BMI (indice di massa corporea): peso, rischi e paradossi

Ultimo Aggiornamento: 121 giorni

Introduzione

L’obesità è un problema di salute grave che colpisce i paesi industrializzati e che si sta aggravando sempre di più. Negli Stati Uniti nel biennio 2009-2010 l’obesità ha colpito il 36% circa della popolazione ed 1 persona su 5 muore per cause connesse all’obesità.

Secondo una ricerca pubblicata sull’American Journal of Public Health, negli Stati Uniti il sovrappeso e l’obesità sono stati connessi al 18,2 per cento dei decessi di persone adulte avvenuti tra il 1986 e il 2006. Le ricerche precedenti molto probabilmente sottostimavano l’impatto dell’obesità sulla mortalità complessiva della nazione.

Sintomi

Esistono diverse classificazioni e definizioni dei gradi di obesità, ma le più diffuse sono quelle dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), basate sul BMI (o IMC). Secondo l’OMS l’obesità va classificata usando queste categorie:

  • Sovrappeso di grado 1 (chiamato anche semplicemente “sovrappeso”) – BMI compreso tra 25 e 29,9 kg/m2
  • Sovrappeso di grado 2 (“obesità”) – BMI compreso tra 30 e 39,9 kg/m2
  • Sovrappeso di grado 3 (obesità grave o patologica) – BMI superiore a 40 kg/m2

Alcuni esperti invece preferiscono definire l’obesità basandosi sulla percentuale di massa grassa dell’organismo, in questo modo:

  • Per gli uomini – Percentuale di massa grassa superiore al 25%, con la fascia tra il 21 e il 25% considerata borderline,
  • Per le donne – Percentuale di massa grassa superiore al 33%, con la fascia tra il 31 e il 33% considerata borderline.

L’obesità è l’eccesso di massa grassa nell’organismo. Il termine “sovrappeso” non va confuso con l’obesità, perché a rigore indica l’eccesso di massa grassa in relazione all’altezza. I valori normali della massa grassa variano tra il 15 e il 20% per gli uomini, e tra il 25 e il 30% circa per le donne. La differenza di peso tra le persone è causata soltanto in parte dalla variazione della massa grassa, quindi il peso è un indice di obesità facile da ottenere ma di importanza limitata.

Per definire l’obesità, il BMI (IMC, indice di massa corporea o indice di Quetelet) è usato con molta più frequenza rispetto alla percentuale di massa grassa. Nella maggior parte dei casi è correlato molto strettamente alla percentuale di massa grassa, ma la correlazione è più debole per soggetti molto alti o bassi.

Il BMI è calcolato con questa formula:

peso / altezza2

dove il peso è espresso in chilogrammi e l’altezza in metri. In Rete è possibile calcolarlo automaticamente, ad esempio qui.

La percentuale di massa grassa può essere stimata indirettamente usando la formula di Deurenberg:

percentuale di massa grassa = 1,2 x BMI + 0,23 x età – 10,8 x sesso – 5,4

dove l’età è espressa in anni e il sesso è uguale a 1 per gli uomini e a zero per le donne. Questa formula ha un errore medio del 4% e rende conto dell’80% circa della variazione della massa grassa.

Il BMI tipicamente è correlato con la percentuale di massa grassa in modo non lineare, con alcune importanti eccezioni. Nelle persone mesomorfe (molto muscolose), un BMI che normalmente sarebbe indice di sovrappeso o di lieve obesità può non avere l’interpretazione solita, mentre in alcune persone affette dalla sarcopenia (anziani e asiatici, soprattutto originari dell’Asia del Sud), un BMI che secondo la scala di valutazione è normale può nascondere un eccesso di massa grassa non compensato da un’adeguata massa muscolare.

