Ansia ed attacchi di panico: rimedi e cure

Ultimo Aggiornamento: 520 giorni

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Introduzione

In generale i disturbi d’ansia vengono curati con i farmaci, con approcci psicoterapici specifici o con entrambe le terapie. La scelta della terapia dipende dal problema e dalle preferenze del paziente. Prima di iniziare la cura il medico deve diagnosticare con attenzione le condizioni del paziente per stabilire se i sintomi sono causati da un disturbo d’ansia oppure da un problema fisico. Se la diagnosi è ansia in una delle sue forme devono essere identificati il tipo di disturbo o la combinazione di disturbi, ma anche le patologie concomitanti, come la depressione o l’abuso di sostanze. In alcuni casi l’alcolismo, la depressione o altre patologie concomitanti hanno un effetto talmente forte sull’individuo che occorre sconfiggerle, prima di poter iniziare a curare il disturbo d’ansia.

I pazienti colpiti e già curati in passato dovrebbero dare al loro medico attuale tutti i dettagli sulla terapia; se si trattava di una terapia farmacologica dovrebbero comunicare al medico attuale il nome del farmaco e il dosaggio iniziale, dovrebbero poi precisare se il dosaggio è stato diminuito o aumentato nel corso della terapia, se si sono verificati effetti collaterali e se la terapia si è rivelata efficace per alleviare i disturbi d’ansia. Se si trattava di una terapia psicologica dovrebbero invece precisare il tipo, la frequenza delle sedute e se la terapia si è rivelata efficace.

Spesso i pazienti ritengono che la terapia sia stata un fallimento o che non abbia funzionato quando, in realtà, non è stata seguita per un tempo sufficiente o è stata somministrata in modo scorretto. Spesso i malati devono provare diverse terapie o combinazioni di terapie prima di trovare quella che si rivela efficace nel loro caso.

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica non è una vera e propria cura per i disturbi d’ansia, ma può tenere sotto controllo i sintomi mentre il paziente viene curato con la psicoterapia. I farmaci devono essere prescritti da medici competenti, normalmente da psichiatri, che possono offrire anche le sedute di psicoterapia oppure lavorare con una squadra di psicologi, assistenti sociali o counselor in grado di aiutare il paziente nel suo percorso. I farmaci usati con maggior frequenza per curare i disturbi d’ansia sono:

  • gli antidepressivi,
  • gli ansiolitici,
  • e i betabloccanti che tengono sotto controllo alcuni dei sintomi fisici.

Con una terapia adeguata molti pazienti affetti da disturbi d’ansia possono condurre una vita normale e soddisfacente.

Antidepressivi

Gli antidepressivi sono stati creati per curare la depressione, ma sono anche efficaci nella terapia dei disturbi d’ansia. Questi farmaci iniziano a modificare i processi chimici cerebrali già dopo la primissima dose, ma per diventare pienamente efficaci devono provocare tutta una serie di cambiamenti; di solito, quindi, occorrono da 4 a 6 settimane prima che i sintomi inizino ad attenuarsi. È importante proseguire la terapia per tutto il tempo necessario al suo buon funzionamento.

SSRI

Alcuni degli antidepressivi di ultima generazione sono detti inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, o SSRI. I farmaci SSRI alterano i livelli cerebrali della serotonina, un neurotrasmettitore che, come altre sostanze simili, aiuta i neuroni a comunicare tra di loro.

Tra i farmaci SSRI prescritti più di frequente per la cura del disturbo da attacchi di panico, del disturbo ossessivo-compulsivo, del disturbo post-traumatico da stress e della fobia sociale troviamo: la fluoxetina (Prozac®), la sertralina (Zoloft®), l’escitalopram (Cipralex®), la paroxetina (Seroxat®) e il citalopram (Seropram®). I farmaci SSRI vengono anche usati per curare il disturbo da attacchi di panico, quando si verifica contemporaneamente al disturbo ossessivo-compulsivo, alla fobia sociale o alla depressione. Per curare il disturbo d’ansia generalizzato, invece, viene usata la venlafaxina (Efexor®), un farmaco strettamente imparentato con gli altri SSRI. Questi farmaci all’inizio vengono somministrati a basso dosaggio e poi gradualmente aumentati finché non recano giovamento al paziente.

