Asma bronchiale: sintomi, allergia, terapia

Ultimo Aggiornamento: 182 giorni

Introduzione

Forse non tutti sanno che l’asma è la più diffusa malattia cronica fra i bambini ma non solo, infatti secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) le persone che ne soffrono si aggirano sui trecento milioni e fra questi più di duecentociquantamila sono giunti al decesso nel 2005.

La malattia in sé non è stata ancora ben compresa e le stesse linee guida, messe a punto dal “Global Initiative for Asthma” nel 2008, devono ancora essere recepite completamente anche dai medici stessi.

L’asma si può definire un’infiammazione cronica, ossia che perdura nel tempo, delle vie respiratorie che si accompagna a:

  • episodi ricorrenti di difficoltà di respirazione (dispnea),
  • oppressione toracica,
  • respiro sibilante,
  • tosse.

I sintomi spesso si aggravano nelle ore notturne od in ambienti contenenti stimoli più o meno specifici.

Non sono ancora del tutto chiariti i meccanismi che sottendono alla comparsa della malattia, sembra tuttavia che siano di notevole importanza alcuni fattori genetici ma soprattutto ambientali. Ciò che rende difficile la completa conoscenza dell’asma è la sua estrema variabilità non solo nei sintomi, ma anche nel modo in cui coinvolge le cellule degli organi dell’apparato respiratorio.

Diagnosi

  • La diagnosi sperimentale viene effettuata tramite esami funzionali come la spirometria (o PEF, Peak Expiratory Flow); esami che sono in grado di misurare la capacità respiratoria di un individuo e quindi di valutarne la eventuale compromissione.
  • Possono essere condotti anche test allergologici che in grado di far emergere delle sensibilità individuali a fattori ambientali.
  • Esistono poi i cosiddetti test di provocazione bronchiale che risultano particolarmente utili nei casi in cui il paziente manifesta i sintomi caratteristici dell’asma, ma che nello stesso tempo presenta test spirometrici normali.

Quelli appena descritti sono test che spesso vengono suggeriti da una buona diagnosi clinica in cui si sono evidenziati episodi di insorgenza di dispnea, di respiro sibilante e/o tosse.

Nei bambini al di sotto dei 5 anni, nelle persone anziane e nel caso di asma professionale sono di solito necessarie altre indagini, più approfondite.

In passato l’asma veniva classificata in base al suo livello di gravità; ora che si è più consapevoli della sua mutevolezza nel tempo, anche nei confronti della risposta al trattamento, si preferisce basarsi sul grado di controllo dell’asma che consiste nel verificare in quali condizioni e per quanto tempo sia assente il sintomo. Di seguito si riportano alcune linee di valutazione relative all’insorgenza del sintomo in un periodo di 2 volte (o meno) alla settimana:

  • assenza di sintomi durante la giornata,
  • assenza di sintomi durante le ore notturne,
  • nessun impedimento nello svolgimento di attività fisiche, anche moderate,
  • assenza della necessità di un trattamento sintomatico,
  • assenza di fenomeni di riacutizzazione.

L’asma è classificata in 5 livelli di gravità a ciascuno dei quali è associata una particolare possibilità di trattamento.

Cause

Smog, fattore di rischio per l'asma (http://www.flickr.com/photos/senor_codo/352250460/sizes/s/)

Smog, fattore di rischio per l’asma (http://www.flickr.com/photos/senor_codo/352250460/sizes/s/)

Le cause in grado di scatenare una crisi asmatica possono essere molteplici:

  • Allergia: L’esposizione ad allergeni presenti nell’aria, come acari, pollini, muffe o altro sono in grado di provocare una reazione infiammatoria allergica nei soggetti predisposti. Principalmente in età peditarica, ma non esclusivamente, anche eventuali allergie alimentari (per esempio a latte, uovo, …) possono essere causa d’insorgenza di attacco asmatico.
  • Infezioni: Diversi virus e batteri (raffreddore, influenza, polmonite, …) sono in grado di provocare l’infiammazione delle vie aeree, causando crisi;
  • Sostanze chimiche: L’inalazione di sostanze irritanti negli asmatici è in grado di provocare un’infiammazione severa e quindi una crisi di asma (per esempio fumo di sigaretta, inquinamento, profumi, … ma anche alcuni farmaci come gli antinfiammatori);
  • Stress: Situazioni di forte stress fisico, per esempio a seguito di attività sportiva più o meno intensa, o psicologico possono causare broncocostrizione.
  • Freddo: L’esposizione ad ambienti freddi può essere causa di attacchi asmatici.
  • Ridere, cantare, piangere.
  • Reflusso gastroesofageo.

Sintomi

L’asma si presenta sotto forma di 2 diversi stati, l’attacco e la fase stazionaria, ed i sintomi sono diversi a seconda della situazione in cui ci si trova.

