Anisakis e sintomi dell’anisakidosi, diagnosi e cura

Ultimo Aggiornamento: 1425 giorni

Introduzione

L’anisakidosi, o malattia del “verme delle aringhe”, è un disturbo causato dall’anisakis, ossia nematodi (vermi) parassiti che si annidano nelle pareti dello stomaco. Il modo migliore per prevenirlo è cercare di non mangiare pesce crudo o poco cotto.

L’anisakidosi è diffusa soprattutto nelle zone dove si mangia abitualmente il pesce crudo, ad esempio in Giappone, tuttavia, da quando mangiare il sushi è diventato una moda, sono stati riferiti casi negli Stati Uniti, in Europa, nel Sud-America e in altre zone.

Chiunque mangi pesce o calamari crudi o poco cotti è in realtà a rischio.

Cause

L’anisakis non può essere trasmesso tra gli esseri umani.

Anisakidosi, ciclo vitale

Anisakidosi, ciclo vitale (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Anisakiasis_01_%28Versione_Italiana%29.png)

Alcuni mammiferi marini infetti (ad esempio le balene, i delfini o i leoni marini) defecano nel mare rilasciando le uova del parassita, che diventeranno larve; quest’ultime sono ingerite dai calamari, a loro volta preda dei pesci.

Esistono prove a sostegno del fatto che, se il pesce non viene eviscerato subito dopo essere stato pescato, le larve si possono spostare dall’apparato digerente alla carne. I cicli vitali di tutti i generi di anisakis connessi alle infezioni degli esseri umani sono simili.

I parassiti vengono rinvenuti di frequente nelle carni del merluzzo, dei pesci simili al merluzzo, della passera di mare, del salmone del Pacifico, delle aringhe e della rana pescatrice.

Quando l’uomo mangia pesci, o calamari crudi o poco cotti (il pesce e i crostacei sono le principali fonti di contagio), ingerisce anche le larve dei nematodi; penetrate all’interno dell’organismo le larve invadono l’apparato digerente.

Con le appendici anteriori, le larve dei nematodi presenti nel pesce o nei crostacei si incistano nella parete dell’apparato digerente, a livello della tonaca muscolare (in alcuni casi possono penetrare più in profondità nella parete intestinale, perforarla e raggiungere il resto dell’organismo).

Le larve producono una sostanza che attrae nella zona gli eosinofili e gli altri globuli bianchi dell’ospite. Le cellule ospiti infiltrate formano un granuloma nei tessuti che circondano il parassita. All’interno dell’apparato digerente, il nematode può staccarsi e riattaccarsi più volte alle pareti. Il parassita raramente giunge a maturazione negli esseri umani: di norma viene eliminato spontaneamente entro tre settimane dall’infezione. Se rimane all’interno dei tessuti, finisce per essere rimosso e fagocitato dalle difese immunitarie dell’ospite.

Alla fine quindi muoiono, lasciando una massa infiammata nell’esofago, nello stomaco o nell’intestino.

Alcune persone, dopo o durante l’ingestione di pesce crudo o poco cotto, avvertono una sensazione di prurito in gola: si tratta del verme che si muove nella bocca o nella gola.In questi casi è possibile estrarlo dalla bocca oppure espellerlo tossendo e prevenire così l’infezione.

Altri, invece, avvertono anche lo stimolo a vomitare e riescono così ad espellere il parassita dall’organismo.

Sintomi

Tra i sintomi dell’anisakidosi ricordiamo:

  • dolore addominale,
  • nausea,
  • vomito,
  • distensione addominale,
  • diarrea,
  • sangue e muco nelle feci,
  • febbre lieve.

Nei casi più gravi il paziente soffre di forte mal di pancia, molto simile a quello dell’appendicite acuta, accompagnato da una sensazione di nausea.