Proprio per via di queste limitazioni, alcuni esperti preferiscono definire l’obesità basandosi sulla percentuale di massa grassa dell’organismo. Negli uomini l’obesità è caratterizzata da una massa grassa superiore al 25%, con l’intervallo tra il 21 e il 25 per cento considerato borderline. Nelle donne, l’obesità è definita come massa grassa superiore al 33%, con l’intervallo tra il 31 e il 33% considerato borderline.

Classificazione

Esistono diverse classificazioni e definizioni dei gradi di obesità, ma le più diffuse sono quelle dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), basate sul BMI (o IMC). Secondo l’OMS l’obesità può essere classificata usando queste categorie:

  • Sovrappeso di grado 1 (chiamato anche semplicemente “sovrappeso”) – BMI compreso tra 25 e 29,9 kg/m2
  • Sovrappeso di grado 2 (“obesità”) – BMI compreso tra 30 e 39,9 kg/m2
  • Sovrappeso di grado 3 (obesità grave o patologica) – BMI superiore a 40 kg/m2

I valori soglia delle varie categorie variano a seconda dell’etnia del paziente. Ad esempio un indice di massa corporea pari o superiore a 23 kg/m2 può indicare il sovrappeso di grado 1 e un BMI pari o superiore a a 27,5 kg/m2 può indicare il sovrappeso di grado 2 (obesità) in molte popolazioni asiatiche, in cui queste soglie si sono rivelate significative per distinguere un grado di rischio rispettivamente alto e molto alto. Le altre soglie identificate come potenziali valori soglia in queste popolazioni sono 32,5 kg/m2 e 37,5 kg/m2.

Nella letteratura chirurgica spesso viene usata una classificazione diversa per riconoscere gradi di obesità particolarmente gravi:

  • Obesità grave – BMI superiore a 40 kg/m2
  • Obesità patologica – BMI compreso tra 40 e 50 kg/m2
  • Super obesità – BMI superiore a 50 kg/m2

Nei bambini il sovrappeso nella maggior parte dei casi è definito come indice di massa corporea superiore all’85mo percentile (riferito agli intervalli di età distinti per sesso) e l’obesità come  superiore al 95mo percentile.

Pericoli

I dati ricavati dai database delle assicurazioni e da ampi studi prospettici (Framingham e NHANES tra gli altri) indicano chiaramente che l’obesità è connessa a un aumento sostanziale dei tassi di morbidità e di mortalità.

Le conseguenze avverse dell’obesità possono essere attribuite in parte alla comorbidità, ma i risultati ricavati da diversi studi osservazionali, spiegati dall’Expert Panel on the Identification, Evaluation and Treatment of Overweight Adults, e i risultati delle ricerche di Allison, Bray e altri, dimostrano con dovizia di particolari che l’obesità, da sola, è connessa all’aumento della morbidità e della mortalità cardiovascolare ed è una delle principali cause di mortalità complessiva.

Per un paziente con un BMI compreso tra 25 e 28,9 kg/m2 il rischio relativo di soffrire di coronaropatie è pari a 1,72. Il rischio aumenta progressivamente all’aumentare del BMI: se il BMI è superiore a 33 kg/m2, il rischio relativo diventa di 3,44. Tendenze simili sono state rilevate per la relazione tra l’obesità e l’ictus o l’insufficienza cardiaca cronica.

Nel complesso si stima che l’obesità quadruplichi il tasso di mortalità cardiovascolare e raddoppi il tasso di mortalità per tumore. Nelle persone gravemente obese il tasso di mortalità complessivo aumenta da 6 a 12 volte. Non c’è accordo sul numero esatto di decessi che potrebbero essere connessi all’obesità (da 112.000 a 365.000 all’anno nei soli Stati Uniti), ma è senza dubbio il fattore di rischio, dopo il fumo, la principale causa di mortalità che può essere efficacemente prevenuta.

Per i pazienti gravemente obesi (con un BMI ≥40) la speranza di vita diminuisce di 20 anni negli uomini e di circa 5 anni nelle donne. Il fatto che la speranza di vita diminuisca molto di più per gli uomini è coerente con la maggiore incidenza dell’obesità androide (cioè prevalentemente addominale) e con il fatto che le donne sono biologicamente più ricche di massa grassa. Il rischio di morte prematura è ancora superiore se il paziente fuma.

