Calcoli alla cistifellea (o colecisti): sintomi, dieta, cause

Ultimo Aggiornamento: 2011 giorni

Introduzione

I calcoli biliari sono dei sassolini che si sviluppano nella cistifellea, un organo che si trova sotto il fegato nel quadrante superiore destro dell’addome. I calcoli biliari si formano perché la bile, il liquido conservato nella cistifellea che aiuta l’organismo a digerire i grassi, si solidifica: la bile è prodotta dal fegato e poi conservata nella cistifellea fino a quando l’organismo la richiede. La cistifellea si contrae e invia la bile nel dotto biliare, un tubicino che collega la cistifellea all’intestino, dove contribuirà alla digestione.

Cistifellea con calcoli biliari

La bile contiene acqua, colesterolo, grassi, sali biliari, proteine e bilirubina, un prodotto di scarto. I sali biliari demoliscono i grassi, mentre la bilirubina dà alla bile ed alle feci il caratteristico colore marroncino giallastro. Se la bile contiene troppo colesterolo, troppi sali biliari o bilirubina, può arrivare a cristallizzarsi formando così i calcoli biliari.

Esistono due tipi di calcoli della colecisti:

  1. di colesterolo
  2. pigmentati.

I calcoli di colesterolo di solito sono di colore giallastro o verde e sono costituiti principalmente da colesterolo solidificato; rappresentano l’80 per cento circa di tutti i calcoli.

I calcoli pigmentati, invece, sono più piccoli e più scuri e sono fatti di bilirubina; possono essere delle dimensioni di un granello di sabbia, oppure grandi come una palla da golf. Nella cistifellea ci può essere un unico calcolo, centinaia di piccoli calcoli oppure calcoli di entrambe le dimensioni.

Il sistema biliare è costituito dalla cistifellea e dai dotti che permettono il passaggio della bile e degli altri enzimi digestive dal fegato, dalla cistifellea e dal pancreas verso l’intestino tenue.

I calcoli possono ostruire il passaggio della bile se si spostano dalla cistifellea e si bloccano in uno dei tubicini che permette il passaggio della bile dal fegato all’intestino tenue. Tra i dotti ricordiamo:

  • I dotti epatici, attraversati dalla bile che esce dal fegato,
  • il dotto cistico, che permette il passaggio della bile da e verso la cistifellea,
  • il dotto epatico comune che permette il passaggio della bile dai dotti cistico ed epatico verso l’intestino tenue.

Se la bile non scorre bene in questi tubicini, può causare un’infiammazione della cistifellea, dei dotti stessi o, in rari casi, del fegato. Nel dotto epatico comune confluiscono altri dotti tra cui quello pancreatico, in cui passano gli enzimi digestivi prodotti dal pancreas. In alcuni casi i calcoli che passano nel dotto epatico comune provocano l’infiammazione del pancreas (pancreatite acuta), un disturbo molto doloroso e potenzialmente grave.

Se uno dei dotti biliari rimane ostruito per un periodo sufficientemente lungo la cistifellea, il fegato, o il pancreas, possono riportare danni o infezioni gravi che, se non curati, possono risultare fatali. Tra i sintomi di questi gravi problemi troviamo la febbre, l’itterizia e il dolore continuo.

Cause

I ricercatori ritengono che i calcoli di colesterolo si formino se la bile contiene troppo colesterolo, troppa bilirubina o pochi sali biliari, oppure se la cistifellea non si svuota completamente o con la dovuta frequenza. Le cause di questi squilibri non sono note con esattezza.

La causa dei calcoli pigmentati non è ancora stata chiarita; i calcoli tendono a svilupparsi nei pazienti che soffrono di cirrosi epatica, infezioni delle vie biliari o malattie ereditarie del sangue (come l’anemia falciforme), in cui il fegato produce bilirubina in eccesso.

Di solito non si forma un unico calcolo.

Tra gli altri fattori che contribuiscono alla formazione dei calcoli biliari, soprattutto di quelli di colesterolo, ricordiamo:

  • Sesso. Le donne hanno il doppio di probabilità degli uomini di soffrire di calcoli biliari. L’eccesso di estrogeni dovuto alla gravidanza, alla terapia ormonale sostitutiva e metodi contraccettivi ormonali fa aumentare i livelli di colesterolo nella bile e diminuire la motilità della cistifellea, fattori che possono causare la formazione di calcoli.
  • Precedenti famigliari. I calcoli biliari spesso sono ereditari e forse si trasmettono per via genetica.
  • Peso. Una ricerca su larga scala ha suggerito che il sovrappeso, anche moderato, fa aumentare il rischio di soffrire di calcoli biliari. La ragione più probabile è il fatto che la quantità di sali biliari presente nella bile risulta ridotta, a vantaggio del colesterolo. L’aumento del colesterolo riduce la frequenza di svuotamento della cistifellea. L’obesità è uno dei principali fattori di rischio per i calcoli biliari, soprattutto nelle donne.
  • Dieta. Una dieta ricca di grassi e colesterolo e povera di fibre aumenta il rischio di calcoli biliari, perché l’aumento del colesterolo nella bile riduce la frequenza di svuotamento della cistifellea.
  • Dimagrimento improvviso. Durante i periodi di digiuno o di dimagrimento rapido il fegato secerne più colesterolo nella bile, e quindi si possono formare i calcoli. In questi casi, inoltre, la cistifellea non si svuota regolarmente.
  • Età. Gli over 60 sono più a rischio rispetto alle persone più giovani. Invecchiando, l’organismo tende a secernere più colesterolo nella bile.
  • Etnia. Gli indiani d’America hanno una predisposizione genetica a una maggiore presenza del colesterolo nella bile e presentano la massima incidenza di calcoli biliari di tutti gli Stati Uniti. La maggior parte degli uomini di questa etnia soffre di calcoli biliari entro i sessant’anni. Tra gli indiani Pima dell’Arizona, il 70 per cento delle donne soffre di calcoli prima dei trent’anni. Anche i messicani presentano una forte incidenza di questo disturbo.
  • Farmaci anticolesterolo. I farmaci che fanno diminuire i livelli di colesterolo nel sangue aumentano la quantità di colesterolo secreta nella bile e quindi predispongono ai calcoli biliari.
  • Diabete. Chi soffre di diabete di solito ha i trigliceridi alti. I trigliceridi sono un tipo di acidi grassi che può far aumentare il rischio di sviluppare calcoli biliari.

La ricerca sugli animali ha contribuito a identificare diversi geni che potrebbero essere presenti nei pazienti più soggetti ai calcoli biliari; nonostante i fattori di rischio siano diversi e ben noti, i ricercatori continuano a cercare i geni che rendono i pazienti maggiormente soggetti al disturbo, inoltre ritengono che l’”epidemia” globale di obesità potrebbe far aumentare l’incidenza dei calcoli biliari.

Fattori di rischio

Tra i pazienti più a rischio per i calcoli biliari ricordiamo quindi:

  • donne, in particolare le gestanti, le pazienti in terapia ormonale sostitutiva o che assumono la pillola,
  • pazienti over 60,
  • Indiani d’America,
  • messicani,
  • donne e uomini sovrappeso o obesi,
  • pazienti che digiunano o dimagriscono in breve tempo,
  • pazienti con precedenti famigliari di calcoli biliari,
  • pazienti diabetici,
  • pazienti in terapia con farmaci anticolesterolo.

Sintomi

Quando i calcoli si spostano nei dotti biliari e li ostruiscono, aumenta la pressione all’interno della cistifellea e possono verificarsi uno o più sintomi. I sintomi dell’ostruzione dei dotti biliari spesso sono definiti come attacco acuto, perché si verificano all’improvviso. Gli attacchi di solito avvengono dopo un pasto particolarmente pesante e si possono verificare anche di notte. Gli attacchi possono causare:

  • dolore continuo nel quadrante superiore destro dell’addome, che aumenta rapidamente e può durare da mezz’ora ad alcune ore,
  • mal di schiena tra le scapole,
  • dolore sotto la spalla destra.

