Ansia ed attacchi di panico: rimedi e cure

Ultimo Aggiornamento: 1105 giorni

Introduzione

In generale i disturbi d’ansia vengono curati con i farmaci, con approcci psicoterapici specifici o con entrambe le terapie. La scelta della terapia dipende dal problema e dalle preferenze del paziente. Prima di iniziare la cura il medico deve diagnosticare con attenzione le condizioni del paziente per stabilire se i sintomi sono causati da un disturbo d’ansia oppure da un problema fisico. Se la diagnosi è ansia in una delle sue forme devono essere identificati il tipo di disturbo o la combinazione di disturbi, ma anche le patologie concomitanti, come la depressione o l’abuso di sostanze. In alcuni casi l’alcolismo, la depressione o altre patologie concomitanti hanno un effetto talmente forte sull’individuo che occorre sconfiggerle, prima di poter iniziare a curare il disturbo d’ansia.

I pazienti colpiti e già curati in passato dovrebbero dare al loro medico attuale tutti i dettagli sulla terapia; se si trattava di una terapia farmacologica dovrebbero comunicare al medico attuale il nome del farmaco e il dosaggio iniziale, dovrebbero poi precisare se il dosaggio è stato diminuito o aumentato nel corso della terapia, se si sono verificati effetti collaterali e se la terapia si è rivelata efficace per alleviare i disturbi d’ansia. Se si trattava di una terapia psicologica dovrebbero invece precisare il tipo, la frequenza delle sedute e se la terapia si è rivelata efficace.

Spesso i pazienti ritengono che la terapia sia stata un fallimento o che non abbia funzionato quando, in realtà, non è stata seguita per un tempo sufficiente o è stata somministrata in modo scorretto. Spesso i malati devono provare diverse terapie o combinazioni di terapie prima di trovare quella che si rivela efficace nel loro caso.

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica non è una vera e propria cura per i disturbi d’ansia, ma può tenere sotto controllo i sintomi mentre il paziente viene curato con la psicoterapia. I farmaci devono essere prescritti da medici competenti, normalmente da psichiatri, che possono offrire anche le sedute di psicoterapia oppure lavorare con una squadra di psicologi, assistenti sociali o counselor in grado di aiutare il paziente nel suo percorso. I farmaci usati con maggior frequenza per curare i disturbi d’ansia sono:

  • gli antidepressivi,
  • gli ansiolitici,
  • e i betabloccanti che tengono sotto controllo alcuni dei sintomi fisici.

Con una terapia adeguata molti pazienti affetti da disturbi d’ansia possono condurre una vita normale e soddisfacente.

Antidepressivi

Gli antidepressivi sono stati creati per curare la depressione, ma sono anche efficaci nella terapia dei disturbi d’ansia. Questi farmaci iniziano a modificare i processi chimici cerebrali già dopo la primissima dose, ma per diventare pienamente efficaci devono provocare tutta una serie di cambiamenti; di solito, quindi, occorrono da 4 a 6 settimane prima che i sintomi inizino ad attenuarsi. È importante proseguire la terapia per tutto il tempo necessario al suo buon funzionamento.

SSRI

Alcuni degli antidepressivi di ultima generazione sono detti inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, o SSRI. I farmaci SSRI alterano i livelli cerebrali della serotonina, un neurotrasmettitore che, come altre sostanze simili, aiuta i neuroni a comunicare tra di loro.

Tra i farmaci SSRI prescritti più di frequente per la cura del disturbo da attacchi di panico, del disturbo ossessivo-compulsivo, del disturbo post-traumatico da stress e della fobia sociale troviamo: la fluoxetina (Prozac®), la sertralina (Zoloft®), l’escitalopram (Cipralex®), la paroxetina (Seroxat®) e il citalopram (Seropram®). I farmaci SSRI vengono anche usati per curare il disturbo da attacchi di panico, quando si verifica contemporaneamente al disturbo ossessivo-compulsivo, alla fobia sociale o alla depressione. Per curare il disturbo d’ansia generalizzato, invece, viene usata la venlafaxina (Efexor®), un farmaco strettamente imparentato con gli altri SSRI. Questi farmaci all’inizio vengono somministrati a basso dosaggio e poi gradualmente aumentati finché non recano giovamento al paziente.

