Anemia: sintomi, diagnosi e cause

Ultimo Aggiornamento: 9 giorni

Introduzione

L’anemia si sviluppa quando l’organismo ha carenza di globuli rossi sani e può essere diagnosticata quando il livello di emoglobina nel sangue è minore del normale: l’emoglobina è la proteina ricca di ferro che si trova nei globuli rossi ed è incaricata di trasportare l’ossigeno dai polmoni al resto dell’organismo.

Se soffrite di anemia l’organismo non riceve una quantità sufficiente di sangue ossigenato, quindi probabilmente vi sentite stanchi oppure lamentate altri sintomi, a seconda della gravità; chi soffre di anemia grave può sentirsi stanco, affaticato o senza fiato e quindi avere problemi durante lo svolgimento delle attività quotidiane.

L’anemia può essere un disturbo temporaneo oppure un problema cronico, molti tipi di anemia lieve sono facilmente curabili, invece alcune forme possono essere più gravi, durare a lungo e mettere in pericolo la vita del paziente se non vengono diagnosticate e curate.

Cause

In quest’articolo ci concentreremo sull’anemia provocata dalla carenza di ferro o di vitamine, dall’invecchiamento, dagli interventi chirurgici o dalle patologie croniche acquisite come i tumori, il diabete, le malattie infiammatorie croniche intestinali, le patologie renali o cardiache, l’epatite C, l’HIV/AIDS e l’artrite reumatoide.

Queste forme di anemia sono dette anemia da carenza di ferro (sideropenica), anemia da carenza di vitamine e anemia da patologie croniche.

Alcune forme di anemia sono ereditarie

Alcune mutazioni genetiche possono far diminuire la produzione di globuli rossi, oppure causare problemi a queste cellule del sangue: i globuli rossi, quindi,

  • hanno una vita più breve del normale,
  • non sono efficienti nel trasporto dell’ossigeno dai polmoni alle diverse parti dell’organismo,
  • oppure non vengono proprio prodotti.

Tra le forme ereditarie di anemia ricordiamo: l’anemia falciforme, la talassemia, l’anemia di Diamond-Blackfan e l’anemia di Fanconi. Tra le altre patologie ereditarie in grado di provocare l’anemia ricordiamo: la sindorme di Schwachman Diamond, le anomalie della membrana dei globuli rossi, la carenza di G6PD, la telangiectasia emorragica ereditaria, la discheratosi congenita, le anemie diseritropoietiche congenite e le sindromi di malassorbimento della vitamina B12 congenite.

Fattori di rischio

I gruppi maggiormente a rischio per quanto riguarda l’anemia sono:

  • I neonati che non ricevono una quantità sufficiente di ferro nella dieta.
  • I bambini durante i balzi di crescita: nei periodi di crescita accelerata, il ferro disponibile non è sufficiente per coprire il fabbisogno dei globuli rossi, che aumentano rapidamente.
  • Donne in età fertile che hanno un elevato fabbisogno di ferro a causa della perdita di sangue durante le mestruazioni.
  • Gestanti. Il feto che sta crescendo ha un elevato fabbisogno di ferro.

Anche chi soffre di insufficienza renale, di emorragie intestinali, di leucemia o di tumori per i quali è necessaria la radioterapia o la chemioterapia corre un forte rischio di soffrire di anemia; i farmaci o le radiazioni usati per curare alcune di queste malattie in molti casi vanno a danneggiare il meccanismo di produzione dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine da parte del midollo osseo.

Anche molti pazienti affetti da patologie infiammatorie croniche, come l’artrite reumatoide o le infezioni croniche, possono diventare anemici a causa della combinazione di due fattori: l’insufficienza di ferro per la produzione dei globuli rossi e la soppressione del midollo osseo.

La maggior incidenza dell’anemia negli anziani è attualmente imputata a una forma di soppressione del midollo osseo dovuta all’infiammazione cronica; la diagnosi e la terapia dell’anemia negli anziani stanno diventando sempre più interessanti dal punto di vista clinico, perché guarendo l’anemia si riesce a migliorare la qualità della vita.

I farmaci possono provocare l’anemia

I farmaci chemioterapici, ad esempio, provocano spesso l’anemia perché alterano il meccanismo con cui il midollo osseo produce i globuli rossi, cioè le cellule che trasportano l’emoglobina; se i globuli rossi sono troppo pochi, l’organismo non riceve la giusta quantità di ossigeno.

