Calcoli alla cistifellea (o colecisti): sintomi, dieta, cause

Ultimo Aggiornamento: 1836 giorni

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Introduzione

I calcoli biliari sono dei sassolini che si sviluppano nella cistifellea, un organo che si trova sotto il fegato nel quadrante superiore destro dell’addome. I calcoli biliari si formano perché la bile, il liquido conservato nella cistifellea che aiuta l’organismo a digerire i grassi, si solidifica: la bile è prodotta dal fegato e poi conservata nella cistifellea fino a quando l’organismo la richiede. La cistifellea si contrae e invia la bile nel dotto biliare, un tubicino che collega la cistifellea all’intestino, dove contribuirà alla digestione.

Cistifellea con calcoli biliari

La bile contiene acqua, colesterolo, grassi, sali biliari, proteine e bilirubina, un prodotto di scarto. I sali biliari demoliscono i grassi, mentre la bilirubina dà alla bile ed alle feci il caratteristico colore marroncino giallastro. Se la bile contiene troppo colesterolo, troppi sali biliari o bilirubina, può arrivare a cristallizzarsi formando così i calcoli biliari.

Esistono due tipi di calcoli della colecisti:

  1. di colesterolo
  2. pigmentati.

I calcoli di colesterolo di solito sono di colore giallastro o verde e sono costituiti principalmente da colesterolo solidificato; rappresentano l’80 per cento circa di tutti i calcoli.

I calcoli pigmentati, invece, sono più piccoli e più scuri e sono fatti di bilirubina; possono essere delle dimensioni di un granello di sabbia, oppure grandi come una palla da golf. Nella cistifellea ci può essere un unico calcolo, centinaia di piccoli calcoli oppure calcoli di entrambe le dimensioni.

Il sistema biliare è costituito dalla cistifellea e dai dotti che permettono il passaggio della bile e degli altri enzimi digestive dal fegato, dalla cistifellea e dal pancreas verso l’intestino tenue.

I calcoli possono ostruire il passaggio della bile se si spostano dalla cistifellea e si bloccano in uno dei tubicini che permette il passaggio della bile dal fegato all’intestino tenue. Tra i dotti ricordiamo:

  • I dotti epatici, attraversati dalla bile che esce dal fegato,
  • il dotto cistico, che permette il passaggio della bile da e verso la cistifellea,
  • il dotto epatico comune che permette il passaggio della bile dai dotti cistico ed epatico verso l’intestino tenue.

Se la bile non scorre bene in questi tubicini, può causare un’infiammazione della cistifellea, dei dotti stessi o, in rari casi, del fegato. Nel dotto epatico comune confluiscono altri dotti tra cui quello pancreatico, in cui passano gli enzimi digestivi prodotti dal pancreas. In alcuni casi i calcoli che passano nel dotto epatico comune provocano l’infiammazione del pancreas (pancreatite acuta), un disturbo molto doloroso e potenzialmente grave.

Se uno dei dotti biliari rimane ostruito per un periodo sufficientemente lungo la cistifellea, il fegato, o il pancreas, possono riportare danni o infezioni gravi che, se non curati, possono risultare fatali. Tra i sintomi di questi gravi problemi troviamo la febbre, l’itterizia e il dolore continuo.

Cause

I ricercatori ritengono che i calcoli di colesterolo si formino se la bile contiene troppo colesterolo, troppa bilirubina o pochi sali biliari, oppure se la cistifellea non si svuota completamente o con la dovuta frequenza. Le cause di questi squilibri non sono note con esattezza.

La causa dei calcoli pigmentati non è ancora stata chiarita; i calcoli tendono a svilupparsi nei pazienti che soffrono di cirrosi epatica, infezioni delle vie biliari o malattie ereditarie del sangue (come l’anemia falciforme), in cui il fegato produce bilirubina in eccesso.

Di solito non si forma un unico calcolo.