Molti pazienti con calcoli alla cistifellea non presentano alcun sintomo: in questo caso i calcoli sono detti “calcoli silenti” e non interferiscono con la funzionalità della cistifellea, del fegato o del pancreas. Per i calcoli silenti non è necessaria alcuna terapia.

Quando chiamare il medico

Se pensate di aver avuto un attacco, rivolgetevi immediatamente al medico. Gli attacchi spesso si risolvono da soli se i calcoli si muovono, tuttavia la cistifellea potrebbe infettarsi e lesionarsi, se l’ostruzione perdura.

Chi soffre di uno qualsiasi dei sintomi sottoelencati dovrebbe recarsi immediatamente al pronto soccorso:

  • dolore che dura per più di cinque ore,
  • nausea e vomito,
  • febbre, anche debole, o brividi,
  • pelle o occhi di colore giallastro,
  • feci troppo chiare.

Pericoli

I medici spiegano che i calcoli biliari provochino dolore perché ostruiscono il dotto cistico; se l’ostruzione continua per più di qualche ora, la cistifellea si può infiammare.

Questo disturbo, detto colecistite acuta, può causare febbre, dolore intenso e continuo e sfociare nell’infezione della cistifellea. Di solito è necessario il ricovero in ospedale per l’osservazione, per la terapia antibiotica e analgesica e in molti casi anche per l’intervento chirurgico.

Se il calcolo si sposta dal dotto cistico al dotto epatico comune, si possono verificare complicazioni più gravi:

  • se il calcolo si ferma nel dotto epatico comune, infatti, può causarne l’infezione.
  • Se invece si ferma nel dotto biliare, può causare l’infiammazione del pancreas, perché il pancreas e il fegato hanno un dotto escretore in comune.

Entrambe queste situazioni possono essere molto pericolose. I calcoli dei dotti biliari di solito provocano febbre, dolore e ittero (colorazione giallastra degli occhi e della pelle), in alcuni casi accompagnati dal prurito.

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi i calcoli biliari vengono diagnosticati durante gli esami per altri tipi di patologia; se si sospetta che i calcoli biliari siano la causa dei sintomi, il medico probabilmente vi prescriverà un’ecografia, l’esame specifico più sensibile per i calcoli.

L’ecografista tiene in mano una bacchetta, la fa scorrere sull’addome e invia speciali onde sonore verso la cistifellea; le onde sonore fanno eco sulla cistifellea, sul fegato e sugli altri organi, generando impulsi elettrici che creano un’immagine dell’organo sul video. Se ci sono dei calcoli le onde sonore rimbalzano anche su di essi e ne rivelano l’esatta posizione. Possono essere necessari, però, anche altri esami.

  • TAC. La TAC è una procedura radiografica non invasiva che produce immagini in sezione dell’organismo. L’esame può rivelare la presenza di calcoli o di complicazioni, ad esempio di infezioni e di lesioni della cistifellea o dei dotti biliari.
  • Scintigrafia. Al paziente viene iniettata una minima quantità di una sostanza radioattiva che viene assorbita dalla cistifellea, che poi viene stimolata a contrarsi. L’esame serve per diagnosticare le contrazioni anomale della cistifellea o le ostruzioni dei dotti biliari.
  • Colangiopancreatografia retrograda endoscopica. Quest’esame serve per individuare e rimuovere i calcoli presenti nei dotti biliari. Dopo una leggera sedazione il medico inserisce l’endoscopio (un tubicino lungo e flessibile con una fonte di luce e una telecamera all’estremità) nella gola; lo guida poi attraverso lo stomaco e l’intestino tenue. L’endoscopio è collegato a un computer e a un monitor. Il medico guida l’endoscopio e inietta un mezzo di contrasto che evidenzia i dotti biliari sullo schermo. L’endoscopio aiuta il medico a individuare il dotto biliare ostruito dal calcolo e la posizione del calcolo. L’endoscopio permette poi di rimuovere il calcolo, catturandolo in una specie di cestello.
  • Esami del sangue. Gli esami del sangue possono essere eseguiti per cercare segni di un’infezione, di un’ostruzione, della pancreatite o dell’ittero.

I sintomi dei calcoli biliari possono essere simili a quelli di un infarto, dell’appendicite, dell’ulcera, della sindrome del colon irritabile, dell’ernia iatale, della pancreatite e dell’epatite, quindi è fondamentale arrivare a una diagnosi accurata.

Cura e terapia

Intervento chirurgico

Per i calcoli silenti, cioè asintomatici, non è indicata alcuna terapia; invece, se soffrite di attacchi frequenti, il medico con ogni probabilità vi consiglierà di farvi togliere la cistifellea con un intervento detto colecistectomia. L’intervento di rimozione della cistifellea (che, ricordiamo, è un organo non essenziale) è uno degli interventi chirurgici più comuni nella popolazione adulta.

Quasi tutti gli interventi di colecistectomia sono effettuati in laparoscopia. Dopo l’anestesia il chirurgo pratica diverse piccole incisioni nell’addome, inserendo un laparoscopio e una minitelecamera. La telecamera invia allo schermo un’immagine ingrandita dell’interno dell’organismo, permettendo al chirurgo di vedere da vicino gli organi e i tessuti. Con l’aiuto delle immagini il chirurgo usa gli strumenti per separare la cistifellea dal fegato, dai dotti biliari e dalle altre strutture. Poi recide il dotto cistico e rimuove la cistifellea facendola passare attraverso una delle incisioni.

Dopo l’intervento in laparoscopia di solito sarete ancora ricoverati per una notte in ospedale e potrete riprendere le normali attività dopo alcuni giorni di convalescenza a casa. Le incisioni laparoscopiche non coinvolgono i muscoli addominali, quindi il dolore postoperatorio e le complicazioni sono inferiori a quelle degli interventi chirurgici a cielo aperto, durante i quali vengono praticate incisioni anche di 15, 20 centimetri sull’addome.

Se gli esami evidenziano una forte infiammazione o infezione della cistifellea, oppure lesione dovute ad altre operazioni precedenti, il chirurgo può optare per l’intervento a cielo aperto. In alcuni casi i medici sanno in anticipo di dover ricorrere all’intervento chirurgico a cielo aperto, tuttavia a volte i problemi vengono scoperti solo durante la laparoscopia e il chirurgo quindi deve praticare un’incisione più ampia. La convalescenza dopo un intervento chirurgico a cielo aperto richiede da 3 a 5 giorni di ricovero in ospedale e diverse settimane a casa. L’intervento chirurgico a cielo aperto è necessario solo nel 5 per cento circa dei casi.

La complicazione più frequente della colecistectomia sono le lesioni dei dotti biliari. Se il dotto epatico comune è lesionato può iniziare a perdere la bile, causando infezioni dolorose e potenzialmente pericolose. Le lesioni lievi a volte possono essere curate senza ricorrere all’intervento chirurgico. Per le lesioni più gravi, al contrario, può rivelarsi necessario un secondo intervento.

Se i calcoli si trovano nei dotti biliari lo specialista (di solito un gastroenterologo) può ricorrere alla colangiopancreatografia retrograda per individuarli e rimuoverli prima dell’intervento o durante. Ai pazienti che si sono sottoposti a una colecistectomia può essere diagnosticato un calcolo nei dotti biliari dopo settimane, mesi o persino anni dall’intervento. In questi casi la colangiopancreatografia retrograda rimuove efficacemente i calcoli.

La cistifellea è necessaria?

Fortunatamente si può vivere bene anche senza la cistifellea perchè il fegato produce una quantità sufficiente di bile per digerire quanto assunto con una dieta normale. Una volta rimossa la cistifellea la bile esce dal fegato, attraversa i dotti epatici e il dotto epatico comune e va a finire direttamente nell’intestino tenue, senza essere conservata nella cistifellea. Nell’uno per cento circa dei pazienti le feci potranno essere più abbondanti o più morbide, perché la bile va a finire con maggior frequenza nell’intestino tenue. Il disturbo di solito è temporaneo, però se continua è opportuno contattare il medico.