Le altre forme causate dai farmaci, ad esempio l’anemia aplastica indotta dai farmaci, di solito sono imprevedibili e le loro cause non sono note con esattezza: alcuni pazienti reagiscono ai farmaci per una forma di sensibilità ereditaria, ad esempio nel caso della carenza di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G6PD). Il G6PD è un enzima importante che combatte lo stress ossidativo dei globuli rossi maturi, nelle persone con carenza di G6PD l’esposizione a determinati farmaci o alimenti o a certe sostanze chimiche provocherà l’alterazione dell’emoglobina e la disgregazione dei globuli rossi.

Sintomi

Chi soffre di anemia si sente

  • stanco,
  • affaticato,
  • debole,
  • stordito,
  • irritabile,
  • con il fiato corto,
  • depresso;

inoltre può avere

Alcuni pazienti anemici, infine, possono avere particolare voglia di cibarsi di sostanze strane, come il ghiaccio, possono soffrire di disfunzioni sessuali o avere problemi a concentrarsi o ad eseguire compiti che richiedono impegno mentale.

L’anemia può essere asintomatica

I pazienti affetti da anemia lieve possono non avvertire alcun sintomo, oppure i sintomi possono essere talmente lievi da non essere percepiti. Man mano che l’anemia peggiora, anche i sintomi possono aggravarsi; tuttavia se la patologia si sviluppa rapidamente, con ogni probabilità i sintomi si manifesteranno già da subito.

In molti pazienti i sintomi possono insorgere con gradualità, perché l’organismo si adatta alla malattia e si abitua agli effetti dei sintomi; man mano che l’anemia diminuisce la quantità di ossigeno che il sangue è in grado di trasportare, il cuore ha maggiori difficoltà a pompare il sangue e non riesce a distribuire una quantità sufficiente di ossigeno nell’organismo.

L’aumento dell’attività di pompaggio da parte del cuore può rallentare la comparsa dei sintomi, però le pareti del muscolo cardiaco si ispessiscono per lo sforzo, provocando una patologia detta ipertrofia ventricolare sinistra. Man mano che la malattia si aggrava l’organismo non riesce più a compensarla e i sintomi possono diventare più evidenti.

Aver voglia di mangiare il ghiaccio è un sintomo dell’anemia

Il desiderio di mangiare il ghiaccio è un sintomo di carenza di ferro e quindi può indicare l’anemia: questo tipo di desiderio di mangiare cose non commestibili è detto pica.

La voglia di mangiare ghiaccio è la più frequente, altre forme di pica sono il desiderio di mangiare amido, carta o gesso, e i pazienti di solito non riescono a controllare volontariamente questo comportamento. La connessione tra la pica e la carenza di ferro non è nota con esattezza, ma se vi rendete conto che avete voglia di mangiare una di queste cose o qualcosa di non commestibile, parlatene con il vostro medico.

Diagnosi

Non esiste alcun modo sicuro per capire se i sintomi di cui soffrite sono direttamente imputabili all’anemia. Per scoprire se siete anemici, il medico o lo specialista dovranno stabilire con esattezza il livello di emoglobina sottoponendovi all’esame del sangue (emocromo completo). Se i risultati indicano che siete anemici, i sintomi di cui soffrite potrebbero essere provocati dalla carenza di ossigeno, se i sintomi migliorano dopo che l’anemia è stata curata è altamente probabile che fossero causati proprio da questa patologia.

Valori critici dell’emoglobina e dell’ematocrito per l’anemia (Fonte: WHO. Worldwide Prevalence of Anaemia 1993-2005.
I valori sono indicativi: alcuni medici ritengono che le soglie per gli adulti dovrebbero essere maggiori.)
Età(anni)/sesso Emoglobina (g/dL) Ematocrito (%)
Bambini (0.5-4) 11.0 33
Bambini (5-12) 11.5 35
Adolescenti (12-15) 12.0 36
Uomini 13.0 39
Donne 12.0 36
Gestanti 11.0 33

L’anemia si verifica quando il paziente presenta una carenza di globuli rossi e viene diagnosticata misurando il livello di emoglobina, la sostanza presente nei globuli rossi che trasporta e rilascia l’ossigeno in tutto l’organismo.

Il medico può capire se siete anemici prescrivendovi un normale esame del sangue (emocromo completo), che indica sia il livello di emoglobina sia quello dell’ematocrito (la percentuale di globuli rossi in un campione di sangue).

La misurazione dell’emoglobina è il metodo più frequente per diagnosticare l’anemia, ma possono essere usati anche i valori dell’ematocrito. Il valore o l’intervallo di valori normale per questi due indicatori varia a seconda del genere e dell’età del paziente.

