil ter-butil etere, riesce a sciogliere alcuni calcoli nel giro di uno, due giorni, ma provoca irritazioni e, in alcuni casi, anche complicazioni. L’intervento è stato sperimentato sui pazienti sintomatici con calcoli piccoli.

Dieta e prevenzione

La predisposizione ai calcoli biliari dipende anche dalla dieta: gli esperti consigliano di mantenere comunque una certa quantità di grassi nella dieta, per stimolare la contrazione e lo svuotamento della cistifellea. Attualmente si consiglia di far derivare dai grassi una percentuale variabile dal 20 al 35 per cento delle calorie totali. Le ricerche hanno anche dimostrato che le diete ricche di fibre e calcio possono far diminuire il rischio di calcoli biliari.

Per diminuire il rischio di formazione di calcoli biliari quando si dimagrisce è possibile seguire alcuni accorgimenti, ad esempio cercare di dimagrire con gradualità, anziché bruscamente. A seconda del peso prima della dieta, gli esperti consigliano di dimagrire di 250 grammi, massimo un chilo a settimana. Questo ritmo di dimagrimento di solito può continuare per un periodo fino a sei mesi, in seguito si inizia a dimagrire meno e il peso si stabilizza perché l’organismo si abitua a usare meno calorie, cioè meno energia.

È anche possibile diminuire il rischio di calcoli biliari connesso agli sbalzi di peso cercando di dimagrire un po’ meno rispetto a quanto avevate previsto. Anche un calo del 5, 10 per cento del peso su un periodo di sei mesi o più può contribuire a migliorare lo stato di salute di un adulto in sovrappeso o obeso.

Infine l’attività fisica regolare è connessa a un minor rischio di calcoli. Cercate di praticare un’ora circa di attività, anche moderata, quasi tutti i giorni per tenere sotto controllo il peso ed evitare di ingrassare. Per mantenere i risultati della dieta, cercate di fare almeno un’ora, un’ora e mezza di attività fisica moderata al giorno.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. carlo

    Dottore sinceramente tre mesi fa ho fatto un controllo di ecografia addominale. ..ed era tutto ok…che ne pensa?

  2. carlo

    Sì dottore anche..come pensa sia un po di stress..ansia accumulata…secondo lei è il caso che rifaccia l eco addome?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A meno che non le venga richiesto non credo che sarà necessaria.

  3. Anonimo

    Salve Dottore,
    sarà una settimana che a intervalli accuso dolori sotto il fegato che salgono dietro la scapola. Anche oggi dopo il pranzo mi è successo e ora è tornato, ed ho anche fastidio alla schiena alta tra le scapole.
    Ho fatto anche un eco-addominale per controllare un angioliopoma che ho al rene. Ma per quanto riguarda il fegato c’è solo una modica dimensione aumentata.
    Visto che nell’ecografia non dice altro, cosa può essere? sabbia biliare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Scapola destra?
      Dall’ecografia non sono emersi calcoli alla cistifellea?

    2. Anonimo

      Si dottore, sale lungo la scapola. Non so se magari possa dipendere da posizioni scomode e la vita sedentaria che ho questi ultimi mesi. Comunque no, nessun calcolo evidenziato nell’ecografia. Premetto che ho 25 anni.
      L anno scorso per fastidi simili ma dietro il rene la dottoressa mi disse che forse era un po di renella, ma no so se possa c’entrare.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere ancora renella, ma non escludo una leggera gastrite.

    4. Anonimo

      Sicuramente Dottore c’è anche quella, visto oltre il periodo sedentario sono anche sotto stress e ansia.

  4. anonimo

    Salve dottore… ho 22 anni e devono farmi una TAC per vedere una possibile presenza di calcoli, che attraverso l’ecografia non sono riusciti a vedere. La TAC è pericolosa da fare? Può avere delle ripercussioni future sulla mia salute?

