Aneurisma cerebrale: sintomi, conseguenze, cause

Ultimo Aggiornamento: 4 giorni

Introduzione

Con il termine aneurisma, si indica la dilatazione di un vaso sanguigno dovuta alla debolezza della sua parete, in genere nei punti dove il vaso si ramifica.

Nel tempo, con il passaggio di sangue nel vaso sanguigno indebolito la pressione arteriosa causa il rigonfiamento di una piccola area verso l’esterno, come fosse un palloncino.
Qualunque vaso sanguigno dell’organismo può sviluppare un aneurisma, anche se perlopiù questo interessa le seguenti due aree:

  • aorta addominale (l’aorta è l’arteria che trasporta il sangue dal sangue al resto del corpo),
  • cervello.

Questo articolo riguarda gli aneurismi cerebrali.

In medicina, un aneurisma che si sviluppi all’interno del cervello viene detto aneurisma intracranico o cerebrale.

La maggior parte di questi aneurismi causa sintomi rilevabili solo in caso di rottura. La rottura determina situazioni molto gravi, le cosiddette emorragie subaracnoidee, in cui il sanguinamento può causare danni cerebrali estesi e sintomi quali:

  • un dolore lancinante improvviso; questo dolore viene descritto come un fulmine a ciel sereno, simile a un improvviso colpo alla testa seguito da un dolore accecante, di violenza mai sperimentata prima
  • collo rigido
  • nausea e vomito
  • dolore in risposta a stimoli luminosi

Circa tre soggetti su cinque con emorragia subaracnoidea muoiono entro due settimane. La metà dei sopravvissuti riporta gravi danni cerebrali e disabilità permanenti.

La rottura di un aneurisma cerebrale è un’emergenza medica. In caso di sospetta emorragia cerebrale, potenzialmente conseguente a rottura di un aneurisma, richiedere immediatamente l’intervento di un’ambulanza al 118.

La maggior parte degli aneurismi, tuttavia, non si rompe e non crea problemi né sintomi.

Gli aneurismi di questo tipo spesso vengono scoperti durante gli esami per altri disturbi, in alcuni casi può essere necessaria una terapia per un aneurisma che non si è rotto, per prevenirne un’eventuale futura rottura.

Cause

Gli aneurismi cerebrali sono una conseguenza dell’assottigliamento e della degenerazione delle pareti arteriose, spesso si sviluppano in corrispondenza delle biforcazioni delle arterie, laddove i vasi sanguigni sono più deboli. Gli aneurismi possono formarsi in qualsiasi zona del cervello, ma nella maggior parte dei casi colpiscono le arterie alla base del cervello.

Le cause esatte che determinano l’indebolimento delle pareti vascolari sono ancora poco chiare, anche se sono stati identificati vari fattori di rischio, tra cui:

  • fumo
  • ipertensione arteriosa
  • storia famigliare di aneurismi cerebrali

In alcuni casi, l’aneurisma può originare da una debolezza vascolare congenita (presente dalla nascita).

Fattori di rischio

La stima esatta del numero di soggetti con aneurisma cerebrale è difficile, perché in genere la condizione non causa sintomi e non viene rilevata.

Alcuni esperti ritengono che possa colpire anche 1 persona su 20, mentre altri stimano frequenze molto inferiori, circa 1 su 100.

Il numero di aneurismi che va incontro a rottura è di fatto molto inferiore

Diversi fattori possono contribuire all’indebolimento delle pareti arteriose ed aumentare così il rischio di aneurisma cerebrale. Tra di essi ricordiamo:

  • Età: Il rischio aumenta tendenzialmente dopo i 40 anni;
  • Sesso: Le donne hanno un rischio maggiore di sviluppare il problema, probabilmente a causa dell’abbassamento degli estrogeni dovuto alla menopausa, in quanto ormoni in grado di mantenere elastiche le pareti dei vasi;
  • Fumo: Gli studi hanno dimostrato che la maggior parte delle persone con diagnosi di aneurisma cerebrale fumano o hanno fumato in passato; la causa è ancora poco chiara, potrebbe forse essere legata alla presenza di sostanze in grado di danneggiare le pareti dei vasi;
  • Pressione alta: è un fattore di rischio perchè aumenta la pressione esercitata dal sangue sulle pareti;
  • Indurimento delle arterie (aterosclerosi),
  • Precedenti famigliari di aneurisma, soprattutto nei parenti di primo grado, ad esempio i genitori o i fratelli, anche se statisticamente l’aumento del rischio rimane ridotto;
  • Abuso di droghe, in particolare di cocaina, che aumenta la pressione sanguigna e infiamma le pareti dei vasi sanguigni;
  • Lesioni alla testa: si tratta di un’evenienza rara, ma possibile;
  • Consumo eccessivo di alcool,
  • Determinate infezioni del sangue.

Anche alcune malattie congenite sono in grado di aumentare il rischio di aneurisma. Tra di esse ricordiamo:

  • Disturbi ereditari del tessuto connettivo ad esempio la sindrome di Ehlers-Danlos, che indebolisce i vasi sanguigni.
  • Rene policistico (malattia policistica renale): si tratta di un disturbo ereditario che provoca la formazione di cisti nei reni e di solito fa aumentare la pressione sanguigna.
  • Coartazione aortica: l’aorta, l’arteria che trasporta il sangue ricco di ossigeno dal cuore al resto dell’organismo, si restringe in modo anomalo.
  • Malformazione artero-venosa cerebrale (AVM cerebrale): un collegamento anomalo tra le arterie e le vene cerebrali interrompe la normale circolazione.

Sintomi

Un aneurisma cerebrale raramente è sintomatico finché non si rompe.
Gli aneurismi integri causano occasionalmente sintomi se sufficientemente grossi da comprimere tessuti o nervi del cervello.

