Aneurisma cerebrale: sintomi, conseguenze, cause

Ultimo Aggiornamento: 2066 giorni

Introduzione

L’aneurisma cerebrale è un rigonfiamento di un vaso sanguigno del cervello, nella maggior parte dei casi assomiglia a una specie di bacca che cresce a diretto contatto con il vaso sanguigno.

L’aneurisma può rompersi, causando un’emorragia all’interno del cervello (ictus emorragico); nella maggior parte dei casi l’aneurisma si sviluppa e si rompe nello spazio tra il cervello e le membrane che lo avvolgono. Questo tipo di ictus emorragico è detto emorragia subaracnoidea.

La rottura di un aneurisma è una situazione molto rischiosa che richiede un immediato intervento medico.

La maggior parte degli aneurismi, tuttavia, non si rompe e non crea problemi né sintomi. Gli aneurismi di questo tipo spesso vengono scoperti durante gli esami per altri disturbi.,Ii alcuni casi può essere necessaria una terapia per un aneurisma che non si è rotto, per prevenirne un’eventuale futura rottura.

Cause

Gli aneurismi cerebrali sono una conseguenza dell’assottigliamento e della degenerazione delle pareti arteriose, spesso si sviluppano in corrispondenza delle biforcazioni delle arterie, laddove i vasi sanguigni sono più deboli. Gli aneurismi possono formarsi in qualsiasi zona del cervello, ma nella maggior parte dei casi colpiscono le arterie alla base del cervello.

Fattori di rischio

Diversi fattori possono contribuire all’indebolimento delle pareti arteriose ed aumentare così il rischio di aneurisma cerebrale. Tra di essi ricordiamo:

  • Età,
  • Fumo,
  • Pressione alta (ipertensione),
  • Indurimento delle arterie (aterosclerosi),
  • Precedenti famigliari di aneurisma, soprattutto nei parenti di primo grado, ad esempio i genitori o i fratelli,
  • Abuso di droghe, in particolare di cocaina,
  • Lesioni alla testa,
  • Consumo eccessivo di alcool,
  • Determinate infezioni del sangue,
  • Diminuzione dei livelli di estrogeno dopo la menopausa.

Anche alcune malattie congenite sono in grado di aumentare il rischio di aneurisma. Tra di esse ricordiamo:

  • Disturbi ereditari del tessuto connettivo ad esempio la sindrome di Ehlers-Danlos, che indebolisce i vasi sanguigni.
  • Rene policistico (malattia policistica renale): si tratta di un disturbo ereditario che provoca la formazione di cisti nei reni e di solito fa aumentare la pressione sanguigna.
  • Coartazione aortica: l’aorta, l’arteria che trasporta il sangue ricco di ossigeno dal cuore al resto dell’organismo, si restringe in modo anomalo.
  • Malformazione artero-venosa cerebrale (AVM cerebrale): un collegamento anomalo tra le arterie e le vene cerebrali interrompe la normale circolazione.

Sintomi

Rottura di un aneurisma

Il mal di testa improvviso e grave è il principale sintomo della rottura di un aneurisma e spesso viene descritto come lancinante. Tra i sintomi frequenti della rottura di un aneurisma ricordiamo:

  • Mal di testa improvviso ed estremamente forte,
  • Nausea e vomito,
  • Irrigidimento del collo,
  • Visione offuscata o doppia,
  • Fotosensibilità,
  • Convulsioni,
  • Ptosi palpebrale (abbassamento eccessivo della palpebra superiore),
  • Perdita di coscienza,
  • Confusione.

Aneurisma fissurato

In alcuni casi l’aneurisma può iniziare a perdere una piccola quantità di sangue, questa perdita sentinella probabilmente causerà un mal di testa improvviso e molto forte. Il sanguinamento è quasi sempre seguito da una rottura vera e propria.