Dopo la diagnosi spesso il medico dovrà ricorrere ad ulteriori esami, ad esempio a quello della sideremia, per capire qual è la causa e di conseguenza la terapia migliore.

L’anemia, successivamente, può essere classificata come lieve, moderata o grave, a seconda di quanto il livello dell’emoglobina è inferiore alla media. Ricordiamo che le forme di anemia che si sviluppano in breve tempo, ad esempio in poche ore o in pochi giorni, provocheranno più sintomi rispetto a quelle che insorgono gradualmente nel giro di alcuni mesi o di alcuni anni.

Gravità dell’anemia (Fonte: Elsevier Oncology. Guide to Oncology Drugs and Regimens 2006)
Gravità Emoglobina (g/dL) Sintomi Interventi medici
Lieve 9.5-13.0 Spesso è asintomatica Spesso non viene curata
Moderata 8.0-9.5 Ci possono essere sintomi Deve essere curata per prevenire le complicazioni
Grave 8.0 Di norma ci sono sintomi Può mettere in pericolo la vita del paziente e deve essere curata con tempestività

Esami e diagnosi

Se dagli esami dell’emoglobina e dell’ematocrito descritti in precedenza risulta che siete anemici, il medico può richiedere ulteriori accertamenti per capire la causa, la gravità e la terapia adatta per il disturbo. Il medico, ad esempio, può decidere di sottoporvi agli esami seguenti:

Visita medica

Il primo passo per giungere alla diagnosi è la visita medica, che serve per capire se soffrite dei sintomi o di eventuali complicazioni dell’anemia. Il medico potrà rivolgervi alcune delle domande seguenti per capire se soffrite di patologie che potrebbero causare l’anemia:

  • In passato lei o qualche suo familiare avete sofferto di anemia?
  • Ha un ciclo mestruale abbondante?
  • Ha mai notato del sangue nelle feci o altri sintomi di emorragia?
  • Che cosa mangia di solito?
  • Ha mai sofferto di ulcera?
  • Assume regolarmente l’aspirina o farmaci antinfiammatori?

Emorragie e sanguinamento

Una delle cause frequenti sono le emorragie o i sanguinamenti occulti, che possono passare inosservati finché non si inizia a soffrire di anemia. Se il medico sospetta che nel vostro organismo sia in corso un sanguinamento occulto, la causa può essere diagnosticata usando esami di diverso tipo: uno dei primi ad essere normalmente prescritto è l’esame del sangue occulto nelle feci, che controlla le feci alla ricerca di sangue e può individuarne anche quantità minime invisibili ad occhio nudo. Quest’esame, semplice e non invasivo, viene eseguito ponendo un piccolo campione di feci su una cartina trattata con sostanze chimiche, il campione viene poi coperto con una soluzione chimica: se la cartina diventa blu significa che c’è del sangue all’interno del campione.

Carenza di vitamine

Il medico può decidere di controllare i livelli di folati, vitamina B12 e vitamina C nel sangue, per capire se l’anemia è causata da una carenza di vitamine.

Carenza di ferro

La carenza di ferro è la causa più frequente dell’anemia, quindi il medico può farvi eseguire diversi esami del sangue per determinare i livelli di ferro (sideremia) nel sangue. Gli esami più comuni sono:

  • Ferritina sierica. La ferritina è una proteina che aiuta a immagazzinare il ferro nell’organismo. I risultati di quest’esame aiutano il medico a capire quanto del ferro immagazzinato nell’organismo viene consumato.
  • Transferrina o TIBC (capacità totale di legare il ferro). La trasferrina è una proteina che trasporta il ferro nel sangue. La TIBC misura la parte di trasferrina nel sangue che non trasporta il ferro. Chi soffre di anemia sideropenica presenta una gran quantità di trasferrina che non trasporta il ferro.

Patologie croniche

L’anemia può essere il primo sintomo di una malattia grave, quindi comprenderne la causa è molto importante. La diagnosi può essere difficile, soprattutto nei pazienti anziani, malnutriti o affetti da patologie croniche, in cui la malattia può essere causata da diversi fattori.

Cura e terapia

Il tempo che i sintomi impiegheranno per guarire dipende dalla gravità dell’anemia all’inizio della terapia e dal tipo di terapia al quale vi state sottoponendo; comunicare tempestivamente e correttamente con il vostro medico lo aiuterà a prescrivervi la terapia migliore a seconda della causa. È fondamentale parlare con il vostro medico dei rischi e dei benefici di tutte le possibili terapie prima di iniziare la terapia.

