Artrosi: sintomi, rimedi e cure

Ultimo Aggiornamento: 73 giorni

Introduzione

L’artrosi (o secondo la terminologia anglosassone osteoartrite) è la forma di artrite più frequente e viene diagnosticata soprattutto nei soggetti anziani.

In genere la malattia interessa le cartilagini, il tessuto resistente ma scivoloso che ricopre le ossa laddove si incontrano a costituire un’articolazione. Una cartilagine sana permette alle ossa di scorrere l’una sull’altra. Assorbe inoltre l’energia rilasciata dallo shock del movimento fisico. Nell’artrosi il rivestimento superficiale della cartilagine si rompe e si usura. Le superfici ossee così scoperte si sfregano a vicenda, provocando

  • dolore,
  • gonfiore,
  • perdita di mobilità dell’articolazione.

Le articolazioni colpite con maggior frequenza sono

  • le ultime delle dita (le più vicine alle unghie),
  • pollici,
  • collo (artrosi cervicale),
  • parte bassa della schiena,
  • ginocchia e anche.

Si manifesta in modo diverso secondo i soggetti. Può evolvere rapidamente, ma nella maggioranza dei casi i danni articolari si sviluppano gradualmente nel tempo. In alcuni la malattia è relativamente lieve e interferisce marginalmente con le attività quotidiane; in altri, causa dolori e disabilità gravi.

Nel tempo l’articolazione può anche deformarsi e sui bordi articolari possono formarsi dei piccoli depositi ossei, detti osteofiti o speroni ossei. Pezzettini di osso o cartilagine possono rompersi e muoversi liberamente all’interno dello spazio articolare. Ciò provoca l’intensificazione del dolore e ulteriori danni.

Le persone affette da osteoartrite in genere hanno dolori articolari e rigidità. Contrariamente ad altre forme di artrite, come quella reumatoide, l’artrosi colpisce solo l’articolazione, non interessa né pelle, né polmoni, occhi o vasi sanguigni.

Nell’artrite reumatoide, un’altra forma comune di artrite, il sistema immunitario attacca i tessuti articolari, determinando dolore, infiammazione, eventualmente anche danni articolari e deformazioni. Si manifesta tipicamente in soggetti più giovani, causando gonfiore e arrossamenti articolari; può anche dare sintomi generali, come malessere, stanchezza e febbre. L’interessamento articolare, nel caso dell’artrite reumatoide, è tipicamente simmetrico; quindi, se è affetta un’articolazione, la stessa articolazione dell’altro lato del corpo avrà in genere gli stessi sintomi. L’osteoartrite può invece colpire un’unica articolazione oppure interessare i due lati, ma con intensità molto diverse.

Articolazioni, richiami di anatomia

L’articolazione è il punto in cui due o più ossa entrano in contatto. Con poche eccezioni (per esempio, il cranio e la pelvi), le articolazioni sono fatte in modo da permettere movimenti tra ossa e da assorbire shock provocati da azioni come camminare o eseguire gesti ripetitivi. Le articolazioni mobili sono costituite da varie parti.

  • Cartilagine: un rivestimento resistente ma scivoloso che riveste l’estremità dell’osso. Nell’osteoartrite, la cartilagine si rompe e si consuma.
  • Capsula articolare: una robusta sacca che ingloba tutte le ossa e le altre componenti dell’articolazione.
  • Sinovia: una sottile membrana all’interno della capsula articolare che secerne il liquido sinoviale.
  • Liquido sinoviale: un liquido che lubrifica l’articolazione e mantiene la cartilagine liscia e in salute.
  • Legamenti, tendini e muscoli: tessuti che circondano le ossa e le articolazioni, consentendo a queste ultime di piegarsi e muoversi. I legamenti sono resistenti fasci di tessuto simili a corde che connettono tra loro le ossa.
  • Tendini: corde robuste e fibrose, che connettono i muscoli alle ossa. I muscoli sono fasci di cellule specializzate che, stimolate dai nervi, si rilasciano o si contraggono per produrre i movimenti.