I farmaci SSRI presentano meno effetti collaterali degli altri antidepressivi, ma a volte possono provocare lieve nausea o nervosismo nei primi giorni di terapia. Questi sintomi scompaiono nelle fasi successive. Alcuni pazienti soffrono anche di disfunzioni sessuali durante la terapia con SSRI: il problema può essere alleviato adeguando il dosaggio oppure passando a un altro farmaco della stessa categoria.

Triciclici

I triciclici sono farmaci meno recenti rispetto agli SSRI, ma sono altrettanto efficaci per la cura di tutti i disturbi d’ansia tranne il disturbo ossessivo-compulsivo. Anche il dosaggio dei triciclici all’inizio è basso e in seguito viene aumentato gradualmente. A volte questi farmaci provocano capogiro, sonnolenza, secchezza delle fauci e aumento di peso: di solito questi problemi scompaiono adeguando il dosaggio o passando a un altro farmaco della stessa categoria.

Tra i triciclici troviamo: l’imipramina (Tofranil®), prescritta nei casi di disturbo da attacchi di panico e ansia generalizzata, e la clomipramina, l’unico antidepressivo triciclico efficace per la terapia del disturbo ossessivo-compulsivo.

IMAO

Gli inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) sono la categoria più vecchia di farmaci antidepressivi. Tra gli IMAO prescritti con maggior frequenza per i disturbi d’ansia troviamo: la fenelzina (Margyl®), seguita dalla tranilcipromina (Parmodalin®) e dall’isocarboxazide, utili nei casi di disturbo da attacchi di panico e di fobia sociale. Chi è in terapia con farmaci IMAO non deve assumere diversi alimenti e bevande (come il formaggio e il vino rosso) che contengono la tiramina e nemmeno determinati farmaci, tra cui:

  • alcuni tipi di pillola anticoncezionale,
  • alcuni analgesici (come il Moment®, il Nurofen® o il Tachipirina®),
  • antiallergici,
  • antistaminici,
  • rimedi erboristici;

queste sostanze, infatti, sono in grado di interagire con gli IMAO e causare pericolosi aumenti della pressione sanguigna. Lo sviluppo di un nuovo cerotto a rilascio di IMAO potrebbe diminuire questi rischi. Gli IMAO, inoltre, possono interagire con i farmaci SSRI e scatenare una sindrome molto grave (sindrome serotoninergica), in grado di provocare:

  • stato confusionale,
  • allucinazioni,
  • forte sudorazione,
  • rigidità muscolare,
  • convulsioni,
  • sbalzi della pressione,
  • alterazioni del battito cardiaco,
  • altri sintomi potenzialmente letali.

Ansiolitici

Le benzodiazepine combattono l’ansia e hanno pochi effetti collaterali, oltre alla sonnolenza. Chi le assume può sviluppare assuefazione, cioè può aver bisogno di dosi sempre più massicce di farmaco per ottenere lo stesso effetto: le benzodiazepine, quindi, vengono prescritte di solito per periodi brevi, soprattutto nei casi di abuso di alcol o stupefacenti e nei pazienti che già sono soggetti a dipendenza dai farmaci. L’eccezione alla regola sono i pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico, che possono assumere le benzodiazepine anche per un anno senza soffrire di effetti collaterali.

Il clonazepam (Rivotril®) è usato nei casi di fobia sociale e disturbo d’ansia generalizzato; il lorazepam (Tavor®) è efficace per il disturbo da attacchi di panico mentre l’alprazolam (Xanax®) è efficace sia per gli attacchi di panico sia per l’ansia generalizzata.

Alcuni pazienti soffrono di sintomi da sospensione se smettono di assumere le benzodiazepine da un giorno all’altro anziché diminuire il dosaggio con gradualità: l’ansia può ripresentarsi dopo la fine della terapia. Questi rischi potenziali hanno portato alcuni medici a prescrivere questi farmaci con prudenza o a prescriverli in dosi inadeguate.

Il buspirone (Buspar®), appartenente alla classe degli azapironi, è un ansiolitico di ultima generazione usato per curare il disturbo d’ansia generalizzato. Tra i suoi possibili effetti collaterali troviamo le vertigini, il mal di testa e la nausea. Diversamente dalle benzodiazepine, il buspirone deve essere assunto regolarmente per almeno due settimane perché inizi a manifestarsi l’effetto ansiolitico.