Tra gli altri fattori che contribuiscono alla formazione dei calcoli biliari, soprattutto di quelli di colesterolo, ricordiamo:

  • Sesso. Le donne hanno il doppio di probabilità degli uomini di soffrire di calcoli biliari. L’eccesso di estrogeni dovuto alla gravidanza, alla terapia ormonale sostitutiva e metodi contraccettivi ormonali fa aumentare i livelli di colesterolo nella bile e diminuire la motilità della cistifellea, fattori che possono causare la formazione di calcoli.
  • Precedenti famigliari. I calcoli biliari spesso sono ereditari e forse si trasmettono per via genetica.
  • Peso. Una ricerca su larga scala ha suggerito che il sovrappeso, anche moderato, fa aumentare il rischio di soffrire di calcoli biliari. La ragione più probabile è il fatto che la quantità di sali biliari presente nella bile risulta ridotta, a vantaggio del colesterolo. L’aumento del colesterolo riduce la frequenza di svuotamento della cistifellea. L’obesità è uno dei principali fattori di rischio per i calcoli biliari, soprattutto nelle donne.
  • Dieta. Una dieta ricca di grassi e colesterolo e povera di fibre aumenta il rischio di calcoli biliari, perché l’aumento del colesterolo nella bile riduce la frequenza di svuotamento della cistifellea.
  • Dimagrimento improvviso. Durante i periodi di digiuno o di dimagrimento rapido il fegato secerne più colesterolo nella bile, e quindi si possono formare i calcoli. In questi casi, inoltre, la cistifellea non si svuota regolarmente.
  • Età. Gli over 60 sono più a rischio rispetto alle persone più giovani. Invecchiando, l’organismo tende a secernere più colesterolo nella bile.
  • Etnia. Gli indiani d’America hanno una predisposizione genetica a una maggiore presenza del colesterolo nella bile e presentano la massima incidenza di calcoli biliari di tutti gli Stati Uniti. La maggior parte degli uomini di questa etnia soffre di calcoli biliari entro i sessant’anni. Tra gli indiani Pima dell’Arizona, il 70 per cento delle donne soffre di calcoli prima dei trent’anni. Anche i messicani presentano una forte incidenza di questo disturbo.
  • Farmaci anticolesterolo. I farmaci che fanno diminuire i livelli di colesterolo nel sangue aumentano la quantità di colesterolo secreta nella bile e quindi predispongono ai calcoli biliari.
  • Diabete. Chi soffre di diabete di solito ha i trigliceridi alti. I trigliceridi sono un tipo di acidi grassi che può far aumentare il rischio di sviluppare calcoli biliari.

La ricerca sugli animali ha contribuito a identificare diversi geni che potrebbero essere presenti nei pazienti più soggetti ai calcoli biliari; nonostante i fattori di rischio siano diversi e ben noti, i ricercatori continuano a cercare i geni che rendono i pazienti maggiormente soggetti al disturbo, inoltre ritengono che l’”epidemia” globale di obesità potrebbe far aumentare l’incidenza dei calcoli biliari.

Fattori di rischio

Tra i pazienti più a rischio per i calcoli biliari ricordiamo quindi:

  • donne, in particolare le gestanti, le pazienti in terapia ormonale sostitutiva o che assumono la pillola,
  • pazienti over 60,
  • Indiani d’America,
  • messicani,
  • donne e uomini sovrappeso o obesi,
  • pazienti che digiunano o dimagriscono in breve tempo,
  • pazienti con precedenti famigliari di calcoli biliari,
  • pazienti diabetici,
  • pazienti in terapia con farmaci anticolesterolo.

Sintomi

Quando i calcoli si spostano nei dotti biliari e li ostruiscono, aumenta la pressione all’interno della cistifellea e possono verificarsi uno o più sintomi. I sintomi dell’ostruzione dei dotti biliari spesso sono definiti come attacco acuto, perché si verificano all’improvviso. Gli attacchi di solito avvengono dopo un pasto particolarmente pesante e si possono verificare anche di notte. Gli attacchi possono causare:

  • dolore continuo nel quadrante superiore destro dell’addome, che aumenta rapidamente e può durare da mezz’ora ad alcune ore,
  • mal di schiena tra le scapole,
  • dolore sotto la spalla destra.