I farmaci SSRI presentano meno effetti collaterali degli altri antidepressivi, ma a volte possono provocare lieve nausea o nervosismo nei primi giorni di terapia. Questi sintomi scompaiono nelle fasi successive. Alcuni pazienti soffrono anche di disfunzioni sessuali durante la terapia con SSRI: il problema può essere alleviato adeguando il dosaggio oppure passando a un altro farmaco della stessa categoria.

Triciclici

I triciclici sono farmaci meno recenti rispetto agli SSRI, ma sono altrettanto efficaci per la cura di tutti i disturbi d’ansia tranne il disturbo ossessivo-compulsivo. Anche il dosaggio dei triciclici all’inizio è basso e in seguito viene aumentato gradualmente. A volte questi farmaci provocano capogiro, sonnolenza, secchezza delle fauci e aumento di peso: di solito questi problemi scompaiono adeguando il dosaggio o passando a un altro farmaco della stessa categoria.

Tra i triciclici troviamo: l’imipramina (Tofranil®), prescritta nei casi di disturbo da attacchi di panico e ansia generalizzata, e la clomipramina, l’unico antidepressivo triciclico efficace per la terapia del disturbo ossessivo-compulsivo.

IMAO

Gli inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) sono la categoria più vecchia di farmaci antidepressivi. Tra gli IMAO prescritti con maggior frequenza per i disturbi d’ansia troviamo: la fenelzina (Margyl®), seguita dalla tranilcipromina (Parmodalin®) e dall’isocarboxazide, utili nei casi di disturbo da attacchi di panico e di fobia sociale. Chi è in terapia con farmaci IMAO non deve assumere diversi alimenti e bevande (come il formaggio e il vino rosso) che contengono la tiramina e nemmeno determinati farmaci, tra cui:

  • alcuni tipi di pillola anticoncezionale,
  • alcuni analgesici (come il Moment®, il Nurofen® o il Tachipirina®),
  • antiallergici,
  • antistaminici,
  • rimedi erboristici;

queste sostanze, infatti, sono in grado di interagire con gli IMAO e causare pericolosi aumenti della pressione sanguigna. Lo sviluppo di un nuovo cerotto a rilascio di IMAO potrebbe diminuire questi rischi. Gli IMAO, inoltre, possono interagire con i farmaci SSRI e scatenare una sindrome molto grave (sindrome serotoninergica), in grado di provocare:

  • stato confusionale,
  • allucinazioni,
  • forte sudorazione,
  • rigidità muscolare,
  • convulsioni,
  • sbalzi della pressione,
  • alterazioni del battito cardiaco,
  • altri sintomi potenzialmente letali.

Ansiolitici

Le benzodiazepine combattono l’ansia e hanno pochi effetti collaterali, oltre alla sonnolenza. Chi le assume può sviluppare assuefazione, cioè può aver bisogno di dosi sempre più massicce di farmaco per ottenere lo stesso effetto: le benzodiazepine, quindi, vengono prescritte di solito per periodi brevi, soprattutto nei casi di abuso di alcol o stupefacenti e nei pazienti che già sono soggetti a dipendenza dai farmaci. L’eccezione alla regola sono i pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico, che possono assumere le benzodiazepine anche per un anno senza soffrire di effetti collaterali.

Il clonazepam (Rivotril®) è usato nei casi di fobia sociale e disturbo d’ansia generalizzato; il lorazepam (Tavor®) è efficace per il disturbo da attacchi di panico mentre l’alprazolam (Xanax®) è efficace sia per gli attacchi di panico sia per l’ansia generalizzata.

Alcuni pazienti soffrono di sintomi da sospensione se smettono di assumere le benzodiazepine da un giorno all’altro anziché diminuire il dosaggio con gradualità: l’ansia può ripresentarsi dopo la fine della terapia. Questi rischi potenziali hanno portato alcuni medici a prescrivere questi farmaci con prudenza o a prescriverli in dosi inadeguate.

Il buspirone (Buspar®), appartenente alla classe degli azapironi, è un ansiolitico di ultima generazione usato per curare il disturbo d’ansia generalizzato. Tra i suoi possibili effetti collaterali troviamo le vertigini, il mal di testa e la nausea. Diversamente dalle benzodiazepine, il buspirone deve essere assunto regolarmente per almeno due settimane perché inizi a manifestarsi l’effetto ansiolitico.