Alcune ricerche indicano che negli Stati Uniti, se la tendenza all’obesità non verrà corretta, nel prossimo futuro la longevità potrebbe diminuire. I dati inoltre indicano che l’obesità è correlata a un aumento del rischio e della durata della disabilità cronica. L’obesità in età adulta è connessa tra l’altro a una diminuzione della qualità della vita nella terza età.

Tra i fattori che influiscono sulla morbidità e sulla mortalità connessa all’obesità ricordiamo:

  • età della comparsa e durata dell’obesità,
  • gravità dell’obesità,
  • quantità di massa grassa addominale,
  • comorbidità,
  • sesso,
  • stato di salute cardiorespiratoria,
  • origine etnica.

Limiti del BMI

L’indice di massa corporea ha molti svantaggi. La divisione in fasce non dipende né dall’età né dal sesso, ma intuitivamente non ha senso che per valutare un uomo alto 2 metri e una donna alta 1,60 si usi la stessa scala. Usare soltanto l’altezza e il peso, inoltre, oscura le differenze di composizione dell’organismo e di distribuzione della massa grassa che dipendono dall’etnia del paziente.

Il BMI è una pura e semplice formula che serve per valutare se ci sono dei chili di troppo, perché se c’è uno squilibrio energetico, cioè le calorie in entrata sono maggiori di quelle bruciate. La formula, però, non dice in che modo il paziente è arrivato a pesare quel numero di chili, cioè da dove arrivano le calorie in eccesso. I chili in più sono stati accumulati con una dieta sana a base di frutta a guscio, latte scremato, cereali integrali, frutta, verdura e alimenti ricchi di omega-3 come il salmone, oppure con alimenti spazzatura ricchi di calorie vuote, cioè con un valore nutritivo inferiore? L’espressione “siamo ciò che mangiamo” non potrebbe essere più vera!

La formula del BMI non tiene in considerazione nemmeno il livello di forma fisica del paziente, che invece è un’altra variabile importante. Il paziente fa attività fisica regolarmente? Sul peso totale, quant’è la massa grassa e quanta la massa muscolare? Una ricerca basata su dati ricavati dall’Aerobics Center Longitudinal Study ha esaminato più di 14.000 uomini di età media di 44 anni e li ha seguiti per più di 11 anni. I ricercatori hanno scoperto che per quanto riguarda la mortalità complessiva e quella per cause cardiovascolari il livello di attività fisica è molto più importante del peso per quanto concerne la diminuzione della mortalità complessiva. Gli uomini che hanno mantenuto il proprio livello di attività fisica, infatti, hanno avuto in media un tasso di mortalità del 30% inferiore. Nei pazienti che hanno migliorato il livello di attività fisica, i risultati sono stati ancora migliori, con una diminuzione media della mortalità pari al 40%. Per stare in forma quindi bisogna muoversi, cioè fare attività fisica.

Nella pratica clinica non si può limitare la discussione con i pazienti ai soli temi del peso e del BMI. Si deve invece approfondire il discorso e fare domande sul livello dell’attività fisica e sul tipo di dieta.

Diagnosi

Esami di laboratorio

  • Profilo lipidico a digiuno,
  • Esami della funzionalità epatica,
  • Esami della funzionalità tiroidea,
  • Glucosio a digiuno e emoglobina glicata (HbA1c).

Valutazione della massa grassa

Il calcolo dell’indice di massa corporea, la misura del girovita e il rapporto vita/fianchi sono le misure della massa grassa usate con maggior frequenza nella pratica clinica. Tra le altre procedure usate però in un numero inferiore di strutture ricordiamo:

  • plicometria (misurazione dello spessore delle pieghe adipose tramite plicometri),
  • assorbimetria a raggi X a doppia energia (DEXA),
  • bioimpedenza,
  • ultrasonografia (per determinare lo spessore della massa adiposa),
  • pesatura subacquea.