Terapie non chirurgiche

Gli approcci non chirurgici sono usati solo in casi particolari, ad esempio se il paziente soffre di una grave malattia che porta a sconsigliare l’intervento, e solo per i calcoli di colesterolo. Nei pazienti che si sottopongono a terapia non chirurgica i calcoli di solito recidivano entro cinque anni.

  • Terapia dissolutoria orale. Per sciogliere i calcoli vengono usati farmaci che contengono acidi biliari. L’acido ursodesossicolico (Deursil®) e l’acido chenodesossicolico (Bilenor®) sono particolarmente efficaci nel caso di calcoli di colesterolo piccoli. Prima che i calcoli si sciolgano completamente possono essere necessari mesi o anni di terapia. Entrambi i farmaci possono causare lieve diarrea; l’acido chenodesossicolico può far aumentare temporaneamente il colesterolo e le transaminasi (enzima epatico).
  • Terapia dissolutoria per contatto. Quest’intervento, ancora in fase sperimentale, comporta l’iniezione di un farmaco direttamente nella cistifellea per sciogliere i calcoli di colesterolo. Il farmaco, il metil ter-butil etere, riesce a sciogliere alcuni calcoli nel giro di uno, due giorni, ma provoca irritazioni e, in alcuni casi, anche complicazioni. L’intervento è stato sperimentato sui pazienti sintomatici con calcoli piccoli.

Dieta e prevenzione

La predisposizione ai calcoli biliari dipende anche dalla dieta: gli esperti consigliano di mantenere comunque una certa quantità di grassi nella dieta, per stimolare la contrazione e lo svuotamento della cistifellea. Attualmente si consiglia di far derivare dai grassi una percentuale variabile dal 20 al 35 per cento delle calorie totali. Le ricerche hanno anche dimostrato che le diete ricche di fibre e calcio possono far diminuire il rischio di calcoli biliari.

Per diminuire il rischio di formazione di calcoli biliari quando si dimagrisce è possibile seguire alcuni accorgimenti, ad esempio cercare di dimagrire con gradualità, anziché bruscamente. A seconda del peso prima della dieta, gli esperti consigliano di dimagrire di 250 grammi, massimo un chilo a settimana. Questo ritmo di dimagrimento di solito può continuare per un periodo fino a sei mesi, in seguito si inizia a dimagrire meno e il peso si stabilizza perché l’organismo si abitua a usare meno calorie, cioè meno energia.

È anche possibile diminuire il rischio di calcoli biliari connesso agli sbalzi di peso cercando di dimagrire un po’ meno rispetto a quanto avevate previsto. Anche un calo del 5, 10 per cento del peso su un periodo di sei mesi o più può contribuire a migliorare lo stato di salute di un adulto in sovrappeso o obeso.

Infine l’attività fisica regolare è connessa a un minor rischio di calcoli. Cercate di praticare un’ora circa di attività, anche moderata, quasi tutti i giorni per tenere sotto controllo il peso ed evitare di ingrassare. Per mantenere i risultati della dieta, cercate di fare almeno un’ora, un’ora e mezza di attività fisica moderata al giorno.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. A.

    Salve dottore mio papà già due volte in ps per calcoli biliari e sempre dimesso. Ora deve fare esame ecografia addome completo. Solo che deve farla tra un mese di distanza dai problemi causati dalle coliche biliari. Secondo lei con questo esame si decide il dafarsi tipo operare.gli attacchi sono stati due in una settimana.ecografia addome non è meglio anticipare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Si attenga alle indicazioni ricevute, anche perchè credo che in caso di terza colica il chirurgo potrebbe decidere di operare comunque.

    2. A.

      Geazie se aveva un bruto male si sarebbe capito dagli esami del sangue che gli han fatto le due volte al ps?

    1. Anonimo

      Ma io che faccio palestra e che comunque assumo proteine anche sn a rischio? L attivita fisica intensa aumenta il rischio?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Con un po’ di attenzione all’alimentazione non dovrebbero esserci grossi problemi, in ogni caso ne parli anche con il medico.

      Le proteine non influiscono.

  2. Giovanna

    Buonasera dottore, mi è stato diagnosticato un calcolo mobile alla cistifellea di cm 1,5. Il chirurgo dice che secondo lui non è da togliere, ma io ho fitte continue sotto lo sterno a destra e alla schiena nella zona lombare. Ho anche scariche dissenteriche alternate a scariche quasi dissenteriche. A volte le fitte le sento anche intorno all’ombelico e al fianco sinistro. Secondo lei sarà il caso di sentire un altro chirurgo per vedere cosa consiglia? E invece secondo lei potrebbe essere il calcolo?

    1. Giovanna

      Il calcolo mi è stato trovato così per caso durante un’ecografia per altri disturbi, esattamente 2 anni fa circa e i problemi li avverto da settembre. Cosa pensa lei?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe valere la pena ripetere l’ecografia per valutare se il calcolo sia sempre uno solo e sempre della stessa dimensione.

    3. Giovanna

      Ok dottore ripeterò l’esame e la terrò aggiornata. Grazie.

    4. sono Maria dalla sicilia

      Il mio problema caro dottore e che ho diarrea da 13mesi ho fatto colon scoppia esami al sangue tac eco e sembra ok tutto ma ho ripetuto l,ecografia uno mi trova un micro calcoli alla cistifelia e un altro medico nn ne trova ho sempre crampi e dolori atroci allo stomaco cosa può essere e a quale medico dovrei credere che devo fare mi aiuti la prego distinti saluti

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Gastronterologo.

      La celiachia è stata verificata?
      Coprocoltura?
      Parassiti?

  3. Alex

    Salve,
    mi è stato riscontrato un calcolo alla cistifellea di 12mm. Secondo le la terapia farmacologia è in grado di scioglierlo?

    Grazie.

    1. laura

      Buonasera ma x il dolore cosa si può prendere? ho attacchi da 2 giorni e oggi ho avuto un attacco così forte che sta durando da 8 ore e sono stremata, non riesco a stare neanche straiata nel letto, dall’ecografia si evidenzia una colicisti molto grossa con fango biliare ma non calcoli. Sono stata operata di bypass gastrico 10 mesi fa

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Mi dispiace, ma non posso prescrivere farmaci.
      2. Segnali la colica la medico, si valuterà l’intervento.

  4. claudio

    Gentili dottori, vi espongo il mio problema. Ho 28 anni e un annettto fa a seguito di un’ecografia fatta per fastidi al rene dc mi venne diagnosticata della bile densa all’interno della colecisti. Le analisi che feci erano tutte buone se non per il valore delle amilasi, che era più alto rispetto al normale. Il dottore mi disse che avrei potuto iniziare una cura con il Deursil ma poichè in quel momento avevo problemi di colon infiammato mi disse di aspettare, anche perchè non avevo avuto sintomi fino a quel momento.
    Da allora tutte le analisi che ho fatto di routine hanno sempre evidenziato un valore delle amilasi un pò fuori dal normale, mentre quello degli altri enzimi epatici e biliari (transaminasi, Gamma GT, lipasi) erano sempre nella norma. Il curante mi ha detto che il valore delle amilasi alte poteva non essere legato a problemi epatici o pancreatici perchè le lipasi erano ok e le amiliasi “sballate” possono dipendere anche da altri fattori.
    Una settimana fa tuttavia – forse anche a seguito di un’alimentazione che nell’ultimo periodo ho curato di meno – ho iniziato ad avvertire dei dolori al fianco dx, non una vera e propria colica ma dolori che vanno e vengono nell’arco della giornata. Ho chiamato il mio dottore, il quale mi ha detto di prendere buscopan (che tuttavia non ha fatto scomparire il dolore), mi ha prescritto delle analisi del sangue e un’ecografia addominale.
    L’eco ha mostrato fegato, pancreas e milza nella norma. I reni sono ok anche se ho un pò di sabbiolina in quello di sx.
    La colecisti invece presenta della bile densa.