Betabloccanti

I betabloccanti come il propranololo (Inderal®), un farmaco usato per curare le patologie cardiache, possono prevenire i sintomi fisici che accompagnano alcuni disturbi ansiosi, in particolar modo la fobia sociale. Quando è possibile prevedere la situazione che scatena l’ansia (ad esempio un discorso in pubblico), il medico può prescrivere un betabloccante per tenere sotto controllo i sintomi ansiosi.

Assumere i farmaci

Prima di assumere un farmaco per un qualsiasi disturbo d’ansia è necessario:

  • Chiedere al proprio medico quali sono gli effetti e gli effetti collaterali del farmaco.
  • Comunicare al medico quali terapie alternative state seguendo e quali altri farmaci (anche senza ricetta) state assumendo.
  • Chiedere al medico quando e in che modo dovrete interrompere la terapia. Alcuni farmaci non possono essere interrotti bruscamente, ma il dosaggio deve essere diminuito gradualmente sotto la costante supervisione del proprio medico.
  • Decidere insieme al medico quale farmaco fa al caso vostro e qual è il dosaggio più adatto.
  • Ricordare che alcuni farmaci sono efficaci solo se assunti con regolarità e che i sintomi potrebbero ripresentarsi se smetterete di assumerli.

Psicoterapia

La psicoterapia consiste in colloqui con uno specialista di salute mentale (psichiatra, psicologo, assistente sociale o counselor), volti a scoprire le cause del disturbo d’ansia e i modi migliori per affrontare i sintomi.

Terapia cognitivo-comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è molto efficace per curare i disturbi d’ansia. L’approccio cognitivo aiuta il paziente a cambiare gli schemi di pensiero che stanno alla base delle paure, mentre l’approccio comportamentale modifica il modo di reagire alle situazioni che scatenano l’ansia.

Ad esempio la TCC può aiutare i pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico a rendersi conto che gli attacchi in realtà non sono attacchi di cuore e i pazienti affetti da fobia sociale a superare il pensiero che gli altri stiano sempre con gli occhi puntati su di loro, pronti a giudicarli. Quando il paziente è in grado di affrontare le sue paure gli viene insegnato come usare particolari tecniche di esposizione che lo desensibilizzeranno nelle situazioni che scatenano l’ansia.

Alle persone affette da disturbo ossessivo-compulsivo che hanno paura dello sporco e dei germi viene consigliato di tenere le mani sporche e attendere sempre più tempo tra un lavaggio e l’altro. Il terapeuta aiuta il paziente a lottare contro l’ansia che l’attesa del lavaggio produce: dopo molte ripetizioni dell’esercizio, l’ansia diminuirà. Le persone affette da fobia sociale possono essere incoraggiate a passare del tempo in contesti sociali che le impauriscono senza cedere alla tentazione di fuggire e a commettere piccoli errori per osservare le reazioni degli altri. La reazione degli altri di solito è molto meno grave di quella temuta dal paziente e questo contribuisce alla diminuzione dell’ansia. Le persone affette da disturbo post-traumatico da stress possono essere aiutate riproducendo o ricordando l’evento traumatico in un contesto sicuro, contribuendo così alla diminuzione della paura. I terapeuti insegnano anche tecniche di respirazione e altri tipi di esercizio in grado di alleviare l’ansia e favorire il rilassamento.

La terapia comportamentale basata sull’esposizione è stata usata per molti anni per curare le fobie specifiche. Il paziente viene gradualmente messo a contatto con l’oggetto o la situazione che scatena l’ansia, magari in un primo tempo con immagini o registrazioni e solo in un secondo momento direttamente. In molti casi il terapeuta accompagnerà il paziente durante l’esposizione, aiutandolo e guidandolo.

La TCC si può iniziare solo quando il paziente si sente pronto, e solo con il suo permesso e la sua cooperazione. Per essere efficace, la terapia deve essere mirata alle ansie specifiche del paziente e deve essere costruita su misura sulle sue necessità. Non ci sono effetti collaterali, tranne il lieve disagio dovuto all’aumento temporaneo dell’ansia.

