Ansia ed attacchi di panico: rimedi e cure

Ultimo Aggiornamento: 808 giorni

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Introduzione

In generale i disturbi d’ansia vengono curati con i farmaci, con approcci psicoterapici specifici o con entrambe le terapie. La scelta della terapia dipende dal problema e dalle preferenze del paziente. Prima di iniziare la cura il medico deve diagnosticare con attenzione le condizioni del paziente per stabilire se i sintomi sono causati da un disturbo d’ansia oppure da un problema fisico. Se la diagnosi è ansia in una delle sue forme devono essere identificati il tipo di disturbo o la combinazione di disturbi, ma anche le patologie concomitanti, come la depressione o l’abuso di sostanze. In alcuni casi l’alcolismo, la depressione o altre patologie concomitanti hanno un effetto talmente forte sull’individuo che occorre sconfiggerle, prima di poter iniziare a curare il disturbo d’ansia.

I pazienti colpiti e già curati in passato dovrebbero dare al loro medico attuale tutti i dettagli sulla terapia; se si trattava di una terapia farmacologica dovrebbero comunicare al medico attuale il nome del farmaco e il dosaggio iniziale, dovrebbero poi precisare se il dosaggio è stato diminuito o aumentato nel corso della terapia, se si sono verificati effetti collaterali e se la terapia si è rivelata efficace per alleviare i disturbi d’ansia. Se si trattava di una terapia psicologica dovrebbero invece precisare il tipo, la frequenza delle sedute e se la terapia si è rivelata efficace.

Spesso i pazienti ritengono che la terapia sia stata un fallimento o che non abbia funzionato quando, in realtà, non è stata seguita per un tempo sufficiente o è stata somministrata in modo scorretto. Spesso i malati devono provare diverse terapie o combinazioni di terapie prima di trovare quella che si rivela efficace nel loro caso.

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica non è una vera e propria cura per i disturbi d’ansia, ma può tenere sotto controllo i sintomi mentre il paziente viene curato con la psicoterapia. I farmaci devono essere prescritti da medici competenti, normalmente da psichiatri, che possono offrire anche le sedute di psicoterapia oppure lavorare con una squadra di psicologi, assistenti sociali o counselor in grado di aiutare il paziente nel suo percorso. I farmaci usati con maggior frequenza per curare i disturbi d’ansia sono:

  • gli antidepressivi,
  • gli ansiolitici,
  • e i betabloccanti che tengono sotto controllo alcuni dei sintomi fisici.

Con una terapia adeguata molti pazienti affetti da disturbi d’ansia possono condurre una vita normale e soddisfacente.

Antidepressivi

Gli antidepressivi sono stati creati per curare la depressione, ma sono anche efficaci nella terapia dei disturbi d’ansia. Questi farmaci iniziano a modificare i processi chimici cerebrali già dopo la primissima dose, ma per diventare pienamente efficaci devono provocare tutta una serie di cambiamenti; di solito, quindi, occorrono da 4 a 6 settimane prima che i sintomi inizino ad attenuarsi. È importante proseguire la terapia per tutto il tempo necessario al suo buon funzionamento.

SSRI

Alcuni degli antidepressivi di ultima generazione sono detti inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, o SSRI. I farmaci SSRI alterano i livelli cerebrali della serotonina, un neurotrasmettitore che, come altre sostanze simili, aiuta i neuroni a comunicare tra di loro.

Tra i farmaci SSRI prescritti più di frequente per la cura del disturbo da attacchi di panico, del disturbo ossessivo-compulsivo, del disturbo post-traumatico da stress e della fobia sociale troviamo: la fluoxetina (Prozac®), la sertralina (Zoloft®), l’escitalopram (Cipralex®), la paroxetina (Seroxat®) e il citalopram (Seropram®). I farmaci SSRI vengono anche usati per curare il disturbo da attacchi di panico, quando si verifica contemporaneamente al disturbo ossessivo-compulsivo, alla fobia sociale o alla depressione. Per curare il disturbo d’ansia generalizzato, invece, viene usata la venlafaxina (Efexor®), un farmaco strettamente imparentato con gli altri SSRI. Questi farmaci all’inizio vengono somministrati a basso dosaggio e poi gradualmente aumentati finché non recano giovamento al paziente.