Se vi siete sottoposti a una trasfusione di globuli rossi, il livello dell’emoglobina probabilmente ritornerà subito a valori normali ed anche i sintomi potrebbero iniziare a regredire molto velocemente.

Se invece non vi siete sottoposti alla trasfusione il vostro organismo dovrà fabbricare nuovi globuli rossi per diminuire i sintomi; affinché questo accada sono necessari circa 5-7 giorni, quindi il livello dell’emoglobina probabilmente aumenterà dopo 2-3 settimane dall’inizio delle terapie a base di agenti di stimolazione dell’eritropoiesi (ESA) oppure di integratori integratori di ferro o di vitamine.

Le dosi terapeutiche di ferro (50-60 mg di ferro due volte al giorno per bocca) in teoria aumentano i livelli di emoglobina di 0,7-1 g/dL a settimana. Per accumulare il ferro nell’organismo e prevenire le ricadute, probabilmente dovrete continuare ad assumere l’integratore per alcuni mesi, quindi è fondamentale seguire scrupolosamente la prescrizione del medico e non interrompere la terapia, anche se i sintomi sono scomparsi del tutto o in parte.

Nausea e/o costipazione quando si assumono gli integratori di ferro

Molti pazienti che assumono gli integratori di ferro avvertono effetti collaterali che rendono difficile attenersi ai dosaggi prescritti, si stima che fino al 25% dei pazienti che assumono integratori di ferro avverta effetti collaterali a livello dell’apparato digerente: nella maggior parte dei casi il paziente avverte nausea e/o costipazione.

Gli integratori di ferro sono assorbiti meglio se assunti un’ora prima dei pasti, tuttavia il medico potrebbe consigliarvi di assumerli durante i pasti per diminuire la nausea. Anche iniziare con metà della dose prescritta e aumentare gradualmente fino alla dose completa può essere utile per minimizzare gli effetti collaterali

Ho seguito la terapia con gli integratori prescritti dal medico: perché i sintomi non sono scomparsi?

Il motivo più frequente per cui la terapia a base di integratori di ferro non funziona sta nella mancata assunzione o nell’assunzione scorretta dell’integratore. La quantità di ferro assorbita diminuisce all’aumentare della dose, proprio per questo si consiglia di assumere l’integratore dividendolo in due o tre dosi assunte a intervalli regolari.

Per minimizzare gli effetti collaterali, gli integratori di ferro spesso sono assunti durante i pasti, ma è importante notare che l’assorbimento del ferro potrebbe diminuire addirittura del 40-68%: in questo modo, quindi, si assume meno ferro, quindi si dovrà continuare la terapia con l’integratore per un periodo più lungo per ottenere lo stesso effetto.

Anemia nella donna

Ciclo mestruale

Il ciclo mestruale abbondante (menorragia) è una delle cause frequenti dell’anemia sideropenica nelle donne; la menorragia colpisce almeno una volta nella vita una percentuale variabile tra il 10 e il 15 per cento delle donne e tra di esse, il 20 per cento circa finirà per soffrire di anemia sideropenica.

È possibile, almeno inizialmente, integrare il ferro perso con le mestruazioni assumendo una maggior quantità di alimenti ricchi di ferro, però, in seguito, possono essere necessari gli integratori per uso orale. Esponete le vostre preoccupazioni e i vostri dubbi al medico o al ginecologo.

Fibromi uterini e anemia

L’anemia nella donna può essere causata da un flusso mestruale abbondante connesso ai fibromi uterini, dei tumori benigni dell’utero molto diffusi nelle donne in età fertile.

Non si trasformano praticamente mai in tumori maligni e non rappresentano un fattore di rischio per il cancro.

Per prevenire l’anemia sideropenica può essere necessario non solo seguire una dieta sana, ma anche ricorrere agli integratori di ferro.

Anemia e gravidanza

La gravidanza è una situazione in cui l’organismo della madre diventa più esigente perché deve provvedere non solo a se stesso, ma anche al bambino che sta crescendo.

L’organismo della donna deve ricevere ferro e folati in quantità sufficiente, in modo da poter fabbricare una quantità adeguata di globuli rossi. La maggior parte dei casi di anemia durante la gravidanza deriva dall’aumento del fabbisogno di ferro, si stima che le gestanti abbiano bisogno del 50% circa di ferro in più durante la gravidanza, e cioè il loro fabbisogno passi da 18 a 27 milligrammi (mg) al giorno.