La TCC o terapia comportamentale in molti casi ha una durata di 12 settimane. Le sedute possono essere individuali oppure condividse da un gruppo di pazienti con problemi simili. La terapia di gruppo è particolarmente efficace nel caso di fobia sociale. Spesso ai partecipanti vengono assegnati dei compiti da completare tra una seduta e l’altra. Alcune ricerche dimostrano che i benefici della TCC hanno una maggiore durata rispetto a quelli della terapia farmacologica, almeno nel caso dei pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico; le stesse conclusioni potrebbero valere anche per il disturbo ossessivo-compulsivo, per il disturbo post-traumatico da stress e per la fobia sociale. Se il disturbo si ripresenta in una fase successiva della vita, è possibile usare di nuovo la stessa terapia per sconfiggerlo nuovamente.

Per i disturbi d’ansia specifici, la terapia farmacologica può essere combinata con la psicoterapia: si tratta dell’approccio più efficace per molti pazienti.

A chi chiedere aiuto

Se pensate di soffrire di un disturbo d’ansia la prima persona a cui chiedere aiuto è il vostro medico di famiglia. Il medico può scoprire se i sintomi che vi spaventano sono dovuti a un disturbo d’ansia, a un’altra patologia oppure a entrambi i fattori.

Se la diagnosi è di disturbo d’ansia il secondo passo di solito è la visita da uno specialista di salute mentale. I medici più competenti per i disturbi d’ansia sono quelli che hanno ricevuto una formazione specifica per la terapia cognitivo-comportamentale e/o per la terapia comportamentale e che sono disposti a usare farmaci se necessario.

Dovreste sentirvi a vostro agio quando parlate con lo specialista che avete scelto, se non lo siete dovreste cercare qualcun altro che vi aiuti. Una volta individuato lo specialista con cui siete a vostro agio dovrete fare gioco di squadra con lui ed elaborare insieme una terapia per curare il disturbo d’ansia.

Ricordate che, una volta iniziata la terapia, è importante non smettere di assumere i farmaci da un giorno all’altro. Il dosaggio di alcuni farmaci deve essere diminuito solo sotto controllo medico, altrimenti potrebbero verificarsi effetti collaterali da sospensione. Ricordatevi di informare il medico che vi ha prescritto il farmaco prima di interrompere la terapia. Se gli effetti collaterali vi danno problemi, è possibile eliminarli adeguando il dosaggio del farmaco oppure gli orari o la frequenza a cui lo assumete.

La maggior parte delle terapie farmacologiche contro i disturbi d’ansia è mutuabile. Chiedete comunque consiglio al vostro medico o al farmacista. Per quanto riguarda la psicoterapia potete rivolgervi a uno specialista che lavora privatamente oppure presso una struttura pubblica.

Aumentare l’efficacia della terapia

Molti pazienti che soffrono di disturbi d’ansia riescono a guarire più facilmente se partecipano a un gruppo di aiuto o supporto e condividono i loro problemi e i loro risultati con altre persone. Da questo punto di vista anche le chat su Internet possono essere utili, ma ricordiamo che qualsiasi consiglio ricevuto su Internet dovrebbe essere verificato con attenzione, perché le persone incontrate su Internet spesso sono degli sconosciuti e le identità false sono all’ordine del giorno. Parlare con un amico fidato o con un religioso può anche rivelarsi utile, ma l’aiuto ricevuto non può sostituire quello di uno specialista di salute mentale.

Le tecniche di gestione dello stress e di meditazione possono aiutare le persone affette da disturbi ansiosi a calmarsi e possono rendere la terapia ancora più efficace. Alcune ricerche, per ora soltanto all’inizio, dimostrano che l’esercizio aerobico potrebbe avere un effetto calmante. È inoltre necessario evitare la caffeina, alcune droghe e persino alcuni farmaci antinfluenzali da banco, perché potrebbero aggravare i sintomi dei disturbi d’ansia. Durante la terapia, prima di assumere qualsiasi farmaco aggiuntivo, è necessario chiedere il parere del proprio medico o di un farmacista.

La famiglia è molto importante per la guarigione del paziente affetto da disturbi d’ansia. Idealmente, la famiglia dovrebbe sostenere il paziente, ma non lasciare che i suoi sintomi si incancreniscano. I famigliari non dovrebbero sottovalutare il disturbo né pretendere che avvengano miglioramenti senza alcuna terapia. Se i vostri famigliari si comportano già così, potreste far leggere loro quest’articolo: li educherete a diventare vostri alleati e vi aiuteranno a guarire presto e bene.

