Ansia ed attacchi di panico: rimedi e cure

Ultimo Aggiornamento: 838 giorni

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Introduzione

In generale i disturbi d’ansia vengono curati con i farmaci, con approcci psicoterapici specifici o con entrambe le terapie. La scelta della terapia dipende dal problema e dalle preferenze del paziente. Prima di iniziare la cura il medico deve diagnosticare con attenzione le condizioni del paziente per stabilire se i sintomi sono causati da un disturbo d’ansia oppure da un problema fisico. Se la diagnosi è ansia in una delle sue forme devono essere identificati il tipo di disturbo o la combinazione di disturbi, ma anche le patologie concomitanti, come la depressione o l’abuso di sostanze. In alcuni casi l’alcolismo, la depressione o altre patologie concomitanti hanno un effetto talmente forte sull’individuo che occorre sconfiggerle, prima di poter iniziare a curare il disturbo d’ansia.

I pazienti colpiti e già curati in passato dovrebbero dare al loro medico attuale tutti i dettagli sulla terapia; se si trattava di una terapia farmacologica dovrebbero comunicare al medico attuale il nome del farmaco e il dosaggio iniziale, dovrebbero poi precisare se il dosaggio è stato diminuito o aumentato nel corso della terapia, se si sono verificati effetti collaterali e se la terapia si è rivelata efficace per alleviare i disturbi d’ansia. Se si trattava di una terapia psicologica dovrebbero invece precisare il tipo, la frequenza delle sedute e se la terapia si è rivelata efficace.

Spesso i pazienti ritengono che la terapia sia stata un fallimento o che non abbia funzionato quando, in realtà, non è stata seguita per un tempo sufficiente o è stata somministrata in modo scorretto. Spesso i malati devono provare diverse terapie o combinazioni di terapie prima di trovare quella che si rivela efficace nel loro caso.

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica non è una vera e propria cura per i disturbi d’ansia, ma può tenere sotto controllo i sintomi mentre il paziente viene curato con la psicoterapia. I farmaci devono essere prescritti da medici competenti, normalmente da psichiatri, che possono offrire anche le sedute di psicoterapia oppure lavorare con una squadra di psicologi, assistenti sociali o counselor in grado di aiutare il paziente nel suo percorso. I farmaci usati con maggior frequenza per curare i disturbi d’ansia sono:

  • gli antidepressivi,
  • gli ansiolitici,
  • e i betabloccanti che tengono sotto controllo alcuni dei sintomi fisici.

Con una terapia adeguata molti pazienti affetti da disturbi d’ansia possono condurre una vita normale e soddisfacente.

Antidepressivi

Gli antidepressivi sono stati creati per curare la depressione, ma sono anche efficaci nella terapia dei disturbi d’ansia. Questi farmaci iniziano a modificare i processi chimici cerebrali già dopo la primissima dose, ma per diventare pienamente efficaci devono provocare tutta una serie di cambiamenti; di solito, quindi, occorrono da 4 a 6 settimane prima che i sintomi inizino ad attenuarsi. È importante proseguire la terapia per tutto il tempo necessario al suo buon funzionamento.

SSRI

Alcuni degli antidepressivi di ultima generazione sono detti inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, o SSRI. I farmaci SSRI alterano i livelli cerebrali della serotonina, un neurotrasmettitore che, come altre sostanze simili, aiuta i neuroni a comunicare tra di loro.

Tra i farmaci SSRI prescritti più di frequente per la cura del disturbo da attacchi di panico, del disturbo ossessivo-compulsivo, del disturbo post-traumatico da stress e della fobia sociale troviamo: la fluoxetina (Prozac®), la sertralina (Zoloft®), l’escitalopram (Cipralex®), la paroxetina (Seroxat®) e il citalopram (Seropram®). I farmaci SSRI vengono anche usati per curare il disturbo da attacchi di panico, quando si verifica contemporaneamente al disturbo ossessivo-compulsivo, alla fobia sociale o alla depressione. Per curare il disturbo d’ansia generalizzato, invece, viene usata la venlafaxina (Efexor®), un farmaco strettamente imparentato con gli altri SSRI. Questi farmaci all’inizio vengono somministrati a basso dosaggio e poi gradualmente aumentati finché non recano giovamento al paziente.