Una dieta sana, da sola, può fornire soltanto 12-14 mg di ferro al giorno, molto meno di quanto sarebbe necessario per la futura mamma, quindi per prevenire l’anemia sideropenica in gravidanza spesso le gestanti devono assumere gli integratori di ferro.

Il CDC (Rete Americana dei centri per il controllo e la prevenzione delle malattie) consiglia a tutte le gestanti di assumere ogni giorno una quantità di 30 mg di ferro sotto forma di integratore. La futura madre, inoltre, dovrebbe rimanere in contatto con il medico e con il ginecologo e seguire una dieta sana che comprenda alimenti ricchi di ferro e folati, come il fegato e i vegetali a foglia verde scura.

Parto ed anemia postpartum

Il 10% circa delle donne soffre di anemia entro i primi sei mesi dal parto ed il 4% ne soffre per un periodo che può durare fino a 12 mesi.

L’anemia che compare nelle fasi successive al parto è detta anemia postpartum e di solito è causata dalla carenza di ferro; le madri che ne soffrono di norma

  • hanno perso molto sangue durante il parto,
  • hanno messo al mondo due o più gemelli,
  • oppure erano già anemiche nel terzo trimestre di gravidanza.

In ogni caso, perdere molto sangue o avere poco ferro nel sangue è un fattore di rischio per l’anemia.

Dopo il parto l’organismo della madre deve iniziare a fabbricare nuovi globuli rossi, per far questo ha bisogno di una quantità di ferro sufficiente per produrre l’emoglobina, cioè la parte dei globuli rossi che trasporta l’ossigeno in tutto l’organismo. Se la donna non ha una scorta sufficiente di ferro l’organismo non è in grado di aumentare i livelli di emoglobina e rimediare all’anemia. Per la carenza di ferro prima e dopo il parto, in alcuni casi, potrebbe essere necessaria una terapia. Rimanete in contatto con il medico o col ginecologo per aiutarlo a prevenire l’anemia durante la gravidanza e a curare l’eventuale anemia postpartum.

Miti da sfatare

Chi è anemico perde i capelli?

L’anemia non fa perdere i capelli, né temporaneamente né per tutta la vita. Alcuni pazienti anemici, però, hanno anche qualche altro problema che è la causa della caduta dei capelli: i fattori in grado di causare l’anemia, come la carenza di vitamine, l’ipertiroidismo o la chemioterapia, possono far cadere i capelli, quindi l’associazione tra la caduta dei capelli e l’anemia è piuttosto frequente.

I motivi per cui si può iniziare a perdere i capelli sono svariati e tra di essi ricordiamo

  • la predisposizione familiare,
  • il diabete,
  • le malattie della pelle come il lupus eritematoso o il lichen planus,
  • alcune patologie della tiroide,
  • gli sbalzi ormonali,
  • lo stress emotivo o fisico,
  • l’uso eccessivo di prodotti o di tecniche di acconciatura che stirano il capello,
  • l’alimentazione scorretta,
  • alcune diete estreme,
  • la radioterapia,
  • la chemioterapia.

Far presente la caduta dei capelli improvvisa e i sintomi connessi all’anemia può servire al medico per elaborare una terapia adatta al vostro caso e basata sulle cause esatte dei sintomi.

Chi non dorme abbastanza diventa anemico?

La mancanza di riposo o l’insonnia non provocano direttamente l’anemia ma alcuni pazienti, tuttavia, ritengono che i due disturbi siano collegati perché chi è anemico e chi non dorme abbastanza possono soffrire di sintomi simili.

Tra i sintomi in comune ricordiamo:

  • affaticamento,
  • debolezza,
  • irritabilità,
  • problemi di concentrazione.

Anche se la connessione non è stata dimostrata, è probabile che il motivo per cui non si dorme, ad esempio una malattia o un disturbo generico, possa contribuire alla comparsa dell’anemia.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

    1. Anonimo

      Salve cito. Alcune mie osservazioni, tipo freddo mani sudate e piedi dal mese ottobre al mese di aprile dalla. Nascita mai capito , dormo poco. Da un tot di. Tempo penso che sia dal periodo crisi lavoro , Iniziò la vista a vedere meno. Come lettura, sono stanco. Non molto respiro corto in alcuni casi come. Asma avvolte il fischio. Poi. Sparisce tutto, dolori vaganti. Alimentazione non esagerata ma squilibrata. Appena. Con orari strani 18,30 e 15,30 del gg dopo Faccio l’autista , non fumo. E non bevo , ho erniayatalee. Minima, peso 80kg anni 49, altezza 1,73 be on mirtillo. Acqua Caffe dorzo , non capisco ora. Risultò. Anemico e cosa dovrei fare X recuperare grazie ! Una cosa meglio Camminare a piedi oppure uso la bici .