Aneurisma silente

L’aneurisma cerebrale silente può rimanere asintomatico, in particolare se è piccolo. Tuttavia un aneurisma silente di dimensioni maggiori può iniziare a premere sui tessuti e sui nervi cerebrali, e alla fine causare:

  • Dolore sopra e dietro l’occhio,
  • Dilatazione della pupilla,
  • Anomalie della visione o visione doppia,
  • Intorpidimento, debolezza o paralisi in un lato del volto,
  • Ptosi palpebrale.

Quando chiamare il medico

Se l’aneurisma si rompe si tratta di una situazione di emergenza, in circa la metà dei casi,alla rottura dell’aneurisma cerebrale segue il decesso del paziente. Andate immediatamente al pronto soccorso se all’improvviso iniziate ad avvertire un mal di testa lancinante

Se siete in compagnia di qualcuno che si lamenta di un mal di testa improvviso e molto forte, perde conoscenza o ha le convulsioni, chiamate immediatamente il 118.

Pericoli

Se l’aneurisma cerebrale si rompe, l’emorragia di solito dura per pochi secondi. Il sangue può danneggiare direttamente le cellule circostanti o addirittura causarne la morte, nonché aumentare la pressione all’interno del cranio. Se la pressione aumenta troppo può interrompersi la fornitura di sangue e ossigeno al cervello: si può perdere conoscenza e persino morire.

Tra le complicazioni che possono nascere dopo la rottura di un aneurisma ricordiamo:

  • Seconda emorragia. Un aneurisma che già si è rotto o fissurato rischia una seconda emorragia, in grado di provocare ulteriori danni alle cellule cerebrali.
  • Vasospasmo. Quando l’aneurisma si rompe i vasi sanguigni cerebrali possono iniziare a restringersi e allargarsi in modo anomalo (vasospasmo). In questo modo le cellule cerebrali ricevono meno sangue (ischemia): si verificano ulteriori danni e perdite di funzionalità.
  • Idrocefalo. Se, come avviene nella maggior parte dei casi, la rottura dell’aneurisma provoca un’emorragia nello spazio tra il cervello e il tessuto circostante (emorragia subaracnoidea), il sangue può bloccare la circolazione del liquido che circonda il cervello e il midollo spinale (liquido cefalorachidiano). Come risultato si può verificare l’idrocefalo, cioè un accumulo di liquido cefalorachidiano che aumenta la pressione sul cervello e può danneggiare i tessuti.
  • Iponatremia. L’emorragia subaracnoidea provocata dalla rottura di un aneurisma cerebrale può causare uno squilibrio dei livelli sodio nel sangue, dovuto alla lesione dell’ipotalamo, una zona vicino alla base del cervello. Se i livelli di sodio si abbassano (iponatremia) le cellule cerebrali si ingrossano e subiscono danni permanenti.

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi gli aneurismi cerebrali vengono scoperti solo quando già si sono rotti e quindi vanno trattati come emergenze, tuttavia l’aneurisma può essere anche scoperto per caso quando ci si sottopone ad esami di diagnostica per immagini alla testa per altri motivi.

Se i risultati degli esami evidenziano la presenza di un aneurisma cerebrale, dovrete parlarne con uno specialista delle malattie del cervello e del sistema nervoso (neurologo o neurochirurgo).

Per usare al meglio il tempo, vi consigliamo di preparare in anticipo un elenco di domande:

  • Che cosa si sa della dimensione e della posizione dell’aneurisma?
  • In base ai risultati degli esami, si può capire se c’è il rischio che l’aneurisma si rompa?
  • Ora come ora quale terapia mi consiglia?
  • Se decidiamo di aspettare, con che frequenza dovrò sottopormi ad esami?
  • C’è qualcosa che posso fare per evitare che l’aneurisma si rompa?

Il neurologo o neurochirurgo potrà rivolgervi le domande seguenti che lo aiuteranno a decidere qual è la terapia migliore nel vostro caso:

  • Fuma?
  • Beve? Se sì, quanto?
  • Fa uso di droghe?
  • È in terapia per l’ipertensione (pressione alta), per l’ipercolesterolemia (colesterolo alto) o per altri disturbi che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari?
  • Assume i farmaci attenendosi alle prescrizioni mediche?
  • Nella sua famiglia ci sono precedenti di aneurismi cerebrali?

