Amebiasi intestinale: sintomi e terapia

Ultimo Aggiornamento: 184 giorni

Introduzione

L’amebiasi è un’infezione intestinale causata dal parassita Entamoeba histolytica; il parassita è in grado di vivere nell’intestino crasso (colon) senza causare danni o sintomi, ma nei casi peggiori invade la parete del colon, causando

  • colite,
  • dissenteria acuta (diarrea con sangue),
  • e diarrea a lungo termine (cronica).

L’infezione può anche diffondersi attraverso il circolo sanguigno al fegato e, raramente, a polmoni, cervello e altri organi.

In Italia i casi sono sporadici e limitati in persone con passato di turismo nelle zone endemiche.

Cause

Questa patologia esiste in tutto il mondo, ma è più frequente nelle aree tropicali sovrappopolate e con scarse condizioni igieniche. Africa, Messico, parti del Sud America e India riportano gravi problemi di salute associati a questa malattia.

L’Entamoeba histolytica si trasmette tramite cibo o acqua contaminati da feci. Questa contaminazione è comune quando le feci umane sono usate come concime. Può anche diffondersi da persona a persona, soprattutto con il contatto con la bocca o l’area rettale di un soggetto infetto.

Fattori di rischio

Individui di tutte le età, razza/etnia e di entrambi i sessi possono essere manifestare l’amebiasi.

  • Indebolimento del sistema immunitario (alcolismo, cancro, malnutrizione, età avanzata o infanzia, gravidanza, uso di farmaci immunosoppressori, HIV, …),
  • viaggio recente in una regione tropicale.

Trasmissione

La trasmissione avviene per via oro-fecale, sia direttamente tra persone (ad esempio, cambiando un pannolino o tramite rapporti sessuali) sia indirettamente, assumendo alimenti o bevande contaminate da feci.

Sintomi

L’incubazione della parassitosi è di circa 7-28 giorni e la durata nella maggior parte dei casi è di circa due settimane.

La maggioranza dei soggetti infettati non ha sintomi, mentre la malattia si manifesta solo nel 10 – 20% dei soggetti aggrediti dal parassita.

I sintomi più comuni sono:

  • dolore addominale,
  • diarrea,
  • evacuazione di feci molli con muco e talvolta sangue,
  • stanchezza,
  • meteorismo eccessivo,
  • dolore rettale durante la defecazione e sensazione di incompleto svuotamento (tenesmo),
  • perdita di peso.

La dissenteria amebica è una grave forma di amebiasi che si manifesta con:

  • dolore di stomaco,
  • dolorabilità addominale,
  • feci sanguinolente,
  • evacuazione di feci liquide striate di sangue,
  • evacuazione di feci 10-20 volte al giorno,
  • febbre,
  • vomito.

In un piccolo numero di casi, si è riscontrata una diffusione della malattia ad altre parti dell’organismo, principalmente il fegato, ma anche polmoni o cervello, ma tale evenienza è davvero rara.

La prognosi è in genere buona, la malattia dura circa 2 settimane, ma può recidivare in assenza di trattamento.

Diagnosi

La diagnosi avviene attraverso un esame delle feci ma non risulta affatto semplice, perchè l’esame dà spesso falsi negativi e, anche quando presenti, al microscopio le cellule di E. histolytica sono facilmente scambiate per altri parassiti; per esempio l’Entamoeba histolytica e un’altra ameba, l’Entamoeba dispar (10 volte più comune) sembrano uguali quando visti al microscopio, ma nel secondo caso non si manifesta alcun sintomo e non può quindi essere la causa di eventuali disturbi lamentati dal paziente.

È anche disponibile un esame del sangue, ma viene raccomandato solo se sussistano dubbi sulla possibile diffusione dell’infezione ad altri organi, come il fegato; purtroppo il test può risultare positivo anche in caso di contagi passati.

Cura

Diversi amebicidi sono disponibili per trattare casi di amebiasi (diloxanide, metronidazolo, tinidazolo, …); in genere si procede alla prescrizione

  • di un unico antibiotico in assenza di sintomi,
  • all’associazione di due farmaci in caso di sintomi.

Nei pazienti a rischio di disidratazione può essere utile una terapia di supporto.

Prevenzione

Un contagio in Paesi ragionevolmente sviluppati è poco probabile, ma in caso di viaggi in zone a rischio è possibile contrarre l’infezione; si consiglia quindi di bere solo bevande perfettamente sigillate e non consumare:

  • acqua da fontane o una qualsiasi bevanda con cubetti di ghiaccio,
  • frutta o verdura fresca non sbucciata personalmente,
  • latte, formaggi o prodotti lattiero-caseari che potrebbero non essere stati pastorizzati,
  • alimenti o bevande acquistate sotto forma di street-food.

Fonte principale: CDC

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

La sezione commenti è attualmente chiusa.