Anemia: sintomi, diagnosi e cause

Ultimo Aggiornamento: 198 giorni

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Introduzione

L’anemia si sviluppa quando l’organismo ha carenza di globuli rossi sani e può essere diagnosticata quando il livello di emoglobina nel sangue è minore del normale: l’emoglobina è la proteina ricca di ferro che si trova nei globuli rossi ed è incaricata di trasportare l’ossigeno dai polmoni al resto dell’organismo.

Se soffrite di anemia l’organismo non riceve una quantità sufficiente di sangue ossigenato, quindi probabilmente vi sentite stanchi oppure lamentate altri sintomi, a seconda della gravità; chi soffre di anemia grave può sentirsi stanco, affaticato o senza fiato e quindi avere problemi durante lo svolgimento delle attività quotidiane.

L’anemia può essere un disturbo temporaneo oppure un problema cronico, molti tipi di anemia lieve sono facilmente curabili, invece alcune forme possono essere più gravi, durare a lungo e mettere in pericolo la vita del paziente se non vengono diagnosticate e curate.

Cause

In quest’articolo ci concentreremo sull’anemia provocata dalla carenza di ferro o di vitamine, dall’invecchiamento, dagli interventi chirurgici o dalle patologie croniche acquisite come i tumori, il diabete, le malattie infiammatorie croniche intestinali, le patologie renali o cardiache, l’epatite C, l’HIV/AIDS e l’artrite reumatoide.

Queste forme di anemia sono dette anemia da carenza di ferro (sideropenica), anemia da carenza di vitamine e anemia da patologie croniche.

Alcune forme di anemia sono ereditarie

Alcune mutazioni genetiche possono far diminuire la produzione di globuli rossi, oppure causare problemi a queste cellule del sangue: i globuli rossi, quindi,

  • hanno una vita più breve del normale,
  • non sono efficienti nel trasporto dell’ossigeno dai polmoni alle diverse parti dell’organismo,
  • oppure non vengono proprio prodotti.

Tra le forme ereditarie di anemia ricordiamo: l’anemia falciforme, la talassemia, l’anemia di Diamond-Blackfan e l’anemia di Fanconi. Tra le altre patologie ereditarie in grado di provocare l’anemia ricordiamo: la sindorme di Schwachman Diamond, le anomalie della membrana dei globuli rossi, la carenza di G6PD, la telangiectasia emorragica ereditaria, la discheratosi congenita, le anemie diseritropoietiche congenite e le sindromi di malassorbimento della vitamina B12 congenite.

Fattori di rischio

I gruppi maggiormente a rischio per quanto riguarda l’anemia sono:

  • I neonati che non ricevono una quantità sufficiente di ferro nella dieta.
  • I bambini durante i balzi di crescita: nei periodi di crescita accelerata, il ferro disponibile non è sufficiente per coprire il fabbisogno dei globuli rossi, che aumentano rapidamente.
  • Donne in età fertile che hanno un elevato fabbisogno di ferro a causa della perdita di sangue durante le mestruazioni.
  • Gestanti. Il feto che sta crescendo ha un elevato fabbisogno di ferro.

Anche chi soffre di insufficienza renale, di emorragie intestinali, di leucemia o di tumori per i quali è necessaria la radioterapia o la chemioterapia corre un forte rischio di soffrire di anemia; i farmaci o le radiazioni usati per curare alcune di queste malattie in molti casi vanno a danneggiare il meccanismo di produzione dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine da parte del midollo osseo.

Anche molti pazienti affetti da patologie infiammatorie croniche, come l’artrite reumatoide o le infezioni croniche, possono diventare anemici a causa della combinazione di due fattori: l’insufficienza di ferro per la produzione dei globuli rossi e la soppressione del midollo osseo.

La maggior incidenza dell’anemia negli anziani è attualmente imputata a una forma di soppressione del midollo osseo dovuta all’infiammazione cronica; la diagnosi e la terapia dell’anemia negli anziani stanno diventando sempre più interessanti dal punto di vista clinico, perché guarendo l’anemia si riesce a migliorare la qualità della vita.