Esami e diagnosi

Se all’improvviso iniziate ad avere un forte mal di testa o altri sintomi collegabili alla rottura di un aneurisma, dovrete sottoporvi a una serie di esami per capire se avete avuto un’emorragia nello spazio tra il cervello e i tessuti circostanti (emorragia subaracnoidea) o un altro tipo di problema. Se c’è stata emorragia il personale sanitario capirà se la causa è da imputare alla rottura di un aneurisma.

Gli stessi esami andranno svolti anche se soffrite dei sintomi di un aneurisma silente, ad esempio di male dietro all’occhio, di anomalie nella visione e di paralisi in un lato del volto.

Tra gli esami diagnostici ricordiamo:

  • Tomografia computerizzata (TAC). La TAC, uno speciale esame radiografico, di solito è il primo esame usato per capire se si è verificata un’emorragia cerebrale. L’esame produce immagini a due dimensioni di sezioni del cervello. Durante l’esame, vi potrà essere iniettato un mezzo di contrasto che facilita l’osservazione della circolazione nel cervello e può indicare la posizione dell’aneurisma. Questa variante dell’esame è detta TAC angiografia.
  • Analisi del liquido cefalorachidiano. Se avete avuto un’emorragia subaracnoidea, con ogni probabilità ci saranno dei globuli rossi nel liquido che circonda il cervello e il midollo spinale (liquido cefalorachidiano). Il medico vi prescriverà quest’analisi se avvertite i sintomi della rottura di un aneurisma, ma la TAC non ha rilevato tracce di emorragia. L’intervento di estrazione del liquido cefalorachidiano dalla colonna vertebrale con una siringa è detto puntura lombare o drenaggio lombare.
  • Risonanza magnetica (MRI). La risonanza magnetica usa un campo magnetico e le onde radio per creare immagini dettagliate del cervello, in due o in tre dimensioni. La risonanza magnetica con mezzo di contrasto (angiografia con mezzo di contrasto) migliora la qualità delle immagini dei vasi sanguigni e del sito in cui l’aneurisma si è rotto. Con questa tecnica diagnostica, le immagini possono risultare migliori rispetto a quelle della TAC.
  • Angiogramma o arteriogramma cerebrale. Durante quest’intervento, il medico inserisce un tubicino flessibile (catetere) in una delle arterie principali (di solito nella zona inguinale) e lo guida verso il cuore e poi nelle arterie cerebrali. Uno speciale mezzo di contrasto iniettato nel catetere attraversa le arterie e raggiunge il cervello. La serie di radiografie che vengono scattate, poi, può scoprire dettagli relativi alla condizione delle arterie e alla posizione dell’aneurisma che si è rotto. Questo esame è più invasivo rispetto ai precedenti e di solito è eseguito quando gli altri non sono sufficienti.

Esami di screening per gli aneurismi cerebrali

In generale l’uso di esami di diagnostica per immagini non è consigliato quando si tratta di prevenire e tenere sotto controllo gli aneurismi silenti, tuttavia potrebbe essere necessario informarsi presso il proprio medico sui potenziali benefici di un esame di screening se:

  • In passato si è verificata la rottura di un aneurisma in un vostro genitore o fratello, in particolare se i casi di aneurisma cerebrale tra parenti di primo grado sono stati più di uno,
  • Soffrite di un disturbo congenito che fa aumentare il rischio di aneurisma cerebrale.

Cura e terapia

Intervento chirurgico

In caso di rottura dell’aneurisma, le possibilità terapeutiche più diffuse sono due:

  1. Il clippaggio è l’intervento di chiusura dell’aneurisma. Il chirurgo pratica un’apertura nel cranio per raggiungere l’aneurisma e individua il vaso sanguigno che lo alimenta. Con un piccolo punto di sutura metallico strozza il colletto (la base) dell’aneurisma, impedendo al sangue di alimentarlo ulteriormente.
  2. L’embolizzazione cardiovascolare è un intervento meno invasivo del precedente. Il chirurgo inserisce un minuscolo tubicino di plastica (catetere) in un’arteria, di solito nella zona inguinale, e poi lo guida verso l’aneurisma. Poi usa un filo guida per inserire un filo morbido di platino nel catetere e quindi nell’aneurisma. Il filo si avvolge all’interno dell’aneurisma riempiendolo, ostruisce la circolazione sanguigna e fa coagulare il sangue. Il coagulo risultante sigilla l’aneurisma separandolo dall’arteria.