Alimentazione

Affrontare l’ansia non è sempre facile e fare attenzione a ciò che si mangia è importante per farvi sentire meglio. Anche se i disturbi d’ansia non si possono curare con il cibo, una dieta equilibrata o il fatto di limitare o evitare alcuni cibi può aiutare a sentirsi meglio e a migliorare il proprio stato d’animo. Può anche aiutare a mantenere un livello costante di energia per tutto il giorno. Provate a seguire questi suggerimenti:

  • Mangiare pasti non abbondanti ma frequenti. Ciò contribuirà a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue per tutta la giornata.
  • Aumentare il consumo di carboidrati (amidi). I pasti e gli snack ricchi di carboidrati portano ad aumentare la quantità di serotonina nel cervello, che ha un effetto calmante. Preferite i cibi ricchi di carboidrati complessi (come i cereali integrali), e cercate di mangiare meno carboidrati semplici (zuccheri).
  • Bere molta acqua. Una disidratazione anche lieve può influenzare l’umore.
  • Limitare o evitare l’alcol. L’effetto immediato dell’alcol può essere tranquillizzante per la maggior parte delle persone, ma nel momento in cui l’alcol viene metabolizzato dall’organismo può causare sintomi simili all’ansia.
  • Limitare o evitare la caffeina. La caffeina è uno stimolante in grado di farvi sentire agitati e nervosi e può interferire con il sonno.
  • Prestare attenzione alla sensibilità alimentare. In alcune persone, alcuni cibi o additivi alimentari possono causare reazioni avverse, anche di umore , che possono portare a irritabilità o ansia. Gli alimenti che comunemente causano reazioni sono: grano, mais, soia, latte, uova, noci e frutti di mare.
  • Mangiare alcuni alimenti che contengono triptofano. Il triptofano aiuta il cervello a produrre sostanze chimiche che migliorano l’umore e hanno un effetto rilassante. Latte, banane, avena, soia, pollame, formaggi, noci, burro di arachidi e semi di sesamo sono una buona fonte di triptofano.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Aggiornamenti

Non perdere i prossimi articoli ed aggiornamenti, iscriviti con il tuo indirizzo di posta elettronica; non riceverai mai SPAM e potrai cancellarti con un solo click in ogni momento

Servizio in collaborazione con FeedBurner (Google)

Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. gloria

    Mi scusi dottore,rettifico cio’ che ho scritto prima……51 anni….,mi scusi l’errore…..mi risponda….grazie mille.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è motivo di dubitare della valutazione del medico, ma onestamente ragionerei sulla possibilità di un supporto psicologico.

  2. gloria

    Grazie dott.cimurro…..sempre gentilissimo…..ci penso da un po’ ad un supporto psicologico,ma lei pensa che riuscirei a lasciare le medicine che sto assumendo?? Riesco a somatizzare tutto ……sono demoralizzata e alcune volte non vedo via di uscita se non con i farmaci( che tra l’altro non vorrei assumere)……..penso di avere tutte le malattie piu’ gravi…..soffro notevolmente..mi creda..gli antidepressivi si possono prendere sempre??? O fanno male a lungo termine? Grazie dott..gentilissimo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Magari non subito, ma con il tempo probabilmente sì, riuscirebbe a diminuire/eliminare i farmaci.
      2. In casi particolari si assumono in modo cronico.

  3. sole

    Buonasera dott.carissimo ,forse non e’ il sito giusto per porle queste domande ,ma non riesco a trovarlo…….sono una donna di 50 anni e ho una carnagione chiaracon tanti nei. Li ho tenuti sotto controllo per ben 14 anni.tutti gli anni.e grazie a Dio e’ andato sempre bene….ormai li conosco a memoria uno per uno. Non vorrei piu fari i controlli ,perche’ mi portano ansia estrema e non ce la faccio piu’. Secondo lei dopo tanto tempo devo farli sempre o no e’ piu’ il caso? Mi accorgerei di qualsiasi cambiamento anche da sola…..mi dia un consiglio sincero…..la prego….grazie di cuore!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È una domanda legittima, che tuttavia va posta al dermatologo.