    Per quanto riguarda le analisi invece i valori sono i seguenti
    globuli bianchi 4090 µl (valori normali 4000-10000)
    globuli rossi 5310000 (4,2-5,8 mil)
    emoglobina 16,1 (13-17)
    ematocrito 43,2 (42-52)
    concentrazione Hb corp. medio (MCHC) 37 (valori normali 32-36)
    Creatinina 1,02 (valori normali 0,7-1,2 mg/dl)
    Transaminasi GPT 17 (< 41)
    Transaminasi GOT 18 (< 40)
    Bilirubina tot 1,72 (< 1,0)
    Gamma GT 18 (< 55)
    Amilasi 95,7 (22-80)

    Volevo sapere se devo preoccuparmi, in quanto i valori della bilirubina e delle amilasi sono un pò oltre la norma, e so che che possono voler dire problemi.
    Il dolore tende a persistere e ho paura che possa esserci qualche problema importante.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non si preoccupi, la colecisti potrebbe essere la spiegazione dei valori aumentati, ma ovviamente continui a collaborare con il medico fino a risoluzione.

    2. Anonimo

      Gentile dottore ho un problema. So che non può prescrivere farmaci ma ho solo bisogno di una delucidazione. Volevo sapere se lo spasmomen può andare bene anche per una colica biliare o se è meglio il buscopan. So che sono due antipastici, ma sul foglietto dello spasmomen c’è scritto che è indicato soprattutto per l intestino e non parla di problemi biliari. Grazie

    3. Claudio

      Quindi nell eventualità posso prendere spasmomen anche per le coliche biliari?

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ci sono farmaci più adatti, ma comunque sì, si può usare anche Spasmomen.

    5. Claudio

      Può soltanto farmi i nomi di questi farmaci? Parla sempre di antispastici o antidolorifici?

    6. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ne parli con fiducia al medico, può essere che confermi quello che ha in casa che va comunque bene.

    7. Claudio

      Gentile dottore la ringrazio. Ho un problema: sto prendendo lo spasmomen ma non vedo miglioramenti. Volevo prendere in associazione un antinfiammatorio e non so cosa possa essere meglio tra oki e tachipirina. Sono ambedue antinfiammatori e antidolorifici ?
      Nel caso potrebbero darmi problemi assunti contemporaneamente (z distanza di qualche ora) allo spasmomen? Grazie

    8. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Nessuna interazione con Spasmomen, entrambi hanno effetto antidolorifico, mentre Tachipirina NON ha effetto antinfiammatorio (che non è detto essere indispensabile in questo caso).

    9. Arti

      Dottore buongiorno
      Ho 34 anni
      Sto soffrendo da due mesi di mal di pancia, ,sono finito due tre volte anche in ps,anche ricoverato per una settimana mi hanno fatto tutti i accertamenti e non hanno trovato niente di importante,,,prima di ricoverarmi avevo fatto la gastroscopia e colonscopia e il tac del addome tutto negativo, in ospedale solo suppongono le colite spasmatiche, ,mi hanno dato il lexotan più spasmomen per star più tranquillo ,,è fino qua sono contento,,,i dolori però io continuo ad avere ,male sempre in torno del stomaco ,,soprattutto in dx stomaco cioè sotto la costa dx..ho la tendenza di stare leggermente meglio quando mi scarico sia i gas e sia i feci…ma il dolore impaciscie due tre ore dopo aver mangiato e mi sento tantissimo stanco e svogliato di nulla, tante volte dopo dal male entro in agitazione e in panico sensa accorgersene, ,,,la minima fatica mi pungie sempre in quel posto,,anche se faccio una camminata fa sempre male mi brucia e mi devo fermare, ,,posso dire che l’unica posizione che mi rilascio è stare sdraiato con la pancia in su,,, non so più cosa farne perché sta passando del tempo e io non riesco ad trovare il problema ,se come lavoro camionista e il mio lavoro consiste 15/16 ore non riesco a farne dal malesere che mi circonda,,, c’è qualche consiglio per favore,,,ho letto tanti commenti sul web che somiglia ai miei dolori,sembrerebbe che sia coleciste;; che li somiglia ,ma se fosse possibile come mai nessun dott sia accorto!!!
      Qualcuno mi può dare un consiglio, ,,grazie.

    10. Arti

      Grazie di aver letto il mio messaggio dott Cimullo,
      Direi che tutte le risposte dei dottori (che devo stare tranquillo), non voglio essere volgare, ma il male continua sempre è si tratta di un male troppo fastidioso che sembrerebbe che si sposta intorno al stomaco ,però il punto fisso è sempre sotto addome dx,,,quindi se dico male,non si sta tratta di un male che sto morendo,hahaah ma si tratta di un male che non mi lascia a condividere le cose giornaliere come ho sempre fatto, e tutto ciò (il male) mi manda in agitazione , come una specie di tremore, e brividi….come ho scritto anche nel mese precedente, sono a casa dal lavoro perché il minimo sforzo ho la pancia che mi palpeggia , mi viene a sdraiarsi
      Credimi che non è una scusa per star casa,,,vorrei a tutti i costi a riprendersi ma è come se fosse c’è una cosa che mi frena, ,,temo a dire che vivo felicemente con la mia bellissima famiglia (perché ormai la risposta quando non si trova nulla riferiscono sempre allo stress )
      Ho iniziato a leggere qui,è se c’era di aiuto un parere proverò ad indagare, sono sempre del idea se uno(a) ha male non è che se lo inventa…
      Scusa per il modo della scrittura magari anche non coreta perché sono straniere
      Di nuovo ti ringrazio dottore ,e aspetto una vostra opinione, magari mi può essere di aiuto …

    11. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo comprendo il suo stato d’animo, ma è per prima cosa davvero importante riuscire a rasserenarsi per capire fino a che punto si tratti di colite spastica e se ci siano altre cause.

    12. Arti

      Grazie dott Cimurro,,,
      Quindi non ti viene in mente niente di questo tipo di problema,
      Ma se fosse un inizio di una cistifellea ,nel tac fatto un mese e mezzo fa , si doveva vedere ?
      O forse è il caso a ripetere?
      Un altra domanda dott,
      Ma il spasmomen(40) per quanto si può prendere ,perché ho la sensazione come mi tranquillizza appena lo prendo, e sono 10 giorni che lo sto prendendo 2 volta al di, ,
      C’è un limite?
      Grazie di nuovo,,gentilissimo, , e approfitto ad augurarvi una buona serata.

    13. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Con le visite e gli esami fatti a mio avviso possiamo escludere problemi seri.
      2. La durata della terapia è da valutare con il medico, ma in genere quando i benefici sono elevati si può continuare anche a lungo.

  5. Anonimo

    i calcoli alla cistifellea provocano dolori alla schiena all’altezza dei lombari? o questo dolore lo provoca la gastrite?

    1. Linda

      Ciao dottore volevo sapere i calcoli provocano dolore di mal di schiena fibre perché io sono stato operata da una settimana e ho ancora male la schiena bruciore al stomaco e febbre mi può dare qualche informazione perché ho se c’è qualcosa ancora che non va

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La febbre è già stata segnalata al chirurgo o al medico?

  6. STELLA

    Buona sera dottore io ho un calcolo alla coliciste di mm21 quando lo scoperto era di 12mm sono tre anni che questo calcolo cresce ma non ho coliche mi brucia un po lo stomaco e mi pizzica un po sotto allo stomaco mi hanno detto che mi devo operare ma io ho paura ho fissato anche la data dell intervento mi aiuta che devo fare grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo temo che sia davvero importante procedere se così le è stato consigliato, è bene farlo adesso e non aspettare di dover procedere in regime di urgenza.

  7. ISABELLA

    MI SCUSI DOTT, SE LA DISTURBO OGGI MI SONO FATTA UNA ECOGRAFIA ADDOME SUPERIORE E RISULTA COLECISTI BEN DISTESA A PARETI REGOLARI AL SUO INTERNO SI REPERTANO ALCUNI INCLUSI LITIASICI DELLE DIMENSIONI MASSIME DI 5MM COSA MI CONSIGLIA DI FARE NON ACCUSO NESSUN DISTURBO HO 65 ANNI GRAZIE MI SCUSI DEL DISTURBO MI DEVO OPERARE

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      È sufficiente per ora fare il punto con il medico, che valuterà in base alle ragioni che lo hanno spinto a suggerire l’ecografia; al momento la dimensione non sembra preoccupante.