  5. Mariagrazia

    Salve dottore,mia madre dopo ripetute coliche ha scoperto di avere i calcoli alla colecisti. Adesso sta provando col deursil a vedere se si ridurranno. Si sente debilitata, probabilmente a causa del repentino cambio di dieta che l’ha portata anche ad un calo del peso…..lei dice di nn sentirsi più la stessa.
    Quello che volevo chiederle e se può assumere la pappa reale nota per il suo potere rivitalizzante e se può darmi qualche consiglio su come affrontare questa malattia.
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se il suo medico è d’accordo non vedo problemi ad assumerla; posso chiedere età, peso ed altezza?

    2. Anonimo

      60 anni, è alta 1,60 e pesa circa 64kg…negli ultimi due mesi ha perso 7 kg

    3. Anonimo

      Inoltre vorrei sapere se è naturale questo senso di stanchezza che caratterizza le sue giornate. Come altri malesseri ha un po’ di aerofagia quando finisce di mangiare e,da quando è dimagrita accusa anche un senso di pesantezza al basso ventre,soprattutto prima di andare in bagno.
      Volevo inoltre specificare che il suo calo di peso è stato dato dalla paura che aveva nel mangiare per paura di incappare in un’altra colica (ne ha avute tre in un mese).

    4. Dr. Cimurro (farmacista)

      È giusto fare attenzione a quello che si mangia (riducendo i grassi), ma è davvero necessario continuare a mangiare in quantità sufficiente; la causa dei sintomi è sicuramente questa, ma non è necessaria una dieta così drastica in termini di calorie.

  6. Anonimo

    Grazie dottore,lei è davvero gentilissimo! La disturbo ancora per chiederle se mia mamma può prendere il caffè,magari decaffeinato o corre il rischio di altre coliche?

  7. kd

    Buonasera dottore io ho un calcolo di 28 mm alla cistifellea tra venti giorni mi operò finalmente ma mi fa tanto male dietro le scapole a livelli insopportabili vado all ospedale mi fanno una flebo e mi mandano a casa non ho ne segni di itterizia ne febbre ma mi fa male tutta la pancia e la schiena in mezzo alle scapole non digerisco e ogni volta che bevo e mangio ma cerco di trattenere il cibo per alimentare il corpo vado in bagno un volta al giorno in bagno esami del sangue in pronto fatti stanotte ok nonostante i dolori ingestibili mi dicono di pendere tachiperina da mille prima di questo mi hanno dato la tachiperina poi mi hanno dato il coefferalgan poi il cortisone e ora di nuovo tachiperina ma il male dietro le scapole e forte e volevo chiederle se è tra virgolette normale che il dolore così acuto mi porta debolezza alle gambe contratture alla schiena tremolio capogiro e tensione muscolare continua?senza co tare che ho sempre male anche al collo e attacchi di cefalea molto sovente grazie mille anticipatamaente

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono tutti sintomi da segnalare al medico, ma può essere proprio la cistifellea.

  8. Dany

    da qualche mese ho scoperto che ho dei micro calcoli alla cistifelia, il medico mi ha detto che e’ quasi da operare.Vorrei sapere che rischi ci sono perche’ ho l’epatite c anche se non e’attiva da anni.

  9. kd

    Buongiorno dottore finalmente mi hanno operato mi hanno tolto la cistifellea ora sono in convalescenza da ieri sono andato in bagno due volte una volta e uscito sangue rosso intorno alle feci e stamattina molle e scura ma non nera ho fatto anche gli sangue nelle feci negativi e oncomarkers nella norma in ricovero la prima sera 8mg l ora di toradol contra mal e plasil fino alla mattina.la mattina stessa mi tolgono il drenaggio e il catetere dicendo che è andata bene al che mi scalano a 3 mg l ora fino all altro ieri che mi staccano tutto anche le flebo mi alimento dal primo giorno dopo l operazione è è mi alzo dal primo diorno ora sono a casa da ieri con tachidol 3 volte al di mi sento molto confuso e vedo appannato ho dolore do e c era la cistifellea ma gestibile credo sia il riassestamento ma ho sto fastidio agli occhi può essere che devo smaltire tutti quei medicinali? Grazie mille in anticipo dottore