I sintomi di un aneurisma cerebrale non rotto possono essere:

  • disturbi visivi, come la perdita o lo sdoppiamento della vista,
  • dolore sopra o intorno all’occhio,
  • Dilatazione della pupilla,
  • mancanza di sensibilità o debolezza di un lato della faccia,
  • ptosi palpebrale (abbassamento di una palpebra),
  • difficoltà a parlare,
  • mal di testa,
  • perdita di equilibrio,
  • difficoltà a concentrarsi o problemi di memoria a breve termine.

In caso di sintomi compatibili con la presenza di un aneurisma cerebrale, contattare il medico con tempestività. Benché molti aneurismi non vadano incontro a rottura, è importante controllarli nel caso sia necessario un trattamento.

Rottura di un aneurisma

La rottura di un aneurisma cerebrale in genere si annuncia con un improvviso dolore lancinante. Il dolore è stato paragonato a un violento colpo in testa, con un dolore accecante mai altrimenti sperimentato.

Anche gli altri sintomi di aneurisma cerebrale rotto tendono a essere improvvisi; possono esserci:

  • Sensazione o condizione di malessere,
  • Mal di testa improvviso ed estremamente forte,
  • Nausea e vomito,
  • Irrigidimento del collo,
  • Visione offuscata o doppia,
  • Fotosensibilità (insofferenza alla luce),
  • Convulsioni,
  • Ptosi palpebrale (abbassamento eccessivo della palpebra superiore),
  • Perdita di coscienza,
  • Debolezza di un lato del corpo o di un qualunque arto
  • Confusione.

La rottura di un aneurisma cerebrale è un’emergenza medica. Chiamare immediatamente il 118 e chiedere un’ambulanza in presenza di un soggetto che manifesti sintomi compatibili con la rottura di un aneurisma cerebrale.

Aneurisma fissurato

In alcuni casi l’aneurisma può iniziare a perdere una piccola quantità di sangue, questa perdita sentinella probabilmente causerà un mal di testa improvviso e molto forte. Il sanguinamento è quasi sempre seguito da una rottura vera e propria.

Quando chiamare il medico

Se l’aneurisma si rompe si tratta di una situazione di emergenza, in circa la metà dei casi,alla rottura dell’aneurisma cerebrale segue il decesso del paziente. Andate immediatamente al pronto soccorso se all’improvviso iniziate ad avvertire un mal di testa lancinante

Se siete in compagnia di qualcuno che si lamenta di un mal di testa improvviso e molto forte, perde conoscenza o ha le convulsioni, chiamate immediatamente il 118.

Pericoli

Se l’aneurisma cerebrale si rompe, l’emorragia di solito dura per pochi secondi. Il sangue può danneggiare direttamente le cellule circostanti o addirittura causarne la morte, nonché aumentare la pressione all’interno del cranio. Se la pressione aumenta troppo può interrompersi la fornitura di sangue e ossigeno al cervello: si può perdere conoscenza e persino morire.

Una volta rotto, l’aneurisma può rompersi di nuovo e sanguinare nel cervello; si possono sviluppare anche ulteriori aneurismi. Più comunemente, la rottura può causare un’emorragia subaracnoidea, ossia il sanguinamento nello spazio tra il cranio e il cervello.

Una grave complicanza tardiva dell’emorragia subaracnoidea è l’idrocefalo: l’eccessivo accumulo di liquido cerebrospinale nel cranio dilata i ventricoli (sorta di cisterne del cervello) che possono comprimere il tessuto cerebrale. Altra complicanza post-rottura tardiva è il vasospasmo, in cui altri vasi sanguigni del cervello si contraggono e limitano il flusso di sangue ad aree vitali del cervello. Questa riduzione del flusso sanguigno può causare ictus o danni tessutali.

Diagnosi

Se all’improvviso iniziate ad avere un forte mal di testa o altri sintomi collegabili alla rottura di un aneurisma, dovrete sottoporvi a una serie di esami per capire se avete avuto un’emorragia nello spazio tra il cervello e i tessuti circostanti (emorragia subaracnoidea) o un altro tipo di problema. Se c’è stata emorragia il personale sanitario capirà se la causa è da imputare alla rottura di un aneurisma.

Gli stessi esami andranno svolti anche se soffrite dei sintomi di un aneurisma silente, ad esempio di male dietro all’occhio, di anomalie nella visione e di paralisi in un lato del volto.

La maggior parte degli aneurismi cerebrali non viene rilevata fino alla rottura, o viene diagnosticata casualmente durante un esame cerebrale per immagini svolto per altri motivi. Esistono diversi metodi diagnostici in grado di fornire informazioni sugli aneurismi e sul loro trattamento. Gli esami vengono in genere eseguiti a seguito di un’emorragia subaracnoidea, per confermare la presenza di un aneurisma.

L’angiografia è un esame che impiega un mezzo di contrasto per l’analisi di arterie o vene. Un angiogramma intracerebrale può rilevare il grado di restringimento od ostruzione di arterie o vasi sanguigni nel cervello, nella testa o nel collo, e può identificare variazioni di arterie o vene, per esempio punti deboli come gli aneurismi. Viene usato per la diagnosi di ictus e per determinare con esattezza la sede, la dimensione e la forma di un tumore cerebrale, aneurisma o vaso sanguigno che abbia sanguinato. Questo esame, in genere, viene svolto in una sala angiografica ospedaliera. Dopo somministrazione di un anestetico locale, viene inserito un catetere flessibile in un’arteria; il catetere viene diretto attraverso il corpo fino all’area del vaso di interesse. Viene iniettata una piccola qualità di contrasto radiopaco, aspettando che raggiunga la testa e il collo. Più immagini radiografiche sono acquisite in serie e si osservano gli eventuali cambiamenti.