  8. isabella

    grazie di avermi risposto subito ho fatto l ecografia addome superiore perché nel 2015 avevo nella colicisti del fango biliare il medico mi ha fatto prendere deursill 225 2 cp al giorno poi sono passata a 1 cp al giorno mi sono rifatta l ecografia e adesso ho questi calcoli piccoli di 5mm dovro continuare la terapia con deursill quante compresse al giorno. grazie sempre dei buoni consigli. purtroppo quando si va dal medico generico c e sempre ore di attesa in orario troppo ristretti di visita. grazie grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      OK, ora è tutto più chiaro.
      Le confermo che probabilmente le verrà confermata la terapia in corso, eventualmente con una rivalutazione del dosaggio che tuttavia è di esclusiva competenza del suo medico. Al momento non sembra esserci all’orizzonte la necessità di intervenire diversamente, ma raccomando anche qualche attenzione a tavola.

      Il medico sarà in ogni caso più preciso.

  9. Barbara

    Buongiorno, avrei bisogno di due risposte. Eco addome evidenzia un calcolo di 1,5 cm. Da operare e in lista di attesa. Sono normali il senso di nausea ed un sapore metallico in bocca? E poi, è meglio evitare di fare movimento, ginnastica o camminare per evitare che il calcolo si sposti, o non è necessario? Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, è una delle possibili spiegazioni, ma ovviamente lo segnali al medico per verificare.
      2. Senza esagerare non vedo grossi problemi, ma anche in questo caso l’ultima parola spetta al medico.

  10. Francesca

    Buonasera dottore, a mia sorella è stato riscontrato della sabbiolina nella colecisti e hanno detto ch’è un po’ grassa, le hanno dato il deurssil una pillola al giorno. Vorrei sapere con precisione cosa può e non può mangiare. E con questa cura si risolve il problema. La ringrazio e la saluto.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Va perseguito uno stile di vita sano a tutto tondo, con particolare attenzione a evitare i cibi grassi ed eccessivamente conditi.
      La cura potrebbe aiutare a risolvere il problema o, almeno, a evitare peggioramenti (calcoli e coliche).

  11. Anonimo

    Ho 74 anni,é da più di una settimana che ho un dolore lancinante fastidioso al fianco destro,quando mi muovo,quando parlo,quando tossico.
    Solo a riposo non dà fastidio.
    Gradirei un consiglio da lei per saperne di più di cosa potrebbe trattarsi.
    La ringrazio anticipatamente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo in questi casi è davvero indispensabile una visita medica per chiarire la causa del dolore, le ipotesi sono davvero numerose (fastidio muscolare, intestino irritato, meteorismo, …).

    2. Anonimo

      Grazie per la sua pronta risposta al riguardo del mio quesito.
      se ipotizzando fosse “fastidio muscolare” che durata potrebbere avere il dolore ed eventualmente quale sarebbe il possibile rimedio per lenire il dolore?

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, la durata dei dolori non si può mai sapere, dipende dal tipo di problematica e delle caratteristiche annesse e connesse e molto è anche soggettivo. Essendo comunque un dolore in relazione a movimento e respirazione si ipotizza qualcosa di muscolare o un interessamento toracico. Si faccia visitare quanto prima, Saluti.

    4. Anonimo

      Grazie x avermi risposto.
      Gentilmente potrei avere il nome o nomi di vari farmaci antinfiammatori per il dolore muscolare per via orale che siano senza lattosio e senza molte controindicazioni?e che non interagisca con il farmaco antipertensivo che é della famiglia dei sartani.
      Ovviamente il farmaco o farmaci,sarebbe meglio se me ne suggerisse più di qualcuno,verrà sottoposto a giudizio del medico di base.
      Grazie!

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non possiamo suggerire farmaci (ed il suo medico non ha sicuramente bisogno di suggerimenti… 😉 ).

  12. gian carlo corai

    buongiorno soffro di gonfiore e irrigidimento della fascia muscolare sopra lo stomaco e di un eccessivo meteorismo. potrebbe dipendere da calcolosi?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, si, i calcoli alla colecisti a volte possono provocare disturbi digestivi, senso di ripienezza, e dolori addominali soprattutto a seguito di pasti ricchi di grassi ma occorre fare una ecografia dell’addome per accertarsi della loro presenza poichè anche altri disturbi addominali possono dare gli stessi sintomi. Saluti

  13. luthi simona

    dott.buona sera vorei chiedere ma se non ai piu la cestiffelia devi prendere un medicamento in mancanza di questa.da quando lo esportata o sempre la pancia gonffia .cosa mi consiglia.grazie

  14. Luca

    Gentili dottori ho 27 anni e un paio di mesi fa ho accusato un dolore al fianco dx. A seguito di un ecografia mi è stata riscontrata della bile densa nella colecisti (fango biliare). Il dottore mi ha detto di prendere deursil 300 due volte al di, ma io scioccamente non ho iniziato la cura poiché pensavo fosse un caso isolato. Cinque giorni fa invece ho iniziato ad accusare dei dolori sempre al fianco dx. Il medico mi ha fatto fare le analisi: tutti i vari enzimi epatici erano nella norma (got, got, gamma gt, Fosfatasi alcalina). Anche le amilasi erano ok, mentre avevo la bilirubina un po altra (1,72) e anche le lipasi um po fuori dalla norma (42). Ho iniziato a fare un po di dieta e a prendere il buscopan ma il dolore non diminuisce. Ho chiamato il dottore che mi ha detto di cominciare la cura con il deursil: una compressa da 300 dopo colazione e una dopo cena. Mi ha detto che le lipasi potevano essere un po altre xke qst fango biliare può ostruire il coledoco e ciò può anche portare a una pancreatite!!!
    Io ho iniziato la cura però sul bugiardino del farmaco ho letto che NON si deve assumere deursil se si ha un infiammazione della colecisti o un ostruzione delle vie biliari. Ma allora xke il dottore mi ha detto di cominciare la cura? Io ho ancora dolore e sto prendendo buscopan la sera per dormire.
    Rischio qualche peggioramento importante nel proseguire a prendere deursil? Ho paura di peggiorare la situazione e di infiammare ancora di più il pancreas. Vi prego rispondetemi, grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Si fidi del suo medico e si attenga scrupolosamente alle indicazioni ricevute.

    2. Luca

      Gentile dottore la ringrazio. Io naturalmente sto proseguendo la cura. Tuttavia vorrei sapere se esiste effettivamente la possibilità che il farmaco peggiori la situazione e possa addirittura scatenare una pancreatite.
      In effetti se deursil comincia a fluidificare la bile questa può effettivamente ostruire i dotti, no?

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, il farmaco che le è stato prescritto serve proprio per cercare di eliminare il fango biliare per evitare che si trasformi in calcoli veri e propri. La bile sciolta passa normalmente attraverso i dotti per cui può stare tranquillo. saluti

    4. Luca

      Gentile dottor Cracchiolo la ringrazio. Dunque è normale che ogni tanto ho delle fitte dolorose? Potrebbe essere il farmaco che inizia a fare il.suo lavoro?

    5. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      E’ normale avere i dolori da colica biliare finchè c’è fango biliare, denso e possibile causa di ostruzione, come già detto dal collega Cracchiolo il Deursil serve proprio a fluidificare la bile in modo che passi fisiologicamente; i dolori sino dovuti al fango biliare, non al farmaco, che avrà bisogno di tempo per fare effetto. Segua una dieta leggera, niente grassi e uova, peggiorano la situazione facendo contrarre la colecisti.