  4. Anonimo

    sicuramente do fastidio cortese dottore. non capisco come sia possibile: cioè il tempo passa velocemente e contemporaneamente avendo l’ansia e il panico aspettando qualcuno o qualcosa non passa mai, sembra interminabile. come si spiega questo stranissimo fenomeno ?

  5. Anonimo

    Buona sera dottore sono un uomo di 42 anni, da tempo faccio uso di medicine contro ansia e panico, ricordo che prima piangevo spesso (era forse legato anche a depressione ?); adesso rispetto a prima sto molto meglio ma qualche volta mi deprimo un po e senza un motivo valido. Non è che, col tempo, anche continuando la cura, la situazione peggiora di nuovo quindi precipita e ci ricado ? Lo temo. Grazie dottore

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Tutto può succedere, ma non c’è motivo di pensarlo; deve in ogni caso anche metterci del suo, sforzarsi di reagire a questi pensieri e pianificare attività che la tengano impegnato.

  6. gloria

    Buonasera dott,cimurro gentilissimo..,,,ho gia’ avuto modo di parlate con lei e mi hasempre aiutato…..soffro di ansia e ipocondria ,….sono in cura con il cipralex da due anni …ultimamente sono ritornati episodi di ansia con extrasistole continue che odio …..adesso ho iniziato ,su condiglio del medico, 10 gocce di en per trevolte al di’ e vado molto bene…..niente ansi ,niente extra…..quello che le chiedo e’ per quanto tempo devo continuare ad asssumere le gocce di en.,,,…ho paura a sospendere…..sono meglio le govce di en o xanax??? Grazie dott carissimo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Nel suo caso va benissimo EN, continui regolarmente finchè non sarà il medico a dirle di sospendere (e le spiegherà anche come fare).

  7. LUCA

    SALVE DOTTOR CIMURRO VOLEVO UN’INFORMAZIONE SONO STATO DAL MIO FARMACISTA GLI HO DETTO CHE STO PRENDENDO GLI INTEGRATORI DA 3 MESI HA DETTO CHE NON FANNO MALE E POSSO CONTINUARE A PRENDERLI ANCHE SE HO MESSO 3 KG HA DETTO CHE POSSO STARE TRANQUILLO SECONDO VOI?

  8. LUCA

    Dottore gli integratori alimentari magnesio e potassio con vitamine C tipo sustenium , polase e supradyn il farmacista ha detto che posso continuare a prenderli li sto prendendo da 3 mesi da novembre però ho messo 3 kili ho recuperato 3 kili che avevo perso secondo voi?per quanto tempo vanno presi?lui mi ha risposto che li posso prendere quando voglio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Onestamente sarei più cauto, facendo frequenti pause.

  9. Samy

    Gentile dottore,ho da sempre un carattere ansioso e nei periodi in cui è maggiore mi aiuto con il farmaco xanax in gocce. Mi aiuta molto ma mi da anche abbastanza sonnolenza. Come posso rimediare e far fronte a questo problema? ha qualche consiglio? grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’unica possibilità è valutare con il medico se siano sufficienti dosi inferiori, oppure prendere in considerazione ansiolitici diversi.

  10. LUCA

    Salve Dottore Cimurro stamattina sono andato in farmacista a misurare la pressione il mio farmacista di fiducia ha rilevato 130/88 secondo voi è da preoccuparsi?ha detto deve scendere un poco bevi molta acqua condividete?potrebbe essere anche il tempo freddo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, se riuscisse a farla scendere un pochino diventerebbe perfetta, chiaramente senta anche il parere del suo medico.

  11. LUCA

    Salve Dottor Cimurro vi volevo dire siccome sto prendendo integratori da 3 mesi il farmacista mi ha detto che posso continuarli a prendere dice che fanno bene e aiutano secondo voi?diceva che non succede nulla anzi fa male la tasca nel senso che costano

  12. Luna

    Gentile dottore
    Soffro di ansia e panico da più di un anno e sono in cura psicologica oltre che farmacologica.
    A volte mi succede che alzandomi dalla sedia mi pulsano le tempie e vedo il battito cardiaco agli occhi. Anche alla notte quando mi alzo per andare in bagno mi succede di sentire pulsare le tempie può essere stress ed ansia? Ho analisi ok e ecg ok. Mi manca il colon forse è leggera disidratazione? Il cambio di tempo incide sull’ansia? Grazie in anticipo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Stress, ansia e magari un po’ di ipotensione ortostatica, in ogni caso lo segnali anche al medico.
      2. Purtroppo sì, il meteo ed il cambio di stagione può influire significativamente.