I farmaci possono provocare l’anemia

I farmaci chemioterapici, ad esempio, provocano spesso l’anemia perché alterano il meccanismo con cui il midollo osseo produce i globuli rossi, cioè le cellule che trasportano l’emoglobina; se i globuli rossi sono troppo pochi, l’organismo non riceve la giusta quantità di ossigeno.

Le altre forme causate dai farmaci, ad esempio l’anemia aplastica indotta dai farmaci, di solito sono imprevedibili e le loro cause non sono note con esattezza: alcuni pazienti reagiscono ai farmaci per una forma di sensibilità ereditaria, ad esempio nel caso della carenza di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G6PD). Il G6PD è un enzima importante che combatte lo stress ossidativo dei globuli rossi maturi, nelle persone con carenza di G6PD l’esposizione a determinati farmaci o alimenti o a certe sostanze chimiche provocherà l’alterazione dell’emoglobina e la disgregazione dei globuli rossi.

Sintomi

Chi soffre di anemia si sente

  • stanco,
  • affaticato,
  • debole,
  • stordito,
  • irritabile,
  • con il fiato corto,
  • depresso;

inoltre può avere

Alcuni pazienti anemici, infine, possono avere particolare voglia di cibarsi di sostanze strane, come il ghiaccio, possono soffrire di disfunzioni sessuali o avere problemi a concentrarsi o ad eseguire compiti che richiedono impegno mentale.

L’anemia può essere asintomatica

I pazienti affetti da anemia lieve possono non avvertire alcun sintomo, oppure i sintomi possono essere talmente lievi da non essere percepiti. Man mano che l’anemia peggiora, anche i sintomi possono aggravarsi; tuttavia se la patologia si sviluppa rapidamente, con ogni probabilità i sintomi si manifesteranno già da subito.

In molti pazienti i sintomi possono insorgere con gradualità, perché l’organismo si adatta alla malattia e si abitua agli effetti dei sintomi; man mano che l’anemia diminuisce la quantità di ossigeno che il sangue è in grado di trasportare, il cuore ha maggiori difficoltà a pompare il sangue e non riesce a distribuire una quantità sufficiente di ossigeno nell’organismo.

L’aumento dell’attività di pompaggio da parte del cuore può rallentare la comparsa dei sintomi, però le pareti del muscolo cardiaco si ispessiscono per lo sforzo, provocando una patologia detta ipertrofia ventricolare sinistra. Man mano che la malattia si aggrava l’organismo non riesce più a compensarla e i sintomi possono diventare più evidenti.

Aver voglia di mangiare il ghiaccio è un sintomo dell’anemia

Il desiderio di mangiare il ghiaccio è un sintomo di carenza di ferro e quindi può indicare l’anemia: questo tipo di desiderio di mangiare cose non commestibili è detto pica.

La voglia di mangiare ghiaccio è la più frequente, altre forme di pica sono il desiderio di mangiare amido, carta o gesso, e i pazienti di solito non riescono a controllare volontariamente questo comportamento. La connessione tra la pica e la carenza di ferro non è nota con esattezza, ma se vi rendete conto che avete voglia di mangiare una di queste cose o qualcosa di non commestibile, parlatene con il vostro medico.

Diagnosi

Non esiste alcun modo sicuro per capire se i sintomi di cui soffrite sono direttamente imputabili all’anemia. Per scoprire se siete anemici, il medico o lo specialista dovranno stabilire con esattezza il livello di emoglobina sottoponendovi all’esame del sangue (emocromo completo). Se i risultati indicano che siete anemici, i sintomi di cui soffrite potrebbero essere provocati dalla carenza di ossigeno, se i sintomi migliorano dopo che l’anemia è stata curata è altamente probabile che fossero causati proprio da questa patologia.