Molti pazienti con calcoli alla cistifellea non presentano alcun sintomo: in questo caso i calcoli sono detti “calcoli silenti” e non interferiscono con la funzionalità della cistifellea, del fegato o del pancreas. Per i calcoli silenti non è necessaria alcuna terapia.

Quando chiamare il medico

Se pensate di aver avuto un attacco, rivolgetevi immediatamente al medico. Gli attacchi spesso si risolvono da soli se i calcoli si muovono, tuttavia la cistifellea potrebbe infettarsi e lesionarsi, se l’ostruzione perdura.

Chi soffre di uno qualsiasi dei sintomi sottoelencati dovrebbe recarsi immediatamente al pronto soccorso:

  • dolore che dura per più di cinque ore,
  • nausea e vomito,
  • febbre, anche debole, o brividi,
  • pelle o occhi di colore giallastro,
  • feci troppo chiare.

Pericoli

I medici spiegano che i calcoli biliari provochino dolore perché ostruiscono il dotto cistico; se l’ostruzione continua per più di qualche ora, la cistifellea si può infiammare.

Questo disturbo, detto colecistite acuta, può causare febbre, dolore intenso e continuo e sfociare nell’infezione della cistifellea. Di solito è necessario il ricovero in ospedale per l’osservazione, per la terapia antibiotica e analgesica e in molti casi anche per l’intervento chirurgico.

Se il calcolo si sposta dal dotto cistico al dotto epatico comune, si possono verificare complicazioni più gravi:

  • se il calcolo si ferma nel dotto epatico comune, infatti, può causarne l’infezione.
  • Se invece si ferma nel dotto biliare, può causare l’infiammazione del pancreas, perché il pancreas e il fegato hanno un dotto escretore in comune.

Entrambe queste situazioni possono essere molto pericolose. I calcoli dei dotti biliari di solito provocano febbre, dolore e ittero (colorazione giallastra degli occhi e della pelle), in alcuni casi accompagnati dal prurito.

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi i calcoli biliari vengono diagnosticati durante gli esami per altri tipi di patologia; se si sospetta che i calcoli biliari siano la causa dei sintomi, il medico probabilmente vi prescriverà un’ecografia, l’esame specifico più sensibile per i calcoli.

L’ecografista tiene in mano una bacchetta, la fa scorrere sull’addome e invia speciali onde sonore verso la cistifellea; le onde sonore fanno eco sulla cistifellea, sul fegato e sugli altri organi, generando impulsi elettrici che creano un’immagine dell’organo sul video. Se ci sono dei calcoli le onde sonore rimbalzano anche su di essi e ne rivelano l’esatta posizione. Possono essere necessari, però, anche altri esami.

  • TAC. La TAC è una procedura radiografica non invasiva che produce immagini in sezione dell’organismo. L’esame può rivelare la presenza di calcoli o di complicazioni, ad esempio di infezioni e di lesioni della cistifellea o dei dotti biliari.
  • Scintigrafia. Al paziente viene iniettata una minima quantità di una sostanza radioattiva che viene assorbita dalla cistifellea, che poi viene stimolata a contrarsi. L’esame serve per diagnosticare le contrazioni anomale della cistifellea o le ostruzioni dei dotti biliari.
  • Colangiopancreatografia retrograda endoscopica. Quest’esame serve per individuare e rimuovere i calcoli presenti nei dotti biliari. Dopo una leggera sedazione il medico inserisce l’endoscopio (un tubicino lungo e flessibile con una fonte di luce e una telecamera all’estremità) nella gola; lo guida poi attraverso lo stomaco e l’intestino tenue. L’endoscopio è collegato a un computer e a un monitor. Il medico guida l’endoscopio e inietta un mezzo di contrasto che evidenzia i dotti biliari sullo schermo. L’endoscopio aiuta il medico a individuare il dotto biliare ostruito dal calcolo e la posizione del calcolo. L’endoscopio permette poi di rimuovere il calcolo, catturandolo in una specie di cestello.
  • Esami del sangue. Gli esami del sangue possono essere eseguiti per cercare segni di un’infezione, di un’ostruzione, della pancreatite o dell’ittero.