La tomografia computerizzata (TC o TAC) della testa è una tecnica diagnostica veloce, non dolorosa e non invasiva che può dimostrare la presenza di un aneurisma cerebrale e determinare, per gli aneurismi rotti, l’eventuale fuoriuscita di sangue nel cervello. La TC è spesso la prima procedura diagnostica prescritta in caso di sospetta rottura. Le radiografie della testa sono elaborate da un computer sotto forma di sezioni trasverse del cervello e del cranio. Occasionalmente, viene iniettato un mezzo di contrasto prima di acquisire le immagini. Questa tecnica, detta angiografia TC, genera immagini più nitide e dettagliate del flusso nelle arterie del cervello. La TC in genere viene eseguita in ospedale o in un laboratorio diagnostico specializzato.

La risonanza magnetica (RM) impiega onde radio generate da un computer e un potente campo magnetico per produrre immagini dettagliate del cervello e di altre parti del corpo. L’angio-risonanza magnetica (angio-RM) genera immagini più dettagliate delle strutture vascolari. Le immagini possono essere visualizzate sia in tre dimensioni, sia come sezioni trasverse del cervello e dei vasi. Queste procedure non dolorose e non invasive sono in grado di mostrare le dimensioni e la forma di aneurismi integri e di individuare sanguinamenti nel cervello.

In caso di rottura sospetta di un aneurisma, può essere utile l’analisi del liquido cerebrospinale. Dopo applicazione di un anestetico locale, viene prelevata una piccola quantità di liquido (il liquido, o liquor, cerebrospinale protegge il cervello e il midollo spinale) dallo spazio subaracnoideo, cioè lo spazio tra il midollo e le membrane che lo circondano, tramite un apposito ago; l’analisi permette di evidenziare la presenza di sangue. In soggetti con sospetta emorragia subaracnoidea, questa procedura viene solitamente eseguita in ospedale.

Esami di screening per gli aneurismi cerebrali

In generale l’uso di esami di diagnostica per immagini non è consigliato quando si tratta di prevenire e tenere sotto controllo gli aneurismi silenti, tuttavia potrebbe essere necessario informarsi presso il proprio medico sui potenziali benefici di un esame di screening se:

  • In passato si è verificata la rottura di un aneurisma in un vostro genitore o fratello, in particolare se i casi di aneurisma cerebrale tra parenti di primo grado sono stati più di uno,
  • Soffrite di un disturbo congenito che fa aumentare il rischio di aneurisma cerebrale.

Cura e terapia

Gli aneurismi cerebrali possono essere trattati chirurgicamente in caso di rottura o di rischio di rottura. La chirurgia preventiva è raccomandata solo se ci sono forti rischi di rottura, perché la chirurgia di per sé comporta rischi importanti di gravi complicanze, come danni cerebrali o ictus.

Valutazione del rischio

In caso di diagnosi di aneurisma cerebrale integro, verrà stabilito il rischio di rottura per valutare la necessità dell’intervento chirurgico.

Il processo di valutazione è basato in genere sui seguenti fattori:

  • età: la ricerca scientifica ha riscontrato che i rischi connessi alla chirurgia negli adulti più anziani spesso superano i potenziali vantaggi (prolungamento della speranza di vita)
  • dimensioni dell’aneurisma: le formazioni maggiori di 7 mm spesso richiedono il trattamento, come pure gli aneurismi maggiori di 3 mm se associati ad altri fattori di rischio
  • sede della lesione: gli aneurismi cerebrali che si sviluppano nei vasi più grossi comportano rischi maggiori
  • storia famigliare: si considera che i rischi di rottura siano maggiori in soggetti con anamnesi famigliare di rottura di un aneurisma cerebrale
  • condizioni di salute: alcune condizioni di salute, come il rene policistico autosomico dominante o l’ipertensione arteriosa non controllata, aumentano il rischio di rottura.

Una volta presi in considerazione questi fattori, l’equipe chirurgica sarà in grado di stabilire se, nel caso specifico, i benefici attesi dalla chirurgia superano i rischi potenziali.

Osservazione attiva

Se il rischio di rottura è considerato basso, viene in genere suggerita una politica di osservazione attiva. Ciò significa che non verrà immediatamente eseguito l’intervento chirurgico, ma il soggetto sarà sottoposto a controlli regolari in modo da monitorare con attenzione l’aneurisma.

Eventualmente, verranno prescritti farmaci per abbassare la pressione arteriosa. Il medico suggerirà cambiamenti nello stile di vita che possono aiutare ad abbassare il rischio di una rottura, per esempio dimagrendo e riducendo la quantità di grassi nella dieta.

Gli interventi chirurgici di clippaggio e di embolizzazione endovascolare possono essere usati per sigillare un aneurisma non ancora rotto e per aiutare a prevenire un’eventuale rottura, tuttavia i rischi di questi interventi possono essere maggiori degli eventuali benefici.

Il neurologo e il neuroradiologo interventista vi aiuteranno a decidere qual è la terapia che fa al caso vostro.