Il paradosso dell’obesità

Il paradosso dell’obesità è stato osservato in diverse ricerche recenti: ma che relazione ha con la pratica clinica? Secondo il dizionario un paradosso è un’affermazione che sembra contraddittoria e senza senso, anche se potrebbe essere vera.

Come abbiamo visto le conseguenze dell’obesità sono gravi: ipertensione, diabete, patologie cardiache, ictus e malattie renali.

Misteriosamente, però, alcune ricerche hanno scoperto che alcuni pazienti in sovrappeso o obesi che soffrono di problemi connessi all’obesità presentano prognosi migliori rispetto ai normopeso, e in alcuni casi hanno anche un tasso di mortalità inferiore. Molte di queste scoperte sono riferite a pazienti con ictus, diabete e sindrome coronarica acuta.

Alcuni ricercatori suggeriscono che la massa grassa potrebbe avere un ruolo protettivo, forse perché secerne citochine e ormoni benefici. La massa grassa, inoltre, fa da cuscinetto, quindi da barriera protettiva in caso di traumi. Durante il processo di guarigione da una malattia, la riserva di grasso può essere molto utile come riserva calorica.

Il paradosso dell’obesità potrebbe essere spiegato dal modo in cui la comunità medica gestisce e cura i fattori di rischio nei pazienti obesi. Forse l’approccio è più aggressivo? Forse si iniziano più tempestivamente le terapie per le patologie croniche perché i pazienti sono obesi?

Anche l’età potrebbe contribuire a spiegare il paradosso dell’obesità. Ad esempio, nella ricerca che indica che dopo 3 anni dall’intervento coronarico percutaneo i pazienti in sovrappeso o obesi presentano un rischio di decesso minore rispetto a quelli normopeso, i pazienti obesi spesso sono più giovani rispetto ai normopeso.

Il report congiunto del Institute of Medicine e del National Research Council, U.S. Health in International Perspective: Shorter Lives, Poorer Health contiene la versione definitiva del paradosso: gli Stati Uniti hanno alcune delle strutture sanitarie migliori del mondo e sono i primi al mondo per la spesa nella sanità, eppure gli americani si ammalano di più e vivono meno rispetto agli abitanti di altre 16 nazioni industrializzate (Australia, Austria, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Giappone, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera, Paesi Bassi e Regno Unito.). Questo paradosso vale anche per gli americani meno svantaggiati, cioè quelli che hanno un’istruzione superiore e sono coperti dall’assicurazione sanitaria, tuttavia la differenza è più evidente nei gruppi svantaggiati dal punto di vista socioeconomico.

Non è la fase finale di gestione della malattia cronica che fa perdere posizioni in classifica agli Stati Uniti. La maggior parte degli americani, infatti, ha la pressione e il colesterolo più bassi, fuma di meno e ha un tasso di sopravvivenza al tumore maggiore rispetto alle altre nazioni. Per i settantacinquenni americani la speranza di vita è maggiore rispetto a quella degli anziani degli altri paesi considerati. Negli Stati Uniti la sfida più grande è arrivare ai 50 anni. I decessi tra gli under 50 sono responsabili dei due terzi della differenza tra gli Stati Uniti e gli altri paesi nella speranza di vita per gli uomini e di un terzo di quella delle donne.

Nella ricerca condotta dall’Institute of Medicine, gli Stati Uniti sono nelle zone basse della classifica per nove indicatori importanti. Sono al primo posto per obesità e diabete, hanno il tasso di mortalità massimo per patologie polmonari e sono secondi per il tasso di mortalità per malattie cardiache. Hanno anche il tasso di mortalità infantile più alto. Hanno il tasso di mortalità massimo per incidenti automobilistici, violenza e omicidi, soprattutto tra gli adolescenti; inoltre sono massimi: la percentuale di gravidanze tra le adolescenti, l’incidenza dell’AIDS e il numero di decessi imputabili all’uso di alcol e droghe. Gli Stati Uniti, quindi, sono tra le nazioni più ricche del mondo, ma non tra quelle più sane.