Entrambi i tipi di intervento presentano dei rischi, in particolare quello di emorragia cerebrale o di diminuzione del flusso sanguigno diretto al cervello. Il secondo è meno invasivo e, almeno inizialmente, può essere più sicuro però, esattamente come il precedente, presenta il rischio di ulteriori emorragie e quindi di dover ricorrere a ulteriori interventi. Il chirurgo consiglierà uno o l’altro tipo di intervento a seconda della dimensione dell’aneurisma, del vostro stato di salute generale e di altri fattori

Altre terapie

Le altre terapie per la rottura degli aneurismi cerebrali mirano ad alleviare i sintomi e gestire le complicazioni.

Gli analgesici, ad esempio il paracetamolo (Tachipirina®), possono essere usati per curare il mal di testa.

I calcioantagonisti impediscono al calcio di entrare nelle cellule delle pareti dei vasi sanguigni. Questi farmaci possono diminuire il vasospasmo, cioè il restringimento e l’allargamento anomalo delle arterie che può presentarsi come complicazione della rottura di un aneurisma: uno di essi, la nimodipina, si è dimostrato efficace per ridurre il rischio di lesioni cerebrali ritardate causate da una circolazione sanguigna insufficiente a seguito di emorragia subaracnoidea dovuta alla rottura di un aneurisma.

Tra gli interventi per prevenire gli ictus causati da un flusso sanguigno insufficiente ricordiamo le iniezioni di farmaci vasopressori, che aumentano la pressione sanguigna in modo da vincere la resistenza dei vasi sanguigni che si sono ristretti. Un altro intervento utile per prevenire gli ictus è l’angioplastica, durante la quale il chirurgo usa un catetere per gonfiare una specie di palloncino che riporta alle dimensioni normali il vaso sanguigno cerebrale che si è ristretto. Il catetere può anche essere usato per somministrare direttamente nel cervello un vasodilatatore, cioè un farmaco che fa dilatare i vasi sanguigni.

Gli antiepilettici possono essere usati per curare le convulsioni dovute alla rottura di un aneurisma. Tra di essi ricordiamo: il levetiracetam (Keppra®), la fenitoina e l’acido valproico (o valproato)

I cateteri ventricolari e gli interventi di derivazione possono diminuire la pressione sul cervello connessa alla rottura di un aneurisma e causata dall’eccesso di liquido cerebrospinale (idrocefalo). Un catetere può essere collocato nei ventricoli (le aree cerebrali che contengono il liquido) per drenare all’esterno il liquido in eccesso. In alcuni casi, poi, può essere necessario introdurre un sistema di derivazione (costituito dal derivatore, un tubicino flessibile di silicone, e da una valvola) che crea un canale di drenaggio dal cervello alla cavità addominale.

Terapia riabilitativa. I danni al cervello derivanti da un’emorragia subaracnoidea di solito rendono necessario ricorrere alla fisioterapia, alla terapia della parola e alla terapia occupazionale per imparare di nuovo le abilità che sono andate perse.

Terapia degli aneurismi silenti

Gli interventi chirurgici di clippaggio e di embolizzazione cardiovascolare possono essere usati per sigillare un aneurisma non ancora rotto e per aiutare a prevenire un’eventuale rottura, tuttavia i rischi di questi interventi possono essere maggiori degli eventuali benefici.