I farmaci SSRI presentano meno effetti collaterali degli altri antidepressivi, ma a volte possono provocare lieve nausea o nervosismo nei primi giorni di terapia. Questi sintomi scompaiono nelle fasi successive. Alcuni pazienti soffrono anche di disfunzioni sessuali durante la terapia con SSRI: il problema può essere alleviato adeguando il dosaggio oppure passando a un altro farmaco della stessa categoria.

Triciclici

I triciclici sono farmaci meno recenti rispetto agli SSRI, ma sono altrettanto efficaci per la cura di tutti i disturbi d’ansia tranne il disturbo ossessivo-compulsivo. Anche il dosaggio dei triciclici all’inizio è basso e in seguito viene aumentato gradualmente. A volte questi farmaci provocano capogiro, sonnolenza, secchezza delle fauci e aumento di peso: di solito questi problemi scompaiono adeguando il dosaggio o passando a un altro farmaco della stessa categoria.

Tra i triciclici troviamo: l’imipramina (Tofranil®), prescritta nei casi di disturbo da attacchi di panico e ansia generalizzata, e la clomipramina, l’unico antidepressivo triciclico efficace per la terapia del disturbo ossessivo-compulsivo.

IMAO

Gli inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) sono la categoria più vecchia di farmaci antidepressivi. Tra gli IMAO prescritti con maggior frequenza per i disturbi d’ansia troviamo: la fenelzina (Margyl®), seguita dalla tranilcipromina (Parmodalin®) e dall’isocarboxazide, utili nei casi di disturbo da attacchi di panico e di fobia sociale. Chi è in terapia con farmaci IMAO non deve assumere diversi alimenti e bevande (come il formaggio e il vino rosso) che contengono la tiramina e nemmeno determinati farmaci, tra cui:

  • alcuni tipi di pillola anticoncezionale,
  • alcuni analgesici (come il Moment®, il Nurofen® o il Tachipirina®),
  • antiallergici,
  • antistaminici,
  • rimedi erboristici;

queste sostanze, infatti, sono in grado di interagire con gli IMAO e causare pericolosi aumenti della pressione sanguigna. Lo sviluppo di un nuovo cerotto a rilascio di IMAO potrebbe diminuire questi rischi. Gli IMAO, inoltre, possono interagire con i farmaci SSRI e scatenare una sindrome molto grave (sindrome serotoninergica), in grado di provocare:

  • stato confusionale,
  • allucinazioni,
  • forte sudorazione,
  • rigidità muscolare,
  • convulsioni,
  • sbalzi della pressione,
  • alterazioni del battito cardiaco,
  • altri sintomi potenzialmente letali.

Ansiolitici

Le benzodiazepine combattono l’ansia e hanno pochi effetti collaterali, oltre alla sonnolenza. Chi le assume può sviluppare assuefazione, cioè può aver bisogno di dosi sempre più massicce di farmaco per ottenere lo stesso effetto: le benzodiazepine, quindi, vengono prescritte di solito per periodi brevi, soprattutto nei casi di abuso di alcol o stupefacenti e nei pazienti che già sono soggetti a dipendenza dai farmaci. L’eccezione alla regola sono i pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico, che possono assumere le benzodiazepine anche per un anno senza soffrire di effetti collaterali.

Il clonazepam (Rivotril®) è usato nei casi di fobia sociale e disturbo d’ansia generalizzato; il lorazepam (Tavor®) è efficace per il disturbo da attacchi di panico mentre l’alprazolam (Xanax®) è efficace sia per gli attacchi di panico sia per l’ansia generalizzata.

Alcuni pazienti soffrono di sintomi da sospensione se smettono di assumere le benzodiazepine da un giorno all’altro anziché diminuire il dosaggio con gradualità: l’ansia può ripresentarsi dopo la fine della terapia. Questi rischi potenziali hanno portato alcuni medici a prescrivere questi farmaci con prudenza o a prescriverli in dosi inadeguate.

Il buspirone (Buspar®), appartenente alla classe degli azapironi, è un ansiolitico di ultima generazione usato per curare il disturbo d’ansia generalizzato. Tra i suoi possibili effetti collaterali troviamo le vertigini, il mal di testa e la nausea. Diversamente dalle benzodiazepine, il buspirone deve essere assunto regolarmente per almeno due settimane perché inizi a manifestarsi l’effetto ansiolitico.