Intervento chirurgico

In caso di rottura dell’aneurisma, le possibilità terapeutiche più diffuse sono due:

  1. Il clippaggio è l’intervento di chiusura dell’aneurisma. Il chirurgo pratica un’apertura nel cranio per raggiungere l’aneurisma e individua il vaso sanguigno che lo alimenta. Con un piccolo punto di sutura metallico strozza il colletto (la base) dell’aneurisma, impedendo al sangue di alimentarlo ulteriormente.
  2. L’embolizzazione endovascolare è un intervento meno invasivo del precedente. Il chirurgo inserisce un minuscolo tubicino di plastica (catetere) in un’arteria, di solito nella zona inguinale, e poi lo guida verso l’aneurisma. Poi usa un filo guida per inserire un filo morbido di platino nel catetere e quindi nell’aneurisma. Il filo si avvolge all’interno dell’aneurisma riempiendolo, ostruisce la circolazione sanguigna e fa coagulare il sangue. Il coagulo risultante sigilla l’aneurisma separandolo dall’arteria.

Entrambi i tipi di intervento presentano dei rischi, in particolare quello di emorragia cerebrale o di diminuzione del flusso sanguigno diretto al cervello. Il secondo è meno invasivo e, almeno inizialmente, può essere più sicuro però, esattamente come il precedente, presenta il rischio di ulteriori emorragie e quindi di dover ricorrere a ulteriori interventi. Il chirurgo consiglierà uno o l’altro tipo di intervento a seconda della dimensione dell’aneurisma, del vostro stato di salute generale e di altri fattori

Recentemente è stata introdotta una nuova strategia terapeutica mini-invasiva che prevede l’impiego di piccoli stent definiti flow diverter (diversori di flusso) che permettono, in casi selezionati, la progressiva esclusione dell’aneurisma dal circolo con ricostituzione dell’anatomia vascolare normale. Il deviatore di flusso è una protesi endovascolare impiegata nel trattamento degli aneurismi intracranici. Viene impiantato in un’arteria afferente all’aneurisma in modo da deviare il flusso di sangue dall’area indebolita.

Altre terapie

Le altre terapie per la rottura degli aneurismi cerebrali mirano ad alleviare i sintomi e gestire le complicazioni.

Gli analgesici, ad esempio il paracetamolo (Tachipirina®), possono essere usati per curare il mal di testa.

I calcioantagonisti impediscono al calcio di entrare nelle cellule delle pareti dei vasi sanguigni. Questi farmaci possono diminuire il vasospasmo, cioè il restringimento e l’allargamento anomalo delle arterie che può presentarsi come complicazione della rottura di un aneurisma: uno di essi, la nimodipina, si è dimostrato efficace per ridurre il rischio di lesioni cerebrali ritardate causate da una circolazione sanguigna insufficiente a seguito di emorragia subaracnoidea dovuta alla rottura di un aneurisma.

Tra gli interventi per prevenire gli ictus causati da un flusso sanguigno insufficiente ricordiamo le iniezioni di farmaci vasopressori, che aumentano la pressione sanguigna in modo da vincere la resistenza dei vasi sanguigni che si sono ristretti. Un altro intervento utile per prevenire gli ictus è l’angioplastica, durante la quale il chirurgo usa un catetere per gonfiare una specie di palloncino che riporta alle dimensioni normali il vaso sanguigno cerebrale che si è ristretto. Il catetere può anche essere usato per somministrare direttamente nel cervello un vasodilatatore, cioè un farmaco che fa dilatare i vasi sanguigni.

Gli antiepilettici possono essere usati per curare le convulsioni dovute alla rottura di un aneurisma. Tra di essi ricordiamo: il levetiracetam (Keppra®), la fenitoina e l’acido valproico (o valproato)

I cateteri ventricolari e gli interventi di derivazione possono diminuire la pressione sul cervello connessa alla rottura di un aneurisma e causata dall’eccesso di liquido cerebrospinale (idrocefalo). Un catetere può essere collocato nei ventricoli (le aree cerebrali che contengono il liquido) per drenare all’esterno il liquido in eccesso. In alcuni casi, poi, può essere necessario introdurre un sistema di derivazione (costituito dal derivatore, un tubicino flessibile di silicone, e da una valvola) che crea un canale di drenaggio dal cervello alla cavità addominale.

Terapia riabilitativa. I danni al cervello derivanti da un’emorragia subaracnoidea di solito rendono necessario ricorrere alla fisioterapia, alla terapia della parola e alla terapia occupazionale per imparare di nuovo le abilità che sono andate perse.

Stile di vita e rimedi pratici

Se sapete di avere un aneurisma potete diminuire il rischio di rottura modificando il vostro stile di vita:

  1. Non fumate e non fate uso di droghe. Se non riuscite a smettere da soli, chiedete al medico di consigliarvi strategie o un programma terapeutico adatto.
  2. Seguite una dieta sana e fate esercizio fisico. Le modifiche della dieta e l’esercizio fisico possono aiutarvi ad abbassare la pressione. Chiedete comunque sempre consiglio al vostro medico.
  3. Limitate la caffeina, che è uno stimolante che causa un aumento improvviso della pressione.
  4. Evitate gli sforzi. Gli sforzi improvvisi, violenti e prolungati, ad esempio quelli che si compiono quando si solleva un peso, possono causare un aumento improvviso della pressione.
  5. Prudenza con l’aspirina. Prima di assumere l’aspirina o altri farmaci che inibiscono la coagulazione chiedete consiglio al medico, perché possono far aumentare il rischio di emorragia in caso l’aneurisma si rompa.

Prognosi

Un aneurisma integro può rimanere silente per tutta la vita del soggetto. La rottura di un aneurisma, invece, può essere mortale o portare a ictus emorragici, vasospasmi (la causa maggiore di disabilità o morte dopo rottura aneurismatica), idrocefalo, coma o danni cerebrali a breve termine o permanenti.