I farmaci SSRI presentano meno effetti collaterali degli altri antidepressivi, ma a volte possono provocare lieve nausea o nervosismo nei primi giorni di terapia. Questi sintomi scompaiono nelle fasi successive. Alcuni pazienti soffrono anche di disfunzioni sessuali durante la terapia con SSRI: il problema può essere alleviato adeguando il dosaggio oppure passando a un altro farmaco della stessa categoria.

Triciclici

I triciclici sono farmaci meno recenti rispetto agli SSRI, ma sono altrettanto efficaci per la cura di tutti i disturbi d’ansia tranne il disturbo ossessivo-compulsivo. Anche il dosaggio dei triciclici all’inizio è basso e in seguito viene aumentato gradualmente. A volte questi farmaci provocano capogiro, sonnolenza, secchezza delle fauci e aumento di peso: di solito questi problemi scompaiono adeguando il dosaggio o passando a un altro farmaco della stessa categoria.

Tra i triciclici troviamo: l’imipramina (Tofranil®), prescritta nei casi di disturbo da attacchi di panico e ansia generalizzata, e la clomipramina, l’unico antidepressivo triciclico efficace per la terapia del disturbo ossessivo-compulsivo.

IMAO

Gli inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) sono la categoria più vecchia di farmaci antidepressivi. Tra gli IMAO prescritti con maggior frequenza per i disturbi d’ansia troviamo: la fenelzina (Margyl®), seguita dalla tranilcipromina (Parmodalin®) e dall’isocarboxazide, utili nei casi di disturbo da attacchi di panico e di fobia sociale. Chi è in terapia con farmaci IMAO non deve assumere diversi alimenti e bevande (come il formaggio e il vino rosso) che contengono la tiramina e nemmeno determinati farmaci, tra cui:

  • alcuni tipi di pillola anticoncezionale,
  • alcuni analgesici (come il Moment®, il Nurofen® o il Tachipirina®),
  • antiallergici,
  • antistaminici,
  • rimedi erboristici;

queste sostanze, infatti, sono in grado di interagire con gli IMAO e causare pericolosi aumenti della pressione sanguigna. Lo sviluppo di un nuovo cerotto a rilascio di IMAO potrebbe diminuire questi rischi. Gli IMAO, inoltre, possono interagire con i farmaci SSRI e scatenare una sindrome molto grave (sindrome serotoninergica), in grado di provocare:

  • stato confusionale,
  • allucinazioni,
  • forte sudorazione,
  • rigidità muscolare,
  • convulsioni,
  • sbalzi della pressione,
  • alterazioni del battito cardiaco,
  • altri sintomi potenzialmente letali.

Ansiolitici

Le benzodiazepine combattono l’ansia e hanno pochi effetti collaterali, oltre alla sonnolenza. Chi le assume può sviluppare assuefazione, cioè può aver bisogno di dosi sempre più massicce di farmaco per ottenere lo stesso effetto: le benzodiazepine, quindi, vengono prescritte di solito per periodi brevi, soprattutto nei casi di abuso di alcol o stupefacenti e nei pazienti che già sono soggetti a dipendenza dai farmaci. L’eccezione alla regola sono i pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico, che possono assumere le benzodiazepine anche per un anno senza soffrire di effetti collaterali.

Il clonazepam (Rivotril®) è usato nei casi di fobia sociale e disturbo d’ansia generalizzato; il lorazepam (Tavor®) è efficace per il disturbo da attacchi di panico mentre l’alprazolam (Xanax®) è efficace sia per gli attacchi di panico sia per l’ansia generalizzata.

Alcuni pazienti soffrono di sintomi da sospensione se smettono di assumere le benzodiazepine da un giorno all’altro anziché diminuire il dosaggio con gradualità: l’ansia può ripresentarsi dopo la fine della terapia. Questi rischi potenziali hanno portato alcuni medici a prescrivere questi farmaci con prudenza o a prescriverli in dosi inadeguate.