Entro alcune ore dall’ingestione delle larve infette è possibile avvertire un forte dolore addominale, nausea e vomito e solo in alcuni casi le larve vengono espulse col vomito. Se invece arrivano nell’intestino si ha una grave reazione immunitaria granulomatosa, da una a due settimane dopo l’infezione: i sintomi sono simili a quelli del morbo di Crohn.

I sintomi possono manifestarsi da un’ora a due settimane dopo l’ingestione di pesce (o molluschi crudi o poco cotti). Di solito, nei pazienti colpiti, viene rinvenuto un solo parassita.

Pericoli

Nei casi più gravi l’anisakiasi è molto dolorosa e può essere risolta solo con l’intervento chirurgico. La rimozione chirurgica dell’anisakis dalla lesione è l’unico metodo sicuro per alleviare il dolore e per eliminare la causa del disturbo, perché in generale non è consigliabile attendere che il parassita muoia.

I sintomi di solito continuano per un po’ dopo la morte del parassita, infatti, durante la rimozione chirurgica, si possono evidenziare lesioni che contengono solo i resti del parassita. È stato inoltre riferito, in seguito a un intervento esplorativo in laparotomia, un caso di stenosi pilorica (restringimento e indurimento del piloro, la valvola che separa lo stomaco dall’intestino) dovuto a un verme non rimosso.

Anche quando sono ben cotte le larve di Anisakis sono molto pericolose per gli esseri umani. Quando infettano il pesce, anisakidi (e le specie imparentate come il verme delle foche Pseudoterranova spp. e il verme del merluzzo Hysterothylacium aduncum) rilasciano diverse sostanze biochimiche nei tessuti circostanti. Spesso, inoltre, vengono ingerite intere, all’interno di un trancio di pesce. Si possono quindi verificare manifestazioni allergiche acute, ad esempio l’orticaria e lo shock anafilattico, accompagnate o meno dai sintomi gastrointestinali. La frequenza dei sintomi allergici connessi al consumo di pesce ha portato a ipotizzare l’esistenza dell’anisakiasi gastroallergica, una reazione allergica acuta mediata dalle IgE.

Nelle persone che lavorano nella catena di conservazione del pesce è stata riscontrata una forma di allergia occupazionale che provoca

  • asma,
  • congiuntivite,
  • dermatite da contatto.

Per i parassiti l’essere umano è l’ospite finale, le larve dell’Anisakis e dello Pseudoterranova non sono in grado di sopravvivere all’interno dell’apparato digerente umano ed alla fine muoiono.

È inoltre possibile che si verifichi la perforazione intestinale, che va affrontata tempestivamente, perché è una situazione di emergenza.

Diagnosi

Nel Nordamerica si arriva alla diagnosi di anisakidosi di norma quando il paziente avverte una sensazione di prurito o bruciore in gola e poi tossisce via o estrae dalla bocca il verme anisakis.

Nei casi in cui il paziente vomita o espelle il parassita tossendo, il disturbo può essere diagnosticato con un semplice esame visivo del nematode (l’Ascaris lumbricoides, il cosiddetto “verme” è un parente terrestre degli anisakis: anche gli anisakis possono risalire nella gola e nelle cavità nasali). Negli altri casi può essere necessario l’endoscopio, cioè un dispositivo a fibre ottiche che permette al medico di esaminare l’interno dello stomaco e la parte iniziale dell’intestino tenue. L’endoscopio è dotato, a un’estremità, di una piccola pinza meccanica che può essere usata per rimuovere il verme. Altri casi ancora sono diagnosticati individuando la lesione granulomatosa con un intervento in laparotomia. Per scoprire il parassita è stato messo a punto un test allergologico RAST, che però non è ancora in commercio.

In alternativa per diagnosticare il disturbo spesso ci si basa sulla storia del paziente, che riferisce di aver mangiato pesce o calamari crudi o non ben cotti. La conferma della diagnosi di norma avviene poi come detto per via endoscopica o radiografica, oppure ancora per via chirurgica se il verme si è già annidato nelle pareti dell’apparato digerente.