Valori critici dell’emoglobina e dell’ematocrito per l’anemia (Fonte: WHO. Worldwide Prevalence of Anaemia 1993-2005.
I valori sono indicativi: alcuni medici ritengono che le soglie per gli adulti dovrebbero essere maggiori.)
Età(anni)/sesso Emoglobina (g/dL) Ematocrito (%)
Bambini (0.5-4) 11.0 33
Bambini (5-12) 11.5 35
Adolescenti (12-15) 12.0 36
Uomini 13.0 39
Donne 12.0 36
Gestanti 11.0 33

L’anemia si verifica quando il paziente presenta una carenza di globuli rossi e viene diagnosticata misurando il livello di emoglobina, la sostanza presente nei globuli rossi che trasporta e rilascia l’ossigeno in tutto l’organismo.

Il medico può capire se siete anemici prescrivendovi un normale esame del sangue (emocromo completo), che indica sia il livello di emoglobina sia quello dell’ematocrito (la percentuale di globuli rossi in un campione di sangue).

La misurazione dell’emoglobina è il metodo più frequente per diagnosticare l’anemia, ma possono essere usati anche i valori dell’ematocrito. Il valore o l’intervallo di valori normale per questi due indicatori varia a seconda del genere e dell’età del paziente.

Dopo la diagnosi spesso il medico dovrà ricorrere ad ulteriori esami, ad esempio a quello della sideremia, per capire qual è la causa e di conseguenza la terapia migliore.

L’anemia, successivamente, può essere classificata come lieve, moderata o grave, a seconda di quanto il livello dell’emoglobina è inferiore alla media. Ricordiamo che le forme di anemia che si sviluppano in breve tempo, ad esempio in poche ore o in pochi giorni, provocheranno più sintomi rispetto a quelle che insorgono gradualmente nel giro di alcuni mesi o di alcuni anni.

Gravità dell’anemia (Fonte: Elsevier Oncology. Guide to Oncology Drugs and Regimens 2006)
Gravità Emoglobina (g/dL) Sintomi Interventi medici
Lieve 9.5-13.0 Spesso è asintomatica Spesso non viene curata
Moderata 8.0-9.5 Ci possono essere sintomi Deve essere curata per prevenire le complicazioni
Grave 8.0 Di norma ci sono sintomi Può mettere in pericolo la vita del paziente e deve essere curata con tempestività

Esami e diagnosi

Se dagli esami dell’emoglobina e dell’ematocrito descritti in precedenza risulta che siete anemici, il medico può richiedere ulteriori accertamenti per capire la causa, la gravità e la terapia adatta per il disturbo. Il medico, ad esempio, può decidere di sottoporvi agli esami seguenti:

Visita medica

Il primo passo per giungere alla diagnosi è la visita medica, che serve per capire se soffrite dei sintomi o di eventuali complicazioni dell’anemia. Il medico potrà rivolgervi alcune delle domande seguenti per capire se soffrite di patologie che potrebbero causare l’anemia:

  • In passato lei o qualche suo familiare avete sofferto di anemia?
  • Ha un ciclo mestruale abbondante?
  • Ha mai notato del sangue nelle feci o altri sintomi di emorragia?
  • Che cosa mangia di solito?
  • Ha mai sofferto di ulcera?
  • Assume regolarmente l’aspirina o farmaci antinfiammatori?

Emorragie e sanguinamento

Una delle cause frequenti sono le emorragie o i sanguinamenti occulti, che possono passare inosservati finché non si inizia a soffrire di anemia. Se il medico sospetta che nel vostro organismo sia in corso un sanguinamento occulto, la causa può essere diagnosticata usando esami di diverso tipo: uno dei primi ad essere normalmente prescritto è l’esame del sangue occulto nelle feci, che controlla le feci alla ricerca di sangue e può individuarne anche quantità minime invisibili ad occhio nudo. Quest’esame, semplice e non invasivo, viene eseguito ponendo un piccolo campione di feci su una cartina trattata con sostanze chimiche, il campione viene poi coperto con una soluzione chimica: se la cartina diventa blu significa che c’è del sangue all’interno del campione.