Betabloccanti

I betabloccanti come il propranololo (Inderal®), un farmaco usato per curare le patologie cardiache, possono prevenire i sintomi fisici che accompagnano alcuni disturbi ansiosi, in particolar modo la fobia sociale. Quando è possibile prevedere la situazione che scatena l’ansia (ad esempio un discorso in pubblico), il medico può prescrivere un betabloccante per tenere sotto controllo i sintomi ansiosi.

Assumere i farmaci

Prima di assumere un farmaco per un qualsiasi disturbo d’ansia è necessario:

  • Chiedere al proprio medico quali sono gli effetti e gli effetti collaterali del farmaco.
  • Comunicare al medico quali terapie alternative state seguendo e quali altri farmaci (anche senza ricetta) state assumendo.
  • Chiedere al medico quando e in che modo dovrete interrompere la terapia. Alcuni farmaci non possono essere interrotti bruscamente, ma il dosaggio deve essere diminuito gradualmente sotto la costante supervisione del proprio medico.
  • Decidere insieme al medico quale farmaco fa al caso vostro e qual è il dosaggio più adatto.
  • Ricordare che alcuni farmaci sono efficaci solo se assunti con regolarità e che i sintomi potrebbero ripresentarsi se smetterete di assumerli.

Psicoterapia

La psicoterapia consiste in colloqui con uno specialista di salute mentale (psichiatra, psicologo, assistente sociale o counselor), volti a scoprire le cause del disturbo d’ansia e i modi migliori per affrontare i sintomi.

Terapia cognitivo-comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è molto efficace per curare i disturbi d’ansia. L’approccio cognitivo aiuta il paziente a cambiare gli schemi di pensiero che stanno alla base delle paure, mentre l’approccio comportamentale modifica il modo di reagire alle situazioni che scatenano l’ansia.

Ad esempio la TCC può aiutare i pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico a rendersi conto che gli attacchi in realtà non sono attacchi di cuore e i pazienti affetti da fobia sociale a superare il pensiero che gli altri stiano sempre con gli occhi puntati su di loro, pronti a giudicarli. Quando il paziente è in grado di affrontare le sue paure gli viene insegnato come usare particolari tecniche di esposizione che lo desensibilizzeranno nelle situazioni che scatenano l’ansia.

Alle persone affette da disturbo ossessivo-compulsivo che hanno paura dello sporco e dei germi viene consigliato di tenere le mani sporche e attendere sempre più tempo tra un lavaggio e l’altro. Il terapeuta aiuta il paziente a lottare contro l’ansia che l’attesa del lavaggio produce: dopo molte ripetizioni dell’esercizio, l’ansia diminuirà. Le persone affette da fobia sociale possono essere incoraggiate a passare del tempo in contesti sociali che le impauriscono senza cedere alla tentazione di fuggire e a commettere piccoli errori per osservare le reazioni degli altri. La reazione degli altri di solito è molto meno grave di quella temuta dal paziente e questo contribuisce alla diminuzione dell’ansia. Le persone affette da disturbo post-traumatico da stress possono essere aiutate riproducendo o ricordando l’evento traumatico in un contesto sicuro, contribuendo così alla diminuzione della paura. I terapeuti insegnano anche tecniche di respirazione e altri tipi di esercizio in grado di alleviare l’ansia e favorire il rilassamento.

La terapia comportamentale basata sull’esposizione è stata usata per molti anni per curare le fobie specifiche. Il paziente viene gradualmente messo a contatto con l’oggetto o la situazione che scatena l’ansia, magari in un primo tempo con immagini o registrazioni e solo in un secondo momento direttamente. In molti casi il terapeuta accompagnerà il paziente durante l’esposizione, aiutandolo e guidandolo.

La TCC si può iniziare solo quando il paziente si sente pronto, e solo con il suo permesso e la sua cooperazione. Per essere efficace, la terapia deve essere mirata alle ansie specifiche del paziente e deve essere costruita su misura sulle sue necessità. Non ci sono effetti collaterali, tranne il lieve disagio dovuto all’aumento temporaneo dell’ansia.