I sintomi dei calcoli biliari possono essere simili a quelli di un infarto, dell’appendicite, dell’ulcera, della sindrome del colon irritabile, dell’ernia iatale, della pancreatite e dell’epatite, quindi è fondamentale arrivare a una diagnosi accurata.

Cura e terapia

Intervento chirurgico

Per i calcoli silenti, cioè asintomatici, non è indicata alcuna terapia; invece, se soffrite di attacchi frequenti, il medico con ogni probabilità vi consiglierà di farvi togliere la cistifellea con un intervento detto colecistectomia. L’intervento di rimozione della cistifellea (che, ricordiamo, è un organo non essenziale) è uno degli interventi chirurgici più comuni nella popolazione adulta.

Quasi tutti gli interventi di colecistectomia sono effettuati in laparoscopia. Dopo l’anestesia il chirurgo pratica diverse piccole incisioni nell’addome, inserendo un laparoscopio e una minitelecamera. La telecamera invia allo schermo un’immagine ingrandita dell’interno dell’organismo, permettendo al chirurgo di vedere da vicino gli organi e i tessuti. Con l’aiuto delle immagini il chirurgo usa gli strumenti per separare la cistifellea dal fegato, dai dotti biliari e dalle altre strutture. Poi recide il dotto cistico e rimuove la cistifellea facendola passare attraverso una delle incisioni.

Dopo l’intervento in laparoscopia di solito sarete ancora ricoverati per una notte in ospedale e potrete riprendere le normali attività dopo alcuni giorni di convalescenza a casa. Le incisioni laparoscopiche non coinvolgono i muscoli addominali, quindi il dolore postoperatorio e le complicazioni sono inferiori a quelle degli interventi chirurgici a cielo aperto, durante i quali vengono praticate incisioni anche di 15, 20 centimetri sull’addome.

Se gli esami evidenziano una forte infiammazione o infezione della cistifellea, oppure lesione dovute ad altre operazioni precedenti, il chirurgo può optare per l’intervento a cielo aperto. In alcuni casi i medici sanno in anticipo di dover ricorrere all’intervento chirurgico a cielo aperto, tuttavia a volte i problemi vengono scoperti solo durante la laparoscopia e il chirurgo quindi deve praticare un’incisione più ampia. La convalescenza dopo un intervento chirurgico a cielo aperto richiede da 3 a 5 giorni di ricovero in ospedale e diverse settimane a casa. L’intervento chirurgico a cielo aperto è necessario solo nel 5 per cento circa dei casi.

La complicazione più frequente della colecistectomia sono le lesioni dei dotti biliari. Se il dotto epatico comune è lesionato può iniziare a perdere la bile, causando infezioni dolorose e potenzialmente pericolose. Le lesioni lievi a volte possono essere curate senza ricorrere all’intervento chirurgico. Per le lesioni più gravi, al contrario, può rivelarsi necessario un secondo intervento.

Se i calcoli si trovano nei dotti biliari lo specialista (di solito un gastroenterologo) può ricorrere alla colangiopancreatografia retrograda per individuarli e rimuoverli prima dell’intervento o durante. Ai pazienti che si sono sottoposti a una colecistectomia può essere diagnosticato un calcolo nei dotti biliari dopo settimane, mesi o persino anni dall’intervento. In questi casi la colangiopancreatografia retrograda rimuove efficacemente i calcoli.

La cistifellea è necessaria?