Carenza di vitamine

Il medico può decidere di controllare i livelli di folati, vitamina B12 e vitamina C nel sangue, per capire se l’anemia è causata da una carenza di vitamine.

Carenza di ferro

La carenza di ferro è la causa più frequente dell’anemia, quindi il medico può farvi eseguire diversi esami del sangue per determinare i livelli di ferro (sideremia) nel sangue. Gli esami più comuni sono:

  • Ferritina sierica. La ferritina è una proteina che aiuta a immagazzinare il ferro nell’organismo. I risultati di quest’esame aiutano il medico a capire quanto del ferro immagazzinato nell’organismo viene consumato.
  • Transferrina o TIBC (capacità totale di legare il ferro). La trasferrina è una proteina che trasporta il ferro nel sangue. La TIBC misura la parte di trasferrina nel sangue che non trasporta il ferro. Chi soffre di anemia sideropenica presenta una gran quantità di trasferrina che non trasporta il ferro.

Patologie croniche

L’anemia può essere il primo sintomo di una malattia grave, quindi comprenderne la causa è molto importante. La diagnosi può essere difficile, soprattutto nei pazienti anziani, malnutriti o affetti da patologie croniche, in cui la malattia può essere causata da diversi fattori.

Cura e terapia

Il tempo che i sintomi impiegheranno per guarire dipende dalla gravità dell’anemia all’inizio della terapia e dal tipo di terapia al quale vi state sottoponendo; comunicare tempestivamente e correttamente con il vostro medico lo aiuterà a prescrivervi la terapia migliore a seconda della causa. È fondamentale parlare con il vostro medico dei rischi e dei benefici di tutte le possibili terapie prima di iniziare la terapia.

Se vi siete sottoposti a una trasfusione di globuli rossi, il livello dell’emoglobina probabilmente ritornerà subito a valori normali ed anche i sintomi potrebbero iniziare a regredire molto velocemente.

Se invece non vi siete sottoposti alla trasfusione il vostro organismo dovrà fabbricare nuovi globuli rossi per diminuire i sintomi; affinché questo accada sono necessari circa 5-7 giorni, quindi il livello dell’emoglobina probabilmente aumenterà dopo 2-3 settimane dall’inizio delle terapie a base di agenti di stimolazione dell’eritropoiesi (ESA) oppure di integratori integratori di ferro o di vitamine.

Le dosi terapeutiche di ferro (50-60 mg di ferro due volte al giorno per bocca) in teoria aumentano i livelli di emoglobina di 0,7-1 g/dL a settimana. Per accumulare il ferro nell’organismo e prevenire le ricadute, probabilmente dovrete continuare ad assumere l’integratore per alcuni mesi, quindi è fondamentale seguire scrupolosamente la prescrizione del medico e non interrompere la terapia, anche se i sintomi sono scomparsi del tutto o in parte.

Nausea e/o costipazione quando si assumono gli integratori di ferro

Molti pazienti che assumono gli integratori di ferro avvertono effetti collaterali che rendono difficile attenersi ai dosaggi prescritti, si stima che fino al 25% dei pazienti che assumono integratori di ferro avverta effetti collaterali a livello dell’apparato digerente: nella maggior parte dei casi il paziente avverte nausea e/o costipazione.

Gli integratori di ferro sono assorbiti meglio se assunti un’ora prima dei pasti, tuttavia il medico potrebbe consigliarvi di assumerli durante i pasti per diminuire la nausea. Anche iniziare con metà della dose prescritta e aumentare gradualmente fino alla dose completa può essere utile per minimizzare gli effetti collaterali

Ho seguito la terapia con gli integratori prescritti dal medico: perché i sintomi non sono scomparsi?