Il buspirone (Buspar®), appartenente alla classe degli azapironi, è un ansiolitico di ultima generazione usato per curare il disturbo d’ansia generalizzato. Tra i suoi possibili effetti collaterali troviamo le vertigini, il mal di testa e la nausea. Diversamente dalle benzodiazepine, il buspirone deve essere assunto regolarmente per almeno due settimane perché inizi a manifestarsi l’effetto ansiolitico.

Betabloccanti

I betabloccanti come il propranololo (Inderal®), un farmaco usato per curare le patologie cardiache, possono prevenire i sintomi fisici che accompagnano alcuni disturbi ansiosi, in particolar modo la fobia sociale. Quando è possibile prevedere la situazione che scatena l’ansia (ad esempio un discorso in pubblico), il medico può prescrivere un betabloccante per tenere sotto controllo i sintomi ansiosi.

Assumere i farmaci

Prima di assumere un farmaco per un qualsiasi disturbo d’ansia è necessario:

  • Chiedere al proprio medico quali sono gli effetti e gli effetti collaterali del farmaco.
  • Comunicare al medico quali terapie alternative state seguendo e quali altri farmaci (anche senza ricetta) state assumendo.
  • Chiedere al medico quando e in che modo dovrete interrompere la terapia. Alcuni farmaci non possono essere interrotti bruscamente, ma il dosaggio deve essere diminuito gradualmente sotto la costante supervisione del proprio medico.
  • Decidere insieme al medico quale farmaco fa al caso vostro e qual è il dosaggio più adatto.
  • Ricordare che alcuni farmaci sono efficaci solo se assunti con regolarità e che i sintomi potrebbero ripresentarsi se smetterete di assumerli.

Psicoterapia

La psicoterapia consiste in colloqui con uno specialista di salute mentale (psichiatra, psicologo, assistente sociale o counselor), volti a scoprire le cause del disturbo d’ansia e i modi migliori per affrontare i sintomi.

Terapia cognitivo-comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è molto efficace per curare i disturbi d’ansia. L’approccio cognitivo aiuta il paziente a cambiare gli schemi di pensiero che stanno alla base delle paure, mentre l’approccio comportamentale modifica il modo di reagire alle situazioni che scatenano l’ansia.

Ad esempio la TCC può aiutare i pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico a rendersi conto che gli attacchi in realtà non sono attacchi di cuore e i pazienti affetti da fobia sociale a superare il pensiero che gli altri stiano sempre con gli occhi puntati su di loro, pronti a giudicarli. Quando il paziente è in grado di affrontare le sue paure gli viene insegnato come usare particolari tecniche di esposizione che lo desensibilizzeranno nelle situazioni che scatenano l’ansia.

Alle persone affette da disturbo ossessivo-compulsivo che hanno paura dello sporco e dei germi viene consigliato di tenere le mani sporche e attendere sempre più tempo tra un lavaggio e l’altro. Il terapeuta aiuta il paziente a lottare contro l’ansia che l’attesa del lavaggio produce: dopo molte ripetizioni dell’esercizio, l’ansia diminuirà. Le persone affette da fobia sociale possono essere incoraggiate a passare del tempo in contesti sociali che le impauriscono senza cedere alla tentazione di fuggire e a commettere piccoli errori per osservare le reazioni degli altri. La reazione degli altri di solito è molto meno grave di quella temuta dal paziente e questo contribuisce alla diminuzione dell’ansia. Le persone affette da disturbo post-traumatico da stress possono essere aiutate riproducendo o ricordando l’evento traumatico in un contesto sicuro, contribuendo così alla diminuzione della paura. I terapeuti insegnano anche tecniche di respirazione e altri tipi di esercizio in grado di alleviare l’ansia e favorire il rilassamento.

La terapia comportamentale basata sull’esposizione è stata usata per molti anni per curare le fobie specifiche. Il paziente viene gradualmente messo a contatto con l’oggetto o la situazione che scatena l’ansia, magari in un primo tempo con immagini o registrazioni e solo in un secondo momento direttamente. In molti casi il terapeuta accompagnerà il paziente durante l’esposizione, aiutandolo e guidandolo.