Betabloccanti

I betabloccanti come il propranololo (Inderal®), un farmaco usato per curare le patologie cardiache, possono prevenire i sintomi fisici che accompagnano alcuni disturbi ansiosi, in particolar modo la fobia sociale. Quando è possibile prevedere la situazione che scatena l’ansia (ad esempio un discorso in pubblico), il medico può prescrivere un betabloccante per tenere sotto controllo i sintomi ansiosi.

Assumere i farmaci

Prima di assumere un farmaco per un qualsiasi disturbo d’ansia è necessario:

  • Chiedere al proprio medico quali sono gli effetti e gli effetti collaterali del farmaco.
  • Comunicare al medico quali terapie alternative state seguendo e quali altri farmaci (anche senza ricetta) state assumendo.
  • Chiedere al medico quando e in che modo dovrete interrompere la terapia. Alcuni farmaci non possono essere interrotti bruscamente, ma il dosaggio deve essere diminuito gradualmente sotto la costante supervisione del proprio medico.
  • Decidere insieme al medico quale farmaco fa al caso vostro e qual è il dosaggio più adatto.
  • Ricordare che alcuni farmaci sono efficaci solo se assunti con regolarità e che i sintomi potrebbero ripresentarsi se smetterete di assumerli.

Psicoterapia

La psicoterapia consiste in colloqui con uno specialista di salute mentale (psichiatra, psicologo, assistente sociale o counselor), volti a scoprire le cause del disturbo d’ansia e i modi migliori per affrontare i sintomi.

Terapia cognitivo-comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è molto efficace per curare i disturbi d’ansia. L’approccio cognitivo aiuta il paziente a cambiare gli schemi di pensiero che stanno alla base delle paure, mentre l’approccio comportamentale modifica il modo di reagire alle situazioni che scatenano l’ansia.

Ad esempio la TCC può aiutare i pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico a rendersi conto che gli attacchi in realtà non sono attacchi di cuore e i pazienti affetti da fobia sociale a superare il pensiero che gli altri stiano sempre con gli occhi puntati su di loro, pronti a giudicarli. Quando il paziente è in grado di affrontare le sue paure gli viene insegnato come usare particolari tecniche di esposizione che lo desensibilizzeranno nelle situazioni che scatenano l’ansia.

Alle persone affette da disturbo ossessivo-compulsivo che hanno paura dello sporco e dei germi viene consigliato di tenere le mani sporche e attendere sempre più tempo tra un lavaggio e l’altro. Il terapeuta aiuta il paziente a lottare contro l’ansia che l’attesa del lavaggio produce: dopo molte ripetizioni dell’esercizio, l’ansia diminuirà. Le persone affette da fobia sociale possono essere incoraggiate a passare del tempo in contesti sociali che le impauriscono senza cedere alla tentazione di fuggire e a commettere piccoli errori per osservare le reazioni degli altri. La reazione degli altri di solito è molto meno grave di quella temuta dal paziente e questo contribuisce alla diminuzione dell’ansia. Le persone affette da disturbo post-traumatico da stress possono essere aiutate riproducendo o ricordando l’evento traumatico in un contesto sicuro, contribuendo così alla diminuzione della paura. I terapeuti insegnano anche tecniche di respirazione e altri tipi di esercizio in grado di alleviare l’ansia e favorire il rilassamento.

La terapia comportamentale basata sull’esposizione è stata usata per molti anni per curare le fobie specifiche. Il paziente viene gradualmente messo a contatto con l’oggetto o la situazione che scatena l’ansia, magari in un primo tempo con immagini o registrazioni e solo in un secondo momento direttamente. In molti casi il terapeuta accompagnerà il paziente durante l’esposizione, aiutandolo e guidandolo.

La TCC si può iniziare solo quando il paziente si sente pronto, e solo con il suo permesso e la sua cooperazione. Per essere efficace, la terapia deve essere mirata alle ansie specifiche del paziente e deve essere costruita su misura sulle sue necessità. Non ci sono effetti collaterali, tranne il lieve disagio dovuto all’aumento temporaneo dell’ansia.

La TCC o terapia comportamentale in molti casi ha una durata di 12 settimane. Le sedute possono essere individuali oppure condividse da un gruppo di pazienti con problemi simili. La terapia di gruppo è particolarmente efficace nel caso di fobia sociale. Spesso ai partecipanti vengono assegnati dei compiti da completare tra una seduta e l’altra. Alcune ricerche dimostrano che i benefici della TCC hanno una maggiore durata rispetto a quelli della terapia farmacologica, almeno nel caso dei pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico; le stesse conclusioni potrebbero valere anche per il disturbo ossessivo-compulsivo, per il disturbo post-traumatico da stress e per la fobia sociale. Se il disturbo si ripresenta in una fase successiva della vita, è possibile usare di nuovo la stessa terapia per sconfiggerlo nuovamente.