Fortunatamente si può vivere bene anche senza la cistifellea perchè il fegato produce una quantità sufficiente di bile per digerire quanto assunto con una dieta normale. Una volta rimossa la cistifellea la bile esce dal fegato, attraversa i dotti epatici e il dotto epatico comune e va a finire direttamente nell’intestino tenue, senza essere conservata nella cistifellea. Nell’uno per cento circa dei pazienti le feci potranno essere più abbondanti o più morbide, perché la bile va a finire con maggior frequenza nell’intestino tenue. Il disturbo di solito è temporaneo, però se continua è opportuno contattare il medico.

Terapie non chirurgiche

Gli approcci non chirurgici sono usati solo in casi particolari, ad esempio se il paziente soffre di una grave malattia che porta a sconsigliare l’intervento, e solo per i calcoli di colesterolo. Nei pazienti che si sottopongono a terapia non chirurgica i calcoli di solito recidivano entro cinque anni.

  • Terapia dissolutoria orale. Per sciogliere i calcoli vengono usati farmaci che contengono acidi biliari. L’acido ursodesossicolico (Deursil®) e l’acido chenodesossicolico (Bilenor®) sono particolarmente efficaci nel caso di calcoli di colesterolo piccoli. Prima che i calcoli si sciolgano completamente possono essere necessari mesi o anni di terapia. Entrambi i farmaci possono causare lieve diarrea; l’acido chenodesossicolico può far aumentare temporaneamente il colesterolo e le transaminasi (enzima epatico).
  • Terapia dissolutoria per contatto. Quest’intervento, ancora in fase sperimentale, comporta l’iniezione di un farmaco direttamente nella cistifellea per sciogliere i calcoli di colesterolo. Il farmaco, il metil ter-butil etere, riesce a sciogliere alcuni calcoli nel giro di uno, due giorni, ma provoca irritazioni e, in alcuni casi, anche complicazioni. L’intervento è stato sperimentato sui pazienti sintomatici con calcoli piccoli.

Dieta e prevenzione

La predisposizione ai calcoli biliari dipende anche dalla dieta: gli esperti consigliano di mantenere comunque una certa quantità di grassi nella dieta, per stimolare la contrazione e lo svuotamento della cistifellea. Attualmente si consiglia di far derivare dai grassi una percentuale variabile dal 20 al 35 per cento delle calorie totali. Le ricerche hanno anche dimostrato che le diete ricche di fibre e calcio possono far diminuire il rischio di calcoli biliari.

Per diminuire il rischio di formazione di calcoli biliari quando si dimagrisce è possibile seguire alcuni accorgimenti, ad esempio cercare di dimagrire con gradualità, anziché bruscamente. A seconda del peso prima della dieta, gli esperti consigliano di dimagrire di 250 grammi, massimo un chilo a settimana. Questo ritmo di dimagrimento di solito può continuare per un periodo fino a sei mesi, in seguito si inizia a dimagrire meno e il peso si stabilizza perché l’organismo si abitua a usare meno calorie, cioè meno energia.

È anche possibile diminuire il rischio di calcoli biliari connesso agli sbalzi di peso cercando di dimagrire un po’ meno rispetto a quanto avevate previsto. Anche un calo del 5, 10 per cento del peso su un periodo di sei mesi o più può contribuire a migliorare lo stato di salute di un adulto in sovrappeso o obeso.

Infine l’attività fisica regolare è connessa a un minor rischio di calcoli. Cercate di praticare un’ora circa di attività, anche moderata, quasi tutti i giorni per tenere sotto controllo il peso ed evitare di ingrassare. Per mantenere i risultati della dieta, cercate di fare almeno un’ora, un’ora e mezza di attività fisica moderata al giorno.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. ada

    TC TORACE SENZA E CON MDC~
    Regolare espansione dei polmoni. Modesto ispessimento micronodulare della pleura
    parietale e scissurale del polmone destro; nodulo sub-pleurico di 12mm a livello del
    recesso costofrenico postero-mediale e micronodulo di 5mm a livello del segmento
    anteriore del lobo superiore. Trachea e grossi bronchi pervi.
    Assenza di versamento pleurico. Multiple linfoadenomegalie con diametro massimo di
    16mm si apprezzano in sede peribronchiale destra e sottocarenale; qualche linfonodo
    isolato a livello del mediastino anteriore e della finestra aorto-polmonare
    Omogenea opacizzazione dei rami principali dell’a. polmonare
    Regolare calibro ed omogenea opacizzazione dell’aorta toracica.
    mi dite cosa significa

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma per scelta non esprimo mai giudizi sui referti di esami di imaging.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      No, come detto non esprimo mai giudizi su questi esami (perchè non sento di avere le competenze per farlo).