Causa

Si tratta di gran lunga del tipo di artrite più comune e la percentuale di soggetti interessati aumenta con l’età, tuttavia la causa esatta dell’artrosi è sconosciuta; l’ipotesi più diffusa è che la malattia abbia origine multifattoriale, cioè provocata da più cause compresenti.

L’entità e la gravità del processo sembra inoltre dipendere dal numero dei fattori che intervengono, dalla loro intensità e dalla loro durata d’azione.

Fattori di rischio

Benché l’osteoartrite diventi più comune con gli anni, in realtà possono svilupparla anche soggetti più giovani, in genere a seguito di un trauma articolare, di una malformazione o di un difetto genetico della cartilagine articolare.

La malattia colpisce sia uomini che donne:

  • prima dei 45 anni, è più frequente negli uomini,
  • dopo diventa più comune nelle donne.

Si manifesta anche più frequentemente nei soggetti sovrappeso e in chi fa mestieri particolarmente usuranti per determinate articolazioni.

Sintomi

In genere, la malattia insorge gradualmente. Nelle fasi iniziali le articolazioni possono far male dopo un lavoro o un esercizio fisico, in seguito il dolore articolare tende a diventare più persistente. Può insorgere anche rigidità, soprattutto quando ci si sveglia al mattino o se si rimane a lungo nella stessa posizione.

Benché l’artrosi possa colpire qualunque articolazione, perlopiù si manifesta a

  • mani,
  • ginocchia,
  • anche e colonna vertebrale (collo o parte inferiore della schiena).

Manifestazioni diverse possono dipendere dall’interessamento di specifiche articolazioni.

  • Mani: l’osteoartrite delle mani sembra avere alcune caratteristiche di ereditarietà; in altre parole, ha un andamento famigliare. Una donna, le cui madre o nonna hanno o hanno sofferto di osteoartrite delle mani, ha rischi maggiori del normale di soffrirne. L’osteoartrite delle mani è più frequente nelle donne. In molte, si manifesta dopo la menopausa.
  • Ginocchia: le ginocchia sono tra le articolazioni più frequentemente interessate dall’osteoartrite. I sintomi di osteoartrite includono rigidità, gonfiore e dolore, sintomi che possono rendere difficile camminare, arrampicarsi e entrare o uscire da una macchina o da una vasca da bagno. L’osteoartrite delle ginocchia può portare a disabilità.
  • Anche: le anche sono frequentemente affette da osteoartrite. Come nel caso delle ginocchia, i sintomi sono dolore e rigidità articolari. Talvolta però, il dolore è percepito all’inguine, all’interno della coscia, ai glutei o perfino alle ginocchia. L’osteoartrite dell’anca può limitare il movimento e la capacità di piegarsi, rendendo complesse attività banali come vestirsi o indossare le scarpe.
  • Colonna vertebrale: l’osteoartrite della colonna vertebrale (artrosi cervicale) può manifestarsi con rigidità e dolore del collo o della parte inferiore della schiena. In alcuni casi, le modifiche dovute all’artrite possono comprimere i nervi nel loro punto di uscita dalla colonna, determinando debolezza, formicolii o intorpidimento di braccia e gambe. Nei casi gravi, può anche alterare le funzioni della vescica e dell’intestino.

Diagnosi

Non esiste esami specifici, ma si perviene alla diagnosi attraverso diversi step.

Anamnesi clinica

Il medico inizia chiedendo al paziente una descrizione dei sintomi, le modalità e i tempi di insorgenza, nonché il loro decorso nel tempo. Il medico ricostruirà anche la storia medica complessiva del paziente e dei consanguinei, informandosi anche di eventuali terapie in corso.

Esame obiettivo

Il medico esamina i riflessi e la salute complessiva del soggetto, inclusa la forza muscolare. Ispezionerà le articolazioni sintomatiche e osserverà il paziente, per vedere quanto è in grado di camminare, chinarsi e condurre le attività quotidiane.