Per i disturbi d’ansia specifici, la terapia farmacologica può essere combinata con la psicoterapia: si tratta dell’approccio più efficace per molti pazienti.

A chi chiedere aiuto

Se pensate di soffrire di un disturbo d’ansia la prima persona a cui chiedere aiuto è il vostro medico di famiglia. Il medico può scoprire se i sintomi che vi spaventano sono dovuti a un disturbo d’ansia, a un’altra patologia oppure a entrambi i fattori.

Se la diagnosi è di disturbo d’ansia il secondo passo di solito è la visita da uno specialista di salute mentale. I medici più competenti per i disturbi d’ansia sono quelli che hanno ricevuto una formazione specifica per la terapia cognitivo-comportamentale e/o per la terapia comportamentale e che sono disposti a usare farmaci se necessario.

Dovreste sentirvi a vostro agio quando parlate con lo specialista che avete scelto, se non lo siete dovreste cercare qualcun altro che vi aiuti. Una volta individuato lo specialista con cui siete a vostro agio dovrete fare gioco di squadra con lui ed elaborare insieme una terapia per curare il disturbo d’ansia.

Ricordate che, una volta iniziata la terapia, è importante non smettere di assumere i farmaci da un giorno all’altro. Il dosaggio di alcuni farmaci deve essere diminuito solo sotto controllo medico, altrimenti potrebbero verificarsi effetti collaterali da sospensione. Ricordatevi di informare il medico che vi ha prescritto il farmaco prima di interrompere la terapia. Se gli effetti collaterali vi danno problemi, è possibile eliminarli adeguando il dosaggio del farmaco oppure gli orari o la frequenza a cui lo assumete.

La maggior parte delle terapie farmacologiche contro i disturbi d’ansia è mutuabile. Chiedete comunque consiglio al vostro medico o al farmacista. Per quanto riguarda la psicoterapia potete rivolgervi a uno specialista che lavora privatamente oppure presso una struttura pubblica.

Aumentare l’efficacia della terapia

Molti pazienti che soffrono di disturbi d’ansia riescono a guarire più facilmente se partecipano a un gruppo di aiuto o supporto e condividono i loro problemi e i loro risultati con altre persone. Da questo punto di vista anche le chat su Internet possono essere utili, ma ricordiamo che qualsiasi consiglio ricevuto su Internet dovrebbe essere verificato con attenzione, perché le persone incontrate su Internet spesso sono degli sconosciuti e le identità false sono all’ordine del giorno. Parlare con un amico fidato o con un religioso può anche rivelarsi utile, ma l’aiuto ricevuto non può sostituire quello di uno specialista di salute mentale.

Le tecniche di gestione dello stress e di meditazione possono aiutare le persone affette da disturbi ansiosi a calmarsi e possono rendere la terapia ancora più efficace. Alcune ricerche, per ora soltanto all’inizio, dimostrano che l’esercizio aerobico potrebbe avere un effetto calmante. È inoltre necessario evitare la caffeina, alcune droghe e persino alcuni farmaci antinfluenzali da banco, perché potrebbero aggravare i sintomi dei disturbi d’ansia. Durante la terapia, prima di assumere qualsiasi farmaco aggiuntivo, è necessario chiedere il parere del proprio medico o di un farmacista.

La famiglia è molto importante per la guarigione del paziente affetto da disturbi d’ansia. Idealmente, la famiglia dovrebbe sostenere il paziente, ma non lasciare che i suoi sintomi si incancreniscano. I famigliari non dovrebbero sottovalutare il disturbo né pretendere che avvengano miglioramenti senza alcuna terapia. Se i vostri famigliari si comportano già così, potreste far leggere loro quest’articolo: li educherete a diventare vostri alleati e vi aiuteranno a guarire presto e bene.