Cura e terapia

La terapia dell’anisakidosi consiste generalmente nella rimozione del parassita dall’organismo, mediante endoscopia o intervento chirurgico.

In alcuni casi invece l’infezione guarisce ricorrendo unicamente alla terapia sintomatica, mentre in altri casi, al contrario, può provocare una lieve ostruzione intestinale per la quale può essere necessario l’intervento.

Sono stati infine riportati casi di efficacia di una terapia non chirurgica a base di albendazolo.

Prevenzione

Per prevenire il disturbo è sufficiente evitare il pesce e i calamari crudi o poco cotti.

La Food and Drug Administration consiglia le seguenti modalità di preparazione e conservazione per uccidere i parassiti eventualmente presenti nel pescato:

Cottura (del pesce e dei molluschi)

Il pesce e molluschi vanno cotti bene, devono raggiungere una temperatura interna di almeno 63 °C.

Congelamento (pesce):

  • Ad almeno -20 °C per 7 giorni (in totale), oppure
  • Ad almeno -35 °C fino a solidificazione, poi conservazione ad almeno -35 °C per 15 ore
  • Ad almeno -35 °C fino a solidificazione poi conservazione ad almeno -20 °C per 24 ore.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Aggiornamenti

Non perdere i prossimi articoli ed aggiornamenti, iscriviti con il tuo indirizzo di posta elettronica; non riceverai mai SPAM e potrai cancellarti con un solo click in ogni momento

Servizio in collaborazione con FeedBurner (Google)

Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Anonimo

    Salve…Nelle acciughe quando si aprono per pulire ad occhio nudo si vedono i vermi?e se il pesce si lava per bene si tolgono?e poi l ha cucinato ieri mattina per oggi,cambia qualcosa che è stato cucinato ieri mattina?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Spesso si vedono,
      2. ma è con la cottura che ci togliamo ogni dubbio.

    2. Anonimo

      Quindi non ci dovrebbe essere pericolo giusto?mia mamma prima l ha fritti e poi l ha messi nel sugo…io prima ne mangiavo troppi,da quando un mio amico mi ha detto di questo disturbo non mangio più pesce

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se consuma pesce cotto non c’è alcun rischio; è un peccato rinunciare al pesce, è ricco di sostanze nutrizionalmente molto preziose per l’organismo.

    4. Anonimo

      Si infatti…ma alla fine l’ho mangiato anche se ne ho mangiati pochi…solo che in alcuni pezzi mentre li mangiavo sentivo tipo una puzza come se il pesce non era tanto buono…bo,speriamo che non sia niente di preoccupante

    5. Anonimo

      Dottore mi scusi un’altra domanda…l’anisakis si sposta o rimane solo sul pesce?cioè Il pesce era insieme al sugo…può cadere nel sugo?

    6. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Improbabile che “vada a spasso”, quando si taglia il pesce lo si vede.

  2. Anonimo

    Mi scusi dopo aver mangiato la pasta con il sugo dopo mi sono arrivate le coliche la sto eruttando spesso e le coliche vanno e vengono…io ogni tanto soffro di acidità e colite nervosa…a cosa sono dovuti questi disturbi?non credo sia stato il sugo?

  3. Mary

    Buon giorno ho appena mangiato due pezzi di cotoletta di spatola fritta e mi è venuto un prurito al palato,un nodo in gola che faccio fatica a respirare…non è la prima volta che ho questi fastidi dopo aver mangiato la spatola…cosa può essere?aspetto una sua risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Viene il dubbio che possa essere allergico; anche altri pesci le danno fastidio?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Raccomando di evitarlo in futuro e, in generale, presti comunque attenzione anche ai pesci in genere.