Il motivo più frequente per cui la terapia a base di integratori di ferro non funziona sta nella mancata assunzione o nell’assunzione scorretta dell’integratore. La quantità di ferro assorbita diminuisce all’aumentare della dose, proprio per questo si consiglia di assumere l’integratore dividendolo in due o tre dosi assunte a intervalli regolari.

Per minimizzare gli effetti collaterali, gli integratori di ferro spesso sono assunti durante i pasti, ma è importante notare che l’assorbimento del ferro potrebbe diminuire addirittura del 40-68%: in questo modo, quindi, si assume meno ferro, quindi si dovrà continuare la terapia con l’integratore per un periodo più lungo per ottenere lo stesso effetto.

Anemia nella donna

Ciclo mestruale

Il ciclo mestruale abbondante (menorragia) è una delle cause frequenti dell’anemia sideropenica nelle donne; la menorragia colpisce almeno una volta nella vita una percentuale variabile tra il 10 e il 15 per cento delle donne e tra di esse, il 20 per cento circa finirà per soffrire di anemia sideropenica.

È possibile, almeno inizialmente, integrare il ferro perso con le mestruazioni assumendo una maggior quantità di alimenti ricchi di ferro, però, in seguito, possono essere necessari gli integratori per uso orale. Esponete le vostre preoccupazioni e i vostri dubbi al medico o al ginecologo.

Fibromi uterini e anemia

L’anemia nella donna può essere causata da un flusso mestruale abbondante connesso ai fibromi uterini, dei tumori benigni dell’utero molto diffusi nelle donne in età fertile.

Non si trasformano praticamente mai in tumori maligni e non rappresentano un fattore di rischio per il cancro.

Per prevenire l’anemia sideropenica può essere necessario non solo seguire una dieta sana, ma anche ricorrere agli integratori di ferro.

Anemia e gravidanza

La gravidanza è una situazione in cui l’organismo della madre diventa più esigente perché deve provvedere non solo a se stesso, ma anche al bambino che sta crescendo.

L’organismo della donna deve ricevere ferro e folati in quantità sufficiente, in modo da poter fabbricare una quantità adeguata di globuli rossi. La maggior parte dei casi di anemia durante la gravidanza deriva dall’aumento del fabbisogno di ferro, si stima che le gestanti abbiano bisogno del 50% circa di ferro in più durante la gravidanza, e cioè il loro fabbisogno passi da 18 a 27 milligrammi (mg) al giorno.

Una dieta sana, da sola, può fornire soltanto 12-14 mg di ferro al giorno, molto meno di quanto sarebbe necessario per la futura mamma, quindi per prevenire l’anemia sideropenica in gravidanza spesso le gestanti devono assumere gli integratori di ferro.

Il CDC (Rete Americana dei centri per il controllo e la prevenzione delle malattie) consiglia a tutte le gestanti di assumere ogni giorno una quantità di 30 mg di ferro sotto forma di integratore. La futura madre, inoltre, dovrebbe rimanere in contatto con il medico e con il ginecologo e seguire una dieta sana che comprenda alimenti ricchi di ferro e folati, come il fegato e i vegetali a foglia verde scura.

Parto ed anemia postpartum

Il 10% circa delle donne soffre di anemia entro i primi sei mesi dal parto ed il 4% ne soffre per un periodo che può durare fino a 12 mesi.

L’anemia che compare nelle fasi successive al parto è detta anemia postpartum e di solito è causata dalla carenza di ferro; le madri che ne soffrono di norma

  • hanno perso molto sangue durante il parto,
  • hanno messo al mondo due o più gemelli,
  • oppure erano già anemiche nel terzo trimestre di gravidanza.

In ogni caso, perdere molto sangue o avere poco ferro nel sangue è un fattore di rischio per l’anemia.