Alimentazione

Affrontare l’ansia non è sempre facile e fare attenzione a ciò che si mangia è importante per farvi sentire meglio. Anche se i disturbi d’ansia non si possono curare con il cibo, una dieta equilibrata o il fatto di limitare o evitare alcuni cibi può aiutare a sentirsi meglio e a migliorare il proprio stato d’animo. Può anche aiutare a mantenere un livello costante di energia per tutto il giorno. Provate a seguire questi suggerimenti:

  • Mangiare pasti non abbondanti ma frequenti. Ciò contribuirà a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue per tutta la giornata.
  • Aumentare il consumo di carboidrati (amidi). I pasti e gli snack ricchi di carboidrati portano ad aumentare la quantità di serotonina nel cervello, che ha un effetto calmante. Preferite i cibi ricchi di carboidrati complessi (come i cereali integrali), e cercate di mangiare meno carboidrati semplici (zuccheri).
  • Bere molta acqua. Una disidratazione anche lieve può influenzare l’umore.
  • Limitare o evitare l’alcol. L’effetto immediato dell’alcol può essere tranquillizzante per la maggior parte delle persone, ma nel momento in cui l’alcol viene metabolizzato dall’organismo può causare sintomi simili all’ansia.
  • Limitare o evitare la caffeina. La caffeina è uno stimolante in grado di farvi sentire agitati e nervosi e può interferire con il sonno.
  • Prestare attenzione alla sensibilità alimentare. In alcune persone, alcuni cibi o additivi alimentari possono causare reazioni avverse, anche di umore , che possono portare a irritabilità o ansia. Gli alimenti che comunemente causano reazioni sono: grano, mais, soia, latte, uova, noci e frutti di mare.
  • Mangiare alcuni alimenti che contengono triptofano. Il triptofano aiuta il cervello a produrre sostanze chimiche che migliorano l’umore e hanno un effetto rilassante. Latte, banane, avena, soia, pollame, formaggi, noci, burro di arachidi e semi di sesamo sono una buona fonte di triptofano.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Stefano

    Buonsera Dottore, capita che quando sono in fila alle poste o alla cassa del supermercato, quando vedo che l’impiegato o il cassiere ci mette una eternità a sbrigarmi a me viene un caldo tremendo come se stessi per svenire ma tutto passa in una decina di secondi. Come posso fare? grazie mille

    1. Anonimo

      inoltre ho paura di prendere l’aereo quando prima tale paura non esisteva minimanete….

    2. stefano

      dal barbiere a volte dopo che mi siedo mi sento come intrappolato e cerco quasi una scusa per poter fuggire dalla poltrona in cui mi sta tagliando i capelli. Situazioni in cui mi viene difficile andare via da lì…

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra tutto riconducibile all’ansia e, probabilmente, un percorso di supporto psicologico potrebbe essere la soluzione ideale.

  2. giulia

    Buongiorno di nuovo dottore gli o scritto giorni scorsi che sono finita a pronto soccorso per un attacco di panico …a pronto soccorso mi hanno fatto anche la beta perche pensavano che fossi incinta valore 0.10 negativo pero questi giorni doveva arrivarmi il ciclo ultimo e stato il 13 mese scorso io avendo un ciclo non regolare tante volte a 20 giorni oppure 24 dipende potrei essere ….e la beta e stata fatta troppo presto non avendo nessun sintomo ne del ciclo ne di gravidanza solo ritardo …

  3. giulia

    Circa 4 ore ho avuto una leggera perdita arancione quasi non si vede su lo salvaslip…poi non ho ne seno che mi fa male ne la pancia qualche fitte alla schiena in basso

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ripeta il test a 15-16 giorni dal rapporto, ma è più probabilmente stress.

  4. Anonimo

    Buonasera dottore le devo far presente che dato che prendo psicofarmaci da ben 6 anni ultimamente avverto frequenti cambi d’umore, spero non sia l’inizio del morbo d’Alzheimer. Ho 41 anni. Questa cosa comincio a temerla, comunque a fine mese devo fare la RM.

  5. Roberto

    Salve dottore é da circa 1 mese che soffro di attacchi di panico molto forti sensazione di morire a lavoro non riesco andare sono convinto che i miei colleghi mi parlino dietro , tutto questo a causa che mia moglie ha un tumore al polmone e tra chemioterapia e altro sta soffrendo molto, io adesso sto vivendo malissimo ho l’ansia che mi venga un attacco di panico all’improvviso anche sul lavoro,devo iniziare un percorso con uno psicologo settimana prossima,non riesco a lavorare e mi sono messo in mutua,o paura di ritornare a lavoro perché non posso muovermi e le persone mi guardano e son convinto che parlino sempre di me
    Cosa mi consiglia di starmene a casa o tornare a lavorare anche se ci sono farmaci che alleviano l’ansia e panico?
    Io sto bene a casa perché da solo riesco a controllarmi ma con altre persone davanti impazzisco.
    Grazie di cuore.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Per ora inizi con calma i percorso di supporto psicologico, per tornare al lavoro probabilmente c’è tempo.