    2. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, per le i disturbi alle estremità ( mani e piedi) verosimilmente, se lo ha sempre avuto, è un suo difetto di termoregolazione. Il difetto di visus da vicino è un fenomeno parafisiologico in adulti della sua età, è il caso di fare un controllo oculistico per farsi prescrivere occhiali adeguati. Se a volte ha affanno è avverte fischi, è consigliabile fare una spirometria e un videat pneumologico per escludere un broncopneumopatia cronica. Ovviamente una dieta squilibrata non aiuta a sentirsi in forma, per cui cerchi di migliorare questo aspetto . Bisogna sapere che tipo di anemia ha per consigliare una eventuale cura. Faccia vedere le analisi al suo medico.Saluti

  1. Anonimo

    Salve Dottore,
    Ho 26 anni. Ho ritirato le analisi e ci sono due valori alterati.
    L ematocrito 48.8 ( con massima 48.)
    E il glucosio che è basso 71 con minima da (74)

    Seppur non c’è questo grande distacco dal normale, sono collegati i due indici di valori oppure sono due cose a se?
    La ringrazio in anticipo
    Lunedì andrò anche dal mio medico curante.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non credo che verranno considerati un problema dal medico, a meno di sintomi particolari.

    2. Anonimo

      la ringrazio dottore,
      e possibile però che i due valori creino come un calo di zuccheri?
      ho notato questi due giorni dopo qualche ora dai pasti di sentirmi debole e con la necessità di assumere zuccheri.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Questo è un aspetto importante, se ha avvertito questi disturbi lo segnali al medico, potrebbe trattarsi di iperinsulinemia (in alcuni casi una situazione che si può verificare prima dello sviluppo di diabete); ovviamente NON sto dicendo che sia il suo caso, ma merita verificare.

    4. Anonimo

      La ringrazio Dottore,
      certamente farò presente questo aspetto al mio medico.
      Le volevo chiedere un ultima cosa, potrebbe c’entrare anche l ovaio micropolicistico visto che ne sono soggetta?

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Assolutamente sì, può in effetti predisporre a resistenza insulinica.

    6. Anonimo

      Salve,
      Dottore volevo aggiornala e chiederle una cosa. La mia dottoressa per precauzione mi ha segnato analisi più specifiche emoglobina glicata, insulinemia e glucosio, in più un ecografia pelvica.
      Le volevo chiedere visto che oggi mi e arrivato il ciclo se domani faccio le analisi vengono sballati questi valori? Conviene aspettare? La ringrazio ancora

  2. Anonimo

    Buongiorno dottore,ho sempre la pressione bassa e le mestruazioni sono un problema poiché abbondanti e non mi permettono di svolgere nulla durante la giornata soprattutto i primi giorni,rimango semore a letti e mi sento debole dormo tanto (anche quando non ho il ciclo mestruale).Già da adolescente ho questo problema anzi soprattutto quando ho avuto per la prima volta le mestruazioni.E da allora iniziai a soffrire di attacchi di panico ansia e ho iniziato una cura di ansiolitici.Ora ho 26anni e ho paura che la causa del mio malessere nonché ansia ecc che col tempo sono diventate fissazzioni e limiti che mi metto in ogni cosa che devo fare,ho paura che sono state proprio le mestruazioni la causa di tutto e vorrei sapere se gli ansiolitici possono far si che la pressione sia bassa..cordiali saluti attendo una risposta

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Gli ansiolitici non incidono direttamente sulla pressione, a meno che questa non sia elevata a causa dell’ansia.

  3. Anonimo

    Buon giorno dottore!! Ho ritirato la analisi e ho la ferritina a 3.24, la sideremia a 25..l’emoglobina a 9.8…siccome è da un Po di tempo che ho dei dolori al petto volevo sapere se ce una correlazione tra queste cose…e soprattutto se rischio qualcosa ad avere le analisi così sballate!! La ringrazio anticipatamente

  4. Anonimo

    Ah ho dimenticato a dire che sono una ragazza di 24 anni e che all’atto mio figlio da 14 mesi

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è possibile che i dolori siano in qualche modo collegati; c’è una anemia molto severa, raccomando di fare il punto con il medico appena possibile.