  2. Michela

    Dottore ho fatto un’ecografia all’addome per dolori in tutto il quadro attorno all’ombelico e mi hanno trovato un calcolo mobile di 15mm nella cistifellea. Ora sono circa 4 o anche 5 giorni che ho dei crampi e dolori sotto lo sterno nella parte destra e quasi centrale, con una leggera nausea.Faccio feci abbastanza molli e chiare, la causa può essere il calcolo? Ma l’ecografo ha scritto calcolo mobile, mentre il chirurgo mi ha detto che un calcolo così non può dare fastidio e che di solito operano cistifellee con calcoli piccoli e numerosi e non quelle con un calcolo solo di queste dimensioni. Lei come la interpreterebbe la cosa? Grazie.

    1. Michela

      Si sì per lui sarebbe colon irritabile, ma questo problema darebbe dolori addominali quasi tutto il giorno e tutti i giorni?

    2. Michela

      Fortunatamente fino ad ora, quando mi addormento tiro fino al mattino e poi vado al lavoro. Ma di giorno oltre che ai dolori sento come un vuoto nello stomaco con dei crampi (almeno la sensazione sembrerebbe quella) che provoca brontolii continui. Perché????

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il fatto che i dolori di notte passino è una piccola ma ulteriore conferma che probabilmente è colon irritabile.

    4. Michela

      Mi scusi ieri ho appena avuto l’esito degli esami di Emocromocitometrico-Morfologico e tutti nella norma, solo la VES risultato 2 mentre i valori vanno da 1 a 15, gran eosinofili# 0,04 valori da 0,04 a 0,44……mi scusi ma perché se premo “forte” nella parte centrale dello sterno sento un po’ di dolore? È sempre colon irritabile?

    5. Michela

      Mi scusi dottore, invece per quanto riguarda gli esami cosa ne pensa? Ah un’altra domanda ma tutti questi borborigmi che ho durante il giorno sia a stomaco vuoto che a stomaco pieno perché ci sono?……e perché soprattutto quando mi sdraio la sera si sentono di più????? Grazie.

    6. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sembra tutto OK.
      2. Forse un po’ di aria nello stomaco che, sdraiadosi, tende a muoversi di più (e lei sicuramente presta maggior attenzione).

  3. Michela

    Dottore, oggi crampi a tutto andare, ho mangiato dei crostini per vedere se i crampi/dolori sarei riuscita a farli sparire, ma ahimè nulla da fare poi mi fa male anche la schiena nella zona lombare. Ma visto che il problema esiste già da un po’, non è che magari sono proprio i calcoli che mi fanno star male????? Non è che sono coliche le mie???? Non so fare una distinzione, l’unica cosa che posso dirLe è che il sintomo che sento è come una morsa, come se qualcosa mi stringesse dentro. Mi dica qualcosa Lei. Grazie.

    1. Michela

      Veramente non si è mai parlato con il medico di stomaco. Mi ha solo prescritto degli esami del sangue. Le farò sapere gli esiti.

    2. Michela

      Salve dottore, esiti degli esami di routine tutti nella norma, ma quali sono gli esami del sangue che Lei descrive nel suo articolo per escludere un’infezione o una ostruzione della pancreatit meno dell’ittero? Grazie.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Amilasi e lipasi sono i due valori ematici di riferimento.