    1. kd

      Grazie dottore di essere stato così disponibile in questo mio infinito cammino mi ha solo dato buoni consigli

  10. Luca

    Salve dottore,
    Dopo numerose coliche biliari e il risultato di un’ecografia che evidenziava una serie di calcoli mi sono recato da un chirurgo che ha preferito farmi ripetere l’ecografia presso la sua struttura. Oggi ho effettuato l’esame di cui mi daranno i risultati la prossima settimana ,e il medico alla mia domanda se era tutto a posto mi ha risposto di si e mi ha chiesto se sapevo di avere la cistifellea piena di piccoli calcoli legati tra loro. Ora quello che vorrei sapere è se il fatto che siano così tanti possa essere preoccupante o si possa trattare di tumore. Inoltre nel caso in cui fosse tumore i sintomi sarebbero costanti? Io da tre mesi a questa parte ho avuto 3/4 coliche ma una volta passato mi sento discretamente,per lo meno senza nessun dolore particolare,ma va detto che mangio molto più leggero. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non credo che ci sia motivo di pensare ad un tumore, i calcoli possono spiegare i sintomi (e le coliche).

  11. Eleonora

    da novella, potrei chiedere anche io una cosa?
    sapevo da oltre 8 anni che la mia cistifellea non funzionava più a causa di calcoli. all’epoca pesavo 120 kg.
    mi avevano già detto di asportarla ma non causandomi problemi ho evitato l’argomento fino a 15 gg fa quando ho avuto la prima colica durata un’oretta e 10 gg fa la seconda colica durata dalle 20 alle 5 del mattino. ho evitato il pronto soccorso avendo un bimbo piccolo e francamente pensavo a tutt’altro.
    Pensavo ad un imbarazzo di stomaco in quanto nell’ultimo anno ho perso 35 kg e ogni volta che mangio un pasto pesante sto molto male.
    Terminata la colica sono rimasta senza forze e credo con molta febbre che sembrava passata verso il primo pomeriggio quando sono andata in ospedale per un’ecografia urgente.
    Mi hanno consigliato visita chirurgica urgente per l’asportazione della cistifellea. allora…. 1) muoio di paura per l’intervento 2) non so nemmno quanti giorni trattengano in ospedale 3) quali rischi porta questa operazione 4) quanto tempo ci mette il corpo ad abituarsi al nuovo status 5) quanto giorni occorrono per una normale ripresa fisica (normale intendo poter lavorare in ufficio, cucinare, il “tutti i giorni” insomma) 6) possibile che stando attenta da oltre un anno si siano scatenati ora , quando prima ero “un bidone dell’immondizia” per il cibo????
    7)….. e’ forse meglio non avere risposte a queste domande???
    scusatemi….
    eleonora

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sono in grado di essere precississimo su tutto, quindi ponga le stesse domande al medico:
      1. Lo immagino, come tutti, ma se non ricordo male è l’intervento più praticato al mondo ed ormai è diventato assolutamente di routine; avendo perso tutto o gran parte del sovrappeso ha inoltre eliminato un fattore di rischio importante, quindi niente paura! :-)
      2. Ormai pochissimo, il minimo indispensabile.
      3. Più che altro quelli legati all’anestesia, ovviamente molto bassi.
      4. Credo non più di qualche settimana al massimo.
      5. Qualche giorno, ovviamente con piccole attenzioni.
      6. Non solo è possibile, ma ne è la causa; quando si perde molto peso in poco tempo è comune la formazione di calcoli che, sommati a quelli che aveva già, hanno probabilmente scatenato la colica.

  12. Mariagrazia

    Salve dottore,volevo chiederle se ripetute coliche biliari possono causa una epatomegalia.
    Ho letto che a volte la causa di questa può essere un tumore,ma in quel caso nelle ecografie si evidenzierebbe qualche massa?