    6. Luca

      Grazie per l esaustiva spiegazione. Poiché ha fatto riferimento all alimentazione colgo l occasione per chiederle se è possibile consumare latte scremato al mattino con una goccia di caffè o se è meglio evitare ambedue.
      Inoltre volevo chiederle una cosa sul succo di mela: so che ha un buon effetto sul fegato e vie biliari e perciò vorrei provare a prenderlo a colazione. Tuttavia ho letto che ha un azione “stimolante” sulle vie biliari. C’è il rischio che magari prendendolo a poca distanza dal deursil (che assumo 20 min dopo colazione) possa provocarmi qualche noia?
      Grazie

    7. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Tutto ciò che ha effetto stimolante sulla bia biliare va evitato, perchè si stimola la colecisti a espellere una sostanza che non è attualmente nelle sue condizioni fisiologiche, cioè poco fluida come nel suo caso. Il latte scremato (pochingrassi) con poco caffè va bene.

  15. Gianni

    Buonasera ho 29 anni e vi scrivo perché il mio curante non c’è e non riesco a contattarlo. Sto assumendo da una decina di giorni il deursil 300 mg, 1 compressa dopo colazione e 1 compressa dopo cena.
    Tuttavia ieri ho iniziato a fare l areosol xke soffro di catarro tubarico: uso 1 fiala di clenil e 1 fiala di fluibron. Anche l areosol lo sto facendo una volta la mattina e una la sera. Cerco di far passare almeno 90 minuti tra l assunzione del deursil e l areosol ma tuttavia volevo chiedere se rischio qualche interazione poiché so che il clenil è a base di cortisone. Vi ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Nessun problema, nemmeno in caso di assunzione più ravvicinata.

  16. isabella

    buongiorno dott. le scrivo per avere un consiglio mia mamma di 88 anni a fragilità capillare alle gambe come le posso disinfettare le sto mettendo pervene pomata ma ogni tanto gli fuoriesce il sangue. MI SCUSI SE OGNI VOLTA LA DISTURBO PER CONSIGLI GRAZIE.E BUONA DOMENICA

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, senza vedere la situazione non possiamo darle consigli e comunque non farmacologici, la porti a visita dal curante, potrebbe essere necessaria anche una cura per via orale, esistono diverse sostanze che agiscono sulle pareti venose. Saluti.

  17. Susanna

    Io ho 30 anni 1anno fa ho fatto l intervento alla cistifelia per una ciste e dopo l intervento è andato bene fino a 2 settimane fa quando i dolori sono tornati fitte sotto la pancia dove ciò le ovaie e problemi allo stomaco.
    È possibile che i calcoli sono tornati dopo un 1 anno?
    cordiali saluti susanna

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, se le hanno tolto la cistifellea la posibilità di persistenza di calcoli esiste comunque a livello del fegato, ma deve farsi visitare ed eventualmente eseguire un’ecografia per verificare.

  18. Wil

    Per quanto concerne l’intervento chirurgico mi chiedo:
    come mai le tecniche chirurgiche moderne permettono di fare un intervento al cuore inserendo un sondino nella coscia ma ad oggi non è ancora possibile estrarre ed eliminare i calcoli dalla cistifellea in endoscopia passando dalla bocca senza quindi praticare incisioni per la laparoscopia e lasciando la cistifellea al suo posto senza asportarla? Quali sono gli ostacoli in merito?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, intanto non tutti gli interventi cardiochirurgici si possono fare come ha descritto; passando dalla bocca arriva al massimo nella prima parte dell’intestino, si dovrebbe bucarre la parete per uscire e arrivare alla colecisti, è ovviamente una procedura con molti più rischi, per cui non è standardizzata.

    2. Wil

      Grazie della pronta risposta.
      Tuttavia ho letto in giro e poi ho avuto anche conferma dal mio medico che in alcuni seppure rari casi anche dopo l’eliminazione chirurgica della colecisti, i calcoli si possono riformare nuovamente nel dotto che trasporta la bile e a cui la colecisti era attaccata prima della sua rimozione.
      Mi pare di aver capito che in tali casi si interviene tramite gastroscopio.
      Quindi il mio dubbio è, sempre se non ho capito male qualche passaggio della spiegazione medica e della lettura che ho fatto per mio conto, come mai si arriva nel dotto che trasporta la bile in gastroscopia (senza quindi usare il bisturi) ma non si arriva anche dentro la colecisti che è li vicino proseguendo per le via naturali senza aprirne chirurgicamente di nuove? Quali sono le difficoltà tecniche specifiche di quell’ultimo tratto che impediscono di intervenire in gastroscopia senza, quindi, usare il bisturi come avviene invece avviene in laparoscopia?
      Grazie in anticipo.

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, i calcoli che si formano nella colecisti spesso sono di dimensioni molto più grandi dei condotti biliari per cui non passerebbero attraverso essi con procedure endoscopiche. Inoltre levando la colecisti (organo tutto sommato non indispensabile) si evitano recidive di malattia. Nei casi di recidive post- colecistectomia si tenta di intervenire invece passando attraverso stomaco- intestino – vie biliari con l’endoscopio. Saluti

    4. Wil

      Mi scuso in anticipo non voglio sembrare polemico ma personalmente penso che preservare un organo non sia affatto di secondaria importanza, ma sia indispensabile farlo se non è <>.
      Quindi, mi perdoni, non mi ritenga maleducato, ma non mi fiderei molto di un medico che dice che un dato organo umano “tutto sommato non è indispensabile”… Se non vi sono motivazioni più che valide per avallare la sua eliminazione mi pare che questa sia una risposta poco professionale, oserei dire facilona, senza offesa. Mi perdoni ancora, ma non è questo genere di risposte che i medici dovrebbero dare ai pazienti, quando si ama fare informazione ed approfondimenti di una data materia facendo in modo che i pazienti siano informati veramente a fondo su un dato problema… La prego mi perdoni ancora… Ma sono una persona curiosa ed amo approfondire i concetti, non solo analizzarli superficialmente accontentandomi della prima risposta che passa il convento… mi si passi l’analogia. Ogni paziente e ogni persona dovrebbe farlo. L’alternativa sarebbe come acquistare a scatola chiusa… mi pare insoddisfacente.

      Mi pare di capire comunque che la risposta lascia intendere che i calcoli nella cistifellea non possano essere spaccati in sede per aspirarli ed estrarli a pezzi.
      Eppure quando si incunea un calcolo renale che tenta di uscire, questa è una procedura che viene effettuata spesso (sono stato tra i fortunati…): si agisce con uno strumento endoscopico (non ricordo il nome esatto) senza tagliuzzare l’addome del paziente, ma passando dall’uretra, vescica, uretere, passaggi anche questi che non sono esattamente agevoli larghi e resistenti, eppure ci si arriva… Questo strumento ha in punta luce, lente con fibre ottiche e pinzette ecc… con cui il calcolo viene aggredito e sminuzzato permettendone l’aspirazione e conseguente eliminazione senza eliminare il rene.

      Quindi forse sono io che non riesco a capire, evidentemente mi mancano delle notizie o nozioni di anatomia, tecnologia, tecnica operatoria, (o forse altro) che sto cercando di comprendere con precisione e dovizia di particolari, non superficialmente, al fine di perfezionare la mia visione del problema.
      Quindi, mi si perdoni la mia “ottusaggine” se la possiamo chiamar cosi, ma ancora non mi sono chiari motivi ostativi specifici che impediscono di eseguire l’intervento di eliminazione dei calcoli della colecisti in gastroscopia preservando l’organo della colecisti allo stesso modo in cui è possibile preservare il rene nella situazione che lo riguarda.
      In altre parole ciò che vorrei capire è come è possibile che si riesce ad arrivare in endoscopia e ad eliminare un calcolo dentro il rene ma non nella colecisti? Quali sono le limitazioni tecnologiche o tecniche o operative o anatomiche (o di altro genere) che lo rendono possibile in un caso mentre lo impediscono nell’altro?

      Sperando di non avervi fatto perdere troppo tempo, vi ringrazio ancora in anticipo per la circostanziata risposta che spero possiate elargire.

      Pace e Cordialità.