Il neurologo e il neurochirurgo vi aiuteranno a decidere qual è la terapia che fa al caso vostro. Tra i fattori che terranno in conto per consigliarvi ricordiamo:

  • Dimensioni e posizione dell’aneurisma,
  • Età e stato di salute generale,
  • Precedenti famigliari di rottura di aneurismi,
  • Disturbi congeniti che aumentano il rischio di rottura dell’aneurisma.

Se soffrite di ipertensione chiedete al medico di consigliarvi una terapia per gestire il disturbo, se avete un aneurisma cerebrale, infatti, tenere costantemente sotto controllo la pressione può far diminuire il rischio di rottura.

Stile di vita e rimedi pratici

Se sapete di avere un aneurisma potete diminuire il rischio di rottura modificando il vostro stile di vita:

  1. Non fumate e non fate uso di droghe. Se non riuscite a smettere da soli, chiedete al medico di consigliarvi strategie o un programma terapeutico adatto.
  2. Seguite una dieta sana e fate esercizio fisico. Le modifiche della dieta e l’esercizio fisico possono aiutarvi ad abbassare la pressione. Chiedete comunque sempre consiglio al vostro medico.
  3. Limitate la caffeina, che è uno stimolante che causa un aumento improvviso della pressione.
  4. Evitate gli sforzi. Gli sforzi improvvisi, violenti e prolungati, ad esempio quelli che si compiono quando si solleva un peso, possono causare un aumento improvviso della pressione.
  5. Prudenza con l’aspirina. Prima di assumere l’aspirina o altri farmaci che inibiscono la coagulazione chiedete consiglio al medico, perché possono far aumentare il rischio di emorragia in caso l’aneurisma si rompa.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno

Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Roberto mg

    Buon giorno dottore,
    Da alcuni giorni a volte,mi capitano dei mal.di testa. Un fastidio simile al dolore della.cervicale comune. Parte dalla nuca e si irradia sul.capo.
    Era come sentissi la testa leggera e le gambe leggere. Non sensi di svenimenti ,ma tutt’altro.
    A volte invece prende alle tempie stringendo leggermente ,ed in alcuni casi leggermente gli occhi.
    Distendendomi o poggiando il.capo sul.letto si allevia. A volte trema la palpebra destra dell’occhio. Come fosse una forma nervosa ma leggermente,senza andare avanti a lungo.
    La cosa non capita tutti i giorni anzi.
    Non riscontro febbre,vomito o feci melena.
    Unici farmaci che prendo è il Nexium 40.mg per RGE e a volte esoxx one o Galviscon Advandance.
    A volte CERCHIO antistaminici.
    Niente di più.
    Faccio una premessa che alcuni anni fa quando mi fu diagnosticata allergia ai pollini ,peli di gatto ecc la dottoressa mi prescrisse una maxillo facciale che non ho mai eseguita.
    Da circa 30 minuti ho una leggerissima pressione alla.tempia superiore sinistra.
    Visto che vi sono vari tipi di aneurisma,sto avendo anche un Po di paura per il vissuto di un’amica di infanzia deceduta a 14 anni per questo.

    Ripeto,non e’ un dolore ma un qualcosa di leggero al lato superiore sinistro delle tempie.

    Ripeto ,non ho vista anomala,ne febbre ne sbandamento.

    Potrebbero essere dei sintomi?

    Da 20 giorni accadono ma non forti e non frequenti.

    Grazie dottore.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Lo ritengo poco probabile, ma ovviamente senta anche il parere del medico.

    2. Roberto Mg

      Quindi la.probabilità di aneurisma è bassa…vedo di incontrare il curante nel.pomeriggio…

      Ho una leggera fobia adesso.
      Grazie .

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi tenga al corrente, ma vedrà che verrà tranquillizzato.

    4. Roberto Mg

      Salve doc,
      Stamane sono stato dal curante per cambiare la.cura di Nexium da 40 mg a 20 mg cosi per vedere se continuano a migliorare i mal di pancia dovuti a RGE.
      Le ho parlato di questo difetto è del mio sospetto di aneurisma.
      Lei mi ha risposto anche con modi rassicuranti e leggermente ironici,sapendo un po la situazione, che il rischio innanzitutto,è di tutti. Ovviamente i fattori aumentano con particolari condizioni.
      Le ho descritto i sintomi e mi ha detto che non è il.caso. anche perché non sono lacinanti ma fastidiosi. Se continuano bisogna indagare con altri esami sempre nella stessa banchia.
      In parole povere non ha ritenuto il.caso di un angio con contrasto.