La TCC o terapia comportamentale in molti casi ha una durata di 12 settimane. Le sedute possono essere individuali oppure condividse da un gruppo di pazienti con problemi simili. La terapia di gruppo è particolarmente efficace nel caso di fobia sociale. Spesso ai partecipanti vengono assegnati dei compiti da completare tra una seduta e l’altra. Alcune ricerche dimostrano che i benefici della TCC hanno una maggiore durata rispetto a quelli della terapia farmacologica, almeno nel caso dei pazienti affetti da disturbo da attacchi di panico; le stesse conclusioni potrebbero valere anche per il disturbo ossessivo-compulsivo, per il disturbo post-traumatico da stress e per la fobia sociale. Se il disturbo si ripresenta in una fase successiva della vita, è possibile usare di nuovo la stessa terapia per sconfiggerlo nuovamente.

Per i disturbi d’ansia specifici, la terapia farmacologica può essere combinata con la psicoterapia: si tratta dell’approccio più efficace per molti pazienti.

A chi chiedere aiuto

Se pensate di soffrire di un disturbo d’ansia la prima persona a cui chiedere aiuto è il vostro medico di famiglia. Il medico può scoprire se i sintomi che vi spaventano sono dovuti a un disturbo d’ansia, a un’altra patologia oppure a entrambi i fattori.

Se la diagnosi è di disturbo d’ansia il secondo passo di solito è la visita da uno specialista di salute mentale. I medici più competenti per i disturbi d’ansia sono quelli che hanno ricevuto una formazione specifica per la terapia cognitivo-comportamentale e/o per la terapia comportamentale e che sono disposti a usare farmaci se necessario.

Dovreste sentirvi a vostro agio quando parlate con lo specialista che avete scelto, se non lo siete dovreste cercare qualcun altro che vi aiuti. Una volta individuato lo specialista con cui siete a vostro agio dovrete fare gioco di squadra con lui ed elaborare insieme una terapia per curare il disturbo d’ansia.

Ricordate che, una volta iniziata la terapia, è importante non smettere di assumere i farmaci da un giorno all’altro. Il dosaggio di alcuni farmaci deve essere diminuito solo sotto controllo medico, altrimenti potrebbero verificarsi effetti collaterali da sospensione. Ricordatevi di informare il medico che vi ha prescritto il farmaco prima di interrompere la terapia. Se gli effetti collaterali vi danno problemi, è possibile eliminarli adeguando il dosaggio del farmaco oppure gli orari o la frequenza a cui lo assumete.

La maggior parte delle terapie farmacologiche contro i disturbi d’ansia è mutuabile. Chiedete comunque consiglio al vostro medico o al farmacista. Per quanto riguarda la psicoterapia potete rivolgervi a uno specialista che lavora privatamente oppure presso una struttura pubblica.

Aumentare l’efficacia della terapia

Molti pazienti che soffrono di disturbi d’ansia riescono a guarire più facilmente se partecipano a un gruppo di aiuto o supporto e condividono i loro problemi e i loro risultati con altre persone. Da questo punto di vista anche le chat su Internet possono essere utili, ma ricordiamo che qualsiasi consiglio ricevuto su Internet dovrebbe essere verificato con attenzione, perché le persone incontrate su Internet spesso sono degli sconosciuti e le identità false sono all’ordine del giorno. Parlare con un amico fidato o con un religioso può anche rivelarsi utile, ma l’aiuto ricevuto non può sostituire quello di uno specialista di salute mentale.

Le tecniche di gestione dello stress e di meditazione possono aiutare le persone affette da disturbi ansiosi a calmarsi e possono rendere la terapia ancora più efficace. Alcune ricerche, per ora soltanto all’inizio, dimostrano che l’esercizio aerobico potrebbe avere un effetto calmante. È inoltre necessario evitare la caffeina, alcune droghe e persino alcuni farmaci antinfluenzali da banco, perché potrebbero aggravare i sintomi dei disturbi d’ansia. Durante la terapia, prima di assumere qualsiasi farmaco aggiuntivo, è necessario chiedere il parere del proprio medico o di un farmacista.

La famiglia è molto importante per la guarigione del paziente affetto da disturbi d’ansia. Idealmente, la famiglia dovrebbe sostenere il paziente, ma non lasciare che i suoi sintomi si incancreniscano. I famigliari non dovrebbero sottovalutare il disturbo né pretendere che avvengano miglioramenti senza alcuna terapia. Se i vostri famigliari si comportano già così, potreste far leggere loro quest’articolo: li educherete a diventare vostri alleati e vi aiuteranno a guarire presto e bene.