  6. ele

    Salve dottore ho 25 anni e da 5 mesi siffro di attacchi d’ansia..mi hanno prescritto compendium 5goccie al bisogno..me lha dato il medico d base…solo che ho paura di prenderlo!!ho paura che dopo aver preso le goccie mi senta male o mi venga un collasso..posso stare tranquilla e prenderle?io vorrei..cosi starei un po meglio..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      5 gocce è una dose bassissima, lo prenda senza paura.

    2. ele

      Grazie dottore x la risposta!! Spero che allievi quel senso di irrequietezza e intontimento/sbandamento e i tuffi al cuore.. Pensa che agisca su tutte queste cose? Ho solo questi sintomi.. Ma il più fastidioso è l’irrequietezza.. Non riesco a stare ferma e seduta tranquilla senza pensare!!!e tra poco dovrò fare un viaggio di 12 ore in treno..che facciob2 volte l’anno.. Ma quest’anno purtroppo c’è questa novità dell’ansia… Anche quando vorrei prendermi le goccie..se sono fuori casa penso… E se mi sento male CN le gocce! Che faccio qui!?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ha tutto il tempo per provare il farmaco a casa e verificare che non le darà problemi, così partirà più tranquilla sapendo di poterlo assumere se necessario.

  7. ana

    Salve dr. Sono incinta di 36 settimane. Il 30 giugno sono andata al pronto soccorso perché da due giorni non riuscivo a dormire. Sentivo di soffocare e se mi adormentavo 3 minuti saltavo giù dal letto. Avevo paura di dormire e anche da sveglia non era meglio. Mi hanno ricoverata e mi hanno dato 5 gocce di lexotan di notte. Per il resto niente ….hanno controllato di piu il bambino e mi hanno mandata a casa. Ancora per due giorni dopo mi sono sentita uguale dopo di che e passato. Adesso invece sono riaparse queste sensazioni di soffocamento mi viene da piangere non riesco dormire più di 5 minuti mi sveglio e sento che devo scappare. Sono disperata non so cosa fare. Se vado il pronto soccorso non mi fanno niente come l’altra volta. Cosa faccio dove vado sento di impazzire.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Si rivolga con fiducia al ginecologo, è colpa degli ormoni, ma è possibile cercare di tamponare il problema.

  8. titti82

    buongiorno dottore,ho un problema e capisco perchè,da quasi un anno sto vivento un perido molto stressante con attacchi di panico e ansia,ho avuto inizialmente un dolore al fianco destro,poi con i primi caldi ho iniziato a star male mangiando farinacei,roba integrale,cioccolato,alcolici e via dicendo( vampate di caldo con grossi attacchi di panico,chiazze che arrivavano dal viso fino al torace e alle braccia,mal di stomaco ed emicranee e bisogno di urinare e anche un po’ di feci molli e male odoranti e cattivo odore in bocca)ora che è arrivato il caldo sto anche peggio,alcuni giorni esco sul balcone e il solo contatto col sole mi fa sentire come se stessi bruciando,soprattutto in viso,un giorno mi è capitato che sono uscita verso le 10 e mezza del mattino (dopo aver mangiato una merenda a base di latte e cacao), dopo una mezz’ora sono dovuta correre a casa perchè mi sentivo la faccia bruciare,in più ero tutta rossa in viso e ho avuto un attacco di panico enorme,mi sentivo come se stessi per morire in quel momento,mi sono misurata la pressione ma era 120 – 75 e i battiti cardiaci erano 112,sudorazione abbondante,nausea,mal di stomaco,bisogno di urinare,feci molli e cattivo odore in bocca,poi dopo essermi rinfrescata è tutto passato,ho parlato al medico delle vampate di caldo e dei mal di testa e mi ha sconsigliato di fare prove allergiche perchè fa troppo caldo e mi ha detto di tenere un diario alimentare… ma alla fine qst ansia e attacchi di panico possono dipendere da un allergia alimentare? oppure è solo qst forte stress? 4 anni fa avevo un peso corporeo compreso tra i 44 e i 48 kg ,sono alta 160, poi ho avuto una bambina ed ero arrivata a pesare 52 ,dopo qst episodio sono tornata al mio solito peso corporeo… anche qst tornare al peso iniziale è tt nella norma??? grazie dottore

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In prima battuta penserei forse alla sola ansia/stress.