Le ricerche che evidenziano tassi di mortalità inferiori tra le persone in sovrappeso o obese vanno certamente prese con le molle: i loro risultati non devono indurre a trascurare la vasta letteratura che individua i rischi connessi all’obesità e alla sedentarietà. Il vero paradosso è il fatto che, nonostante la ricchezza e i soldi spesi per la sanità, lo stato di salute degli Stati Uniti è peggiore rispetto a quello delle altre nazioni industrializzate: a questo bisogna fare attenzione, nella pratica clinica, e non solo nella ricerca.

Fonte Principale: MedScape (traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno)

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  1. Anonimo

    Salve dottore.
    Questa mattina son andato in farmacia per un controllo peso.
    Son risultati i seguenti dati:
    – Altezza: 1,75 Mt.
    – Peso Reale: 66, 350 Kg.
    – B.M.I: 21,6.

    Come le sembrano ?

  2. Anonimo

    Buongiorno Dott.re. vorrei esporle i miei parametri per un suo parere. Il mio BMI è di 18,69 ; la massa grassa di 17,13 e la massa magra di 42,85. Mangio sano e cammino 50 minuti 5/6 volte al giorno . Migliori Saluti

  3. Anonimo

    Mi sono dimenticata di aggiungere che sono alta 170 cm e peso 54 kg. Migliori Saluti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe anche pensare di prendere qualche chilo. Il ciclo mestruale è regolare?

    2. Anonimo

      Se devo essere sincera fino ad un anno fa pesavo 50 kg e il ciclo mi sparì per 9 mesi. Ora è presente da circa 4 mesi. Secondo lei dovrei aumentare ancora?

    3. Anonimo

      Provvederò! In effetti vorrei arrivare almeno a 57 kg. Posso chiederle secondo lei che alimenti possono aiutare ad aumentare peso in modo sano? Per esempio ho sentito parlare di frutta secca.

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è uno degli alimenti più sfruttati in questo senso in quanto molto calorici, ma ricchi di acidi grassi “buoni”.

  4. Anonimo

    Gentile Dottore,
    sono una ragazza di 25 anni e ho un problemino.Sono sempre stata abbastanza longilinea anche perche’ ho sempre praticato molto sport senza pero’ rinunciare a mangiare bene e, ogni tanto, a mangiare qualche golosita’. Il mio peso non e’ mai oscillato troppo. Da qualche anno infatti la crescita si e’ bloccata, sono 1,70 cm, e il peso e’ sempre stato intorno ai 54-55 kg.

    Dopo un periodo all’estero sono tornata in Italia che pesavo 53,5 e ora, periodo di forte stress, ho perso ancora peso e sono arrivata a 52.

    Non nascondo che questi kg che ho perso mi mancano molto, non noto assenza di mestruazioni perche’ prendo la pillola pero’ mi sento più debole e ho spesso capogiri.

    Mi può dare dei consigli sull’alimentazione e su come perdere un po’ di stress? secondo lei e’ grave la perdita di peso?

    Grazie mille per il tempo che vorrà dedicarmi. Le auguro una buona serata.

    Lilly

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Essendo legato allo stress la perdita di peso non dovrebbe essere un problema, per velocizzare un po’ la ripresa di peso consumi un po’ più di frutta secca a guscio (noci, pistacchi, arachidi, …) unita ad un’alimentazione varia e sana.

  5. Anonimo

    ho 14 anni sono alto 1.65 e peso 63 chili la mia circonferenza addominale è 88cm circa. volevo sapere se i valori sono normali. perchè mi sembra di avere abbastanza tessuto adiposo nell’ addome. grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Tutto più o meno accettabile, ma probabilmente un po’ di sport ti aiuterebbe a rimodellarti.