Nei soggetti con rottura di un aneurisma, la prognosi è ampiamente dipendente dall’età, dalle condizioni di salute, da altre condizioni neurologiche preesistenti, dalla sede dell’aneurisma, dall’entità del sanguinamento (e di eventuali recidive) e dal tempo trascorso tra la rottura e i primi soccorsi. Si stima che circa il 40% dei soggetti con rottura di un aneurisma non sopravviva alle prime 24 ore, mentre fino a un altro 25% muore di complicanze entro 6 mesi. I soggetti con emorragia subaracnoidea possono subire danni neurologici permanenti. Altri possono recuperare con pochi o nessun deficit. Tra le complicanze tardive della rottura di un aneurisma, ci sono l’idrocefalo e il vasospasmo. Diagnosi e trattamento tempestivi sono fondamentali.

I soggetti che vengono trattati per un aneurisma integro in genere richiedono meno terapie riabilitative e si riprendono più rapidamente dei soggetti con aneurisma rotto. Il processo può comunque richiedere da settimane a mesi.

Studi clinici suggeriscono che nei primi sei mesi dopo il trattamento, chi è stato gestito tramite spirale endovascolare ha meno disabilità dei pazienti sottoposti a chiusura chirurgica, anche se dopo i sei mesi gli esiti si equivalgono. I risultati a lungo termine delle procedure di spirale non sono certi; la comunità scientifica necessita di più dati sull’argomento, perché alcuni aneurismi possono recidivare dopo spirale. Può essere utile ricorrere alla consulenza di esperti nell’approccio sia endovascolare che chirurgico per avere un quadro più esaustivo delle opzioni di trattamento.

Prevenzione

Il modo migliore di prevenire un aneurisma, o comunque di ridurre il rischio che l’aneurisma diventi grosso e si rompa, è di evitare attività che potrebbero danneggiare i vasi sanguigni, come per esempio:

  • fumo,
  • dieta ricca di grassi,
  • ipertensione arteriosa fuori controllo,
  • sovrappeso od obesità.

Fonti principali:

A cura della Dr.ssa Greppi Barbara

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Manu

    Grazie infinite, Dottore! Ne parlerò quanto prima con la mia neurologa, anche se non le nascondo che vorrei poter evitare di assumere antidepressivi. Cordiali saluti e grazie ancora!

  2. Armando

    Salve dottori, sono di nuovo qui perche volevo dirvi che continuo ad avere un fastidio come se si muovesse qualcosa e di pesante nella testa. Questo fastidio lo avverto nella zona sopra l’orecchio. Puo essere aneurisma?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è motivo di pensarlo, ma raccomando di verificare con il medico curante.

  3. Michele

    Salve,
    Ho un problema di vertigini, capogiri e mal di testa da circa 20 giorni. Ho anche problemi di vista, sembra quasi che questa sia sfocata e uniti a sensazioni di dolore al petto sinistro e al torace che si intensificano improvvisamente per poi tornare al solo “fastidio” e di formicolio alla mano sinistra (specialmente al mignolo). Ho 20 anni e ho eseguito ECG, holter ecg ed Ecocardio. Purtroppo ho notato che quando svolgo attività fisica, il dolore alla testa aumenta notevolmente, diventando insopportabile: è localizzato nella parte destra della testa, principalmente sulla nuca, ma coinvolge anche tutta la parte del viso, anche mandibola (che sento come se fosse in fortissima tensione) e le mie capacità visive diminuiscono. Con il tempo la situazione si stabilizza, e torno ad una sensazione di tensione al viso e testa destra moderata, capogiri e stanchezza. Ho eseguito una TAC encefalo/cranio ed il risultato è negativo. Lei crede che potrebbe essere un aneurisma cerebrale (pare che con una semplice TAC non si sarebbe visto, a meno che io non abbia capito male) o aortico/toracico? Sento sempre anche una forte tensione al collo e gola. La diagnosi del pronto soccorso è stata cefalea muscolo tensiva ma non si spiega il fatto che con l’attività fisica il tutto peggiori radicalmente

  4. Michele

    Aggiungo che in PS la diagnosi è stata cefalea muscolotensiva, ma non si spiegavano il perchè durante gli sforzi il dolore aumentasse di molto.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, purtroppo senza visitarla e senza vedere i referti degli esami fatti è difficile esprimere un giudizio. Tuttavia ha 20 anni e le sono stati fatti diversi controlli, per cui credo che se ci fosse stato qualcosa di importante i medici che l’hanno seguita se ne sarebbero accorti. Verosimilmente è un disturbo muscolotensivo, faccia anche un controllo oculistico per i disturbi del visus. saluti

  5. anonina

    Salve, volevo esporre il mio problema.. Allora scorsa settimana dopo un riposo pomeridiano mi svegliai con un dolore alla tempia sx.. Dopo un paio di ore al dolore si aggiunse un dolore al dente che pero è poi passato in poco tempo..il dolore alla tempia e’ però rimasto..non e’ un dolore continuo, non sento necessita di prendere medicine, e’ più un fastidio anche perché quando diciamo mi vengono le piccole fitte mi tira fino all’occhio e nella parte mandibolare sopra e anche sopra il naso nella parte alta..poi passa..se mi tocco vicino all’occhio sento come tirare un nervo..soffro di cervicale..ho spesso dolori dietro la nuca..e a volte sopra la nuca..non ho mai sofferto di emicranie o mal di testa se non in occasione pre mestruale o per qualche virus intestinale..cosa mi consiglia lei?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Verifichi con il medico, è l’unico modo per una diagnosi certa, ma non si spaventi perchè potrebbe essere legato alla cervicale.

  6. anonima

    La ringrazio molto, mi farò visitare oggi stesso da un medico..purtroppo io sono un soggetto ansioso e quindi vado in ansia.. Spero cmq nulla di grave perché a volte leggendo su internet ci si spaventa..tumori alla testa, aneurisma..e si pensa al peggio!