  9. Fiordaliso

    Salve .assumo 1 cp di gabapentin la sera x ansia e 1/4 di prozac la mattina ….ho letto su internet che il gabapentin e’ considerata una droga e io mi sono molto allarmata e spaventata.e’ vero o e’ solo terrorismo verso gli psicofarmaci? Non so più cosa fare .Ma col tempo possono danneggiare in qualche modo il cervello?..e’ da 1 anno e 1/2 che la prendo. Attendo con ansia la sua risposta… grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Solo terrorismo verso gli psicofarmaci, non si preoccupi.

  10. Fiordaliso

    Quindi lo posso prendere tranquillamente ? Faccio tcc da 4 mesi x disturbi d ansia .l altro giorno la psicologa mi aveva consigliato di andare dal mio psichiatra x fare il punto farmaci .. xche’ il prozac che prendevo da 1/2 compressa mi e’ stata portata ad 1/4 xche” mi procurava qt lungo.(483) …. con prozac diminuito si è quasi normalizzato ( 462) ..io sono titubante ad andare ora dal mio psichiatra anche xche” ci troviamo in un periodo di caldo … fra 15 giorni forse dovro’ andare fuori x 3 giorni x vacanza…. e non so se lui vorra’ modificare cura o meno… io in verita’ vorrei sospendere tutto. Che mi consiglia andare ora o aspettare ed andare dopo le ferie?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Credo che essendoci le ferie di mezzo sia opportuno non toccare nulla per ora, per non rischiare di avere problemi proprio mentre dovrebbe invece godersi qualche giorno di riposo. Al ritorno non aspetti comunque troppo, se si volesse togliere qualcosa sarebbe opportuno non farlo nel cambio di stagione.

  11. Fuordaliso

    Grazie x la sua immediata risposta….come sempre lei e ” sempre disponibile

  12. Anonimo

    Buongiorno dottor stamattina vado in panico. Ho sognato di essere malato grave e dentro in un ospedale. Spero non si avveri mai !

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ottimo, insista nel combattere questo problema, perchè probabilmente è la causa dell’episodio di questa notte.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Nel mio piccolo sono a disposizione, si ricordi che NON sono medico.

  13. Silvia

    Dottore non so come fare o da due anni attacchi di panico e paura di morire non posso viaggiare con il mio compagno sono disperata dopo tre anni che non vado in ferie ma la paura mi blocca litigo con lui e non posso pensare di stare senza lui come faccio

  14. Silvia

    Ma come posso fare il viaggio è lungo e in Romania e lo fatto prima mi piaceva da morire ora la paura è più forte di me voglio andarci ma penso di non farcela

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ci sono stati miglioramenti con la psicolga? Sono stati presi in considerazione antidepressivi e/o ansiolitici? Potrebbero essere una soluzione per il viaggio.

  15. Silvia

    Io li o presi quando me la dati il psichiatra prezene e levopraid poi o cercato di toglierli ma ora sento che non va proprio e comunque anche con le gocce mi sono presi e il mio compagno se spaventato più di me sono stufa mi sento nulla con la psicologia e da maggio che ci vado ma ancora non vedo miglioramenti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Valuterei con il medico di base un ansiolitico per il viaggio, più in generale potrebbe essere utile riprendere a vedere anche lo psichiatra.

  16. Nicola

    Dottore volevo dirle che da qualche mese ho iniziato a soffrire di ansia e attacchi di panico.Mi sento sempre in ansia nel fare tutto anche quando devo uscire,andare al lavoro ecc.Ho avvisato il mio medico di sta cosa e mi ha prescritto da prendere un ansiolitico Xanax 0.50 mg,volevo sapere se col tempo quest’ansia migliorerà e se l’ansiolitico basta per quest’ansia o devo fare altro?Ho 20 anni ed è la prima volta che mi capita una cosa del genere e sinceramente mi preoccupa.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe valutare di affiancare al farmaco un supporto psicologico, in genere questo è più diretto sulla causa che sul sintomo.

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