Aneurisma cerebrale: sintomi, conseguenze, cause

Ultimo Aggiornamento: 2188 giorni

Introduzione

L’aneurisma cerebrale è un rigonfiamento di un vaso sanguigno del cervello, nella maggior parte dei casi assomiglia a una specie di bacca che cresce a diretto contatto con il vaso sanguigno.

L’aneurisma può rompersi, causando un’emorragia all’interno del cervello (ictus emorragico); nella maggior parte dei casi l’aneurisma si sviluppa e si rompe nello spazio tra il cervello e le membrane che lo avvolgono. Questo tipo di ictus emorragico è detto emorragia subaracnoidea.

La rottura di un aneurisma è una situazione molto rischiosa che richiede un immediato intervento medico.

La maggior parte degli aneurismi, tuttavia, non si rompe e non crea problemi né sintomi. Gli aneurismi di questo tipo spesso vengono scoperti durante gli esami per altri disturbi.,Ii alcuni casi può essere necessaria una terapia per un aneurisma che non si è rotto, per prevenirne un’eventuale futura rottura.

Cause

Gli aneurismi cerebrali sono una conseguenza dell’assottigliamento e della degenerazione delle pareti arteriose, spesso si sviluppano in corrispondenza delle biforcazioni delle arterie, laddove i vasi sanguigni sono più deboli. Gli aneurismi possono formarsi in qualsiasi zona del cervello, ma nella maggior parte dei casi colpiscono le arterie alla base del cervello.

Fattori di rischio

Diversi fattori possono contribuire all’indebolimento delle pareti arteriose ed aumentare così il rischio di aneurisma cerebrale. Tra di essi ricordiamo:

  • Età,
  • Fumo,
  • Pressione alta (ipertensione),
  • Indurimento delle arterie (aterosclerosi),
  • Precedenti famigliari di aneurisma, soprattutto nei parenti di primo grado, ad esempio i genitori o i fratelli,
  • Abuso di droghe, in particolare di cocaina,
  • Lesioni alla testa,
  • Consumo eccessivo di alcool,
  • Determinate infezioni del sangue,
  • Diminuzione dei livelli di estrogeno dopo la menopausa.

Anche alcune malattie congenite sono in grado di aumentare il rischio di aneurisma. Tra di esse ricordiamo:

  • Disturbi ereditari del tessuto connettivo ad esempio la sindrome di Ehlers-Danlos, che indebolisce i vasi sanguigni.
  • Rene policistico (malattia policistica renale): si tratta di un disturbo ereditario che provoca la formazione di cisti nei reni e di solito fa aumentare la pressione sanguigna.
  • Coartazione aortica: l’aorta, l’arteria che trasporta il sangue ricco di ossigeno dal cuore al resto dell’organismo, si restringe in modo anomalo.
  • Malformazione artero-venosa cerebrale (AVM cerebrale): un collegamento anomalo tra le arterie e le vene cerebrali interrompe la normale circolazione.

Sintomi

Rottura di un aneurisma

Il mal di testa improvviso e grave è il principale sintomo della rottura di un aneurisma e spesso viene descritto come lancinante. Tra i sintomi frequenti della rottura di un aneurisma ricordiamo:

  • Mal di testa improvviso ed estremamente forte,
  • Nausea e vomito,
  • Irrigidimento del collo,
  • Visione offuscata o doppia,
  • Fotosensibilità,
  • Convulsioni,
  • Ptosi palpebrale (abbassamento eccessivo della palpebra superiore),
  • Perdita di coscienza,
  • Confusione.

Aneurisma fissurato

In alcuni casi l’aneurisma può iniziare a perdere una piccola quantità di sangue, questa perdita sentinella probabilmente causerà un mal di testa improvviso e molto forte. Il sanguinamento è quasi sempre seguito da una rottura vera e propria.