  6. Anonimo

    Buongiorno dottore. Volevo esporle I miei parametri per avere un parare professionale:
    15 anni
    Maschio
    Altezza 170
    Peso 70
    Circonferenza addominale: 93 cm

    Volevo sapere se è uno stato ideale o no, se è meglio perdere un po di peso.

    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ottimo, punta semplicemente a migliorare un pochino l’alimentazione riducendo dolci e zuccheri e non esagerando con il junk-food, ci sarà eventualmente tempo per valutare i numeri.

  7. Anonimo

    Buongiorno,

    le volevo chiedere un consiglio: io praticamente cammino quasi tutti i giorni verso le ore 16.30, le volevo chiedere se è meglio fare merenda prima o dopo la passeggiata.
    grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Prima andrebbe forse meglio, ma non sarebbe comunque un grosso problema.

  8. Anonimo

    Buongiorno dottore le volevo chiedere se sono in forma,ho 11 anni,peso 56 kg,sono alta 156 cm e sono femmina

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non preoccuparti per il peso e pensa solo a divertirti e fare sport.

  9. Anonimo

    Buongiorno
    Ho quasi 15 anni, sono alto 168cm e peso 72kg
    Non pratico molto sport(due ore alla settimana).
    Volevo sapere se i parametri vanno bene oppure no.
    (Ogni tanto mangio nei fast food e spesso assumo dolci e zuccheri)

    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è nulla di drammatico, ma serve sicuramente migliorare lo stile di vita; il peso non è l’unica conseguenza della poca attenzione ad una vita sana.

  10. Anonimo

    Altre conseguenze?
    Sarebbe da perdere peso?
    Ho molto tessuto adiposo concentrato nell’addome nel petto e nelle cosce ma per il resto sono abbastanza magro.
    Di cos’è frutto questa concentrazione di tessuto adiposo in punti circoscritti?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Pressione alta, colesterolo alto, diabete, … Non oggi, non domani, ma nel tempo il corpo chiederà il conto.
      2. Soprattutto migliorare lo stile di vita (alimentazione sana e vita attiva).
      3. Alimentazione sbagliata e sedentarietà.

  11. Anonimo

    età 21
    altezza 1.65
    peso 53.00 ( non scendo di peso,ne aumento…o meglio,quando mangio magari durante le feste o altro e non mi privo di nulla il massimo cui arrivo è 55!)
    la mia vita è di 71 cm

    C’è da dire che il mio,e mi auguro di non andare troppo contro la scienza, è stata una perdita che si è registrata la scorsa estate del 2014..dapprima pesavo ben 76 kg sempre per 1 e 65 di altezza. cosa potrebbe essere successo al mio metabolismo..forse dovrei tenere conto di un periodo di forte stress seguito agli esami universitari? Ora ovviamente mi mantengo: non mangio pasta tutti i giorni ma 50g di pane a pranzo e cena. Non salto alcun pasto,dalla colazione fino allo spuntino delle 17,00 con un buon frutto a seconda della stagione, che mangio lontano dai pasti.Alla sera mi concedo anche un pezzetto di fondente. Durante la settimana cerco di evitare dolci e schifezze varie ma la domenica mi concedo qualcosa di più. Sono piccoli principi di educazione alimentare che ho imparato nel corso degli anni da quando facevo diete su diete ma non ho mai ottenuto gli stessi risultati. Con la regolarizzazione naturale del ciclo ( non ho mai preso alcun tipo di anticoncezionale,anche quando la mia forte acne me lo richiedeva) ho avuto una serie di benefici. Vorrei leggere il suo parere a riguardo di questa ” trasformazione”.