La TCC si può iniziare solo quando il paziente si sente pronto, e solo con il suo permesso e la sua cooperazione. Per essere efficace, la terapia deve essere mirata alle ansie specifiche del paziente e deve essere costruita su misura sulle sue necessità. Non ci sono effetti collaterali, tranne il lieve disagio dovuto all’aumento temporaneo dell’ansia.

La TCC o terapia comportamentale in molti casi ha una durata di 12 settimane. Le sedute possono essere individuali oppure condividse da un gruppo di pazienti con problemi simili. La terapia di gruppo è particolarmente efficace nel caso di fobia sociale. Spesso ai partecipanti vengono assegnati dei compiti da completare tra una seduta e l’altra. Alcune ricerche dimostrano che i benefici della TCC hanno una maggiore durata rispetto a quelli della terapia farmacologica, almeno nel caso dei pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico; le stesse conclusioni potrebbero valere anche per il disturbo ossessivo-compulsivo, per il disturbo post-traumatico da stress e per la fobia sociale. Se il disturbo si ripresenta in una fase successiva della vita, è possibile usare di nuovo la stessa terapia per sconfiggerlo nuovamente.

Per i disturbi d’ansia specifici, la terapia farmacologica può essere combinata con la psicoterapia: si tratta dell’approccio più efficace per molti pazienti.

A chi chiedere aiuto

Se pensate di soffrire di un disturbo d’ansia la prima persona a cui chiedere aiuto è il vostro medico di famiglia. Il medico può scoprire se i sintomi che vi spaventano sono dovuti a un disturbo d’ansia, a un’altra patologia oppure a entrambi i fattori.

Se la diagnosi è di disturbo d’ansia il secondo passo di solito è la visita da uno specialista di salute mentale. I medici più competenti per i disturbi d’ansia sono quelli che hanno ricevuto una formazione specifica per la terapia cognitivo-comportamentale e/o per la terapia comportamentale e che sono disposti a usare farmaci se necessario.

Dovreste sentirvi a vostro agio quando parlate con lo specialista che avete scelto, se non lo siete dovreste cercare qualcun altro che vi aiuti. Una volta individuato lo specialista con cui siete a vostro agio dovrete fare gioco di squadra con lui ed elaborare insieme una terapia per curare il disturbo d’ansia.

Ricordate che, una volta iniziata la terapia, è importante non smettere di assumere i farmaci da un giorno all’altro. Il dosaggio di alcuni farmaci deve essere diminuito solo sotto controllo medico, altrimenti potrebbero verificarsi effetti collaterali da sospensione. Ricordatevi di informare il medico che vi ha prescritto il farmaco prima di interrompere la terapia. Se gli effetti collaterali vi danno problemi, è possibile eliminarli adeguando il dosaggio del farmaco oppure gli orari o la frequenza a cui lo assumete.

La maggior parte delle terapie farmacologiche contro i disturbi d’ansia è mutuabile. Chiedete comunque consiglio al vostro medico o al farmacista. Per quanto riguarda la psicoterapia potete rivolgervi a uno specialista che lavora privatamente oppure presso una struttura pubblica.

Aumentare l’efficacia della terapia

Molti pazienti che soffrono di disturbi d’ansia riescono a guarire più facilmente se partecipano a un gruppo di aiuto o supporto e condividono i loro problemi e i loro risultati con altre persone. Da questo punto di vista anche le chat su Internet possono essere utili, ma ricordiamo che qualsiasi consiglio ricevuto su Internet dovrebbe essere verificato con attenzione, perché le persone incontrate su Internet spesso sono degli sconosciuti e le identità false sono all’ordine del giorno. Parlare con un amico fidato o con un religioso può anche rivelarsi utile, ma l’aiuto ricevuto non può sostituire quello di uno specialista di salute mentale.