Aneurisma silente

L’aneurisma cerebrale silente può rimanere asintomatico, in particolare se è piccolo. Tuttavia un aneurisma silente di dimensioni maggiori può iniziare a premere sui tessuti e sui nervi cerebrali, e alla fine causare:

  • Dolore sopra e dietro l’occhio,
  • Dilatazione della pupilla,
  • Anomalie della visione o visione doppia,
  • Intorpidimento, debolezza o paralisi in un lato del volto,
  • Ptosi palpebrale.

Quando chiamare il medico

Se l’aneurisma si rompe si tratta di una situazione di emergenza, in circa la metà dei casi,alla rottura dell’aneurisma cerebrale segue il decesso del paziente. Andate immediatamente al pronto soccorso se all’improvviso iniziate ad avvertire un mal di testa lancinante

Se siete in compagnia di qualcuno che si lamenta di un mal di testa improvviso e molto forte, perde conoscenza o ha le convulsioni, chiamate immediatamente il 118.

Pericoli

Se l’aneurisma cerebrale si rompe, l’emorragia di solito dura per pochi secondi. Il sangue può danneggiare direttamente le cellule circostanti o addirittura causarne la morte, nonché aumentare la pressione all’interno del cranio. Se la pressione aumenta troppo può interrompersi la fornitura di sangue e ossigeno al cervello: si può perdere conoscenza e persino morire.

Tra le complicazioni che possono nascere dopo la rottura di un aneurisma ricordiamo:

  • Seconda emorragia. Un aneurisma che già si è rotto o fissurato rischia una seconda emorragia, in grado di provocare ulteriori danni alle cellule cerebrali.
  • Vasospasmo. Quando l’aneurisma si rompe i vasi sanguigni cerebrali possono iniziare a restringersi e allargarsi in modo anomalo (vasospasmo). In questo modo le cellule cerebrali ricevono meno sangue (ischemia): si verificano ulteriori danni e perdite di funzionalità.
  • Idrocefalo. Se, come avviene nella maggior parte dei casi, la rottura dell’aneurisma provoca un’emorragia nello spazio tra il cervello e il tessuto circostante (emorragia subaracnoidea), il sangue può bloccare la circolazione del liquido che circonda il cervello e il midollo spinale (liquido cefalorachidiano). Come risultato si può verificare l’idrocefalo, cioè un accumulo di liquido cefalorachidiano che aumenta la pressione sul cervello e può danneggiare i tessuti.
  • Iponatremia. L’emorragia subaracnoidea provocata dalla rottura di un aneurisma cerebrale può causare uno squilibrio dei livelli sodio nel sangue, dovuto alla lesione dell’ipotalamo, una zona vicino alla base del cervello. Se i livelli di sodio si abbassano (iponatremia) le cellule cerebrali si ingrossano e subiscono danni permanenti.

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi gli aneurismi cerebrali vengono scoperti solo quando già si sono rotti e quindi vanno trattati come emergenze, tuttavia l’aneurisma può essere anche scoperto per caso quando ci si sottopone ad esami di diagnostica per immagini alla testa per altri motivi.

Se i risultati degli esami evidenziano la presenza di un aneurisma cerebrale, dovrete parlarne con uno specialista delle malattie del cervello e del sistema nervoso (neurologo o neurochirurgo).

Per usare al meglio il tempo, vi consigliamo di preparare in anticipo un elenco di domande:

  • Che cosa si sa della dimensione e della posizione dell’aneurisma?
  • In base ai risultati degli esami, si può capire se c’è il rischio che l’aneurisma si rompa?
  • Ora come ora quale terapia mi consiglia?
  • Se decidiamo di aspettare, con che frequenza dovrò sottopormi ad esami?
  • C’è qualcosa che posso fare per evitare che l’aneurisma si rompa?

Il neurologo o neurochirurgo potrà rivolgervi le domande seguenti che lo aiuteranno a decidere qual è la terapia migliore nel vostro caso:

  • Fuma?
  • Beve? Se sì, quanto?
  • Fa uso di droghe?
  • È in terapia per l’ipertensione (pressione alta), per l’ipercolesterolemia (colesterolo alto) o per altri disturbi che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari?
  • Assume i farmaci attenendosi alle prescrizioni mediche?
  • Nella sua famiglia ci sono precedenti di aneurismi cerebrali?