Alimentazione

Affrontare l’ansia non è sempre facile e fare attenzione a ciò che si mangia è importante per farvi sentire meglio. Anche se i disturbi d’ansia non si possono curare con il cibo, una dieta equilibrata o il fatto di limitare o evitare alcuni cibi può aiutare a sentirsi meglio e a migliorare il proprio stato d’animo. Può anche aiutare a mantenere un livello costante di energia per tutto il giorno. Provate a seguire questi suggerimenti:

  • Mangiare pasti non abbondanti ma frequenti. Ciò contribuirà a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue per tutta la giornata.
  • Aumentare il consumo di carboidrati (amidi). I pasti e gli snack ricchi di carboidrati portano ad aumentare la quantità di serotonina nel cervello, che ha un effetto calmante. Preferite i cibi ricchi di carboidrati complessi (come i cereali integrali), e cercate di mangiare meno carboidrati semplici (zuccheri).
  • Bere molta acqua. Una disidratazione anche lieve può influenzare l’umore.
  • Limitare o evitare l’alcol. L’effetto immediato dell’alcol può essere tranquillizzante per la maggior parte delle persone, ma nel momento in cui l’alcol viene metabolizzato dall’organismo può causare sintomi simili all’ansia.
  • Limitare o evitare la caffeina. La caffeina è uno stimolante in grado di farvi sentire agitati e nervosi e può interferire con il sonno.
  • Prestare attenzione alla sensibilità alimentare. In alcune persone, alcuni cibi o additivi alimentari possono causare reazioni avverse, anche di umore , che possono portare a irritabilità o ansia. Gli alimenti che comunemente causano reazioni sono: grano, mais, soia, latte, uova, noci e frutti di mare.
  • Mangiare alcuni alimenti che contengono triptofano. Il triptofano aiuta il cervello a produrre sostanze chimiche che migliorano l’umore e hanno un effetto rilassante. Latte, banane, avena, soia, pollame, formaggi, noci, burro di arachidi e semi di sesamo sono una buona fonte di triptofano.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. vittorio

    Salve doc, sono in cura da 4 mesi con sertralina per attacchi di panico e ansia, ora sto lavorando praticamente 30 gg su 30 e da domenica ho di nuovo un po di ansia e panico. Puo essere normale pur essendo in cura avere questi episodi? Domenica ero in ansia perché lunedì avevamo riunione al lavoro ma poi la riunione non è stato niente di terribile ma l’ansia mi è rimasta!! La dose di sertralina è 0.50 al dì…grazie..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, purtroppo è normale, si sforzi di non preoccuparsi e vedrà che sparirà più rapidamente di prima.

  2. vittorio

    Lei dice che la dose è sufficiente o meglio che fisso un incontro col medico? E poi comunque sono 3 mesi che non uso lo xanax perché l’ho preso solamente a inizio terapia…mi scusi se la disturbo ma sono un po preoccupato…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Il medico le aveva detto di usarlo solo all’inizio?

  3. vittorio

    Mi ha detto che all’inizio era meglio se lo usavo per gli effetti collaterali e poi all’occorrenza…ma con il caldo io soffro e ho extrasistole tonfi allo stomaco che credo siano proprio le extrasistole mancanza di aria e cervicale con giramenti di testa…questo mi debilita parecchio purtroppo!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In giornate come quelle potrebbe avere senso riprenderlo.

  4. vittorio

    Ok ma le extrasistole si presentano con tonfi allo stomaco e senso che manca il respiro per un secondo?

  5. vittorio

    Ok grazie mille delle sue risposte! Le volevo chiedere un ultima cosa anche se non so se posso farlo qui, per la cervicale esistono massaggi o cose del genere per attenuare i mal di testa e il collo che scricchiola?perché ho un po paura di prendere anti dolorifici dopo che ho iniziato la cura.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, esistono moltissimi approcci non farmacologici, tutto sta a trovare quello adatto a sè stessi.

  6. vittorio

    Secondo le sue conoscenze quali sono quelli che hanno più efficacia?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Molti pazienti si trovano bene con la terapia del caldo.