  13. ISY

    MI SCUSI DOTT. HO UNA FIGLIA DI 34 ANNI CELIACA HA FATTO LE ANALISI E HA LE TRANSAMINASI ALTE AST GOT 34 <31 ALT GPT 60 <34 GGT 87 MASSIMO 38 COLESTEROLO 272 HA FATTO L ANNO SCORSO ANCHE UN ECOGRAFIA PERO E RISULTATO NULLA HA FATTO SEMPRE L ANNO SCORSO L EPATITE ED E RISULTATO NEGATIVO PUO DIPENDERE DALL ALIMENTAZIONE. LA RINGRAZIO SE MI PUO DARE UN SUO PARERE GRAZIE

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, potrebbe essere a causa dell’alimentazione (e dell’alcool, se ne beve).

  14. ISY

    GRAZIE DOTT. NO MIA FIGLIA NON FA USO DI ALCOOL PER VIA DELLA CELIACHIA MANGIA SENZA GLUTINE PERO SPESSO SI RECA NEI RISTORANTI . E SPESSO MANGIA CARNE DI MAIALE UOVA ECC. CON LA DIETA I VALORI DELLE TRANSAMINASI TORNANO NELLA NORMA? GRAZIE DI TUTTO

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, la spiegazione potrebbe essere questa; il medico cosa ne pensa?

  15. ISY

    MARTEDI VA DAL SUO MEDICO E VEDIAMO COSA LE DICE HO CONSIGLIATO A MIA FIGLIA DI ANDARE DA UN EPATOLOGO E DA UN DIETISTA. GLI HO CONSIGLIATO BENE. GRAZIE DI TUTTO

  16. elisabetta

    Gentile Dottore, 7 anni fa ho tolto i calcoli al fegato e la colecisti; da qualche settimana pero’ soffro di cattiva digestione e gonfiore allo stomaco. Potrebbero essersi riformati i calcoli? Dopo l’intervento non ho seguito diete,mangio di tutto. E’ corretto? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Improbabile.
      2. Sì, è corretto, ma come qualsiasi altra persona è opportuno limitarsi un po’ nei periodi in cui ci sono difficoltà digestive (il cambio di stagione è particolarmente a rischio in questo senso).

  17. antonio

    salve dottore la mia ragazza ha da anni dolori alla parte dx che poi scende verso il centro ….. sembra fegato o cistifellea che poi sgue lungo il colon , il dolore segue ore anche giorni , consistente ll’inizio poi calma un po ma può durar anche giorni …… cosa possiamo fare ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il medico cosa ne pensa? C’è già una diagnosi esatta?

  18. iSY

    COME D ACCORDO MIA FIGLIA SI E RECATA DALL EPATOLOGO PER LE TRANSAMINASI. L EPATOLOGO GLI STA FACENDO FARE LE ANALISI DELLA TIROIDE ED ALTRE POI HA VOLUTO SAPERE SE AVEVA FATTO LA VACCINAZIONE CONTRO L EPATITE B LA VACCINAZIONE CONTRO L EPATITE L HA FATTA IL 23 4 92 A SCUOLA E IL RICHIAMO IL 27 10 92
    HA FATTO QUESTE DUE VACCINAZIONI CONTRO L EPATITE. SARANNO SUFFICIENTI GLI HA DATO ANCHE DELLE PILLOLE PER FAR SCENDERE LE TRANSAMINASI VORREI SAPERE SE SONO STATE ALL EPOCA SUFFICIENTI QUESTE DUE VACCINAZIONI CONTRO L EPATITE GRAZIE BUONA SERA

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Di norma sono sufficienti, solo in rari casi non si ottiene l’immunità.

  19. isy

    L EPATOLOGO GLI HA PRESCRITTO DA PRENDERE A MIA FIGLIA CELIACA ANCHE URSILON R DA 450 MA QUESTE PILLOLE CHE SERVONO PER FAR DIMINUIRE LE TRANSAMINASI POSSONO CONTENERE GLUTINE, GRAZIE DI TUTTO ISY

  20. mauro

    11 anni fa ho tolto la colecisti per calcoli. Sto bene, meglio di prima, è possibile che senza la bile, dopo i pasti ed un uso anche moderato di alcool, venga più sonnolenza? grazie

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