Esami e diagnosi

Se all’improvviso iniziate ad avere un forte mal di testa o altri sintomi collegabili alla rottura di un aneurisma, dovrete sottoporvi a una serie di esami per capire se avete avuto un’emorragia nello spazio tra il cervello e i tessuti circostanti (emorragia subaracnoidea) o un altro tipo di problema. Se c’è stata emorragia il personale sanitario capirà se la causa è da imputare alla rottura di un aneurisma.

Gli stessi esami andranno svolti anche se soffrite dei sintomi di un aneurisma silente, ad esempio di male dietro all’occhio, di anomalie nella visione e di paralisi in un lato del volto.

Tra gli esami diagnostici ricordiamo:

  • Tomografia computerizzata (TAC). La TAC, uno speciale esame radiografico, di solito è il primo esame usato per capire se si è verificata un’emorragia cerebrale. L’esame produce immagini a due dimensioni di sezioni del cervello. Durante l’esame, vi potrà essere iniettato un mezzo di contrasto che facilita l’osservazione della circolazione nel cervello e può indicare la posizione dell’aneurisma. Questa variante dell’esame è detta TAC angiografia.
  • Analisi del liquido cefalorachidiano. Se avete avuto un’emorragia subaracnoidea, con ogni probabilità ci saranno dei globuli rossi nel liquido che circonda il cervello e il midollo spinale (liquido cefalorachidiano). Il medico vi prescriverà quest’analisi se avvertite i sintomi della rottura di un aneurisma, ma la TAC non ha rilevato tracce di emorragia. L’intervento di estrazione del liquido cefalorachidiano dalla colonna vertebrale con una siringa è detto puntura lombare o drenaggio lombare.
  • Risonanza magnetica (MRI). La risonanza magnetica usa un campo magnetico e le onde radio per creare immagini dettagliate del cervello, in due o in tre dimensioni. La risonanza magnetica con mezzo di contrasto (angiografia con mezzo di contrasto) migliora la qualità delle immagini dei vasi sanguigni e del sito in cui l’aneurisma si è rotto. Con questa tecnica diagnostica, le immagini possono risultare migliori rispetto a quelle della TAC.
  • Angiogramma o arteriogramma cerebrale. Durante quest’intervento, il medico inserisce un tubicino flessibile (catetere) in una delle arterie principali (di solito nella zona inguinale) e lo guida verso il cuore e poi nelle arterie cerebrali. Uno speciale mezzo di contrasto iniettato nel catetere attraversa le arterie e raggiunge il cervello. La serie di radiografie che vengono scattate, poi, può scoprire dettagli relativi alla condizione delle arterie e alla posizione dell’aneurisma che si è rotto. Questo esame è più invasivo rispetto ai precedenti e di solito è eseguito quando gli altri non sono sufficienti.

Esami di screening per gli aneurismi cerebrali

In generale l’uso di esami di diagnostica per immagini non è consigliato quando si tratta di prevenire e tenere sotto controllo gli aneurismi silenti, tuttavia potrebbe essere necessario informarsi presso il proprio medico sui potenziali benefici di un esame di screening se:

  • In passato si è verificata la rottura di un aneurisma in un vostro genitore o fratello, in particolare se i casi di aneurisma cerebrale tra parenti di primo grado sono stati più di uno,
  • Soffrite di un disturbo congenito che fa aumentare il rischio di aneurisma cerebrale.

Cura e terapia

Intervento chirurgico

In caso di rottura dell’aneurisma, le possibilità terapeutiche più diffuse sono due:

  1. Il clippaggio è l’intervento di chiusura dell’aneurisma. Il chirurgo pratica un’apertura nel cranio per raggiungere l’aneurisma e individua il vaso sanguigno che lo alimenta. Con un piccolo punto di sutura metallico strozza il colletto (la base) dell’aneurisma, impedendo al sangue di alimentarlo ulteriormente.
  2. L’embolizzazione cardiovascolare è un intervento meno invasivo del precedente. Il chirurgo inserisce un minuscolo tubicino di plastica (catetere) in un’arteria, di solito nella zona inguinale, e poi lo guida verso l’aneurisma. Poi usa un filo guida per inserire un filo morbido di platino nel catetere e quindi nell’aneurisma. Il filo si avvolge all’interno dell’aneurisma riempiendolo, ostruisce la circolazione sanguigna e fa coagulare il sangue. Il coagulo risultante sigilla l’aneurisma separandolo dall’arteria.