I sintomi comunemente avvertiti tra un attacco e l’altro comprendono:

  • tosse notturna,
  • mancanza di respiro ma senza dispnea a riposo,
  • tosse cronica di gola,
  • senso di costrizione al torace.

La severità di questi sintomi è proporzionale alla gravità della malattia.

Durante l’attacco asmatico i sintomi invece sono:

  • grave mancanza di respiro (dispnea) e difficoltà respiratoria,
  • respiro sibilante,
  • forte senso di costrizione al torace,
  • talvolta tosse.

L’esordio può essere improvviso, con un senso di costrizione al torace e la respirazione che diventa sempre più difficile.

Pericoli

Gli attacchi d’asma in progressivo peggioramento sono caratterizzati da deficit respiratorio che può anche essere sperimentalmente misurato tramite gli esami detti in precedenza. Le riacutizzazioni, quando sono gravi, possono mettere in pericolo di vita il soggetto colpito e di solito vengono trattate in medicina di urgenza. I pazienti che hanno un alto rischio di morte per cause asmatiche devono stare sotto costante controllo medico.

La terapia per questi attacchi d’asma, visti come fenomeni di riacutizzazione, consiste nel somministrare immediatamente farmaci sintomatici e di fondo con supplemento di ossigeno. Il fine della terapia è quello di risolvere nel più breve tempo possibile la mancanza di ossigeno e la bronco-costrizione. I fenomeni di riacutizzazione meno gravi vengono trattati facendo ricorso ad un aumento di farmaci beta2 agonisti sotto stretto controllo medico.

Cura e terapia

Si possono distinguere due tipi di trattamento, uno di fondo che mira a tenere sotto controllo quotidianamente i sintomi dell’asma, ed uno sintomatico che mira a risolvere gli episodi acuti.

I corticosteroidi (cortisone) sono i farmaci più efficaci per un trattamento di fondo, anche per il loro potere antiinfiammatorio, mentre i beta2 agonisti sono i farmaci di prima scelta per un trattamento sintomatico, cioè al bisogno. Questi ultimi farmaci agiscono alleviando la bronco-costrizione ed i suoi sintomi. Sono impiegati anche per i bambini di tutte le età.

Inalatore per l'asma (http://www.flickr.com/photos/wheatfields/3027302716/sizes/s/)

Inalatore per l’asma (http://www.flickr.com/photos/wheatfields/3027302716/sizes/s/)

Questi farmaci sono commercializzati in tutte le forme possibili:

  • ad uso inalatorio,
  • ad uso orale,
  • fiale inettabili.

Senz’altro i più efficaci risultano quelli per uso respiratorio, perché arrivano direttamente sulle mucose infiammate ed agiscono quindi più velocemente.

Un segnale d’allarme molto significativo per valutare il livello di aggravamento dell’asma è l’aumento della frequenza d’uso, anche durante la giornata, di farmaci sintomatici, che spesso sottintende la necessità di cambiare o comunque rivalutare la terapia.

La terapia dell’asma mira a tenere e conservare a medio e a lungo termine il controllo clinico della malattia, è per questo che è necessario un monitoraggio continuo non solo per tenere osservati i possibili peggioramenti ma anche gli eventuali miglioramenti che si traducono nella necessità di assumere una dose minore di farmaco con minori effetti collaterali per la salute e per il portafoglio.

E? chiaro quindi che il trattamento dell’asma deve essere personalizzato e variato in base alle osservazioni costanti: se il trattamento non è in grado di mantenere il controllo di fondo la dose del farmaco deve essere aumentata finché si raggiunge un controllo stabile per almeno 3 mesi continuativi.

I vari livelli di gravità dell’asma possono essere trattati anche con una combinazione di farmaci, ad esempio insieme ai corticosteroidi è possibile somministrare antileucotrienici, farmaci relativamente giovani dal potere antiinfiammatorio, oppure teofillina, sostanza naturale che si ricava anche dal tè, dal caffè e dal guaranà.

Indipendentemente dal livello i farmaci sintomatici, i beta2 agonisti a breve durata d’azione, possono sempre essere utilizzati in abbinamento ai farmaci di fondo per trattare le emergenze. I farmaci beta2 agonisti a lunga durata d’azione invece sono somministrati a partire da un livello 3 insieme ai farmaci di fondo peculiari.

Per approfondire sono disponibili le nuove linee guida inglesi britanniche per la gestione dell’asma nell’adulto, nel bambino, nella donna in gravidanza e durante l’allattamento.

Prevenzione

Prevenzione dell'asma con cani e gatti (http://www.flickr.com/photos/yukariryu/121153772/sizes/s/)

Prevenzione dell’asma con cani e gatti (http://www.flickr.com/photos/yukariryu/121153772/sizes/s/)

Diversi studi hanno dimostrato che l’esposizione a cani e gatti nel primo anno di vita diminuisce la probabilità di sviluppo di asma negli anni successivi.