  13. Luna

    La ringrazio per la celere risposta
    Cosa significa ipotensione ortostatica?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Un temporaneo calo di pressione nel passaggio dalla posizione seduta a quella in piedi.

  14. roberto

    Gentile Dottore,

    ho curato per ben 2 anni di terapia una sindrome ansiosa generalizzata di natura da determinare con attacchi di ansia e di panico tramite un ansiolitico nei primi mesi e un ssri durante tutto il periodo con diciamo risultati sufficienti ma non oltre associati ad un mese di psicoterapia cognitivo comportamentale. Ciò che mi ha più sbalordito è che più mi allontanavo dalla fine della terapia è più avevo giovamenti. Sono di Milano e sono andato da fior fior di Psichiatri e Psicoterapeuti che in entrambi i casi mi hanno detto che sono guarito al 100% e che non avevo più bisogno di farmaci o psicoterapia, nonostante ancora ad oggi, a 1 ann0 di distanza dalla fine della terapia soffro ancora di episodi di debolezza che variano da minuti a giorni e di lievissimi sintomi fisici da ansia quali: nervosismo, vampate di calore, sensazione di instabilità, sudorazione, sensazione di svenimento. Certo nulla a che vedere di quando stavo male. Se devo dire io come la penso, direi che sono guarito all’80%. Ma quel 20% mi da fastidio perchè ho anche paura che mi torni tutto come quando stavo male, lo ammetto. Perchè i sintomi di adesso, soprattuto la forte debolezza è lo stesso identico sintomo anticipatorio di quando mi è scoppiato il primo attacco di panico e la conseguente sindrome ansiosa. Ovviamente cerco di non pensarci ma è difficile. Adesso vengo a sapere da medici, psichiatri, neurologi e psicoterapeuti che non esiste una vera cura e propria per l’ansia, che le terapie attuali sono tutte sperimentali per quanto riguarda gli ssri e non risolutive per quanto riguarda gli ansiolitici. Adesso non vorrei rifare la terapia “tradizionale/sperimentale” ma vorrei affidarmi alla fitoterapia in quanto non sono ai livelli di sintomatologia di 2 anni fa. Però noto che Psichiatri e Neurologi sono fortemente contrari mentre Medici generali e Psicoterapeuti sono più propensi anche se mi hanno avvisato che deve essere una cura di fitoterapica approvata dall’AIFA. Sono andato sul sito ma certi argomenti sono consultabili solo dagli addetti. Il mio medico non sa esattamente quali siano i “medicinali” fitoterapici approvati dall’AIFA. Esiste veramente un cura fitoterapica approvata dalla medicina tradizionale per i miei problemi? Se si a chi mi devo rivolgere? Funziona?
    Sono troppo perplesso perchè sapere a distanza di anni che la cura tradizionale è sperimentale, che persino il dosaggio se non si sta attenti può aumentare l’ansia anzichè diminuirla, che la durata della terapia può variare da Psichiatra in Psichiatra da Psicoterapeuta in Psicoterapeuta. Si va dall’ottimista, un mese di cura, al più riflessivo 4 anni di terapia farmacologica. Chi da un farmaco e spara a zero sull’altro e viceversa. Questo avvalora la teoria che è un campo sperimentale. Visto che la depressione è la malattia numero uno nel mondo occidentale e che l’ansia è al numero tre si stanno dando da fare nel cercare soluzioni veloci e durature? Scusi lo sfogo e se mi vuole dare una risposta a tutte le mie domande la ringrazio infinitamente. Un augurio di tutto cuore per questi giorni festivi

  15. LUCA

    Salve Dottor Cimurro vi volevo dire oggi quando a piedi mi girava la testa una specie di capogiri mi sono misurato la pressione era 103/68 secondo voi è bassa?può essere il meteo e un caldo di pressione il battito è 67

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso va benissimo, ma l’ultima parola spetta al medico.