Entrambi i tipi di intervento presentano dei rischi, in particolare quello di emorragia cerebrale o di diminuzione del flusso sanguigno diretto al cervello. Il secondo è meno invasivo e, almeno inizialmente, può essere più sicuro però, esattamente come il precedente, presenta il rischio di ulteriori emorragie e quindi di dover ricorrere a ulteriori interventi. Il chirurgo consiglierà uno o l’altro tipo di intervento a seconda della dimensione dell’aneurisma, del vostro stato di salute generale e di altri fattori

Altre terapie

Le altre terapie per la rottura degli aneurismi cerebrali mirano ad alleviare i sintomi e gestire le complicazioni.

Gli analgesici, ad esempio il paracetamolo (Tachipirina®), possono essere usati per curare il mal di testa.

I calcioantagonisti impediscono al calcio di entrare nelle cellule delle pareti dei vasi sanguigni. Questi farmaci possono diminuire il vasospasmo, cioè il restringimento e l’allargamento anomalo delle arterie che può presentarsi come complicazione della rottura di un aneurisma: uno di essi, la nimodipina, si è dimostrato efficace per ridurre il rischio di lesioni cerebrali ritardate causate da una circolazione sanguigna insufficiente a seguito di emorragia subaracnoidea dovuta alla rottura di un aneurisma.

Tra gli interventi per prevenire gli ictus causati da un flusso sanguigno insufficiente ricordiamo le iniezioni di farmaci vasopressori, che aumentano la pressione sanguigna in modo da vincere la resistenza dei vasi sanguigni che si sono ristretti. Un altro intervento utile per prevenire gli ictus è l’angioplastica, durante la quale il chirurgo usa un catetere per gonfiare una specie di palloncino che riporta alle dimensioni normali il vaso sanguigno cerebrale che si è ristretto. Il catetere può anche essere usato per somministrare direttamente nel cervello un vasodilatatore, cioè un farmaco che fa dilatare i vasi sanguigni.

Gli antiepilettici possono essere usati per curare le convulsioni dovute alla rottura di un aneurisma. Tra di essi ricordiamo: il levetiracetam (Keppra®), la fenitoina e l’acido valproico (o valproato)

I cateteri ventricolari e gli interventi di derivazione possono diminuire la pressione sul cervello connessa alla rottura di un aneurisma e causata dall’eccesso di liquido cerebrospinale (idrocefalo). Un catetere può essere collocato nei ventricoli (le aree cerebrali che contengono il liquido) per drenare all’esterno il liquido in eccesso. In alcuni casi, poi, può essere necessario introdurre un sistema di derivazione (costituito dal derivatore, un tubicino flessibile di silicone, e da una valvola) che crea un canale di drenaggio dal cervello alla cavità addominale.

Terapia riabilitativa. I danni al cervello derivanti da un’emorragia subaracnoidea di solito rendono necessario ricorrere alla fisioterapia, alla terapia della parola e alla terapia occupazionale per imparare di nuovo le abilità che sono andate perse.

Terapia degli aneurismi silenti

Gli interventi chirurgici di clippaggio e di embolizzazione cardiovascolare possono essere usati per sigillare un aneurisma non ancora rotto e per aiutare a prevenire un’eventuale rottura, tuttavia i rischi di questi interventi possono essere maggiori degli eventuali benefici.

Il neurologo e il neurochirurgo vi aiuteranno a decidere qual è la terapia che fa al caso vostro. Tra i fattori che terranno in conto per consigliarvi ricordiamo:

  • Dimensioni e posizione dell’aneurisma,
  • Età e stato di salute generale,
  • Precedenti famigliari di rottura di aneurismi,
  • Disturbi congeniti che aumentano il rischio di rottura dell’aneurisma.