    Saluti
    Marina

  12. Anonimo

    Ho scordato di aggiungere che mangio carne,pesce, e tutti i tipi di verdure. Latticini,insalata…minestroni e anche il riso talvolta. quindi alterno con qualsiasi tipo di alimento! la domenica essendo io un’amante della pasta mi concedo un bel piatto abbondante solo di quello! il sabato sera o quando capita pizza,ma solo una volta alla settimana..così come quando vi è qualche ricorrenza non mi lascio sfuggire di mangiare anche fuori dall’ordinario ripristinando il giorno seguente la mia alimentazione.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, un forte stress potrebbe spiegare la perdita dei chili in eccesso e l’attento stile di vita attuale ne permette agilmente il mantenimento.
      Aggiungo solo che i carboidrati non sono il “male”, basta saperli scegliere (preferendo magari le alternative integrali).

  13. Anonimo

    Buongiorno dottore, sono alta 180 cm e peso 70 kg. Sono sportiva ma non potendo praticare sport vero e proprio per cui vado in palestra 1h almeno per 4 volte a settimana per attività di tonificazione. Mangio cibi sani, moltissima frutta e verdure, pochi carboidrati tra cui riso cereali, legumi di ogni tipo, pasta solo nel weekend quando mi abbandono a qualche peccato di gola. Ho un problema, non riesco a tonificare alcune zone del corpo e non capisco quale metodo di allenamento sia più adatto a me, se l’attività aerobica o anaerobica. Potrebbe darmi qualche consiglio per raggiungere l’obiettivo?Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Consiglierei di parlarne con un personal trainer in palestra, per quesiti così specifici è sicuramente più competente di me nel consigliarle l’attività più adatta.

    2. Anonimo

      Purtroppo nessuno fino ad ora ha centrato l’obiettivo per questo mi rivolgo a lei come specialista,soprattutto per la nutrizione magari. é vero che mangiando meno di quello di cui abbiamo bisogno rallentiamo il metabolismo?come ci accorgiamo che si sia rallentato?e come fare per accelerarlo senza ripercussioni sul peso?grazie nuovamente

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      È tutto più complesso di così, anche perchè spesso subentrano differenze soggettive; in linea generale il trucco è mangiare un pochino meno dal fabbisogno calorico giornaliero, perchè se la dieta è troppo aggressiva dopo i primi chili persi rapidamente il metabolismo entra in una condizione di “emergenza-carestia” risparmiando calorie.

      Molto importante è distribuire le calorie in numerosi spuntini (idealmente colazione al risveglio, metà mattina, pranzo leggero, merenda, cena leggera, spuntino leggero prima del riposo).

      Ovviamente ci sarebbe molto di più da dire, ma non ho le competenze e lo spazio per farlo; le segnalo ancora questo utile approfondimento:

      http://www.medicitalia.it/blog/scienza-dell-alimentazione/2737-dieta-rieducazione-alimentare.html

  14. Anonimo

    Buongiorno dottore,
    sono un ragazzo di 30 anni, sono alto cm 170, peso kg 77.
    è troppo? secondo lei è molto rischioso questo peso confrontando l’età e l’altezza?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      C’è sicuramente qualche chilo di troppo, ma probabilmente c’è tempo per rimediare; ne parli con fiducia al medico, con qualche modifica allo stile di vita non avrà troppi problemi a recuperare il peso forma e ridurre il rischio di eventi cardiovascolari.

  15. Anonimo

    Ho 38 anni 1.65cm 109 kg e vero dottore che ho 2grado di odessita.E grave?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, si tratta di obesità di II grado; è grave fregarsene, mentre se da domani si impegna con l’aiuto del medico a recuperare la situazione possiamo riuscire a ridurre tutti i fattori di rischio legati all’attuale peso.