    1. Lucia

      Mi chiamo Lucia ho 40 anni.ha da un po’ di tempo che mi sento la testa pesante .e mi prendo di paura .ho fatto la tac.ed e tutto apposto cosa può essere

  7. Lele s

    Salve,io quando mi gratto o pettino i capelli sul lato sinistro della testa , sento pungere l’occhio sinistro in basso,vorrei sapere se potrebbe essere un aneurisma.grazie in anticipo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Assolutamente no, probabilmente un po’ di sensibilità cutanea o disturbi legati a possibili emicranie; verifichi comunque con il medico.

  8. Anonimo

    Salve dottore
    Ultimamente soffro di mal di testa solo da un lato e ho continue fitte sparse
    È da circa due ore che ho dolore alla tempia e occhio,sono molto preoccupata
    Questo dolore di testa parte dal collo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere emicrania, ma ne parli con fiducia al medico per una diagnosi certa.

    2. Roberto

      Buonasera dottori volevo dirvi che sono settimane che ho una sensazione di restringimento sulla tempia. E inoltre da qualche minuto in questa zona la vena sta pulsando ed è gonfia. È grave????

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, ha anche ammala di testa? Potrebbe essere cefalea o un po’ di pressione alta, se persiste valuterei col medico.

    4. Marco

      Non ho mal di testa e questa sensazione non è proprio sulla tempia ma nella zona sopra l orecchio. Mica é aneurisma?

    5. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, ha fattori di rischio importanti? (colesterolo alto, ipertensione, fumatore, diabete). Il disturbo non è chiaro ma non sembra preoccupante, ma se persiste e le causa disagio ne parli con il suo medico. Saluti

  9. Lucy anni 62

    Eseguendo una RMN encefalo con contrasto mi è stato refertato aneurisma di 4mm dopo vari esami eseguiti in PS. tutto ciò a seguito di capogiri e acufeni dopo viaggio in aereo ( è stato escluso dal neurologo attinenza al viaggio in aereo ) ora il mio curante mi ha tranquillizzato anche perché sono in terapia con betabloccante da circa 8 anni e il quadro clinico è abbastanza chiaro però mi è sorto un dubbio sulle dimensioni dell’ aneurisma cioè non è elevato .ho solo un po’ di timore per quello che mi potrebbe succedere ma cerco di essere ottimista come sempre e il morale sempre alto. Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, 4mm in effetti è davvero piccolo, bisogna tenere conto anche di che vaso si tratti e di che area cerebrale sia interessata, ma se non hanno consigliato terapia chirurgica mi fiderei, basta tenere sotto controllo la pressione. Saluti.

    2. Anonimo

      Preciso il referto aneurisma sacciforme in corrispondenza della biforcazione dell’arteria celebrale media dx diretto inferiormente e anteriormente di 4 mm. Sono in attesa di visita neurochirurgica .la ringrazio infinitamente !!!!!!

  10. Anonimo

    Salve, ho 20 anni e da un paio di mesi accuso dolore misto a fastidio nella zona centrale della schiena, all ‘ altezza della scapola. Potrebbe essere sintomo di un aneurisma toracica/addominale, dato che in famiglia ci sono stati vari casi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso no, ma data la famigliarità raccomando di fare il punto con il medico perchè dopo due mesi è comunque ora di verificare.

    2. Anonimo

      Salve Doc. A mia madre circa 5 anni fa le sono stati trovati due aneurisma. Uno di piccole dimensioni e un più grande da operare con l’angioplastica. Il chirurgo con cui ha avuto a che fare l ha un po’ spaventata e ha deciso di non sottoporsi all’operazione. Vorrei sapere qual’ora ci fosse una clinica specializzata in questo genere di operazioni e un neurochirurgo con una buona reputazione nel settore in grado di darle più speranza! Grazie in anticipo

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, ci sono molti centri ottimi su Roma e Milano tra quelli che conosco, ma non saprei cosa indicarvi non conoscendo la zona dove risiedete.

    4. Anonimo

      Sardegna, ma siamo disposti a spostarci se necessario. Vorrei trovare lo specialista migliore nel campo.

    5. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, non so indicarle lo specialista migliore in assoluto, perchè non mi occupo di questo campo, ma posso consigliarle la neurochirugia del Policlinico Gemelli di Roma o l’istituto Humanitas a Milano, per esperienze dirette positive.

  11. Sara

    Caro dott. Chiedo un consiglio….ho avuto due episodi in tre giorni di fortissimi dolori alla testa lato sinistro ho preso subito un a bustina di brufen e il dolore si è tolto ……ho letto su internet di diverse patologie……..potrebbe essere qualcosa di grave? Dovrei fare degli accertamenti?il dolore arriva al improvviso ed è molto forte…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se il dolore è stato forte e di tipo mai provato prima è senza dubbio indispensabile segnalarlo in giornata al medico.

    2. Sara

      Stamattina sono andata dal medico e mi ha detto che si tratta di cervicale ….io che sono molto ansiosa sono preoccupato lo stesso perchè questo tipo di dolore non lo avevo mai avuto…

    3. Anonimo

      Lo so che non ci sta motivo per essere preoccupati ma io sono malata di ansia……ma cerco di darmi forza pur se è difficile…….ho paura che si ripeta di nuovo quel dolore…..però poi penso che se era una cosa più grave non si toglieva con una bustina di brufen………essere ansiosi è una brutta bestia!

    4. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, se il dolore dovesse ripresentarsi ne parli col medico, potrebbe essere una cefalea da trattare diversamente, con farmaci più specifici. Saluti.