Se soffrite di ipertensione chiedete al medico di consigliarvi una terapia per gestire il disturbo, se avete un aneurisma cerebrale, infatti, tenere costantemente sotto controllo la pressione può far diminuire il rischio di rottura.

Stile di vita e rimedi pratici

Se sapete di avere un aneurisma potete diminuire il rischio di rottura modificando il vostro stile di vita:

  1. Non fumate e non fate uso di droghe. Se non riuscite a smettere da soli, chiedete al medico di consigliarvi strategie o un programma terapeutico adatto.
  2. Seguite una dieta sana e fate esercizio fisico. Le modifiche della dieta e l’esercizio fisico possono aiutarvi ad abbassare la pressione. Chiedete comunque sempre consiglio al vostro medico.
  3. Limitate la caffeina, che è uno stimolante che causa un aumento improvviso della pressione.
  4. Evitate gli sforzi. Gli sforzi improvvisi, violenti e prolungati, ad esempio quelli che si compiono quando si solleva un peso, possono causare un aumento improvviso della pressione.
  5. Prudenza con l’aspirina. Prima di assumere l’aspirina o altri farmaci che inibiscono la coagulazione chiedete consiglio al medico, perché possono far aumentare il rischio di emorragia in caso l’aneurisma si rompa.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Manu

    Grazie infinite, Dottore! Ne parlerò quanto prima con la mia neurologa, anche se non le nascondo che vorrei poter evitare di assumere antidepressivi. Cordiali saluti e grazie ancora!

  2. Armando

    Salve dottori, sono di nuovo qui perche volevo dirvi che continuo ad avere un fastidio come se si muovesse qualcosa e di pesante nella testa. Questo fastidio lo avverto nella zona sopra l’orecchio. Puo essere aneurisma?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non c’è motivo di pensarlo, ma raccomando di verificare con il medico curante.

  3. Michele

    Salve,
    Ho un problema di vertigini, capogiri e mal di testa da circa 20 giorni. Ho anche problemi di vista, sembra quasi che questa sia sfocata e uniti a sensazioni di dolore al petto sinistro e al torace che si intensificano improvvisamente per poi tornare al solo “fastidio” e di formicolio alla mano sinistra (specialmente al mignolo). Ho 20 anni e ho eseguito ECG, holter ecg ed Ecocardio. Purtroppo ho notato che quando svolgo attività fisica, il dolore alla testa aumenta notevolmente, diventando insopportabile: è localizzato nella parte destra della testa, principalmente sulla nuca, ma coinvolge anche tutta la parte del viso, anche mandibola (che sento come se fosse in fortissima tensione) e le mie capacità visive diminuiscono. Con il tempo la situazione si stabilizza, e torno ad una sensazione di tensione al viso e testa destra moderata, capogiri e stanchezza. Ho eseguito una TAC encefalo/cranio ed il risultato è negativo. Lei crede che potrebbe essere un aneurisma cerebrale (pare che con una semplice TAC non si sarebbe visto, a meno che io non abbia capito male) o aortico/toracico? Sento sempre anche una forte tensione al collo e gola. La diagnosi del pronto soccorso è stata cefalea muscolo tensiva ma non si spiega il fatto che con l’attività fisica il tutto peggiori radicalmente

  4. Michele

    Aggiungo che in PS la diagnosi è stata cefalea muscolotensiva, ma non si spiegavano il perchè durante gli sforzi il dolore aumentasse di molto.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, purtroppo senza visitarla e senza vedere i referti degli esami fatti è difficile esprimere un giudizio. Tuttavia ha 20 anni e le sono stati fatti diversi controlli, per cui credo che se ci fosse stato qualcosa di importante i medici che l’hanno seguita se ne sarebbero accorti. Verosimilmente è un disturbo muscolotensivo, faccia anche un controllo oculistico per i disturbi del visus. saluti