  7. CAssia

    Gentile dottore devo iniziare una cura di antibiotici (Miraclin 2 volte al di per 10 giorni) vorrei sapere se assumendo insieme surmontil (25 gocce circa al di) vado incontro a qlche controindicazione. Grazie

  8. Cassia

    Gentile dottore e’ vero che Miraclin antibiotico può dare problemi di difficoltà a declutire? Con l’ansia che ho non mi sembra proprio il massimo.

  9. cassia

    gentile dottore, sono ancora io volevo sapere se 10 giorni di miraclin 2 volte al di possono aggravare la mia depressione e miei stati d’ansia. Per quanto riguarda il problema aborti c’è una sezione più mierata dove scrivere di tali problematiche?

  10. Davide

    Gentile dottore,spesso mi capita in certe occasioni anche se improvvisamente di iniziare a sudare anche se poi la temperatura non è elevata,e più ci penso maggiore è la mia sudorazione.Questo avviene principalmente nel momento in cui incontro nuove persone,in me stesso provo a rimanere calmo,ma la sudorazione inizia e con essa la mia preoccupazione.La cosa strana è che magari dopo una 10ina di minuti tutto torna come prima e mi tranquillizzo anch’io di conseguenza.Potrebbe essere legato tutto ciò all’ansia?In generale sono poi un tipo che se fa attività fisica o quant’altro suda già molto di per sè

  11. fanny

    salve dottore vorrei un informazione.. sono una ragazza di 21 anni.. è da circa un anno che soffro di piccoli attacchi di panico più o meno frequenti.. raramente mi capita quando dormo di svegliarmi all’improvviso spaventata e con la sensazione di non respirare più.. quando mi capita cerco di rilassarmi e dopo una mezz’oretta passa.. adesso però c’è un piccolo problema.. sto vivendo un periodo di forte stress e ansia a causa di problemi familiari, ad un lutto e alla malattia di una cara zia.. e mi capita che a volte anche se io sono rilassata, mi tremano leggermente le mani e noto che qualche volta, qualche muscolo delle gambe si muove involontariamente e mi agito perchè mi spavento possa essere qualcosa di grave.. poi noto anche che sempre durante quest’anno se mi capita di passare vicino a delle luci ad intermittenza bianche come quelle da discoteca, sento il bisogno di chiudere gli occhi perchè mi inizia a girare e far male un pò la testa.. che poi sparisce se mi allontano da lì.. però circa qualche anno fa non mi capitava.. ho parlato con il mio medico e mi ha detto che devo stare più tranquilla e non devo preoccuparmi.. io ho solo paura che sia qualcosa di grave.. secondo lei mi devo preoccupare? può esserci una correlazione fra ansia-stress con attacchi epilettici? aspetto una sua risposta. la ringrazio..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Si tratta solo di ansia, ma non per questo va trascurata; se non passa ne parli nuovamente con il medico.

  12. fanny

    quindi non devo preoccuparmi per tutte le cose che penso possano capitare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      In genere gli approcci più usati sono farmaci e/o psicoterapia.

  13. leonardo....

    salve dott.sono 3 anni che soffro di atacchi di panici generalizato e il mio medico di famiglia ma consigliato dropaxin 20 ml al mattino,ma nn ci sono cambiamenti lei che mi consiglia?un grazie anticipato!!

    1. Anonimo

      Salve dott. 6 7 anni fa prendevo lexotan gocce che il mio medico mi consigliava quando avevo l’ansia pero sempre con alti e bassi poi tre anni fa stavo mangiando a tavola e sono svenuto per circa 10 15 secondi mia sorella ma detto quando mi sono ripreso,che tremavo sono andato dal mio medico e ma prescritto dropaxin 20 ml al mattino ma l’ansia e ogni tanto ho questi sintomi proprio ieri forte sudorazione e piccoli sensazioni di svenimeto.Un grazie anticipato di cuore!

    2. Anonimo

      E da tre anni con dropaxin ci sono sempre alti e bassi!grazie mille

  14. leonardo

    Scusate dott.le due risposte del 3 agosto sono ioleonardo alle 21.39 e alle 21.41 scusate per lo sbaglio.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      I periodi in cui va meglio stanno aumentando nel tempo, o le sembra di non avvertire più alcun miglioramento?