  16. LUCA

    salve dottore vi volevo chiedere il farmaco Nalmefene è indicato contro la dipendenza alcol e gioco?vi volevo chiedere le fanno solo a compresse o anche a gocce?magari chiederò anche il parere allo specialista grazie è solo un informazione

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi risulta che esista solo in compresse ed è indicato per la dipendenza da alcool.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sono registrate in Italia a questo scopo, ma le confermo che ci sono studi anche per ludopatia.

  17. LUCA

    Dottore vi volevo chiedere sempre al livello informativo se esistono delle gocce contro la dipendenza del gioco d’azzardo oltre agli antidepressivi esiste qualcosa?gocce che riducono la frequenza del gioco cioè quei pensieri ossessivi e ripetitivi.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Onestamente non conosco nulla di più specifico, ma purtroppo non è un campo su cui abbia conoscenze approfondite.

  18. LUCA

    Dottore il mio specialista mi ha consigliato il depakin però non l’ho mai preso cosa si tratta?mi disse che può essere utile nel controllo degli impulsi del gioco d’azzardo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È un farmaco che normalmente viene usato come antiepilettico, ma le confermo che ci sono molti studi che ne dimostrano l’efficacia anche per la dipendenza dal gioco d’azzardo.

  19. LUCA

    Dottore chiedo scusa mi fa mal la testa mi sento debole e sento un po’ freddo la febbre non ne ho 35,8 la pressione mi rileva 108/75 secondo voi può essere la pressione bassa?o sbalzi di temperatura?

  20. Marco

    Lo stress può provocare un ritmo cardiaco anomalo dopo cuore che salta un battito spasmi insieme a tic premetto che sto scalando anche il sanax non vorrei fosse anche quello ma sto scalndo 1 goccia al mese ma è vada 5 anni che lo prendo e i deciso di non dipendere più delle gocce lei cosa ne pensa dei sintomi può essere qualcosa di diversi grazie in anticipo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il salto di un battito può avere mille cause diverse, non posso che consigliare di verificare con il medico.

    2. Marco

      Già fatto e sentito con un stetoscopio per escludere sotto i altre cose può essere anche lo stress

  21. enzo

    Prendo xanax 0.50 mattina e0.50 ore 16 ora stasera ho preso zamizol 200 alle 20 30 fa male prendere questo farmaco con xanax che prendo da circa 4 anni ma solo da dicembre 0.50 prima solo 0.25 la mattina e al bisogno se capitava altro0.25 in serata

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Valuti con il medico se sia necessario ridurre temporaneamente le dosi di Xanax.

    2. Anonimo

      Devo prendere3 zamizol ogni 3 giorni mi ha detto che non faceva niente che 0.50 xanax e acqua fresca e vero?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Se il suo medico le ha detto di procedere non c’è motivo di dubitare.

    4. Anonimo

      Grazie ho sempre fobia di prendere piu medicinali come formistin si puo prendere la sera dopo aver preso xanax pomeriggio.buonanotte

Lascia una risposta

IMPORTANTE: In nessun caso la figura del farmacista può sostituire quella del medico, unico professionista con le competenze e la possibilità legale di formulare diagnosi e prescrivere farmaci. Le considerazioni espresse hanno quindi come unica finalità quella di agevolare in ogni modo il rapporto medico-paziente, mai ed in nessun caso devono prenderne il posto.

Gli interventi inviati potrebbero richiedere fino a 15 minuti per essere visibili sul sito.

La tua privacy mi sta molto a cuore, quindi ti consiglio di non usare nome e cognome reali, è sufficiente il nome, un soprannome, oppure un nome di fantasia; rimango a tua completa disposizione per rimuovere o modificare gli interventi inviati.

Anche se farò il possibile per rispondere ai tuoi dubbi, mi preme ricordarti che sono un farmacista, non un medico, quindi le mie parole NON devono sostituire od essere interpretate come diagnosi o consigli medici; devono invece essere intese come opinioni personali in attesa di parlare con il tuo medico.

Se pensi che abbia scritto qualcosa di sbagliato, nell'articolo o nei commenti, segnalamelo! Una discussione costruttiva è utile a tutti.

Per quanto possibile ti chiederei di rimanere in tema con la pagina, magari cercando quella più adatta al tuo dubbio; se hai difficoltà non preoccuparti e scrivimi ugualmente, al limite cancellerò il messaggio qualche giorno dopo averti risposto.

Sono vietati commenti a scopo pubblicitario.