  12. fabio66

    Buonasera , sono un’ autista di camion DI 50anni e l’altra sera poco prima della mia pausa notturna ho avuto un dolore lancinante dietro la nuca (come se una pressione estranea mi facesse esplodere la testa) da farmi quasi perdere conoscenza , tutto questo per fortuna e’ durato pochi secondi , un minuto al max per poi pian piano scomparire lasciandomi mal di collo , nua e occhi pesanti fin la mattina seguente , ho chiamato l’ambulanza 15 ore dopo spaventato dell’accaduto . Questo e’ successo in Francia dove prontamente intervenuti mi hanno portato a fare accertamenti nella clinica piu’ vicina , spiegato il tutto mi sottopongono a prelievo del sangue , flebo di paracetamolo e scanner ( credo sia una T A C ) alla testa , risultato per fortuna negativo sia dai prelievi che dalla tac e la diagnosi e’ stata sinusite cronica causata da muco depositato parte ecc ecc , terapia di antibiotici e cortisone con anti doloriferi …….la mie domande’ sono ; non sarebbe meglio fare anche un ecodopler ? C’e’ una radiografia o TAC piu’ dettagliata da intravedere qualche aunerisma silente passato innosservato dalla TAC precedente ? Il mio medico curante in Italia non ha neance guardato la radiografia fatta e mi ha confermato la terapia fatta dai francesi , sono preoccupato nonostante gli accertamenti fatti perche’ il dolore e’ stato indescrivibile e sinceramente sinusite dietro la nuca mi sembra alquanto strano non avendo mai avuto sintomi prima . Attendo pazientemente e vi ringrazio con un cordiale saluto.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, se la TC l’ha fatta con mezzo di contrasto è molto accurata, altrimenti il passo successivo potrebbe essere la risonanza.

    2. fabio66

      Buongiorno dott.ssa grazie per avermi risposto, guardando adesso l’esito da loro chiamato scanner cerebral risulta che hanno usato una tecnica di acquisizione elicoidale transversa assiale senza iniezione di contrasto sull’insieme del parenchima celebrale.
      secondo lei è meglio fare una risonanza o un’ulteriore tac con contrasto, cosa mi consiglia? Io per ora sto seguendo la terapia indicatami.La ringrazio vivamente, buona giornta.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non proceda a ulteriori esami non richiesti, faccia sempre riferimento al suo medico (o al medico che la sta seguendo di persona) per evitare di perdere tempo con approfondimenti non necessari.

  13. Anonimo

    Dottoressa oltre ad avere un po’ di mal di testa ho la sensazione che scorre del sangue nella testa…che può essere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente è un sintomo legato al mal di testa, ma raccomando di segnalarlo anche al medico.

  14. matteo

    Doc…. io stavo sentendo un discorso… ma non so se ho capito bene… un uomo con tre aneorismi… uno di 3×3 e altri due di 5×5… soggetto affetto da artrite reumatoide… diceva che “gli faceva male” ma era costretto a interrompere cure per artrite… so che é sommario… può spiegare? grazie…

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, senza altre info è difficile poter dire qualcosa, verosimilmente il farmaco che assume per l’artrite lo espone ha un aumento del rischio di peggioramento o rottura degli aneurismi…

    2. matteo

      é quello che ho pensato. ma quale dei farmaci per l’artrite espone a tale rischio? grazie

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Onestamente non saprei dirlo. Esistono diverse classi di farmaci per l’ artrite antiinfiammatori , cortisone, immunodeprimenti e farmaci biologici. Bisognerebbe sapere la terapia esatta del paziente. saluti

  15. Wally

    Buon giorno, Da parecchi giorni ( circa due settimane ) sento pulsare costantemente giorno e notte il sangue a livello cerebrale Sx e posso contare i battiti cardiaci in ogni momento della giornata senza toccare il polso. Nel 1989 mi era stato asportato un Astrocitoma alla Temporale DX e regolarmente ho sempre eseguito RMN di controllo con esito negativo .

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Indispensabile verificare con il medico; potrebbe non essere nulla di significativo, ma va valutato con il curante.

    2. Wally

      Buon giorno e Grazie per il suo celere commento; il 17/11 ho già prenotato una visita neurologica, ma non sono sicuro di voler attendere tutti questi giorni ; ne parlerò al mio medico curante . Grazie

  16. Marco

    Buongiorno dottori, ho 25 anni e questa mattina al risveglio ho avuto delle brevi fitte alla tempia sinistra. Stanotte mi son svegliato e mi sembrava di avere un senso di intorpidimento alla mano sinistra ma non sono sicuro se sia una mia suggestione o sia successo davvero. Ora sento una specie di calore alla tempia e le fitte vanno a intermittenza ma sembrano abbastanza deboli. Essendo un soggetto ansioso questo mi ha mandato in panico e non so cosa fare. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere semplice emicrania, ma raccomando di verificare in giornata con il medico.

    2. Marco

      Come informazioni aggiungo che sono un soggetto leggermente sovrappeso (180 cm per 83kg), pratico sport tutti i giorni e sono in possesso della visita medico sportiva. L’ultima misura pressoria effettuata risale a due mesi fa ed è risultata abbastanza bassa (100/60). Fumo saltuariamente 3/4 sigarette a settimana e passo molte ore davanti al pc per lo studio. Spesso sento dolore al collo sia dal lato sinistro che dal destro.

    3. Marco

      Questa mattina inoltre sono andato a correre per scaricare l’ansia e nessun sintomo si è manifestato.

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Confermo quanto sopra, impressione e consiglio di sentire il medico.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso no, ma quello che conta è il parere del medico.