Tecniche di imaging

  • Raggi X: I raggi X possono aiutare a determinare il tipo di artrite e l’entità dei danni articolari già avvenuti. La radiografia dell’articolazione malata consente di vedere la perdita di cartilagine, i danni e le neoformazioni (speroni o osteofiti) dell’osso. C’è spesso però un bel divario tra la gravità dell’osteoartrite ai raggi X e il grado di dolore e disabilità percepito. I raggi X, inoltre, non riescono a rilevare i segni della malattia se non quando la perdita di cartilagine diventa significativa.
  • Risonanza magnetica: Con questa tecnica, nota anche come RM, si ottengono immagini computerizzati ad alta risoluzione dei tessuti interni. La procedura impiega un grosso magnete che eroga una forza attraverso il corpo per generare queste immagini. In medicina, l’RM viene spesso utilizzata in caso di dolore, alterazioni radiografiche insignificanti e rilievi che suggeriscono danni ad altri tessuti articolari, per esempio un legamento o il cuscinetto di tessuto connettivo del ginocchio (noto come menisco).

Altri esami

Il medico può prescrivere esami del sangue per escludere altre cause. Può essere indicata l’aspirazione dell’articolazione, ossia il prelievo di liquido articolare tramite un ago seguito dall’esame al microscopio. Campioni di liquido articolari potrebbero contenere batteri, che indirizzerebbero verso una causa infettiva, o cristalli di acido urico, suggestivi di gotta.

L’artrosi è così frequente, specialmente negli anziani, che si rischia di attribuirle sintomi in realtà dovuti ad altre condizioni. Il medico proverà a identificare la causa dei sintomi procedendo per esclusione e identificando le condizioni che peggiorano i sintomi.

Cura e rimedi

I programmi di trattamento più efficaci sono basati su un insieme di approcci personalizzati sul singolo caso, lo stile di vita e le condizioni generali di salute. Perlopiù, i programmi sono comprensivi di modi per gestire il dolore e migliorare la funzionalità, ma i quattro obiettivi del trattamento dell’osteoartrite sono:

  • controllare il dolore,
  • migliorare la funzionalità articolare,
  • mantenere un peso corporeo normale,
  • raggiungere uno stile di vita sano.

attraverso

  • attività fisica,
  • controllo del peso,
  • tecniche non farmacologiche di riduzione del dolore e terapie alternative,
  • farmaci contro il dolore,
  • chirurgia.

Attività fisica

È dimostrato che l’esercizio fisico è uno dei rimedi più efficaci per l’artrosi.

L’esercizio può migliorare umore e risultati, ridurre il dolore, aumentare la flessibilità, rinforzare il cuore e migliorare la circolazione, contenere il peso corporeo e promuovere una forma fisica complessiva.

L’attività fisica può anche essere poco costosa e, se praticata correttamente, avere pochi effetti collaterali negativi. Quantità e tipo di esercizio prescritti dipenderanno dalle articolazioni sofferenti, dalla stabilità articolare e da eventuali precedenti chirurgici.

Camminare, nuotare e fare esercizi aerobici in acqua sono esempi di attività fisiche indicate per i soggetti con osteoartrite. Il medico o il fisioterapista possono raccomandare esercizi specifici, secondo il caso particolare. È anche importante dare spazio al riposo e al sollievo delle articolazioni.

  • Esercizi di rinforzo: sono attività che rinforzano i muscoli che sostengono le articolazioni interessate all’artrite. Possono essere eseguiti con pesi o con bande elastiche, dispositivi economici che aggiungono resistenza.
  • Attività aerobiche: sono esercizi, come camminare veloci o esercizi a basso impatto, che stimolano il cuore e aiutano a mantenere polmoni e sistema circolatorio in forma.
  • Attività incentrate sui gradi di movimento: mantengono le articolazioni snodate.
  • Esercizi di equilibrio e agilità: aiutano a preservare le competenze necessarie nel quotidiano.