  4. Giovanni amato

    Salve dottore volevo chirderle se la gastroenterite è provocata anche dall’assunzione di troppi dolci… la saluto e la ringrazio qualora dovesse rispondermi

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, ma in certi casi può comparire acetonemia (che ha sintomi simili).

  5. Enrico

    Salve, non esiste una cura farmacologica preventiva o che quanto meno porti il parassita a morire

  6. gio

    Buonasera, purtroppo stasera ho cucinato male il salmone. L’ho preso al supermercato congelato, l ho cotto nel forno a 180 gradi per 14 minuti ma evidentemente l ho mal preriscaldato perchè dentro era crudo, quindi l’ho ripassato in padella per circa sei minuti finchè è diventato bianco.. purtroppo mangiandolo mi sono accorto che c’era un verme anisakis.. sembrava morto perchè non si muoveva.. sono molto triste cosa posso fare? (comunque nel freezer di casa è stato per minimo 4 giorni)

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente non capiterà nulla, ma in caso di sintomi dubbi lo segnali al medico.

    2. gio

      Grazie della risposta.Ho letto che è stato congelato l’anno scorso quindi penso sia impossibile che siano vivi. Giusto?

    3. gio

      anzi addirittura nel 2014! Ma com’è possibile che il pesce duri così tanto?? C’è scritto che scade nel 2017.. mah.. mi scusi per lo sfogo

  7. Marco

    Salve… Stasera ho comprato un filetto di pesce spada al supermercato, e l’ho cotto per circa 5/7 minuti alla piastra tanto che mi si è anche bruciato un po’. Mangiandolo mi sono accorto però di uno strano filo in bocca, che non sono però riuscito a togliere (nonostante come indicato sopra non ho sentito alcun prurito, quindi magari era morto) e così ho sminuzzato il filetto in piccole e parti e ne ho trovato solo un altro. A distanza di circa di 2 ore ho solo un leggero borbottio allo stomaco, lei consiglia di rimanere attenti ai sintomi ancora per qualche giorno prima di escludere l’ipotesi dell’ingerimento? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, rimanga vigile, ma la cottura a mio avviso ci permette assoluta tranquillità.

  8. Anonimo

    Salve ho la sindrome da colon irritabile e sono stitica oggi a tavola ho mangiato la pasta con il sugo del pesce con pezzetti di pesce e mentre mangiavo mi è venuto un dolore in un punto fermo del fianco e ancora non mi è calmato…può essere che abbia ingerito qualche anisakis?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra un po’ troppo veloce nei tempi di comparsa, inoltre se il pesce era cotto non dovrebbe esserci rischio.

  9. maria assunta

    dottore mio marito ha un anno che soffre di orticaria ha fatto tutti gli esami di allergie ed intolleranze alla fine si sospetta che e’ allergia Anisakis e gli hanno detto di fare l’endoscopia , e’giusto? non sappiamo piu’ cosa fare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Quando si procede per esclusione alla fine ogni esame può essere quello risolutivo.

  10. Gian Luca Francesco

    buonasera;
    vorrei capire, ma il verme, ovvero l’anisakis è visibile ad occhio nudo?
    se elimino il verme dal pesce ci possono essere altri rischi?

    grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, si vede.
      2. Se eliminato non ci sono rischi (a meno di soggetti allergici), ma spesso passa purtroppo inosservato.

  11. Caterina

    Buonasera dottore, La contatto per chiarire un dubbio. Due giorni fa ho fatto le alici marinate,ma mi sono accorta che nella pirofila c’erano due vermetti bianchi vivi che si muovevano. Purtroppo me ne sono accorta dopo aver assaggiato un’alice e quindi sono andata subito in allarme. Ho chiamato il mio medico e mi ha quasi riso in faccia dicendomi di stare tranquilla ma non mi sono calmata per niente visto che conosco la pericolosità di questi parassiti. Non so sé ho ingerito qualche larva o addirittura il verme stesso, quindi vorrei chiederLe, c’è qualche tipo di esame specifico che potrei effettuare per capire se sono stata colpita da questa parassidosi? Non so, tipo analisi delle feci o altro. Da piccola ho avuto gli ossiuri quindi non so se potrei aver sviluppato una qualche immunità verso questi vermi. Comunque a distanza di due giorni non ho alcun sintomo. La ringrazio, attendo Sue notizie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo nessun esame, ma il fatto che non siano comparsi sintomi ci permette ragionevole tranquillità.