Dopo il parto l’organismo della madre deve iniziare a fabbricare nuovi globuli rossi, per far questo ha bisogno di una quantità di ferro sufficiente per produrre l’emoglobina, cioè la parte dei globuli rossi che trasporta l’ossigeno in tutto l’organismo. Se la donna non ha una scorta sufficiente di ferro l’organismo non è in grado di aumentare i livelli di emoglobina e rimediare all’anemia. Per la carenza di ferro prima e dopo il parto, in alcuni casi, potrebbe essere necessaria una terapia. Rimanete in contatto con il medico o col ginecologo per aiutarlo a prevenire l’anemia durante la gravidanza e a curare l’eventuale anemia postpartum.

Miti da sfatare

Chi è anemico perde i capelli?

L’anemia non fa perdere i capelli, né temporaneamente né per tutta la vita. Alcuni pazienti anemici, però, hanno anche qualche altro problema che è la causa della caduta dei capelli: i fattori in grado di causare l’anemia, come la carenza di vitamine, l’ipertiroidismo o la chemioterapia, possono far cadere i capelli, quindi l’associazione tra la caduta dei capelli e l’anemia è piuttosto frequente.

I motivi per cui si può iniziare a perdere i capelli sono svariati e tra di essi ricordiamo

  • la predisposizione familiare,
  • il diabete,
  • le malattie della pelle come il lupus eritematoso o il lichen planus,
  • alcune patologie della tiroide,
  • gli sbalzi ormonali,
  • lo stress emotivo o fisico,
  • l’uso eccessivo di prodotti o di tecniche di acconciatura che stirano il capello,
  • l’alimentazione scorretta,
  • alcune diete estreme,
  • la radioterapia,
  • la chemioterapia.

Far presente la caduta dei capelli improvvisa e i sintomi connessi all’anemia può servire al medico per elaborare una terapia adatta al vostro caso e basata sulle cause esatte dei sintomi.

Chi non dorme abbastanza diventa anemico?

La mancanza di riposo o l’insonnia non provocano direttamente l’anemia ma alcuni pazienti, tuttavia, ritengono che i due disturbi siano collegati perché chi è anemico e chi non dorme abbastanza possono soffrire di sintomi simili.

Tra i sintomi in comune ricordiamo:

  • affaticamento,
  • debolezza,
  • irritabilità,
  • problemi di concentrazione.

Anche se la connessione non è stata dimostrata, è probabile che il motivo per cui non si dorme, ad esempio una malattia o un disturbo generico, possa contribuire alla comparsa dell’anemia.

Traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno


Revisione scientifica e correzione a cura del Dr. Guido Cimurro (farmacista)
Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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Domande, suggerimenti e segnalazioni

  1. Ivana

    La ringrazio tanto!!mi avete tolto un gran preoccupazione..Grazie anche una volta!

  2. Anonimo

    Buonasera dottore, ho una lieve anemia che sto curando con l’assunzione di ferro ( gliene avevo parlato qualche settimana fa) e oggi leggendo qua e la scopro che esiste un’anemia da sportivo ! Le dico che ho fatto le analisi del sangue dopo circa tre settimane di palestra ( media intensità, a volte molto intensa) e non facevo palestra da oltre 10 anni! L’esame vero e proprio é stato fatto la mattina dopo un allenamento pesante che avevo fatto la sera prima! Secondo lei può essere che il mio organismo ha avuto un improvviso bisogno di ferro all’improvviso e per questo poi ho ritrovato i valori più bassi ? Tenga conto anche che mangiavo raramente la carne! Grazie in anticipo!

    1. Anonimo

      Dottore ho una curiosità: Prima di scoprire l”anemia avevo problemi di stomaco (bruciori e dolori a volte anche forti). Da quando assumo floradix e mangio carne ( su consiglio medico) ormai da 1 mese e mezzo, non soffro più di questi disturbi! Nessun bruciore, né dolore, ma digerisco tutto benissimo. Ha una spiegazione tutto ciò, secondo lei?