Controllo del peso

In caso di sovrappeso od obesità, cercare di perdere peso.

Ridurre il peso può

  • contenere le sollecitazioni alle articolazioni di sostegno del corpo,
  • limitare danni ulteriori,
  • aumentare la mobilità,
  • ridurre i rischi di problemi medici associati.

Un dietologo può essere di aiuto nell’elaborare abitudini nutrizionali sane. Una dieta sana e l’esercizio regolare aiutano a ridurre il peso.

Altri rimedi

I soggetti con artrosi possono ricorrere a vari modi non farmacologici di alleviare il dolore. Ecco alcuni esempi:

  • Caldo e freddo: caldo o freddo (o una combinazione) possono essere utili nel dolore articolari. Il caldo può essere applicato con vari accorgimenti (tovaglioli caldi, impacchi caldi, bagni o docce caldi); agisce aumentando il flusso sanguigno e riducendo dolore e rigidità. In alcuni casi, impacchi freddi (ghiaccio o verdure surgelate, avvolti in un tovagliolo), che riducono l’infiammazione, possono alleviare il dolore o attenuare la sensibilità di un’area gonfia. Farsi consigliare dal medico o dal fisioterapista su quale dei due, caldo o freddo, è indicato nel proprio caso.
  • TENS (dall’inglese Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation, ossia elettrostimolazione nervosa transcutanea): questa tecnica utilizza un piccolo dispositivo elettronico per inviare lievi stimoli elettrici alle terminazioni nervose poste sotto la pelle dell’area sofferente. La TENS può ridurre parte del dolore artritico. Sembra funzionare bloccando la trasmissione del dolore al cervello e modificandone la percezione.
  • Massaggi: per alleviare il dolore, il massoterapista manipolerà o somministrerà leggeri colpi ai muscoli dolenti. Questo può aumentare il flusso ematico e portare calore alla parte malata. Tuttavia, le articolazioni colpite da artrite sono sensibili, quindi il terapista deve essere esperto in materia.
  • Agopuntura: quando la medicina convenzionale non riesce a rendere accettabile il dolore, il paziente è maggiormente disposto a tentare terapie complementari e alternative per trattare l’osteoartrite. Alcuni soggetti riferiscono miglioramenti con l’agopuntura, una pratica in cui sottili aghi vengono inseriti da un tecnico esperto (in Italia, un medico con appositi percorsi specialistici) in punti particolari della pelle. La comunità scientifica ritiene che gli aghi stimolino il rilascio di sostanze chimiche analgesiche naturali prodotte dal sistema nervoso.
  • Integratori alimentari: in alcuni soggetti con osteoartrite, integratori alimentari come la glucosamina e la condroitina solfato, nonché alcune vitamine, sono stati associati a miglioramenti sintomatici. Sono stati portati avanti studi aggiuntivi per approfondire la fondatezza di queste rivendicazioni. Non è noto se possano cambiare il decorso della malattia.

Farmaci

Il medico prescrive farmaci per eliminare o ridurre il dolore e migliorare la funzionalità. Nello scegliere i farmaci per un dato soggetto con artrosi il medico prende in considerazione una serie di fattori, tra cui

  • l’intensità del dolore,
  • i possibili effetti collaterali del farmaco,
  • l’anamnesi (altri problemi di salute concomitanti o possibili),
  • altre eventuali terapie già in corso.

Poiché ci possono essere interazioni tra farmaci e alcune condizioni di salute aumentano i rischi di effetti collaterali, è importante riferire terapie in atto e la storia medica prima di iniziare a prendere nuovi farmaci; una volta iniziata la terapia, bisognerà sottoporsi a visite mediche di controllo regolari. D’intesa con il proprio medico, è possibile trovare il trattamento più efficace nel ridurre il dolore con minimi rischi di effetti collaterali.