  5. anonina

    Salve, volevo esporre il mio problema.. Allora scorsa settimana dopo un riposo pomeridiano mi svegliai con un dolore alla tempia sx.. Dopo un paio di ore al dolore si aggiunse un dolore al dente che pero è poi passato in poco tempo..il dolore alla tempia e’ però rimasto..non e’ un dolore continuo, non sento necessita di prendere medicine, e’ più un fastidio anche perché quando diciamo mi vengono le piccole fitte mi tira fino all’occhio e nella parte mandibolare sopra e anche sopra il naso nella parte alta..poi passa..se mi tocco vicino all’occhio sento come tirare un nervo..soffro di cervicale..ho spesso dolori dietro la nuca..e a volte sopra la nuca..non ho mai sofferto di emicranie o mal di testa se non in occasione pre mestruale o per qualche virus intestinale..cosa mi consiglia lei?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Verifichi con il medico, è l’unico modo per una diagnosi certa, ma non si spaventi perchè potrebbe essere legato alla cervicale.

  6. anonima

    La ringrazio molto, mi farò visitare oggi stesso da un medico..purtroppo io sono un soggetto ansioso e quindi vado in ansia.. Spero cmq nulla di grave perché a volte leggendo su internet ci si spaventa..tumori alla testa, aneurisma..e si pensa al peggio!

  7. Lele s

    Salve,io quando mi gratto o pettino i capelli sul lato sinistro della testa , sento pungere l’occhio sinistro in basso,vorrei sapere se potrebbe essere un aneurisma.grazie in anticipo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Assolutamente no, probabilmente un po’ di sensibilità cutanea o disturbi legati a possibili emicranie; verifichi comunque con il medico.

  8. Anonimo

    Salve dottore
    Ultimamente soffro di mal di testa solo da un lato e ho continue fitte sparse
    È da circa due ore che ho dolore alla tempia e occhio,sono molto preoccupata
    Questo dolore di testa parte dal collo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Potrebbe essere emicrania, ma ne parli con fiducia al medico per una diagnosi certa.

    2. Roberto

      Buonasera dottori volevo dirvi che sono settimane che ho una sensazione di restringimento sulla tempia. E inoltre da qualche minuto in questa zona la vena sta pulsando ed è gonfia. È grave????

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, ha anche ammala di testa? Potrebbe essere cefalea o un po’ di pressione alta, se persiste valuterei col medico.

    4. Marco

      Non ho mal di testa e questa sensazione non è proprio sulla tempia ma nella zona sopra l orecchio. Mica é aneurisma?

    5. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, ha fattori di rischio importanti? (colesterolo alto, ipertensione, fumatore, diabete). Il disturbo non è chiaro ma non sembra preoccupante, ma se persiste e le causa disagio ne parli con il suo medico. Saluti

  9. Lucy anni 62

    Eseguendo una RMN encefalo con contrasto mi è stato refertato aneurisma di 4mm dopo vari esami eseguiti in PS. tutto ciò a seguito di capogiri e acufeni dopo viaggio in aereo ( è stato escluso dal neurologo attinenza al viaggio in aereo ) ora il mio curante mi ha tranquillizzato anche perché sono in terapia con betabloccante da circa 8 anni e il quadro clinico è abbastanza chiaro però mi è sorto un dubbio sulle dimensioni dell’ aneurisma cioè non è elevato .ho solo un po’ di timore per quello che mi potrebbe succedere ma cerco di essere ottimista come sempre e il morale sempre alto. Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, 4mm in effetti è davvero piccolo, bisogna tenere conto anche di che vaso si tratti e di che area cerebrale sia interessata, ma se non hanno consigliato terapia chirurgica mi fiderei, basta tenere sotto controllo la pressione. Saluti.

    2. Anonimo

      Preciso il referto aneurisma sacciforme in corrispondenza della biforcazione dell’arteria celebrale media dx diretto inferiormente e anteriormente di 4 mm. Sono in attesa di visita neurochirurgica .la ringrazio infinitamente !!!!!!

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