  16. Anonimo

    Salve dottore,
    ho 13 anni e peso circa 49/50 kg e sono alta 174cm, e soffro di anoressia da un anno. I medici che mi seguono vogliono farmi arrivare a 56kg tramite un ricovero in una struttura specializzata, però quel peso mi spaventa, perché mi piacerebbe comunque essere ancora molto magra.
    Secondo lei lo sarò anche a 56kg con un BMI di 18,5? E non le pare, inoltre, che il mio caso non sia così grave da necessitare un ricovero?
    Buona giornata

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Un BMI pari a 18.5, per quanto possa significare su una ragazza di 13 anni, è ancora a mio avviso un importante sottopeso e quindi continuerà ad essere e vedersi decisamente molto magra.

      Procederei come consigliato, in genere le strutture specializzate che si occupano di queste situazioni non solo il classico ospedale, vedrà che non sarà un’esperienza difficile come invece si tende a immaginare.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Nessun disturbo, nel mio piccolo sono a disposizione.

  17. Anonimo

    Salve,il peso del mio bimbo di 10 mesi e l altezza rientra nella media o e sottopeso?ha sempre seguito la curva di crescita..alla nascita 3400 e 50 cm…oggi pesa a 10 mesi 9,100 per 72

  18. Anonimo

    Vorrei sapere qual’è il mio peso giusto so alta 170 e peso 82 ho fatto tre figli e ho 52 anni e so due anni che sto in menopausa e obesIta o sovrappeso grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non si preoccupi troppo delle definizioni, ma certamente c’è qualche chilo di troppo che per prevenire problemi di salute sarebbe meglio perdere.

  19. Anonimo

    buon giorno dottore.. ho un figlio di 12 anni e pesa 34 kg è un peso ideale in base alla sua etá?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, si ha un peso compatibile per età, sesso e altezza. saluti

  20. Anonimo

    Salve dottore. Sono una mamma di 27 anni. Ho partorito un anno e mezzo fa. Prima di rimanere incinta ero in sovrappeso…ingrassaVò e dimagrivo, ho quasi sempre fatto così. Ora sono arrivata ai 94 kg. E sono alta 1.65. Ma non mi abbuffo di cibo. A volte si mi capita di mangiare male ma non in grandi quantità. Sport non ne faccio. Mi sento sempre stanca. SemPre. Cosa posso fare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Giorno per giorno deve migliorare il suo stile di vita, sia come alimentazione che come esercizio fisico. Servono volontà e costanza, ma i risultati arrivano.

  21. Anonimo

    Salve,
    due anni fa sono dimagrita di circa una ventina di chili, arrivano a pesare 36kg per 1.57 m di altezza. Il dimagrimento credo sia stato dovuto a diversi fattori, tra cui stress e controllo di ogni singola kcal ingerita.
    Sono riuscita a riprendere, nell’arco di un anno, solo 4 kg e sono quindi ancora molto sottopeso. Ho incrementato un po’ l’alimentazione, ma sempre prestando attenzione a quello che ingerisco. Ha qualche consiglio per prendere ancora 4/5 kg ma in modo sano ed equilibrato?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Incrementi ,sempre in maniera equilibrata e controllata le quantità di cibo che ingerisce. saluti

  22. Anonimo

    salve. io peso 51 kg e sono alto 1.68 m. faccio sport tipo corsa bici e nuoto tre volte la settimana. Mangio nn troppo ma di tutto. Vado bene con questo peso???grazie mille

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, se è sempre stato magro e non ha notato dimagramento rapido e importante negli ultimi tempi e/o altri sintomi non mi preoccuperei, è un po’ sottopeso ma non è una situazione particolarmente preoccupante.

    2. Anonimo

      Grazie mille. No piu o meno ultimamente sono sempre su questo peso soltanto che ultimamente sentivo sempre freddo ai piedi e quindi sono stato dalla mia dottoressa di base per un controllo e mi ha detto che il freddo ai piedi dipende dal mio esssere sottopeso e quindi di mangiare di piu. Lei che dice??grazie mille

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Concordo; se ingrassa un pochino male non fà, fino a raggiungere il peso ideale magari, ma deve essere fatto coerentemente, con una dieta idonea, per cui nel caso mi rivolgerei ad un nutrizionista.

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