Le tecniche di gestione dello stress e di meditazione possono aiutare le persone affette da disturbi ansiosi a calmarsi e possono rendere la terapia ancora più efficace. Alcune ricerche, per ora soltanto all’inizio, dimostrano che l’esercizio aerobico potrebbe avere un effetto calmante. È inoltre necessario evitare la caffeina, alcune droghe e persino alcuni farmaci antinfluenzali da banco, perché potrebbero aggravare i sintomi dei disturbi d’ansia. Durante la terapia, prima di assumere qualsiasi farmaco aggiuntivo, è necessario chiedere il parere del proprio medico o di un farmacista.

La famiglia è molto importante per la guarigione del paziente affetto da disturbi d’ansia. Idealmente, la famiglia dovrebbe sostenere il paziente, ma non lasciare che i suoi sintomi si incancreniscano. I famigliari non dovrebbero sottovalutare il disturbo né pretendere che avvengano miglioramenti senza alcuna terapia. Se i vostri famigliari si comportano già così, potreste far leggere loro quest’articolo: li educherete a diventare vostri alleati e vi aiuteranno a guarire presto e bene.

Alimentazione

Affrontare l’ansia non è sempre facile e fare attenzione a ciò che si mangia è importante per farvi sentire meglio. Anche se i disturbi d’ansia non si possono curare con il cibo, una dieta equilibrata o il fatto di limitare o evitare alcuni cibi può aiutare a sentirsi meglio e a migliorare il proprio stato d’animo. Può anche aiutare a mantenere un livello costante di energia per tutto il giorno. Provate a seguire questi suggerimenti:

  • Mangiare pasti non abbondanti ma frequenti. Ciò contribuirà a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue per tutta la giornata.
  • Aumentare il consumo di carboidrati (amidi). I pasti e gli snack ricchi di carboidrati portano ad aumentare la quantità di serotonina nel cervello, che ha un effetto calmante. Preferite i cibi ricchi di carboidrati complessi (come i cereali integrali), e cercate di mangiare meno carboidrati semplici (zuccheri).
  • Bere molta acqua. Una disidratazione anche lieve può influenzare l’umore.
  • Limitare o evitare l’alcol. L’effetto immediato dell’alcol può essere tranquillizzante per la maggior parte delle persone, ma nel momento in cui l’alcol viene metabolizzato dall’organismo può causare sintomi simili all’ansia.
  • Limitare o evitare la caffeina. La caffeina è uno stimolante in grado di farvi sentire agitati e nervosi e può interferire con il sonno.
  • Prestare attenzione alla sensibilità alimentare. In alcune persone, alcuni cibi o additivi alimentari possono causare reazioni avverse, anche di umore , che possono portare a irritabilità o ansia. Gli alimenti che comunemente causano reazioni sono: grano, mais, soia, latte, uova, noci e frutti di mare.
  • Mangiare alcuni alimenti che contengono triptofano. Il triptofano aiuta il cervello a produrre sostanze chimiche che migliorano l’umore e hanno un effetto rilassante. Latte, banane, avena, soia, pollame, formaggi, noci, burro di arachidi e semi di sesamo sono una buona fonte di triptofano.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Le ho dato il link della pagina dove mi aveva posto la stessa domanda e dove poteva quindi trovare la risposta.

  1. Anonimo

    Capisco che nn è questa la pag adatta, sono sempre quello di qualche anno fa: usando lo stecchino ho sentito il sapore del legno e l’ho mandato giu. Un mio amico tempo fa è morto x muffa da legno. Spero che la stessa sorte non capitasse a me

  2. Anonimo

    Dio mio dottore ho questa brutta mania !! Gli stecchini, se tenuti a lungo in bocca, provocano infezioni come muffa ecc-ecc.

  3. fede

    salve dottore le scrivo per un problema un po’ imbarazzante. ho ventun’anni e da due giorni ho iniziato uno stage aziendale. La mia ansia si fa sentire all’ora di pranzo, quando devo mangiare alla mensa. Solitamente a scuola, non ho problemi a mangiare (siamo in una ventina e non mi da fastidio).
    oggi invece mi si è chiuso lo stomaco… stasera ho parlato col medico e mi ha prescritto valpinax prima del pranzo ma non mi ha detto per quanto proseguire…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per ora continui regolarmente per qualche tempo, quando si sentirà più sicuro valuti con il medico di passare alle gocce per poi diminuirle gradualmente fino a toglierle.