      Questo è quanto.

    5. Roberto Mg

      Premetto che non fumo più da 7 mesi,ovvio che mi sia attaccato al cibo,ovvero cm che abbia fatto pasti abbondanti o sconnessi.
      Oppure le cosiddette” schifezze”.

      Ora col r.g.e. devo badare bene anche a tavola!

    6. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sono felicissimo di saperla più tranquillo e la ringrazio per l’aggiornamento.
      2. Sì, è indispensabile.

  2. lucia

    Salve dottore , ieri sera sul tardi ho avuto un improvviso mal di testa molto doloroso , sopra l occhio sinistro, mi faceva male anche a chinare la testa come ci fosse una massa che premeva …da incosciente me ne sono andata a letto e stamane al risveglio ero ancora intorpidita dal dolore ma sono andata comunque al lavoro senza pensarci tanto ….ora riflettendo forse avrei dovuto prenderlo un po più sul serio quel dolore .
    Grazie infinite x una sua eventuale risposta …

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Ha ancora male? Era un tipo di dolore che non aveva mai provato prima?

  3. Anonimo

    Un leggero dolore sempre a sinistra , ma niente a che vedere con ieri sera …dolore forte alla testa cosi non ho ricordi …

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Non posso che consigliare di segnalarlo già domani al medico per approfondire, ma non salti a conclusioni, ci sono ipotesi più banali per spiegare l’accaduto (emicrania, sinusite, …).

  4. Anonimo

    Non soffro di emicrania , ne ho avuto recenti influenze …comunque sentirò medico x sicurezza …grazie mille …

  5. Emma

    Salve dottore,
    Non ho mai sofferto di mal di testa in vita mia, sono una ragazza di 20 anni.
    Mi capita ultimamente di avere forti fitte alle tempie, in modo alternato, mai insieme, o una o l’altra.
    Sono fitte si abbastanza forti ma che durano 3-4 secondi. Si presentano 4-5 volte al giorno. Dovrei preoccuparmi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È un periodo stressante?

      Raccomando comunque di verificare con il medico.

    2. Anonimo

      Stressante in se no. Diciamo che però sono molto ipocondriaca, quindi appena ho sentito un leggero dolore ho cominciato a preoccuparmi, fare ricerche e cose varie.
      Potrebbe essere stress?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è possibile, ma ovviamente come detto va verificato con il suo medico.

  6. anna

    buonasera dottore, mia mamma stamattina alle 5 si è svegliata da un forte male alla testa, mi ha detto: come se me la spaccassero.
    non aveva nausea nè altri sintomi, ha 82 anni e prende farmaci per pressione che è ben controllata e anticoagulante pradaxa.
    poi le è passato dopo un’ ora e ora sta bene, io l’ho saputo ora che le ho telefonato, secondo lei è urgente andare al pronto soccorso cioè può essersi rotta una vena oppure possiamo aspettare domani per andare dal suo medico?

  7. anna

    dottore mi scusi, non si è svegliata dal male, ma si è svegliata come al solito a quell’ ora per andare in bagno e in quel momento ha avuto questo forte male, tanto che ha faticato ad alzarsi.
    ha fatto ecg e visita cardiologica proprio due giorni fa per rinnovare il piano terapeutico ed era tutto ok.

  8. anna

    sono di nuovo io, ha provato a ristendersi e ha fatto fatica ad alzarsi, le gira tutto, che sia cervicale? sta bene solo se non si stende

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Contatti telefonicamente la guardia medica spiegando i sintomi, la aiuterà a decidere se andare in PS o aspettare domani il medico.