  12. lucrezia 1953

    buongiorno dottore, ieri facendo controllo test allergometrici cutanei ed epicutanei, hanno riscontrato un’allergia all’anisakis simplex….(una crocetta) e quindi l’allergologo mi ha pregato di astenermi dalmangiare qualsiasi tipo di pesce sia crudo ke cotto. Ho ritenuto fosse una precauzione troppo rigida ma il dott mi ha detto ke è necessario x capore se tra un anno le cose son migliorate. Lei ritiene sia giusto?? cosa vuol dire avere qst tipo di allergia,ke avrei ngerito il parassita?? grazie anticipatamente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Si attenga scrupolosamente alle indicazioni ricevute.
      2. No, non è detto che abbia ingerito il parassito, può essere venuto a contatto con il solo allergene.

  13. Monica

    Salve questa sera mio padre ha portato le alici marinate.. dopo averle assaggiate un paio ci rendiamo conto che c’è qualcosa che si muove nell’olio,era un vermetto… non so che fare abbiamo mangiato tutti le alici, cosa mi consiglia ? Grazie mille..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Possiamo sperare che non ci fossero altri parassiti nel pesce e in ogni caso al momento non si può fare nulla.

  14. Lia cardinale

    Sono circa sei mesi che mia figlia di 25 anni ha dei probelmi , cominciati a dicembre con nausea tutti i giorni e dopo circa 15 giorni di nausea comparsa di dolore forte addominale con una leggera febbre , sembrava un’attacco di appendice acuta , in ospedale con tac vedono un versamento addoninale ma appendice in buona salute , ricoverata per una settimana non sono riusciti a capire cosa fosse , pensano ad una sectosalpinge e la curano con antibiotici specifici e fanno i test del caso . torniamo a casa e facciamo la cura per un mese , il versamento addominale si assorbe ma il dolore resta sempre presente quasi tutti i giorni per circa tre mesi , nel corso dei quali mesi facciamo sempre esami del sangue ed ecografie , quando si evidenzia un nuovo attacco siamo già al 27 di marzo e quindi un altro ricovero in ospedale per ben 11 giorni , vengono fatti tutti gli esami del mondo, colonscopia, risonanza , ecografie, esami di sangue per malattie genetiche, esami delle feci etc etc e non viene riscontrato nulla ! nel frattempo l’ospedale aspetta vari riscontri e il dolore è quasi sempre presente anche se in entità più lieve e sembra come se il fianco all’altezza sempre dell’appendice tira , adesso a distanza di un altro mese l’ospedale pensa possa essere la causa il verme anisakis voi cosa ne pensate ? e se fosse dopo sei mesi da dicembre ad oggi cosa fare ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La ragazza si ricorda se ha consumato pesce crudo in quel periodo?

    2. Anonimo

      buonasera dottore, si aveva consumato sushi in una laurea ma nessuno dei medici ci aveva pensato

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In effetti l’ipotesi appare plausibile, purtroppo la conferma della diagnosi non sarà banale; il medico che ha fatto questa ipotesi cosa suggerisce?

    4. Anonimo

      buongiorno dottore , niente al momento stanno ancora verificando con biopsia fatta nelle pareti della gastroscopia e feci , io volevo sapere nel caso risultasse che fosse anisakis quali sono le cure più appropriate , consideri che sono quasi sei mesi che mia figlia sta male
      grazie per suo gentile consiglio

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo che io sappia solo farmaci sintomatici o estrazione del parassita.