    2. Anonimo

      Sto prendendo un integratore di ferro..spero vada meglio!! Ma a cosa potrei andare in contro?? Spero nulla di grave

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se i valori sono scesi gradualmente non ci sono gravi imminenti, ma è comunque una situazione delicata; l’integratore è stato prescritto dal medico?

    4. Anonimo

      Si è il sidergin ma non so fino a quando possa essere efficace…in passato e dopo il parto mi hanno dato il ferrofolin e mi sono trovata bene…mentre quando ero in gravidanza me lo hanno fatto fare endovenosa!! Secondo lei dovrei rivolgermi a qualche alltro medico?? Se pensa che la situazione sia così grave?? Da premettere che io ho da sempre avuto problemi di anemia

    5. Anonimo

      Il mio organismo non riesce ad assimilare il ferro dalle sostanze nutritive…almeno così mi hanno detto molti anni fa..

    6. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, se la terapia non funziona è ovvio che vada cambiata, se necessario si ripete quella endovenosa, perché se ha problemi nell’assorbimento del ferro è inutile somministrarlo oralmente perché non verrebbe comunque assorbito o almeno non a sufficienza, ammesso che ci sia un problema del genere, ma andrebbe approfondita la questione…

    7. Anonimo

      buona sera dottore ho ritirato gli esami di mia nipote il giorno 12/09/16 e l’Emoglobina era 8,20 ,la Sideremia 16,il TSH 5,86 .Il medico curante mi ha dato una cura di cui DIFENFIL FERRO bustine,e FLOGOSTOP integratori,LEDERFOLIN 7,5 compresse .Dopo 15 giorni mi ha fatto ripetere di nuovo gli esami e i risultati sono Emoglobina 8,20,Sideremia 19,TSH2,60 ,QUANDO HO COMUNICATO QUESTI RISULTATI AL MIO MEDICO CURANTE MI HA DETTO DI RIVOLGERMI AD UN EMATOLOGO XK LA RAGAZZA VA SEGUITA MIA NIPOTE HA 15 ANNI .VI PREGO DI AIUTARMI ASPETTO UNA VOSTRA RISPOSTA .GRAZIE…

    8. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non si spaventi perchè la necessità di rivolgersi a un ematologo non significa necessariamente che sia una situazione grave, ma è necessario indagare più a fondo la causa di questa carenza di ferro.

  5. Anna

    Salve dottore. Al mio nipote di 2 anni le è stato diagnosticaTo sangue insufficiente nell corpo, però globuli rossi ha sufficienti. È stato prescritto una terapia per tre mesi, e poi di nuovo esami di sangue. Volevo sapere se è pericoloso, e con la terapia si risolve. grazie mille.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, non ho capito bene la diagnosi, che farmaco gli hanno prescritto?

  6. .angelo

    buonasera
    89 anni fatto analisi sangue mi hanno trovato globuli rossi 3,5 emoglobina 11,0 ematocrito 33,7 CEA 2,0 CA19,9FERRITINA 19TRANSFERRINA 288 ricerca sangue occulto nelle feri 3 campioni positivi ora dovrei fare colonscopia in sedazione profonda dico dovre i perchè l’ASL mi ha prenotato per fine di gennaio.dimenticavo ;sono molto stitico e faccio grandi sforzi per defecare,Normalmente ho anche la bronchite cronica Mi hanno consigliato di prendere delle pasticche di ferro
    E’ ora di….. ?? ti ringrazio se mi rispondi Angelo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non salti a conclusioni, aspettiamo con fiducia di vedere se e cosa dovesse emergere dalla colonscopia.

      Credo che manchi il risultato del Ca19.9.

  7. Nataliya

    Buongiorno! Altro ieri ho ritirato risultati del sangue….ho il ferro 3.44 e emoglobina 11.3 che significa? Però mi gira la testa e mi sento già stanca appena mi sveglio. Grazie!

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, anemia da carenza di ferro, faccia visionare il referto al curante per la relativa terapia, nulla di grave.

    1. Fabiano

      Emoglobina 10,20 mi sento sempre stanco e faccio fatica a respirare,è grave ho fatto la gastroscopia tutto ok e mi hanno detto di fare anche una coloscopia siccome ho fatto perdite di sangue nelle feci e allora vogliono andare a vedere, grazie

    2. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, bisognerebbe capire quali sono solitamente i suoi valori di emoglobina, attualmente è un valore basso e ne va appurata la causa, concordo con la colonscopia se ha perso sangue con le feci.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembra molto bassa; valori di riferimento del suo laboratorio?
      È vegana?