Il trattamento dell’artrosi è tipicamente affrontato con questi tipi di medicinali:

  • Analgesici da banco: gli analgesici per bocca, come il paracetamolo (Tachipirina), sono spesso il primo approccio alla riduzione del dolore in soggetti con osteoartrite.
  • FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei): comunemente usati per il trattamento dell’artrosi, i FANS sono un ampio gruppo di medicinali con azione sia analgesica che antinfiammatoria. Sono esempi di FANS farmaci come l’aspirina o l’ibuprofene. Alcuni FANS sono acquistabili anche senza ricetta, mentre oltre una dozzina di questi composti, tra cui una sottoclasse detta inibitori della COX-2, richiede obbligatoriamente la prescrizione medica.
  • Narcotici o farmaci agenti sul sistema nervoso centrale: talvolta, se gli analgesici da banco non funzionano ed esistono controindicazioni all’impiego di FANS, vengono prescritti analgesici del dolore specifici. Questi farmaci comportano rischi, tra cui potenzialmente l’assuefazione.
  • Corticosteroidi: si tratta di ormoni con potente azione antinfiammatoria (cortisone), secreti dall’organismo o prodotti artificialmente per l’utilizzo farmaceutico. Possono essere iniettati nelle articolazioni colpite come rimedio temporaneo del dolore. Si tratta di una misura a breve termine, in genere non raccomandata più di due – quattro volte l’anno. I corticosteroidi per bocca non sono in genere impiegati nel trattamento dell’osteoartrite. Sono utilizzati occasionalmente per episodi infiammatori acuti.
  • Sostituti dell’acido ialuronico: talvolta detti viscosupplementi, i sostituti dell’acido ialuronico sono stati pensati per rimpiazzare un normale componente dell’articolazione, che interviene nei processi di lubrificazione e nutrizione della cartilagine. Secondo il prodotto prescritto, la somministrazione richiederà una serie di tre o quattro iniezioni. Questi prodotti sono approvati solo per l’osteoartrite del ginocchio.
  • Altri farmaci: ci sono diversi altri farmaci che il medico può somministrare per l’osteoartrite. Includono analgesici per uso topico, sotto forma di creme, pomate e spray da applicare direttamente sulle parti dolenti.

Chirurgia

La chirurgia aiuta ad alleviare il dolore e la disabilità dell’osteoartrite in molti pazienti. Sono vari i problemi che la chirurgia può risolvere:

  • Rimozione di pezzetti di osso o cartilagini liberi nell’articolazione se causano sintomi di incuneamento o blocco (decompressione o debridement artroscopico).
  • Riposizionamento delle ossa (osteotomia).
  • Resurfacing articolare (in pratica, la ricostituzione di una superficie articolare liscia).

Il chirurgo può sostituire le articolazioni sofferenti con protesi artificiali. Queste protesi possono essere realizzate con leghe metalliche, plastiche ad alta densità e materiale ceramico. Alcune protesi vengono saldate alle superfici ossee con cementi speciali. Altre hanno superfici porose e la loro adesione avviene perché l’accrescimento dell’osso in questi pori (processo di fissazione biologica) le tiene ferme. Le protesi articolari possono durare 10 – 15 anni o anche più. Il chirurgo sceglie il modello e i componenti della protesi in base a peso, età, sesso, livello di attività e altri fattori di salute del paziente.

I progressi in questo campo permettono in alcuni casi di sostituire solo la parte danneggiata dell’articolazione del ginocchio, lasciando intatte le aree articolari sane, e di eseguire la sostituzione dell’anca attraverso incisioni cutanee molto più piccole di un tempo.

La decisione di ricorrere alla chirurgia scaturisce da vari fattori, come l’età, l’occupazione, il livello di disabilità, l’intensità del dolore e il grado di interferenza con lo stile di vita. In genere, dopo chirurgia e riabilitazione, il paziente avverte meno dolore e gonfiore e riesce a muoversi più liberamente.

Fonte principale:

Traduzioni a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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  1. Anonimo

    Ho in casa della connettivina che è a base di acido ialuronico e ho un problema di artrosi al ginocchio, ha senso alternarla con Voltaren Emulgel?

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