  4. Tony

    Salve dottore sono una persona molto vulnerabile, appena qualcuno mi dice una cosa strapazzandomi ci rimango molto male e non riesco a darmi pace neanche un minuto. il bello poi è che non posso rispondere per paura che mi strapazza ancora. Come posso risolvere il problema, caro dottore ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Terapia di supporto psicologico, in modo da imparare a gestire queste emozioni.

  5. Rosy

    Salve dott sono una ragazza di 28 anni e soffro di ansia e attacchi di panico ho fatto una cura per un anno ma o lasciato tutto ora prendo delle gocce quasi 100al giorno e ogni notte nonostante le 30 gocce che prendo nn riesco a dormire o il cuore che mi batte sempre a mille che consiglio mi da lei

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Deve rifare il punto con il medico, per modificare la cura in atto.

  6. giusi

    Salve dottore.. ho avuto attacchi di ansia e panico e paure che sto curando da un mese e mezzo con seurepin.. già sto molto meglio i sintomi stanno quasi andando via in più vado una volta a settimana dallo psicologo perchè voglio uscirne prima possibile.. volevo chiederle solitamente quanto dura la cura per uscirne definitivamente.. il medico mi ha detto minimo tre mesi massimo sei mesi.. e poi questa cura mi fa guarire per sempre o c è possibilità che mi ritornino.. La ringrazio anticipatamente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, più o meno l’intervallo di tempo è quello.
      2. Possiamo sperare che sia risolto, servirà un po’ di attenzione soprattutto nei cambi di stagione.

  7. Tiziana

    Salve dottore
    Io sono in cura con il daparox e siccome sono migliorata tanto il mio psicoterapeuta me la sta diminuendo sono passata da 30 a 25 e a 20 questo mese però questi ultimi giorni mi sento un po strana come una piccola ansietta..il mio psicoterapeuta mi ha detto del cambio di stagione..potrebbe essere realmente quello? O le goccie diminuite?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Assolutamente normale che nel cambio di stagione si “traballi” un pochino.

  8. eduardo

    salve dottore , sono un ragazzo di 24 anni che puntualmente (molto spesso la sera prima di addormentarmi) soffre di attacchi d’ansia seguiti a dei dolori pizzicanti al petto, delle volte in altre situazioni capita anche che mi tremano le mani anche quando non sono sotto attacchi d’ansia. Un’altro episodio che mi capita spesso invece è che quando sono in presenza di persone, tipo al bar e sto per consumare un caffè mi trema la mano e delle volte non riesco neanche ad avvicinare la tazza alla bocca che inizia a girarmi la testa. Questa cosa è un po strana e quindi ci tenevo ad elencarvela, ve ne sarei grato se in qualche modo potreste rispondere a ciò

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Si tratta di ansia e va affrontata con un psicologo od uno psichiatra.

  9. mix

    Salve dottore sono un ragazzo di 30 anni e da qualche tempo soffro di ansia e panico. .cerco di nn prendere farmaci ma solo pastiglie omeopatiche,x qualche tempo sembrassero fare il loro dovere poi….al minimo sforzo vado in affanno e nn recupero più il fiato mi semBra di perdere il ritmo della respirazione,di sentirmi debole a tal punto di svenire! Inizio ad avere formicolio alle mani e la sensazione di una pallina incastrata in gola a seguire caldo e freddo quasi in contemporanea…eppure ho fatto diverse visite x lo sport (motocross boxe palestra)e dicono che sono sano come un pesce! Ma dottore. ..che posso fare x nn vivere così? ?? Sono sempre più frequenti questi attacchi di ansia e panico.. grazie e cordiali saluti!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Valuti magari un percorso di supporto psicologico.