    4. Iolanda

      buonasera , sono stata operata di artodesi l5 s1 con PLIFF il 12/10, ho avuto bisogno nei giorni a seguire di trasfusione di sangue (2 unità). In data odierna ho tolto i punti di sutura:Avverto frequenti capogiri e debolezza. L’emocromo andrà ripetuto a fine settimana, i sintomi soprcitati,sono ricomparsi da due giorni! Mi debbo preoccupare: Grz x l’attz…saluti

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono disturbi che dovrebbero passare rapidamente; li segnali al medico, mi raccomando, ma non sembra nulla di preoccupante.

  8. Abreu

    Salve,
    Sono una donna di 41 anni, da molto che mi sentivo debole e stanca e ho iniziato palestra pensando fosse mancanza di movimento, e per ben due volte sono quasi svenuta perché mi è girata la testa. Sono andata dal dottore di famiglia che mi ha prescritto delle analisi. Comunque ci sono dei valori alterati: Hgb 11,5 – Hct 35 MCV 65.8 MCH 22.6 – il dottore mi ha detto che sto una favola. Vorrei capire se questi valori vogliono dire qualcosa, se dovrei cercare uno specialista. Vi ringrazio

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, effettivamente non sono valori preoccupanti, c’è una leggera anemia, visto anche il basso MCV potrebbe essere microcitemia (anemia mediterranea); farei per completezza i dosaggi del ferro, magari ha una carenza di ferro appunto che le causa l’anemia e quindi la stanchezza, anche se ripeto 11,5 è un valore praticamente nella norma.

    2. Anonimo

      Grazie mille dalla sua cortese attenzione. Giustamente per il ferro l’unica analisi fatta è stata la Sideremia con valore 61. Siccome vorrei portare avanti la palestra e non svenire, ho chiesto a lui cosa dovevo fare e lui i ha risposto che sto bene. Infatti vorrei cercare uno specialista giusto per essere seguita e poter aver una vita senza stanchezza e giramento di testa. La ringrazio

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Per quello che sembra non c’è bisogno di uno specialista, più che altro non c’è una diagnosi per cui si potrebbe inviarla a un determinato specialista. Probabilmente la sua stanchezza non deriva dall’anemia e va ricercata la causa in altri ambiti.

  9. Fede71

    Buonasera dottore venti giorni fa ho fatto le analisi del sangue e mi hanno detto che ho una forte anemia ma sn preoccupata perche dopo fatto la cura cn acido folico e ferro in pasticche sto peggio di prima sn sempre stanca e assonnata ho le vertigini capogiri fiato corto appena faccio due passi mi viene il fiatone e’ possibike che nn sia anemia ma e’ un’altra malattia? Le mando i valori delle mie analisi emoglobina 7.6 valore minimo riferimento 12.0 ematocrito 26 minimo 36.0 valore globulare 0.47 minimo 0.85 valore cellulare medio 51.8 minimo 80 emoobina corpuscolare 15 minimo 27 con.emoglobina media 29 minimo 32 rdw 22.7 vori tra 11.6 e 13.7 siderimia 18 minimo 37 grazie mille per l.attenzione dimenticavo ho 45 anni

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      I valori sono davvero bassi, quindi è probabilmente proprio questa la causa dei sintomi descritti.

  10. Anonima

    Dottore,sono una ragazza di 18 anni e da piccola soffrivo di anemia, ma poi ho preso farmaci e integratori e non l’ho più curata perché sembrava tutto apposto..
    Da un po’ di tempo avverto sempre stanchezza,dormo spesso e mi urto facilmente (premetto che non sto passando un bel periodo ne a casa che a scuola e tendo a dormire e isolarmi e a stare sempre con il telefono in mano anche a scuola)ho anche difficoltà a respirare e tachicardia e non riesco a studiare per niente…(infatti sto prendendo delle fiale per la memoria che contengono ferro) cose che mi hanno fatto pensare sempre ad un attacco di panico poiché ne soffro, ma dato che sono molto suscettibile sto iniziando a pensare che questi siano sintomi di un’anemia, e mi sto abbastanza preoccupando poiché ho letto che si può morire, non so se in casi estremi però..non ho capito molto, a parer vostro cosa può essere? le analisi del sangue le devo andare a fare, secondo voi faccio ancora in tempo a curarmi? Mi sto lasciando troppo suggestionare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente c’è un po’ di suggestione, ma ti raccomando di segnalare tutti i sintomi anche al tuo medico.

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