    5. Wil

      Dopo l’invio del post ho notato che dal testo che ho scritto precedentemente sono state eliminate alcune parti in automatico rendendolo un po’ meno chiaro rispetto a quanto da me scritto. Ritento l’invio ad integrazione/sostituzione del precedente post, speriamo bene…

      Mi scuso in anticipo non voglio sembrare polemico ma personalmente penso che preservare un organo non sia affatto di secondaria importanza, ma sia indispensabile farlo se non è assolutamente indispensabile eliminarlo perché esso stesso malato in modo inguaribile.
      Quindi, mi perdoni, non mi ritenga maleducato, ma non mi fiderei molto di un medico che dice che un dato organo umano “tutto sommato non è indispensabile”… Se non vi sono motivazioni più che valide per avallare la sua eliminazione mi pare che questa sia una risposta poco professionale, oserei dire facilona, senza offesa. Mi perdoni ancora, ma non è questo genere di risposte che i medici dovrebbero dare ai pazienti, quando si ama fare informazione ed approfondimenti di una data materia facendo in modo che i pazienti siano informati veramente a fondo su un dato problema… La prego mi perdoni ancora… Ma sono una persona curiosa ed amo approfondire i concetti, non solo analizzarli superficialmente accontentandomi della prima risposta che passa il convento… mi si passi l’analogia. Ogni paziente e ogni persona dovrebbe farlo. L’alternativa sarebbe come acquistare a scatola chiusa… mi pare insoddisfacente.

      Mi pare di capire comunque che la risposta lascia intendere che i calcoli nella cistifellea non possano essere spaccati in sede per aspirarli ed estrarli a pezzi.
      Eppure quando si incunea un calcolo renale che tenta di uscire, questa è una procedura che viene effettuata spesso (sono stato tra i fortunati…): si agisce con uno strumento endoscopico (non ricordo il nome esatto) senza tagliuzzare l’addome del paziente, ma passando dall’uretra, vescica, uretere, passaggi anche questi che non sono esattamente agevoli larghi e resistenti, eppure ci si arriva… Questo strumento ha in punta luce, lente con fibre ottiche e pinzette ecc… con cui il calcolo viene aggredito e sminuzzato permettendone l’aspirazione e conseguente eliminazione senza eliminare il rene.

      Quindi forse sono io che non riesco a capire, evidentemente mi mancano delle notizie o nozioni di anatomia, tecnologia, tecnica operatoria, (o forse altro) che sto cercando di comprendere con precisione e dovizia di particolari, non superficialmente, al fine di perfezionare la mia visione del problema.
      Quindi, mi si perdoni la mia “ottusaggine” se la possiamo chiamar cosi, ma ancora non mi sono chiari motivi ostativi specifici che impediscono di eseguire l’intervento di eliminazione dei calcoli della colecisti in gastroscopia preservando l’organo della colecisti allo stesso modo in cui è possibile preservare il rene nella situazione che lo riguarda.
      In altre parole ciò che vorrei capire è come è possibile che si riesce ad arrivare in endoscopia e ad eliminare un calcolo dentro il rene ma non nella colecisti? Quali sono le limitazioni tecnologiche o tecniche o operative o anatomiche (o di altro genere) che lo rendono possibile in un caso mentre lo impediscono nell’altro?

      Sperando di non avervi fatto perdere troppo tempo, vi ringrazio ancora in anticipo per la circostanziata risposta che spero possiate elargire.

      Pace e Cordialità.

    6. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, intanto il rene è un organo molto più importante della colecisti, che invece ha una funzione essenzialmente di serbatoio, senza la quale si vive tranquillamente; una colecisti che fa i calcoli con tutta probabilità li rifarà (=organo malato), per cui sarebbe inutile il tentativo di lasciarla ad ogni costo, col rischio di infiammazioni ulteriori e sempre peggiori che renderebbero in seguito l’intervento molto più complicato e con rischi maggiori. Non essendo Lei medico, tanto meno chirurgo, non può avere accesso ad una comprensione a 360° delle motivazioni per cui non è possibile fare la stessa procedura di frantumazione dei calcoli come nel rene, non ha ovviamente le competenze anatomiche e fisiopatologiche necessarie, per cui il Collega non è stato semplicione nella risposta, le ha risposto in modo comprensibile ad un profano della materia. Ognuno si occupa di quello che gli concerne, senza entrare nel merito di questioni limitatamente comprensibili per via delle proprie competenze. Saluti.

    7. Wil

      Da quanto dice la letteratura medica pare che i reni sono due e pare che si possa vivere bene anche con uno solo, anche se credo tutti preferiscono avere un “backup” di riserva… non si sa mai. Pare che si sopravviva anche con metà cervello… Ma non mi sono mai accorto che ci sia la fila di fronte alla chirurgia per farsi lobotomizzare… Inoltre anche ovaie e testicoli pare fungano, tra le altre cose, da serbatoio e senza si potrebbe vivere tranquillamente. Potrei continuare ma credo che non si vada da nessuna parte su questo percorso. Dico solo che lo stesso principio sia applicabile alla colecisti: se madre natura ci ha fornito di colecisti vuol dire che serve avere un serbatoio di bile perché ci permette di vivere meglio… Inoltre una volta rimosso il calcolo e lasciata in sede la colecisti si potrebbero anche adottare dei regimi dietetici e/o terapie con il fine di prevenire una recrudescenza del problema.

      Suvvia mi meta alla prova spiegando con precisione quali sono queste problematiche che impediscono alla tecnica medica di eliminare il calcolo per via gastroscopia sono certo che potrei riuscire a comprendere la questione, se viene spiegata in italiano (ma anche in inglese o francese…): sottovalutare il profano della scienza medica è una altra cosa che fa sorgere ulteriori questioni di fiducia tra paziente e medico: se il medico non spiega le cose in modo soddisfacente per il paziente non si può pensare che il paziente compri continuamente a scatola chiusa: serve maggiore trasparenza. In questo modo prima o poi il paziente sarà abbastanza preparato da comprendere quello che dice il medico senza girarci intorno. In questo modo ci si guadagna la fiducia, con le dimostrazioni della verità non mantenendo il prossimo nell’ignoranza.
      O forse è proprio nell’ignoranza su cui il si conta in modo da indurre il prossimo a fare scelte che forse, e sottolineo forse perché ancora non lo so, potrebbero essere fatti in altro modo? in modo cosi fumoso si comportano i politici non chi fa scienza.
      A questo punto devo chiederlo, anche se probabilmente qualcuno si offenderà e magari rischio anche di essere bannato: ci sono forse interessi finanziari in gioco di cui tutti si guardano bene dal parlarne perché è tabù? Magari un intervento in laparoscopia costa meno della gastro per lo stato? o costa di più e ci guadagna di più equipe medica che fanno quel genere di interventi?

      Mi spiace ma la mancanza di spiegazioni valide e circostanziate fa sorgere sempre più dubbi… inoltre chi è ignorante è brigante e se non si vogliono in giro briganti bisogna eliminare l’ignoranza e per eliminare l’ignoranza bisogna dare spiegazioni approfondite, distribuendo cultura senza trincerarsi al suo interno: la cultura medica non è la botte di diogene o la famosa foglia di fico.

      Mi auguro quindi, nonostante sia stato un pizzico più duro che in passato, di poter riscuotere questa risposta approfondita tanto agognata che pare che nessuno sia in grado di esporre o nessuno vuole esporre (chissà perché? Solo perché io sono ignorante? Non è una scusa valida forse e dico forse poteva esserlo fino agli anni ’80 ma oggi non più), e di non dover abbandonare il forum con l’amaro in bocca… ovvio non vi è nessun obbligo materiale di dare risposte… ma se non si danno risposte circostanziate per diffondere la cultura allora a che serve tenere aperto un sito in cui si danno risposte? Solo per dare risposte superficiali?

      Non prendetela per maleducazione sono solo curioso ed impaziente ed il fatto che tutti i medici non vogliano esporre in modo approfondito un problema accampando la scusa che il paziente è ignorante, non è un motivo condivisibile: se le info non vengono condivise il paziente continuerà a restare ignorante e ancora più impaziente quindi casomai bisogna fare in modo di far girare la cultura il più possibile.