  15. Anonimo

    Buonassera gentilissimo dottor Cimurro, io da 6 anni a questa parte soffro di ansia e panico e prendendo dei farmaci sto molto meglio ma devo segnalare un problema che mi è venuto da 3 anni e cioè l’ansia del futuro; praticamente penso sempre al futuro e mai al presente e questo purtroppo mi crea agitazione andando in paranoia. Molti dicono che solo gestendo l’ansia e il panico pensando sempre al presente riesco ad uscirne fuori, ma so che non è affatto facile per soggetti come me (e credo altri come me con lo stesso tipo di problemi). Dunque dottor Cimurro, secondo lei dovrei quindi sempre pensare al presente ? Grazie gentilissimo dott

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai (Julius Evola)

      Mi sono permesso di risponderle con una citazione, perchè si tratta di trovare un giusto equilibrio fra presente e futuro, che ovviamente nel suo caso è difficile a causa dell’ansia.

  16. Anonimo

    Grazie gentilissimo dottore per questa citazione,spero di riuscirci, grazie

  17. psicoterapeuta

    da una semplice ricerca di metanalisi, attraverso comparazione ragionata di bibliografie scientifiche internazionali, risulta che quello definito “Positive Self Talk Antipanico” (pubblicizzato commercialmente sul web in tanti siti) non è nient’altro che una delle più di cento tecniche della metodologia cognitivo comportamentale associata a strategie di visualizzazione.
    Tipici abbinamenti che, da tempo, in tutto il mondo, vengono con successo, documentati e certificati in specifici protocolli di intervento clinico, utilizzati con competenza da psicoterapeuti (professionisti regolarmente iscritti negli albi degli ordini sanitari, dei medici o psicologi, che garantiscono il paziente da pratiche non professionali) con formazione specifica quadriennale in psicoterapia cognitivo comportamentale. Garanti le associazioni e le scuole di terapia cognitivo comportamentale.
    Comunque in ambito cognitivo comportamentale tutte le strategie terapeutiche vengono sempre personalizzate, in relazione alla valutazione clinica del paziente e alla rispettiva diagnosi principale.

  18. Anonimo

    sera dottore vorrei capire x quale motivo o ragione la gente non sa fare altro che insultare e offendere. Non capisco perché fanno così. Molto probabilmente dal mio punto di vista perché non hanno niente di meglio da fare

  19. Hulk

    Buondi’ spesso mi vengono involontariamente movimenti di muscoli un po dappertutto. so che è associato all’ansia, ma vorrei capire perché. il movimento involontario dei muscoli mi viene anche quando a volte non ce l’ho. che collegamento c’è tra questo e l’ansia? la ringrazio Arrivederci

  20. Maxx

    Salve cordiale dottore ho un problemino da risolvere e che, questo purtroppo mi rende molto nervoso, se solo lei saprebbe dirmi se ce la potrei fare le sarò grato. Sono da sempre molto lento nei movimenti, specie al lavoro e ovunque, sta cosa qui mi fa innervosire non poco; mi dica se potrei riuscire in un’impresa miracolosa nel diventare velocissimo se c mettessi tutto l’impegno che finora non ho messo in pratica.

  21. Maxx

    Non so se è una cosa a sfondo caratteriale e nonostante tutto sia chi è veloce che chi è lento ha dei pro e contro. Però mi dica se la posso fare. mi perdoni il disturbo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non mi farei di questi problemi, ha sicuramente altre qualità che soppesano questo problema.

  22. anonimo

    dottore la prego mi risponda, sono in preda al panico per qualsiasi cosa; oggi ho strappato l’erba e solo adesso mi sono accorta di avere una ferita sull’avambraccio. quindi non mi sono lavata. mi devo preoccupare ?? buona serata

  23. Rosa

    Gentile dottore soffro di attacchi di panico che puntualmente mi prendono prima del ciclo sino al l’ovulazione … sono circa 2 mesi che quando ovulo ho pesantezza un senso di fastidio che va a intermitenza dalle ginocchia in su .. può essere dovuta alla tensione che ho quei giorni ? O dovrei preoccuparmi? Grazie in anticipo .

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Utile senza dubbio valutarlo con il ginecologo, ma non mi aspetto che emerga nulla.

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