  15. Anonimo

    Salve dottore…ieri mia nonna ha portato del pesce spada congelato…cioè le spiego uno che lavora con i pesci gli ha regalato 5 fette di pesce spada e polipo,io non so se poi mio fratello l ha portato a casa o dopo quante ore l abbia portato,fatto sta che di sicuro poi mia nonna l abbia messo nel congelatore infatti ieri era congelato…e oggi mia mamma l ha fatto al forno…io non mi fido tanto a mangiarlo…ho paura che non sia buono e che mi senta male…siccome so che l anisakis c’è nel pesce spada non vorrei che lo riscontrati…lei cosa pensa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Direi che può stare tranquilla, la cottura uccide l’anisakis.

    1. Anonimo

      Grazie per la risposta…oggi a pranzo ne ho mangiato un pò..mi è buttato un pò pesante e avevo fastidio alla bocca dell’anima…ieri l ho mangiato al ristorante e non mi ha fatto niente,oggi l ha cucinato mia madre e ho avuto questi disturbi e ne ho mangiato pochissimo

    2. Anonimo

      No era cucinato…mi sarà buttato pesante?io soffro di colite e poi ho tipo un fastidio in gola saranno muchi visto che ogni tanto starnutisco…l’avrò digerito a questo quel poco di polipo?

    3. Anonimo

      Io subito dopo averlo mangiato ho avuto problemi…mi era venuto dolore alla bocca dello stomaco mi muoveva tutto lo stomaco e ho avuto il rigurgito…secondo lei mi è buttato pesante?

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se intende dire che è rimasto un po’ sullo stomaco sì, è possibile, ma se i sintomi non fossero ancora passati chiaramente lo segnali al medico.

  16. tia

    Buongiorno dottore,

    mi chiedo se sia pericoloso consumare salmone crudo affumicato
    cioe’ il solito salmone sigillato in commercio.

    La ringrazio molto.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In teoria quello di origine industriale dovrebbe essere sicuro; lo consumi comunque con moderazione, l’affumicatura è un metodo di cottura non sano.

  17. AA

    Ho mangiato una passera di mare panata, ma dentro era rimasta di colore rosa, come fosse cotta poco. C’è rischio?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, il rischio c’è sempre quando si mangia il pesce crudo, in questo caso la cottura c’è comunque stata e quindi lo ritengo poco probabile. Saluti.

Lascia una risposta

IMPORTANTE: In nessun caso la figura del farmacista può sostituire quella del medico, unico professionista con le competenze e la possibilità legale di formulare diagnosi e prescrivere farmaci. Le considerazioni espresse hanno quindi come unica finalità quella di agevolare in ogni modo il rapporto medico-paziente, mai ed in nessun caso devono prenderne il posto.

Gli interventi inviati potrebbero richiedere fino a 15 minuti per essere visibili sul sito.

La tua privacy mi sta molto a cuore, quindi ti consiglio di non usare nome e cognome reali, è sufficiente il nome, un soprannome, oppure un nome di fantasia; rimango a tua completa disposizione per rimuovere o modificare gli interventi inviati.

Anche se farò il possibile per rispondere ai tuoi dubbi, mi preme ricordarti che sono un farmacista, non un medico, quindi le mie parole NON devono sostituire od essere interpretate come diagnosi o consigli medici; devono invece essere intese come opinioni personali in attesa di parlare con il tuo medico.

Se pensi che abbia scritto qualcosa di sbagliato, nell'articolo o nei commenti, segnalamelo! Una discussione costruttiva è utile a tutti.

Per quanto possibile ti chiederei di rimanere in tema con la pagina, magari cercando quella più adatta al tuo dubbio; se hai difficoltà non preoccuparti e scrivimi ugualmente, al limite cancellerò il messaggio qualche giorno dopo averti risposto.

Sono vietati commenti a scopo pubblicitario.