  17. Sarà

    Buongiorno
    Oggi mi sono lavata i capelli e quando ho rialzato la testa ho avuto dolore alla tempia destra… Solo quello…
    E mi tirava la tempia e subito dopo anche l occhio… Non ho avuto altri disturbi… Cosa potrebbe essere?
    Soffro di cefalea tensiva…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente la posizione ha scatenato il problema (popolarmente si direbbe “a causa della cervicale”), ma ovviamente senta anche il parere del medico.

    2. Sara

      Eh si perché io ho diversi problemi alla cervicale infatti ho iniziato ad andare da una osteopata
      Un altra domanda… Visto che soffro di fitte alle tempie… A volte ho notato che proprio in quella zona li mi vengono brufoli.
      Infatti anche stamani dopo la fitta un po’ più sopra vicino ai capelli mi è venuto un rigonfiamento piccolo… Simile ad un brufolo che mi fa male… Se lo tocco… Cosa può essere?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente solo un brufolo, indipendente dalla cefalea.

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente solo un caso, ma verifichi comunque visivamente con il medico.

  18. ARI

    Salve dott.volevo avere un suo parere,soffro da parecchi anni di mal di testa.Tra cui cefalea musc.tens.emicrania,sinusite e cervicale. Ultimamente ho un dolore quasi continuo sul lato destro sopra l’orecchio.Ho fatto una tac e il referto dice:decorso tortuoso dei tratti intra cranici delle aa.Vertebrali e del tronco basilare,con verosimile aspetto ectasico del suo apice da valutare con esame angio RM.Puo essere una aneurisma?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Buonasera, dalla descrizione che ne fanno non sembrerebbe un vero e proprio aneurisma, infatti anche il medico reputa necessaria a RMN per verificare.

  19. Stella

    Salve dott, inizio col dire ke io non ho mai avuto problemi di mal di testa, praticamente non sapevo nemmeno cosa fosse. 2 settimane fa ho subito percussioni alla testa dopodiché è uscito un ematoma e un taglietto. Sono 3 giorni ke ho un mal di testa lancinante sulla fronte parte destra, poi prende le tempie e mi da fastidio la luce, la tv, il telefono ecc unito a questo ho nausea.prima sono andata in guardia e mi hanno fatta un iniezione di antidolorifici sul sedere e mi hanno detto di farmi vedere perché una delle possibili cause potrebbe essere questo aneurisma. Lei cosa ne dice è possibile?

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Prima di pensare all’aneurisma farei un controllo, se ha subìto un trauma cranico serve una TC, perché i traumi cranici possono avere conseguenze anche a distanza e non vanno mai sottovalutati.

    2. amelia

      ho avuto un attimo prima dell’orgasmo, poi interrotto, un fortissimo dolore alla testa,la parte centrale di sopra. E’ grave??

  20. Silvia

    Salve oggi mi sono alzata da letto e ho avuto un bruciore alla parte sinistra della testa…. E subiti dopo la sensazione che qualcosa mi scenda dentro la testa…. Che cosa può essere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Cefalea, emicrania, ansia, stress, … Le possibili cause sono molte, raccomando di verificare con il medico.

  21. Danien

    Buonasera sono due giorni che sento nell’orecchio sinistro un fastidioso rumore tipo il verso del gufo. Lo sento in qualsiasi momento della giornata e anche quando sono al letto. Cosa può essere??? Mi devo preoccupare??? Ho avuto una settimana ho avuto fa un brutto raffreddore con molto muco che usciva dal naso e avevo le orecchie tappate può influire questo rumore che sento oppure devo preoccuparmi

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, probabilmente è solo un acufene residuo dovuto al forte raffreddore, senta il suo medico, sarebbe utile fare dell’aerosol terapia associando un mucolitico.

  22. Fafa

    Buonasera, da un paio di giorni ho dei dolori tra la tempia sinistra e sopra l’orecchio. Il dolore con una semplice moment non è andato via. Si presenta sotto forma di fitte e poi continua. Non so se aspettare sino a domani ….e poi cercare di riuscire a contattare il medico curante…ma non so se aspettare…sono in po preoccupata

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      può essere cefalea nevralgia…se però il dolore è molto forte o dovessero comparire altri sintomi mi rivolgerei alla guardia medica, ma può deciderlo solo Lei in base a come si sente.

Lascia una risposta

IMPORTANTE: In nessun caso la figura del farmacista può sostituire quella del medico, unico professionista con le competenze e la possibilità legale di formulare diagnosi e prescrivere farmaci. Le considerazioni espresse hanno quindi come unica finalità quella di agevolare in ogni modo il rapporto medico-paziente, mai ed in nessun caso devono prenderne il posto.

Gli interventi inviati potrebbero richiedere fino a 15 minuti per essere visibili sul sito.

La tua privacy mi sta molto a cuore, quindi ti consiglio di non usare nome e cognome reali, è sufficiente il nome, un soprannome, oppure un nome di fantasia; rimango a tua completa disposizione per rimuovere o modificare gli interventi inviati.

Anche se farò il possibile per rispondere ai tuoi dubbi, mi preme ricordarti che sono un farmacista, non un medico, quindi le mie parole NON devono sostituire od essere interpretate come diagnosi o consigli medici; devono invece essere intese come opinioni personali in attesa di parlare con il tuo medico.

Se pensi che abbia scritto qualcosa di sbagliato, nell'articolo o nei commenti, segnalamelo! Una discussione costruttiva è utile a tutti.

Per quanto possibile ti chiederei di rimanere in tema con la pagina, magari cercando quella più adatta al tuo dubbio; se hai difficoltà non preoccuparti e scrivimi ugualmente, al limite cancellerò il messaggio qualche giorno dopo averti risposto.

Sono vietati commenti a scopo pubblicitario.

Ho preso atto del Disclaimer e dell'Informativa fornita ai sensi dell'art. 13 del Codice privacy