  4. Giovanna

    Ho dolore sotto la costola destra che mi prende anche il centro dello sterno. Mi hanno diagnosticato un calcolo biliare grande nella cistifellea. I dolori che ho possono essere coliche? Arrivano come fittche tolgono il respiro e poi a tutto il quadrante superiore dell’addome.

  5. Anonimo

    Sera dottore vorrei sapere se attraverso un ecografia alla coliciste si puo vedere se hai dei polipetti ?e soppratutto si vede se e benigno o maligno ?? O letto in internet tante cose e sono in ansia pazzesca ,mi e stato diagnisticato un polipo alla coliciste …

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, si rileva dall’ecografia ed è relativamente comune; per la maggior parte sono peraltro benigne.

  6. vincenzo

    Dottore ho un dolore a un fianco interno destro mangio e faccio molti rutti e Urbino tanto e ha un cattivo odore può essere la cistifellea..

  7. vincenzo

    No, ma oggi ho urinato di meno è il dolore mi è tornato solo verso le 18:00..ieri sera non stavo molto bene mi sentivo debole e sono andato a letto prendendo una ketodol e questa mattina stavo meglio senza sintomi strani..la cosa strana l’alito e quando finisco di mangiare rutto in continuazione..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente un po’ di reflusso e/o gastrite, lo segnali al medico.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Le cause potrebbero essere numerose e serve una visita per chiarirlo (intestino irritato, cistifellea, appendice, …).

  8. Lucy Moreno.

    Buona sera dott. Ma la coliscite biliari causa diarrea ? Non ce ne rischi de contagio? Perché mio marito ha avuto ieri una forte crise e continua la diarrea, solo che noi abbiamo un neonato di 2 mese a casa . È rischioso. ..

  9. Rosy 87

    Salve dottore.. Ho dolore al lato destro che scende fino giù…e prende un pò il fianco…cosa può essere? Ho 28 anni non ho mai accusato questo dolore

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo così è come tirare ad indovinare, potrei dire un fastidio muscolare, ma è davvero difficile fare ipotesi.

  10. Rita

    Buonasera dottore, come faccio a sapere se ho un infiammazione o un infezione alla cistifellea? Che esami devo eseguire? E poi come si fa a scoprire se sono calcoli di colesterolo o se sono calcoli pigmentati??? Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il primo passo è sempre la visita medica, verranno prescritti i necessari esami del sangue e l’eventuale ecografia.

  11. maria rita

    Dottore sono due sere che dopo essermi coricata sono iniziati dolori lancinanti alla bocca dello stomaco da farmi perdere il fiato per poter tamponare i dolori cosa mi consiglia che farmaco prendere …. so che devo andare da uno specilista perché gia con una eco addominale mi hanno riscontrato la coliciste da tener d’occhio.

  12. Barbara

    Buonasera … mi hanno diagnosticato calcoli alla colecisti che devo operare ora la mia domanda è perche il giorno sto bene e la sera o nel pomeriggio cominciano dolori a partire dalla parte destra sotto la costola e poi si irradiano anche al centro tra sterno e stomaco? Trovo sollievo solo con il toradol

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non so dire la causa della scomparsa del dolore al mattino.

  13. zoe

    slve le scrivo per mio marito i medici gli anno riscontrato un calcolo alla cistifellea dopo che a fatto t.a.c è risonanza lo tengono in ospedale facendogli solo flebo io mi preoccupo lui è tutto giallo che mi dice lei …

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se è sotto controllo ospedaliero direi che possiamo stare ragionevolmente tranquilli; mi tenga al corrente.