Una corretta gestione dell’asma prevede la formazione del paziente. Il medico deve farsi carico, tramite un confronto diretto e continuo, di informare i pazienti asmatici su come autogestire i sintomi e come monitorare la propria situazione, magari tenendo un piano scritto di auto gestione redatto proprio insieme al medico stesso.

Oltre all’auto-monitoraggio è da mettere in conto la periodica valutazione clinica e sperimentale del paziente. La formazione del paziente deve avere la finalità di metterlo in grado di potere variare la propria terapia in base ai mutamenti che si verificano nel tempo, secondo quando scritto a quattro mani nel piano di autogestione.

Attualmente, a dire il vero, poco si può fare per prevenire l’asma proprio perché non tutto è chiarito circa questa malattia. Tuttavia l’individuazione precoce di tutti quei fattori di rischio come sostanze inquinanti, allergeni, infezioni virali e così via è importante per potere consapevolmente ridurre il contatto con esse, migliorando così la propria qualità di vita.

Lo stesso discorso vale per la prevenzione dell’asma professionale: individuando i fattori sensibilizzanti sul luogo di lavoro è possibile provvedere in tempo prima dell’insorgenza della malattia.

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. anonimo

    Dottore buona sera premetto che io soffro d’asma .dal mese di agosto dopo essermi gonfiata l’ugola si sn gonfiate anke le tonsille. Da li il calvario mancanza di respiro affaticamento anke nel camminare brividi e tachicardia ora sto vedendo di fare test allergici .per ora prendo solo deltacor ma nn cenna a Passare cosa devo fare? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È indispensabile pervenire ad una diagnosi, quindi è corretto il percorso diagnostico che sta seguendo.

      Attenzione che i test allergici possono essere falsati dal cortisone.

  2. Anonimo

    Salve dottore, da circa 1 settimana, ho difficoltà a fare respiri profondi… cosa potrebbe essere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il primo pensiero va all’ansia, ma raccomando di verificare con il medico perchè a distanza è quasi come tirare ad indovinare.

    2. Martina

      Buona sera,
      Volevo chiedere a cosa fosse dovuto il restringersi della trachea che mi capita quando faccio attività sportiva, quando c’è molto vento soprattutto se freddo. In quei momenti mi viene il panico e non riesco a respirare. C’è un modo per prevenire? È normale che succeda?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Con il freddo è normale faticare a respirare, poi probabilmente subentra ansia ed il disturbo peggiora; raccomando comunque il parere del medico.

  3. Jacque

    Buonasera Dottore dopo fatto RX torace mi hanno detto che ho l’asma e che devo fare test allergici e non so come comportarmi con questo che mi succede adesso, è la fatica e problemi a respirare, poi un altra cosa sto cercando di rimanere in cinta e ho finito di fare gli esami per le sterilità, lei dice che mi ostacolerà l’asma con questo passo per la gravidanza?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Proceda come le hanno consigliato.
      2. Per ora farei una pausa nella ricerca, ritengo sia opportuno prima chiarire e riuscire a gestire l’asma.

    2. Jacque

      grazie mille x la risposta gentile Dottore :) cerchero prima di capire meglio questo e andro dal dottore

  4. Samuel

    Mi scusi dottore mio figlio a sempre una tosse secca lui dice come un fastidio in gola dopo che mangia qualcosa e quando da attività sportiva tossisce sempre fa calcio nn so cosa pensare mi può fare un consiglio

  5. Giovanni

    Salve dottore. È da qualche anno che soffro di asma che se non curo degenera in asma bronchiale. Ho 21 anni e da piccolo ho sofferto di asma che però sembrava addirittura scomparsa visto che per anni non si è più presentata. Cosa mi consiglia di fare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non posso che consigliare di farsi seguire regolarmente da uno specialista, in modo da tenerla sempre sotto controllo.

  6. Angelo

    Buonasera dottore,
    Ho 38 anni e da quando ero piccolo ho sempre sofferto di rinite allergica, ma negli ultimi anni la sintomatologia è cambiata, infatti il picco allergico è soprattutto nel periodo di massima fioritura dei pioppi la famosa neve bianca che cade dagli alberi e si deposita sulle strade soprattutto tra aprile e maggio.
    Questo anno però ai sintomi classici (occlusione nasale, respiro affannoso, occlusione toracica) si accompagna anche una sensazione di irritazione della gola che provoca tosse persistente sia secca che grassa; lei cosa mi consiglia? Andare a fare una visita specialistica pneumologia per verificare se esiste la possibilità che possa avere asma bronchiale? Grazie per la risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Inizierei a fare il punto con il medico di base, che auscultandola potrà già farsi un’idea.

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