  10. mix

    grazie dottore! E come potrei reagire e/o comportarmi durante un attacco di panico? In sostanza che posso fare i quei momenti x attenuare la cosa? Per Caso c’è qualche tecnica di respirazione o non saprei…cose simili? Io subito prima avverto come se stessi in terza persona con me stesso poi mi schizza il cuore in gola e sembra come se volessi uscire dal mio corpo!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non ho le competenze per insegnarglielo, ma c’è sicuramente modo di reagire ai primi sintomi.

  11. Anna

    Salve dottore, ho 55 anni e soffro di ansia e di attacchi di panico da parecchio tempo. Gli attacchi di ansia e di panico mi vengono poco prima di uscire per la spesa o per disbrigo delle faccende. Non sono dedita all’uso di farmaci. Esiste un diversivo a livello alimentare o erboristico?
    Può inoltre essere utile qualche esercizio psicologico come ascoltare della musica o leggere un libro?
    La ringrazio anticipatamente

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Tutte cose utili, ma temo insufficienti nel suo caso; valuterei piuttosto un supporto psicologico.

  12. Marco

    Buonasera gentilissimo dottor Cimurro, dopo molto tempo ad aver assunto il xanax, il psichiatra dove sono in cura mi ha consigliato di prendere Acido valproico e sodio valproato rathiofarm. Solo che stamattina ero particolarmente un po’ confuso, spero sia solamente il cambio del farmaco a farmi questo effetto. Grazie di cuore

  13. Marco

    Nb..: scusi dottor Cimurro, nn è che divento matto o pazzo di questo passo ? Mi perdoni la ringrazio di cuore

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, cambio del farmaco e paura legata al cambio; non diventerà pazzo.

  14. maria

    Buonasera dottore!
    Io soffro dal ansia e il psichiatra mi ha prescritto elicea 10 mg e xanax 0.25. Oggi e’ il quarto giorno che prendo elicea.siccome ho dimenticato di prenderlo al mattino, l’ho preso alle 17:00. mi sono addormentata, e poi mi sono svegliata alle 20:00 con un battito cardiaco di 150 e sudavo tanto, mi sentivo come se stavo per svenire. Forse me l’ha causato il farmaco elicea? In piu’ questi 4 giorno ho avuto diarrea e nausea.
    la ringrazio in anticipo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Diarrea e nausea sono probabili e spariranno nei prossimi giorni, la tachicardia la ritengo poco probabile.

    2. maria

      Grazie dottore.
      Ma allora non capisco perche mi sono svegliata con tachicardia e grande sudore…

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe più facilmente essere legata all’ansia, ma ovviamente la segnali anche al medico.

  15. Adrian

    Salve dottore sono 3 mesi che soffro d’ansia generalizzata,il mio medico mi ha prescritto da prendere Xanax 0,25 mg uno al mattino e una alla sera prima di dormire e un aiuto psicologico.Volevo chiederle io al mattino quando lo prendo vado al lavoro usando la macchina;posso lo stesso guidare dopo che l’effetto ha iniziato o non è sicuro?Per ora l’ho sempre preso quando ho iniziato la cura,faccio 1 ora di strada.Volevo sapere il suo parere.Ho 23 anni e spesso anche quando guido sono ansioso.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È un dosaggio basso, non dovrebbe darle problemi, ma nessuno meglio di lei può verificare.

  16. Adrian

    scusi dottore è 0,50 mg non 0,25.Le volevo chiedere è normale che al mattino mi sveglio con dolore al petto e mi sento i muscoli che mi tirano e mi fanno male.A volte la sera faccio fatica a prendere sonno.Non so che altro fare.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono probabilmente sintomi legati all’ansia (li segnali comunque al medico), passeranno con il tempo, con il supporto psicologico ed i farmaci.