  3. Anonimo

    Se non sbaglio da qualche parte, avevo letto che l’anemia in certi casi poteva provocare problemi digestivi..ma poi non ho più trovato l’articolo! Nemmeno può essere suggestione perché i disturbi sono passati e io ho cominciato a fare dopo i collegamenti: Integratori di ferro = nessun problema di stomaco! Potrebbe essere che il mio corpo ha bisogno di carne? Averla eliminata del tutto forse mi aveva creato degli squilibri e ora che l’ho reintrodotta magari ho riequilibrato il mio apparato digerente? O può essere che fare palestra mi abba aiutato? Visto che scoprire l’anemia ( e di conseguenza iniziare con gli integratori ) ha coinciso con la mia iscrizione in palestra?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Sono più portato a pensare che l’attività fisica abbia aiutato.

    2. Anonimo

      Credo anche io!! Comunque l’importante é che stia bene! Poi il perché non ha importanza! Buona serata e grazie mille!!

  4. Anonimo

    Salve dottore e buon anno
    Volevo chiederle un parere
    Un paio di mesi fa ho fatto analisi del sangue da cui è emerso la feritina a 4 e mi sto curando con una compressa di ferroABI al giorno.
    Soffro anche di pressione bassa e per tenermi in movimento mi vorrei iscrivere in palestra
    Crede che con il ferro basso sia una cosa fattibile o meno?
    Grazie in anticipo

    1. Anonimo

      Grazie per la risposta
      Intende utile per il ferro basso o per l’ipotensione?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)

      Utile da un punto di vista generale, un fisico allenato lavora meglio anche dal punto di vista biochimico, metabolico, immunologico, …

  5. sabrina

    Salve dottore, dopo un’ influenza curata con antibiotici ho avvertito una forte stanchezza, ho fatto le analisi ed è risultata l’emoglobina 9.0 vuol dire che ho il ferro basso? Oppure è un valore normale.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      È un valore basso ed è la probabile causa della sua stanchezza; una carenza di ferro è una delle possibili spiegazioni.

  6. dino

    Salve avere sempre il ferro basso come io , ho 41 anni e sono sempre andato avis.
    Può essere una patologia.
    Adesso o 13 e non ho mai superato i 30.
    E sono sempre stanco.
    Gli integratori di ferro di erboristeria servono ? Grazie dino

  7. Tiziana

    Buon giorno dottore….Io tutte le mattine prendo con acqua tiepida mezzo limone spremuto…. Può causare anemia l’assunzione del limone???Grazie x l’attenzione

  8. anna

    Buonasera Dottore, volevo chiederle se il ferro basso può provocare tachicardia e forti dolori alle spalle.
    I risultati delle ultime analisi sono:
    Ferro 23
    Hgb 8,04
    Ferritina 5,53
    grazie

  9. angela

    buongiorno ho il ferro basso a 13 consiglia le punture io gia prendo il ferro complex a fiale che mi consiglia

  10. Adis

    Ciao dottore volevo dirle che io 2 mesi fa mi sentivo stanco e nn volevo fare niente tranne che che dormire e basta dopo un’po di giorni sono andato dal dottore di casa e gli ho raccontato di questa cosa e lui mi ha consigliato di prendere sostenium e per una settimana mi e passata pero dopo alcuni sforzi fisici mi e ritornata di nuovo e adesso sento a volte il dolore sul torace secondo lei cosa dovrei fare ? Continuare ad usare Sostenium o andare a fare un controllo del sangue?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      Senta il medico telefonicamente, ma credo che le suggerirà di ricominciare con Sustenium.

  11. Anonimo

    salve dottore,mi è successo più o meno un mese fa metre ero in ferie,la mattina quando mi alzavo avevo molto freddo nonostante ci fossero 15 / 20 gradi , dopo un paio di giorni mi è successo che mentre aiutavo mio marito a scaricare la spesa dall’auto avevo la sensazione come se stessi trasportando dei blocchi di cemento,tornata a casa avevo spesso il naso che colava e quando me lo soffiavo notavo dei piccoli coaguli di sangue ,piccoli come la punta dei denti della forchetta, poi ho avuto un dolore al fianco destro sotto la costola e pochi giorni fa invece ,così dal nulla ,ho iniziato ad avere la sensazione di stordimento,come se avessi il raffreddore ma senza starnutire ,è tutto collegato o ci sono incongruenze? secondo lei ho qualcosa di grave?