      Auspicando che possiate esaudire questo mio desiderio piccolo piccolo ringrazio in anticipo per la pazienza.

      Non voletemene.
      Pace e cordialità a tutti i medici di buona volontà… 😉

  19. wil

    PS.:
    Inoltre se la colecisti è solo un serbatoio come può essere considerata malata quando vi si depositano dei calcoli? Non è più logico visto che si tratta solo di un serbatoio che magari le cause della formazione dei calcoli siano da individuarsi in qualche problema ubicato a monte della colecisti? Magari il problema è dovuto all’organo che produce la bile e non all’organo in cui si deposita? Ma allora perché è la colecisti ad essere ritenuta malata? E perché non si affronta il problema a monte facendo una terapia con l’obiettivo di far guarire l’organo malato a monte della colecisti che fa la bile che densa che poi si addensa trasformandosi in calcoli?

    Vi prego soddisfatte la curiosità di un comune mortale ignorante che vuole comprendere meglio se stesso ed il mondo che lo circonda…

    Grazie in anticipo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Rispondo in ordine sparso fin dove le mie competenze me lo permettono, ma sottolineando che il suo legittimo desiderio di comprendere a fondo le ragioni dovrebbe a mio avviso essere discusso in altre sedi, non per mancanza di volontà, ma perchè questo progetto nasce con obiettivi diversi.

      1. Certamente si può vivere con un rene solo, così come con un polmone solo, e infatti si procede al loro espianto quando non ci sono alternative; situazioni simili si verificano con l’appendice, con la milza, … Detto questo alcuni organi incidono obiettivamente meno sulla qualità di vita e l’esperienza insegna che ci sono meno rischi procedendo alla rimozione piuttosto che accanirsi provando a salvarlo. La medicina, quella vera intendo (lasciamo da parte i pochi medici in malafede che operano pazienti sani per proprio tornaconto), ha come principio fondamentale il rapporto rischio-beneficio, sia che si parli di chirurgia che di farmaci. Se i benefici di provare a salvare la cistifellea non giustificano il rischio, meglio toglierla, perchè l’esperienza insegna che a questo tipo di intervento non sono connessi rischi particolari e nella maggior parte dei casi la qualità di vita del paziente non ne risente affatto, anzi, viene sollevato dal rischio di recidive nella maggioranza dei casi.
      2. “Se madre natura ci ha fornito di colecisti vuol dire che serve”; questa visione è a mio avviso non corretta, perchè non tiene conto dell’evoluzione. Organi e strutture che centinaia di migliaia di anni fa potevano essere indispensabili, oggi potrebbero aver perso di importanza a causa di mutazioni della dieta, dello stile di vita, … L’appendice è un esempio particolarmente calzante in questo senso.
      3. OK, togliamo il calcolo per via gastroscopica; il paziente con buona probabilità manifesterà una recidiva entro qualche anno, lo operiamo di nuovo? Concorderà che non ne vale la pena.
      4. Non si sta sottovalutando nessuno, ma un chirurgo prima di mettere le mani su un paziente studia una decina di anni e QUALSIASI operazione è molto più che tagliare a caso, è un approccio standardizzato e studiato nei minimi dettagli che io per primo non sarei in grado di capire appieno.
      5. “Se la colecisti è solo un serbatoio come può essere considerata malata quando vi si depositano dei calcoli?” Infatti non sono i calcoli in sè a portarci a considerarla malata, ma la colica che ne può scaturire e le conseguenze di salute. Entro certi limiti di dimensioni il consiglio da parte di qualsiasi medico è di rimanere in vigile attesa, perchè il rapporto rischio beneficio (vede che torniamo sempre su questo punto chiave) non è ancora favorevole all’intervento. La colica è tuttavia solo la punta dell’iceberg del problema, perchè un paziente a rischio calcoli è un paziente che rischia di andare incontro a colangite, a pancreatite, … Meglio togliere un organo che di norma non incide sul benessere del paziente o meglio accanirsi nel tenerlo e rischiare di trovarsi a rischiare la vita per una di queste complicazioni?
      6. Sebbene non siano ancora conosciute con esattezza le cause che portano alla formazioni di calcoli (magari un domani lo saranno e si potrà agire sulla causa, ma questo cambierà il rapporto rischio-beneficio dell’intervento perchè ci sarà un’alternativa più favorevole), ci sono alcuni fattori di rischio su cui diventa difficile agire (età, sesso femminile, …).

      Perchè da un punto di vista pratico non si può intervenire endoscopicamente? Non sono in grado di spiegarglielo e nemmeno di capirlo fino in fondo, questo prevederebbe di possedere competenze anatomo/fiso/patologiche che sarebbe impossibile illustrare in poche righe e che sono io il primo a non possedere né tantomeno padroneggiare, ma quello che so è che la letteratura medica è unanime nel definire l’intervento di colecistectomia l’approccio di elezione è perchè tutte le evidenze disponibili fino ad oggi ne confermano la scelta, sulla base di indiscutibili vantaggi rispetto alle alternative, tecnicamente praticabili o meno.

  20. Wil

    @Dr. Cimurro
    La ringrazio di cuore della sua risposta: la più umana, completa, circostanziata e soddisfacente che fin ora sia stata condivisa in merito, ad esclusione, ovviamente, dell’ultima parte che, spero, possa essere integrata da altri medici specialisti in materia che auspico vorranno cortesemente articolare e condividere le loro conoscenze con noi.
    Anticipo, quindi, un cortese ringraziamento a chi volesse completare il pensiero del Dr Cimurro, per quanto riguarda l’ultimo punto (diciamo il 7, anche se non è indicato esplicitamente dallo stesso Dr. Cimurro) in merito ai motivi per i quali da un punto di vista pratico e/o anatomo/fisio/patologiche non si possa intervenire endoscopicamente in questo frangente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo come dicevo all’inizio credo che non sia questo lo spazio giusto per affrontare simili tematiche, proverei invece ad affrontare il dubbio in contesti più specialistici (come medicitalia.it, sezione chirurgia generale, per esempio); in questo spazio cerchiamo di affrontare situazioni meno “specialistiche” e questo mi porta purtroppo in certi casi ad operare una dolorosa selezione per ragioni organizzative di tempo e di risorse.

  21. ROMIX

    Buona sera volevo capire una cosa ..un paio di sere fa sono dovuta correre al pronto soccorso con un dolore forte al fianco destro e bocca amara ….mi hanno fatto analisi eco addome e RX torace. ….mi hanno dimessa con sospetta colica biliare. ..ho fatto vedere i referti al mio medico curante che mi ha ordinato il Deursil (premessa che due anni fa circa ho tolto la coliciste )
    Siccome io faccio uso di biologico per via del l’artrite psoriasica e ho comunicato al mio reumatologo che questo mese non facevo il “SIMPONI” per via dell’accaduto e lui mi ha consigliato comunque di rifare un eco addome oppure una TAC ….ma gli esami che mi hanno fatto al pronto soccorso non erano preoccupanti …
    Ma le coliche biliari non si possono curare con il Deursil che mi ha prescritto il mio medico ?

  22. Carlo

    Buongiorno. Ho 29 anni e poichè ho un problema di sabbia biliare da circa un mese ho iniziato la terapia con il Deursil 450, una compressa la sera prima di andare a letto.
    Soffro anche di catarro tubarico e solitamente il mio dottore mi prescrive il fluimucil mucolitico bustine, da assumere per circa 10 giorni. Tuttavia lui ora è in ferie e non riesco a contattarlo per chiedergli se posso assumere entrambi i farmaci o c’è qualche possibile interazione. Vorrei porre quindi questa domanda a Voi: posso assumere ambedue i farmaci contemporaneamente? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non posso avallare l’uso di farmaci; quello che posso dire è che non vedo interazioni tra le due sostanze, ma la terapia va comunque valutata con un medico (sostituto?).

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