  17. elisa

    Salve dottore,io sono la compagna di una persona che soffre di attacchi di ansia, e diventa un po cattivo con le parole..non vuole assolutamente farsi curare ne visitare nessuno ,secondo lui soldi buttati via. voglio aiutarlo ,perche per me ha chiaramente bisogno di aiuto,ma non so come… ci sara’ qualcosa da fare anche in questi casi?! graze mille

  18. Rosaria

    Buongiorno dottore sono in cura con xanax ed entact da gennaio, xanax in realtà da agosto dell anno scorso, ora a causa di problemi alle gambe(vene varicose che con il caldo peggiorano) e a causa della perenne stanchezza il mio medico di base mi ha prescritto Plantaven che contiene hamamelis, cardio mariano, e ginko biloba.
    Su quest ultimo ho delle perplessità, il ginko biloba è sicuro? Non ha controindicazioni assunto con l entact? Grazie in anticipo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È sicuro, va solo evitato in caso di assunzione di aspirina, Coumadin, ed anticoagulanti/antiaggreganti in genere.

  19. Rosaria

    La ringrazio gentile dottore.
    Non prendo nulla tranne xanax ed entact.
    Grazie mille

  20. Anonimo

    Salve dottore approfitto di un attimo mentre sto finendo di lavorare nei magazzini per dirle se è vero che i psicofarmaci annientano le persone. L’ho letto da qualche parte su un opuscolo non ricordo quale sia. io assumo psicofarmaci ecco non vorrei che… mi danneggiassero. Scusi per il disturbo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Gli psicofarmaci sono medicine delicate, ma ci sono casi in cui i benefici superano di gran lunga i rischi connessi; sicuramente non “annientano” le persone, a maggior ragione nelle dosi normalmente usate.

  21. zoid93

    Gentile Dottor Cimurro, sono un ragazzo di 21 anni ed è da 6 anni circa che soffro di ansia, che si manifesta a periodi alterni. Perció, nonostante attraversi periodi, anche di interi mesi, in cui quest’ansia rimane latente o comunque si attenua moltissimo, spesso affronto anche periodi in cui essa sembra non volermi abbandonare. Quando mi vengono degli attacchi mi sento come se una forza mi opprimesse, non riesco a cacciare certi pensieri dalla testa e respiro quasi a fatica, ció nonostante non ho mai avuto una crisi di panico vera e propria. A questo punto le chiedo come dovrei agire e se ritiene che una cura famacologica potrebbe essermi di aiuto. A volte sento che l’unico modo per farmi stare sereno è l’utilizzo dei farmaci,ma allo stesso tempo non voglio prendere psicofarmaci giá a 21 anni. Grazie in anticipo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Può valutare un approccio di supporto psicologico, in modo da provare a risolvere alla base il problema.

    2. zoid93

      Grazie dottore per la risposta tanto tempestiva, peró a questo punto volevo chiederle se il supporto psicologico basta e quanto tempo potrebbe arrivare a richiedere. Il fatto è che non ce la faccio piú a sopportare questa orribile emozione (certi giorni sono arrabbiato da morire senza quasi un motivo, altri vorrei piangere tutto il tempo e ultimamente sto avenpersino problemi di insonnia), ho il timore che uno psicologo non basti o che semplicemente impiegherei anni prima di avere effetti reali. Scusi la mia insistenza ma oggi sto davvero male.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe bastare, ma sui tempi temo non sia possibile rispondere con certezza; in questi casi si può valutare di combinare i due approcci, i farmaci danno sollievo subito, lo psicologo risolve il problema alla radice.

  22. giulia

    Buona sera dottore , questa mattina alle 4 mi sono sentita male sono svenuta o vomitato sudavo e mi hanno portato a pronto soccorso mi hanno detto che e stato un attacco di panico …esame di sangue buone tranne bilirubina
    Bilirubina totale 1,54 mg/dl valori di rif 0,10 1,20
    Bilirubina diretta 0,37mg/dl valori di rif o,oo 0,15
    Potrebbe essere grave
    Saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Questi valori non indicano nulla di gravissimo, al limite da ripetere per verificare tra qualche tempo; sicuramente sono indipendenti dall’episodio vissuto.

  23. zoid93

    Grazie mille dottore mi mobiliteró subito, ho aspettato anche troppo.

  24. giulia

    Grazie dottore ….io tutte le mattine mi faccio il succo di carote con la mela potrebbe influenzare la bilirubina

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