    2. anna

      Buongiorno dottore, lei aveva ragione, come sempre.
      Ho chiamato la guardia medica, l’ ha visita ma ha ritenuto opportuno portarla al pronto soccorso, così le hanno fatto una tac che non mostrava nulla di preoccupante, senza che vi sia scritto nulla sulla presunta patologia, ma a voce ci hanno detto che potrebbe essere cervicale, prendere tachipirina 1000 (mia mamma spesso per altre cose prende un po’ di brufen, visto che la tachipirina non le fa quasi niente). Forse le han dato tachipirina perché prende anche anticoagulante pradaxa?
      Però proprio il cardiologo aveva detto che per atrosi di cui ogni tanto soffre poteva prendere brufen per qualche giorno ogni volta, senza problemi, so che quello le conta subito.
      Comunque non le è passato, nonostante tachipirina restano forti giramenti se si stende, mentre sta molto meglio da seduta o in piedi. Vorrei chiederle cosa ne pensa, se esiste (senza fare nomi commerciali) qualcosa di specifico (ho guardato cerotti ma quelli che ho visto sono controindicati a chi assume anticoagulanti). E’ così deleterio il brufen al posto della tachipirina? Inoltre da chi potrei portarla per una visita specialistica? Neurologo? O reumatologo?
      grazie dottore

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Sì, la Tachipirina è stata scelta per la certezza di non avere problemi con Pradaxa.
      2. Se ha avuto l’avallo del medico il Brufen può usarlo.
      3. Può sicuramente valutare di usare cerotti antinfiammatori (previo via libera del medico, ma non dovrebbero esserci problemi) oppure quelli scaldano.

  9. anna

    Ho dimenticato di scrivere che oltre alla tachipirina 1000 hanno prescritto anche levopraid per 3 giorni 10 gocce 20 minuti prima dei pasti. Questo però non lo abbiamo ancora preso perché ci han detto al pronto soccorso che le avevano fatto flebo ed era coperta per tutto il giorno, se serve per le vertigini forse è meglio assumere anche questo? ho letto però diverse controindicazioni e visto che prende anche altri farmaci non saprei… (metoprololo, norvasc, zestril, simvastatina e pradaxa). Inoltre occorre la prescrizione rossa? o lo vendono anche senza?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      La lettera di dimissione dal PS è a tutti gli effetti una ricetta e quindi, non essendo Levopraid mutuabile, può acquistarlo presentando quel foglio.

    2. anna

      buonasera dottore, dopo 2 settimane mia mamma sta meglio ma la testa le gira ancora quando da seduta o stesa si alza e poi migliora stando in piedi o seduta, se si stende completamente gira, il medico le ha fatto continuare levopraid gocce, infatti se lo sospende sta peggio, volevo chiederle per quanto tempo si può assumere ancora? Possibile che ci voglia così tanto a guarire? non ha male ma solo vertigini.
      Grazie buona serata

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      In alcuni casi è necessario andare avanti molto a lungo, quindi si attenga tranquillamente alle indicazioni avute dal medico.

  10. Guido

    Salve mio figlio a 12 anni è da 5 giorni gli fa male leggermente la testa e lui mi dice anche che gli pulsano i muscoli che devo fare ?? Cosa potrebbe essere

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Stress, stanchezza, tensione, … ma dopo 5 giorni è decisamente ora di sentire il medico.

  11. alessandro

    Salve, vi vorrei raccontare quello che è capitato a mio figlio Andrea, verso la fine di marzo di questo anno. Era sera e stavamo mangiando quando a un certo punto mio figlio mi dice che gli batter forte il cuore e si sente svenire così lo portai alla guardia medica che mi disse che era ansia(causata dalla morte di un suo amico) così per un po’ ha avuto ansia,lui però aveva paura di avere qualcosa, io appena le dicevo di andare a fare una visita lui diceva no ho paura così questo continuò. Ora e da 2 giorni che si lamenta di mal di testa e gli pulsano i muscoli lui mi dice che latesta più ci pensa più gli fa male cosa potrebbe essere

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      L’ansia continua a essere una causa plausibile, ma è indispensabile che lo possa visitare un medico.

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