  12. Anonimo

    poi ancora volevo chiederle,ma come faccio a capire se sono anemica guardando gli occhi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      La mia sensazione è che sia fondamentalmente ansia, ma ne parli con il medico per valutare la situazione; l’anemia si valuta con esami del sangue.

  13. Anonimo

    ho appena misurato la pressione ed è 117 /60 con 79 battiti, potrebbe essere anche una semplice influenza? grazie davvero e scusi ancora

  14. Andrea V.

    Buonasera dottore, le spiego brevemente la situazione: da quasi due mesi ormai seguo una dieta vegetariana (mangio anche uova, miele e bevo il latte), le analisi del mese di gennaio segnavano la mia ferritina a 53 ng/dL emoglobina 15,7 g/dL ematocrito 46.3 % mentre le analisi che ho effettuato due giorni fa segnano un calo vistoso della ferritina che è a 17 ng/dL emoglobina a 15.4 g/dL ed ematocrito a 44.9 %. Secondo lei come si spiega che in un mese la ferritina sia scesa così tanto? Premetto di non soffrire di alcuna patologia, né prima del cambio di dieta ne adesso, soltanto che il valore mi ha messo in allarme. Sto finendo le riserve di ferro del mio organismo? E se si, perché? Carenze nutrizionali della dieta vegetariana od altri fattori? In ogni caso contatterò il prima possibile il mio medico per informarlo di tali variazioni, però mi farebbe piacere se anche lei mi desse un suo parere.

    Grazie, Andrea V.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)

      La dieta intrapresa è varia e completa? O si è limitato a togliere la carne e mangiare come prima?

      Sembra che stia depauperando le scorte dell’organismo.

    2. Andrea V.

      La dieta è varia, ho rimosso pane e pasta tradizionali per sostituirli con quelli in farina integrale, mangio legumi quasi tutti i giorni, mangio verdure a foglia verde in quantità, non mangio mai merendine o prodotti confezionati che possano contenere conservanti, non bevo alcolici e non fumo. Mi sembra di condurre una vita sana e una buona dieta.
      Chiaramente non posso andare avanti così, rischiando l’anemia, riprenderò a mangiare un po’ di carne rossa: una volta a settimana secondo Lei è sufficiente? O per reintegrare in prima battuta il ferro perduto meglio due/tre volte?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)

      Magari un paio di volte, oppure valuti con il medico un integratore.

    4. Andrea V.

      Il medico mi ha consigliato un banalissimo integratore multivitaminico e minerale acquistabile liberamente in farmacia con dosaggio di ferro fosfato di 14 mg da prendere una volta al giorno + assunzione di carne rossa 1-2 volte la settimana; nonché ripetere le analisi a marzo. Direi un buon compromesso, considerando che ho iniziato questa dieta vegetariana per una ipercolesterolemia che in questi due mesi è sostanzialmente scomparsa (a dicembre il colesterolo totale era a 261 oggi a 206). Spero solo che l’assunzione di carne non riporti su anche i valori del colesterolo. Lei che ne pensa? La terrò informata e grazie ancora per la sua professionalità e gentilezza.

      Andrea V.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)

      Prediliga i tagli più magri; utile consumarla con un goccio di limone sopra, la vitamina C aumenta l’assorbimento del ferro.

  15. Gaia

    Salve Dottore, le espongono il mio caso: ho un flusso mestruale cosi’ abbondante che mi causa una grande debolezza. Questo succede da quando non prendo piu’ le mie compresse effervescenti di ferro , ne prendevo 1 al di da 40 mg per 3- 4 giorni ( cioe’ durante il ciclo). Dovrei ritornare a fare questa cura? Lei crede sia utile per prevenire l anemia prendere integratori di ferro solo durante il ciclo? Grazie in anticipo per la risposta

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