  14. Maurizio

    Salve, dopo un ecografia mi hanno trovato un calcolo alla cistifellea di 6mm. A gennaio mi opero per la rimozione della cistifellea e volevo sapere se posso adesso praticare sport come palestra o corsa prima dell’ operazione. Grazie per la risposta

  15. ina

    Buonasera,mio marito da alcuni mesi soffre di mal di stomaco,premetto che alcuni anni fa gli hanno diagnosticato reflusso ed ernia iatale, spesso seguiti da
    manifestazioni allergiche,orticaria e forte prurito per cui spess è. Costretto a ricorrere al bentelan.ora su richiesta del medico curante ha fatto un ecoaddome ed è risultato avere la coliciste piena di calcoli
    e gli hanno consigliato di operarsi al più. Presto.io mi chieso cosa causa l eruzione cutanea .grazie

  16. roberto

    Buona sera!
    Oggi ho ricevuto una bruta notizia cioè porto con me ogni giorno(chi sa da quando tempo) un “sassolino” da 11 mm.
    Quindi la mia domanda è se posso eliminarlo con Deursil o Bilenor?
    Grazie!

    1. roberto

      Non tanto…..avevo un dolore di tipo febre muscolare nella parte lombare vicino al rene.Cosi ho deciso di farmi una ecografia.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se non le dà problemi il medico probabilmente le consiglierà di lasciarlo lì.

  17. Giovanni..

    Salve, da tempo avverto come un crampo ho intorpedimento durante la notte sul lato destro fra sterno e costola,il tutto dura pochi secondi poi va via appena cambio posizione. ricompare anche se sono sdraiato e cerco di alzarmi, e a volte sento i sintomi anche dopo uno starnuto.di cosa potrebbe trattarsi?grazie , cord.saluti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ansia, fastidi muscolari, dolori intercostali, … Il medico cosa ne pensa?

  18. Giovanni

    Col medico ancora nn ho parlato , anche se tempo fa ho avuto qualche problema simile e mi disse che era legato a gas e colon irritabile.solo che ora il fastidio piu che dolore e come una senzazione che tira e si blocchi la parte senza bruciore dopo un movimento ho starnuto ho solo se provo ad alzarmi .in questi giorni ho anche avuto problemi sul fianco fino al basso addome con fastidi quasi simili e qualche doloretto ma nulla di che.puo essere che il tutto sia legato!?soffro un po di stitichezza .

  19. Dani

    Buonasera. Ogni tanto ho bruciore di stomaco (premetto che in questo periodo l’alimentazione non è stata controllatissima), ma la cosa strana è che mi viene solitamente al mattino o mentre cammino oppure se dopo aver fatto un pezzo di strada rimango ferma in piedi: appena mi siedo, passa tutto. Il bruciore dura pochissimo,non si presenta quotidianamente e non è accompagnato da altri sintomi. Da qualche giorno ho eliminato i dolci e le “schifezze” e non ho più avuto problemi. Questi episodi mi hanno fatto ricordare che un’ecografia addominale effettuata nel 2009 per motivi di controllo aveva evidenziato una “modesta colecistosi” e il medico mi aveva detto che non era pericolosa e dovevo controllare alimentazione e idratarmi meglio. Devo fare una visita specialistica? Nel maggio scorso avevo effettuato le normali analisi ed erano perfette (soffrivo già di quello strano bruciore di stomaco). Se fosse un problema alla colecisti, dovrei operarmi oppure no dati gli scarsi sintomi e l’assenza di altri segni clinici?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso non è necessaria una visita specialistica, ma faccia il punto con il medico di base.
      In assenza di problemi grossi non si opera.

  20. Sandro

    Dottore ma i calcoli alla colecisti possono portare a sangue nella saliva al mattino

  21. Francesco

    Salve dovrei essere operato perché ho un calcolo grande 8 mm le volevo dire se dopo l’operazione posso riprendere a mangiare regolare oppure seguire una dieta mi dica lei

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Dopo l’intervento le chiederanno per qualche tempo di essere attento alla dieta, con il tempo basterà poi solo un minimo di attenzione.

  22. francesca

    buongiorno dott da pochi giorni ho tolto la colecisti .. che dieta devo seguire..??

  23. mauro

    Salve dottore … ho fatto delle analisi e mi sono usciti gli acidi biliari alti livello 7,5 (limite massimo 6 ) e il colesterolo al limite massimo. Cosa può essere e da che dipende?
    grazie

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